mercoledì 5 agosto 2026

Aeritalia AIT-303 e AIT-320 (anni ’70): la società aerospaziale AERITALIA e due studi avanzati, poi confluiti nel programma anglo-tedesco-italiano-spagnolo “EUROFIGHTER EF-2000”.

AIT-303











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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.









GLI STUDI AVANZATI DELLA SOCIETA’ AERITALIA POI CONFLUITI NEL PROGETTO EUROPEO “Eurofighter Typhoon EF-2000:
  • L’Aeritalia AIT-303 (Progetto Aeronautico Storico) - In ambito militare e aerospaziale, l'Aeritalia AIT-303 è stato un concetto di caccia avanzato da superiorità aerea studiato dall'italiana Aeritalia a partire dalla metà degli anni '70.  Era nato come potenziale sostituto del Lockheed F-104 Starfighter. Il progetto non superò la fase di studio e non vennero mai costruiti prototipi, ma i suoi dati tecnici confluirono nei programmi di collaborazione europei che portarono prima all'EAP (Experimental Aircraft Program) e infine all'Eurofighter Typhoon.
  • L'Aeritalia AIT-320 (spesso associato o evoluto dagli studi dell'AIT-303) rappresenta una delle pagine più affascinanti della progettazione aeronautica italiana della Guerra Fredda. Questo concetto di velivolo da caccia racchiude l'ambizione nazionale di sviluppare un intercettore di nuova generazione. L'Aeronautica Militare Italiana necessitava di un successore per il Lockheed F-104 Starfighter. Il requisito principale era un caccia intercettore ognitempo, veloce e altamente manovrabile. L’Aeritalia cercava di consolidare il proprio ruolo di leader nel settore aerospaziale europeo. Gli studi prevedevano soluzioni avanzate, inclusa la configurazione ad ala a delta con alette canard. Il design mirava a garantire instabilità aerodinamica controllata via software (Fly-by-Wire). La configurazione propulsiva bimotore era pensata per garantire alta affidabilità e prestazioni supersoniche elevate. Le limitazioni di budget e i mutati scenari geopolitici bloccarono la costruzione di un simulacro fisico. I dati aerodinamici e strutturali raccolti vennero condivisi con i partner europei (Regno Unito e Germania Ovest). Molti dei concetti di base dell'AIT-320/303 si ritrovano oggi nell'Eurofighter Typhoon, in particolare la formula canard-delta e l'ottimizzazione per la superiorità aerea.


LA SOCIETA’ AEROSPAZIALE AERITALIA CON SEDE A TORINO

Aeritalia era una società di ingegneria aerospaziale con sede in Italia, formatasi dalla fusione di Fiat Aviazione e Aerfer nel 1969.

AEREI IN PROGETTO DELLA SOCIETA’ AERITALIA:
  • AIT-230 era un progetto di aereo da trasporto medio ad ala alta, alimentato da due motori turboelica, che ha portato allo sviluppo dell’ATR-42;
  • AIT-240 a AIT-290 -------?
  • AIT-300 era un progetto di caccia avanzato monoposto dei primi anni '70, da confermare;
  • AIT-301 e AIT-302 nessuna informazione, ma forse uno sviluppo dell’AIT-300;
  • AIT-303 era un progetto di caccia molto avanzato, ha gareggiato nel concorso Eurofighter;
  • AIT-310 era un progetto di caccia leggero, per sostituire il G.91R;
  • AIT-311 era un progetto di caccia leggero, simile all'AMX, alimentato da due jet GE J85;
  • AIT-312 a AIT-314 ———?;
  • AIT-315 era un progetto di caccia leggero, simile all'AIT-311, alimentato da un turboventola GE TF 34;
  • AIT-320 era un progetto di caccia leggero, simile all'F-16, alimentato da un motore P&W F404;
  • AIT-330 a AIT-450 ———?;
  • AIT-460 era un progetto di idrovolante ad ala alta degli anni '80, alimentato da due motori P&W PW120;
  • AIT-941 era un Breguet Br.941 costruito su licenza in collaborazione con McDonnell-Douglas, ma non è mai stato realizzato.

L’Aeritalia viene fondata il 12 novembre 1969 a Napoli, mediante la fusione tra la società a capitale statale Aerfer (discendente diretta della IMAM), la Divisione Aviazione della società privata FIAT e la Salmoiraghi, specializzata in avionica.

