(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.
Il Rolls-Royce Turboméca RTM322 (1992) è un motore aeronautico turboalbero prodotto dall'azienda Rolls-Royce Turboméca Limited, una joint venture tra la Rolls-Royce plc e Turboméca.
Il motore, progettato principalmente per soddisfare una vasta gamma di modelli di elicottero per uso militare e commerciale, può essere usato anche per applicazioni marittime ed industriali.
La prima commessa venne ricevuta nel 1992 per la motorizzazione di 44 Merlin HM1 ed entrati in servizio nella Royal Navy nel 1998.
Versioni RTM322:
RTM322 Mk 250: potenza erogata all'albero 2 270 shp (1693 kW), peso a vuoto 244 kg (539 lb), in dotazione ad EH101 e WAH-64 Apache
RTM322-01/9: potenza erogata all'albero 2 412 shp (1799 kW), peso a vuoto 228 kg (503 lb), pressione 15,0:1, in dotazione all'NH90
Il Safran Aneto è un motore di recente sviluppo, destinato agli elicotteri super-medi e pesanti, realizzato da Safran Helicopter Engines per la gamma di potenza da 2.500 a 3.000 CV (da 1.900 a 2.200 kW).
Il motore fu progettato per gli elicotteri Hughes AH-64 Apache e Sikorsky UH-60 Blackhawk, in concorrenza con il General Electric T700 e il Pratt & Whitney Canada PW100. I partner si divisero equamente i costi di sviluppo, pari a 100 milioni di sterline. Rolls-Royce realizzò le turbine, la camera di combustione e il separatore di particelle in ingresso; Turbomeca produsse il compressore assiale - centrifugo e il collettore di aspirazione.
Il motore è stato avviato per la prima volta il 15 dicembre 1984, con otto prototipi al banco per 30.000 cicli e 13.000 ore di prova, e quattro per prove di volo, inizialmente con l'obiettivo di ottenere la certificazione di tipo nel 1987.
Il primo ordine per l'RTM322 fu ricevuto nel 1992 per alimentare 44 AgustaWestland Merlin HM1 della Royal Navy che entrarono successivamente in servizio nel 1998. Oltre 1.100 motori sono in servizio, avendo accumulato oltre un milione di ore di volo, alimentando il 60% della flotta Agusta-Westland AW101 e l'80% degli NH90 in servizio.
Nel 2013, Turbomeca, successivamente parte del Gruppo Safran, ha acquisito l'intero programma, diventando responsabile sia della produzione che del supporto del prodotto. Da allora Safran Helicopter Engines ha sviluppato un nuovo motore derivato dall'RTM322, noto come Aneto.
Safran Aneto (2017)
Il primo motore da 2.500 shp -1K è stato selezionato per alimentare i bimotori Leonardo AW149 e Leonardo AW189K per estenderne le capacità. Il motore ha volato nel marzo 2017 ed era previsto che venisse introdotto nel quarto trimestre del 2018. Il più potente “Dash 3” da oltre 3.000 shp dovrebbe apparire all'inizio degli anni 2020 e sarà dotato di un nuovo compressore e di una nuova sezione calda. La documentazione richiesta doveva essere consegnata all'EASA all'inizio del 2019 per una certificazione nel secondo trimestre. Entro ottobre 2018, il programma aveva accumulato 4.000 ore, incluse 105 ore di volo. Nel 2018 Sikorsky stava valutando la possibilità di rimotorizzare il suo S-92 con motore CT7.
Il motore Aneto-1K da 1.063 kW (1.426 CV) è stato aggiunto al certificato di tipo RTM 322 il 12 dicembre 2019.
Progetto
Come variante RTM322, l'Aneto è un turboalbero a due alberi con un compressore assiale a tre stadi e un compressore centrifugo a stadio singolo che ruota a 36.300 giri/min, una camera di combustione anulare a flusso inverso, una turbina assiale del generatore di gas a due stadi e una turbina di potenza assiale a due stadi con un albero di trasmissione in avanti che ruota a 21.000 giri/min. Dotato di un separatore di particelle in ingresso, il suo riduttore degli accessori è azionato dal generatore di gas e il motore è controllato da un FADEC.
