giovedì 23 aprile 2026

MARINA MILITARE ITALIANA: in data 22 aprile 2026, è stata sottoscritta l'integrazione e il completamento del programma “MCS Multipurpose Combat Ship” (già PPA), finalizzata all'upgrade delle unità alla configurazione definitiva FULL Combat System.











https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.










In data 22 aprile 2026, Fincantieri, Leonardo e l’OCCAR hanno sottoscritto l'integrazione e il completamento del programma “Multipurpose Combat Ship” (già PPA), finalizzata all'upgrade delle unità alla configurazione definitiva FULL Combat System.
L’accordo ammonta a circa 62 milioni di euro (solo Fincantieri), e prevede le attività di adeguamento necessarie per portare le unità della classe dalle configurazioni LIGHT e LIGHT PLUS alla configurazione FULL Combat System.
L’Accordo è stato sottoscritto dal Direttore di OCCAR-EA e da Fulvio Palermo, Responsabile Project Management della Direzione Navi Militari di Fincantieri, in rappresentanza del Raggruppamento Temporaneo di Imprese costituito da Fincantieri e Leonardo.







E’ prevista: 
  • l’esecuzione delle attività di adeguamento necessarie per consentire l’upgrade delle unità M.C.S. dalle configurazioni Light e Light Plus alla configurazione Full Combat System,
  • l’introduzione di capacità avanzate nel dominio della difesa cyber.
  • gli interventi, coordinati da Fincantieri, riguarderanno sia le unità già consegnate sia quelle attualmente in fase di costruzione e allestimento, assicurando l’allineamento dell’intera classe ex PPA alla configurazione operativa più avanzata.

Le Multipurpose Combat Ship rappresentano una tipologia di unità navali altamente flessibili, progettate secondo un approccio “fitted for” che consente l’integrazione progressiva di capacità operative. 
Come noto, le navi (praticamente delle fregate lanciamissili) sono in grado di svolgere un ampio spettro di missioni, dal pattugliamento con capacità di soccorso in mare fino a compiti di combattimento, grazie a un sistema di combattimento scalabile che evolve dalle configurazioni più leggere a quella completa.
E’ chiaro che Fincantieri rafforza ulteriormente il proprio ruolo nel programma, confermando il posizionamento del Gruppo nello sviluppo e nell’upgrade di piattaforme navali complesse ad alto contenuto tecnologico, in linea con le esigenze operative della Marina Militare italiana.

L’uppgrade tecnologico, riguarderà sia le unità nuove che quelle già in servizio, per un totale, dunque, di 5 navi (sulle 7 del programma della MM);
saranno aggiornati il PPA PAOLO THAON DI REVEL LIGHT, il FRANCESCO MOROSINI LIGHT e il RAIMONDO MONTECUCCOLI LIGHT+, mentre le 2 unità destinate a rimpiazzare quelle cedute all'Indonesia (gli "ex" RUGGIERO DI LAURIA e MARCANTONIO COLONNA) saranno dunque costruite "direttamente" in configurazione FULL (si tratta dell'ottavo e del nono Multipurpose Combat Ship”, che nel programma della MM rappresenteranno invece il sesto e settimo esemplare). 
Gli MCS GIOVANNI DALLE BANDE NERE e DOMENICO MILLELIRE sono invece già in servizio in configurazione FULL.

Come noto agli addetti ai lavori, nella configurazione FULL, gli MCS sono equipaggiati con:
  • il Dual Band Radar, incentrato sui sensori KRONOS QUAD (banda C) e KRONOS STARFIRE (banda X), entrambi a 4 facce fisse planari,
  • 1 cannone Leonardo 127/64 mm LW VULCANO, 
  • 1 cannone Leonardo 76/62 mm SOVRAPONTE, 
  • 2 mitragliere Leonardo KBA 25/80 mm, 
  • 2 VLS SYLVER A50 a 8 celle per missili superficie-aria ASTER 15/30, 
  • 8 missili antinave MBDA TESEO Mk-2/E, 
  • lanciasiluri Mu-90 da 324 mm.

La Multipurpose Combat Ship (MCS) come ora la Marina Militare preferisce chiamarla, rappresenta una tipologia di nave altamente flessibile con capacità di assolvere molteplici compiti che vanno dal pattugliamento al combattimento di prima linea.

