(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.
Il Beretta NARP "Praetorian" è il nuovo fucile d'assalto adottato dall'unità antiterrorismo francese GIGN (Groupe d'Intervention de la Gendarmerie Nationale).
Specifiche Tecniche Principali:
Calibro: 6,5x39 mm (6,5 Grendel), con munizioni dedicate Swiss P (FMJ 120 gr, perforante 120 gr, espansiva 123 gr).
Lunghezza Canna: Reale di 11,5 pollici.
Lunghezza Massima con Moderatore: 14,5 pollici compreso il moderatore-spegni fiamma compatto integrato B-Silent.
Sistema di Funzionamento: A sottrazione di gas con pistone a corsa corta e otturatore rotante.
Dimensioni (Ingombri):
Lunghezza totale con calciolo esteso: 847 mm;
Lunghezza con calcio ribaltato/chiuso: 629 mm;
Peso: Circa 3.500 grammi (senza munizioni o con configurazione operativa standard).
Ergonomia e Struttura:
Calciolo dedicato compatto, telescopico, ribaltabile e dotato di appoggia-guancia rialzato;
Comandi di sparo completamente ambidestri di serie.
Sviluppato appositamente per soddisfare le esigenze operative d'élite, questa specifica variante della piattaforma New Assault Rifle Platform (NARP) si distingue per l'abbandono dei calibri standard occidentali a favore di una configurazione balistica avanzata e ottimizzata per il Close Quarters Battle (CQB).
Caratteristiche Principali del Progetto:
Calibro 6.5 Grendel: L'arma è camerata in calibro 6.5x39mm Grendel. Questa scelta strategica offre un potere d'arresto ed energia cinetica nettamente superiori al classico 5.56 NATO a distanze ravvicinate e medie, ideali per neutralizzare minacce protette da giubbotti antiproiettile.
Munizioni dedicate Swiss P: In parallelo allo sviluppo del fucile, l'azienda Swiss P ha collaborato con il GIGN per creare tre varianti di cartucce dedicate in 6.5 Grendel: una Full Metal Jacket (FMJ) da 120 grani, una perforante (Armor Piercing) da 120 grani e una espansiva da 123 grani.
Architettura e Meccanica: A differenza di un comune adattamento su piattaforma AR-15, la variante Praetorian è stata ingegnerizzata da Beretta integrando canna, otturatore e caricatore per lavorare nativamente con il 6.5 Grendel. Utilizza un collaudato sistema a pistone a corsa corta per massimizzare l'affidabilità.
Design per Operazioni Speciali: Il fucile presenta controlli completamente ambidestri, un sistema di recupero interno racchiuso nell'upper receiver che permette l'uso di calci pieghevoli ed è predisposto per l'uso intensivo di moderatori di suono (soppressori).
La Nuova Piattaforma Fucile d'Assalto (NARP) è un fucile d'assalto modulare italiano prodotto dalla Beretta.
I modelli iniziali sono camerati per la cartuccia 5,56×45 mm NATO e disponibili con canne da 11,5", 14,5" e 16". Al 2026 ne erano stati consegnati 7.000 su 50.000 ordinati.
Sviluppato dal 2018 con il contributo delle Forze Speciali italiane, il NARP sostituirà il fucile d'ordinanza ARX 160 nell'ambito di un piano di modernizzazione delle Forze Armate italiane. Beretta Defence Technologies (BDT), una filiale britannica, ha annunciato che il NARP sarà presentato al Project Grayburn, una prova competitiva per trovare un fucile d'assalto sostitutivo per l'esercito britannico.
Nel 2025, Bdt France ha reso pubblico ai media il fucile d'assalto Beretta Narp “Praetorian” cal. 6,5 Grendel (6,5×39); tale munizione è stata sviluppata in collaborazione con Swiss P su specifica richiesta del gruppo anti terrorismo francese. Il Beretta “Praetorian” utilizza un nuovo calciolo compatto, telescopico e ribaltabile con appoggia-guancia, comandi ambidestri di serie, lunghezza massima della canna di 14,5 pollici, il super compatto moderatore-spegni fiamma B-Silent.
Le tre munizioni 6,5 Grendel specialistiche sviluppate appositamente dalla Swiss P (del Gruppo Beretta) sono le seguenti:
palla Fmj di 120 grani come munizione di uso generale/precisione,
Armor piercing di 120 grani per bersagli protetti,
una espansiva di 123 grani della linea Styx.
In una presentazione pubblica, il Gign – Groupe d’intervention de la Gendarmerie Nationale e il produttore svizzero di munizioni Swiss P Defence (parte del gruppo Beretta), hanno congiuntamente presentato nuove varianti della cartuccia 6,5 Grendel (6,5×39 mm), che risultano appositamente concepite per soddisfare gli stringenti requisiti delle moderne forze speciali e sono state mostrate insieme al fucile d’assalto Beretta Narp o New assault rifle platform camerato, appunto, in 6,5 Grendel; è noto agli appassionati che il 6,5 è il secondo calibro camerato in questa carabina dopo il 5,56×45 di lancio. Il NARP esposto mostrava sia una nuova tipologia di calciatura sia un nuovo moderatore di suono ultra-compatto.
Il 6,5 Grendel combina una precisione superiore, una gittata migliorata e prestazioni balistiche ottimizzate per soddisfare i requisiti operativi del Gign e di ogni altro gruppo di forze speciali.
Il calibro 6,5 Grendel sarà un fattore decisivo per le operazioni future e questa cooperazione è un passo importante nell’ulteriore sviluppo di una nuova tecnologia di munizioni. La cartuccia stabilisce nuovi standard in termini di prestazioni e affidabilità.
Il Gign
Il Groupe d'intervention de la Gendarmerie nationale (GIGN) è un'unità d'elite della Gendarmeria nazionale francese specializzata in azioni antiterrorismo, nella liberazione di ostaggi e in operazioni speciali.
Il GIGN ha la sua base operativa nel quartiere di Satory a Versailles ed il centro di istruzione e addestramento al campo di Frileuse a Beynes. Per partecipare alla selezione occorre già essere gendarme ed avere meno di 32 anni.
Il GIGN è stato fondato nel marzo 1974 in seguito al massacro alle olimpiadi di Monaco. Creato inizialmente come un'unità tattica relativamente piccola, specializzata in situazioni di liberazione ostaggi sensibili, da allora è cresciuto fino a diventare una forza di quasi 400 unità, con responsabilità e capacità espanse. L'unità ha guadagnato notorietà in tutto il mondo a seguito di un suo assalto riuscito al Volo Air France 8969, dirottato all'aeroporto di Marsiglia Marignane nel dicembre 1994. Dal 2007 svolge anche operazioni militari tipiche delle forze speciali.
Tra le specificità dell’unità vi sono:
la lotta al terrorismo,
Il salvataggio di ostaggi,
la ricognizione e scoperta,
la protezione personale del Presidente della Repubblica francese
e compiti di protezione di altre istituzioni francesi all’estero.
IL NOSTRO PENSIERO
Si vis pacem, para bellum (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia.