L'Aerfer - Industrie Aerospaziali Meridionali, era nata nel 1956 allo scopo di raggruppare le attività aeronautiche del polo aeronautico campano. Raccoglieva l'eredità dell'IMAM (Industrie Meccaniche Aeronautiche Meridionali) le cui origini si ricollegavano alle Officine Ferroviarie Meridionali che già dal 1916 avevano avviato a Napoli le prime produzioni aeronautiche, con la produzione su licenza Fokker, dello storico biplano Romeo Ro.1, sotto la direzione dell'ingegnere progettista Nicola Romeo. Dopo l'ingresso nel gruppo Finmeccanica (oggi Leonardo) alla fine degli anni Cinquanta, l'Aerfer si era specializzata nel segmento delle aero-strutture e delle revisioni in qualità di fornitore della Fiat Aviazione. La Divisione Aviazione della FIAT era, nel 1969, il maggiore polo aeronautico privato italiano e anch'essa vantava una lunga tradizione, risalente alla fondazione a Torino, nel 1916, della Società Italiana Aviazione nella quale la FIAT aveva fatto confluire tutte le proprie attività aeronautiche e che avrebbe fatto in seguito da polo di aggregazione di altri storici costruttori aeronautici operanti nell'area torinese (come la Fabbrica Aeroplani Ing. O. Pomilio fondata nel 1916, le attività aeronautiche dell'Ansaldo e Avio, attiva nei motori aeronautici dal 1908). FIAT portava in dote diversi programmi aeronautici, come il caccia F-104S e il caccia tattico leggero G-91, oltre a una serie di avviate collaborazioni ai primi programmi spaziali europei: volo umano nello spazio, satelliti scientifici e per telecomunicazioni. La Salmoiraghi, infine, era un'azienda di Milano che faceva parte del gruppo Finmeccanica sin dalla sua costituzione, anche se la sua origine risaliva al 1864 quando aveva iniziato la produzione di strumentazione ottica e di misura, allargando in seguito l'attività alla produzione di strumentazioni aeronautiche e di equipaggiamenti elettromeccanici e ottici.

Nel 1976 l’azienda aerospaziale diventa proprietà dello Stato, con assegnazione del capitale a Finmeccanica (Gruppo IRI).

Nel 1979 diventa Aeritalia Società Aerospaziale Italiana per Azioni. Nel 1990 il gruppo decide di fondere Aeritalia con Selenia, dando vita alla società Alenia Aeronautica.
L'industria, per molti anni la più importante italiana nel campo aerospaziale, era impegnata nella progettazione e costruzione di aerei civili e militari, di velivoli senza pilota, di motori aeronautici, di sistemi elettronici, di satelliti ed in altri progetti destinati all'esplorazione spaziale.
Ha prodotto aerei, come il caccia G-91 o il trasporto tattico G.222, che sono stati per molti anni la spina dorsale dell'Aeronautica Militare Italiana. Il progetto del G.222 fu talmente valido, che negli anni la Alenia Aeronautica ne ha prodotto una versione, il C-27A e come Alenia Aermacchi l'ultimo C-27J che presenta sostanziali miglioramenti nell'avionica e nei motori, ma la cui cellula è praticamente la stessa del G.222.
Ha collaborato a progetti importanti come il Boeing 767, il McDonnell Douglas MD-80, il McDonnell Douglas MD-11, il cacciabombardiere Panavia Tornado (MRCA), l'aereo da attacco AMX ed in EUROFIGHTER al progetto Typhoon, oltre a contribuire al progetto dei veicolo spaziale abitato Columbus e del Satellite Tethered, progetto di grande complessità in cooperazione con la NASA. 
Ha sviluppato, in consorzio con la SNIA BPD, la bomba a grappolo Skyshark.
Negli anni '80 viene lanciato il progetto Tethered per realizzare un satellite collegato alla centrale spaziale con un filo di 100 chilometri. Il programma era stato elaborato da Aeritalia, dalla NASA e dall'americana Martin Marietta.

VELIVOLI PRODOTTI:
  • Aeritalia G-91
  • Aeritalia G-91Y
  • Aeritalia G.222
  • MultiRoleCombactAircraft (TORNADO)
  • AMX
  • EF-2000
  • Aeritalia/Aermacchi AM 3 C.

STUDI NON REALIZZATI:
  • Velivolo civile AIT-320 - La sigla venne usata anche per riferirsi ad uno studio relativo ad un velivolo civile da trasporto regionale da 30-40 posti, da costruirsi in una joint venture tra Aeritalia ed Aérospatiale, costituitasi nel 1981 sotto il nome di ATR. Lo studio iniziale assegnava il nome in codice AS-35 per la Aérospatiale ed, appunto, AIT.320 (col punto) per l'Aeritalia. Il progetto venne poi evoluto in quello che attualmente è l'ATR 42. Altre fonti riportano lo stesso progetto col nome in codice AIT-230.

