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venerdì 15 maggio 2026

SWISS P è un marchio registrato di SwissP Defence AG: la nuova munizione anti-drone “SHATTER4K” combina l'esperienza svizzera nel settore delle munizioni con un design incentrato sull'interazione con bersagli aerei leggeri. Il proiettile è progettato per rilasciare gli effettori in modo controllato, quadruplicando la probabilità di abbattere efficacemente il drone e riducendo gli effetti indesiderati al di fuori dell'area bersaglio.









https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.








SwissP Defence AG (del Gruppo Beretta BDT) è un produttore svizzero di munizioni di piccolo calibro con sede a Thun.

SwissP Defence AG è un produttore svizzero di munizioni di piccolo calibro. Con sede a Thun, l'azienda è di proprietà di Beretta ed è il successore legale della Eidgenössische Munitionsfabrik Thun ( lett. ' Fabbrica federale di munizioni di Thun ' ). Ha acquisito il suo nome attuale nel 2022, quando Beretta ha acquisito la divisione RUAG Ammotec del produttore svizzero di armi RUAG.  Le radici dell'azienda di munizioni risalgono al mulino da polvere di Steffisburg, fondato nel 1586.  La storia vera e propria della SwissP Defence iniziò nel 1863, quando Hans Herzog fondò il Laboratorio Federale di Thun.  Dal 1874 al 1995, l'azienda operò con il nome di Eidgenössische Munitionsfabrik Thun. Durante la prima guerra mondiale, l'azienda impiegava fino a 2050 persone, e durante la seconda guerra mondiale, rispettivamente fino a 2400 e 2450. Dopo diverse fusioni, il produttore di munizioni con sede a Thun è entrato a far parte della divisione di piccolo calibro di RUAG nel 2002 e ha operato come RUAG Ammotec, che includeva anche una filiale tedesca (oggi: RWS GmbH ). Beretta ha acquisito RUAG Ammotec nel 2022. La filiale svizzera si chiama SwissP Defence dalla fine del 2022.  Il 1° ottobre 2024, Hannes Hauri è diventato il nuovo CEO di SwissP. Hauri era stato precedentemente criticato dalla Corte dei Conti federale svizzera per il suo ruolo in uno scandalo di corruzione presso RUAG. In qualità di responsabile del dipendente che avrebbe venduto fraudolentemente parti del Leopard 1 a prezzi inferiori a quelli di mercato, Hauri aveva avvertito il dipendente di accuse anonime. Blick ha riferito che documenti interni dell'azienda accusavano Hauri di "leadership e documentazione insufficienti", ma ha notato che ciò sembrava non avere alcun impatto sulla sua carriera. Nell'ambito dell'acquisto di RUAG Ammotec, Beretta garantì di mantenere lo stabilimento di Thun per almeno cinque anni. Due anni dopo, nel 2024, SwissP minacciò di chiudere lo stabilimento di Thun, citando controlli sulle esportazioni sempre più restrittivi e il calo degli ordini da parte delle Forze Armate svizzere. In risposta, il Dipartimento federale della Difesa svizzero aumentò i suoi ordini di munizioni, nonostante l'obiettivo fosse quello di ridurre i costi di approvvigionamento.  Nel marzo 2025, SwissP ha licenziato 22 dipendenti. Secondo quanto riferito, è l'unica fabbrica Beretta in perdita. Il Tages-Anzeiger ha riportato i licenziamenti nel contesto del crollo dei ricavi degli esportatori di armi svizzeri a causa delle rigide restrizioni all'esportazione, soprattutto in seguito alla decisione del Consiglio federale del 2022 di vietare la riesportazione di munizioni di fabbricazione svizzera per il cannone antiaereo semovente Gepard dalla Germania all'Ucraina.  Le munizioni dell'azienda sono commercializzate con il marchio "SWISS P". Si tratta principalmente di munizioni per cecchini. I tipi di proiettili sono forniti in tutti i calibri comuni. L'azienda offre anche soluzioni di sistema per pistole. Queste includono armi speciali personalizzate, silenziatori, mirini ottici e altri accessori.  I clienti di SwissP sono le forze armate e le autorità di polizia. Nel 2025, la Neue Zürcher Zeitung ha riferito che SwissP stava sviluppando una versione più potente del GP 90, la munizione standard delle forze armate svizzere, in grado di penetrare i giubbotti antiproiettile. Non è chiaro se le forze armate svizzere o la NATO siano interessate all'acquisto della nuova munizione. 


