domenica 3 maggio 2026

US NAVY 2026: un drone sottomarino di costruzione australiana ha appena attraversato l'Oceano Pacifico; C2 Robotics ha progettato, realizzato e consegnato il primo “Speartooth” LUUV alla marina degli Stati Uniti. Lo Speartooth è un veicolo sottomarino autonomo lungo 8 metri, con un'autonomia di 2.000 Km, progettato per missioni di intelligence, sorveglianza, ricognizione e attacco, con costi contenuti e scalabili. Il progetto Speartooth non è la storia di un'opera di ingegneria australiana. È la storia di una filosofia industriale e progettuale che prende sul serio gli insegnamenti tratti dalla guerra dei droni e li applica al dominio sottomarino.









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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.








I grandi veicoli sottomarini senza equipaggio (LUUV o XLUUV) sono una classe di veicoli sottomarini autonomi (AUV) di dimensioni significativamente maggiori rispetto ai tradizionali AUV, tipicamente utilizzati per attività come il rilevamento o la bonifica di mine.  A differenza degli AUV più piccoli, gli XLUUV sono progettati per operare per periodi prolungati e trasportare carichi utili maggiori su vaste distanze senza il controllo umano diretto.
I veicoli extra-large (XLUUV) si distinguono per le loro dimensioni e la loro autonomia. Sebbene non esista uno standard ufficiale per definire cosa si intenda per "extra-large", questi veicoli superano generalmente i 10 metri di lunghezza. Ciò consente loro di trasportare una varietà di carichi utili, tra cui sensori, armi o altri sistemi robotici. La loro lunga autonomia, spesso misurata in mesi, è ottenuta grazie a un design efficiente dello scafo, a sistemi di propulsione avanzati e a grandi batterie o celle a combustibile che forniscono energia.

Lo scopo principale dei veicoli sottomarini ultraleggeri a scafo singolo (XLUUV) è quello di operare in ambienti troppo pericolosi o difficili per i sottomarini con equipaggio. Le loro principali applicazioni includono:
  • Intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR): possono pattugliare segretamente vaste aree oceaniche, raccogliendo dati in modo continuativo.
  • Contromisure antimine: i veicoli subacquei XLUUV possono essere utilizzati per localizzare e neutralizzare le mine sottomarine, tenendo le imbarcazioni con equipaggio al sicuro.
  • Guerra antisommergibile (ASW): possono fungere da postazione di ascolto permanente o da piattaforma di lancio per armi antisommergibile.
  • Guerra sottomarina: grazie alla loro lunga autonomia e alla superiore capacità di occultamento rispetto ai sistemi con equipaggio, rappresentano uno strumento espandibile ed economicamente vantaggioso.
  • Consegna del carico utile: le loro grandi dimensioni consentono di dispiegare AUV, sensori o altre apparecchiature di dimensioni ridotte in luoghi remoti.
Lo sviluppo di XLUUV (veicoli subacquei autonomi a lungo raggio) è un'area di ricerca fondamentale per le marine militari di tutto il mondo, soprattutto perché mirano ad ampliare le proprie capacità sottomarine con piattaforme autonome ed economicamente vantaggiose.






Lo Speartooth è un veicolo sottomarino autonomo di nuova generazione, dotato di equipaggio ridotto (LUUV), progettato per operazioni marittime scalabili. Il design modulare, l'infrastruttura minima e i costi contenuti consentono una rapida integrazione, una personalizzazione flessibile delle missioni e un rapido dispiegamento, offrendo capacità operative a un ritmo e su una scala senza precedenti.

C2 Robotics ha progettato, realizzato e consegnato il primo Speartooth LUUV alla marina degli Stati Uniti durante una cerimonia di battesimo a Canberra, alla presenza dell'addetto navale statunitense Capitano Josh Fagan. Lo Speartooth, sviluppato in Australia, è un veicolo sottomarino autonomo di 8 metri con un'autonomia di 2.000 Km, progettato per missioni di intelligence, sorveglianza, ricognizione e attacco, con costi contenuti e scalabili.
Un drone sottomarino di costruzione australiana ha appena attraversato l'Oceano Pacifico. C2 Robotics ha commissionato e battezzato il suo Speartooth Large Uncrewed Undersea Vehicle (Uncrewed Undersea Vehicle) con una cerimonia ufficiale che ha segnato la prima consegna della piattaforma alla US NAVY.
Anziché la tradizionale bottiglia di champagne brandita da un dignitario, lo Speartooth è stato battezzato da un braccio robotico, con un operatore umano coinvolto nel processo decisionale, secondo quanto annunciato ufficialmente da C2 Robotics. La scelta simbolica è stata intenzionale. La presenza di un operatore umano non è solo una preferenza estetica per C2 Robotics, ma descrive la filosofia operativa alla base della progettazione dello Speartooth. 

Il sistema è concepito per agire in modo autonomo in missioni di intelligence, sorveglianza, ricognizione e attacco, mantenendo al contempo un responsabile umano connesso al processo decisionale.

La cerimonia è stata presieduta dal Capitano Josh Fagan, Addetto Navale degli Stati Uniti con sede a Canberra, in qualità di Ospite d'Onore e rappresentante dello sponsor. In rappresentanza del Direttore Generale delle Capacità Maritime Integrated, l'ufficio della Royal Australian Navy che sovrintende al programma di sistemi autonomi della RAN, era presente il Capitano Tony Miskelly RAN. Secondo quanto dichiarato dall'azienda, erano presenti anche membri del team di C2 Robotics e alcuni fornitori.
Troy Duggan, CEO di C2 Robotics, ha inquadrato esplicitamente il momento in termini di maturità del programma e solidità dell'alleanza. "Questo è un passo importante e motivo di orgoglio per la nostra azienda", ha dichiarato Duggan nell'annuncio. "Di solito non organizziamo cerimonie di battesimo per tutte le nostre imbarcazioni, ma questo momento riflette la maturità del programma Speartooth e la forza della nostra partnership con gli Stati Uniti". Ha anche sottolineato la rapidità con cui il programma sta procedendo: "Il programma LUUV sta procedendo a un ritmo incredibilmente veloce, con opzioni di carico utile e ruoli di missione in continua espansione", ha affermato Duggan.

