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lunedì 23 marzo 2026

Esercito Italiano (EI): i primi 7.000 esemplari del fucile d’assalto Bdt (Beretta defense technologies) “Narp” su di un ordine iniziale di 50.000; vengono distribuiti al 9° reggimento d’assalto paracadutisti Col Moschin e il 4° reggimento ranger paracadutisti alpini. Le armi sono camerate nel cal. 5,56×45, con canne lunghe 11,5 e 14,5 pollici, ed anche nella variante in 7,62×51. BRITISH ARMY: Beretta propone il NARP e il Sako M23 come concorrenti per il nuovo fucile d'assalto britannico.












https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.









Esercito Italiano (EI)

L'Esercito Italiano (EI) è la componente terrestre delle forze armate italiane, delle quali fanno parte anche la Marina Militare, l'Aeronautica Militare e l'Arma dei Carabinieri, tutte dipendenti dal capo di stato maggiore della difesa e inserite nel Ministero della difesa.

Nato come Regio Esercito nel 1861 in occasione dell'Unità d'Italia dal nucleo della Armata Sarda, assunse la denominazione attuale dopo la nascita della Repubblica Italiana avvenuta nel 1946. Terminata la fase di transizione del secondo dopoguerra, periodo durante il quale alcune unità erano ancora sotto il controllo Alleato, l'ingresso dell'Italia nella NATO comportò per l'Esercito una riorganizzazione e un ammodernamento in funzione di contrasto a un'eventuale azione militare da parte delle forze del Patto di Varsavia. I mutevoli scenari a livello internazionale hanno fatto sì che l'Esercito Italiano partecipasse inoltre a varie missioni di pace sotto egida ONU o NATO, quale ad esempio la missione Ibis in Somalia cominciata nel 1992 nell'ambito della missione UNITAF o l'UNMIBH in Bosnia ed Erzegovina, durata dal 1995 al 2002.


Con l'avvento del XXI secolo l'Arma dei Carabinieri che prima faceva parte dell'Esercito, nel 2000 ha assunto il rango di forza armata; l'emanazione poi della legge 23 agosto 2004, n. 226 ha determinato la sospensione alle chiamate del servizio militare obbligatorio a partire dal 2005 accanto a un processo di riforma generale accompagnato da una progressiva riduzione di effettivi.





La distribuzione del fucile d’assalto Beretta Narp all’E.I. era stata ufficializzata a fine 2025: adesso sono stati resi noti anche i quantitativi, si parla di una commessa iniziale di 7 mila esemplari con una proiezione su un complessivo di 50 mila.

A Natale 2025, il Capo di Stato maggiore, Carmine Masiello, ha confermato ai media l’avvio della distribuzione del fucile d’assalto di nuova generazione Beretta Narp all’E.I.. Ora emergerebbe che la commessa sarà di 7.000 esemplari su circa 50.000 esemplari iniziali. L’ordine di che trattasi intende accelerare la sostituzione dei fucili d’assalto Beretta Arx 160 e dei più datati AR70/90. I primi reparti a ricevere il nuovo fucile d’assalto saranno il 9° reggimento d’assalto paracadutisti Col Moschin e il 4° reggimento ranger paracadutisti degli Alpini. Le armi saranno camerate ancora nel cal. 5,56×45, con canne lunghe 11,5 e 14,5 pollici; è prevista anche l’acquisizione di una variante cal. 7,62×51 NATO.


Il British Army (Esercito britannico) è la componente terrestre delle forze armate britanniche. 

Nacque dopo l'emanazione dell'Atto d'unione del 1707 con l'unificazione dei governi e delle forze armate di Inghilterra e Scozia nel Regno Unito di Gran Bretagna, incorporando reggimenti preesistenti dei due regni e quindi posto sotto il controllo del War Office di Londra.


Nel 2024 il totale del personale militare operativo è composto da 75 166 persone. Nel 2006 ne facevano parte 107 730 soldati, altri 38 460 appartenevano al Territorial Army. Per distinguerla dal Territorial Army, il British Army è indicato anche come Regular Army. La forza armata è oggi dispiegata in molte zone di guerra di tutto il mondo come parte di forze di combattimento e di forze di peacekeeping delle Nazioni Unite. Diversamente dalla Royal Navy, dai Royal Marines e dalla Royal Air Force, il British Army non ha l'aggettivo "Royal" nel suo nome perché alcune unità con cui fu formato nel 1707 già non avevano il prefisso "Royal" nel proprio.

