mercoledì 4 novembre 2026

MARINA MILITARE ITALIANA 2033: il programma DDX è un progetto per costruire due nuovi cacciatorpediniere multiruolo destinati a sostituire le datate unità della classe Durand de la Penne e ad affiancare i DDG della classe Orizzonte. Leonardo ha presentato di recente i suoi Combat Management System (CMS) di nuova generazione, introducendo la versione SADOC 5 che sarà imbarcata sulle nuove unità.






Il programma DDX della Marina Militare Italiana è un progetto per costruire due nuovi cacciatorpediniere multiruolo destinati a sostituire le vecchie unità della classe Durand de la Penne (entrate in servizio nel 1993) e ad affiancare i cacciatorpediniere della classe Orizzonte. 


Il programma della Marina Militare italiana è discusso in vari forum di difesa e analisi navale italiani, tra cui:
  • SVPPBELLUM.BLOGSPOT.COM.;
  • Si vis pacem para bellum (Facebook);
  • Forum Difesa: Discussioni tecniche approfondite su dislocamento, propulsione e armamento dei nuovi cacciatorpediniere:
  • Aerei Militari Forum: Aggiornamenti, rendering e analisi sui radar e sistemi d’arma;
  • Lamoneta.it: Approfondimenti tecnico-politici sul programma per le nuove unità;
  • AIDMEN Forum: Discussioni sull'avvio del programma e sulla sostituzione della classe Durand de la Penne. 
Dettagli principali del programma DDX:
  • Contratto: Firmato il 24 settembre 2026 da Orizzonte Sistemi Navali (Fincantieri e Leonardo) e OCCAR per un valore di 3,7 miliardi di euro (per 2 unità). 
  • Dimensioni e caratteristiche: Lunghezza di 180 metri, dislocamento a pieno carico di circa 13.500–14.500 tonnellate, autonomia di 4.000 miglia nautiche ed equipaggio di 251 persone. 
  • Consegne previste: La prima unità è attesa per il 2033 e la seconda per il 2035. 
  • Tecnologia e armamenti: Sistemi di comando SADOC 5, radar AESA in banda S e capacità IAMD (Integrated Air and Missile Defense).
  • Propulsione: Sistema ibrido CODLOG / CODOG / CODOGAL con turbine a gas, motori diesel ed elettrici, per una velocità superiore ai 30 nodi.
  • Equipaggio: Da 220 a 300 persone. 

ARMAMENTI E SENSORI PRINCIPALI:
  • Artiglieria: 3 impianti Leonardo da 76/62 mm Sovraponte con munizioni DART. 
  • Missili: 64 celle VLS (Vertical Launching System) per missili antiaerei/ABM e da crociera/anti-nave, più missili Teseo Mk.2-Evolved.
  • Guerra elettronica e Radar: Radar bi-banda (Kronos Dual Band), Kronos Power Shield Quad, sistemi avanzati di Electronic Warfare (ESM/ECM/ECCM) e integrazione con il nuovo sistema di combattimento SADOC-5. 
  • Aviazione: Capacità di ospitare due elicotteri (come AW101 o NH90) e droni.


CANNONI LEONARDO CAL. 76/62 mm SR con munizioni DART

Il sistema d'artiglieria navale Leonardo 76/62 mm Super Rapido (SR), abbinato al kit di guida Strales e alle munizioni DART (Driven Ammunition Reduced Time Of Flight), costituisce un avanzato sistema di difesa aerea e antimissile a corto raggio. 






Caratteristiche principali del sistema del 76/62 mm Super Rapido:
  • Cadenza di tiro fino a 120 colpi al minuto.
  • Versatilità multiruolo (difesa antiaerea, antimissile, contro bersagli navali e di superficie). 

Kit Strales:
  • Include un’antenna radar in banda Ka installata sulla torretta.
  • Genera un fascio di guida (beam riding) per dirigere il proiettile verso il bersaglio.

Munizioni DART:
  • Proiettile sottocalibrato da 42 mm (con adattatore a 76 mm).
  • Dotato di alette anteriori (canard) e ricevitore radio di coda per correggere la traiettoria in tempo reale.
  • Velocità e reattività elevate per contrastare missili supersonici, bersagli manovranti e droni.
  • Gittata utile di circa 8 km con velocità massima intorno ai 1.200 m/s.


CANNONE NAVALE LEONARDO “LIONFISH X-GUN” 30 x 173

Il cannone navale Leonardo in calibro 30 x 173 mm è denominato Leonardo X-GUN, un sistema d'arma automatico di ultima generazione integrato principalmente nella torretta navale telecomandata LIONFISH 30. 



Sviluppato interamente da Leonardo per rispondere alla crescente minaccia dei droni (C-UAS) e ai requisiti di guerra asimmetrica, questo cannone si differenzia nettamente dai sistemi tradizionali a saturazione per la sua elevatissima precisione.

Caratteristiche Tecniche del Cannone X-GUN
  • Calibro: 30 × 173 mm (standard NATO).
  • Meccanismo: Azionamento puramente elettrico tramite un sistema brevettato a camma interna a forma di X (drum cam), con pochissime parti in movimento.
  • Cadenza di tiro: Fino a 200 colpi al minuto.
  • Peso dell'arma: Circa 173 kg (esclusa la torretta).
  • Lunghezza della canna: 90 calibri (2.700 mm), dotata di scanalature esterne (fluted barrel) per dissipare meglio il calore.
  • Gittata efficace: Oltre 3.500 metri.
  • Indipendenza ITAR: Il sistema è totalmente ITAR-free, privo cioè di componenti sottoposti a restrizioni di esportazione statunitensi. 
L'X-GUN trova la sua ideale applicazione navale nella torretta LIONFISH 30, le cui caratteristiche principali includono:
  • Design Stealth: Architettura a ridotta segnatura radar (RCS) e magnetica. Tutte le componenti e i meccanismi di alimentazione sono racchiusi all'interno dello scudo. 
  • Nessuna penetrazione del ponte: Pesa circa 1.450–1.600 kg e può essere installata facilmente su imbarcazioni di piccole dimensioni (dai 25 metri in su) e pattugliatori senza richiedere modifiche strutturali sottostanti. 
  • Alimentazione Doppia: Gestisce oltre 200 colpi pronti al fuoco stivati internamente in due caricatori separati (es. 120 da un lato e 100 dall'altro), permettendo di passare istantaneamente tra due tipi di munizioni diverse. 
  • Ottica e Intelligenza Artificiale: Equipaggiata con il sistema optronico indipendente e auto-stabilizzato JANUS-D. Sfrutta algoritmi di IA per il tracciamento automatico dei bersagli e il calcolo balistico predittivo per distruggere droni con pochissimi colpi ("cost to kill" estremamente ridotto). 
Munizionamento Avanzato:
  • Oltre ai proiettili perforanti (APFSDS) e d'addestramento, l'efficacia principale contro i droni si deve alle munizioni MF-ABM (Multi Fragmentation - AirBurst Munition) sviluppate in collaborazione con KNDS Ammo Italy. Si tratta di proiettili con spoletta programmabile a tempo che esplodono in prossimità del bersaglio creando una nuvola letale di frammenti.
Il sistema d'arma è stato scelto da diverse Marine nel mondo. I clienti di lancio principali includono:
  • Marina Militare Italiana: Destinato a equipaggiare i nuovi pattugliatori PPX, le fregate FREMM EVO e i futuri cacciatorpediniere DDX.
  • Royal Canadian Navy: Selezionato per il programma delle nuove navi da combattimento di superficie (Canadian Surface Combatant). 
Come noto agli addetti ai lavori, l’X-GUN da 30 mm è stato declinato anche in versioni terrestri, venendo integrato da Leonardo nella torretta Hystrix 30 (VSHORAD) e nella HITFIST 30 NG per i veicoli corazzati dell'Esercito Italiano.