La piattaforma destinata agli Stati Uniti è basata su una filosofia progettuale che C2 Robotics ha definito "Piccola, Intelligente, Moltiplicata", in netto contrasto con la logica delle grandi, costose e singole piattaforme sottomarine. 

Il drone sottomarino LUUV “Speartooth” è progettato per offrire capacità sottomarine scalabili ed economicamente vantaggiose, con un'architettura modulare che ne consente la riconfigurazione per diverse missioni senza modifiche strutturali. Il suo scafo lungo 8 metri, costruito in materiali compositi, ospita vani di carico personalizzabili per sensori, munizioni e attrezzature specifiche per ogni missione. La propulsione combina un motore ibrido agli ioni di litio e diesel con un'elica elettrica, consentendo una profondità operativa di 2.000 metri e un'autonomia di 2.000 Km. 
Le dimensioni ridotte e il costo unitario ridotto sono pensati per consentire di operare in ambienti ostili e generare una forza d'attacco – numerica e di presenza – in modi che i sottomarini convenzionali non possono eguagliare.

Il programma Speartooth è stato sviluppato in stretta collaborazione con il Ministero della Difesa australiano, che ha finanziato le successive fasi di sviluppo. 

La piattaforma ha partecipato all'esercitazione Autonomous Warrior 23 della Royal Australian Navy, dove lo Speartooth di seconda generazione ha dimostrato sistemi logistici, erogazione autonoma di effetti e precisione di missione. Successivamente, Thales Australia ha annunciato una partnership per integrare la propria tecnologia di sensori sonar nella piattaforma, con tutti i sensori e l'elettronica progettati e prodotti presso il Centro di Eccellenza Acustica di Thales a Rydalmere, Sydney. Tale integrazione mira a migliorare la navigazione autonoma a lungo raggio con maggiore sicurezza, affidabilità e precisione.
La consegna agli Stati Uniti arriva dopo che C2 Robotics aveva annunciato le sue prime vendite internazionali all'estero nel novembre 2025, senza tuttavia rivelare pubblicamente il nome del cliente. 
La cerimonia di messa in servizio conferma ora la marina degli Stati Uniti come destinatario, con la presenza del Capitano Fagan in qualità di Addetto Navale statunitense, a fornire l'approvazione formale statunitense. Il Direttore Tecnologico di C2 Robotics, il Dott. Tom Loveard, aveva descritto a novembre il cliente estero, rimasto anonimo, come "un'organizzazione desiderosa di mettere al più presto questa capacità a disposizione del proprio personale per valutare i vantaggi che i sistemi autonomi possono apportare alle operazioni sottomarine", secondo quanto riportato nel comunicato stampa dell'azienda. La filosofia da lui descritta – testare in acqua, imparare dai risultati, adattarsi – si allinea perfettamente con l'approccio sempre più adottato dalle forze armate statunitensi nella valutazione dei sistemi autonomi negli ultimi anni.
C2 Robotics ha inoltre segnalato che la consegna negli Stati Uniti non rappresenta la fine della sua espansione internazionale. L'azienda ha annunciato che a breve verrà rilasciato un ulteriore comunicato sulle vendite all'estero, in collaborazione con il partner europeo Eurobotics GmbH, a dimostrazione dell'espansione della clientela di Speartooth su entrambe le sponde dell’Atlantico.

