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sabato 18 luglio 2026

IDV (ex Iveco Defence Vehicles), ora azienda del gruppo Leonardo: da alcuni anni sta mettendo a punto una famiglia completa di motori di terza generazione necessari per la propulsione dei nuovi veicoli blindati e per i nuovi M.B.T.










 
https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.







IDV (ex Iveco Defence Vehicles)

IDV (ex Iveco Defence Vehicles) è un'azienda italiana specializzata nello sviluppo e produzione di veicoli militari e per la protezione civile. Con sede principale a Bolzano, conta circa 2000 dipendenti e stabilimenti a Piacenza (Astra), Vittorio Veneto e Sete Lagoas in Brasile. Nel marzo 2026, l'azienda è stata ufficialmente acquisita dal gruppo Leonardo. 
E’ una divisione di Leonardo, con sede principale a Bolzano che produce veicoli per la difesa e di protezione civile. Ha sedi secondarie a Piacenza (presso Astra), a Sete Lagoas in Brasile e Vittorio Veneto.
Le origini dell'azienda derivano dalla casa automobilistica Lancia. Mentre stava lavorando attorno al progetto dell'Aprilia, Vincenzo Lancia decideva di aderire ad una iniziativa governativa tesa a promuovere la creazione di un centro industriale a Bolzano, dedicato principalmente alla produzione dei veicoli industriali e, in prospettiva, anche ai mezzi sviluppati su commissione del Regio Esercito.
Nel marzo del 1935, l'ufficio tecnico del comune di Bolzano trasmetteva alla direzione della casa torinese la planimetria dell'area su cui sarebbe dovuto sorgere il nuovo impianto. Sei mesi dopo, iniziarono i lavori di costruzione dei primi quattro capannoni e nell'aprile 1937 si concretizzò l'assunzione dei primi impiegati “istruiti” a Torino. Dopodiché; nel giugno 1937, venne avviato il reparto fonderia e il successivo 6 luglio lo stabilimento fu inaugurato dall'autorità fascista.
Lo scoppio della seconda guerra mondiale accelerò notevolmente le attività del sito industriale di Bolzano, che si rese disponibile a operare per le commesse militari. Nel 1942, la fabbrica diede spazio ai reparti trasferitesi dalla sede centrale di Torino, che venne contestualmente danneggiata dai bombardamenti. Ma in breve, le bombe giunsero a colpire pure la città di Bolzano, e gli anni 1943 e 1944 saranno costellati da arresti, distruzione, lutti.
La produzione subisce pesanti battute d'arresto, fino al 3 maggio 1945, quando cessate le ostilità nell'Alto Adige si procedette a un massiccio piano di riavvio e riconversione degli impianti Lancia, partendo appunto da Bolzano, che per un breve periodo offrì ancora ospitalità ad alcune lavorazioni di pertinenza della fabbrica di Torino, per poi dedicarsi in esclusiva alla costruzione degli autocarri, utilizzati anche in qualche esemplare dai Vigili del fuoco e dall'Esercito Italiano.
Nel luglio 2025, Leonardo S.p.A. società italiana a controllo pubblico attiva nei settori della difesa, dell'aerospazio e della sicurezza, ha acquisito il IDV per 1,7 miliardi di euro. Con tale operazione passano sotto il controllo di Leonardo:
  • 5 stabilimenti produttivi di IDV: 2 in Italia (Bolzano e Vittorio Veneto) 1 in Romania, 1 in Germania e 1 in Brasile;
  • 2000 dipendenti IDV, di cui 1100 in Italia;
  • lo stabilimento Astra di Piacenza ha 500 dipendenti.
Sempre nel luglio 2025 iniziano le trattative per la vendita da parte di Leonardo della divisione Astra a Rheinmetall, nel più ampio accordo LRMV.






