sabato 23 maggio 2026

SERVIZIO NAVALE DEL CORPO DELLA GUARDIA DI FINANZA: i cantieri Intermarine (gruppo IMMSI) si sono aggiudicati il bando di gara della Guardia di Finanza per la costruzione di 2 (+ 15) nuove unità guardacoste per il “Law Enforcement” per un valore complessivo di 28,2 milioni di euro.









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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.











Intermarine (gruppo IMMSI) si è aggiudicata il bando di gara della Guardia di Finanza per la costruzione di 2 unità guardacoste per un valore complessivo di 28,2 milioni di euro. 



Intermarine S.p.A. di Sarzana, è una società per azioni italiana, che progetta e fabbrica imbarcazioni marittime per usi commerciali, militari e per il tempo libero.


Dal 2004 fa parte del gruppo IMMSI controllato dalla famiglia Colaninno.
Fondata nel 1970 da Rocco Canelli e già appartenuta alla Montedison, il 31 dicembre 2012 ha incorporato Rodriquez Cantieri Navali S.p.A. di Messina che nel 2010 aveva assorbito le controllate Conam (di Pozzuoli-Napoli) e Rodriquez Marine System (di Messina), diventati i marchi con cui opera sul mercato.
Intermarine gestisce cinque cantieri navali: due a Sarzana, uno a La Spezia, Messina ed a Rio de Janeiro in Brasile.
L'originario cantiere navale di Sarzana della Cantiere Intermarine è lo stabilimento principale ed è ubicato sul fiume Magra. Lo stabilimento è la sede della società Intermarine e del centro ricerca e sviluppo.
Lo stabilimento di La Spezia è dedicato all'allestimento e al completamento definitivo delle imbarcazioni costruite a Sarzana. Nel cantiere avviene il collaudo prima della consegna.
Dal 2012, in seguito alla fusione per incorporazione, Intermarine gestisce anche gli ex cantieri Rodriquez che erano quattro, di cui tre in Italia ed uno in Brasile, aperto nel 2001 a Rio de Janeiro.
I cantieri italiani hanno sede a Messina e a Sarzana, dopo che nel 2014 sono stati chiusi quelli di Pietra Ligure e Napoli.
Nel cantiere di Messina vengono costruite imbarcazioni in alluminio e acciaio, mentre in quello di Sarzana vengono costruite imbarcazioni in materiale composito.
Nel cantiere di Messina, il primo storico della Rodriquez, vengono costruite le imbarcazioni più piccole fino a 70 metri di lunghezza.
Nel cantiere di Pietra Ligure venivano realizzate le imbarcazioni più grandi di lunghezza che va da 70 a 150 metri.
Nei cantieri di Napoli (ex Conam) venivano costruiti yacht di lusso dai 14 ai 24 metri.

Il nome Intermarine è storicamente legato alla progettazione e alla costruzione di sofisticati cacciamine, navi appositamente attrezzate per la ricerca e il disinnesco delle mine navali e dal 1985 Intermarine costruisce unità di questo tipo per varie marine militari, sviluppate dal progetto delle unità della classe Lerici della Marina Militare Italiana.
Anche la US Navy è ricorsa ai cacciamine progettati da Intermarine con la costruzione delle unità della classe Osprey.

Gli altri paesi che hanno acquistato unità Intermarine sono:
  • Australia, 6 battelli della classe Huon
  • Malaysia, 4 battelli della classe Mahamiru
  • Nigeria, 2 battelli della classe Ohuè
  • Thailandia, 2 battelli della classe Lat Ya
  • Finlandia, 3 battelli della classe Katanpää.

Oltre ai cacciamine Intermarine ha realizzato per la Marina Militare le unità idrografiche della classe Ninfe.
Al 31 dicembre 2015 l'attività è costituita principalmente dal contratto con la Marina Militare Italiana (per un totale di 176 milioni di euro) relativo alle attività di ammodernamento di otto cacciamine classe Gaeta, dal contratto con la Finnish Navy per la fornitura di tre unità cacciamine e relativo pacchetto logistico, dal contratto con Orizzonte Sistemi Navali per la fornitura di una Piattaforma Navigante e relativo pacchetto logistico.
Dal 2012 con l'ingresso nel gruppo dei marchi Rodriquez Cantieri Navali S.p.A., Conam e Rodriquez Marine System oltre che progettare e fabbricare imbarcazioni FRP (Fiber Reinforced Plastic) soprattutto militari, produce anche aliscafi, traghetti, imbarcazioni per la difesa, barche da diporto, e yacht di lusso.
Al 31 dicembre 2016 la società ha registrato ricavi netti per 65,7 milioni di euro, di cui la divisione Difesa rappresenta quasi il 97%. Alla stessa data i dipendenti del gruppo sono 277 mentre il portafoglio ordini complessivo ammonta a circa 314 milioni di euro, quasi interamente riferito ai contratti del business difesa.

