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sabato 18 luglio 2026

IDV (ex Iveco Defence Vehicles), ora azienda del gruppo Leonardo: da alcuni anni sta mettendo a punto una famiglia completa di motori di terza generazione necessari per la propulsione dei nuovi veicoli blindati e per i nuovi M.B.T.










 
https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.







IDV (ex Iveco Defence Vehicles)

IDV (ex Iveco Defence Vehicles) è un'azienda italiana specializzata nello sviluppo e produzione di veicoli militari e per la protezione civile. Con sede principale a Bolzano, conta circa 2000 dipendenti e stabilimenti a Piacenza (Astra), Vittorio Veneto e Sete Lagoas in Brasile. Nel marzo 2026, l'azienda è stata ufficialmente acquisita dal gruppo Leonardo. 
E’ una divisione di Leonardo, con sede principale a Bolzano che produce veicoli per la difesa e di protezione civile. Ha sedi secondarie a Piacenza (presso Astra), a Sete Lagoas in Brasile e Vittorio Veneto.
Le origini dell'azienda derivano dalla casa automobilistica Lancia. Mentre stava lavorando attorno al progetto dell'Aprilia, Vincenzo Lancia decideva di aderire ad una iniziativa governativa tesa a promuovere la creazione di un centro industriale a Bolzano, dedicato principalmente alla produzione dei veicoli industriali e, in prospettiva, anche ai mezzi sviluppati su commissione del Regio Esercito.
Nel marzo del 1935, l'ufficio tecnico del comune di Bolzano trasmetteva alla direzione della casa torinese la planimetria dell'area su cui sarebbe dovuto sorgere il nuovo impianto. Sei mesi dopo, iniziarono i lavori di costruzione dei primi quattro capannoni e nell'aprile 1937 si concretizzò l'assunzione dei primi impiegati “istruiti” a Torino. Dopodiché; nel giugno 1937, venne avviato il reparto fonderia e il successivo 6 luglio lo stabilimento fu inaugurato dall'autorità fascista.
Lo scoppio della seconda guerra mondiale accelerò notevolmente le attività del sito industriale di Bolzano, che si rese disponibile a operare per le commesse militari. Nel 1942, la fabbrica diede spazio ai reparti trasferitesi dalla sede centrale di Torino, che venne contestualmente danneggiata dai bombardamenti. Ma in breve, le bombe giunsero a colpire pure la città di Bolzano, e gli anni 1943 e 1944 saranno costellati da arresti, distruzione, lutti.
La produzione subisce pesanti battute d'arresto, fino al 3 maggio 1945, quando cessate le ostilità nell'Alto Adige si procedette a un massiccio piano di riavvio e riconversione degli impianti Lancia, partendo appunto da Bolzano, che per un breve periodo offrì ancora ospitalità ad alcune lavorazioni di pertinenza della fabbrica di Torino, per poi dedicarsi in esclusiva alla costruzione degli autocarri, utilizzati anche in qualche esemplare dai Vigili del fuoco e dall'Esercito Italiano.
Nel luglio 2025, Leonardo S.p.A. società italiana a controllo pubblico attiva nei settori della difesa, dell'aerospazio e della sicurezza, ha acquisito il IDV per 1,7 miliardi di euro. Con tale operazione passano sotto il controllo di Leonardo:
  • 5 stabilimenti produttivi di IDV: 2 in Italia (Bolzano e Vittorio Veneto) 1 in Romania, 1 in Germania e 1 in Brasile;
  • 2000 dipendenti IDV, di cui 1100 in Italia;
  • lo stabilimento Astra di Piacenza ha 500 dipendenti.
Sempre nel luglio 2025 iniziano le trattative per la vendita da parte di Leonardo della divisione Astra a Rheinmetall, nel più ampio accordo LRMV.






PORTAFOGLIO PRODOTTI

Il catalogo di IDV comprende una vasta gamma di mezzi terrestri e anfibi utilizzati dalle forze armate e dalle agenzie di sicurezza di tutto il mondo:
  • Veicoli Tattici e Logistici: Camion militari per la logistica (fino a 40 tonnellate) e veicoli multiruolo come l'MTV (Medium Tactical Vehicle);
  • Mezzi Blindati e da Combattimento: Veicoli da ricognizione come il Centauro 2 e il VBM Freccia;
  • Mezzi Anfibi: Progettazione e protezione di veicoli destinati alle operazioni anfibie. 