LA NUOVA MUNIZIONE ANTI-DRONE DENOMINATA “SHATTER4K”

I droni commerciali sono economici, agili e sempre più utilizzati in scenari ostili. Le munizioni convenzionali di piccolo calibro non sono state progettate per ingaggiare bersagli aerei leggeri. Ciò si traduce in opzioni di interazione limitate e rischi imprevedibili.
Gli operatori necessitano di una soluzione efficace contro le minacce, ma priva della significativa zona di pericolo associata alle munizioni convenzionali.
La munizione anti-drone “SHATTER4K” combina l'esperienza svizzera nel settore delle munizioni con un design incentrato sull'interazione con bersagli aerei leggeri.
Il proiettile è progettato per rilasciare gli effettori in modo controllato, quadruplicando la probabilità di abbattere efficacemente il drone e riducendo gli effetti indesiderati al di fuori dell'area bersaglio.
Anziché basarsi sul comportamento convenzionale dei proiettili, lo SHATTER4K è progettato per interagire con strutture leggere attraverso la frammentazione.
Quando il proiettile SHATTER4K viene sparato, si separa poco dopo aver lasciato la canna. Quattro effettori continuano la loro traiettoria leggermente decentrati rispetto all'asse di lancio e si dirigono verso il bersaglio. Questo crea molteplici traiettorie di impatto da un singolo colpo, aumentando significativamente la probabilità di interazione con bersagli aerei leggeri, soprattutto i temutissimi droni o le munizioni vaganti.
Il nuovo proiettile SHATTER4K è compatibile con fucili e mitragliatrici standard e può essere utilizzato senza modifiche ai vari sistemi d'arma. 

Un semplice cambio di caricatore trasforma istantaneamente l'arma in un efficace strumento per abbattere i droni, senza bisogno di regolare il mirino.

Con lo Shatter 4 K, l’azienda del Gruppo Beretta BDT introduce una soluzione di munizioni appositamente progettata per operazioni anti-drone efficaci. Subito fuori alla canna, il proiettile si separa in modo controllato in quattro sotto-proiettili, aumentando significativamente la probabilità di colpire droni o aeromobili a pilotaggio remoto di piccole e medie dimensioni. 

Il proiettile è disponibile nei calibri standard Nato: 
  • 5,56×45 mm; 
  • e 7,62×51 mm. 
Come già evidenziato, lo Shatter 4 K può essere sparato da fucili d’assalto e mitragliatrici standard senza alcuna modifica:
La nuova cartuccia per la difesa dai droni, destinata all'uso militare e delle forze dell'ordine. Il proiettile è progettato per rilasciare quattro effettori in modo controllato, quadruplicando la probabilità di abbattere efficacemente il drone e riducendo gli effetti indesiderati al di fuori dell'area bersaglio.

SPECIFICHE AGGIUNTIVE per 5.56x45 SHATTER4K 2,9 g / 45 gr:
  • Calibro:  5,56x45 / .223 Rem.
  • Tipo di proiettile:  SHATTER4K
  • Peso del proiettile:  2,9 g / 45 gr
  • Senza piombo:  no
  • Primer:  SINOXID
  • Velocità a 2,5 m: 960 ± 35 m/s (3.150 ± 115 fps) ,
  • Energia di un singolo proiettile a 2,5 m (min - max): 267 J (248–281 J).

La gittata effettiva deliberatamente limitata riduce sostanzialmente i rischi collaterali; l’energia cinetica residua dei piccoli proiettili rilasciati è sufficiente a distruggere significativamente i componenti elettronici principali dei droni come i rotori, i motori, i componenti elettronici e i pacchi batteria. 
Come sopra evidenziato, il nuovo proiettile è stato sviluppato e testato in Svizzera. 
Lo Shatter 4K offre agli utenti militari e delle forze dell’ordine una soluzione anti-drone pratica e immediatamente operativa; pur essendo imprecisa è correttamente progettata.  
Allo stato, bisognerebbe solo testarla sui numerosi campi di battaglia dei giorni nostri.









IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, Swiss-P, Armi e Tiro, WIKIPEDIA, You Tube)















 

sabato 25 aprile 2026

ESERCITO ITALIANO: per la prima volta, il fucile semiautomatico Benelli “M4 A.I. Drone Guardian” calibro 12 trova applicazione nella difesa contro i droni, grazie all’impiego di munizioni specializzate come il piombo 4 in tungsteno.











https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.









Negli sconvolgimenti tecnologici della guerra moderna, come noto agli addetti ai lavori, la minaccia rappresentata dai droni FPV (First Person View) è diventata una sfida drammatica per tutti coloro che vivono nelle trincee della prima linea e non solo: i soldati!
Piccoli droni filoguidati o pilotati dalla’A.I., utilizzati per la ricognizione e per gli attacchi diretti, hanno da tempo già cambiato le tattiche militari ed hanno richiesto soluzioni molto innovative. Per venire incontro a pressanti richieste degli stati maggiori e dei soldati sul campo, la Benelli ha sviluppato l’M4 A.I. “Drone Guardian”, un’arma progettata specificamente per la difesa contro droni a corto raggio. 
Ciò premesso, esploriamo le caratteristiche chiave di questo fucile anti-drone e il suo potenziale nel contesto delle operazioni militari.




L’M4 A.I. Drone Guardian cal.12 è basato sulla piattaforma del famoso fucile semiautomatico M4, utilizzato in tutto il mondo da forze militari e dalle forze dell’ordine. 

Ad ogni buon conto, questa versione è stata progettata con un obiettivo specifico: neutralizzare droni FPV a distanza ravvicinata. 

L’arma, come sopra detto, utilizza munizioni calibro 12 di tipo pallettoni 4/0, una scelta strategica che permette di creare un ampio “schermo” di pallini per colpire droni in movimento rapido.
Utilizza il sistema Advanced Impact (A.I.), che migliora significativamente la velocità e l’uniformità della distribuzione dei pallini allo scopo di neutralizzare facilmente il bersaglio ostile. E’ un sistema brevettato che aumenta la velocità della cartuccia di circa 20 metri al secondo, garantendo una maggiore energia cinetica, capacità di penetrazione e portata effettiva fino a 50 metri, con una portata massima fino a 100 metri creando una densità di pallini sufficiente per abbattere droni in volo anche a distanza.
Il M4 A.I. Drone Guardian è disponibile in due versioni con lunghezze di canna di 18,5″ e 26″ (470 mm e 650 mm), ottimizzate per adattarsi alle diverse esigenze operative. L’arma è inoltre dotata di una slitta Picatinny MIL-STD-1913, che permette l’installazione di accessori come mirini ottici, luci tattiche e altre attrezzature utili per le operazioni in scenari impegnativi.
Per aumentare la possibilità di “colpo a segno” è stato adottato un micro red dot Steiner MPS co-allineato con le mire meccaniche, migliorando considerevolmente la precisione nel puntamento. Il peso del facilone varia tra i 3.900 e i 4.100 grammi a seconda della configurazione, con una capacità di serbatoio di 6 cartucce Magnum calibro 12/76 o 7 in calibro 12/70.

L’introduzione del fucile Benelli è un’importante innovazione nel campo delle armi leggere anti-drone FPV, che spesso vengono utilizzati per attacchi “suicidi” o per sganciare munizioni, rappresentano una minaccia diretta per le truppe di terra. I tentativi precedenti di contrastare questi droni con armi tradizionali, come fucili d’assalto o mitragliatrici, si sono dimostrati purtroppo inefficaci. Il Drone Guardian offre una soluzione pratica ed efficace, permettendo ai soldati di difendersi da queste piattaforme circuitanti governate spessissimo dal’A.I.

L’M4 A.I. Drone Guardian utilizza canne Benelli Advanced Impact, compiendo un ulteriore salto in avanti in termini di precisione ed efficacia consentendo di intercettare e neutralizzare minacce in volo e offrendo un’efficacia ottimale da 0 a 100 metri in condizioni limite, mantenendo una precisione e una potenza d’impatto altissima.

