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martedì 30 dicembre 2025

LA CORSA AI MICRO REATTORI NUCLEARI PER LA PROPULSIONE NAVALE












https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.








  1. IL TEMA SPINOSO DEL NUCLEARE - MICRO REATTORI SULLE NAVI DA SALVATAGGIO;
  2. I MICRO-REATTORI NUCLEARI STATUNITENSI DELL’IDAHO NATIONAL LABORATORY; 
  3. IL PROGETTO DI FINCANTIERI NELLA PROPULSIONE NUCLEARE NAVALE (nell’Arsenale di Venezia si trova una riproduzione reale del reattore nucleare raffreddato a piombo liquido TL-40 progettato da Newcleo, un reattore sicuro, sostenibile e compatto studiato per la propulsione di grandi navi e per la produzione di energia in aree isolate e off-grid);  
  4. IL PROGRAMMA “MINERVA”, cioè la Marinazzazione di Impianto Nucleare per l’Energia a boRdo di Vascelli Armati.

LA CORSA AI MICRO REATTORI NUCLEARI

Nell’ambito di Google, Microsoft, di colossi industriali come Siemense e della startup Newcleo fondata dal fisico italiano Stefano Buono sono stati da tempo messi a punto micro reattori nucleari modulari o “Small modular reactor (Smr)”; inoltre, l’alleanza promossa dalla Commissione europea per sviluppare impianti di energia atomica di piccola taglia ha tra i suoi iscritti, oltre ai giganti globali del digitale, anche università, piccole imprese e multinazionali del settore.
L’obiettivo, come noto agli addetti ai lavori, è quello di costituire una rete che faccia avanzare l'industria europea nel mercato dei mini reattori nucleari modulari che sono di fatto impianti atomici piccoli rispetto alle centrali tradizionali, sia per dimensione che per potenza. Gli stessi utilizzano tecnologie a fissione per produrre dai 10 ai 300 megawatt di energia; i nuovi micro-reattori dovranno utilizzare strutture modulari per facilitare la produzione in serie e nuove procedure di assemblaggio, come spiega l’italiana Enea.
Di fatto, da diverso tempo, allo scopo di diversificare le fonti energetiche, l’Unione Europea ha inserito il nucleare tra le tecnologie destinate a ricevere finanziamenti per raggiungere gli obiettivi di abbattimento delle emissioni; l'alleanza sui mini reattori nucleari deve servire a creare un'industria europea in grado di soddisfare il fabbisogno dei 27 membri senza dipendere da fornitori esterni, come è successo con la Cina-comunista per i pannelli solari e altro. 
Dal 2024, la rete di imprese e centri di ricerca mira a tagliare il traguardo dell'installazione di un reattore “SMR” entro il 2030. A settembre sono stati scelti i progetti di piccoli reattori che l'alleanza intende sostenere, dal punto di vista economico e della ricerca, attraverso otto gruppi di lavoro (dalla filiera della fornitura al trattamento delle scorie radioattive).



IL TEMA SPINOSO DEL NUCLEARE

Ad oggi, soltanto 13 nazioni europee su 27 si affidano anche a centrali atomiche per il loro fabbisogno di energia, con la Francia al primo posto. La Germania ha chiuso la sua stagione dell'atomo nella primavera del 2023 e solo dopo la crisi energetica provocata dall'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, Berlino ha spinto per sfumare il riferimento al nucleare.
Ad oggi, hanno passaporto francese un iscritto su quattro: 72 imprese, tra cui ci sono anche la statunitense Jacobs o la coreana Kepco, ma anche aziende e università locali. L’azienda francese Orano, con 4,8 miliardi di euro di ricavi nel 2023, ha in cantiere due progetti di “SMR”.
Anche Newcleo, ha aderito attraverso il suo ramo d'0ltralpe.La startup di Buono ha ottenuto l'autorizzazione per la realizzazione dei suoi reattori in Francia, dove ha impostato un piano di investimenti fino a 3 miliardi che ha suscitato l'interesse dell'Eliseo. Anche Newcleo è stata selezionata nei progetti di France 2030. E in questa cornice ha stretto una partnership industriale con Naarea, startup francese a sua volta aderente all'alleanza europea.
Dopo la Francia, per numero di iscritti alla rete degli smr, si colloca a sorpresa, l’Italia con 39 iscritti: è il secondo paese più rappresentato nella coalizione di Bruxelles. Sebbene l'Italia abbia chiuso quasi 40 anni fa con l'atomo, la filiera industriale non si è sfaldata e i campioni nazionali dell'energia, Eni ed Eni e Ansaldo Nucleare sono impegnati nello sviluppo di almeno tre modelli di “SM”; Fincantieri e Rina, sono molto interessate alle applicazioni in ambito marittimo tramite l’Agenzia industrie difesa, una società pubblica che sovrintende la produzione di stabilimenti e arsenali delle forze armate.
La Walter Tosto di Chieti, realizza infrastrutture critiche ed ha fornito pezzi anche al reattore sperimentale europeo per la fusione nucleare, Iter, in costruzione nel sud della Francia; la mantovana Bellelli Energy; la bergamasca Brembana&Rolle, produttrici di parti di reattori e scambiatori di calore. Tra le università presenti, ci sono Pisa e il Politecnico di Milano.
Anche la Polonia è considerata tra i paesi più avanzati al mondo nei programmi sugli “SMR”r. Seguono la Repubblica Ceca e la Germania. Benché l'alleanza si professi “europea”, la Commissione ha sfruttato l'architettura del progetto per alcune mosse diplomatiche con cui avvicinare paesi vicini alla sua orbita industriale. Prima l'Ucraina, che possiede la centrale atomica più grande del continente, quella di Zhaporizhzhia, ora sotto il controllo delle truppe russe, con 10 enti (tra cui Energoatom, l'azienda nazionale per l'energia nucleare), e poi la Turchia.
Seduti al tavolo, per interposte filiali europee, ci sono anche le statunitensi Google e Microsoft, due colossi del tech che stanno monitorando gli sviluppi dell'industria nucleare per alimentare in particolare i data center, che bruciano sempre più energia sulla scia degli sviluppi dell'intelligenza artificiale. I due giganti del Web sono interessanti a finanziare la ricerca e assicurarsi contratti di favore per sperimentare tecnologia d'avanguardia. Anche Westinghouse o Worley, mediante i loro centri di ricerca nel Vecchio continente, sono interessate ai nuovi modelli di “SMR”.
Per la Commissione europea questo è l'ennesimo test sull'efficacia delle sue alleanze industriali, che sono lo strumento con cui vuole fare rete nel mercato interno per fronteggiare la concorrenza internazionale. Al momento ne sono attive undici: dalla batterie alle terre rare, dal fotovoltaico ai semiconduttori. Tutti settori in cui l'Europa arranca dietro a Cina e Stati Uniti. L'alleanza sul cloud, per esempio, finora non ha dato i risultati sperati. La bilancia pende sempre a favore dei colossi USA e l'avvento dell'AI generativa ha allargato ancor più il divario esistente.
Sui mini reattori nucleari la partita è tutta da giocare, anche se Stati Uniti e Cina sono avanti. La Cina, come si sa, ha vinto la corsa ad attivare il primo reattore, a fine 2023.
La commercializzazione di questi nuovi impianti non è prevista prima del 2030. Come spiega l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Iaea), parte delle Nazioni Unite, in un suo documento, “ci sono vari modelli di smr a diversi stadi di sviluppo”. Per l'Europa gli ostacoli sono di natura politica. L'energia atomica ha ricevuto un nuovo impulso dopo l'invasione dell'Ucraina per assicurare indipendenza, ma con approcci contrastanti per i costi necessari e i tempi del percorso verso le zero emissioni nel 2050.
L'Europa deve necessariamente tenere il passo anche sul fronte della fusione nucleare. Secondo l'ultimo rapporto dell'Associazione per la fusione nucleare, a metà del 2024 i finanziamenti per la tecnologia che riprodurrà sulla Terra il meccanismo che genera energia sulle stelle (fondendo i nuclei, anziché spezzandoli) hanno raggiunto i 7,1 miliardi di dollari. L'Europa unita ad oggi può contare su sei realtà.