INNOVAZIONE, PROGETTAZIONE E SVILUPPO

IDV progetta e sviluppa soluzioni avanzate, tra cui: 
  • sistemi di simulazione virtuale; 
  • tecnologie di trazione ibrido-elettriche e drive-by-wire;
  • continuerà a essere un pilastro strategico dell'industria della difesa italiana, puntando a una filiera integrata e all'ammodernamento dei mezzi dell’Esercito Italiano; 
  • alcuni anni fa ha iniziato lo sviluppo tecnologico una famiglia di motori di terza generazione per rispondere alle esigenze dei nuovi veicoli blindati e per mantenere internamente un know-how considerato fondamentale per un importante produttore dei veicoli corazzati.







Relativamente ai motori, IDV punta a contratti a breve termine con l'Esercito Italiano.

L'acquisizione del Gruppo Iveco da parte della società indiana Tata Motors è previsto per il terzo trimestre del 2026, ma, come noto, non include la divisione militare del gruppo, che è stata acquisita da Leonardo. 

L'azienda di Bolzano conserva il comparto dei propulsori per veicoli blindati pesanti, dei motori per veicoli blindati leggeri e per gli autocarri, rendendo Iveco un fornitore strategico.
L’azienda ha sempre considerato la propulsione un elemento chiave per la sua attività, e un reparto di ingegneria specifico è dedicato allo sviluppo di motori per veicoli da combattimento puntando ad equipaggiare la prossima generazione dei veicoli corazzati pesanti dell'Esercito Italiano: 
  • l'IMBT (Carro Armato Principale Italiano); 
  • la piattaforma A2CS (Sistemi Corazzati da Combattimento dell'Esercito), 
  • e possibilmente anche il carro armato principale europeo con il motore più potente, un V12 da 1.800 CV.

I nuovi propulsori progettati da IDV V12 e V8 potranno essere perfettamente integrati in termini di forma, adattamento e funzionalità con i vani motore e le interfacce elettriche, elettroniche e meccaniche delle piattaforme IMBT e A2CS. 

Alle gare d’appalto - come è ovvio - parteciperanno anche altri agguerriti concorrenti europei che cercheranno di aggiudicarsi questi importanti contratti, ma ora un nuovo colore si aggiungerà a quelli che contraddistinguono i vari marchi: 
  • i motori Cummins sono rossi, 
  • Scania arancioni, 
  • MTU argento, 
  • IDV ha adottato il Blue Octane come colore distintivo.

Nella nuova famiglia di motori IDV, oltre il 90% del valore sarà "Made in Italy” e questo sarà un importante vantaggio nella gara d'appalto per i due principali programmi dell'Esercito Italiano. 
Esiste un accordo con la Renk ma, per il mercato export, i motori IDV potranno essere integrati con qualsiasi trasmissione ottimale per lo specifico progetto veicolare. Il sistema di raffreddamento sarà progettato in collaborazione con un fornitore specializzato in tecnologie di raffreddamento, sulla base dei requisiti tecnici aziendali.

TRE NUOVI PROPULSORI: V12, V8 e V6

Tre motori, V12, V8 e V6, sono in fase avanzata di sviluppo, e IDV pensa già allo sviluppo di un nuovo motore più performante per equipaggiare l'LMV2, superando la potenza dell'IVECO F1C attualmente in uso.
Per i motori in grado di erogare fino a 1.800 CV di potenza, a Bolzano è stata recentemente realizzata una nuova sala prove motori unica in Europa che permette di testare motori e trasmissioni sotto carichi realistici, fino alla potenza massima del V12.

La produzione dei motori IDV è suddivisa in due sedi: 
  • Torino, presso il Centro di Ingegneria IDV; 
  • e Bolzano, dove i motori vengono assemblati e collaudati.