Sono navi di concezione innovativa, per sorvegliare e controllare gli spazi marittimi d'interesse nazionale, vigilare sulle attività marittime ed economiche, concorrere alla salvaguardia dell'ambiente marino, supportare operazioni di soccorso alla popolazione colpita da calamità naturali e per concorrere alla scorta di gruppi navali, navi maggiori e mercantili.
Il progetto di questi nuovi pattugliatori è stato sviluppato per enfatizzare le caratteristiche di versatilità strategica già intrinseche in ogni unità navale: è stata infatti ideata una piattaforma dalle spiccate capacità adattive, grazie alle dimensioni e alle caratteristiche costruttive, che permettono di assumere diverse configurazioni d'impiego, scegliendo l'implementazione dell'allestimento modulare in base al profilo di missione.
Le unità hanno la possibilità di imbarcare equipaggiamenti vari e container per supporto in caso di calamità naturali e/o imbarcazioni tipo RHIB (rigid hullinflatable boat) o mezzi non pilotati.
Il requisito duale delle unità è recepito sin dalle fasi di progetto, così come la possibilità d'integrare agevolmente nuove capacità.
Più in dettaglio, la nave sarà caratterizzata da ampi spazi dedicati all'imbarco di materiali e impianti shelterizzati, che amplieranno ulteriormente la sua capacità ospedaliera, di trasporto di aiuti umanitari e d'imbarco di sistemi specifici per operazioni antinquinamento.
Le nuove navi saranno in grado di impiegare imbarcazioni veloci tipo RHIB fino a una lunghezza di oltre 11 metri tramite gru laterali o per mezzo di una rampa di alaggio situata a poppa.
Le MCS vengono costruite, a similitudine delle FREMM, presso i Cantieri Navali di Riva Trigoso e di Muggiano.

ATTUALE CONFIGURAZIONE DELLE UNITA’:
  • PPA Full: la versione pesante in questione è adatta al combattimento di prima linea;
  • PPA EVO: è una versione ulteriormente migliorata nelle dotazioni, nella strumentazione e negli armamenti, per operazioni più intense.
Le versioni Light e Light+ vengono aggiornate tutte nella versione Full, grazie anche all'elevato grado di modularità delle unità.

PIATTAFORMA

Lo scafo presenta una forma innovativa, che insieme al nuovo rostro prodiero punta ad ottimizzare la spinta idrodinamica allo scopo di soddisfare requisiti prestazionali molto sfidanti, pur mantenendo un moderato impatto ambientale e garantendo l'economicità di gestione.
Le navi sono caratterizzate da due zone ad alta modularità: una di centro nave e l'altra di poppa.
La prima è dotata di una gru Davit con due braccia dispiegabili per il trasporto, il lancio ed il recupero di imbarcazioni lunghe fino a 11 metri e pesanti fino a dieci tonnellate, e una gru centrale per container fino a venti tonnellate. Questa zona ha una capacità di carico fino a otto container ISO 1C, per 120 t massime complessive.
La seconda zona modulare invece può fungere da bacino per mezzi delle forze speciali, da magazzino pallettizzato, da comparto sanitario, da comparto alloggi (30 posti più un'area igiene) o come zone USV e ROV più cittadella di comando.
Adiacente a questa zona è presente in modo predefinito una rampa per il lancio ed il recupero di un veicolo anfibio di tipo RHIB di massimo 11 metri.
La zona plancia presenta una moderna ed innovativa forma, molto simile a quella di un elmo, assicurando un ampio raggio di visibilità nonché un elevatissimo grado tecnologico, essendo in questa riuniti tutti i sistemi di controllo, di autodifesa ed attacco, navigazione e propulsione.