MICRO REATTORI SULLE NAVI DA SALVATAGGIO

La società australiana Seatransport, insieme a quella statunitense Deployable Energy e al Lloyd's Register, stanno studiando un prototipo di nave da impiegare nelle aree più remote.
Il gruppo di progettazione navale australiano del Queensland, Seatransport, e quello di servizi ingegneristici Deployable Energy, con sede a Houston, in Texas, stanno collaborando con il Lloyd's Register (LR) per sviluppare una nuova generazione di propulsori a energia nucleare da impiegare sulle navi dislocate soprattutto nelle aree più remote del pianeta.





Si utilizzerà la tecnologia dei micro reattori modulari (MMR), da 2 a 5 parti per la precisione, da 1 MWe ciascuno. Il progetto a cui lavorano i tre soggetti prevede l'alimentazione di una nave anfibia di 73 metri di lunghezza, progettata per interventi di emergenza e soccorso in caso di calamità. La propulsione nucleare consentirà alla nave di operare senza fare alcun rifornimento di carburante per almeno otto anni, con notevoli vantaggi logistici ed economici. Inoltre, grazie alla notevole quantità di energia a disposizione fornita dalla tecnologia nucleare, la nave potrà immettere energia nella rete elettrica costiera delle aree colpite.

I MICRO - REATTORI NUCLEARI STATUNITENSI DELL’IDAHO NATIONAL LABORATORY

L'Idaho National Laboratory (INL) ha annunciato la selezione iniziale di cinque team per condurre i primi esperimenti per l'utente finale sul banco di prova Microreactor Application Research Validation and Evaluation (MARVEL) che includono l'alimentazione dei data center per la corsa all'intelligenza artificiale (AI) e l'avanzamento della desalinizzazione delle acque; mirano a liberare l'innovazione del settore privato e accelerare l'implementazione dell'energia nucleare commerciale.


Il MICRO-REATTORE MARVEL è un banco di prova unico progettato per aprire la strada all'integrazione dell'energia nucleare in applicazioni non tradizionali: è compatto, ed ha all'incirca le dimensioni di una berlina; è alto solo 15 piedi.
È previsto per il funzionamento presso il Transient Reactor Test Facility presso l'INL, per dimostrare utilizzi innovativi su di un sistema operativo.
Nonostante la sua piccola impronta, il MARVEL è una centrale elettrica di capacità termiche. Agisce come un micro-reattore raffreddato da sodio-potassio utilizzando combustibile idruro di uranio-zirconio, simile a quello utilizzato nella ricerca universitaria.
Il sistema utilizza il raffreddamento a circolazione naturale per operare a un intervallo di temperatura da 500°C a 550°C, producendo 85 kilowatt (kW) di energia termica e circa 20 kW di elettricità.
Con il MARVEL, le aziende potranno verificare come i micro-reattori ci aiuteranno potenzialmente a vincere la corsa globale all'IA, risolvere le sfide dell'acqua e molto altro ancora. Il banco di prova MARVEL esemplifica come l'energia nucleare possa aprire la porta ad un futuro più sicuro e più prospero per tutti.
Amazon Web Services propone di accoppiare il MARVEL con un data center modulare allo scopo di creare un sistema autosufficiente per la difesa e le agenzie governative in grado di operare indipendentemente dalle infrastrutture elettriche tradizionali.
DCX USA e l'Arizona State University pianificano di dimostrare la fattibilità di un micro-reattore che alimenta un data center per l'intelligenza artificiale, raccogliendo dati su come fornire la potenza stabile e continua necessaria per l'elaborazione dell'IA. Anche i progressi operativi e la gestione delle risorse sono i punti chiave degli esperimenti selezionati.
General Electric Vernova intende dimostrare operazioni di reattore remoto e autonomo per stabilire standard di controllo per un'applicazione commerciale più ampia. Radiation Detection Technologies testerà tecnologie avanzate di sensori ad alte prestazioni per monitorare le prestazioni dei reattori avanzati.
Shepherd Power, NOV e ConocoPhillips lanceranno un progetto di desalinizzazione pilota utilizzando il calore di processo generato dal nucleare nelle operazioni afferenti il petrolio e il gas naturale.
I team selezionati si coordineranno ora con il Dipartimento dell'Energia e gli esperti di laboratorio nazionali per verificare la fattibilità delle applicazioni proposte entro il 2026.




IL PROGETTO DI FINCANTIERI NELLA PROPULSIONE NUCLEARE NAVALE


Nell’Arsenale di Venezia si trova una riproduzione reale del reattore nucleare raffreddato a piombo liquido TL-40 progettato da Newcleo; è un reattore sicuro, sostenibile e compatto studiato per la propulsione di grandi navi e per la produzione di energia in aree isolate e off-grid.




Il funzionamento del reattore avrà la capacità di bruciare le scorie prodotte dalle centrali nucleari tradizionali, e le sue caratteristiche di sicurezza passiva che lo renderanno una soluzione ideale per alimentare le attività umane energivore in maniera sostenibile.
La società Pininfarina ha disegnato qualità estetiche e simboliche aumentandone l’attrattiva e il fascino, rendendolo accessibile al pubblico. Il reattore in mostra al pubblico è in una configurazione aperta, osservabile da ogni angolazione.
La sua forma offre le linee di un grande vaso, e suggerisce un senso di leggerezza, in netto contrasto con la sua massa effettiva, superiore ai 2.000 Kg. L’involucro esterno è contraddistinto da lamelle ravvicinate e genera raffinati giochi di luce e ombre; l’intera struttura risulta alta circa cinque metri e mezzo.
Progettato dai designer, il reattore consente una visione diretta del suo interno e permette ai visitatori di cogliere con immediatezza i principi e i processi che regolano la generazione dell’energia.
I piccoli reattori modulari di quarta generazione Newcleo rappresentano un approccio rivoluzionario alla sfida della decarbonizzazione offrendo la risposta ai problemi percepiti del nucleare tradizionale. L’innovativo sistema di raffreddamento al piombo introduce sistemi di sicurezza passiva che eliminano il rischio di incidenti nucleari attraverso le leggi fisiche che governano il funzionamento del reattore. Questi reattori sono in grado di eliminare le scorie nucleari generate dalle centrali nucleari tradizionali attraverso un sistema virtuoso di multi-riciclo che consente di bruciarle generando energia pulita, economica e quasi inesauribile.


L’Ad di Fincantieri, Pierroberto Folgiero, ha detto in merito: «Il nucleare con reattori più piccoli consente di essere utilizzato non solo su sommergibili e portaerei, ma anche sulle navi più piccole come incrociatori o, addirittura, le Fregate lanciamissili. Questa innovazione ci renderebbe unici al mondo».

Sono in progetto navi d’assalto anfibie LHA e sottomarini a propulsione nucleare SSN nel futuro della Marina Militare italiana. 