I motori Iveco di prima generazione presentavano un'architettura a V di 90°, ed erano dotati di iniezione meccanica e sviluppavano circa 35 CV/l (26 kW/l). 
Nella seconda generazione, IDV ha mantenuto l'architettura a V di 90° ma con iniezione Common Rail. Il primo motore è stato il V8, che equipaggia il Centauro II e sviluppa 720 CV. Il motore V12 di seconda generazione è stato sviluppato per il carro armato Ariete aggiornato, noto anche come Ariete C2 e la pressione di iniezione Common Rail è stata aumentata a 2.000 bar con pistoni in acciaio e turbocompressori a controllo elettronico Westgate, con una potenza di 1.500 CV. 
L'ultimo motore della serie Gen2 ad essere sviluppato è stato il V6 da 15 litri, installato sul VBM 30 NG per l'Esercito Italiano, con una potenza di 720 CV che inizierà all'inizio del 2027 ed equipaggerà anche l’obice semovente VBM 155, con una potenza aumentata a 750 CV. Questi motori Gen2 IDV forniscono circa 40-50 CV/l (30-37 kW/l).





IL FUTURO PER I CARRI CINGOLATI IMBT e A2CS

PER L’IMBT e L’A2CS, IDV INTENDE lanciare una famiglia di motori di terza generazione, due dei quali, il V12 e il V18, progettati attorno a un'unità cilindri con alesaggio di 145 mm e corsa di 152 mm, per una cilindrata di 2,5 litri. La configurazione a V di 90° rimane invariata, ma la potenza specifica è aumentata a 65 CV/litro. Tutti i componenti e i sottosistemi del motore sono stati riprogettati mediante un'analisi virtuale completa di fluidodinamica, termo-struttura e analisi fluidodinamica. Tutto è stato ricalcolato e riprogettato per garantire il raggiungimento di queste prestazioni.
E’ stato necessario aumentare la resistenza strutturale del motore per far fronte alla densità di potenza massima di 65 CV/litro: carter e testate, alberi motore e alberi a camme, sono stati riprogettati; sono stati adottati nuovi pistoni in acciaio ad alta resistenza ed è stato adottato un turbocompressore a geometria variabile a controllo elettronico, nonché un sistema di iniezione elettronica a 2.500 bar. 
La nuova famiglia di motori disporrà di un sistema di controllo elettronico ideato e messo a punto da IDV per applicazioni militari, sviluppato e fornito da un'azienda italiana.

I motori di terza generazione di IDV sono in fase di sviluppo e ad oggi sono sottoposti ai test al banco. 

I tre motori raggiungeranno la loro configurazione finale nel terzo trimestre del 2027, quando si convaliderà il processo di produzione sia per l'OEM che per i fornitori. A quel punto, saranno pienamente rappresentativi del design, delle prestazioni e della funzionalità, e saranno in corso i primi test di durata e affidabilità. 
La produzione di pre-serie inizierà all'inizio del 2028 per poi finalizzare il processo di produzione e per la produzione in serie.

I motori V6, V8 e V12, per ogni bancata motore, sono dotati di turbocompressore e intercooler aria-acqua, con raffreddamento a liquido tramite il tipico refrigerante a base di glicole OAT. I motori V6 e V8 sono equipaggiati con un singolo motorino di avviamento da 9,5 kW, mentre il V12 ne ha due per garantire la massima operatività anche in caso di guasto di uno dei due. 

Il V8 eroga una potenza nominale di 1.147 CV (855 kW) con una coppia massima di 4.300 Nm e ha una massa di 1.622 kg. 
Il motore più grande, il V12, ha una potenza fino a 1.743 CV (1.300 kW) con una coppia massima di 6.000 Nm. La sua massa è di 2.183 kg, il che si traduce in un rapporto potenza/massa di 0,80 CV/kg.
I motori di terza generazione di IDV hanno un vantaggio in termini di potenza massima rispetto alla maggior parte dei concorrenti sul mercato export.
Ad ogni buon conto, è ancora aperta la sfida per l’aggiudicazione del contratto italiano per l'IMBT e per i nuovi veicoli da combattimento di fanteria A2CS.

In bocca al lupo, IDV!













IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, EDV MAGAZINE, WIKIPEDIA, You Tube)










 

mercoledì 1 luglio 2026

GCAP - TEMEPST 2027: in attesa del primo volo del dimostratore pilotato del caccia di sesta generazione, Giappone, Regno Unito e Italia hanno concordato di estendere il contratto GCAP per i caccia di nuova generazione fino al 2027, dopo che la Gran Bretagna ha pubblicato, con notevole ritardo, il suo Piano di investimenti per la difesa. La giapponese IHI, la britannica Rolls-Royce e l'italiana Avio Aero stanno accelerando lo sviluppo del dimostratore del turbofan “XFP30”.









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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.









