lunedì 23 marzo 2026

Esercito Italiano (EI): i primi 7.000 esemplari del fucile d’assalto Bdt (Beretta defense technologies) “Narp” su di un ordine iniziale di 50.000; vengono distribuiti al 9° reggimento d’assalto paracadutisti Col Moschin e il 4° reggimento ranger paracadutisti alpini. Le armi sono camerate nel cal. 5,56×45, con canne lunghe 11,5 e 14,5 pollici, ed anche nella variante in 7,62×51. BRITISH ARMY: Beretta propone il NARP e il Sako M23 come concorrenti per il nuovo fucile d'assalto britannico.












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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.









Esercito Italiano (EI)

L'Esercito Italiano (EI) è la componente terrestre delle forze armate italiane, delle quali fanno parte anche la Marina Militare, l'Aeronautica Militare e l'Arma dei Carabinieri, tutte dipendenti dal capo di stato maggiore della difesa e inserite nel Ministero della difesa.

Nato come Regio Esercito nel 1861 in occasione dell'Unità d'Italia dal nucleo della Armata Sarda, assunse la denominazione attuale dopo la nascita della Repubblica Italiana avvenuta nel 1946. Terminata la fase di transizione del secondo dopoguerra, periodo durante il quale alcune unità erano ancora sotto il controllo Alleato, l'ingresso dell'Italia nella NATO comportò per l'Esercito una riorganizzazione e un ammodernamento in funzione di contrasto a un'eventuale azione militare da parte delle forze del Patto di Varsavia. I mutevoli scenari a livello internazionale hanno fatto sì che l'Esercito Italiano partecipasse inoltre a varie missioni di pace sotto egida ONU o NATO, quale ad esempio la missione Ibis in Somalia cominciata nel 1992 nell'ambito della missione UNITAF o l'UNMIBH in Bosnia ed Erzegovina, durata dal 1995 al 2002.


Con l'avvento del XXI secolo l'Arma dei Carabinieri che prima faceva parte dell'Esercito, nel 2000 ha assunto il rango di forza armata; l'emanazione poi della legge 23 agosto 2004, n. 226 ha determinato la sospensione alle chiamate del servizio militare obbligatorio a partire dal 2005 accanto a un processo di riforma generale accompagnato da una progressiva riduzione di effettivi.





La distribuzione del fucile d’assalto Beretta Narp all’E.I. era stata ufficializzata a fine 2025: adesso sono stati resi noti anche i quantitativi, si parla di una commessa iniziale di 7 mila esemplari con una proiezione su un complessivo di 50 mila.

A Natale 2025, il Capo di Stato maggiore, Carmine Masiello, ha confermato ai media l’avvio della distribuzione del fucile d’assalto di nuova generazione Beretta Narp all’E.I.. Ora emergerebbe che la commessa sarà di 7.000 esemplari su circa 50.000 esemplari iniziali. L’ordine di che trattasi intende accelerare la sostituzione dei fucili d’assalto Beretta Arx 160 e dei più datati AR70/90. I primi reparti a ricevere il nuovo fucile d’assalto saranno il 9° reggimento d’assalto paracadutisti Col Moschin e il 4° reggimento ranger paracadutisti degli Alpini. Le armi saranno camerate ancora nel cal. 5,56×45, con canne lunghe 11,5 e 14,5 pollici; è prevista anche l’acquisizione di una variante cal. 7,62×51 NATO.


Il British Army (Esercito britannico) è la componente terrestre delle forze armate britanniche. 

Nacque dopo l'emanazione dell'Atto d'unione del 1707 con l'unificazione dei governi e delle forze armate di Inghilterra e Scozia nel Regno Unito di Gran Bretagna, incorporando reggimenti preesistenti dei due regni e quindi posto sotto il controllo del War Office di Londra.


Nel 2024 il totale del personale militare operativo è composto da 75 166 persone. Nel 2006 ne facevano parte 107 730 soldati, altri 38 460 appartenevano al Territorial Army. Per distinguerla dal Territorial Army, il British Army è indicato anche come Regular Army. La forza armata è oggi dispiegata in molte zone di guerra di tutto il mondo come parte di forze di combattimento e di forze di peacekeeping delle Nazioni Unite. Diversamente dalla Royal Navy, dai Royal Marines e dalla Royal Air Force, il British Army non ha l'aggettivo "Royal" nel suo nome perché alcune unità con cui fu formato nel 1707 già non avevano il prefisso "Royal" nel proprio.

Beretta propone il NARP e il Sako M23 come concorrenti per il nuovo fucile d'assalto britannico.

Come noto agli addetti ai lavori, Beretta Defense Technologies (BDT) partecipa dall’anno scorso alla gara per il prossimo fucile d'assalto britannico con due proposte. 




Con il nome in codice Grayburn, il Regno Unito intende sostituire l’attuale e datato SA80 in dotazione. Come sopra detto, l’italiana Beretta propone il New Assault Rifle Platform (NARP) o l'M23 della Sako, azienda finlandese ora parte di Beretta, sviluppato con la partecipazione svedese e già in servizio presso le forze armate di entrambi i paesi.
Entrambe le armi sono camerate per il calibro NATO 5,56 x 45 mm e si basano rispettivamente sulle piattaforme AR-15 e AR-10, ormai diffuse a livello globale. Come noto, Beretta si è concentrata sul miglioramento dei punti deboli del sistema, mantenendo al contempo le caratteristiche familiari a molti utenti. In particolare, la molla di recupero è ora posizionata sopra l'otturatore e non sporge più nel calcio come accadeva sull'AR originale. Ciò consente la sostituzione modulare del calcio, comprese le versioni pieghevoli.
Nel 2025, a Norimberga, Beretta Defense Technologies (BDT) ha presentato due modelli NARP: uno con calcio classico in stile AR e l'altro con calcio pieghevole, destinato a ulteriori personalizzazioni. 

