lunedì 12 gennaio 2026

MARINA MILITARE ITALIANA: in data 8 gennaio 2026 il programma FREMM EVO ha ultimato la Critical Design Review (CDR) per quanto concerne la Piattaforma, il Sistema di Combattimento dell’Intera nave e il Supporto Logistico Integrato.








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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.








L’agenzia europea OCCAR ha confermato l'8 gennaio 2026 che il programma italiano FREMM EVO ha ultimato la Critical Design Review (CDR) per quanto concerne la Piattaforma, il Sistema di Combattimento dell’Intera nave e il Supporto Logistico Integrato. Ciò significa che il processo di progettazione del programma ha soddisfatto i requisiti indispensabili per poi passare alla produzione (ora in corso).
Il programma è ora sulla buona strada per consegnare l’ultima versione delle FREMM-IT alla Marina italiana; i primi esemplari saranno consegnati tra il 2029 e il 2030. Tali fregate lancia-missili forniranno all’Italia capacità avanzate per soddisfare le esigenze operative in repentina evoluzione e - soprattutto - per rafforzare la sicurezza marittima del Mediterraneo allargato.
L’Organisation for Joint Armament Co-operation e di tutte le parti interessate coinvolte confermano l'importanza strategica della cooperazione a livello nazionale e internazionale nella fornitura di navi navali all'avanguardia che salvaguardano gli interessi condivisi e rafforzano il ruolo dell’Europa, degli Stati Uniti e della NATO nella difesa globale.
Come già evidenziato, la costruzione della prima unità è già in corso per la Marina Italiana dal mese di luglio 2025.
Come noto agli addetti ai lavori, la configurazione delle FREMM EVO condivide lo scafo e l’apparato propulsivo delle attuali FREMM-IT. 
Allo scopo di portare queste unità navali allo stato dell’arte, sono state progettate nuove sovrastrutture in grado di ospitare gli stessi sistemi di combattimento e di piattaforma installati sulle navi di ultima generazione come i Pattugliatori Polivalenti d'Altura PPA o la nave da combattimento multiruolo MPCS Full e l'LHD Trieste; saranno installati nuovi sistemi per affrontare le nuove missioni e le nuove minacce emergenti. 

L’ultima evoluzione delle FREMM-IT, per quanto concerne la suite elettronica, avrà in dotazione: 

IL COMBAT MANAGEMENT SYSTEM

Il sistema di combattimento sarà il Combat Management System (CMS) SADOC Mk 4 di Leonardo, munito di console a grande schermo, l’ultima versione software, funzionalità aggiuntive con capacità di gestire aeromobili senza pilota tramite la suite Leonardo Unmanned Management System (UMS), una nuova suite anti-drone. Verrà potenziata la protezione informatica già in fase di progettazione e sarà implementata anche l’intelligenza artificiale (AI).

LA SUITE DELLE TELECOMUNICAZIONI

Le comunicazioni saranno basate sulle recenti apparecchiature di Leonardo e altri denominate Software Defined Radio (SDR) (V/UHF e HF) e comunicazioni satellitari (C/X/Ku/Ka) munite di Multi Data Link Processor (MDLP) nella versione evoluta con data link 16, 22, VMF, JREAP e crypto.

I SENSORI RADAR AESA

La suite radar sarà incentrata sul Leonardo Kronos Dual Band Radar (DBR), un sistema radar AESA multifunzionale a facce fisse che opera in banda “C” e “X”. Tale suite DBR ha rappresentato la grande novità ed è già stata installata sulle piattaforme di nuova generazione della Marina Militare, a partire dalla classe dai PPA Paolo Thaon di Revel, sui nuovi DDX e sulla LHD Trieste.
Il sistema è composto da quattro facce fisse del radar Kronos Quad in banda “C” e dallo stesso numero di facce fisse del radar Kronos StarFire a banda “X”.
A differenza delle altre piattaforme, le FREMM EVO risulterebbero progettate con la suite DBR in una configurazione ulteriormente evoluta con antenne sono distribuite sulle nuove unità a coppie (banda “X” e “C”) sui lati inclinati dei due blocchi prodiero e poppiero, in modo di assicurare una copertura a 360°, distribuire in modo efficiente i pesi sulle sovrastrutture in lega leggera e consentire una maggiore resilienza in caso di colpo a segno.

