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mercoledì 27 maggio 2026

Royal Canadian Air Force 2029: Itps Canada acquista da Leonardo sei M-346 T Block 20 per rafforzare la formazione dei piloti militari. L’accordo include un’opzione per ulteriori sei velivoli e consegne operative dal 2029.













https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.










Royal Canadian Air Force

La Royal Canadian Air Force, nota anche con la sua sigla RCAF, o la Aviation royale canadienne, tradotta letteralmente in lingua italiana come Forza Reale Aeronautica Canadese, è stata, dal 1924 al 1968 ed è oggi, la designazione ufficiale della forza aerea militare del Canada, al comando del Department of National Defence e parte integrante delle forze armate canadesi, dal 2011 essa ha ripreso il nome ufficiale di Royal Canadian Air Force ed è tornata autonoma nell'ambito delle forze armate reali del Canada.

Impegnato attivamente durante la seconda guerra mondiale, dopo il 1968 assunse la nuova denominazione di Canadian Forces Air Command (AIRCOM), continuando però a definire se stessa una "Air Force", ossia una forza aerea, e continuando a mantenere le tradizioni e riconoscendosi nella storia della RCAF.



Il provider canadese Itps Canada ha firmato un contratto con Leonardo per l’acquisizione di sei jet da addestramento avanzato M-346 T Block 20, con un’opzione per ulteriori sei velivoli. 

L’accordo e la scelta dell’aeronautica canadese rafforza la presenza del gruppo italiano nel mercato nordamericano dell’addestramento militare avanzato e punta a sostenere la crescente domanda internazionale di formazione per piloti da caccia di nuova generazione.
L’intesa è stata sottoscritta nello stabilimento Leonardo di Venegono, in provincia di Varese, durante una cerimonia conclusa con una dimostrazione in volo del velivolo. A firmare il contratto è stato Giorgio Clementi, executive chairman di Itps, società impegnata nei servizi di addestramento tattico avanzato attraverso l’International Tactical Training Centre (Ittc).

L’M-346 rappresenta la prosecuzione della storica tradizione italiana nella produzione di velivoli addestratori di eccellenza.

I nuovi aerei entreranno in servizio a partire dal 2029 e costituiranno il primo grande programma di potenziamento della flotta dell’Ittc, oggi impegnato a supportare numerose aeronautiche internazionali e una domanda crescente di formazione avanzata proveniente da oltre dieci forze aeree alleate.
L'accordo, reso pubblico il 26 maggio 2026 da Leonardo, prevede sei ordini fermi da parte di ITPS per l'M-346, con opzioni per ulteriori sei. Leonardo fornirà gli addestratori bimotore nella più recente configurazione Block 20, che include una cabina di pilotaggio completamente digitale, nuovi sistemi di visualizzazione integrati nel casco e simulatori di sistemi d'arma di bordo per l'addestramento al combattimento.




Il sistema di addestramento integrato del Block 20 consentirà agli operatori di mettere alla prova i piloti con "scenari operativi in rapida evoluzione e sempre più impegnativi.

Leonardo si impegna a collaborare con l’ITPS per garantire che si possano sfruttare al massimo i vantaggi di questa tecnologia e capacità all'avanguardia, al fine di mantenere e persino ampliare il livello qualitativo del servizio che i loro clienti meritano.
Gli M-346 consegnati a ITPS supporteranno l'espansione dell'International Tactical Training Centre (ITTC) dell'azienda a North Bay, Ontario, che fornisce addestramento tattico per piloti da combattimento ai membri della NATO e ad altri paesi alleati.
Il presidente esecutivo dell'ITPS, Giorgio Clementi, afferma che i nuovi M-346 entreranno in servizio operativo nel 2029, "fornendo un contributo fondamentale al primo progetto di potenziamento delle capacità della flotta dell'ITTC".
Tale flotta è composta principalmente da Aero Vodochody L-39 modernizzati, insieme a diversi Hawker Hunter T.7 e Aero Vodochody L-29. Clementi afferma che l'ITPS ha in corso programmi di addestramento tattico con oltre 10 forze aeree in tutto il mondo.
Oltre ai contratti con la Royal Canadian Air Force (RCAF), l'ITTC ha offerto servizi di addestramento alla Royal Netherlands Air Force, alla componente aerea belga e alle forze di difesa australiane. Anche diversi grandi produttori di aeromobili si sono avvalsi dei suoi servizi di addestramento, tra cui Airbus, Korea Aerospace Industries, Leonardo e Turkish Aerospace.

