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giovedì 15 gennaio 2026

US NAVY 1938 - 1941: il Boeing 314 Clipper era un idrovolante a scafo centrale di linea a lungo raggio di colore grigio metallico.









https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.







Il Boeing 314, conosciuto erroneamente anche con il nome Clipper assegnatogli dalla compagnia aerea Pan American World Airways (Pan Am), era un idrovolante a scafo centrale di linea a lungo raggio di colore grigio metallico prodotto dall'azienda statunitense Boeing Airplane Company tra il 1938 ed il 1941.
Il 314 venne progettato per rispondere alla richiesta della compagnia aerea Pan American per la fornitura di un idrovolante che avesse un'eccezionale autonomia tale da permettere di incrementare il traffico transpacifico affiancando il Martin M-130. La compagnia approvò la proposta suggerita dalla Boeing stipulando il 21 luglio 1936 un contratto per la fornitura di 6 esemplari.
Per realizzarlo gli ingegneri adattarono la grande ala di 45,5 m (149 ft) utilizzata nel precedente XB-15, un bombardiere rimasto alla fase di prototipo, sostituendo i 4 motori radiali Pratt & Whitney R-1830 Twin Wasp da 850 hp (640 kW) del progetto originale con i Wright R-2600 capaci di quasi il doppio della potenza disponibile, 1 600 hp (1 194 kW) ciascuno. La soluzione della coda a tripla deriva venne scelta dopo le prove effettuate con una coda tradizionale monoderiva e successivamente con una bideriva, scartate entrambe perché non garantivano una sufficiente controllabilità per la sicurezza del volo.
Internamente, l'ala del 314, montata alta ed a sbalzo, era realizzata con una serie di robuste centine e longheroni alari per creare un altrettanto robusta struttura. Tale soluzione evitava di introdurre nella struttura, già adeguatamente rinforzata, tiranti per controventare l'ala migliorando così l'aerodinamica a vantaggio dei consumi ed autonomia, soluzione che gli altri idrovolanti dell'epoca non potevano vantare. La Boeing divenne pioniera di una serie di soluzioni tecniche, adottate successivamente da altri progetti simili, come l'introduzione di pontoni di stabilizzazione incorporando degli sponson nella struttura dello scafo. Gli sponson, ampie estensioni laterali posizionate sulla linea di galleggiamento a dritta ed a sinistra dello scafo, servivano a diversi scopi: fornivano una vasta piattaforma per stabilizzare il velivolo mentre galleggiava sull'acqua, fungevano come piattaforma di ingresso per far salire a bordo i passeggeri ed erano strutturati in modo da contribuire alla portanza durante il volo. Per riuscire all'autonomia necessaria per volare sulle lunghe rotte nel servizio trans-Pacifico, il 314 era dotato di serbatoi da 4 246 U.S. Gal, circa 16 000 L, di benzina, aumentati di ulteriori 1 200 U. S. Gal (4 542 L) nella successiva versione 314A. Inoltre, per garantire la necessaria lubrificazione dei motori, erano presenti serbatoi da 300 U. S. Gal (1 135 L) di olio lubrificante.





