sabato 2 maggio 2026

GUERRA RUSSIA - UCRAINA 2026: in data 25 aprile 2026, le forze ucraine specializzate in sistemi aerei a pilotaggio remoto, hanno colpito alcuni caccia Su-57 Felon e un Su-34 presso l'aeroporto di Shagol, nella regione russa di Chelyabinsk.













https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.










In data 25 aprile 2026, le forze ucraine specializzate in sistemi aerei senza pilota hanno colpito alcuni caccia Su-57 Felon e un Su-34 presso l'aeroporto di Shagol, nella regione russa di Chelyabinsk. Gli obiettivi si trovavano a circa 1.700 Km dal confine ucraino: l'entità dei danni sarebbe ancora in fase di valutazione.

L'Ucraina avrebbe colpito caccia stealth russi Su-57 Felon e un aereo d'attacco Su-34 Fullback in profondità nel territorio russo, presso l'aeroporto di Shagol nella regione di Chelyabinsk, a circa 1.700 chilometri dal confine ucraino. Lo Stato Maggiore ucraino ha confermato l'attacco, attribuendolo alle Forze dei Sistemi a Pilotaggio Remoto delle Forze Armate ucraine. Diversi caccia Su-57 e un cacciabombardiere Su-34 sarebbero stati colpiti presso l'aeroporto di Shagol. L'entità dei danni è ancora in fase di valutazione, ma l'attacco è stato descritto come un risultato confermato delle misure volte a ridurre la capacità del nemico di colpire obiettivi civili sul territorio ucraino.
Analisti di intelligence open-source, esaminando le immagini satellitari allegate, hanno confermato in modo indipendente l'attacco all'aeroporto di Shagol. La comunità Exilenova+ ha pubblicato fotografie e fornito una conferma visiva dei danni subiti dai velivoli Su-57 Felon e Su-34 presenti sul posto, supportando le affermazioni dell'esercito ucraino con un'analisi delle immagini coerente con un attacco alle aree di parcheggio degli aerei dell’aeroporto.





Il Su-57 (codice NATO Felon) è il velivolo da combattimento più avanzato della Russia: un caccia stealth di quinta generazione che Mosca ha promosso come fulcro della sua modernizzazione dell'aviazione. 

Progettato per competere con gli F-22 e F-35 americani, il Su-57 incorpora una forma a bassa osservabilità, un'avionica avanzata e vani interni per le armi, pensati per ridurre la sezione radar equivalente. La Russia utilizza questo velivolo nella guerra contro l’Ucraina, secondo quanto dichiarato dagli stessi funzionari russi, principalmente in modalità stand-off, lanciando missili da crociera da posizioni ben all'interno dello spazio aereo russo, irraggiungibili dalle difese aeree ucraine. Mantenere il Su-57 al sicuro è fondamentale per il modo in cui la Russia impiega questa piattaforma, presente in numero limitato e che rappresenta un elemento insostituibile delle capacità aerospaziali russe.
Come per tutti gli aerei invisibili ai radar, anche l'Su-57 impiega delle geometrie particolari delle ali e degli alettoni, materiali compositi, speciali verniciature, mentre i compressori dei motori sono nascosti da una serpentina e da particolari elementi per deviare le onde dei radar.
Essendo l'aereo ancora in fase di sviluppo, è difficile determinare la reale efficacia delle soluzioni adottate, ma, secondo le analisi di molti esperti, dovrebbe avere delle performance in linea con la produzione occidentale.
L'Su-57 è stato dotato di un nuovo radar AESA, come dichiarato dalla stessa casa costruttrice in un comunicato stampa dell'8 agosto 2012. Il radar, che è stato sviluppato dal Tikhomirov Scientific Research Institute of Instrument Design utilizzando nanotecnologie realizzate in Russia, comprende elementi attivi nella banda X sul fronte, ai lati dell'aereo e sul posteriore, e due elementi attivi nella banda L nelle semiali. Nella suite dei sensori è stato previsto anche un sensore ad infrarossi.
È in corso l'integrazione di un casco multifunzione che permetta al pilota non solo di visualizzare le informazioni tecniche e di navigazione del velivolo, bensì anche lo spazio esterno allo stesso.
Il progetto del caccia prevede sia l'utilizzo di armamenti esterni collegati alle ali, che di due alloggiamenti interni di ampie dimensioni ricavati nella fusoliera del velivolo, studiati per mantenere al meglio l'invisibilità ai radar, oltre ad un probabile cannoncino frontale. Il Su-57 ha una capacità di carico di armamenti di 7500 kg.
Nel corso dei test di stato, si è appurato della presenza di 4 piloni esterni destinati all'alloggiamento del carico bellico: una coppia collocata al di sotto della fusoliera ed un pilone sotto ciascuna ala.
I motori appositamente pensati per il Su-57, gli AL-51F1 (Izdeliye-30) sono ancora in fase di sviluppo.
A seguito del roll-out del secondo prototipo dell'S-70 con ugello motore piatto, si è speculato di una possibile adozione di tale soluzione tecnica anche per i futuri propulsori del Su-57.
A detta di alcune fonti, i velivoli di nuova produzione sarebbero dovuti essere equipaggiati con il nuovo motore a partire da metà 2022. Al 2024 il nuovo propulsore non è ancora stato integrato sui velivoli di serie, nonostante si siano registrati avanzamenti sul finire dell'anno con la pubblicazione di materiale relativo al roll-out di un prototipo dotato di propulsore ad ugello piatto.