Con il ritiro dal servizio nel 2024 degli addestratori Hawk della RCAF forniti dalla Royal Canadian Air Force e la conseguente chiusura del programma NATO Fighter Lead-In Training, l'ITPS gestisce ora l'unica scuola di addestramento avanzato per piloti da caccia in Canada.

Ottawa sta riqualificando tale capacità nell'ambito del programma Future Fighter Lead-In Training, che mira a fornire un nuovo aereo da addestramento e un curriculum associati all'acquisizione da parte della Royal Canadian Air Force (RCAF) del Lockheed Martin F-35A e potenzialmente del Saab Gripen E/F.
L'M-346 acquisito dalla RCAF sarà gestito dall'azienda aerospaziale canadese CAE.




Da un po’ di tempo, negli Stati Uniti, Leonardo sta perseguendo un'altra opportunità per l’M-346N per l’US NAVY.


Come noto, la multinazionale italiana ha stretto una collaborazione con il produttore americano Textron per offrire una versione di fabbricazione statunitense dell'M-346N Block 20 per il contratto Undergraduate Jet Training System della Marina statunitense. Tale gara d'appalto mira a individuare un nuovo aereo da addestramento per sostituire la flotta ormai obsoleta di Boeing T-45 Goshawk in dotazione alla Marina statunitense.


Il Beechcraft M-346 Block 20, nella configurazione statunitense, è stato ribattezzato Beechcraft M-346N dalla Textron, che funge da contraente principale per la gara d'appalto.
Textron afferma che assemblerá i modelli M-346N presso il suo principale complesso industriale di Wichita, in Kansas.

L’ordine canadese conferma il crescente interesse internazionale verso la piattaforma M-346, uno dei programmi di punta di Leonardo nel settore dell’advanced jet training. Negli ultimi anni il velivolo ha superato le 120mila ore di volo e ha registrato oltre 160 esemplari venduti nel mondo.

Il modello scelto da Itps è la nuova configurazione Block 20, evoluzione tecnologica dell’M-346 sviluppata per rispondere alle esigenze operative dei caccia di quinta generazione.


La nuova versione introduce cockpit digitali di ultima generazione, sistemi avanzati di simulazione integrata, capacità di realtà aumentata e soluzioni supportate da intelligenza artificiale.

Tra le principali innovazioni figurano i Large Area Display, il nuovo Helmet Mounted Display integrato con sistemi di realtà aumentata e una maggiore interoperabilità tra addestramento reale e virtuale attraverso il sistema LVC (Live, Virtual, Constructive). L’obiettivo è consentire ai piloti di affrontare scenari operativi complessi riducendo tempi e costi dell’addestramento.
Già nel 2025, l'italiana Leonardo ha presentato la nuova cabina di pilotaggio avanzata progettata per il nuovo M-346 Block 20, dotata di un'interfaccia uomo-macchina (HMI) avanzata con un display di grandi dimensioni (LAD), progettato per replicare l'ambiente operativo dei velivoli da combattimento di nuova generazione come l’F-35, il futuro GCAP e il Boeing F-47. Ciò migliora significativamente la consapevolezza situazionale dei piloti, riduce il carico cognitivo e supporta un'esperienza di addestramento intuitiva e ad alta fedeltà, garantendo una transizione senza intoppi alle piattaforme di prima linea. Come evidenziato in recenti studi sul Global Combat Air Programme (GCAP) in Italia, in Giappone e nel Regno Unito, l'addestramento al volo militare deve evolversi per garantire la massima preparazione con l'entrata in servizio del nuovo velivolo.
Come già sopra detto, la cabina di pilotaggio sarà dotata di un display touchscreen di grandi dimensioni (LAD) da 20×8 pollici, che sostituirà i tre display multifunzione (MFD) attualmente in uso, e di un display head-up (HUD) a basso profilo. Questa configurazione, completamente compatibile con i visori notturni, sarà replicata sia per i sedili anteriori che per quelli posteriori, sia nella variante da addestramento che in quella da combattimento.
Inoltre, il trainer avanzato sarà equipaggiato con un visore montato sul casco (HMD), il cui modello, a quanto pare, non è ancora stato scelto. L'M-346 è attualmente in grado di utilizzare il visore Thales Scorpion, ed è possibile che lo stesso sistema o la sua variante migliorata Scorpion Hybrid Optical based Inertial Tracker (HObIT) vengano inclusi nel Block 20.