PORTAFOGLIO PRODOTTI

Il catalogo di IDV comprende una vasta gamma di mezzi terrestri e anfibi utilizzati dalle forze armate e dalle agenzie di sicurezza di tutto il mondo:
  • Veicoli Tattici e Logistici: Camion militari per la logistica (fino a 40 tonnellate) e veicoli multiruolo come l'MTV (Medium Tactical Vehicle);
  • Mezzi Blindati e da Combattimento: Veicoli da ricognizione come il Centauro 2 e il VBM Freccia;
  • Mezzi Anfibi: Progettazione e protezione di veicoli destinati alle operazioni anfibie. 




INNOVAZIONE, PROGETTAZIONE E SVILUPPO

IDV progetta e sviluppa soluzioni avanzate, tra cui: 
  • sistemi di simulazione virtuale; 
  • tecnologie di trazione ibrido-elettriche e drive-by-wire;
  • continuerà a essere un pilastro strategico dell'industria della difesa italiana, puntando a una filiera integrata e all'ammodernamento dei mezzi dell’Esercito Italiano; 
  • alcuni anni fa ha iniziato lo sviluppo tecnologico una famiglia di motori di terza generazione per rispondere alle esigenze dei nuovi veicoli blindati e per mantenere internamente un know-how considerato fondamentale per un importante produttore dei veicoli corazzati.







Relativamente ai motori, IDV punta a contratti a breve termine con l'Esercito Italiano.

L'acquisizione del Gruppo Iveco da parte della società indiana Tata Motors è previsto per il terzo trimestre del 2026, ma, come noto, non include la divisione militare del gruppo, che è stata acquisita da Leonardo. 

L'azienda di Bolzano conserva il comparto dei propulsori per veicoli blindati pesanti, dei motori per veicoli blindati leggeri e per gli autocarri, rendendo Iveco un fornitore strategico.
L’azienda ha sempre considerato la propulsione un elemento chiave per la sua attività, e un reparto di ingegneria specifico è dedicato allo sviluppo di motori per veicoli da combattimento puntando ad equipaggiare la prossima generazione dei veicoli corazzati pesanti dell'Esercito Italiano: 
  • l'IMBT (Carro Armato Principale Italiano); 
  • la piattaforma A2CS (Sistemi Corazzati da Combattimento dell'Esercito), 
  • e possibilmente anche il carro armato principale europeo con il motore più potente, un V12 da 1.800 CV.

I nuovi propulsori progettati da IDV V12 e V8 potranno essere perfettamente integrati in termini di forma, adattamento e funzionalità con i vani motore e le interfacce elettriche, elettroniche e meccaniche delle piattaforme IMBT e A2CS. 

Alle gare d’appalto - come è ovvio - parteciperanno anche altri agguerriti concorrenti europei che cercheranno di aggiudicarsi questi importanti contratti, ma ora un nuovo colore si aggiungerà a quelli che contraddistinguono i vari marchi: 
  • i motori Cummins sono rossi, 
  • Scania arancioni, 
  • MTU argento, 
  • IDV ha adottato il Blue Octane come colore distintivo.

Nella nuova famiglia di motori IDV, oltre il 90% del valore sarà "Made in Italy” e questo sarà un importante vantaggio nella gara d'appalto per i due principali programmi dell'Esercito Italiano. 
Esiste un accordo con la Renk ma, per il mercato export, i motori IDV potranno essere integrati con qualsiasi trasmissione ottimale per lo specifico progetto veicolare. Il sistema di raffreddamento sarà progettato in collaborazione con un fornitore specializzato in tecnologie di raffreddamento, sulla base dei requisiti tecnici aziendali.

TRE NUOVI PROPULSORI: V12, V8 e V6

Tre motori, V12, V8 e V6, sono in fase avanzata di sviluppo, e IDV pensa già allo sviluppo di un nuovo motore più performante per equipaggiare l'LMV2, superando la potenza dell'IVECO F1C attualmente in uso.
Per i motori in grado di erogare fino a 1.800 CV di potenza, a Bolzano è stata recentemente realizzata una nuova sala prove motori unica in Europa che permette di testare motori e trasmissioni sotto carichi realistici, fino alla potenza massima del V12.

