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venerdì 27 marzo 2026

Delta Force, 1st Special Forces Operational Detachment - Delta (1st SFOD-D): LA DELTA FORCE POTREBBE ESSERE IN GRADO DI RECUPERARE IL MATERIALE NUCLEARE IRANIANO?











https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.








Delta Force, 1st Special Forces Operational Detachment - Delta (1st SFOD-D)


La Delta Force, ufficialmente 1st Special Forces Operational Detachment - Delta (1st SFOD-D) e conosciuta anche come Delta o Combat Applications Group, è un corpo per operazioni speciali dell'Esercito degli Stati Uniti, con funzioni anche di lotta al terrorismo.


Dipendente dal Comando Congiunto per le Operazioni Speciali (Joint Special Operations Command - JSOC) ha il proprio quartier generale a Fort Bragg, nella Carolina del Nord. Assieme al DEVGRU dei Navy SEAL della Marina statunitense forma la componente di forze per operazioni speciali e antiterrorismo delle Forze Armate statunitensi.
La Delta Force venne fondata dal colonnello dell'Esercito degli Stati Uniti Charles Beckwith il 19 novembre 1977, in risposta all'esigenza delle forze armate americane di disporre di un reparto operativo in grado di rispondere a vari tipi di attacchi terroristici, particolarmente frequenti negli anni Settanta. Successivamente, ai suoi incarichi furono aggiunte anche varie operazioni clandestine, quali incursioni segrete in stati ostili, liberazione di ostaggi di rilievo, lotta alla droga, soprattutto nell'America centrale e meridionale, operazioni di negoziazione e antiterrorismo fuori dal territorio americano.
È la principale unità del governo statunitense per le operazioni speciali, insieme ai Navy Seal.




La Delta ha partecipato a numerose operazioni durante la sua storia: 






  • 1979 Porto Rico; 
  • 1983 Grenada; 
  • 1984 Medio Oriente; 
  • 1985 Cipro; 
  • 1987 Grecia; 
  • 1989 Panama; 
  • 1991 guerra del Golfo; 
  • 1993 Somalia; 
  • 1997 Perù (Lima); 
  • 2026 Venezuela (Caracas).




Fu impegnata anche nell'Operazione Eagle Claw, con la quale si tentò di liberare gli ostaggi americani tenuti prigionieri nell'ambasciata USA a Teheran nel 1980. L'operazione fallì a causa di problemi meccanici agli elicotteri che trasportavano le squadre di intervento, dovuti ad una forte tempesta di sabbia. Dopo il fallimento della missione fu creata un'unità di trasporto aereo a disposizione esclusivamente della Delta Force e del Special Operations Command (SOCOM), chiamata 160th Special Operations Aviation Regiment (Nightstalkers), che permise ai soldati della Delta di trovarsi in diverse parti del mondo in poco tempo. Diverse volte la Delta Force ha svolto le proprie operazioni con i Navy SEALs della Marina Americana e con altre forze speciali di paesi alleati, come il SAS britannico.

Organizzazione e struttura

La Delta Force è composta da sette squadroni e codificati per lettere:
  • Squadrone A (assalto);
  • Squadrone B (assalto);
  • Squadrone C (assalto, formato nel 1990);
  • Squadrone D (assalto, formato nel 2006);
  • Squadrone E (aviazione, formato nel 1989 e di guarnigione presso Fort Eustis, in Virginia);
  • Squadrone G (precedentemente chiamato Operational Support Troop, è specializzato in Advanced Force Operation);
  • Combat Support Squadron (composto da esperti di armi di distruzione di massa, artificieri e altri specialisti, attivo dal 2005).