GLI STUDI ITALIANI POI CONFLUITI NEL PROGRAMMA “EUROFIGHTER”

L'AERITALIA AIT-303

L'Aeritalia AIT-303 era un concetto e uno studio di progettazione avanzato di un caccia, esplorato negli anni '70 dal produttore italiano di aerospazio Aeritalia. Il progetto servì come uno dei primi esploratori precursori in seguito confluiti nel programma europeo congiunto che alla fine è diventato l'Eurofighter Typhoon.
L'Aeritalia AIT-303 è stato uno studio di progettazione e un concetto di caccia avanzato sviluppato negli anni '70 dall'azienda aerospaziale italiana Aeritalia. 




GLI STUDI DELL’ING. ALFREDO CAPUANI ALLA BASE DELL’AIT-303

Per quanto concerne lo XSC-V, in sostanza parliamo del lavoro dell'ingegnere Alfredo Capuani presso il Centro Innovazioni Tecnologiche dell'Aeritalia a Torino. 
Come sostenitore della cosiddetta supercircolazione, ci furono vari brevetti depositati, 23 ottobre 1984 e 13 novembre 1990; seguiti da altri non meglio specificati incorporanti soluzioni più avanzate, con deposito 19 marzo 2008 e 14 febbraio 2012.
Varie ricerche erano riservate, ma qualcosa era stato reso pubblico con la pubblicazione sul Gazzettino Aeritalia numero 5 del giugno 1987. 
La formula dello ST3 doveva essere alla base di vari tipi di aeromobili, non necessariamente da combattimento. Comunque la divisione Gruppo Velivoli da Combattimento lavoro ad un ASTOL (Advanced STOL), con analisi delle forme e dei materiali per una aereo dalle caratteristiche stealth. Le stesse ricerche avrebbero poi avuto ricadute anche sui programmi per il munizionamento stand off, come lo Skyshark.
Vennero costruiti alcuni modelli, sia per galleria del vento che radiocomandati per volo libero. Fonti non ufficiali parlano di diverse configurazioni, tra cui la SCV (denominata Piripicchio) e la SCS (denominata Manta).
Per quanto riguarda i modelli tra il 1982 ed il 1984 si lavorò sulla configurazione XSV, per passare dal 1983 in avanti alla ZSC-V.
Nell'articolo c'è un'immagine con lo schema semplificato dell'ejector wing, oltre ad un paio di anticipazioni grafiche della configurazione XSC-V (con le differenti prese d'aria, una foto di un modello in scala (senza maggiori informazioni), ed un tre viste con trasparenza e sezioni parziali.
L'Aeritalia iniziò lo sviluppo di STOL Combat Aircraft; il disegno artistico mostra i concetti di base di un aereo da decollo e atterraggio corto che il gruppo di aerei da combattimento dell'Aeritalia sta studiando. La caratteristica principale è l'over-wing blowing, che l'Aeritalia chiama super-circolazione. Il concetto si avvale anche dell'effetto eiettore, in cui l'aria circostante viene trascinata dall'aria espulsa dal motore, e dell'effetto Coanda, che è la tendenza dell'aria in movimento a continuare a piegarsi dopo il passaggio su una superficie curva. Aeritalia ha brevettato i suoi piani per combinare i tre per migliorare la portanza. L'azienda sta studiando la fattibilità dell'applicazione di tale tecnologia alla prossima generazione di aerei da combattimento.
L’Aeritalia iniziò lo sviluppo tecnologico di un velivolo da combattimento di nuova generazione per il decollo e l'atterraggio brevi. "Se gli studi di fattibilità lo dimostrano, potremmo iniziare a costruire il dimostratore tecnologico nel prossimo anno o giù di lì", disse Giandomenico Cantele, direttore generale del gruppo di aerei da combattimento dell'Aeritalia. Il lavoro di sviluppo si basava su un processo brevettato da Aeritalia per combinare il soffiaggio alare standard, l'effetto eiettore e l'effetto coanda. L'effetto eiettore è la tendenza di un flusso d'aria ad alta velocità di espulsione a tirare l'aria vicina con esso. L'effetto coanda è la tendenza di un flusso d'aria che si piega su una superficie a continuare a piegarsi anche dopo averla superata.
Gli studi hanno dimostrato che la corretta combinazione degli effetti può dare un miglioramento del 10-30% del carico utile e della portata rispetto al soffiaggio standard. L'Aeritalia riteneva che fosse possibile sviluppare un aereo da combattimento con un rollio al decollo inferiore a 100 piedi. L'aereo evitava la maggior parte delle restrizioni di portata e carico utile di un aereo a decollo verticale perché l'alzata d'ala, piuttosto che la spinta diretta, era utilizzata nel decollo.