La produzione dei motori IDV è suddivisa in due sedi: 
  • Torino, presso il Centro di Ingegneria IDV; 
  • e Bolzano, dove i motori vengono assemblati e collaudati.

I motori Iveco di prima generazione presentavano un'architettura a V di 90°, ed erano dotati di iniezione meccanica e sviluppavano circa 35 CV/l (26 kW/l). 
Nella seconda generazione, IDV ha mantenuto l'architettura a V di 90° ma con iniezione Common Rail. Il primo motore è stato il V8, che equipaggia il Centauro II e sviluppa 720 CV. Il motore V12 di seconda generazione è stato sviluppato per il carro armato Ariete aggiornato, noto anche come Ariete C2 e la pressione di iniezione Common Rail è stata aumentata a 2.000 bar con pistoni in acciaio e turbocompressori a controllo elettronico Westgate, con una potenza di 1.500 CV. 
L'ultimo motore della serie Gen2 ad essere sviluppato è stato il V6 da 15 litri, installato sul VBM 30 NG per l'Esercito Italiano, con una potenza di 720 CV che inizierà all'inizio del 2027 ed equipaggerà anche l’obice semovente VBM 155, con una potenza aumentata a 750 CV. Questi motori Gen2 IDV forniscono circa 40-50 CV/l (30-37 kW/l).





IL FUTURO PER I CARRI CINGOLATI IMBT e A2CS

PER L’IMBT e L’A2CS, IDV INTENDE lanciare una famiglia di motori di terza generazione, due dei quali, il V12 e il V18, progettati attorno a un'unità cilindri con alesaggio di 145 mm e corsa di 152 mm, per una cilindrata di 2,5 litri. La configurazione a V di 90° rimane invariata, ma la potenza specifica è aumentata a 65 CV/litro. Tutti i componenti e i sottosistemi del motore sono stati riprogettati mediante un'analisi virtuale completa di fluidodinamica, termo-struttura e analisi fluidodinamica. Tutto è stato ricalcolato e riprogettato per garantire il raggiungimento di queste prestazioni.
E’ stato necessario aumentare la resistenza strutturale del motore per far fronte alla densità di potenza massima di 65 CV/litro: carter e testate, alberi motore e alberi a camme, sono stati riprogettati; sono stati adottati nuovi pistoni in acciaio ad alta resistenza ed è stato adottato un turbocompressore a geometria variabile a controllo elettronico, nonché un sistema di iniezione elettronica a 2.500 bar. 
La nuova famiglia di motori disporrà di un sistema di controllo elettronico ideato e messo a punto da IDV per applicazioni militari, sviluppato e fornito da un'azienda italiana.

I motori di terza generazione di IDV sono in fase di sviluppo e ad oggi sono sottoposti ai test al banco. 

I tre motori raggiungeranno la loro configurazione finale nel terzo trimestre del 2027, quando si convaliderà il processo di produzione sia per l'OEM che per i fornitori. A quel punto, saranno pienamente rappresentativi del design, delle prestazioni e della funzionalità, e saranno in corso i primi test di durata e affidabilità. 
La produzione di pre-serie inizierà all'inizio del 2028 per poi finalizzare il processo di produzione e per la produzione in serie.

I motori V6, V8 e V12, per ogni bancata motore, sono dotati di turbocompressore e intercooler aria-acqua, con raffreddamento a liquido tramite il tipico refrigerante a base di glicole OAT. I motori V6 e V8 sono equipaggiati con un singolo motorino di avviamento da 9,5 kW, mentre il V12 ne ha due per garantire la massima operatività anche in caso di guasto di uno dei due. 