Ogni squadrone, sotto il comando di un tenente colonnello, è diviso a sua volta in tre plotoni, uno di cecchini e da ricognizione (soprannominato Sniper/Recce Troop) e due da combattimento (soprannominati Assault Troop). All'interno dei plotoni di combattimento, comandate da un maggiore, esistono quattro squadre formate da cinque operatori ciascuno e guidate da un caposquadra, un sergente capo o un sergente di 1ª classe, e un vice caposquadra con il medesimo rango. All'interno del plotone di cecchini e da ricognizione ci sono a loro volta quattro squadre di quattro operatori ciascuno, e tutti e tre i plotoni formano anche un piccolo stato maggiore di quattro uomini. In totale la Delta Force è formata da circa un migliaio di soldati.
Le unità di supporto comprendono logistica, radiocomunicazione, spionaggio e unità di pronto soccorso.
Nel 1999 lo scrittore Mark Bowden pubblicò il suo libro Black Hawk Down (edito in Italia con il titolo Falco nero), nel quale sosteneva che la Delta Force avesse avuto un ruolo primario negli eventi che portarono alla battaglia di Mogadiscio. Il libro fu poi la base per un film dallo stesso titolo, diretto da Ridley Scott nel 2001.
Delta Force è il titolo di tre film: (Delta Force, Delta Force 2, Delta Force 3), in cui il reparto, comandato nella fiction dal Maggiore McCoy (Chuck Norris), interviene in vari scenari di guerra; di questi tre film, solo il primo si basa a grandi linee su un autentico intervento della Delta Force, seppur mischiato alla storia della famosa Operazione Entebbe delle forze speciali israeliane.
La serie TV The Unit è ispirata alla Delta Force.
La Delta Force compare nel videogioco Call of Duty: Modern Warfare 3 dove si prende parte a un'ipotetica terza guerra mondiale ambientata ai nostri giorni. Delta Force è anche il titolo di una serie di videogiochi per console e PC della casa Novalogic.
I G.I. Joe, la cui serie di giocattoli, fumetti e cartoni animati, è nata nel 1982, sono ispirati alla Delta Force; tra l'altro vengono saltuariamente denominati gruppo DELTA.






LA DELTA FORCE POTREBBE ESSERE IN GRADO DI RECUPERARE IL MATERIALE NUCLEARE IRANIANO?

L'esercito statunitense potrebbe lanciare un'operazione speciale all'interno dell'Iran per mettere in sicurezza il materiale nucleare del paese? 
Questa è una questione con cui la Casa Bianca e il Pentagono si stanno confrontando, mentre l'Operazione Epic Fury continua.  
Mentre i responsabili politici e gli alti ufficiali militari pianificano il corso della guerra, un'incursione delle forze speciali per recuperare l'uranio altamente arricchito dell'Iran rimane un'opzione sul tavolo.  
Secondo le valutazioni dell'intelligence americana e israeliana, la maggior parte dell'uranio altamente arricchito di Teheran – il componente necessario per creare un'arma nucleare – è molto probabilmente ancora sepolta in profondità sotto gli impianti di Isfahan, Fordow e Natanz, attaccati la scorsa estate dai bombardieri B-2 Spirit dell'aeronautica militare statunitense e dal sottomarino lanciamissili  USS Georgia.
Un'operazione speciale di terra per il recupero del materiale è fattibile. Le forze armate statunitensi e israeliane godono di una completa superiorità aerea sull'Iran. Dopo la fase iniziale dell'operazione, in cui caccia e bombardieri hanno preso di mira le difese aeree iraniane, le forze statunitensi e israeliane stanno ora colpendo obiettivi tattici in tutto l'Iran, con oltre 7.000 siti già colpiti. Sebbene la sola potenza aerea non vinca le guerre, può certamente isolare una determinata area e impedire alle forze iraniane di raggiungerla. Successivamente, le forze di terra stabilirebbero un perimetro attorno agli impianti distrutti e garantirebbero che le squadre di recupero non vengano disturbate. Infine, velivoli ad ala fissa e rotante per operazioni speciali potrebbero contribuire all'evacuazione dell'uranio.  

Secondo alcune indiscrezioni, il presidente Trump starebbe valutando l'opzione di un'operazione speciale per impossessarsi dell'arsenale nucleare iraniano. Se desse il via libera, chi dovrebbe essere inviato?  