L’INNOVATIVO “COCKPIT NAVALE di Leonardo e Fincantieri NexTech

Tra le caratteristiche più innovative dei PPA (Pattugliatori Polivalenti d’Altura) – le sette unità da pattugliamento realizzate nell’ambito del programma italiano di ammodernamento straordinario della flotta (“Legge Navale”), assieme a una nave anfibia (LHD TRIESTE) e a una nave logistica (LSS VULCANO) – vi è sicuramente l’innovativo “cockpit navale”, frutto di una specifica richiesta della Marina Militare che voleva un nuovo strumento di guida nella plancia comando in grado di assicurare le funzioni basiche di timoneria e di combattimento con un equipaggio minimo. Un requisito realmente rivoluzionario sulla base del quale è stata concepita una postazione integrata, co-prodotta da Leonardo e Fincantieri NexTech, che permette la condotta della nave e delle operazioni aereonavali da parte di soli due operatori, il pilota e il copilota, che hanno inglobato le figure dell’ufficiale di guardia in plancia e del comandante. Da questa postazione è infatti possibile gestire sia le macchine, i timoni e gli impianti di piattaforma sia alcune funzioni del sistema di gestione del combattimento (Combat Management System, CMS), incluso l’uso delle armi in dotazione.
Da un punto di vista funzionale e dell’ergonomia, nella nuova plancia il comandante siede alle spalle dei due operatori, su una speciale poltrona dotata di comandi che gli consentono di interagire tanto con i suddetti due operatori quanto con gli operatori del CMS, mentre pilota e copilota utilizzano joystick, manette del motore e manopole di controllo che ricordano le cabine di pilotaggio degli aerei. Non solo, ma una console centrale, situata tra i due operatori e caratterizzata da un gran numero di interruttori, luci e manopole, contribuisce a creare un'atmosfera da "cabina di pilotaggio". Eppure, siamo su una nave: una configurazione unica del suo genere, concepita in stretta collaborazione con il cliente, e che ha pure un impatto diretto sia nella sistemazione e allestimento degli spazi interni della plancia sia nella conduzione della nave.
Lo studio, la progettazione e la produzione di un sistema di questo genere ha richiesto uno sforzo importante. Il lavoro è stato tuttavia facilitato dall'architettura e da alcune funzionalità comuni con il CMS ATHENA MK.2/SADOC4 di Leonardo, che è servito come base. In prospettiva, con un ulteriore sforzo di integrazione, il cockpit potrà comunque essere selezionato anche per unità navali con diverso CMS.
Nel complesso, per far comprendere ancor più a fondo la rivoluzione introdotta dal cockpit dei PPA, basti pensare che precedentemente l’equipaggio minimo in plancia comprendeva il comandante, due-tre timonieri, un addetto alle comunicazioni e sette operatori del CMS. L’attuale configurazione dei PPA permette di ridurre questa consistenza a sette persone - comandante, pilota, copilota e quattro operatori del CMS (comunicazioni, radar, sonar, ecc.). Inoltre, il cockpit permette di ridurre i tempi di risposta dell’unità a minacce improvvise in quanto consente di mantenere la nave in alto stato di approntamento. Per esempio, i due operatori hanno accesso diretto alle armi di difesa di punto, cosa che permette di reagire prontamente – previo ordine del comandante – a quelle minacce che possono presentarsi in maniera repentina come barchini veloci o velivoli teleguidati. In caso di minacce più complesse, l’accesso immediato a sensori e armi permette di guadagnare tempo prezioso in attesa che l’equipaggio raggiunga i posti di combattimento e si possa sviluppare una risposta più ampia e coerente. Per le funzioni di guida e manovra, in mare come in porto, gli operatori del cockpit possono accedere a tutti i sensori ottici della nave. Di fatto, ogni unità ha una visione a 360° grazie a telecamere diurne, notturne e infrarosse.

