(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.
Si chiama Liaowang-1 la supernave tecnologica cinese che è arrivata nello Stretto di Hormuz: è lunga 225 metri, ha un dislocamento di 30.000 tonn e fa parte della flotta che assiste lo sviluppo e le missioni spaziali della Cina. Ha una capacità di raccolta e di elaborazione dati che si misura in migliaia di petabyte (un petabyte è un milione di gigabyte): può 'coprire' con i suoi radar fino a 6.000 Km di distanza rilevando missili, basi di lancio, attività di aerei e portaerei.
La sua capacità Elint e monitoraggio le consente lo spionaggio e il targeting di asset spaziali avversari e di seguire e monitorare - all’occorrenza - l'attività in corso nella guerra fra Usa-Israele e Iran (un alleato strategico di Pechino).
Si può solo supporre e comunque non si sa se e quante di queste informazioni siano già state girate agli iraniani e soprattutto quali.
Probabilmente la sorveglianza sarà dedicata a scopi difensivi, cioè il monitoraggio dei lanci di missili e delle pause fra un'ondata e l'altra. Informazioni più dettagliate (posizione delle navi e delle portaerei, ad esempio) potrebbero essere non fornite (?!) perché considerate “atto ostile”, scatenando una reazione, a quel punto legittima, contro la nave.
Allo scopo di evitare ogni possibile evenienza, la Liaowang-1 risulta scortata da un incrociatore e da un DDG, e non risulta avere una dotazione di armi a bordo.
L’unità è stata varata nel 2023 dalla China State Shipbuilding Corporation nel cantiere navale di Jiangnan e risulta gestita dalla Forza Aerospaziale (Asf) dell'Esercito Popolare di Liberazione (Pla).
La nave che ha ragguardevoli dimensioni, ha completato le prove in mare tra il mese di dicembre 2024 e il mese di gennaio 2025; è entrata in servizio nell'aprile 2025.
A differenza delle unità che l’hanno preceduta (vgs. la Yuanwang), che si concentravano principalmente su telemetria, tracciamento e controllo (TT&C), la Liaowang-1 introduce capacità multi-missione, integrando funzioni di allerta precoce e attività di Comando e Controllo.
IL NOSTRO PENSIERO
Si vis pacem, para bellum (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.
Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia.
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà: altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE".
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.
(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, AGI, WIKIPEDIA, You Tube)
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.
Kōkū Jieitai (航空自衛隊) - Japan Air Self-Defense Force o JASDF
La Kōkū Jieitai (航空自衛隊), in italiano: Forza aerea di autodifesa, internazionalmente conosciuta anche nella sua dizione inglese Japan Air Self-Defense Force e abbreviata JASDF, è l'attuale aeronautica militare del Giappone e parte integrante delle forze armate giapponesi.
Dopo la conclusione della seconda guerra mondiale ed il trattato di pace che impediva al Giappone di ricostituire delle forze armate a scopi offensivi, venne creata come servizio a sé stante, mentre nel passato il Giappone non aveva mai avuto un'arma aerea indipendente. Infatti, fino al 1945, i gruppi di volo dipendevano dall'esercito o dalla marina.
Kawasaki EC-2
L’ultimo arrivato nella Forza di autodifesa aerea giapponese (JASDF) è, senza dubbio, uno degli aerei militari più brutti che si possano vedere oggi su di una pista di atterraggio.
Con il suo enorme muso bombato e altre goffe protuberanze, il Kawasaki EC-2 rappresenta comunque un'importante risorsa per la JASDF in un momento in cui quest'ultima si trova ad affrontare sfide sempre più complesse da parte di diverse minacce sofisticate. L'aereo, che ha suscitato grande interesse, ha effettuato il suo primo volo presso la base aerea di Gifu, nell'omonima prefettura.
Derivato dal velivolo da trasporto bimotore giapponese C-2, l'EC-2 è un aereo da guerra elettronica a lungo raggio, il cui sviluppo è iniziato nel 2021. Il suo ruolo principale è quello di interferire con le operazioni di un avversario nello spettro elettromagnetico, al di fuori della portata delle minacce della difesa aerea.
Il velivolo da ricognizione e intelligence per la guerra elettronica C-2, oggetto di questa modifica, è il secondo prototipo del velivolo da trasporto C-2. Secondo il rapporto di valutazione del progetto del Ministero della Difesa per l'anno fiscale 2005, questo velivolo è descritto come dotato di "un sistema altamente automatizzato che raccoglie, elabora e trasmette tutte le informazioni e i dati emessi dal nemico. Inoltre, diverse antenne sono posizionate nel muso, sulle superfici superiori e laterali della fusoliera e sulla carenatura della parte superiore dello stabilizzatore verticale, conferendogli la capacità di intercettare e bloccare segnali a banda larga provenienti da lunghe distanze e di rilevare la direzione dei bersagli nemici".
In altre parole, questo velivolo può essere interpretato come un "velivolo multifunzionale per la guerra elettronica" che possiede non solo la funzione di "raccogliere segnali elettromagnetici" dal nemico, ma anche la funzione di "disturbare" i segnali elettronici.
Il sistema di apparecchiature elettroniche di bordo è il "Nuovo Sistema di Guerra Elettronica", sviluppato dall'Agenzia per l'Acquisizione, la Tecnologia e la Logistica in collaborazione con aziende come Mitsubishi Electric e Toshiba. Questo sistema include una tecnologia di ricezione software in grado di supportare vari schemi di modulazione, una tecnologia che ottimizza il posizionamento delle antenne per consentire la ricezione di onde radio a banda larga e una tecnologia di elaborazione analitica in grado di rilevare rapidamente segnali nemici a bassa rilevabilità.
Caratteristiche tecniche del C-2
Il Kawasaki C-2 è un aereo da trasporto ad ala alta, bimotore, con impennaggio a T e ali a freccia. Ha una lunghezza di 43,9 metri, un'apertura alare di 44, 4 metri, e un'altezza di 14,2 metri. L'equipaggio è composto da tre persone, delle quali due sono i piloti e il terzo è l'addetto al carico. Il sistema propulsivo è formato da due turbofan General Electric CF6-80C2K1F. Questo propulsore è noto per la sua affidabilità, e infatti equipaggia numerosi aeroplani, fra i quali i Boeing 747 e 767, gli Airbus A300, A310 e A330, e il McDonnell Douglas DC-10. Grazie a questo impianto propulsivo, il C-2 può fare affidamento su una spinta di 54.000 kg, e consentirgli un decollo con un peso massimo di 141.400 kg. Le prestazioni di autonomia e carico sono altrettanto interessanti: un raggio d'azione di 7.600 km con un carico di 20 t, 5.700 km con 30 t, e 4.500 km con 36 t.
