L'U-672 è stato un sottomarino tedesco di Tipo VIIC impiegato dalla Kriegsmarine nazista durante la Seconda Guerra Mondiale. È tornato al centro delle cronache storiche ed archeologiche di recente, a ottobre 2026, in seguito al clamoroso ritrovamento e identificazione del suo relitto al largo della costa del Devon, nel Regno Unito.
Il sommergibile tedesco della Seconda Guerra Mondiale U-672
Era un U-boat di tipo VIIC della Kriegsmarine della Germania nazista durante la seconda guerra mondiale.
Il sommergibile fu impostato il 24 dicembre 1941 presso il cantiere navale Howaldtswerke di Amburgo, varato il 27 febbraio 1943 e commissionato il 6 aprile 1943 sotto il comando dell'Oberleutnant zur See Ulf Lawaetz.
Assegnato alla 5ª Flottiglia di U-boat con base a Kiel, l'U-672 completò il periodo di addestramento il 30 settembre 1943 e fu impiegato in prima linea.
I sottomarini tedeschi di tipo VIIC furono preceduti dai sottomarini più corti di tipo VIIB. L'U-672 aveva un dislocamento di 769 tonnellate in superficie e di 871 tonnellate in immersione. Aveva una lunghezza totale di 67,10 m, una lunghezza dello scafo pressurizzato di 50,50 m, una larghezza di 6,20 m, un'altezza di 9,60 m e un pescaggio di 4,74 m. Il sottomarino era alimentato da due motori diesel sovralimentati Germaniawerft F46 a quattro tempi e sei cilindri, in grado di erogare una potenza totale da 2.800 a 3.200 cavalli metrici (da 2.060 a 2.350 kW; da 2.760 a 3.160 shp) per l'uso in superficie, e da due motori elettrici a doppio effetto Siemens-Schuckert GU 343/38-8, in grado di erogare una potenza totale di 750 cavalli metrici (550 kW; 740 shp) per l'uso in immersione. Aveva due alberi e due eliche da 1,23 m. Il sommergibile era in grado di operare a profondità fino a 230 metri.
Il sottomarino aveva una velocità massima in superficie di 17,7 nodi e una velocità massima in immersione di 7,6 nodi. In immersione, il sottomarino poteva percorrere 80 miglia nautiche a 4 nodi; in superficie, poteva percorrere 8.500 miglia nautiche a 10 nodi. L'U-672 era dotato di cinque tubi lanciasiluri da 53,3 cm (quattro montati a prua e uno a poppa), quattordici siluri, un cannone navale SK C/35 da 8,8 cm, 220 colpi e due cannoni antiaerei binati C/30 da 2 cm. Il sommergibile aveva un equipaggio compreso tra quarantaquattro e sessanta uomini.
Durante la quarta e ultima missione di pattugliamento bellico, l'U-672 fu attaccato dalla fregata britannica Balfour a nord di Guernsey e gravemente danneggiato il 18 luglio 1944. Costretto a emergere, l'equipaggio abbandonò la nave e affondò il sommergibile. Tutti i 52 membri dell'equipaggio sopravvissero e furono recuperati il giorno successivo dalle scialuppe di salvataggio britanniche.
Ultima missione e fine
Dopo la riparazione del suo snorkel, l'U-672, ancora al comando del ventisettenne Ulf Lawaetz, lasciò il porto di Saint-Nazaire il 6 luglio 1944 per ingaggiare battaglia con le navi alleate nell'estuario della Senna. Il 13 luglio, mentre era immerso, il sommergibile raggiunse il Canale della Manica e fu avvistato da aerei alleati (sebbene sott'acqua) che lo attaccarono con quattro bombe di profondità. Queste mancarono il bersaglio, ma gli aerei allertarono la Marina statunitense. Lo stesso pomeriggio, l'U-672 incontrò un gruppo di quattro cacciatorpediniere e un incrociatore leggero americani. Il sommergibile lanciò un siluro contro l'incrociatore e uno contro il cacciatorpediniere, ma nessuno dei due andò a segno. L'ammiraglio Hans-Rudolf Rösing ordinò quindi all'U - 672 di dirigersi verso l'Isola di Wight. A nord dell'isola di Guernsey, tuttavia, il sommergibile fu avvistato nel pomeriggio del 18 luglio 1944 dalla fregata britannica HMS Balfour, comandata dal capitano Charles B. Coventry, che lo attaccò con successo utilizzando lanciagranate Hedgehog, provocando l'ingresso di acqua nel sommergibile. Lawaetz fu costretto a dare l'ordine "tutti a terra" e i membri dell'equipaggio si imbarcarono su scialuppe di salvataggio individuali. I documenti segreti e la macchina Enigma furono distrutti prima che Lawaetz e il suo capo ingegnere, il tenente Georg Käseberg, affondassero il sommergibile e fossero gli ultimi ad abbandonarlo. Dopo circa 12 ore, due caccia Spitfire avvistarono i superstiti alla deriva sulle loro scialuppe di salvataggio e lo segnalarono alla Guardia Costiera britannica. Motovedette d'attacco rapido e unità di soccorso aereo-marittimo (ASRU) partirono da Dartmouth e portarono tutti i 52 membri dell'equipaggio dell'U-672 sulla terraferma inglese, ponendo così l'intero equipaggio del sommergibile in cattività britannica. Si è a lungo pensato che il relitto dell'U-672 si trovasse in posizione 50° 3′ N, 2° 30′ W, ma nell'estate del 2026 è stato localizzato a 40 miglia di distanza in posizione 50° 3′ N, 3° 30′ W. trovato. Il relitto si trova a 32 km dalla costa di Salcombe ( Devon ) a una profondità di 70 m. In precedenza si pensava che il relitto fosse quello di una nave a vela della prima guerra mondiale.