Il 25 aprile 2026, questo scenario è cambiato. 

L'aeroporto di Shagol non è una base di prima linea: si trova nella regione di Chelyabinsk, negli Urali meridionali, a oltre 1.700 Km dal confine orientale dell'Ucraina. Questa distanza rappresenta una nuova soglia per la capacità di attacco a lungo raggio dimostrata dall'Ucraina con sistemi senza pilota e a pilotaggio remoto. I precedenti attacchi con droni ucraini contro aeroporti russi avevano raggiunto zone profonde del territorio russo, ma Chelyabinsk, un'importante città industriale a est dei monti Urali, più vicina al Kazakistan che all'Ucraina, rappresenta una portata che pochi analisti militari avrebbero previsto per sistemi senza pilota ucraini operanti da territorio controllato dall'Ucraina.
Il Su-34 colpito nello stesso attacco è di per sé una piattaforma efficiente. Il Su-34 è il principale aereo d'attacco russo, un velivolo supersonico biposto e bimotore progettato per attacchi di precisione al suolo e missioni antinave. La Russia impiega ampiamente i Su-34 contro l’Ucraina per sganciare munizioni guidate e non guidate; la flotta ha subito perdite significative a causa delle difese aeree ucraine e degli attacchi a lungo raggio. Ogni Su-34 perso o gravemente danneggiato rappresenta una riduzione significativa della capacità di attacco di precisione della Russia.

La vulnerabilità del Su-57 agli attacchi dei droni ucraini non è un problema nuovo per la Russia, ma la sua ricorrenza a questa distanza lo è. 

Precedenti rapporti di fonti aperte hanno documentato che la Russia ha subito perdite nella sua flotta di Su-57 a causa di attacchi di droni ucraini: un Su-57 è stato distrutto in precedenza e altri due velivoli hanno subito danni in attacchi separati sul territorio russo. L'attacco del 25 aprile a Shagol, se avesse causato danni significativi a più esemplari di Su-57, rappresenterebbe un ulteriore colpo sostanziale per un programma che la Russia produce in quantità molto limitate. A differenza del Su-34, che esiste in quantità maggiori, la flotta di Su-57 Felon è così ridotta che ogni singolo aereo perso o danneggiato incide in modo sostanziale sulle capacità aeronautiche avanzate della Russia.

L'importanza dell’attacco di Shagol va oltre gli aerei lì parcheggiati. 

Chelyabinsk è un'importante città industriale russa, sede della produzione di carri armati e di altre produzioni militari pesanti. L'aeroporto di Shagol funge da base per gli aerei che operano nella regione e da centro di addestramento e manutenzione. Un attacco di droni ucraini che ha raggiunto quella località indica che le risorse dell'aviazione russa, dislocate in quelle che Mosca probabilmente considerava basi sicure nelle retrovie, non sono più fuori dalla portata dell’Ucraina.










IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, Defence-Blog, WIKIPEDIA, You Tube)
























 

Bundeswehr 2027 - 2029: in data 15 aprile 2026, l'Ufficio federale per l'equipaggiamento, la tecnologia informatica e il supporto BAAINBw, ha incaricato Rheinmetall di modernizzare i sistemi esistenti e di fornire ulteriori sistemi per i soldati del programma “Infanterist der Zukunft Erweitertes System (IdZ-ES) Gladius” o Fante del futuro “IdZ-ES VJTF+”.













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(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.








A seguito dell'approvazione dei fondi necessari da parte della Commissione Bilancio del Bundestag tedesco in data 15 aprile 2026, l'Ufficio federale per l'equipaggiamento, la tecnologia informatica e il supporto in servizio della Bundeswehr (BAAINBw) ha incaricato l'azienda di difesa Rheinmetall, con sede a Düsseldorf, di modernizzare i sistemi esistenti e di fornire ulteriori sistemi per i soldati del programma "Fante del futuro - Sistema esteso VJTF+" (IdZ-ES VJTF+). 
Il contratto, del valore lordo di 1,04 miliardi di euro, prevede la modernizzazione dei sistemi esistenti e la fornitura di ulteriori 237 sistemi per plotone. L'ordine rientra in un accordo quadro concluso con Rheinmetall nel febbraio 2025.
La Commissione Bilancio ha stanziato complessivamente circa 1,3 miliardi di euro di fondi di bilancio.

I 237 sistemi di plotone ordinati saranno consegnati tra novembre 2027 e dicembre 2029. 

Ogni sistema di plotone comprende 35 sistemi individuali per i soldati, oltre a una serie di componenti periferici. Complessivamente, questo ordine consentirà di equipaggiare 8.600 soldati con il sistema.
Il sistema individuale IdZ-ES VJTF+ sarà dotato di diverse nuove funzionalità. Un elemento chiave è una nuova scatola di interfaccia con porte aggiuntive che è integrata nella parte posteriore del giubbotto antiproiettile su di una nuova piastra posteriore. Sulla base dell'esperienza operativa, la piastra posteriore è stata migliorata per ospitare la radio UHF (radio del soldato). Riponendo la radio UHF sulla piastra posteriore e utilizzando una nuova antenna che sporge dalla parte posteriore del giubbotto antiproiettile all'altezza della spalla del soldato, quest'ultimo può utilizzare ulteriore spazio sui lati del giubbotto, ad esempio per l'equipaggiamento. Allo stesso tempo, la radio, fondamentale per la missione e completamente controllabile da remoto tramite il software del sistema, risulta protetta.