MISSILI ATBM ANTI IPERSONICI MBDA AQUILA

Il progetto AQUILA di MBDA è il futuro intercettore missilistico ATBM (Anti-Tactical Ballistic Missile) endo-atmosferico europeo, progettato specificamente per contrastare le minacce ipersoniche di nuova generazione.


Sviluppato all'interno del programma europeo HYDIS (Hypersonic Defence Interceptor System), il sistema è supportato finanziariamente dall'Unione Europea tramite il Fondo Europeo della Difesa (EDF) e da quattro nazioni pilota: Italia, Francia, Germania e Paesi Bassi.
L'intercettore AQUILA si caratterizza per l'architettura tecnica e gli obiettivi strategici descritti di seguito:

Tipologia di Minacce Contrastate

AQUILA non è pensato per i vecchi missili balistici rigidi, ma per i target più complessi che volano a velocità superiori a Mach 5:
  • Gliders Ipersonici (HGV): Veicoli che rientrano in atmosfera e planano compiendo brusche manovre laterali per schivare le difese tradizionali.
  • Missili da crociera ipersonici (HCM): Vettori rapidissimi che volano a quote medio-basse.
  • Missili balistici manovranti (MaRV): Missili capaci di cambiare traiettoria nella fase finale. 
Caratteristiche Tecniche e Architettura

A differenza del sistema Aster 30 (strutturato su due stadi), AQUILA introduce una configurazione modulare e aerodinamica avanzata per operare dove la densità dell'aria e il calore estremo rendono proibitiva l'intercettazione:
  • Architettura a 3 stadi: Composta da un booster di accelerazione iniziale ultrarapido, uno stadio intermedio di trasferimento ("cruiser") a spinta modulabile, e un veicolo terminale d'impatto (Kill Vehicle). 
  • Intercettazione Endo-atmosferica Alta: Colpisce la minaccia all'interno dell'atmosfera terrestre (nella fase in cui i vettori ipersonici sfruttano la portanza dell'aria per manovrare), considerato il punto di vulnerabilità ottimale. 
  • Guida terminale ad altissima precisione: Combina sensori a infrarossi avanzati (IR) forniti da Lynred e radar a radiofrequenza (RF) per agganciare bersagli estremamente sfuggenti. 
  • Integrazione navale e terrestre: Sarà integrato nei lanciatori verticali standard come il Sylver francese/italiano e l'Mk41 alleato, per equipaggiare sia i cacciatorpediniere di nuova generazione sia i sistemi terrestri.
Ruolo dell'Italia e del Consorzio Industriale

Il consorzio guidato da MBDA (partecipata dall'italiana Leonardo al 25%, insieme ad Airbus e BAE Systems) unisce oltre 19 partner industriali in Europa. L'Italia partecipa attivamente con aziende chiave del comparto difesa: 
  • Avio: Responsabile dello sviluppo dei motori a propellente solido.
  • Avio Aero: Coinvolta nei sistemi di attuazione delle valvole e nei rivestimenti speciali al plasma per resistere alle altissime temperature.
  • C.I.R.A. (Centro Italiano Ricerche Aerospaziali) per gli studi aerodinamici e termici a regime ipersonico. 
Stato del Programma e Tempistiche:
  • L'AQUILA non sostituirà la famiglia di missili Aster (come l'Aster 30 B1NT), ma si integrerà con essa come scudo protettivo finale a più livelli. 
  • Fase Concettuale: In corso, con completamento programmato entro maggio 2027.
  • Volo Dimostrativo: Il consorzio industriale punta a far volare il primo prototipo dimostrativo entro il 2030.



MISSILI ATBM ANTI AEREI MBDA ASTER B1NT

L'Aster 30 Block 1 NT (New Technology) è l'ultima evoluzione della famiglia di missili superficie-aria europei, sviluppata dal consorzio Eurosam (composto da MBDA Italia, MBDA France e Thales). Si tratta di un intercettore di nuova generazione progettato specificamente per la difesa aerea estesa e la difesa da missili balistici del tipo ATBM (Anti-Tactical Ballistic Missile).


Il programma ha completato con successo i primi test di volo (con lanci a ottobre 2024 e luglio 2025 presso il poligono francese di Biscarrosse) e MBDA prevede l'inizio delle consegne a partire dal 2027.

Caratteristiche Tecniche e Innovazioni

Rispetto alle versioni precedenti (Aster 30 standard e Block 1), il variante B1NT introduce miglioramenti radicali sia nella portata sia nella precisione di guida: 
  • Cercatore in Banda Ka: Sostituisce il precedente cercatore in banda Ku. La banda Ka utilizza una lunghezza d'onda più corta che garantisce una risoluzione nettamente superiore, permettendo di tracciare e colpire bersagli molto più piccoli, veloci e con minore sezione radar.
  • Gittata Estesa: La portata massima è stata estesa a circa 150 km (rispetto ai 100-120 km delle versioni precedenti), con una quota di intercettazione significativamente più elevata. 
  • Algoritmi Avanzati: L'integrazione di nuovi software di bordo consente di calcolare traiettorie d'impatto ottimizzate contro bersagli altamente manovrabili.
  • Manovrabilità PIF/PAF: Mantiene il sistema brevettato di controllo della traiettoria che combina superfici aerodinamiche (PAF) e getti di gas pilota vicino al baricentro (PIF), consentendo eccezionali fattori di carico (fino a 50 g) nella fase finale di ingaggio.
Spettro delle Minacce Contrastate:
  • L'Aster 30 B1NT è l'unico missile europeo in grado di garantire una protezione autonoma contro l'intero spettro delle minacce aeree moderne: 
  • Missili Balistici: Capacità di intercettare missili balistici a corto raggio (SRBM) e missili balistici a medio raggio (MRBM) con portata fino a 1.500 km.
  • Minacce Ipersoniche e Manovranti: Progettato per ingaggiare missili da crociera ipersonici o velivoli ad altissime prestazioni.
  • Minacce Convenzionali: Massima efficacia contro caccia di quinta generazione, droni di ogni dimensione, elicotteri e missili anti-radar.