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà: altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE".
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: SEMPRE!
Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.
(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, Armi e Tiro, WIKIPEDIA, You Tube)
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.
I Virginia Block V rappresentano il più recente ed imponente salto evolutivo dei sottomarini nucleari d'attacco classe Virginia della US Navy.
Questa specifica variante introduce modifiche strutturali radicali per compensare il ritiro dei vecchi sottomarini lanciamissili balistici convertiti (classe Ohio), trasformando il battello in una formidabile piattaforma di attacco a lungo raggio.
A causa della loro straordinaria potenza di fuoco concentrata sui missili da crociera, nell'agosto 2026 la US Navy ha ufficialmente riclassificato 19 unità dotate di questo modulo (a partire dall'USS Arizona) da sottomarini d'attacco (SSN) a sottomarini lanciamissili da crociera (SSGN).
Il Virginia Payload Module (VPM):
La novità fondamentale del Block V è l'integrazione del Virginia Payload Module (VPM). Si tratta di una sezione di scafo aggiuntiva lunga circa 25 metri (84 piedi) inserita a centro nave.
Tubi verticali: Il modulo aggiunge 4 tubi di lancio verticali di grande diametro.
Capacità Tomahawk: Ogni tubo può ospitare fino a 7 missili da crociera Tomahawk.
Flessibilità: Oltre ai missili, i tubi possono lanciare droni sottomarini (UUV), siluri avanzati o essere configurati per supportare le incursioni dei corpi speciali Navy SEAL.
Specifiche Tecniche:
L'aggiunta del modulo VPM aumenta notevolmente la stazza e la lunghezza rispetto ai blocchi precedenti (Block I-IV):
lunghezza: 140 m.;
Dislocamento in immersione: 10.200 tonn.;
Armamento: 66 armi totali, di cui 40 missili cruise Tomahawk nei VLS;
Costo unitario: 4,6 miliardi di $.
Propulsione e Tecnologie di Bordo:
Reattore S9G: Il sottomarino è spinto da un reattore nucleare progettato per durare l'intero ciclo di vita dell'unità (circa 33 anni) senza necessità di rifornimento di combustibile.
Silenziosità estrema: Utilizza un sistema di propulsione a idrogetto (pump-jet) e rivestimenti anecoici avanzati per minimizzare la traccia acustica.
Alberi fotonici: Sostituiscono i vecchi periscopi ottici con telecamere ad altissima risoluzione e sensori infrarossi che non richiedono la penetrazione fisica dello scafo resistente.
I cantieri statunitensi General Dynamics Electric Boat e Huntington Ingalls Industries sono attualmente impegnati nella piena produzione di questa flotta, considerata uno dei pilastri della deterrenza sottomarina globale per i prossimi decenni. Di recente, la Marina statunitense ha annunciato che i futuri sottomarini d'attacco a propulsione nucleare (SSN) classe Virginia, nella versione allungata e dotati di moduli di carico utile Virginia (VPM), saranno riclassificati come sottomarini lanciamissili a guida laser (SSGN).
A tal proposito, la US NAVY ha reso noto che due unità della classe Virginia Block V saranno prive del VPM e dei quattro grandi tubi di lancio verticali in esso contenuti, anziché di uno solo come si era precedentemente ipotizzato. Ora, la US NAVY ha confermato ai media che il secondo Block V senza VPM avrà una configurazione unica per la guerra sottomarina. Ciò gli consentirà di condurre missioni di spionaggio sul fondale marino, un ruolo attualmente ricoperto dall'USS Jimmy Carter, una variante unica del sottomarino d'attacco di classe Seawolf.
Nel suo comunicato stampa del 3 agosto 2026, la Marina statunitense ha dichiarato di voler acquisire 19 sottomarini SSGN di classe Virginia equipaggiati con VPM (Virtual Personnel Module), suddivisi tra le sottoclassi Block V e Block VI; ciò ha creato una discrepanza di un sottomarino rispetto ai piani di acquisizione resi pubblici. Era già noto che il primo dei 12 sottomarini Block V, il futuro USS Oklahoma, non avrebbe avuto il VPM, ma ci si aspettava che gli altri 11 ne fossero dotati. La produzione del Block VI è attualmente prevista per altri nove sottomarini, tutti equipaggiati con VPM.
"Diciannove dei VPM saranno riclassificati come SSGN, mentre due dei sottomarini nucleari d'attacco Block V saranno costruiti in configurazioni non VPM", ha dichiarato un portavoce della Marina statunitense.
"Un sottomarino Block V di nuova generazione non avrà il sistema VPM e sarà una piattaforma focalizzata sulla guerra sottomarina e sui fondali marini (SSW)", ha poi confermato lo stesso portavoce della Marina.
La Marina USA si è rifiutata di rivelare il nome specifico del sottomarino della classe Virginia Block V che verrà configurato per il ruolo di guerra sui fondali marini. Sappiamo dalla dichiarazione precedente che non si tratterà del futuro USS Oklahoma (noto anche con il numero di scafo SSN-802). Sappiamo inoltre che il secondo sottomarino di classe Virginia Block V, il futuro USS Arizona (SSGN-803), sarà il primo ad essere dotato del sistema VPM.
Quindi la versione per la guerra sui fondali marini sarà uno degli altri 10 sottomarini previsti della classe Virginia Block V. A tutte queste future unità (scafi da 804 a 813) sono già stati assegnati nomi ufficiali, che sono, in ordine: USS Barb, USS Tang, USS Wahoo, USS Silversides, USS John H. Dalton, USS Long Island, USS San Francisco, USS Miami, USS Baltimore e USS Atlanta. Per inciso, Barb, Tang, Wahoo e Silversides saranno i primi sottomarini della Marina da decenni a essere intitolati a "abitanti degli abissi".
Dagli anni '70, la Marina ha perlopiù intitolato i nuovi sottomarini d'attacco a città e stati.
Come già accennato, la Marina statunitense ha precedentemente annunciato l'intenzione di acquisire un sottomarino di classe Virginia unico nel suo genere, in configurazione per la guerra dei fondali marini, ma finora ha fornito pochi dettagli specifici. La General Dynamics Electric Boat ha condiviso in passato alcune informazioni aggiuntive. Questa azienda è uno dei due principali appaltatori coinvolti nella produzione dei sottomarini della classe Virginia, l'altro è la divisione Newport News Shipbuilding di Huntington Ingalls Industries (HII).
“Il nostro programma di sottomarini di classe Virginia si sta evolvendo nel tempo per assolvere a nuove missioni, e stiamo modificando la forma dello scafo esistente per incorporare nuove armi, sensori e caratteristiche stealth migliorate”, ha dichiarato Kevin Graney, all'epoca presidente di General Dynamics Electric Boat, durante una presentazione nell'ambito di un summit ospitato dalla Connecticut Business and Industry Association (CBIA) nel 2022. “Uno dei cambiamenti di progettazione più significativi che abbiamo implementato di recente e che è tuttora in corso è il Virginia Payload Module, che trasporterà una maggiore capacità di attacco... in pratica una sezione di scafo di 25 metri che include quattro tubi lanciasiluri aggiuntivi.”