La Direzione degli armamenti navali ha di recente dato incarico a Fincantieri di elaborare un piano che “esplori in modo esaustivo e dettagliato gli impatti dell’impiego della propulsione nucleare a bordo delle unità navali maggiori e dei sottomarini” per valutarne la sostenibilità nel tempo. 




Sulla base della LHD portaeromobili Trieste e di sottomarini AIP U212NFS, lo studio dovrà specificare quali modifiche progettuali dovranno essere necessarie per utilizzare un reattore navale a fissione di terza o quarta generazione su tali mezzi navali.
Dopo i vincoli progettuali per le future unità navali, che sicuramente avranno maggiori dimensioni rispetto alle attuali, si dovranno prendere in considerazione gli aspetti industriali e di gestione. Si dovrà altresì scegliere dove ospitare il prototipo del futuro reattore, dove costruirlo, la catena di realizzazione, in quale sito industriale integrarlo con la nave nucleare, quali infrastrutture critiche saranno necessarie per la sua gestione, dove fare il pieno “di energia” e dove stoccare il materiale fissile esausto. Il tutto partendo da un’analisi delle pratiche utilizzare dalle altre nazioni che utilizzano già questo tipo di unità: Stati Uniti, Francia e Inghilterra in primis.
Lo studio dovrà tener conto dei requisiti di cui dovranno tener conto le fabbriche e i cantieri navali per la costruzione e la manutenzione dei reattori e delle unità navali e dei sottomarini a propulsione nucleare. Le basi navali attrezzate per il Nuclear Naval Base dovranno essere idonee allle operazioni di fuelling, di refuelling ed alle manutenzioni sui reattori. Nei cantieri navali e negli arsenali marittimi di domani dunque potrebbe esserci anche questo tipo di capacità tecnologica.
Da tempo la Marina Militare ha operato presso il Centro interforze studi per le applicazioni militari Cisam di Pisa su di un reattore a fissione spento nel 1980. In anni recenti la creazione di reattori di piccole dimensioni per impiego navale era già tornata in auge con il progetto Minerva (Marinizzazione di impianto nucleare per l’energia di bordo di vascelli armati) compreso nel Piano nazionale della ricerca militare, a cura di Fincantieri, Cetena, Ansaldo Nucleare, Rina Services e Università degli Studi di Genova.
Un passaggio che ha riacceso l’attenzione sulla possibilità di utilizzare la tecnologia nucleare a supporto del naviglio militare in quanto per Fincantieri è uno snodo indispensabile; nei piani del manager Folgiero, il nucleare è un tassello importante della road map verde del gruppo che punta a emissioni zero per le nuove unità navali. Da tali lineee guida nasce la scelta dell’azienda di partecipare allo sviluppo del programma francese Iter. Fincantieri SI opera come capofila di diversi progetti ed alle alleanze con gli attori cruciali Newcleo e Rina.

IL PROGRAMMA “MINERVA”

La sfida alla quale ha accennato il ceo di Fincantieri si chiama “Minerva”, una delle tessere del Piano nazionale della ricerca militare. Minerva è un acronimo (Marinazzazione di Impianto Nucleare per l’Energia a boRdo di Vascelli Armati) e nel 2023 la Direzione degli Armamenti Navali del ministero della Difesa ha lanciato un bando per lo studio e l’integrazione a bordo di una nave militare di prima linea di un reattore nucleare di nuova generazione per la produzione e generazione elettrica.





Il programma prevede tre fasi: 
  • lo studio per l’impiego navale militare dei reattori nucleari di nuova generazione.
  • un case study con il concept design di una unità navale combattente nucleare;
  • il confronto tra una unità esistente e la soluzione con propulsione nucleare con l’obiettivo di determinare vantaggi e svantaggi collegati all’integrazione.
L’incarico per lo studio è stato affidato a un’associazione tra Fincantieri (in qualità di mandataria) tramite la controllata Cetena (Centro di ricerca in campo marittimo), Ansaldo Nucleare, Rina Services e Università degli Studi di Genova. 
Una squadra molto attrezzata per approfondire i confini della propulsione nucleare sulla quale, va ribadito, Fincantieri si è mossa già dal mese di luglio 2023.
La Direzione Nazionale degli Armamenti della Difesa - Divisione “Propulsione ed energia” degli Armamenti navali, ha suggerito i tempi entro cui la Marina militare italiana dovrà raggiungere una svolta nucleare: due anni per i nuovi sistemi per la propulsione navale.
Il Ministero della Difesa italiano ha aperto una consultazione per coinvolgere aziende capaci di inserirsi nella costruzione di questa nuova filiera per lo studio “degli impatti nei diversi domini dell’impiego della propulsione nucleare a bordo delle unità di superficie e subacquee“.  Due sarebbero le piattaforme navali per le quali la Difesa chiede che vengano effettuate “considerazioni relative ad impianti, materiali, tabelle d’armamento e siti di costruzione e manutenzione“: le unità navali LHD con funzioni anche anfibie e i nuovi sottomarini U212NFS: entrambe le tipologie di navi sono in costruzione nei cantieri Fincantieri del Muggiano, nei pressi di La Spezia.
Fincantieri sarà la “design authority” e si può immaginare che almeno alcuni nomi rientreranno nel progetto generale: la controllata di Fincantieri Cetena, Ansaldo Nucleare, Rina Services e Università degli Studi di Genova, tutte realtà coinvolte a vario titolo nello sviluppo di reattori di piccole dimensioni per impiego navale; come già evidenziato il progetto è denominato Minerva (“Marinizzazione di impianto nucleare per l’energia di bordo di vascelli armati”), e fa parte del Piano nazionale della ricerca militare.
Il progetto Minerva sarà indirizzato verso lo sviluppo di una portaerei a propulsione nucleare, come già ribadito da Enrico Credendino, capo di Stato Maggiore della Marina italiana. Il riarmo e la trasformazione verso un’economia di guerra si intreccia sempre più con la capacità di proiezione italiana verso il cosiddetto Mediterraneo allargato, per la quale la marina avrà un peso fondamentale.
Lo studio dovrà considerare l’impiego di reattori nucleari a fissione di ultima generazione (3+ e 4), e su tali tecnologie lavorerà anche Nuclitalia, la società nata dallo sforzo congiunto di Enel, Leonardo e Ansaldo Energia.
La nuova “alleanza” imprenditoriale che sta prendendo piede intorno al ritorno al nucleare è chiaramente un’alternativa “green" per garantirsi autonomia energetica e la ricerca sull’atomo è anche un settore strategico per adeguare il riarmo europeo ed italiano alla competizione globale.
Ad ogni buon conto, la Difesa richiede anche di lavorare anche agli stabilimenti dove costruire il reattore e integrarlo con la produzione navale, con il necessario adeguamento delle infrastrutture portuali. Da circa quattro anni, i processi produttivi sono sempre più rimodellati verso un’economia di guerra.
La guerra ci è stata imposta in casa, e una filiera di aziende stanno rispondendo alle esigenze strategiche di Bruxelles, che cerca di recuperare il terreno perso sul piano internazionale e industriale.
Il nucleare con reattori più piccoli «consente di essere utilizzato non solo su sommergibili e portaerei, ma anche sulle navi più piccole come incrociatori o, addirittura, le Fregate. Questa innovazione ci renderebbe unici al mondo». Lo ha affermato di recente l'amministratore delegato di Fincantieri, Pierroberto Folgiero, intervenendo alla tavola rotonda "Energia nucleare sostenibile: dialogo con l'industria italiana", promossa da Confindustria Udine e Newcleo.
Il gruppo cantieristico sta lavorando da diversi anni a progetti e studi per implementare l'energia nucleare nella propulsione e nell'alimentazione navale guardando però alle tecnologie più recenti e per certi versi avveniristiche. Tra questi progetti si annovera il programma francese "Iter" dove Fincantieri SI è capofila, ma anche le alleanze strette con Newcleo, startup italiana dedicata all'energia nucleare di nuova generazione, e con la multinazionale della classificazione Rina. 
Alla base di tutto c'è la quarta generazione di reattori nucleari, dei quali il più promettente è il reattore nucleare a neutroni veloci refrigerato a piombo, di cui ne esistono versioni miniaturizzate perfette da usare come fonti di energia a bordo di una nave, come quello sviluppato da Newcleo. Uno dei principali vantaggi di questo tipo di reattore – oltre al fatto che è miniaturizzato e quindi occupa poco spazio - è che un'eventuale fuga di liquido refrigerante nel corso del suo funzionamento causerebbe un'emissione modesta di radiazioni, visto che l'eventuale colata del refrigerante (il piombo) è in grado esso stesso di schermare buona parte delle radiazioni.
Come già evidenziato, su questo fronte, uno dei più promettenti è il progetto “Minerva”; il bando è stato vinto da un'associazione temporanea di imprese formata da Fincantieri (mandataria) con la controllata Cetena, Ansaldo Nucleare, Rina Services e Università di Genova.







Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, 
storia militare, sicurezza e tecnologia. 


La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri 
di un reparto militare 
ma come cittadini e custodi di ideali.
Valori da tramandare e trasmettere, da difendere
senza mai darli per scontati.
E’ desiderio dell’uomo riposare
là dove il mulino del cuore non macini più
pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto
nella cultura politica europea contemporanea,
è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti
a un disegno spezzato
senza nessuna strategia
per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali.
Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando
è che non bisogna arrendersi mai,
che la difesa della propria libertà
ha un costo
ma è il presupposto per perseguire ogni sogno,
ogni speranza, ogni scopo,
che le cose per cui vale la pena di vivere
sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, 
in quanto capace di autodeterminarsi,
vive finché è capace di lottare per la propria libertà: 
altrimenti cessa di esistere come popolo.
Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! 
Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti 
sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze 
per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: 
SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, 
devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante
poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”,
alcuni si sono abituati a darla per scontata:
una sorta di dono divino e non, 
un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità,
difendere la mia cultura,
conservare le mie tradizioni.
L’importante non è che accanto a me
ci sia un tripudio di fari,
ma che io faccia la mia parte,
donando quello che ho ricevuto dai miei AVI,
fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza
ai popoli che difendono la propria Patria!
Violenza e terrorismo sono il risultato
della mancanza di giustizia tra i popoli.
Per cui l'uomo di pace
si impegna a combattere tutto ciò 
che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori
affinché siano spezzate le catene
della violenza e dell’odio,
e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: 
fino a quando, Signore? Quando farai giustizia?
Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita 
e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, 
a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet:
“””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, WIRED, Informazioni marittime,  Interestingengineering, IlSole24Ore, Contropiano, InformazioniMarittime, Wikipedia, You Tube)











 

giovedì 11 settembre 2025

GCAP (Global Combat Air Programme) 2035 - 2060: finalmente è stato costituito il consorzio Rolls-Royce (Regno Unito), Avio Aero (Italia) e IHI (Giappone), per lo sviluppo del turbofan adattivo di nuova generazione destinato alla core platform del programma.










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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.








Da informazioni apparse sul sito di R.I.D. e di Defence Blog, è stato finalmente costituito il consorzio, formato dalla Rolls-Royce (UK), Avio Aero (Italia) e IHI (Japan); è stato scelto per sviluppare il turbofan adattivo a ciclo variabile destinato a fornire la spinta al velivolo scelto per il programma GCAP (Global Combat Air Programme).





Il consorzio multinazionale di motori che sviluppa il motore da combattimento di nuova generazione ha fatto un passo fondamentale verso l'integrazione, allineandosi più da vicino con gli sviluppatori di aeromobili del programma man mano che i preparativi per il primo volo si avvicinano a grandi passi.
Il consorzio, composto dalla IHI giapponese, dalla Rolls-Royce britannica e da Avio Aero italiana, ha annunciato il nuovo accordo di cooperazione con Edge Wing, una joint venture formata da BAE Systems, Leonardo e JAIEC, la Japanese Aircraft Industry Promotion Corporation.
La collaborazione ampliata accelererà lo sviluppo del dimostratore del motore XFP30 e semplificherà la transizione dai contratti nazionali verso un quadro internazionale unificato. La mossa ha lo scopo di approfondire gli sforzi di ingegneria congiunta e gettare le basi per la piena produzione del motore da combattimento di sesta generazione del GCAP.
"Questa collaborazione rappresenta una nuova era per la propulsione aerea da combattimento", ha detto Atsushi Sato, vicepresidente esecutivo e capo dell'area commerciale aerospaziale e della difesa presso la IHI. "Congiungendo l'innovazione giapponese nelle tecnologie avanzate con i punti di forza dei nostri partner britannici e italiani, stiamo creando un motore che offrirà prestazioni senza pari per GCAP, rafforzando allo stesso tempo le basi industriali condivise delle nostre tre nazioni".
Il cacciabombardiere stealth GCAP è un'iniziativa trilaterale composta da Giappone, Regno Unito e Italia per sviluppare un aereo da combattimento di sesta generazione entro la metà degli anni '30. Il suo motore sarà dotato di molteplici tecnologie all'avanguardia, tra cui il raffreddamento avanzato, materiali ad alta temperatura e produzione additiva.
Lo sviluppo del prototipo XFP30, progettato per ridurre al rischio le tecnologie di base per il motore di produzione finale, sta procedendo rapidamente. Gli ingegneri della IHI, della Rolls-Royce e di Avio Aero hanno iniziato a mettere a punto l’hardware ed a condurre revisioni congiunte del progetto.
Una delle recenti pietre miliari tecniche del programma è stata la prova di successo di un nuovo combustore prodotto utilizzando la produzione avanzata di strati additivi (ALM). Secondo il consorzio, il nuovo combustore incorpora geometrie complesse per consentire percorsi di raffreddamento migliorati. Ciò consente alla turbina di funzionare a temperature più elevate riducendo l'usura dei componenti, estendendo così la durata e l'efficienza operativa del motore.
Pierfederico Scarpa, Senior Vice President of Marketing and Sales di Avio Aero, ha osservato: “Siamo orgogliosi di contribuire con la nostra consolidata esperienza e conoscenza nella progettazione, sviluppo e produzione di tecnologie avanzate di motori a questa partnership internazionale chiave. Lavorando di pari passo con Rolls-Royce e IHI, non stiamo solo sviluppando il sistema di alimentazione e propulsione per GCAP, stiamo plasmando il futuro della collaborazione aerospaziale delle tre nazioni".
Phil Townley, direttore dei programmi di combattimento futuri di Rolls-Royce, ha definito l'accordo "un importante passo avanti" e ha detto che trasformerà il GCAP "da una serie di programmi nazionali ad una vera squadra internazionale". Townley ha aggiunto: "Unendo la nostra esperienza complementare, stiamo accelerando le scoperte tecnologiche nei materiali, nella produzione e nella progettazione che alimenteranno il GCAP e rafforzeranno la base industriale della difesa in tutto il Regno Unito, in Italia e in Giappone".
Il team afferma che lo sforzo di sviluppo del turbofan adattivo riflette uno spostamento verso approcci più rapidi e collaborativi nei programmi di difesa internazionali. I team congiunti stanno lavorando da luoghi condivisi e condotto regolari revisioni di progettazione multinazionali, un approccio che i membri del consorzio ritengono possa servire come modello per futuri programmi globali.
Il motore GCAP dovrebbe alimentare una futura flotta di caccia stealth pilotati e non, in fase di sviluppo congiunto da parte di Regno Unito, Italia e Giappone. Il primo volo della piattaforma dimostrativa è previsto entro i prossimi anni (2027?).
L’accordo segna il passaggio alla piena collaborazione tra i 3 partner e crea le basi per la progettazione dettagliata e lo sviluppo del nuovo motore. 
Come nell’ambito del G2E (il consorzio tra Mitsubishi Electric, Leonardo UK, Leonardo e ELT Group per la sensoristica e le comunicazioni), l'istituzione del team permetterà un coordinamento diretto con Edgewing, la Joint Venture di BAE Systems, Leonardo e JAIEC responsabile dello sviluppo del caccia madre.
Da fonti ufficiali si apprende che le 3 aziende hanno già svolto diverse attività trilaterali di revisione e validazione del progetto del dimostratore del propulsore, portando a termine le prime fasi di progettazione e avviando parallelamente il “procurement” dell’hardware.
Ad oggi, Gran Bretagna, Italia e Giappone completano quindi un altro dei pilastri tecnologici del GCAP – dopo quello già citato delle comunicazioni e dei sensori – assicurando lo sviluppo del turbofan a ciclo variabile, elemento fondamentale per il velivolo madre e per il successo complessivo del programma congiunto.

