(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.
Si chiama Liaowang-1 la supernave tecnologica cinese che è arrivata nello Stretto di Hormuz: è lunga 225 metri, ha un dislocamento di 30.000 tonn e fa parte della flotta che assiste lo sviluppo e le missioni spaziali della Cina. Ha una capacità di raccolta e di elaborazione dati che si misura in migliaia di petabyte (un petabyte è un milione di gigabyte): può 'coprire' con i suoi radar fino a 6.000 Km di distanza rilevando missili, basi di lancio, attività di aerei e portaerei.
La sua capacità Elint e monitoraggio le consente lo spionaggio e il targeting di asset spaziali avversari e di seguire e monitorare - all’occorrenza - l'attività in corso nella guerra fra Usa-Israele e Iran (un alleato strategico di Pechino).
Si può solo supporre e comunque non si sa se e quante di queste informazioni siano già state girate agli iraniani e soprattutto quali.
Probabilmente la sorveglianza sarà dedicata a scopi difensivi, cioè il monitoraggio dei lanci di missili e delle pause fra un'ondata e l'altra. Informazioni più dettagliate (posizione delle navi e delle portaerei, ad esempio) potrebbero essere non fornite (?!) perché considerate “atto ostile”, scatenando una reazione, a quel punto legittima, contro la nave.
Allo scopo di evitare ogni possibile evenienza, la Liaowang-1 risulta scortata da un incrociatore e da un DDG, e non risulta avere una dotazione di armi a bordo.
L’unità è stata varata nel 2023 dalla China State Shipbuilding Corporation nel cantiere navale di Jiangnan e risulta gestita dalla Forza Aerospaziale (Asf) dell'Esercito Popolare di Liberazione (Pla).
La nave che ha ragguardevoli dimensioni, ha completato le prove in mare tra il mese di dicembre 2024 e il mese di gennaio 2025; è entrata in servizio nell'aprile 2025.
A differenza delle unità che l’hanno preceduta (vgs. la Yuanwang), che si concentravano principalmente su telemetria, tracciamento e controllo (TT&C), la Liaowang-1 introduce capacità multi-missione, integrando funzioni di allerta precoce e attività di Comando e Controllo.
IL NOSTRO PENSIERO
Si vis pacem, para bellum (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.
Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia.
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà: altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE".
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.
(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, AGI, WIKIPEDIA, You Tube)
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.
LE RAGIONI, ORA EMERSE IN IRAN, CHE OBBLIGANO AD ORIENTARSI CON URGENZA VERSO AEROMOBILI STEALTH DELLA SESTA GENERAZIONE
Un caccia F-35 degli Stati Uniti è stato costretto a un atterraggio di emergenza in una base aerea statunitense in Medio Oriente dopo aver subito danni durante una missione di combattimento sull'Iran, come confermato dal Comando Centrale degli Stati Uniti, in seguito alle notizie e ai filmati diffusi dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane che rivendicavano un attacco riuscito.
L'incidente si verifica nel contesto delle ostilità in corso con l'Iran, dove sia gli Stati Uniti che Israele conducono operazioni aeree. Esso riflette un coinvolgimento diretto di un velivolo stealth di quinta generazione e mette in luce i rischi affrontati dalle piattaforme avanzate che operano in spazi aerei contesi.
Secondo due fonti a conoscenza dei fatti, l'F-35 sarebbe stato colpito da colpi di arma da fuoco iraniani mentre sorvolava l'Iran centrale. Il velivolo è stato quindi dirottato ed è atterrato in una base statunitense nella regione.
Il capitano Tim Hawkins, portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti, ha confermato l'incidente in una dichiarazione, affermando che l'aereo stava "svolgendo una missione di combattimento sull'Iran" quando è stato costretto a effettuare un atterraggio di emergenza.
"L'aereo è atterrato in sicurezza e il pilota è in condizioni stabili", ha dichiarato Hawkins. "L'incidente è oggetto di indagine."
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane ha dichiarato di aver preso di mira un F-35 statunitense sopra l'Iran centrale e ha diffuso un video che, a suo dire, mostra l'aereo colpito. Tuttavia, il filmato non è stato verificato in modo indipendente.
L'attacco segnalato rappresenterebbe il primo caso noto di forze iraniane che danneggiano un aereo militare statunitense con equipaggio durante l'attuale conflitto, iniziato alla fine di febbraio. L'F-35 è un caccia multiruolo stealth di quinta generazione progettato per svolgere missioni di superiorità aerea, attacco e ricognizione in ambienti ostili. Il suo design a bassa osservabilità è concepito per ridurre il rilevamento da parte dei sistemi radar, mentre i sensori avanzati forniscono consapevolezza della situazione e capacità di puntamento.
Nonostante queste caratteristiche, il velivolo può comunque risultare vulnerabile ai sistemi di difesa aerea, in particolare in ambienti con difese stratificate o dove gli avversari utilizzano una combinazione di radar, sistemi di tracciamento a infrarossi e sistemi di ingaggio a corto raggio supportati anche da sistemi elettronici avanzatissimi (nave spia cineseLiaowang-1, di 30.000 tonn!) posizionati nel Golfo Persico.
Gli atterraggi di emergenza a seguito di danni subiti in combattimento fanno parte delle procedure operative standard e consentono agli aeromobili di recuperare terreno presso l'aeroporto idoneo più vicino, riducendo al minimo i rischi per il pilota e preservando il velivolo per le ispezioni e le riparazioni.