Un aereo a reazione del tipo in cui i getti di propulsione sono diretti sulla superficie superiore dell'ala in modo da provocare un ulteriore sollevamento per effetto della supercircolazione indotta sull'ala e la deflessione dei getti verso il basso, dovuta all'effetto Coanda, immediatamente a valle dell'ala è dotato di due superfici longitudinali sporgenti da detta superficie superiore in modo da formare un unico sistema di eiettori di superficie. L'ala dell'aeromobile ha una parte anteriore fissa che occupa una porzione minore della corda alari, ed una parte posteriore mobile che è articolata alla porzione fissa intorno ad un asse sostanzialmente trasversale e può essere inclinata verso il basso rispetto alla parte fissa. La porzione di ala tra le due superfici longitudinali può essere fornita sul suo bordo d'uscita con una superficie mobile di controllo dell'aeromobile. L'aeromobile può anche includere un sensore per rilevare variazioni nella direzione del flusso d'aria relativa in una determinata posizione di volo e un attuatore per controllare la superficie di controllo mobile in funzione del segnale di uscita del sensore in modo da mantenere invariato l'assetto dell’aeromobile.
L’invenzione prevedeva un aeromobile a reazione del tipo con getti di propulsione diretti sulla superficie superiore dell'ala in modo da dare luogo ad un ulteriore sollevamento per effetto della supercircolazione prodotta sull'ala e della deflessione verso il basso dei getti che avviene per effetto Coanda immediatamente a valle dell'ala.
Ad esempio di un aeromobile del tipo sopra specificato è descritto ed illustrato nella pubblicazione tecnica Agard CP-262 "Aerodinamic characteristic of control", sezione 8 "Il flap della superficie superiore dello YC-14 soffiato: una superficie di controllo unica".
L'aeromobile illustrato nella suddetta pubblicazione tecnica ha ogni unità di propulsione posta sopra l'ala secondo una configurazione nota come "engine over-the-wing" dai tecnici del settore. Grazie a questa caratteristica, i getti dei sistemi di propulsione sono diretti sulla superficie superiore dell'ala, producendo una supercircolazione sull'ala e inducendo, di conseguenza, un sostanziale aumento della portanza. Inoltre, a causa di un fenomeno noto come effetto Coanda, i getti diretti sulla superficie superiore dell'ala tendono a seguire la curvatura di quest'ultima e vengono deviati verso il basso immediatamente a valle dell'ala in modo da ottenere un ulteriore aumento di portanza sostanzialmente pari alla spinta dei getti deviati.
L'oggetto della presente invenzione è quello di fornire un aeromobile del tipo sopra specificato che ha ulteriormente migliorato le caratteristiche di portanza.
La caratteristica principale del velivolo secondo la presente invenzione risiede nel fatto che l'area della superficie superiore dell'ala alla quale sono diretti i getti è definita lateralmente da due superfici longitudinali sporgenti dalla superficie superiore dell'ala, in modo da formare un unico sistema di eiettori di superficie in cui il fluido primario è costituito da getti, il fluido secondario è costituito dal relativo flusso d'aria sopra l'ala e in cui le successive zone di espansione, miscelazione e ricompressione dell'eiettore sono definite da un'unica superficie attiva, costituita dalla superficie superiore dell'ala.
Grazie a questa caratteristica è possibile ottenere un aumento della spinta dei getti che si trasforma in un aumento combinato di portanza e propulsione.
Secondo una prima soluzione i getti di propulsione sono orientati in modo da urtare la superficie superiore dell'ala in modo da assumere una forma appiattita e allargata sopra la superficie superiore dell'ala, per contatto con quest'ultima. In una soluzione alternativa, i getti di propulsione sono diretti in modo da non urtare la superficie superiore dell'ala. In questo caso gli ugelli di scarico da cui fuoriescono i getti hanno una forma appiattita e allargata, in modo da dare ai getti una configurazione corrispondente.
Un'ulteriore caratteristica preferenziale risiede nel fatto che gli ugelli dai quali fuoriescono i getti sono dotati di mezzi per generare vorticità nei getti stessi, in modo da assicurare la miscelazione tra i getti e il relativo flusso d'aria sopra l'ala.
In una prima realizzazione, il velivolo secondo l'invenzione ha una forma convenzionale con una sola fusoliera e due piani principali. In questo caso sono previsti almeno due getti di propulsione ai lati della fusoliera, ciascuno sopra il rispettivo piano principale e le due superfici longitudinali sono fornite rispettivamente dai due piani principali e sono sostanzialmente parallele al piano longitudinale di simmetria dell'aeromobile.
