venerdì 15 maggio 2026

Di recente è stata presentata sui media la Kel-Tec KP50, cioè una nuova famiglia di pistoloni semi-automatici calibro 5.7x28mm. L’arma da fianco è troppo grande per essere una pistola, troppo corta per essere una carabina, certamente non è una semiautomatica facile da portare, oltretutto camerata per una cartuccia che a molti non è familiare.









https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.










In data 23 febbraio 2026 è stata presentata la statunitense Kel-Tec KP50, cioè una nuova famiglia di pistoloni semi-automatici calibro 5.7x28mm con funzionamento a massa e ciclo di fuoco a otturatore chiuso che si propongono come versione migliorata del modello P50 lanciato ai primi del 2021 e come arma da difesa personale (PDW) o per la difesa abitativa, per il personale degli istituti di vigilanza privata, le guardie del corpo e i corpi armati dello Stato.




Oltre al modello-base KP50, la serie comprende anche: 
  • modelli dotati di calciolo polimerico o di Armbrace su di un tubo pieghevole sul lato destro;
  • un modello denominato "Defender" con Armbrace pieghevole, 
  • ottica Vortex Crossfire e mire abbattibili MagPul MBUS fornite di serie; 
  • e la MP50, versione a fuoco selettivo per gli acquirenti istituzionali, con mire abbattibili MBUS, calcio pieghevole e rateo di fuoco di 850 colpi al minuto nel tiro a raffica.

La serie KP50 di Kel-Tec risulta più semplice nella costruzione e migliorata nell'ergonomia generale. 

Il gruppo di scatto in polimeri presenta un'impugnatura verticale B5 Systems, una leva di sgancio del caricatore a T sotto la guardia del grilletto e una sicura manuale ambidestra con angolo di 45 gradi; sul modello a raffica il selettore è a tre posizioni e quella della raffica richiede un movimento in avanti.

L'espulsione dei bossoli avviene verso l'alto. 

La manetta d'armamento tipo AR-15 rende le Kel-Tec KP50 completamente ambidestre, adeguate all'uso da parte di tiratori destrimani o mancini senza bisogno di adattamento o modifiche.
Le KP50 si alimentano tramite i caricatori polimerici bifilari da cinquanta colpi a dispenser rotante progettati e prodotti dalla belga FN per la pistola-mitragliatrice P90 e le armi derivate; i caricatori si installano sotto l'affusto in lega con un movimento verso l'alto molto più semplice rispetto a quello della precedente P50.
Per i modelli Defender, con calcio pieghevole, e per la versione a raffica MP50 è disponibile un accoppiatore in polimero che consente di portare due caricatori montati sull'arma, offrendo miglior appoggio e presa per la mano debole e velocizzando la ricarica, in modo da garantire la disponibilità di cento colpi sempre a portata di mano dell'operatore.
Tutti i modelli presentano una slitta Picatinny a piena lunghezza sul cielo del fusto per l'installazione di ottiche di puntamento o mire abbattibili; una porzione di rotaia verticale più corta in coda al pacchetto di scatto, per l'installazione di calcioli sui modelli che non ne sono dotati di fabbrica (compatibilmente con le leggi in vigore in ciascun Paese); e una canna da 244 mm con rompifiamma di tipo "a gabbietta d'uccello" montato su filettatura da 1/2x28 TPI alla volata.

Per tutti i modelli: 
  • la lunghezza è di 472 mm, 
  • per un peso a vuoto di circa 1,45 Kg. 

Per i modelli con calciolo o Armbrace pieghevole: 
  • la lunghezza a calciatura estesa arriva a 719 mm 
  • e il peso senza caricatore a 1,8 Kg. 

Il prezzo sul mercato statunitense parte da 899 dollari per arrivare a 1.099 dollari per i modelli con calcio o Armbrace pieghevole e a 1.399 dollari per il modello Defender munito di ottica dalla fabbrica. 
Il prezzo del modello a raffica MP50 è disponibile solo su richiesta da parte di acquirenti istituzionali.


Per molto tempo la munizione 5,7x28 mm è stato una sorta di chimera. 