Con il programma VJTF+, le truppe riceveranno anche diverse nuove capacità. 

Tra queste, ad esempio, il sistema portatile di allarme per droni Wingman 105. Il sistema fornisce avvisi acustici ad hoc tramite cuffie (con protezioni acustiche) e avvisi visivi all'interno del sistema di gestione del campo di battaglia in merito a droni radiocomandati nelle vicinanze. È inoltre possibile localizzare la direzione dei droni. L'alimentazione centralizzata del sistema del soldato sarà migliorata grazie a una nuova generazione di batterie. Con una capacità delle batterie superiore di circa il 40%, ogni soldato dovrà trasportare solo quattro batterie anziché sei. Inoltre, ogni fante sarà dotato di un sistema di allarme laser, montato sull'elmetto, che avvisa chi lo indossa se viene preso di mira da un telemetro o un designatore laser.

Una nuova funzionalità è la possibilità di utilizzare a distanza l'optronica già presente nel sistema del soldato. 

Ad esempio, sarà possibile montare l'ottica Mosquito su di un treppiede e, in combinazione con un laptop e la radio per soldati PNR-1000 D inclusa, impiegarla "senza equipaggio" per monitorare un settore. Personale, veicoli o droni entro il raggio di rilevamento verranno individuati automaticamente e i dati visualizzati nel BMS. Ogni plotone sarà inoltre dotato di un'unità di controllo droni SRoC 7 (Soldier Robotic Controller), che verrà utilizzata per la pianificazione delle missioni e il controllo di vari droni da ricognizione e da combattimento. 
Il software di controllo dei droni consentirà il controllo simultaneo di più sistemi senza equipaggio, preparando così il sistema del soldato all'integrazione di nuovi sistemi senza equipaggio.







Il progetto Infanterist der Zukunft (IdZ) (o Fante del Futuro) è il programma di modernizzazione della fanteria, che in ambito NATO è sotto il nome di Future Soldier e che rientra nel Gefechtsausrüstung personale della fanteria della Bundeswehr. 


Il principale fornitore è la Rheinmetall Defence Electronics di Brema. Allo stato del 2012 il livello è IdZ-2, iniziato dal 2013, sotto la designazione „Gladius“ (Realisierungsstufe 2), ad essere fornito alla Bundeswehr.
Il test sul campo per l'attrezzatura e tutto il sistema è stato portato avanti nel 2002 in Kosovo. Nel quadro del Einsatzbataillons 1 della Task Force Prizren e Jägerzug del Jägerlehrbataillons 353 in collaborazione con la Infanterieschule Hammelburg. La versione base venne usata nel 2003 in Afghanistan.
Nel 2012/13 le unità del Sicherungsbataillons 12 della 10. Panzerdivision di Hardheim ricevettero il IdZ ES dall'industria, secondo lo standard per impiego all'estero Bundeswehr. In Afghanistan il Gebirgsjägerbataillon 232 del Gebirgsjägerbrigade 23 di Bischofswiesen fu il primo ad utilizzare il sistema standard di produzione sul campo operativo.

Basi e pianificazione

Dalla fine della guerra fredda si è avuto un impiego della Bundeswehr attraverso il servizio svolto per la Repubblica Federale Tedesca e le organizzazioni internazionali con e senza mandato ONU.
L'armamentario di un soldato si divide in tre gruppi:
Gefechtsausrüstung (da battaglia) con armi portatili e sistemi d'arma, e protezioni,
Aufklärungs - und Orientierungsausrüstung (ricognizione e orientamento) e
Feld- und Biwakausrüstung (campo e bivacco).

Obiettivi:
  • assertività,
  • sopravvivenza,
  • gestibilità,
  • mobilità,
  • resistenza.

Componenti del Infanterist der Zukunft

Il programma „Infanterist der Zukunft“ impiega materiali e metodi da stato dell'arte. I sistemi sono modulari per impieghi diversi nelle diverse situazioni. Il sistema base (Basissystem BS) è composto da attrezzature e uniforme oltre al Gewehr G36. Con il sistema IdZ-2 viene introdotto un sistema nuovo. Dopo la preserie sono stati ordinati 4.000 IdZ-2. 

Il sistema pesa tra 57 e 66 kg.

1A Ausstattung Infanterist
Veste antiproiettile, Inf Beschusshemmende Weste (Bundeswehr)
Sistema di portabilità attrezzi, Inf
Borraccia con 2 litri di acqua,
Occhiaili protettivi, laser, polvere
Protezione acustica
Vocoder, Combi
Radio, UHF, Inf
Interfaccia PC, Inf
Protezione NBC, Inf
Contatore geiger
1B Zusatzausstattung
HK MP7
HK MG4
G82
Modulo di precisione PzF3
Fotocamera digitale
40 mm AG36 1,5 kg
WBG – arma portatile
Stativ, antimagnetco
1C Ausst. Jäger/1D Ausst. Geb.Jäger/1E Ausst. Fsch.Jäger
Sistema di collegamento rete
Carica batterie, batterie, PC
Docking station, batterie
Modulo laser, Satz
BiV monocolo*
BiV NSA 80
Custodia
Misuratore laser, BT
BiV occhiali Leica.