Costruito a partire dal dimostratore tecnologico Safran Tech 3000, mira a offrire gradualmente un risparmio di carburante fino al 15% superiore rispetto ai concorrenti attuali per migliorare l'autonomia di carico utile e offre una densità di potenza superiore del 25% rispetto ai motori esistenti della stessa cilindrata. Offerto per modelli nuovi o esistenti, un minor numero di interventi di manutenzione programmata, intervalli di manutenzione più lunghi e il monitoraggio dello stato di salute dovrebbero migliorare la manutenibilità.
Adatto per elicotteri da 8 a 15 tonnellate, è sviluppato a partire dall'RTM322: il -1K ha un'architettura simile ma non condivide parti con esso. Le parti realizzate con la manifattura additiva sono utilizzate nella camera di combustione giroscopica e nel sistema di palette direttrici di ingresso. Compatibile con sistemi di propulsione ibridi e distribuiti, in volo di crociera uno dei due motori potrebbe essere spento e riavviato all'occorrenza. Nell'AW189, viene offerto come alternativa all'attuale General Electric CT7, richiedendo piccole modifiche alla struttura del ponte superiore e alle carenature dei motori. Esentato dalle normative statunitensi sul traffico internazionale di armi (ITAR), potrebbe alimentare la versione militare dell'AW189, l'AW149, o un futuro elicottero d'attacco basato sui suoi sistemi dinamici.
Sviluppato a partire da uno studio dell'Autorità aeronautica francese, il Safran Power Pack Eco Mode sull'Airbus Helicopters Racer consente di mettere uno dei due motori in standby durante il volo di crociera, riducendo il consumo di carburante del 15%, e di riattivarlo rapidamente e automaticamente con un motorino di avviamento elettrico alla sua massima potenza per l'accelerazione, l'atterraggio o le emergenze. Il consumo di carburante specifico dell'Aneto dovrebbe essere migliore del 10% rispetto ai CT7 concorrenti.
Il velivolo dimostrativo AW149 Common Platform di Leonardo, attualmente equipaggiato con motori Safran Aneto-1K, ha effettuato il suo primo volo con carburante per aviazione sostenibile (SAF) il 12 novembre 2021 tra Bristol e Yeovil, nel Regno Unito.
Durante questo volo, l'aeromobile ha utilizzato biocarburante, prodotto da residui e scarti dell'economia circolare, nello specifico olio da cucina esausto.
L'utilizzo di carburanti sostenibili per l'aviazione (SAF), come i biocarburanti, consente una riduzione immediata delle emissioni di CO2 fino all'80% se utilizzati in miscela al 100%. Tutti i motori Safran, compresa la flotta attualmente in servizio, sono già certificati per funzionare con una miscela fino al 50% di SAF. A settembre, Safran ha completato con successo una campagna di test a terra di un motore Makila 2 alimentato al 100% con biocarburante e sta lavorando intensamente per realizzare il suo obiettivo di consentire il pieno utilizzo dei SAF nei prossimi anni.
Safran è orgogliosa di supportare l'operatività di questo elicottero di ultima generazione, dimostrando le capacità sul campo di battaglia dell'AW149 e soddisfacendo i requisiti del programma New Medium Helicopter (NMH) del Ministero della Difesa britannico. Il motore Aneto-1K di Safran offre una potenza senza pari all'AW149, consentendo al velivolo di svolgere una gamma più ampia di missioni negli ambienti più ostili. L'Aneto-1K offre una reattività impareggiabile che, combinata con la maggiore potenza, garantisce il più ampio inviluppo di volo per le missioni più impegnative, in particolare in ambienti caldi e ad alta quota. L'AW149 equipaggiato con il motore Aneto-1K è già qualificato e disponibile come soluzione "pronta all'uso" per il Ministero della Difesa, consentendo la consegna del velivolo in meno di 24 mesi.
Se l'AW149 con motore Safran verrà selezionato per il programma NMH, una parte significativa del carico di lavoro relativo alla produzione e all'assistenza dell'Aneto-1K sarà svolta presso Safran Helicopter Engines UK, a Fareham. Seguendo l'attuale modello di assistenza motori fornita al Ministero della Difesa britannico per la sua flotta di motori RTM322 sugli elicotteri Merlin e Apache, Safran Helicopter Engines UK amplierà anche il suo consolidato team locale per fornire supporto tecnico e logistico quotidiano.