L'autonomia massima di trasferimento senza carico è di 9.800 km. La caratteristica più originale del C-2 è la capacità di atterrare e decollare in breve spazio. Con un carico di 26 t può utilizzare infatti una pista di soltanto 500 metri. Un'altra caratteristica nella quale eccelle è la velocità, particolarmente elevata per questa categoria d'aereo. Infatti la velocità massima raggiungibile è 917 km/h, mentre quella di crociera è di 890 km/h. Ciò permette al C-2 di percorrere anche le rotte alle quote più alte, potendo raggiungere una altitudine massima di 12.200 metri, avvantaggiandosi nettamente e facilitando un rapido trasporto.
Varianti
C-2A - Versione standard per il trasporto;
RC-2 - Versione per l'ELINT, il cui primo esemplare ha volato l'8 febbraio 2018. Questo esemplare è stato poi consegnato il 1° ottobre 2020;
EC-2 - Versione per guerra elettronica e SIGINT ottenuto modificando il primo C-1 da trasporto di serie.
Utilizzatori
Giappone - Kōkū Jieitai - 30 C-2A e 1 RC-2 ELINT ordinati, 8 C-2A e 1 RC-2 in servizio al novembre 2020. 1 EC-2 per missioni di EW e SIGINT ordinato e ottenuto modificando il primo C-1 da trasporto di serie.
Caratteristiche generali C-2:
Equipaggio: 3: 2 piloti e 1 addetto al carico;
Capacità: 32 t limitata a + 2,5 g; 36 t limitata a + 2,25 g; carico utile massimo 37,6 t - Sistema operativo sul campo o Gru per camion o 8 pallet da 463 litri o 1 elicottero UH-60JA o 1 veicolo da combattimento manovrabile Tipo 16 cacciacarri su ruote;
Lunghezza: 43,9 m (144 piedi 0 pollici);
Apertura alare: 44,4 m (145 piedi e 8 pollici);
Altezza: 14,2 m (46 piedi 7 pollici);
Peso a vuoto: 69.000 kg (152.119 lb);
Peso massimo al decollo: 141.400 kg (311.734 libbre);
2 motori turbofan General Electric CF6-80C2K1F, 265,7 kN (59.740 lbf) di spinta ciascuno.
Prestazioni
Velocità massima: 920 km/h (570 mph, 500 nodi) - Mach 0,82;
Velocità di crociera: 890 km/h (550 mph, 480 nodi) / M0.8;
Autonomia: 7.600 km (4.700 miglia, 4.100 miglia nautiche) con un carico utile di 20 t - 5.700 km (3.500 miglia; 3.100 miglia nautiche) con un carico utile di 30 t (30 tonnellate lunghe; 33 tonnellate corte) - 4.500 km (2.800 miglia; 2.400 miglia nautiche) con un carico utile di 36 t
Autonomia di trasferimento: 9.800 km (6.100 mi, 5.300 nmi);
Tangenza operativa: 13.100 m (43.000 ft);
Distanza minima di decollo: 500 m (1.641 piedi).
Nello specifico, l'EC-2 è basato sul numero di serie 68-1203, che fu il terzo aereo da trasporto C-2 completato, prima di essere modificato per il suo ruolo specialistico.
Per quanto riguarda il C-2, questo aereo da trasporto militare si colloca a metà strada tra un C-17 e un C-130 in termini di dimensioni e capacità. In effetti, è probabilmente più simile per molti aspetti all'Airbus A400M con quattro turboeliche, ma è alimentato da una coppia di turbofan ad alto rapporto di diluizione General Electric CF6, simili a quelli presenti su molti Boeing 747 e 767, ad esempio.
Tornando all'EC-2, questo velivolo è il successore del Kawasaki EC-1, esemplare unico ora ritirato dalla JASDF, che fu convertito da una cellula di un aereo da trasporto C-1 pre-esistente e fu utilizzato per molti anni dal Gruppo Operazioni di Guerra Elettronica (Denshi Sakusengun) presso la base aerea di Iruma, nella prefettura di Saitama, in Giappone.
L'EC-2 è stato avvistato per la prima volta da un appassionato di aviazione a Gifu il mese scorso. Gifu ospita il Gruppo di Sviluppo e Collaudo Aeronautico delle Forze di Autodifesa Aeree Giapponesi (JASDF), che metterà alla prova l'EC-2 prima che venga approvato per il servizio operativo.
Prima del suo primo volo, l'EC-2 è divenuto un oggetto di particolare interesse sia per gli appassionati di aviazione che per la gente del posto, con i fotografi che hanno scattato numerose foto del velivolo durante le prove di rullaggio a Gifu.
In precedenza, l'aspetto dell'EC-2 era noto al pubblico solo grazie a un rendering diffuso dal Ministero della Difesa giapponese.
Nel 2022, un portavoce dell'Agenzia per l'Acquisizione, la Tecnologia e la Logistica (ATLA) del Ministero della Difesa giapponese dichiarò a Janes che il C-2 era stato scelto come piattaforma per la sua capacità di trasportare una notevole quantità di equipaggiamento, che gli consentiva di condurre un "efficace disturbo" dall'esterno del raggio d'azione del nemico.
"L'aereo da trasporto C-2 è stato selezionato come piattaforma di base dopo aver considerato fattori quali le sue prestazioni di volo, il carico utile massimo e il costo", ha dichiarato all'epoca il portavoce dell'ATLA.
"Scegliendo il C-2 come piattaforma di base, sfruttiamo l'infrastruttura esistente del C-2 e, di conseguenza, possiamo gestire in modo efficace ed efficiente il nuovo velivolo da guerra elettronica a distanza basato sul C-2", ha aggiunto il portavoce.
Rispetto al C-1, il C-2 ha una capacità di carico utile notevolmente superiore. Il nuovo aereo da trasporto può trasportare un carico utile di quasi 80.000 libbre per un peso massimo al decollo di 310.000 libbre, a differenza di un carico utile di circa 26.000 libbre e un peso massimo al decollo di 100.000 libbre per il vecchio C-1.
Secondo alcune fonti, tuttavia, almeno parte delle apparecchiature precedentemente utilizzate nell'EC-1, incluso il sistema di contromisure elettroniche J/ALQ-5, sono state trasferite sul nuovo EC-2.
Come il suo predecessore, l'EC-2 presenta un enorme muso bulboso, ma aggiunge anche due grandi carenature sporgenti in tandem sulla parte superiore della fusoliera. Inoltre, ci sono altre due vistose carenature montate su entrambi i lati della parte posteriore della fusoliera.