Il cantiere navale principale della General Dynamics Electric Boat, così come altri stabilimenti, si trovano nel Connecticut. L'azienda possiede anche un importante impianto di costruzione e allestimento di scafi nel vicino Rhode Island. Graney è andato in pensione nel 2024.
"Stiamo sviluppando... una variante per la guerra sottomarina, e questa nave è progettata per interagire con il fondale marino", ha affermato Graney durante la sua presentazione del 2022. "Questo progetto riutilizzerà alcuni dei tubi lanciasiluri a cui ho fatto riferimento nel progetto VPM per svolgere tali missioni."
Una diapositiva allegata alla presentazione di Graney mostrava un rendering della variante per la guerra sottomarina. Come raffigurato, il progetto presenta un rigonfiamento aggiuntivo pronunciato sotto la parte centrale dello scafo, nella stessa area generale in cui verrà installato il VPM su altre imbarcazioni Block V.
Questo è perfettamente in linea con le modifiche apportate al Jimmy Carter. La principale differenza tra questo sottomarino e gli altri due della classe Seawolf è l'aggiunta di un'estensione dello scafo di 30 metri nota come Multi-Mission Platform (MMP). Da quanto è stato reso pubblico in passato, l'MMP è in grado di lanciare e recuperare veicoli a comando remoto (ROV), veicoli subacquei senza equipaggio (UUV) e altri carichi utili specializzati. È inoltre presente una sala di comando e controllo riconfigurabile, vani di stoccaggio e altre attrezzature specifiche per la missione. Il sottomarino dispone anche di propulsori ausiliari e altre caratteristiche uniche che lo aiutano ad atterrare sul fondale marino o a mantenere la posizione sott'acqua. Nel complesso, si ritiene che le caratteristiche uniche del Jimmy Carter siano ottimizzate per missioni di spionaggio sottomarino segrete e clandestine, tra cui l'ispezione, la manipolazione e persino il recupero di oggetti di interesse dalle profondità oceaniche.
Oltre al riutilizzo dello spazio riservato al VPM, non si conoscono altre modifiche che la versione da guerra sottomarina del Virginia potrebbe ricevere.
La classe Seawolf, in generale, è nota per le sue eccellenti capacità di immersione in profondità, tra le altre caratteristiche, anche rispetto alla successiva classe Virginia. Tutti e tre i sottomarini della classe Seawolf – gli altri due sono l'USS Seawolf e l'USS Connecticut – continuano ad essere molto richiesti grazie alle capacità avanzate che il progetto offre . La continua importanza di questi sottomarini è sottolineata dal lavoro in corso della US NAVY per riportare in servizio il Connecticut, gravemente danneggiato, in particolare alla prua, a seguito di una collisione con un monte sottomarino nel Mar Cinese Meridionale nel 2021.
Il fondale oceanico è da tempo un dominio importante, ma impegnativo, per le operazioni sottomarine, anche per quanto riguarda il taglio o l'intercettazione di cavi di comunicazione in fibra ottica critici e la distruzione di oleodotti. La capacità di esaminare, o persino recuperare, oggetti di interesse dal fondale marino è stata e continua ad essere un elemento cruciale delle cosiddette operazioni di sfruttamento di materiale straniero.
L'importanza dei fondali marini è destinata a crescere ulteriormente. Cina, Russia e altri paesi stanno lavorando per espandere le proprie infrastrutture sottomarine, spesso a supporto di attività nominalmente civili che potrebbero avere evidenti applicazioni a duplice uso. La Marina russa, in particolare, e prima ancora la Marina sovietica, vanta una lunga storia di operazioni di guerra sottomarina clandestine e segrete, impiegando sottomarini e sommergibili per missioni speciali, navi di superficie specializzate e piattaforme senza equipaggio.
Nel complesso, includere una nuova versione altamente specializzata del progetto della classe Virginia per affiancare, o addirittura eventualmente sostituire, il Jimmy Carter ha perfettamente senso.
La Marina statunitense prevede attualmente che i sottomarini della classe Virginia Block V vengano consegnati tra il 2028 e il 2034.
Il Jimmy Carter è entrato in servizio nel 2005 e avrà 29 anni quando arriverà l'ultimo sottomarino Block V, almeno secondo il programma attuale. Questa variante unica della classe Seawolf ha a sua volta sostituito il sottomarino d'attacco della classe Sturgeon, anch'esso modificato in modo unico, USS Parche, che è stato disattivato nel 2004 dopo trent'anni di servizio.
La decisione di riclassificare i sottomarini Block V equipaggiati con VPM come SSGN (Squadron Submarines, sottomarini lanciamissili balistici) ha lo scopo di sottolineare l'impegno della Marina USA a colmare le proprie lacune in termini di capacità. La Marina sta infatti avviando il processo di dismissione dei suoi quattro SSGN di classe Ohio, tutti originariamente costruiti come sottomarini nucleari lanciamissili balistici (SSBN). Questi sottomarini sono tra i più richiesti attualmente in servizio nella Marina. Si tratta in realtà di piattaforme multiruolo in grado di fornire un'ampia gamma di funzioni di supporto alle operazioni speciali, comando e controllo subacqueo e fusione di informazioni, oltre alle loro capacità di attacco a lungo raggio.
È stato inoltre sottolineato che, almeno tecnicamente, è improbabile che la Marina acquisisca una nuova classe di sottomarini SSN per molti anni.
La Marina ha in programma l'acquisizione di una nuova classe di sottomarini d'attacco, attualmente denominata SSN(X), che in passato è stata considerata più come una vera e propria erede della classe Seawolf. Tuttavia, la Marina non prevede che i primi di questi sottomarini entrino in servizio prima della metà degli anni 2040. Allo stesso tempo, è anche opportuno notare che la decisione di cambiare la classificazione dello scafo dei sottomarini classe Virginia equipaggiati con VPM da SSN a SSGN è in gran parte di natura amministrativa, stando a quanto è stato reso noto finora. Le versioni Block V, almeno, dovrebbero mantenere lo stesso mix di capacità di prima.
Secondo il piano di costruzione navale a lungo termine pubblicato dalla Marina a maggio 2026, l'SSN(X) "integrerà la classe Virginia per creare una forza sottomarina d'attacco mista, progettata per penetrare e dominare aree nemiche pesantemente difese". "Grazie a un maggiore volume di carico utile, a una maggiore capacità di sopravvivenza e alla possibilità di ospitare sistemi robotici e autonomi senza equipaggio (RAS), l'SSN(X) garantirà un accesso costante alle zone interdette ed eliminerà i rifugi sicuri del nemico".
"Il Blocco VI, in realtà, diventerà il punto di partenza, a nostro avviso, per il programma SSN(X), e prevediamo di continuare a incorporare caratteristiche stealth e prestazioni ancora più avanzate", aveva affermato Graney di General Dynamics Electric Boat già nel 2022.