Un motore a ciclo variabile (VCE), noto anche come motore a ciclo adattivo (ACE), è un motore a reazione per aerei progettato per funzionare in modo efficiente in condizioni di volo miste, come subsonico, transonico e supersonico.

La prossima generazione di trasporto supersonico (SST) potrebbe richiedere una qualche forma di VCE. Per ridurre la resistenza degli aerei alla supercrociera, i motori SST richiedono un'elevata spinta specifica (spinta/flusso d'aria netto) per ridurre al minimo l'area della sezione trasversale del propulsore. Ciò implica una crociera supersonica ad alta velocità a getto e al decollo, il che rende l'aereo rumoroso.

Turbofan a flusso misto

Nel turbofan a flusso misto con concetto di espulsore, un motore a basso rapporto di bypass è montato davanti a un lungo tubo, chiamato espulsore. L'espulsore riduce il rumore. Viene distribuito durante il decollo e l'avvicinamento. I gas di scarico del turbofan inviano aria nell'espulsore tramite un'aspirazione ausiliaria, riducendo così la spinta specifica/velocità del getto finale. Il design mixed-flow non è particolarmente efficiente a bassa velocità, ma è notevolmente più semplice.

Tre flussi

L'architettura a tre flussi aggiunge un terzo flusso d'aria dirigibile. Questo flusso bypassa il nucleo quando è richiesta l'efficienza del carburante o attraverso il nucleo per una maggiore potenza. Nell'ambito del programma Versatile Affordable Advanced Turbine Engines (VAATE), l'USAF e i partner industriali hanno sviluppato questo concetto nell'ambito dei programmi Adaptive Versatile Engine Technology (ADVENT) e dei successivi programmi Adaptive Engine Technology Demonstrator (AETD) e Adaptive Engine Transition Program (AETP).  Gli esempi includono il General Electric XA100 e il Pratt & Whitney XA101, nonché il sistema di propulsione per il caccia Next Generation Air Dominance (NGAD).

Doppio bypass

General Electric ha sviluppato un motore a ciclo variabile, noto come GE37 o General Electric YF120, per la competizione degli aerei da combattimento YF-22/YF-23, alla fine degli anni '80. GE ha usato una disposizione a doppio bypass/ventila ibrida, ma non ha mai rivelato come hanno sfruttato il concetto. L’US Air Force ha invece selezionato il convenzionale Pratt & Whitney F119 per quello che è diventato il Lockheed Martin F-22 Raptor.