Sono stati diffusi pochissimi dettagli specifici sull'equipaggiamento, ma le immagini del velivolo confermano che i sensori di allarme per l'avvicinamento di missili (MAWS) sono installati intorno alla fusoliera come parte del suo sistema di autodifesa.
In un contesto operativo, l'EC-2 utilizzerebbe i suoi potenti sistemi di disturbo per neutralizzare i sensori nemici, in particolare quelli appartenenti ai sistemi di difesa aerea e di comunicazione, sia a terra che in aria, da lunga distanza.
I dettagli resi pubblici relativi all'EC-2 riguardano i costi del programma. Nello specifico, la richiesta di bilancio per l'anno fiscale 2025 indica che circa 260 milioni di dollari sono stati stanziati per lo sviluppo del velivolo. Questa cifra rientra in un totale di circa 3,2 miliardi di dollari destinati al potenziamento delle capacità di raccolta e analisi delle informazioni di intelligence.
A testimonianza della crescente importanza attribuita alle operazioni nello spettro elettromagnetico, il Giappone prevede di acquistare quattro EC-2, rispetto al solo EC-1 posseduto in passato.
L'EC-2 è la seconda variante specializzata del C-2, dopo la piattaforma di intelligence dei segnali (SIGINT) RC-2, che ha effettuato il suo primo volo nel 2018 ed è ora in servizio con l'Electronic Warfare Operations Group. Questo velivolo è stato ricavato dal secondo C-2, numero di serie 18-1202, ed è stato ufficialmente consegnato alla JASDF nel 2020.
L'RC-2 presenta inoltre carenature sulla parte superiore e laterale della fusoliera, nonché sulla coda. Il radome del muso è ingrandito e sotto la fusoliera è presente un esteso sistema di antenne.
Secondo quanto dichiarato dal Ministero della Difesa giapponese, sembra probabile che l'EC-2 e l'RC-2 opereranno in sinergia. Nello specifico, l'RC-2 fa parte di un più ampio progetto volto a "migliorare le capacità di raccolta di informazioni elettromagnetiche necessarie per il disturbo elettronico e la protezione elettronica". Ciò suggerisce che l'RC-2 effettuerà regolarmente missioni in tempo di pace per raccogliere dati sulla posizione e la tipologia delle sorgenti di minaccia, al fine di generare un ordine di battaglia elettronico. Queste informazioni verranno poi utilizzate per garantire che l'EC-2 sia in grado di colpire specifiche sorgenti di minaccia.
In passato, il Giappone ha anche preso in considerazione altre versioni specializzate del C-2, tra cui l'armamento dei velivoli da trasporto con missili a lungo raggio lanciati dall'aria, in modo analogo agli esperimenti militari statunitensi volti ad aggiungere un'opzione di attacco a distanza alle flotte di trasporto esistenti.
Nell'ambito del bilancio per l'anno fiscale 2023, il Ministero della Difesa giapponese ha ricevuto poco più di 25 milioni di dollari per studiare il concetto di C-2, un aereo in grado di trasportare missili, con l'intenzione di proseguire la ricerca tecnica fino all'anno fiscale 2024. In caso di esito positivo, si procederebbe poi allo sviluppo su vasta scala. Lo stato attuale di tale progetto non è chiaro.
Uno dei fattori che ha ostacolato ulteriori acquisizioni è stato il costo molto elevato del C-2, con circa 2,3 miliardi di dollari investiti nello sviluppo e ogni singolo esemplare venduto a circa 176 milioni di dollari nel 2017. Ciò significa che il Giappone ha acquistato questi velivoli a un ritmo lento, con l'obiettivo di schierare una flotta di prima linea di 16 esemplari. L'alto costo ha anche contribuito alla mancata acquisizione di ordini di esportazione che, se ottenuti, avrebbero contribuito a ridurre il prezzo.
Tuttavia, è evidente la necessità dell'EC-2, ed è probabile che il programma produrrà ulteriori esemplari di questo disturbatore a distanza.
In passato, i funzionari della difesa giapponesi hanno descritto il contesto regionale come "difficile" e sempre più complesso.
Dopotutto, il Giappone si trova ad affrontare un contesto di sicurezza sempre più complesso, con le principali minacce provenienti dalle attività militari di Cina, Corea del Nord e Russia. La Cina ha intensificato le sue operazioni aeree e navali nel Mar Cinese Orientale e nel più ampio Pacifico occidentale, compreso il dispiegamento di portaerei e lo svolgimento di frequenti pattugliamenti vicino alle isole sud-occidentali del Giappone. La Corea del Nord continua a testare missili balistici in grado di raggiungere il Giappone, mentre anche l'attività aerea russa intorno allo spazio aereo giapponese è aumentata, comprese le pattuglie congiunte con le forze armate cinesi.
Al di fuori del Giappone, questo tipo di piattaforma sta suscitando un interesse crescente, con diversi importanti programmi di acquisizione attivi. In passato, abbiamo esaminato nel dettaglio l' EA-37B Compass Call dell'aeronautica statunitense, così come la sua variante per l'Australia, l' MC-55A Peregrine.
Sebbene il suo aspetto bizzarro sia forse la caratteristica più evidente del nuovo EC-2 giapponese, questo velivolo goffo svolgerà un ruolo importante nella modernizzazione delle Forze di autodifesa aerea giapponesi, che puntano sempre più a dominare il dominio elettromagnetico.
IL NOSTRO PENSIERO
Si vis pacem, para bellum (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.
Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia.
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà: altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE".
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.
(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, TWZ, Tokioexpress, WIKIPEDIA, You Tube)
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.
Di recente la società statunitense L3Harris ha ricevuto dal governo italiano un contratto da 300 milioni di dollari per la fornitura di due aerei Gulfstream G550 equipaggiati per la guerra elettromagnetica.
I G550 modificati supporteranno l'Aeronautica Militare italiana con capacità di disturbo aereo a lungo raggio per interrompere le comunicazioni, i radar e i sistemi di navigazione nemici.
L’EA-37B con capacità di attacco elettromagnetico fornirà all’Aeronautica Militare italiana una capacità di disturbo aereo con gittata, altitudine e resistenza tali da interrompere le comunicazioni di comando e controllo, i radar e i sistemi di navigazione del nemico da una lunga distanza.
L'aereo entrerà a far parte della flotta di missioni speciali italiana, che comprende il Joint Airborne Multi-Mission Multi-Sensor System (JAMMS) che fa parte del più ampio portafoglio di programmi di velivoli multi-missione di L3Harris utilizzati da Stati Uniti, Australia, Canada, Giappone e Corea del Sud.