Scheda tecnica:
  • CALIBRO - 12
  • CAMERA - 76 mm Magnum
  • CANNE E STROZZATORI -  47 cm Benelli Advanced Impact fosfatata Cerakote black + 1 INTERNO 100 mm
  • CALCIO E ASTA - Calcio telescopico in tecnopolimero nero e astina multirail in ergal nera con M-LOK + predisposizione per Red Dot ACRO
  • LUNGHEZZA CALCIO DAL GRILLETTO / DEVIAZIONE - 355 mm regolabile
  • SERBATOI - Tubolare a 2 colpi (senza riduttore, 6 (76); 7 (70)
  • PESO - 3900 gr con canna da 47 cm
  • PACKAGING - Valigetta in Tecnopolimero, manuale d'uso e ricambi, Ben oil
  • SCATTO - 3.3 Kg.


E’ la prima arma leggera destinata a diventare protagonista nei teatri bellici. Realizzata dalla Benelli di Urbino, è già stata richiesta da Kiev ma anche da Stati Uniti, Francia, Germania e Giappone.

Sul fronte ucraino si muore purtroppo nelle trincee e si muore per una guerra sempre più tecnologica, caratterizzata dai razzi intelligenti e dai micidiali piccoli droni che piombano come falchi su uomini e mezzi, anche nel cuore della notte. Allo scopo di arginare in qualche modo gli attacchi dal cielo è stato messo a punto in Italia il primo fucile antidrone, un'arma da fianco destinata a diventare protagonista nei teatri bellici in corso e in quelli  futuri: è l’M4 AI Drone Guardian, realizzato dalla Benelli armi di Urbino (Gruppo Beretta Holding) leader nella produzione di fucili da caccia, ma anche in grado di fornire armi di ultima generazione destinate agli eserciti e alle forze dell’ordine, esportando in 90 Paesi in tutto il mondo.
Come noto, il governo ucraino ha da tempo preso contatti con la Benelli per avere una fornitura di quest'arma perché soprattutto nell'offensiva russa nel Donbass, è sempre più frequente l'utilizzo in battaglia di droni FPV (First Person View) destinati a colpire le truppe di fanteria sul terreno aperto, nelle trincee ed anche attraverso le botole dei carri e dei blindati. I sistemi di pilotaggio delle piattaforme FPV ne fanno un'arma spesso letale nei confronti di gruppi di soldati o di militari isolati per i quali è sempre più necessaria una copertura affidabile nello scenario attuale. Fino ad oggi l'impiego di fucili d'assalto, carabine, pistole e altre armi leggere si è rivelato poco produttivo contro i "droni" a loro volta sempre meno sensibili alle interferenze ECM-ECCM in quanto fanno un uso massiccio delle fibre ottiche invece dei segnali radio. Ad ogni buon conto, i sistemi di neutralizzazione elettronica sono efficaci di solito ad altitudini considerevoli.
Lo shotgun M4, costa circa 2.500 €, ed è dotato del nuovo sistema brevettato “Advanced Impact” (A.I.) per la canna, realizzata cioè con un profilo interno ad attrito ridotto che permette così di non perdere energia e colpire fino a 100 metri. In pratica è un calibro 12 con una gittata più che doppia. Le speciali munizioni calibro 12 per il contenitore da 6 cartucce sono a pallettoni prodotte dalla Benelli. Il sistema Advancet impact aumenta di 20 metri al secondo la velocità della cartuccia sparata, con una maggiore compattezza tra i pallini del centro della rosata e quelli periferici. Da ciò deriva un’energia cinetica moltiplicata, con i pallini che hanno ancora l’energia necessaria per colpire con efficacia il bersaglio, cioè il drone in arrivo.
Tale capacità d’arresto, è utile per fermare anche i droni spia che gli occhi che a loro volta guidano i droni assassini. L'uniformità e la velocità dello sciame di pallini diventano così uno scudo efficace. L'M4 è il primo fucile al mondo finalizzato a questo impiego ed è un vanto della tecnologia italiana. I nostri tecnici lo hanno ideato anche utilizzando l'intelligenza artificiale. Sono pervenute subito numerose richieste dagli Stati Uniti, Francia, Germania, Giappone e una manifestazione di interesse anche da parte dell'Ucraina. Si stima di produrne circa 30 mila esemplari il primo anno.

Il Benelli M4 A.I. Drone Guardian è quindi uno dei primi tentativi di dotare i soldati di un’arma leggera specifica in grado di fermare i droni in "ultima istanza". 