NEL 2025 LA RICHIESTA DELLA US NAVY

Nell'agosto del 2025, il Centro di Guerra Sottomarina della Marina degli Stati Uniti, Divisione Newport, ha emesso una richiesta di offerta senza gara per tre veicoli sottomarini autonomi di grandi dimensioni "Speartooth" di C2 Robotics, nella variante da 11 metri. La giustificazione era chiara: Speartooth era l'unico veicolo sottomarino autonomo che soddisfaceva i requisiti di progettazione, dimensioni e missione della Marina per il trasporto sottomarino a lungo raggio e furtivo di munizioni e altri effetti cinetici. Il cliente non è stato nominato negli annunci pubblici di C2 Robotics relativi alla sua prima vendita all'estero. Ma i dati relativi all'appalto parlano chiaro.
Non si tratta di una semplice nota a margine su un'acquisizione. È un segnale che una logica diversa per la progettazione delle forze sottomarine sta maturando, una logica che la Marina degli Stati Uniti, almeno a livello operativo, sta iniziando a prendere sul serio. Per comprenderne il motivo, è necessario allontanarsi dai dettagli specifici della piattaforma Speartooth e considerare il più ampio dibattito strategico che si è sviluppato nel corso delle guerre dei droni, dal Mar Nero al Pacifico occidentale.
L'esperienza ucraina ha già riscritto l'equazione fondamentale della guerra moderna. La questione non riguarda semplicemente i droni come tecnologia, ma piuttosto ciò che accade quando un combattente più piccolo e con meno risorse compie una scelta strategica deliberata, investendo in sistemi economici, distribuiti e sacrificabili, piuttosto che in piattaforme sofisticate e costose, acquistabili solo in piccole quantità.
Le prove sono schiaccianti. L'operazione Ragnatela, eseguita il 1° giugno 2025, ha impiegato 117 droni esplosivi a basso costo su cinque basi aeree russe, estendendosi per 4.300 Km, distruggendo 41 velivoli per un valore di circa sette miliardi di dollari, con un costo delle attrezzature che risulterebbe irrisorio in un tradizionale bilancio per gli appalti della difesa. L'operazione non ha avuto successo perché i droni fossero tecnologicamente superiori. Ha avuto successo perché l'Ucraina aveva costruito un ecosistema produttivo in grado di generare una massa considerevole, passando da 1.000 droni all'anno a 4,5 milioni, sviluppando al contempo i concetti operativi per impiegare tale massa in modo intelligente.
Sotto la superficie, si svolgeva una storia parallela. Il drone d'attacco sottomarino ucraino Sub Sea Baby è riuscito a penetrare nel porto fortificato di Novorossiysk, dimostrando la capacità di colpire un sottomarino di classe Kilo ormeggiato all'interno di un porto russo. Tale successo non è stato semplicemente un risultato tecnologico, ma il frutto di un concetto operativo che ha innanzitutto neutralizzato l'architettura ISR russa prima di sferrare l'attacco: una lezione che si applica direttamente a qualsiasi marina militare che intenda condurre operazioni sottomarine autonome in un ambiente ostile.
La lezione fondamentale che ho tratto da entrambe le campagne è racchiusa in quella che definisco la tensione tra "massa intelligente" e "scarsa precisione". Gli eserciti occidentali hanno trascorso decenni a ottimizzare le prestazioni massime per scafo, per aereo, per sottomarino. Le guerre dei droni hanno dimostrato che in un conflitto prolungato e ad alta intensità, questa equazione non funziona più. Ciò che conta non è la singola piattaforma più performante, ma la capacità di generare e sostenere una forza sufficiente su un numero sufficiente di vettori per negare all'avversario un vantaggio decisivo.
In questo contesto, il progetto Speartooth LUUV non è principalmente la storia di un'impressionante opera di ingegneria australiana. È la storia di una filosofia industriale e progettuale che prende sul serio gli insegnamenti tratti dalla guerra dei droni e li applica al dominio sottomarino.
C2 Robotics ha progettato Speartooth fin dall'inizio come piattaforma per veicoli sottomarini di grandi dimensioni. Da questa intenzione derivano diverse scelte progettuali. In primo luogo, il veicolo è indipendente dal carico utile, concepito come un camion sottomarino in grado di trasportare sensori, armi, pacchetti di ritrasmissione delle comunicazioni o strumenti per la guerra sottomarina senza richiedere una riprogettazione completa della piattaforma. In secondo luogo, sfrutta l'assenza di un equipaggio umano per ottimizzare il volume dello scafo e i bilanci energetici a vantaggio di autonomia, resistenza e carico utile, piuttosto che dell'abitabilità. In terzo luogo, e aspetto più rilevante dal punto di vista industriale, Speartooth si basa in larga misura su componenti e approcci produttivi tipici dei veicoli elettrici commerciali, puntando a un costo unitario compreso tra centinaia di migliaia e pochi milioni di dollari su larga scala.
È proprio questa disciplina dei costi che rende possibile la produzione di massa. Ed è anche ciò che distingue strutturalmente Speartooth dalla traiettoria del programma Orca, il sottomarino autonomo di grandi dimensioni della Marina statunitense. Orca era stato concepito con ambizione: un sottomarino autonomo di grandi dimensioni e altamente performante, con una notevole capacità di carico modulare per missioni che includevano la posa di mine. Tuttavia, valutazioni indipendenti del Government Accountability Office hanno documentato un aumento dei costi di almeno il 64% rispetto alle stime iniziali e ritardi di oltre tre anni, con circa 242 milioni di dollari di costi aggiuntivi rispetto a una base di partenza già ambiziosa. Il colpevole era noto: il programma era passato alla fase di fabbricazione prima di risolvere i principali rischi tecnologici e prima di dimostrare che la base industriale fosse in grado di produrre il progetto in modo affidabile.
Orca rimane un prezioso strumento di apprendimento per l'autonomia, la gestione dell'energia e l'integrazione dei sistemi sottomarini. Tuttavia, non è un modello adatto a generare la massa sottomarina che un serio conflitto nell'Indo-Pacifico richiederebbe. I sistemi di nicchia, per quanto tecnicamente impressionanti, non cambiano gli equilibri di potere quando possono essere impiegati solo in numero limitato.
C2 ha fatto di questo contrasto un punto di forza strategico. Piattaforme più piccole, meno promesse grandiose, una concentrazione spietata su ciò che può essere effettivamente costruito, finanziato e mantenuto in condizioni industriali reali. L'acquisizione da parte della divisione NUWC di Newport di tre scafi Speartooth suggerisce che almeno alcuni settori della Marina statunitense abbiano recepito questo ragionamento.
La vendita di Speartooth agli Stati Uniti va letta anche nel contesto di ciò che l'Australia sta costruendo. La Strategia di Difesa Nazionale dell'aprile 2026 ha confermato Speartooth come parte integrante della struttura delle Forze di Difesa australiane, non come un esperimento in fase di sviluppo, ma come un sistema operativo. Tale conferma è importante perché riflette l'esperienza operativa accumulata. Speartooth è stato testato in ambienti impegnativi, tra cui esercitazioni come Talisman Sabre e la serie di esercitazioni di guerra autonoma Maritime Big Play. Il comando e controllo (C2) e i potenziali clienti dispongono di dati reali sul comportamento della piattaforma in condizioni operative rappresentative.
Speartooth non è l'unico progetto sottomarino australiano. Il Ghost Shark di Anduril, un veicolo sottomarino autonomo di grandi dimensioni sviluppato in collaborazione con il Defence Science and Technology Group e la Royal Australian Navy, sta entrando in produzione di serie con la realizzazione di decine di esemplari e un programma del valore di circa 1,7 miliardi di dollari australiani. Il Ghost Shark è progettato per le missioni di penetrazione in profondità più impegnative, dove autonomia, capacità di carico e sopravvivenza richiedono una piattaforma più grande, complessa e performante.
La relazione tra Ghost Shark e Speartooth non è di competizione, bensì di stratificazione. Ghost Shark per le missioni più impegnative. Speartooth per la presenza, l'ISR persistente, la guerra dei fondali marini e i ruoli di rete in cui un numero maggiore di unità e un costo unitario inferiore contano più della capacità massima per singolo scafo. Al di sotto di entrambi, UUV più piccoli per le contromisure antimine, la difesa portuale e il rilevamento distribuito. Questa è la logica di portafoglio che una seria progettazione delle forze sottomarine richiede oggi: non un'unica soluzione perfetta, ma un'architettura a più livelli calibrata sulla gamma di problemi operativi.
L'Australia non si limita ad acquisire piattaforme. Sta costruendo un ecosistema: capacità industriale, esperienza operativa, quadri normativi e di esportazione e una dottrina consolidata che potrebbero garantirle una posizione duratura nel mercato globale emergente dei sistemi marittimi autonomi pragmatici. La vendita all'estero del sistema Speartooth agli Stati Uniti, se effettivamente ciò che rappresenta la gara d'appalto NUWC, è la prova che l'ecosistema sta già producendo risultati credibili a livello internazionale.
Il significato dell'acquisizione NUWC non è meramente transazionale. Riflette il riconoscimento, a livello di requisiti operativi, che nessun progetto di LUUV disponibile sul mercato interno soddisfaceva la specifica combinazione di autonomia, furtività, dimensioni e capacità di lancio cinetico di cui la Marina aveva bisogno. Si tratta di un dato significativo sullo stato attuale dello sviluppo di sistemi sottomarini autonomi negli Stati Uniti e un commento pungente su ciò che anni di investimenti in programmi XLUUV più complessi e costosi non hanno ancora prodotto nella categoria LUUV.
Ciò segnala anche qualcosa sulla logica strategica della cooperazione industriale tra alleati che va oltre le tradizionali vendite militari all'estero. Speartooth è stato sviluppato in collaborazione con il Ministero della Difesa australiano ed è stato validato attraverso esercitazioni e integrazione operativa australiane. Quando la Marina statunitense lo acquista, non si limita ad acquistare una piattaforma. Avrà accesso all'esperienza operativa accumulata, a una catena di approvvigionamento industriale progettata per condizioni logistiche difficili e a una filosofia di progettazione specificamente calibrata per il tipo di massa sottomarina soggetta a guasti che l'Indo-Pacifico richiede.
È proprio questo il tipo di interdipendenza tra alleati che una solida cooperazione industriale AUKUS dovrebbe generare, non solo l'interoperabilità a livello di piattaforma, ma una vera e propria contaminazione incrociata di filosofia progettuale, concetto operativo e pratica industriale.
L'argomentazione più ampia insita nella storia di Speartooth si collega direttamente a quanto ho sviluppato in "  Lezioni dalle guerre dei droni"   e in  "L'era del caos" . La competizione strategica con la Cina nell'Indo-Pacifico non sarà decisa da quale schieramento disponga della piattaforma individuale più performante. Sarà decisa da quale schieramento sarà in grado di generare e sostenere una forza sufficiente su diversi fronti, su scala adeguata e con una resilienza operativa tale da impedire all'avversario di concentrare e sfruttare il proprio vantaggio.
Nel dominio sottomarino, ciò significa massa, una massa effettivamente sacrificabile che può essere prodotta in impianti industriali dislocati, trasportata in container standard, supportata da componenti disponibili in commercio e sostituita in caso di perdita senza innescare una crisi di capacità. Speartooth è progettato proprio per queste condizioni. La sua strategia basata su componenti commerciali, la sua logistica containerizzata, la sua architettura modulare del carico utile, tutto ciò deriva da una lucida valutazione di ciò che le operazioni sottomarine in condizioni di conflitto prolungato richiedono effettivamente.
La richiesta di offerte NUWC di agosto 2025 riguarda tre scafi. Questo è un inizio, non una soluzione. Ma rappresenta qualcosa di più importante di quanto i suoi numeri modesti lascino intendere: un riconoscimento concreto, basato su requisiti operativi, del fatto che la logica della massa intelligente viene ora applicata al dominio sottomarino e che un'azienda australiana ha costruito la piattaforma che al momento incarna tale logica in modo più credibile.
Le guerre dei droni ci hanno insegnato che l'economicità, la producibilità e la semplicità operativa su larga scala possono generare effetti strategici che una complessità estrema non può eguagliare. Speartooth è la risposta della guerra sottomarina a questa lezione. A quanto pare, la Marina statunitense sta iniziando ad ascoltare.









IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:

“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, C2 Robotics, Defence-blog, WIKIPEDIA, Sidinfo, You Tube)


























 

sabato 2 maggio 2026

GUERRA RUSSIA - UCRAINA 2026: in data 25 aprile 2026, le forze ucraine specializzate in sistemi aerei a pilotaggio remoto, hanno colpito alcuni caccia Su-57 Felon e un Su-34 presso l'aeroporto di Shagol, nella regione russa di Chelyabinsk.













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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.










In data 25 aprile 2026, le forze ucraine specializzate in sistemi aerei senza pilota hanno colpito alcuni caccia Su-57 Felon e un Su-34 presso l'aeroporto di Shagol, nella regione russa di Chelyabinsk. Gli obiettivi si trovavano a circa 1.700 Km dal confine ucraino: l'entità dei danni sarebbe ancora in fase di valutazione.

L'Ucraina avrebbe colpito caccia stealth russi Su-57 Felon e un aereo d'attacco Su-34 Fullback in profondità nel territorio russo, presso l'aeroporto di Shagol nella regione di Chelyabinsk, a circa 1.700 chilometri dal confine ucraino. Lo Stato Maggiore ucraino ha confermato l'attacco, attribuendolo alle Forze dei Sistemi a Pilotaggio Remoto delle Forze Armate ucraine. Diversi caccia Su-57 e un cacciabombardiere Su-34 sarebbero stati colpiti presso l'aeroporto di Shagol. L'entità dei danni è ancora in fase di valutazione, ma l'attacco è stato descritto come un risultato confermato delle misure volte a ridurre la capacità del nemico di colpire obiettivi civili sul territorio ucraino.
Analisti di intelligence open-source, esaminando le immagini satellitari allegate, hanno confermato in modo indipendente l'attacco all'aeroporto di Shagol. La comunità Exilenova+ ha pubblicato fotografie e fornito una conferma visiva dei danni subiti dai velivoli Su-57 Felon e Su-34 presenti sul posto, supportando le affermazioni dell'esercito ucraino con un'analisi delle immagini coerente con un attacco alle aree di parcheggio degli aerei dell’aeroporto.





Il Su-57 (codice NATO Felon) è il velivolo da combattimento più avanzato della Russia: un caccia stealth di quinta generazione che Mosca ha promosso come fulcro della sua modernizzazione dell'aviazione. 