MISSILI MBDA STRATUS

La famiglia di missili MBDA STRATUS rappresenta il futuro sistema missilistico da crociera e antinave di nuova generazione. Sviluppato dal consorzio europeo MBDA, il programma è nato inizialmente dalla cooperazione franco-britannica con la sigla FC/ASW (Future Cruise / Anti-Ship Weapon). Nel giugno 2023 anche l'Italia si è unita ufficialmente al progetto, che ha poi assunto la denominazione definitiva "STRATUS" a settembre 2025. 

L'obiettivo principale è sostituire gli storici sistemi d'arma ormai datati come i missili da crociera SCALP / Storm Shadow e i missili antinave Exocet, Harpoon e la famiglia Teseo. 
Il programma si basa su due varianti di missili complementari progettate per superare le moderne difese aeree (A2AD) tramite saturazione, furtività o altissima velocità: 

STRATUS LO (Low Observable):
  • Tipologia: Misile da crociera subsonico a bassissima osservabilità (stealth).
  • Gittata: Molto estesa (oltre gli 800 km).
  • Profilo di volo: Volo radente al suolo (nap-of-the-earth) per eludere i radar nemici.
  • Missioni: Attacco in profondità (deep strike), penetrazione di bunker protetti e distruzione di bersagli terrestri o navali di alto valore.
  • Partecipazione italiana: L'Italia (attraverso Marina Militare e Aeronautica Militare) si concentra specificamente sullo sviluppo e sull'acquisizione di questa variante. 
2. STRATUS RS (Rapid Strike):
  • Tipologia: Missile supersonico ad alta manovrabilità.
  • Propulsione: Motore statoreattore (ramjet).
  • Missioni: Attacco rapido antinave, soppressione e distruzione delle difese aeree nemiche (SEAD/DEAD) e ingaggio di assetti aerei strategici ad alta quota.
  • Sviluppo: Portato avanti principalmente da Francia e Regno Unito. Ha una gittata dichiarata "di gran lunga superiore" ai 200 km dei tradizionali sistemi antinave.
Piattaforme di lancio e Tempistiche

I vettori designati per l'integrazione entro i primi anni 2030 includono: 
  • Aerei da caccia: Eurofighter Typhoon, GCAP Tempest, F-35 e Dassault Rafale.
  • Unità navali: Fregate missilistiche (come le FREMM italiane/francesi e le Type 26 britanniche) sia tramite lanciatori verticali (VLS) sia da ponte.
  • La timeline del programma prevede l'introduzione delle capacità di attacco al suolo a partire dal 2028, mentre le piene capacità antinave verranno completate entro il 2034.


MISSILI MBDA TESEO MK2 EVOLVED

Il Teseo Mk2/E (Evolved), noto anche come Teseo Evo, rappresenta l'ultima generazione di missili da crociera antinave e per l'attacco a terra a lungo raggio sviluppata da MBDA Italia per la Marina Militare italiana. 


Il sistema, evoluzione tecnologica della storica famiglia OTOMAT, ha completato con successo i fondamentali test di validazione a settembre 2026, confermando l'inizio della produzione in serie nello stabilimento di La Spezia con prime consegne previste per il 2028.

Caratteristiche Tecniche Principali Teseo Evo:
  • Raggio d'azione: Oltre 350/500 km, raddoppiando l'autonomia rispetto alla precedente versione Mk2/A. 
  • Doppia Capacità (Dual-Role): Progettato per ingaggiare sia bersagli marittimi sia obiettivi terrestri protetti in profondità (land attack).
  • Guida e Seeker avanzato: Integra una testa di ricerca (seeker) con tecnologia AESA (Active Electronically Scanned Antenna) unita a un sensore elettro-ottico (EO) termico per il riconoscimento visivo del bersaglio e la massima precisione terminale.
  • Navigazione e Profilo di Volo: Si muove a velocità subsonica a bassissima quota sul livello del mare (sea-skimming) per ridurre la visibilità radar, sfruttando sistemi INS/GPS e un radio-altimetro.
  • Datalink Bidirezionale: Dotato di collegamento dati satellitare che permette all'operatore di aggiornare la missione in volo, riprogrammare l'obiettivo o abortire l'attacco. 
  • Propulsione: Composto da un booster assiale a combustibile solido (sviluppato da Avio) per la fase di lancio e un motore turbogetto per la crociera. 
  • Indipendenza commerciale: Il sistema è classificato come ITAR-free, facilitandone l'esportazione verso mercati internazionali. 

Piattaforme di Integrazione

Il Teseo Mk2/E diventerà l'arma antinave pesante di riferimento della Marina Militare e verrà installato a bordo di: 
  • Pattugliatori Polivalenti d'Altura (PPA classe Thaon di Revel)
  • Nuovi Cacciatorpediniere della classe DDX
  • Fregate della classe FREMM e cacciatorpediniere classe Orizzonte
  • Future fregate FREMM EVO.


COMBAT MAGEMENT SYSTEM Leonardo “SADOC 5”

A Euronaval 2026, Leonardo ha presentato i suoi Combat Management System (CMS) di nuova generazione, introducendo la versione SADOC 5 (per unità maggiori) e la versione ATHENA L, quest'ultima sviluppata in collaborazione con la controllata GEM Elettronica.