L’M-346 viene considerato uno dei principali addestratori avanzati disponibili sul mercato grazie alla capacità di replicare il comportamento operativo dei moderni caccia multiruolo, inclusi i velivoli di quinta generazione.

Già nell’ottobre 2025 il Ceo di Itps, Dave Lohse, aveva effettuato un volo di valutazione dell’M-346 nei cieli a nord dell’aeroporto internazionale di Ottawa, definendo il jet “perfettamente allineato ai requisiti operativi dell’addestramento dei moderni piloti da caccia”. Secondo Lohse, le prestazioni del velivolo, unite all’architettura digitale e ai sistemi fly-by-wire, rendono la piattaforma ideale per sostenere la crescita futura dell’International Tactical Training Centre. L’obiettivo del centro canadese è ampliare la capacità di addestramento congiunto destinata a piloti canadesi e appartenenti a Paesi partner della Nato.
L’M-346 ha fatto significativi progressi in anni recenti, sia dal punto di vista dell’evoluzione sistemica, sia attraverso il costante successo commerciale, diventando la spina dorsale di capacità di addestramento integrate uniche nel loro genere e a vantaggio di un numero crescente di Forze Aeree a livello mondiale. La decisione dell’ITPS di scegliere e introdurre l’M-346 per fornire addestramento avanzato per la prossima generazione di piloti da caccia, consentendo loro di far fronte a scenari operativi in rapido cambiamento e sempre più sfidanti, dà chiara prova delle indiscutibili elevate prestazioni e della notevole affidabilità del sistema. Leonardo è impegnata a lavorare insieme a ITPS per far sì che possano massimizzare i benefici derivanti da questa tecnologia e capacità al fine di mantenere e addirittura espandere la qualità dei servizi che i loro clienti meritano.
L’M-346 ha accumulato oltre 160.000 ore di volo, più di 160 aerei venduti fino ad oggi, consentendo a diverse Forze Aeree in Europa e nel mondo di formare piloti destinati ai caccia ad alte prestazioni come, tra gli altri, l’Eurofighter Typhoon, l’F-35 e per i sistemi da combattimento aerei di prossima generazione GCAP e F-47.
Venti Paesi, compreso il Canada, già addestrano i propri piloti sull’M-346 o hanno selezionato questo velivolo, anche come caccia leggero multiruolo. 





Grazie alle sue elevate prestazioni, capacità e manovrabilità, l’M-346 è stato inoltre scelto dall’Aeronautica Militare Italiana come futuro aereo delle ‘Frecce Tricolori’, la famosa P.A.N..

L’operazione rafforza ulteriormente il posizionamento internazionale dell’M-346 Block 20, già al centro di nuovi programmi export e di modernizzazione militare in diversi Paesi. 
Di recente, Leonardo ha infatti annunciato accordi e lettere d’intenti relative alla piattaforma anche con Austria e Indonesia.











IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, Euronews, FlightGlobal, TheAvionist, Ares Difesa, WIKIPEDIA, You Tube)




































 

lunedì 25 maggio 2026

Luftwaffe (Bundeswehr): grazie al radar avanzato ECRS Mk 1 Step 0 (in pratica, un Mk 0 con una nuova antenna) e ad altri miglioramenti, l'Eurofighter Tranche 4 sta assumendo un ruolo sempre più centrale nei piani di potenza aerea di Berlino.












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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.












Luftwaffe (Bundeswehr)

E’ l'attuale aeronautica militare della Repubblica Federale Tedesca e parte integrante della Bundeswehr, le forze armate tedesche.