In una seconda realizzazione, l'aeromobile secondo l'invenzione ha una configurazione a doppia fusoliera e ala, compresa una sezione centrale che collega le due fusoliere. In questo caso i getti sono diretti sopra detta sezione centrale dell'ala e le superfici longitudinali sono costituite dalle due fusoliere.
Preferibilmente, nella prima realizzazione di cui sopra, ciascuna delle superfici longitudinali è situata in un punto del rispettivo piano principale, intermedio tra la fusoliera e l'estremità libera del piano principale; questo punto è scelto in modo da portare in coincidenza longitudinale il centro di pressione di tutto il piano principale e il centro di pressione della porzione di piano principale compresa tra la fusoliera e la superficie longitudinale.
Grazie a questa caratteristica si riducono al minimo i momenti di beccheggio che risultano dalle variazioni di spinta.
Un'ulteriore caratteristica di tale prima realizzazione risiede nel fatto che l'aereo ha un'ala delta principale e un'ala secondaria di tipo canard posta davanti all'ala principale, e che gli ugelli da cui fuoriescono i getti sono posti in corrispondenza del bordo di uscita dell'ala secondaria e sono dotati di mezzi per variare la direzione dei getti.
Grazie a questa caratteristica i getti che servono a produrre la supercircolazione sull'ala principale, vengono utilizzati anche per realizzare un sistema di "blow flap" sull'ala secondaria. La variazione nella direzione di questi getti non provoca variazioni sostanziali della portanza complessiva, mentre permette di controllare la portanza dell'ala secondaria.
Nell'aereo secondo l'invenzione, il raggiungimento di una disposizione ad eiettore permette di ottenere un aumento della spinta dei getti che si converte in un incremento combinato di portanza e propulsione. L'aumento della spinta del getto produce un aumento sia del componente di sollevamento dovuto all'effetto della supercircolazione sull'ala, sia del componente di sollevamento dovuto alla deflessione verso il basso dei getti che risulta dall'effetto Coanda immediatamente a valle dell'ala. All'aumentare della spinta dei getti, il componente di sollevamento dovuto alla flessione verso il basso dei getti diventa preponderante rispetto al componente di sollevamento a causa dell'effetto supercircolazione. Inoltre, la porzione di campo aerodinamico interessata dal getto deviato si concentra in un'area adiacente al bordo d'uscita dell'ala. Ciò offre la possibilità di controllare l'assetto del velivolo, orientando la zona della superficie alari adiacente al bordo d'uscita dell'ala, con l'obiettivo di ottenere una corrispondente direzione del getto deflesso e quindi della portanza che ne deriva.
Questa possibilità viene utilizzata in un'ulteriore realizzazione dell'aeromobile secondo l'invenzione, la cui caratteristica principale risiede nel fatto che l'ala dell'aeromobile ha una parte anteriore fissa che occupa una porzione minore della corda alari, e una parte posteriore mobile che occupa una porzione maggiore della corda alari, e che è articolata alla parte fissa intorno ad un asse sostanzialmente trasversale e che può essere inclinata verso il basso rispetto a questa parte fissa; in quanto la porzione di ala tra dette superfici longitudinali è dotata sul suo bordo d'uscita di una superficie mobile per il controllo dell'assetto dell'aeromobile, e in quanto il suddetto aeromobile comprende inoltre un mezzo idoneo a rilevare variazioni nella direzione del vento relativo in un determinato assetto di volo, e un attuatore idoneo a spostare detta superficie mobile di controllo in dipendenza del segnale di uscita del sensore significa in modo tale da mantenere inalterato l'assetto dell'aeromobile.
Secondo un'ulteriore caratteristica preferita, il suddetto mezzo sensore è costituito da una superficie ausiliaria mobile. Preferibilmente, inoltre, la superficie mobile ausiliaria è collegata a detta superficie mobile di controllo per mezzo di una trasmissione meccanica in cui agisce anche come attuatore della superficie mobile di controllo.
La superficie ausiliaria mobile è costituita preferibilmente dal piano di coda orizzontale dell'aeromobile, che è adattato a muoversi verticalmente.