Il SADOC 5 è destinato ai DDX della Marina Militare Italiana, mentre l'ATHENA L è progettato per piattaforme navali che richiedono sistemi di combattimento più leggeri.
Con queste soluzioni, la multinazionale italiana rafforza la propria offerta nel settore dei sistemi di Comando e Controllo navale, valorizzando le più avanzate tecnologie digitali per rispondere alle esigenze operative dei moderni scenari marittimi.
SADOC 5, destinato a essere installato anche sui futuri cacciatorpediniere DDX della Marina Militare, si propone come nuovo riferimento nazionale per i sistemi di Comando e Controllo di ultima generazione. Tra le principali innovazioni, un’architettura basata su micro-servizi, progettata per garantire flessibilità, scalabilità ed elevate prestazioni operative. Grazie all'integrazione di soluzioni avanzate di Intelligenza Artificiale, il sistema è concepito per supportare il contrasto alle minacce emergenti, tra cui droni e minacce balistiche e ipersoniche, migliorando la capacità di analisi e la rapidità dei processi decisionali.
In particolare, negli scenari di difesa aerea integrata, SADOC 5 è progettato per ottimizzare le prestazioni e ridurre i tempi di reazione del Sistema di Combattimento, favorendo l’interoperabilità e il coordinamento delle capacità operative in un contesto multi-dominio, anche nella prospettiva di un’architettura integrata di sistema di sistemi come Michelangelo.
Parallelamente, attraverso GEM Elettronica, Leonardo ha sviluppato il CMS ATHENA L destinato a piattaforme navali che richiedono un sistema di combattimento Light, con livelli di complessità e interoperabilità calibrati sulle specifiche esigenze operative. Il sistema consente di elaborare e visualizzare un quadro tattico integrato, supportando gli operatori durante tutte le fasi della missione. Integra inoltre una suite di navigazione con cartografia certificata, radar e sensori di navigazione, contribuendo a migliorare la consapevolezza situazionale e l’efficacia operativa.
Con queste nuove soluzioni, Leonardo amplia e diversifica il proprio portafoglio per il Comando e Controllo navale, offrendo capacità tecnologiche modulari e scalabili, in grado di rispondere alle esigenze delle Marine Militari sull’intera gamma di piattaforme, dalle unità di minori dimensioni fino alle navi da combattimento più complesse.

SADOC 5:
  • Destinazione principale: Grandi piattaforme navali, inclusi i futuri cacciatorpediniere DDX della Marina Militare Italiana.
  • Architettura: Basata su microservizi di ultima generazione.
  • Capacità: Progettato specificamente per ottimizzare le prestazioni e ridurre i tempi di reazione in scenari di difesa aerea integrata e ambienti multi-dominio (es. coordinamento con il sistema Michelangelo Dome).
  • Utilizzo dell'Intelligenza Artificiale per l'analisi e il contrasto di minacce asimmetriche e complesse, come droni, missili balistici e missili ipersonici.
Il SADOC 5, come già detto è destinato a essere installato anche sui futuri DDX della Marina Militare; si propone come nuovo riferimento nazionale per i sistemi di Comando e Controllo di ultima generazione.
Utilizza un’architettura basata su micro-servizi, progettata per garantire flessibilità, scalabilità ed elevate prestazioni operative.
Utilizzando l’A.I., il sistema è concepito per supportare il contrasto alle minacce emergenti, tra cui droni e minacce balistiche e ipersoniche, migliorando la capacità di analisi e la rapidità dei processi decisionali.
Il sistema è progettato per gli scenari di difesa aerea integrata, ed è progettato per ottimizzare le prestazioni e ridurre i tempi di reazione del Sistema di Combattimento, favorendo l’interoperabilità e il coordinamento delle capacità operative in un contesto multi-dominio, anche nella prospettiva
di un’architettura integrata di sistema di sistemi come Michelangelo.
La C.M.S. consente di elaborare e visualizzare un quadro tattico integrato, supportando gli operatori durante tutte le fasi della missione; integra inoltre una suite di navigazione con cartografia certificata, radar e sensori di navigazione, contribuendo a migliorare la consapevolezza situazionale e l’efficacia operativa.
Leonardo amplia e diversifica il proprio portafoglio offrendo ora capacità tecnologiche modulari e scalabili, in grado di rispondere alle esigenze delle Marine Militari sull’intera gamma di piattaforme, dalle unità di minori dimensioni fino alle navi da combattimento più complesse.



RADAR AESA Leonardo KRONOS Power Shield “QUAD”

La caratteristica principale dell'architettura del KRONOS Power Shield “Quad” sono le quattro antenne completamente digitali basata sulla tecnologia già collaudata nei radar multifunzione AESA (Active Electronically Scanned Antenna) in servizio. 

Il blocco centrale dell'antenna digitale è il DAT, Digital Active Tile, che implementa una catena radar completa per ogni singolo elemento radiante, a partire dalla generazione di forme d'onda fino all'ADC a banda larga. Più di 1000 elementi radianti raggruppati in DAT forniscono un'architettura completamente distribuita e controllata a livello di singolo elemento. Ciò comporta un aumento delle prestazioni, nuove funzionalità e la possibilità di implementare un'ampia gamma di architetture di scansione radar necessarie per coprire i cavi requisiti operativi di oggi e di domani. Il radar di allerta precoce Kronos Power Shield (paragonabile ai più avanzati radar AESA statunitensi), è stato progettato per la sorveglianza e la difesa dai missili balistici tattici.  Il nuovo sistema introduce una serie di miglioramenti hardware, software e della modalità operativa, tra cui una nuova antenna AESA (Active Electronically Scaned Array) ad alta potenza basata su nitruro di gallio (GaN) moduli di trasmissione/ricezione (TRM), un enorme miglioramento nell'elaborazione e la forma d'onda brevettata Extended Long Range (ELR) ampiamente testata in diverse campagne ed esercitazioni, che consente il rilevamento e il tracciamento di oggetti in rapido movimento attraverso lo spazio. Il sistema AESA a 4 facce piane è progettato per rilevare bersagli aerei, di superficie e eso-atmosferici ad alta velocità come missili balistici e oggetti spaziali fino a una portata strumentale di 2.000 km.  Il nuovo radar rileva autonomamente i bersagli di tipo missilistico balistico e, dopo l'avvio rapido, la traccia di questi bersagli viene mantenuta fino allo zenit. Con un'antenna da 9 tonn, il sistema ha una portata strumentata rispettivamente di 480 e 60 km contro bersagli aerei e di superficie, mentre la capacità di tracciamento raggiunge le 1.000 tracce. Combinando il raggio multiplo a doppio asse con la precisione monopulse istantanea in azimut ed elevazione e l'elaborazione Doppler istantanea per la copertura dell'intera gamma di azimut ed elevazione con la forma d'onda ELR brevettata. Una caratteristica fondamentale del Kronos Power Shield è la manutenibilità: utilizzando una struttura ad antenna fissa, consente al personale di portare a termine l’eventuale manutenzione stando al coperto. 
Il KRONOS Power Shield copre l'intero spettro delle capacità BMD che i moderni scenari complessi richiedono un radar di allarme rapido (EWR), Difesa dai missili balistici tattici, Elevata velocità di trasmissione dei dati ed eccellente precisione di rilevamento per uno spunto tempestivo di missili balistici tattici (TBM) in fase discendente per la difesa d’area, Sorveglianza dei missili balistici tattici, Raggio d'azione molto esteso per la sorveglianza di vaste aree e l'allerta precoce di TBM in fase ascendente, Flessibilità della missione per supportare l'aggiornamento dell'immagine tattica o il cueing alla FCR per l'auto-reazione contro le minacce ABT e TBM. Lo sviluppo del Kronos è stato portato a termine grazie agli sviluppi tecnologici ed agli avanzati algoritmi di tracciamento messi a punto da Leonardo; “le capacità del radar MFRA contro le minacce rappresentata da bersagli in grado di simulare in modo reale missili balistici tattici sono state testate con successo nel corso delle due importanti esercitazioni navali multinazionali della NATO dedicate alla difesa aerea e missilistica integrata (IAMD, Integrated Air Missile Defence) Formidable Shield 2017 e Formidable Shield 2019.  Tale capacità è stata finora la più importante e complessa che siamo stati in grado di dimostrare, consentendo al sistema di essere proposto per l’immediata integrazione in pacchetti per la difesa contro missili balistici tattici.  L’MFRA è stato ad oggi testato da tecnici di Leonardo e dai militari addetti delle nostre FF.AA. nel corso di oltre 18 tiri reali coronati da successo contro bersagli aerei e missilistici di diversa tipologia.  La famiglia Kronos, oggi comprende radar AESA sia in banda C (la stessa del radar MFRA) che in banda X, per applicazioni sia navali che terrestri che sfruttano gli ultimi sviluppi in termini di moduli trasmettitori ricevitori (TRM) con applicazione rispettivamente della tecnologia del Nitruro di Gallio (GaN, Gallium Nitride) e Arseniuro di Gallio (GaAs, Gallium Arsenide), capacità elaborazione dati e componentistica elettronica, unitamente all’applicazione del cosiddetto “cervello del sistema radar”, meglio conosciuto come “system manager”. Il ‘cervello del sistema radar’ che opera in tempo reale è in grado di offrire non solo capacità avanzate e d’impiego congiunto come un solo sistema radar (con ben otto facce fisse nella versione più complessa) ma anche l’integrazione funzionale con il sistema di guerra elettronica. 