Dopo più di 82 anni, i sommozzatori hanno individuato la posizione del sottomarino U-672 al largo della costa del Devon nell'agosto del 2026. I sommozzatori lo hanno scoperto a 37 km (20 miglia nautiche) dalla costa di Salcombe, in Inghilterra, a una profondità di quasi 70 m.
Ecco in sintesi la storia completa, le specifiche tecniche e i dettagli sull'incredibile scoperta.
La Storia e l'Affondamento (1943–1944):
- Costruzione e Comando: Impostato nei cantieri Howaldtswerke di Amburgo la vigilia di Natale del 1941, fu varato a inizio 1943 e messo sotto il comando del ventisettenne Oberleutnant zur See Ulf Lawaetz.
- Attività operativa: Svolse 4 pattugliamenti tra il Nord Atlantico e la Manica senza affondare alcuna nave alleata, subendo gravi danni in più occasioni a causa degli attacchi aerei.
- La fine (18 luglio 1944): Circa un mese dopo lo sbarco in Normandia, mentre pattugliava la Manica, fu intercettato e pesantemente danneggiato dalle cariche di profondità della fregata britannica HMS Balfour.
- Il miracolo dell'equipaggio: Impossibilitato a rimanere immerso, il comandante Lawaetz ordinò l'emersione, fece evacuare gli uomini sulle scialuppe di salvataggio e ordinò l'autoaffondamento del mezzo. Tutti i 52 membri dell'equipaggio si salvarono, venendo recuperati il giorno successivo dai britannici e trascorrendo il resto della guerra come prigionieri.
L'errore storico e il ritrovamento (2026)
Per 82 anni, la posizione ufficiale dell'affondamento dell'U-672 presente nei registri della Royal Navy si è rivelata errata di circa 40 miglia nautiche. Questo a causa di un banale errore di trascrizione dell'epoca, in cui furono invertiti due numeri della longitudine.
Il relitto era in realtà già presente sulle mappe nautiche a circa 70 metri di profondità, ma era stato erroneamente catalogato prima come un veliero della Prima Guerra Mondiale e poi come un piroscopo a vapore del 1917.
A metà 2026, il team di subacquei tecnici britannici "Gasperados", guidato da Dominic Robinson, si è immerso sulle coordinate corrette identificando con certezza lo scafo. A confermare l'identità dell'U-672 sono state le caratteristiche strutturali del sottomarino e la presenza del sistema di ventilazione a "Schnorchel" (lo snorkel che permetteva di ricaricare le batterie rimanendo a quota periscopica), installato sul mezzo poche settimane prima di affondare. Inoltre, il portellone della torretta di comando è stato trovato chiuso: la documentazione storica conferma infatti che l'ufficiale ingegnere, ultimo a lasciare il mezzo dopo aver aperto le valvole di allagamento, lo sigillò dietro di sé prima di gettarsi in mare.
Caratteristiche Tecniche (Classe VII C):
- Il Tipo VIIC è stato il pilastro della flotta sottomarina tedesca (la U-Boot-Waffe);
- Dislocamento: 769/ 871 tonn;
- Lunghezza: 67,1 m.;
- Propulsione: 2 motori diesel (superficie) / 2 motori elettrici (immersione)
- Velocità massima: 17,7 nodi in sup. e 7,6 nodi in imm.;
- Armamento: 5 tubi lanciasiluri da 53,3 cm (4 anteriori, 1 posteriore), 1 cannone da ponte da 8,8 cm, mitragliatrici contraeree;
- Profondità max operativa: fino a 220 m.
(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, WIKIPEDIA, You Tube)
https://svppbellum.blogspot.com/
Si vis pacem, para bellum
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.
IL NOSTRO PENSIERO
Si vis pacem, para bellum (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia.
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà: altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE".
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: SEMPRE!
Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.














































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