sabato 15 agosto 2026

ESERCITO ITALIANO 2026: il KARMA (Kinetic Anti-drone Mobile Asset) è un innovativo sistema di contrasto ai droni (Counter-UAS) basato sull'Intelligenza Artificiale, sviluppato dall'azienda italiana ELT Group.












https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.













L'azienda italiana di difesa ELT Group ha di recente presentato ai media KARMA (Kinetic Anti-drone Mobile Asset), un nuovo sistema anti-drone (C-UAS) basato sull'intelligenza artificiale. Il sistema è progettato per rilevare, riconoscere e identificare droni di Classe 1 e 2, offrendo opzioni di dispiegamento sia mobili che fisse per la protezione di infrastrutture militari e critiche.




Il KARMA è un innovativo sistema di contrasto ai droni (Counter-UAS) basato sull'Intelligenza Artificiale, sviluppato dall'azienda italiana ELT Group. Lanciato sul mercato a metà aprile 2025, il sistema è progettato per proteggere asset militari e infrastrutture critiche dalle minacce aeree asimmetriche, sia in ambito civile che militare. 
Il KARMA (Kinetic Anti-drone Mobile Asset), è disponibile sia in configurazione mobile che fissa, in grado di rilevare, riconoscere e identificare droni di classe 1 e 2 tramite algoritmi di intelligenza artificiale che aumentano l'efficacia dei sensori e degli attuatori di bordo e, di conseguenza, le prestazioni del sistema. Il sistema dovrà garantire la protezione da possibili minacce sia a beni militari che a infrastrutture critiche.

Caratteristiche principali:
  • Target droni Classe 1 e 2: Rileva, riconosce e identifica droni leggeri e tattici piccoli.
  • Algoritmi di Intelligenza Artificiale: L'AI elabora i dati dei sensori in tempo reale e ottimizza le risposte degli effettori.
  • Dispiegamento rapido: Può essere configurato sia come postazione fissa sia come asset mobile integrato su veicoli.
  • Difesa anti-sciame: Il sistema è specificamente ottimizzato per contrastare attacchi simultanei da parte di più droni opponenti.
  • Architettura modulare: Facilmente integrabile in reti di difesa aerea complesse e scalabile in base alle necessità dell'utente. 

Sensori e contromisure:
  • Sensore Radiofrequenza (RF): Intercetta e decodifica i protocolli di comunicazione dei droni per estrarre dati vitali.
  • Sorveglianza ottica a 360°: Utilizza telecamere a infrarossi (IR) per il monitoraggio continuo dello spazio aereo.
  • Modulo Jammer: Unità di disturbo elettronico per interrompere i segnali RF di controllo e navigazione dei droni.

KARMA rappresenta l’evoluzione del primo prodotto della famiglia C-UAS del Gruppo ELT, Adrian (Anti drone interception acquisition neutralisation), già presente sul mercato dal 2015.

Le caratteristiche principali del sistema sono:
  • Un approccio senza radar che rende il sistema elettromagneticamente silenzioso; in questo modo l’azienda ha risposto al cambiamento di paradigma richiesto dal nuovo contesto geopolitico e militare.
  • Una funzionalità Track While Scan che garantisce una sorveglianza continua a 360° grazie al sistema di telecamere a infrarossi e alla sua integrazione con algoritmi di elaborazione basati sull’intelligenza artificiale implementati nel sistema di comando e controllo.
  • Un sistema di comando e controllo con un’interfaccia uomo-macchina (HMI) semplice e intuitiva per supervisionare tutti i sensori e fornire un quadro completo, la cui novità risiede nell’implementazione di complessi algoritmi di intelligenza artificiale per ottimizzare il rilevamento, il riconoscimento e l’identificazione e fornire all’operatore addetto alla difesa contro gli UAS il quadro aereo locale (LAP) più completo e affidabile possibile. I dati relativi all’identificazione delle minacce possono inoltre essere inviati al sistema federato di controllo del fuoco (della piattaforma), il cui operatore ha il compito di decidere in ultima istanza in merito a un’eventuale azione di neutralizzazione definitiva.