Secondo quanto riportato da Nikkei, Giappone, Regno Unito e Italia hanno concordato di estendere il contratto GCAP per i caccia di nuova generazione fino al 2027, dopo che la Gran Bretagna ha pubblicato, con notevole ritardo, il suo Piano di investimenti per la difesa.
Nell'aprile del 2026, la joint venture industriale Edgewing, coinvolta nel programma, ha ricevuto un contratto ponte iniziale di 907 milioni di dollari, con l'obiettivo di effettuare il primo volo del velivolo dimostrativo entro la fine del 2027.


Giappone, Regno Unito e Italia estenderanno il contratto per il Global Combat Air Programme fino alla fine del 2027, dopo che il ritardo nel piano di spesa per la difesa del Regno Unito ha creato una situazione di stallo che ha costretto il programma trinazionale per lo sviluppo di caccia stealth ad operare con finanziamenti provvisori da aprile 2026.

La proroga risolve l'immediata crisi scatenata dalla mancata pubblicazione, nei tempi previsti, del Piano di Investimenti per la Difesa del Regno Unito, un documento esaustivo che definisce gli impegni di bilancio per la difesa britannica. 

Ciò ha privato i partner industriali del GCAP della certezza di finanziamento a lungo termine necessaria per mantenere la forza lavoro e lo slancio dello sviluppo. Ora che il piano è stato pubblicato, i governi possono impegnarsi in un contratto più lungo che estende il programma fino al 2027 e consente al velivolo dimostrativo, il cui primo volo è previsto entro la fine di quell'anno, di procedere secondo i piani.

Come noto, il GCAP, Global Combat Air Programme, è uno dei progetti di aviazione militare più ambiziosi attualmente in corso al mondo, uno sforzo trilaterale per progettare, sviluppare e fornire un aereo da combattimento di sesta generazione destinato a sostituire l'Eurofighter Typhoon attualmente in servizio in Gran Bretagna e Italia e i jet Mitsubishi F-2 in dotazione alle Forze di autodifesa aerea giapponesi. 
Il programma ha avuto inizio nel dicembre 2022, quando i leader dei tre paesi hanno firmato un accordo, ed è stato elevato a trattato un anno dopo, quando i ministri della difesa hanno firmato la Convenzione che istituisce la GCAP International Government Organisation, nota come GIGO, l'organismo intergovernativo che gestisce il programma per conto delle tre nazioni partner. 

La data prevista per l'entrata in servizio del caccia è il 2035, una scadenza che il Giappone in particolare ha considerato non negoziabile perché coincide con la fine prevista della vita operativa dell’F-2.

Il veicolo industriale che esegue il lavoro di progettazione e sviluppo del GCAP è una joint venture chiamata Edgewing, costituita nel giugno 2025 e con sede a Reading, in Inghilterra, con una partecipazione azionaria paritaria del 33,3% detenuta da ciascuno dei tre principali contraenti nazionali: 
  • BAE Systems per il Regno Unito;
  • Leonardo per l’Italia; 
  • Japan Aircraft Industrial Enhancement Co., una società sostenuta da Mitsubishi Heavy Industries e dalla Society of Japanese Aerospace Companies. 

