martedì 8 settembre 2026

Marina dell'Esercito Popolare di Liberazione cinese (PLAN) 2026: la LHD Type 076 (designata dalla NATO come classe Yulan) è una nave da assalto anfibio di nuova generazione.










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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.







La Type 076 (designata dalla NATO come classe Yulan) è una nave da assalto anfibio di nuova generazione sviluppata per la Marina dell'Esercito Popolare di Liberazione cinese (PLAN). L'utente fa riferimento alla designazione errata "Yuzhen-class LHA-04", confondendola probabilmente con la precedente classe di LHD Type 075 (classe Yushen) o con le banchine di sbarco Type 071 (classe Yuzhao). 
La prima unità della classe Type 076, battezzata Sichuan, è stata varata a fine 2024 e rappresenta un ibrido rivoluzionario a livello globale: è la prima nave d'assalto anfibio al mondo progettata fin dall'inizio come porta-droni (UAV) dotata di catapulta elettromagnetica (EMALS). 






Caratteristiche Tecniche Principali

  • Dimensioni e Dislocamento: Ha una lunghezza di circa 250-260 metri e una larghezza superiore ai 50 metri. Il suo dislocamento a pieno carico è stimato tra le 40.000 e le 50.000 tonnellate, rendendola una delle navi da assalto anfibio più grandi al mondo. 
  • Configurazione a Isola Doppia: Presenta una sovrastruttura con due isole separate sul ponte di volo, una configurazione simile alle portaerei britanniche della classe Queen Elizabeth, ottimizzando la gestione delle operazioni aeree e la visibilità. 
  • Sistema EMALS e Cavi di Arresto: Dispone di una trincea per catapulta elettromagnetica e di cavi di arresto per il recupero assistito. Questa tecnologia le permette di lanciare e recuperare velivoli ad ala fissa pesanti senza ricorrere a caccia a decollo verticale (STOVL). 
  • Capacità Anfibia: Nonostante l'attenzione alla componente aerea, mantiene un bacino allagabile (well deck) a poppa in grado di ospitare hovercraft da sbarco (LCAC) e veicoli corazzati anfibi per sbarcare oltre 1.000 marines. 

Gruppo Aereo Imbarcato

Il Type 076 colma il divario operativo tra una nave da sbarco tradizionale e una portaerei leggera. Non disponendo la Cina di un caccia STOVL (stile F-35B), la nave è incentrata sui sistemi senza pilota: 
  • Droni da Combattimento (UCAV): Opererà velivoli stealth ad ala fissa come il GJ-11 Sharp Sword o il GJ-21 per missioni di attacco, ricognizione e guerra elettronica.
  • Elicotteri: Sarà dotata di elicotteri utility e da trasporto come lo Z-20 per il trasporto rapido delle truppe d’assalto.
  • Le nuove navi d'assalto anfibie cinesi di tipo 076 sono paragonabili per dimensioni ai moderni modelli statunitensi.
  • La nave capoclasse, la Sichuan, ha completato le prove iniziali e si prevede che entrerà in servizio nel 2026.
  • Si ritiene che la nave da guerra sia stata progettata per ospitare droni da combattimento come il GJ-11.

All'inizio di novembre 2025, il Ministero della Difesa Nazionale cinese (MND) ha annunciato che la nave d'assalto anfibio di tipo 076 Sichuan aveva completato le prove in mare iniziali, un traguardo significativo in un programma attentamente monitorato dagli analisti navali.
Salpata dal cantiere navale Hudong-Zhonghua di Shanghai, la Sichuan (scafo 51) ha avuto un buon andamento, secondo il Ministero della Difesa Nazionale, durante "un'esercitazione di tre giorni per testare i principali sistemi di navigazione e di bordo", prima di fare ritorno in porto.

L'esito dell'esercitazione ha raggiunto i "risultati attesi" – come sempre accade con il CCP – poiché sono stati effettuati test su sistemi di alimentazione ed elettrici e, in generale, sono stati valutati diversi progetti che potrebbero rivoluzionare l'aviazione navale e la proiezione di potenza.