Subito dopo questa tragica esperienza in zona di combattimento, urge l’entrata in servizio di un caccia di sesta generazione che - in sintesi - è una classe concettuale di velivoli da combattimento a reazione più avanzata rispetto ai caccia a reazione di quinta generazione attualmente in servizio e ancora in fase di sviluppo.
Le caratteristiche principali includono tecnologia stealth avanzata, maggiore autonomia e armamenti a lungo raggio, nonché la potenziale collaborazione tra velivoli con e senza pilota. Nel 2025 erano in corso programmi nazionali e multinazionali, con i primi caccia di sesta generazione che avrebbero dovuto entrare in servizio negli anni 2030 / 2035.
Nel 2025, l'Aeronautica militare degli Stati Uniti ha selezionato il progetto Boeing F-47 nell'ambito del suo programma Next Generation Air Dominance , avviato nel 2014 per sostituire l' F-22 Raptor. Anche la Marina degli Stati Uniti sta portando avanti da tempo il programma F/A-XX per sostituire i suoi F/A-18E/F Super Hornet.
La Cina comunista ha effettuato i primi voli di prova di due prototipi di aerei di sesta generazione, provvisoriamente denominati Chengdu J-36 e Shenyang J-50, nel 2024. La Russia sta sviluppando il Su-57 FELON dalla metà degli anni 2010, come intercettore destinato a sostituire il suo Mikoyan MiG-31 e il Su-35 Flanker.
Dal 2017, Francia, Germania e Spagna hanno sviluppato congiuntamente il Future Combat Air System, destinato a sostituire i Dassault Rafale e gli Eurofighter Typhoon. Italia, Giappone e Regno Unito collaborano dal 2022 attraverso il Global Combat Air Programme, per la sostituzione delle rispettive flotte di Eurofighter e Mitsubishi F-2.
Caratteristiche dei velivoli della sesta generazione
I concetti di caccia di sesta generazione condividono generalmente alcuni presupposti. Uno è che gli aerei di quinta generazione non saranno abbastanza efficaci nel futuro combattimento aria-aria, nella sopravvivenza in un ambiente di interdizione d'area/negazione d'area e nel supporto/attacco a terra. Un altro è che gli aerei di sesta generazione effettueranno meno combattimenti ravvicinati, ma i missili aria-aria oltre la portata visiva (BVR) rimarranno importanti. Altri presupposti includono la necessità di gestire missioni di supporto a terra, guerra cibernetica e persino guerra spaziale; e la necessità di essere in grado di dirigere o combattere con flotte più numerose di droni satellitari guidati dall’A.I. e sensori terrestri in un ambiente di rete ad alto traffico, consentendo una maggiore comprensione attraverso un processo decisionale basato sui dati.
Queste e altre ipotesi suggeriscono queste caratteristiche di progettazione:
Progettato utilizzando l'ingegneria digitale (nota anche come progettazione basata su modelli);
Capacità digitali avanzate, tra cui reti ad alta capacità, intelligenza artificiale, fusione di dati, guerra cibernetica, processo decisionale basato sui dati e capacità di comando, controllo e comunicazioni (C3) sul campo di battaglia;
Utilizzo del nitruro di gallio nei transistor di potenza;
Potrà essere equipaggiato con equipaggio, grazie alla stessa cellula in grado di svolgere missioni con pilota a bordo, a controllo remoto o con controllo tramite intelligenza artificiale;
Integrazione uomo-sistema migliorata, con cabine di pilotaggio virtuali visualizzate tramite visori montati sul casco che consentono al pilota una visione a 360 gradi con consapevolezza del campo di battaglia potenziata dall'intelligenza artificiale, e che sostituiscono i tradizionali pannelli strumenti;
Cellule e avionica stealth avanzate;
Motori avanzati a ciclo variabile in grado di navigare in modo economico ma anche di erogare una spinta elevata quando necessario;
Armi a lungo raggio e a lungo raggio , oltre la portata visiva;
Possibile impiego di armi a energia diretta, come ad esempio un sistema d'arma laser a corto raggio (CIWS);
Architettura software con separazione delle operazioni critiche di volo dalle altre funzionalità;
Potenziale capacità di volo suborbitale per raggiungere la portata globale, eludere le difese e le operazioni satellitari.
La fattibilità di alcune di queste caratteristiche rimane incerta. I tempi e i costi di sviluppo si riveleranno probabilmente fattori determinanti nella definizione di piani d'azione concreti. Alcuni osservatori prevedono che i requisiti specifici si concretizzeranno intorno al 2025 e forse oltre a causa degli altissimi costi di progettazione e sviluppo.
Storia
Brasile
Il 6 maggio 2024, durante un viaggio stampa presso lo stabilimento Embraer nella città di São José dos Campos, San Paolo, il direttore della cooperazione industriale di Saab in Brasile, Luiz Hernandez, ha dichiarato che il Brasile svilupperà un caccia di sesta generazione basato sulle tecnologie del Saab JAS 39 Gripen, già in produzione nel paese. Il progetto sarebbe una cooperazione tra Embraer e il Dipartimento di Scienza e Tecnologia Aerospaziale. Il vicepresidente della divisione difesa di Embraer, Walter Pinto Junior, ha confermato l'ideazione del progetto e ha commentato che "per Embraer, l'aviazione da combattimento è la possibilità di raggiungere vette più alte", ma ha sottolineato che l'azienda ha ancora bisogno di un "piano aziendale per realizzare un progetto a lungo termine redditizio".
