martedì 21 luglio 2026

Marinha Portuguesa 2029 / 2030: in data 21 luglio 2026, nell’incontro a Roma tra il Primo Ministro portoghese e l’omologa italiana, è stata annunciata la firma dell’accordo tra le rispettive Direzioni Nazionali degli Armamenti per la fornitura di 3 fregate FREMM EVO.












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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.









Marinha Portuguesa

Marinha Portuguesa è una delle componenti delle Forças Armadas de Portugal; la sua missione ha una componente militare, subordinata al comando delle forze armate, ed una non militare subordinata alla Autoridade Marítima Nacional.


La prima battaglia nota della marina portoghese risale al 1180, durante il regno di Alfonso I del Portogallo, quando una flotta comandata dal cavaliere Fuas Roupinho sconfisse una squadra musulmana nei pressi di Cabo Espichel, tentando poi tre volte di conquistare la città di Ceuta; Rupinho morì al terzo tentativo. Durante la Reconquista portoghese la marina attaccò con successo Alcácer do Sal, Silves e Faro e fece incursioni in Andalusia contro il regno arabo di Castiglia.







Il programma FREMM EVO è stato ideato per sviluppare due nuove fregate (versione “EVOLUTION”) a partire dal programma FREMM originale. 

Due nuove unità per la M.M. italiana saranno all’avanguardia nel settore delle navi da difesa, sia dal punto di vista tecnologico che prestazionale, valorizzando i principali sviluppi tecnologici già realizzati nei programmi recenti e migliorando ulteriormente le capacità grazie all’integrazione dei più moderni sistemi anti-drone e di sistemi senza equipaggio su tre domini.
Le Fregate Europee Multi-Missione - Evolution sono l'aggiornamento profondo delle attuali fregate classe Bergamini, progettate da Fincantieri con un forte focus su sensori, difesa antiaerea, anti-drone (C-UAS) e guerra elettronica. 

Le caratteristiche principali includono: 

  • Dimensioni e Prestazioni: Misurano 144,6 metri di lunghezza, hanno un dislocamento di oltre 6.500 tonnellate e raggiungono una velocità massima superiore ai 27 nodi con architettura propulsiva CODLAG;
  • Sensori e Radar: Sono equipaggiate con il nuovo radar fisso a doppia banda di Leonardo (in banda C e X) e suite elettro-ottiche per una copertura a 360°; 
  • Armamento Antiaereo e Missilistico: Dispongono di celle di lancio verticale Sylver A50 e A70 (fino a 32 celle totali) per missili Aster e missili da crociera, integrate dal sistema di combattimento SADOC 4; 
  • Sistema Anti-Drone: Dotate di torrette Leonardo LIONFISH da 30 mm e del sistema C-UAV ADRIAN per neutralizzare minacce aeree ostili di piccole dimensioni; 
  • Capacità Aerea: Hanno un hangar doppio e un ponte di volo in grado di operare fino a due elicotteri (NH90 o AW101) o droni UAS.



In data 21 luglio 2026, nel corso dell’incontro tra il Primo Ministro portoghese Luís Montenegro e l’omologo italiano Giorgia Meloni, tenutosi a Roma, è stata annunciata la firma dell’accordo tra le rispettive Direzioni Nazionali degli Armamenti per la fornitura di 3 fregate FREMM EVO di Fincantieri alla Marina Portoghese, come annunciato dal Ministero della Difesa portoghese in un Comunicato Stampa.

La consegna delle unità è prevista tra il 2029 e 2030. 

L’accordo - definito dal MoD portoghese come "Estado a Estado" - è stato firmato nel corso di un incontro tra i 2 Ministri della Difesa, Nuno Melo e Guido Crosetto, dai rappresentanti della Direzione Generale degli Armamenti di Italia e Portogallo, rispettivamente l’Ammiraglio Giacinto Ottaviani e il Contrammiraglio Antonio Mateus.
Questo investimento nella guerra di superficie oceanica e ASW prevede anche la cooperazione con le industrie della difesa, con un forte coinvolgimento di aziende nazionali, il trasferimento di tecnologia, la riqualificazione dell'Arsenale di Alfeite, nonché un significativo ritorno per l'economia nazionale. 
La decisione rappresenta una parte significativa dell'investimento SAFE (5,8 miliardi di euro) e rappresenta il più grande sforzo di riequipaggiamento delle Forze Armate in una democrazia, e copre tutti i settori: navale, terrestre, aereo – inclusi i droni – e spaziale.
E’ stato rivelato che Fincantieri produrrà inizialmente due fregate FREMM EVO per la Marina Militare Italiana, seguite dalle tre per la Marina Portoghese. La prima unità è già in produzione, mentre la seconda dovrebbe entrare in produzione a breve. Il Portogallo non riceverà gli scafi attualmente in produzione per la Marina Italiana. Le fregate portoghesi avranno la stessa configurazione di base delle FREMM EVO della Marina Italiana, ad eccezione dei sistemi di comunicazione. 

Per quanto concerne l’armamento missilistico antinave, la decisione è ancora in sospeso tra il Teseo Mk2/Evolved di MBDA e l'NSM di Kongsberg Defence & Aerospace.

L’intesa copre l’acquisizione delle fregate, la loro manutenzione, il trasferimento di tecnologia e le altre attività necessarie per garantire l’impiego operativo delle unità per non meno di 30 anni. L’acquisizione delle 3 fregate destinate al Portogallo sarà gestito da OCCAR, che affiderà il contratto a Orizzonte Sistemi Navali (OSN), joint venture tra Fincantieri (51%) e Leonardo (49%). 
Il Portogallo è entrato a far parte di OCCAR lo scorso marzo, proprio per poter partecipare al programma FREMM e a quelli collegati, come il FSAF-PAAMS per i sistemi di difesa antimissile che equipaggiano le fregate.

Le FREMM EVO rappresentano l’ultima evoluzione delle fregate franco-italiane, e montano: 
  • 32 VLS, suddivisi equamente tra SYLVER A50 e A70;
  • il sistema C-UAS ADRIAN di ELT Group (per il contrasto dei droni mini/micro e fino a droni nella categoria dei subtattici, entro i 100 kg; 
  • Il radar pesa KRONOS Dual Band Radar (DBR) di Leonardo in banda C/X (KRONOS QUAD in banda C e KRONOS STARFIRE in banda X); 
  • I sistemi d’artiglieria di cui dispongono, entrambi sviluppati da LEONARDO, sono 2 cannoni SUPER RAPIDO da 76/62 mm e 2 torrette LIONFISH 30 in funzione antidrone.

Le nuove unità saranno dotate: 
  • del missile MdCN di MBDA (Missile de Croisière Naval, anche noto come SCALP NAVAL);
  • disporranno di 16 celle SYLVER A50 (2 complessi da 8 celle);
  • 16 celle A70 (anche in questo caso 2 complessi da 8 celle), per un totale di 32 VLS; 
  • del sistema C-UAV ADRIAN (per il contrasto dei droni mini/micro e fino a droni nella categoria dei subtattici, entro i 100 kg); 
  • del KRONOS Dual Band Radar (DBR) di Leonardo in banda C/X (KRONOS QUAD in banda C e KRONOS STARFIRE in banda X);
  • nel campo antidrone, in aggiunta, le unità saranno dotate di 2 torrette LIONFISH 30, sviluppate da Leonardo proprio per il contrasto (hardkill) degli UAV; 
  • il sistema di combattimento sarà aggiornato con il Combat Management System SADOC 4 (o ATHENA Mk-2, secondo la definizione di Leonardo).