Beretta propone il NARP e il Sako M23 come concorrenti per il nuovo fucile d'assalto britannico.

Come noto agli addetti ai lavori, Beretta Defense Technologies (BDT) partecipa dall’anno scorso alla gara per il prossimo fucile d'assalto britannico con due proposte. 




Con il nome in codice Grayburn, il Regno Unito intende sostituire l’attuale e datato SA80 in dotazione. Come sopra detto, l’italiana Beretta propone il New Assault Rifle Platform (NARP) o l'M23 della Sako, azienda finlandese ora parte di Beretta, sviluppato con la partecipazione svedese e già in servizio presso le forze armate di entrambi i paesi.
Entrambe le armi sono camerate per il calibro NATO 5,56 x 45 mm e si basano rispettivamente sulle piattaforme AR-15 e AR-10, ormai diffuse a livello globale. Come noto, Beretta si è concentrata sul miglioramento dei punti deboli del sistema, mantenendo al contempo le caratteristiche familiari a molti utenti. In particolare, la molla di recupero è ora posizionata sopra l'otturatore e non sporge più nel calcio come accadeva sull'AR originale. Ciò consente la sostituzione modulare del calcio, comprese le versioni pieghevoli.
Nel 2025, a Norimberga, Beretta Defense Technologies (BDT) ha presentato due modelli NARP: uno con calcio classico in stile AR e l'altro con calcio pieghevole, destinato a ulteriori personalizzazioni. 

Particolare enfasi è stata posta sull'affidabilità e sulla facilità di intercambiabilità dell'intero gruppo otturatore. 

Il fucile d’assalto è progettato per l'utilizzo sia da parte di tiratori destrorsi che mancini, ed è dotato di una leva di sicurezza ambidestra. È offerto con canne da 11,5, 14,5 e 16 pollici, ma secondo Cadwell sono possibili anche versioni da 18 o 20 pollici, ad esempio come fucile di precisione per tiratori scelti.
Il Sako M23 offre già questa capacità, e nel più potente calibro NATO 7,62 x 51 mm. Mentre la Svezia sta introducendo il nuovo modello come versione standard in calibro 5,56 mm (AK 24 con canne da 11,5 e 14,5 pollici) e 7,62 mm (AK 25 con canne da 16 o 18 pollici), nonché come fucile di precisione in calibro 7,62 mm con canne da 18 o 20 pollici; la Finlandia inizialmente ha adottato solo il DMR KIV 23 e il fucile di precisione TKIV 23 nel calibro maggiore. La decisione di due suddetti alleati della NATO di adottare questo tipo di arma è un argomento molto importante per l’offerta nella gara d'appalto britannica.
La Gran Bretagna non ha ancora deciso il calibro per il successore dell'SA80, ma si prevede che verrà utilizzato l'attuale 5,56 mm. Il progetto Grayburn è ancora in fase concettuale. 
Poiché la dismissione dell'attuale fucile d’ordinanza del Royal Army è prevista per il 2030, la nostra Beretta BDT spera di poter definire presto un piano più concreto per affrontare ad armi pari la forte concorrenza. È risaputo che la tedesca Heckler & Koch ha già migliorato l'SA80 fino all'attuale versione A3 e quindi spera di poter fornire anche un modello migliorato allo stato dell’arte.

Il New Assault Rifle Platform, NARP, è un fucile d'assalto italiano camerato per il calibro 5,56 × 45 mm NATO, sviluppato e prodotto dalla Beretta.