L’azienda di che trattasi vanta una consolidata esperienza nel campo della costruzione di aliscafi, traghetti veloci (monocarena e a catamarano) in alluminio ed in acciaio, yacht in vetroresina ed alluminio nonché – tramite le competenze di Intermarine S.p.A. – navi cacciamine e pattugliatori veloci in materiale composito.

La società prende il nome dal cantiere omonimo, nato a  Messina nel 1887 come un piccolo cantiere di riparazione di imbarcazioni che nel 1956 diventa il primo cantiere al mondo ad aver realizzato un’imbarcazione commerciale ad alta velocità: il primo aliscafo. Nel 1993 consegna la  prima e più veloce imbarcazione da trasporto di passeggeri e mezzi con una velocità pari a 47 nodi.
Nel 1997 viene costituita Rodriquez Engineering, società che si occupa della progettazione e ricerca sia per Rodriquez che per conto terzi.
Come conseguenza dei numerosi studi portati avanti in materia di stabilizzazione e “tenuta in mare” viene costituita nel 1998 Rodriquez Marine System: la società progetta e costruisce sistemi ausiliari di bordo che comprendono sistemi di monitoraggio e controllo e sistemi idraulici e di stabilizzazione.  Tali sistemi vengono sia impiegati a bordo delle navi Rodriquez, sia a bordo di yacht o navi di terze società.
All’inizio del 2002 entra a far parte del gruppo la società Conam, costituita nel 1980 a Pozzuoli (Napoli), specializzata nella produzione di imbarcazioni da diporto in vetroresina dai 14 ai 24 metri.
In accordo con questa strategia di diversificazione, Rodriquez Cantieri Navali acquisisce nel settembre 2002 la società Intermarine, con sede produttiva a Sarzana (La Spezia). Intermarine, costituita all’inizio degli anni settanta, è una società leader nella progettazione e costruzione di navi cacciamine e pattugliatori in materiale composito. Il nome Intermarine è storicamente legato alla progettazione e costruzione delle navi cacciamine che la società ha fornito a diverse Marine Militari mondiali. I motivi di questo successo risiedono nella tecnologia innovativa ed esclusiva sviluppata dalla società, una tecnologia che si è dimostrata ideale nella realizzazione degli scafi delle navi impiegate nelle manovre di sminamento.
A seguito dell’acquisizione di Intermarine e della costituzione ed acquisizione di altre società minori, il gruppo Rodriquez ha apportato significativi cambiamenti strategici anche alle propria organizzazione produttiva e commerciale. Le sinergie derivanti dall’integrazione tra le società del gruppo hanno consentito di ampliare la gamma di prodotti da offrire ai propri clienti in settori di mercato differenti (dal marittimo al militare, dal diporto ai sistemi di stabilizzazione e controllo) ed utilizzando materiali differenti (dall’alluminio all’acciaio, dalla vetroresina al materiale composito).
Dal maggio 2004 il gruppo Rodriquez fa parte del Gruppo Immsi, il quale ha sostenuto il processo di rafforzamento strategico e competitivo al fine di porre le basi per ulteriori fasi di crescita.
Nel corso del 2010 le controllate Conam S.p.A. e Rodriquez Marine System S.r.l. sono state fuse nella controllante Rodriquez Cantieri Navali S.p.A.: tale operazione ha risposto alla necessità di semplificare e snellire la catena di controllo del gruppo Rodriquez, perseguendo molteplici vantaggi in termini economici, manageriali ed organizzativi.
Con efficacia giuridica a far data dal 31 dicembre 2012, la società Rodriquez Cantieri Navali S.p.A. è stata fusa per incorporazione nella controllata Intermarine S.p.A. 
Al 31 dicembre 2025 la società ha registrato ricavi netti per 86,8 milioni di euro, di cui la divisione Difesa rappresenta circa l’85 %. Alla stessa data i dipendenti del gruppo sono 247 mentre il portafoglio ordini complessivo ammonta a circa 1.200 milioni di euro, parte residua dei contratti in essere che deve essere ancora sviluppata in termini di valore di produzione.