Il V8 eroga una potenza nominale di 1.147 CV (855 kW) con una coppia massima di 4.300 Nm e ha una massa di 1.622 kg. 
Il motore più grande, il V12, ha una potenza fino a 1.743 CV (1.300 kW) con una coppia massima di 6.000 Nm. La sua massa è di 2.183 kg, il che si traduce in un rapporto potenza/massa di 0,80 CV/kg.
I motori di terza generazione di IDV hanno un vantaggio in termini di potenza massima rispetto alla maggior parte dei concorrenti sul mercato export.
Ad ogni buon conto, è ancora aperta la sfida per l’aggiudicazione del contratto italiano per l'IMBT e per i nuovi veicoli da combattimento di fanteria A2CS.

In bocca al lupo, IDV!













IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, EDV MAGAZINE, WIKIPEDIA, You Tube)










 

mercoledì 8 luglio 2026

ESERCITO ITALIANO: Presentata ai media la torre da 155/52 mm Leonardo “HITFIRE” 10 x 10.













https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.







L’anno scorso Leonardo ha presentato ai media, presso il Poligono di Nettuno (Roma), il progetto della sua torre da 155 mm HITFIRE, una soluzione pensata per applicazioni ruotate e cingolate che sarà proposta all’Esercito Italiano per il requisito di un semovente da 155 mm.






La Leonardo HITFIRE 155/52 è una torretta d'artiglieria automatizzata progettata e realizzata a La Spezia. 

Con un peso ottimizzato, è compatibile con piattaforme cingolate, camion e veicoli ruotati come il VBM NG. Offre una cadenza di tiro di 10 colpi al minuto, una portata fino a 70 km e capacità di fuoco a 360° anche in movimento. 

Caratteristiche Principali:
  • Bocca da fuoco: Canna 155/52 mm interamente sviluppata in Italia, con elevazione fino a +70° e brandeggio totale su 360°. 
  • Munizionamento: Il sistema di caricamento automatico contiene 30 colpi pronti al fuoco e 180 cariche modulari. È nativamente progettato per integrare la famiglia di proiettili guidati Vulcano. 
  • Portata: Può raggiungere i 42 km con proiettili base-bleed e spingersi fino a 70 km utilizzando munizioni guidate Vulcano GLR/SAL. 
  • Integrazione: Può operare su un'ampia varietà di scafi e può sparare in movimento, garantendo un'eccellente reattività sul campo di battaglia. 

Il sistema è stato pensato per rispondere ai moderni requisiti dell'Esercito Italiano e del mercato internazionale, capitalizzando sulla lezione degli scenari di conflitto contemporanei. 





MUNIZIONI VULCANO 155

Con il nome Vulcano identifica una nuova famiglia di proiettili per il cannone navale 127mm anche nella versione 64 calibri e per gli obici da 155 mm, sia il cannone trainato Fh-70 sia per quelli che equipaggiano i semoventi M109 e PzH 2000. Nel 2024 ne è stata annunciata la versione da 120 mm e compatibile con bocche da fuoco di presenti e futuri carri armati occidentali.
Prodotti dalla Oto Melara, questi proiettili hanno la caratteristica di avere una gittata estesa rispetto al munizionamento tradizionale dello stesso calibro e, per alcune versioni, un sistema di guida che consente attacchi di precisione "sub metrica" (CEP < 5 m) contro bersagli navali o terrestri.
Lo stesso proiettile può essere sparato da calibri diversi (127 mm e 155 mm) in quanto questo risulta essere sottocalibrato e camerato tramite dei distanziali a perdere nello stesso modo dei proiettili APFSDS, la denominazione precisa per questo tipo di munizioni è HEFSDS (High Explosives Fin Stabilized Discarding Sabot) cioè proiettile ad alta esplosività, stabilizzato ad alette, ad abbandono d'involucro.