Lo sviluppo del NARP è iniziato nel 2018, con varianti via via sottoposte alle forze speciali nazionali per i test a fuoco. L'arma è stata presentata ufficialmente nel corso del salone londinese DSEI del 2023, dopo 15 anni dal lancio del Beretta ARX-160.
A dicembre 2025 è stata annunciata l'acquisizione da parte dell'Esercito Italiano, nelle cui unità operative il NARP andrà a sostituire il predecessore ARX-160.
Nonostante la somiglianza esterna, il NARP non condivide alcuna parte meccanica con il sistema AR-15. Esso è composto da due semi-castelli in lega di alluminio Ergal, accoppiati da due perni passanti, uno posteriore di apertura e uno anteriore di smontaggio. Il semi-castello inferiore (o lower receiver), verso il bocchettone di alimentazione, presenta la leva di selezione ambidestra a 3 posizioni (sicura, colpo singolo e raffica). Sono ambidestri anche il pulsante di sgancio del caricatore e la leva di sblocco dell'otturatore. Sul semi-castello superiore (upper receiver) è presente posteriormente la leva a T di armamento, superiormente una guida STANAG 4694, che si raccorda frontalmente con quella presente sull'astina paramano traforata. Le mire metalliche, ribaltabili e amovibili, sono composte da tacca di mira a diottra e mirino a palo. La calciatura base, compatibile con quelle stile AR-15, è di tipo ribaltabile metallica scheletrata, con poggia-guancia.
Le canne inizialmente previste in calibro 5,56 mm NATO sono da 11,5 pollici per la versione CQB (Close Quarters Battle) e 14,5 pollici per la versione Carbine. Sviluppi futuri potranno essere una versione CQB con canna da 7 pollici in calibro .300 AAC Blackout (7,62 × 35 mm NATO), una versione Infantry Automatic Rifle (mitragliatrice leggera) con canna da 16 pollici e un Designated Marksman Rifle con canna da 18 pollici. Le canne sono munite di spegnifiamma a 3 rebbi e sono predisposte per un silenziatore appositamente sviluppato, il Beretta B-SILENT.
L'arma è alimentata da caricatori prismatici STANAG NATO da 20 o 30 colpi, ma è in grado di utilizzare anche caricatori a tamburo. Il fucile d’assalto sarà inoltre compatibile con il lanciagranate Beretta GLX 160 tramite un'apposita interfaccia. Il sistema di funzionamento, coperto da un nuovo brevetto Beretta, è a sottrazione di gas con pistone a corsa corta.








IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, Armi & Tiro, soldat-und-technik.de, WIKIPEDIA, You Tube)















 

sabato 21 marzo 2026

Canadian Army 2026 - 2029: a breve le forze armate di Ottawa riceveranno i nuovi fucili d’assalto Canadian Modular Assault Rifle CMAR GS. Saranno ordinati 65.402 fucili in due fasi.











https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.







A breve il Canadian Army avrà in dotazione i nuovi fucili d’assalto Canadian Modular Assault Rifle CMAR GS, grazie ad un importante programma di riarmo annunciato dal Governo federale di Ottawa.



