venerdì 13 marzo 2026

IVECO D.V.: Autocarri militari ad alta mobilità Iveco Astra: si tratta di veicoli 4x4, 6x6, 8x8 e 8x8 Prime Mover; dopo vari successi commerciali, sono stati sottoscritti di recente contratti con il Ministero della Difesa Romeno e con quello tedesco; tali mezzi vengono realizzati in 16 differenti sotto-varianti, e caratterizzati dall’impiego di una cabina blindata (montata su circa un terzo della flotta), di un sistema di controllo centralizzato della pressione dei pneumatici, luci oscuranti, motori a doppia alimentazione, argani (per l’auto-recupero) e assi tattici.










https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.









L'Iveco Defence Vehicles S.p.A. (IDV) è una società italiana, divisione di Leonardo, con sede principale a Bolzano che produce veicoli per la difesa e di protezione civile.








Ha sedi secondarie a Piacenza (presso Astra), a Sete Lagoas in Brasile e Vittorio Veneto.

Le origini dell'azienda derivano dalla casa automobilistica Lancia. Mentre stava lavorando attorno al progetto dell'Aprilia, Vincenzo Lancia decideva di aderire ad una iniziativa governativa tesa a promuovere la creazione di un centro industriale a Bolzano, dedicato principalmente alla produzione dei veicoli industriali e, in prospettiva, anche ai mezzi sviluppati su commissione del Regio Esercito. Nel marzo del 1935, l'ufficio tecnico del comune di Bolzano trasmetteva alla direzione della casa torinese la planimetria dell'area su cui sarebbe dovuto sorgere il nuovo impianto. Sei mesi dopo, iniziarono i lavori di costruzione dei primi quattro capannoni e nell'aprile 1937 si concretizzò l'assunzione dei primi impiegati “istruiti” a Torino. Dopodiché; nel giugno 1937, venne avviato il reparto fonderia e il successivo 6 luglio lo stabilimento fu inaugurato.
Iveco Defence Vehicles sviluppa attualmente e produce veicoli speciali destinati a missioni militari, operazioni di peacekeeping e attività di protezione civile.
La produzione dell’azienda comprende:
  • camion logistici e tattici ad alta mobilità;
  • veicoli multiruolo per diverse missioni operative;
  • veicoli protetti con tecnologie avanzate di sicurezza.
L’intera gamma di Iveco Defence Vehicles è progettata per garantire mobilità su qualsiasi terreno e alti livelli di protezione per l’equipaggio.

NUOVI CONTRATTI PER “Iveco Defence Vehicles”

Come rilevato dall’autorevole sito di R.I.D. (Rivista Italia Difesa), di recente Iveco Defence Vehicles ha firmato un contratto con il MoD Romeno per la fornitura di 173 autocarri logistici ad alta mobilità 6x6, dotati di sistema centralizzato CTS di regolazione della pressione degli pneumatici e di verricello per l’auto-recupero. Tali veicoli, sono in grado di essere trasportati per via aerea con il C-130, si aggiungono ai 57 autocarri 6x6 e 8x8 in diverse configurazioni ordinati in precedenza. Inoltre, Iveco DV ne aveva siglato in precedenza un altro con l'Esercito Tedesco per 280 autocarri medi 4x4 Eurocargo Euro 6 MILL 150 E28 WS, dopo averne già consegnato all’Esercito Tedesco circa 1.000 autocarri 4x2, 4x4, 6x2, 6x4, 6x6 e 8x8), tutti già stati intensamente impiegati in aree operative come l’Afghanistan e il Mali.
Nel 2020, Iveco Defence Vehicles aveva confermato di aver sottoscritto un contratto per la fornitura di 942 autocarri alle Forze Armate della Romania; questo ordinativo costituiva un primo ordine per un più ampio accordo quadro comprendente circa 2.900 autocarri: 942 consegnati in quattro anni con 4 tipologie di piattaforme logistiche facenti parte della gamma di autocarri ad alta mobilità Iveco Astra del Gruppo CNH: si tratta di veicoli 4x4, 6x6, 8x8 e 8x8 Prime Mover, realizzati in 16 differenti sotto-varianti, e anche caratterizzati dall’impiego di una cabina blindata montata su circa un terzo della fornitura. Tutti i mezzi sono dotati di sistema di controllo centralizzato della pressione dei pneumatici (Central Tyre Inflation System, CTIS), luci oscuranti, motori a doppia alimentazione, argani (per l’auto-recupero) e assi tattici; offrono una alta mobilità, hanno notevoli capacità di guado e sono compatibili con il trasporto tramite C-130J.  Due precedenti ordinativi per 57 autocarri nel 2015 e per 173 nel 2017, testimoniano la soddisfazione delle Forze Armate Rumene, tedesche (oltre che dell’Esercito Italiano) nei confronti degli autocarri realizzati dall’azienda italiana.
Il progetto avviato da IDV rientra tra i principali programmi di rinnovamento della flotta logistica militare della Romania. L’obiettivo è aggiornare i mezzi destinati al supporto operativo delle Forze Armate.