Tutte le unità sono dotate di eliche di manovra prodiere della potenza di 1 MW, che velocizza di molto le accostate e ne agevola le manovre in spazi ristretti, ed utilizzabile anche come propulsore ausiliario in grado di generare 7 nodi di velocità massima; le navi sono inoltre progettate in classe RINA con specifiche militari (RINAMIL for FREMM ed. 2006) e rispettano le norme antinquinamento marino MARPOL[29]. I due timoni, fuori asse rispetto alle eliche, non sono verticali ma inclinati di 9° in modo da fungere anche da alette stabilizzatrici.
Le navi erano originariamente programmate per ospitare fino a 165 membri dell'equipaggio, ma l'utilizzo di uno spazio a prora destinato ad ospitare missili a lunga gittata ha permesso, alle navi italiane, di ampliare i posti fino a 200, dei quali 23 destinati alla gestione degli elicotteri, 131 (GP) o 133 (ASW) al governo della nave in tabella base ed altri 34 in tabella allargata per periodi di operatività prolungata, posti a disposizione anche per eventuale staff di comando aggiuntivo o per nuclei di forze speciali o fucilieri di marina imbarcati in aggiunta agli ultimi 12 posti ancora disponibili.
Le fregate possono lanciare dei gommoni da 7 e 11 m con una gru, mentre a poppa sotto il ponte elicotteri è stato ricavato uno spazio sfruttato in modo diverso a seconda delle versioni: la ASW ospita il sonar filabile rimorchiato, mentre la GP alloca una slitta dalla quale lanciare imbarcazioni RHIB (semi-rigidi gonfiabili) utilizzate dagli incursori per le operazioni speciali.

Caratteristiche 

La classe FREMM (Fregate Europee Multi Missione), sviluppata in collaborazione tra Italia e Francia, ha la sua origine nel “Programma Fregate di nuova generazione” con la definizione della Specifica Operativa Generale risalente al gennaio 2003; è composta da varie sottoclassi specializzate, l’ultima è la “EVO”. 

Caratteristiche generali:
  • lunghezza: 144,6 m;
larghezza 19,7 m;
pescaggio massimo (in corrispondenza del bulbo) ca. 8,70 m;
dislocamento a pieno carico:  ca. 6.900 t.;
  • La propulsione è di tipo CODLAG (COmbined Diesel-Electric And Gas turbine).

Le FREMM si avvalgono di una turbina LM2500+G4 da 32 MW, 2 motori elettrici reversibili (Jeumont Electric), montati sugli assi, da 2,15 MW ciascuno e due eliche a passo variabile. Diverse configurazioni, attraverso un unico riduttore di tipo “cross connected”, rendono possibili tre principali andature:
sui motori elettrici alimentati dai generatori diesel (andatura silenziosa fino a 15.6 kts);
sulla turbina a gas con una velocità massima di 27 nodi. In questo caso i motori elettrici possono essere trascinati dagli assi e funzionare come generatori;
combinata su turbina gas e motori elettrici alimentati dai diesel, che consentono la possibilità di mantenere l’andatura massima, sia in condizioni meteo marine sfavorevoli, sia in seguito all’aumento di dislocamento dell’Unità in prossimità del periodo di fine vita;

Le Unità sono inoltre dotate di thruster azimutale retrattile, della potenza di 1 MW, per mezzo del quale sono in grado di raggiungere la velocità di 7 nodi (propulsione ausiliaria) ed essere di ausilio nelle manovre di ormeggio (elica di manovra); l’autonomia delle Unità è di  6000 miglia nautiche a 15 nodi. 
Le Unità sono equipaggiate con l’innovativo impianto di governo e stabilizzazione denominato “Rudder Roll” che permette il governo e la stabilizzazione dell’Unità per mezzo dei due timoni inclinati di 9°.

SMS - Ship Management System

L’SMS è un sistema integrato di condotta nave e gestione dei sistemi di piattaforma funzionalmente costituito da:

l’Integrated Platform Management System (IPMS) che consente la gestione integrata dei seguenti impianti/capacità di piattaforma:
  • apparato propulsivo (tramite S/S SACAM) - TAG, MM.EE.PP. (compreso il funzionamento da generatori asse), riduttore, linee asse, sistema di propulsione ausiliaria (Auxiliary Propulsion Sub-System) e ausiliari dell’ apparato motore;
  • impianto elettrico (tramite S/S SACIE) - diesel generatori, generatori asse e relativi ausiliari, High Voltage Main SwitchBoard (HVMSB), Low Voltage Main SwitchBoard (LVMSB), Secondary SwitchBoard (SSB), Tertiary SwitchBoard (TSB), Distribution Board (DB), quadri presa da terra, trasformatori HV/LV (High/Low Voltage), accessori ed ausiliari;
  • servizi nave relativi allo scafo e alla sicurezza (tramite S/S SACSEN);
  • capacità di Damage Control, integrate nel S/S SACSEN SIC e funzionalità di On Condition Monitoring di supporto agli operatori per la gestione delle manutenzioni (p.e. tramite INS permette di interfacciarsi con il sistema informativo della logistica e manutenzione SIGAM);
  • capacità di simulazione per l’addestramento degli operatori del S/S SACSEN SIC limitatamente alle funzioni della sicurezza;
  • interfaccia con il sistema TVCC al fine di rendere disponibili su tutte le MFC (e su altre periferiche del sistema quali Local Operating Panel - LOP, Large Digital Screen - LDS, Conning, BODs e Portable Terminal Unit - PTU) le immagini provenienti da tutte le telecamere installate a bordo;
  • Integrated Bridge System (IBS) che consente la gestione integrata dei pacchetti applicativi ARPA, ECDIS e dell’HCI del NAVS attraverso le Consolle in Plancia - nella sua funzione di SCC secondaria. Le funzionalità “Conning”, anch’esse disponibili in plancia, sono implementate invece su sistemi video dedicati (Conning Display e Bridge Overhead Display – BOD).

Controllo del Danno

Per quanto attiene il controllo del danno, le FREMM sono suddivise in due Damage Control Zone (DCZ che includono due Main Vertical Zone (MVZ) ciascuna.
Ogni DCZ è completamente indipendente per quanto concerne la produzione e la distribuzione dell’energia elettrica. In ogni DCZ si trova, inoltre, un centro per la gestione della difesa passiva, dove sono presenti console dell’SMS simili a quelle presenti in Plancia e SCC (Ship Control Center), configurabili in funzione delle diverse necessità (Damage Control, o tutte le altre funzioni dell’SMS)
Come precedentemente indicato, riguardo ai Sottosistemi che rispondono al SMS, si ricorda che il S/S SACSEN-SIC (Sistema Automatico Controllo Servizi Nave Sicurezza) ha lo scopo di supportare l’operatore in tutte le fasi della gestione della sicurezza della nave ed in particolare durante le situazioni di emergenza. Al fine di intervenire tempestivamente su eventuali principi di incendio, è presente un sistema di sorveglianza detto Fire Detection System (FDS), interfacciato con il S/S SACSEN-SIC e progettato per effettuare la rilevazione tempestiva dell’incendio mediante:
  • controllo delle temperature dei locali;
  • rilevatori presenza di fiamma;
  • rilevatori presenza di fumo.