IL SERVIZIO NAVALE DELLA GUARDIA DI FINANZA

Il Servizio navale della Guardia di Finanza è un servizio della Guardia di Finanza che ha lo scopo di contrastare il contrabbando marittimo, i traffici illeciti e garantire l'ordine e la sicurezza pubblica mediante l'esplorazione navale. 






Uno dei principali obiettivi di questo comparto è il contrasto al grande traffico internazionale di droga, esercita inoltre le funzioni di polizia economica e finanziaria in mare.
È integrato nel Comando Operativo Aeronavale (COAN), con sinergia tra componente navale e componente aerea (Servizio aereo della Guardia di Finanza). Dipende dal Comando Aeronavale Centrale Roma.
Il Corpo dispone di 16 stazioni navali, 41 sezioni operative navali e 3 stazioni navali di Manovra dislocate su tutto il territorio costiero nazionale. I mezzi navali ammontano a 407 unità.
Le prime unità navali della Guardia di Finanza infatti furono, già alla fine del XIX secolo, delle torpediniere classe ‘'Euterpe'’, (classificate come torpediniere costiere di IV classe) acquistate dalla Regia Marina dai cantieri Thrnycroft di Londra nel 1883, e cedute al corpo per la vigilanza doganale.
Alla fine della prima guerra mondiale fu costituita la ‘'Flottiglia Costiera” di Trieste, mentre nel 1926 fu costituita la scuola navale a Pola, nel 1948 trasferita a Gaeta.
Dalla seconda metà degli anni 50, si intensificò la vigilanza in mare operata con l'utilizzo di unità similari a quelle contrabbandiere, e quindi sempre più potenti e veloci, da quel momento integrata dalla vigilanza aerea. In soli 5 anni, tra il 1969 e il 1973, la Guardia di Finanza sequestrò complessivamente 81 navi, 42 motopescherecci, 51 motobarche e ben 150 motoscafi di contrabbandieri.
Nel 2001 è stato istituito, con i nuovi compiti della Guardia di Finanza, il Comando operativo Aeronavale del Corpo, e nel 2006 il servizio è stato suddiviso in due componenti operative: quella alturiera (forza di proiezione) e quella costiera/regionale.
La Scuola Nautica di Gaeta, provvede alla formazione degli allievi finanzieri destinati al contingente mare, nonché all’aggiornamento ed alla specializzazione di ufficiali, ispettori, sovrintendenti e finanzieri impiegati nel servizio navale. Il Centro navale di Formia assolve le funzioni di supporto tecnico, logistico e amministrativo riferite al comparto navale. Il servizio navale ha anche una componente subacquea, addestrata al COMSUBIN, e dipendente dalle stazioni navali. Il Corpo ha aderito al Forum delle funzioni europee di guardia costiera (European Coast Guard Function Forum – ECGFF), un’associazione che riunisce i responsabili dei servizi di guardia costiera ed equiparati dei Paesi membri dell’Unione Europea e del Trattato di Schengen.
Alla fine del 2016 ha assorbito il Servizio navale dell'Arma dei Carabinieri, il Servizio nautico del Corpo forestale dello Stato e le squadre nautiche della Polizia.
Ha la funzione di contrasto al contrabbando, del traffico di stupefacenti, dell'immigrazione clandestina mediante l'esplorazione navale. Il D. Lgs 68/2001 ha attribuito la funzione di esercitare in mare, in via esclusiva, le funzioni di polizia economica e finanziaria, nonché l’attività di contrasto ai traffici illeciti. Svolge inoltre attività di controllo del territorio, del mare e della portualità e di pattugliamento marittimo. In ambito della difesa, concorre all’allarme e al primo intervento alle frontiere marittime, alla vigilanza e alla difesa costiera, a terra ed in mare, e al controllo del traffico mercantile.
Con il decreto legislativo n. 177/2016 entrato in vigore il 13 settembre 2016 vengono soppresse le squadre nautiche della Polizia di Stato, i siti navali dell'Arma dei carabinieri e del Corpo forestale dello Stato e, a far data dal 1º gennaio 2017, i relativi mezzi trasferiti alla Guardia di finanza a cui viene demandata tutta la sicurezza in mare.
Il personale è quello del cosiddetto ramo mare delle Fiamme gialle, che inquadra il personale specializzato prevalentemente impiegato nel Servizio navale. Questa ripartizione, che si realizza in due percorsi professionali diversi (terra e mare), seppure paralleli, a partire dall'arruolamento, e ha una sua ragion d'essere nella storia del Corpo.