Dopo la seconda guerra mondiale, l'aviazione civile tedesca venne severamente ridotta, e quella militare fu completamente vietata fino all'ingresso della Germania Ovest nella NATO, negli anni cinquanta. Nel corso dei decenni seguenti, la Luftwaffe venne equipaggiata principalmente con aerei statunitensi fabbricati in Germania su licenza. Durante gli anni sessanta la crisi degli Starfighter fu un grosso problema per la politica tedesca, in quanto molti caccia Lockheed Corporation F-104 si schiantarono dopo essere stati modificati per adattarsi alle esigenze della Luftwaffe.




L'Eurofighter Typhoon, il cui prototipo era designato EFA (European Fighter Aircraft), è un aeromobile militare multiruolo (Swing Role) di quarta generazione avanzata, bimotore, con ruolo primario di caccia intercettore e velivolo per la superiorità aerea.

Progettazione e produzione del Typhoon fanno carico ad un consorzio di tre società, Alenia Aermacchi (confluita in Leonardo, nuovo nome di Finmeccanica dal 2017), Airbus Group e BAE Systems, attraverso una holding comune, Eurofighter GmbH, costituita nel 1986. Il progetto è gestito dalla NETMA (NATO Eurofighter and Tornado Management Agency), che agisce anche come primo cliente.
L'Eurofighter Typhoon è un velivolo estremamente agile, progettato per un combattimento aria-aria estremamente efficace contro altri aeromobili, ed è stato descritto come secondo solo all'F-22 Raptor e all'F-35 Lightning II, tutti e due statunitensi e di quinta generazione anche se il Raptor e l’F-35 sono stealth e costano molto di più. 
In seguito, i velivoli prodotti hanno beneficiato di diverse migliorie, come attrezzature atte a intraprendere missioni di attacco aria-superficie e la compatibilità con un numero altrettanto crescente di diversi armamenti ed equipaggiamenti, tra cui il missile da crociera SCALP e il Brimstone della RAF. L'aereo ha visto il suo esordio in combattimento durante l'intervento militare in Libia del 2011 con la Royal Air Force e l'Aeronautica Militare italiana, eseguendo missioni di ricognizione e bombardamento a terra. Il Typhoon ha anche assunto la responsabilità primaria per le funzioni di difesa aerea per la maggior parte delle nazioni coinvolte nel progetto.

2003 - Tranche 1

Gli aerei della Tranche 1 sono entrati in produzione nel 2003 e fornirono le capacità iniziali dei Typhoon. Dall'inizio del 2012 tutte le macchine Tranche 1 sono state aggiornate allo standard Block 5.
  • Block 1: capacità operativa iniziale (IOC) e capacità di difesa aerea;
  • Block 2: introduzione del DASS limitatamente a chaff e flare, del PIRATE limitatamente a FLIR e del Direct Voice Input;
  • Block 2B: DASS completamente integrato, aggiornamento del software del Dìgital Flight Control System, introduzione del MIDS; raggiunta piena capacità operativa aria-aria;
  • Block 5: PIRATE completamente integrato, aggiornamento del software del Dìgital Flight Control System, Ground Proximity Warning System completamente operativo; introdotte armi aria-superficie e cannone adattato anche al combattimento al suolo.

2008 - Tranche 2

I velivoli Tranche 2 sono stati consegnati dall'ottobre 2008 e hanno ampliato le capacità di base del combattimento aria-aria e aria-superficie. Un primo miglioramento denominato P1E (Phase 1 Enhancement), disponibile dal 2013, implementa la completa capacità operativa aria-superficie includendo pod laser, integrazione di bombe guidate, nuovo sistema IFF e presenta un miglioramento al DVI; il progetto è stato diviso in due fasi, P1EA e P1EB.
  • Block 8: nuovi computer conformi allo standard STANAG 4626;
  • Block 10: corrisponde alla fase A del P1E e comprende un aggiornamento del software IFF e del MIDS, la localizzazione di bersagli terrestri sull'HMSS, che può anche indirizzare il pod laser;
  • Block 15: corrisponde alla fase B; il database del DASS è stato ampliato, il DVI migliorato così come il sistema di puntamento per le bombe guidate.