Le segnalazioni di allarme e di stato del sistema sono condotte in due centraline ubicate in SCC Primaria e Secondaria (Plancia).

I principali impianti antincendio presenti a bordo sono i seguenti:
  • Impianti fissi e semifissi a gas NOVEC 1230
  • Impianti fissi di nebulizzazione
  • Impianti fissi a schiuma
  • Impianti Water Mist
  • Impianto Twin Agent
  • N°87 stazioni antincendio
  • Estintori portatili a polvere e CO2.

I principali mezzi di esaurimento sono invece così ripartiti:
  • nr.1 E/P GE da 200 m3/h è installata nel locale Diesel di Pr sul deck 4
  • nr.1 E/P GE da 200 m3/h è installata nel locale Ausiliari sul deck 4
  • nr.1 E/P GE da 400 m3/h è installata nel locale TAG sul deck 4
  • nr.1 E/P GE da 400 m3/h è installata nel locale MEP sul deck 4.

La nave è dotata, inoltre, di quattro EE/PP portatili EMU KS70N (portata 40 t/h, prevalenza 16 m, tensione 440 V, frequenza 60 Hz) distribuite una per MVZ, sono del tipo totalmente immergibile ed in caso di necessità vengono calate nel compartimento allagato della nave. Gli 11 compartimenti stagni sono asserviti da almeno un idroiettore da 15 t/h e, ove assente E/P GE, anche da almeno un idroiettore da 80 t/h.
Il funzionamento del Sistema di Combattimento (C/S) si basa sullo scambio di informazioni (dati) che viaggiano attraverso un’unica dorsale di distribuzione (bus) interna all’unità (INS - Internal Networking System). Tale dorsale è capace di gestire dati di diversa tipologia generati dai sensori/sottosistemi (moduli) che compongono il C/S. Tale sistema di networking integrato (INS) è il principale artefice dell’elevato grado d’integrazione dello stesso C/S.
Tutti i moduli del C/S sono gestiti dal Combat Management System (CMS), unità di Comando e Controllo (C2) che funziona anche quale interfaccia uomo-macchina per mezzo delle MultiFunctional Console (MFC). Soltanto il sistema missilistico anti-nave e ASW, benché interfacciato con il CMS, é gestito da console dedicata situata in CIC. 
Di seguito uno schema riepilogativo della configurazione del C/S:
Le modalità di gestione di un S/S da parte del CMS sono di due tipi:
  • Controllo tattico: rappresentato dai comandi elaborati dal CMS per l’utilizzo delle funzionalità tra i vari S/S e il loro coordinamento in base al tipo di missione ed alle condizioni di scenario.
  • Controllo operativo:rappresentato dai comandi di gestione trasmessi al S/S attraverso la sua interfaccia Uomo-Macchina (HCI). Tale controllo può essere esercitato attraverso le MFC o tramite console/pannelli dedicati di apparato (con livelli di operatività eventualmente diversi). In quest’ottica sono disponibili diverse forme di configurazione di ciascun S/S, intendendo, in generale come “configurazione” il  livello di integrazione delle specifiche funzionalità dei/del S/S con quelle dell’intero Sistema di Combattimento.
In particolare, sono definiti tre tipi di configurazione d’impiego dei S/S:
Integrata: il S/S opera sotto il controllo tattico del CMS, attraverso il segmento C2S (Command and Control System) composto essenzialmente dai calcolatori tattici. Il controllo operativo del S/S è esercitato attraverso le console MFC del CMS o tramite console dedicata situata in CIC (es. TESEO). Lo scambio dati con il resto del C/S avviene tramite INS.
Autonoma: il S/S opera fuori dal controllo tattico del CMS. Di conseguenza i dati da esso processati non sono disponibili presso le altre console CMS. Il controllo operativo del S/S è esercitato attraverso le console MFC del CMS o, dove applicabile, tramite console di apparato. Operare fuori dal c.d. controllo tattico del CMS rappresenta una condizione di degrado rispetto alle condizioni di configurazione INTEGRATA. A tal proposito è da evidenziare la possibilità per il segmento C2S del CMS di scollegare funzionalmente tra loro i calcolatori tattici per permettere ad alcuni di essi di operare in configurazione autonoma con i soli collegamenti funzionali del S/S che ne necessita. I calcolatori che hanno questa capacità sono quelli di:
C2 NSFS (Naval Surface Fire Support) che può operare in configurazione autonoma con il S/S IVS;
C2 ASW che può operare in aggregazione con ISS, OAS/MAS, TLS; MDLP che può operare in configurazione autonoma per la gestione dei link tattici.
Configurazione locale: il S/S opera in modo isolato rispetto al CMS. Il controllo operativo del S/S è esercitato attraverso console/pannelli dedicati. Lo scambio dati avviene tramite bus dati interni, pertanto la rete INS, anche se disponibile, non viene utilizzata.

All’interno di ogni configurazione, a seconda del livello di intervento richiesto all’operatore nell’espletamento di ogni funzionalità, ogni S/S può assumere diverse modalità operative secondo le seguenti definizioni:

Sensori:
  • automatico: le funzionalità sono controllate interamente dai processi automatici del SW, senza intervento dell’operatore (ad es: inizializzazione e tracciamento automatico). L’operatore può comunque intervenire per definire e modificare i parametri operativi di sistema che regolano tali processi.
  • manuale: il sistema è controllato dall’operatore.

Sistemi d’arma:
  • automatico: l’assegnamento dei bersagli e l’inizializzazione del fuoco sono ordinate e gestite dalla funzionalità TEWA (Threath Evaluation and Weapons Assignment) del CMS, senza intervento dell’operatore, a condizione che siano verificate le condizioni di sicurezza. L’operatore può comunque intervenire per definire e modificare i parametri di sistema che regolano tale processo automatico (parametri di dottrina, politiche di fuoco, etc).
  • semi-automatico: l’assegnamento dei bersagli è effettuato automaticamente dalla funzionalità TEWA del CMS. 
  • L’operatore deve in ogni caso inizializzare o approvare l’inizializzazione del fuoco.
  • manuale: sia l’assegnamento dei bersagli che l’inizializzazione dell’ingaggio e l’azione di fuoco necessitano di un’approvazione dell’operatore.
  • Peculiarità della versione GP: le Unità GP sono armate con 8 Teseo Mk2A, 1 cannone da 76/62 SR con kit Davide/Strales per munizioni guidate ed 1 cannone da 127/64 LW con sistema Vulcano, in grado di ingaggiare anche bersagli terrestri oltre i 100km con munizionamento guidato.
  • Peculiarità della ASW: le Unità ASW sono armate con 4 missili anti-nave e 2 cannoni Oto Melara 76/62 con kit Davide.
  • Peculiarità Sonar: tutte le Unità sono dotate di un sistema Sonar integrato (ISS), comprendente un sonar attivo Thales 4110CL (BMS) nel bulbo, un Sonar ad alta frequenza per anti-collisione (OAS) che ha anche la capacità MAS di individuare mine ormeggiate/alla deriva, e telefono subacqueo (UWT). 
  • Le Unità ASW sono dotate anche di un Sonar rimorchiato a profondità variabile (TB) attivo a bassa frequenza Thales 4249 (CAPTAS 4) ed una cortina trainata multifunzione (TA), ovvero con funzioni di scoperta sommergibili e difesa antisiluro, integrata con il sistema di lancio contromisure (ASW DLS); la suddetta versione è dotata inoltre di sonar multibeam ad alta frequenza (Panoramic Echo Sounder)  per batigrafia fondale, sulla verticale dell’Unità, sino a 2000m, con capacità di discriminazione di oggetti di medie dimensioni.