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, Leonardo, AresDifesa,  WIKIPEDIA, You Tube)
















https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.









IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.

Tutto…tranne l’amare.































 

martedì 3 novembre 2026

Missile Defense Agency (MDA) - USAF: il Ground-Based Interceptor (GBI) è il principale missile anti-balistico del sistema di difesa statunitense Ground-Based Midcourse Defense (GMD).









Missile Defense Agency (MDA)

La difesa ABM (Anti-Ballistic Missile) degli Stati Uniti, oggi ridefinita su scala più ampia come BMD (Ballistic Missile Defense), è un'architettura tecnologica complessa progettata per intercettare e distruggere missili balistici nemici di qualsiasi raggio d'azione (corto, medio, intermedio e intercontinentale/ICBM). 
Il sistema attuale si basa sul concetto di difesa multistrato (layered defense), che permette di attaccare la minaccia in diverse fasi del suo volo (boost, midcourse e terminale) integrando sensori satellitari, radar terrestri e intercettori specializzati:
  • Gli inizi e il Trattato ABM (1972): Durante la Guerra Fredda, USA e URSS firmarono il Trattato ABM per limitare i sistemi difensivi. La logica era quella della Mutua Distruzione Assicurata (MAD): se nessuna delle due superpotenze avesse potuto difendersi da un attacco nucleare, nessuna delle due avrebbe mai lanciato il primo colpo. Gli USA svilupparono brevemente il sistema Safeguard, ma lo smantellarono poco dopo.
  • Il ritiro degli Stati Uniti (2002): Nel giugno 2002, sotto l'amministrazione di George W. Bush, gli Stati Uniti si sono ritirati unilateralmente dal trattato. La motivazione ufficiale risiedeva nella necessità di proteggere il territorio nazionale dalle nuove minacce emergenti dei cosiddetti "Stati canaglia" (come la Corea del Nord o l'Iran) e dalla proliferazione di missili balistici. Questo passo ha dato il via libera allo sviluppo dei moderni sistemi nazionali diffusi.
L'attuale dottrina statunitense, guidata dalla Missile Defense Agency (MDA), non si affida a una singola arma ma schiera più componenti specializzate a seconda dell'altitudine e della portata del bersaglio.

I sistemi di intercettazione non possono funzionare senza una griglia di tracciamento integrata nota come C2BMC (Command, Control, Battle Management, and Communications). Questa griglia unisce:
  • Satelliti in orbita: Costellazioni dedicate a rilevare il calore generato dai motori dei missili balistici fin dal momento del lancio.
  • Radar d'allerta precoce: Sistemi radar giganti terrestri (come l'UEWR) e marittimi (il radar in banda S galleggiante SBX-1) in grado di tracciare la traiettoria degli oggetti nello spazio a migliaia di chilometri di distanza.

Negli ultimi anni la difesa ABM statunitense sta affrontando una profonda trasformazione guidata da due fattori principali:
  • La minaccia ipersonica: I missili balistici tradizionali seguono una parabola prevedibile. I nuovi vettori ipersonici (sviluppati da Russia e Cina) volano a quote più basse cambiando traiettoria, eludendo i radar tradizionali.
  • Nuove iniziative di integrazione: Progetti avanzati di architettura integrata, come il concetto globale Golden Dome, puntano a fondere in modo ancora più stretto le reti di sensori a bassa orbita con intercettori di nuova concezione (come il Next Generation Interceptor - NGI) per garantire una copertura totale, flessibile e impenetrabile del continente nordamericano contro ogni tipo di minaccia aerea e spaziale di ultima generazione.


Il Ground-Based Interceptor (GBI) è il principale missile anti-balistico del sistema di difesa statunitense Ground-Based Midcourse Defense (GMD). 

Il 2.11.2017 il 44º missile GBI (Ground-Based-Interceptor) è stato installato nella base di Fort Greely, Alaska,. Pochi giorni dopo la Casa Bianca ed il Congresso statunitense hanno disposto di acquisire ulteriori 20 missili, da installare in Alaska il prima possibile. Si sta valutando un altro sito di lancio sulla costa atlantica o nel Midwest, unitamente all'acquisizione di altri 40 missili intercettori, in modo da portare il totale degli intercettori a 104. 

Negli anni della Guerra Fredda la pace è stata assicurata dalla deterrenza nucleare delle 2 superpotenze dell’epoca: USA e URSS. 