L’iniziativa JAMMS rientra nel crescente portafoglio di soluzioni per aeromobili multi-missione di L3Harris, ospitate su diverse piattaforme commerciali, che supportano missioni cruciali per la sicurezza globale di Stati Uniti, Australia, Canada, Giappone, Repubblica di Corea e altri alleati. L3Harris integra aeromobili da oltre 70 anni e ha fornito velivoli modificati di oltre 10 costruttori, per un totale di oltre 125 tipi di aeromobili.
Negli ultimi anni l’Aeronautica Militare Italiana (AMI) ha puntato sul completamento dell’acquisizione della capacità AEW/BM&C-EA (Airborne Early Warning – Battlefield Management & Communication) basata sul velivolo Gulfstream G550 al fine di acquisire la capacità aerea di superiorità decisionale, nonché di una nuova capacità di guerra elettronica EA (Electronic Attack) anche con il programma P-MMMS (Piattaforma Multi-Missione, Multi-Sensore/Multi-Mission, Multi-Sensor Platform), il tutto con una flotta totale di 10 velivoli in varie configurazioni.
"Stiamo ampliando il nostro supporto alle forze armate italiane dotandole di tecnologie di missione moderne, pronte a gestire un panorama globale dinamico", ha affermato Jason Lambert , Presidente, Intelligence, Sorveglianza e Ricognizione, L3Harris.
"Il nostro team fornirà all'Italia soluzioni per aumentare la sua sicurezza nazionale e aumentare la sua interoperabilità con gli Stati Uniti e gli alleati strategici", ha aggiunto Lambert.
Per realizzare il progetto, l'azienda americana collaborerà con BAE Systems.
Come noto agli addetti ai lavori, Roma sta rafforzando i legami di difesa con gli Stati Uniti attraverso una serie di recenti partnership e acquisizioni.
E’ recente la notizia che il Dipartimento di Stato americano ha approvato la possibile vendita di 70 missili AMRAAM all'Italia , tra cui 30 AIM-120D-3 e 40 AIM-120C-8, insieme alle relative attrezzature e servizi, per una cifra stimata di 211 milioni di dollari.
A maggio 2025 i due Paesi hanno firmato un accordo per ampliare la cooperazione e l'interoperabilità in materia di sicurezza spaziale; inoltre, l'Italia ha finalizzato un contratto da 46,6 milioni di dollari con la società americana AeroVironment per l'acquisizione di 20 droni ad ala fissa Jump, che sostituiranno le sue piattaforme AAI RQ-7 Shadow.
L’aereo L3Harris EA-37B Compass Call II è un velivolo da guerra elettronica sviluppato dalla L3Harris per sostituire il precedente Lockheed EC-130H Compass Call.
Si tratta di una versione modificata del bireattore Gulfstream G550, volta ad ostacolare le comunicazioni nemiche di comando e controllo, condurre operazioni offensive di contro-informazione e mettere in atto varie tipologie di contromisure elettroniche.
Storia del progetto
Il programma dell'EA-37B, originariamente denominato "EC-X", venne ufficialmente lanciato il 7 settembre 2017, quando l'USAF assegnò a L3Harris Technologies un contratto per lo sviluppo di una piattaforma di jamming tattico di nuova generazione le cui missioni principali sarebbero state: annientare le capacità C3 (Comando, Controllo e Comunicazioni); annientare radar e sistemi di navigazione del nemico; offrire supporto per contro-informazione offensiva, alla guerra elettronica e alle missioni SEAD.
L'aereo, è basato sul Gulfstream G550, un aereo d'affari a lunghissimo raggio, già adottato nella configurazione per missioni speciali dalla US Navy. Con questo nuovo velivolo, l'USAF mirava a sostituire l'EC-130H, trasferendo da questo gran parte dei suoi sistemi per la guerra elettronica, circa il 70%.
Il 23 ottobre 2018, il Segretario dell'USAF Heather Wilson approvò la richiesta dell'Air Combat Command di sostituire gli EC-130H Compass Call del 55° Gruppo di Combattimento Elettronico (ECG) di stanza presso la base aerea di Davis-Monthan, in Arizona, con gli EA-37B. Il promemoria sulla decisione di base fu firmato il 15 novembre 2018.
Il primo velivolo è stato acquistato nell'anno fiscale 2017, seguito da un secondo nell'anno fiscale 2018. Il Congresso ha accelerato il programma finanziando due velivoli nell'anno fiscale 2019 e l'USAF prevede di acquistare e modificare un velivolo all'anno fino alla fine dell'anno fiscale 2025.
Le previsioni di acquisto dell'USAF prevedono un totale di 10 aerei che, una volta acquisiti, saranno assegnati all'Air Combat Command e gestiti dal 55° ECG. Il 55° ECG è composto da due squadroni operativi (il 41° e il 43° Squadrone di Combattimento Elettronico (ECS)), un'unità di addestramento formale (il 42° ECS), il 755° Squadrone di Supporto Operativo (OSS) e il 755° Squadrone di Manutenzione Aerei (AMXS).
Il primo EA-37B è stato consegnato per le prime prove all'USAF il 12 settembre 2023 venendo immesso, poi, ufficialmente in servizio il 23 agosto 2024.
Tecnica
Struttura
La scelta della cellula su cui sviluppare il velivolo è ricaduta sul Gulfstream G550, velivolo più veloce, più economico ed in grado di operare ad altitudini più elevate e con una maggiore autonomia rispetto all'EC-130H.
Per quanto riguarda le modifiche alla cellula, questa è stata modificata adottando le stesse carenature esterne presenti sull'altra piattaforma sviluppata sulla cellula del G550, ovvero Gulfstream G550 CAEW sviluppato dalla israeliana Israeli Aircraft Industries. Esternamente i due velivoli risultano praticamente uguali, ma per quanto riguarda i sistemi di missione risultano essere due aerei completamente diversi.
La motorizzazione dell'EA-37B, di conseguenza, è la stessa dell'aereo da cui è stato sviluppato, ovvero due turbofan BR700-710 C4-11 capaci di sviluppare 7.000 kg di potenza ognuno.
Sensori
L'integrazione dei sensori e dell'avionica di bordo è stata curata da L3Harris nell’ambito di un team che comprende anche BAE Systems.