Progettato per competere con gli F-22 e F-35 americani, il Su-57 incorpora una forma a bassa osservabilità, un'avionica avanzata e vani interni per le armi, pensati per ridurre la sezione radar equivalente. La Russia utilizza questo velivolo nella guerra contro l’Ucraina, secondo quanto dichiarato dagli stessi funzionari russi, principalmente in modalità stand-off, lanciando missili da crociera da posizioni ben all'interno dello spazio aereo russo, irraggiungibili dalle difese aeree ucraine. Mantenere il Su-57 al sicuro è fondamentale per il modo in cui la Russia impiega questa piattaforma, presente in numero limitato e che rappresenta un elemento insostituibile delle capacità aerospaziali russe.
Come per tutti gli aerei invisibili ai radar, anche l'Su-57 impiega delle geometrie particolari delle ali e degli alettoni, materiali compositi, speciali verniciature, mentre i compressori dei motori sono nascosti da una serpentina e da particolari elementi per deviare le onde dei radar.
Essendo l'aereo ancora in fase di sviluppo, è difficile determinare la reale efficacia delle soluzioni adottate, ma, secondo le analisi di molti esperti, dovrebbe avere delle performance in linea con la produzione occidentale.
L'Su-57 è stato dotato di un nuovo radar AESA, come dichiarato dalla stessa casa costruttrice in un comunicato stampa dell'8 agosto 2012. Il radar, che è stato sviluppato dal Tikhomirov Scientific Research Institute of Instrument Design utilizzando nanotecnologie realizzate in Russia, comprende elementi attivi nella banda X sul fronte, ai lati dell'aereo e sul posteriore, e due elementi attivi nella banda L nelle semiali. Nella suite dei sensori è stato previsto anche un sensore ad infrarossi.
È in corso l'integrazione di un casco multifunzione che permetta al pilota non solo di visualizzare le informazioni tecniche e di navigazione del velivolo, bensì anche lo spazio esterno allo stesso.
Il progetto del caccia prevede sia l'utilizzo di armamenti esterni collegati alle ali, che di due alloggiamenti interni di ampie dimensioni ricavati nella fusoliera del velivolo, studiati per mantenere al meglio l'invisibilità ai radar, oltre ad un probabile cannoncino frontale. Il Su-57 ha una capacità di carico di armamenti di 7500 kg.
Nel corso dei test di stato, si è appurato della presenza di 4 piloni esterni destinati all'alloggiamento del carico bellico: una coppia collocata al di sotto della fusoliera ed un pilone sotto ciascuna ala.
I motori appositamente pensati per il Su-57, gli AL-51F1 (Izdeliye-30) sono ancora in fase di sviluppo.
A seguito del roll-out del secondo prototipo dell'S-70 con ugello motore piatto, si è speculato di una possibile adozione di tale soluzione tecnica anche per i futuri propulsori del Su-57.
A detta di alcune fonti, i velivoli di nuova produzione sarebbero dovuti essere equipaggiati con il nuovo motore a partire da metà 2022. Al 2024 il nuovo propulsore non è ancora stato integrato sui velivoli di serie, nonostante si siano registrati avanzamenti sul finire dell'anno con la pubblicazione di materiale relativo al roll-out di un prototipo dotato di propulsore ad ugello piatto.

Il 25 aprile 2026, questo scenario è cambiato. 

L'aeroporto di Shagol non è una base di prima linea: si trova nella regione di Chelyabinsk, negli Urali meridionali, a oltre 1.700 Km dal confine orientale dell'Ucraina. Questa distanza rappresenta una nuova soglia per la capacità di attacco a lungo raggio dimostrata dall'Ucraina con sistemi senza pilota e a pilotaggio remoto. I precedenti attacchi con droni ucraini contro aeroporti russi avevano raggiunto zone profonde del territorio russo, ma Chelyabinsk, un'importante città industriale a est dei monti Urali, più vicina al Kazakistan che all'Ucraina, rappresenta una portata che pochi analisti militari avrebbero previsto per sistemi senza pilota ucraini operanti da territorio controllato dall'Ucraina.
Il Su-34 colpito nello stesso attacco è di per sé una piattaforma efficiente. Il Su-34 è il principale aereo d'attacco russo, un velivolo supersonico biposto e bimotore progettato per attacchi di precisione al suolo e missioni antinave. La Russia impiega ampiamente i Su-34 contro l’Ucraina per sganciare munizioni guidate e non guidate; la flotta ha subito perdite significative a causa delle difese aeree ucraine e degli attacchi a lungo raggio. Ogni Su-34 perso o gravemente danneggiato rappresenta una riduzione significativa della capacità di attacco di precisione della Russia.

La vulnerabilità del Su-57 agli attacchi dei droni ucraini non è un problema nuovo per la Russia, ma la sua ricorrenza a questa distanza lo è. 

Precedenti rapporti di fonti aperte hanno documentato che la Russia ha subito perdite nella sua flotta di Su-57 a causa di attacchi di droni ucraini: un Su-57 è stato distrutto in precedenza e altri due velivoli hanno subito danni in attacchi separati sul territorio russo. L'attacco del 25 aprile a Shagol, se avesse causato danni significativi a più esemplari di Su-57, rappresenterebbe un ulteriore colpo sostanziale per un programma che la Russia produce in quantità molto limitate. A differenza del Su-34, che esiste in quantità maggiori, la flotta di Su-57 Felon è così ridotta che ogni singolo aereo perso o danneggiato incide in modo sostanziale sulle capacità aeronautiche avanzate della Russia.

L'importanza dell’attacco di Shagol va oltre gli aerei lì parcheggiati. 

Chelyabinsk è un'importante città industriale russa, sede della produzione di carri armati e di altre produzioni militari pesanti. L'aeroporto di Shagol funge da base per gli aerei che operano nella regione e da centro di addestramento e manutenzione. Un attacco di droni ucraini che ha raggiunto quella località indica che le risorse dell'aviazione russa, dislocate in quelle che Mosca probabilmente considerava basi sicure nelle retrovie, non sono più fuori dalla portata dell’Ucraina.










IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, Defence-Blog, WIKIPEDIA, You Tube)
























 

Bundeswehr 2027 - 2029: in data 15 aprile 2026, l'Ufficio federale per l'equipaggiamento, la tecnologia informatica e il supporto BAAINBw, ha incaricato Rheinmetall di modernizzare i sistemi esistenti e di fornire ulteriori sistemi per i soldati del programma “Infanterist der Zukunft Erweitertes System (IdZ-ES) Gladius” o Fante del futuro “IdZ-ES VJTF+”.













https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.