Con la Mutual Assured Destruction, nessuno dei 2 avversari avrebbe deciso di scatenare una guerra termonucleare globale, conscio che dall'altra parte sarebbe stato lanciato in risposta un numero di testate tali da annientare il proprio Paese. Quindi, sia pur con l'incubo di un possibile olocausto nucleare, che avrebbe devastato l'intero pianeta e non solo i 2 contendenti, buona parte del mondo ha vissuto un lungo periodo di relativa pace, rotto soltanto, anche se frequentemente, da conflitti locali. Le 2 superpotenze erano così definite proprio in funzione della capacità di distruggere completamente l’avversario. 

Altri Paesi, come Cina, Francia, Regno Unito, India, Pakistan ed Israele, vengono definite militarmente medie potenze e dispongono invece di arsenali molto più limitati, ciascuno con alcune decine di testate, tante da poter comunque svolgere un ruolo di dissuasione strategica, ma non tali da annientare completamente un Paese di medie dimensioni. 

In questo scenario la difesa antimissili era considerata un elemento potenzialmente destabilizzante, visto che avrebbe potuto alterare la bilancia su cui si reggeva la mutua deterrenza. Per tale motivo - nel 1972 - venne firmato il trattato ABM che limitava a 100 vettori antimissile equipaggiati con teste nucleari la difesa di ciascun Paese. I Sovietici schierarono i loro intercettori UR-96 (ABM-1 GALOSH) intorno a Mosca, mentre gli Statunitensi dispiegarono i missili SPRINT in North Dakota, a protezione di parte dei silos degli ICBM. 

Il sistema statunitense ebbe vita breve e venne smantellato già nel 1976. 

L'ABM-1 GALOSH venne seguito dal missile 51T6 (ABM-4 GOROGN), ritirato dal servizio nel 2005. Ancora oggi il sistema antimissili balistici russo posto a protezione di Mosca è attivo, ed impiega missili 53T6 (ABM-3 GAZELLE), entrati in servizio nel 1995 e basati in silos. Come i suoi predecessori, questo velocissimo intercettore (17 Mach), non è in grado di colpire una testata nemica al di fuori dell'atmosfera con una manovra precisa che porti all'impatto diretto. Utilizza invece una testa nucleare da 10 kT che compensa quindi la mancanza di precisione. 

L'Amministrazione Reagan ha contribuito a far crollare l'URSS grazie al progetto SDI (Strategic Defense Initiative), anche noto con i nomignolo di Star Wars, che annunciava la possibilità di abbattere i missili sovietici in arrivo grazie a sensori basati nello spazio e ad armi avveniristiche ad energia diretta, modificando così la bilancia strategica. 

L'Unione Sovietica si rese presto conto che non avrebbe potuto mai realizzare qualcosa di simile. In realtà la SDI è stata un grande bluff, dato che all'epoca non vi erano ancora risorse adeguate per realizzare l'insieme di sensori e di armi necessari a fermare un attacco missilistico globale, con risorse basate tanto a terra che nello spazio. 

Nel 1993 l'Amministrazione Clinton ridimensionò pesantemente il progetto, trasformandolo in BMD (Ballistic Missile Defense), volto alla protezione contro la minaccia dei missili balistici di teatro (TBM) che operavano a livello regionale, e quindi non contro gli Stati Uniti, che godono della protezione data dalla posizione geografica contro i cosiddetti Stati-canaglia. Nel 1998 l'attenzione venne però nuovamente rivolta verso la difesa nazionale, a fronte del rischio posto da attacchi tanto isolati, quanto ipotetici, lanciati dall'Iran, dalla Corea del Nord, o da lanci accidentali da parte di Russia o Cina. Nel dicembre 2001 l'Amministrazione George W. Bush ha infine annunciato che gli Stati Uniti si sarebbero ritirati dal Trattato ABM del 1972.







Il Ground-based Interceptor (GBI) è un componente del Ground-based Midcourse Defense (GMD) System

Progettato per intercettare e distruggere i missili balistici intercontinentali (ICBM) durante la loro fase di volo intermedia (midcourse), opera nello spazio esterno prima del loro rientro nell'atmosfera terrestre. 
A differenza dei missili tradizionali, il GBI non utilizza una testata esplosiva, ma si affida alla pura energia cinetica per polverizzare i bersagli:
  • Tecnologia Hit-to-Kill: Il cuore del sistema è l'Exoatmospheric Kill Vehicle (EKV). Una volta rilasciato nello spazio dal razzo vettore, l'EKV utilizza sensori avanzati per rilevare, discriminare e colpire direttamente la testata nemica a velocità ipersoniche superiori ai 27.500 km/h.
  • Propulsione Flessibile (Selezionabile a 2/3 stadi): Il missile è lanciato da silos interrati ed è spinto da un vettore a combustibile solido. Gli aggiornamenti più recenti introdotti dall'agenzia di difesa missilistica statunitense (MDA) permettono al GBI di funzionare in modalità digitale selezionabile a 2 o 3 stadi. Questo consente il rilascio anticipato dell'EKV per ingaggiare minacce a corto raggio o più vicine nel tempo.
  • Prestazioni e Dimensioni: Ha una massa di circa 21.600 kg, una lunghezza di 16,61 metri e può raggiungere velocità massime stimate fino a Mach 33.
Dispiegamento e Sviluppo Futuro

Attualmente la flotta attiva prevede un piano totale di 64 intercettori dislocati principalmente in due basi strategiche a protezione del territorio americano:
  • Fort Greely (Alaska);
  • Vandenberg Space Force Base (California).
La gestione complessiva del programma GMD è affidata alla Boeing come prime contractor, mentre la propulsione e i vettori di spinta sono gestiti da Northrop Grumman e i veicoli d'intercettazione EKV da Raytheon.
Il Pentagono sta gradualmente pianificando la transizione verso il Next Generation Interceptor (NGI), il cui contratto di sviluppo da 17 miliardi di dollari è stato assegnato a Lockheed Martin nel 2024 per sostituire progressivamente l'attuale tecnologia d'intercettazione e far fronte a minacce ipersoniche e balistiche sempre più complesse.
Il Ground-based Interceptor (GBI) è un componente del Ground-based Midcourse Defense (GMD) System. I GBI vengono lanciati da silo e intercettano i missili balistici a metà percorso, quando si trovano al di fuori dell'atmosfera e alla loro traiettoria più alta. Il GBI è costituito da un razzo vettore multistadio (Boost Vehicle BV) e da un veicolo di intercettazione cinetica (Exoatmospheric Kill Vehicle EKV), che rende possibile l'intercettazione delle testate dei missili balistici utilizzando la tecnologia “hit-to-kill".

