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venerdì 13 marzo 2026

IVECO D.V.: Autocarri militari ad alta mobilità Iveco Astra: si tratta di veicoli 4x4, 6x6, 8x8 e 8x8 Prime Mover; dopo vari successi commerciali, sono stati sottoscritti di recente contratti con il Ministero della Difesa Romeno e con quello tedesco; tali mezzi vengono realizzati in 16 differenti sotto-varianti, e caratterizzati dall’impiego di una cabina blindata (montata su circa un terzo della flotta), di un sistema di controllo centralizzato della pressione dei pneumatici, luci oscuranti, motori a doppia alimentazione, argani (per l’auto-recupero) e assi tattici.










https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.









L'Iveco Defence Vehicles S.p.A. (IDV) è una società italiana, divisione di Leonardo, con sede principale a Bolzano che produce veicoli per la difesa e di protezione civile.








Ha sedi secondarie a Piacenza (presso Astra), a Sete Lagoas in Brasile e Vittorio Veneto.

Le origini dell'azienda derivano dalla casa automobilistica Lancia. Mentre stava lavorando attorno al progetto dell'Aprilia, Vincenzo Lancia decideva di aderire ad una iniziativa governativa tesa a promuovere la creazione di un centro industriale a Bolzano, dedicato principalmente alla produzione dei veicoli industriali e, in prospettiva, anche ai mezzi sviluppati su commissione del Regio Esercito. Nel marzo del 1935, l'ufficio tecnico del comune di Bolzano trasmetteva alla direzione della casa torinese la planimetria dell'area su cui sarebbe dovuto sorgere il nuovo impianto. Sei mesi dopo, iniziarono i lavori di costruzione dei primi quattro capannoni e nell'aprile 1937 si concretizzò l'assunzione dei primi impiegati “istruiti” a Torino. Dopodiché; nel giugno 1937, venne avviato il reparto fonderia e il successivo 6 luglio lo stabilimento fu inaugurato.
Iveco Defence Vehicles sviluppa attualmente e produce veicoli speciali destinati a missioni militari, operazioni di peacekeeping e attività di protezione civile.
La produzione dell’azienda comprende:
  • camion logistici e tattici ad alta mobilità;
  • veicoli multiruolo per diverse missioni operative;
  • veicoli protetti con tecnologie avanzate di sicurezza.
L’intera gamma di Iveco Defence Vehicles è progettata per garantire mobilità su qualsiasi terreno e alti livelli di protezione per l’equipaggio.

NUOVI CONTRATTI PER “Iveco Defence Vehicles”

Come rilevato dall’autorevole sito di R.I.D. (Rivista Italia Difesa), di recente Iveco Defence Vehicles ha firmato un contratto con il MoD Romeno per la fornitura di 173 autocarri logistici ad alta mobilità 6x6, dotati di sistema centralizzato CTS di regolazione della pressione degli pneumatici e di verricello per l’auto-recupero. Tali veicoli, sono in grado di essere trasportati per via aerea con il C-130, si aggiungono ai 57 autocarri 6x6 e 8x8 in diverse configurazioni ordinati in precedenza. Inoltre, Iveco DV ne aveva siglato in precedenza un altro con l'Esercito Tedesco per 280 autocarri medi 4x4 Eurocargo Euro 6 MILL 150 E28 WS, dopo averne già consegnato all’Esercito Tedesco circa 1.000 autocarri 4x2, 4x4, 6x2, 6x4, 6x6 e 8x8), tutti già stati intensamente impiegati in aree operative come l’Afghanistan e il Mali.
Nel 2020, Iveco Defence Vehicles aveva confermato di aver sottoscritto un contratto per la fornitura di 942 autocarri alle Forze Armate della Romania; questo ordinativo costituiva un primo ordine per un più ampio accordo quadro comprendente circa 2.900 autocarri: 942 consegnati in quattro anni con 4 tipologie di piattaforme logistiche facenti parte della gamma di autocarri ad alta mobilità Iveco Astra del Gruppo CNH: si tratta di veicoli 4x4, 6x6, 8x8 e 8x8 Prime Mover, realizzati in 16 differenti sotto-varianti, e anche caratterizzati dall’impiego di una cabina blindata montata su circa un terzo della fornitura. Tutti i mezzi sono dotati di sistema di controllo centralizzato della pressione dei pneumatici (Central Tyre Inflation System, CTIS), luci oscuranti, motori a doppia alimentazione, argani (per l’auto-recupero) e assi tattici; offrono una alta mobilità, hanno notevoli capacità di guado e sono compatibili con il trasporto tramite C-130J.  Due precedenti ordinativi per 57 autocarri nel 2015 e per 173 nel 2017, testimoniano la soddisfazione delle Forze Armate Rumene, tedesche (oltre che dell’Esercito Italiano) nei confronti degli autocarri realizzati dall’azienda italiana.
Il progetto avviato da IDV rientra tra i principali programmi di rinnovamento della flotta logistica militare della Romania. L’obiettivo è aggiornare i mezzi destinati al supporto operativo delle Forze Armate.