La munizioni sono composte da due sezioni: quella anteriore con 6 alette canard e la testata, quella posteriore con alette spaziatrici. In tutto il proiettile pesa circa 20 kg con 2,5 kg di esplosivo. Le munizioni saranno di 3 tipi:
  • Ballistic Extended Range (BER) - versione base non guidata che può raggiungere i 70 km e può essere utilizzata contro ogni tipo di obiettivo navale, terrestre o aereo.
  • Guided Long Range (GLR/IR) - versione antinave guidata nel finale da un sensore infrarosso (IR) che inizia a cercare il bersaglio ad una distanza di 6 km e ad un'altezza di 2,5 km. Può raggiungere i 90 km o anche 120 km se sparato dalla canna da 64 calibri. La testata esplode dopo aver penetrato lo scafo della nave bersaglio. Oto Melara indica una "kill probability" dell'80% con il primo colpo contro una nave delle dimensioni di una fregata.
  • Guided Long Range (GLR) - munizione completamente guidata tramite GPS e IMU (Inertial Measurement Unit) con capacità operative anche in ambienti con segnale GNSS degradato/disturbato. Il proiettile viene sparato fino a 25 km in altezza (5 km se sparato da calibri da 120 mm/55) dove viene guidato dal sistema IMU costantemente aggiornato dal GPS proseguendo a velocità supersonica con angolo di discesa costante. L'ultima fase del volo avviene in picchiata sull'obiettivo con la possibilità di guida terminale SAL (laser semi-attiva).

La traiettoria delle munizioni non guidate è di tipo convenzionale balistico con una gittata fino a 70 km, mentre la gittata delle versioni guidate raggiungerà i 30 km quando sparate dal cannone cal. 120/55C, i 100 km, quando sparate dal cannone cal. 127/54C e di 120 km, quando sparate dal cannone cal. 127/64LW.
Le munizioni VULCANO 155mm di Leonardo sono una famiglia avanzata di proiettili d'artiglieria (sviluppati con Diehl Defence) per obici terrestri, capaci di raggiungere i 70 km di gittata. Offrono una precisione millimetrica grazie al sistema di guida GPS e ai sensori terminali laser o infrarossi (per bersagli fissi e in movimento).

Esistono due macro-versioni per i sistemi da 155 mm (compatibili con obici come il PzH 2000, M109 e FH-70): 
  • BER (Ballistic Extended Range): Proiettile non guidato a lunga gittata con spoletta programmabile (impatto, prossimità, temporizzata).
  • GLR (Guided Long Range): Variante guidata (GPS/SAL) per colpire bersagli a lunghissima distanza con precisione estrema, recentemente selezionata anche per programmi dell'US Army. 

In data 5 giugno 2026, General Dynamics Ordnance and Tactical Systems si è aggiudicata un contratto per un proiettile di artiglieria a gittata estesa di nuova generazione per l’US Army nell’ambito del concetto ERAP (Extended Range Artillery Projectile).
E’ prevista la realizzazione di un proietto guidato a gittata accresciuta da 155 mm derivato dal VULCANO GLR (Guided Long Range), sviluppato dall’Italia (Leonardo) insieme alla Germania (Diehl). Le munizioni VULCANO (disponibili nei calibri 155 mm, 127 mm e 76 mm) sono in grado, nella variante da 155 mm, di raggiungere una gittata di 70 km, garantendo un’elevata precisione, grazie alla guida GPS e al seeker laser Semi Active Laser e, esclusivamente per bersagli navali, al seeker Imaging Infra Red.  Finalmente, gli Stati Uniti si convincono della bontà della munizione VULCANO, soprattutto perché, nonostante gli svariati tentativi, non sono riusciti mai a realizzare “in casa” nulla di vagamente paragonabile; è sperabile che questo “il VULCANO derivato” non richieda così tante modifiche da diventare antieconomico (Vgs. USS CONSTELLATION!). 

Il primo dimostratore del sistema ha già sparato alcuni colpi presso il poligono di Nettuno alla presenza di ufficiali dell'Esercito e di giornalisti accreditati. 