Progettato per elicotteri civili e militari, l'Aneto-1K si basa sull'esperienza maturata con oltre due milioni di ore di volo del motore Safran RTM322 in impegnative missioni militari e incorpora tecnologie di ultima generazione che offrono maggiore potenza e affidabilità. Con una potenza nominale di 2.500 shp, è stato certificato nel 2019 dopo un'intensa campagna di test di oltre 5.000 ore a terra e in volo, ed è attualmente una scelta di motore altamente performante per gli elicotteri Leonardo AW189K e AW149.
IL NOSTRO PENSIERO
Si vis pacem, para bellum (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.
Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia.
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà: altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE".
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.
(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, Safran, Leonardo, Flight, WIKIPEDIA, You Tube)
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
IL TEMA SPINOSO DEL NUCLEARE - MICRO REATTORI SULLE NAVI DA SALVATAGGIO;
I MICRO-REATTORI NUCLEARI STATUNITENSI DELL’IDAHO NATIONAL LABORATORY;
IL PROGETTO DI FINCANTIERI NELLA PROPULSIONE NUCLEARE NAVALE (nell’Arsenale di Venezia si trova una riproduzione reale del reattore nucleare raffreddato a piombo liquido TL-40 progettato da Newcleo, un reattore sicuro, sostenibile e compatto studiato per la propulsione di grandi navi e per la produzione di energia in aree isolate e off-grid);
IL PROGRAMMA “MINERVA”, cioè la Marinazzazione di Impianto Nucleare per l’Energia a boRdo di Vascelli Armati.
LA CORSA AI MICRO REATTORI NUCLEARI
Nell’ambito di Google, Microsoft, di colossi industriali come Siemense e della startup Newcleo fondata dal fisico italiano Stefano Buono sono stati da tempo messi a punto micro reattori nucleari modulari o “Small modular reactor (Smr)”; inoltre, l’alleanza promossa dalla Commissione europea per sviluppare impianti di energia atomica di piccola taglia ha tra i suoi iscritti, oltre ai giganti globali del digitale, anche università, piccole imprese e multinazionali del settore.
L’obiettivo, come noto agli addetti ai lavori, è quello di costituire una rete che faccia avanzare l'industria europea nel mercato dei mini reattori nucleari modulari che sono di fatto impianti atomici piccoli rispetto alle centrali tradizionali, sia per dimensione che per potenza. Gli stessi utilizzano tecnologie a fissione per produrre dai 10 ai 300 megawatt di energia; i nuovi micro-reattori dovranno utilizzare strutture modulari per facilitare la produzione in serie e nuove procedure di assemblaggio, come spiega l’italiana Enea.
Di fatto, da diverso tempo, allo scopo di diversificare le fonti energetiche, l’Unione Europea ha inserito il nucleare tra le tecnologie destinate a ricevere finanziamenti per raggiungere gli obiettivi di abbattimento delle emissioni; l'alleanza sui mini reattori nucleari deve servire a creare un'industria europea in grado di soddisfare il fabbisogno dei 27 membri senza dipendere da fornitori esterni, come è successo con la Cina-comunista per i pannelli solari e altro.
Dal 2024, la rete di imprese e centri di ricerca mira a tagliare il traguardo dell'installazione di un reattore “SMR” entro il 2030. A settembre sono stati scelti i progetti di piccoli reattori che l'alleanza intende sostenere, dal punto di vista economico e della ricerca, attraverso otto gruppi di lavoro (dalla filiera della fornitura al trattamento delle scorie radioattive).
IL TEMA SPINOSO DEL NUCLEARE
Ad oggi, soltanto 13 nazioni europee su 27 si affidano anche a centrali atomiche per il loro fabbisogno di energia, con la Francia al primo posto. La Germania ha chiuso la sua stagione dell'atomo nella primavera del 2023 e solo dopo la crisi energetica provocata dall'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, Berlino ha spinto per sfumare il riferimento al nucleare.
Ad oggi, hanno passaporto francese un iscritto su quattro: 72 imprese, tra cui ci sono anche la statunitense Jacobs o la coreana Kepco, ma anche aziende e università locali. L’azienda francese Orano, con 4,8 miliardi di euro di ricavi nel 2023, ha in cantiere due progetti di “SMR”.
Anche Newcleo, ha aderito attraverso il suo ramo d'0ltralpe.La startup di Buono ha ottenuto l'autorizzazione per la realizzazione dei suoi reattori in Francia, dove ha impostato un piano di investimenti fino a 3 miliardi che ha suscitato l'interesse dell'Eliseo. Anche Newcleo è stata selezionata nei progetti di France 2030. E in questa cornice ha stretto una partnership industriale con Naarea, startup francese a sua volta aderente all'alleanza europea.