Il Ministero della Difesa cinese descrive la Sichuan , la prima nave d'assalto anfibio di tipo 076, come dotata di un dislocamento a pieno carico di oltre 40.000 tonnellate e caratterizzata da una sovrastruttura a doppia isola, simile a quella delle portaerei britanniche di classe Queen Elizabeth, oltre a un ponte di volo a tutta lunghezza.
In termini di dislocamento, è paragonabile alle navi d'assalto anfibie di classe Wasp della Marina statunitense e solo leggermente inferiore alle nuove navi d'assalto di classe America in fase di introduzione in servizio. Tuttavia, alcune stime indicano che la classe Type 076 potrebbe raggiungere un dislocamento di 50.000 tonnellate.
Precedenti stime dell'Ufficio di intelligence navale degli Stati Uniti indicavano per il Type 076 una lunghezza di circa 260 metri, pur precisando che tale dato non era affatto certo.
Secondo il Ministero della Difesa Nazionale, l'integrazione di una catapulta elettromagnetica e di dispositivi di arresto per aeromobili consente al Sichuan di trasportare "aerei ad ala fissa, elicotteri e mezzi anfibi".
Tuttavia, si ritiene generalmente che sia stato concepito per operare con un'ala aerea mista, con e senza equipaggio, offrendo una significativa capacità di assalto per le operazioni regionali.
Secondo Kandlikar Venkatesh, analista della difesa presso GlobalData, la capacità della classe di supportare operazioni con droni su larga scala, oltre ai tradizionali ruoli di nave d'assalto anfibio, rappresentava una capacità fondamentale.
"Con la catapulta a propulsione elettromagnetica di cui si è parlato, destinata a supportare un'ala aerea, il modello 076 potrebbe gestire UCAV più pesanti, come quelli utilizzati per ISR, supporto agli attacchi e guerra elettronica", ha affermato Venkatesh.
Questa funzione fornirebbe a un gruppo d'assalto anfibio "un proprio strato aereo", invece di dover fare affidamento esclusivamente su un'ala aerea imbarcata su una portaerei vicina, come quella della Fujian della Marina cinese , o su velivoli provenienti dalla terraferma.
"Il Type 076 complica anche il piano difensivo di Taiwan. Offre alla Cina un modo per mantenere la copertura ISR e di puntamento sullo stretto e intorno alle potenziali zone di atterraggio anche se l'accesso alle portaerei o all'aviazione continentale viene interrotto", ha affermato Venkatesh.
Questa bolla di ricognizione e guerra elettronica più ristretta e autosufficiente riduce i tempi di rilevamento precoce per i difensori e migliora la capacità della PLAN di coordinare le fasi iniziali di un'operazione, ha affermato Venkatesh.
La Marina cinese (PLAN) dispone di una significativa flotta d'assalto anfibio, il che non sorprende visto che Pechino rivendica la sovranità su Taiwan, situata a 180 km di distanza al di là dello Stretto di Taiwan. Un assalto anfibio è l'unico modo in cui la Cina potrebbe conquistare l'isola con la forza.
All'estremità superiore dello spettro anfibio, la PLAN gestisce tre navi d'assalto anfibio di classe Type 075 Yushen (LHA), lunghe 240 metri e con un dislocamento fino a 40.000 tonnellate.
L'aggiunta della classe Type 076 Sichuan, inizialmente denominata "classe Yulan" dall'ONU statunitense nel 2024, fornirà un significativo impulso alle capacità della Marina cinese e alle aspirazioni della Cina nella regione. Non è noto quante unità verranno costruite, ma considerando la rapidità con cui la Cina solitamente rinnova le classi, è improbabile che il numero superi le 2-4 unità.
Grazie all'integrazione di un ponte di carico allagabile, la Sichuan è in grado di ospitare, ipotizzando un imbarco di forze simile a quello delle navi della Marina statunitense, circa 1.500 soldati o marines.
L'analisi delle immagini diffuse dal Ministero della Difesa Nazionale mostra chiaramente che l'unità è destinata a operare nelle zone costiere nel suo ruolo di assalto anfibio, con tre sistemi CIWS Type 1130 e tre sistemi missilistici antiaerei a corto raggio HHQ-10. Sono inoltre visibili fino a quattro lanciatori multicella per contromisure, distribuiti tra babordo e tribordo.
La Sichuan è dotata di due ascensori per aeromobili: uno installato tra le due sezioni del ponte di comando sul lato di dritta, l'altro verso la sezione di poppa sempre sul lato di dritta, per servire il probabile gruppo aereo imbarcato di circa 30 velivoli, inclusi elicotteri e potenzialmente il drone da combattimento GJ-11.
La nave entrerà in servizio nella Marina cinese (PLAN) nel 2026.















IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, Naval-Technology, WIKIPEDIA, You Tube)

















 

lunedì 7 settembre 2026

US ARMY / US NAVY 2026 - Enduring High Energy Laser: il Locust X3 è basato sui sistemi Locust di precedente generazione, noti come Locust X2, sviluppati per rispondere ai programmi AMP-HEL (Army Multi-Purpose High Energy Laser) e P-HEL (Palletized-High Energy Laser). Il Locust X2 è un sistema d'arma HEL di classe 20-25 kilowatt progettato per la lotta contro i droni (C-UAS)












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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.