Resta da vedere se la nuova nomenclatura SSGN per i sottomarini classe Virginia equipaggiati con il VPM comporterà cambiamenti significativi nelle modalità di impiego di tali sottomarini.
Quello che sappiamo con certezza ora è che due dei futuri sottomarini di classe Virginia Block V della Marina statunitense saranno sprovvisti del sistema VPM, e il secondo sarà una versione altamente specializzata per la guerra dei fondali marini, completamente diversa da qualsiasi altra.
Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (DoD) ha assegnato un contratto a General Dynamics Electric Boat (GDBE) e al cantiere navale Newport News Shipbuilding di Huntington Ingalls Industries (HII) per supportare la costruzione di altri due sottomarini d'attacco rapido a propulsione nucleare (SSN) di classe Virginia Block V.
La costruzione degli SSN 812 e 813 era inizialmente prevista per l'anno fiscale 2024. Inoltre, il contratto comprenderà anche investimenti per migliorare la produttività nei cantieri navali e per il supporto alla forza lavoro destinata ai programmi per le navi a propulsione nucleare.
Se tutte le opzioni verranno esercitate, il Dipartimento della Difesa fornirà più di 12 miliardi di dollari alla sola GDBE, e fino a 17 miliardi di dollari se tutte le opzioni verranno esercitate, mentre HII otterrà 1,2 miliardi di dollari.
VIRGINIA Block V
La US NAVY ha acquisito sottomarini nucleari della classe Virginia (SSN-774) a partire dal 1998, e ne ha acquistati complessivamente 40 fino al 2024. Attualmente, sono in servizio attivo 24 sottomarini nucleari d'attacco (SSN), mentre altri 16 devono ancora essere consegnati. La prossima importante novità di questa classe di sottomarini è l'integrazione del modulo di carico utile Virginia (VPM), a partire dalla seconda unità Block V, la USS Arizona (SSN 803), attualmente in costruzione. Il VPM incorpora quattro tubi di carico utili aggiuntivi di grande diametro in una nuova sezione dello scafo situata a centro nave, il che rende lo scafo modernizzato 84 piedi più lungo rispetto alla precedente versione da 377 piedi. I sottomarini Block V hanno anche una larghezza di 34 piedi e un dislocamento in immersione di circa 10.200 tonnellate. Ciascun tubo di carico utile VPM è in grado di trasportare sette missili da crociera Tomahawk, per un totale di 28 missili per VPM. Tuttavia, la Marina sta anche introducendo miglioramenti acustici e di altro tipo al progetto Block V, con l'obiettivo di mantenere la superiorità di questo progetto rispetto ai sottomarini russi e cinesi. In teoria, con un ritmo di produzione di due sottomarini all'anno, ogni SSN dovrebbe avere un costo stimato di circa 4,5 miliardi di dollari. Nel bilancio proposto dalla Marina per l'anno fiscale 2025, la forza armata richiede un sottomarino classe Virginia, che sarebbe il 41° della classe, con un costo previsto di 5,8 miliardi di dollari. Tuttavia, la Marina afferma che circa 1 miliardo di dollari di tale importo è destinato a materiali e attrezzature per conformarsi al progetto futuro, portando il costo stimato del sottomarino richiesto a circa 4,8 miliardi di dollari.
Dal block IV, al V e al VI
Di recente, la Marina degli Stati Uniti ha raggiunto la metà del programma Virginia Block IV con la messa in servizio della USS Iowa (SSN 797). Nel frattempo, quasi tutte le imbarcazioni Block V sono attualmente in costruzione, mentre la Marina statunitense sta già investendo nel Block VI, con il Dipartimento della Difesa che ha stanziato 1 miliardo di dollari per l'approvvigionamento di materiali a lungo termine alla fine di marzo 2025. Il progetto dovrebbe essere completato entro settembre 2035. Non è chiaro di quali materiali si tratti o se si tratti di componenti futuri specifici del progetto Block VI, sebbene sia improbabile. Quel che è certo, tuttavia, è che il Block VI incorporerà anche la maggiore potenza di fuoco offerta dal VPM. All'inizio di aprile 2026, BAE Systems si è aggiudicata un contratto governativo del valore di 70 milioni di dollari per la produzione dei tubi per il Block VI.
IL NOSTRO PENSIERO
Si vis pacem, para bellum (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia.
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà: altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE".
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: SEMPRE!
Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.
(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, TWZ, Naval-Technology, Covert-Shores, WIKIPEDIA, You Tube)
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.
Nave Trieste (L 9890) è un'unità d'assalto anfibio multiruolo (LHD - Landing Helicopter Dock) in servizio per la Marina Militare Italiana.
Costruita da Fincantieri nei cantieri di Castellammare di Stabia, è la più grande nave militare italiana costruita dal secondo dopoguerra. Entrata ufficialmente in servizio a fine 2024, sostituisce la portaerei Giuseppe Garibaldi ed è progettata per proiettare e supportare forze anfibie, eseguire operazioni aeree e fornire assistenza umanitaria.
Il rinnovamento in atto della flotta genera ricadute significative per la cantieristica nazionale e per l'economia locale, attestando il ruolo fondamentale della Marina Militare nel promuovere il benessere e la prosperità del Sistema Paese. Nell'ambito della modernizzazione dello Strumento Militare, emerge come assoluta novità Nave TRIESTE, la prima unità del suo genere realizzata dalla cantieristica italiana. Questa Unità d'assalto anfibio multiruolo, per molti aspetti pionieristico, rappresenta un'eccellenza tecnica con avanzate capacità di proiezione e di condurre operazioni di assalto anfibio, garantendo una prolungata permanenza in area operativa grazie alla sua elevata autonomia logistica.
Nave TRIESTE è la più grande unità mai costruita per la Marina Militare dalla cantieristica nazionale (dal 2° dopoguerra a oggi), simboleggiando un traguardo significativo nell'evoluzione tecnologica e operativa della Forza Armata. Con oltre 1000 posti letto, un ponte di volo di circa 230 metri e la capacità di condurre l'intero spettro delle operazioni anfibie proiettando e supportando un battaglione di 600 fucilieri. Il ponte garage, inoltre, dispone di 1.200 metri lineari destinati ad accogliere veicoli gommati e cingolati, sia civili che militari, consolidando il ruolo della nave come elemento strategico di supporto e versatilità.
Nave TRIESTE è una nave all'avanguardia, progettata e costruita per rappresentare il meglio della tecnologia navale italiana. Concepita come una Landing Helicopter Dock (LHD), combina diverse capacita operative, tra cui trasporto truppe, supporto logistico e operazioni aeree. È una dimostrazione del know-how industriale italiano e delle capacità dei cantieri navali nazionali nell'integrare sistemi complessi e innovativi.
Il ruolo principale di Nave TRIESTE è quello di Unità Anfibia Multiruolo, una piattaforma progettata per supportare operazioni di sbarco e proiezione di forza dal mare e sul mare in aree di crisi.
Nave Trieste dipende organicamente ed operativamente, per il tramite della Terza Divisione Navale (COMDINAV TRE) dal Comando in Capo della Squadra Navale (CINCNAV).