Cina
Dopo aver sviluppato con successo il caccia stealth J-20 di quinta generazione, la Cina stava lavorando allo sviluppo di un aereo di nuova generazione. Nel gennaio 2019, il dottor Wang Haifeng, capo progettista della Chengdu Aircraft Corporation (CAC), annunciò che la Cina aveva avviato la ricerca preliminare su un aereo di sesta generazione, prevedendo che il programma sarebbe giunto a compimento entro il 2035.
Nel 2018, la Chengdu Aerospace Corporation avrebbe presentato otto proposte per il progetto del caccia di sesta generazione e quattro progetti sarebbero stati testati in gallerie del vento a bassa quota. Nello stesso anno, anche la Shenyang Aircraft Corporation (SAC) avrebbe sviluppato prototipi per l'aereo di prossima generazione.
Nell'ottobre 2021, un aereo da combattimento con un design senza coda è stato avvistato negli stabilimenti della Chengdu Aircraft Corporation.
Nel settembre 2022, il generale Mark D. Kelly dell’USAF, capo dell'Air Combat Command, ha affermato che la Cina era sulla buona strada per il suo programma di caccia di sesta generazione e che considerava la tecnologia di sesta generazione nello stesso modo in cui faceva l'USAF, ovvero utilizzando un approccio "sistema di sistemi" che offriva miglioramenti "esponenziali" in termini di furtività, potenza di elaborazione e rilevamento. Ha aggiunto che la Cina vedeva che la tecnologia consentiva un'iterazione basata su sistemi di missione aperti e che la capacità del paese di padroneggiare i livelli avanzati di furtività richiesti per le piattaforme di sesta generazione faceva parte di questo approccio iterativo.
Nel febbraio 2023, l'Aviation Industry Corporation of China (AVIC) ha condiviso sui social media il suo concetto di aereo da combattimento di sesta generazione. Il concetto presentato includeva ali a forma di diamante e un design senza coda, che corrispondeva alle immagini precedenti rilasciate in varie presentazioni AVIC.
Nel novembre 2024, AVIC ha pubblicato filmati di un modello del caccia spaziale-aereo integrato Baidi B-Type (Imperatore Bianco). Alcuni commentatori ritenevano che il modello indicasse capacità di caccia di sesta generazione, mentre i critici affermavano che le affermazioni sulle capacità di operazioni spaziali mancavano di prove ed erano "dubbie". In seguito si è scoperto che il modello era un piano di marketing per un romanzo di fantascienza sponsorizzato dalla AVIC.
Il 26 dicembre 2024, foto e video sui social media hanno suggerito che la Chengdu Aircraft Corporation (CAC) avesse fatto volare pubblicamente un prototipo di aereo a Chengdu, Sichuan. L'aereo è stato avvistato mentre volava intorno a un aeroporto di proprietà della CAC e presenta un design ad ala volante senza coda a tre motori.
Designato provvisoriamente Chengdu J-36 dagli analisti della difesa, era seguito da un caccia stealth biposto Chengdu J-20S come aereo di scorta. Si riteneva che l'aereo avesse caratteristiche stealth e di sensori avanzate, mentre le sue capacità, i ruoli e i dettagli di progettazione rimanevano speculativi. Gli osservatori ritengono che la CAC abbia scelto il 26 dicembre per effettuare il volo in commemorazione del compleanno di Mao Zedong in quel giorno. Lo stesso giorno, ulteriori post sui social media indicavano che una seconda cellula, caratterizzata da una configurazione a freccia piegata con ali fortemente a freccia, era stata avvistata vicino agli impianti della Shenyang Aircraft Corporation. Rapporti non confermati suggerivano che il caccia Shenyang avesse effettuato il suo primo volo il 20 dicembre 2024. Il prototipo dell'aereo Shenyang sembrava essere più piccolo di quello di Chengdu. Era seguito da un caccia d'attacco Shenyang J-16 come aereo di scorta.
L'aereo è stato provvisoriamente chiamato Shenyang J-50 o Shenyang J-XD dagli analisti per l'identificazione, ma ulteriori informazioni erano limitate.
Il 5 agosto 2025, in Cina è stato avvistato un terzo prototipo di aereo stealth senza coda, con una silhouette distinta e diversa dai precedenti J-36 e J-50. La foto sui social media mostrava un aereo con muso appuntito, ali fortemente a freccia con estremità tronche e bordo d'uscita a forma di W con un'estensione centrale di forma triangolare. Gli analisti della difesa hanno ipotizzato che la cellula fosse un prototipo iniziale del drone “ loyal wingman o fedele gregario " di sesta generazione cinese o un aereo con equipaggio in competizione con J-36 e J-50. Il South China Morning Post ha riferito che il progetto dell'aereo è quello di un caccia imbarcato e che il suo design può essere ricondotto a un documento di ricerca pubblicato dalla Northwestern Polytechnical University.
Francia, Germania, Spagna
Nell'ambito del programma Future Combat Air System (FCAS), Francia, Germania e Spagna starebbero ancora lavorando congiuntamente a un caccia di sesta generazione noto come Next-Generation Fighter (NGF).