ELETTRONICA

L'intero sistema elettronico è stato realizzato da Leonardo, che fornisce un Combat Management System di nuova generazione ad architettura aperta, modulare e riconfigurabile, progettato per essere un sistema C4I completo, con accesso ai servizi di rete della Coalizione così come a quelli Strategici Nazionali.
Nella plancia è stato previsto un innovativo sistema denominato "cockpit" realizzato insieme a Fincantieri, che consente per la prima volta la gestione integrata delle operazioni relative sia alla conduzione della nave sia al sistema di combattimento, con un numero ridotto di addetti, grazie anche all’impiego di tecnologie di realtà aumentata.
Esso comprende un radar AESA 3D Kronos Dual Band, composto da quattro facce fisse. Ognuna di esse comprende a sua volta due pannelli radar, uno in banda C (per la sorveglianza e il tracciamento aerei a medio-lungo raggio e per la sorveglianza e il tracciamento anti-missile balistico, oltre che per la guida dei missili superficie-aria del sistema SAAM-ESD) ed uno in banda X (per la sorveglianza di superficie e per la sorveglianza e il tracciamento aerei a corto raggio). La variante Full è dotata del sistema completo, la Light+ ha solo i pannelli in banda C e la Light ha solo quelli in banda X.
Le unità sono equipaggiate con il radar in banda X per la ricerca aerea e di superficie SPS-732 (RAN 30X/I).
Altri sensori sono: un radar per il controllo del fuoco NA-30S MK2, due radar in banda X e Ka per la navigazione, un sistema IRST (InfraRed Search and Track), sensori per il riconoscimento amico/nemico (IFF, Identification Friend and Foe).
Il sistema di comunicazione è basato sulla tecnologia Software Defined Radio (SDR) e comprende due antenne SATCOM, una a due bande ed una a tre.
In campo ASW le PPA sono dotate di un sonar trainato, sia attivo sia passivo, a bassa-medio frequenza a profondità variabile ATAS e di un sonar trainato Black Snake, progettato per la scoperta e la classificazione di siluri nemici in arrivo.
Leonardo fornisce anche il Diver Detection Sonar, l'Underwater Telephone e il Bathy Thermpograph Unit.
I PPA EVO hanno una nuova strumentazione per gestire i droni (UAV, USV e UUV) di cui sono dotati e nuovi sistemi anti-drone ed anti missili balistici.

ARMAMENTO

L'armamento di base comune a tutte e tre le versioni è costituito da: 
  • un cannone (a prua) OTO Melara 127/64 munito del munizionamento Vulcano; 
  • da un cannone (sull'aviorimessa di poppa) OTO Melara 76/62, del tipo sovraponte, munito di munizionamento Davide/Strales e con predisposizione per il Vulcano;
  • sull'aviorimessa di poppa trovano posto 2 mitragliere a controllo remoto Oto Melara / Oerlikon KBA 25/80; 
  • un impianto missilistico di ultima generazione VLS Sylver A-50 per il lancio in verticale di 16 missili Aster 15, Aster 30 e Aster 30 B1NT; 
  • predisposizione per un sistema di 4 lanciatori binati per il lancio di 8 missili anti-nave e land attack OTOMAT TESEO Mk-2E;
  • 2 lanciatori trinati per siluri da 324mm MU-90 Impact.
  • Sulle MCS Full sono installati due lanciatori ODLS 20 (OTO Decoy Launching System) a controllo remoto il cui ruolo principale è fornire alla nave una difesa passiva dai radar e dai missili dotati di seeker IR, ma anche decoy ASW;
  • un hangar e un ponte di volo per 2 elicotteri NH90 o un AgustaWestland AW101.

ARMAMENTO DELLA FUTURA VERSIONE “Super-MCS-EVO”

La versione MCS-EVO sarà dotata, rispetto alla versione Full, di maggiore armamento nella lotta antisommergibile e nelle operazioni anti-drone. Disporranno altresì di 64 celle VLS SYLVER A50 ed A70: 4 moduli a 8 celle a prua e 4 moduli a 8 celle a centro nave. Le MCS-EVO, con l'uso dei missili da crociera oltre alla lotta antisommergibile potranno anche gestire operazioni superficie-superficie, quindi anti-nave a distanza, anti aerea ed anti-superficie. Inoltre ha nuova strumentazione per gestire i droni (UAV, USV e UUV) di cui è dotata. 
L'ampliamento del nuovo sistema di missili a lancio verticale permetterà anche alle MCS-EVO di poter svolgere operazioni specifiche di difesa anti attacco balistico.









IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, RID, Marina.Difesa, Giorgio ARRA, Meganerid, NavalAnalyses, Fincantieri, Artstation. WIKIPEDIA, You Tube)





















































 

mercoledì 22 aprile 2026

Air Force Global Strike Command (AFGSC) 2030: il programma Northrop Grumman “LGM-35A Sentinel” con il completo ammodernamento della componente terrestre della triade nucleare degli Stati Uniti, hanno di recente subito un'accelerazione e rimane in linea con i tempi previsti per i primi test di volo nel 2027.