LA SUITE INTEGRATA DI GUERRA ELETTRONICA

La suite DBR lavorerà assieme in modo coordinato grazie al ‘system manager’ alla suite integrata per la guerra elettronica o EW (Electronic Warfare) anch’essa di nuova generazione sviluppata da ELT Group ed installata in versione completa con sistemi di sorveglianza, intercettazione ed analisi passiva di sistemi rispettivamente in radio-frequenza (RESM, Radar Electronic Support Measures) e delle comunicazioni (Communications ESM) nonché di contromisure attive contro sistemi radar o RECM (Radar Electronic Counter Measures), in una versione potenziata.
Come noto agli addetti ai lavori, il system manager del DBR è capace di coordinare in via integrata sia la suite DBR che EW, al fine di poter sfruttare meglio le capacità di sorveglianza passiva a lunga portata e di allerta contro le minacce prioritarie del secondo sistema e quelle di disturbo ed attacco elettronico di entrambi i sistemi ed in particolare per quanto riguarda il DBR il radar in banda X, garantendo allo stesso tempo un efficace e simultaneo impiego di entrambi i sistemi.

LA GESTIONE DEL TIRO E I SISTEMI GUIDA MISSILI

Un’altra novità per la suite EW FREMM EVO è rappresentata dalla capacità di contromisura elettronica in radio-frequenza RECM basata su antenne AESA conformi incorporate nell’albero integrato; saranno antenne multiple in grado di svolgere anche altri compiti, posizionate in corrispondenza dei due angoli opposti del mast integrato. Le FREMM EVO saranno le prime unità della Marina Militare a introdurre questa configurazione della suite EW.
Inoltre, il Combat Management System di Leonardo gestirà e controllerà una suite di sistemi senza pilota/autonomi multi-dominio tramite l’Unmanned Management Suite.
La suite DBR è adibita alla difesa aerea locale e di punto, la gestione del tiro dei cannoni imbarcati, alla guida dei missili superficie-aria, alla difesa contro i missili balistici ed alle minacce missilistiche emergenti, l’attacco costiero ed elettronico, con avanzate capacità di difesa contro le misure elettroniche avversarie. In particolare la suite radar DBR consente di realizzare la difesa contro missili balistici tattici in modalità autonoma e su designazione esterna.
A bassa quota, il radar in banda “C” è dedicato alla scoperta dei missili balistici tattici ed alla scoperta di minacce aeree e missilistiche a lungo raggio, mentre quello in banda “X” è preposto alla scoperta delle minacce aeree e missilistiche a corto raggio. In termini di capacità ATBM, il DBR è in grado di effettuare sorveglianza, scoperta e tracciamento di missili balistici tattici della classe con portata di 600 km e di tracciare missili balistici della classe con portata fino a 1.300 Km con designazione esterna.
Il radar Kronos StarFire in banda “X” è stato provato in una campagna nell’Indo-Pacifico, da Nave Montecuccoli presso le Hawaii, ed i primi feedback sarebbero interessanti.