Se un'operazione di questo tipo venisse ordinata, sorgerebbe il problema di quali unità specifiche vi sarebbero coinvolte. In passato, il Comando delle Operazioni Speciali (SOCOM) e il suo subordinato Comando Congiunto delle Operazioni Speciali (JSOC) si erano divisi l'area operativa del Medio Oriente tra le unità per missioni speciali di primo livello dell'Esercito e della Marina. La Delta Force si occupava di Iraq e Siria, mentre il SEAL Team Six di Afghanistan e Pakistan.  
Grazie a questa divisione dei compiti, la Delta Force ha catturato il dittatore iracheno Saddam Hussein nel 2003 e ha ucciso il leader del cosiddetto Stato Islamico dell'Iraq e della Siria (ISIS), Abu Bakr al-Baghdadi, nel 2019. Inoltre, il SEAL Team Six ha ucciso Osama bin Laden nel 2011 in Pakistan.  
Certamente, nelle fasi iniziali delle guerre in Afghanistan e in Iraq, entrambe le unità operavano nel "dominio" dell'altra. La Delta Force arrivò vicina a catturare bin Laden durante la battaglia di Tora Bora nel 2001. E il SEAL Team Six contribuì a salvare la soldatessa di prima classe dell'esercito Jessica Lynch dopo che la sua unità era stata attaccata e annientata dalle forze irachene.  
L'Iran è situato tra l'Iraq e l'Afghanistan. Eppure, un'operazione di tale portata e importanza potrebbe prevalere su precedenti accordi di autorità operativa. Le unità coinvolte devono possedere l'addestramento necessario per penetrare, recuperare e maneggiare materiale per la fusione nucleare.


  
E’ notorio che la Delta Force si è addestrata per missioni di questo tipo, note come missioni Hardened Deeply Buried Targets (HDBT). 

La Delta Force si addestra su questo tipo di missione sin dagli anni '90, quando le forze armate statunitensi valutarono che gli avversari stavano spostando le loro risorse più preziose in profondità nel sottosuolo.  
Pertanto, l'unità d'élite per le missioni speciali dell'esercito è qualificata per affrontare quella che sarebbe una delle operazioni speciali più importanti della storia.  









IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, SANDBOXX, WIKIPEDIA, You Tube)
































 

giovedì 26 febbraio 2026

US NAVY SEAL: l'MP7 è meglio descritto come un PDW (arma di difesa personale), ma potrebbe anche essere considerato un SMG. Il concetto di PDW è nato da un requisito NATO negli anni ’90. Oltre ad essere corto, il fucile pesa solo 2,1 kg nella sua configurazione moderna. La canna è lunga 18 cm e il fucile è largo 5 cm. La Heckler & Koch ha progettato l'arma per essere piccola, con un caricatore da 40 colpi cal. 4,6x30 mm.








https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.







