Il programma DDX della Marina Militare Italiana rappresenta il futuro pilastro della difesa d'altura nazionale, configurandosi come una delle iniziative navali più ambiziose dal secondo dopoguerra. Gestito da Orizzonte Sistemi Navali (OSN) — una joint venture tra Fincantieri (51%) e Leonardo (49%) — il programma ha registrato una svolta in data 24 settembre 2026 con la firma del contratto formale di sviluppo e produzione con l'agenzia internazionale OCCAR.
Il valore complessivo della commessa è di circa 3,7 miliardi di euro, finalizzato alla costruzione di due incrociatori di nuova generazione. La consegna della prima unità è pianificata per il 2033, mentre la seconda seguirà nel 2035, destinate a sostituire i vecchi caccia della Classe Durand de la Penne.
I DDX sono progettati per operare in scenari multi-dominio ad altissima complessità, garantendo la superiorità strategica nel Mediterraneo allargato. Le dimensioni previste li collocano di fatto al livello di veri e propri incrociatori moderni:
- Dislocamento: Tra le 13.000 e le 14.500 tonnellate a pieno carico.
- Lunghezza: Circa 175-180 metri.
- Propulsione: Di tipo CODOGAL (un sistema ibrido combinato di turbine a gas, motori diesel ed elettrici) progettato con criteri di forte riduzione della tracciabilità (stealth).
- Equipaggio: Capacità di ospitare fino a 300 persone.
ARMAMENTO E SISTEMI MISSILISTICI CRUISE E ATBM
La suite dei sistemi d'arma e dei sensori integrerà tecnologie all'avanguardia fornite dall'industria nazionale, con un forte focus sulla difesa aerea a lungo raggio, antimissile e antibalistica ATBM.
- Sistemi Missilistici: Saranno installate 80 celle di lancio verticale (VLS) composte da moduli Sylver A-50 e A-70. Ospiteranno la famiglia di missili Aster (inclusi gli Aster 30 B1 NT ad azione antibalistica) e missili da crociera a lungo raggio per l'attacco a terra (inizialmente Scalp Naval come soluzione ponte, in attesa del futuro sistema FC/ASW).
- Comparto Radar: Suite radar avanzata a facce piatte (banda S per la difesa aerea a lungo raggio e banda X per la scoperta di superficie).
- Artiglieria: Configurazione votata alla difesa ravvicinata e al contrasto di minacce asimmetriche (come droni e missili radenti). Si prevede l'abbandono del pezzo prodiero da 127 mm a favore di tre cannoni da 76 mm integrati da quattro mitragliere Lionfish da 30 mm.
MISSILI MBDA ASTER 30 B1NT
Da quasi 35 anni, la famiglia di missili ASTER rappresenta un esempio di successo della cooperazione industriale europea. Sviluppati grazie a una consolidata partnership trilaterale tra Francia, Italia e Regno Unito, i missili ASTER costituiscono oggi la pietra angolare dei programmi europei di difesa aerea e missilistica, sia navali che terrestri . Progettata per garantire la protezione di un'area, la famiglia ASTER è in grado di contrastare l'intero spettro delle minacce aeree, anche in contesti ad alta intensità.
La famiglia ASTER comprende l'ASTER 15 per missioni a corto e medio raggio e l'ASTER 30 e le sue evoluzioni, tra cui l'ASTER 30 B1 e l'ASTER B1NT, per intercettazioni a corto e lungo raggio. Queste capacità complementari consentono alle forze armate di fare affidamento su una famiglia di missili coerente per condurre operazioni di autodifesa, garantendo la protezione di obiettivi di alto valore.
La famiglia ASTER offre protezione contro l'intero spettro delle minacce aeree, inclusi missili supersonici e subsonici e missili antiradar. Già collaudati in combattimento, i missili ASTER sono in grado di contrastare anche aerei da combattimento, aerei da pattugliamento marittimo, UAV ed elicotteri. L'ASTER 30 B1 aggiunge la difesa contro i missili balistici a corto raggio, mentre l'ASTER B1NT estende la protezione alle minacce balistiche a medio raggio, altamente manovrabili e ipersoniche, rendendolo l'unico missile europeo con tali capacità.