Il KARMA ha in dotazione un sensore RF (radiofrequenza) in grado di rilevare e identificare i
protocolli di comunicazione RF dei droni, al fine di ricavarne le informazioni essenziali per contrastarli. Il sistema è dotato di un modulo di disturbo, in grado di trasmettere segnali di disturbo RF verso i droni intercettati, ed è progettato per uno scenario operativo caratterizzato dall’attacco di più droni avversari.
Il sistema C-UAS è una soluzione modulare e scalabile che può essere integrata in una rete di difesa aerea più complessa e adattata alle esigenze specifiche dei vari utenti finali. Il sistema consente il monitoraggio continuo in tempo reale dello spazio aereo per contrastare le minacce provenienti dai droni sia in ambito militare che civile.
Il dispositivo può essere installato sia su veicoli militari (di vecchia generazione o di nuova concezione) che civili, per la protezione di ampie aree territoriali (controllo delle frontiere) o di infrastrutture critiche, ed è in grado di operare con un’ampia gamma di sensori ed effettori.

Come sopra evidenziato, il nuovo anti-drone KARMA (Kinetic Anti-dRone Mobile Asset) è basato sull’AI, rapidamente dispiegabile - sia in configurazione mobile che fissa - capace di rilevare, riconoscere e identificare droni di classe 1 e 2, utilizzando algoritmi che aumentano l’efficacia dei sensori e degli effettori a bordo.
Un sensore RF (Radio Frequency) gli consente di rilevare e identificare i protocolli di comunicazione RF dei droni per estrapolare da questi le informazioni essenziali al loro contrasto; un jammer, capace di trasmettere segnali RF di disturbo verso i droni intercettati è progettato specificamente per uno scenario operativo caratterizzato dall’attacco di più droni a sciame.

L’italiana ELT Group ha pensato il sistema “C-UAS” soprattutto per la protezione dei mezzi dell’Esercito Italiano, sia quelli da tempo operativi che quelli di futura acquisizione (A2CS IFV e NMBT).










IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, ELT Group, RID, WIKIPEDIA, You Tube)














 

giovedì 13 agosto 2026

US ARMY: il cannone automatico XM913 Bushmaster cal. 50 x 228 è un'arma altamente efficace, indispensabile per abbattere i droni a bassa quota con maggior letalità precisione.













https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.











L'XM913 Bushmaster è un cannone automatico sperimentale del tipo chain gun (mitragliera a catena) da 50 x 228 mm, sviluppato da Northrop Grumman in collaborazione con il Picatinny Arsenal dell'U.S. Army. È progettato come arma principale per il futuro veicolo da combattimento della fanteria XM30 Mechanized Infantry Combat Vehicle, destinato a sostituire il leggendario ma ormai anziano M2 Bradley. L'XM913 rappresenta un enorme salto generazionale in termini di letalità, raddoppiando il calibro rispetto al cannone M242 Bushmaster da 25 mm attualmente in uso sul Bradley.



Caratteristiche Tecniche Principali:
  • Calibro: Munizioni da 50 × 228 mm.
  • Peso Complessivo: 314 kg (692 libbre).
  • Cadenza di Tiro: Colpo singolo, raffica o completamente automatico fino a 200 colpi al minuto.
  • Gittata Efficace: Supera i 4 km, più del doppio rispetto ai 2 km del precedente cannone da 25 mm.
  • Alimentazione: Sistema a doppia alimentazione (dual feed) con selezione istantanea del primo colpo.
  • Funzionamento: Movimento guidato da un motore elettrico a spazzole ad alta potenza (3.5 hp), che riduce drasticamente il rischio di inceppamento rispetto ai sistemi a recupero di gas. 




Munizionamento Avanzato:
  • Grazie alla flessibilità del sistema dual feed, l'XM913 è in grado di alternare istantaneamente due tipi di proiettili avanzati per affrontare minacce diverse sul campo di battaglia:
  • APFSDS-T (XM1203): Proiettili perforanti traccianti a energia cinetica con sabot eliminabile e stabilizzazione a alette, ideati per perforare le corazze dei moderni veicoli da combattimento della fanteria (IFV) nemici.
  • HEAB (High Explosive Air Bursting): Munizioni esplosive programmabili per esplodere a mezz'aria sopra le trincee, dietro i ripari o in prossimità di bersagli aerei.