Il fronte delle politiche industriali e delle specifiche militari nel progetto trinazionale per il sistema d'arma Future Combat Air System (FCAS) è comunque bloccato da tempo. Persino una "mediazione" politica di alto livello non è riuscita a compiere progressi nella risoluzione delle tensioni dopo oltre un anno, pertanto è ormai necessario adottare nuovi approcci.
Di recente sono emerse forti differenze di vedute tra i partner tecnologici del programma; verosimilmente - allo stato attuale delle cose - insanabili.
India
L'8 ottobre 2020, il maresciallo dell'aria Rakesh Bhadauria ha dichiarato che l' aeronautica militare indiana (IAF) ha una chiara tabella di marcia per i sistemi di combattimento di sesta generazione, come le armi a energia diretta, il concetto di gregario intelligente, le piattaforme di combattimento con equipaggio opzionale, gli sciami di droni, le armi ipersoniche e altre attrezzature.
Il 22 ottobre 2021, il successore di Bhadauria, il maresciallo dell'aria Vivek Ram Chaudhari, ha dichiarato che l'AMCA di quinta generazione dell'India, allora in fase di sviluppo, avrebbe avuto alcune tecnologie di sesta generazione.
Russia
Il 26 agosto 2013, la Russia ha rivelato che avrebbe proseguito con lo sviluppo di un caccia di sesta generazione. Hanno affermato che l'aereo sarà molto probabilmente senza pilota. Tuttavia, non avrebbero rinunciato al completamento dello sviluppo dei progetti di caccia di quinta generazione, come il Sukhoi Su-57 Felon.
Il Mikoyan PAK DP è un programma russo per lo sviluppo di un aereo intercettore di nuova generazione destinato a sostituire il Mikoyan MiG-31. Secondo l'analista della difesa russo Vasily Kashin, l'aereo sarebbe considerato un progetto di caccia di quinta o sesta generazione. Nel gennaio 2021, la Rostec Corporation, proprietaria della Mikoyan, ha annunciato che il PAK DP era entrato nella fase di sviluppo, affermando: "Lo sviluppo della prossima generazione di caccia intercettori è già iniziato".
Svezia
Dopo una breve collaborazione con il programma britannico “Tempest”, nel marzo 2024, il governo svedese ha assegnato a SAAB un contratto per valutare i costi e la fattibilità dello sviluppo di un caccia di sesta generazione per sostituire il JAS 39 Gripen.
I funzionari svedesi puntano a prendere una decisione entro il 2031.
Stati Uniti
Cronologia
Si prevede che l'USAF e la US NAVY schiereranno i loro primi caccia di sesta generazione intorno al 2030. Il programma Next Generation Air Dominance (NGAD) dell'USAF mira a sviluppare l' F-47, un caccia per la superiorità aerea di sesta generazione destinato a succedere al Lockheed Martin F-22 Raptor. Dal 2008, il programma simile della US Navy, con lo stesso nome, sta lavorando a un caccia F/A-XX per affiancare il più piccolo Lockheed Martin F-35C Lightning II e sostituire il Boeing F/A-18E/F Super Hornet.
Nel 2010, l'USAF ha richiesto risposte iniziali per un aereo tattico di nuova generazione (Next Gen TACAIR), che sarebbe poi diventato il programma FX.
Nell'aprile 2013, la DARPA iniziò a esaminare un piano per unire i concetti dell'USAF e dell'USN, sviluppare prototipi di aerei X nell'ambito dell'"Air Dominance Initiative" e gettare le basi per un singolo aereo con varianti per la Marina e l'Aeronautica. Ma quello stesso anno, la RAND Corporation raccomandò alle forze armate di evitare uno sforzo congiunto per un caccia, osservando che nei precedenti complessi progetti congiunti, i compromessi di progettazione avevano aumentato i costi molto più dei normali programmi di singola forza armata.
Nel 2014, venne proposto un approccio più ampio alle tecnologie offensive, con gli aerei dell'USAF che avrebbero dovuto operare insieme a soluzioni antiaeree terrestri e non cinetiche, e con un carico di armi maggiore rispetto ai caccia attuali. Nel 2016, l'USAF ha consolidato questo cambio di rotta nel suo piano Air Superiority 2030, per perseguire "una rete di sistemi integrati disaggregati su più piattaforme" piuttosto che concentrarsi sul caccia di sesta generazione. I requisiti dell'Aeronautica e della Marina erano già stati uniti l'anno precedente e ora erano formalmente integrati, con l'obiettivo comune di concentrarsi sui sistemi di IA e su una cellula comune.
Boeing, Lockheed Martin e Northrop Grumman hanno tutti annunciato progetti di sviluppo di aerei di sesta generazione. Il 14 settembre 2020, l'USAF ha confermato di aver progettato, costruito e fatto volare almeno un prototipo del suo caccia di prossima generazione.
Nel novembre 2022, Northrop Grumman ha affermato che il suo B-21 Raider sarebbe stato "il primo aereo di sesta generazione al mondo ".
Il vincitore del programma NGAD in data 21.03.2025 è stato rivelato essere il Boeing F-47.