L’arma in questione va quindi ad integrare le attuali difese elettroniche non sempre decisive nel fermare i “droni circuitanti" che a loro volta utilizzano tecnologie di ultima generazione e in evoluzione per evitare di essere neutralizzati. Il drone oggi è un'arma in grande espansione nel conflitto ucraino utilizzato da ambo le parti: nel periodo tra tra gennaio e 2024, sono stati confermati da video 5.285 strike per l'esercito di Kiev e 4.120 per le truppe russe. Di questi, il 54% sono stati attacchi condotti da soldati in movimento sul terreno.

CONCLUSIONI

Il Benelli M4 A.I. Drone Guardian rappresenta un significativo passo avanti nella difesa contro i droni FPV, offrendo un’arma leggera e maneggevole che può essere utilizzata con precisione ed efficacia nei complessi scenari di combattimento di oggi; questa innovazione italiana diventerà sicuramente una risorsa fondamentale per le forze militari di tutto il mondo.










IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, Benelli, PassionePaneraiWatch, DroneItalia, WIKIPEDIA, You Tube)









































 

mercoledì 12 novembre 2025

Bundeswehr (tedesco: [ˈbʊndəsˌveːɐ̯]): MBDA Germany e l'ufficio acquisti della Bundeswehr BAAINBw hanno sottoscritto un contratto per lo sviluppo e l'approvvigionamento del sistema missilistico anti-drone DefendAir.












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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.








Bundeswehr ([ˈbʊndəsˌveːɐ̯])

La Bundeswehr (tedesco: [ˈbʊndəsˌveːɐ̯], illuminato. Difesa federale) sono le forze armate della Repubblica Federale di Germania. La Bundeswehr è divisa in una parte militare (forze armate o Streitkräfte) e una parte civile. La parte militare è costituita dalle quattro forze armate: Esercito tedesco, Marina tedesca, Aeronautica tedesca e Cyber e Information Domain Service, che sono supportati dall'area di supporto della Bundeswehr.

Al 30 aprile 2025, la Bundeswehr aveva una forza di 182.496 militari in servizio attivo e 80.770 civili, collocandolo tra le 30 più grandi forze militari del mondo, rendendolo il secondo più grande dell'Unione europea dopo la Francia. Inoltre, la Bundeswehr ha circa 860.000 membri del personale di riserva (2025). Con il bilancio militare tedesco a 100 miliardi di dollari (86,37 miliardi di euro) per il 2025, la Bundeswehr è il quarto esercito più finanziato al mondo, anche se le spese militari sono rimaste basse fino a poco tempo fa con una media dell'1,5% del PIL nazionale, ben al di sotto dell'obiettivo non vincolante della NATO del 2%. Nel 2024, la Germania ha adempiuto agli obblighi della NATO di spendere il 2% del suo PIL per le sue forze armate. La Germania mira ad espandere la Bundeswehr a circa 203.000 soldati entro il 2031 per far fronte meglio alle crescenti responsabilità.


A seguito delle preoccupazioni dell'invasione russa dell'Ucraina, la Germania ha annunciato un importante cambiamento di politica, impegnando un fondo speciale di 100 miliardi di euro (116,344 miliardi di dollari) per la Bundeswehr - per rimediare ad anni di sotto-investimento - oltre ad aumentare il bilancio al di sopra del 2% del PIL. Nel 2025, la costituzione tedesca è stata modificata, esentando la spesa militare e di intelligence superiore all'1% del PIL dal Schuldenbremse (limite del debito).




IL MISSILE ANTI-DRONE “DefendAir”
 
Una variante antiaerea a corto raggio del missile Enforcer inizialmente noto come SADM (Small Anti Drone Missile) è stata ribattezzata “DefendAir” nel giugno 2025.  La sua caratteristica principale di progetto è quella di combattere i droni, ma potrebbe anche essere utilizzato contro obiettivi aerei leggeri. Un primo concept di ciò che potrebbe essere quel sistema fu presentato all'ILA Berlin Air Show 2022. Con questo missile, MBDA dice che prevede di combattere UAS di classe 1, UAV sotto i 150 kg (330 libbre).