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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.










Lo sviluppo del missile intercontinentale “LGM-35A Sentinel” dell’USAF e il completo ammodernamento della componente terrestre della triade nucleare degli USA, hanno subito un'accelerazione e rimane in linea con i tempi previsti per i primi test di volo nel 2027. 

La Northrop Grumman, che guida la progettazione del missile, ha confermato di recente che il primo volo potrebbe avere luogo il prossimo anno, con il programma che raggiungerà la piena capacità operativa entro i primi anni 2030.








Il Ground Based Strategic Deterrent (GBSD) è un sistema missilistico balistico intercontinentale terrestre statunitense attualmente nella fase finale di sviluppo. Dal 2029 in poi sostituirà i 450 missili Minuteman III in servizio nell'Aeronautica degli Stati Uniti.

Nel luglio 2016 la divisione GBSD dell'ICBM Systems Directorate dell'Air Force Nuclear Weapons Center, ha presentato una richiesta per lo sviluppo e la manutenzione di un missile balistico intercontinentale nucleare di nuova generazione. Il GBSD sostituirebbe il Minuteman III, entrato in servizio nel 1970, nella triade nucleare statunitense. Si stima che i nuovi missili, che saranno introdotti gradualmente durante oltre un decennio, costino circa 86 miliardi di dollari per un ciclo di vita di cinquant'anni. Boeing e Northrop Grumman hanno gareggiato per il contratto.
L'8 settembre 2020 lo United States Department of the Air Force ha assegnato alla Northrop Grumman un contratto da 13,3 miliardi di dollari per lo sviluppo del missile balistico intercontinentale GBSD.

Come noto, l’aeronautica militare statunitense sta sostituendo il vecchio missile balistico intercontinentale (ICBM) LGM-30 Minuteman III con l' LGM-35A Sentinel. Il Sentinel rappresenta la modernizzazione della componente terrestre della triade nucleare statunitense. Nelle prime fasi del suo sviluppo, il missile LGM-35A Sentinel era originariamente chiamato Ground Based Strategic Deterrent, o GBSD.

Missione


L'LGM-35A Sentinel è un ICBM di nuova generazione e sarà il sostituto del Minuteman III (MMIII). Sarà un elemento fondamentale delle forze di deterrenza strategica della nazione, sotto il controllo dell'Air Force Global Strike Command. La "L" in LGM è la designazione del Dipartimento della Difesa per "lanciato da silo"; la "G" indica attacco di superficie; e la "M" sta per missile guidato.

Caratteristiche


Il sistema d'arma Sentinel sarà dispiegato in silos rinforzati per proteggerlo dagli attacchi e collegato a centri di lancio sotterranei tramite un sistema di moderni cavi in fibra ottica rinforzati. Gli equipaggi di lancio, composti da due ufficiali, continueranno a svolgere attività di allerta 24 ore su 24.
Il sistema si integrerà con l'architettura potenziata del Comando, Controllo e Comunicazioni Nucleari (NC3) del Paese, fornendo al presidente e al segretario alla guerra un comando e controllo estremamente affidabile e sicuro. Una caratteristica fondamentale del missile Sentinel è il suo design modulare e ad architettura aperta, che consentirà la rapida integrazione di nuove tecnologie per contrastare le minacce emergenti.

Contesto

Il programma Sentinel, precedentemente noto come Ground Based Strategic Deterrent (GBSD), è stato avviato per sostituire il vecchio LGM-30G Minuteman III, in servizio da oltre 50 anni. Dopo un'analisi approfondita, l'USAF ha stabilito che avrebbe costruito strutture di lancio, silos e infrastrutture di supporto completamente nuovi e moderni, piuttosto che tentare di ristrutturare le strutture risalenti agli anni '70.
Questo programma di modernizzazione rappresenta il più grande progetto di costruzione nella storia dell'Aeronautica Militare statunitense e ricapitalizzerà la componente terrestre della triade nucleare americana, garantendo un deterrente credibile contro gli avversari del XXI secolo per i decenni a venire. Il sistema Sentinel sarà schierato presso il 90° Stormo Missilistico della base aerea di FE Warren, nel Wyoming; il 341° Stormo Missilistico della base aerea di Malmstrom, nel Montana; e il 91° Stormo Missilistico della base aerea di Minot, nel Nord Dakota.

Caratteristiche generali:
  • Funzione primaria: missile balistico intercontinentale

  • Appaltatore: Northrop Grumman;

  • Impianto di propulsione: tre motori a razzo a propellente solido;

  • Spinta: non disponibile pubblicamente;

  • Peso: non disponibile pubblicamente;

  • Diametro: non disponibile pubblicamente;

  • Gittata: oltre 6.000 miglia (5.218 miglia nautiche);
Velocità: circa 15.000 mph (Mach 23) al termine dell'esaurimento del propellente;

  • Quota massima: circa 700 miglia (1.120 chilometri);

  • Data di dispiegamento: capacità iniziale prevista per i primi anni 2030;

  • Inventario: prevista acquisizione di 400 esemplari.




Testata termonucleare

Nel marzo 2019, la testata termonucleare W87 Mod 1 (W87-1) è stata selezionata per il GBSD, in sostituzione della testata W78 utilizzata sul Minuteman III. Era previsto che il GBSD entrasse in funzione nel 2028, con le testate W87-0 inizialmente installate sul sistema e le testate W87-1 installate dal 2030 in poi. Ciò offre all'USAF una certa flessibilità nel caso in cui la W87-1 subisca dei ritardi. Il completamento del primo pozzo di plutonio per il W87-1 è stato annunciato nell'ottobre 2024 dalla National Nuclear Security Administration, dopo una pausa di 35 anni.  L'aeronautica militare USA intende impiegare una singola testata su ciascun missile.  Il Congressional Research Service osserva che l'elevato peso di lancio del missile potrebbe offrire opzioni per il trasporto di diversi MIRV o ausili di penetrazione in futuro, qualora i potenziali nemici sviluppassero credibili difese antimissile balistiche. 

Test

I test del GBSD si svolgono principalmente presso la base aerea di Hill nello Utah e presso la base spaziale di Vandenberg (VSFB) in California, con lanci di missili dalla VSFB sull'Oceano Pacifico. Si prevede inoltre che ulteriori test vengano condotti presso il poligono di tiro dell'esercito di Dugway nello Utah e presso il sito di test per la difesa missilistica balistica Ronald Reagan nelle Isole Marshall. 
Il 7 luglio 2022, un razzo Minotaur II+ è stato lanciato da Vandenberg TP-01 per una missione dimostrativa di un veicolo di rientro suborbitale (veicolo di rientro Mk21A appartenente all'AFNWC) per il futuro missile balistico intercontinentale LGM-35A Sentinel.
 
Supporto

Tra i sostenitori del GBSD figurano la Heritage Foundation, l'ex Segretario alla Difesa Lloyd Austin, l'ex Segretario alla Difesa Ash Carter e i membri del Congresso della "ICBM Coalition". Sostengono che gli ICBM introdotti per la prima volta negli anni '70 abbiano avuto una vita operativa sufficientemente lunga e debbano essere sostituiti con un sistema modulare in cui i componenti siano più facili da sostituire o aggiornare. Nel difendere l'importanza dei missili terrestri, i sostenitori affermano che rappresentano la componente meno costosa della triade nucleare perché non necessitano di grandi squadre di manutenzione né comportano costosi costi di rifornimento, come i sottomarini a propulsione nucleare. Inoltre, sostengono che i missili terrestri siano un promemoria visibile del fatto che gli Stati Uniti possono reagire in caso di attacco nucleare, rendendoli quindi essenziali per la deterrenza nucleare. 
Nella sua valutazione annuale delle minacce del 2021, la comunità dell'intelligence statunitense ha affermato che la Cina sta raddoppiando il suo arsenale di armi nucleari nei prossimi dieci anni, nella "più rapida espansione della sua storia". Ha anche avvertito che la Russia sta espandendo e modernizzando il suo arsenale nucleare. 
Uno dei principali sostenitori del GBSD è il senatore Jon Tester (D-MT), presidente della sottocommissione per gli stanziamenti del Senato sulla difesa. In un'intervista del 21 marzo 2021, Tester ha affermato: "Al momento, penso che sia importante andare avanti con il GBSD perché credo che ci sia ancora un importante deterrente".  Jennifer Granholm, Segretario dell'Energia nell'amministrazione Biden, ha dichiarato alla stampa il 9 aprile 2021: "Dobbiamo mantenere e conservare l'arsenale per assicurarci che sia sicuro ed efficace, e continueremo a farlo per garantire di poter scoraggiare l'aggressione nucleare da parte di altri paesi". 

Critica

Tra i critici del GBSD figurano l'ex Segretario alla Difesa William Perry; il defunto Daniel Ellsberg, informatore dei Pentagon Papers e autore di The Doomsday Machine: Confessions of a Nuclear War Planner; il Friends Committee on National Legislation (FCNL); l' Union of Concerned Scientists (UCS); la Federation of American Scientists (FAS); e Peace Action. Essi sostengono che i nuovi missili non sarebbero solo costosi, ma anche pericolosi, aumentando il rischio di scatenare accidentalmente una guerra nucleare. I critici affermano che il targeting dei silos ICBM, che dovrebbero agire come una spugna che assorbe armi nucleari per esaurire la potenza nucleare della Russia, potrebbe provocare la morte di oltre 10 milioni di persone. Ellsberg e l'autore Norman Solomon sostengono che i gruppi pacifisti devono opporsi non solo al GBSD ma anche all'intera componente terrestre della triade nucleare per ridurre la minaccia di una guerra nucleare accidentale. 
Il fisico David Wright, ex co-direttore del Programma di sicurezza globale dell'UCS, nel suo rapporto Rethinking Land-Based Nuclear Missiles, scrive che i missili balistici lanciati da sottomarini (SLBM) sono altrettanto precisi, se non di più, dei missili terrestri e sono "praticamente non rilevabili", rendendo gli ICBM non solo obsoleti ma anche facili bersagli nei cinque stati che ospitano gli ICBM. Wright conclude che la vulnerabilità degli ICBM ha spinto l'Aeronautica a mantenerli in stato di massima allerta, il che è pericoloso e potrebbe scatenare una guerra nucleare. Secondo William Hartung, autore di Prophets of War: Lockheed Martin and the Making of the Military-Industrial Complex, un presidente avrebbe solo pochi minuti per decidere se lanciare gli ICBM in una situazione di crisi in modo che i missili non vengano distrutti in un primo attacco.
Nel rapporto FAS del 2026 sulle armi nucleari statunitensi, si sosteneva che il programma Sentinel non affrontava i principali problemi esistenti dei missili balistici intercontinentali (ICBM) terrestri, tra cui la modalità di lancio in caso di allarme, il pericolo che i missili scatenassero una rappresaglia nucleare da parte di un paese il cui territorio sorvolavano (ad esempio la Russia), mentre erano in rotta verso il loro vero obiettivo (ad esempio Cina, Corea del Nord, Iran), le debolezze dei silos durante catastrofi ambientali o attacchi con armi convenzionali. Si sosteneva inoltre che l'Aeronautica militare non avesse ancora spiegato perché il Sentinel avrebbe avuto una gittata maggiore, dato che è improbabile che abbia la gittata necessaria per evitare tali sorvoli. Si sosteneva infine che gli avversari degli Stati Uniti non avessero capacità di intercettazione nella fase di spinta , pertanto l'affidabilità degli ICBM dipendeva interamente dal carico utile, ad esempio dai suoi ausili di penetrazione. 

Secondo l'azienda aerospaziale e di difesa, lo sviluppo di Sentinel, "dai test missilistici e dalla prototipazione delle infrastrutture alla predisposizione della catena di approvvigionamento", ha ora subito una significativa accelerazione "resa possibile da un approccio di acquisizione trasformato”.

La Northrop Grumman e l'USAF hanno sottolineato l'importanza di raggiungere "la capacità iniziale più rapidamente possibile" per il programma missilistico.
Il programma di missili balistici intercontinentali (ICBM) LGM-35A Sentinel, noto anche come "Ground Based Strategic Deterrent" (GBSD), è finito sotto esame per i significativi sforamenti di budget e i ritardi nella consegna. Ciò ha costretto l'aeronautica militare statunitense a mantenere in servizio i suoi vecchi ICBM Minuteman III (MMIII), entrati in servizio negli anni '70, per decenni più del previsto. I costi del programma LGM-35A hanno persino innescato una rara "violazione della legge Nunn-McCurdy", il controllo automatico del Congresso che segue un sostanziale aumento di bilancio.
Di recente, la Northrop Grumman, a cui era stato inizialmente assegnato un contratto da 77,7 miliardi di dollari per il programma nel 2020, e l'USAF hanno confermato che era in corso un processo di correzione di rotta.

Il colosso aerospaziale ha dichiarato che al programma Sentinel vengono applicati un nuovo e rigoroso approccio di ingegneria dei sistemi e un processo di sviluppo e implementazione incrementale, che consentiranno di migliorare le capacità del programma "attraverso una serie di fasi" che privilegiano la velocità. 

L'obiettivo è "rendere il sistema operativo il più rapidamente possibile”.

Ciò include test e convalide anticipate, durante le quali le lezioni apprese vengono applicate alle capacità sul campo molto prima. Northrop Grumman ha confermato che questo processo non avrà alcun impatto sui rigorosi standard di prestazione.
La portata del programma è considerevole. Secondo l'azienda di difesa, si estenderà su oltre 32.000 miglia quadrate in cinque stati. Definirlo "ambizioso per portata" sarebbe un eufemismo.
Si prevede che i costi totali associati al programma Sentinel supereranno i 140 miliardi di dollari, mentre l'Aeronautica Militare statunitense conclude gli sforzi di modernizzazione per sostituire i vecchi missili balistici intercontinentali Minuteman III. Ciò includerà la sostituzione di circa 400 missili Minuteman, la ristrutturazione di 450 siti di lancio e la costruzione di oltre 60 torri di comunicazione. Saranno costruiti circa 5.000 chilometri di nuovi corridoi di servizio e posati oltre 8.000 chilometri di cavi in fibra ottica per garantire la connettività in tempo reale tra i vari silos.

Una volta completato, il Sentinel costituirà l'intera componente terrestre della triade nucleare. Il missile è stato inoltre progettato per essere più facile da manutenere rispetto al Minuteman, il che dovrebbe ridurre al minimo la presenza delle forze di sicurezza durante le operazioni di manutenzione.

"Il programma Sentinel è un esempio di ciò che è possibile realizzare quando un approccio audace all'acquisizione si unisce a un'innovazione incessante", ha dichiarato Sarah Willoughby, vicepresidente e direttore generale per i sistemi di deterrenza strategica di Northrop Grumman, in un comunicato stampa. "Il nostro personale altamente qualificato e la nostra vasta rete di partner sono uniti da un obiettivo comune: implementare il sistema d'arma Sentinel con rapidità e su larga scala, fornendo al contempo capacità migliorate all'Aeronautica militare statunitense." 
Northrop Grumman ha già messo a frutto gli insegnamenti tratti dal programma del bombardiere strategico a lungo raggio B-21 Raider, che entrerà in servizio entro i primi anni del 2030. Come il B-21 Raider, il missile balistico intercontinentale LGM-35A Sentinel è stato progettato in un "ecosistema digitale", che ha aumentato la velocità, l'efficienza e la collaborazione dello sviluppo.
Grazie all'utilizzo del digitale e dell’A.I. nella fase di progettazione, gli ingegneri di Northrop Grumman sono stati in grado di simulare, testare e perfezionare i missili prima ancora di fabbricare i singoli componenti fisici.

"Questa metodologia incentrata sul digitale ha accelerato la collaborazione all'interno della rete distribuita di fornitori e ha ridotto i costosi errori di progettazione che altrimenti sarebbero emersi solo durante i test fisici". Tale approccio ha permesso di comprimere significativamente le tempistiche e ha consentito il passaggio dalla progettazione virtuale all'"hardware verificato".

Inoltre, Northrop Grumman sta adottando un design modulare per i silos che supporterà l'infrastruttura del sistema. Questa scelta consentirà di risparmiare sui costi, migliorando al contempo le prestazioni complessive e la manutenzione dei siti.

L'azienda aerospaziale e l'USAF restano impegnate a garantire che il Sentinel sia operativo prima che scada il tempo di vita del Minuteman.








IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

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Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
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….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, The National Interest, Air Force Global Strike Command (AFGSC), WIKIPEDIA, You Tube)