Dopo la Francia, per numero di iscritti alla rete degli smr, si colloca a sorpresa, l’Italia con 39 iscritti: è il secondo paese più rappresentato nella coalizione di Bruxelles. Sebbene l'Italia abbia chiuso quasi 40 anni fa con l'atomo, la filiera industriale non si è sfaldata e i campioni nazionali dell'energia, Eni ed Eni e Ansaldo Nucleare sono impegnati nello sviluppo di almeno tre modelli di “SM”; Fincantieri e Rina, sono molto interessate alle applicazioni in ambito marittimo tramite l’Agenzia industrie difesa, una società pubblica che sovrintende la produzione di stabilimenti e arsenali delle forze armate.
La Walter Tosto di Chieti, realizza infrastrutture critiche ed ha fornito pezzi anche al reattore sperimentale europeo per la fusione nucleare, Iter, in costruzione nel sud della Francia; la mantovana Bellelli Energy; la bergamasca Brembana&Rolle, produttrici di parti di reattori e scambiatori di calore. Tra le università presenti, ci sono Pisa e il Politecnico di Milano.
Anche la Polonia è considerata tra i paesi più avanzati al mondo nei programmi sugli “SMR”r. Seguono la Repubblica Ceca e la Germania. Benché l'alleanza si professi “europea”, la Commissione ha sfruttato l'architettura del progetto per alcune mosse diplomatiche con cui avvicinare paesi vicini alla sua orbita industriale. Prima l'Ucraina, che possiede la centrale atomica più grande del continente, quella di Zhaporizhzhia, ora sotto il controllo delle truppe russe, con 10 enti (tra cui Energoatom, l'azienda nazionale per l'energia nucleare), e poi la Turchia.
Seduti al tavolo, per interposte filiali europee, ci sono anche le statunitensi Google e Microsoft, due colossi del tech che stanno monitorando gli sviluppi dell'industria nucleare per alimentare in particolare i data center, che bruciano sempre più energia sulla scia degli sviluppi dell'intelligenza artificiale. I due giganti del Web sono interessanti a finanziare la ricerca e assicurarsi contratti di favore per sperimentare tecnologia d'avanguardia. Anche Westinghouse o Worley, mediante i loro centri di ricerca nel Vecchio continente, sono interessate ai nuovi modelli di “SMR”.
Per la Commissione europea questo è l'ennesimo test sull'efficacia delle sue alleanze industriali, che sono lo strumento con cui vuole fare rete nel mercato interno per fronteggiare la concorrenza internazionale. Al momento ne sono attive undici: dalla batterie alle terre rare, dal fotovoltaico ai semiconduttori. Tutti settori in cui l'Europa arranca dietro a Cina e Stati Uniti. L'alleanza sul cloud, per esempio, finora non ha dato i risultati sperati. La bilancia pende sempre a favore dei colossi USA e l'avvento dell'AI generativa ha allargato ancor più il divario esistente.
Sui mini reattori nucleari la partita è tutta da giocare, anche se Stati Uniti e Cina sono avanti. La Cina, come si sa, ha vinto la corsa ad attivare il primo reattore, a fine 2023.
La commercializzazione di questi nuovi impianti non è prevista prima del 2030. Come spiega l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Iaea), parte delle Nazioni Unite, in un suo documento, “ci sono vari modelli di smr a diversi stadi di sviluppo”. Per l'Europa gli ostacoli sono di natura politica. L'energia atomica ha ricevuto un nuovo impulso dopo l'invasione dell'Ucraina per assicurare indipendenza, ma con approcci contrastanti per i costi necessari e i tempi del percorso verso le zero emissioni nel 2050.
L'Europa deve necessariamente tenere il passo anche sul fronte della fusione nucleare. Secondo l'ultimo rapporto dell'Associazione per la fusione nucleare, a metà del 2024 i finanziamenti per la tecnologia che riprodurrà sulla Terra il meccanismo che genera energia sulle stelle (fondendo i nuclei, anziché spezzandoli) hanno raggiunto i 7,1 miliardi di dollari. L'Europa unita ad oggi può contare su sei realtà.