AERITALIA AIT-320, CACCIA MONOMOTORE

L'Aeritalia AIT-320 era lo studio (mai coronato dalla produzione di prototipi) di un moderno caccia leggero da superiorità aerea, sviluppato a partire dal 1976. 




Pensato come erede del Lockheed F-104 Starfighter, sarebbe stato equipaggiato con un singolo turboreattore RB.199, lo stesso che aveva equipaggiato il cacciabombardiere Tornado, il quale però è bimotore. Concettualmente simile all'F-16, ricordava un piccolo F-18 monoreattore. Anche Francia (con lo ACT-88 - Avion de Combat Tactic), Gran Bretagna (con i suoi BAe P.96, P.106 LCA e P.110) e Germania (con lo MBB TKF-90) avevano sviluppato modelli concettualmente simili di aereo monomotore da attacco leggero e combattimento diurno; i prototipi o studi sviluppati a questo scopo, tra i quali appunto lo studio AIT-320/15, andarono a confluire nei vari progetti multinazionali che avrebbero poi condotto all'EF-2000.

CONTESTO E SVILUPPO DEL CACCIABOMBARDIERE Ait-320

  • Origine: Il progetto nacque nel 1976 all'interno delle ricerche tecnologiche per un nuovo velivolo da difesa aerea. 
  • Scopo: Fu concepito come uno studio esplorativo per un caccia leggero da superiorità aerea destinato a sostituire il Lockheed F-104 Starfighter in dotazione all'Aeronautica Militare. 
  • Evoluzione: Sebbene non abbia mai superato la fase di design concettuale per tradursi in un prototipo fisico, ha rappresentato uno dei primi tasselli tecnologici italiani. Gli studi e i requisiti emersi da questa famiglia di progetti confluirono successivamente nei programmi europei congiunti (come l'ACA) che portarono alla nascita dell'Eurofighter Typhoon. 

CARATTERISTICHE TECNICHE PREVISTE PER L’AIT-320

  • Configurazione: Il design prevedeva una formula monoreattore. 
  • Propulsione: Era stata ipotizzata l'installazione di un turboreattore Turbo-Union RB199, lo stesso motore utilizzato dal cacciabombardiere bimotore Panavia Tornado. 
  • Aerodinamica: Concettualmente simile allo statunitense General Dynamics F-16 Falcon, le linee guida ricordavano una sorta di piccolo McDonnell Douglas F/A-18 Hornet monomotore.











IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, SecretProjectForum, WIKIPEDIA, You Tube)


































 

martedì 4 agosto 2026

RAFALE F-5 2030: dopo l'interruzione del programma per velivoli con equipaggio del Future Combat Air System, la francese Safran ha compiuto un ulteriore passo, ponendo fine al relativo progetto franco-tedesco per i nuovi turbofan. Il turbofan SAFRAN M88-TREX è un aggiornamento del motore M88 esistente che aumenta la spinta. L'ugello del motore beneficerà di un'aerodinamica ottimizzata, contribuendo ulteriormente alle prestazioni. La variante TREX dovrebbe entrare in servizio sulla variante F5 del Rafale.









https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.









L'M88-TREX è un aggiornamento del motore M88 esistente che aumenta la spinta. 

Presentato al salone aeronautico di Parigi nel 2025, il miglioramento del 20% della spinta, da 73,4 kN a 88,2 kN, sarà fornito da un compressore a bassa pressione migliorato che consentirà un maggiore flusso d'aria e da una nuova turbina ad alta pressione con nuovi materiali e circuiti di raffreddamento di nuova generazione. L'ugello del motore beneficerà di un'aerodinamica ottimizzata, contribuendo ulteriormente alle prestazioni. La variante TREX dovrebbe entrare in servizio sulla variante F5 del Rafale.





Il Safran M88 T-REX (Thrust Range Extension), storicamente noto sotto il marchio SNECMA, è l'evoluzione di prossima generazione del motore turbofan sviluppato appositamente per equipaggiare il futuro standard F5 del caccia Dassault Rafale. 
Presentato ufficialmente da Safran Aircraft Engines al Salone internazionale dell'aeronautica e dello spazio di Parigi-Le Bourget, questo propulsore è stato progettato per rispondere alle crescenti esigenze di energia, carico bellico e sistemi digitali dei moderni scenari geopolitici.

Specifiche Tecniche e Prestazioni:
  • Spinta massima (con postbruciatore): Incrementata a 9 tonnellate (90 kN / 19.840 lbf), segnando un aumento del 20% rispetto alle 7,5 tonnellate (75 kN) dell'attuale versione M88-2. 
  • Dimensioni e peso: Il motore mantiene lo stesso ingombro fisico del predecessore, consentendo l'integrazione nelle celle attuali del Rafale senza dover ingrandire l'aereo. Secondo le dichiarazioni del produttore, l'M88 T-REX punta a essere persino più leggero.
  • Efficienza e costi: Mantiene invariati i vantaggi logistici del motore d'origine in termini di modularità, consumi di carburante e costi di gestione (cost of ownership). 