Logistica e mezzi imbarcati

Per quanto attiene le capacità logistiche, gli standard abitativi consentono la pianificazione e la conduzione di:
  • “periodi tipici” di operazione in mare della durata di 45 giorni continuativi;
  • “missioni standard” della durata di sei mesi e comprendenti generalmente:
  • un periodo di deployment iniziale (10-15 gg);
  • due o tre “periodi tipici” in mare, separati da soste in porto di circa 5 giorni continuativi;
  • un periodo di deployment finale (10-15 giorni);
  • “rischieramenti standard” che comprendono una o due “missioni standard” e possono contemplare anche periodi di ripristino efficienza (soste e manutenzioni). La durata di un “rischieramento standard” è di circa nove mesi d’impiego per un totale indicativo di 5.000 ore di moto.

Considerazioni relative alla flessibilità operativa hanno recentemente portato all’adozione di una modifica che ha incrementato il numero di alloggi da 165 a 200. Ciò è stato principalmente realizzato con l’uso dello spazio prodiero inizialmente riservato ad un eventuale sistema missilistico Deep Strike.

Per ottenere un miglior bilanciamento delle Unità è stata effettuata una sostituzione di parte delle sovrastrutture originariamente in acciaio con lega leggera. Una serie di valutazioni basate sullo studio di Human Factor commissionato alla I.P. e su recenti esperienze di manning ridotto, sia in ambito nazionale che internazionale, hanno portato dimensionare le tabelle di equipaggiamento a 131 unità per la versione GP e 133 unità per la versione ASW (a cui va aggiunta la Sez.Elicot di 23 unità per la gestione di due velivoli). E’ inoltre stata approvato l’ampliamento della tabella di ulteriori 34 unità (c.d. Tabella allargata) teso a garantire l’elevata disponibilità operativa prevista dal requisito (ad es. per agevolare le manutenzioni ed i servizi di bordo giornalieri).
Per quanto attiene ai mezzi navali imbarcati, tutte le Unità sono dotate di sistemi di sollevamento per la messa a mare ed il recupero di un gommone da 7m e di uno da 11m. Inoltre, la versione GP è dotata di una slitta retrattile a poppetta per il rilascio rapido ed il recupero del RHIB da 11 mt a chiglia rigida in uso presso gli incursori.
Le operazioni di recupero/messa a mare del RHIB dalla slitta di poppa possono avvenire senza limitazioni sino a mare stato 3, mentre per lo stato 4 è consigliabile (in base agli studi industriali effettuati in vasca) avere l’Unità madre con mare in prora in modo da schermare parzialmente la poppa dalle onde. 
Slitta retrattile versione GPLa versione ASW ospita nello stesso spazio il sonar a profondità variabile (VDS).

Per quanto riguarda, infine, componente di volo, le navi dispongono di un hangar principale, capace di ospitare un EH-101 o un SH-90 con spazi idonei per interventi manutentivi ed un hangar secondario, dimensionato per il solo ricovero di un SH-90. Entrambi sono asserviti da Helo Handling Systems per assicurare e movimentare gli elicotteri dallo spot di atterraggio sino al ricovero completo dei velivoli. Il recente intervento di allungamento del ponte di volo consente maggiore flessibilità nell’impiego dei suddetti elicotteri in condizioni estreme.

Il finanziamento deve basarsi sul programma europeo SAFE (Security Action for Europe), istituito nel 2025 per offrire a uno Stato membro dell'Unione europea 150 milioni di euro da erogare a lungo termine con un basso tasso di interesse. In secondo luogo, Ministro degli Esteri, il pacchetto di mobilità SAFE da Lisbona ha un valore di 5,8 miliardi di euro, ed è il prezzo di acquisto della nave che è più importante di quello in questo quadro.
Il contratto non si limita alla sola costruzione delle 3 unità, ma comprende anche il supporto logistico, la manutenzione a lungo termine, il trasferimento tecnologico e le condizioni industriali necessarie a garantire un ciclo di vita operativo minimo di 30 anni. Il pacchetto previsto prevede inoltre la riqualificazione dell'Arsenale di Alfeite, sede di una canoa navale militare situata vicino a Lisbona, al fine di coinvolgere l'industria nazionale a supporto della futura marina militare.
Al momento dell'annuncio, Luís Montenegro ha presentato la sua unità come una risorsa per la missione marittima del Portogallo e dell'Europa. 
La Marina Portoghese ha in servizio 5 fregate, con 3 MEKO 200 navi in servizio dal 1991 al 1992, non una 2 unità della classe Karel Doorman di origine olandese, immesse in servizio senza Paesi Bassi nel 1994 prima del trasferimento oro in Portogallo. L'arrivo della FREMM EVO se la inserisci nella nuova flotta di combattenti di superficie l'unità principale ha un superato 35 anni di servizio al momento del suo principale contratto italiano.
La FREMM EVO riprende la base delle FREMM specializzate nella lotta ASW, con lo scafo mantenuto e una propulsione CODLAG della combinazione diesel, elettrica e turbina a gas. Sviluppo di sicurezza, sensori, sistemi di combattimento e armamenti. Leonardo indica che questa versione non ha la stessa capacità di protezione spaziale e resistenza balistica con una massa trasportabile compresa tra 600 e 1.300 millimetri.








IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, RID, Fincantieri, Meta Defense, WIKIPEDIA, You Tube)























 

FUCILI D’ASSALTO BULLPUP: l’US ARMY non ha mai adottato un fucile bullpup, pur avendone testati alcuni. Ha invece utilizzato fucili standard per tutta la sua storia, ma ciò non significa che il bullpup non sia stato impiegato altrove.












https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.









Una citazione diffusa sui fucili bullpup era: "I bullpup sono i fucili del futuro, e lo saranno per sempre!”