Il SEAL Team 6, noto anche come DEVGRU, è un team di operatori straordinari che conduce alcune delle operazioni più segrete e clandestine di cui il mondo non è a conoscenza. I loro segreti sono molti, ma ogni tanto ci viene dato un assaggio delle loro armi e del loro equipaggiamento. Oggi ci occuperemo dell'MP7.
L'MP7 è meglio descritto come un PDW (arma di difesa personale), ma potrebbe anche essere considerato un SMG. Il concetto di PDW è nato da un requisito NATO negli anni '90. Originariamente, la NATO voleva un'arma leggera, da spalla, per le truppe non combattenti, che fosse più di una pistola ma più piccola di un fucile. Le società FN ed Heckler & Koch misero a punto rispettivamente la P90 e l'MP7. Sebbene il progetto PDW della NATO non sia mai decollato, entrambe le armi trovarono acquirenti, con il famoso SEAL Team 6 che acquistò l'MP7.
L'MP7 è un mitragliatore/PDW a fuoco selettivo che spara da un caricatore scatolare. L'MP7 è incredibilmente compatto, con una lunghezza di soli 63 cm con il calcio aperto. Il calciolo presenta un design minimalista e collassabile, molto semplice. Non offre molto supporto né una saldature per la guancia, ma è meglio di niente. Con il calcio chiuso, l'MP7 sembra più una pistola di grandi dimensioni che una mitragliatrice e può essere utilizzata come una pistola.
Oltre ad essere corto, il fucile pesa solo 2,1 kg nella sua configurazione moderna. La canna è lunga 18 cm e il fucile è largo 5 cm.
La tedesca H&K ha progettato l'arma per essere piccola. Per contribuire a ridurre le dimensioni dell'arma, il pozzetto del caricatore da 40 colpi è situato nell'impugnatura a pistola. I colpi cal. 4,6x30 mm sono piuttosto piccoli e i caricatori sono piuttosto compatti. Il pulsante di sgancio del caricatore è simile a quello di altre armi HK: si trova sul ponticello del grilletto e deve essere premuto verso il basso per rilasciare il caricatore.
L’arma è dotata di numerose sezioni di guida per il fissaggio di accessori. Tra queste, una guida ottica monolitica, guide laterali per luci e laser, nonché una guida inferiore per altri accessori. Ha un design molto moderno e può essere modificato per adattarsi alle esigenze di ogni singolo operatore e allestito per adattarsi a specifici parametri di missione.
L'MP7 è un'arma a fuoco selettivo che può sparare singoli colpi semiautomatici oppure può essere commutata in modalità completamente automatica, con una cadenza ciclica di 950 colpi al minuto.

L'MP7 ha una cameratura davvero unica, in quanto utilizza un nuovo proiettile calibro 4,6x30 mm, sviluppato parallelamente all'arma e disponibile esclusivamente per quest'arma. 

Il proiettile calibro 4,6x30 mm si colloca a metà strada tra un proiettile da fucile e uno da pistola. Ha la forma e il design di un proiettile da fucile, con una cartuccia a collo di bottiglia e un proiettile tipo Spitzer. Il proiettile è piuttosto leggero e il bossolo è corto. La gittata massima è di circa 200 metri e può arrivare fino a 150 metri; la cartuccia spara piuttosto tesa e mantiene una discreta energia e velocità.
Il proiettile è progettato per la penetrazione di armature leggere. È disponibile in diverse varianti, tra cui i proiettili perforanti Combat Steel e Ultimate Combat. Sono disponibili anche un proiettile standard con camiciatura metallica completa, un proiettile a punta cava, un proiettile frangibile e, per un uso con silenziatore superiore, un proiettile subsonico in grado di perforare bersagli corazzati CISAT fino a 30 metri.
I proiettili sono piuttosto leggeri e la cartuccia produce un rinculo minimo. L'MP7 tende a essere molto controllabile, anche in modalità completamente automatica, e spesso è più controllabile di una mitragliatrice standard da 9 mm.
Nella maggior parte delle comunità di operazioni speciali, l'MP7 è un'arma da fuoco a corto raggio e sembra essere la scelta naturale quando un operatore ha responsabilità aggiuntive ma desidera comunque una certa potenza di fuoco. Se sei un addestratore di cani cinofili, l'MP7 ti offre un'arma leggera e portatile che può essere utilizzata con una sola mano. Se sei un addetto alla difesa personale con un kit da irruzione da 40 libbre, l'MP7 è un'opzione di difesa personale leggera.
Svolge anche un ruolo importante quando è previsto un combattimento estremamente ravvicinato. Ad esempio, durante l'abbordaggio di una nave, un'attività in cui i SEAL Team sono specializzati, tutto, dalla scalata della nave all'attraversamento dei corridoi, è difficile, anche con un fucile corto, quindi l'MP7 è un'ottima opzione.
D'altro canto, sebbene la balistica sia impressionante per un'arma così piccola, non si avvicina minimamente a quella di un vero fucile calibro 5.56. Questo limita l'MP7 a essere un'arma per impieghi speciali. È molto facile da maneggiare e certamente riempie una nicchia richiesta dagli operatori speciali in tutto il mondo.