I "Clipper", come i 314 vennero soprannominati dalla Pan Am, furono costruiti con interni lussuosi, una necessità data dalla lunga durata dei voli transoceanici. I sedili potevano essere convertiti in 36 lettini per il pernottamento, dato che con una velocità di crociera di soli 188 mph (300 km/h) molti voli duravano oltre dodici ore. Inoltre vantavano un salotto, una zona pranzo e cucina gestita da chef provenienti da ristoranti a quattro stelle. I passeggeri avevano a disposizione spogliatoi separati per uomini e donne e, durante il viaggio, steward in abito bianco servivano loro cinque o sei pasti su servizi in argento. Anche se i voli transatlantici furono effettuati solamente per tre mesi nel 1939, il loro standard di lusso non fu mai più raggiunto da alcuna compagnia aerea: per un viaggio di sola andata da New York a Southampton era infatti prevista una spesa di 675 dollari, paragonabile, a prezzi del 2006, a un viaggio di andata e ritorno a bordo del Concorde.
Altrettanto fondamentale per il successo dei 314 è stata la professionalità degli equipaggi Pan Am, estremamente qualificati sui voli a lungo raggio oltre che sulle operazioni di volo e navigazione tipici degli idrovolanti. Solo i migliori e i più esperti equipaggi vennero assegnati ai Boeing 314. Prima di essere impiegati, tutti i capitani Pan Am nonché i primi e secondi ufficiali, avevano migliaia di ore di volo effettuati su altri idrovolanti, venendo inoltre sottoposti ad una rigorosa formazione nel volo strumentale, turni di pilotaggio, determinazione delle condizioni del mare, navigazione astronomica e costiera. In condizioni di scarsa o nessuna visibilità, i piloti talvolta erano costretti ad ammarare in mare aperto raggiungendo successivamente l'idroscalo flottando sulla superficie.
Il primo 314, battezzato Honolulu Clipper, iniziò il regolare servizio di trasporto sulla rotta San Francisco-Hong Kong nel gennaio 1939. Un viaggio di sola andata su questa rotta richiese oltre sei giorni. In seguito il servizio commerciale passeggeri durò meno di tre anni, terminando quando gli Stati Uniti d'America entrarono nella seconda guerra mondiale nel dicembre 1941.
Allo scoppio della Guerra del Pacifico, il California Clipper era in rotta per la Nuova Zelanda. Piuttosto che rischiare di tornare indietro ad Honolulu ed essere abbattuto da aerei giapponesi, venne deciso di cambiare rotta e di volare ad ovest verso New York, quindi sorvolando Australia, Asia (Giava, Pakistan, Bahrein e altri stati), Africa (Sudan, Congo belga e altri stati) e oceano Atlantico: partendo l'8 dicembre 1941 da Auckland in Nuova Zelanda il California Clipper coprì oltre 31.500 miglia attraverso località esotiche come Surabaya, Karachi, Bahrein, Khartoum e Léopoldville. Il California Clipper ammarò alla base marittima della Pan American World Airways dell'aeroporto Fiorello La Guardia alle 07:12 del mattino del 6 gennaio 1942. In seguito a questa impresa il velivolo fu rinominato Pacific Clipper.
Lo Yankee Clipper operò su una rotta che, sorvolando l'Oceano Atlantico, collegava Southampton a Port Washington (stato di New York) , con scali intermedi in Irlanda, a Foynes, e Canada, a Botwood (Terranova e Labrador), e Shediac (Nuovo Brunswick). Il volo inaugurale venne compiuto il 24 giugno 1939.
La flotta di Clipper fu assegnata al servizio militare durante la Seconda Guerra Mondiale, e gli idrovolanti furono usati per trasportare personale ed equipaggiamenti al fronte europeo e a quello del pacifico. I velivoli furono acquistati dal dipartimento militare e della marina e riaffittati alla Pan Am per un dollaro con l'accordo che tutto sarebbe stato sotto il comando della marina una volta entrati in servizio. Solo il logo sulla fusoliera era cambiato perché i Clipper continuarono ad essere guidati dagli equipaggi Pan Am: i piloti e gli equipaggi Pan Am avevano grande esperienza in voli che prevedevano lunghe traversate. Il carico dell'esercito americano fu infatti trasportato via Natal (Brasile), in Liberia per supportare le forze britanniche impegnate al Cairo e in Unione Sovietica via Teheran. Il modello 314 era l'unico al mondo a poter fare 2.150 miglia di traversata oceanica e gli fu assegnata la sigla militare C-98. Nel 1943 il presidente Franklin D. Roosevelt viaggiò su un Boeing 314 Dixie Clipper per andare alla conferenza di Casablanca.
L'ultimo Pan Am 314 ad essere stato ritirato nel 1946, il California Clipper NC18602, aveva accumulato più di un milione di miglia di volo. Dei 12 Boeing 314 costruiti, tre furono persi per incidenti, sebbene solo uno ebbe conseguenze fatali: 24 passeggeri e l'equipaggio a bordo del Yankee Clipper NC18603 persero la vita in un incidente in fase di atterraggio a Lisbona il 22 febbraio 1943. Tra i passeggeri di questo volo c'erano il famoso scrittore e corrispondente di guerra statunitense Benjamin Robertson che restò ucciso e la cantante e attrice statunitense Jane Froman che restò gravemente ferita. I 314 della Pan Am furono rimossi dal servizio attivo nel 1946 ed i sette velivoli ancora in grado di volare furono venduti alla compagnia nascente New World Airways. Questi operarono all'aeroporto di San Diego per lungo tempo prima che venissero tutti rivenduti per rimozione dal servizio nel 1950. L'ultimo della flotta, l'Anzac Clipper NC18611(A), fu rivenduto e cessò il servizio a Baltimora, Maryland alla fine del 1951. I 314 della British Overseas Airways Corporation furono soppressi dalla rotta Baltimora-Bermuda nel gennaio 1948, sostituiti dai Lockheed Constellation operativi sia da New York che da Baltimora verso le Bermuda.