LE PRIME UNITA’ DELLA MARINA ITALIANA CON CAPACITA’ ANTI DRONE

In seguito alle lezioni apprese nelle crisi del Mar Rosso, le FREMM EVO saranno le prime unità navali della Marina Militare dotate di una capacità di contrasto ai droni; le FREMM EVO saranno dotate di una suite che include sia un nuovo radar dedicato che un complesso EW evoluto e potenziato, che lavorano insieme ad una nuova suite elettro-ottica (EO) nonché effettori specializzati gestiti con il supporto dell’intelligenza artificiale sia a livello di sistema che di CMS, al fine di rispondere a questa minaccia con sistemi elettronici e/o cinetici.
Le nuove navi imbarcheranno un nuovo sensore attivo CUAS AESA a quattro facce fisse le cui antenne saranno posizionate al di sotto dell’antenna conforme IFF di Leonardo sull’integrated mast: i candidati principali sono una versione a facce fisse del sistema OMEGA 360 di Fincantieri e la suite radar TMMR (Tactical Multi Mission Radar) di Leonardo.
Il progetto FREMM EVO rappresenta una pietra miliare sia nel confermare la capacità di combinare maturità e innovazione nei suoi sistemi EW che saranno a bordo, sia per la prima fornitura navale di una capacità avanzata di contrasto anti-drone che consentirà sia il rilevamento, il riconoscimento e l’identificazione dei droni sia la loro neutralizzazione con capacità soft-kill. La messa a punto di un CUAS imbarcato nasce dalle competenze acquisite da Elettronica in questa settore negli ultimi decenni, che hanno portato allo sviluppo di sofisticati algoritmi di Intelligenza artificiale (IA) sviluppati specificamente per contrastare la minaccia rappresentata dai droni.
La suite CUAS di ELT Group si baserebbe su di un sistema CESM potenziato ed una capacità di neutralizzazione soft-kill dei droni tramite un disturbo o inganno selettivo del sistema di controllo a distanza e navigazione dei droni; l’elemento hard-kill sarà incentrato sui due sistemi d’arma a controllo remotizzato Leonardo Lionfish cal. 30 x 173 mm muniti di munizionamento Air Burst Munition.

LA DOTAZIONE DI USV (Unmanned Surface Vehicle) 

Oltre agli aeromobili pilotati a distanza da utilizzare dal ponte di volo poppiero, si prevede che le FREMM EVO utilizzeranno veicoli “USV Unmanned Surface Vehicle” destinati a trasportare sistemi subacquei autonomi e gommoni RHIB da 11 metri.

LA SUITE DSS-IRST

La suite DSS-IRST (Distributed Static Staring – IRST) di Leonardo s’interfaccerà con il system manager del radar DBR come sui PPA e sulla LHD Trieste.
Il DSS-IRST comprende sia torrette fisse per visione panoramica IR che rotanti per conferma della scoperta, munite di camere termiche, nel visibile e laser range finder, per assicurare una copertura a 360° intorno all’unità e tracciare i bersagli che entrano nel loro campo visivo. 
SITEP Italia produce la suite di sorveglianza, avvertimento ed ingaggio non letale MASS (Multirole Acoustic Stabilized System) CS-524, le cui torrette sono posizionate sul blocco delle sovrastrutture di poppa, di fronte al fumaiolo poppiero. Quelli collegati ai sistemi del comparto anteriore dell’apparato propulsivo sono visibili ai lati del blocco della sovrastruttura di prua.

I SISTEMI RADAR DI CONTROLLO DEL TIRO E I DECOY

Il controllo dell’armamento cannoniero viene assicurato da due direzioni del tiro radar a doppia banda/EO NA-30S Mk2 di Leonardo, i cui sistemi sono posizionati su entrambi i blocchi delle sovrastrutture, mentre due lanciatori di decoy OLDS 20 anch’essi di Leonardo, capaci di lanciare varie esche per la guerra aerea e per la guerra anti-siluro MJTE (Mobile Jammer Target Emulator); tali sistemi di Leonardo sono posizionati a centro nave.