Tale munizione venne sviluppata dalla FN Herstal in Belgio circa trent'anni fa in risposta alle richieste della NATO di sostituire la cartuccia 9×19mm Parabellum per la classe delle armi da fuoco compatte da difesa personale (PDW); FN ha anche progettato l'innovativa pistola mitragliatrice P90 e la pistola Five-seveN. 
Eppure, era considerata da molti come semplice "stranezza militare", almeno fino a quando alcuni popolari produttori statunitensi hanno cominciato a mostrare interesse per questa munizione. 
La Ruger era una di questi, per esempio, con la pistola Ruger-57 presentata alla fine del 2019. 
Presto altre aziende si sono accodate a questa tendenza, e gradualmente la cartuccia a lungo ignorata ha assunto un ruolo di rilievo nel mondo delle munizioni, almeno sul mercato statunitense.

La nuova pistola KelTec P50 ne è un'ulteriore prova, ed è in realtà qualcosa di speciale in sé. 

A partire dal suo aspetto retro-futuristico, che ricorda un po' i film di fantascienza degli anni Cinquanta, e dal suo caricatore montato in alto con una capacità impressionante di 50 colpi, cioè lo stesso caricatore prismatico brevettato da Rene Predazzer nel 1989 e utilizzato per la FN P90, con un corpo in polimero traslucido con finitura fumé. In questo caricatore le cartucce sono disposte su due file sfalsate di 90° rispetto all'asse della canna. Vengono poi alimentate singolarmente in una rampa di alimentazione a spirale e ruotate di 90 gradi, allineandole con la camera di cartuccia.
Con una lunghezza complessiva di 38 cm, la KelTec P50 è decisamente lunga, e il suo design suggerisce la possibilità di potervi montare un qualche tipo di calcio pieghevole. In ogni caso, il produttore afferma che "Sebbene la P50 sia una pistola di grandi dimensioni, utilizzando con una certa creatività la cinghia tattica è possibile ottenere una precisione eccellente sia nel tiro sportivo sia in quello venatorio”. 
La canna è lunga 244 mm, il che dovrebbe permettere di sfruttare al meglio la precisione intrinseca e la portata della cartuccia a vantaggio sia dei tiratori che dei cacciatori. L'abbondanza di spazio per la guida Picatinny nella parte superiore e nel sotto-fusto permette il montaggio di ottiche e accessori come le torce.

I primi esemplari hanno raggiunto le armerie nel primo trimestre del 2021. 

L’arma da fianco è troppo grande per essere una pistola, troppo corta per essere una carabina, certamente non è una semiautomatica facile da portare, oltretutto camerata per una cartuccia che a molti non è familiare, e che più che sul terreno di caccia è probabilmente destinate al poligono di tiro. Farà sicuramente la gioia degli appassionati di armi originali, che non amano passare inosservati ed è sicuramente destinata a far parlare di sé.








IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, RID, Gunsweek, all4shooters, You Tube)


























 

giovedì 14 maggio 2026

Beretta Defense Technologies / Fkmd (Fox knives military division): nel 165° anniversario della fondazione dell’E.I., sono stati presentati al pubblico i primi fucili d'assalto Beretta Narp muniti della nuova baionetta Fox knives.













https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.












Beretta Defense Technologies (BDT) rappresenta l'alleanza strategica tra le aziende del gruppo Beretta Holding dedicate al settore militare e della difesa: 
  • Cos'è BDT: È l'alleanza tra Beretta, Benelli, Sako, Steiner e Tikka, progettata per offrire soluzioni integrate (fucili, ottiche, munizioni) per eserciti e forze di polizia.
  • Ultimi Progetti (NARP): BDT ha recentemente sviluppato il New Assault Rifle Platform (NARP), un fucile d'assalto modulare calibro 5,56 mm NATO, progettato per il soldato moderno.
  • Prodotti Principali: L'alleanza BDT gestisce piattaforme come il fucile d'assalto ARX160/ARX200, la pistola APX e le nuove carabine Sako M23. 