Turboelettrico

La startup Astro Mechanica sta sviluppando quello che chiama un motore a reazione turboelettrico-adattivo che passa da turbofan a turbojet alla modalità ramjet mentre accelera da una partenza in piedi a un Mach 6 proiettato. Ciò si ottiene utilizzando un approccio a doppia turbina. Una turbina agisce come un turbogeneratore. La seconda turbina funge da unità di propulsione. Il turbogeneratore alimenta un motore elettrico che controlla il compressore della seconda turbina. Il motore può cambiare velocità per mantenere la ventola in rotazione al RPM ideale per una modalità di volo specifica. Nelle modalità turbogetto e ramjet, l'ingresso è ristretto per comprimere l'aria ed eliminare il bypass. Il turbogeneratore è disponibile in commercio, mentre l'unità di propulsione è costruita dall'azienda. Un'innovazione chiave è che i motori elettrici hanno aumentato drasticamente la loro densità di potenza in modo che il peso del motore non sia più proibitivo.
Il programma Adaptive Versatile Engine Technology (ADVENT) era un programma di sviluppo di motori per aeromobili gestito dalla United States Air Force con l'obiettivo di sviluppare un ciclo adattivo efficiente, o motore a ciclo variabile per aerei militari di nuova generazione nella classe di spinta di 20.000 lbf (89 kN). Nel 2012 il programma è stato sostituito dal programma Adaptive Engine Technology Demonstrator (AETD).
Nel 2016 i programmi sono confluiti nell'Adaptive Engine Transition Program (AETP), incentrato sullo sviluppo e la sperimentazione di un motore a ciclo adattivo di classe spinta da 45.000 lbf (200 kN) per aerei da combattimento di prossima generazione e potenziale re-engineing dell’F-35.
L'obiettivo dell’ADVENT è quello di sviluppare un motore ottimizzato per diversi punti di progettazione, piuttosto che il tradizionale punto singolo. Invece di avere un motore progettato esclusivamente per l'alta velocità (come molti motori da combattimento attuali) o per un'alta efficienza del carburante (come molti motori commerciali attuali), il motore ADVENT finale sarebbe progettato per funzionare in entrambe queste condizioni.  Gli obiettivi specifici includono la riduzione del consumo medio di carburante del 25% e la riduzione della temperatura dell'aria di raffreddamento prodotta dal motore.
Il motore ADVENT era originariamente studiato per il bombardiere strategico di prossima generazione dell’USAF, ma l'incertezza in quel programma ha portato Rolls-Royce (RR), uno dei principali sviluppatori coinvolti nel progetto, a prevedere che il motore ADVENT sarà più adatto per un potenziale aggiornamento del motore 2020 per l'F-35 Lightning II. 
Rolls Royce , che ha collaborato con GE Aviation sul motore alternativo F136 per l'F-35, ha suggerito che i contratti di sviluppo ADVENT sono un motivo in più per continuare l'F136, poiché qualsiasi aggiornamento del motore della Pratt & Whitney (produttrice del motore F135 attualmente utilizzato nell'F-35) dovrebbe essere finanziato separatamente, internamente o a costi governativi aggiuntivi.
Il programma ADVENT è uno dei numerosi progetti di sviluppo correlati perseguiti nell'ambito del programma Versatile Affordable Advanced Turbine Engine (VAATE) dell’US Air Force. Dopo essere stato annunciato nell'aprile 2007, Rolls-Royce e GE Aviation si sono aggiudicati contratti di Fase I nell'agosto 2007 per esplorare concetti, sviluppare e testare componenti critici e iniziare i progetti preliminari di un motore.
Nell'ottobre 2009, Rolls-Royce si è aggiudicata il contratto di fase II per continuare i test dei componenti e integrare le tecnologie sviluppate in un motore dimostratore tecnologico.  A GE Aviation sono stati anche assegnati fondi per continuare lo sviluppo del loro nucleo dimostrativo tecnologico, il che è stato inaspettato in quanto il programma ADVENT aveva originariamente richiesto la selezione di un singolo appaltatore per la fase II.
Con la minaccia del GE/RR F136, Pratt & Whitney ha finanziato una variante di ventola adattiva del suo F135, che potrebbe qualificarsi per il programma Adaptive Engine Technology Development (AETD) sotto l'US Air Force Research Laboratory.
Nel 2012, GE è stata scelta per continuare il suo lavoro ADVENT nel programma AETD. GE e Pratt & Whitney sono state selezionate rispetto alla Rolls-Royce per continuare il programma AETD per maturare propulsori a basso consumo di carburante e ad alta spinta. I test operativi del motore dovrebbero iniziare nel 2013.
Nel 2016, l'Adaptive Engine Transition Program (AETP) è stato lanciato con l'obiettivo di sviluppare e testare motori adattivi per i futuri programmi di caccia di sesta generazione, Penetrating Counter Air (PCA) per USAF e Next Generation Air Dominance (NGAD) per la US NAVY, nonché il potenziale rimotorizzazione dell'F-35. Il programma ha assegnato le nuove designazioni XA100 per il design di General Electric e XA101 per Pratt & Whitney.
Nel 2017, Pratt ha concluso i test del suo motore a tre flussi con un nucleo F135, che può essere utilizzato sulla piattaforma Penetrating Counter Air (PCA).
Rolls-Royce ha confermato che sta progredendo con la progettazione del dimostratore del motore per il caccia "sesta generazione" TEMPEST - Global Combat Air Programme (GCAP).
Mark Tivey, dirigente dello sviluppo aziendale di Future Programmes – Defence di Rolls-Royce, ha confermato che il dimostratore del motore è in fase avanzata di sviluppo in collaborazione con Avio Aero in Italia e IHI Corporation in Giappone. "Le tre aziende stanno combinando le loro tecnologie, competenze e team di ingegneri per sviluppare il motore per GCAP".
Le aziende stanno lavorando per sviluppare un dimostratore del turbofan a terra su vasta scala, che non sia una pre-produzione o un prototipo volante. Il programma di dimostrazione del motore consente al consorzio di "testare le tecnologie all'interno del consorzio e testare che abbiamo le compatibilità tra quelle tecnologie", ha detto Tivey. Ha aggiunto che il programma dimostrativo li aiuta a "ottenere strumenti di progettazione comuni, processi di progettazione comuni e processi di audit comuni", che alla fine guideranno il team a sviluppare il motore di produzione.
Il consorzio prevede di utilizzare il dimostratore del motore per tutta la durata del caccia TEMPEST-GCAP come banco di prova per la tecnologia futura man mano che i requisiti di potenza dell'aereo si adattano. Il motore di prova a terra è in costruzione come parte della strategia di de-risking, in cui genererà i dati necessari che si immetteranno direttamente nel progetto di produzione e, in definitiva, nel primo aereo flight-test.

Le specifiche del dimostratore del motore stanno per essere finalizzate. 

Il programma è ancora in fase di concetto e valutazione e sta subendo studi di trade-off di progettazione prima di arrivare ad una soluzione di progettazione ottimizzata.
La nostra capacità di sviluppare tecnologie all'avanguardia per soddisfare le esigenze energetiche globali, insieme ai nostri sistemi avanzati di potenza e propulsione, significa che svolgeremo un ruolo importante nella strategia dei jet da combattimento di prossima generazione per garantire che il Team Tempest guidi il mondo nel settore dell'aria da combattimento.
Nei prossimi otto anni Rolls-Royce, AVIO e IHI continueranno l’impegno a sostenere e sviluppare le competenze chiave e ad attrarre talenti futuri che costituiranno la spina dorsale non solo del Team Tempest, ma anche della nostra più ampia capacità di difesa.
Il design della propulsione sarà abbinato aerodinamicamente alla piattaforma aerea, ottimizzando le prestazioni complessive, la portata e la capacità del carico utile.
In poco meno di due anni, due motori sperimentali sono stati progettati, fabbricati e testati con successo, dimostrando la capacità necessaria per fornire una nuova famiglia di piccoli motori scalabili e configurabili in tempi senza precedenti. Queste risorse saranno fondamentali per informare gli sviluppi tecnologici critici dei partner, consentendo una rapida de-risking di nuove e nuove tecnologie per migliorare la capacità militare.
Il nuovo motore Orpheus ha rotto i confini in tutte le fasi dello sviluppo, della progettazione e della costruzione. Durante questo progetto si è permesso alle maestranze di lavorare in modo agile per interrompere gli attuali modi di pensare e sviluppare un prodotto veramente nuovo che può aiutare gli utenti finali a ridurre il rischio dei loro programmi futuri ed esplorare diverse tecnologie per migliorare le loro capacità militari”.

Innovazione rapida per tempi straordinari

Ispirato dall'inconcepibile, il programma Orpheus sta guidando una rivoluzione nella trasformazione e nello sviluppo di nuovi modi di lavorare. Più di 30 piccole e medie imprese hanno lavorato in collaborazione sul motore dimostrativo Orpheus. Questo modello di collaborazione ha generato il massimo beneficio dall'industria, riducendo i costi del prodotto e accelerando il time-to-market.
Attraverso l'adozione di pratiche di lavoro agili e sostenuta da una supply chain rapida, si è sviluppata la capacità di imparare rapidamente attraverso il fare, attraverso un team di ingegneri pienamente potenziato e allineato. Utilizzando tecniche ingegneristiche innovative, sono state raggiunte ulteriori efficienze, come l'uso della Additive Layer Manufacturing (ALM). Consentendo una produzione più rapida con capacità funzionali avanzate precedentemente irraggiungibili attraverso la produzione tradizionale, possiamo ridurre i costi grazie alla razionalizzazione di assiemi complessi. I test del motore di successo hanno già incluso una gamma di componenti ALM e il programma Orpheus incorpora piani per sviluppare e dimostrare la capacità ALM per tutti i componenti principali.
Il primo motore dimostrativo twin-spool è stato progettato, costruito e testato in soli 18 mesi dallo stand-up del team di progettazione - la metà del tempo delle pratiche di lavoro tradizionali, utilizzando solo un terzo delle risorse ingegneristiche tipicamente richieste e offrendo il programma a costi significativamente inferiori a causa dei costi non ricorrenti.
Il programma Tempest-GCAP sta rivoluzionando il modo in cui alimentiamo i sistemi aerei da combattimento. 
Con l'obiettivo di essere più elettrico, più intelligente e di sfruttare più potenza, qualsiasi futuro aereo da combattimento richiederà livelli di potenza elettrica senza precedenti. Per Rolls-Royce, AVIO e IHI, l'ambizione è quella di fornire non solo la spinta che spinge un aereo attraverso il cielo, ma anche la potenza elettrica richiesta per tutti i sistemi a bordo, oltre a gestire tutti i carichi termici risultanti.
L'elettrificazione offre la promessa di un volo più efficiente e sostenibile, riducendo il consumo di carburante, estendendo l'autonomia degli aeromobili e diminuendo i costi operativi. Si sta fornendo energia più sostenibile che mai e la si sta distribuendo in modo intelligente ai sistemi attraverso la piattaforma, garantendo al contempo la disponibilità di energia elettrica dove è necessaria per garantire un funzionamento sicuro.
I progressi tecnologici nella potenza e nella densità energetica negli ultimi anni si sono evoluti e ora si è in grado di realizzare soluzioni innovative che hanno vantaggi tecnologici ed economici per i sistemi di propulsione degli aeromobili esistenti in tutti i settori, compresa la difesa. Il team del propulsore a ciclo variabile sta già sostenendo l'energia sostenibile, sviluppando e testando tecnologie e sistemi innovativi per creare la propulsione elettrica e i sistemi energetici che le nostre società future richiederanno.
Il GCAP - Tempest rappresenta un programma molto ambizioso e costituirà una parte significativa della nuova futura strategia aerea di combattimento. 
Lavorando in stretta collaborazione tra loro, BAE Systems, Leonardo, MBDA e le più ampie società dell'industria della difesa, assumeremo un ruolo di primo piano nella prossima generazione di energia aerea e con l’obiettivo di essere più elettrici possibile.