I SISTEMI MISSILISTICI IMBARCATI

Il pacchetto di armamenti è incentrato: 

  • un sistema missilistico di difesa aerea MBDA Italia SAAM ESD Evolved basato sulla famiglia di armi Aster, comprese le munizioni Aster 30 Block 1NT, da lanciare da due sistemi di lancio verticali Naval Group Sylver A50 a 8 celle ciascuno, posizionati nell’area di prua; si evidenzia la presenza di spazio per altri VLS dietro quelli già posizionati (tale spazio è stato mantenuto libero per accogliere VLS anziché alloggi per l’equipaggio come avviene sulle attuali FREMM).  L'ASTER 30 SAMP/T è la principale arma di difesa antiaerea mobile del XXI secolo per la protezione di teatro. Protegge i siti sensibili e le forze schierate dalle minacce missilistiche (TBM, stand off, missili da crociera, ARM) e dagli aerei, sostituendo tutti i sistemi terra-aria a medio raggio esistenti.
  • Il sistema ASTER 30 SAMP/T è progettato per soddisfare le esigenze di difesa aerea a medio e lungo raggio (proiezione della forza, protezione di aree di alto valore e protezione d'area). Può operare in modalità stand alone oppure può essere integrato in una rete coordinata. L’ASTER è un missile bi-stadio, concetto che porta alla massima efficacia dello stadio intercettore. Il booster a propellente solido assicura la sagomatura ottimale della traiettoria del missile in direzione del bersaglio e si separa pochi secondi dopo il lancio verticale. Fino a metà rotta, l'arma è guidata inerzialmente, utilizzando i dati del bersaglio aggiornati trasmessi dal modulo di ingaggio attraverso il radar multifunzione. Durante la fase di homing, la guida è ottenuta da un cercatore elettromagnetico attivo che fornisce una capacità estremamente precisa in qualsiasi condizione atmosferica.

  • Sarebbero in corso studi per valutare l’installazione di VLS A70 per missili da crociera per attacco in profondità o VLS per missili superficie-aria MBDA Italia CAMM ER. Il CAMM-ER (Extended Range) è la versione con autonomia estesa. Con una gittata di oltre 45 km, offre difesa aerea a medio raggio ed è in grado di operare indipendentemente o integrato in un sistema di difesa. Ha una lunghezza aumentata a 4,2 m, diametro a 190 mm e peso a 160 kg. È un progetto sviluppato da MBDA IT in collaborazione con la MBDA UK e in Italia avrà lo scopo di sostituire i missili Aspide, rispetto ai quali ha più del doppio della portata. Nelle prove operative è stata evidenziata la capacità di arrivare anche a 60 km. Inoltre il sistema di comando ha il 75% in comune con il software del PAAMS già usato per i missili Aster. Come disposto dal procurement del 2017, l'AMI impiegherà il Posto Comando SIRIUS con radar di scoperta multifunzionale Leonardo KRONOS 3D LAND, mentre l'EI impiegherà il PCMI (Posto Comando Modulo di Ingaggio) Forza NEC, con radar di scoperta Rheinmetall Italia X-TAR 3D in banda X.

  • Le unità saranno equipaggiate a centro nave con otto lanciatori per missili MBDA Italia Teseo Mk2/Evolved con capacità antinave e “land-attack”.   Il “nuovo missile Teseo Mk2/E Evolved, ha principalmente la finalità di salvaguardare la capacità missilistica superficie-superficie della Marina Militare, attraverso un piano di sviluppo, qualifica, industrializzazione, produzione e sostegno decennale del Teseo Mk2/E Evolved”. Al progetto del nuovo missile si sommerà la definitiva risoluzione delle obsolescenze della versione Mk2/A attualmente in servizio. Tale fase sarebbe finanziata con 150 milioni di euro distribuiti in 8 anni a partire dal 2018. Si tratta di un’evoluzione dell’attuale sistema Otomat/Teseo Mk2/A, con portata significativamente maggiorata ed avanzate capacità operative che, oltre a consentire il rimpiazzo progressivo dell’attuale sistema missilistico, consentirà ad MBDA Italia ed alla Difesa di mantenere capacità strategiche da mettere sul tavolo di prossimi e futuri programmi europei o multinazionali.La Difesa italiana ha di recente stanziato i fondi indispensabili per sviluppare ed acquisire il missile navale di lungo raggio subsonico Teseo MK2 Evolved di Mbda. Il nuovo missili anti-nave e contro-costa è una evoluzione del missile Otomat MK2 Block IV. Il programma di sviluppo incontra i requisiti delle Forze Armate in operazioni costiere e in acque ostili. La nuova versione del missile, che la società partecipata al 25% da Leonardo aveva inserito tra le priorità per il 2018, condivide svariati elementi con un altro programma chiave di Mbda, l’antinave Marte ER, di cui la Marina del Qatar è il cliente di lancio; l’aeronautica del Paese del Golfo lo utilizzerà a bordo dei suoi elicotteri NH90 in versione NFH, da poco acquisiti. Il Teseo MK2Evo rappresenta una necessità per sostenere le capacità operative della Marina Italiana e l’avvio del suo sviluppo in sinergia con il Marte Extended Range permetterà di “evitare duplicazioni di costo”.
  • Gli elicotteri imbarcati SH90 o EH101 potranno operare anche con i missili anti-nave MBDA Italia Marte ER.