Bullpup indica un fucile in cui culatta, otturatore e caricatore sono alloggiati nel calcio e sono posti dietro il grilletto.  Ciò permette di avere un'arma più corta a parità di lunghezza della canna. Questa configurazione è ampiamente utilizzata nella costruzione di mitra, ma anche per creare fucili d'assalto. Tale configurazione è anche utilizzata per fucili di precisione, ad esempio il Barrett M95, il Walther WA 2000, il Dragunov SVU ed il Bor.
Adottando una configurazione bullpup si ottiene un fucile a parità di lunghezza di canna più corto e più leggero (anche se non sempre) e in genere più bilanciato. Questo si traduce in una maggior mobilità in ambienti ristretti, come all'interno di edifici o nell'uscita da mezzi di trasporto.
Esistono però diversi difetti, fra cui:
  • il fatto che l'arma può essere usata solo su una spalla, perché l'uscita dei bossoli è all'altezza della guancia e quindi molti fucili bullpup non sono ambidestri. Il problema affligge anche i soldati destrimani, che non possono usare l'arma con l'altra mano nei casi in cui devono sparare oltre gli angoli (difetto che il FAMAS non ha in quanto il gruppo otturatore può essere facilmente invertito per venire incontro ai tiratori mancini, anche altre armi hanno questo accorgimento; altri fucili, come l'FN F2000 e l'A-91M, hanno risolto il problema espellendo i bossoli per mezzo di una canna laterale parallela a quella di sparo, mentre il P90 li espelle attraverso un'apertura nella parte inferiore del castello);
  • la camera di scoppio vicina all'orecchio del tiratore rende la deflagrazione pericolosa per l'udito, e su alcuni modelli la camera di scoppio è fortemente insonorizzata;
  • la configurazione bullpup può essere adottata solo per pochi tipi di armi, perché la particolare posizione della camera di scoppio e del caricatore rende problematico l'utilizzo di caricatori a nastro e a tamburo. Questo diminuisce la modularità dell'arma, che può essere difficilmente modificata in combattimento da fucile d'assalto a mitragliatrice di supporto. Ciononostante sia gli inglesi, sia i cinesi hanno realizzato delle mitragliatrici leggere derivate dai loro fucili d'assalto: la L86 LSW britannica, derivata dal fucile d'assalto L85, e la QBB-95 cinese, derivata dal QBZ-95. Entrambe sono alimentate mediante un serbatoio a tamburo da 80/100 colpi.

Fucili famosi

Tra i più importanti l'austriaco Steyr AUG (l'unico ad aver ottenuto successi commerciali al di fuori del paese d'origine), il britannico Enfield SA80, i russo KBP A-91M, il belga FN F2000, il cinese QBZ-95 ed il francese GIAT FAMAS. Più recente il Tavor TAR-21 dell'israeliana IWI, il FAD peruviano e l'iraniano Khaybar KH2002. Oppure, il meno noto VHS, prodotto in Croazia e il LAPA FA-03 (prototipo brasiliano).



1977 - STEYR AUG (Austria) 

L'AUG è un fucile d'assalto bullpup austriaco prodotto dalla Steyr Mannlicher GmbH & Co KG, camerato in versione standard per il proiettile 5,56 × 45 mm NATO. 


Il nome dell'arma è l'acronimo di Armee Universal Gewehr (fucile universale per esercito). L'arma fu progettata in modo da poter essere facilmente adattata a qualunque situazione: il risultato è un fucile modulare adatto a pressoché qualsiasi ruolo. Il fucile venne adottato dall'esercito austriaco nel 1977 con la denominazione StG 77 rimpiazzando così il vecchio StG 58 in calibro 7,62 mm NATO (basato sul progetto del FAL). Il fucile è adottato al momento dalle forze armate di svariati paesi, tra cui Argentina, Australia, Nuova Zelanda, Bolivia, Ecuador, Irlanda, Lussemburgo, Arabia Saudita, Tunisia e Pakistan.
Il fucile non presenta un selettore di fuoco, ma un grilletto progressivo Wimmersperg Spz-kr: se portato a metà corsa, l'arma sparerà a colpo singolo, a fine corsa in fuoco automatico. Quando la sicura è inserita, il grilletto è disabilitato. Alcune versioni dell'arma presentavano un sistema che permetteva di interrompere la corsa del grilletto alla posizione di fuoco automatico.
Il fucile è alimentato tramite caricatori a doppia colonna in polimero ultraresistente trasparenti. La versione mitragliatrice leggera sfrutta caricatori appositi da 42 colpi invece che 30. I caricatori dell'AUG sono impiegati anche nel FALMP III Type 2 argentino (sostanzialmente un FAL prodotto in Argentina).
È presente, integrata nel castello, una maniglia di trasporto che funge anche da supporto per lo Swarovski Optik da 1,5 ingrandimenti. Il reticolo è costituito da un semplice anello nero con un rangefinder realizzato in maniera tale che un uomo alto 1,80 m e posto a 300 m lo occupi interamente, permettendo in tal modo al tiratore di stimare accuratamente la distanza. L'ottica non può essere tarata per una distanza diversa da 300 m, ma regolato unicamente in alzo e deriva: in questo modo qualunque bersaglio situato tra gli 0 e i 300 m è facilmente puntabile. Il fucile presenta anche un semplice sistema di mire metalliche (fornite di indicatori al trizio per un migliore puntamento notturno) montate sopra l'ottica, nel caso il sistema di puntamento principale finisca fuori uso. Per poter montare altri accessori, nel 1997 venne messo in produzione un Castello munito di slitta Picatinny.
Il fucile è consegnato con quattro caricatori, chiusura per la canna, otturatore per sinistrorsi, adattatore per sparare colpi a salve, kit di pulizia, cinghia e una baionetta (che può essere la M7 americana o la KCB-77 M1 tedesca).



1970 - ENFIELD SA-80 (Gran Bretagna)

Enfield SA 80 è un fucile d'assalto britannico, del tipo bullpup dal calibro 5,56 × 45 mm NATO, usato dalla fanteria e derivato dal prototipo IW XL70E3.


Subito dopo la fine della seconda guerra mondiale i progettisti della Royal Small Arms Factory cominciarono a studiare un fucile d'assalto destinato alle truppe britanniche, denominato EM-2. Gli studi furono interrotti per l'adozione come munizionamento standard in ambito NATO della cartuccia da 7,62 mm, ma furono ripresi negli anni settanta, basandosi su un munizionamento di nuova concezione, da 4,85 mm, il prototipo (mai entrato in produzione) fu denominato IW XL65E5. Quando in ambito NATO la cartuccia 7,62 mm fu scartata, poiché troppo potente per un'arma automatica, e fu imposto un unico munizionamento per tutte le armi individuali degli stati membri, il calibro dell'arma dovette essere portato a 5,56 mm. Alla fine fu adottata la cartuccia belga SS109 (M855 secondo la denominazione americana), cal. 5,56×45 mm e i britannici approdarono al IW XL70E3 della Enfield, rinominato L-85 nel 1985. La configurazione adottata per l'arma (a partire dal IW XL65E5), era quella con canna entro il calcio, quindi con grilletto anteriore rispetto al congegno di sparo e al caricatore (bull pup): questa differente disposizione riduce la lunghezza totale del fucile senza ridurre la lunghezza della canna e quindi la precisione.
Quest'arma, pur non brillando inizialmente in affidabilità al di fuori del clima nord europeo, fu comunque adottata dalle forze armate britanniche, ma dopo vari problemi verificatisi durante la prima guerra del Golfo (in special modo nell'operazione Granby) si decise di correre ai ripari, e la Heckler & Koch vinse l'appalto per aumentarne l'affidabilità. Questa operazione, effettuata su 200.000 pezzi, costò 400£ ad arma, e fu effettuata anche sulle versioni carabina e LSW. Sulla nuova versione A2 il ministero della difesa inglese dichiarò che "modificate sotto la luce delle esperienze operative...sono le armi più affidabili del loro genere nel mondo". Dei problemi si presentano in climi caldi e soprattutto caldi aridi. Secondo notizie che risalgono al 2006 i militari britannici lamentavano saltuariamente ancora problemi di affidabilità, almeno in aree sabbioso-desertiche.
Come bullpup, non essendo stata progettata per un uso ambidestro, non ha la possibilità di essere utilizzata anche dai mancini, cioè l'espulsione dei bossoli è irreversibilmente a destra, limitando quindi l'arruolamento ai destrimani e dovendo scartare i mancini, che sono il 7-10% della popolazione[3], o costringendoli ad usare l'arma in modo non intuitivo. Al di là di tutto risulta un'arma pratica nell'uso e nel porto, nella versione con ottica di mira 4× e reticolo a baionetta al trizio per uso in condizioni di scarsa luminosità, abbinato a un alzo meccanico a ruota fino ad 800 m. Un binomio arma-ottica eccezionale per l'epoca dell'adozione e ancor oggi apprezzato sebbene concettualmente superato. Il materiale che consente la luminescenza del reticolo è debolmente radioattivo, quindi nel caso di rottura dell'ottica il manuale d'uso richiede al soldato di allontanarsi e richiedere l'intervento di un apposito tecnico attrezzato per mettere arma e ottica in sicurezza.