Grazie a un ampio bacino allagabile interno, l'unità è in grado di operare come una vera e propria base mobile per operazioni di sbarco, garantendo la capacità di proiettare, anche oltre l'orizzonte, forze significative in qualsiasi ambiente operativo.
Inoltre, tra i punti di forza di Nave TRIESTE emerge la sua versatilità operativa che le permette di adattarsi rapidamente a situazioni diverse, dall'intervento militare alla gestione di emergenze umanitarie.
Nave TRIESTE è la nave ammiraglia dell'Amphibious Task Group (ATG) che insieme al Carrier Strike Group (CGS avente per ammiraglia Nave Cavour) compone l'Expeditionary Task Force (ETF), la parte operativa della squadra navale italiana.
L'unità non è solo un asset strategico per la Marina Militare, ma rappresenta anche un investimento nel futuro della difesa e della tecnologia. È un esempio concreto di come l'Italia possa contribuire attivamente alla sicurezza e alla stabilità internazionale, mantenendo al contempo una solida presenza nei mercati tecnologici globali.
La preminenza del ruolo anfibio di nave Trieste non solo rafforza la capacità di proiezione di forza dell'Italia, ma rappresenta anche un elemento centrale per garantire la sicurezza marittima nazionale e internazionale. Con Nave TRIESTE, l'Italia si colloca tra i Paesi capaci di operare efficacemente in scenari anfibi, assicurando un'ampia flessibilità operativa e una risposta rapida alle sfide del mondo contemporaneo.
In qualità di Nave d'assalto anfibio, Nave TRIESTE potrà ospitare gli staff di comando previsti dalla dottrina anfibia, come il Commander Amphibious Task Force (CATF) e il Commander Landing Force (CLF). Sarà quindi in grado di condurre operazioni anfibie, inclusi movimenti nave-terra anche oltre l'orizzonte (oltre 24 miglia dalla costa) con supporto C4I, supporto logistico e sanitario di livello Role 2E (enhanced), espandibile tramite integrazione di assetti sanitari aggiuntivi. L'ospedale di bordo è attrezzato con sale chirurgiche, radiologia, laboratori di analisi, servizio dentistico e una zona degenza per 27 ricoveri gravi, con ulteriori posti disponibili in moduli container equipaggiati.
Le capacità sanitarie Role 2 NATO Enhanced di nave Trieste consistono:
2 sale operatorie;
TAC;
Radiologia;
Laboratorio analisi;
Gabinetto odontoiatrico;
Trattamento ustionati (convertibile in isola neonatale);
Area Triage con 10 postazioni (espandibile in hangar);
Consultorio psicologico (convertibile per trattamenti fisioterapici).
Nave TRIESTE offre avanzate capacità di proiezione strategica per situazioni operative sia militari che umanitarie. In situazioni di emergenza, sarà pronta a collaborare con la Protezione Civile, fornendo assistenza sanitaria, acqua potabile e alimentazione elettrica. L'Unità sarà impiegata anche in operazioni di evacuazione di connazionali e supporto umanitario.
Nave TRIESTE potrà anche operare come Alternate Carrier Vessel, idonea a supportare la componente Aerotattica di 5a generazione basata su velivoli F-35B, rafforzando così le capacità operative della Marina Militare.
La nave d'assalto Anfibio Multiruolo Trieste riprende il nome della città giuliana e dell'incrociatore pesante classe Trento affondato per bombardamento aereo il 10 Aprile 1943.
CARATTERISTICHE TECNICHE DELLA LHD TRIESTE:
Lunghezza: 245 metri.
Larghezza: 36 metri.
Dislocamento: Circa 38.000 tonnellate a pieno carico.
Propulsione: Sistema CODOGOL (Combinato Diesel-Gas-Elettrico) per massima efficienza.
Velocità massima: Oltre 25 nodi.
APPARATO MOTORE
L'apparato propulsivo di Nave Trieste (L 9890), l'unità d'assalto anfibio multiruolo (LHD) della Marina Militare Italiana, impiega due turbine a gas Rolls-Royce MT30.
L'architettura complessiva del sistema è di tipo CODOGOL (Combined Diesel Or Gas turbine Or eLettric propulsion), una configurazione ibrida d'avanguardia che offre la massima flessibilità operativa e un ridotto impatto ambientale.
Caratteristiche delle Turbine a Gas
Modello: Rolls-Royce MT30 (derivazione aeronautica dal motore Trent 800 dei Boeing 777).
Potenza: 38 MW (circa 52.000 CV) ciascuna, per un totale di 76 MW generati dalle sole turbine.
Ruolo operativo: Vengono ingaggiate per le operazioni di riposizionamento veloce ed esprimono la massima potenza utile a far raggiungere alla nave la velocità massima di 25 nodi.
Punto di forza: L'MT30 è una delle turbine marine più potenti al mondo e si distingue per l'altissima densità di potenza in spazi contenuti.
Gli Assetti Propulsivi della Nave
La propulsione agisce su due assi con eliche a pale orientabili e si divide in tre regimi di utilizzo principali:
Assetto Elettrico (fino a 10 nodi): Utilizza due motori elettrici General Electric da 2,25 MW l'uno. È ideale per operazioni anfibie, di volo e transiti in aree a restrittiva tutela ambientale.
Assetto Diesel (fino a 18 nodi): Sfrutta due motori diesel principali MAN 20V32/44CR da 12 MW ciascuno per i trasferimenti a velocità di crociera.
Assetto a Gas (fino a 25 nodi): Disconnette i diesel per attivare le due turbine a gas Rolls-Royce MT30 quando serve il massimo dello spunto e della velocità.
La generazione elettrica di bordo per i sistemi nave e la propulsione elettrica è invece demandata a quattro gruppi elettrogeni diesel separati MAN 9L32/44CR da 5,4 MW ciascuno.
Capacità Operative e Mezzi:
Componente Aerea: Il ponte di volo è dotato di ski-jump. Può operare con elicotteri pesanti (EH101, NH90) e caccia di quinta generazione F-35B a decollo corto e atterraggio verticale.
Capacità Anfibia: Dispone di un bacino allagabile interno di 55x15 metri. Ospita fino a 4 mezzi da sbarco tipo LCM o in alternativa hovercraft LCAC.
Trasporto Truppe e Veicoli: Può alloggiare oltre 1.000 persone. Dispone di un ponte garage da 1.200 metri lineari per blindati e veicoli pesanti.
Funzione Umanitaria (Dual Use): Include un ospedale di bordo completo con sale operatorie, laboratori e terapia intensiva per emergenze civili.
SISTEMI RADAR E SENSORI IMBARCATI
La nave d'assalto anfibio multiruolo LHD Trieste (L 9890) della Marina Militare Italiana è equipaggiata con una suite di sensori radar e sistemi d'arma di ultimissima generazione. La sua architettura tecnologica, sviluppata in gran parte da Leonardo, le permette di operare come nave comando e di garantire una sofisticata difesa a strati.