COMPONENTE SUBACQUEA DEL CORPO

Il Comando Generale della Guardia di Finanza stabilisce le modalità per la designazione del personale da avviare al conseguimento del brevetto subacqueo.



Gli aspiranti, militari volontari del contingente ordinario (non specializzati) e del contingente di mare di età non superiore a 32 anni alla data di inizio corso, sono ammessi alla frequenza dell’attività addestrativa, previo accertamento del possesso dell’idoneità psicofisica, da verificarsi presso le strutture sanitarie della Marina Militare cui fa seguito un’attività di preselezione, normalmente svolta presso la Scuola Nautica di Gaeta.
I militari giudicati idonei e collocati in graduatoria utile alla fine della fase di preselezione, per l’attività di formazione, sono inviati presso il Comando Raggruppamento Subacquei ed Incursori della Marina Militare “Teseo Tesei” (COMSUBIN), ove conseguono il relativo brevetto.
I Sommozzatori, organicamente dipendenti dalle Stazioni Navali, dislocate su tutto il territorio nazionale, svolgono compiti di: polizia economico e finanziaria, polizia giudiziaria e di ordine e sicurezza pubblica, polizia militare, di sicurezza e polizia giudiziaria, concorso alla difesa militare, collaborazione con altri organi ed enti nazionali e collaborazione ad operazioni internazionali.
La componente subacquea della Guardia di Finanza collabora, nel rispetto dei prescritti requisiti di sicurezza, con le altre Forze Armate e di Polizia nonché con gli organi ed enti di protezione civile ai fini di ricerca e di salvataggio della vita umana in mare, nei fiumi e nelle altre acque interne.
Inoltre, attesa la necessità di garantire l'opera di assistenza a supporto delle unità navali del Corpo, i Nuclei Sommozzatori svolgono anche compiti di manutenzione e controllo quali: la sistemazione degli ormeggi, ovvero il controllo, la manutenzione, il ripristino dell’efficienza mediante relativa posa in opera di corpi morti e catenari. Inoltre eseguono lavori sulle unità navali del Corpo, quali lavori di ricognizione all’opera viva (la parte immersa dello scafo), lavori su eliche, assi, timoni,


I NUOVI GUARDACOSTE PER IL “LAW ENFORCEMENT” DELLA GUARDIA DI FINANZA


Le nuove unità, che saranno realizzate a Messina, sono destinate a rinforzare le importantissime attribuzioni di polizia del mare e di “law enforcement” della Guardia di Finanza italiana. Il contratto prevede l’avvio immediato della costruzione delle prime 2 unità della classe e l’opzione per ulteriori 15 unità unitamente al relativo supporto logistico, per un potenziale della commessa di oltre 288 milioni di € per 17 unità totali. 
E’ notorio che la commessa potrebbe crescere ancora, in quanto la GdF è solita disporre di guardacoste molto numerosi acquistati in modalità prolungata.
Le nuove unità navali, progettate per ridurre al minimo l’impatto ecologico in mare, saranno dotate di uno scafo con eccellenti prestazioni di tenuta al mare, unitamente ad una motorizzazione ibrida a basso consumo che abbatterà in modo significativo le emissioni.
Con le nuove unità Guardacoste per il “LAW ENFORCEMENT”, il Servizio Navale della Guardia di Finanza rinnova una classe navale indispensabile per il contrasto all’illegalità nelle nostre acque territoriali con una capacità di intervento sempre più tempestiva.
Le soluzioni tecnologiche adottate sulle nuove unità includeranno sistemi e componenti di ultima generazione. Per Intermarine, l’attenzione ai consumi e alle emissioni rappresenta un elemento cardine nella progettazione di imbarcazioni innovative, capaci di coniugare prestazioni elevate e sostenibilità ambientale.









IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, RID, LaRepubblica, GdF, WIKIPEDIA, You Tube)

























 

venerdì 22 maggio 2026

Aeronautica militare russa o VVS RF: in data 16 maggio 2026, la variante biposto del Su-57D ha completato le prove di rullaggio a terra; la denominazione definitiva del velivolo non è stata ancora confermata; fonti russe descrivono la variante come destinata principalmente ai clienti esteri. Nei velivoli Su-57 e Su-35, il motore AL-41F-1 appare dotato di un ugello a spinta vettoriale di tipo “assial-simmetrico”. Questo sistema, noto anche come spinta vettoriale tridimensionale, consente il controllo di beccheggio, imbardata e rollio.










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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.









Aeronautica militare russa o VVS RF - Военно-воздушные силы Российской Федерации, Voenno-vozdušnye sily Rossijskoj Federacii


L'Aeronautica militare russa o VVS RF (in russo Военно-воздушные силы Российской Федерации, Voenno-vozdušnye sily Rossijskoj Federacii) è la forza aerea della Federazione Russa divenuta, a partire dal 1º agosto 2015 ed assieme alle Forze di difesa aerospaziali e al Forze spaziali, parte integrante delle Forze aerospaziali russe.
Istituita il 7 maggio 1992 a seguito dell'istituzione del Ministero della Difesa da parte di Boris El'cin, è l'erede naturale del Servizio aereo imperiale (1912-1917) e delle Forze aeree sovietiche (1918-1991). È dotata, tra gli altri, di caccia da superiorità, cacciabombardieri, aerei da attacco al suolo e bombardieri strategici a lungo raggio.
Ha ricevuto il battesimo del fuoco a pochi mesi dall'istituzione, partecipando a partire dal 1º ottobre 2015 alle operazioni contro lo Stato Islamico ed ai gruppi ribelli siriani al fianco del governo siriano. È dotata di basi all'estero ed è indipendente rispetto all'Aviazione navale russa, in sigla VMF, che detiene un comando a sé stante.
Al 2019, con più di 4.100 velivoli in servizio attivo, è annoverata tra le più grandi aviazioni al mondo.





Di recente, una variante biposto del caccia stealth di quinta generazione russo Su-57 è stata fotografata durante delle prove di rullaggio a terra. 

Un blogger russo ha confermato l'esistenza del velivolo in data 16 maggio 2026, descrivendolo come una nuova modifica biposto del Felon che ha completato i test a terra nell'ambito della fase di collaudo iniziale.
La fotografia, apparsa sui media russi specializzati in difesa, mostra quella che sembra essere la cellula di un Su-57 con una sezione anteriore della fusoliera nettamente allungata, in grado di ospitare una seconda cabina di pilotaggio, in linea con la configurazione biposto in tandem utilizzata dalla maggior parte delle varianti russe di addestratori da combattimento.
La designazione finale del velivolo non sarebbe ancora stata decisa: "Si chiamerà Su-57D o Su-57UB, vedremo. Come opzione, Su-57ED". L'incertezza sulla nomenclatura è tipica di un programma nelle prime fasi di test a terra, dove le designazioni ufficiali spesso non vengono definite fino a una fase successiva del ciclo di sviluppo.
Il Su-57, noto con il nome in codice NATO Felon, è il velivolo da combattimento operativo più avanzato della Russia, un caccia stealth multiruolo bimotore sviluppato da Sukhoi e prodotto nello stabilimento aeronautico di Komsomolsk-on-Amur, nell'Estremo Oriente russo. Il velivolo è entrato in servizio limitato con le Forze Aerospaziali Russe nel 2020, dopo un lungo programma di sviluppo durato oltre un decennio, con una produzione che ha subito una graduale accelerazione man mano che la Russia cercava di schierare il velivolo in numeri operativamente significativi. Il Su-57 è caratterizzato da una forma a bassa osservabilità, vani per armi interni, motori muniti di spinta vettoriale e una suite di sensori avanzata, che lo posizionano come la risposta russa all'F-22 Raptor statunitense nel dominio della superiorità aerea, sebbene valutazioni indipendenti sulle sue effettive prestazioni stealth abbiano costantemente messo in dubbio il raggiungimento delle riduzioni della sezione radar equivalente (RSI) dichiarate dalla Russia.

L'importanza di una variante biposto risiede principalmente nel suo potenziale di esportazione, piuttosto che nella sua utilità operativa per i piloti russi. 