1990 - A-91M (Russia)

L'A-91M è un fucile d'assalto bullpup, sviluppato durante gli anni novanta dal KBP (Instrument Design Bureau) di Tula, appartenente alla stessa famiglia di armi dell'9A-91. 


Pur mantenendo quasi tutte le meccaniche del 9A-91 invariate, questo fucile d'assalto differisce per il fatto di avere un rivestimento in polimero nero, con integrato un lanciagranate a colpo singolo da 40 mm. I primi prototipi dell'A-91M dovevano montare un lanciagranate sopra la canna del fucile e un'impugnatura nella parte inferiore della stessa, ma questa soluzione fu abbandonata e il lanciagranate venne inserito al di sotto della canna.
Il sistema di eiezione dei bossoli ricorda per certi aspetti quello del fucile FN F2000, venne progettato molti anni prima della realizzazione del fucile, circa negli anni '60, dal progettista Afanasiev.
In questo sistema di eiezione, i bossoli vengono spinti dall'otturatore in una sorta di tubo, posto sul lato dell'arma, e quando nuovi bossoli entrano nel meccanismo i più vecchi vengono spinti fuori, così da permettere l'impugnatura ambidestra.
Fin ad ora sono stati realizzati pochi esemplari di questo fucile, che rimane in dotazione solo a polizia e forze speciali russe. Esiste anche una particolare versione dell'arma, simile al fucile russo OC-14 Groza, destinata all'esportazione per utilizzo nei corpi di polizia stranieri.



2001 - FN F-2000 (Belgio)

L'FN F2000 è un fucile d'assalto bullpup in calibro 5,56 × 45 mm NATO sviluppato dalla Fabrique Nationale de Herstal. 


Il fucile fu mostrato per la prima volta nel marzo 2001 alla IDEX (International Defence Exhibition) ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti. L'F2000 è un sistema d'arma modulare a fuoco selettivo effettuato ad otturatore chiuso e camerato per il proiettile 5,56 × 45 mm NATO. Il fucile è composto di due parti principali, castello con la canna e una parte inferiore (che è composta dall'impugnatura e da alcuni meccanismi di fuoco), tenuti insieme per mezzo di perni posti sopra la sede del grilletto. La parte inferiore dell'arma ospita il gruppo del grilletto, l'otturatore e l'alloggiamento per il caricatore. Di fronte al grilletto è installata un'impugnatura verticale che completa l’arma. L'F2000 è un fucile bullpup (gruppo otturatore contenuto all'interno del calcio dell'arma allo scopo di ridurne la lunghezza complessiva) a fuoco selettivo con funzionamento a gas. I sistemi di sicura e sgancio caricatore sono mutuati dal P90 (sempre della FN): il selettore è un disco rotante posizionato sotto il grilletto. Il selettore permette l'inserimento della sicura, che disabilita il grilletto ed è progettata in modo da prevenire spari accidentali. 
Presenta tre posizioni: S – Safe (sicura) - 1 – Single (colpo singolo) - A – Auto (fuoco automatico).
Percussore, perni di fissaggio e molle sono in metallo mentre il resto del fucile è realizzato in polimero ultraresistente. Il fucile è alimentato dai caricatori STANAG 4179 (30 colpi) da 5,56 × 45 mm. Il pulsante di rilascio del caricatore (rigorosamente ambidestro) è situato su entrambi i lati dell'impugnatura a pistola dell'arma, proprio davanti al caricatore stesso. L'arma è progettata in modo che il caricatore non esca spontaneamente dalla propria sede una volta sganciato: deve infatti essere estratto manualmente. Il fucile, una volta sparato l'ultimo colpo del caricatore, non rimane ad otturatore aperto. La leva di armamento è situata sulla parte sinistra del castello, proprio sopra l'impugnatura anteriore, e può essere operata facilmente anche da tiratori mancini. Non ci sono accessi per polvere o corpi estranei, la sede della leva di armamento è sigillata.
L'organo principale di mira dell'arma è un mirino telescopico con ingrandimento 1,6x (utilizzabile anche in condizioni di bassa luminosità ambientale) alloggiato in un rivestimento in plastica montato sulla slitta MIL-STD-1913 incorporata nel castello. Il mirino e la copertura possono essere facilmente rimossi.
La canna in acciaio cromato (terminante con un soppressore di fiamma) è progettata per mantenere prestazioni accettabili fino a circa 20.000 colpi (non in fuoco continuo). Il fucile presenta anche un attacco per baionetta e un regolatore per il gas: normal per le munizioni standard NATO, e adverse per l'utilizzo di munizioni a bassa pressione.
L'arma utilizza un pistone a corsa corta azionato dai gas convogliati in una fessura nella canna. L'arma spara in posizione di otturatore chiuso: l'otturatore rotante presenta 6 perni di chiusura, estrattore ed eiettore azionati a molla. Per accedere alla camera di scoppio, all'otturatore e al meccanismo di eiezione si deve sollevare la copertura in plastica appena prima della copertura del mirino ottico.
L'F2000 utilizza un sistema di eiezione unico nel suo genere: i bossoli vengono espulsi attraverso un “corridoio” sul lato destro dell'arma, che termina nella parte frontale dell'arma. In questo modo i bossoli non vengono espulsi con violenza all'indietro, e questa configurazione permette un perfetto uso ambidestro. Questo sistema di eiezione è stato creato mediante uno scompartimento girevole che intercetta i bossoli appena escono dalla camera di scoppio. Il bossolo viene trattenuto finché il proiettile successivo non è in posizione per accedere alla camera di scoppio: il proiettile spinge verso l'alto il bossolo nella camera per l'eiezione, composta dal corridoio di cui sopra. Solo quando il corridoio contiene cinque o più bossoli il primo di essi fuoriesce dall'arma.
Questo sistema è brevettato (numero di brevetto 5675924, 14 ottobre 1997, René Predazzer – numero di brevetto 6389725, 25 febbraio 2000, Charles Denuit). Questo particolare sistema di eiezione presenta vantaggi enormi: garantisce la configurazione ambidestra e soprattutto evita l'espulsione di bossoli e gas vicino alla testa del tiratore (problema riscontrabile in molte altre armi bullpup).


1995 - QBZ-95 (Cina Popolare)

Il QBZ-95 (in cinese: 95式自動步槍; pinyin: 95 Shì Zìdòng Bùqiāng; letteralmente: "Tipo 95 fucile automatico") o Tipo 95 è un fucile d'assalto bullpup prodotto dalla Norinco a partire dal 1995. 