I missili ASTER condividono un dardo terminale simile: un intercettore leggero e altamente agile, dotato di un sistema di ricerca RF attivo ad alte prestazioni in banda Ku e in banda Ka per l'ASTER B1NT. Questa ampia comunanza consente flessibilità operativa garantendo al contempo l'efficacia. Grazie all'esclusiva combinazione di controllo aerodinamico e controllo vettoriale della spinta diretta, nota come PIF-PAF, i missili ASTER possono eseguire manovre ad altissima accelerazione, offrendo prestazioni ineguagliabili.
Lanciati verticalmente, i missili ASTER offrono una copertura a 360°, una velocità elevatissima, fino a Mach 4,5, e tempi di reazione estremamente brevi. Grazie alla loro rapidissima capacità di ingaggio, i missili ASTER sono progettati per far fronte ad attacchi di saturazione e minacce individuate in ritardo.
Il programma ASTER rappresenta un successo della cooperazione europea e contribuisce direttamente al rafforzamento dell'architettura europea di difesa aerea. La produzione accelerata, supportata da ingenti investimenti industriali, ha permesso la consegna dei primi lotti di missili in tempi record , potenziando così le capacità di difesa aerea di Francia, Italia e Regno Unito.
Lo sviluppo dell'ASTER B1NT, con le prime consegne previste a partire dal 2027, dimostra la continua evoluzione della famiglia di missili ASTER per far fronte a minacce emergenti sempre più complesse. Con l'aumento della produzione e l'ampliamento delle capacità, i missili ASTER si confermano un pilastro essenziale della resilienza europea, garantendo una difesa aerea e missilistica sovrana, credibile e sostenibile per i decenni a venire.
CANNONI cal. 76/62 STRALES
Il sistema Strales di OTO Melara potenzia le capacità dei cannoni navali 76/62 nell'affrontare le sfide poste dai nuovi contesti asimmetrici. Dopo oltre cento anni si dimostra vincente la scelta di OTO Melara di investire nella produzione di artiglierie navali innovative e tecnologicamente avanzate.
Il sistema d’arma Strales di OTO Melara potenzia le capacità dei cannoni navali 76/62 nell’affrontare le sfide poste dai nuovi contesti asimmetrici. Dopo oltre cento anni si dimostra vincente la scelta di OTO Melara di investire nella produzione di artiglierie navali innovative e tecnologicamente avanzate.
Negli scenari operativi attuali, imbarcazioni piccole ma molto manovriere, capaci di colpire improvvisamente e simultaneamente grandi navi, rappresentano una minaccia concreta. Anche i missili antinave a capacità manovrante costituiscono un pericolo potenziale. L’ingaggio del bersaglio si deve quindi sviluppare con precisione chirurgica e con ridotto volume di fuoco. In questo contesto il sistema di OTO Melara 76/62 SR o C, dotato di kit Strales, assolve pienamente il ruolo di efficace e moderna difesa navale.
Il kit Strales
Installato su un affusto 76/62, il kit Strales è composto da un’antenna che, tramite un fascio di radio-frequenza (RF), guida precisamente uno o più proiettili DART (Driven Ammunition Reduced Time Of Flight) verso il bersaglio garantendo di raggiungerlo senza margini di errore ed evitando così il rischio di danni collaterali.