Un'altra fonte di commenti militari russi che ha discusso del velivolo, ha affermato esplicitamente che "la modifica biposto è destinata principalmente all'esportazione". Gli aerei da combattimento monoposto richiedono in genere una variante biposto specifica per l'addestramento, destinata ai clienti stranieri i cui piloti non dispongono di un percorso formativo istituzionale e di infrastrutture di simulazione a cui possono accedere gli equipaggi russi. Esportare solo il Su-57 monoposto alle forze aeree estere imporrebbe un enorme onere di addestramento alle nazioni clienti, che la maggior parte non è in grado di sostenere autonomamente, rendendo una variante biposto un prerequisito pratico per un'esportazione di successo su larga scala.
Nell'aprile del 2026, Rosoboronexport, l'agenzia statale russa per l'esportazione di armi, ha annunciato nuovi contratti con paesi stranieri per il Su-57, senza specificare clienti o quantità, secondo quanto riportato dal quotidiano statale russo Rossiyskaya Gazeta. L'annuncio ha coinciso con la comparsa di numerose fotografie e video che mostravano caccia Su-57 sorvolare l'Africa con le insegne dell'Aeronautica militare algerina. La prima fotografia di alta qualità di un Su-57 algerino è stata pubblicata nell'aprile del 2026, sempre secondo la Rossiyskaya Gazeta. A quanto pare, i piloti dell'Aeronautica militare algerina hanno effettuato voli di familiarizzazione e conversione sul Su-57, rendendo l'Algeria il primo operatore straniero confermato di questo tipo di velivolo. Si tratta di uno sviluppo geopoliticamente significativo, data la storica dipendenza dell'Algeria dagli aerei da combattimento russi e sovietici e la sua posizione di uno dei maggiori paesi africani per spese militari.

Il bilancio operativo del Su-57 è stato complicato da una serie di perdite accertate, nessuna delle quali si è verificata in scontri aria-aria o terra-aria. 

Secondo i dati open-source del blog Oryx e i rapporti militari ucraini, la Russia ha perso almeno quattro Su-57 dall'inizio dell'invasione su vasta scala, e tutte le perdite accertate si sono verificate a terra a seguito di attacchi di droni ucraini a lungo raggio contro basi aeree russe situate in profondità nel territorio russo. La tipologia di perdite, tutte attribuibili ad attacchi di droni ucraini piuttosto che a intercettazioni della difesa aerea, ha sollevato interrogativi non sulla capacità di sopravvivenza in volo del velivolo, ma sulla capacità della Russia di proteggere il suo aereo da combattimento più avanzato dai sistemi senza pilota ucraini a lungo raggio, sempre più sofisticati e operativi a centinaia di chilometri all'interno del territorio russo.

IL SUKHOI Su-57D, LA VARIANTE BIPOSTO

Nuove immagini della versione biposto del caccia russo Sukhoi Su-57 Felon offrono la visione più chiara finora del velivolo, presentato al pubblico solo di recente. 
Secondo la United Aircraft Corporation (UAC), il primo volo del Su-57D è stato effettuato da Sergey Bogdan, capo pilota collaudatore presso l'ufficio di progettazione Sukhoi. Il volo si è svolto come previsto, in conformità con i parametri della missione, ha affermato la UAC.
“Sono iniziati i test di volo sul prototipo del Su-57, un caccia biposto di quinta generazione. Questo velivolo, sviluppato autonomamente dai nostri costruttori aeronautici, oltre alle sue caratteristiche di combattimento uniche, possiederà anche le capacità di un addestratore al combattimento e di un aereo di comando e controllo”, ha dichiarato Denis Manturov, Primo Vice Primo Ministro della Russia.
“Continuiamo a lavorare per migliorare ed espandere le capacità del nostro complesso di velivoli di quinta generazione più avanzato. Sono fiducioso che la versione biposto del velivolo contribuirà in modo significativo al suo successo sui mercati esteri”, ha aggiunto Vadim Badeha, CEO di UAC.

Ora abbiamo una visione molto più chiara del biposto, che possiamo confrontare con il Su-57 monoposto standard già in servizio con l'aeronautica russa. 