Il programma Enduring High Energy Laser (E-HEL) rappresenta una svolta storica per il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, segnando il passaggio delle armi a energia diretta (DE) da decenni di sola ricerca e sviluppo a un vero e proprio programma di produzione di massa. 
Nato come successore del sistema DE M-SHORAD da 50 kW installato su veicoli Stryker (valutato dal GAO come non ancora sufficientemente maturo per una diffusione su larga scala), l'E-HEL è la risposta dell'U.S. Army all'urgente e crescente minaccia rappresentata dagli sciami di droni economici e dalle munizioni vaganti sui campi di battaglia moderni.





Il Contratto di Produzione e il Sistema Scelto:
  • Nel settembre 2026, l'U.S. Army ha ufficialmente siglato il primo contratto di produzione in assoluto nella storia degli Stati Uniti per un sistema d'arma laser ad alta energia. 
  • L'Appaltatore: L'appalto da ben 464,8 milioni di dollari è stato assegnato ad AeroVironment (AV).
  • Il Sistema: La tecnologia selezionata è il sistema d'arma laser LOCUST X3 di AeroVironment. Il contratto prevede la consegna di decine di unità nei prossimi anni per soddisfare i requisiti di schieramento pluriennali dell'esercito. 

Caratteristiche Tecniche

L'architettura dell'E-HEL è stata concepita per superare i limiti logistici dei sistemi di difesa aerea tradizionali basati su missili cinetici estremamente costosi: 
  • Potenza e Modularità: Il sistema si basa su una configurazione da 30 kW ottimizzata per il contrasto ai droni (Counter-UAS). Sfrutta un approccio ad architettura aperta (MOSA) che lo rende "platform-agnostic", ovvero integrabile sia su pallet fissi sia a bordo di veicoli tattici leggeri come i JLTV. 
  • Tecnologia di Puntamento e Ottica: Il LOCUST X3 combina laser in fibra alimentati da diodi a semiconduttore con sistemi di visione artificiale (machine vision) e ottiche adattive avanzate. Queste ultime permettono di regolare costantemente la messa a fuoco del fascio, compensando le distorsioni atmosferiche come vento, polvere e umidità che tendono a disperdere l'energia del laser. 
  • Tracciamento e AI: Include un sistema di tracciamento automatizzato dei punti di mira (automated aimpoint tracking) potenziato dall'intelligenza artificiale, in grado di agganciare e distruggere bersagli in rapido movimento alla velocità della luce. 
  • Sostenibilità sul Campo: Il design è ottimizzato per consentire la manutenzione direttamente da parte dei soldati al fronte, grazie all'uso di componenti facilmente sostituibili in linea (Line-Replaceable Units). 

Il Vantaggio Economico e Strategico

La spinta accelerata verso la produzione dell'E-HEL risiede nel drastico abbattimento del costo per ogni colpo energetico. L'ingaggio di sciami di droni (come gli Shahed-136) tramite missili da difesa aerea tradizionali (es. Patriot o SAMP-T) comporta una spesa insostenibile di centinaia di migliaia o milioni di dollari a intercettazione. Il sistema LOCUST X3 richiede invece esclusivamente energia elettrica per fare fuoco, garantendo una capacità di fuoco virtualmente illimitata e azzerando le complessità logistiche legate al rifornimento di munizioni tradizionali.
L'Esercito degli Stati Uniti ha confermato l'assegnazione ad AeroVironment, Inc., di Albuquerque, Nuovo Messico, di un accordo di tipo "other-transaction" per la produzione nell'ambito del programma Enduring-High Energy Laser. Si tratta del primo contratto di produzione dell'Esercito per un sistema d'arma laser ad alta energia:
"Questo programma di energia diretta, il primo nel suo genere, consentirà alle nostre formazioni di sconfiggere i sistemi senza pilota e di dominare fin dall'inizio. Unire l'ingegno umano alla tecnologia avanzata è ciò che garantisce al nostro Esercito di continuare a superare gli avversari dell'America", ha dichiarato il generale Christopher LaNeve, vice capo di stato maggiore dell’Esercito.

Le armi a energia diretta, come l'E-HEL, possono essere utilizzate per neutralizzare i droni a un costo decisamente inferiore rispetto all'impiego di armi cinetiche più costose, come i missili. 

Alimentato da energia elettrica, l'E-HEL genera un raggio laser letale ad alta energia, offrendo un basso costo per colpo contro le minacce critiche rappresentate dai sistemi aerei a pilotaggio remoto, e dispone di un caricatore che si rigenera con l'alimentazione del sistema: ”La chiave per contrastare con successo i droni di ogni tipo è una difesa a più livelli composta da sensori ed effettori. AV e l'Esercito hanno lavorato per anni allo sviluppo di soluzioni a energia diretta e siamo orgogliosi di fornire ai nostri soldati un vantaggio decisivo contro le minacce dei droni", ha dichiarato l'Onorevole Mike Obadal, Sottosegretario dell’Esercito.