A seguito dell'approvazione dei fondi necessari da parte della Commissione Bilancio del Bundestag tedesco in data 15 aprile 2026, l'Ufficio federale per l'equipaggiamento, la tecnologia informatica e il supporto in servizio della Bundeswehr (BAAINBw) ha incaricato l'azienda di difesa Rheinmetall, con sede a Düsseldorf, di modernizzare i sistemi esistenti e di fornire ulteriori sistemi per i soldati del programma "Fante del futuro - Sistema esteso VJTF+" (IdZ-ES VJTF+). 
Il contratto, del valore lordo di 1,04 miliardi di euro, prevede la modernizzazione dei sistemi esistenti e la fornitura di ulteriori 237 sistemi per plotone. L'ordine rientra in un accordo quadro concluso con Rheinmetall nel febbraio 2025.
La Commissione Bilancio ha stanziato complessivamente circa 1,3 miliardi di euro di fondi di bilancio.

I 237 sistemi di plotone ordinati saranno consegnati tra novembre 2027 e dicembre 2029. 

Ogni sistema di plotone comprende 35 sistemi individuali per i soldati, oltre a una serie di componenti periferici. Complessivamente, questo ordine consentirà di equipaggiare 8.600 soldati con il sistema.
Il sistema individuale IdZ-ES VJTF+ sarà dotato di diverse nuove funzionalità. Un elemento chiave è una nuova scatola di interfaccia con porte aggiuntive che è integrata nella parte posteriore del giubbotto antiproiettile su di una nuova piastra posteriore. Sulla base dell'esperienza operativa, la piastra posteriore è stata migliorata per ospitare la radio UHF (radio del soldato). Riponendo la radio UHF sulla piastra posteriore e utilizzando una nuova antenna che sporge dalla parte posteriore del giubbotto antiproiettile all'altezza della spalla del soldato, quest'ultimo può utilizzare ulteriore spazio sui lati del giubbotto, ad esempio per l'equipaggiamento. Allo stesso tempo, la radio, fondamentale per la missione e completamente controllabile da remoto tramite il software del sistema, risulta protetta.

Con il programma VJTF+, le truppe riceveranno anche diverse nuove capacità. 

Tra queste, ad esempio, il sistema portatile di allarme per droni Wingman 105. Il sistema fornisce avvisi acustici ad hoc tramite cuffie (con protezioni acustiche) e avvisi visivi all'interno del sistema di gestione del campo di battaglia in merito a droni radiocomandati nelle vicinanze. È inoltre possibile localizzare la direzione dei droni. L'alimentazione centralizzata del sistema del soldato sarà migliorata grazie a una nuova generazione di batterie. Con una capacità delle batterie superiore di circa il 40%, ogni soldato dovrà trasportare solo quattro batterie anziché sei. Inoltre, ogni fante sarà dotato di un sistema di allarme laser, montato sull'elmetto, che avvisa chi lo indossa se viene preso di mira da un telemetro o un designatore laser.

Una nuova funzionalità è la possibilità di utilizzare a distanza l'optronica già presente nel sistema del soldato. 

Ad esempio, sarà possibile montare l'ottica Mosquito su di un treppiede e, in combinazione con un laptop e la radio per soldati PNR-1000 D inclusa, impiegarla "senza equipaggio" per monitorare un settore. Personale, veicoli o droni entro il raggio di rilevamento verranno individuati automaticamente e i dati visualizzati nel BMS. Ogni plotone sarà inoltre dotato di un'unità di controllo droni SRoC 7 (Soldier Robotic Controller), che verrà utilizzata per la pianificazione delle missioni e il controllo di vari droni da ricognizione e da combattimento. 
Il software di controllo dei droni consentirà il controllo simultaneo di più sistemi senza equipaggio, preparando così il sistema del soldato all'integrazione di nuovi sistemi senza equipaggio.







Il progetto Infanterist der Zukunft (IdZ) (o Fante del Futuro) è il programma di modernizzazione della fanteria, che in ambito NATO è sotto il nome di Future Soldier e che rientra nel Gefechtsausrüstung personale della fanteria della Bundeswehr. 


Il principale fornitore è la Rheinmetall Defence Electronics di Brema. Allo stato del 2012 il livello è IdZ-2, iniziato dal 2013, sotto la designazione „Gladius“ (Realisierungsstufe 2), ad essere fornito alla Bundeswehr.
Il test sul campo per l'attrezzatura e tutto il sistema è stato portato avanti nel 2002 in Kosovo. Nel quadro del Einsatzbataillons 1 della Task Force Prizren e Jägerzug del Jägerlehrbataillons 353 in collaborazione con la Infanterieschule Hammelburg. La versione base venne usata nel 2003 in Afghanistan.
Nel 2012/13 le unità del Sicherungsbataillons 12 della 10. Panzerdivision di Hardheim ricevettero il IdZ ES dall'industria, secondo lo standard per impiego all'estero Bundeswehr. In Afghanistan il Gebirgsjägerbataillon 232 del Gebirgsjägerbrigade 23 di Bischofswiesen fu il primo ad utilizzare il sistema standard di produzione sul campo operativo.

Basi e pianificazione

Dalla fine della guerra fredda si è avuto un impiego della Bundeswehr attraverso il servizio svolto per la Repubblica Federale Tedesca e le organizzazioni internazionali con e senza mandato ONU.
L'armamentario di un soldato si divide in tre gruppi:
Gefechtsausrüstung (da battaglia) con armi portatili e sistemi d'arma, e protezioni,
Aufklärungs - und Orientierungsausrüstung (ricognizione e orientamento) e
Feld- und Biwakausrüstung (campo e bivacco).

Obiettivi:
  • assertività,
  • sopravvivenza,
  • gestibilità,
  • mobilità,
  • resistenza.

Componenti del Infanterist der Zukunft

Il programma „Infanterist der Zukunft“ impiega materiali e metodi da stato dell'arte. I sistemi sono modulari per impieghi diversi nelle diverse situazioni. Il sistema base (Basissystem BS) è composto da attrezzature e uniforme oltre al Gewehr G36. Con il sistema IdZ-2 viene introdotto un sistema nuovo. Dopo la preserie sono stati ordinati 4.000 IdZ-2. 