Il nuovo velivolo presenta una cabina di pilotaggio allungata con una posizione rialzata e inclinata per un secondo membro dell'equipaggio dietro il pilota. Sebbene il ruolo definitivo della nuova versione rimanga incerto, molti osservatori ritengono che il velivolo rappresenti il tentativo di Sukhoi di trasformare il Felon in una piattaforma di comando e controllo per operare nell'ambito di un futuro concetto di collaborazione tra velivoli con equipaggio e senza equipaggio, un concetto operativo al cui sviluppo il Felon sta già contribuendo.
La prima immagine è emersa ritraeva il velivolo durante le prove di rullaggio, una fase importante prima di qualsiasi volo di prova.
La comparsa del biposto Su-57D colloca la Russia in un club molto esclusivo. Attualmente, la Cina è l'unica altra nazione pubblicamente associata a un programma di caccia di quinta generazione biposto con la sua variante Chengdu J-20S, un velivolo ampiamente riconosciuto anche per la collaborazione tra velivoli con equipaggio e senza equipaggio nella crescente famiglia di velivoli da combattimento senza pilota (UCAV) cinesi e droni gregari simili a caccia.

La postazione aggiuntiva per l'equipaggio potrebbe ridurre drasticamente il carico di lavoro del pilota durante missioni ad alta intensità che prevedono il controllo di formazioni di droni, ma anche in missioni come la guerra elettronica e il coordinamento degli attacchi. Naturalmente, il velivolo potrebbe essere utilizzato anche come addestratore al combattimento.

Il secondo membro dell'equipaggio potrebbe eventualmente dirigere formazioni di droni Sukhoi S-70 Okhotnik-B. La Russia ha già sperimentato il collegamento del drone Okhotnik a prototipi monoposto di Su-57 durante precedenti campagne di test.
La comparsa di questo velivolo è intrigante anche nel contesto del programma indo-russo FGFA, abbandonato in passato, un progetto che mirava a creare una versione da esportazione personalizzata del Su-57 per l'India. Una delle richieste di lunga data di Nuova Delhi riguardava una configurazione biposto, ma i negoziati fallirono anni fa a causa di disaccordi sul trasferimento tecnologico, problemi di prestazioni e priorità di progettazione. Ironicamente, proprio il concetto che l'India un tempo auspicava potrebbe ora finalmente concretizzarsi.

Oltre alla riprogettazione della cabina di pilotaggio, ci saranno diverse altre modifiche. 

L'inserimento di un secondo sedile avrà probabilmente richiesto una riorganizzazione interna che ha interessato i vani avionici, i depositi di carburante e i sistemi di missione. Anche le modifiche alla linea di fusoliera esterna avranno un impatto negativo sulle caratteristiche di bassa osservabilità (stealth) e sulle prestazioni del velivolo.
Il programma Su-57 ha a lungo dovuto affrontare un certo scetticismo (a volte ingiustificato) in Occidente a causa del numero limitato di esemplari prodotti, delle pressioni delle sanzioni, del limitato impiego in combattimento e dei persistenti dubbi sulle prestazioni stealth complessive. Ciononostante, la Russia continua a promuovere aggiornamenti per il velivolo. Negli ultimi anni, sono emerse anche immagini che mostrano ugelli dei motori sperimentali a bassa osservabilità e sistemi di propulsione rivisti, progettati per migliorare la manovrabilità e la sopravvivenza.

Nonostante l'interesse suscitato dalle nuove immagini, permangono molte incertezze. 

Non vi è ancora alcuna indicazione sul fatto che l'aereo sia destinato principalmente all'uso russo o all'esportazione, né se il programma goda di un qualche tipo di sostegno ufficiale da parte dello Stato russo. Tuttavia, un commento su Telegram di Rostec afferma che il Su-57D "è stato sviluppato da specialisti della UAC di propria iniziativa".
Il progetto potrebbe essere mirato principalmente ad attrarre un maggior numero di acquirenti internazionali per il Su-57, che finora ha faticato a trovare interesse all'esportazione a causa dell'intensificarsi della concorrenza globale nel mercato dei caccia stealth e dello status di paese paria della Russia dopo l'invasione dell'Ucraina.
Per ora, le immagini appena emerse offrono uno sguardo molto interessante su un programma precedentemente sconosciuto. Tuttavia, la comparsa del Su-57D biposto segnala quantomeno una significativa evoluzione nelle ambizioni russe in materia di aerei da combattimento.