Concetti e tecnologie
Le visioni della Marina e dell'Aeronautica per i rispettivi concetti di jet di prossima generazione concordano su alcune caratteristiche fondamentali: queste includono la necessità dell'intelligenza artificiale come ausilio decisionale per il pilota, simile nel concetto all'attuale fusione dei sensori; dispositivi di posizionamento-navigazione-temporizzazione non GPS e comunicazioni che consentono il movimento di grandi quantità di dati tra gli aeromobili.
L'USAF considera la tecnologia stealth estremamente importante per il Boeing F-47, mentre la US NAVY ritiene che l'F/A-XX non debba essere così focalizzato sulla sopravvivenza da sacrificare velocità e carico utile. A differenza dei precedenti programmi di sviluppo dell'F-22 e dell'F-35, che dipendevano da nuove tecnologie che ne aumentavano i costi e ne ritardavano l'introduzione, l'USAF intende seguire un percorso metodico di riduzione del rischio, che includa il maggior numero possibile di prototipi, dimostrazioni tecnologiche e lavori di ingegneria di sistema prima dell'effettiva realizzazione di un velivolo. La capacità di attacco di sesta generazione è concepita come un passo oltre i limiti intrinseci alle potenziali capacità di un singolo aereo d'attacco. La consapevolezza del combattimento di sesta generazione richiederà un'integrazione su scala teatrale di diversi sistemi, a partire dalla suite sensoriale aviotrasportata primaria e includendo ulteriormente il collegamento dati in tempo reale della tecnologia di rilevamento e misurazione a terra con i sensori a bordo degli aerei primari e di supporto, capacità di comunicazione avanzate, capacità senza precedenti per l'elaborazione continua del flusso di informazioni a bordo utilizzando l'IA per la traduzione e la visualizzazione dei dati in tempo reale, orientata all'ottimizzazione della consapevolezza situazionale del pilota riducendo al contempo il carico di lavoro, potenziali capacità nello spazio vicino, estensione delle attuali gittate di attacco/distacco, cooperazione senza soluzione di continuità con le risorse di difesa terra-aria e la capacità di impiegare gli aerei in opzioni con equipaggio, con equipaggio opzionale, senza equipaggio e di riserva.
Nel marzo 2015, la US NAVY ha rivelato di star collaborando con l'USAF per la potenziale pubblicazione, nel 2016, di un'analisi congiunta delle alternative (AoA) per i caccia di nuova generazione; le due forze armate sono autorizzate a condurre un'analisi congiunta delle alternative e a definire una soluzione di servizio che sia adatta a entrambe. La Marina si sta concentrando sulla sostituzione delle capacità del caccia con un'ampia gamma di opzioni per il Super Hornet, così come per l' EA-18G Growler. L'analisi delle alternative procederà parallelamente a diverse altre attività di progettazione e sviluppo tecnologico, tra cui la tecnologia dei motori, gli stampi per le cellule, la tecnologia stealth a banda larga e a infrarossi e nuovi metodi per dominare lo spettro elettromagnetico. Parte delle valutazioni della Marina si baserà sulle prestazioni dell'F-35C come nodo sensore avanzato critico per l'ala aerea imbarcata. Il modo in cui l'F-35C di quinta generazione si integra con il resto dell'ala aerea per offrire capacità superiori a quelle della piattaforma stessa potrebbe fornire spunti per la sesta generazione di F/A-XX. L'aereo della Marina statunitense avrà una velocità e un raggio d'azione notevolmente maggiori rispetto al Super Hornet.
Nell'aprile del 2015, il Center for Strategic and Budgetary Assessments (CSBA) ha pubblicato un rapporto in cui si concludeva che il caccia di nuova generazione dell'USAF avrebbe dovuto essere più grande e più simile a un bombardiere che a un piccolo e manovrabile caccia tradizionale. Il rapporto ha analizzato oltre 1.450 scontri aria-aria dal 1965 e ha rilevato che le armi e i sensori a lungo raggio hanno drasticamente ridotto i casi di combattimento aereo ravvicinato. Con l'aumento dei sistemi di difesa aerea che utilizzano sensori elettronici e a infrarossi e armi ad alta velocità, i progetti tradizionali basati su dimensioni ridotte, alta velocità e manovrabilità potrebbero risultare meno rilevanti e più facili da intercettare. Di conseguenza, il CSBA suggerisce di costruire un caccia significativamente più grande, basato su sensori avanzati, controllo della firma radar, consapevolezza situazionale in rete e armi a lunghissimo raggio per completare gli scontri prima di essere rilevati o tracciati. Aerei più grandi avrebbero una maggiore autonomia che consentirebbe loro di essere dislocati più lontano dalla zona di combattimento, maggiori capacità di rilevamento radar e a infrarossi e di trasportare missili più grandi e a lungo raggio ( Long-Range Engagement Weapon ). Una cellula potrebbe essere equipaggiata con vari accessori per svolgere diversi ruoli. Il concetto di un piccolo numero di aerei da combattimento grandi, intercontinentali e pesantemente armati potrebbe collegarsi allo sviluppo del bombardiere d'attacco a lungo raggio.