MICRO REATTORI SULLE NAVI DA SALVATAGGIO
La società australiana Seatransport, insieme a quella statunitense Deployable Energy e al Lloyd's Register, stanno studiando un prototipo di nave da impiegare nelle aree più remote.
Il gruppo di progettazione navale australiano del Queensland, Seatransport, e quello di servizi ingegneristici Deployable Energy, con sede a Houston, in Texas, stanno collaborando con il Lloyd's Register (LR) per sviluppare una nuova generazione di propulsori a energia nucleare da impiegare sulle navi dislocate soprattutto nelle aree più remote del pianeta.
Si utilizzerà la tecnologia dei micro reattori modulari (MMR), da 2 a 5 parti per la precisione, da 1 MWe ciascuno. Il progetto a cui lavorano i tre soggetti prevede l'alimentazione di una nave anfibia di 73 metri di lunghezza, progettata per interventi di emergenza e soccorso in caso di calamità. La propulsione nucleare consentirà alla nave di operare senza fare alcun rifornimento di carburante per almeno otto anni, con notevoli vantaggi logistici ed economici. Inoltre, grazie alla notevole quantità di energia a disposizione fornita dalla tecnologia nucleare, la nave potrà immettere energia nella rete elettrica costiera delle aree colpite.
I MICRO - REATTORI NUCLEARI STATUNITENSI DELL’IDAHO NATIONAL LABORATORY
L'Idaho National Laboratory (INL) ha annunciato la selezione iniziale di cinque team per condurre i primi esperimenti per l'utente finale sul banco di prova Microreactor Application Research Validation and Evaluation (MARVEL) che includono l'alimentazione dei data center per la corsa all'intelligenza artificiale (AI) e l'avanzamento della desalinizzazione delle acque; mirano a liberare l'innovazione del settore privato e accelerare l'implementazione dell'energia nucleare commerciale.
Il MICRO-REATTORE MARVEL è un banco di prova unico progettato per aprire la strada all'integrazione dell'energia nucleare in applicazioni non tradizionali: è compatto, ed ha all'incirca le dimensioni di una berlina; è alto solo 15 piedi.
È previsto per il funzionamento presso il Transient Reactor Test Facility presso l'INL, per dimostrare utilizzi innovativi su di un sistema operativo.
Nonostante la sua piccola impronta, il MARVEL è una centrale elettrica di capacità termiche. Agisce come un micro-reattore raffreddato da sodio-potassio utilizzando combustibile idruro di uranio-zirconio, simile a quello utilizzato nella ricerca universitaria.
Il sistema utilizza il raffreddamento a circolazione naturale per operare a un intervallo di temperatura da 500°C a 550°C, producendo 85 kilowatt (kW) di energia termica e circa 20 kW di elettricità.
Con il MARVEL, le aziende potranno verificare come i micro-reattori ci aiuteranno potenzialmente a vincere la corsa globale all'IA, risolvere le sfide dell'acqua e molto altro ancora. Il banco di prova MARVEL esemplifica come l'energia nucleare possa aprire la porta ad un futuro più sicuro e più prospero per tutti.
Amazon Web Services propone di accoppiare il MARVEL con un data center modulare allo scopo di creare un sistema autosufficiente per la difesa e le agenzie governative in grado di operare indipendentemente dalle infrastrutture elettriche tradizionali.
DCX USA e l'Arizona State University pianificano di dimostrare la fattibilità di un micro-reattore che alimenta un data center per l'intelligenza artificiale, raccogliendo dati su come fornire la potenza stabile e continua necessaria per l'elaborazione dell'IA. Anche i progressi operativi e la gestione delle risorse sono i punti chiave degli esperimenti selezionati.
General Electric Vernova intende dimostrare operazioni di reattore remoto e autonomo per stabilire standard di controllo per un'applicazione commerciale più ampia. Radiation Detection Technologies testerà tecnologie avanzate di sensori ad alte prestazioni per monitorare le prestazioni dei reattori avanzati.
Shepherd Power, NOV e ConocoPhillips lanceranno un progetto di desalinizzazione pilota utilizzando il calore di processo generato dal nucleare nelle operazioni afferenti il petrolio e il gas naturale.
I team selezionati si coordineranno ora con il Dipartimento dell'Energia e gli esperti di laboratorio nazionali per verificare la fattibilità delle applicazioni proposte entro il 2026.