Questo viene dato a tutti i soldati della fanteria; i Gebirgsjäger hanno anche un altimetro. Con 1C viene usato il veicolo Dingo, Fuchs, LKW; con 1D il BV-206, LKW; con 1E il ESK, LKW.
-BiV Bildverstärker (ingranditore) e Nachtsichtgerät (visore notturno)-

Vestizione

Il sistema modulare di vestizione presenta attacchi anteriori e posteriori. Tasche per munizionamento o altri scopi possono essere montati con velcro. Sul posteriore possono essere montati Daypacks con una capacità di 10 litri. Una borraccia da 2 litri nello zaino.

Protezione

Occhiali protettivi EPS21
Beschusshemmende Weste (Bundeswehr) come veste antiproieittile con placche in ceramica Schutzklasse IV .308, peso tra 10,5 e 12 kg
Protezione NBC.

Sistema di guida

5x ingrandimenti, 10x ingr. possibili
Radio UHF
Auricolari Sennheiser
Global Positioning System
Personal Digital Assistant EADS-NaviPad (PDA) con cartografia digitale e goniometro digitale
Fotocamera digitale
Binocolo Vectronix (Leica Geosystems) Vector IV con misuratore laser e goniometro
Visore notturno e termocamera
Occhiali ingrandenti Lucie, e monocolo BIG 35
Termocamera HuntIR della AIM AEG Infrarot-Module GmbH.

CANNOCCHIALI LUCIE - Il fante ha in dotazione degli occhiali ingrandenti Lucie. Possono essere indossati sull'elmetto o con banda sulla testa. Da una distanza minima di 15 cm fino a 250 m possono permettere di osservare, leggere testi. L'HyperGen XD-4 pesa 360g; durata di servizio di 60 h con una batteria di 1,5V-AA e temperatura da −30°C fino +45°C. Può essere integrato con un modulo laser di puntamento e misurazione.
Fero - luce - Il gruppo è costituito da due monocoli BIG 35 per visione fino a 800 metri. Il sistema pesa 840g e dura in funzionamento continuo fino a 30 h con due batterie 1,5V-AA. Possibilità di uso con accumulatore agli ioni di litio, fino a 100 h.
NSA80 - visore notturno - Il sistema NSA80 può essere montato sul G36. Può essere utilizzato in abbinamento alla luce Fero.
Termocamera - una termocamera è in dotazione e può essere utilizzata sull'arma o come dispositivo autonomo portatile. Il tipo TWS AN/PAS-13 A(V) con peso di 2,5kg e un'ottica in grado di rilevare differenze da 3 a 10 °C. La termocamera opera sulla lunghezza d'onda di 3,4–4,2 µm; le batteri permettono una durata operativa di 8h. Come visore a distanza può essere impiegato un display esterno per l'osservazione.

Componenti Infanterist der Zukunft Erweitertes System (IdZ-ES) Gladius

La seconda fase di rilascio delle attrezzature dalla Rheinmetall Defence Electronics (Bremen) con ordine alla società Rheinmetall siglato nel 2006.
IdZ-ES è composto da 20 componenti i tre branche:
  • Abbigliamento, Protezione- e Accessori (BST)
  • Armi, Ottica e Optronica (WOO)
  • Comando, Controllo, Computer, Communications and Information (C4I).

La veste protettiva è composta dalla protezione balistica SK1 con integrato un sistema di aerazione, la protezione protegge da proiettili calibro 9 mm. Possono essere montate placche protettive fino alla classe 4.
L'elmetto è Ops-Core Fast Ballistic Helmet, con peso di 1.328 g in misure M, L, con possibilità di montare lampade ed altri accessori. Il nuovo elmetto pesa il 20% in meno del precedente. Il display oculare integrato permette di vedere tutti i compagni di missione durante l’operazione.

Il sistema Nacre-Headset, permette di parlare ed ascoltare in modo integrato con auricolari e microfono. Il parlato è segnalato da un "toc". 

Il sistema elmetto ha anche contemporaneamente la protezione per l'udito. Push-to-talk-Tasten (PTT) può essere azionato con l'ottica integrata quando le mani sono occupate dalle armi.
Il sistema portante sul corpo trasporta il calcolatore, radio, GPS e batterie. Il sistema di guida permette l'accesso ai soldati, al „Network Centric Warfare“, con minor possibilità di essere colpito da fuoco amico. Lo Bedien- und Anzeigegerät (BAG) è una impugnatura ergonomica con deviatore a otto posizioni e tasti per selezionare e interrompere il collegamento con il calcolatore. Anche la radio di gruppo e di guida può essere collegata. Il sistema permette di localizzare la posizione delle forze in campo, su mappa digitale. Ogni soldato può vedere tale dispiegamento di forze.
Gruppenführer und Stellvertreter verfügen über einen „Tragbaren Führungsrechner“ (TFR). Dieser dient der Lagedarstellung und hilft dem Führer bei Planung und Überwachung des Gefechts. Über das Gruppenfahrzeug SPz Puma oder GTK Boxer lässt sich das Führungsinfosystem Heer nutzen.
Il Laserentfernungsmessers „Moskito“ può essere collegato via Bluetooth al calcolatore. I dati possono essere mandai a tutto il gruppo, e al BAG che all' Helmdisplay. Questo può essere usato per l'artiglieria e il puntamento di mortai e obici.
Il fucile G36 viene fornito con ottica Zieloptik (ZO) 4x30 e Reflexvisier Red Dot Small Arms (RSA-S). Un visore notturno (NSV) IRV-600 della Carl-Zeiss Optronics (Hensoldt AG) con un peso di 1.090 g incl. una batteria. In alternativa anche un visore notturno da 390 g fino a 100 m Typ Dragon-C della Qioptiq.
L'abbigliamento modulare modulare Bekleidung è per ogni zona climatica con temperature da −32 °C a +45 °C. Esiste la possibilità di sottoveste in lana di Woolpower per zone climatiche invernali freddo-secco e freddo-umido così come in cotone per zone climatiche freddo-umido estivo a caldo-secco.