La trasformazione della difesa canadese è sempre più definita non solo dalle principali piattaforme e dalle strategie industriali a lungo termine, ma anche dalla modernizzazione degli strumenti su cui i militari fanno affidamento ogni giorno. Al centro di questo sforzo c'è il soldato, e ora è in corso un cambio generazionale per dotarlo di un nuovo fucile d'ordinanza standard.
Il 19 marzo 2026, a Kitchener, in Ontario, il governo del Canada ha annunciato un traguardo significativo in questa trasformazione: un contratto assegnato dalla Defence Investment Agency (DIA) a Colt Canada per la fornitura della prossima generazione di armi leggere alle Forze Armate Canadesi (CAF).
Nell'ambito dell'iniziativa canadese per i fucili d'assalto modulari (CMAR), il contratto prevede l'acquisizione di un massimo di 65.402 sistemi di fucili d'assalto, segnando la tanto attesa sostituzione della flotta C7/C8 in servizio da oltre 35 anni.
Per decenni, i fucili C7 e C8 sono stati un pilastro delle operazioni delle Forze Armate Canadesi, a supporto delle missioni in patria e all'estero. Ma con l'evolversi delle esigenze operative e il progresso tecnologico, anche l'equipaggiamento che garantisce l'efficacia dei soldati deve evolversi.
Il programma CMAR è progettato per realizzare questo salto di qualità.
Il progetto si articolerà in due fasi. La Fase 1 prevede l'acquisizione di 30.000 fucili General Service (GS) nell'arco di tre anni, per un valore stimato di circa 307 milioni di dollari, tasse incluse. La Fase 2, che dovrebbe iniziare nel quarto anno in base a una clausola opzionale, amplierà la flotta con ulteriori 19.207 fucili GS e 16.195 fucili Full Spectrum (FS), insieme alle relative attrezzature ausiliarie.
Al di là dei numeri, l'intento è chiaro: fornire ai membri delle Forze Armate Canadesi un moderno sistema di fucile che migliori la consapevolezza situazionale, aumenti l'affidabilità e rafforzi la protezione sul campo. Il progetto include anche l'integrazione del sistema e il supporto ingegneristico, garantendo che la capacità sia pienamente integrata nel più ampio ecosistema operativo.
L'iniziativa CMAR rappresenta anche un caso di studio per valutare come il Canada intende acquisire capacità di difesa in futuro.
Anziché seguire le tempistiche tradizionali, la DIA ha portato avanti il progetto attraverso un'acquisizione diretta per la sostituzione delle risorse, utilizzando un approccio basato sul rischio (RBA). Questo approccio riflette uno sforzo deliberato per semplificare i processi di approvvigionamento e accelerare i tempi di consegna, garantendo che le attrezzature critiche raggiungano più rapidamente i membri delle Forze Armate canadesi.
“Fornire alle Forze Armate canadesi capacità moderne e affidabili è fondamentale per la missione dell'Agenzia per gli Investimenti della Difesa, e il nostro approccio semplificato consentirà di fornire queste capacità alle nostre truppe più rapidamente. Questo contratto con Colt Canada promuove la nuova Strategia Industriale per la Difesa del Canada, rafforzando la produzione nazionale, creando posti di lavoro ben retribuiti e facendo crescere la nostra economia. Investendo in sistemi avanzati e competenze canadesi, garantiamo che le nostre Forze rimangano pronte ad affrontare le sfide future, costruendo al contempo un'industria della difesa più forte e resiliente in patria”, ha dichiarato l'Onorevole Stephen Fuhr, Segretario di Stato (Approvvigionamento per la Difesa).
Questo passaggio verso velocità e agilità non avviene in modo isolato. Fa parte di uno sforzo più ampio per allineare gli appalti alla strategia industriale della difesa del Canada, garantendo che la fornitura di capacità e la crescita industriale procedano di pari passo.
La decisione di assegnare il contratto a Colt Canada sottolinea un pilastro fondamentale dell'evoluzione della strategia di difesa del Canada: costruire e mantenere capacità a livello nazionale.
Con l'impegno a garantire almeno l'80% di contenuto canadese, il programma dovrebbe generare opportunità per i fornitori in tutto il Paese, rafforzando le catene di approvvigionamento e supportando un'ampia rete di piccole e medie imprese. L'impatto economico è inoltre significativo: si prevede che l'investimento contribuirà per circa 10 milioni di dollari all'anno al PIL canadese nei prossimi cinque anni, creando al contempo posti di lavoro ben retribuiti.
Ulteriori vantaggi deriveranno dalla politica sui benefici industriali e tecnologici (ITB), garantendo che la spesa per la difesa si traduca in investimenti a lungo termine e di alto valore nell'industria canadese.
“L’annuncio odierno riflette il costante impegno del nostro governo a garantire che le Forze Armate canadesi dispongano delle capacità necessarie per proteggere i canadesi e contribuire alla sicurezza globale. Il progetto del fucile d’assalto modulare canadese rappresenta un passo importante nella modernizzazione dell’equipaggiamento su cui i nostri militari fanno affidamento ogni giorno. Investendo in strumenti moderni e affidabili e collaborando con un partner canadese di fiducia, sosteniamo la prontezza operativa delle nostre Forze Armate, rafforzando al contempo l’industria della difesa canadese e la forza lavoro qualificata che la compone”, ha dichiarato l’Onorevole David J. McGuinty, Ministro della Difesa Nazionale.
Sebbene gli impatti industriali ed economici siano considerevoli, l'obiettivo principale rimane l'efficienza operativa.
Per l'esercito canadese, l'introduzione di un nuovo sistema di fucile rappresenta più di un semplice aggiornamento tecnico: è un miglioramento fondamentale della capacità del soldato di operare in ambienti sempre più complessi.
“L'annuncio di oggi rappresenta una vittoria per il Canada e per le Forze Armate canadesi. I fucili rimangono fondamentali per l'efficacia dei soldati sul campo e questo sviluppo apporta alle forze armate canadesi oltre 40 anni di evoluzione tecnologica. Ciò rappresenta un progresso tangibile e un chiaro esempio di come possiamo muoverci con maggiore agilità per fornire ai soldati equipaggiamenti moderni e affidabili. Si tratta di fornire all'Esercito canadese ciò di cui ha bisogno, oggi e in futuro”, ha dichiarato il Tenente Generale MC Wright, Comandante dell'Esercito canadese.
Il contratto con CMAR rientra nella prima ondata di appalti ad alta priorità gestiti dalla Defence Investment Agency, che sta svolgendo un ruolo centrale nel ridefinire il modo in cui il Canada equipaggia le proprie forze armate.
Coinvolgendo l'industria in una fase più precoce, allineando gli appalti alle priorità strategiche a lungo termine e puntando sulle capacità nazionali, la DIA sta contribuendo all'attuazione della più ampia Strategia Industriale della Difesa, che mira a ricostruire, riarmare e reinvestire nelle Forze Armate Canadesi (CAF).
In un periodo di crescente incertezza globale e di minacce in continua evoluzione, la modernizzazione del fucile d'ordinanza canadese può apparire modesta rispetto ai vasti programmi navali o aerospaziali. Tuttavia, per molti versi, è emblematica di un cambiamento più ampio: l'attenzione si concentra sulla fornitura di capacità pratiche e immediate a chi si trova in prima linea, costruendo al contempo un ecosistema di difesa più forte e resiliente a livello nazionale.