BAE Systems ha completato la progettazione, i test e la consegna dei componenti chiave del primo aereo EA-37B Compass Call nel settembre 2022. L'integrazione dell'EA-37B è stata completata da L3Harris nel marzo 2023. Il primo volo dell'EA-37B è avvenuto nell'ottobre del 2021, mentre il primo volo in missione è avvenuto nel maggio 2025.
L'EA-37B presenta un cabina di pilotaggio con un'avionica di bordo molto avanzata. Per quanto riguarda l'elettronica di missione, i primi cinque velivoli hanno ricevuto il pacchetto Baseline 3, il più recente aggiornamento ricevuto dall'EC-130H. Gli aggiornamenti futuri gli consentiranno di effettuare jamming/EA stand-off da distanze maggiori per attacchi contro bersagli A2/AD con il nuovo pacchetto Baseline 4, che comprende la nuovissima tecnologia SABER (Small Adaptive Bank of Electronic Resources) di BAE Systems.
La tecnologia SABER rappresenta un significativo balzo tecnologico in avanti, consentendo la transizione del sistema Compass Call da una piattaforma basata su sistemi hardware ad una capacità di guerra basata sullo spettro elettromagnetico (EMS) e basata esclusivamente su software.
EXPORT
Con l'approvazione, nell'ottobre del 2024, da parte del Dipartimento di Stato statunitense di una possibile vendita militare estera al governo italiano di un sistema di missione di attacco elettronico e delle relative apparecchiature ed il successivo ordine italiano per due EA-37B, per la prima volta, gli Stati Uniti hanno autorizzato la vendita del sistema Compass Call ad un alleato internazionale.
Utilizzatori
Italia - Aeronautica Militare - 2 EA-37B Compass Call II ordinati il 21 luglio 2025.
Stati Uniti - USAF - Previsione di acquisto per 10 EA-37B. Primo esemplare consegnato il 12 settembre 2023 ed entrato ufficialmente in servizio il 23 agosto 2024.
Con l’US AIR FORCE impegnata nella transizione dal vecchio EC-130H Compass Call al nuovissimo EA-37B Compass Call basato su bireattori, sono stati incontrati i massimi dirigenti dei due partner principali del programma di velivoli d'attacco elettronici.
Nel frattempo, si sono appresi maggiori informazioni sulle sue capacità, sulle piattaforme correlate e su altre prospettive per il futuro. E’ stato interpellato Jason Lambert, presidente del settore Intelligence, Sorveglianza e Ricognizione (ISR) di L3Harris Technologies, e Dave Harrold, responsabile dell'area di business Countermeasure & Electromagnetic Attack (CEMA) Solutions di BAE Systems.
Puoi spiegarci meglio cosa fa concettualmente l'EA-37B Compass Call? La sua missione è chiaramente articolata in diverse parti, quindi mi piacerebbe sentirlo dire dalle tue parole.
Dave Harrold: Questo aereo è l'unico velivolo a lungo raggio con spettro elettromagnetico del Dipartimento della Guerra. È interessante notare che in passato si chiamava EC-37B, prima di essere formalmente cambiato in EA-37B, a indicare che si tratta di una piattaforma dedicata all'attacco elettronico.
Quando parlo di attacco elettronico, intendiamo in realtà degradare, negare e interrompere le comunicazioni avversarie. Si tratta di causare il caos nel loro sistema di comando e controllo, in modo che i leader avversari non siano in grado di prendere decisioni chiare. Quindi si tratta di sistemi di difesa aerea integrati e di interruzioni in quel sistema. Si tratta di interrompere diversi nodi di comunicazione. Questa è davvero una piattaforma anti-C5ISRT (comando, controllo, comunicazioni, computer, cyber, intelligence, sorveglianza, ricognizione e targeting) dedicata. Portiamo avanti questa missione da oltre 40 anni con l'EC-130H, cavallo di battaglia, protagonista di ogni conflitto da quando è stato inserito nell'inventario, in particolare nella Guerra Globale al Terrore.
Abbiamo visto la necessità di poterlo fare a quote più elevate, con un raggio d'azione maggiore e a velocità più elevate, se volevamo estendere questa capacità ad altre regioni. E quindi la sfida era proprio questa: come si fa a prendere tutto questo da un EC-130H e a confezionarlo in un EA-37B? È stata una sfida di innovazione e tecnologia, da reinventare: come si fa a ridurre dimensioni e peso, senza però ridurne la potenza? Perché abbiamo bisogno di quella potenza per poter eseguire il tipo di tecniche che stiamo applicando al sistema. Quindi, in realtà, si tratta di controllare lo spettro elettromagnetico, assicurandoci di poter abilitare il nostro lato e disabilitare l'altro.
Jason Lambert: L'EA-37B lo fa davvero a livello di teatro operativo. Ci sono altre capacità che il Dipartimento della Guerra ha nel suo inventario che rappresentano più una soluzione puntuale, mentre questa è in realtà una soluzione strategica a livello di teatro operativo, dominando lo spettro elettromagnetico ed essendo in grado di contrastare ciò che sta accadendo sul lato avversario, mentre le nostre forze continuano a operare a pieno regime, con tutto ciò di cui hanno bisogno per le loro comunicazioni, con tutto ciò di cui hanno bisogno per i loro sistemi di comando e controllo. Altri sistemi nel mondo sono jammer ad ampio raggio. Questo non è il caso; questo consente ai nostri assetti di continuare a svolgere il loro lavoro senza subire degradazioni.
Dave Harrold: Sì, questo è davvero importante. Uno dei punti di forza dell'EA-37B è la simultaneità. Ciò significa che abbiamo la potenza e le capacità necessarie. Non viviamo più in un mondo "uno contro uno", o utilizziamo una soluzione puntuale: ecco una minaccia, ecco una tecnica. L'ambiente delle minacce sta diventando sempre più sofisticato e impegnativo, quindi la questione è quante tecniche diverse si possono utilizzare contemporaneamente per neutralizzare, interrompere o negare le numerose minacce presenti. Questo è ciò che conta della potenza e ciò che distingue questa piattaforma dalle soluzioni puntuali.
Jason Lambert: Ed è tutto software-defined, il che è molto importante. Le minacce si evolvono e noi, e il nostro Dipartimento della Guerra, abbiamo la capacità, per alcune delle nostre altre piattaforme, in particolare le nostre piattaforme ISR, di raccogliere dati su come potrebbero presentarsi queste potenziali minacce e come si evolvono nel tempo. Queste informazioni possono essere configurate all'interno del sistema di missione prodotto da BAE Systems per poterle sconfiggere. Non si tratta di una soluzione una tantum destinata a diventare obsoleta. È una soluzione attuale, pensata per il futuro e oltre, perché può continuare a evolversi in base alle minacce.