È il fucile d'ordinanza utilizzato dall'Esercito Popolare di Liberazione e da altre forze della Repubblica popolare cinese.
Quest'arma utilizza un nuovo tipo di munizione di origine cinese, il DBP87 5.8 × 42 millimetri. Il QBZ-95 è costituito da un sistema di fuoco modulare usando un design comune.
Questa famiglia include una variante carabina, un fucile standard e una mitragliatrice di supporto leggera.


1975 - FAMAS (Francia)

FAMAS (in francese Fusil dAssaut de la Manufacture d'Armes de St-Étienne, "Fucile d'assalto manifattura armi di Saint-Étienne") è un fucile d'assalto prodotto a partire dal 1975 dalla Manufacture d'armes de Saint-Étienne prima e dalla GIAT Industries/Nexter poi. 


Venne progettato alla fine degli anni sessanta, su una specifica emessa dall'esercito francese era quella di un'arma leggera e potente che facesse funzioni di fucile d'assalto e pistola mitragliatrice, in modo da sostituire con un'unica arma i fucili MAS-49, le mitragliette MAT-49 ed i fucili mitragliatori MAC 24/29. Adottato dall'esercito francese nel 1979 in via sperimentale e definitivamente nel 1983. L'introduzione del nuovo fucile permise all'esercito francese di adottare il munizionamento calibro 5,56 × 45 mm NATO. È un fucile di tipo bullpup; questa struttura ha il grande vantaggio di rendere l'arma più corta e leggera, rispetto alle sue pari classe (M16, per esempio), quindi più facilmente brandeggiabile e trasportabile. D'altra parte lo svantaggio è che l'arma di un destrimano non può essere usata da un mancino e viceversa. Infatti l'espulsione dei bossoli avviene all'altezza della guancia di chi spara, quindi un mancino che si trovi ad usare un fucile configurato per un destrimano si vedrebbe i bossoli schizzare in piena faccia, oltre al rumore dello sparo giusto vicino all'orecchio. Si registrano incidenti dovuti a questa particolarità, che è in effetti un punto debole dell'arma. Il rimedio a questo inconveniente è dato dalla possibilità d'invertire le posizioni dell'estrattore e della finestra d'espulsione da destra a sinistra e viceversa. Questa 'modifica' richiede quasi uno smontaggio dell'otturatore, il che già di per sé è piuttosto laborioso, ma lo diventa ancor di più se ci si trova in combattimento.
Nella sua configurazione standard può lanciare granate (APAV40 da 40 mm o AC58) od essere equipaggiato di un lanciagranate tipo M203, posto sotto la canna. Le cartucce per questo tipo di tiro sono standard se la granata è munita del dispositivo di ritenzione della pallottola oppure speciali (prive di pallottola). La gittata della granata è di 340 metri max con un'inclinazione della canna di 45°. Come la maggior parte dei fucili d'assalto moderni ha un selettore di fuoco a tre posizioni: tiro semiautomatico, raffica di tre colpi, tiro automatico.
All'inizio della sua produzione il fucile dimostrò dei gravi problemi di affidabilità, e per questo motivo tutti gli esemplari furono ritirati dal servizio e rimandati in fabbrica per le opportune modifiche. Al suo posto venne temporaneamente messo in servizio il SIG-Manhurin. La decisione di rimettere successivamente in servizio il FAMAS fu oggetto di numerose critiche, tra cui non solo per la configurazione bullpup ma anche per l'affidabilità in ambito militare che ancor oggi non si mostra all'altezza in alcune condizioni estreme.
Per tentare di migliorare nel complesso l'arma, negli anni '90 venne dotata di un sistema di mira istintiva basculante, che consente di mirare approssimativamente anche con l'arma appoggiata lateralmente sul terreno, in modo che si possa strisciare senza essere individuati. Inoltre le munizioni nel caricatore vennero ridotte dallo standard iniziale di 30 colpi a 25, per contenere l'altezza complessiva del fucile quando si spara in posizione a terra.


2006 - IWI TAVOR (Israele)

L'IWI Tavor (Tavor Assault Rifle - XXI secolo) rappresenta il nuovo fucile di assalto calibro 5,56x45 mm adottato dalle forze di difesa israeliane.


Il Tavor è un fucile d'assalto in configurazione bullpup, che, grazie al meccanismo di fuoco posto dietro al grilletto, permette di contenere le dimensioni complessive dell'arma facendo rimanere invariata la lunghezza della canna. È stato sviluppato e prodotto dalla IMI Systems (IMI), la fabbrica d'armi governativa dello Stato d'Israele, e rappresenta un nuovo standard di progettazione, tra i più avanzati al mondo.
Il Tavor ha una cadenza di fuoco di 900 colpi al minuto con munizionamento standard NATO. Il design del TAR è votato all'ergonomia e alla completa possibilità di utilizzo sia da parte di tiratori destri, sia mancini; il corpo principale è composto da materiali polimerici sostituti del metallo, che lo rendono molto leggero, circa 3,5 kg a pieno carico.
Grazie alla sua compattezza e ai suoi numerosi pregi è un'arma molto adatta per combattimenti in ambienti urbani e l'impiego da parte di truppe meccanizzate. Il Tavor è prodotto in molteplici versioni, in grado di assicurare la massima operatività multi-ruolo a questa arma:
  • TAR-21: è la versione standard, progettata per la fanteria. Nella configurazione base la lunghezza della canna è di 460 mm, e la lunghezza totale del fucile è di 720 mm.
  • STAR-21 (Sniper Tavor Assault Rifle): è la versione progettata per l'utilizzo da parte di tiratori scelti. In questa configurazione il fucile viene equipaggiato con un'ottica ACOG Trijicon 4x.
  • CTAR-21 (Compact Tavor Assault Rifle): è la versione compatta del TAR-21, in quanto presenta una canna di 380 mm contro i 460 mm della versione standard, ed una lunghezza totale dell'arma di 640 mm.
  • GTAR-21 versione corredata da lanciagranate da 40 mm di varia produzione (turca, bulgara etc...)
  • MTAR-21 (Micro Tavor Assault RIfle, a volte detta X95 o Tavor-2): ideale per operazioni di forze speciali, riprende la tradizione storica della "miniaturizzazione" inaugurata dal Micro-"Uzi". Presenta una canna di soli 330 mm (13") che portano la lunghezza totale dell'arma a 590 mm. Peculiare del MTAR-21 è la possibilità di essere convertito in un mitra calibro 9 × 19 mm Parabellum, grazie ad uno specifico kit di conversione.
Inizialmente tutte le versioni del Tavor, ad eccezione della versione STAR-21, erano equipaggiate con ottiche reflex ITL MARS, ma nei modelli di recente produzione queste ultime sono state sostituite da più economici puntatori Meprolight M21 per le versioni TAR21 e Meprolight MOR per la versione MTAR. La versione base del TAR può essere inoltre equipaggiata con il lanciagranate da 40 mm, ridenominata GTAR 21 M203.
La manutenzione del Tavor è cosa estremamente semplice, visto che l'arma smontata si compone di soli due sottoinsiemi: fucile e gruppo otturatore-portaotturatore-molla di recupero.
L'Ucraina dopo aver acquistato la licenza per la produzione di Tavors, tramite il produttore di armi da fuoco ucraino RPC Fort, ha sviluppato due versioni locali:
  • Fort-221: Versione ucraina prodotta localmente del CTAR-21 in 5,45 × 39 mm.
  • Fort-222: Versione ucraina prodotta localmente dello STAR-21 in 5,45 × 39 mm.
  • Fort-224: Versione ucraina prodotta localmente dello X-95 in 5.56 × 45 mm o 5,45 × 39mm
  • 'Fort-224: Versione ucraina prodotta localmente dello X-95 SMG in 9 × 19 mm.
Sono noti alcuni difetti legati al Tavor: il costo, che è pari a circa 3 volte quello di un M-16.
Alcuni problemi di "jamming" (inceppamento) per la esposizione del complesso otturatore alla sabbia che lo faceva inceppare, difetto molto grave per un'arma operante in ambienti mediorientali. Questo problema è stato completamente risolto.
Attacchi proprietari per gli NVG ed altri dispositivi optoelettronici.