Sviluppato utilizzando un approccio di progettazione modulare a sistemi aperti, composto da 11 interfacce principali, E-HEL non è vincolato a una singola piattaforma o veicolo. 

Il sistema è progettato per la flessibilità operativa, essendo in grado di essere impiegato da basi fisse, siti tattici semi-fissi e veicoli da combattimento mobili, garantendo un'ampia applicabilità in tutto lo spettro operativo. Questo approccio consentirà l'integrazione di capacità all'avanguardia e continui aggiornamenti tecnologici man mano che maturano per soddisfare le nuove esigenze dell’US ARMY:  ”Il programma E-HEL è un esempio di come l'Esercito abbia utilizzato con successo MOSA, un elemento chiave della riforma degli appalti, nell'ambito dei nostri sforzi per implementare rapidamente la tecnologia con un'interfaccia per futuri aggiornamenti", ha affermato l'Onorevole Brent Ingraham, Sottosegretario dell'Esercito per gli Approvvigionamenti, la Logistica e la Tecnologia e Direttore Esecutivo degli Approvvigionamenti dell'Esercito. "Le armi a energia diretta sono state considerate progetti scientifici e tecnologici, e sono orgoglioso che l'Esercito si stia muovendo con rapidità e su vasta scala per fornire questa capacità, la prima nel suo genere", ha concluso.

Il programma E-HEL rappresenta un significativo passo avanti nell'impegno dell’Esercito statunitense per fornire ai soldati capacità di energia diretta scalabili, economiche e adattabili. 

Passando dallo sviluppo del prototipo alla produzione, l’US ARMY sta gettando le basi per una continua crescita e integrazione delle capacità in tutte le forze armate. Man mano che E-HEL si avvicina all'impiego operativo, il programma continuerà a perfezionare la tecnologia e ad ampliare la sua capacità di contrastare le minacce aeree in continua evoluzione, fornendo al contempo ai comandanti un ulteriore livello di protezione per le risorse critiche e le forze di manovra:  ”Il programma Enduring High Energy Laser è di importanza storica in quanto rappresenta la transizione dell'energia diretta verso un ruolo duraturo nella struttura delle forze armate", ha dichiarato Mary Klum, presidente del segmento AeroVironment Space Cyber and Directed Energy, a un gruppo selezionato di giornalisti durante una teleconferenza. "Quando si pensa al Locust, si tratta di aggiungere una classe completamente nuova di capacità difensiva e di cambiare il modo in cui possiamo proteggere i soldati dalle minacce di oggi e di domani", ha aggiunto.
L'X3 si basa sull'esperienza acquisita con i sistemi Locust di precedente generazione, noti come Locust X2, sviluppati per rispondere ai programmi AMP-HEL (Army Multi-Purpose High Energy Laser) e P-HEL (Palletized-High Energy Laser).  Il Locust X2 è un sistema d'arma HEL di classe 20-25 kilowatt progettato per la lotta contro i droni (C-UAS).

Il nuovo Locust X3 è un sistema HEL classe 20-35+ kW, con la versione attuale da 30 kW e combina più fasci laser ad alta potenza in uno solo. 

E’ stato progettato per neutralizzare i droni di Gruppo 3, ovvero quelli con una massa al decollo compresa tra 25 e 600 kg, un'altitudine operativa fino a 18.000 piedi e una velocità operativa inferiore a 250 nodi (463 km/h). Per far ciò, il fascio laser deve rimanere sul bersaglio per "pochi secondi". Il Locust X3 è dotato di un avanzato sistema di rilevamento, tracciamento dei bersagli basato sull’A.I. e del sistema di controllo del tiro di precisione Halo PINPOINT.
L'architettura aperta consente l'integrazione di un'ampia varietà di radar e altri tipi di sensori che garantiscono sorveglianza e acquisizione, trasmettendo i dati al sistema di tracciamento elettro-ottico cardanico avanzato del Locust. L'unità ISR del sistema è dotata di un sistema di tracciamento di precisione (FTS), un potente telescopio, un telemetro laser, un sistema di tracciamento per l'acquisizione (ATS) e un laser di puntamento. 
Le telecamere offrono un ampio campo visivo, facilitando l'identificazione e il tracciamento precoce dei bersagli.
E’ noto che i sistemi d'arma laser sono progettati per ingaggiare in sequenza diversi bersagli in arrivo, a condizione che la fonte di energia sia in grado di alimentare il sistema.
L'interfaccia uomo-macchina del Locust X3 si basa su un controller intuitivo.
Il Locust X3 è stato progettato come un sistema modulare e indipendente dalla piattaforma, soprattutto i veicoli tattici leggeri congiunti (JLTV) e successivamente anche ai veicoli per squadre di fanteria (ISV).
Naturalmente il Locust X3 non opererà da solo: il laser il predatore all'apice della catena è così economico da ingaggiare alla velocità della luce, e può davvero eliminare un gran numero di minacce, in modo da poter riservare gli effettori più costosi per minacce più specifiche e il sistema di difesa a più livelli non esaurisca le munizioni.
I sistemi AeroVironment, incluso Locust X3, sono nativamente costruiti come parte dell'ecosistema Modular Open Systems Approach.
Uno degli aspetti più importanti di questo programma, E-HEL, è che è stato progettato per essere pronto a tutti i tipi di guerra in tutto il mondo e in tutti i tipi di ambienti.
Sebbene il programma E-HEL sia di competenza dell’US ARMY, ciò non significa che il Locust X3 rimarrà un sistema esclusivamente terrestre. La US NAVY deve garantire lo stesso livello di protezione e deve essere in grado di abbattere i droni alla velocità della luce.

