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sabato 29 agosto 2026

ESERCITO ITALIANO: lo Skynex Revolver Gun Mark 3 (Mk3) è un cannone automatico da 35 mm a corto raggio (SHORAD) sviluppato da Rheinmetall Air Defence (precedentemente Oerlikon). L’E.I. ha avviato l'introduzione delle sue prime 4 batterie a partire da dicembre 2025, prodotte negli stabilimenti nazionali di Rheinmetall Italia.










https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.










Lo Skynex Revolver Gun Mark 3 (Mk3) è un cannone automatico da 35 mm a corto raggio (SHORAD) sviluppato da Rheinmetall Air Defence (precedentemente Oerlikon). Rappresenta la componente principale di fuoco ("effettore") del sistema di difesa aerea modulare e a rete Skynex. Questo modulo d'arma remotizzato è progettato per neutralizzare minacce a bassissima quota come droni (C-UAS), missili da crociera, razzi e colpi di mortaio (C-RAM).





Il sistema di difesa aerea Oerlikon Skynex® è l'ultima soluzione di Rheinmetall per la difesa aerea a corto raggio. Grazie alla sua architettura aperta e modulare, definisce nuovi standard in termini di flessibilità ed espandibilità. Il sistema di gestione del campo di battaglia Oerlikon Skymaster® è il nodo di controllo e il fulcro del sistema. Diversi sensori ed effettori possono essere collegati in modo modulare per adattarsi ai requisiti della missione. Uno o più radar a medio raggio, come il radar di acquisizione tattica Oerlikon X-TAR3D®, forniscono il quadro della situazione aerea, che viene consolidato nel nodo di controllo. Da qui, i bersagli aerei vengono assegnati agli effettori autonomi tramite la rete Skymaster.
Oltre al cannone ad alte prestazioni Oerlikon Revolver Gun® Mk3, il sistema può integrare anche il cannone binato Oerlikon Twin Gun® GDF009 TREO, missili terra-aria, sistemi di guerra elettronica attiva e passiva e, in futuro, laser ad alta energia. Tale combinazione di armamenti genera un efficace scudo di protezione stratificato contro un ampio spettro di minacce aeree e fornisce la risposta necessaria contro futuri attacchi di saturazione e attacchi a sciame.
Il moderno sistema di difesa aerea Skynex si basa su un concetto di separazione tra il controllo del traffico aereo e gli attuatori. Grazie alla modularità del sistema, consente agli utenti di collegare all'unità di comando e controllo solo i sistemi rilevanti per la missione.

Il sistema permette l'integrazione di sensori di diversi produttori. La sua capacità di implementare vari tipi di attuatori offre un'ulteriore libertà d'azione. L'unico requisito per l'implementazione è un'unità di tracciamento integrata.

Oltre ai singoli sensori e attuatori, gli utenti possono anche collegare unità di fuoco esistenti, come Skyshield o Skyguard, in una configurazione classica, al nodo di controllo. La situazione aerea rilevata viene visualizzata su una mappa all'interno del centro di comando e controllo in una posizione predefinita, mostrando sia la posizione dei sensori che quella degli attuatori e semplificando l'assegnazione dei bersagli alle apparecchiature di difesa aerea collegate.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI:
  • Architettura di sistema aperta e modulare;
  • Resistenza alla saturazione aumentata;
  • Composizione funzionale dei singoli effettori e sensori in base ai requisiti della missione;
  • Sistema di comando e controllo flessibile;
  • Capacità di integrare le unità antincendio Oerlikon Skyguard® e Oerlikon Skyshield® esistenti e la maggior parte degli altri sistemi preesistenti;
  • Calibro e Cadenza di Tiro: Utilizza un cannone da 35 mm x 228 con una cadenza di tiro superiore a 1.000 colpi al minuto;
  • Gittata Operativa: La portata effettiva contro i bersagli aerei si attesta intorno ai 4.000 metri (4 km);
  • Munizionamento Programmabile AHEAD: È il vero punto di forza tecnologico. Il sistema calcola il punto d'impatto e programma la spoletta di ogni singolo proiettile alla volata della canna. Il proiettile esplode a pochissimi metri dal bersaglio, rilasciando una micidiale nube distruttiva di subproiettili in tungsteno che satura l'area e distrugge anche piccoli droni o missili in arrivo;
  • Autonomia e Sensori Integrati: La torretta è completamente automatizzata e non necessita di equipaggio a bordo. Dispone di un proprio radar di tracciamento in banda X e di una suite elettro-ottica per identificare e ingaggiare i bersagli in modo autonomo dopo il puntamento iniziale del radar principale.