IL PROGETTO DI FINCANTIERI NELLA PROPULSIONE NUCLEARE NAVALE
Nell’Arsenale di Venezia si trova una riproduzione reale del reattore nucleare raffreddato a piombo liquido TL-40 progettato da Newcleo; è un reattore sicuro, sostenibile e compatto studiato per la propulsione di grandi navi e per la produzione di energia in aree isolate e off-grid.
Il funzionamento del reattore avrà la capacità di bruciare le scorie prodotte dalle centrali nucleari tradizionali, e le sue caratteristiche di sicurezza passiva che lo renderanno una soluzione ideale per alimentare le attività umane energivore in maniera sostenibile.
La società Pininfarina ha disegnato qualità estetiche e simboliche aumentandone l’attrattiva e il fascino, rendendolo accessibile al pubblico. Il reattore in mostra al pubblico è in una configurazione aperta, osservabile da ogni angolazione.
La sua forma offre le linee di un grande vaso, e suggerisce un senso di leggerezza, in netto contrasto con la sua massa effettiva, superiore ai 2.000 Kg. L’involucro esterno è contraddistinto da lamelle ravvicinate e genera raffinati giochi di luce e ombre; l’intera struttura risulta alta circa cinque metri e mezzo. Progettato dai designer, il reattore consente una visione diretta del suo interno e permette ai visitatori di cogliere con immediatezza i principi e i processi che regolano la generazione dell’energia. I piccoli reattori modulari di quarta generazione Newcleo rappresentano un approccio rivoluzionario alla sfida della decarbonizzazione offrendo la risposta ai problemi percepiti del nucleare tradizionale. L’innovativo sistema di raffreddamento al piombo introduce sistemi di sicurezza passiva che eliminano il rischio di incidenti nucleari attraverso le leggi fisiche che governano il funzionamento del reattore. Questi reattori sono in grado di eliminare le scorie nucleari generate dalle centrali nucleari tradizionali attraverso un sistema virtuoso di multi-riciclo che consente di bruciarle generando energia pulita, economica e quasi inesauribile.
L’Ad di Fincantieri, Pierroberto Folgiero, ha detto in merito: «Il nucleare con reattori più piccoli consente di essere utilizzato non solo su sommergibili e portaerei, ma anche sulle navi più piccole come incrociatori o, addirittura, le Fregate lanciamissili. Questa innovazione ci renderebbe unici al mondo».
Sono in progetto navi d’assalto anfibie LHA e sottomarini a propulsione nucleare SSN nel futuro della Marina Militare italiana.
La Direzione degli armamenti navali ha di recente dato incarico a Fincantieri di elaborare un piano che “esplori in modo esaustivo e dettagliato gli impatti dell’impiego della propulsione nucleare a bordo delle unità navali maggiori e dei sottomarini” per valutarne la sostenibilità nel tempo.
Sulla base della LHD portaeromobili Trieste e di sottomarini AIP U212NFS, lo studio dovrà specificare quali modifiche progettuali dovranno essere necessarie per utilizzare un reattore navale a fissione di terza o quarta generazione su tali mezzi navali.
Dopo i vincoli progettuali per le future unità navali, che sicuramente avranno maggiori dimensioni rispetto alle attuali, si dovranno prendere in considerazione gli aspetti industriali e di gestione. Si dovrà altresì scegliere dove ospitare il prototipo del futuro reattore, dove costruirlo, la catena di realizzazione, in quale sito industriale integrarlo con la nave nucleare, quali infrastrutture critiche saranno necessarie per la sua gestione, dove fare il pieno “di energia” e dove stoccare il materiale fissile esausto. Il tutto partendo da un’analisi delle pratiche utilizzare dalle altre nazioni che utilizzano già questo tipo di unità: Stati Uniti, Francia e Inghilterra in primis.
Lo studio dovrà tener conto dei requisiti di cui dovranno tener conto le fabbriche e i cantieri navali per la costruzione e la manutenzione dei reattori e delle unità navali e dei sottomarini a propulsione nucleare. Le basi navali attrezzate per il Nuclear Naval Base dovranno essere idonee allle operazioni di fuelling, di refuelling ed alle manutenzioni sui reattori. Nei cantieri navali e negli arsenali marittimi di domani dunque potrebbe esserci anche questo tipo di capacità tecnologica.