La società fornisce il Locust X3 in diverse configurazioni: 
  • fissa e semi-fissa, 
  • mobile, 
  • containerizzata e marittima.














IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, Army.mil, EDR, WIKIPEDIA, You Tube)





















 

domenica 6 settembre 2026

Siły Powietrzne 2026: il governo polacco starebbe negoziando con Airbus l'acquisto di circa 10/14 A400 ATLAS.











https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.










Siły Powietrzne

Siły Powietrzne (in italiano: Forze Aeronautiche) è una delle quattro componenti delle forze armate polacche (Siły Zbrojne Rzeczypospolitej Polskiej). È spesso abbreviata in PolAF, dall'inglese Polish Air Force.

La storia della Polskie Lotnictwo Wojskowe inizia con la fine della prima guerra mondiale. Nel 1918 vennero formati diversi squadroni creati in altri paesi. In Russia vi era uno squadrone a disposizione del corpo d'armata del generale Joseph Dowbor-Muśnicki, sciolto nel maggio 1918. In Francia vi erano cinque squadroni di aerei a disposizione dell'armata del generale Józef Haller. Nel corso del 1919 gli aerei di questi reparti furono trasferiti, assieme alle relative attrezzature logistiche, in Polonia.




La Polonia starebbe negoziando con Airbus l'acquisto di circa 10/14 A400; altre fonti riferiscono cifre tra 8 e 15.

Il Viceministro della Difesa polacco Pawel Zalewski ha confermato l'esistenza dei colloqui con Airbus e la Polonia sarebbe interessata all'intera gamma di capacità dell'A400, inclusa la capacità per il rifornimento in volo.
Come noto, l'A400 non richiede una variante dedicata e separata per disporre della capacità AAR ma, naturalmente, occorre acquisire separatamente un kit comprendente i pod alari con cestello e anche il cestello centrale.
Inoltre, la Polonia sta ora acquisendo anche 4 aerocisterne dedicate A330 MRTT entro il 2030.
L'acquisizione dei velivoli potrà essere finanziata tramite il meccanismo Security Action for Europe (SAFE) dell'UE. Come noto, Polonia e Croazia hanno già aderito alla neocostituita iniziativa NATO per una flotta multinazionale di A400 per mettere in comune disponibilità dei velivoli, addestramento, manutenzione, parti di ricambio e supporto logistico tra i Paesi partecipanti. 
Airbus ha urgente bisogno di nuovi ordini per poter mantenere in attività la linea di produzione: dei 178 velivoli attualmente in ordine è già stata consegnata e, entro la fine del 2028, la produzione potrebbe cessare.
Gli A400 ATLAS possono essere impiegati non solo per le loro note capacità di trasporto tattico e semi-strategico, ma anche, potenzialmente, come future piattaforme di lancio per missili da crociera su pallet o per munizioni stand-off di dimensioni minori e/o droni.  Esiste anche una capacità antincendio utilizzando il kit firebomber.
L'Aeronautica Militare Polacca ha recentemente introdotto in servizio 5 C-130H di seconda mano, in sostituzione di un pari numero dei precedenti e ancora più datati C-130E.