Inizialmente, Edgewing avrebbe dovuto ricevere il suo primo contratto di sviluppo entro la fine del 2025, ma il mancato rispetto dei tempi di pubblicazione del Piano di Investimenti per la Difesa da parte del Regno Unito ha creato un vuoto che ha posticipato il primo contratto al 2 aprile 2026, e anche in quel caso si è trattato di un contratto ponte di tre mesi del valore di 686 milioni di sterline (907 milioni di dollari) valido solo fino alla fine di giugno 2026, concepito specificamente per garantire i finanziamenti a Edgewing mentre il Regno Unito definiva il suo bilancio della difesa più ampio.
La gravità di tale deficit di finanziamento è emersa chiaramente quando Herman Claesen, dirigente di BAE Systems, ha avvertito pubblicamente che gli oltre 4.000 ingegneri britannici impiegati nel programma GCAP presso BAE Systems, Rolls-Royce e Leonardo avrebbero potuto essere costretti a essere riassegnati ad altri incarichi se non si fosse giunti a una certezza contrattuale a lungo termine prima della scadenza dei finanziamenti ponte. Gli ingegneri aerospaziali qualificati non restano inattivi e la base industriale costruita in decenni di programmi europei per l'aviazione da combattimento non può essere ricostituita rapidamente una volta che si disperde. Tale avvertimento è stato il riconoscimento più esplicito finora di quanto seriamente i partner industriali del programma considerassero l'indecisione del Regno Unito in materia di bilancio. 
Nel maggio 2026 tale situazione finanziaria aveva spinto il governo italiano a rivedere la stima dei costi per la fase concettuale e di valutazione del programma a 18,6 miliardi di euro (21,2 miliardi di dollari), circa il triplo di quanto inizialmente previsto dal Parlamento di Roma.
Il governo britannico ha segnalato pubblicamente la sua intenzione di colmare il divario quando, il 13 giugno 2026, ha confermato che un contratto internazionale completo sarebbe stato firmato entro la fine del mese, in concomitanza con la visita a Londra del Primo Ministro giapponese Sanae Takaichi. Tale contratto, e la proroga fino al 2027 di cui Nikkei ha ora parlato, fanno seguito alla pubblicazione del Piano di Investimenti per la Difesa del Regno Unito, che aveva bloccato l'impegno a lungo termine. Il Regno Unito aveva stanziato circa 2 miliardi di sterline (2,65 miliardi di dollari) per il GCAP dal 2021 e si stava preparando ad aggiungerne circa 6 miliardi (7,94 miliardi di dollari), secondo quanto riportato nel maggio 2026, ma l'approvazione formale del bilancio necessaria per sbloccare tali fondi era il tassello mancante che continuava a produrre accordi ponte a breve termine anziché gli impegni di sviluppo pluriennali di cui il programma aveva bisogno.
Nonostante queste indecisioni, il GCAP ha suscitato un notevole interesse da parte di potenziali nazioni partner, oltre alle tre originarie. Il Canada ha iniziato a partecipare come osservatore nel marzo 2026, a seguito di discussioni avviate alla fine del 2025, e la Germania, che aveva un proprio programma parallelo per lo sviluppo di un caccia di nuova generazione, ha esaminato il GCAP come alternativa. 
Il Giappone ha esplicitamente dichiarato la propria opposizione all'ingresso di nuovi partecipanti qualora ciò ritardasse l'obiettivo di entrata in servizio previsto per il 2035, una posizione che riflette la dipendenza di Tokyo dalla tempistica del programma per la sostituzione di una flotta obsoleta che non può essere rinnovata indefinitamente. 
Anche l'Arabia Saudita ha espresso un interesse persistente ad aderire, creando un'ulteriore serie di complicazioni in relazione alle politiche di esportazione del Giappone e al quadro di sicurezza tecnologica del programma.
Il velivolo dimostrativo, il cui primo volo è previsto entro la fine del 2027, sarà il primo prototipo di aereo da combattimento britannico dai tempi dello sviluppo dell'Eurofighter Typhoon, quasi quarant'anni fa, e servirà a testare le tecnologie destinate a definire il caccia di sesta generazione di produzione, tra cui: 
  • la tecnologia stealth avanzata, 
  • i sensori di nuova generazione, 
  • i sistemi di guerra elettronica 
  • e le tecnologie di propulsione che vanno oltre quelle del Typhoon.

Due terzi del dimostratore, in termini di peso strutturale, sono in fase di costruzione, comprendenti la "struttura principale", le ali e le derive di coda. 