Storia del programma GBI

I predecessori degli attuali GBI, tra cui l'Homing Overlay Experiment (HOE) e l'Exoatmospheric Reentry Interceptor Subsystem (ERIS), utilizzavano due stadi di un missile balistico intercontinentale (ICBM) Minuteman I equipaggiati con un veicolo di distruzione cinetica (KKV) per formare intercettori a impatto diretto. L'HOE utilizzava i primi due stadi di un Minuteman I come veicolo di lancio e dispiegava un KKV a forma di ombrello con dei pesi sulle nervature del veicolo di distruzione in fase di apertura per distruggere il missile bersaglio.
L'intercettore ERIS utilizzava il secondo e il terzo stadio del Minuteman I e un "potenziatore di uccisione" gonfiabile ottagonale più piccolo, il KKV.




Amministrazione Clinton 

Il programma GBI è nato come parte relativa agli intercettori dell'architettura di Difesa Missilistica Nazionale (NMD) sviluppata dall'amministrazione Clinton. La strategia di Clinton prevedeva un dispiegamento graduale dei GBI che inizialmente sarebbero rientrati nei limiti del Trattato ABM, con 100 intercettori schierati in un unico sito al termine della prima e della seconda fase. La terza e ultima fase prevedeva una revisione del trattato per consentire un dispiegamento leggermente più ampio di 250 intercettori distribuiti su due siti a Grand Forks, nel Nord Dakota, e a Fort Greely, in Alaska.
Nel 1997, la Ballistic Missile Defense Organization (BMDO) istituì il primo Joint Program Office per il programma NMD con l'obiettivo di condurre un test integrato nel 1999 e un primo dispiegamento operativo nel 2003.
I primi test dei sistemi NMD utilizzarono stadi di surplus di missili Minuteman come vettori di lancio, consentendo il primo test di volo del prototipo EKV nel 1997 e il primo test di intercettazione riuscito nell'ottobre del 1999.5 Clinton decise di rimandare la decisione sull'implementazione di una prima capacità dei GBI alla successiva amministrazione.

Amministrazione Bush 

La direzione del dispiegamento dei GBI fu affidata all'amministrazione di George W. Bush, più concentrata sullo sviluppo di un efficace sistema di difesa missilistica nazionale. Nel 2002, l'amministrazione Bush si ritirò dal Trattato ABM, eliminando di fatto qualsiasi limite al numero di GBI e al numero di siti in cui potevano essere dispiegati. Il piano di Bush prevedeva una capacità di dispiegamento iniziale entro il 2004 e il sistema si espanse fino a includere 44 GBI in due siti negli Stati Uniti, Fort Greely in Alaska e la base aerea di Vandenburg in California, e altri 10 GBI in un sito in Polonia.

Amministrazione Obama 

Nel 2009, la neoeletta amministrazione Obama annunciò l'intenzione di annullare il piano di Bush per l'impiego del GBI in un sito in Polonia, optando invece per un approccio adattivo a fasi.
Hanno inoltre deciso di sospendere l'acquisto di nuovi GBI a quota 30, abbandonando l'obiettivo di 44 intercettori stabilito dall'amministrazione Bush.
Nel 2010, i ripetuti fallimenti nei test del nuovo veicolo di intercettazione CE-II hanno portato a un riorientamento del programma GBI, con una maggiore enfasi sui test piuttosto che sul dispiegamento di nuovi GBI.9 La reintroduzione dell'obiettivo GBI da 44 GB e il successo del test di volo del nuovo EKV nel 2013, seguito da un test di intercettazione altrettanto riuscito nel 2014, hanno rafforzato il sostegno al sistema.
Il 2 novembre 2017, la MDA statunitense e l'industria hanno installato il 44° intercettore a Fort Greely.

Varianti GBI

La decisione del presidente Bush nel 2002 di schierare essenzialmente un prototipo avanzato ha fatto sì che ogni primo veicolo di intercettazione fosse unico, realizzato a mano in circa 130.000 passaggi. Il graduale progresso della modernizzazione e l'aumento della capacità hanno portato a un'ulteriore diversità negli intercettori effettivamente impiegati. Questi variano in base alla combinazione del veicolo di intercettazione e del razzo vettore.

Prove di volo

Dal 1997, GBI è stato sottoposto a regolari test di volo. Ha registrato 10 intercettazioni riuscite su 18 tentativi.

Sviluppo del booster

I test iniziali per i GBI utilizzarono stadi di missili balistici intercontinentali Minuteman di surplus come razzi ausiliari per facilitare i test preliminari dei veicoli di intercettazione. Il primo razzo ausiliario progettato specificamente per il programma GBI fu il razzo ausiliario commerciale (COTS), che utilizzava stadi di razzi commerciali per formare un razzo a tre stadi. Il primo test di volo ebbe luogo nell'agosto del 2001, con 18 mesi di ritardo rispetto alla tabella di marcia. Un test del razzo intercettore COTS nel dicembre del 2001 causò la deviazione del veicolo dalla traiettoria prevista, costringendo alla distruzione del razzo ausiliario e all'interruzione dei test.
Nel marzo 2002, il programma per il razzo vettore fu trasferito da Boeing a Lockheed Martin, che sviluppò il BV-plus, una versione migliorata del razzo vettore COTS. Inoltre, alla Orbital Sciences Corp. fu affidato il compito di creare un razzo vettore concorrente, noto come Orbital Booster Vehicle (OBV), basato sui tre stadi superiori del vettore commerciale Taurus XL. L'OBV fu testato con successo nel febbraio e nell'agosto 2003 e, dopo ritardi e il successivo fallimento del test del BV-plus nel 2004, l'OBV fu selezionato come razzo vettore per l'attuale GBI. Nel 2010, la MDA ha testato con successo una versione a due stadi del razzo vettore OBV dalla base aerea di Vandenburg.
Nel 2016, la MDA prevede di implementare una versione aggiornata del razzo vettore a tre stadi per migliorarne l'affidabilità e risolvere eventuali problemi di obsolescenza hardware. Il progetto prevede anche l'aggiornamento dell'avionica del razzo vettore per fornire sistemi di controllo di volo e di propulsione più efficienti. La MDA sta inoltre lavorando allo sviluppo di un razzo vettore a due stadi per i GBI, che incorporerebbe il design vincente del test del 2010 e gli aggiornamenti del razzo vettore a tre stadi della seconda fase. La realizzazione di un GBI a due stadi consentirebbe tempi di lancio più brevi, offrendo maggiore flessibilità nella scelta del luogo di impiego per i futuri lanci.