Particolare enfasi è stata posta sull'affidabilità e sulla facilità di intercambiabilità dell'intero gruppo otturatore. 

Il fucile d’assalto è progettato per l'utilizzo sia da parte di tiratori destrorsi che mancini, ed è dotato di una leva di sicurezza ambidestra. È offerto con canne da 11,5, 14,5 e 16 pollici, ma secondo Cadwell sono possibili anche versioni da 18 o 20 pollici, ad esempio come fucile di precisione per tiratori scelti.
Il Sako M23 offre già questa capacità, e nel più potente calibro NATO 7,62 x 51 mm. Mentre la Svezia sta introducendo il nuovo modello come versione standard in calibro 5,56 mm (AK 24 con canne da 11,5 e 14,5 pollici) e 7,62 mm (AK 25 con canne da 16 o 18 pollici), nonché come fucile di precisione in calibro 7,62 mm con canne da 18 o 20 pollici; la Finlandia inizialmente ha adottato solo il DMR KIV 23 e il fucile di precisione TKIV 23 nel calibro maggiore. La decisione di due suddetti alleati della NATO di adottare questo tipo di arma è un argomento molto importante per l’offerta nella gara d'appalto britannica.
La Gran Bretagna non ha ancora deciso il calibro per il successore dell'SA80, ma si prevede che verrà utilizzato l'attuale 5,56 mm. Il progetto Grayburn è ancora in fase concettuale. 
Poiché la dismissione dell'attuale fucile d’ordinanza del Royal Army è prevista per il 2030, la nostra Beretta BDT spera di poter definire presto un piano più concreto per affrontare ad armi pari la forte concorrenza. È risaputo che la tedesca Heckler & Koch ha già migliorato l'SA80 fino all'attuale versione A3 e quindi spera di poter fornire anche un modello migliorato allo stato dell’arte.

Il New Assault Rifle Platform, NARP, è un fucile d'assalto italiano camerato per il calibro 5,56 × 45 mm NATO, sviluppato e prodotto dalla Beretta.

Lo sviluppo del NARP è iniziato nel 2018, con varianti via via sottoposte alle forze speciali nazionali per i test a fuoco. L'arma è stata presentata ufficialmente nel corso del salone londinese DSEI del 2023, dopo 15 anni dal lancio del Beretta ARX-160.
A dicembre 2025 è stata annunciata l'acquisizione da parte dell'Esercito Italiano, nelle cui unità operative il NARP andrà a sostituire il predecessore ARX-160.
Nonostante la somiglianza esterna, il NARP non condivide alcuna parte meccanica con il sistema AR-15. Esso è composto da due semi-castelli in lega di alluminio Ergal, accoppiati da due perni passanti, uno posteriore di apertura e uno anteriore di smontaggio. Il semi-castello inferiore (o lower receiver), verso il bocchettone di alimentazione, presenta la leva di selezione ambidestra a 3 posizioni (sicura, colpo singolo e raffica). Sono ambidestri anche il pulsante di sgancio del caricatore e la leva di sblocco dell'otturatore. Sul semi-castello superiore (upper receiver) è presente posteriormente la leva a T di armamento, superiormente una guida STANAG 4694, che si raccorda frontalmente con quella presente sull'astina paramano traforata. Le mire metalliche, ribaltabili e amovibili, sono composte da tacca di mira a diottra e mirino a palo. La calciatura base, compatibile con quelle stile AR-15, è di tipo ribaltabile metallica scheletrata, con poggia-guancia.
Le canne inizialmente previste in calibro 5,56 mm NATO sono da 11,5 pollici per la versione CQB (Close Quarters Battle) e 14,5 pollici per la versione Carbine. Sviluppi futuri potranno essere una versione CQB con canna da 7 pollici in calibro .300 AAC Blackout (7,62 × 35 mm NATO), una versione Infantry Automatic Rifle (mitragliatrice leggera) con canna da 16 pollici e un Designated Marksman Rifle con canna da 18 pollici. Le canne sono munite di spegnifiamma a 3 rebbi e sono predisposte per un silenziatore appositamente sviluppato, il Beretta B-SILENT.
L'arma è alimentata da caricatori prismatici STANAG NATO da 20 o 30 colpi, ma è in grado di utilizzare anche caricatori a tamburo. Il fucile d’assalto sarà inoltre compatibile con il lanciagranate Beretta GLX 160 tramite un'apposita interfaccia. Il sistema di funzionamento, coperto da un nuovo brevetto Beretta, è a sottrazione di gas con pistone a corsa corta.








IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, Armi & Tiro, soldat-und-technik.de, WIKIPEDIA, You Tube)















 

Marina tedesca (Deutsche Marine): il gruppo olandese Damen Shipyards prevede lunghe discussioni in merito alla ristrutturazione del contratto per le fregate classe “Niedersachsen (Fregatte 126)” destinate alla Marina tedesca. La nuova divisione Naval Systems di Rheinmetall, già Naval Vessels Lürssen, punta a ridurre significativamente i tempi di costruzione delle fregate tedesche F126 in qualità di nuovo contraente principale. In attesa di risolvere ogni divergenza e perdita di tempo, è stato firmato un accordo preliminare per acquisire 4 fregate classe MEKO A-200 DEU.






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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.








Marina tedesca (Deutsche Marine)

La Marina tedesca (Deutsche Marine) fa parte della Bundeswehr (Difesa Federale), le Forze Armate tedesche. 