Leonardo intende realizzare un primo prototipo del sistema nel 2026 e finire le qualifiche per il 2027.
La torre HITFIRE, completamente non presidiata ed è dotata di una bocca da fuoco da 155/52 mm di Leonardo e con sistema di caricamento automatico; è stata pensata per essere installata sulla nuova variante allungata del VBM NG, Next Generation; l'obiettivo è quello di partecipare al programma per il semovente da 155 mm ruotato dell’EI; sarà anche compatibile con altre installazioni veicolari, cingolate, ruotate e su autocarri 10 x 10.

Il sistema ideato da Leonardo avrebbe caratteristiche tecniche con una soluzione particolarmente leggera: 
  • la torre HITFIRE pesa completamente equipaggiata con colpi e cariche meno di 13 t; 
  • il peso raggiungerebbe complessivamente le 35 tonn;
  • la HITFIRE dispone di 30 colpi e di 180 cariche modulari;
  • il sistema di caricamento è pienamente compatibile con la munizione VULCANO;
  • Ha una cadenza di tiro massima di 10 colpi al minuto;
  • Può sparare in movimento con torre ruotata a 360 gradi;
  • il magazzino munizioni è collocato sul lato sinistro, mentre quello delle cariche modulari è posto, simmetricamente, sul lato destro; sono ricaricabili in modalità automatica da un veicolo logistico di ricarica dedicato;
  • la torre è dotata di elettronica realizzata in comunalità con il programma A2CS/AICS; per l’autodifesa contro i droni può essere equipaggiata di torre remotizzata HITROLE armata di mitragliatrice da 12,7 mm o da 30 mm con mitragliera BLAZE 30 sempre di Leonardo.











IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, RID, Leonardo, WIKIPEDIA, You Tube)




















 

venerdì 26 giugno 2026

ESERCITO ITALIANO 2029 - 132ª Brigata corazzata "Ariete": il Nuovo Carro Armato Principale (NMBT), attualmente in fase di avanzata di sviluppo da parte della joint venture Leonardo Rheinmetall Military Vehicles (LRMV) sulla base del KF-51 Panther, è stato progettato fin dall'inizio per ospitare in futuro il cannone ad anima liscia Rheinmetall cal.130mm Future Gun System.












https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.










132ª Brigata corazzata “Ariete" dell’E.I.

La 132ª Brigata corazzata "Ariete" è una Grande Unità Elementare dell'Esercito Italiano dipendente dal Vice Comandante per le Forze da Combattimento del Comando delle Forze Operative Terrestri di Verona. Stanziata con i suoi Reparti prevalentemente in Friuli-Venezia Giulia, ha il suo Quartier Generale a Pordenone.
Nata come Divisione il 1º febbraio 1939, venne impiegata in Africa settentrionale durante la seconda guerra mondiale, venendo qui distrutta nel 1942 dalle forze Alleate. Venne quindi ricostituita con il nome di Ariete II in Italia ma formata da Reggimenti di cavalleria meccanizzati tra cui il Reggimento Lancieri di Montebello che si distinse nella difesa di Roma tra l’8 e l’11 settembre 1943 e, nuovamente sciolta per eventi bellici, si ricostituì nel 1948 a Roma come brigata.





Il programma NMBT/IMBT non è soltanto una risposta tecnica al problema della obsolescenza dell’MBT C-1 Ariete, ma un’operazione di riposizionamento industriale dell’Italia in campo europeo. 