Versioni

  • Model 314 - versione di produzione iniziale dotata di motori radiali Wright R-2600 Cyclone 14, noto anche come Twin Cyclone, da 1 500 hp (1 119 kW) Doppia Cyclone motori, prodotta in 6 esemplari.
  • Model 314A - versione migliorata dotata di una versione più potente del Wright R-2600 da 1 600 hp (1 193 kW), di eliche di maggior diametro, serbatoi di carburante maggiorati dell'ulteriore capacità di ulteriori 4 542 L (1 200 U.S. gal) di carburante ed interni modificati, prodotta in 6 esemplari.

Utilizzatori

Civili
  • Regno Unito - British Overseas Airways Corporation (BOAC);
  • Stati Uniti - Pan American World Airways.

Militari
  • Stati Uniti - United States Navy.

Esemplari attualmente esistenti

Nessun esemplare completo è arrivato fino ai nostri giorni. Presso il Flying Boat Museum di Foynes, Irlanda, è presente una "replica" della sezione centrale dell'aereo. Foynes era lo scalo irlandese della rotta transatlantica.






IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, Wikipedia, You Tube)
































 

mercoledì 14 gennaio 2026

Aviacija Voenno-Morskogo Flota 1947 - 1961: il Beriev Be-10 (in cirillico Бериев Бе-10, nome in codice NATO Mallow) era un idrovolante con propulsione a reazione ad ala alta a freccia, progettato dall'OKB 49 diretto da Georgij Michajlovič Beriev.








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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.






Il Beriev Be-10 (in cirillico Бериев Бе-10, nome in codice NATO Mallow) era un idropattugliatore marittimo bimotore a getto ad ala alta a freccia, progettato dall'OKB 49 diretto da Georgij Michajlovič Beriev e sviluppato in Unione Sovietica negli anni cinquanta.
Impiegato dagli anni sessanta dalla Aviacija Voenno-Morskogo Flota, la componente aerea della Marina militare dell'Unione Sovietica, rimase operativo fino alla sua sostituzione con il successivo Be-12.
Il Be-10 è l'unico idrovolante a getto al mondo a giungere ad una produzione in serie in una significativa quantità di esemplari ed il detentore, nella sua variante M-10 appositamente realizzata, di molti primati mondiali per questa categoria di mezzi aerei.