Nel novembre 2016, il comitato consultivo scientifico dell'USAF ha annunciato studi per una piattaforma Penetrating Counter Air (PCA) che avrebbe combinato lungo raggio, velocità supersonica, furtività e manovrabilità; e sarebbe stata schierata entro il 2030. La PCA avrebbe un raggio d'azione sostanzialmente maggiore per volare su lunghe distanze sul Pacifico, soprattutto in una situazione in cui le basi aeree nelle vicinanze della Cina non sono disponibili o se gli aerei cisterna vengono distrutti. Scorterebbe anche i bombardieri in profondità nella Russia o nella Cina, dove la minaccia prevista include radar di difesa aerea avanzati in rete. Includerebbe la furtività contro radar a bassa o altissima frequenza (come quelli del sistema missilistico S-400), che richiede una cellula senza stabilizzatori verticali. Un altro requisito è un carico utile significativamente maggiore rispetto agli attuali aerei da superiorità aerea come l’F-22 Raptor. La tecnologia del motore a ciclo adattivo è un'opzione in considerazione per la PCA, dato che l'alternativa sarebbe un aereo molto grande.
Mentre i motori attuali funzionano al meglio in un singolo punto dell'inviluppo di volo, si prevede che i motori di sesta generazione avranno un ciclo variabile per garantire un'efficienza ottimale a qualsiasi velocità o altitudine, offrendo maggiore autonomia, accelerazione più rapida e maggiore efficienza in crociera subsonica. Il motore si configurerebbe per comportarsi come un turbogetto a velocità supersoniche, mentre funzionerebbe come un turbofan ad alto rapporto di diluizione per una crociera efficiente a velocità inferiori; la capacità di supercrociera sarà probabilmente disponibile per gli aeromobili dotati di questo tipo di motore.
La tecnologia è in fase di sviluppo da parte dell'USAF nell'ambito dell'Adaptive Engine Transition Program (AETP) e della Marina Militare nell'ambito del suo programma Variable Cycle Advanced Technology (VCAT). L’USAF punta a una decisione sulla Milestone A entro il 2018, con una versione di produzione pronta probabilmente entro il 2021. Tra le aziende coinvolte nello sviluppo dei motori di nuova generazione figurano General Electric e Pratt & Whitney. La riduzione del rischio è iniziata nel 2012 in modo che lo sviluppo del motore possa iniziare intorno al 2020. Un motore dovrebbe essere pronto quando i caccia saranno introdotti dalla Marina nel 2028 e dall'Aeronautica nel 2032.
L'USAF è interessata ai laser sia per l'illuminazione a bassa potenza che come armi ad alta potenza. Nel novembre 2013, l'Air Force Research Laboratory ha pubblicato una richiesta di informazioni (RFI) per la presentazione di proposte con descrizioni dettagliate in una configurazione militarmente utile, potenziali problemi e soluzioni e stime dei costi.
IL PROGRAMMA TRINAZIONALE (per ora) fra Italia, Giappone, Regno Unito denominato GCAP-TEMPEST: Germania, Polonia, Arabia Saudita e India bussano alla porta.
Nel 2010, il governo giapponese ha rivelato il concetto di caccia a reazione di sesta generazione, l' i3 FIGHTER. i3 è l'acronimo di informato, intelligente e istantaneo.
Nel luglio 2014, Jane's Information Group ha riferito che una commissione parlamentare per la difesa della Camera dei Comuni aveva pubblicato un rapporto sulla "struttura delle forze di aviazione da combattimento del Regno Unito dopo il 2030". Il rapporto evidenziava la possibilità che il Regno Unito si impegnasse in un programma di caccia di nuova generazione per sostituire potenzialmente l'Eurofighter Typhoon dopo il 2030; la vita operativa prevista dell'Eurofighter Typhoon è stata da allora estesa fino al 2040 circa. Il 22 marzo 2016, il Giappone ha condotto il primo volo del velivolo di prova Mitsubishi X-2 Shinshin per questo progetto.
Nel luglio 2018, Gavin Williamson, allora Segretario di Stato per la Difesa del Regno Unito, ha svelato la strategia aerea da combattimento del Regno Unito e ha annunciato lo sviluppo di un concetto di caccia di sesta generazione chiamato Tempest per la Royal Air Force al Farnborough Airshow del 2018.
Nel 2019, Svezia e Italia si sono unite al progetto Tempest. Nello stesso anno, anche India e Giappone sono stati invitati a partecipare al progetto. Il 1 aprile 2020 è stato annunciato il programma giapponese FX. Nel 2022, dopo un anno di collaborazione sempre più stretta con il progetto Tempest e un ritiro da una partnership industriale con Lockheed Martin, il Giappone ha unito il suo progetto FX con lo sviluppo del caccia BAE Tempest per formare il Global Combat Air Programme, un programma trinazionale, optando per perseguire uno sviluppo separato dei droni. Due settimane dopo la firma dell'accordo tra Regno Unito, Italia e Giappone, la Svezia ha firmato un accordo commerciale bilaterale nel settore della difesa con il Giappone, che le consente di continuare come osservatore nel programma e di avere la possibilità di partecipare come partner di sviluppo in futuro, se lo desidera.
Nell'ambito della sua apparentemente infinita ricerca di nuovi caccia, il Ministero della Difesa indiano afferma di voler collaborare con uno dei due programmi europei rivali per aerei da combattimento di nuova generazione. Di fronte alla duplice sfida della modernizzazione delle forze aeree di Cina e Pakistan, i funzionari della difesa indiana stanno ora valutando i caccia di sesta generazione, sebbene l'adesione a uno qualsiasi di questi programmi si preannunci irta di difficoltà.