La Marina tedesca era originariamente conosciuta come Bundesmarine (Marina Federale) dal 1956 al 1995, quando Deutsche Marine (Marina tedesca) divenne il nome ufficiale in seguito all'incorporazione nel 1990 della Volksmarine (Marina Popolare) della Germania dell'Est. È profondamente integrata nell'alleanzaNATO. 


La sua missione principale è la protezione delle acque territoriali e delle infrastrutture marittime della Germania, nonché delle linee di comunicazione marittime. Oltre a ciò, la Marina tedesca partecipa a operazioni di mantenimento della pace e fornisce assistenza umanitaria e soccorso in caso di calamità. Partecipa anche a operazioni antipirateria.





La fregata classe F126 o Niedersachsen (Fregatte 126)

Come riportato in un documento del 2024 pubblicato di recente, l’azienda olandese mantiene colloqui costruttivi con Deutsche Marine in merito all'andamento del progetto di in oggetto: "Insieme, stiamo valutando se la responsabilità principale del progetto possa essere trasferita a partner tedeschi, con Damen che rimane un partner importante", si legge nel documento. Secondo Damen, queste discussioni "dovrebbero proseguire per diversi mesi” in quanto è emerso chiaramente che l'impegno del governo olandese a sostenere il progetto F-126 con un prestito ponte di 270 milioni di euro non era più necessario. Poiché il cantiere navale non era riuscito a rispettare le tappe fondamentali del progetto, il Ministero della Difesa tedesco (BMVg) si era apparentemente rifiutato di effettuare i relativi pagamenti. Si vocifera che la Damen abbia causato un ritardo nel progetto, pari ad almeno 40 mesi, a causa di problemi con il software di progettazione e produzione.
Il governo tedesco starebbe quindi puntando a trasferire la responsabilità del progetto all'industria locale trasferendo il ruolo di appaltatore generale dalla Damen al cantiere navale tedesco NVL, ora rilevato da parte della Rheinmetall. Il cantiere era già il più importante subappaltatore tedesco nel progetto e sarà responsabile di gran parte della costruzione navale.

Ad ogni buon conto, il raggiungimento di un accordo appare tutt'altro che certo.

Come noto, il 2024 è stato un anno positivo per la Damen, il più grande cantiere navale dei Paesi Bassi. Il fatturato si è mantenuto poco sopra i 3 miliardi di euro. L'utile netto è salito da 43 milioni di euro a 58 milioni di euro e il portafoglio ordini ha raggiunto la cifra record di 10,4 miliardi di euro, con 5,9 miliardi di euro di nuovi ordini. La Damen prevede un altro anno di successo finanziario per il 2025. Complessivamente, il cantiere ha consegnato 146 nuove navi ai clienti lo scorso anno. "Siamo molto soddisfatti dell'entità del lavoro svolto lo scorso anno e dei risultati finanziari ottenuti", ha dichiarato l'amministratore delegato Arnout Damen. "Come cantiere navale, stiamo ottenendo successo, così come l'intero ecosistema dei nostri fornitori, delle piccole imprese innovative e degli istituti di ricerca".
Il gruppo cantieristico Damen intenderebbe ora concentrarsi ancora di più sugli ambiziosi piani di modernizzazione della flotta delle marine olandese e belga.

Le Niedersachsen (Fregatte 126) sono una classe di fregate tedesche progettate per sostituire le fregate F-123 Brandeburg nella Marina tedesca. 

Le navi saranno le più grandi navi da guerra di superficie ad entrare in servizio nella Marina tedesca dalla Seconda Guerra Mondiale. La prima nave, la Niedersachsen, dovrebbe entrare in servizio nel 2028, seguita da Saarland, Bremen e Thüringen. L'8 aprile 2024, la Germania ha esercitato la sua opzione e ha acquistato altre due fregate.  Il contratto per due fregate F126 aggiuntive è stato firmato il 19 giugno 2024. 
Fino al 1° gennaio 2021, il progetto era noto con il titolo provvisorio MKS 180 o Multi-Purpose Combat Ship 180 (Mehrzweckkampfschiff 180), con 180 che indicava il complemento previsto della classe.

UNITA’ PREVISTE:
  • F 227 FGS Niedersachsen (2028?)
  • F 228 FGS Saarland
  • F 229 FGS Brema
  • F 230 FGS Thüringen
  • F 231 FGS ?
  • F232FGS ?

DATI TECNICI:
  • Costruttori: Damen Group / Blohm + Voss, Amburgo / Lürssen, Brema / Cantieri navali tedeschi, Kiel ;
  • Dislocamento: 10.000 tonnellate (a pieno carico) ;
  • Lunghezza: 166 metri (544 piedi 7 pollici) ;
  • Larghezza: 21 metri (68 piedi 1 pollice) ;
  • Pescaggio: 6 metri (19 piedi 8 pollici) ;
  • Velocità: 26+ nodi (48+ km/h), max. ;
  • Autonomia: 4.000 NM (7400 km) a 18 nodi (33 km/h) ;
  • Equipaggio: 114 membri dell'equipaggio standard (alloggi per 200) ;
  • Propulsione: CODLAD (combinazione diesel-elettrica e diesel) 4 generatori diesel MTU 20V 4000 M65L (2 x 12.000 kW) 2 motori elettrici MAN 32/44CR (2 x 4.000 kW) 2 alberi / 2 eliche a passo variabile ;
  • Armamento: 1 sistema di lancio verticale Mk.41 / VLS (16 celle) per missili RIM-162 Evolved Sea Sparrow / ESSM (4 per cella) 1 cannone OtoBreda/Leonardo 127/64LW (5"/ 127 mm / 64 calibri) con munizioni guidate VULCANO 8 missili Kongsberg Naval Strike Missili (NSM) 2 sistemi di lancio missilistico Mk.49 per RIM-116 Rolling Airframe Missiles (RAM) 2 sistemi di mitragliatrici MLG27 4.0 SeaSnake 2 sistemi d'arma Leonardo Lionfish 12.7 ;
  • Aeromobili imbarcati: ponte di volo e hangar per 2 elicotteri NH90 Sea Tiger + Saab Sceldar Sistemi UAV:  sistema di gestione del combattimento Thales TACTICOS (CMS) radar di sorveglianza multifunzione Hensoldt TRS-4D NR radar di tiro multifunzione Thales X-band APAR Block 2 sonar trainato a bassa frequenza attivo/passivo a profondità variabile (se è installato il modulo ASW) sistema di tracciamento e osservazione elettro-ottico Thales Mirador MK2 e Gatekeeper.