Il sistema 76/62 Strales spara proiettili sottocalibrati DART i quali vengono espulsi dalla canna a una velocità più elevata dei proiettili 76mm standard. Il proiettile DART, che è dotato di una sezione anteriore di guida, una volta sparato si muove in un fascio RF puntato costantemente al punto presente della traiettoria della minaccia in avvicinamento. Raggiunta la distanza di ingaggio, una spoletta di prossimità di ultima generazione attiva il proiettile DART sulla minaccia all’istante ottimale, per garantire un ingaggio di successo. La velocità dei proiettili DART e le loro capacità di guida rendono un 76/62 Strales uno strumento capace di contrastare minacce veloci e manovranti, sia di tipo asimmetrico, che di tipo tradizionale, consentendo però un contenimento dei costi rispetto ad analoghi sistemi di difesa basati su tecnologia missilistica.
Il kit Strales può essere introdotto su cannoni 76/62 Super Rapidi o Compatti anche in servizio, consentendo di mantenere intatto il ritmo di fuoco sia nello sparare munizioni 76mm standard che nello sparare le munizioni guidate DART.
TORRETTE LIONFISH cal. 30 x 173 mm
La famiglia LIONFISH® nasce per rispondere alla sempre maggiore richiesta di soluzioni leggere multiruolo, impiegabili per compiti di pattugliamento e protezione e difesa delle installazioni. Per soddisfare i diversi requisiti operativi, la famiglia si compone di tre torrette da 12.7mm - Ultralight, Inner Reloading e Top - la LIONFISH® 20 da 20mm e la LIONFISH® 30 da 30mm.
Le caratteristiche comuni a tutta la famiglia sono modularità, necessità minima di manutenzione e intuitività nell’impiego, che riducono notevolmente i requisiti addestrativi e contribuiscono a minimizzare i costi nel ciclo di vita.
Tutte le torrette possono essere facilmente installate sulle imbarcazioni, anche su quelle più piccole, in quanto non richiedono la modifica del ponte e garantiscono l’ingaggio del bersaglio con elevata precisione, anche in condizioni meteo marine sfavorevoli, grazie alla completa stabilizzazione in elevazione e azimuth. Ogni torretta può calcolare autonomamente la soluzione di tiro ed è dotata di un’unità elettro-ottica coassiale con camera diurna ad alta definizione, camera infrarossa e telemetro laser per il tracking del bersaglio. I sistemi da 12.7 e 20mm sono dotati dell’ottica prodotta e sviluppata da Leonardo, Mini Colibrì, che può integrare sia un sensore infrarosso raffreddato (cooled), più performante e capace di avvistare e identificare una minaccia a maggiore distanza, che un sensore raffreddato (uncooled), più economico.
A seconda del sensore impiegato, il raggio di scoperta può arrivare a 12 km, con identificazione fra i 3,3 e i 2,7 km.
Con un peso inferiore ai 180 kg, la torretta Ultralight è la più leggera della famiglia. Ha un impatto minimo sulla piattaforma su cui viene installata e ha un raggio d’elevazione che va da -20° a +70°, che permette l’ingaggio di bersagli di superficie, droni ed elicotteri. La LIONFISH® Ultralight è adatta anche all’impiego su veicoli o installazioni a terra, oltre che su imbarcazioni con un penso inferiore alle 10 tonnellate. Questo modello è già stato testato con successo anche su diverse imbarcazioni senza pilota.
La Inner Reloading, con un peso inferiore ai 215 kg, è dotata di una copertura stealth che consente una maggiore protezione dagli agenti ambientali e rende la torretta meno rilevabile dai radar avversari. Anch’essa può essere integrata su veicoli e installazioni terrestri.
La Top ha un peso inferiore ai 300 kg ed è la più performante della famiglia. Ha una copertura completa con elevata stealthness e impiega la migliore ottica IR cooled. Si distingue perché, offrendo il massimo range di depressione che arriva fino a -30°, consente di ingaggiare anche le emergenti minacce che riescono ad arrivare in prossimità dello scafo.
Il modello da 20mm ha un peso inferiore ai 450 kg e si distingue per l’elevata cadenza di tiro e il lungo raggio operativo.