Il governo italiano sta cercando un equilibrio tra urgenza militare e ambizione industriale: non può attendere indefinitamente i tempi dei grandi programmi europei futuri, e non intende ridursi a mero acquirente di una piattaforma straniera standardizzata. 
LRMV consente una vera cooperazione europea e, allo stesso tempo, è un recupero di una capacità nazionale.
La presentazione al salone Eurosatory 2026 ha la funzione di rassicurare l’Esercito Italiano sul fatto che la sostituzione dell’Ariete non è più una discussione astratta. L’accordo strategico con la tedesca Rheinmetall, consolida la centralità italiana nel programma e comunica ai partner europei che l’Italia in campo terrestre non è solo un cliente. Chiaramente, l'NMBT potrebbe essere una possibile alternativa europea verso Paesi alleati che vogliono rinnovare flotte oramai obsolete.
Per quanto concerne la sovranità tecnologica, il carro NMBT del 2030 non potrà essere soltanto una massa metallica, ma farà perno nel software, nei sensori, nelle contromisure, nella gestione dati, nei collegamenti con droni e nella capacità di aggiornamento. Su quel terreno il contributo italiano può pesare più che nella produzione dello scafo. La Rheinmetall ha interesse a trasformare il Panther e le sue architetture in una famiglia più ampia e finanziariamente sostenibile. L’Italia ha interesse a ottenere capacità militare e ritorno industriale.

Il Nuovo Carro Armato Principale (NMBT)

Il Nuovo Carro Armato Principale (NMBT) per le Forze Armate italiane, attualmente in fase di sviluppo da parte della joint venture Leonardo Rheinmetall Military Vehicles (LRMV) sulla base del KF-51 Panther, è stato progettato fin dall'inizio per ospitare in futuro un cannone principale da 130 mm, il Rheinmetall 130mm Future Gun System





Come sopra detto, il mezzo è basato sul telaio del tedesco Panther KF51 ma è profondamente "italianizzato" con sensoristica, torretta ed elettronica all'avanguardia realizzate da Leonardo. 

Specifiche Tecniche e Novità
  • Armamento Principale: Nuovo cannone Leonardo da 120/55 mm, con la possibilità di integrare o passare in futuro al calibro 130 mm;
  • Difesa Attiva (APS): Sistema StrikeShield di Rheinmetall e protezione anti-drone integrata;
  • Equipaggio ed Elettronica: Il carro include avanzati sistemi C4I completamente localizzati per le esigenze operative italiane e ospita droni letali integrati.



Inizialmente, tuttavia, il carro sarà equipaggiato con un cannone L55 da 120 mm, attualmente in fase di sviluppo da parte di Leonardo. 





Il carro NMBT sarà dotato di un caricatore automatico e di una riserva di munizioni da 20 colpi, indipendentemente dal calibro utilizzato. Come spiegato da David Hoeder, Presidente Esecutivo di LRMV, in occasione della fiera Eurosatory di Parigi, il team Rheinmetall è riuscito a convertire il carro da un cannone da 120 mm a uno da 130 mm in meno di dodici ore.
Il cannone da 120 mm inizialmente previsto ha una caratteristica speciale: è progettato per sparare munizioni di precisione Leonardo Vulcano, che hanno una gittata di 30 Km. Il proiettile sottocalibrato Vulcano è un componente per il tiro ad alto angolo e presenta diverse modalità di fuoco. È inoltre prevista anche la guida terminale. Oltre all'armamento principale, l’NMBT è equipaggiato anche con una mitragliatrice coassiale da 12,7 mm.
Una caratteristica distintiva del nuovo carro armato italiano è l'imponente parte frontale della torretta. Hoeder ha dichiarato che vi è stato installato un sistema di protezione ibrido ad alte prestazioni contro i proiettili a energia cinetica, composto da elementi attivi e passivi. Ha rifiutato di fornire ulteriori dettagli. Basandosi sull'esperienza maturata con il veicolo da combattimento per la fanteria ungherese Lynx, il mezzo utilizza il sistema di protezione attiva Strike Shield di Rheinmetall, che è prossimo alla produzione in serie. Il carro armato è equipaggiato con numerosi sensori elettro-ottici, sistemi di allarme laser e sensori acustici.
Leonardo fornirà la stazione d'arma con un cannone cal. 30x113 mm in grado di sparare munizioni a frammentazione programmabili, destinate a svolgere un ruolo chiave nel contrasto ai temibili droni. A tale scopo è prevista una fornitura di 150 colpi. Inoltre, il veicolo da combattimento sarà equipaggiato anche con munizioni a lungo raggio e sistemi per la ricognizione.
L'architettura digitale del veicolo (NGVA) consente a Leonardo e Rheinmetall di integrare i componenti nel sistema, con Leonardo responsabile del sistema di controllo del tiro e del sistema C2. Sebbene il telaio sia basato su quello del carro armato principale Panther di Rheinmetall e venga saldato non solo in Germania ma anche in Italia, la decisione definitiva su quale propulsore verrà installato non è stata ancora presa.
Secondo quanto riportato, Rheinmetall e Leonardo si stanno concentrando principalmente sui produttori di motori Iveco DV e MTU e sui produttori di trasmissioni Renk, Sapa e ZF. Complessivamente, si prevede che il 60% del valore aggiunto dell'intero progetto proverrà da aziende italiane. 