La componente radar del Trieste rappresenta lo stato dell'arte della tecnologia AESA (Active Electronically Scanned Array) ed è ottimizzata per la scoperta a lungo raggio e la sorveglianza volumetrica:
Kronos Power Shield (AESA in Banda L): Un potentissimo radar digitale rotante per la sorveglianza a lunghissimo raggio. Ha una portata strumentale che varia dai 1.500 a oltre 2.000 km, ideale per il tracciamento di minacce balistiche e scopi di allerta precoce.
Kronos Dual Band Radar (DBR): Sistema multifunzione a facce fisse che opera in banda C e banda X. Gestisce simultaneamente la sorveglianza aerea/di superficie e la guida dei sistemi d'arma.
Leonardo PAR SPN-720: Radar di approccio di precisione (Precision Approach Radar). Gestisce in sicurezza le operazioni di atterraggio e appontaggio dei velivoli in condizioni meteo avverse.
IFF SIR-M-PA: Radar secondario deputato all'identificazione sicura di navi e aeromobili amici o nemici (Identification Friend or Foe).
IL RADAR AESA KRONOS POWER SHIELD
Il KRONOS® Power Shield di Leonardo è un avanzato radar multifunzione ad assetto variabile (AESA) completamente digitale che opera in banda L/D (frequenze tra 1 e 2 GHz).
Questo sensore di ultima generazione è progettato per la sorveglianza a lunghissimo raggio e per la difesa contro i missili balistici tattici (TBM) ed Air-Breathing Threats (ABT).
Caratteristiche Tecniche Principali del radar AESA Kronos Power Shield
Tecnologia Fully Digital: Utilizza moduli d'antenna basati su Digital Active Tiles (DAT) in Nitruro di Gallio (GaN).
Portata Strumentale: Rileva bersagli aerodinamici fino a 400 km e missili balistici fino a oltre 1.500 km.
Volume di Ricerca: Offre una copertura di 360° in modalità rotante (15 giri al minuto) o focalizzata su singoli settori in modalità fissa (stared).
Capacità di Tracciamento: Gestisce simultaneamente più di 1.000 tracce aggiornando i dati ogni secondo in modalità fissa o ogni 4 secondi in rotazione.
Forma d'Onda Brevettata: Sfrutta la tecnologia Extended Long Range (ELR) per discriminare i booster dei missili dai veicoli di rientro ad altissime quote.
Varianti e Applicazioni Operative del radar Kronos Power Shield
Il sistema nasce per l'ambiente navale ma si è rapidamente esteso al dominio terrestre:
Versione Navale: Costituisce il pilastro della difesa aerea a lungo raggio della LHD Trieste della Marina Militare Italiana ed equipaggia le unità LPD della Marina del Qatar.
Versione Terrestre (Land/Ground Shield): Sviluppato nell'ambito del programma nazionale Michelangelo Dome, funge da sensore per la difesa missilistica integrata a lungo raggio. Le sue evoluzioni mobili (MLRR) e fisse (GBR) sono destinate a sostituire i sistemi radar legacy come il RAT-31DL.
KRONOS DUAL BAND RADAR (DBR)
l KRONOS Dual Band Radar (DBR) è un avanzato sistema radar navale multifunzione a facce fisse sviluppato da Leonardo. Rappresenta la punta di diamante della famiglia di radar KRONOS.
Questo sensore unisce in un'unica suite due distinte architetture di tipo AESA (Active Electronically Scanned Array): il KRONOS Quad (quattro pannelli fissi operanti in banda C) e il KRONOS StarFire (quattro pannelli fissi operanti in banda X). Il sistema è imbarcato sulle navi della Marina Militare Italiana, nello specifico sui Pattugliatori Polivalenti d'Altura (PPA) della classe Paolo Thaon di Revel in configurazione "Full Combat".
Architettura e Componenti Principali del sistema AESA KRONOS QUAD
L'intero impianto radar si basa su componenti interamente a stato solido coordinati da un unico software centrale:
KRONOS Quad (Banda C): Composto da quattro antenne planari fisse. È deputato principalmente alla sorveglianza aerea a lungo raggio (fino alla classe ABT) e alla scoperta a corto/medio raggio di missili balistici (TBM).
KRONOS StarFire (Banda X): Sfrutta quattro pannelli speculari. È ottimizzato per compiti ad altissima precisione come la direzione del tiro, il tracciamento ravvicinato di bersagli veloci e la guida missilistica.
System Manager: Definito il "cervello" del radar. Questo software gestisce in tempo reale le risorse dei sensori, allocando dinamicamente l'energia e riducendo al minimo le interferenze elettromagnetiche reciproche.
Caratteristiche Operative e Funzionalità del radar Kronos Quad
La combinazione simultanea e integrata delle frequenze X e C permette al KRONOS Dual Band di operare efficacemente in molteplici scenari complessi:
Il sistema ha ampiamente dimostrato le proprie capacità sul campo durante esercitazioni internazionali, confermando le prestazioni nel tracciamento continuo di minacce balistiche a corto raggio fino al punto di impatto.
SISTEMI DI DIFESA AEREA
L'armamento del Trieste è configurato per garantire una protezione ravvicinata d'élite contro minacce asimmetriche, missili e aeromobili:
3 Cannoni Leonardo 76/62 Super Rapido: Posizionati per coprire ogni settore della nave (due a prua e uno a poppa). Sono equipaggiati con il sistema Davide/Strales per l'impiego di munizionamento guidato anti-missile e sono predisposti per i proiettili a lungo raggio Vulcano. Il Leonardo 76/62 Super Rapido (SR) è un cannone navale leggero a fuoco rapido da 76 mm, progettato originariamente da OTO Melara (oggi parte della divisione elettronica di Leonardo S.p.A.). Considerato lo standard globale di riferimento per le artiglierie navali di medio calibro, questo sistema d'arma è in servizio attivo presso oltre 53 marine militari mondiali. La sua incredibile versatilità gli consente di operare contemporaneamente come sistema di difesa aerea, anti-superficie, anti-missile a corto raggio (CIWS) e per il bombardamento costiero.
Caratteristiche Tecniche Principali del cannone imbarcato Leonardo Super Rapido cal.76/62
Il cuore del sistema risiede nelle sue elevate prestazioni cinematiche e nella ricarica automatizzata:
Cadenza di tiro: Fino a 120 colpi al minuto (2 colpi al secondo).
Calibro: 76,2 mm con una canna lunga 62 calibri (circa 4,72 metri).
Peso a secco: 7.900 kg (senza munizioni).
Elevazione: Da -15° a +85°.
Velocità di brandeggio: 60°/s (elevazione 35°/s).
Capacità del magazzino: 80 colpi pronti al fuoco sulla torretta.
Evoluzioni e Varianti Tecnologiche del 76/62
Nel corso degli anni, il sistema ha integrato moduli tecnologici all'avanguardia:
Multi-Feeding (MF): Un sistema a doppio magazzino (38+38 colpi) per selezionare e alternare istantaneamente il tipo di munizione in base alla minaccia.