Da tempo la Marina Militare ha operato presso il Centro interforze studi per le applicazioni militari Cisam di Pisa su di un reattore a fissione spento nel 1980. In anni recenti la creazione di reattori di piccole dimensioni per impiego navale era già tornata in auge con il progetto Minerva (Marinizzazione di impianto nucleare per l’energia di bordo di vascelli armati) compreso nel Piano nazionale della ricerca militare, a cura di Fincantieri, Cetena, Ansaldo Nucleare, Rina Services e Università degli Studi di Genova.
Un passaggio che ha riacceso l’attenzione sulla possibilità di utilizzare la tecnologia nucleare a supporto del naviglio militare in quanto per Fincantieri è uno snodo indispensabile; nei piani del manager Folgiero, il nucleare è un tassello importante della road map verde del gruppo che punta a emissioni zero per le nuove unità navali. Da tali lineee guida nasce la scelta dell’azienda di partecipare allo sviluppo del programma francese Iter. Fincantieri SI opera come capofila di diversi progetti ed alle alleanze con gli attori cruciali Newcleo e Rina.
IL PROGRAMMA “MINERVA”
La sfida alla quale ha accennato il ceo di Fincantieri si chiama “Minerva”, una delle tessere del Piano nazionale della ricerca militare. Minerva è un acronimo (Marinazzazione di Impianto Nucleare per l’Energia a boRdo di Vascelli Armati) e nel 2023 la Direzione degli Armamenti Navali del ministero della Difesa ha lanciato un bando per lo studio e l’integrazione a bordo di una nave militare di prima linea di un reattore nucleare di nuova generazione per la produzione e generazione elettrica.
Il programma prevede tre fasi:
lo studio per l’impiego navale militare dei reattori nucleari di nuova generazione.
un case study con il concept design di una unità navale combattente nucleare;
il confronto tra una unità esistente e la soluzione con propulsione nucleare con l’obiettivo di determinare vantaggi e svantaggi collegati all’integrazione.
L’incarico per lo studio è stato affidato a un’associazione tra Fincantieri (in qualità di mandataria) tramite la controllata Cetena (Centro di ricerca in campo marittimo), Ansaldo Nucleare, Rina Services e Università degli Studi di Genova.
Una squadra molto attrezzata per approfondire i confini della propulsione nucleare sulla quale, va ribadito, Fincantieri si è mossa già dal mese di luglio 2023.
La Direzione Nazionale degli Armamenti della Difesa - Divisione “Propulsione ed energia” degli Armamenti navali, ha suggerito i tempi entro cui la Marina militare italiana dovrà raggiungere una svolta nucleare: due anni per i nuovi sistemi per la propulsione navale.
Il Ministero della Difesa italiano ha aperto una consultazione per coinvolgere aziende capaci di inserirsi nella costruzione di questa nuova filiera per lo studio “degli impatti nei diversi domini dell’impiego della propulsione nucleare a bordo delle unità di superficie e subacquee“. Due sarebbero le piattaforme navali per le quali la Difesa chiede che vengano effettuate “considerazioni relative ad impianti, materiali, tabelle d’armamento e siti di costruzione e manutenzione“: le unità navali LHD con funzioni anche anfibie e i nuovi sottomarini U212NFS: entrambe le tipologie di navi sono in costruzione nei cantieri Fincantieri del Muggiano, nei pressi di La Spezia.
Fincantieri sarà la “design authority” e si può immaginare che almeno alcuni nomi rientreranno nel progetto generale: la controllata di Fincantieri Cetena, Ansaldo Nucleare, Rina Services e Università degli Studi di Genova, tutte realtà coinvolte a vario titolo nello sviluppo di reattori di piccole dimensioni per impiego navale; come già evidenziato il progetto è denominato Minerva (“Marinizzazione di impianto nucleare per l’energia di bordo di vascelli armati”), e fa parte del Piano nazionale della ricerca militare.
Il progetto Minerva sarà indirizzato verso lo sviluppo di una portaerei a propulsione nucleare, come già ribadito da Enrico Credendino, capo di Stato Maggiore della Marina italiana. Il riarmo e la trasformazione verso un’economia di guerra si intreccia sempre più con la capacità di proiezione italiana verso il cosiddetto Mediterraneo allargato, per la quale la marina avrà un peso fondamentale.
Lo studio dovrà considerare l’impiego di reattori nucleari a fissione di ultima generazione (3+ e 4), e su tali tecnologie lavorerà anche Nuclitalia, la società nata dallo sforzo congiunto di Enel, Leonardo e Ansaldo Energia.