A poca distanza dal carro armato principale, la filiale di Leonardo IDV ha presentato un motore V12 per MBT con una potenza di picco fino a 1.300 kW (1.770 CV) e una coppia di 6.000 Nm, che è un potenziale candidato per il carro NMBT.




Secondo IDV, i motori sono stati specificamente progettati e sviluppati per la nuova generazione di veicoli da combattimento e soddisfano gli elevati requisiti in termini di peso, prestazioni, durata e flessibilità operativa. Il loro design incorpora soluzioni avanzate come un sistema di raffreddamento a doppio circuito e turbocompressori all'avanguardia, garantendo un'elevata reattività in tutte le condizioni operative. Inoltre, sono progettati per applicazioni drive-by-wire con il sistema di controllo proprietario di IDV (Full Powerpack). L'intervallo tra le revisioni è superiore a 2.500 ore.

Nonostante il caricatore automatico abbia sostituito quello manuale, il NMBT, basato sul progetto del KF-51 Panther, è concepito per un equipaggio di quattro persone. 

Il quarto membro dell'equipaggio ricoprirà un ruolo specialistico, ad esempio quello di pilotare i droni o le munizioni a guida autonoma del veicolo. Uno studio in tal senso è attualmente in corso; l’NMBT viene progettato con capacità digitali tali che, a parte il pilota, qualsiasi ruolo potrà essere ricoperto in qualsiasi posizione. In linea di principio, il comandante potrebbe persino impartire ordini dalla postazione del cannoniere.

Le forze armate italiane prevedono di introdurre una famiglia di veicoli basati sullo scafo del carro armato NMBT con propulsore standardizzato, tra cui carri armati per il genio, il recupero e la posa di ponti. 

A seconda della configurazione, il nuovo carro armato dovrebbe pesare tra le 61 e le 67 tonnellate senza equipaggio ed equipaggiamento di combattimento, con un peso massimo non superiore a 69,5 tonnellate.
La versione presentata a Parigi non prevedeva periscopi per il conducente, ma un sistema optronico con sensori anteriori, posteriori e laterali;  il concept è progettato per una visibilità a 360 gradi. I periscopi potrebbero essere aggiunti se necessario.
Una caratteristica distintiva è la parte posteriore leggermente rialzata rispetto agli altri carri armati Leopard. Si attribuisce questo al nuovo gruppo propulsore, che migliora l'equilibrio del carro armato, ad esempio, durante il tiro in movimento. Non è previsto l'utilizzo di un'unità di potenza ausiliaria (APU) basata su un motore a combustione; al suo posto, verrà impiegato un pacco batterie, secondo quanto affermato dal responsabile del progetto LRMV.

L’NMBT entrerà in fase di test già nel 2028, dopo la firma del contratto e il completamento dello sviluppo; la produzione in serie inizierà nel 2029.









IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, IARI, Hartpunkt, WIKIPEDIA, Forum.Difesa, You Tube)