Le principali differenze rispetto alla variante di base dell'Enforcer sono:
  • una testa di ricerca speciale per obiettivi aerei;
  • un booster collegato al missile Enforcer di base per estenderne la sua portata.

MBDA Germany e l'ufficio acquisti della Bundeswehr BAAINBw hanno di recente sottoscritto un contratto per lo sviluppo e l'approvvigionamento del sistema missilistico anti-drone DefendAir. La commissione per il bilancio del Bundestag tedesco ha già stanziato i fondi di bilancio necessari per un importo di circa 500 milioni di euro.
Il missile, che fino a poco tempo fa era chiamato Small Anti Drone Missile, dovrebbe essere prodotto in gran numero nel sito di Schrobenhausen, ha spiegato Thomas Gottschild, amministratore delegato di MBDA Germany, in una conferenza stampa a Berlino. Si tratta di numeri di produzione, che sono circa dieci volte superiori a quelli dei missili convenzionali, ha detto il manager. Secondo la sua valutazione, il valore aggiunto del sistema d'arma avviene per circa il 90% in Germania. Alcuni degli attuatori provengono dalla Gran Bretagna.
Il sistema utilizza tecnologie collaudate del programma Enforcer, che riduce il rischio di sviluppo e garantisce la disponibilità più rapida possibile. Come contributo alla European Sky Shield Initiative (ESSI), il sistema DefendAir sta già suscitando un forte interesse di altre nazioni partner alleate, ha sottolineato Gottschild. Stima il livello di preparazione tecnologica in media a ben oltre 6. Secondo le sue parole, i test di volo approfonditi dovrebbero iniziare rapidamente per sfornare l'ulteriore sviluppo. La produzione dovrebbe iniziare alla fine del prossimo anno.
MBDA avrebbe già iniziato lo sviluppo del missile guidato già prima del contratto per rendere disponibili i primi sistemi il più rapidamente possibile e rafforzare significativamente la capacità di difesa anti-drone C-UAS.
Il DefendAir è inizialmente destinato all'utilizzo da parte dei carri armati anti-aereo tedeschi del tipo Skyranger con un cannone mitragliatore da 30 mm cal. 30 x 173. Per questo impiego è attualmente previsto un numero di almeno 9 missili. Per un prossimo futuro, si pensa anche a un utilizzo stazionario del sistema missilistico allo scopo di proteggere le infrastrutture critiche, così come i sistemi MANPADS spalleggiabili di un soldato. Il DefendAir potrà essere utilizzato in movimento e sarà ogni-tempo grazie alla sua testa di ricerca attiva.
Secondo MBDA, lo sviluppo del missile è stato molto importante per l'efficienza dei costi. Secondo Gottschild, il prezzo del DefendAIR è quasi in un rapporto 1:1 rispetto all'obiettivo da combattere.
L'integrazione dell'arma nel carro anti-aereo Skryranger avviene nell'ambito del progetto di protezione del settore vicino e vicino (NNB). Secondo MBDA, il DefendAir si inserisce nel portafoglio globale dell'azienda. Oltre allo Sky Warden, la famiglia Mistral e il CAMM (Common Anti-Air Modular Missile); il DefendAir integrerà il portafoglio di difesa aerea e rafforzerà le soluzioni complete nel campo della difesa aerea integrata di MBDA.

Sul veicolo, Skyranger 30 viene abbinato il pod missilistico al cannone revolver KCE 30×173 mm di Rheinmetall e alle munizioni programmabili AHEAD airburst. 