Sistema Strales / Davide: Un modulo radar che guida proiettili speciali sub-calibrati DART (Driven Ammunition Reduced Time of Flight). Questo trasforma il cannone in uno scudo antimissile ultra-preciso capace di intercettare minacce asimmetriche (come droni e missili antinave veloci) fino a 8 km.
Guscio Stealth: Una cupola geometrica progettata per ridurre drasticamente la tracciabilità radar (RCS) dell'intera nave.
Versione Sovraponte: Una variante alleggerita del 30-40% che si installa interamente sopra il ponte della nave senza penetrare lo scafo sottostante, ottimizzando gli spazi interni per unità navali più piccole.
Gamma di Munizionamento
Oltre ai proiettili standard NATO (esplosivi, perforanti e a frammentazione), il Super Rapido impiega due munizioni avanzate prodotte da Leonardo:
DART: Proiettili guidati in radiofrequenza con alette canard, ideali per la distruzione di bersagli altamente manovrabili. Gittata d'ingaggio fino a circa 5-8 km.
VULCANO 76: Munizionamento a raggio esteso guidato (GLR) con GPS/IMU che estende la gittata massima del cannone fino a 40 km per attacchi costieri millimetrici.
MITRAGLIERE IMBARCATE PER IL CONTRASTO DI USV E DRONI UAV
Dotazione di 3 Torrette mitragliere a controllo remoto da 25mm: Sistemi d'arma per la difesa ravvicinata contro minacce asimmetriche (piccole imbarcazioni, barchini o droni d’attacco).
ARMAMENTO MISSILISTICO IMBARCATO
Predisposizione VLS (Silos di Lancio Verticale): Lo scafo è strutturato per integrare in futuro sistemi di lancio verticale VLS Sylver A50 per l'impiego di missili superficie-aria della famiglia Aster. L'armamento missilistico della nave d'assalto anfibio LHD Trieste (L 9890) della Marina Militare è incentrato sul sistema di lancio verticale VLS Sylver.
La configurazione prevede moduli per un totale di 16 celle di lancio verticale (espandibili fino a 32 celle). Il sistema permette alla nave di operare una difesa aerea e antimissile stratificata e avanzata:
Sistemi VLS installati: Predisposizione e presenza di 2 moduli da 8 celle ciascuno del tipo Sylver A50.
Missili impiegati: Famiglia Aster 15 e Aster 30 (compresa la versione a lungo raggio NT, New Technology) per l'intercettazione di velivoli, droni e missili antinave.
Capacità futura (Quad-Pack): Integrazione del missile a corto-medio raggio CAMM-ER, che consente di alloggiare fino a 4 vettori per singola cella, aumentando notevolmente la saturazione difensiva.
MISSILI ASTER B1 NT
L'Aster 30 B1 NT (New Technology) è il più avanzato missile intercettore superficie-aria a lungo raggio di nuova generazione sviluppato dal consorzio europeo Eurosam (joint venture tra MBDA e Thales).
Rappresenta l'evoluzione tecnologica fondamentale per la difesa aerea e missilistica integrata di Italia, Francia e Regno Unito.
Caratteristiche Tecniche Principali dei missili ASTER B1 NT:
Gittata Estesa: Copre distanze superiori a 150 km.
Velocità Massima: Supera Mach 4.5.
Massa e Dimensioni: Peso di 450 kg, lunghezza di 4.9 metri e diametro di 180 mm.
Guida Terminale Radica: Integra un rivoluzionario cercatore in banda Ka attivo che sostituisce la vecchia banda Ku, aumentando la precisione di tracciamento contro bersagli furtivi.
Capacità Operative e Minacce Contrastate
Il sistema è progettato per operare in scenari ad altissima saturazione elettronica ed è in grado di discriminare le testate reali dalle esche. Garantisce una protezione ad ampio spettro contro:
Missili Balistici Tattici: Intercettazione di vettori con raggio d'azione fino a 1.500 km (come i sistemi della classe Scud-B o equivalenti).
Minacce Ipersoniche: Capacità di ingaggio contro armi ipersoniche di prima generazione e Hypersonic Glide Vehicles.
Velivoli e Droni: Massima efficacia contro caccia di ultima generazione, missili da crociera sea-skimming e sciami di droni.
Super-Manovrabilità: Sfrutta il collaudato sistema di controllo dinamico "PIF-PAF" (spinta vettoriale laterale e aerodinamica) per eseguire virate fino a 60G nella fase finale di impatto diretto (hit-to-kill).
Integrazione e Piattaforme del sistema Aster B1 NT
L'Aster 30 B1 NT è una munizione comune concepita sia per applicazioni terrestri che navali utilizzando i lanciatori verticali Sylver A50/A70:
Difesa Terrestre: Costituisce il pilastro del nuovo sistema mobile SAMP/T NG (New Generation), integrato con radar avanzati come il Kronos Grand Mobile (Italia) e il Groundfire 300 (Francia). Il sistema è schierabile e operativo in meno di 30 minuti.
Difesa Navale: Equipaggerà le unità navali aggiornate della Marina Militare Italiana (come i cacciatorpediniere classe Orizzonte e i PPA/Pattugliatori Polivalenti d'Altura) e della Marine Nationale francese, oltre ad essere integrato nel sistema Sea Viper dei cacciatorpediniere Type 45 della Royal Navy britannica.
COMPOSIZIONE DEL GRUPPO DI VOLO IMBARCATO
Oltre ai sistemi imbarcati nello scafo, la principale capacità offensiva e di proiezione della LHD Trieste è costituita dal suo ponte di volo dotato di Ski-Jump:
Caccia di 5ª generazione F-35B: Velivoli STOVL (decollo corto e atterraggio verticale) capaci di condurre missioni d'attacco e superiorità aerea.
VELIVOLI STEALTH F-35B STOV/L
L'F-35B Lightning II è il primo caccia stealth supersonico al mondo con capacità STOVL (Short Take-Off and Vertical Landing), in grado di effettuare decolli brevi e atterraggi verticali.
Sviluppato da Lockheed Martin insieme a partner chiave come BAE Systems e Northrop Grumman, questa variante è stata progettata specificamente per operare da navi portaerei a ponte corto, unità d'assalto anfibio e piste d'atterraggio improvvisate o danneggiate.
Il Sistema di Propulsione Rolls-Royce LiftSystem
Il segreto della transizione dal volo supersonico alla modalità di volo stazionario risiede nel rivoluzionario sistema di propulsione Rolls-Royce LiftSystem integrato al motore principale Pratt & Whitney F135:
Lift Fan Frontale: Posizionata direttamente dietro l'abitacolo, questa ventola contro-rotante viene collegata meccanicamente all'albero del motore principale tramite una frizione. Aspira aria fredda dall'alto generando una spinta verticale priva di calore, che evita il surriscaldamento delle piste o dei ponti di volo.
Ugello Posteriore Orientabile (3BSD): L'ugello di scarico principale (Three-Bearing Swivel Duct) può ruotare verso il basso fino a 95 gradi in soli 2,5 secondi, deviando l'intera spinta del motore verso il suolo.