IL SISTEMA “Skynex”

All'interno di una tipica batteria Skynex, quattro unità Revolver Gun Mk3 lavorano in sinergia guidate da un modulo di comando centrale (basato sul software di gestione del campo di battaglia Skymaster) e da un radar di acquisizione tridimensionale (come l'X-TAR3D che copre fino a 50 km). La torretta può essere installata in postazioni fisse difensive, container ISO standard o montata direttamente su veicoli tattici pesanti come i camion militari Rheinmetall MAN HX.

OERLIKON TWIN GUN GDF009 TREO
  • Il sistema Twin Gun GDF009 TREO è dotato di un moderno processore di controllo del tiro con funzionalità di rete ed è in grado di ricevere ed elaborare dati da unità di controllo del tiro, nonché da radar di ricerca 3D e 2D come l'X-TAR3D. Può essere controllato a distanza o ingaggiare autonomamente i bersagli tramite la sua unità sensore integrata. Il collaudato affilatore a rimorchio con allineamento automatico semplifica l'impiego e il trasporto:
  • Designazione flessibile del bersaglio con radar di ricerca 3D o 2D;
  • Tracciamento automatico;
  • Tecnologia AHEAD;
  • Non è necessaria alcuna configurazione grazie all'unità sensore integrata;
  • Trasporto su rimorchio ben approvato;
  • Capacità in qualsiasi condizione atmosferica.

Lo Skynex è un sistema di difesa puntuale sviluppato da Rheinmetall Air Defence AG (precedentemente Oerlikon). Ha capacità C-RAM e C-UAS.
Lo Skynex è un'evoluzione del sistema Skyshield, le cui principali differenze risiedono nella centralità della rete, in un'architettura di rete aperta, progettata per utilizzare una vasta gamma di armi, e in una più rapida integrazione di nuovi effettori nel sistema rispetto alle versioni precedenti.
Tra gli effettori utilizzati con il sistema ci sono:
  • Cannone a revolver Oerlikon Mk3 (questo cannone viene utilizzato anche con il Rheinmetall Oerlikon Millennium Gun, il Rheinmetall Oerlikon MANTIS, il Rheinmetall Oerlikon Skyshield e il Rheinmetall Air Defence Skyranger 35);
  • Twin Gun GDF009 TREO.

Fin dall'inizio della creazione del sistema, Rheinmetall Air Defence aveva pianificato di aggiungere futuri effettori, come missili antiaerei e laser antiaerei. 
Il sistema è anche in grado di collegarsi con i sistemi di difesa aerea Skyshield e Skyguard più vecchi.

ATTREZZATURA

Il sistema Skynex si basa su:
  • Sistema di gestione del combattimento: Oerlikon Skymaster;

Sensori:
  • Radar di acquisizione tattica: Oerlikon X-TAR3D, IFF;
  • Oerlikon MSU, un'unità multisensore con radar AESA 3D, sensori EO panoramici, IFF, fusione di sensori;
  • Hensoldt TwinVis (radar passivo) ;

Effettori (attualmente in uso):
  • Revolver Oerlikon Mk3 (dotato di radar e sensore elettro-ottico propri);
  • Pistola doppia GDF009 TREO (è dotata di radar e sensore elettro-ottico propri, come la pistola revolver Oerlikon Mk3);

Potenziali fattori effettrici:
  • Laser: Laser ad alta energia Oerlikon;

Missili:
  • Oerlikon Skynex - Unità lanciamissili Skynight, lancia missili HALCON SkyKnight C-RAM / C-PGM
  • Missile LIG /Rheinmetall C-PGM/ESHORAD progettato per contrastare le bombe plananti.