Armi

G36 calibro 5,56 × 45 mm NATO Heckler & Koch 3,63 kg senza munizioni – Standardwaffe des IdZ

Accessori - Laser multifunzione e luce bianca LLM-VR (Laser light module Vario-Ray – successore del LLM01) - Visore notturno (NSA 80) 1,2 kg - Termocamera HuntIR 3 kg.

Aggiunta- o scelta

HK P8 9 × 19 mm, 0,77 kg (senza munizioni) / HK P12 .45 (11,43 × 23 mm) 0,745 kg (senza munizioni)
AG36 40 mm Granatwerfer 1,5 kg (senza munizioni)
Panzerfaust 3 con puntatori Dynarange Laser. Gittata fino a 600 m con PzFst 3-IT-600 15,1 kg (con un proiettile in dotazione),
Panzerfaust RGW 90 MATADOR (a scelta) 10 kg
HK MG4 (Maschinengewehr 4) 5,56 × 45 mm NATO 7,35 kg (senza munizioni)
HK MG5 7,62 x 51 mm NATO 9,9 kg (senza munizioni)
MP7 (Maschinenpistole 7) 4,6 × 30 mm 1,9 kg (senza munizioni)
Kampfmesser KM2000 0,525 kg
Fucile di precisione
Gruppe kurze Entfernung (corto raggio) G28 calibro 7,62 × 51 mm (.308 Winchester), 7,9 kg
Zug mittlere Entfernung (medio raggio) G22 calibro 7,62 × 67 mm (.300 Winchester Magnum), 8,1 kg
Kompanie große Entfernung und technisches Gerät** (lungo raggio) G82 calibro 12,7 × 99 mm (.50 BMG), 12,9 kg
HK P2A1 pistola di segnalazione 0,52 kg

Aggiunta- o a scelta solo per forze particolari o pianificate

Benelli M4 (solo KSK, Feldjäger, Marineschutzkräfte/KS, Luftlandebrigade)
Remington 870
HK121 peso 9,9 kg come sostituto del MG3

Il G82 così come il Remington 870 / Benelli sono per uso "fucile anti-materiale".
Silenziatori sono per alcune armi specifiche di corpi speciali vedi lista delle armi della Bundeswehr.

Dispositivi da campo e bivacco

Questi componenti pesano complessivamente ca. 18 kg:

Zaino e accessori

Zaino piccolo da 30l verde oliva Poliammide
Zaino da combattimento 5 colori Flecktarn o 3 colori 50l Poliammide
Zaino grande 110l + zaino d'impiego 30l verde oliva (solo Spezialkräfte) 3.000 g
Per gli spostamenti sacca da 80l, Seesack 100l, Transportsack 140l
Koppeltragegestell o Ausrüstungsträger Chest-Rig con sacco a pelo

Modulares Schlafsacksystem con lettino suolo, Falt-Isomatte, tenda a telo

(Kunstfaser-)Schlafsack allg.(1) Zona clima C freddo umido Estate Tcomf −15°C, Tmax −35°C, Peso 1950 g + Packsack 200 g
(Kunstfaser-)Schlafsack tropicale zona clima A Tcomf +4 °C Tmax −10°C
Schlafsacküberzug (Bivacco) tre strati laminato
Tutti assieme zona clima C inverno fino a −45 °C Tmax
Gavetta con posate e borraccia, sacco acqua con dosatore, Epa
Pala ripiegabile
Personalizzazioni piccole (es. rete mimetica per la testa)
Personalizzazione (Bende, coperta isotermica, guanti protettivi, cerotto, etc.)
Personalizzazione NBC con poncho e maschera antigas 2000
Protezioni antivento, e varie ambientali
Bussola (Mumien-)Schlafsack allgemein 1980, così come (Daunen-)Schlafsack Fernspäher e Schlafsack Winter.

Uniforme

Feldanzug 1990 mimetica con Flecktarn (Bundeswehr) – freddo-umido zona clima D =(A3+C1)
Feldanzug 5 colori (Dschungeltarn) – caldo-umido zona clima B (Regenwald)
Feldanzug 3 colori tropicale – caldo-secco zona clima A (Steppa A1, Savana A2, Deserto A3)
Invernale con chiazze bianche o bianco
con anfibi o scarponi o scarpe da combattimento
Il mimetismo invernale da neve come il sopra-giacca o sopra-pantaloni così come l'elmetto sono per truppe speciali. Accanto ai componenti „Infanterist der Zukunft“ esistono anche abbigliamenti specifici per l’addestramento.

Gruppo (fanteria)

Pionieri fanteria leggera con pale, seghe, accetta, ascia, zappa, stendi filo spinato
Nastro spinato, filo spinato e stendi filo
Ristorazione
Tanica d'acqua
Munizionamento di riserva, esplosivi e altro
Componenti di aiuto con barella.