Il sistema pesa tra 57 e 66 kg.

1A Ausstattung Infanterist
Veste antiproiettile, Inf Beschusshemmende Weste (Bundeswehr)
Sistema di portabilità attrezzi, Inf
Borraccia con 2 litri di acqua,
Occhiaili protettivi, laser, polvere
Protezione acustica
Vocoder, Combi
Radio, UHF, Inf
Interfaccia PC, Inf
Protezione NBC, Inf
Contatore geiger
1B Zusatzausstattung
HK MP7
HK MG4
G82
Modulo di precisione PzF3
Fotocamera digitale
40 mm AG36 1,5 kg
WBG – arma portatile
Stativ, antimagnetco
1C Ausst. Jäger/1D Ausst. Geb.Jäger/1E Ausst. Fsch.Jäger
Sistema di collegamento rete
Carica batterie, batterie, PC
Docking station, batterie
Modulo laser, Satz
BiV monocolo*
BiV NSA 80
Custodia
Misuratore laser, BT
BiV occhiali Leica.

Questo viene dato a tutti i soldati della fanteria; i Gebirgsjäger hanno anche un altimetro. Con 1C viene usato il veicolo Dingo, Fuchs, LKW; con 1D il BV-206, LKW; con 1E il ESK, LKW.
-BiV Bildverstärker (ingranditore) e Nachtsichtgerät (visore notturno)-

Vestizione

Il sistema modulare di vestizione presenta attacchi anteriori e posteriori. Tasche per munizionamento o altri scopi possono essere montati con velcro. Sul posteriore possono essere montati Daypacks con una capacità di 10 litri. Una borraccia da 2 litri nello zaino.

Protezione

Occhiali protettivi EPS21
Beschusshemmende Weste (Bundeswehr) come veste antiproieittile con placche in ceramica Schutzklasse IV .308, peso tra 10,5 e 12 kg
Protezione NBC.

Sistema di guida

5x ingrandimenti, 10x ingr. possibili
Radio UHF
Auricolari Sennheiser
Global Positioning System
Personal Digital Assistant EADS-NaviPad (PDA) con cartografia digitale e goniometro digitale
Fotocamera digitale
Binocolo Vectronix (Leica Geosystems) Vector IV con misuratore laser e goniometro
Visore notturno e termocamera
Occhiali ingrandenti Lucie, e monocolo BIG 35
Termocamera HuntIR della AIM AEG Infrarot-Module GmbH.

CANNOCCHIALI LUCIE - Il fante ha in dotazione degli occhiali ingrandenti Lucie. Possono essere indossati sull'elmetto o con banda sulla testa. Da una distanza minima di 15 cm fino a 250 m possono permettere di osservare, leggere testi. L'HyperGen XD-4 pesa 360g; durata di servizio di 60 h con una batteria di 1,5V-AA e temperatura da −30°C fino +45°C. Può essere integrato con un modulo laser di puntamento e misurazione.
Fero - luce - Il gruppo è costituito da due monocoli BIG 35 per visione fino a 800 metri. Il sistema pesa 840g e dura in funzionamento continuo fino a 30 h con due batterie 1,5V-AA. Possibilità di uso con accumulatore agli ioni di litio, fino a 100 h.
NSA80 - visore notturno - Il sistema NSA80 può essere montato sul G36. Può essere utilizzato in abbinamento alla luce Fero.
Termocamera - una termocamera è in dotazione e può essere utilizzata sull'arma o come dispositivo autonomo portatile. Il tipo TWS AN/PAS-13 A(V) con peso di 2,5kg e un'ottica in grado di rilevare differenze da 3 a 10 °C. La termocamera opera sulla lunghezza d'onda di 3,4–4,2 µm; le batteri permettono una durata operativa di 8h. Come visore a distanza può essere impiegato un display esterno per l'osservazione.

Componenti Infanterist der Zukunft Erweitertes System (IdZ-ES) Gladius

La seconda fase di rilascio delle attrezzature dalla Rheinmetall Defence Electronics (Bremen) con ordine alla società Rheinmetall siglato nel 2006.
IdZ-ES è composto da 20 componenti i tre branche:
  • Abbigliamento, Protezione- e Accessori (BST)
  • Armi, Ottica e Optronica (WOO)
  • Comando, Controllo, Computer, Communications and Information (C4I).

La veste protettiva è composta dalla protezione balistica SK1 con integrato un sistema di aerazione, la protezione protegge da proiettili calibro 9 mm. Possono essere montate placche protettive fino alla classe 4.
L'elmetto è Ops-Core Fast Ballistic Helmet, con peso di 1.328 g in misure M, L, con possibilità di montare lampade ed altri accessori. Il nuovo elmetto pesa il 20% in meno del precedente. Il display oculare integrato permette di vedere tutti i compagni di missione durante l’operazione.

Il sistema Nacre-Headset, permette di parlare ed ascoltare in modo integrato con auricolari e microfono. Il parlato è segnalato da un "toc". 

Il sistema elmetto ha anche contemporaneamente la protezione per l'udito. Push-to-talk-Tasten (PTT) può essere azionato con l'ottica integrata quando le mani sono occupate dalle armi.
Il sistema portante sul corpo trasporta il calcolatore, radio, GPS e batterie. Il sistema di guida permette l'accesso ai soldati, al „Network Centric Warfare“, con minor possibilità di essere colpito da fuoco amico. Lo Bedien- und Anzeigegerät (BAG) è una impugnatura ergonomica con deviatore a otto posizioni e tasti per selezionare e interrompere il collegamento con il calcolatore. Anche la radio di gruppo e di guida può essere collegata. Il sistema permette di localizzare la posizione delle forze in campo, su mappa digitale. Ogni soldato può vedere tale dispiegamento di forze.
Gruppenführer und Stellvertreter verfügen über einen „Tragbaren Führungsrechner“ (TFR). Dieser dient der Lagedarstellung und hilft dem Führer bei Planung und Überwachung des Gefechts. Über das Gruppenfahrzeug SPz Puma oder GTK Boxer lässt sich das Führungsinfosystem Heer nutzen.
Il Laserentfernungsmessers „Moskito“ può essere collegato via Bluetooth al calcolatore. I dati possono essere mandai a tutto il gruppo, e al BAG che all' Helmdisplay. Questo può essere usato per l'artiglieria e il puntamento di mortai e obici.
Il fucile G36 viene fornito con ottica Zieloptik (ZO) 4x30 e Reflexvisier Red Dot Small Arms (RSA-S). Un visore notturno (NSV) IRV-600 della Carl-Zeiss Optronics (Hensoldt AG) con un peso di 1.090 g incl. una batteria. In alternativa anche un visore notturno da 390 g fino a 100 m Typ Dragon-C della Qioptiq.
L'abbigliamento modulare modulare Bekleidung è per ogni zona climatica con temperature da −32 °C a +45 °C. Esiste la possibilità di sottoveste in lana di Woolpower per zone climatiche invernali freddo-secco e freddo-umido così come in cotone per zone climatiche freddo-umido estivo a caldo-secco.