Ruolo Tattico e Sviluppo:
  • Sostituzione del Bradley: Il cannone è integrato come arma d'ordinanza nei prototipi del programma XM30 guidati da American Rheinmetall Vehicles e General Dynamics Land Systems.
  • Capacità C-UAS (Anti-Drone): Oltre a distruggere blindati e fanteria protetta, l'U.S. Army sta attivamente testando e adattando l'XM913 in combinazione con munizioni a prossimità per abbattere droni appartenenti ai Gruppi 1, 2 e 3 (dai piccoli quadricotteri commerciali fino a UAV da oltre 600 kg). 
  • Stato del Programma: Northrop Grumman ha fornito una flotta iniziale di cannoni XM913 al DEVCOM dell’US ARMY per condurre approfonditi test di qualificazione e integrazione sulle torrette dei futuri veicoli corazzati.






Nell'ottobre del 2019, Northrop Grumman ha presentato il cannone XM913 Bushmaster da 50 mm alla fiera e conferenza sulla difesa AUSA (Association of the United States Army) tenutasi a Washington DC, negli Stati Uniti. 
L'XM193 si basa sul collaudato progetto del Bushmaster III 35/50 ed è concepito per offrire maggiori capacità contro i moderni veicoli da combattimento per la fanteria (IFV) e contro i sistemi aerei a pilotaggio remoto (UAS).
L'arma XM913, sviluppata in collaborazione con Northrop Grumman Defense Systems, rappresenta un miglioramento rispetto alla tradizionale tecnologia delle mitragliatrici a catena. Le nuove migliorie progettuali aumenteranno la precisione e l'accuratezza dell'arma grazie a un design meccanico ottimizzato e a sistemi di controllo avanzati.
Il cannone XM913 da 50 mm può colpire bersagli a distanze più che doppie rispetto ai circa 2 Km del cannone M242 da 25 mm attualmente in dotazione ai veicoli da combattimento Bradley. Il cannone da 50 mm è stato progettato per colmare questa potenziale lacuna, raggiungendo distanze ben superiori ai 4 km. Quest’arma è in grado di integrare in un unico sistema una varietà di tecnologie emergenti e all'avanguardia per l'attacco di veicoli corazzati, tra cui un sistema avanzato di controllo del tiro, sensori di puntamento automatizzati, munizioni di nuova generazione, una maggiore velocità di elaborazione dei computer e opzioni di attacco a lungo raggio con munizioni di medio calibro.

Attualmente, l’US ARMY sta lavorando al programma ALAS-MC (Advanced Lethality and Accuracy System for Medium Caliber), con l'obiettivo di fornire prestazioni e letalità superiori per i sistemi d'arma di medio calibro rispetto ai sistemi attualmente in uso in tutto il mondo. Inoltre, la nuova arma è progettata per offrire una maggiore distanza di sicurezza dal bersaglio, una precisione e un'accuratezza migliorate.

Le caratteristiche principali del sistema includono: 
  • munizioni ad alto potenziale esplosivo a scoppio aereo per effetti ottimizzati contro bersagli umani, dietro muri e in campo aperto; 
  • munizioni perforanti per effetti ottimizzati contro bersagli materiali; 
  • miglioramenti integrati al controllo del tiro; 
  • interfaccia utente grafica e telemetro laser avanzato. Integrato nel progetto è il cannone automatico da 50 mm, noto come XM913, in grado di sparare sia munizioni ad alto potenziale esplosivo a scoppio aereo con tracciante XM1204 (HEAB-T) che munizioni perforanti a sabot scartabile stabilizzate ad alette con tracciante XM1203 (APFSDS-T);
  • Le cartucce HEAB-T e APFSDS-T sono state progettate e sviluppate dagli ingegneri di Picatinny e prodotte da General Dynamics Ordnance and Tactical Systems.

Nell'aprile del 2019, presso il poligono di tiro "Big Sandy" in Arizona, si è tenuta una dimostrazione a fuoco. 

L'evento ha offerto ai partecipanti internazionali una prima visione di una serie di sviluppi relativi alla famiglia di cannoni a catena Bushmaster di Northrop Grumman, tra cui il primo sparo pubblico del cannone a catena XM913 da 50 mm.
Durante l'AUSA 2018, l'azienda americana General Dynamics ha presentato il suo dimostratore tecnologico Griffin, dotato di una torretta armata con un cannone XM913 da 50 mm. Il dimostratore tecnologico Griffin III della General Dynamics Land Systems (GDLS), basato su un telaio di veicolo blindato cingolato, è uno dei candidati per il programma OMFV (Optionally Manned Fighting Vehicle) dell'esercito statunitense. Il veicolo è basato sul telaio del veicolo da ricognizione britannico Ajax. Il Griffin III monta un cannone da 50 mm e può ospitare un sistema di protezione attiva (APS) e velivoli a pilotaggio remoto (UAV). Il Griffin II ha un equipaggio di due persone e la parte posteriore del veicolo può ospitare sei soldati di fanteria.