Con l'avvento dei primi motori a getto di costruzione sovietica, nel immediato periodo dopo la conclusione della seconda guerra mondiale, Georgij Michailovič Beriev a capo dell'Ufficio di progettazione (OKB) Nr.49 ed incaricato dello sviluppo e progettazione degli idrovolante per conto del Ministero della Difesa, decise di intraprendere l'iniziativa pianificando, dal maggio 1947, la realizzazione del primo idro che sfruttava la nuova tecnologia motoristica. I primi esperimenti vennero compiuti nel novembre 1951 sul prototipo R-1 ma l'inesperienza dovuta all'abbinamento del nuovo sistema di propulsione ad un idrovolante non produsse alcun risultato. Il comportamento dell'R-1 risultò così imprevedibile che si dovette annullare la prova di volo prima ancora di cominciare il flottaggio. Il successivo R-2, che venne realizzato in collaborazione dello TsAGI, riuscì a risolvere i problemi del precedente modello. L'R-2, sostanzialmente un R-1 modificato, riuscì ad essere portato in volo il 29 maggio 1952 dimostrando che l'idea di Beriev era attuabile con successo.
Nel settembre 1953, l'allora comandante dell'Aviacija Voenno-Morskogo Flota (AV-MF) E. Preobrazhensky si rivolse al Ministro della Difesa Nikolaj Aleksandrovič Bulganin proponendo di concedere a Beriev il compito di realizzare un nuovo idrovolante bimotore a getto. Venne perciò emessa una specifica che riguardava la fornitura di un nuovo idrovolante dotato di propulsione a getto, bimotore, che avesse il compito di poter eseguire pattugliamenti marittimi con la possibilità di operare contro obiettivi navali di superficie e sottomarini ed eventualmente contro obiettivi terrestri. Le specifiche tecniche esigevano una velocità massima raggiungibile di 950-1 000 km/h, un'autonomia di 3 000 km, una tangenza operativa massima di 14 000-15 000 metri e la possibilità di decollare ed ammarare in presenza di onde alte 1,5 m ad una velocità del vento fino a 20 m/s.
Il nuovo progetto, che assunse la designazione Be-10, si basava sull'esperienza fatta sull'R-2 cominciò ad essere sviluppato dal maggio 1954 all'ottobre 1955, data in cui dopo alcune difficoltà si riuscì a completare la costruzione del prototipo
Il 20 giugno 1956 il Be-10, contraddistinto dal numero 10 dipinto sul muso, venne portato in volo per la prima volta dai tre membri dell'equipaggio capitanati dal pilota collaudatore Kuryachego.
Il Be-10 era un idrovolante dall'aspetto non convenzionale, con configurazione a scafo centrale, caratterizzato dall'ala alta, a freccia e ad angolo di diedro negativo, e dalla collocazione delle gondole motore in prossimità della radice alare che conferiva al velivolo un aspetto tozzo e massiccio.
Lo scafo, come tutto il velivolo, era di costruzione interamente metallica ed era caratterizzato da una cabina di pilotaggio posta sulla parte superiore anteriore, da un muso vetrato per l'osservatore, accessibile da una botola superiore, e, posteriormente, dal massiccio impennaggio tradizionale monoderiva abbinato a piani orizzontali a freccia che integrava il radar ed una barbetta difensiva dotata di 2 cannoni Makarov AM-23 calibro 23 mm controllati in remoto.
L'ala, posizionata alta, aveva una configurazione a freccia ed integrava, nella parte vicino alla radice alare, le gondole motore e, sulle estremità alari, i galleggianti equilibratori. Questi ultimi non necessitavano di una grande struttura che li collegasse all'ala grazie all'elevato angolo di diedro negativo che avvicinava le estremità alla superficie dell'acqua. Inoltre erano presenti due paretine antiscorrimento che ne miglioravano le caratteristiche alle alte velocità.
La propulsione era affidata a 2 motori turbogetto Ljul'ka AL-7PB capaci di fornire 71,2 kN di spinta ciascuno, posizionati alti per ridurre il più possibile l'aspirazione di spruzzi d'acqua dalle prese d'aria ed il conseguente malfunzionamento degli stessi.

Operatori
  • Unione Sovietica - Aviazione navale sovietica (AV-MF) - 1° Squadrone del 977° OMDRAP - 2° Squadrone del 977° OMDRAP.

Varianti:
  • Izdeliye M - Il prototipo Be-10, Bort no. 10 Red completato nel 1955 e volato il 20 giugno 1956 da Gelendzhik sul Mar Nero. Uno costruito.
  • Versione di serie-10 - La versione di produzione standard costruita per l'AV-MF, 27 costruita dal 1958 al 1961.
  • Be-10N - La portamissili da crociera proposta di far parte del sistema di attacco aereo K-12B, che trasporta due missili da crociera K-12BS su piloni sotto le ali. Nonostante abbia raggiunto le fasi di simulazione e abbia ottenuto l'approvazione del Consiglio scientifico e tecnico Gosudarstvenny Komitet Po Aviatsionny Tekhnike ("comitato statale per la tecnologia aeronautica"), non è stata autorizzata alcuna ulteriore azione.
  • Be-10S - Una proposta di progetto di idrovolante anti-guerra sottomarina è stata armata con la carica di profondità nucleare SK-1 Skal'p ("Scalp"). Nessun hardware è stato costruito.
  • Be-10U - Un progetto proposto di idrovolante con designazione di destinazione è stato dotato del sistema radar Uspekh, per trasmettere informazioni di destinazione a navi o batterie di artiglieria a bordo o missilistiche a terra. Interrotto nell'agosto 1960.
  • Addestratore Be-10 - Una versione del trainer proposta con un set duplicato di controlli in una cabina di pilotaggio nel naso estremo. Le conversioni avevano dovuto aver luogo, ma non ci sono prove che ne siano state completate.
  • M-10 - Un singolo Be-10, (c/n 0600505), Bort No. 40 Giallo, modificato per tentare voli da record nel 1961. La torretta di coda è stata rimossa e rimontata, un tubo pitot aggiuntivo è stato montato sulla coda e i cannoni rimossi. Sono stati battuti dodici record mondiali, alcuni dei quali ancora in piedi.