Il Canadian Modular Assault Rifle (CMAR) è stato adottato definitivamente dopo la decisione del Governo di stanziare 93,3 miliardi di dollari canadesi per il Ministero della Difesa Nazionale.

Alla Colt Canada in Ontario saranno ordinati 65.402 fucili in due fasi: la prima fase prevede 30.000 fucili General Service (GS) nei prossimi tre anni, con un costo di 307 milioni di dollari.
La Colt Canada, parte del gruppo Colt CZ è destinataria di un contratto per il progetto canadese di fucili d'assalto modulari (CMAR) e per la fornitura di fucili d'assalto e altri servizi per un valore di circa 172 milioni di euro. L'annuncio è stato dato in data 19 marzo 2026.
In base al contratto, la società Colt Canada fornirà 30.000 fucili General Service (GS) tra il 2026 e il 2029 per sostituire i datati fucili C7 e le carabine C8, in servizio presso le Forze Armate canadesi da oltre 35 anni. Il contratto include anche opzioni per ulteriori fucili, nello specifico 19.207 fucili GS aggiuntivi e 16.195 fucili Full Spectrum (FS). Oltre ai fucili stessi, il contratto copre anche l'integrazione del sistema e i servizi di supporto tecnico.
La variante FS del fucile è destinata alle unità di fanteria ed è ottimizzata per operazioni offensive in ambienti urbani e terreni aperti. La variante GS è destinata all'uso generale nelle Forze Armate canadesi da parte del personale non direttamente coinvolto nel combattimento di fanteria, come il personale di supporto e gli operatori di veicoli e sistemi d'arma.
Un video delle Forze Armate Canadesi sembra suggerire un fucile in stile AR. Pertanto, sarebbe logico supporre che il CMAR sarà un ulteriore sviluppo del Colt Canada Modular Rail Rifle (MMR), recentemente adottato dalla Danimarca. L'MMR è l'ultima evoluzione delle piattaforme di fucili C7 e C8 di Colt Canada, che sono essenzialmente versioni prodotte su licenza del Colt M16A2 fabbricato in Canada. Sviluppare il CMAR basandosi su una piattaforma esistente e ben nota non solo riduce i tempi necessari per lo sviluppo, i test e la qualificazione, ma le similitudini nella gestione dell'arma semplificheranno anche l'addestramento al nuovo utilizzo dei fucili, e l'utilizzo degli stessi pezzi di ricambio ottimizzerà la logistica.
Il contratto CMAR comprende anche le munizioni per i nuovi fucili e, sebbene non sia ancora stata rilasciata alcuna dichiarazione definitiva, si presume generalmente che manterranno il calibro 5,56×45 mm NATO degli attuali fucili C7, C8 e MMR. 
La General Dynamics Ordnance and Tactical Systems Canada produce attualmente la cartuccia 5,56×45 mm C77 per le Forze Armate canadesi e sta sviluppando una cartuccia 5,56×45 mm migliorata e a basse emissioni, nota come XC77A2. Secondo quanto riportato dalla stampa canadese, questa cartuccia è destinata ai nuovi fucili CMAR e dovrebbe migliorare la penetrazione e le prestazioni anche a distanze maggiori.
Oltre a modernizzare l'arsenale di armi leggere delle Forze Armate canadesi, il progetto CMAR mira anche a rafforzare l'industria della difesa canadese in quanto Colt Canada si è impegnata a garantire una produzione canadese di almeno l'80% dei nuovi fucili, il che dovrebbe avvantaggiare l'industria locale, creare nuovi posti di lavoro e aprire opportunità per i fornitori in tutto il Canada.
Anche il processo di appalto in sé è innovativo, poiché la DIA ha assegnato il contratto CMAR utilizzando un "approccio basato sul rischio". Sebbene non siano state fornite ulteriori spiegazioni su questo approccio, esso ha lo scopo di semplificare e velocizzare al massimo l'assegnazione dei contratti e la consegna delle attrezzature alle Forze Armate canadesi.










IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, Vanguardcanada, ARESDIFESA, HARTPUNKT, WIKIPEDIA, You Tube)
























 

US ARMY - USMC - NAVY SEALS: è stato designato il SIG SAUER XM8 e gli è stato assegnato il numero di identificazione nazionale 1005-01-737-3402. Il fucile d’assalto è dotato di una canna da 10 pollici calibro 6,8 x 51 mm e pesa 7,3 libbre senza accessori, contro le 8,3 libbre della carabina SIG SAUER M7 senza accessori con canna da 13,5 pollici; sorge spontanea la domanda: l'M7 ha ancora un futuro come fucile standard per le forze di fanteria, o la variante più compatta XM8 troverà ampia diffusione nel lungo termine?












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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.








L’US ARMY ha designato il SIG SAUER XM8 e gli ha assegnato un numero di identificazione nazionale 1005-01-737-3402. Il fucile d’assalto è dotato di una canna da 10 pollici calibro 6,8 x 51 mm e pesa 7,3 libbre senza accessori, contro le 8,3 libbre della carabina SIG SAUER M7 senza accessori con canna da 13,5 pollici. 



L’arma è stata sviluppata dalla SIG SAUER nell'ambito del Product Improvement Effort, ed è una versione carabina del fucile M7. Insieme alla mitragliatrice di squadra SIG M250, queste armi vengono fornite alle forze di combattimento delle forze armate statunitensi nell'ambito del programma Next Generation Squad Weapon.
Sebbene la principale modifica apportata alla carabina XM8 sia la canna più corta, essa non presenta nemmeno il calcio pieghevole. Questo permette di risparmiare peso. Considerando che alla carabina è stata assegnata la designazione M, sembra esserci una buona probabilità che venga adottata e distribuita almeno a una parte delle forze armate.
Gli Stati Uniti stanno da tempo portando avanti lo sviluppo delle sue armi leggere nell'ambito del programma Next Generation Squad Weapon (NGSW) e secondo recenti rapporti di rappresentanti dell'industria e personale militare statunitense, la variante carabina accorciata del fucile d'assalto M7, denominata XM8, è ora pronta per l'introduzione sul mercato. 

Quasi contemporaneamente, l’US ARMY ha avviato la ricerca di ottiche commerciali per il combattimento a corto raggio.