Le prime due fasi dell’accordo hanno già portato alla consegna di numerosi veicoli. 
In particolare:
  • 942 camion militari nella prima tranche;
  • 1.107 veicoli logistici consegnati tra il 2023 e il 2026;
  • Con i 860 camion della terza tranche, la flotta logistica delle Forze Armate rumene sarà ulteriormente rafforzata.
I veicoli forniti alla Romania appartengono alla gamma High Mobility di Iveco Defence Vehicles, progettata per operare in condizioni operative particolarmente impegnative.

Questi camion militari sono sviluppati per garantire:
  • elevata mobilità su terreni difficili;
  • capacità di trasporto logistico per operazioni militari;
  • affidabilità in scenari operativi complessi;
  • sicurezza avanzata per l’equipaggio.
Circa un terzo dei nuovi veicoli sarà dotato di cabina blindata, aumentando il livello di protezione durante le missioni.

Iveco Defence Vehicles rafforza la presenza nei programmi militari europei

La fornitura di oltre 2.900 camion militari alla Romania conferma il ruolo di Iveco Defence Vehicles tra i principali produttori europei di veicoli logistici militari ad alta mobilità. Un programma di grandi dimensioni. Che consolida ulteriormente la presenza dell’azienda nel settore.
Negli ultimi anni Iveco Defence Vehicles ha firmato contratti anche con altri eserciti europei. Accordi legati ai programmi di ammodernamento delle flotte militari. Un segnale della crescente domanda di mezzi logistici moderni.

Tra i programmi più rilevanti:
  • Esercito Italiano, con un accordo per 1.453 camion militari nel 2024, ampliato nel 2025 con 658 veicoli aggiuntivi;
  • Paesi Bassi, che nel maggio 2025 hanno firmato un contratto per 785 mezzi logistici.

La Bundeswehr e Iveco Defence Vehicles hanno firmato vari contratti per la fornitura di autocarri Trakker, con consegne previste tra il 2016 e il 2019. 


L’offerta italiana era stata giudicata la migliore sia dal punto di vista tecnico che economico.
Il contratto ha previsto la fornitura di veicoli 8×8 della gamma di autocarri militarizzati Trakker di Iveco, offerti in cinque diverse configurazioni, tra cui varie tipologie di allestimento per il trasporto di container ISO, alcune dotate di gru idraulica e verricello, e rappresenta il passo successivo del cosiddetto progetto di approvvigionamento GTF dell'esercito tedesco.
Tutti i veicoli erano dotati di una cabina protetta che attualmente offre tra i migliori livelli di protezione balistica, contro mine e ordigni esplosivi improvvisati (IED) della sua categoria. Queste cabine offrono inoltre un elevato livello di comfort per l'equipaggio e sono progettate per ospitare una varietà di moderni sistemi di comunicazione e comando militari.
Nell'ultimo decennio, Iveco Defence Vehicles ha consegnato all'esercito tedesco oltre 1.000 veicoli della sua ampia gamma di prodotti (4×2, 4×4, 6×2, 6×4, 6×6 e 8×8), tra cui 250 autocarri pesanti personalizzati, protetti e non protetti, della gamma Trakker in diverse configurazioni (ad esempio GTF 8×8, TEP-90, STW-8×8, Tipper-8×8-FSA, Tractor-6×6-FSA e FTW-6×4), già ampiamente impiegati in vari teatri operativi.


Tra i contratti aggiudicati alla Bundeswehr figurano anche 115 autocarri pesanti per il trasporto di container ISO con sospensioni pneumatiche, basati sul nuovo Trakker 6×6 in versione militarizzata Euro VI per ospedali da campo (sistema MSE).
Questi successi commerciali rappresentano gli ultimi di una serie di traguardi per questa gamma di autocarri robusti e altamente affidabili, che sono stati acquistati in diverse configurazioni dalle forze armate di tutta Europa, tra cui anche Svizzera, Regno Unito, Polonia, Spagna e Italia.








IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, RID, Defence-Blog, Trasporti-Italia, WIKIPEDIA, You Tube)






































 

giovedì 12 marzo 2026

Forze armate iraniane: i Sayyad (صیاد , Hunter) sono una serie di missili terra-aria (SAM) a combustibile solido prodotti dall'Iran.










https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.








Sayyad (persiano : صیاد , Hunter) sono una serie di missili terra-aria (SAM) a combustibile solido prodotti dall'Iran.

Sayyad-1

Sayyad-1 è una variante iraniana del missile terra-aria cinese HQ-2 che utilizza alcuni componenti nazionali.  


E’ un sistema missilistico terra-aria statico, uno sviluppo del sistema russo S-75 (NATO SA-2 Guideline). Il Sayad è anche fortemente influenzato dall'HQ-2 cinese e potrebbe beneficiare del contributo tecnologico nordcoreano. L'Iran ha acquisito missili terra-aria modificati con armi chimiche. Fonti di intelligence occidentali hanno affermato che l'Iran ha acquisito sistemi di difesa aerea SA-2 modificati dalla Corea del Nord. Hanno affermato che Pyongyang ha convertito l'SA-2 da missile terra-aria a missile terra-terra. Il 14 aprile 1999, le forze armate iraniane hanno effettuato con successo un test di un missile terra-aria. Un portavoce del Ministero della Difesa iraniano ha riferito che "il missile è stato in grado di colpire il suo bersaglio a un'altitudine appropriata". Questo missile è stato designato Sayyad-1, dal nome del comandante assassinato Tenente Generale Ali Sayyad-Shirazi. Il portavoce del Ministero della Difesa e della Logistica delle Forze Armate, Keyvan Khosrawi, ha dichiarato che il missile è stato prodotto interamente dall'Organizzazione delle Industrie Spaziali, affiliata al Ministero della Difesa e della Logistica delle Forze Armate. I funzionari del Ministero della Difesa iraniano hanno riconosciuto che il missile Sayyad-1 era un SA-2 di progettazione cinese, ma che era stato almeno parzialmente prodotto in Iran.


Sayyad-2

Il Sayyad-2 è una versione retro-ingegnerizzata e lanciata da un contenitore del missile terra-aria navale RIM-66 Standard Missile (SM-1), che l'Iran ottenne dagli Stati Uniti prima della rivoluzione del 1979.   


Si tratta di una versione aggiornata del sistema Sayyad-1, con maggiore precisione, gittata e potenza difensiva. La gittata del missile Sayyad-2 non è nota. Diverse fonti affermano valori variabili, da 60 km a 120 km. 
Dopo la cerimonia di inaugurazione nel novembre 2013, è diventato chiaro che il missile Sayyad-2 sembrava simile al missile SAM standard SM-2 ma le sue alette di controllo erano simili al missile SAM iraniano a medio raggio TAER-2.  È stato anche annunciato che avrà cooperazione con il sistema S-200 tramite il sistema di interfaccia TALASH-2. Era previsto che il missile Sayyad-2 fosse aggiunto alle fregate iraniane di classe Moudge.  Il ministro della Difesa iraniano ha annunciato che Sayyad-2 copriva il medio raggio e le alte altitudini e aveva un sistema di guida combinato.
Il lanciatore del missile Sayyad-2, che consiste in 4 contenitori in una configurazione 2*2, è una delle cose interessanti di questo nuovo missile terra-aria iraniano perché ha una somiglianza evidente con i lanciatori del sistema SAM americano MIM-104 Patriot. 
Il 17 maggio 2024, i missili Sayyad-2 sarebbero stati avvistati insieme ad Hezbollah dopo un attacco aereo. 
Il sistema missilistico terra-aria statico Sayad-2 è un ulteriore sviluppo della serie Sayad-1, che a sua volta è un'evoluzione del sistema russo S-75 (NATO SA-2 Guideline). Il Sayyad 2 è migliore in termini di precisione, gittata e potenza distruttiva. La serie Sayyad è inoltre fortemente influenzata dall'HQ-2 cinese e potrebbe beneficiare del contributo tecnologico nordcoreano. Altri rapporti non ancora confermati suggeriscono che la serie Sayyad aggiornata sia fortemente influenzata dai missili HAWK e Standard attualmente in dotazione alle forze armate iraniane. Il Sayyad-2 è stato presentato nell'aprile 2011. Nel maggio 2011, il comandante della base di difesa aerea di Khatam ol-Anbia, generale di brigata Farzad Esmayeeli, ha dichiarato all'agenzia di stampa iraniana FNA che il nuovo sistema di difesa aerea Sayyad-2 è stato dispiegato in tutte le unità di difesa aerea dell’Iran.