L’ultima arrivata della famiglia, la LIONFISH® 30, è estremamente compatta e leggera ed è dotata del nuovo Leonardo 30mm X-GUN ad alimentazione elettrica. Quest’ultimo, sviluppato in-house e ITAR-free, è capace di impiegare munizioni di nuova concezione air burst con frammentazione frontale preformata che garantiscono maggiore efficacia contro minacce aeree, inclusi mini e micro-droni.
L'impiego dell'intelligenza artificiale consente di ottimizzare l'ingaggio di più minacce contemporaneamente. La torretta si distingue anche per l'elevata cadenza di tiro e l'elevato range operativo.
I MISSILI MBDA “STRATUS LO e RS” PER ATTACCHI DI PRECISIONE
Il sistema FC/ASW (Future Cruise/Anti-Ship Weapon), recentemente rinominato STRATUS da MBDA, sarà una delle componenti d'arma fondamentali per i futuri incrociatori DDX della Marina Militare Italiana.
L'Italia si è unita ufficialmente a Francia e Regno Unito nel programma per dotare le sue unità di prossima generazione di capacità d'attacco profondo e anti-nave avanzate, andando a sostituire progressivamente i missili Storm Shadow/SCALP e i Teseo.
La famiglia di missili STRATUS si compone di due varianti principali pensate per superare le difese aeree moderne:
- STRATUS LO (Low Observable): Un missile da crociera stealth progettato per l'infiltrazione e l'attacco di precisione a lungo raggio eludendo i radar nemici.
- STRATUS RS (Rapid Strike): Una soluzione supersonica/ipercinetica ottimizzata per attacchi ad altissima velocità contro bersagli navali o terrestri fortemente difesi.
- Sui nuovi incrociatori da oltre 13.500 tonnellate il cui contratto di sviluppo è stato appena siglato da Fincantieri e Leonardo – questi vettori saranno ospitati all'interno dei sistemi di lancio verticale (VLS), che disporranno di circa 80 celle complessive destinate anche alla difesa aerea con la famiglia di missili Aster. Lo sviluppo della piattaforma ha l'obiettivo di rendere operativi i primi sistemi STRATUS nella flotta tra il 2028 e il 2030.
MARGINI DI CRESCITA
Le piattaforme dei DDX sono state ingegnerizzate con ampi margini di crescita in termini di spazio, peso e soprattutto capacità di generazione elettrica. Questo accorgimento consentirà, nel corso della loro vita operativa stimata in almeno 30 anni, di integrare tecnologie future senza stravolgere il design della nave, come sistemi di calcolo basati sull'Intelligenza Artificiale e armi a energia diretta (laser).
ELETTRONICA E SISTEMI / NAVI SAPIENS
La nave è stata concepita secondo il concetto di Navis Sapiens di Fincantieri, dove il valore dell'unità si sposta radicalmente verso la digitalizzazione e l'elettronica.
La suite radar dei Caccia DDX della Marina Militare Italiana si basa sulla tecnologia AESA (Active Electronically Scanned Array) a multifunzione della famiglia Kronos di Leonardo, in particolare integrando configurazioni avanzate in doppia banda o a scansione elettronica attiva.
LA TECNOLOGIA RADAR AESA di Leonardo:
- Tecnologia AESA in Nitruro di Gallio (GaN): I moduli di trasmissione e ricezione (TRM) sono realizzati in GaN, garantendo maggiore potenza, affidabilità e un eccellente raffreddamento.
- Architettura Dual Band / Multifunzione: Sfrutta l'integrazione di bande differenti (come la banda X, C e L/D) per ottimizzare contemporaneamente la sorveglianza a lungo raggio, l'allerta precoce (Early Warning) e la direzione del tiro.
- Copertura e Tracciamento: Capacità di gestire centinaia o migliaia di tracce simultanee contro minacce multiple, inclusi missili balistici tattici (TBM) e bersagli aerei manovrabili (ABT).
- Resilienza ECM: Forti capacità di contro-contromisure elettroniche (ECCM) per operare in ambienti elettromagnetici complessi.