Caratteristiche

La classe di navi sarà modulare e in grado di ospitare i cosiddetti moduli di missione, che includono dispositivi, spazio, sensori e armamenti necessari per svolgere un determinato compito in modo ottimale. Se non in uso, i moduli possono essere manutenuti e sostituiti separatamente dalla nave e possono anche essere scambiati tra navi diverse della stessa classe.
Le navi sono destinate a sostituire la classe Brandenburg nel loro ruolo di lotta antisommergibile (ASW) se equipaggiate con un sonar a traino modulare (il modulo ASW).
Similmente alla classe Baden-Württemberg, tuttavia, saranno anche in grado di rimanere in mare fino a due anni senza richiedere manutenzione in porto, con equipaggi che si alterneranno tra la nave dispiegata e quella in missione ogni quattro mesi. Questa capacità dovrebbe consentire un utilizzo più efficiente degli scafi, riducendo il tempo impiegato per il trasferimento dalla Germania verso zone di conflitto come il mare al largo del Corno d'Africa, dove le navi tedesche hanno ripetutamente partecipato a missioni antipirateria come l'Operazione Atalanta, pattugliando vaste aree per lungo tempo. In questo caso, il "modulo di detenzione" consentirà all'equipaggio di trattenere i sospetti e, se necessario, di metterli in quarantena in una struttura medica appositamente costruita.
Altri usi previsti sono l'applicazione degli embarghi, la scorta delle navi mercantili o il comando delle task force marittime. Nel 2015, erano previsti anche moduli per contromisure antimine (MCM) e una camera di immersione . 

Valutazione competitiva e selezione del progetto

I primi studi per una classe di future navi di superficie furono avviati nel 2009. All'epoca, l'obiettivo era sviluppare un sostituto per il mezzo d'attacco rapido classe 143A Gepard. In riferimento alle cinque corvette classe K130 che avrebbero dovuto sostituire la più vecchia classe 143 Albatros, il progetto fu denominato MÜKE (Mittlere Überwasserkampfeinheit) o K131. Era previsto che otto navi entrassero in servizio nella marina entro i primi anni 2020 e fossero poi disponibili fino agli anni 2050.
Le navi dovevano essere modulari in base alla missione. La Marina, sempre più impegnata a condurre lunghe missioni oltremare con una flotta di navi obsolete influenzate dai requisiti della Guerra Fredda, desiderava ottenere unità navali flessibili che potessero essere modificate rapidamente a seconda delle necessità. Questo fattore progettuale, che influenzava anche le fregate di classe Baden-Württemberg all'epoca, ha portato il progetto ad aumentare il dislocamento e l'equipaggio rispetto a una corvetta tipica. All'inizio del 2011, ci si aspettava quindi che il progetto si concretizzasse in una "nave da combattimento multiruolo" (Mehrzweckkampfschiff). Il 25 marzo 2013, i requisiti dettagliati sono stati formalmente definiti. 
Durante la successiva fase di analisi, sono stati suggeriti tre progetti, uno che soddisfaceva tutti i requisiti e altri due meno costosi che li soddisfacevano parzialmente. L'8 giugno 2015 è stato selezionato il progetto pienamente conforme. Entro il 2015 il numero di navi era stato ridotto a quattro, con il primo scafo che sarebbe entrato in servizio entro il 2023 a un costo totale previsto di circa 4 miliardi di euro e altre due navi in un potenziale secondo lotto. Fondamentalmente, il progetto MKS 180 era ormai cresciuto fino a diventare il sostituto delle quattro fregate obsolete di classe F123 Brandenburg, che rappresentavano la principale capacità ASW della Marina. 
La gara d'appalto del 2015 era aperta alle offerte di aziende europee, con il Ministro della Difesa Ursula von der Leyen che decise di non impedire la partecipazione di offerenti stranieri per motivi di sicurezza nazionale. 

Diverse aziende hanno partecipato, tra cui: 
  • BAE Systems e cantieri navali tedeschi;
  • Damen Group e Blohm + Voss;
  • Thyssenkrupp Marine Systems e Lürssen:

A metà del 2017, BAE Systems, che offriva una nave basata sulla Type 26, si è ritirata dalla gara d'appalto e nel marzo 2018 il governo tedesco ha escluso il consorzio Thyssenkrupp/Lürssen. Thyssenkrupp Marine Systems è quindi diventata partner come subappaltatore dei cantieri navali tedeschi, mentre Lürssen è di fatto diventata partner di Damen, avendo acquisito Blohm + Voss nel 2016. 
Nel gennaio 2020, dopo un processo di gara durato cinque anni, il gruppo olandese Damen si è aggiudicato l'appalto, sebbene le navi dovranno essere costruite presso il cantiere navale Blohm + Voss di Amburgo, in Germania, e presso il cantiere navale Peene di Wolgast, in Germania, entrambi di proprietà del gruppo Lürssen.  I cantieri navali tedeschi hanno protestato contro l'aggiudicazione, ritardando la firma del contratto legalmente vincolante. Tuttavia, la società ha ritirato la sua protesta quando essa e Lürssen hanno annunciato che avrebbero unito la loro costruzione navale in una joint venture  e che il cantiere navale di Kiel avrebbe partecipato alla costruzione. 