La notizia è emersa da un rapporto sui piani di bilancio della difesa per il 2026, presentato al parlamento indiano. Tale mossa fornirebbe un'alternativa al caccia di nuova generazione sviluppato internamente dall'India, l'Advanced Medium Combat Aircraft (AMCA), il cui completamento sembra del tutto improbabile.
I due programmi europei individuati dall'Aeronautica israeliana sono il Global Combat Air Program (GCAP), a guida britannica, il cui fulcro è il caccia stealth di nuova generazione Tempest , e il programma paneuropeo Future Combat Air System (FCAS), il cui elemento centrale sarà il caccia con equipaggio New Generation Fighter (NGF). Entrambi dovrebbero entrare in servizio entro il 2035, sebbene tale obiettivo sia discutibile in entrambi i casi.
Oltre al Regno Unito, anche l'Italia e il Giappone hanno aderito al programma GCAP, e sono stati menzionati altri potenziali partner. Nel frattempo, il programma paneuropeo FCAS è guidato da Francia e Germania, con Belgio e Spagna come partner junior. Questa situazione potrebbe tuttavia cambiare, dato che - come sopra detto - il programma è afflitto da conflitti interni.
Il rapporto sul bilancio afferma che il Ministero della Difesa indiano ha comunicato alla Commissione permanente per la Difesa del Parlamento che l'Aeronautica militare indiana (IAF) desidera aderire a uno di questi programmi "immediatamente".
Il ministero della Difesa sostiene che il risultato di tale collaborazione aiuterebbe l'aeronautica militare indiana a "garantire di non rimanere indietro nel raggiungimento dell'obiettivo relativo agli aerei di ultima generazione".
Innanzitutto, è opportuno sottolineare che l'Aeronautica militare indiana (IAF) ha un disperato bisogno di nuovi velivoli da combattimento, e ne ha bisogno da tempo. I numerosi tentativi di acquisire aerei da combattimento provvisori sono falliti completamente o non hanno raggiunto il numero di esemplari richiesti.
Inoltre, il governo indiano ha affermato che l'Aeronautica militare indiana (IAF) necessita di almeno 42 squadroni di aerei da combattimento. Attualmente ne possiede solo 29, il che significa che l'aeronautica opera con la forza da combattimento più ridotta dai tempi della guerra con la Cina nel 1962. Questo problema è stato aggravato dal ritiro dal servizio del veterano MiG-21 Fishbed.
Nel frattempo, il programma Tejas Light Combat Aircraft, che avrebbe dovuto fornire un successore al MiG-21, è rimasto impantanato in una serie di ritardi.
Sullo sfondo, l'India si trova ad affrontare la duplice minaccia della Cina e del Pakistan.
Da un lato, la Cina sta intensificando i suoi programmi di sviluppo militare a livelli impressionanti, con gli aerei da combattimento in prima linea. Particolarmente spettacolari sono stati i jet tattici senza coda J-XDS e J-36, e le loro varianti, così come un caccia stealth navale per la sua nuova portaerei . Il caccia stealth J-20 è già ben consolidato, mentre lo sviluppo del J-35A, basato a terra, continua.
La questione di come l'Aeronautica militare indiana (IAF) si comporterà rispetto all'Aeronautica militare pakistana (PAF) è da tempo alla base della sua posizione e della sua pianificazione. Dopo il breve conflitto dello scorso anno, entrambe le forze armate hanno rivendicato la vittoria, con resoconti contraddittori provenienti dai canali ufficiali e numerose speculazioni sui social media.
Ancora più importante, la PAF continua a sviluppare il suo caccia di produzione nazionale JF-17 Thunder e sembra intenzionata ad acquisire altri velivoli da combattimento di fabbricazione cinese più avanzati, in particolare l'invisibile FC-31, oltre a sistemi d'arma aviolanciati altamente performanti provenienti dalla stessa fonte.
Tutto ciò accresce la pressione per modernizzare la flotta da combattimento obsoleta dell'aeronautica militare indiana.
A un certo punto, l'aeronautica militare indiana sembrava intenzionata ad adottare un caccia di quinta generazione.
Il bimotore AMCA dovrebbe presentare caratteristiche di bassa osservabilità e, nelle versioni successive, la capacità di supercrociera, tra le altre dotazioni avanzate. Considerando che la costruzione non è ancora iniziata, la possibilità di avviare la produzione di questo velivolo entro il 2035, come è stato ipotizzato, sembra del tutto improbabile. La vicenda del programma Tejas, in particolare, getta dubbi sul futuro dell'AMCA, almeno per quanto riguarda il rispetto delle tempistiche.
Nel frattempo, sia gli Stati Uniti che la Russia hanno proposto all'India dei caccia di quinta generazione alternativi come l’F-35 e il Sukhoi Su-57 Felon.
L'anno scorso, con un annuncio alquanto sorprendente, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha offerto l'F-35 all'India, mentre la Russia da tempo cerca di acquisire l'India come cliente per il suo Su-57 Felon. Già nel 2003, il Prospective Multirole Fighter (PMF) era stato progettato come una versione specifica per l'India del Su-57, prima che Nuova Delhi si ritirasse dal programma.
Il rapporto sul bilancio indica che il Ministero della Difesa indiano vorrebbe avere almeno la possibilità di saltare la generazione attuale di caccia come l'AMCA, l'F-35 e il Su-57, e passare direttamente alla sesta generazione.