Roll Posts Alari: Due condotti posizionati sotto le ali deviano l'aria bypassata dal motore per controllare il rollio e garantire la stabilità laterale del velivolo durante il volo a bassa velocità o in stazionamento.
Vantaggi Tattici e Impiego Operativo
La capacità STOVL offre una flessibilità strategica senza precedenti negli scenari di guerra moderna:
Operazioni "Austere": Permette il rischieramento in basi avanzate prive di lunghe piste asfaltate, incluse autostrade, come testato in recenti esercitazioni.
Persistenza e Reattività: Riduce drasticamente i tempi di reazione e aumenta il tasso di sortite aeree operando a ridosso della linea del fronte.
Impiego in Italia: Sia la Marina Militare che l'Aeronautica Militare italiana utilizzano la variante F-35B. La Marina li impiega a bordo della portaerei Cavour e della nuova unità Trieste per garantire una capacità di proiezione dal mare di quinta generazione.
Differenze Chiave con le Altre Varianti
Per via del voluminoso sistema Lift Fan, la variante B presenta alcune differenze strutturali rispetto ai modelli A e C:
Capacità di Carburante: Ridotta di circa il 28% rispetto all'F-35A a causa dello spazio occupato dalla ventola interna.
Armamento: Non dispone del cannone interno da 25mm (può comunque montare un pod esterno dedicato) e ha una capacità di carico nei vani interni leggermente inferiore.
Fattore di Carico: Limitato a 7G di accelerazione massima, rispetto ai 9G della variante a decollo convenzionale (F-35A).
ELICOTTERI IMBARCATI PER LA GUERRA ASW, ANTI-NAVE e per l’ELIASSALTO
Elicotteri pesanti e medi: Flotta composta da velivoli EH101 e NH90 per la lotta antisommergibile, il trasporto truppe e le operazioni di ricerca e soccorso.
ELICOTTERI LEONARDO EH-101
Il Leonardo AW101 (originariamente noto come EH-101) è un elicottero multiruolo medio-pesante da 15 tonnellate, propulso da tre turbine e impiegato su scala globale sia in ambito militare che civile. Nato negli anni '80 da una collaborazione industriale (Joint Venture EH Industries) tra l'italiana Agusta e la britannica Westland Aircraft, il programma è oggi interamente gestito da Leonardo Elicotteri.
In seguito alla ridenominazione commerciale avvenuta nel 2007, la sigla ufficiale è diventata AW101, sebbene molti operatori storici e le forze armate del Regno Unito continuino a identificarlo con il nome di Merlin.
Versioni e Principali Impieghi
L'elicottero si distingue per una cabina di carico eccezionalmente spaziosa (fino a 30 soldati o un veicolo leggero), una rampa d'accesso posteriore e una spiccata modularità che permette di configurarlo per diverse tipologie di missione:
Guerra Navale (ASW/ASuW): Utilizzato per la caccia ai sottomarini (Anti-Submarine Warfare) e il contrasto alle navi di superficie (Anti-Surface Warfare), equipaggiato con siluri, missili antinave e sonar filabili.
Ricerca e Soccorso (SAR / CSAR): Sfruttato per il soccorso a lungo raggio in ambienti estremi. L'Aeronautica Militare Italiana opera la variante HH-101A "Caesar" per il Combat SAR e le operazioni speciali, dotata di sonda per il rifornimento in volo.
Trasporto Tattico e Utility: Impiegato per lo spostamento di truppe d'assalto, l'evacuazione medica (MEDEVAC) e il trasporto logistico pesante.
ELICOTTERI NHIndustries NH90
L'NH90 è un elicottero militare biturbina multiruolo di medie dimensioni, celebre per essere il primo aeromobile al mondo interamente controllato tramite sistema fly-by-wire e costruito per circa l'80% in materiali compositi.
È sviluppato dal consorzio europeo NHIndustries, formato da Leonardo Elicotteri, Airbus Helicopters e GKN Fokker.
Aggiornamenti Recenti e Futuro del Programma (2026)
Configurazione Block 1 / SWR3: Il 21 luglio 2026, un elicottero SH90 della Marina Militare italiana ha completato con successo il primo volo nello standard Software Release 3. Questo aggiornamento introduce per la prima volta su un elicottero il sistema di trasmissione dati aereo Datalink 22.
Studi per il Block 2: Ad aprile 2026, NHIndustries ha siglato un contratto da 15 milioni di euro con l'agenzia NAHEMA per avviare lo studio dell'architettura del futuro "Block 2", che estenderà la vita operativa della flotta oltre il 2040.
Primo Standard 2 per Forze Speciali: A fine luglio 2026, Airbus Helicopters ha consegnato alla Francia il primo dei 18 NH90 TTH ordinati in configurazione Standard 2. Questa versione include optronica avanzata Safran Euroflir 410D, mappe digitali di nuova generazione e portelloni modificati per armamento pesante.
Come già evidenziato, il gruppo di volo imbarcato della LHD Trieste (L 9890) è composto da una componente flessibile e multiruolo di aeromobili ad ala fissa e ala rotante, configurata in base alla tipologia di missione. La nave è strutturata per rispondere a requisiti anfibi, ma è dotata di uno ski-jump che le permette di operare come portaerei secondaria (Alternate Carrier Vessel).
La capacità massima di imbarco della nave è stimata fino a un massimo di 20-32 aeromobili complessivi a seconda del mix tattico tra ponte di volo e hangar:
Componente Jet (Ala Fissa): Caccia di 5ª generazione Lockheed Martin F-35B Lightning II (versione STOVL a decollo corto e atterraggio verticale). In configurazione esclusivamente aerea, la nave può ospitare una dozzina o più di caccia F-35B. Il ponte è rivestito con uno strato protettivo metallico (thermal metal spray) per resistere ai flussi termici dei motori dei jet.
Componente Elicotteri (Ala Rotante): Elicotteri pesanti Leonardo EH-101 e medi NH-90. Questi mezzi vengono impiegati per operazioni d'assalto anfibio (eli-sbarco dei Fucilieri della Brigata Marina San Marco), lotta antisommergibile (ASW), pattugliamento marittimo e missioni di ricerca e soccorso (SAR).
STRUTTURA DEL PONTE E DELL’HANGAR
Ponte di volo: Lungo circa 230 metri, presenta ben 9 punti di decollo e atterraggio per elicotteri pesanti o caccia.
Hangar: Spazio versatile per il ricovero e la manutenzione dei velivoli, collegato al ponte di volo tramite due grandi elevatori laterali per aeromobili con una capacità di carico di 42 tonnellate ciascuno.
I piloti e i tecnici dell'ala fissa provengono dal GRUPAER (Gruppo Aerei Imbarcati) della Marina Militare e dai reparti dell'Aeronautica Militare, nell'ambito dell'integrazione della capacità nazionale di proiezione dal mare.
IL NOSTRO PENSIERO
Si vis pacem, para bellum (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia.
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà: altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE".
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: SEMPRE!
Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.
(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, Marina.Difesa, Forum.Difesa, dott. Giorgio ARRA, WIKIPEDIA, You Tube)