Il cannone automatico XM913 Bushmaster è un'arma efficace, indispensabile per abbattere i droni a bassa quota con maggiore precisione.

L'avvento di un gran numero di droni economici, facilmente sacrificabili e letali è stato uno dei maggiori fattori di svolta sul campo di battaglia moderno, sin dall'introduzione di carri armati e aerei. A differenza di queste piattaforme, tuttavia, non esiste una soluzione rapida o semplice per contrastare la minaccia che rappresentano. Diverse misure difensive passive, dalle corazze aggiuntive alle reti, sono state impiegate da entrambe le parti nella guerra in corso in Ucraina. 

Sono in fase di sperimentazione anche nuove armi di guerra elettronica (EW), così come i laser.

Tuttavia, l'approccio più antico, sebbene tutt'altro che efficiente, è quello di affidarsi alle armi cinetiche tradizionali: mitragliatrici antiaeree o di altro tipo, reperibili in abbondanza in tutto il mondo. Queste armi esistono già, sono state collaudate in battaglia e possono risultare relativamente economiche se si dimostra la loro efficacia contro le minacce aeree.
Di recente, l'ufficio del responsabile del progetto per i sistemi di munizioni di manovra dell'esercito degli Stati Uniti ha chiesto all'industria di sviluppare un sistema che impieghi un cannone da 50 mm in grado di contrastare la minaccia rappresentata dai droni aerei.
L'esercito statunitense conferma di essere alla ricerca di sviluppatori in grado di "integrare una soluzione di munizioni da 50 mm per tracciare, ingaggiare e neutralizzare efficacemente le minacce UAS di classe 1, 2 e 3”; l'hardware dovrebbe essere basato sul cannone automatico XM913 Bushmaster da 50 mm di Northrop Grumman.
Prima di essere incaricati di costruire un prototipo, i partecipanti dovranno fornire "una descrizione dettagliata delle capacità dell'azienda in materia di C-UAS, l'architettura proposta per il sistema C-UAS, l'integrazione del controllo del fuoco/sensori, una bozza dettagliata del piano di test o dimostrazione e come la piattaforma impiegherà con successo le munizioni da 50x228 mm contro il set di bersagli specificato".

L'obiettivo del programma sembra piuttosto ambizioso, dato che è concepito per essere utilizzato contro una gamma piuttosto ampia di droni, dalle piattaforme del Gruppo 1 a quelle del Gruppo 3: 
  • I droni del Gruppo 1 rappresentano la classe più piccola di UAS (sistemi aerei senza pilota) definita dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Possono pesare fino a 9 kg e operare ad altitudini inferiori a 365 metri dal suolo.
  • Il Gruppo 2 comprende un UAS tattico che pesa da 21 a 55 libbre, con una velocità massima di 250 nodi e una quota operativa massima di 3.500 piedi.
  • Il Gruppo 3 comprende droni militari di medie dimensioni che possono pesare fino a 1.320 libbre e volare fino a 18.000 piedi sul livello del mare (MSL).

È interessante notare che i droni di Gruppo 4 e 5, ovvero i droni di grandi dimensioni che operano con una potenza di fuoco elevata ad alta quota, come l' MQ-9 Reaper, non sono inclusi nella proposta, forse riconoscendo che una mitragliatrice difficilmente sarebbe di grande efficacia contro di essi.
I gruppi da 1 a 3 devono operare più vicino al suolo, il che li rende potenzialmente un bersaglio più appetibile. Tutti e tre i gruppi di droni hanno rappresentato una minaccia costante per i veicoli militari in Ucraina, ma l'esercito statunitense confida che un'arma in particolare possa essere la soluzione, almeno con il giusto sistema di tracciamento. 

Il cannone automatico XM913 da 50 mm è stato sviluppato per l'esercito degli Stati Uniti per essere impiegato come armamento sul veicolo da combattimento per la fanteria meccanizzata (MICV), destinato a sostituire in futuro il vecchio veicolo da combattimento per la fanteria M2 Bradley (IFV).