Aggiudicazione del contratto

Il contratto è stato firmato il 17 giugno 2020.  Nel giugno 2020 la commissione bilancio del parlamento tedesco ha ufficialmente approvato 6 miliardi di euro per le prime quattro navi e due opzioni, con la prima nave che dovrebbe essere commissionata entro il 2027.  Il contratto assegnato alla Damen copre le navi, le strutture di addestramento, nonché due moduli ASW e due moduli di detenzione e ammonta a 5,48 miliardi di euro, mentre le armi sono contrattualizzate separatamente. La capacità operativa iniziale per le navi - che saranno basate a Wilhelmshaven - è prevista per il 2028.
Thales presso i suoi stabilimenti nei Paesi Bassi e in Germania fornirà sistemi radar, IT e di controllo del fuoco ,  in particolare il sistema di gestione del combattimento "Tacticos" e la soluzione di controllo del fuoco AWWS ("sistema di guerra sopra l'acqua").  Nel novembre 2020, il fornitore della suite di guerra sottomarina non era ancora stato deciso.
Wärtsila SAM Electronics di Amburgo integrerà i sistemi elettrici delle navi mentre la società canadese OSI Maritime fornirà la suite di navigazione e l'unità Rolls-Royce Power Systems sarà responsabile dei sistemi di gestione e automazione della piattaforma navale.  ABB si è aggiudicata un contratto per la fornitura del sistema di alimentazione CC delle navi. I motori di azionamento elettrico e il riduttore saranno forniti da Renk.  Le fregate saranno inoltre equipaggiate con sistemi per gestire le minacce CBRN, che includono diversi rilevatori chimici ChemProX-DS e rilevatori di radiazioni RanidX. 

Costruzione

Il progetto ha superato una revisione critica del progetto all'inizio del 2022, dopo la quale la costruzione della prima nave è iniziata nel dicembre 2023 con il primo taglio dell'acciaio a Wolgast mentre la posa della chiglia è prevista per il 2024. 
Mentre i moduli di prua saranno costruite a Wolgast, quelli di poppa saranno costruiti a Kiel, dove entrambe saranno unite e rimorchiate ad Amburgo.  L'installazione, i test e le prove avranno luogo ad Amburgo.  L'Hamburg Ship Model Basin (HSVA) sta conducendo test di flusso basati su modelli.  Il 3 giugno 2024 è stata impostata la chiglia della prima fregata F126, la Niedersachsen. 
Nel gennaio 2026 è stato riferito che i dati di progettazione dell'F126 vengono trasferiti con successo da Damen a Naval Vessels Lürssen NVL), prerequisito per l'aumento della produzione.

Controversia sull'assegnazione del contratto

Daniel Günther, Ministro Presidente dello stato dello Schleswig-Holstein, dove si trova Kiel, si è lamentato pubblicamente della decisione di partecipare a una gara d'appalto europea, ritenendo che il know-how e i posti di lavoro tedeschi fossero minacciati dalla decisione del governo. Ha ribadito che la costruzione di navi da guerra di superficie dovrebbe essere elencata come "tecnologia chiave" ( Schlüsseltechnologie ), il che formalizzerebbe la capacità del governo (ma non l'obbligo) di escludere le gare d'appalto per navi di superficie dal diritto della concorrenza dell'UE. Secondo il Ministro dell'Economia dello Schleswig-Holstein, Bernd Buchholz ( FDP ), questa è una pratica comune in altri paesi europei dove il governo può persino detenere direttamente partecipazioni nei cantieri navali nazionali. Ha criticato in particolare il fatto che attività ad alta intensità di conoscenza come la ricerca e lo sviluppo si svolgerebbero nei Paesi Bassi.
Anche il sindacato dei metalmeccanici ( IG Metall ) e i consigli sindacali dei cantieri navali e dei subappaltatori marittimi hanno criticato la decisione, ritenendo a rischio 15.000 posti di lavoro, e hanno chiesto al governo di proteggere i cantieri navali e i posti di lavoro e di collaborare con l'industria per realizzare una "ristrutturazione" della cantieristica navale in Germania. 
Il 12 febbraio 2020, il governo ha deciso di includere la costruzione di navi di superficie tra le tecnologie chiave.  L'intenzione di farlo era già stata formalizzata durante i negoziati tra i partiti di governo SPD e CDU/CSU nel 2018.  Ciò non ha alcun impatto sulla gara d'appalto MKS 180, che era già stata condotta a livello europeo. 

La nuova divisione Naval Systems di Rheinmetall, già Naval Vessels Lürssen, punta a ridurre significativamente i tempi di costruzione delle fregate tedesche F126 in qualità di nuovo contraente principale.

Di Lars Hoffmann: « Vogliamo accelerare ulteriormente il processo produttivo e, insieme al cliente, semplificare considerevolmente le procedure di collaudo, garantendo al contempo la piena operatività », ha dichiarato un portavoce di Rheinmetall in risposta ad una richiesta di informazioni. L'azienda sta valutando «le migliori opzioni possibili», come un collaudo concentrato e consolidato delle armi e dei sistemi operativi.
Rheinmetall e il Ministero federale della Difesa tedesco (BMVg) prevedono di trasferire la responsabilità di appaltatore generale per il progetto delle fregate dal cantiere navale olandese DAMEN a Rheinmetall. Il progetto ha subito un ritardo di diversi anni a causa, tra l'altro, di problemi software che hanno impedito il trasferimento dei progetti esecutivi dai Paesi Bassi ai cantieri navali tedeschi con la qualità richiesta.
Secondo il portavoce di Rheinemetall, i dati di progettazione dalla olandese DAMEN sono stati trasferiti con successo nel loro sistema. Questo chiude l'interfaccia tra progettazione e produzione. "I dati sono stati trasferiti con successo e stanno già accelerando l'avvio della produzione nei capannoni del cantiere". Il portavoce ha lasciato aperta la questione se siano necessari ulteriori interventi di progettazione.
“ Il nostro obiettivo comune è quello di trasferire un prototipo di nave pre-attrezzato presso il nostro sito di Amburgo per l'allestimento finale, la messa in servizio e i test già all'inizio del 2028 ”. Secondo Rheinmetall, se i processi di collaudo venissero semplificati, la consegna della prima nave nel 2031 sarebbe fattibile.