Puoi darci qualche delucidazione su cosa potrebbe fare? Cosa potrebbe fare concretamente? Potrebbe, ad esempio, mettere fuori uso una parte importante di un sistema integrato di difesa aerea IADS?
Jason Lambert: Torno a uno dei punti che ho già detto: le reti di comunicazione sofisticate. I nostri avversari ostili dispongono di reti di comunicazione sempre più sofisticate. Dobbiamo intervenire su queste reti di comunicazione per influenzare la loro capacità complessiva. E, come hai menzionato, l'IADS è una missione originale della piattaforma Compass Call: interrompere l’IADS.
Dave Harrold: Esatto, è progettato per interrompere la kill chain. Se non c'è un sistema di comando e controllo per elaborare le informazioni per la kill chain, non funzionerà. E si può fare a una distanza significativa. Ecco cosa fa.
Puoi spiegare meglio cosa devi fare per trasferire questi sistemi e queste capacità dall'EC-130H all'EA-37B?
Jason Lambert: L3Harris è l'integratore. Acquistiamo l'aereo direttamente dalla Gulfstream o dal mercato VIP. Poi collaboriamo con Gulfstream per la conversione dell'aereo. In pratica, lo riportiamo allo stato in cui si trovava l'aereo quando ha lasciato la linea di produzione. Poi realizziamo la forma esterna dello stampo; Gulfstream ce la fornisce presso il nostro stabilimento di Waco, in Texas. Infine, integriamo il sistema di missione di BAE Systems fornito da Dave e dal suo team.
Dave Harrold: Siamo il fornitore principale di equipaggiamento per la missione, quindi questa è la nostra divisione co-principale, e costruiamo tutto a Nashua, nel New Hampshire. Costruiamo quell'equipaggiamento, lo testiamo, lo progettiamo. Abbiamo un laboratorio di integrazione lassù, dove lo progettiamo come se fosse a bordo dell'aereo, e poi lo spediamo al team di Jason, che lo progetta per assicurarsi che tutto si adatti di nuovo prima di installarlo sull'aereo vero e proprio. È un modo molto coreografato per assicurarci di lavorare fianco a fianco nella costruzione dell'equipaggiamento, che il cablaggio sia tutto appropriato e tutto il resto, in modo che il team di Jason possa integrarlo sull'aereo.
Jason Lambert: L'EC-130H è ancora in servizio oggi, ma è ovviamente un aereo molto diverso in termini di capacità. Ci pensiamo, pensiamo allo SWAP: dimensioni, peso e potenza sono tre vincoli o criteri che prendiamo in considerazione. Ovviamente, sono molto diversi su una piattaforma di business jet, ma abbiamo completato con successo questa integrazione nel nuovo sistema. Ora possiamo, ovviamente, integrare tutto questo su un aereo con un'autonomia, un tempo di volo e un'altitudine molto più ampi per poter svolgere questa missione.
Tornando al confronto con l'EC-130H, puoi confrontare le prestazioni delle due piattaforme? In che modo questo influisce sulla capacità di sopravvivenza?
Jason Lambert: Dal punto di vista della velocità, l'EA-37B vola a Mach 0,82... contro le 300 miglia orarie dell'EC-130H. Per quanto riguarda l'altitudine, l'EC-130H vola a 20.000 piedi. L'EA-37B si troverà a oltre 40.000 piedi. Quindi abbiamo il doppio dell'altitudine. E se pensiamo al tempo di stazionamento, non è paragonabile. Voglio dire, dal punto di vista dell'autonomia, abbiamo più del doppio. Abbiamo circa 2.300 miglia nautiche sull'EC-130H e 4.400 miglia nautiche sull'EA-37B. Se a questo si aggiungono contenuti aggiuntivi che possono essere implementati in una prospettiva difensiva, è molto più resistente, non c'è dubbio. In termini di funzionamento, altitudine a cui opera, raggio di volo a cui può operare, è un aereo diverso.
Una maggiore altitudine migliora la capacità di portare a termine questa missione con maggiore distacco?
Dave Harrold: In effetti sì. Solo la geometria di trovarsi a quell'altitudine più elevata consente di avere una visuale molto più ampia dell'orizzonte, e non solo da terra, ma anche per la comunicazione in generale. Quindi, pensate a cosa potrebbe esserci sopra e sotto di voi.
Tornando alla sopravvivenza, credo che l'altra cosa da ricordare sia che la missione qui è degradare, interrompere e negare all'avversario la capacità di comunicare. Quindi, così facendo, contribuiamo alla sopravvivenza dell'intera campagna e, di conseguenza, anche della piattaforma stessa, giusto? Se mi occupo di disattivare diverse reti di comunicazione, fondamentali per il successo delle minacce, la piattaforma si sta rendendo molto più resistente grazie alla sua vera missione principale.
Potrebbe funzionare come jammer di scorta? Voglio dire, potrebbe seguire un pacco fino a un certo punto per proteggerlo?
Jason Lambert: Voglio dire, credo. Credo che usiamo la parola "jammer". Ma non si tratta di un semplice jammer. È un insieme di missioni molto diverso, un insieme di tecniche molto specifiche. Ma è assolutamente essenziale per l'intero pacchetto d'attacco garantire che gli obiettivi di quel pacchetto vengano raggiunti.
Possiamo parlare un po' di più di alcuni dei miglioramenti apportati alla versione EA-37B di Compass Call? Immagino che uno dei maggiori miglioramenti sia la possibilità di integrare rapidamente nuove funzionalità sotto forma di aggiornamenti. C'è qualcosa che puoi dirci al riguardo?
Dave Harrold: Penso che, andando avanti, la baseline originale riguardasse solo l'estensione delle capacità dell'EC-130H. Ora ci stiamo muovendo verso un'architettura radio definita dal software molto più ampia, un'architettura di sistemi aperti. Il punto è che passiamo da SABER (Small Adaptive Bank of Electronic Resources di BAE Systems), che è una sorta di Baseline 3.5, intermedia, il ponte, per arrivare alla Baseline 4, che è l'architettura radio definita dal software completamente aperta. Il punto è che prima ci volevano mesi o più per individuare una minaccia, ottenere una nuova tecnica e capire come integrarla nell'hardware. L'hardware ora è tutto incentrato su adattabilità e velocità e, cosa ancora più importante, non sono solo le tecniche di BAE Systems a essere rese possibili da questa architettura aperta. Chiunque abbia la tecnica giusta può entrare e connettersi al nostro sistema. Abbiamo un kit di sviluppo a cui le persone possono accedere e possono scrivere nuove competenze che possiamo rapidamente integrare nell'architettura aperta. Man mano che l'ambiente delle minacce diventa più sofisticato, dobbiamo adattarci sempre di più alla rapidità con cui possiamo proporre qualcosa per contrastarle.