Armi

G36 calibro 5,56 × 45 mm NATO Heckler & Koch 3,63 kg senza munizioni – Standardwaffe des IdZ

Accessori - Laser multifunzione e luce bianca LLM-VR (Laser light module Vario-Ray – successore del LLM01) - Visore notturno (NSA 80) 1,2 kg - Termocamera HuntIR 3 kg.

Aggiunta- o scelta

HK P8 9 × 19 mm, 0,77 kg (senza munizioni) / HK P12 .45 (11,43 × 23 mm) 0,745 kg (senza munizioni)
AG36 40 mm Granatwerfer 1,5 kg (senza munizioni)
Panzerfaust 3 con puntatori Dynarange Laser. Gittata fino a 600 m con PzFst 3-IT-600 15,1 kg (con un proiettile in dotazione),
Panzerfaust RGW 90 MATADOR (a scelta) 10 kg
HK MG4 (Maschinengewehr 4) 5,56 × 45 mm NATO 7,35 kg (senza munizioni)
HK MG5 7,62 x 51 mm NATO 9,9 kg (senza munizioni)
MP7 (Maschinenpistole 7) 4,6 × 30 mm 1,9 kg (senza munizioni)
Kampfmesser KM2000 0,525 kg
Fucile di precisione
Gruppe kurze Entfernung (corto raggio) G28 calibro 7,62 × 51 mm (.308 Winchester), 7,9 kg
Zug mittlere Entfernung (medio raggio) G22 calibro 7,62 × 67 mm (.300 Winchester Magnum), 8,1 kg
Kompanie große Entfernung und technisches Gerät** (lungo raggio) G82 calibro 12,7 × 99 mm (.50 BMG), 12,9 kg
HK P2A1 pistola di segnalazione 0,52 kg

Aggiunta- o a scelta solo per forze particolari o pianificate

Benelli M4 (solo KSK, Feldjäger, Marineschutzkräfte/KS, Luftlandebrigade)
Remington 870
HK121 peso 9,9 kg come sostituto del MG3

Il G82 così come il Remington 870 / Benelli sono per uso "fucile anti-materiale".
Silenziatori sono per alcune armi specifiche di corpi speciali vedi lista delle armi della Bundeswehr.

Dispositivi da campo e bivacco

Questi componenti pesano complessivamente ca. 18 kg:

Zaino e accessori

Zaino piccolo da 30l verde oliva Poliammide
Zaino da combattimento 5 colori Flecktarn o 3 colori 50l Poliammide
Zaino grande 110l + zaino d'impiego 30l verde oliva (solo Spezialkräfte) 3.000 g
Per gli spostamenti sacca da 80l, Seesack 100l, Transportsack 140l
Koppeltragegestell o Ausrüstungsträger Chest-Rig con sacco a pelo

Modulares Schlafsacksystem con lettino suolo, Falt-Isomatte, tenda a telo

(Kunstfaser-)Schlafsack allg.(1) Zona clima C freddo umido Estate Tcomf −15°C, Tmax −35°C, Peso 1950 g + Packsack 200 g
(Kunstfaser-)Schlafsack tropicale zona clima A Tcomf +4 °C Tmax −10°C
Schlafsacküberzug (Bivacco) tre strati laminato
Tutti assieme zona clima C inverno fino a −45 °C Tmax
Gavetta con posate e borraccia, sacco acqua con dosatore, Epa
Pala ripiegabile
Personalizzazioni piccole (es. rete mimetica per la testa)
Personalizzazione (Bende, coperta isotermica, guanti protettivi, cerotto, etc.)
Personalizzazione NBC con poncho e maschera antigas 2000
Protezioni antivento, e varie ambientali
Bussola (Mumien-)Schlafsack allgemein 1980, così come (Daunen-)Schlafsack Fernspäher e Schlafsack Winter.

Uniforme

Feldanzug 1990 mimetica con Flecktarn (Bundeswehr) – freddo-umido zona clima D =(A3+C1)
Feldanzug 5 colori (Dschungeltarn) – caldo-umido zona clima B (Regenwald)
Feldanzug 3 colori tropicale – caldo-secco zona clima A (Steppa A1, Savana A2, Deserto A3)
Invernale con chiazze bianche o bianco
con anfibi o scarponi o scarpe da combattimento
Il mimetismo invernale da neve come il sopra-giacca o sopra-pantaloni così come l'elmetto sono per truppe speciali. Accanto ai componenti „Infanterist der Zukunft“ esistono anche abbigliamenti specifici per l’addestramento.

Gruppo (fanteria)

Pionieri fanteria leggera con pale, seghe, accetta, ascia, zappa, stendi filo spinato
Nastro spinato, filo spinato e stendi filo
Ristorazione
Tanica d'acqua
Munizionamento di riserva, esplosivi e altro
Componenti di aiuto con barella.

Ricognizione

Con piccoli velivoli EMT Aladin, MIKADO o con piccoli autoveicoli vi è la possibilità di ricognizione e osservazione nella guerra urbana, in costruzioni e fognature, quando l'impiego di uomini è pericoloso per la loro incolumità. I dati possono essere trasmessi nel System des Infanteristen der Zukunft.











IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, Hartpunkt, WIKIPEDIA, You Tube)