Come suggerisce il nome, la canna dell'XM913 ha un diametro di 50 millimetri, ovvero circa 2 pollici. Il proiettile che spara è quattro volte più grande di un proiettile calibro .50 (12,7 mm), il più grande proiettile convenzionale per fucile, e può essere molto efficace contro veicoli leggermente blindati e altri bersagli "morbidi". Questo vale certamente anche per i droni, che sono leggeri e quindi, per loro stessa natura, scarsamente blindati.
Il cannone a catena Bushmaster, evoluzione dei cannoni Mk44S e Bush III per piattaforme terrestri, era stato precedentemente testato come arma anti-razzi, anti-artiglieria e anti-mortaio (C-RAM) e come sistema anti-droni (C-UAV). La piattaforma, che pesa poco meno di 317 kg, può sparare a colpo singolo, a raffica o fino a 200 colpi al minuto. È progettata per sparare due tipi di munizioni: le XM1204 High Explosive Airburst with Trace (HEAB-T) e le XM1203 Armor-Piercing Fin-Stabilized Discarding Sabot with Trace (APFSKS-T). L'arma utilizza un sistema di doppia alimentazione che consente agli operatori di passare istantaneamente da un tipo di munizione all'altro. Le HEAB-T sono già sulla buona strada per diventare le munizioni ad alto potenziale esplosivo (HE) standard dell'esercito statunitense.









IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, ArmyRecognition,  TheNationalInterest, WIKIPEDIA, You Tube)



















 

mercoledì 12 agosto 2026

Beretta Defense Technologies: il Beretta NARP "Praetorian" è il nuovo fucile d'assalto adottato dall'unità antiterrorismo francese GIGN (Groupe d'Intervention de la Gendarmerie Nationale).









https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.








Il Beretta NARP "Praetorian" è il nuovo fucile d'assalto adottato dall'unità antiterrorismo francese GIGN (Groupe d'Intervention de la Gendarmerie Nationale).  

Specifiche Tecniche Principali:
  • Calibro: 6,5x39 mm (6,5 Grendel), con munizioni dedicate Swiss P (FMJ 120 gr, perforante 120 gr, espansiva 123 gr). 
  • Lunghezza Canna: Reale di 11,5 pollici. 
  • Lunghezza Massima con Moderatore: 14,5 pollici compreso il moderatore-spegni fiamma compatto integrato B-Silent. 
  • Sistema di Funzionamento: A sottrazione di gas con pistone a corsa corta e otturatore rotante. 

Dimensioni (Ingombri):
  • Lunghezza totale con calciolo esteso: 847 mm;
  • Lunghezza con calcio ribaltato/chiuso: 629 mm; 
  • Peso: Circa 3.500 grammi (senza munizioni o con configurazione operativa standard).

Ergonomia e Struttura:
  • Calciolo dedicato compatto, telescopico, ribaltabile e dotato di appoggia-guancia rialzato;
  • Comandi di sparo completamente ambidestri di serie.

Sviluppato appositamente per soddisfare le esigenze operative d'élite, questa specifica variante della piattaforma New Assault Rifle Platform (NARP) si distingue per l'abbandono dei calibri standard occidentali a favore di una configurazione balistica avanzata e ottimizzata per il Close Quarters Battle (CQB). 

Caratteristiche Principali del Progetto:
  • Calibro 6.5 Grendel: L'arma è camerata in calibro 6.5x39mm Grendel. Questa scelta strategica offre un potere d'arresto ed energia cinetica nettamente superiori al classico 5.56 NATO a distanze ravvicinate e medie, ideali per neutralizzare minacce protette da giubbotti antiproiettile.
  • Munizioni dedicate Swiss P: In parallelo allo sviluppo del fucile, l'azienda Swiss P ha collaborato con il GIGN per creare tre varianti di cartucce dedicate in 6.5 Grendel: una Full Metal Jacket (FMJ) da 120 grani, una perforante (Armor Piercing) da 120 grani e una espansiva da 123 grani. 
  • Architettura e Meccanica: A differenza di un comune adattamento su piattaforma AR-15, la variante Praetorian è stata ingegnerizzata da Beretta integrando canna, otturatore e caricatore per lavorare nativamente con il 6.5 Grendel. Utilizza un collaudato sistema a pistone a corsa corta per massimizzare l'affidabilità.
  • Design per Operazioni Speciali: Il fucile presenta controlli completamente ambidestri, un sistema di recupero interno racchiuso nell'upper receiver che permette l'uso di calci pieghevoli ed è predisposto per l'uso intensivo di moderatori di suono (soppressori).