Diversi stabilimenti di BAE Systems nel Lancashire sono coinvolti nel processo, "utilizzando tecnologie di produzione e assemblaggio robotizzate e digitali all'avanguardia", secondo quanto dichiarato dall'azienda. L'assemblaggio del velivolo è in corso a Warton; BAE Systems ha diffuso immagini della sezione centrale su un banco di prova presso il sito nell'estate del 2024, momento in cui circa metà del dimostratore (in termini di peso strutturale) era stata completata o era in fase di lavorazione.
Secondo BAE Systems, il Combat Air Flying Demonstrator è stato progettato "per testare una vasta gamma di nuove tecnologie, inclusa l'integrazione di caratteristiche compatibili con la tecnologia stealth". Contribuirà inoltre a ridurre i rischi per la prossima generazione di aerei da combattimento che saranno prodotti nell'ambito del GCAP, attualmente in fase di sviluppo per Italia, Giappone e Regno Unito, e a sviluppare processi produttivi per il progetto. Questi includono nuove soluzioni e tecnologie di produzione digitale come la stampa 3D, la cobotica (robotica collaborativa – robot in grado di lavorare in sicurezza a fianco degli esseri umani in uno spazio di lavoro condiviso), l'ingegneria dei sistemi basata su modelli e la simulazione virtuale.
Richard Berthon ha aggiunto: " Il dimostratore di volo per l'aviazione da combattimento sta fornendo preziose lezioni sulle future operazioni di trasporto aereo in combattimento e sta dotando il nostro personale delle competenze necessarie per realizzare il GCAP (Guerra Civil Air Patrol)."
" Questo progetto significativo e impegnativo porterà alla realizzazione del primo aereo dimostrativo da combattimento con equipaggio del Regno Unito in quattro decenni ", ha dichiarato Tony Godbold, Direttore della Consegna dei Sistemi Aerei da Combattimento Futuri presso BAE Systems . Il precedente, l'EAP (Experimental Aircraft Programme), fu creato dalla società predecessora, British Aerospace, come dimostratore tecnologico per l'Eurofighter Typhoon, e il suo primo volo ebbe luogo l'8 agosto 1986.
“ Il programma sta accelerando lo sviluppo di approcci di progettazione e tecniche di produzione avanzate ”, ha continuato Tony, “ contribuendo a rafforzare il vantaggio industriale del Regno Unito e a fornire benefici che vanno oltre la produzione del velivolo. Oltre a sviluppare un aereo unico, stiamo costruendo le basi tecniche, la preparazione della forza lavoro e la maturità digitale essenziali per realizzare la prossima generazione di capacità aeree da combattimento”.


La giapponese IHI, la britannica Rolls-Royce e l'italiana Avio Aero stanno accelerando lo sviluppo del dimostratore del turbofan “XFP30”.



L'XFP30 è il motore dimostratore a ciclo adattivo sviluppato per il caccia di sesta generazione del programma GCAP (Global Combat Air Programme). 
È realizzato dal consorzio internazionale che unisce l'italiana Avio Aero, la britannica Rolls-Royce e la giapponese IHI Corporation. 

Ecco i dettagli chiave del programma e del propulsore:
  • Tecnologia Adattiva: I motori a ciclo variabile (o adattivi) possono modificare il loro rapporto di bypass in tempo reale. Questo permette di ottimizzare le prestazioni garantendo la massima spinta e velocità nei profili di combattimento supersonici e un'elevata efficienza (e minori consumi) durante la supercrociera o le fasi di crociera prolungata.
  • Componenti Avanzati: Per resistere alle temperature estreme della turbina, l'XFP30 integra tecnologie di produzione additiva (stampa 3D) per creare complesse geometrie di raffreddamento interne. 
  • Stato del Programma: Lo sviluppo del prototipo procede rapidamente per mitigare i rischi legati alle tecnologie di base. Il consorzio ha stretto accordi con Edgewing (la joint venture di BAE Systems, Leonardo e JAIEC) per accelerare il passaggio dai contratti nazionali a una collaborazione internazionale integrata. 
  • Coinvolgimento Italiano: Attraverso Avio Aero, l'industria italiana sta lavorando attivamente sullo sviluppo dei materiali, sulla camera di combustione e sull'ingegneria del sistema propulsivo.




L'XFP30 è progettato specificamente per le esigenze estreme di un velivolo di sesta generazione:
  • Funzionalità Adaptive: I motori a ciclo variabile permettono di modificare il flusso d'aria interno. Possono massimizzare la spinta per il supercrociera ad alta velocità o regolare il rapporto di bypass per migliorare l'efficienza dei consumi quando si vola a velocità di crociera.
  • Potenza stimata: Si prevede che il motore gemello (doppio propulsore) genererà oltre 40.000 libbre (circa 180 kN) di spinta a secco, superando le 55.000 libbre (circa 245 kN) con postbruciatore.
  • Innovazioni tecnologiche: Utilizza materiali ad altissima temperatura e componenti realizzati tramite produzione additiva (ALM - stampa 3D), oltre a sistemi di generazione di energia elettrica avanzati per alimentare i sensori di bordo e le armi a energia diretta.
  • Efficienza: Durante i test iniziali, il design innovativo della camera di combustione ha dimostrato miglioramenti significativi, con una riduzione dei consumi di carburante fino al 20% rispetto ai caccia di quinta generazione.