2009/2013 - Tranche 3/3A

Il 31 luglio 2009 è stato firmato il contratto per la produzione di 112 esemplari Tranche 3A e 241 EJ200. La commessa iniziale era per 236 aerei, ma a causa di disaccordi tra i partner venne divisa in due Tranche, denominate Tranche 3A e Tranche 3B, rispettivamente da 112 e 124 esemplari. Il contratto per la Tranche 3B non è mai stato firmato. Nel 2013 è stato firmato il contratto per il P2E, suddiviso anch'esso in due fasi (P2EA e P2EB).
Block 20: possibilità di installare due serbatoi conformi (CFT);
Block 25: corrispondenti alla fase A del P2E, introduzione dei missili Meteor, SCALP e KEPD 350, possibilità di installare il CAPTOR-E;
Block 30: corrisponde alla fase B, mai realizzata: prevedeva un focus su operazioni antinave, ricognizione e SEAD.

2020 - Tranche 4

La Tranche 4 è il penultimo standard concepito, essendo stato ordinato per la prima volta dalla Germania nel 2020. Secondo fonti di Airbus, l'Eurofighter Tranche 4 è il più moderno aereo europeo da combattimento con una vita operativa prevista oltre il 2060.

2025 - Tranche 5

La Germania ha ordinato un lotto di 20 Eurofighter della Tranche 5, per i quali ha firmato un contratto alla fine dello scorso anno.






Il nuovo Eurofighter Tranche 4 per la Germania. 

La presentazione del velivolo giunge in un momento in cui il caccia multiruolo paneuropeo sta godendo di un rinnovato slancio, rafforzato da aggiornamenti che includono radar avanzati AESA e nuovi armamenti. Allo stesso tempo, l'importanza dell'Eurofighter per la Germania, in particolare, sta crescendo a causa dei crescenti interrogativi sul futuro del programma Future Combat Air System  (FCAS) di sesta generazione, il cui fulcro dovrebbe essere il New Generation Fighter (NGF) con equipaggio. 
Il primo Eurofighter tedesco di quarta generazione (Tranche 4) ad essere mostrato al pubblico è stato presentato oggi presso lo stabilimento di Airbus Defence & Space a Manching, vicino a Monaco, nell'ambito dell'Airbus Defense Summit. Il velivolo, monoposto, ha il numero di produzione GS0115 e la matricola 34+03. Al momento, nessun Eurofighter tedesco di quarta generazione ha effettuato il suo primo volo, ma l'azienda afferma di averne già completati diversi esemplari a Manching. L'inizio dei test di volo è previsto nelle prossime settimane.

Nell'ambito del Progetto Quadriga, la Germania ha ordinato 38 velivoli di quarta generazione (Tranche 4) nel novembre 2020. 

Originariamente previsti per la consegna tra il 2025 e il 2030, 31 di questi saranno monoposto e sette biposto. Il totale comprende anche i velivoli destinati a sostituire due Eurofighter andati persi in incidenti.
Questo rientra in un più ampio piano per potenziare le capacità della Luftwaffe. Mentre i velivoli della Tranche 4 sono destinati a sostituire i primi velivoli della Tranche 1, che hanno capacità molto più limitate.  Berlino prevede anche di acquistare altri 55 Eurofighter come parziale sostituzione del caccia ad ala a geometria variabile Tornado. Oltre a questi 93 Eurofighter della Tranche 4, la Germania ha ordinato un lotto di 20 Eurofighter della Tranche 5, per i quali ha firmato un contratto alla fine dello scorso anno.

Le esigenze tedesche sono state rese più complesse dalla necessità di sostituire una parte dei Tornado impiegati nel ruolo di attacco nucleare. 