La nuova carabina si basa sul modello M7, già presentato e destinato a succedere alla carabina M4/M4A1, fa parte del programma NGSW, prodotto dalla SIG Sauer, ed è camerata per il calibro 6,8 x 51 mm, che si dice offra maggiore penetrazione e gittata rispetto al precedente calibro 5,56 x 45 mm. La variante ora denominata XM8 è una versione più compatta dell'M7. In precedenza era stato riportato che il produttore stava sviluppando e testando, da parte dell'esercito statunitense, configurazioni corrispondenti con canne accorciate. Queste sono pensate specificamente per soddisfare le esigenze delle forze di fanteria che operano in ambiente urbano o con truppe a bordo di veicoli o aeromobili.
Il contesto di tutto ciò è, tra le altre cose, rappresentato dalle ripetute critiche, provenienti dall'interno delle fila dell’esercito, riguardo al peso e alla maneggevolezza dell'M7 nella sua configurazione originale. Le modifiche apportate nell'ambito di un "Programma di Miglioramento del Prodotto" hanno quindi portato a varianti più leggere e compatte, tra cui la carabina XM8 munita di una canna di circa dieci pollici.
Quasi contemporaneamente all'annuncio della variante XM8, l'Esercito ha avviato un'indagine di mercato per le cosiddette soluzioni "Commercial Off-The-Shelf" (COTS) nei settori delle ottiche di puntamento, dei dispositivi di puntamento laser e degli accessori di montaggio. Questa iniziativa nasce dalle esigenze delle forze di combattimento ravvicinato, in particolare nel contesto dei moderni sistemi di armi leggere come il programma NGSW. 
L'attenzione è rivolta a prodotti già pronti per la produzione in serie, con un elevato livello di maturità tecnologica, che possano essere integrati direttamente nei sistemi esistenti. I produttori sono stati invitati a presentare le relative soluzioni e i dati tecnici.
L’US ARMY specifica anche requisiti precisi per i dispositivi di puntamento laser. Sono richiesti sistemi che integrino designatori di bersagli sia visibili che a infrarossi, nonché illuminatori a infrarossi. Questi devono essere compatibili con i dispositivi di visione notturna esistenti e in grado di operare fino a 600 metri. Oltre alle modalità operative sicure per gli occhi, devono essere disponibili anche impostazioni più potenti (fino alla classe laser 3B) per distanze maggiori. Funzionalità opzionali come telemetri integrati o telecomandi sono possibili, ma non obbligatorie. 
Secondo le specifiche dei requisiti, sia le ottiche che i laser devono essere compatibili con le interfacce di montaggio più comuni. Tra queste, in particolare, la slitta Picatinny (MIL-STD-1913) e i sistemi M-LOK. Anche il processo di montaggio stesso è oggetto della richiesta di informazioni.
L'indagine di mercato ha l'obiettivo di identificare le soluzioni disponibili e valutare la fattibilità industriale. I risultati potranno fornire informazioni utili per i futuri programmi di approvvigionamento e indicheranno anche la crescente importanza della versione compatta dell’M7 che è stato ufficialmente introdotto nel 2025 ed è un elemento centrale del programma di modernizzazione dell'armamento di fanteria dell’US ARMY, dell’USMC e delle SPECIAL FORCE. Il programma mira a sostituire sia la carabina M4 che la mitragliatrice leggera M249 con sistemi più performanti. L'introduzione della carabina XM8 deve essere vista come un continuo adattamento del sistema NGSW alle esigenze operative. 

Il design dell'XM8 riflette il feedback dei soldati ed è stato sviluppato nell'ambito del progetto M7 PIE, ovvero Product Improvement Effort (Sforzo di miglioramento del prodotto), ha affermato Joshua Shoemaker, responsabile di prodotto per fucili e silenziatori di Sig Sauer.

"Rappresenta i loro perfezionamenti e ottimizzazioni basati sulla versione iniziale dell'M7", ha dichiarato Shoemaker. "Abbiamo individuato diverse opportunità per migliorare la maneggevolezza, ridurre il peso, aumentare l'equilibrio e migliorare ulteriormente le prestazioni già elevate del sistema."  
L’Esercito statunitense ha fornito per l'ultima volta ai suoi soldati in prima linea una carabina più corta al posto di un fucile più lungo quando ha in gran parte sostituito l'M16A4 con l'M4 come arma da combattimento standard nel primo decennio delle guerre successive all'11 settembre. Il Corpo dei Marines ha seguito l'esempio a metà degli anni 2010.
Secondo Shoemaker, l'XM8 è lungo poco più di 32 pollici in totale, rispetto ai 37 pollici dell'M7, con una canna di lunghezza ridotta da 13 a 11 pollici e il silenziatore da 7 a 6 pollici.
La carabina è anche più leggera dell'M7. Senza silenziatore, l'XM8 pesa 7,33 libbre, mentre l'M7 pesa 8,36 libbre. Con il silenziatore, il peso della carabina scende a 1,31 libbre rispetto alle 1,46 libbre dell'M7.
La nuova carabina è inoltre dotata di un calcio fisso, poiché i soldati hanno affermato di preferirlo al calcio pieghevole dell'M7. "Il calcio pieghevole, pur essendo una caratteristica apprezzabile, non è robusto quanto un calcio di spessore maggiore”.
La carabina è inoltre dotata di un calciolo più morbido e di un paramano più rigido per il montaggio di ottiche e altre apparecchiature.
"La nuova variante XM8 offre capacità migliorate, in particolare per i ruoli in cui un sistema più compatto e maneggevole risulta vantaggioso”.

Ad ogni buon conto, sorge spontanea la domanda: l'M7 ha ancora un futuro come fucile standard per le forze di fanteria, o la variante più compatta XM8 troverà ampia diffusione nel lungo termine?










IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, SPARTANAT, HARTPUNKT, Taskandpurpose, You Tube)