OPERATORI:

  • Italia - 4 Skynex in configurazione statica sono stati ordinati nel gennaio 2025 a Rheinmetall Italia (1 ordine fermo + 3 in opzione). Consegne: il primo sistema consegnato nel dicembre 2025.
  • Qatar - Nell’ottobre 2022, le Forze di Difesa Aerea dell'Emirato del Qatar hanno rivelato di aver acquisito lo Skynex, un'architettura modulare di difesa aerea incentrata sul sistema di gestione del campo di battaglia Skymaster, in grado di collegare i componenti dello Skyshield. Si ritiene che Rheinmetall abbia ricevuto un contratto nell'ottobre 2019 del valore di circa 210 milioni di euro (204 milioni di dollari) per un numero imprecisato di Skymaster, radar e cannoni, tra cui le munizioni a frammentazione aerea programmabili AHEAD, efficaci contro piccoli bersagli fino a una distanza di 4  km. Un video diffuso dal Ministero della Difesa del Qatar ha mostrato otto  pistole Revolver Mk3 da 35 mm e un radar di acquisizione e tracciamento dei bersagli X-TAR3D.
  • Ucraina (2) - Nel dicembre 2022, un portavoce del governo tedesco ha dichiarato che Rheinmetall avrebbe fornito due sistemi Skynex all'Ucraina nell'ambito dell'assistenza durante l' invasione russa del 2022. Il valore stimato era di circa 182 milioni di euro (192 milioni di dollari), e la Germania si sarebbe fatta carico dei costi. Il sistema di difesa aerea Skynex si basa su un concetto che mantiene la sorveglianza dello spazio aereo separata dagli effettivi, richiedendo solo un'unità di tracciamento per collegare una rete C2 con i diversi armamenti. Ogni sistema Skynex comprende quattro cannoni Revolver Gun Mk3, un nodo di controllo CN-1 e un radar X-TAR3D, tutti montati su autocarri HX. Consegne: la consegna del primo è stata annunciata nel gennaio 2024. Il secondo sistema Skynex è stato consegnato dalla Germania nell'aprile 2025.

Operatori futuri:
  • Romania - La Romania ha ordinato 7 sistemi Skynex a Rheinmetall Italia SpA nel maggio 2026, il contratto fa parte di un ordine comune con 24 sistemi Skyranger 35 e 2 sistemi Millenium . Ogni unità di tiro è dotata di: 6 cannoni Revolver Oerlikon Mk3 (totale 42);
  • nodo di controllo CN-1. Punto di comando di livello superiore.
  • Cliente sconosciuto (4) - Nel luglio 2026, Rheinmetall ha annunciato la vendita di 4 sistemi a un cliente internazionale.











IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, Rheinmetall, WIKIPEDIA, You Tube)




























 

martedì 25 agosto 2026

BERETTA BDT: il sistema LIVET M4 (Light Vehicular Turret M4) è una torretta a controllo remoto (RCWS - Remote Controlled Weapon Station) di tipo cinetico sviluppata da Beretta in collaborazione con l'azienda italiana DUALEE.











https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.










Il sistema LIVET M4 (Light Vehicular Turret M4) è una torretta a controllo remoto (RCWS - Remote Controlled Weapon Station) di tipo cinetico sviluppata da Beretta Defense Technologies (BDT) in collaborazione con l'azienda italiana DUALEE, presentata ufficialmente al salone internazionale della difesa Eurosatory. 
Si tratta di un'innovativa piattaforma difensiva C-UAS (Counter-Unmanned Aerial Systems) nativa a intelligenza artificiale, progettata specificamente per l'intercettazione e la neutralizzazione di minacce aeree a corto raggio, come munizioni circuitanti (loitering munitions) e piccoli droni commerciali (Class 1A e 1B micro e mini). 