Potenza e propulsione elettrica, intelligente e integrata

Mentre la turbina a gas rimane in prima linea nel contributo di Rolls-Royce, l'attenzione si concentra anche sullo sviluppo della capacità come parte di un sistema di potenza e propulsione più ampio, accoppiando una maggiore capacità di generazione di energia con un sistema di gestione termica intelligente. Il sistema integrato di alimentazione e propulsione offrirebbe alla piattaforma una soluzione completa per soddisfare le esigenze elettriche, termiche e propulsive.
Ottimizzazione delle prestazioni, dell'operabilità e dell’efficienza
A livello di potenza e sistema di propulsione, l'aumento dell'elettrificazione offre vantaggi in termini di prestazioni e funzionalità, rispetto a un tradizionale motore a turbina a gas:
L'energia elettrica immagazzinata può essere utilizzata in combinazione con macchine elettriche incorporate per migliorare l'operatività del motore. L'elettrificazione degli accessori per il pompaggio di carburante e olio disaccoppia efficacemente questi sistemi dal funzionamento della turbina a gas. Ciò consente l'ottimizzazione del dimensionamento di questi componenti offrendo anche la possibilità di far funzionare questi sistemi indipendentemente dalla turbina a gas.
La gestione intelligente dell'alimentazione consente l'ottimizzazione in tempo reale sia dell'alimentazione elettrica che delle prestazioni della turbina a gas per massimizzare l'efficienza complessiva, mentre le tecnologie di protezione elettrica consentono al sistema di rilevare, diagnosticare e reagire rapidamente ai problemi emergenti isolando i guasti e riconfigurando il sistema per garantire la disponibilità di energia elettrica dove è più necessaria.
Ci sono anche vantaggi di imballaggio e installazione alla piattaforma offerta da un'architettura "motore più elettrico"; gli azionamenti elettronici di potenza e i dispositivi di accumulo di energia possono essere distribuiti e posizionati lontano dal sistema di propulsione principale e non sono vincolati allo stesso modo dei sistemi idraulici/pneumatici equivalenti.
L'approccio integrato adottato per sviluppare queste tecnologie offre significativi benefici di ricaduta nei settori di mercato adiacenti come le applicazioni aerospaziali civili, dove la spinta accelerata verso un futuro sostenibile e rispettoso dell'ambiente si appoggerà fortemente a più tecnologie elettriche.

Innovazione precoce

Anche prima del lancio del programma Tempest, Rolls-Royce Defence aveva già iniziato ad affrontare le esigenze del futuro. Nel 2014, l'azienda ha accettato la sfida di progettare un generatore di avviamento elettrico completamente incorporato nel nucleo di un motore a turbina a gas, ora noto come Embedded Electrical Starter Generator o programma dimostrativo E2SG. L'E2SG è stato progettato per risparmiare spazio, il che è auspicabile per una piattaforma stealth, e fornire la grande quantità di energia elettrica richiesta dai futuri caccia.

Un approccio collaborativo

Preziose lezioni sono state apprese dalle aziende Civil Aerospace e Power Systems di Rolls-Royce che stanno guidando l'elettrificazione in aree principali come i piccoli aerei a elica, tra cui ACCEL; la spinta a costruire gli aerei completamente elettrici più veloci del mondo, le applicazioni di decollo e atterraggio verticale elettrico (eVTOL) e gli aerei per pendolari. La collaborazione in questi diversi mercati consentirà a Rolls-Royce Defence di raggiungere i suoi obiettivi di riduzione del carbonio e fornirà ai clienti della Defence soluzioni più competitive rispettose dell'ambiente che andranno a beneficio delle flotte aeree di tutto il mondo.
La propulsione del caccia madre su cui si baserà il TEMPEST-GCAP beneficerà delle evoluzioni tecnologiche avvenute negli ultimi anni e di quelle che verranno sviluppate nei prossimi anni, rappresentando così un importante salto in avanti nel modo di definire un motore militare. 
E’ necessario immaginare un sistema di propulsione ancora più performante di quello dell'Eurofighter Typhoon, in grado di fornire maggiore potenza elettrica e di dissipare il calore senza lasciare tracce rilevabili dai radar nemici. 
Sono previsti generatori e sistemi di stoccaggio e distribuzione dell'energia. Si tratterà di un sistema estremamente efficiente, in grado di funzionare a temperature molto elevate e di fare ampio uso di nuovi materiali, tecnologie digitali e della nostra tecnologia additiva (che contribuirà alla progettazione e al peso). La combinazione di propulsione e potenza in un unico elemento, così come la necessità di una bassa osservabilità, renderanno più che mai necessaria una stretta collaborazione con gli ingegneri dell'aereo per ottimizzare l'integrazione. 
Il rapporto sviluppato nel programma EJ200 è una solida base per la cooperazione e una garanzia di successo. 
Inoltre, l'opportunità di avere nuovi partner come Rolls Royce, AVIO e IHI porta valore aggiunto e punti di vista diversi. Tuttavia, la struttura della partnership non è ancora del tutto definita; si sta lavorando per assicurare le migliori competenze internazionali su questo progetto.
Anche se si è ancora in una fase preliminare dello sviluppo di questo sistema, i tre partner  sono stati molto chiari nel definire gli obiettivi sul programma. 
Questo nuovo caccia dovrà fornire un vantaggio operativo; pertanto è necessario che la nostra Difesa sia in grado di modificare la piattaforma come ritiene opportuno in base alle proprie esigenze, indipendentemente dalle altre nazioni. 
Ciò significa che il Ministero della Difesa chiede a tutte le industrie, ognuna per le proprie competenze, di contribuire con una partecipazione qualificata che permetta di comprendere appieno il sistema, modificarlo ed eventualmente migliorarlo in base alle esigenze specifiche delle nostre forze armate nazionali. Per farlo, dobbiamo affidarci anche alla filiera italiana, fatta di piccole e medie imprese e di collaborazioni con i centri di ricerca, garantendo così anche un ritorno tecnologico, economico e lavorativo al territorio. È con grande soddisfazione che anche l’Italia partecipa a un'iniziativa che coinvolge il governo del Paese e i partner industriali in un lavoro di squadra molto stretto; lavorare in modo coordinato con il sistema Paese dà ulteriore forza alle proposte dei singoli attori industriali nel confronto con i partner internazionali.