Innovazioni Tecnologiche principali

Per raggiungere questo salto prestazionale del 20% entro lo stesso profilo geometrico, Safran ha introdotto aggiornamenti mirati: 
  • Compressore a bassa pressione ottimizzato: Ridisegnato per garantire un maggiore afflusso d'aria.
  • Turbina ad alta pressione avanzata: Integra nuovi materiali resistenti a temperature più elevate e circuiti di raffreddamento di nuova generazione.
  • Ugello di scarico aerodinamico: Ottimizzato per massimizzare l'efficienza dei flussi in uscita.
  • FADEC aggiornato: Un nuovo sistema di regolazione digitale integrato per gestire l'aumento di potenza.

Ruolo Strategico e Futuro

L'M88 T-REX è un pilastro fondamentale per la sopravvivenza operativa del Rafale oltre il 2030. L'extra potenza è necessaria per supportare i pesanti sistemi di guerra elettronica (come l'evoluzione del sistema SPECTRA), nuovi sensori e vettori d'attacco strategici, tra cui il futuro missile nucleare ipersonico francese ASN4G.
Il motore è inoltre al centro delle trattative di aggiornamento e cooperazione industriale internazionale, destando forte interesse in paesi partner storici del programma Rafale, come l'India. L'entrata in servizio ufficiale della versione qualificata è prevista in concomitanza con il debutto del Rafale F5.

In seguito all'annuncio, fatto all'inizio di giugno 2026 da Friedrich Merz, in accordo con Emmanuel Macron, dell'interruzione del programma per velivoli con equipaggio del Future Combat Air System, la francese Safran ha compiuto un ulteriore passo, ponendo fine al relativo progetto franco-tedesco per i nuovi turbofan. La decisione giunge in un momento in cui la cooperazione politica, volta a strutturare i programmi franco-tedeschi per l'aviazione da combattimento e i carri armati pesanti, si sta sgretolando, mentre gli attori industriali coinvolti iniziano già a definire tempistiche nazionali più precise. In base all'accordo iniziale per il programma FCAS, Safran Aircraft Engines avrebbe dovuto sviluppare il motore per il New Generation Fighter, il velivolo da combattimento affidato a Dassault Aviation e Airbus Defence and Space. Il produttore francese di motori collaborava con la tedesca MTU Aero Engines, con la quale aveva creato la joint venture EUMET, di diritto tedesco, per sovrintendere a questo accordo industriale. Tuttavia, il 28 luglio 2026, l'amministratore delegato di Safran, Olivier Andriès, ha dichiarato all'AFP: "Abbiamo le risorse per sviluppare un solo motore per un aereo da combattimento. E ovviamente daremo la priorità al programma francese" .
Ora, la Safran Aircraft Engines sta attualmente lavorando all'M88 T-REX, un'evoluzione del motore M88 che equipaggia il Rafale. Questa versione è destinata a supportare il Rafale aggiornato allo standard F5, le cui configurazioni pesanti richiedono maggiore potenza senza ridurre il raggio d'azione. Durante un'audizione parlamentare, Emmanuel Chiva, allora Delegato Generale per gli Armamenti, descrisse l'obiettivo come segue: "Con il T-REX, l'obiettivo è aumentare la spinta da 7,5 a 9,5 tonnellate".

Da parte sua, Dassault Aviation ha riportato il Rafale al centro del programma francese. 

Il suo CEO, Éric Trappier, auspica il rapido lancio di un dimostratore, con un possibile primo volo nel 2031-32, equipaggiato con un motore M88 o M88 T-REX. Si prevede che il Rafale F5 standard entri in servizio nei primi anni 2030, con un'architettura di elaborazione e comunicazione progettata per controllare i droni da combattimento a partire dal 2030. La combinazione Rafale F5, drone stealth e T-REX delinea ora una tappa fondamentale verso il 2033, con la piena capacità operativa annunciata già nel 2035.

Lo Snecma M88 è un motore turbofan francese con postbruciatore sviluppato da Snecma (ora nota come Safran Aircraft Engines) per il caccia Dassault Rafale.