Caratteristiche dell'Armamento e Struttura:
  • Integrazione di 8 Fucili: L'apparato integra in un'unica stazione 8 fucili semiautomatici Benelli Drone Guardian M4 in calibro 12.
  • Capacità di Fuoco: Ciascun fucile è dotato di una canna da 26 pollici e un serbatoio esteso da 9+1 colpi, garantendo alla torretta un'autonomia complessiva di 80 cartucce totali prima della ricarica.
  • Leggerezza e Flessibilità: Con un peso complessivo di soli 180 kg, la torretta è estremamente leggera rispetto agli standard militari. Può essere installata con facilità su veicoli terrestri blindati, navi, droni terrestri (UGV) e natanti a guida autonoma (USV), oltre che su postazioni fisse a difesa di aeroporti o infrastrutture critiche. 

Tecnologia e Automazione DUALEE:
  • Auto-Tracking con IA: Grazie al comparto elettronico di DUALEE, il sistema utilizza algoritmi di intelligenza artificiale per l'acquisizione automatica dei bersagli.
  • Ingaggio Multiplo: L'interfaccia può agganciare e tracciare fino a 5 bersagli simultaneamente. L'operatore remoto controlla l'azione in sicurezza, riducendo drasticamente il carico cognitivo durante gli scenari di saturazione. 
  • Sensori Integrati: La torretta monta un modulo elettro-ottico completo dotato di telecamera diurna, termica, visore notturno e un telemetro laser per calcolare l'esatta distanza del bersaglio. È inoltre predisposta per interfacciarsi nativamente con sistemi radar esterni o apparati di guerra elettronica (Jammer).

Beretta Defense Technologies presenterà quest'estate alla fiera della difesa Eurosatory di Parigi una nuova stazione d'arma automatizzata progettata per contrastare gli attacchi dei droni.
Denominata Livet, la nuova arma monta otto fucili a pompa Benelli "Drone Guardian" in una torretta telecomandata che ricorda un sistema antiaereo compatto.
Secondo l'azienda, che fa parte del Gruppo Beretta, Livet è dotato di funzionalità di tracciamento automatico dei bersagli e di ingaggio a distanza, offrendo tempi di reazione rapidi che, a detta dell'azienda, contribuiscono a supportare la "protezione di beni strategici e infrastrutture critiche".
Il sistema utilizza cartucce di tungsteno e può essere equipaggiato con proiettili a frammentazione che detonano a mezz'aria, contribuendo a neutralizzare i droni più piccoli tramite la loro frammentazione.
Il sistema di tracciamento integrato con l'intelligenza artificiale della piattaforma Livet consente di identificare e agganciare autonomamente i bersagli. Può anche essere integrato con sensori radar a corto raggio esterni o scanner a radiofrequenza, dai quali può ricevere coordinate in tempo reale per individuare le minacce.
La guerra con i droni ha ridefinito il moderno campo di battaglia, con sistemi senza pilota, spesso a basso costo, che hanno svolto un ruolo di primo piano sia nella guerra in Ucraina che nei conflitti in Medio Oriente.
I droni con visuale in prima persona, che possono essere assemblati con una spesa minima di 300 dollari, si sono rivelati particolarmente efficaci in Ucraina, offrendo a Kiev la possibilità di effettuare attacchi di precisione contro le forze russe riducendo al contempo i rischi per i propri soldati.
La loro efficacia sul campo di battaglia ha costretto molte nazioni ad accelerare lo sviluppo di nuove tecnologie anti-drone e ha alimentato un boom di startup nel settore della difesa in tutta Europa.
La fiera Eurosatory si terrà dal 15 al 19 giugno e riunirà i principali attori dell'industria della difesa, nonché alti funzionari statali e militari. L'evento di quest'anno ospiterà interventi di personalità come il generale Pierre Schill, capo di stato maggiore dell'esercito francese, e Catherine Vautrin, ministro delle forze armate francese.











IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, Beretta, Euronews, WIKIPEDIA, You Tube)


















 

giovedì 13 agosto 2026

US ARMY: il cannone automatico XM913 Bushmaster cal. 50 x 228 è un'arma altamente efficace, indispensabile per abbattere i droni a bassa quota con maggior letalità precisione.













https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.