La Heckler & Koch MP7 è una PDW prodotta dall'azienda tedesca Heckler & Koch.

L'MP7 è un'arma da difesa personale estremamente compatta e maneggevole, adatta all'uso in ambiente urbano, costruita prevalentemente in materiali polimerici. La progettazione di quest'arma iniziò con il miglioramento dei giubbotti antiproiettile, divenuti troppo resistenti ai proiettili da pistola, con la conseguente perdita di efficacia di queste armi. Per rispondere alla richiesta di armi più efficaci l'H&K progettò l'MP7 (in concomitanza con il progetto dell'UCP che avrebbe dovuto utilizzare lo stesso munizionamento), che doveva essere in grado di penetrare i giubbetti antiproiettile, ma poter essere usata come arma leggera.
L'MP7 ha una meccanica simile all'Heckler & Koch G36. Spara proiettili appositamente disegnati con una velocità di uscita molto vicina a quella del 5.56 x 45 NATO, cartuccia utilizzata in numerosi fucili d'assalto in dotazione agli eserciti di tutto il mondo (ad esempio il G36 o il Colt M16). Il munizionamento caratteristico, che conferisce all'arma un rinculo ridotto, è costruito interamente in acciaio ad alta penetrazione, mentre i normali proiettili sono in piombo. I proiettili hanno inoltre un diametro piccolo (4,6 mm pari a 0,18 inch), per garantire grande capacità e caricatori di ridotte dimensioni (al momento la H&K fornisce caricatori da 20 e 40 colpi che hanno dimensioni comparabili a caricatori da 15 e 30 colpi da 9 mm, rispettivamente). L'arma contiene i caricatori all'interno dell'impugnatura e prevede un utilizzo ambidestro grazie al selettore di fuoco presente in entrambi i lati dell'arma. Infine dispone di un calcio estensibile e di una impugnatura frontale, e può essere utilizzato indifferentemente con una o due mani.



L'MP7 è stato progettato come diretto concorrente del FN P90. In base al munizionamento alcuni considerano, però, l'MP7 una pistola automatica e non una mitraglietta. Il P90 è leggermente più ingombrante e pesante, ma compensa tutto ciò con caricatori da 50 colpi e una canna molto più lunga.





La piattaforma MP7 dispone di due varianti: MP7A1 e MP7A2. 

La versione più recente dell'arma si distingue dalla precedente per la presenza di un nuovo sistema di slitte che rimpiazzano l'impugnatura verticale pieghevole (così che l'operatore possa personalizzare al meglio e con più accessori la propria arma), la leva di armamento è stata resa più sporgente in modo da facilitare l'incameramento delle cartucce.
Nel 2005 l'MP7 è stato adottato dal Ministero della Difesa britannico come arma d'ordinanza per le proprie forze di polizia: il peso contenuto, l'alta maneggevolezza e la precisione nel combattimento ravvicinato sono stati i principali fattori a favore della decisione.
Le unità per operazioni speciali tedesche KSK l'hanno invece adottato a partire dal 2002; in seguito, anche l'esercito tedesco ne ha acquisito una grande fornitura, e i soldati tedeschi di pattuglia a Kabul in missione nella guerra in Afghanistan hanno utilizzato l'MP7 come arma d’ordinanza.

Per l'Italia, l'MP7 è in dotazione a scopo di valutazione al 9º Reggimento Paracadutisti d'Assalto "Col Moschin", al 185º Reggimento paracadutisti Ricognizione Acquisizione Obiettivi ed ai Carabinieri del GIS; per i carristi dell'Esercito Italiano ed in genere gli equipaggi dei mezzi blindati è allo studio una possibile adozione.

È stata anche adottata dalle unità d'élite della polizia della Corea del Sud.










IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, SANDBOXX, WIKIPEDIA, You Tube)