Le prime due fasi dell’accordo hanno già portato alla consegna di numerosi veicoli. 
In particolare:
  • 942 camion militari nella prima tranche;
  • 1.107 veicoli logistici consegnati tra il 2023 e il 2026;
  • Con i 860 camion della terza tranche, la flotta logistica delle Forze Armate rumene sarà ulteriormente rafforzata.
I veicoli forniti alla Romania appartengono alla gamma High Mobility di Iveco Defence Vehicles, progettata per operare in condizioni operative particolarmente impegnative.

Questi camion militari sono sviluppati per garantire:
  • elevata mobilità su terreni difficili;
  • capacità di trasporto logistico per operazioni militari;
  • affidabilità in scenari operativi complessi;
  • sicurezza avanzata per l’equipaggio.
Circa un terzo dei nuovi veicoli sarà dotato di cabina blindata, aumentando il livello di protezione durante le missioni.

Iveco Defence Vehicles rafforza la presenza nei programmi militari europei

La fornitura di oltre 2.900 camion militari alla Romania conferma il ruolo di Iveco Defence Vehicles tra i principali produttori europei di veicoli logistici militari ad alta mobilità. Un programma di grandi dimensioni. Che consolida ulteriormente la presenza dell’azienda nel settore.
Negli ultimi anni Iveco Defence Vehicles ha firmato contratti anche con altri eserciti europei. Accordi legati ai programmi di ammodernamento delle flotte militari. Un segnale della crescente domanda di mezzi logistici moderni.

Tra i programmi più rilevanti:
  • Esercito Italiano, con un accordo per 1.453 camion militari nel 2024, ampliato nel 2025 con 658 veicoli aggiuntivi;
  • Paesi Bassi, che nel maggio 2025 hanno firmato un contratto per 785 mezzi logistici.

La Bundeswehr e Iveco Defence Vehicles hanno firmato vari contratti per la fornitura di autocarri Trakker, con consegne previste tra il 2016 e il 2019. 


L’offerta italiana era stata giudicata la migliore sia dal punto di vista tecnico che economico.
Il contratto ha previsto la fornitura di veicoli 8×8 della gamma di autocarri militarizzati Trakker di Iveco, offerti in cinque diverse configurazioni, tra cui varie tipologie di allestimento per il trasporto di container ISO, alcune dotate di gru idraulica e verricello, e rappresenta il passo successivo del cosiddetto progetto di approvvigionamento GTF dell'esercito tedesco.
Tutti i veicoli erano dotati di una cabina protetta che attualmente offre tra i migliori livelli di protezione balistica, contro mine e ordigni esplosivi improvvisati (IED) della sua categoria. Queste cabine offrono inoltre un elevato livello di comfort per l'equipaggio e sono progettate per ospitare una varietà di moderni sistemi di comunicazione e comando militari.
Nell'ultimo decennio, Iveco Defence Vehicles ha consegnato all'esercito tedesco oltre 1.000 veicoli della sua ampia gamma di prodotti (4×2, 4×4, 6×2, 6×4, 6×6 e 8×8), tra cui 250 autocarri pesanti personalizzati, protetti e non protetti, della gamma Trakker in diverse configurazioni (ad esempio GTF 8×8, TEP-90, STW-8×8, Tipper-8×8-FSA, Tractor-6×6-FSA e FTW-6×4), già ampiamente impiegati in vari teatri operativi.


Tra i contratti aggiudicati alla Bundeswehr figurano anche 115 autocarri pesanti per il trasporto di container ISO con sospensioni pneumatiche, basati sul nuovo Trakker 6×6 in versione militarizzata Euro VI per ospedali da campo (sistema MSE).
Questi successi commerciali rappresentano gli ultimi di una serie di traguardi per questa gamma di autocarri robusti e altamente affidabili, che sono stati acquistati in diverse configurazioni dalle forze armate di tutta Europa, tra cui anche Svizzera, Regno Unito, Polonia, Spagna e Italia.








IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, RID, Defence-Blog, Trasporti-Italia, WIKIPEDIA, You Tube)






































 

venerdì 19 dicembre 2025

BundesWehr: i veicoli da ricognizione e combattimento medio delle Forze speciali Defenture AGF 2 “MAMMOTH” 4 X 4.











https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.










Il Bundestag tedesco ha approvato un accordo quadro per la produzione e la fornitura di veicoli medi da ricognizione e combattimento per le forze speciali (AGF-2) e veicoli di supporto tattico medio del comando delle forze speciali (UFK). La nuova famiglia di veicoli delle forze speciali dovrebbe sostituire i veicoli del tipo Serval, che sono in uso dal comando delle forze speciali dal 2003, in due diverse varianti.
La Bundeswehr può ora concludere un accordo quadro corrispondente per l'approvvigionamento di fino a 80 veicoli con il produttore olandese Defenture B.V., dal quale, tuttavia, vengono ordinati solo 49 sistemi per un valore di poco meno di 100 milioni di euro. I restanti 31 sistemi rimangono come opzione. Oltre ai veicoli, sarà fornito anche un certo numero di tralicci per la ricognizione, l’osservazione e dei relativi sensori. 
L'ufficio acquisti della Bundeswehr BAAINBw ha già incaricato Defenture di sviluppare la nuova famiglia di veicoli per le forze speciali nell'agosto 2021. Lo specialista olandese per i veicoli delle forze speciali ha consegnato i quattro mezzi di prova alla Bundeswehr all'inizio del 2024, che hanno poi superato la cosiddetta guida integrata delle prove.