In termini di competitività rispetto a Cina e Pakistan, si tratta di un'aspirazione comprensibile.
D'altro canto, aderire al programma GCAP o al programma FCAS comporterebbe a sua volta delle sfide.
A questo punto, il GCAP, che coinvolge Regno Unito, Italia e Giappone, potrebbe apparire più promettente. Rispetto all'FCAS, il rapporto tra i tre partner è relativamente pacifico. Si è parlato di una possibile adesione dell'Arabia Saudita in qualche veste e, più recentemente, si è parlato anche di un interesse della Polonia all'acquisto del velivolo.
Tuttavia, la possibilità che l'India partecipi più direttamente al programma GCAP/Tempest è piuttosto remota, dato che gli accordi di ripartizione del lavoro sono già stati definiti tra i tre partner. L'aeronautica militare indiana sarebbe probabilmente costretta ad acquistare gli aerei già disponibili sul mercato.
E questo ammesso che il programma guidato dal Regno Unito sopravviva alle considerevoli sfide, sia tecniche che politiche, che lo attendono.
Dopotutto, il processo di messa a punto di un caccia completamente nuovo, soprattutto se dotato di tecnologie stealth, comporta tempi di sviluppo molto lunghi e costi elevati. È probabile che il Tempest entri in servizio ben dopo il 2035, e anche l'aeronautica israeliana ha bisogno di nuovi caccia il prima possibile.
Lo stesso vale, ovviamente, per il programma FCAS.
Con il FCAS, tuttavia, le possibilità che il programma arrivi effettivamente alla realizzazione di hardware operativo sembrano attualmente molto più esigue.
Da mesi ormai si susseguono segnalazioni di profonde divergenze tra Francia (Dassault) e Germania (Airbus-DE) in merito alla linea d'azione che l'FCAS dovrebbe intraprendere, soprattutto per quanto riguarda la ripartizione del lavoro, questione che non è ancora stata risolta.
Funzionari francesi e tedeschi hanno ripetutamente tentato di rimettere in carreggiata il programma, a fronte di un'aspra disputa tra i due contraenti principali, la francese Dassault Aviation e la tedesca Airbus Defence and Space.
Più recentemente, è stato riferito che Francia e Germania tenteranno ancora una volta di trovare un terreno comune sul programma ad aprile 2026.
Nel frattempo, la Germania ha ventilato la possibilità di intraprendere un percorso autonomo per lo sviluppo di un futuro aereo da combattimento, cosa che non fa da decenni e contro cui la Francia si è opposta con forza.
Qualunque cosa accada il mese prossimo, l'adesione dell'India al programma FCAS rappresenterebbe un grosso rischio. Alcuni media indiani hanno ipotizzato che, in quanto cliente di Dassault (per il caccia multiruolo Rafale), l'India potrebbe essere in grado di prendere il posto della Germania nel programma FCAS, sebbene non sia altrettanto chiaro se riuscirebbe a negoziare il tipo di accordo di condivisione del lavoro che desidererebbe.
Nella migliore delle ipotesi, potrebbe riuscire ad acquistare un aereo la cui consegna è stata a lungo ritardata e che non è necessariamente adatto alle sue esigenze. Nella peggiore delle ipotesi, il programma potrebbe fallire completamente, costringendo i vari partner a ricominciare da capo o a cercare alternative.
Se l'India riuscisse ad entrare nel GCAP o nell'FCAS, ciò potrebbe portare un enorme afflusso di capitali per entrambi i programmi. Questo è ciò di cui ciascun programma ha più bisogno, mentre l'aumento dei tassi di produzione comporterebbe costi unitari inferiori, impedendo al programma di entrare in una spirale di declino una volta giunto a maturazione.
Bisogna poi considerare il futuro dell'AMCA. Se l'India vuole davvero procedere con un caccia di quinta generazione, che possa essere sviluppato in base alle sue specifiche esigenze e sul quale mantenga la sovranità, questo programma dovrà essere urgentemente riavviato. Sembra improbabile che ciò sia possibile se l'India si trovasse schierata sia con il GCAP che con l'FCAS.
C'è anche l'incognita di come un velivolo senza pilota avanzato potrebbe influenzare questi sviluppi. L'India ha già iniziato a lavorare su tali programmi e i droni potrebbero colmare in parte la carenza di caccia del paese. Ciò vale soprattutto per i velivoli da combattimento collaborativo (CCA) di fascia alta e i velivoli aerei da combattimento senza pilota (UCAV), per raggiungere una maggiore massa operativa.
Infine, va riconosciuto che è il Ministero della Difesa indiano – agendo su richiesta dell'Aeronautica Militare – a voler aderire al GCAP o all'FCAS, e ciò non riflette necessariamente la volontà del governo. Come ha affermato di recente un esperto di difesa indiano di lunga data, "il comitato permanente non ha alcun potere decisionale". Finché il governo non darà il suo benestare, l'adesione dell'Aeronautica Militare indiana a un programma esistente per caccia di sesta generazione rimane solo un’aspirazione.
IL NOSTRO PENSIERO
Si vis pacem, para bellum (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.
Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia.
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà: altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE".
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.
(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, Defence-blog, Hartpunkt, TWZ, WIKIPEDIA, You Tube)