Caratteristiche generali:

  • Equipaggio: 3
  • Lunghezza: 31,45 m (103 piedi 2 in)
  • Apertura alare: 28,6 m (93 piedi e 10 in)
  • Altezza: 10,7 m (35 piedi 1 in)
  • Area dell'ala: 130 m2 (1.400 piedi quadrati)
  • Peso a vuoto: 27.356 kg (60.310 libbre)
  • Peso lordo: 45.000 kg (99.208 libbre)
  • Peso massimo al decollo: 48.500 kg (106.924 libbre)
  • Capacità di carburante: 18.750 kg (41.337 libbre)
  • Aria 1,75 m (5,74 piedi)
  • 2 × Lyul'ka AL-7PB Turbogetto a flusso assiale, 71,2 kN (16.000 lbf) di spinta ciascuno.

Prestazioni

  • Velocità massima: 910 km/h (570 mph, 490 kn) a 5.000 m (16.400 piedi)
  • Autonomia: 2.895 km (1.799 miglia, 1.563 miglia)
  • Tangenza: 12.500 m (41.000 piedi)
  • Velocità di salita: 10,288 m/s (2.025,2 ft/min)
  • Tempo di salita: 5.000 m (16.400 piedi) in 8,1 minuti.

Armamento

  • 4 × 23 mm (0,90 in) Cannone Afanasev Makarov AM-23. 2 colpi in avanti e 2 in una torretta di coda controllata da radar
  • Missili: fino a 3 siluri RAT-52.
  • Bombe: 12 × FAB-250 bombe da 250 kg o 1 bomba FAB-3000 da 3.000 kg. Mine anti-nave.







IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, Wikipedia, You Tube)


























 

martedì 13 gennaio 2026

US NAVY 1951 - 1959: il Martin P6M SeaMaster era un idrovolante a scafo centrale quadrigetto prodotto dall'azienda statunitense Glenn L. Martin Company negli anni cinquanta.








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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.





Inizialmente progettato per ricoprire il ruolo di bombardiere strategico, a causa dello sviluppo dei sottomarini equipaggiati con missili balistici il programma venne interrotto e il progetto convertito in aereo da pattugliamento marittimo ad alta velocità.
Alla fine della seconda guerra mondiale il potenziale bellico nucleare degli Stati Uniti era legato alle caratteristiche dei velivoli che potevano trasportare e sganciare gli ordigni sull'obiettivo designato. Dopo il Boeing B-29 Superfortress, che aveva con l'Enola Gay ed il BOCKSCAR inaugurato l'era dei bombardieri atomici, l'evoluzione del concetto di bombardiere strategico a lungo raggio aveva prodotto il Convair B-36 ed i primi prototipi di quello che sarebbe diventato il Boeing B-52, il che rendeva la neonata United States Air Force nella figura dello Strategic Air Command, l'unica branca delle forze armate statunitensi a poter disporre di una simile importanza strategica.
Con l'avvento della guerra Fredda la stessa importanza risultava, nella United States Navy, ridimensionata e sembrava destinata ad un ruolo comprimario costretta in caso di bisogno ad una velocità di intervento decisamente inferiore e compensata solo in seguito dalla costruzione di sottomarini di grado di trasportare testate nucleari montate su missili balistici. Per cercare di riacquistare un importante ruolo operativo l'ammiraglio James Russell, allora a capo del Bureau of Aeronautics, propose di sviluppare un idrovolante, dotato anch'esso delle nuove tecnologie acquisite durante il conflitto, equipaggiato quindi con motori a getto che potesse trasportare altrettanto velocemente un carico atomico e che avesse anche un innegabile vantaggio sui velivoli terrestri, legati alla necessità di operare da basi aeree terrestri. Grazie alla sua capacità di operare dalla superficie marina poteva essere supportato in zona da unità navali d'appoggio, di poter creare delle basi galleggianti che sarebbero state più difficili da individuare da una possibile ritorsione nemica.
L'aereo aveva un'ala alta a freccia, con i quattro reattori posti all'attaccatura delle ali. Il problema principale rimaneva la possibile ingestione d'acqua da parte dei reattori. La coda a T evitava che i piani di coda venissero investiti dal flusso dei reattori diminuendo la manovrabilità. Il vano bombe rotante era a tenuta d'acqua. Le ali portavano un galleggiante alla loro estremità.