2008 - FAD - Fusil Automático Doble  (Perù)

Fusil Automático Doble è (noto anche con l'acronimo FAD) è un fucile d'assalto peruviano del tipo bullpup alimentato da cartucce 5,56 x 45 NATO e con la possibilità di essere dotato di lanciagranate da 40 mm. 

Essendo realizzato con la configurazione bullpup, risulta essere particolarmente compatto e può essere facilmente utilizzata sia dagli equipaggi dei carri armati come arma ausiliaria, sia dalla fanteria.
Il governo del Perù era intenzionato ad acquistare 58 000 fucili d'assalto AN-94 per sostituire l'HK33. Tuttavia, l'ordine è stato annullato a favore del FAD in quanto più economico.



2001 - Khaybar KH2002 (Iran)

Il Khaybar KH2002 è un fucile d'assalto progettato in Iran, derivato dal fucile d'assalto DIO S 5.56 (un clone non autorizzato del Norinco CQ cinese, che a sua volta è una copia non autorizzata dell'americano M16) e sviluppata dall'Iran's Defense Industries Organization. 


È stato progettato nel 2001 e prodotto dal 2003. È simile in apparenza al fucile d'assalto FAMAS.

L’US ARMY non ha mai adottato un fucile bullpup, pur avendone testati alcuni. 

Ha invece utilizzato fucili standard per tutta la sua storia, ma ciò non significa che il bullpup non sia stato impiegato altrove. 
Il termine "bullpup" si riferisce comunemente ai fucili in cui l'azione di sparo si trova dietro il grilletto. Questa configurazione riduce notevolmente la lunghezza complessiva del fucile. Ad esempio, uno Steyr AUG con canna da 20 pollici è più corto di un M4 con canna da 14,5 pollici. 
I fucili d’assalto bullpup nacquero durante la Guerra Fredda come strumento per le forze di fanteria meccanizzata che avrebbero potuto dover combattere in ambienti urbani che tendono ad essere caratterizzati da combattimenti ravvicinati. Pertanto, più corto è il fucile, più è adatto agli ambienti urbani. È qui che entra in gioco il punto di forza principale del bullpup, perché il suo design lo rende complessivamente corto senza sacrificare la lunghezza della canna e la velocità del proiettile.

L'Europa occidentale ha investito molto nel concetto di fucile bullpup. 

Il Regno Unito ha adottato la famiglia di fucili bullpup SA-80; la Francia ha adottato il FAMAS; e l'Irlanda ha adottato l'AUG. I fucili bullpup sono stati adottati anche in Cina, Australia, Argentina e molti altri paesi. Sono stati inoltre impiegati in via esclusiva dalle forze speciali o dalle forze di polizia. 
Tuttavia, il regno del bullpup sembra volgere al termine e stiamo assistendo a un numero crescente di paesi che lo abbandonano a favore di fucili di concezione convenzionale, la maggior parte dei quali condivide il DNA con la serie M16/M4. 

La Francia sta abbandonando il FAMAS a favore dell'HK 416. 

La Cina ha sostituito il QBZ-95 con il QBZ-191. Malesia e Nuova Zelanda stanno rimpiazzando i loro AUG rispettivamente con l'M4A1 e l'LMT MARS-L, una variante dell'AR-15. 

Il Regno Unito prevede di sostituire la serie SA-80 con un fucile convenzionale (in lizza vi è il Beretta NARP) entro il 2030. 

Molti fucili bullpup sono ancora in servizio presso gli eserciti di tutto il mondo e probabilmente lo saranno ancora a lungo, ma non si vedono molti paesi che abbiano intenzione di adottarli a breve. 

La guerra urbana e i combattimenti intorno ai veicoli esistono ancora, quindi perché qualcuno dovrebbe abbandonare i bullpup? 

I fucili bullpup tendono a presentare diverse problematiche, tra cui grilletti di scarsa qualità, difficoltà di utilizzo per i soldati mancini e procedure di ricarica poco intuitive. Tuttavia, si tratta di problemi relativamente minori, che secondo alcuni compensano ampiamente la lunghezza complessiva ridotta. 
Nel complesso, i fucili bullpup tendono ad essere più pesanti dei fucili convenzionali. L'M4 pesa 6,43 libbre (circa 2,9 kg) scarico. L'AUG, con una canna da 15 pollici (circa 38 cm) di dimensioni simili, pesa 7,1 libbre (circa 3,2 kg); l'L85 pesa 8,4 libbre (circa 3,8 kg); il Tavor con una canna da 13 pollici (circa 33 cm) pesa 7,5 libbre (circa 3,4 kg). Il peso si accumula rapidamente e anche una sola libbra (circa 450 grammi) in meno può fare una grande differenza. 

Uno dei vantaggi del fucile bullpup è che il suo peso è concentrato nella parte posteriore, il che lo rende più facile da impugnare e da puntare. Tuttavia, questo rende anche il suo utilizzo più difficile durante i pattugliamenti.

Inoltre, chi usa un fucile bullpup tende a percepire un rinculo maggiore, poiché l'azione è posizionata direttamente contro la spalla. Anche il rilevamento della volata può risultare un po' brusco. Questo rende il fucile leggermente più difficile da usare. 
I fucili moderni sono dotati di puntatori laser per la visione notturna, torce montate sull'arma, ottiche variabili, visori notturni o termici agganciabili e silenziatori. 

I fucili bullpup, invece, non offrono molto spazio per gli accessori e per le slitte di montaggio. E poi c'è la questione del silenziatore. 

La maggior parte dei silenziatori crea contropressione; questo spesso spinge i gas verso il viso del tiratore, indipendentemente dal tipo di fucile. La contropressione è costituita da gas caldi che bruciano gli occhi, rendono difficile la respirazione e non fanno certo bene alla salute. I fucili con blocchi gas regolabili aiutano, ma con un fucile bullpup il viso del tiratore si trova proprio accanto alla finestra di espulsione.
I fucili bullpup presentano vantaggi evidenti, ma anche svantaggi che diventano sempre più evidenti con l'evoluzione dei fucili e dei relativi accessori.
I fucili convenzionali possono essere più lunghi, ma sono più leggeri, più facili da accessoriare, più ergonomici e spesso dotati di grilletti di qualità superiore. La natura mutevole della fanteria e della guerra ha ampliato i vantaggi del fucile convenzionale, evidenziando al contempo gli svantaggi dei modelli bullpup.









IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, SANDBOXX, WIKIPEDIA, You Tube)