L'XM913 Bushmaster è un cannone automatico sperimentale del tipo chain gun (mitragliera a catena) da 50 x 228 mm, sviluppato da Northrop Grumman in collaborazione con il Picatinny Arsenal dell'U.S. Army. È progettato come arma principale per il futuro veicolo da combattimento della fanteria XM30 Mechanized Infantry Combat Vehicle, destinato a sostituire il leggendario ma ormai anziano M2 Bradley. L'XM913 rappresenta un enorme salto generazionale in termini di letalità, raddoppiando il calibro rispetto al cannone M242 Bushmaster da 25 mm attualmente in uso sul Bradley.



Caratteristiche Tecniche Principali:
  • Calibro: Munizioni da 50 × 228 mm.
  • Peso Complessivo: 314 kg (692 libbre).
  • Cadenza di Tiro: Colpo singolo, raffica o completamente automatico fino a 200 colpi al minuto.
  • Gittata Efficace: Supera i 4 km, più del doppio rispetto ai 2 km del precedente cannone da 25 mm.
  • Alimentazione: Sistema a doppia alimentazione (dual feed) con selezione istantanea del primo colpo.
  • Funzionamento: Movimento guidato da un motore elettrico a spazzole ad alta potenza (3.5 hp), che riduce drasticamente il rischio di inceppamento rispetto ai sistemi a recupero di gas. 




Munizionamento Avanzato:
  • Grazie alla flessibilità del sistema dual feed, l'XM913 è in grado di alternare istantaneamente due tipi di proiettili avanzati per affrontare minacce diverse sul campo di battaglia:
  • APFSDS-T (XM1203): Proiettili perforanti traccianti a energia cinetica con sabot eliminabile e stabilizzazione a alette, ideati per perforare le corazze dei moderni veicoli da combattimento della fanteria (IFV) nemici.
  • HEAB (High Explosive Air Bursting): Munizioni esplosive programmabili per esplodere a mezz'aria sopra le trincee, dietro i ripari o in prossimità di bersagli aerei.

Ruolo Tattico e Sviluppo:
  • Sostituzione del Bradley: Il cannone è integrato come arma d'ordinanza nei prototipi del programma XM30 guidati da American Rheinmetall Vehicles e General Dynamics Land Systems.
  • Capacità C-UAS (Anti-Drone): Oltre a distruggere blindati e fanteria protetta, l'U.S. Army sta attivamente testando e adattando l'XM913 in combinazione con munizioni a prossimità per abbattere droni appartenenti ai Gruppi 1, 2 e 3 (dai piccoli quadricotteri commerciali fino a UAV da oltre 600 kg). 
  • Stato del Programma: Northrop Grumman ha fornito una flotta iniziale di cannoni XM913 al DEVCOM dell’US ARMY per condurre approfonditi test di qualificazione e integrazione sulle torrette dei futuri veicoli corazzati.






Nell'ottobre del 2019, Northrop Grumman ha presentato il cannone XM913 Bushmaster da 50 mm alla fiera e conferenza sulla difesa AUSA (Association of the United States Army) tenutasi a Washington DC, negli Stati Uniti. 
L'XM193 si basa sul collaudato progetto del Bushmaster III 35/50 ed è concepito per offrire maggiori capacità contro i moderni veicoli da combattimento per la fanteria (IFV) e contro i sistemi aerei a pilotaggio remoto (UAS).
L'arma XM913, sviluppata in collaborazione con Northrop Grumman Defense Systems, rappresenta un miglioramento rispetto alla tradizionale tecnologia delle mitragliatrici a catena. Le nuove migliorie progettuali aumenteranno la precisione e l'accuratezza dell'arma grazie a un design meccanico ottimizzato e a sistemi di controllo avanzati.
Il cannone XM913 da 50 mm può colpire bersagli a distanze più che doppie rispetto ai circa 2 Km del cannone M242 da 25 mm attualmente in dotazione ai veicoli da combattimento Bradley. Il cannone da 50 mm è stato progettato per colmare questa potenziale lacuna, raggiungendo distanze ben superiori ai 4 km. Quest’arma è in grado di integrare in un unico sistema una varietà di tecnologie emergenti e all'avanguardia per l'attacco di veicoli corazzati, tra cui un sistema avanzato di controllo del tiro, sensori di puntamento automatizzati, munizioni di nuova generazione, una maggiore velocità di elaborazione dei computer e opzioni di attacco a lungo raggio con munizioni di medio calibro.