La Nuova Piattaforma Fucile d'Assalto (NARP) è un fucile d'assalto modulare italiano prodotto dalla Beretta. 

I modelli iniziali sono camerati per la cartuccia 5,56×45 mm NATO e disponibili con canne da 11,5", 14,5" e 16". Al 2026 ne erano stati consegnati 7.000 su 50.000 ordinati.
Sviluppato dal 2018 con il contributo delle Forze Speciali italiane, il NARP sostituirà il fucile d'ordinanza ARX 160 nell'ambito di un piano di modernizzazione delle Forze Armate italiane. Beretta Defence Technologies (BDT), una filiale britannica, ha annunciato che il NARP sarà presentato al Project Grayburn, una prova competitiva per trovare un fucile d'assalto sostitutivo per l'esercito britannico.
Nel 2025, Bdt France ha reso pubblico ai media il fucile d'assalto Beretta Narp “Praetorian” cal. 6,5 Grendel (6,5×39); tale munizione è stata sviluppata in collaborazione con Swiss P su specifica richiesta del gruppo anti terrorismo francese. Il Beretta “Praetorian” utilizza un nuovo calciolo compatto, telescopico e ribaltabile con appoggia-guancia, comandi ambidestri di serie, lunghezza massima della canna di 14,5 pollici, il super compatto moderatore-spegni fiamma B-Silent.

Le tre munizioni 6,5 Grendel specialistiche sviluppate appositamente dalla Swiss P (del Gruppo Beretta) sono le seguenti: 
  • palla Fmj di 120 grani come munizione di uso generale/precisione, 
  • Armor piercing di 120 grani per bersagli protetti, 
  • una espansiva di 123 grani della linea Styx.

In una presentazione pubblica, il Gign – Groupe d’intervention de la Gendarmerie Nationale e il produttore svizzero di munizioni Swiss P Defence (parte del gruppo Beretta), hanno congiuntamente presentato nuove varianti della cartuccia 6,5 Grendel (6,5×39 mm), che risultano appositamente concepite per soddisfare gli stringenti requisiti delle moderne forze speciali e sono state mostrate insieme al fucile d’assalto Beretta Narp o New assault rifle platform camerato, appunto, in 6,5 Grendel; è noto agli appassionati che il 6,5 è il secondo calibro camerato in questa carabina dopo il 5,56×45 di lancio. Il NARP esposto mostrava sia una nuova tipologia di calciatura sia un nuovo moderatore di suono ultra-compatto.
Il 6,5 Grendel combina una precisione superiore, una gittata migliorata e prestazioni balistiche ottimizzate per soddisfare i requisiti operativi del Gign e di ogni altro gruppo di forze speciali.

Il calibro 6,5 Grendel sarà un fattore decisivo per le operazioni future e questa cooperazione è un passo importante nell’ulteriore sviluppo di una nuova tecnologia di munizioni. La cartuccia stabilisce nuovi standard in termini di prestazioni e affidabilità.


Il Gign 

Il Groupe d'intervention de la Gendarmerie nationale (GIGN) è un'unità d'elite della Gendarmeria nazionale francese specializzata in azioni antiterrorismo, nella liberazione di ostaggi e in operazioni speciali.


Il GIGN ha la sua base operativa nel quartiere di Satory a Versailles ed il centro di istruzione e addestramento al campo di Frileuse a Beynes. Per partecipare alla selezione occorre già essere gendarme ed avere meno di 32 anni.
Il GIGN è stato fondato nel marzo 1974 in seguito al massacro alle olimpiadi di Monaco. Creato inizialmente come un'unità tattica relativamente piccola, specializzata in situazioni di liberazione ostaggi sensibili, da allora è cresciuto fino a diventare una forza di quasi 400 unità, con responsabilità e capacità espanse. L'unità ha guadagnato notorietà in tutto il mondo a seguito di un suo assalto riuscito al Volo Air France 8969, dirottato all'aeroporto di Marsiglia Marignane nel dicembre 1994. Dal 2007 svolge anche operazioni militari tipiche delle forze speciali.
Tra le specificità dell’unità vi sono:
  • la lotta al terrorismo, 
  • Il salvataggio di ostaggi, 
  • la ricognizione e scoperta, 
  • la protezione personale del Presidente della Repubblica francese 
  • e compiti di protezione di altre istituzioni francesi all’estero.











IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, Armi e Tiro, WIKIPEDIA, You Tube)