La nuova “alleanza” imprenditoriale che sta prendendo piede intorno al ritorno al nucleare è chiaramente un’alternativa “green" per garantirsi autonomia energetica e la ricerca sull’atomo è anche un settore strategico per adeguare il riarmo europeo ed italiano alla competizione globale.
Ad ogni buon conto, la Difesa richiede anche di lavorare anche agli stabilimenti dove costruire il reattore e integrarlo con la produzione navale, con il necessario adeguamento delle infrastrutture portuali. Da circa quattro anni, i processi produttivi sono sempre più rimodellati verso un’economia di guerra.
La guerra ci è stata imposta in casa, e una filiera di aziende stanno rispondendo alle esigenze strategiche di Bruxelles, che cerca di recuperare il terreno perso sul piano internazionale e industriale.
Il nucleare con reattori più piccoli «consente di essere utilizzato non solo su sommergibili e portaerei, ma anche sulle navi più piccole come incrociatori o, addirittura, le Fregate. Questa innovazione ci renderebbe unici al mondo». Lo ha affermato di recente l'amministratore delegato di Fincantieri, Pierroberto Folgiero, intervenendo alla tavola rotonda "Energia nucleare sostenibile: dialogo con l'industria italiana", promossa da Confindustria Udine e Newcleo.
Il gruppo cantieristico sta lavorando da diversi anni a progetti e studi per implementare l'energia nucleare nella propulsione e nell'alimentazione navale guardando però alle tecnologie più recenti e per certi versi avveniristiche. Tra questi progetti si annovera il programma francese "Iter" dove Fincantieri SI è capofila, ma anche le alleanze strette con Newcleo, startup italiana dedicata all'energia nucleare di nuova generazione, e con la multinazionale della classificazione Rina.
Alla base di tutto c'è la quarta generazione di reattori nucleari, dei quali il più promettente è il reattore nucleare a neutroni veloci refrigerato a piombo, di cui ne esistono versioni miniaturizzate perfette da usare come fonti di energia a bordo di una nave, come quello sviluppato da Newcleo. Uno dei principali vantaggi di questo tipo di reattore – oltre al fatto che è miniaturizzato e quindi occupa poco spazio - è che un'eventuale fuga di liquido refrigerante nel corso del suo funzionamento causerebbe un'emissione modesta di radiazioni, visto che l'eventuale colata del refrigerante (il piombo) è in grado esso stesso di schermare buona parte delle radiazioni.
Come già evidenziato, su questo fronte, uno dei più promettenti è il progetto “Minerva”; il bando è stato vinto da un'associazione temporanea di imprese formata da Fincantieri (mandataria) con la controllata Cetena, Ansaldo Nucleare, Rina Services e Università di Genova.
Si vis pacem, para bellum
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.
Blog dedicato agli appassionati di DIFESA,
storia militare, sicurezza e tecnologia.
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senza mai darli per scontati.
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là dove il mulino del cuore non macini più
pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto
nella cultura politica europea contemporanea,
è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti
a un disegno spezzato
senza nessuna strategia
per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali.
Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando
è che non bisogna arrendersi mai,
che la difesa della propria libertà
ha un costo
ma è il presupposto per perseguire ogni sogno,
ogni speranza, ogni scopo,
che le cose per cui vale la pena di vivere
sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,
in quanto capace di autodeterminarsi,
vive finché è capace di lottare per la propria libertà:
altrimenti cessa di esistere come popolo.
Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!
Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti
sono i primi assertori della "PACE".
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze
per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:
SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace,
devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante
poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”,
alcuni si sono abituati a darla per scontata:
una sorta di dono divino e non,
un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità,
difendere la mia cultura,
conservare le mie tradizioni.
L’importante non è che accanto a me
ci sia un tripudio di fari,
ma che io faccia la mia parte,
donando quello che ho ricevuto dai miei AVI,
fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza
ai popoli che difendono la propria Patria!
Violenza e terrorismo sono il risultato
della mancanza di giustizia tra i popoli.
Per cui l'uomo di pace
si impegna a combattere tutto ciò
che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori
affinché siano spezzate le catene
della violenza e dell’odio,
e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo:
fino a quando, Signore? Quando farai giustizia?
Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita
e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,
a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: