sabato 14 marzo 2026

Forza marittima di autodifesa - 海上自衛隊 - romaji Kaijō Jieitai) o JMSDF: in data 12 marzo 2026, la statunitense Lockheed Martin ha confermato ai media la consegna al Giappone del secondo set di radar AESA AN/SPY-7(V)1 per l’incrociatore ASEV - Aegis System Equipped Vessel.









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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.







Forza marittima di autodifesa - 海上自衛隊 - romaji Kaijō Jieitai) o JMSDF 


La Forza marittima di autodifesa (in Shinjitai: 海上自衛隊 - romaji Kaijō Jieitai), anche nota internazionalmente con la sigla inglese JMSDF (Japan Maritime Self-Defense Force) è la componente navale delle Forze di autodifesa nipponiche, e ha il compito della difesa delle acque territoriali e delle comunicazioni navali del Giappone. Essa è stata formata dopo la fine della seconda guerra mondiale in seguito alla dissoluzione della Marina imperiale giapponese, ed è una marina d'altura con significative capacità operative che la rendono una delle prime forze navali al mondo come tonnellaggio e tecnologia. Ha partecipato a operazioni di peacekeeping delle Nazioni Unite e a operazioni di interdizione marittima, Maritime Interdiction Operations (MIO).
Ultimamente la JMSDF sta modificando una classe di navi, ufficialmente classificate come cacciatorpediniere portaelicotteri, ma in realtà portaerei leggere da 27 000 tonnellate, conosciute originariamente come 22DDH e infine come classe Izumo, dalle quali far operare i futuri velivoli F-35 JSF.

La JMSDF ha una forza ufficiale di 46 000 uomini, con 119 navi da guerra, tra le quali 25 sottomarini, 47 cacciatorpediniere, 8 fregate, 29 unità cacciamine, 6 pattugliatori e 9 unità anfibie, per un dislocamento complessivo di 432 000 tonnellate. Il prefisso per le navi è JDS (Japanese Defense Ship) per tutte le navi entrate in servizio prima del 2008. Le navi entrate in servizio successivamente usano il prefisso JS (Japanese Ship) per riflettere l'evoluzione della Agenzia di Difesa giapponese in Ministero della Difesa.
La Marina giapponese ha anche un'aviazione di marina, chiamata Forza aerea della flotta, erede della Dai-Nippon Teikoku Kaigun Kōkū Hombu, è dotata di 200 velivoli ad ala fissa, di 150 elicotteri, questi ultimi hanno soprattutto impieghi antisommergibile e di caccia alle mine navali.





INCROCIATORI ASEV (Aegis System Equipped Vessel)

Con la definizione di nave ASEV (Aegis System Equipped Vessel) si intende un tipo di unità potentemente armata in costruzione per la Forza marittima di autodifesa giapponese. Il progetto prevede che due unità di questo tipo costituiscano una classe di navi simili a incrociatori o grossi cacciatorpediniere lanciamissili.
Il progetto nasce dall'esigenza di sostituire i due impianti missilistici Aegis Ashore ad Akita e Yamaguchi, che nel 2020 erano stati cancellati per motivi di sicurezza, e perché giudicati insufficienti per la difesa antibalistica (BMD). Nello stesso anno venne approvata la costruzione di due navi che avrebbero dovuto utilizzare le attrezzature già acquistate, come il radar AN/SPY-7 e i missili SM-3 Block IIA. Il 31 agosto 2022 fu comunicato ufficialmente che le navi erano state chiamate Aegis System Equipped Vessel (ASEV), in giapponese Aegis System tōsai kan (Nave dotata del sistema Aegis).
Le navi ASEV hanno una lunghezza di 190 metri e una larghezza di 25 metri, con un dislocamento standard di 12.000 tonnellate, che si aggira intorno a 14.000 a pieno carico. Ciò significa che sono fra le più grandi navi da guerra della loro categoria, superate da poche altre. In proposito, considerando le loro dimensioni e il dislocamento, si inseriscono fra la tipologia dell'incrociatore e quella del cacciatorpediniere, ma non hanno ricevuto però una classificazione chiara. Sembrerebbe che l'orientamento sia quello di considerarle come potenziamento estremo dei precedenti cacciatorpediniere. In effetti il design si basa molto sulle navi delle classi Atago e Maya, con la differenza principale costituita dal torrione di diverso aspetto e conformazione. Ciò trova una spiegazione nell'esigenza di montare il radar AN/SPY-7 che ha forma e dimensioni differenti. Il sistema propulsivo è simile a quello dei cacciatorpediniere della classe Maya, essendo del tipo COGLAG (COmbined Gas turbine eLectric And Gas turbine) con una potenza complessiva intorno a 100.000 hp, sfruttando insieme i motori elettrici e le turbine. La velocità sarà quindi di 30 nodi circa.





Il principale apparato sensoristico sarà il potente radar AN/SPY-7(V)1 prodotto da Lockheed Martin. 

Si tratta di un radar AESA (Active Electronically Scanned Array) in banda S derivato dal precedente LRDR (Long Range Discrimination Radar), specializzato nell'intercettazione dei missili balistici. Secondo il costruttore avrebbe quintuplicato la potenza rispetto alle prime versioni del radar AN/SPY-1, arrivando a tracciare un numero di bersagli ben superiore a 500. La portata per l'intercettazione si estenderebbe da 1.475 km per i bersagli piccoli (2 metri quadrati) fino a 2.200 km per i bersagli più grandi (10 metri quadrati). Secondo Lockheed Martin però il raggio d'azione massimo del radar sarebbe addirittura di 4.828 km. Inoltre il sistema può intercettare senza difficoltà anche bersagli multipli come le testate MIRV (Multiple Independently-targetable Reentry Vehicle). La versione del sistema Aegis installato è la J7.B, variante giapponese equivalente all'Aegis Weapon System Baseline 9.C2 utilizzato dalla US Navy.
L'armamento sarà davvero consistente potendo usufruire di un lanciatore Mk 41 VLS (Vertical Launching System) composto di 128 celle per missili di vario tipo, suddiviso in due gruppi posizionati a prua e poppa. I missili impiegabili includono SM-3, SM-6, Type 07 SUM e RGM-109 Tomahawk. Inoltre si aggiungono due lanciatori quadrupli per il nuovo missile antinave e cruise Type 12 migliorato. Per il contrasto alle minacce sottomarine e di superficie sono disponibili due tubi lanciasiluri tripli Type 68 per armi da 324 mm. L'artiglieria principale è rappresentata da un cannone polivalente Mk 45 Mod 4 da 127/62 mm, mentre per la difesa di punto sono impiegati due cannoni a canne rotanti CIWS da 20 mm Vulcan Phalanx.

In data 12 marzo 2026, la statunitense Lockheed Martin ha confermato ai media la consegna al Giappone del secondo set di radar AESA AN/SPY-7(V)1 per l’incrociatore ASEV - Aegis System Equipped Vessel.

Risulterebbe già consegnato al Ministero della Difesa giapponese il secondo esemplare del radar AN/SPY-7(V)1 installato sulla nave da guerra equipaggiata con il sistema Aegis (ASEV). La consegna è stata effettuata tramite la giapponese Mitsubishi Corporation nell'ambito di un accordo di vendita commerciale diretta.
La consegna di tali avanzatissime apparecchiature per il secondo incrociatore ASEV conferma la rapidità con cui i giapponesi procedono per rafforzare le proprie difese A.B.M. con il radar SPY-7.
Nel 2025, era stata completata la prima fornitura di apparecchiature radar AN/SPY-7(V)1 per la nave ASEV dotata di sistema Aegis. Il raggiungimento di tutte le tappe fondamentali della consegna dimostra l'impegno di Lockheed Martin nel rafforzare le capacità di difesa in tutta la regione indo-pacifica, stante la continua assertività a carattere mondiale di Russia e Cina.
L'integrazione completa del sistema e il collaudo dell'intero secondo set di apparecchiature saranno effettuati prima della consegna finale delle apparecchiature in Giappone, il che riduce significativamente il rischio di integrazione e consente la messa in servizio nei tempi previsti.
Il Ministero della Difesa giapponese sta acquisendo due ASEV, entrambi destinati a entrare in servizio negli anni fiscali giapponesi 2027 e 2028.
Grazie alle sue avanzate capacità di rilevamento e tracciamento, il sistema AESA SPY-7 contrasta minacce complesse, consentendo al contempo l'ingaggio di bersagli multipli e migliorando l'efficacia delle forze navali in un contesto in continua evoluzione.
La scelta del radar allo stato solido di Lockheed Martin da parte sia degli Stati Uniti che di numerosi alleati internazionali dimostra le capacità di livello mondiale e la maturità di questo sistema radar imbarcato.
L’incrociatore lanciamissili stealth ASEV giapponese è da tempo in fase avanzata di sviluppo. Questa unità specializzata nella difesa contro i missili balistici (BMD) è più grande di qualsiasi altro DDG al mondo, ad eccezione dell'esclusiva classe Zumwalt della Marina statunitense; di fatto, a parere dello scrivente, è un incrociatore che sta rivelando dettagli interessanti sulla configurazione della Forza di Autodifesa Marittima Giapponese (JMSDF). L’unità avrebbe sulla carta capacità e dimensioni che sembrano superare quelle dell'incrociatore cinese classe Renhai (Tipo 055) da 180 metri, ed è destinato a diventare un simbolo di orgoglio per la Forza di Autodifesa Marittima Giapponese (JMSDF).

Secondo fonti ufficiali, l’ASEV:
  • misurerà 190 metri di lunghezza, 
  • 25 metri di larghezza, 
  • avrà un dislocamento standard di 12.000 tonnellate (il dislocamento a pieno carico potrebbe superare le 14.000 tonn). 

Per confronto, il più recente cacciatorpediniere di classe Maya della Marina giapponese ha un dislocamento standard di 8.200 tonnellate. L'ASEV è anche circa due volte più pesante del più recente DDG classe Arleigh Burke Flight III della US NAVY.
Sembrerebbe la prima volta che una nave da guerra giapponese dotata di sistema AEGIS presenta pannelli radar montati sopra il ponte di comando: una configurazione simile a quella dei DDG spagnoli classe Álvaro de Bazán (F100) e della Australiana classe Hobart. Inoltre, a differenza del sistema radar AN/SPY-1 installato sugli 8 DDG giapponesi già dotati di sistema AEGIS (classi Kongō, Atago e Maya), questa unità sarà equipaggiata con il più avanzato radar multifunzione AN/SPY-7 AESA, che sarà in dotazione anche i DDG canadesi classe River e alle fregate spagnole F-110.
La nave sarà equipaggiata con tre illuminatori radar AN/SPG-62 in banda X, che designano i bersagli per l'intercettazione finale da parte di missili antiaerei che utilizzano principalmente la guida radar semiattiva. 
L’albero principale ospita anche il radar AN/SPQ-9B, in grado di effettuare scansioni a lungo raggio rilevando e tracciando automaticamente missili da crociera antinave a bassa quota, minacce di superficie, nonché velivoli a bassa velocità, UAV ed elicotteri. Come numerose unità della US NAVY, l’ASEV presenta i moduli AN/SLQ-32(V)6 Block 2 del Surface Electronic Warfare Improvement Program (SEWIP) (e il radome dell'antenna radar HGHS Block 1B3 del SEWIP sull’albero); di fatto sarebbe la prima vendita EXPORT del sistema di guerra elettronica ECM-ESM imbarcato più avanzato al mondo, che migliora ulteriormente le capacità difensive della nave. Sui modelli esposti al pubblico sono visibili anche un sonar a scafo.

ARMAMENTO

Per la prima volta su di una unità navale AEGIS giapponese, il sistema di lancio verticale (VLS) di prua avrà lo stesso numero di celle del VLS di poppa: 64 celle (8×8) a prua e 64 celle (8×8) a poppa, per un totale di 128 celle, che potranno lanciare i missili terra-aria SM-3 e SM-6, nonché il futuro Glide Phase Interceptor (GPI) per contrastare i missili da crociera e le minacce avanzate come le armi ipersoniche; le navi avranno in dotazione anche missili cruise indigeni e i classici Tomahawk  per attacchi a lungo raggio contro obiettivi terrestri al di fuori del raggio d'azione del nemico nelle operazioni di difesa delle isole prospicienti il Mar Cinese Meridionale. Con 128 celle, la classe ASEV giapponese si unisce alla classe Sejong the Great coreana come nave che imbarca il maggior numero di celle VLS al mondo, superando l'incrociatore cinese Type 055 di 16 celle e i più recenti DDG MAYA.
Un'altra caratteristica degna di nota è la presenza di due piccole torrette anti drone a centro nave, probabilmente simili al sistema d'arma Mk46 da 30 mm. Queste torrette potrebbero anche indicare l'installazione di un sistema d'arma a controllo remoto (RWS) non specificato, una novità per una unità giapponese. 
Inoltre, 2 lanciatori quadrupli per i missili antinave Type 12 situati tra i fumaioli sono parzialmente racchiusi da strutture laterali, lasciando esposta solo la parte superiore per il lancio allo scopo di ridurre la RCS della nave.
Il resto dell'armamento principale della nave segue la configurazione standard delle navi giapponesi, incluso il cannone navale Mk45 Mod4 da 127/62 a prua e due sistemi CIWS Phalanx Block 1B (presto sostituiti da armi LASER), posizionati a prua del ponte di comando e sopra l'hangar per elicotteri a poppa. È evidente come i giapponesi si affidino ai sistemi CIWS Phalanx anche sulle loro navi da guerra più recenti, invece dei sistemi RAM o SeaRAM. 
Non sono visibili portelli per i lanciatori di siluri. 
L'hangar sarà in grado di ospitare 2 elicotteri SH-60.

ASEV IN SOSTOTUZIONE AEGIS ASHORE

Già nel dicembre 2020, i vertici giapponesi decisero di introdurre due unità ASEV in alternativa ai 2 sistemi di difesa missilistica balistica terrestri Aegis Ashore, il cui progetto era stato cancellato nel giugno 2020 durante l'amministrazione di Shinzo Abe per il fondato timore che i componenti dei missili intercettori potessero cadere e colpire aree densamente popolate del Giappone (Vgs. Attacchi in corso in Israele e Mar Rosso).
Come già evidenziato, gli ASEV sono progettati per difendere il Giappone dalla minaccia di attacchi missilistici balistici, principalmente da parte della Corea del Nord.  Studi recenti confermerebbero che per intercettare missili balistici lanciati con traiettoria alta, sono necessari gli ASEV, che possiedono capacità di intercettazione estremamente elevate. 

La Forza di autodifesa marittima giapponese (JMSDF) dovrebbe ricevere il primo incrociatore lanciamissili ASEV entro il 2027, mentre il secondo nel 2028.

Il Ministero della Difesa stima che il costo di acquisizione di due ASEV sarà di 783,9 miliardi di yen (5,23 miliardi di dollari), ovvero circa 392 miliardi di yen (2,62 miliardi di dollari) per unità. Si tratta di un costo circa 1,6 volte superiore ai circa 240 miliardi di yen (1,6 miliardi di dollari) per unità previsti dal Ministero della Difesa quando decise di introdurli nel 2020. Il Ministero della Difesa attribuisce questo aumento di prezzo agli effetti della debolezza dello yen e all'aumento dei prezzi. 
Il prezzo pagato per l'acquisizione delle 2 antenne radar AN/SPY-7(V)1 ammonta a circa 35 miliardi di yen (2,34 miliardi di dollari), mentre quello per il sistema Aegis è di circa 138,2 miliardi di yen (923 milioni di dollari).
La Marina giapponese sottolinea che il radar SPY-7, che verrà installato su due ASEV, ha una capacità di tracciamento cinque volte superiore rispetto a quella dell'attuale radar SPY-1 ed è in grado di intercettare non solo missili balistici con traiettorie alte, ma anche più missili balistici lanciati simultaneamente.
Come sopra detto, si prevede di equipaggiare le ASEV con il sistema missilistico imbarcato anti-nave e contro-costa Type 12 SSM aggiornato, con il missile da crociera Tomahawk e a breve con un sistema laser ad alta potenza, la cui installazione è prevista dopo il 2032. 
In seguito si prevede anche di installare il Glide Phase Interceptor (GPI), un sistema di difesa missilistica di nuova generazione, specificamente progettato per abbattere missili ipersonici, sia sulle due ASEV ed anche su tutti i DDG Aegis della Forza di autodifesa marittima giapponese.






IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, NAVALNEWS, WIKIPEDIA, You Tube)


























 

venerdì 13 marzo 2026

IVECO D.V.: Autocarri militari ad alta mobilità Iveco Astra: si tratta di veicoli 4x4, 6x6, 8x8 e 8x8 Prime Mover; dopo vari successi commerciali, sono stati sottoscritti di recente contratti con il Ministero della Difesa Romeno e con quello tedesco; tali mezzi vengono realizzati in 16 differenti sotto-varianti, e caratterizzati dall’impiego di una cabina blindata (montata su circa un terzo della flotta), di un sistema di controllo centralizzato della pressione dei pneumatici, luci oscuranti, motori a doppia alimentazione, argani (per l’auto-recupero) e assi tattici.










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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.









L'Iveco Defence Vehicles S.p.A. (IDV) è una società italiana, divisione di Leonardo, con sede principale a Bolzano che produce veicoli per la difesa e di protezione civile.








Ha sedi secondarie a Piacenza (presso Astra), a Sete Lagoas in Brasile e Vittorio Veneto.

Le origini dell'azienda derivano dalla casa automobilistica Lancia. Mentre stava lavorando attorno al progetto dell'Aprilia, Vincenzo Lancia decideva di aderire ad una iniziativa governativa tesa a promuovere la creazione di un centro industriale a Bolzano, dedicato principalmente alla produzione dei veicoli industriali e, in prospettiva, anche ai mezzi sviluppati su commissione del Regio Esercito. Nel marzo del 1935, l'ufficio tecnico del comune di Bolzano trasmetteva alla direzione della casa torinese la planimetria dell'area su cui sarebbe dovuto sorgere il nuovo impianto. Sei mesi dopo, iniziarono i lavori di costruzione dei primi quattro capannoni e nell'aprile 1937 si concretizzò l'assunzione dei primi impiegati “istruiti” a Torino. Dopodiché; nel giugno 1937, venne avviato il reparto fonderia e il successivo 6 luglio lo stabilimento fu inaugurato.
Iveco Defence Vehicles sviluppa attualmente e produce veicoli speciali destinati a missioni militari, operazioni di peacekeeping e attività di protezione civile.
La produzione dell’azienda comprende:
  • camion logistici e tattici ad alta mobilità;
  • veicoli multiruolo per diverse missioni operative;
  • veicoli protetti con tecnologie avanzate di sicurezza.
L’intera gamma di Iveco Defence Vehicles è progettata per garantire mobilità su qualsiasi terreno e alti livelli di protezione per l’equipaggio.

NUOVI CONTRATTI PER “Iveco Defence Vehicles”

Come rilevato dall’autorevole sito di R.I.D. (Rivista Italia Difesa), di recente Iveco Defence Vehicles ha firmato un contratto con il MoD Romeno per la fornitura di 173 autocarri logistici ad alta mobilità 6x6, dotati di sistema centralizzato CTS di regolazione della pressione degli pneumatici e di verricello per l’auto-recupero. Tali veicoli, sono in grado di essere trasportati per via aerea con il C-130, si aggiungono ai 57 autocarri 6x6 e 8x8 in diverse configurazioni ordinati in precedenza. Inoltre, Iveco DV ne aveva siglato in precedenza un altro con l'Esercito Tedesco per 280 autocarri medi 4x4 Eurocargo Euro 6 MILL 150 E28 WS, dopo averne già consegnato all’Esercito Tedesco circa 1.000 autocarri 4x2, 4x4, 6x2, 6x4, 6x6 e 8x8), tutti già stati intensamente impiegati in aree operative come l’Afghanistan e il Mali.
Nel 2020, Iveco Defence Vehicles aveva confermato di aver sottoscritto un contratto per la fornitura di 942 autocarri alle Forze Armate della Romania; questo ordinativo costituiva un primo ordine per un più ampio accordo quadro comprendente circa 2.900 autocarri: 942 consegnati in quattro anni con 4 tipologie di piattaforme logistiche facenti parte della gamma di autocarri ad alta mobilità Iveco Astra del Gruppo CNH: si tratta di veicoli 4x4, 6x6, 8x8 e 8x8 Prime Mover, realizzati in 16 differenti sotto-varianti, e anche caratterizzati dall’impiego di una cabina blindata montata su circa un terzo della fornitura. Tutti i mezzi sono dotati di sistema di controllo centralizzato della pressione dei pneumatici (Central Tyre Inflation System, CTIS), luci oscuranti, motori a doppia alimentazione, argani (per l’auto-recupero) e assi tattici; offrono una alta mobilità, hanno notevoli capacità di guado e sono compatibili con il trasporto tramite C-130J.  Due precedenti ordinativi per 57 autocarri nel 2015 e per 173 nel 2017, testimoniano la soddisfazione delle Forze Armate Rumene, tedesche (oltre che dell’Esercito Italiano) nei confronti degli autocarri realizzati dall’azienda italiana.
Il progetto avviato da IDV rientra tra i principali programmi di rinnovamento della flotta logistica militare della Romania. L’obiettivo è aggiornare i mezzi destinati al supporto operativo delle Forze Armate.




Le prime due fasi dell’accordo hanno già portato alla consegna di numerosi veicoli. 
In particolare:
  • 942 camion militari nella prima tranche;
  • 1.107 veicoli logistici consegnati tra il 2023 e il 2026;
  • Con i 860 camion della terza tranche, la flotta logistica delle Forze Armate rumene sarà ulteriormente rafforzata.
I veicoli forniti alla Romania appartengono alla gamma High Mobility di Iveco Defence Vehicles, progettata per operare in condizioni operative particolarmente impegnative.

Questi camion militari sono sviluppati per garantire:
  • elevata mobilità su terreni difficili;
  • capacità di trasporto logistico per operazioni militari;
  • affidabilità in scenari operativi complessi;
  • sicurezza avanzata per l’equipaggio.
Circa un terzo dei nuovi veicoli sarà dotato di cabina blindata, aumentando il livello di protezione durante le missioni.

Iveco Defence Vehicles rafforza la presenza nei programmi militari europei

La fornitura di oltre 2.900 camion militari alla Romania conferma il ruolo di Iveco Defence Vehicles tra i principali produttori europei di veicoli logistici militari ad alta mobilità. Un programma di grandi dimensioni. Che consolida ulteriormente la presenza dell’azienda nel settore.
Negli ultimi anni Iveco Defence Vehicles ha firmato contratti anche con altri eserciti europei. Accordi legati ai programmi di ammodernamento delle flotte militari. Un segnale della crescente domanda di mezzi logistici moderni.

Tra i programmi più rilevanti:
  • Esercito Italiano, con un accordo per 1.453 camion militari nel 2024, ampliato nel 2025 con 658 veicoli aggiuntivi;
  • Paesi Bassi, che nel maggio 2025 hanno firmato un contratto per 785 mezzi logistici.

La Bundeswehr e Iveco Defence Vehicles hanno firmato vari contratti per la fornitura di autocarri Trakker, con consegne previste tra il 2016 e il 2019. 


L’offerta italiana era stata giudicata la migliore sia dal punto di vista tecnico che economico.
Il contratto ha previsto la fornitura di veicoli 8×8 della gamma di autocarri militarizzati Trakker di Iveco, offerti in cinque diverse configurazioni, tra cui varie tipologie di allestimento per il trasporto di container ISO, alcune dotate di gru idraulica e verricello, e rappresenta il passo successivo del cosiddetto progetto di approvvigionamento GTF dell'esercito tedesco.
Tutti i veicoli erano dotati di una cabina protetta che attualmente offre tra i migliori livelli di protezione balistica, contro mine e ordigni esplosivi improvvisati (IED) della sua categoria. Queste cabine offrono inoltre un elevato livello di comfort per l'equipaggio e sono progettate per ospitare una varietà di moderni sistemi di comunicazione e comando militari.
Nell'ultimo decennio, Iveco Defence Vehicles ha consegnato all'esercito tedesco oltre 1.000 veicoli della sua ampia gamma di prodotti (4×2, 4×4, 6×2, 6×4, 6×6 e 8×8), tra cui 250 autocarri pesanti personalizzati, protetti e non protetti, della gamma Trakker in diverse configurazioni (ad esempio GTF 8×8, TEP-90, STW-8×8, Tipper-8×8-FSA, Tractor-6×6-FSA e FTW-6×4), già ampiamente impiegati in vari teatri operativi.


Tra i contratti aggiudicati alla Bundeswehr figurano anche 115 autocarri pesanti per il trasporto di container ISO con sospensioni pneumatiche, basati sul nuovo Trakker 6×6 in versione militarizzata Euro VI per ospedali da campo (sistema MSE).
Questi successi commerciali rappresentano gli ultimi di una serie di traguardi per questa gamma di autocarri robusti e altamente affidabili, che sono stati acquistati in diverse configurazioni dalle forze armate di tutta Europa, tra cui anche Svizzera, Regno Unito, Polonia, Spagna e Italia.








IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, RID, Defence-Blog, Trasporti-Italia, WIKIPEDIA, You Tube)