L’ARMAMENTO CANNONIERO

La componente d’artiglieria è incentrata su:

  • 2 cannoni Leonardo Super Rapido da 76/62 mm nella configurazione Strales in grado di utilizzare munizioni guidate DART per contrastare sia minacce missilistiche che asimmetriche.  Il sistema Davide/Strales abbinato al sistema di controllo di tiro Dardo-F, che controlla sia il bersaglio che il proiettile, è installabile anche sulle vecchie torrette con poche modifiche, mediante l'aggiornamento del firmware di controllo, l'aggiunta del radar di guida in banda Ka e scudo stealth. La torretta mediante il radar produce quattro fasci che vengono proiettati sul bersaglio e il proiettile viene radiocomandato nella sua direzione in modo tale che rimanga all'interno dei fasci. I proiettili DART sono un sottocalibro da 42 mm e grazie ad un adattatore raggiungono i 76 mm del calibro del cannone, hanno delle alette canard che gli permettono di manovrare e la sezione di coda ha sei pinne fisse e il ricevitore radio. 
  • 2 sistemi RWS Leonardo Lionfish da 30 x 173 mm, capaci di impiegare munizionamento air burst (ABM) fornito da KNDS Ammo Italy, in grado di contrastare UAS e minacce asimmetriche muniti di direzione tiro elettro-ottica indipendente (Independent Line-of-Sight, ILOS) montata su ogni affusto.  Le torrette a controllo remoto sono dotate di un’architettura comune, la famiglia Lionfish® ha una struttura compatta e dal peso contenuto. La soluzione è altamente versatile e adatta a essere installata a bordo di qualsiasi tipo di imbarcazione, sia come sistema di difesa primario che secondario. L’interfaccia uomo-macchina, tecnologicamente avanzata e di facile utilizzo, consente tempi ridotti per l’addestramento degli equipaggi, mentre le soluzioni adottate garantiscono affidabilità e manutenzione semplificata. Il controllo remoto delle torrette, che avviene tramite una consolle, e la suite di sensori elettro-ottici allo stato dell’arte di cui sono dotate consentono di individuare gli obiettivi con estrema precisione, sia di giorno che di notte.



LA DOTAZIONE SONAR ASW


Come risulterebbe agli addetti ai lavori, le due unità nella versione ASW saranno dotate del sonar Thales UMS 4110 CL montato nel bulbo di prora con sonar anticollisione ed antimine OAS di Leonardo e con la suite con sonar a profondità variabile attivo a bassa frequenza Thales 4249 CAPTAS 4, cortina trainata multifunzione a poppa, oltre all’ecoscandaglio panoramico posizionato a centro nave. 


Le nuove navi avranno in dotazione anche due lanciatori tripli per siluri leggeri Eurotorp MU90.








IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, NavalNews, AnalisiDifesa, You Tube)
























 

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