Ciò ha portato alla decisione di acquistare 35 F-35A, in grado di trasportare bombe nucleari a caduta libera B61-12. Tuttavia, gli F-35A avranno anche un ruolo importante all'interno del crescente arsenale tedesco di attacco convenzionale a lungo raggio, che prevede l'impiego del  missile da crociera Joint Strike Missile (JSM).
Attualmente, la Luftwaffe ha in servizio circa 138 Eurofighter, tra cui una combinazione di varianti Tranche 1, 2 e 3. 
Sebbene l'Eurofighter Tranche 4 assomigli molto ai precedenti velivoli (Tranche 1-3) in dotazione alla Luftwaffe, al di sotto della fusoliera è un aereo notevolmente diverso.
In particolare, l'Eurofighter Tranche 4 è equipaggiato con il radar ECRS Mk 1 a scansione elettronica attiva (AESA), fornito dalla tedesca Hensoldt. Il nuovo radar è già stato testato su un Eurofighter appositamente configurato per i test e utilizzando un Airbus A320 modificato, il cosiddetto Advanced Technology Research Aircraft.

L'assenza di un radar AESA sull'Eurofighter è stata a lungo una grave mancanza ed è in fase di sviluppo da molti anni.

La storia del Sistema Radar Comune Europeo (ECRS) è  lunga e complessa e ha coinvolto Leonardo nel Regno Unito e in Italia, Indra in  Spagna e la Hensoldt in Germania. In definitiva, ha dato origine a tre versioni distinte di radar AESA, basate su requisiti e tempistiche differenti.


Pertanto: 
  • l'ECRS Mk 0 è installato sugli aerei destinati al Kuwait e al Qatar. 
  • L'Mk 1 rappresenta lo standard definitivo per Germania e Spagna, con i velivoli tedeschi della Tranche 4 consegnati con la cosiddetta configurazione ECRS Mk 1 Step 0 (in pratica, un Mk 0 con una nuova antenna). 
  • In una seconda fase di sviluppo, la configurazione Mk 1 Step 1 verrà installata sugli aerei Quadriga a partire dalla metà del 2027.
  • Nel frattempo, il Regno Unito e l’Italia riceveranno il sistema ECRS Mk 2, più avanzato.

Nonostante le differenze, tutti questi sensori combinano le tradizionali funzioni radar, come la ricerca e l'individuazione dei bersagli, con compiti di guerra elettronica, un'area di crescente interesse  per gli operatori dei Typhoon, nonché con compiti di comunicazione ad alta velocità.
Nel complesso, qualsiasi tipo di radar AESA offre notevoli vantaggi ai moderni velivoli da combattimento. A differenza della tradizionale tecnologia a scansione meccanica, un radar AESA è in grado di individuare e tracciare un bersaglio a una distanza molto maggiore, più rapidamente e con maggiore precisione. Questo vale anche per le minacce di dimensioni ridotte, comprese quelle con una firma radar limitata o che volano a quote molto basse, che i radar più datati faticano a rilevare. Ciò è particolarmente rilevante quando si tratta di contrastare droni o missili da crociera.
Grazie alla maggiore potenza di uscita, i radar AESA offrono in genere anche una maggiore capacità di discriminazione dei bersagli e di tracciamento di bersagli multipli, oltre a essere più resistenti alle interferenze, alle ECM e ECCM nemiche. Sono inoltre considerati molto più affidabili, principalmente perché possiedono un numero di parti mobili nettamente inferiore rispetto ai radar a scansione meccanica.

IL PILOTA COLLAUDATORE DELL'EUROFIGHTER TYPHOON DISCUTE DELLE CAPACITÀ

La maggiore portata dei radar AESA rappresenta un vantaggio significativo nell'impiego di missili aria-aria a lungo raggio, come il  Meteor  che equipaggia l'Eurofighter.
Si prevede che ulteriori miglioramenti per i jet della Tranche 4 saranno integrati nel programma Long-Term Evolution (LTE), incentrato sull'architettura avionica del velivolo. Il lavoro include lo sviluppo di una nuova cabina di pilotaggio con un ampio display, nonché nuovi computer di controllo di volo e di missione, apparecchiature di comunicazione e sistemi di controllo dell'armamento. Tuttavia, non è chiaro quali miglioramenti sceglierà la Germania da questo "menu". I diversi clienti dell'Eurofighter optano per configurazioni specifiche; in particolare, il velivolo della Tranche 4 presentato di recente è ancora privo del PIRATE  (Passive InfraRed Airborne Track Equipment). L'importante sensore a infrarossi per la visione frontale e per la ricerca e il tracciamento a infrarossi è stato omesso dalla Germania, inizialmente per motivi di budget.
Connesso tramite LTE, da tempo si sta lavorando anche a un display di grandi dimensioni per l'Eurofighter. Con una superficie di 12 x 22 pollici, il display di grandi dimensioni sostituisce i tre display multifunzione head-down (MHDD) da 6 x 6 pollici precedenti e consente ai piloti di gestire più facilmente grandi quantità di informazioni. Ciò risulta particolarmente utile quando si lavora con sensori AESA o durante le operazioni di volo in team con equipaggio e senza equipaggio, ad esempio.
Pur non rientrando nell'ambito del Progetto Quadriga, ma rivestendo un'importanza altrettanto fondamentale per la Luftwaffe, è il piano di trasformare 15 Eurofighter esistenti in velivoli da guerra elettronica. 