Ricognizione

Con piccoli velivoli EMT Aladin, MIKADO o con piccoli autoveicoli vi è la possibilità di ricognizione e osservazione nella guerra urbana, in costruzioni e fognature, quando l'impiego di uomini è pericoloso per la loro incolumità. I dati possono essere trasmessi nel System des Infanteristen der Zukunft.











IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, Hartpunkt, WIKIPEDIA, You Tube)

























 

US ARMY 2026: di recente, la 1ª Divisione di Cavalleria dell'Esercito degli Stati Uniti sembra suggerire l'inizio della consegna di una nuova versione del veicolo blindato multiuso BAE Systems “AMPV” armato con un cannone da 30 mm in torretta.












https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.









Il veicolo corazzato multiruolo “AMPV” è un veicolo da combattimento corazzato statunitense che sta sostituendo il veicolo trasporto truppe corazzato M113 e la famiglia di veicoli in servizio nell'esercito statunitense. 




L'AMPV è stato progettato e prodotto da BAE Systems ed è basato sul veicolo da combattimento Bradley. A partire dal 2013, sono previste cinque varianti del veicolo blindato 2.907 AMPV:
  • M1283 uso generale (522 previsti),
  • Veicolo di evacuazione medica M1284 (790 previsti),
  • Veicolo per cure mediche M1285 (216 previsti),
  • Comando missione M1286 (993 previsti),
  • Veicolo portamortaio M1287 (386 previsti).

Il primo prototipo AMPV è stato presentato nel dicembre 2016.  A seguito di una procedura di gara competitiva, i primi veicoli di produzione sono stati consegnati nel 2020. Nel 2023 l'AMPV è entrato nella produzione iniziale.
I veicoli devono muoversi con la stessa rapidità dei veicoli da combattimento primari in una ABCT durante le operazioni terrestri unificate su diversi tipi di terreno, con una protezione, una sopravvivenza e una mobilità superiori a quelle dell'M113. Supporteranno l'M1 Abrams e l'M2/M3 Bradley nel rifornimento della formazione, svolgeranno funzioni di comando in battaglia, forniranno fuoco indiretto organico, forniranno supporto logistico e cure mediche ed effettueranno l'evacuazione medica e dei feriti per funzionare come parte integrante della formazione ABCT.

Varianti - Sono previste cinque versioni dell'AMPV: 

Varianti dell'esercito statunitense

M1283 uso generale (GP)

Questa variante sostituisce l'APC M113A3. I requisiti sono per 2 membri dell'equipaggio e 4 soldati, essere configurato per trasportare una barella e montare un'arma di squadra. I compiti includono la scorta di pacchi logistici, il rifornimento di emergenza, l'evacuazione dei feriti e la sicurezza per l'evacuazione medica e sono previsti 522 veicoli. 

Veicolo di evacuazione medica M1284 (MEV)

Questa variante sostituisce l' M113 AMEV. I requisiti sono per 3 membri dell'equipaggio e la capacità di trasportare 6 pazienti deambulanti, 4 pazienti in barella o 3 pazienti deambulanti e 2 pazienti in barella. Deve inoltre essere dotato di set di attrezzature mediche e raffreddamento ambientale. I compiti includono l'evacuazione medica dal punto di infortunio a un posto di soccorso e il rifornimento di materiale medico e sono previsti 790 veicoli. 

Veicolo per cure mediche M1285 (MTV)

Questa variante sostituisce il veicolo medico M577A4. I requisiti prevedono 4 membri dell'equipaggio e un paziente barellato, nonché set di attrezzature mediche e raffreddamento ambientale. I compiti includono fungere da stazione di soccorso avanzata, stazione di soccorso principale e stazione di soccorso di battaglione e sono previsti 216 veicoli. 

Comando missione M1286 (MCmd)

Questa variante sostituisce il veicolo posto di comando M1068A3. I requisiti sono per 2 membri dell'equipaggio, 2 operatori e un supporto per un'arma servita dall'equipaggio. Il compito è quello di fungere da posto di comando e sono previsti 993 veicoli. 
Questa variante intende diventare la pietra angolare della strategia di modernizzazione della rete ABCT dell'esercito. 

Veicolo portamortaio XM1287 (MCV)

Questa variante sostituisce il veicolo portamortaio M1064A3. I requisiti prevedono 2 membri dell'equipaggio e 2 membri dell'equipaggio del mortaio, con un mortaio da 120 mm e 69 colpi di mortaio. Il compito è quello di fornire fuoco di mortaio indiretto  e sono previsti 386 veicoli.  Nel 2024, a Fort Moore, in Georgia, si sono svolte le prove dell'AMPV equipaggiato con una torretta per mortaio Patria NEMO. 

AMPV 30mm

Il 30 aprile 2026, la 1ª Divisione di Cavalleria ha schierato il nuovo AMPV 30mm a Fort Hood, in Texas. L'AMPV 30mm è equipaggiato con il Kongsberg MCT-30, una torretta senza equipaggio a comando remoto. Ciò consente all'equipaggio di controllare l'arma dall'interno dello scafo protetto del veicolo, riducendo la loro esposizione al fuoco nemico. Il design senza equipaggio elimina anche la necessità di un cestello per la torretta, liberando spazio interno. Il cannone automatico da 30 mm consente all'AMPV di ingaggiare veicoli leggermente corazzati e posizioni fortificate e può anche utilizzare munizioni a frammentazione programmabili per colpire piccoli droni e minacce terrestri non corazzate. Questa capacità consente al veicolo di fornire un supporto più diretto alle unità di manovra, piuttosto che operare esclusivamente in ruoli di supporto o di retroguardia. 