CARATTERISTICHE D’AVANGUARDIA
I sistemi radar e di calcolo (C5I) integrati a bordo dei DDX presentano le seguenti caratteristiche all'avanguardia:
COMBAT MANAGEMENT SYSTEM SADOC 5 (C5I)
La gestione dei dati, delle armi e della navigazione si basa su un'architettura software e hardware integrata di nuova generazione:
SADOC 5 (C5I): Il cuore pulsante della nave è il Command Management System (CMS) SADOC 5 di nuova generazione sviluppato da Leonardo. Questo sistema coordina in tempo reale le informazioni multidominio, integrando sensori, sistemi d'arma e comunicazioni avanzate.
Architettura Navis Sapiens: Una piattaforma completamente digitale in grado di raccogliere, correlare e trasformare i dati grezzi provenienti da ogni compartimento di bordo in informazioni strategiche per le decisioni operative, la gestione tecnica e il supporto logistico.
Algoritmi per i Bilanci Energetici: Il sistema di gestione della piattaforma (Ship Management System) impiega nuovi algoritmi predittivi e metodologie di calcolo avanzate per gestire i bilanci termici ed elettrici, fondamentali per alimentare l'alto carico energetico dei radar e dei sistemi futuri.
Predisposizione per l'Intelligenza Artificiale: L'architettura di calcolo dei DDX è progettata con ampi margini di crescita energetica e di calcolo. Questo consentirà, nei futuri aggiornamenti di mezza vita, di integrare sistemi nativi basati su Intelligenza Artificiale e armi ad energia diretta (laser).
RADAR E SENSORI
La componente radar è ottimizzata per garantire la difesa aerea e missilistica integrata (IAMD) contro minacce tradizionali, missili balistici e vettori ipersonici:
Radar Principale in Banda S (AESA Fully Digital): Il DDX impiegherà un imponente radar a 4 facce fisse planari operante in banda S. Si tratta di un sensore di tipo AESA (Active Electronically Scanned Array) completamente digitale e caratterizzato da una potenza di emissione eccezionalmente elevata, derivato dal know-how tecnologico di Leonardo (linea Kronos/Chronos). È il sensore primario per la scoperta volumetrica a lungo raggio e il tracciamento antibalistico.
Radar di Superficie e Scoperta in Banda X: Per la sorveglianza di superficie, la navigazione e il tracciamento ad alta precisione a bassa quota contro minacce radenti (come i missili antinave sea-skimmer), la nave è dotata di un sistema radar in banda X a facce fisse.
Grazie alla perfetta simbiosi tra il radar AESA in banda S e il sistema SADOC 5, il DDX funge da pilastro per il progetto MICHELANGELO di Leonardo, garantendo la piena interoperabilità multidominio e la capacità di guidare i missili della famiglia Aster di MBDA contro le minacce aeree più sofisticate del mondo contemporaneo.
L’AVVIO UFFICIALE DEL PROGRAMMA
La firma segna l'avvio ufficiale di uno dei programmi più importanti per il futuro delle capacità navali italiane e introduce una nuova generazione di unità progettate per operare in scenari marittimi caratterizzati da crescente complessità, rapida evoluzione tecnologica e sempre maggiore integrazione tra i diversi domini operativi.
Vi sarà un significativo salto generazionale che coinvolgerà la piattaforma navale di Fincantieri, la sua digitalizzazione sempre più avanzata e il sistema di combattimento, progettato e sviluppato in Italia da Leonardo.
Le nuove unità d’altura operareranno all'interno di forze multinazionali altamente interconnesse e saranno caratterizzate da elevati livelli di digitalizzazione, automazione e integrazione tra sensori, sistemi d'arma, sistemi di comando e controllo multidominio e sistemi di gestione della piattaforma. Il sistema di combattimento sarà sviluppato per garantire elevati livelli di interoperabilità, condivisione e gestione delle informazioni, un innovativo sistema di stabilizzazione integrato con il sistema di governo, nuovi algoritmi e metodologie per il calcolo dei bilanci termici ed elettrici e ulteriori sviluppi digitali del sistema di gestione della nave.