Prima di poter procedere, tuttavia, Rheinmetall Naval dovrebbe diventare l'appaltatore principale del progetto. 

Dopo il completamento con successo del processo di “due-diligence”, la società prevede di subentrare nel contratto F126 come appaltatore principale entro poche settimane, ha dichiarato il portavoce. L'amministratore delegato di Rheinmetall, Armin Papperger, aveva affermato pochi giorni fa durante una teleconferenza con gli analisti di sperare di raggiungere una decisione definitiva sulla F126 entro i prossimi due o tre mesi, in modo che Rheinmetall potesse aggiudicarsi il contratto.
In precedenza, si era ipotizzato che il cambio di leadership per il progetto F126 potesse avvenire il mese prossimo. Tuttavia, un portavoce dell'Ufficio federale per gli equipaggiamenti, le tecnologie informatiche e il supporto in servizio della Bundeswehr (BAAINBw) ha dichiarato che la fase di valutazione si concluderà alla fine di aprile 2026. "Entro tale data, il potenziale contraente dovrà indicare se è in grado di soddisfare i futuri termini contrattuali. Ciò verrà poi formalizzato nel contratto". Il pubblico sarà informato non appena sarà stata presa una decisione definitiva.
Il portavoce del BAAINBw ha confermato che, a seguito del previsto cambio dell'appaltatore generale, l'agenzia, insieme al nuovo appaltatore, "intende coordinare, nell'ambito di una fase di accelerazione e ottimizzazione, le misure necessarie per consentire la consegna più rapida possibile senza mettere a repentaglio la sicurezza dei nostri soldati".
Attualmente, il Ministero della Difesa sta perseguendo un duplice approccio per ottenere nuove fregate il più rapidamente possibile. 






In attesa di risolvere ogni divergenza e perdita di tempo, all’inizio di febbraio 2026, il cantiere navale TKMS e l'Ufficio federale per l'equipaggiamento, la tecnologia informatica e il supporto in servizio della Bundeswehr (BAAINBw) hanno firmato un accordo preliminare per il progetto di acquisizione di 4 fregate classe MEKO A-200 DEU. 

TKMS ha dichiarato che l'accordo preliminare mira a consentire la consegna della prima nave entro la fine del 2029 e ad avviare le principali misure preparatorie. L'azienda ha affermato che la firma dell'accordo preliminare segna l'inizio ufficiale del progetto MEKO A-200 DEU. 


Tuttavia, ciò non costituisce ancora un contratto di costruzione ufficiale; tale decisione è ancora in sospeso. Secondo le informazioni fornite, l'accordo preliminare riguarda inizialmente l'approvvigionamento e i lavori per un volume fino a 50 milioni di euro entro la fine di marzo.
Per proseguire i lavori sulle navi MEKO oltre marzo, a breve la Commissione Difesa e Bilancio discuterà il primo "Emendamento all'accordo preliminare per garantire la tempistica del programma MEKO A-200 DEU e un'ulteriore revoca parziale del blocco di spesa qualificato nel bilancio 2026 del Fondo speciale". A tale scopo saranno stanziati fondi aggiuntivi per un totale di 240 milioni di euro.
Bastian Ernst, membro della commissione Difesa e relatore del gruppo parlamentare CDU/CSU per la Marina, accoglie con favore i piani di Rheinmetall Naval per la consegna accelerata delle fregate F126. Ora, secondo Ernst, anche l'Ufficio federale per l'equipaggiamento, la tecnologia informatica e il supporto in servizio della Bundeswehr (BAAINBw) deve contribuire a garantire una rapida certificazione delle navi. Se le fregate MEKO venissero consegnate già nel 2029, la Germania soddisferebbe i requisiti della NATO, ha aggiunto il politico della CDU.
Secondo alcune indiscrezioni, il Ministero della Difesa tedesco (BMVg) starebbe pianificando un ulteriore progetto da 25 milioni di euro per il rifacimento dello scafo della fregata Type 126 nel secondo trimestre. Ciò suggerisce che entrambi i progetti, il MEKO A-200 e l'F126, potrebbero potenzialmente procedere in parallelo. Come è noto, vi è una notevole pressione per dotare la Marina di nuove fregate entro il 2029.
Gli osservatori ipotizzano che TKMS inizierà i lavori fisici sulle fregate MEKO subito dopo la firma del contratto preliminare, ad esempio con il taglio dell'acciaio. Inoltre, i componenti con lunghi tempi di consegna potrebbero essere ordinati ai fornitori. Sebbene un contratto preliminare non sia ancora un contratto di costruzione definitivo, gli osservatori interpretano l'approccio del Ministero come una chiara indicazione della volontà di stipulare un contratto di questo tipo. L'amministratore delegato di TKMS, Oliver Burkhard, ha dichiarato lo scorso anno che la sua azienda potrebbe consegnare la prima fregata MEKO nel 2029.









IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, Hartpunkt, WIKIPEDIA, NavalNews, Seaforces, You Tube)





























 

sabato 21 marzo 2026

MARINE NATIONALE 2032 - 2038: il presidente francese Emmanuel Macron ha rivelato ai media il nome ufficiale della portaerei a propulsione nucleare PANG: si chiamerà “France Libre”.










https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.








Il presidente francese ha di recente rivelato ai media il nome ufficiale della portaerei a propulsione nucleare PANG: si chiamerà “France Libre”.





Dopo la caduta della Francia nel giugno del 1940, la Francia Libera divenne il governo in esilio e il movimento di resistenza che si rifiutò di accettare l'armistizio con la Germania nazista. Guidata dal generale di brigata Charles de Gaulle, si trasformò da un piccolo gruppo di "ribelli" a Londra nel legittimo governo provvisorio che condusse la Francia alla liberazione.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha spiegato: «Desideravo collocare la nostra futura portaerei nella tradizione del generale de Gaulle. La sua vita, il suo destino e le scelte compiute già nel giugno del 1940, dopo il crollo della Francia, incarnano una certa idea di Francia. Per lui e per noi. Lo spirito francese. È uno spirito di resistenza. È una volontà che nulla può fermare.»
Una volontà di resistere per restare liberi. Una volontà irriducibile, invincibile, sul territorio nazionale o altrove, di fronte all'occupazione. Una volontà che, come la nostra portaerei, può prendere il largo se necessario, fino al raggiungimento della vittoria. La volontà di restare liberi: sì, è proprio questa. Il grande progetto che ci appartiene. Quello che ci unisce.
Il progetto delle nostre forze armate, ma anche della nostra ricerca, delle nostre industrie nazionali. Questa volontà di rimanere liberi è la volontà di indipendenza a tutti i costi; di totale e illimitata autonomia d'azione; di proiezione delle nostre forze ovunque la difesa degli interessi della Francia lo richieda, in qualsiasi parte del mondo.
Ecco perché la nostra nuova portaerei si chiamerà 'France Libre'. In questo nome vive la memoria delle donne e degli uomini che si opposero alla barbarie. Uniti per salvare la patria. Determinati a difendere un certo ideale della nostra nazione. Per i Compagni della Liberazione, questo nome suggella una promessa per il futuro: per restare liberi, dobbiamo essere temuti. Per essere temuti, dobbiamo essere potenti. E per essere potenti, dobbiamo essere pronti allo sforzo. In questi sforzi, che siamo irriducibili. Uniti. E implacabili. Potenza. Indipendenza. Resistenza. Sì. È servendo la patria che otterremo la vittoria.
La cerimonia di battesimo ha formalmente concluso oltre cinque anni di sviluppo progettuale guidato congiuntamente da MO Porte-Avions, la joint venture industriale tra Naval Group e Chantiers de l'Atlantique, insieme a TechnicAtome, responsabile dei reattori nucleari della nave.

DATI TECNICI:
  • lunghezza di 310 metri; 
  • larghezza di circa 90 metri;
  • Dislocamento 80.000 tonnellate;
  • propulsione: sarà affidata a una coppia di reattori ad acqua pressurizzata TechnicAtome K-22, che garantiranno alla nave un'autonomia e una resistenza praticamente illimitate;
  • velocità fino a 27 nodi tramite tre linee d’asse;
  • equipaggio (compreso il gruppo aereo) sarà composto da circa 2.000 tra uomini e donne;
  • adozione del sistema di lancio elettromagnetico per aerei (EMALS);
  • sistema di arresto avanzato (AAG) di origine statunitense, forniti da General Atomics nell'ambito di un accordo di vendita militare all’estero;
  • tre binari di catapulta EMALS; 
  • tre cavi di arresto AAG equipaggeranno un ponte di volo angolato di 17.200 m², consentendo operazioni di lancio e recupero simultanee. Si prevede che questa configurazione aumenterà significativamente il numero di sortite durante le operazioni di combattimento ad alta intensità (circa 60 sortite al giorno);
  • gruppo aereo di circa 30 velivoli da combattimento, inizialmente incentrato sul Dassault Rafale M nella sua configurazione F5, affiancato da tre aerei radar AEW Northrop Grumman E-2D Advanced Hawkeye; 
  • fino a sei elicotteri NH90 Caïman; 
  • prospettiva di integrare velivoli da combattimento senza pilota e, entro la metà degli anni 2040, il Next Generation Fighter (NGF) Future Combat Air System (FCAS). Questo è almeno il piano attuale, nonostante le crescenti tensioni tra Dassault e Airbus che potrebbero portare Francia e Germania a separarsi (o a progettare i rispettivi NGF);
  • sistema di elettrificazione completo degli impianti di bordo; 
  • un hangar servito da due ascensori da 40 tonnellate sul lato di dritta; 
  • un deposito munizioni progettato per operazioni prolungate superiori a sette giorni ad alto ritmo, un netto miglioramento rispetto alla logistica delle attuali portaerei francesi.

La costruzione della France Libre dovrebbe iniziare con l'assemblaggio dello scafo presso i cantieri Chantiers de l'Atlantique nel 2032, prima del trasferimento della nave alla base navale di Tolone per l'allestimento finale e il rifornimento di combustibile nucleare a metà del 2035. Le prove in mare sono previste per il 2036, con l'entrata in servizio nella Marine Nationale prevista per il 2038, data in cui la Charles de Gaulle dovrebbe iniziare il suo ritiro dal servizio di prima linea. Si prevede che la France Libre rimarrà in servizio per circa 45 anni.
Il programma avrà circa 800 fornitori e genererà fino a 14.000 posti di lavoro nell'intero settore industriale della difesa francese. Il costo di France Libre si aggirerà intorno ai 10 miliardi di euro.