Varianti proposte da BAE SystemsC-UAS

BAE Systems ha annunciato nel 2024 di aver testato una variante dell'AMPV equipaggiata con una torretta C-UAS, il Leonardo M-SHORAD.

Veicolo da ingegneria

Un progetto interno della BAE in collaborazione con l'esercito statunitense per sviluppare un veicolo da ingegneria per sostituire gli M113 in quel ruolo presso gli Echelons Above Brigade (EAB). 

Veicolo da combattimento per fanteria

BAE Systems ha presentato una variante equipaggiata con una torretta a controllo remoto Kongsberg Protector RT20 (30 mm).

La 1ª Divisione di Cavalleria dell’US ARMY ha di recente attirato l'attenzione con alcuni post sui social media che sembravano suggerire l'inizio della consegna di una nuova versione del veicolo blindato multiuso (AMPV) armato con un cannone da 30 mm in torretta. 

Rappresentanti dell’US ARMY e di BAE Systems hanno chiarito che i due AMPV 30 consegnati di recente sono prototipi finanziati dall'azienda e destinati esclusivamente ai test a fuoco.
L’Esercito statunitense valuterà gli AMPV 30 nell'ambito dell'iniziativa Transformation In Contact (TIC) 2.0 che si sono concentrati sull'accelerazione dell'impiego di nuove e migliori capacità, nonché di tattiche, tecniche e procedure correlate. Tuttavia, al momento, l'Esercito non ha in programma di acquisire questa variante dell’AMPV.
Nel 2014, l'Esercito ha scelto l'AMPV, basato sul Bradley, come sostituto della sua famiglia di veicoli trasporto truppe corazzati M113 e dei relativi veicoli, in servizio da lungo tempo. L'attuale programma dell'Esercito comprende cinque varianti dell'AMPV, tutte prive di torretta: 
  • l'M1283, veicolo trasporto truppe multiuso, 
  • l'M1284, veicolo per evacuazione medica, 
  • l'M1285, veicolo per cure mediche, 
  • l'M1286, versione comando e controllo, 
  • e l'M1287, veicolo portamortaio.

È stata quindi una sorpresa quando la 1ª Divisione di Cavalleria ha annunciato l'arrivo degli AMPV 30: "Grandi novità! La 1ª Divisione di Cavalleria ha appena ricevuto i PRIMI prototipi di AMPV da 30 mm dell'Esercito", si legge in un post dell'account ufficiale della 1ª Divisione di Cavalleria su X. "I nostri soldati sono ancora una volta in prima linea, integrando questa capacità di nuova generazione nella formazione e trasformando il modo in cui combattono le divisioni corazzate."
La 1ª Divisione di Cavalleria, con sede a Fort Hood in Texas, ha condiviso una serie di immagini dei veicoli tramite il sito web del Defense Visual Information Distribution Service (DVIDS) delle forze armate statunitensi. "L'AMPV è dotato di una torretta telecomandata da 30 mm in grado di utilizzare munizioni a frammentazione programmabili, progettate per colpire piccoli droni e minacce terrestri non corazzate, incarnando l'iniziativa Transforming in Contact per dominare il moderno campo di battaglia", si legge nella didascalia comune a tutte queste immagini.
Tra parentesi, alcuni hanno subito fatto notare una certa ironia nel fatto che l’US ARMY avesse schierato una nuova versione dell'AMPV con una torretta dotata di cannone. Un AMPV in questa configurazione assomiglia molto al Bradley su cui si basavano le varianti originali senza torretta.
Nonostante quanto affermato nei post sui social media della 1ª Divisione di Cavalleria, gli AMPV 30 sono "un progetto interno di ricerca e sviluppo della BAE Systems", ha dichiarato oggi un portavoce dell'esercito. "Non si tratta di un acquisto effettuato dall'esercito, né al momento esiste un requisito per questo sistema”. "Questo sistema parteciperà al TIC, ma ripeto, non c'è alcun requisito da parte dell'esercito", ha aggiunto il portavoce.
"BAE Systems ha fornito due prototipi di AMPV 30 all'esercito statunitense per partecipare alla prossima iniziativa Transformation in Contact (TiC) 2.0", ha dichiarato l'azienda in un comunicato separato. "I veicoli sono stati sviluppati con fondi propri e si basano sul collaudato telaio dell'Armored Multi-Purpose Vehicle (AMPV). Nei prossimi mesi, l'esercito sottoporrà gli AMPV 30 a valutazioni sul campo per confrontare le capacità della piattaforma con quelle necessarie ai soldati per mantenere un vantaggio sul moderno campo di battaglia.” “La nostra missione è velocità e innovazione, e abbiamo superato le aspettative. 
Con il campo di battaglia odierno che si evolve più rapidamente che mai, è fondamentale che i soldati abbiano le capacità necessarie per vincere la battaglia”, ha dichiarato un portavoce di BAE Systems. “Nel corso di questo progetto, il nostro team ha dimostrato come possiamo integrare nuove soluzioni di progettazione in modo più efficiente in termini di tempo e costi per l’Esercito”.

BAE Systems ha inoltre confermato che la torretta di questi AMPV potenziati è la Medium Caliber Turret-30 (MCT-30) della norvegese Kongsberg Defense. 