La torretta contiene 252 colpi pronti e può sparare un minimo di 1.200 colpi al minuto o una modalità colpo singolo precisa e veloce, consentendo efficienti intercettazioni ravvicinate mentre il missile gestisce la difesa contro UAV-UCAV. Questa mix cannone-missile crea una rete di protezione a strati dalla difesa ravvicinata a diversi Km, cruciale contro le minacce FPV e quadricotteri.
La Hensoldt ha ricevuto un contratto per fornire radar di difesa aerea Spexer per le varianti Skyranger 30, offrendo agli equipaggi un rilevamento e un tracciamento a 360° in movimento e consentendo il passaggio in automatico tra il cannone e il missile in base alla portata, alla geometria e ai vincoli collaterali. Questa integrazione di progetto riduce la latenza nella catena detect-track-engage, la differenza tra rompere una corsa di un FPV ostile in arrivo a cinque Km e combatterla da postazioni amiche.
Il sistema a/a DefendAir cambia la geometria della lotta per le brigate tedesche. Invece di assorbire l'attrito costante da piccoli droni che si librano al limite della portata dei cannoni, le sezioni Skyranger affronteranno prima le minacce preservervando preziose scorte di munizioni AHEAD per la difesa terminale. 
Rheinmetall ha confermato che il lanciatore è parte integrante della torretta, che semplifica la logistica e preserva la mobilità, mentre i previsti da nove a dodici colpi pronti all’uso rendono le sequenze multi-kill realistiche piuttosto che teoriche. Il linguaggio della Bundeswehr è categorico, affermando che il missile "completerà il cannone dello Skyranger 30. Il sistema sarà quindi pienamente in grado di difendersi da piccoli e micro droni.”
L'acquisizione si trova esattamente nella spinta accelerata contro-UAS dell'Europa. Il programma Skyranger tedesco fa parte della European Sky Shield Initiative e i clienti alleati si stanno muovendo in parallelo. 
L'Austria ha ordinato 36 torrette Skyranger 30 per i veicoli Pandur EVO, integrando Mistral come effettore secondario, mentre la Danimarca ha contratto sedici torrette Skyranger 30 sulle piattaforme Piranha V. L'Ungheria, da parte sua, ha effettuato un ordine di sviluppo per una variante Skyranger montata su Lynx. Lo stesso sta facendo l’Esercito italiano. Uno Skyranger dotato di DefendAir ha quindi una chiara interoperabilità e percorsi di esportazione tra le flotte della NATO.
Per la cronaca, la giustificazione del BMVg inquadra la minaccia in modo succinto e vale la pena citare in parte: “Il piccolo missile anti-drone completerà il cannone di bordo dello Skyranger 30. Il sistema sarà quindi pienamente in grado di difendersi da piccoli e micro droni.” In termini pratici, ciò significa intercettazioni precedenti contro UAS di classe 1 fino a circa 150 Kg e una portata effettiva di sei chilometri se abbinato ai sensori e al controllo del fuoco dello Skyranger. Se MBDA si attiene alla tempistica seriale del 2029 e Rheinmetall sostiene le consegne della torretta, la Bundeswehr metterà in campo un sistema contro-UAS compatto e conveniente costruito per la minaccia che esiste già ora, non quella che i pianificatori desideravano cinque anni fa. L'approvazione recente è la cerniera, trasformando lo Skyranger 30 nel primo sistema di difesa dai droni appositamente costruito in Germania.




Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, 
storia militare, sicurezza e tecnologia. 

Uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri 
di un reparto militare 
ma come cittadini e custodi di ideali.
Valori da tramandare e trasmettere, da difendere
senza mai darli per scontati.
E’ desiderio dell’uomo riposare
là dove il mulino del cuore non macini più
pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto
nella cultura politica europea contemporanea,
è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti
a un disegno spezzato
senza nessuna strategia
per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali.
Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando
è che non bisogna arrendersi mai,
che la difesa della propria libertà
ha un costo
ma è il presupposto per perseguire ogni sogno,
ogni speranza, ogni scopo,
che le cose per cui vale la pena di vivere
sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, 
in quanto capace di autodeterminarsi,
vive finché è capace di lottare per la propria libertà: 
altrimenti cessa di esistere come popolo.
Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! 
Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti 
sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze 
per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: 
SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, 
devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante
poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”,
alcuni si sono abituati a darla per scontata:
una sorta di dono divino e non, 
un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità,
difendere la mia cultura,
conservare le mie tradizioni.
L’importante non è che accanto a me
ci sia un tripudio di fari,
ma che io faccia la mia parte,
donando quello che ho ricevuto dai miei AVI,
fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza
ai popoli che difendono la propria Patria!
Violenza e terrorismo sono il risultato
della mancanza di giustizia tra i popoli.
Per cui l'uomo di pace
si impegna a combattere tutto ciò 
che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori
affinché siano spezzate le catene
della violenza e dell’odio,
e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: 
fino a quando, Signore? Quando farai giustizia?
Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita 
e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, 
a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet:
“””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, Hartpunkt, ArmyRecognition, Wikipedia, You Tube)