Versioni: P6M-1; P6M-2.

Utilizzatori: Stati Uniti - United States Navy.

Caratteristiche generali:

  • Equipaggio: 4
  • Lunghezza: 134 piedi 4 in (40,94 m)
  • Apertura alare: 102 piedi 7 in (31,27 m)
  • Altezza: 33 piedi 10 in (10,31 m)
  • Area dell'ala: 1.900 piedi quadrati (180 m2)
  • Peso a vuoto: 97.439 libbre (44.198 kg)
  • Peso lordo: 184.280 libbre (83.588 kg) (al decollo)
  • 162.392 libbre (73.660 kg) (in combattimento)
  • Peso massimo al decollo: 190.000 libbre (86.183 kg) in acqua calma
  • 160.000 libbre (72.575 kg) in acque agitate (dal 6 a 9 piedi (da 1,8 a 2,7 m) di m)
  • 4 motori turbogetto Pratt & Whitney J75-P-2, spinta di 17.500 lbf (78 kN) ciascuno.

Prestazioni

  • Velocità massima: 686 mph (1.104 km/h, 596 kn) a 20.000 piedi (6.096 m)
  • Velocità massima: Mach 0,894
  • Velocità di crociera: 535 mph (861 km/h, 465 kn)
  • Velocità di stallo: 152 mph (245 km/h, 132 kn) (Spegnimento, alette abbassate, T.O. wt)
  • Autonomia: 2.083 mi (3.352 km, 1.810 nmi)
  • Raggio d’azione: 750 miglia (1.210 km, 650 miglia) (con carico utile di 30.000 libbre (14.000 kg))
  • 1.726 miglia (1.500 nmi; 2.778 km) con un AAR da una petroliera P6M-2
  • Tangenza: 50.000 piedi (15.000 m)
  • Velocità di salita: 7.380 piedi/min (37,5 m/s)
  • Carico ala: 100 lb/sq ft (490 kg/m2)
  • Spinta/peso: 0,368.

Armamento

  • 2 cannoni da 20 mm nella torretta posteriore telecomandata (1.000 RDS/20 mm)
  • Mine: 28 x MK36 Mod 1 (1.001 lb/ea, 454 kg/ea) - 28.028 lb/Tot (12.713 kg)
  • Mine: 15 x MK25 Mod 2 (2.030 lb/ea, 921 kg/ea) - 30.450 lb/Tot (13.812 kg)
  • Mine: 36 x MK50 Mod 0 (504 lb/ea, 228 kg/ea) - 18.144 lb/Tot (8.230 kg)
  • Mine: 15 x MK52 Mod 0,1,2,3,4,5,6 (1.348 lb/ea, 611 kg/ea) - 20.220 lb/Tot (9.172 kg)
  • Mine: 8 x MK39 Mod 0 (2.025 lb/ea, 919 kg/ea) - 16.200 lb/Tot (7.348 kg)
  • Mine: 15 x MK19 Mod 2 (540 lb/ea, 245 kg/ea) - 8.100 lb/Tot (3.674 kg)
  • Mine: 5 x MK10 Mod 9 (1.960 lb/ea, 889 kg/ea) - 9.800 lb/Tot (4.445 kg)
  • Ricognizione: Telecamera di ricognizione ad alta quota 4.050 lb/Tot (1,837 kg)
  • Ricognizione: 27 x M120(T9E8) Photoflash (154 lb/ea, 70 kg/ea) 4.158 libbre (1.886 kg)
  • Bomba: 2 x MK91 (3.500 lb/ea, 1.588 kg/ea) - 7.000 lb/Tot (3.175 kg)
  • Bomba: 1 x MK28 (1.800 lb/ea, 817 kg/ea) - 1.800 lb/Tot (817 kg).

Avionica

  • Sistema di controllo del fuoco: torretta di coda Aero X-23B AGL, navigazione automatica ASQ-29 e sistema di posa delle mine.






IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, Wikipedia, You Tube)
























































 

US ARMY 2027: si prevede di schierare presso i reparti operativi i nuovi convertiplani MV-75 almeno cinque anni prima di quanto inizialmente previsto e tre anni prima di quanto era stato prefissato solo 12 mesi fa.

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