L'Airbus A400M Atlas

E’ un quadrimotore turboelica da trasporto militare ad ala alta, progettato da Airbus Defence and Space per colmare il divario operativo tra i velivoli da trasporto tattici (come il C-130 Hercules) e i grandi cargo strategici (come il C-17 Globemaster III). Questo aereo combina una straordinaria portata strategica con la flessibilità tattica di poter atterrare su piste corte e non preparate. 
Il progetto ha origine nel gruppo Future International Military Airlifter (FIMA), istituito nel 1982 come joint venture tra Aérospatiale, British Aerospace (BAe), Lockheed e Messerschmitt-Bölkow-Blohm (MBB) con l'obiettivo di sviluppare un sostituto sia per il C-130 Hercules che per il Transall C-160. I requisiti variabili e le complicazioni della politica internazionale fecero sì che i progressi dell'iniziativa fossero lenti. Nel 1989, Lockheed decise di ritirarsi dal gruppo. Lockheed sviluppò indipendentemente un Hercules aggiornato, il C-130J Super Hercules. Con l'aggiunta dell'italiana Alenia e della spagnola CASA , il gruppo FIMA divenne Euroflag.
La direzione del progetto ha valutato configurazioni di motori turbofan gemelli e quadrupli, una configurazione quad propfan e una configurazione quad turboelica, optando infine per l'opzione turboelica.  Poiché nessun motore turboelica esistente nel mondo occidentale era abbastanza potente da raggiungere la velocità di crociera prevista di Mach 0,72, era necessario un nuovo progetto di motore. Inizialmente, era stato selezionato il turboelica SNECMA M138, basato sul nucleo del turbofan M88, ma si è scoperto che questo propulsore non era in grado di soddisfare i requisiti.  Nell'aprile 2002, Airbus Military ha emesso una nuova richiesta di proposta (RFP), a cui hanno risposto Pratt & Whitney Canada con il PW180 ed Europrop International. Nel maggio 2003, Airbus Military ha selezionato l' Europrop TP400 -D6. United Technologies ha affermato che la selezione era il risultato di interferenze politiche. 
Un dirigente di un partner di Europrop ha dichiarato nell'aprile 2003 che Airbus era vicina a selezionare l'offerta di P&WC, sostenendo che fosse più di 400  milioni di euro (436,7 milioni di dollari) più economica dell'offerta di Europrop. Quando è scaduto il termine originale per la decisione sul motore, l'amministratore delegato di Airbus, Noel Forgeard, ha affermato che l'offerta di P&WC era quasi il 20% più economica e ha dichiarato che "Ad oggi Pratt and Whitney è il vincitore senza dubbio [ma] un'offerta molto più bassa potrebbe farci cambiare idea", invitando Europrop a rivedere la sua offerta, che secondo quanto riferito ha ridotto di prezzo del 10 o 20%.  Un rapporto successivo ha descritto l'offerta rivista come superiore all'offerta di P&WC di 120  milioni di euro. 
Le nazioni partner originarie erano Francia, Germania, Italia, Spagna, Regno Unito, Turchia, Belgio e Lussemburgo. Queste nazioni decisero di affidare all'Organizzazione per la cooperazione congiunta in materia di armamenti (OCCAR) la gestione dell'acquisizione dell'A400M. In seguito al ritiro dell'Italia e alla revisione dei totali di approvvigionamento, il fabbisogno rivisto ammontava a 180 velivoli. Il primo volo era previsto per il 2008 e la prima consegna per il 2009. Nell'aprile 2005, il Sudafrica si unì al programma, con la Denel Saab Aerostructures che ricevette un contratto per i componenti della fusoliera.  La Malesia fu il secondo paese extraeuropeo a essere coinvolto. La Malesia, tramite CTRM, è responsabile della produzione di componenti aerodinamici compositi per il velivolo. 
L'A400M è posizionato come un aereo di dimensioni e raggio d'azione intermedi tra il Lockheed C-130 e il Boeing C-17, in grado di trasportare carichi troppo grandi o troppo pesanti per il C-130, pur essendo in grado di utilizzare piste di atterraggio non asfaltate.

Caratteristiche Tecniche:
  • Motori: Quattro turboeliche Europrop TP400-D6 da oltre 11.000 CV ciascuno, dotati di eliche controrotanti progettate per ottimizzare la stabilità e la spinta.
  • Capacità di Carico: Può trasportare fino a 37 tonnellate di materiali, veicoli corazzati, elicotteri o oltre 100 paracadutisti equipaggiati. 
  • Autonomia: Raggiunge i 8.700 km in volo di trasferimento e supera i 6.000 km con un carico di 20 tonnellate. 
  • Velocità di crociera: Circa Mach 0.68 - 0.72 (780 km/h), una velocità elevata per un aereo a turboelica. 
  • Materiali Compositi: Oltre il 30% della struttura esterna (incluse le ali e le eliche) è realizzata in fibra di carbonio per ridurne il peso e aumentarne l'efficienza. 

L'A400M è una piattaforma multiruolo avanzata. 

Oltre al trasporto pesante, può essere configurato rapidamente come aerocisterna (tanker) per il rifornimento in volo di caccia ed elicotteri, per l'evacuazione medica (MedEvac) e persino per missioni umanitarie o di contrasto agli incendi boschivi. Il cockpit è completamente digitale (glass cockpit) con comandi fly-by-wire gestiti tramite side-stick, simile a quello degli aerei di linea civili della famiglia Airbus. 