ROLLS-ROYCE - UK

Rolls-Royce Group plc è un gruppo inglese con sede a Londra e operante in quattro settori:
  • aeronautico civile;
  • aeronautico militare;
  • propulsione navale;
  • energetico.
Il gruppo nasce in seguito alla nazionalizzazione, nel 1971, della Rolls-Royce Limited. 


La parte automobilistica venne separata nel 1973, con il nome Rolls-Royce Motor Cars. La parte aeronautica continuò sotto il controllo statale fino al 1987, anno in cui venne privatizzata con l'attuale nome.
È il secondo costruttore al mondo di motori aeronautici dopo la General Electric.
Attraverso le sue attività nel settore della difesa è diventato il ventitreesimo contractor della difesa al mondo.

AVIO AERO - ITALIA

Avio Aero fa parte di GE Aerospace e opera nella progettazione, produzione e manutenzione di componenti e sistemi per l’aeronautica civile e militare. È nata nel 2013 dopo l'acquisto da parte di General Electric delle attività aeronautiche dell'allora Avio.


Con oltre 5.700 dipendenti tra Italia, Polonia e Repubblica Ceca, l’azienda si occupa di tecnologie dedicate alla produzione di trasmissioni, turbine e combustori per motori aeronautici.
Avio Aero ha la sede principale a Rivalta di Torino; gli altri stabilimenti sono a Brindisi, Pomigliano d'Arco (Napoli), Cameri (Novara), Borgaretto (Torino), Sangone (Torino), Bari, Bielsko-Biała (Polonia) e Praga (Rep. Ceca).
La storia di questa azienda risulta lunga ed affascinante e risale al 1908 momento della sua fondazione. Iniziò con la produzione del primo motore aeronautico derivato da un motore di auto da corsa. Nasce nel perimetro della FIAT per poi diventare gruppo indipendente "Avio" nel 2003. A dicembre 2012 arriva l’annuncio della firma di un accordo per l’acquisizione da parte di General Electric della divisione aeronautica di Avio Spa. L’acquisto viene concretizzato il 1º agosto 2013 per un costo pari a 3,3 miliardi di euro e determina la scissione tra la divisione spazio di Avio, che continua ad essere proprietà di Cinven e Leonardo, e la divisione aerea dell’azienda che prende il nome di Avio Aero e diventa così business di GE Aviation.
Avio Aero collabora in diversi programmi aeronautici internazionali con alcuni motoristi mondiali tra cui Pratt & Whitney, Rolls-Royce e Safran. I prodotti di Avio Aero sono presenti sull’80% dei velivoli commerciali e si trovano nei business jet, nel trasporto regionale e nei motori per velivoli a medio e lungo raggio. L’azienda opera nella progettazione, sviluppo e realizzazione di trasmissioni meccaniche e di potenza, turbine di bassa pressione installati ad esempio nei Boeing 777 e 787 Dreamliner e negli Airbus 380 e 320neo.
L’azienda opera in programmi legati alla generazione di potenza per la produzione di energia elettrica, per applicazioni industriali e per la propulsione marina, occupandosi di progettazione, sviluppo e produzione delle trasmissioni meccaniche e di parte delle turbine di bassa pressione. Avio Aero progetta e costruisce componenti per motori aeronautici ed è motorista di riferimento delle Forze Armate Italiane.
Avio Aero fornisce servizi di manutenzione, riparazione e revisione - CRO (Component Repair and Overhaul) e MRO (Maintenance, Repair and Overhaul) - di componenti di motori aeronautici per applicazioni civili e militari e motori aeronautici per applicazioni civili e militari. Avio Aero investe risorse nella ricerca, sviluppo e innovazione di prodotti e processi, anche in collaborazione con istituzioni nazionali quali il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e gli organismi di sviluppo e supporto alla ricerca regionale. Le attività di ricerca si svolgono in particolare in Piemonte, Campania, Lazio e Puglia.
Attualmente è impegnata nella progettazione e costruzione di motori aeronautici a basso impatto ambientale – partecipando ai principali progetti di R&D europei - che entreranno in servizio nei prossimi venti anni.

IHI Corporation o IHI Group (sigla di Ishikawajima-Harima Heavy Industries Co., Ltd.) - JAPAN


IHI Corporation o IHI Group (sigla di Ishikawajima-Harima Heavy Industries Co., Ltd.) è una multinazionale industriale giapponese, tra le più grandi al mondo, fondata nel 1853[1] e quotata alla borsa di Tokyo. In virtù delle sue notevoli dimensioni, è divisa in ben sei business unit, di cui le principali, sono quelle che provvedono a progettare e costruire motori aeronautici (tra cui V2500) e particolari per impieghi aerospaziali, costruzione di navi civili e militari - cantieri IHI-Kure Shipyard - (tra cui Kongō) e strutture per impieghi offshore in campo petrolifero, macchine utensili e sistemi di produzione e cogenerazione dell'energia. Il nome IHI è spesso stato accostato al campo automobilistico; infatti tra le sue realizzazioni più famose, vi sono i turbocompressori utilizzati per la sovralimentazione dei motori endotermici, prodotti in Italia a Cernusco Lombardone (LC), e in Germania a Ichtershausen dalla IHI Charging Systems International. IHI è quotata alla Sezione 1 della Borsa di Tokyo.
IHI sviluppa, produce e mantiene motori aeronautici, tramite progetti comuni di cui i partner includono GE Aviation, Pratt & Whitney e Rolls-Royce Holdings o la società stessa.






Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, 
storia militare, sicurezza e tecnologia. 


La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri 
di un reparto militare 
ma come cittadini e custodi di ideali.
Valori da tramandare e trasmettere, da difendere
senza mai darli per scontati.
E’ desiderio dell’uomo riposare
là dove il mulino del cuore non macini più
pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto
nella cultura politica europea contemporanea,
è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti
a un disegno spezzato
senza nessuna strategia
per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali.
Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando
è che non bisogna arrendersi mai,
che la difesa della propria libertà
ha un costo
ma è il presupposto per perseguire ogni sogno,
ogni speranza, ogni scopo,
che le cose per cui vale la pena di vivere
sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, 
in quanto capace di autodeterminarsi,
vive finché è capace di lottare per la propria libertà: 
altrimenti cessa di esistere come popolo.
Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! 
Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti 
sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze 
per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: 
SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, 
devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante
poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”,
alcuni si sono abituati a darla per scontata:
una sorta di dono divino e non, 
un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità,
difendere la mia cultura,
conservare le mie tradizioni.
L’importante non è che accanto a me
ci sia un tripudio di fari,
ma che io faccia la mia parte,
donando quello che ho ricevuto dai miei AVI,
fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza
ai popoli che difendono la propria Patria!
Violenza e terrorismo sono il risultato
della mancanza di giustizia tra i popoli.
Per cui l'uomo di pace
si impegna a combattere tutto ciò 
che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori
affinché siano spezzate le catene
della violenza e dell’odio,
e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: 
fino a quando, Signore? Quando farai giustizia?
Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita 
e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, 
a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet:
“””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, RID, Wikipedia, You Tube)






















 

US ARMY 2027: si prevede di schierare presso i reparti operativi i nuovi convertiplani MV-75 almeno cinque anni prima di quanto inizialmente previsto e tre anni prima di quanto era stato prefissato solo 12 mesi fa.

https://svppbellum.blogspot.com/ Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina. L’US A...