Grazie al sistema SADOC 5 C5I di nuova generazione, a un radar AESA in banda S ad alta potenza e completamente digitale e ai sistemi d'arma di MBDA, l'incrociatore DDX disporrà di una capacità IAMD (Integrated Air & Missile Defence) senza precedenti contro minacce missilistiche, balistiche e ipersoniche, garantendo la piena interoperabilità multidominio basata sulla tecnologia del progetto Michelangelo di Leonardo.
La consegna della prima e della seconda unità è prevista rispettivamente per il 2033 e il 2035.
Con queste due unità di nuova generazione, le Forze Armate potranno contare su piattaforme navali dalle prestazioni operative avanzate e in grado di affrontare un ampio spettro di minacce.
Con il programma DDX, l'Italia compie un salto generazionale nelle sue capacità di difesa marittima e rafforza un asset strategico che coinvolge l'intero sistema nazionale. Questo programma è il risultato di una straordinaria sinergia tra l'eccellenza industriale italiana, il settore della Difesa – e in particolare la Marina Militare – e l'agenzia internazionale di approvvigionamento OCCAR, che unisce innovazione, competenza e visione strategica.
Le due navi che saranno costruite da Fincantieri rappresentano l'evoluzione e la sostituzione dei DDG classe Horizon. La piattaforma DDX, lunga 180 metri, con un dislocamento di 13.500 tonnellate, un'autonomia di 4.000 miglia nautiche e un equipaggio di 251 persone, coniuga innovazione nell'ingegneria navale, tecnologie digitali ed elettronica. Vero e proprio sistema di sistemi, è in grado di fornire capacità di difesa e deterrenza su larga scala, consentendo al contempo la convergenza tra il dominio di superficie e quello sottomarino.
L’incrociatore DDX incarna il concetto Navis Sapiens sviluppato da Fincantieri: una nave digitale in grado di sfruttare i dati generati da tutti i sistemi di bordo, trasformandoli in informazioni utili per il processo decisionale operativo, la gestione tecnica e l'assistenza durante l'intero ciclo di vita. Grazie a un design aperto e scalabile, la piattaforma potrà integrare nuove funzionalità e tecnologie emergenti, superando i problemi di obsolescenza che affliggono le tecnologie nel mercato navale.
La connettività di Navis Sapiens con la terraferma offrirà vantaggi significativi in termini di maggiore prontezza e disponibilità operativa, reattività della catena di approvvigionamento, rotazione accelerata degli equipaggi, risoluzione più efficiente dei problemi e interoperabilità tra diversi domini.
La nave sarà in grado di gestire in modo integrato risorse senza equipaggio come droni subacquei e di superficie, ad una velocità di 15 nodi, ogni nave potrà sfruttare appieno le potenzialità di rilevamento, individuazione e protezione contro minacce aeree, comprese quelle balistiche, nonché contro minacce di superficie e subacquee. Allo stesso tempo, ottimizzerà i consumi sia del sistema di propulsione che di quello elettrico di bordo.
Con il programma DDX, l'industria navale e della difesa italiana si prepara a introdurre una piattaforma tecnologicamente avanzata, progettata per garantire alla Marina Militare italiana le capacità operative necessarie per gli scenari futuri e per svolgere un ruolo di primo piano nelle operazioni navali nazionali e multinazionali. Il programma contribuirà inoltre a rafforzare il patrimonio di competenze, tecnologie e capacità industriali strategiche, tutte sviluppate in Italia.
(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, EDR Magazine, WIKIPEDIA, You Tube)
https://svppbellum.blogspot.com/
Si vis pacem, para bellum
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.
IL NOSTRO PENSIERO
Si vis pacem, para bellum (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia.
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà: altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE".
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: SEMPRE!
Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.





