Si tratta di una torretta a controllo remotizzato che ospita un cannone automatico Mk 44 Bushmaster II, oltre a un sistema di controllo del tiro che include telecamere elettro-ottiche e a infrarossi. È interessante notare che il Corpo dei Marines sta acquisendo una variante del suo veicolo anfibio da combattimento (ACV) 8×8 equipaggiato con la MCT-30. BAE è anche il contraente principale per la famiglia di ACV. Inoltre, l'Esercito dispone di due varianti del veicolo blindato 8×8 Stryker armato con cannoni XM813, basati sul Mk 44, ma nessuno dei due utilizza la torretta MCT-30.

Un AMPV equipaggiato con l'MCT-30 è stato presentato pubblicamente per la prima volta nel 2024. 

In quel caso, la torretta era dotata anche di un lanciatore di missili anticarro guidati Javelin. BAE Systems aveva inoltre annunciato in precedenza lo sviluppo di quello che definisce l'External Mission Equipment Package (ExMEP) per questi veicoli, che consiste principalmente in una nuova piastra superiore che consente l'integrazione relativamente rapida di diverse torrette. L'azienda ha affermato in passato che l'ExMEP può ospitare "più di 30 sistemi di torretta".
Nel 2024, BAE aveva consegnato all'esercito un'altra variante dell'AMPV per la valutazione, armata con un mortaio a tiro rapido da 120 mm in torretta chiamato NEMO (contrazione di "NEw MOrtar"). La torretta del mortaio era stata fornita dalla finlandese Patria in collaborazione con Kongsberg. L’US ARMY non ha ancora provveduto all'acquisizione nemmeno di questa versione.
Resta da vedere quale interesse l’Esercito statunitense potrebbe effettivamente nutrire per l'AMPV 30. 

Le forze armate continuano a utilizzare varianti del Bradley e stanno lavorando per aggiornarle con nuove capacità, tra cui i sistemi di protezione attiva Iron Fist (APS). 

Un test effettuato lo scorso anno ha inoltre dimostrato la capacità del veicolo di sparare munizioni a guida autonoma dal suo lanciatore di missili TOW, il che potrebbe aprire nuove possibilità operative. 

L’US ARMY sta anche valutando un altro modello per la sostituzione del Bradley, provvisoriamente denominato XM30, che sarà armato con un cannone da 50 mm di calibro maggiore come arma principale.

Il riferimento alla missione anti-drone in relazione al prototipo AMPV 30 consegnato alla 1ª Divisione di Cavalleria potrebbe indicare un potenziale caso d'uso per l'Esercito. In precedenza, l’Esercito USA disponeva di una variante di difesa aerea del Bradley, l'M6 Linebacker, che montava un lanciatore per missili terra-aria a corto raggio a ricerca di calore Stinger anziché per i TOW. Gli ultimi M6 furono convertiti in veicoli da combattimento per la fanteria M2 Bradley standard a metà degli anni 2000 e non è mai stato acquisito un sostituto diretto per tale capacità.
Nel frattempo, la minaccia rappresentata dai droni ha continuato a crescere, provocando un'impennata nella domanda, sia da parte delle forze armate statunitensi che di altre parti del mondo, di nuove capacità per abbatterli o difendersi in altro modo. Il conflitto in corso in Ucraina, in particolare, ha sottolineato l'importanza cruciale di proteggere i veicoli blindati pesanti dagli attacchi aerei senza pilota.

BAE Systems ha precedentemente mostrato un'altra versione dell'AMPV in una configurazione più specifica per la difesa aerea, con una torretta armata con un cannone XM914 da 30 mm, che spara un proiettile di calibro inferiore rispetto all'XM813, e missili Stinger. 

Il veicolo, visibile nell'immagine allegata, era inoltre dotato di diversi radar compatti per individuare e tracciare le minacce in arrivo. Un AMPV in una configurazione anti-drone o più genericamente antiaerea sarebbe anche in grado di tenere il passo e operare meglio con le unità dell’esercito statunitense equipaggiate con altre varianti di questo veicolo.
L'esercito potrebbe anche avere esigenze diverse per i nuovi AMPV con torretta, a seconda di come si evolverà il programma XM30. I progetti di American Rheinmetall e General Dynamics Land Systems si sono contesi l'appalto. Tuttavia, una sospensione del programma e una nuova richiesta di informazioni per un veicolo diverso, ma dal nome molto simile, all'inizio di quest'anno hanno sollevato dubbi sul futuro complessivo dell’XM30.

I costi e altri fattori hanno fatto naufragare diversi precedenti tentativi di sostituzione del Bradley. 

Se dovessero emergere seri problemi con i più recenti piani del programma XM30, si potrebbe arrivare alla sostituzione di almeno una parte della flotta di Bradley con varianti AMPV dotate di torretta.
Una valutazione positiva dell'AMPV 30 da parte dell’US ARMY potrebbe essere un vantaggio per BAE, anche se alla fine l'Esercito non dovesse acquistare nessuno di questi veicoli. L'efficacia in combattimento delle varianti più vecchie del Bradley è stata recentemente dimostrata nel conflitto in Ucraina, e altri potenziali clienti potrebbero essere attratti dall'idea di una versione derivata con una nuova torretta e altre caratteristiche più moderne.

Per ora, comunque, l’esercito statunitense si appresta a mettere alla prova l'AMPV 30, ma non ha intenzione di acquistarne alcun esemplare per uso proprio.




IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, TWZ, WIKIPEDIA, You Tube)