Per quanto riguarda il CONOPS, questo aereo segue un piano di battaglia prestabilito? Oppure può effettuare aggiustamenti in tempo reale, comportandosi in modo più dinamico?
Dave Harrold: È un sistema sofisticato, adattabile e flessibile alle esigenze del comandante in combattimento, quindi può essere configurato in modo da essere utilizzato in modo ottimale per qualsiasi esigenza del comandante. Credo anche che le capacità di sfruttamento del sistema siano sufficientemente flessibili da poter cambiare a seconda che ci troviamo in una fase prebellica o in una fase di guerra.
Come vedono effettivamente i dati i giocatori della missione? Vengono elaborati a bordo o possono essere elaborati anche esternamente?
Jason Lambert: Abbiamo un equipaggio di massimo nove persone a bordo dell'aereo. Naturalmente, il pilota e il copilota sono responsabili del volo, ma ci sono altri sette membri nella parte posteriore che gestiscono e utilizzano il sistema di missione di attacco elettronico e le relative apparecchiature, integrati in modo permanente nel compartimento di missione e di carico. L'equipaggio può includere un comandante di missione, che sarebbe un ufficiale di guerra elettronica, e un ufficiale dei sistemi d'arma. Ci sono crittografi esperti, linguisti, operatori analisti e tecnici di manutenzione aviotrasportati. Quindi, lassù c'è un intero team. L'aereo può elaborare questo lavoro a bordo, oppure può inviare segnali e contenuti ad altri velivoli nella rete.
Una squadra operativa a terra può manipolare il sistema Compass Call? O è necessario farlo da remoto?
Jason Lambert: Sono un po' cauto nel rispondere a questa domanda, solo per quanto riguarda la natura della classificazione. Dirò solo che è configurato per operare in teatro operativo e in rete, quindi anche in modo autonomo. Man mano che continuiamo a sviluppare il nostro set di soluzioni, non solo per Compass Call, ma anche per le altre piattaforme ISR, l'intelligenza artificiale sta diventando un elemento importante in termini di carico di lavoro degli operatori e di capacità di svolgere una parte maggiore della missione con meno persone a bordo. Questo aspetto si evolve con l'aumentare della minaccia.
Penso che sia ovvio voler avere meno operatori a bordo, non è vero?
Jason Lambert: Aiuta con il peso. Se si elimina un membro del personale e una postazione per l'equipaggio di missione, ora si può fare lo stesso su una piattaforma più piccola, oppure si può trasportare più equipaggiamento sullo stesso velivolo. C'è sempre quel compromesso.
Possiamo tornare brevemente al punto sulla riduzione del personale a bordo? Come sfrutterete l'intelligenza artificiale per raggiungere questo obiettivo?
Jason Lambert: In realtà, tutto avviene attraverso i contenuti decisionali forniti dall'IA all'operatore. Quindi, pensatela in termini di un'equazione AEW&C (allarme e controllo precoci aerei), leggermente diversa da quella che accadrebbe in Compass Call. Ma nell'equazione AEW&C, gli operatori considerano il numero di risorse da tracciare. Pensate agli aerei, alle risorse aviotrasportate. Potrebbero essere minacce balistiche, qualsiasi cosa sia stata lanciata e si trovi nel cielo. C'è un certo numero di risorse per operatore e questo numero è in genere classificato. Ma se pensate in termini di ciò che l'uomo nel sistema può effettivamente gestire in un dato momento, l'IA aiuterà quell'uomo a fare molto di più, fornendo le informazioni, comprimendole e fornendo gli strumenti decisionali per consentirgli di fare di più. Questo è ciò che fa davvero l'IA. Non è un supplemento. È un miglioramento per gli operatori.
In termini di espandibilità, il muso e la coda sono attualmente vuoti. Pensate di aggiungere qualcosa lì dentro? Ce n'è bisogno? Potreste aggiungere un sistema di raffreddamento aggiuntivo, ad esempio, in futuro?
Jason Lambert: Disponiamo di opzioni di espansione per contenuti aggiuntivi. Quindi continuiamo a valutare la questione in base a quanto hai accennato all'inizio. Per quanto riguarda il raffreddamento, la piattaforma è dotata sia di raffreddamento ad aria che di raffreddamento a liquido, quindi in genere operiamo in entrambi gli ambienti. Più in generale, però, per quanto riguarda l'espandibilità, parliamo molto con i nostri clienti di come potrebbe essere strutturata una roadmap per funzionalità aggiuntive. Che si tratti di nuove tecniche dovute a minacce emergenti, di equipaggiamenti di missione principali o di altre funzionalità che potrebbero sfruttare lo spazio sulla piattaforma. Quindi stiamo eseguendo un programma esistente e allo stesso tempo stiamo valutando come potrebbero essere implementati aggiornamenti incrementali in futuro.
Potresti ampliare il set di missioni aggiungendo nuovi sensori?
Jason Lambert: In realtà non è tanto l'hardware, quanto il software, giusto? Ed è tutto software-defined. L'espandibilità dei pacchetti missione è progettata per evolversi in base all'aspetto del pacchetto minaccia. Quindi l'identificazione della minaccia riguarda sempre di più l'avversario, quindi possiamo coinvolgere il sistema attraverso l'integrazione software sulla piattaforma. È già progettato per auto-espandersi. Di nuovo, ecco perché la simultaneità è così importante: perché man mano che vengono aggiunti nuovi set di missioni, non devo sacrificarne una per un'altra e posso eseguirle simultaneamente.
Il primo cliente export per l'EA-37B è l'Italia, con due velivoli ordinati. Puoi parlarci di questi velivoli?
Jason Lambert: Saranno gli stessi. L'Italia potrebbe usare una nomenclatura diversa al momento della consegna degli aerei, ma saranno EA-37B. Entrambi co-promuoviamo questo programma per l'Aeronautica Militare statunitense. Lo facciamo anche per le Vendite Militari Estere FMS. L'Italia è il nostro primo cliente internazionale, e c'è un ulteriore interesse anche oltre a questo.
Quindi hai intenzione di costruire set aggiuntivi del kit Compass Call da usare in quel caso?