La Bundeswehr prevedeva già nel 2021 di procurarsi solo 49 degli 80 possibili sistemi, che sono stati suddivisi come segue:
  • 26 sistemi nella variante Veicolo di ricognizione e di combattimento medio Forze speciali (AGF 2),
  • otto veicoli di supporto al fuoco con un cannone a macchina da 20 mm,
  • 15 Veicolo di supporto tattico medio Comando Forze Speciali (UFK).

La nuova famiglia di veicoli per le forze speciali si basa sulla piattaforma 4 X 4 Mammoth di Defenture. Secondo i precedenti rapporti del BAAINBw, si tratta di "un sistema di veicoli a pianta aperta con protezione integrata dalle mine, che può essere integrato con componenti di protezione balistica a seconda della situazione di minaccia".
L'AGF 2 costituirà la piattaforma di mobilità e supporto al fuoco per i soldati di comando, mentre la variante UFK leggermente modificata sarà utilizzata per il trasporto di materiali, personale e munizioni - e quindi la fornitura dei comandi. Secondo il BAAINBw, la capacità di carico utile della piattaforma del peso di 9 tonnellate è di circa 3,5 tonnellate.
La struttura modulare dei veicoli a trazione integrale altamente mobili consente una preparazione ottimale per il rispettivo scopo. Ciò si riferisce in particolare alla protezione balistica degli occupanti del veicolo e alla scelta dell'armamento. I veicoli della variante AGF 2 possono trasportare una varietà di armi diverse sul cavalletto principale e sui carichi secondari", ha scritto il BAAINBw in un comunicato stampa nell'agosto 2021 dopo l'assegnazione del contratto. Inoltre, c'è la possibilità di portare con sé un sensore per la ricognizione e l’osservazione che identifica i bersagli sulle lunghe distanze, li aggancia e ne determina la posizione esatta. La variante del veicolo UFK serve principalmente per il trasporto dei materiali e delle persone. La capacità di autodifesa è ancora data dalle possibilità di armamento analoghe all'AGF 2”.
La Bundeswehr ha pubblicato diverse immagini dei veicoli come parte dei test delle truppe, da cui è possibile identificare diverse caratteristiche. 
Secondo il produttore, il veicolo è spinto da un motore da 200 kW con cambio automatico a 8 marce che offre fino a 610 Nm di coppia. Simile alla piattaforma ATTV, che pesa meno della metà, il veicolo avrà una trazione integrale con differenziale dell'asse anteriore, centrale e posteriore e uno sterzo integrale, che porterà a un raggio di sterzata di soli 12,5 metri nel veicolo lungo circa 5,6 metri.
Con le sue dimensioni esterne di 5,65 m x 1,99 m x 2,26 m (L/P/A), il veicolo non si adatta come carico interno in un elicottero (ad es. CH-47F Chinook), ma può essere trasportato come carico esterno. E’ possibile anche il trasporto tramite aereo C-130J e A400M.




Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, 
storia militare, sicurezza e tecnologia. 


La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri 
di un reparto militare 
ma come cittadini e custodi di ideali.
Valori da tramandare e trasmettere, da difendere
senza mai darli per scontati.
E’ desiderio dell’uomo riposare
là dove il mulino del cuore non macini più
pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto
nella cultura politica europea contemporanea,
è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti
a un disegno spezzato
senza nessuna strategia
per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali.
Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando
è che non bisogna arrendersi mai,
che la difesa della propria libertà
ha un costo
ma è il presupposto per perseguire ogni sogno,
ogni speranza, ogni scopo,
che le cose per cui vale la pena di vivere
sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, 
in quanto capace di autodeterminarsi,
vive finché è capace di lottare per la propria libertà: 
altrimenti cessa di esistere come popolo.
Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! 
Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti 
sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze 
per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: 
SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, 
devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante
poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”,
alcuni si sono abituati a darla per scontata:
una sorta di dono divino e non, 
un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità,
difendere la mia cultura,
conservare le mie tradizioni.
L’importante non è che accanto a me
ci sia un tripudio di fari,
ma che io faccia la mia parte,
donando quello che ho ricevuto dai miei AVI,
fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza
ai popoli che difendono la propria Patria!
Violenza e terrorismo sono il risultato
della mancanza di giustizia tra i popoli.
Per cui l'uomo di pace
si impegna a combattere tutto ciò 
che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori
affinché siano spezzate le catene
della violenza e dell’odio,
e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: 
fino a quando, Signore? Quando farai giustizia?
Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita 
e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, 
a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet:
“””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, hartpunkt, Wikipedia, You Tube)