Variante

Il Mehrab è una versione navale del Sayyad-2.


Sayyad-3

Il Sayyad-3 è un missile simile, ma con una capacità a lungo raggio. Ha un diametro simile al Sayyad-2 ma un corpo più lungo con ali e superfici di controllo diverse. 


In base alle stime attuali, il Sayyad-3 ha una gittata di circa 150-200 km. Il ministro della Difesa iraniano Hossein Dehghan ha dichiarato che la gittata massima è di circa 120 km. Questo missile sarà aggiunto ai sistemi SAM tramite il sistema TALASH-3. Il Sayyad-3 sul Khordad 15 (sistema di difesa aerea) è in grado di rilevare, intercettare e distruggere sei bersagli contemporaneamente. Il sistema è in grado di rilevare aerei da combattimento, missili da crociera e veicoli aerei da combattimento senza pilota (UCAV) da 150 chilometri (93 miglia) di distanza ed è in grado di tracciarli entro un raggio di 120 chilometri (75 miglia) e il missile Sayyad-3, utilizzato dal sistema SAM, ha una gittata di 200 chilometri (120 miglia). Il sistema può anche rilevare bersagli stealth da una distanza di 85 chilometri (53 miglia) e può intercettarli e distruggerli entro un raggio di 45 chilometri (28 miglia). 
Sembra che i due nuovi missili sopra menzionati saranno utilizzati in modo simile al sistema SAM a lungo raggio iraniano Bavar-373, per coprire diverse distanze e altitudini. 


Sayyad-3G

Sayyad-3G è stato rivelato il 21 febbraio 2026; è stato progettato per aiutare la Repubblica Islamica dell'Iran a migliorare la sua difesa aerea navale. 


Il missile, che può funzionare in modo indipendente o come componente di una rete radar integrata, consente l'intercettazione e la distruzione di obiettivi come aerei da combattimento, droni, aerei da pattugliamento e alcuni tipi di missili da crociera, mantenendo la copertura di difesa aerea regionale per le navi di classe Shahid Soleimani. Le navi di classe Shahid Soleimani, come la Shahid Sayyad Shirazi, sono catamarani veloci dotati di sistemi di difesa e missili antinave, e sono equipaggiate con il Sayyad-3G. 


Sayyad-4

Il Sayyad-4 è un missile terra-aria (SAM) sviluppato per l'uso con il sistema di difesa aerea Bavar-373. È stato progettato nel settembre 2014 ed è entrato in produzione nel 2019. Il missile è stato prodotto dalla base di difesa aerea di Khatam al-Anbia e dal Ministero della Difesa. 


Il missile Sayyad-4 ha una lunghezza di 7,5 metri, un diametro di 515 mm, un peso totale di 2.050 chilogrammi e trasporta una testata da 180 chilogrammi. Utilizza la guida inerziale a metà rotta aggiornata tramite collegamento dati e impiega il radar semi-attivo o attivo nella fase terminale. 
Appartiene alla famiglia di missili Sayyad, ma è più grande delle generazioni precedenti e ha subito continui aggiornamenti. Grazie alle sue maggiori dimensioni, utilizza un sistema di lancio verticale e un metodo di lancio a caldo. Il missile utilizza combustibile solido composito ed è dotato di meccanismi di detonazione di prossimità e a impatto diretto. Ha una quota di volo di 27 chilometri (89.000 piedi) e una velocità da Mach 6 a Mach 8.



Sayyad-4B

Il Sayyad-4B è stato presentato il 6 novembre 2022.  È abbinato al sistema di difesa aerea Bavar-373.  Il missile utilizza combustibile solido ibrido e ha ingaggiato con successo un bersaglio a una distanza di oltre 300 chilometri durante i test. In precedenza, la capacità di ingaggio era stata segnalata a 200 chilometri. 


Con l'introduzione del Sayyad-4B, il raggio di rilevamento radar del Bavar-373 è aumentato da 350 a 450 chilometri e il raggio di tracciamento è migliorato da 260 a circa 405 chilometri. L'altitudine di ingaggio è aumentata da 27 a 32 chilometri. Durante i test, un drone bersaglio è stato distrutto a un'altitudine di 40.000 piedi (12 km).










IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, ArmyRecognition, WIKIPEDIA, You Tube)