I NUOVI UGELLI DEL SU-57

Nei velivoli Su-57 e Su-35, il motore AL-41F-1 è dotato di un ugello a spinta vettoriale di tipo assial-simmetrico. Questo sistema, noto anche come spinta vettoriale tridimensionale, consente il controllo di beccheggio, imbardata e rollio.
Nella sua configurazione iniziale, l'AL-51F-1 conserva un ugello a spinta vettoriale tridimensionale simile, ma ciò che vediamo nelle nuove immagini è un ugello alternativo, questa volta di tipo bidimensionale, che fornisce controllo del beccheggio e un controllo limitato del rollio se azionato in modo asimmetrico. Non è chiaro se l'installazione angolata dell'ugello sia destinata a fornire un maggiore controllo in quest'ultimo ambito.
Questo tipo di ugello motore "piatto" a bassa osservabilità viene utilizzato anche sull'F-22 Raptor, ad esempio, ed è stato scelto principalmente per ridurre la traccia radar rispetto a un ugello assialsimmetrico. Offre inoltre vantaggi in termini di traccia infrarossa.
Secondo quanto dichiarato da Yevgeny Marchukov, CEO dell'ufficio di progettazione Arkhip Lyulka responsabile dell'AL-51F-1, la Sukhoi non era interessata a utilizzare un ugello piatto per il Su-57 al momento del lancio del programma. L'ugello bidimensionale fu ordinato solo in seguito, dopo che il Su-57 e l'AL-51F-1 avevano già effettuato i primi voli.
Poiché Sukhoi "resiste alle modifiche alla cellula stessa", ha spiegato Marchukov, "ecco perché abbiamo ideato un ugello piatto piuttosto complesso".






Come si può osservare nello schema allegato, l'ugello è dotato di quattro alette a controllo indipendente, che agiscono modificando la sezione trasversale del flusso d'aria in uscita e il vettore di spinta. 

Di queste alette, installate ad angolo, due sarebbero progettate per l'utilizzo in regime subsonico e due per il volo supersonico. Le immagini sembrano inoltre mostrare le alette di vettorizzazione in fase di sfiato, il che, combinato con l'aria forzata attraverso queste aree, contribuirebbe a raffreddare i gas di scarico e a ridurre la traccia infrarossa del velivolo.
Nell'estate del 2023, Marchukov confermò che il nuovo ugello era stato testato con successo su di un banco di prova a terra, anche con postcombustione. Aggiunse che era previsto un primo volo entro la fine del 2023, sebbene non vi siano prove che ciò sia effettivamente avvenuto.

Per il Su-57, l'ugello piatto apporterebbe notevoli vantaggi in termini di miglioramento della bassa osservabilità posteriore. 

Il progetto originale del Felon ottimizzava la bassa osservabilità frontale, con minore attenzione ai lati e alla parte posteriore. Allo stesso tempo, gli ugelli rivisti ridurranno in una certa misura la spinta, ma questo è chiaramente considerato un compromesso accettabile in virtù dei migliori aspetti di bassa osservabilità che ne derivano, di cui questo tipo di velivolo ha un disperato bisogno.
Vale anche la pena notare che un altro design di ugello piatto è stato sviluppato per la versione del motore AL-41F-1 utilizzata nel velivolo da combattimento pesante subsonico senza pilota Sukhoi S-70 Okhotnik. In questo caso, l'ugello bidimensionale ha lo scopo di ridurre le tracce infrarosse e radar, ma è molto più semplice, senza alcun controllo di vettorizzazione.
L'Okhotnik ha effettuato il suo primo volo con un motore provvisorio, dotato di un ugello rotondo standard, ma l'ugello rivisto è stato montato sul secondo velivolo, presentato nel dicembre 2021.

Per quanto riguarda la versione con ugello piatto dell'AL-51F-1, il suo futuro dipende in larga misura da quello del proposto Su-57M.

I lavori su questa versione migliorata del Felon erano già a buon punto quando il Su-57 entrò in produzione e in servizio, sebbene, con solo 76 esemplari del modello originale sotto contratto, non sia affatto certo che il progetto progredirà ulteriormente, almeno nel breve termine.
Conosciuto anche come T-50M, il lavoro formale sul Su-57M "profondamente modernizzato" è iniziato quando Sukhoi ha ricevuto un contratto dal Ministero della Difesa russo nell'ottobre 2018. A un certo punto si è parlato di un prototipo del T-50M che avrebbe iniziato i test di volo a metà del 2022 e della produzione in serie entro la fine del 2024.
Ovviamente, questi obiettivi sono stati mancati, ma se la Russia – o un cliente estero – dovesse ordinare altri Felon, ciò potrebbe contribuire a dare impulso anche al programma Su-57M. A quel punto, potremmo anche vedere una versione di produzione del motore AL-51F-1 con spinta vettoriale bidimensionale.








IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, Defence-blog, TWZ, WIKIPEDIA, You Tube)