I principali operatori globali dell'A400M includono le aeronautiche militari di Germania, Francia, Regno Unito, Spagna, Turchia, Belgio, Lussemburgo e Malesia.

L'Airbus A400M offre miglioramenti sostanziali in termini di carico utile, autonomia, volume interno e capacità operativa rispetto al Transall C-160 e al Lockheed C-130 che sostituisce o integra. Può trasportare fino a 37 tonnellate (41 tonnellate corte) per oltre 2.000 miglia nautiche (3.700 km; 2.300 miglia). Il vano di carico è lungo 17,71 m (58,1 piedi) esclusa la rampa, largo 4,00 m (13,12 piedi) e alto 3,85 m (12,6 piedi) (o 4,00 m (13,12 piedi) a poppa dell'ala).  E può essere configurato per trasportare merci o personale militare, lanciare paracadutisti, effettuare evacuazioni mediche o eseguire rifornimento in volo. Può operare da piste di atterraggio corte e morbide e trasportare merci a lungo raggio.  Un carico tipico potrebbe includere sei Land Rover e i loro rimorchi, o due veicoli blindati leggeri, o un autocarro ribaltabile e un escavatore, o un sistema missilistico Patriot , o un elicottero Puma o Cougar, o un camion e un rimorchio da 25 tonnellate. 
L'A400M è dotato di un sistema di controllo di volo fly-by-wire con comandi sidestick e protezione dell'inviluppo di volo. Come altri velivoli Airbus, ha una cabina di pilotaggio completamente digitale. La maggior parte dei sistemi si basa vagamente su quelli dell'A380, ma modificati per la missione militare. Il sistema idraulico ha due canali da 20,7 MPa (3.000 psi) che alimentano gli attuatori di controllo di volo primari e secondari, il carrello di atterraggio, i freni delle ruote, il portellone di carico e il sistema di rifornimento opzionale con tubo flessibile e cestello. Come per l'A380, non c'è un terzo sistema idraulico. Invece, ci sono due sistemi elettrici. Uno è un set di attuatori idraulici a doppio canale alimentati elettricamente, l'altro una serie di attuatori ibridi alimentati elettricamente/idraulicamente. La ridondanza dissimile fornisce una maggiore protezione contro i danni in battaglia.
Nel giugno 2019, Airbus Defence and Space si è aggiudicata un contratto dall'Ufficio federale tedesco per l'equipaggiamento, la tecnologia dell'informazione e il supporto in servizio della Bundeswehr (BAAINBw) per integrare e certificare il sistema di contromisure a infrarossi direzionali J-MUSIC (DIRCM) nel sottosistema di difesa (DASS) dell'A400M per l'aeronautica militare tedesca. Il sistema DE DIRCM, fornito da Diehl Defence GmbH & Co. KG e basato sulla tecnologia J-MUSIC di Elbit Systems Ltd., migliora le capacità di autodifesa del velivolo contro i missili a guida infrarossa. Il contratto era previsto per un periodo di quattro anni. 
Oltre il 30% della struttura dell'aereo è costituito da materiali compositi. L' ala, con un'apertura alare di 42,4 m (139 piedi), è composta principalmente da componenti in plastica rinforzata con fibra di carbonio , tra cui i longheroni alari, i rivestimenti alari lunghi 19 m (62 piedi) e spessi 12-14 mm (0,47-0,55 pollici) e altre parti. L'ala pesa circa 6.500 kg (14.330 libbre) e può trasportare e sollevare fino a 25.000 kg (55.116 libbre) di carburante. Ha un rapporto d'aspetto di 8,1, una corda larga di 5,6 m (18 piedi) e un angolo di freccia di 15 gradi al 25% della corda aerodinamica media.          
L'A400M ha un impennaggio a T. Il suo stabilizzatore verticale è alto 8,02 m (26,3 piedi) . Lo stabilizzatore orizzontale ha un'apertura alare di 19,03 m (62,4 piedi), con un angolo di freccia di 32,5 gradi. 
Le eliche del Ratier-Figeac FH385 ruotano in senso antiorario e quelle dell'FH386 in senso orario.  Le eliche a scimitarra a otto pale sono realizzate in un materiale composito intrecciato. L'aereo è alimentato da quattro motori Europrop TP400-D6 da 8.250  kW (11.000  CV) ciascuno.  Il motore TP400-D6 è il motore turboelica più potente in Occidente entrato in servizio operativo. 
La coppia di eliche su ciascuna ala ruota in direzioni opposte, con le punte delle eliche che avanzano dall'alto verso il punto medio tra i due motori. Questo è in contrasto con la stragrande maggioranza degli aerei plurimotore a elica in cui tutte le eliche ruotano nella stessa direzione. La contro-rotazione è ottenuta mediante l'uso di un riduttore montato su due dei motori, e solo l'elica ruota nella direzione opposta. Tutti e quattro i motori sono identici e ruotano nella stessa direzione. Ciò elimina la necessità di avere in magazzino due motori "devianti" diversi per lo stesso aereo, semplificando la manutenzione e i costi di fornitura. Questa configurazione, denominata DBE (dubbed down between engines ), consente al motore di produrre più portanza e riduce la coppia e il flusso d'aria generato dall'elica su ciascuna ala. Riduce anche l'imbardata in caso di guasto di un motore esterno. Grazie a questi vantaggi, lo stabilizzatore verticale può essere ridotto del 17% nelle dimensioni, mentre le dimensioni dello stabilizzatore orizzontale possono essere ridotte dell'8%. 
Una telecamera del sistema di visione potenziata a infrarossi (EVS) orientata in avanti fornisce una visione migliorata del terreno in condizioni di scarsa visibilità. Le immagini EVS vengono visualizzate sull'HUD per il volo a bassa quota, dimostrando il suo valore per le missioni tattiche di volo notturne o tra le nuvole.  EADS e Thales forniscono il nuovo sensore di allarme missilistico Multi-Colour Infrared Alerting Sensor (MIRAS) per l'A400M. 
L'A400M ha una sonda di rifornimento rimovibile montata sopra la cabina di pilotaggio, che gli consente di ricevere carburante da aerocisterne dotate di cestello.  Opzionalmente, la sonda di ricezione può essere sostituita con un recipiente UARRSI montato sulla fusoliera per ricevere carburante da aerocisterne dotate di braccio.  L'aereo può fungere da aerocisterna quando è dotato di due pod di rifornimento sottoali con tubo flessibile e cestello montati sulle ali o di un'unità tubo flessibile e tamburo centrale.  I pod di rifornimento possono trasferire carburante ad altri aeromobili a una velocità di 20,0 kg/s (2.640 lb/min). 
L'A400M è dotato di deflettori dispiegabili davanti alle porte laterali posteriori, progettati per dare ai paracadutisti il tempo di allontanarsi dall'aereo prima di essere colpiti dalla corrente d'aria.