Jason Lambert: Sì, lo siamo. Quel contratto specifico, e il modo in cui eseguiamo questi programmi a livello internazionale, è un contratto ibrido. Effettuiamo una vendita commerciale diretta, in genere sugli aerei, e poi il sistema di missione e l'integrazione vengono realizzati su un sistema FMS tramite l'Aeronautica Militare statunitense. Naturalmente, questo deve passare attraverso le approvazioni del governo statunitense con il Dipartimento di Stato in termini di rilascio delle policy e quant'altro, per la tecnologia, che è stata approvata per l'Italia. Ci sono altri clienti interessati anche sul fronte internazionale.
Presumibilmente il vantaggio è che gli italiani hanno già i G550 e le relative infrastrutture?
Jason Lambert: Abbiamo un programma ISR noto come JAMMS (Joint Airborne Multi-Mission Multi-Sensor System). Quando si pensa a un Paese che vuole dotarsi di una capacità di attacco elettronico, il precursore è, in genere, una capacità ISR. Hanno un velivolo noto come JAMMS. Abbiamo un programma legacy chiamato SPYDR che abbiamo realizzato con gli italiani. Comprendere i segnali che si vogliono trasmettere e, in ultima analisi, sfruttare per ottenere il predominio in termini di spettro elettromagnetico, e comprenderli prima attraverso il percorso ISR, è in genere il punto di partenza. Nelle ultime notizie, potreste aver visto che abbiamo anche consegnato con successo l'MC-55A Peregrine agli australiani. Anche questa è la loro incursione in questo settore. E sono interessati a valutare potenzialmente l'EA-37B Compass Call a lungo raggio. Ma per iniziare, è la capacità ISR che è stata consegnata.
E gli altri clienti export dell'EA-37B riceveranno un Compass Call standard statunitense, o sarà uno standard leggermente diverso? Come funzioneranno con i jet dell'Aeronautica Militare statunitense?
Jason Lambert: Tutto dipende dalla capacità di rilascio nell'Aeronautica Militare statunitense. Ma otterranno la stessa capacità. È utile per gli Stati Uniti, perché è importante coinvolgere i propri partner. In un ambito non classificato, al momento, la richiesta dell'Aeronautica Militare statunitense è di oltre 20 velivoli. Attualmente siamo sotto contratto, in termini di sistema di missione, per 10. Sono stati presi in considerazione dei bonus del Congresso per l'anno fiscale 2026. Il budget è stato aumentato e sembra che ci saranno altri due velivoli ordinati per questo anno fiscale. Siamo entusiasti di questo. Come industria, siamo sempre alla ricerca di come espandere la capacità per soddisfare tale esigenza. Ma si pensi a una richiesta di oltre 20 velivoli in un ambito non classificato con 10 sotto contratto, che presto saranno 12. I partner sono un elemento importante per affrontare questa sfida globale, per la minaccia globale. L'Italia è un esempio concreto di ciò nel teatro operativo EUCOM, e di ciò che potrebbe essere fatto nella parte orientale della NATO. Ora, potenzialmente, stiamo lavorando con i partner del PACOM.
Dave Harrold: L'RC-135 Rivet Joint è un altro velivolo in dotazione alla base operativa dell'Aeronautica Militare statunitense. È il nostro velivolo di intelligence, sorveglianza e ricognizione impiegato da Stati Uniti e Regno Unito. Anche in questo caso, opera in sinergia e in collaborazione con i velivoli EA-37B. Si uniranno e potranno anche scambiarsi informazioni.
Per quanto riguarda le cellule, il programma G550 è giunto al termine. Da dove vi rifornirete di nuovi velivoli?
Jason Lambert: Il G550 è attualmente fuori produzione. Al momento, in un giorno qualsiasi, ci sono circa una dozzina di velivoli disponibili per la vendita. Immaginate individui o aziende con un patrimonio elevato che desiderano permutare o cambiare la propria flotta di jet privati. Quindi, ci procuravamo quegli aerei perché volevano acquistare un altro velivolo da Gulfstream o da un altro partner, e li prendevamo e collaboravamo con Gulfstream per apportare le modifiche necessarie e prepararci a ospitare il kit di missione BAE Systems. È così che ampliamo l'attuale base G550 con gli aerei usati sul mercato.
Inoltre, l'Aeronautica Militare statunitense dispone di 16 velivoli C-37 o G550. Al momento si sta discutendo di un programma di riorganizzazione. Non tutti questi velivoli sono perfettamente adatti al sistema di missione. Devono avere un numero di serie superiore a un certo livello, in base alle modalità di produzione. Cinque dei 16 sono potenziali candidati che potrebbero essere convertiti al Compass Call. Si tratta di un incremento, ovviamente, che si aggiunge alla dozzina circa disponibile nel mercato VIP. Ma ci sono aerei disponibili per l'espansione. Quando io e Dave ci occuperemo e riceveremo la domanda dell'Aeronautica Militare su come crescere ed espanderci, l'industria sarà pronta a farlo. Sappiamo che c'è bisogno di numeri maggiori e abbiamo in programma di realizzarli.
Quindi i due EA-37B aggiuntivi per l'Aeronautica Militare saranno cellule esistenti che prenderete da qualche altra parte?
Jason Lambert: Li acquisteremo al mercato. Abbiamo già identificato i proprietari e i numeri di coda. Siamo pronti a partire.
Equipaggio: fino a nove: due piloti e fino a sette membri dell'equipaggio a seconda della missione, tra cui il comandante dell'equipaggio della missione ( ufficiale addetto alla guerra elettronica ), l'ufficiale addetto al sistema d'arma (ufficiale addetto alla guerra elettronica), il supervisore dell'equipaggio della missione (linguista esperto in crittografia), gli operatori di analisi (linguisti), un operatore di acquisizione e/o un tecnico di manutenzione aviotrasportata.
Lunghezza: 96 piedi e 5 pollici (29,39 m)
Apertura alare: 93 piedi e 6 pollici (28,50 m)
Altezza: 25 piedi e 10 pollici (7,87 m)
Peso a vuoto: 48.300 libbre (21.909 kg)
Peso massimo al decollo: 98.000 libbre (44.452 kg)
Capacità carburante: 41.300 libbre
Gruppo propulsore: 2 × Rolls Royce BR700-710 C4-11 turbofan, 15.385 lbf (68,44 kN) di spinta ciascuno.
Prestazioni
Velocità massima: 767 mph (1.234 km/h, 667 kn)
Autonomia: 4.410 mi (7.100 km, 3.830 nmi)
Tangenza di servizio: 45.000 piedi (14.000 m).
IL NOSTRO PENSIERO
Si vis pacem, para bellum (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.
Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia.
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà: altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE".
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.
(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, TWZ, Flight, Aviation-Report, WIKIPEDIA, You Tube)