Sviluppo dei veicoli “killer”

Il veicolo di distruzione esoatmosferica (EKV) è il mezzo utilizzato dal sistema GMD per distruggere fisicamente i missili bersaglio in arrivo. 


L'EKV è costituito da un sistema di sensori e propulsione che entra in collisione con il veicolo di rientro durante la fase intermedia della traiettoria balistica del missile, utilizzando il proprio sensore a infrarossi, il sistema di guida e il motore. Avvicinandosi al bersaglio, l'EKV integra i dati provenienti dai radar in banda X con i sensori di bordo e aggancia il missile nemico. L'EKV regola continuamente la sua traiettoria di volo fino alla collisione con il bersaglio. L'impatto, che determina la distruzione completa della testata, inclusi eventuali agenti nucleari, chimici o biologici, provoca la completa eliminazione dell'ordigno.
Il Capability Enhancement-I (CE-I), consegnato nel 2004, è diventato il primo EKV (Extended Key Vehicle) impiegato per il sistema GMD.17 Il CE-I è stato prodotto e consegnato fino a settembre 2007, con un picco di impiego di 24 unità. In totale, sono stati prodotti 33 veicoli di eliminazione CE-I e sei sono stati utilizzati nei test.
Le tempistiche accelerate per la consegna iniziale del CE-I hanno imposto la realizzazione di un prototipo in grado di dimostrare la fattibilità del sistema "colpisci e distruggi" pur essendo rapidamente operativo. I progettisti hanno aggiornato i connettori per ovviare ai problemi di obsolescenza riscontrati sui precedenti veicoli di intercettazione utilizzati nei test precedenti al dispiegamento del CE-I e hanno continuato a produrre diverse sotto-configurazioni per risolvere ulteriori problematiche di progettazione e produzione.
La seconda variante di EKV impiegata sui GBI è la Capability Enhancement-II (CE-II), la cui progettazione è iniziata nel 2005 da parte di MDA.20 Il CE-II presenta aggiornamenti obsoleti per i processori del computer del CE-I, progettati per migliorare la discriminazione e un cercatore a infrarossi più sensibile. Le modifiche all'algoritmo hanno anche aumentato la velocità di elaborazione del processore, con l'obiettivo di migliorare ulteriormente la capacità del CE-II di distinguere i bersagli dai detriti e dai dispositivi di inganno. Dopo due test di intercettazione falliti nel 2010 a causa delle prestazioni del CE-II, la MDA ha deciso di sospendere l'acquisizione fino a quando non fossero stati risolti i problemi relativi ai test falliti. Nel gennaio 2013, la MDA ha condotto il CTV-01, che ha portato a un test di volo di successo per il CE-II, seguito da un test di intercettazione di successo nel giugno 2014. Come il CE-I, anche il CE-II presenta una serie di sotto-configurazioni per risolvere i problemi di progettazione e produzione riscontrati durante il processo di collaudo.

Veicolo “killer” riprogettato (RKV)

Il NDAA per l'anno fiscale 2016 includeva finanziamenti significativi per lo sviluppo di nuove tecnologie per veicoli di neutralizzazione, tra cui un veicolo di neutralizzazione riprogettato (RKV) e un veicolo di neutralizzazione multi-obiettivo (MOKV) . L'RKV è stato progettato per migliorare e, in futuro, sostituire l'attuale flotta di prototipi CE-I e CE-II EKV.22 Secondo la testimonianza resa nel 2015 dal direttore della MDA, il viceammiraglio James Syring, dinanzi alla Commissione per gli stanziamenti del Senato, gli aggiornamenti dell'RKV "migliorerebbero l'affidabilità, la manutenibilità, la producibilità e l’economicità".  L'RKV era stato concepito per incorporare miglioramenti nell'acquisizione e nella discriminazione dei bersagli e nella comunicazione su richiesta, al fine di consentire un migliore utilizzo dei dati dei sensori alternativi, creando una migliore consapevolezza della situazione.
MDA prevede di effettuare il primo test di volo dell'RKV nel 2018, seguito dal primo test di intercettazione nel 2019.
Nell'agosto del 2019, il Pentagono ha cancellato il programma RKV a seguito di significativi problemi di progettazione tecnica.24 Per far fronte alle crescenti minacce missilistiche, il Dipartimento della Difesa ha invece optato per accelerare lo sviluppo del Next Generation Interceptor (NGI), un intercettore avanzato che sostituirà il GBI nel sistema GMD.

Veicolo per l'eliminazione di bersagli multipli (MOKV)

Il MOKV ha ripreso il concetto del Multiple Kill Vehicle (MKV), precedentemente cancellato, un progetto avviato nel 2004 e interrotto dall'amministrazione Obama nel 2009.
Il MOKV è stato progettato per contrastare simultaneamente diverse testate o esche in arrivo, riducendo così il numero di intercettori necessari per contrastare i crescenti arsenali missilistici. Lo sviluppo dei concetti per il MOKV rientra nel programma Common Kill Vehicle, che ha anche sviluppato i concetti e i requisiti per l'RKV. Anche in caso di successo del programma MOKV, non ci si aspettava la produzione di un intercettore schierabile prima del 2030, secondo le stime attuali.
Nel maggio 2017, la Missile Defense Agency ha avviato un'accelerazione dello sviluppo del MOKV. La richiesta di bilancio del Dipartimento della Difesa per l'anno fiscale 2018 prevedeva 259 milioni di dollari per il programma MOKV, destinati alla riduzione del rischio tecnologico e allo sviluppo del prodotto, nonché all'accelerazione del suo completamento previsto di cinque anni, "per raggiungere una capacità dimostrata entro il 2025", secondo quanto dichiarato da un funzionario della MDA.26 Sebbene i funzionari della difesa statunitensi non abbiano fornito una ragione specifica per l'accelerazione, è probabile che i test missilistici nordcoreani contemporanei ne siano stati un catalizzatore.
Con la cancellazione del progetto RKV nell'agosto 2019, è stato cancellato anche il progetto MOKV, poiché basato sulla tecnologia RKV.
Poiché le consegne dei missili intercettori di nuova generazione (NGI) devono iniziare "entro e non oltre il 2028", la Missile Defense Agency ha avviato un programma provvisorio di estensione della vita operativa (SLEP) per i suoi attuali GBI. A partire dall'anno fiscale 2020, il programma SLEP per i GBI mira a migliorare significativamente l'affidabilità degli intercettori e a estenderne la vita operativa oltre il 2030, in concomitanza con l'entrata in servizio dei missili NGI.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, RID, missilethreat.csis.org, You Tube)












https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.









IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.

Tutto…tranne l’amare.