I concetti principali e le scelte relative al motore SNECMA M88 furono definiti alla fine degli anni '70, quando sia SNECMA che il Ministero della Difesa francese conclusero che erano necessari un elevato rapporto di pressione complessivo e un'elevata temperatura di ingresso della turbina (TET). La configurazione prevedeva un motore turbofan a doppio albero e basso bypass, che utilizzava nuovi blisk del compressore in metallo sinterizzato, una camera di combustione anulare a combustione pulita e una nuova tecnologia chiave: pale della turbina monocristalline raffreddate ad aria e rivestite in ceramica, realizzate con una nuova lega AM1 (lega N-18 nei motori di produzione finale). Le prestazioni della turbina furono ulteriormente migliorate con l'uso del controllo attivo del gioco della punta delle pale.  Furono utilizzati controlli e monitoraggio digitali del motore a piena autorità. Il raffreddamento ad aria delle pale della turbina era essenziale, poiché dovevano operare in un flusso di gas 300 K al di sopra della temperatura di fusione dei materiali. I test al banco dei componenti delle sezioni della turbina iniziarono nel 1978, con l'obiettivo di raggiungere una TET di 1700 K. Dopo i risultati inizialmente promettenti, questo obiettivo fu innalzato a 1850 K. Nel 1987 questo obiettivo fu raggiunto e il primo motore dimostrativo, l'M88-1, fu presentato per lo sviluppo.
Nel 1989, il motore M88-2 (versione finale di produzione) raggiunse la spinta massima prevista di 75 kN con 5 mesi di anticipo rispetto alla scadenza contrattuale. A quel tempo, il primo motore era già stato installato sulla cellula di prova ACX-RAFALE. La durata di vita del motore era stata certificata fino a 500 ore.
Il motore ha ottenuto la qualificazione al volo nel 1995 dopo 5500 ore al banco prova sia a livello del mare che in condizioni di altitudine simulate e includeva flussi d'aria simulati a Mach 1.6, nonché ulteriori 4000 ore su 600 voli sul prototipo dell'aereo in condizioni reali. 
Il primo motore M88-2 di produzione in serie è stato consegnato nel 1996. La progettazione del motore si è concentrata sul mantenimento del peso e dell'area al minimo. Rispetto alla precedente generazione di motori 9K-50 Atar, l'M88 era il 40% più corto e il 45% più leggero, migliorando al contempo il rapporto spinta/peso dell'80%.  Il motore è dotato di un sistema digitale di monitoraggio delle condizioni e di diagnostica predittiva al fine di ridurre i tempi di fermo del motore e aumentare il tempo tra le revisioni. Noto come Engine Condition Monitoring System, funziona raccogliendo dati dai sensori di monitoraggio del motore, dalle vibrazioni, dall'inversione e dai sensori di intasamento del filtro dell'olio. Il sistema è in grado di estendere o ridurre il TBO del motore a seconda dell'utilizzo di quel particolare motore. 
Il motore ha accumulato fino ad oggi oltre 1 milione di ore di volo con oltre 600 unità consegnate. Il motore M88-2 è stato oggetto di regolari sviluppi e miglioramenti. I primi motori Stage 1 erano limitati a un tempo di 300 ore tra le revisioni "TBO". I motori Stage 4 (consegnati dal 2011 in poi, designazione M88-2E4) hanno TBO superiori a 1000 ore e un consumo di carburante ridotto del 3%.

Specifiche (M88-2)

Caratteristiche generali:

  • Tipo: Turboventola con postbruciatore
  • Lunghezza: 353,8  cm (139,3  pollici)
  • Diametro: 69,6  cm (27,4  pollici)
  • Peso a secco: 897  kg (1.978  libbre).

Ingegneria:
  • Compressore: Assiale, 3 stadi LP, 6 stadi HP
  • Combustori : Anulari
  • Turbina : 1 stadio LP, 1 stadio HP.

Prestazioni:
  • Spinta massima: 50 kN (11.200 lbf) e 75 kN (16.900 lbf) (con postbruciatore)    
  • Rapporto di pressione complessivo: 24,5:1
  • Rapporto di bypass : 0,3:1
  • Portata massica dell'aria: 65  kg/s (143  lb/s)
  • Temperatura di ingresso della turbina: 1.850  K (1.577°C; 2.870°F)
  • Consumo di carburante: 3.977  kg/h (8.770  lb/h) e 12.695  kg/h (27.990  lb/h) (con postbruciatore)
  • Consumo specifico di carburante : 22,14  g/(kN⋅s) (0,782  lb/(lbf⋅h)) e 47,11  g/(kN⋅s) (1,663  lb/(lbf⋅h)) (con postbruciatore)
  • Rapporto spinta/peso: 5,68:1 (a secco) e 8,52:1 (con postbruciatore).









IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, Meta-Defense, WIKIPEDIA, You Tube)