I Typhoon EK che ne deriveranno saranno dotati di una suite di guerra elettronica Arexis della Saab e saranno in grado di impiegare  i missili guidati antiradiazioni avanzati AGM-88E per sopprimere e distruggere le difese aeree nemiche. Gli EK sostituiranno i Tornado ECR  tedeschi,  impiegati in questo ruolo dagli anni '90, e forniranno alla Luftwaffe un importante potenziamento delle capacità operative.

A un certo punto, sembrava che il ruolo centrale dell'Eurofighter all'interno della Luftwaffe sarebbe diminuito intorno al 2040, quando era previsto che l'FCAS entrasse in funzione e sostituisse questi velivoli da combattimento con un nuovo "sistema di sistemi", che includeva un caccia con equipaggio, l'NGF.
Da tempo, però, il programma FCAS presenta delle crepe, con Francia e Germania, i due principali partner, in totale disaccordo. I funzionari della difesa tedeschi sembrano insoddisfatti delle richieste francesi di ottenere una quota minoritaria del programma e starebbero valutando altre opzioni, tra cui la possibilità di separarsi dalla Francia.
Qualunque cosa accada con l'FCAS, le probabilità che un caccia con equipaggio di sesta generazione entri in servizio nei tempi previsti si fanno sempre più remote.
Di conseguenza, l'Eurofighter è destinato a diventare una risorsa ancora più importante per la Luftwaffe, e per un periodo più lungo. Quasi certamente in futuro verrà impiegato insieme ai droni "gregari", che ora rivestono un ruolo di primo piano nelle ambizioni militari tedesche.
Tra i candidati per soddisfare questo requisito, che prevede capacità operative da implementare intorno al 2030, figura il  drone stealth XQ-58A Valkyrie,  proposto da Airbus e Kratos  alla Germania. Allo stesso tempo, Airbus sta lavorando anche a un proprio concept stealth simile al CCA, noto come  Wingman. Nel frattempo, Boeing Australia ha stretto una collaborazione con Rheinmetall, il più grande produttore di armi in Germania, per offrire il drone MQ-28 Ghost Bat alla Germania.
L'anno scorso ha visto anche l'emergere di un altro possibile contendente per il programma CCA della Luftwaffe, quando la startup tedesca della difesa Helsing ha presentato il suo CA-1 Europa.

I maggiori investimenti nella Luftwaffe riflettono un significativo cambiamento di priorità per le forze armate tedesche, che si stanno orientando sempre più verso un potenziale futuro conflitto con la Russia.

In risposta all'invasione russa dell'Ucraina del 2022, le forze armate tedesche stanno attraversando la più grande trasformazione dalla Guerra Fredda. È in corso un più ampio sforzo per riconfigurare l'esercito tedesco, trasformandolo da una forza di spedizione a bassa prontezza operativa a una forza territoriale ad alta prontezza, focalizzata sulle operazioni sul fianco orientale della NATO. Allo stesso tempo, le capacità di attacco a lungo raggio, trascurate dalla Guerra Fredda, sono improvvisamente diventate una delle principali aree di preoccupazione.
Altrettanto importante è investire in nuove attrezzature, e la presentazione in Baviera dell'Eurofighter Tranche 4 ne è una dimostrazione tangibile.











IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, TWZ, WIKIPEDIA, You Tube)