Il motore adattivo per il Global Combat Air Programme (GCAP) ha compiuto un passo fondamentale verso l'integrazione, allineandosi più strettamente con il velivolo, mentre i preparativi per il primo volo procedono ora spediti. Il consorzio, composto dalla giapponese IHI, dalla britannica Rolls-Royce e dall'italiana Avio Aero, ha annunciato un nuovo accordo di cooperazione con Edge Wing, una joint venture formata da BAE Systems, Leonardo e JAIEC, la società giapponese per la promozione dell'industria aeronautica. 





Secondo una dichiarazione congiunta, l'ampliamento della collaborazione accelererà lo sviluppo del dimostratore del motore XFP30 e semplificherà la transizione dai contratti nazionali a un quadro internazionale unificato. 

L'obiettivo è quello di intensificare gli sforzi congiunti in ambito ingegneristico e gettare le basi per la piena produzione del motore da combattimento di sesta generazione del GCAP.
"Questa collaborazione rappresenta una nuova era per la propulsione aerea da combattimento", ha dichiarato Atsushi Sato, Vicepresidente esecutivo e responsabile dell'area di business Aerospaziale e Difesa di IHI. "Combinando l'innovazione giapponese nelle tecnologie avanzate con i punti di forza dei nostri partner britannici e italiani, stiamo creando un motore che offrirà prestazioni ineguagliabili per il GCAP, rafforzando al contempo le basi industriali condivise tra le nostre tre nazioni."
GCAP è un'iniziativa trilaterale guidata da Giappone, Regno Unito e Italia per sviluppare un aereo da combattimento di sesta generazione entro la metà degli anni 2030. 

Il suo motore dovrebbe essere dotato di numerose tecnologie all'avanguardia, tra cui sistemi di raffreddamento avanzati, materiali resistenti alle alte temperature e produzione additiva.

Lo sviluppo del prototipo XFP30, progettato per ridurre i rischi delle tecnologie chiave per il motore di produzione finale, sta procedendo rapidamente. Gli ingegneri di IHI, Rolls-Royce e Avio Aero hanno iniziato ad approvvigionarsi dei componenti e a condurre revisioni congiunte del progetto.
Uno dei recenti traguardi tecnici raggiunti dal programma è stato il collaudo di successo di una nuova camera di combustione realizzata utilizzando la tecnologia avanzata di produzione additiva a strati (ALM). Secondo il consorzio, la nuova camera di combustione incorpora geometrie complesse per consentire percorsi di raffreddamento ottimizzati. Ciò permette alla turbina di operare a temperature più elevate riducendo al contempo l'usura dei componenti, estendendo così la durata e l'efficienza operativa del motore.

Pierfederico Scarpa, Vicepresidente Senior Marketing e Vendite di Avio Aero, ha dichiarato: “Siamo orgogliosi di mettere a disposizione di questa importante partnership internazionale la nostra consolidata esperienza e competenza nella progettazione, sviluppo e produzione di tecnologie motoristiche avanzate. Lavorando a stretto contatto con Rolls-Royce e IHI, non ci limitiamo a sviluppare il sistema di propulsione per il GCAP, ma stiamo plasmando il futuro della collaborazione aerospaziale tra le tre nazioni”.

Phil Townley, direttore dei programmi per il futuro del combattimento presso Rolls-Royce, ha definito l'accordo "un importante passo avanti" e ha affermato che trasformerà il GCAP "da un insieme di programmi nazionali a un vero e proprio team internazionale". Townley ha aggiunto: "Combinando le nostre competenze complementari, stiamo accelerando le scoperte tecnologiche nei materiali, nella produzione e nella progettazione che alimenteranno il GCAP e rafforzeranno la base industriale della difesa nel Regno Unito, in Italia e in Giappone”.

Il team conferma che lo sviluppo del motore riflette un cambiamento di rotta verso approcci più rapidi e collaborativi nei programmi di difesa internazionali. 

I team congiunti hanno lavorato in sedi condivise e condotto regolari revisioni multinazionali della progettazione: un approccio che i membri del consorzio ritengono possa servire da modello per i futuri programmi globali.
Si prevede che il motore GCAP equipaggerà una futura flotta di caccia stealth in fase di sviluppo congiunto da parte di Regno Unito, Italia e Giappone. Il primo volo del prototipo è previsto entro i prossimi anni.









IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, Defence-blog, Key.Aero,  WIKIPEDIA, You Tube)