Attualmente, l’US ARMY sta lavorando al programma ALAS-MC (Advanced Lethality and Accuracy System for Medium Caliber), con l'obiettivo di fornire prestazioni e letalità superiori per i sistemi d'arma di medio calibro rispetto ai sistemi attualmente in uso in tutto il mondo. Inoltre, la nuova arma è progettata per offrire una maggiore distanza di sicurezza dal bersaglio, una precisione e un'accuratezza migliorate.

Le caratteristiche principali del sistema includono: 
  • munizioni ad alto potenziale esplosivo a scoppio aereo per effetti ottimizzati contro bersagli umani, dietro muri e in campo aperto; 
  • munizioni perforanti per effetti ottimizzati contro bersagli materiali; 
  • miglioramenti integrati al controllo del tiro; 
  • interfaccia utente grafica e telemetro laser avanzato. Integrato nel progetto è il cannone automatico da 50 mm, noto come XM913, in grado di sparare sia munizioni ad alto potenziale esplosivo a scoppio aereo con tracciante XM1204 (HEAB-T) che munizioni perforanti a sabot scartabile stabilizzate ad alette con tracciante XM1203 (APFSDS-T);
  • Le cartucce HEAB-T e APFSDS-T sono state progettate e sviluppate dagli ingegneri di Picatinny e prodotte da General Dynamics Ordnance and Tactical Systems.

Nell'aprile del 2019, presso il poligono di tiro "Big Sandy" in Arizona, si è tenuta una dimostrazione a fuoco. 

L'evento ha offerto ai partecipanti internazionali una prima visione di una serie di sviluppi relativi alla famiglia di cannoni a catena Bushmaster di Northrop Grumman, tra cui il primo sparo pubblico del cannone a catena XM913 da 50 mm.
Durante l'AUSA 2018, l'azienda americana General Dynamics ha presentato il suo dimostratore tecnologico Griffin, dotato di una torretta armata con un cannone XM913 da 50 mm. Il dimostratore tecnologico Griffin III della General Dynamics Land Systems (GDLS), basato su un telaio di veicolo blindato cingolato, è uno dei candidati per il programma OMFV (Optionally Manned Fighting Vehicle) dell'esercito statunitense. Il veicolo è basato sul telaio del veicolo da ricognizione britannico Ajax. Il Griffin III monta un cannone da 50 mm e può ospitare un sistema di protezione attiva (APS) e velivoli a pilotaggio remoto (UAV). Il Griffin II ha un equipaggio di due persone e la parte posteriore del veicolo può ospitare sei soldati di fanteria.

Il cannone automatico XM913 Bushmaster è un'arma efficace, indispensabile per abbattere i droni a bassa quota con maggiore precisione.

L'avvento di un gran numero di droni economici, facilmente sacrificabili e letali è stato uno dei maggiori fattori di svolta sul campo di battaglia moderno, sin dall'introduzione di carri armati e aerei. A differenza di queste piattaforme, tuttavia, non esiste una soluzione rapida o semplice per contrastare la minaccia che rappresentano. Diverse misure difensive passive, dalle corazze aggiuntive alle reti, sono state impiegate da entrambe le parti nella guerra in corso in Ucraina. 

Sono in fase di sperimentazione anche nuove armi di guerra elettronica (EW), così come i laser.

Tuttavia, l'approccio più antico, sebbene tutt'altro che efficiente, è quello di affidarsi alle armi cinetiche tradizionali: mitragliatrici antiaeree o di altro tipo, reperibili in abbondanza in tutto il mondo. Queste armi esistono già, sono state collaudate in battaglia e possono risultare relativamente economiche se si dimostra la loro efficacia contro le minacce aeree.
Di recente, l'ufficio del responsabile del progetto per i sistemi di munizioni di manovra dell'esercito degli Stati Uniti ha chiesto all'industria di sviluppare un sistema che impieghi un cannone da 50 mm in grado di contrastare la minaccia rappresentata dai droni aerei.
L'esercito statunitense conferma di essere alla ricerca di sviluppatori in grado di "integrare una soluzione di munizioni da 50 mm per tracciare, ingaggiare e neutralizzare efficacemente le minacce UAS di classe 1, 2 e 3”; l'hardware dovrebbe essere basato sul cannone automatico XM913 Bushmaster da 50 mm di Northrop Grumman.
Prima di essere incaricati di costruire un prototipo, i partecipanti dovranno fornire "una descrizione dettagliata delle capacità dell'azienda in materia di C-UAS, l'architettura proposta per il sistema C-UAS, l'integrazione del controllo del fuoco/sensori, una bozza dettagliata del piano di test o dimostrazione e come la piattaforma impiegherà con successo le munizioni da 50x228 mm contro il set di bersagli specificato".

L'obiettivo del programma sembra piuttosto ambizioso, dato che è concepito per essere utilizzato contro una gamma piuttosto ampia di droni, dalle piattaforme del Gruppo 1 a quelle del Gruppo 3: 
  • I droni del Gruppo 1 rappresentano la classe più piccola di UAS (sistemi aerei senza pilota) definita dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Possono pesare fino a 9 kg e operare ad altitudini inferiori a 365 metri dal suolo.
  • Il Gruppo 2 comprende un UAS tattico che pesa da 21 a 55 libbre, con una velocità massima di 250 nodi e una quota operativa massima di 3.500 piedi.
  • Il Gruppo 3 comprende droni militari di medie dimensioni che possono pesare fino a 1.320 libbre e volare fino a 18.000 piedi sul livello del mare (MSL).

È interessante notare che i droni di Gruppo 4 e 5, ovvero i droni di grandi dimensioni che operano con una potenza di fuoco elevata ad alta quota, come l' MQ-9 Reaper, non sono inclusi nella proposta, forse riconoscendo che una mitragliatrice difficilmente sarebbe di grande efficacia contro di essi.
I gruppi da 1 a 3 devono operare più vicino al suolo, il che li rende potenzialmente un bersaglio più appetibile. Tutti e tre i gruppi di droni hanno rappresentato una minaccia costante per i veicoli militari in Ucraina, ma l'esercito statunitense confida che un'arma in particolare possa essere la soluzione, almeno con il giusto sistema di tracciamento. 

Il cannone automatico XM913 da 50 mm è stato sviluppato per l'esercito degli Stati Uniti per essere impiegato come armamento sul veicolo da combattimento per la fanteria meccanizzata (MICV), destinato a sostituire in futuro il vecchio veicolo da combattimento per la fanteria M2 Bradley (IFV).

Come suggerisce il nome, la canna dell'XM913 ha un diametro di 50 millimetri, ovvero circa 2 pollici. Il proiettile che spara è quattro volte più grande di un proiettile calibro .50 (12,7 mm), il più grande proiettile convenzionale per fucile, e può essere molto efficace contro veicoli leggermente blindati e altri bersagli "morbidi". Questo vale certamente anche per i droni, che sono leggeri e quindi, per loro stessa natura, scarsamente blindati.
Il cannone a catena Bushmaster, evoluzione dei cannoni Mk44S e Bush III per piattaforme terrestri, era stato precedentemente testato come arma anti-razzi, anti-artiglieria e anti-mortaio (C-RAM) e come sistema anti-droni (C-UAV). La piattaforma, che pesa poco meno di 317 kg, può sparare a colpo singolo, a raffica o fino a 200 colpi al minuto. È progettata per sparare due tipi di munizioni: le XM1204 High Explosive Airburst with Trace (HEAB-T) e le XM1203 Armor-Piercing Fin-Stabilized Discarding Sabot with Trace (APFSKS-T). L'arma utilizza un sistema di doppia alimentazione che consente agli operatori di passare istantaneamente da un tipo di munizione all'altro. Le HEAB-T sono già sulla buona strada per diventare le munizioni ad alto potenziale esplosivo (HE) standard dell'esercito statunitense.









IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, ArmyRecognition,  TheNationalInterest, WIKIPEDIA, You Tube)