La France Libre, precedentemente nota come Porte-avions de nouvelle génération (PA-NG o "portaerei di nuova generazione”)

E’ una portaerei progettata per la Marina francese. La costruzione della France Libre dovrebbe iniziare intorno al 2031/2032 e si prevede che entri in servizio intorno al 2038, anno in cui la portaerei Charles de Gaulle dovrebbe essere ritirata dal servizio. Come già sopra detto, la portaerei francese sarà a propulsione nucleare e sarà dotata di tre EMALS (Electromagnetic Aircraft Launch System) della General Atomics e tre AAG (Advanced Arresting Gear). 

Contesto

L'attuale portaerei francese, la Charles de Gaulle a propulsione nucleare, è entrata in servizio il 18 maggio 2001. Essendo l'unica portaerei della Marina francese, i periodi di manutenzione della nave lasciano la Francia senza una portaerei disponibile. Di conseguenza, nel 2003 è iniziato il progetto PA2 (in francese: Porte-Avions 2, "Portaerei 2") per studiare la fattibilità di un'altra portaerei basata sul progetto della classe Queen Elizabeth britannica. Il progetto PA2 è stato sospeso nel 2009 e definitivamente cancellato nel 2013. 
Nell'ottobre 2018, il Ministro delle Forze Armate francese Florence Parly annunciò l'avvio di un secondo programma per una portaerei, questa volta in sostituzione della Charles de Gaulle. La legislazione di pianificazione militare per il periodo 2019-2025 (Loi de programmation militaire 2019-2025) definì una fase di studio di 18 mesi e 40 milioni di euro, per consentire al Presidente di decidere le caratteristiche principali del programma entro il 2020.  Nel maggio 2020, durante una visita a Chantiers de l'Atlantique , Parly dichiarò che la nuova portaerei sarebbe stata costruita a Saint-Nazaire, come previsto, poiché è l'unico bacino di carenaggio in Francia in grado di ospitare navi di quelle dimensioni. 
L'architettura, le opzioni di propulsione e il numero di navi dovevano essere decisi originariamente dal presidente nel luglio 2020, per consentirgli di fare l'annuncio durante la festa nazionale francese. Tuttavia, il 6 luglio 2020, un rimpasto di governo ha portato al comando il governo Castex, costringendo a rimandare la riunione del Consiglio di Difesa a più avanti nel corso dell'anno. 
Durante una visita al sito del Framatome a Le Creusot l'8 dicembre 2020, il presidente francese ha annunciato ufficialmente l'avvio del programma PANG e la selezione della propulsione nucleare per la nuova nave.
Nel 2022, Naval Group ha rilasciato nuove rappresentazioni grafiche della portaerei che includevano una struttura dell'isola rivista. 
In data 18 marzo 2026, il presidente ha ufficializzato che la portaerei si chiamerà France Libre in onore del governo della Francia Libera in esilio guidato da Charles de Gaulle durante la seconda guerra mondiale. 

Tempistiche del progetto

L'assemblaggio dello scafo dovrebbe iniziare nel 2032 presso i Chantiers de l'Atlantique. È previsto il trasferimento alla base navale di Tolone per l'allestimento, che include anche il rifornimento di combustibile nucleare (metà 2035). Si prevede che entrerà in servizio nel 2038.

Apparato di Propulsione

La nave sarà a propulsione nucleare e sarà dotata di due reattori ad acqua pressurizzata TechnicAtome K22  (PWR).

Ponte di volo

La nave sarà dotata di tre EMALS (Electromagnetic Aircraft Launch System) e tre AAG (Advanced Arresting Gear). L'equipaggiamento sarà fornito da General Atomics in base a un accordo di vendita militare all'estero. 
Il ponte della portaerei sarà un ponte di volo angolato con una superficie stimata di 17.200 metri quadrati (185.000 piedi quadrati). Due elevatori laterali con una capacità di 40 tonnellate (88.000 libbre).

Aeromobili imbarcati

La flotta stimata di aeromobili sulla nave sarà: 
Aerei da caccia: fino a 30 × Rafale M F5 - Il Rafale verrà infine sostituito dal caccia di nuova generazione del progetto ;
Velivoli AEW&C: fino a 3 × Northrop Grumman E-2D Advanced Hawkeye;
Elicotteri: fino a 6 dei seguenti modelli: NH90 Caïman (NH90 NFH) - Elicottero da guardia aerea / elicottero da collegamento;
Veicoli aerei senza pilota (UAV): Veicoli aerei da combattimento senza pilota (UCAV) previsti nel progetto FCAS.

Armi

La nave avrà un deposito di munizioni progettato per sostenere sette giorni di operazioni ad alto ritmo (per i velivoli imbarcati). 

Costruzione

Nel maggio 2020, il ministro della difesa ha dichiarato che la PANG sarebbe stata costruita a Saint-Nazaire presso Chantiers de l'Atlantique.
Il 25 settembre 2025, il sito di Cherbourg del Naval Group inizia la produzione dei primi componenti per i reattori nucleari PANG.  Il 21 dicembre, in un discorso alle forze francesi negli Emirati Arabi Uniti, il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato l'avvio della costruzione del PANG, che era stata decisa durante una riunione del comitato ministeriale per gli investimenti. 
I lavori di progettazione preliminare sui nuovi reattori nucleari K22 da 220 MW per alimentare la nave sono stati completati nel 2023. Si prevede che un contratto di produzione per la nave stessa sarà stipulato nel 2026 dopo l'approvazione finale annunciata il 21 dicembre 2025. Si prevede che la costruzione dello scafo inizi intorno al 2031/2032. Si prevede che le prove in mare inizieranno intorno al 2035 e la nave entrerà in servizio intorno al 2038. 




IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, NavalNews, WIKIPEDIA, You Tube)