Caratteristiche generali:

  • Equipaggio: 3 o 4 (2 piloti, 3° facoltativo, 1 addetto al carico)
  • Capacità: 37.000  kg (81.600 libbre) - 116 truppe/paracadutisti completamente equipaggiati  - fino a 66 barelle accompagnate da 25 operatori sanitari  - vano di carico: larghezza 4,00  m (13,12  piedi) x altezza 3,85  m (12,6  piedi) x lunghezza 17,71  m (58,1  piedi) (senza rampa 5,40  m (17,7  piedi)) 
  • Lunghezza: 45,1  m (148  piedi 0  pollici)
  • Apertura alare: 42,4  m (139  piedi 1  pollice)
  • Altezza: 14,7  m (48  piedi e 3  pollici)
  • Superficie alare: 225,1  m² (2.384 piedi quadrati )  
  • Peso a vuoto: 78.600 kg (173.283  lb)
  • Peso massimo al decollo: 141.000  kg (310.852  libbre)
  • Capacità serbatoio carburante: 50.500  kg (111.300 lb) di carburante interno
  • Peso massimo all'atterraggio: 123.000  kg (271.000  libbre)
  • Propulsione: 4 turboeliche Europrop TP400-D6, 8.200  kW (11.000  CV) ciascuna
  • Eliche: Ratier-Figeac a passo variabile a 8 pale con capacità di messa in bandiera e inversione, diametro 5,3  m (17  ft 5  in).

Prestazioni

  • Velocità massima: Mach 0,72
  • Velocità di crociera: 781  km/h (485  mph, 422  nodi) a 9.450 m (31.000 piedi) 
  • Altitudine di crociera iniziale: 9.000 m (29.000 piedi) al MTOW
  • Autonomia: 3.300  km (2.100  miglia, 1.800  miglia nautiche) al massimo carico utile  - Autonomia con carico utile di 30 tonnellate: 4.500  km (2.450 miglia nautiche) - Autonomia con carico utile di 20 tonnellate: 6.400  km (3.450 miglia nautiche)
  • Autonomia: 8.700  km (5.400  mi, 4.700  nmi)
  • Tangenza di servizio: 12.200  m (40.000  piedi)
  • Carico alare: 637  kg/m² ( 130,4   lb/sq  ft)
  • Distanza di decollo tattico: 980 m (3.215 piedi) 
  • Distanza di atterraggio tattico: 770  m (2.530  piedi) 
  • Raggio di sterzata (su terreno): 28,6 m.











IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, RID, WIKIPEDIA, You Tube)