Fox knives, Maniago (PN) - Via Cristans 22 - 33085 Maniago PN - Italy

Nel 1977 Oreste Frati, dopo una lunga esperienza nel settore produttivo e in quello commerciale, fonda le Coltellerie FOX. Nel panorama del mercato nazionale e internazionale, il riuscito binomio tra la consolidata tradizione professionale e il desiderio di innovazione tecnica, ha reso il Gruppo FOX un’azienda di prim’ordine.
Nel 2008 Oreste Frati insieme al figlio Gabriele e ad Andrea De Lorenzi, artigiano coltellinaio di Maniago, ha costituito la sede produttiva di Euro Knives Italia srl, con l’obiettivo di offrire prodotti all’avanguardia e in grado di rispondere alle richieste di un mercato sempre più esigente. Nel 2020 Fox ed Euroknives si fondono diventando un’unica realtà la FOX2 Produzione. In questa realtà vengono concentrate le fasi peculiari della progettazione e produzione della coltelleria moderna a marchio FOX, FKMD e altri importanti brand di rilevanza mondiale.
Personale altamente qualificato, macchinari a controllo numerico di ultima generazione, alto contenuto tecnologico ed ampia scelta dei migliori materiali da impiegare durante le fasi di campionatura e di produzione sono la garanzia di quanto realizzato e destinato a forze amate, caccia e tempo libero, seguendo in modo attento e rigoroso le specifiche del cliente. prodotti finiti vengono poi trasferiti presso le Coltellerie Fox, dove si svolgono le attività di controllo qualità, logistica e spedizioni, seguendo tutte le direttive del sistema ISO 9001.




Nel 165° anniversario della fondazione dell’E.I., le truppe hanno presentato in una manifestazione pubblica i primi fucili d'assalto Beretta Narp muniti della nuova baionetta prodotta dalla divisione militare della Fox knives di Maniago.

Si sapeva da tempo che i fucili d’assalto Beretta Narp fossero stati già consegnati ad alcune unità dell’E.I.: ora si sono viste anche le varianti adottate munite di canna da 14,5 pollici (368 mm) e quelle per le nostre Forze speciali che utilizzano lunghezze di canna di 11,5 pollici (292 mm) con silenziatore Beretta B-silent Qd con attacco/sgancio rapido. 
Tali modelli utilizzeranno la calciatura “intermedia” ribaltabile-estensibile in polimero estensibile, e quella metallica non estensibile-ribaltabile. L’arma d’assalto, ad ogni buon conto, prevede anche versioni munite di canna da 16 pollici (406 mm) Marksman.
La nuova baionetta di recente adottata è nata dalla collaborazione tra Beretta e Fkmd (Fox knives military division) e appare ispirata alla baionetta Fkmd “Leonida” ma è di sezione cilindrica ed è munita di uno speciale attacco posteriore che si serra direttamente sulla slitta Picatinny inferiore dell’astina del fucile. 
La lama della baionetta è a doppio filo sulla punta ma ha l’ultima parte convessa con seghettatura; ricorda la spada Kopis dei greci o della sua variante Falcata iberica (non è un caso se la baionetta ispiratrice della Fox si chiama “Leonida”). 
Si tratta di una soluzione tecnica che unisce le esigenze militari per il combattimento ravvicinato e per l’utilizzo come utensile da campo. Sulla sommità della lama vi è una fessura rettangolare che, se inserita nella parte inferiore del fodero in acciaio, trasforma la baionetta in trancia-fili. L’arma da fianco dovrebbe avere una lama lunga circa 18,5 cm in acciaio speciale N690Co con durezza di 58-60 Hrc e un peso di circa 295 g.

L’Assault Rifle Platform NARP è un fucile d'assalto italiano camerato per il calibro 5,56 × 45 mm NATO, sviluppato e prodotto dalla Beretta BDT.


Lo sviluppo del NARP è iniziato nel 2018, con varianti via via sottoposte alle forze speciali nazionali per i test a fuoco. L'arma è stata presentata ufficialmente nel corso del salone londinese DSEI del 2023, dopo 15 anni dal lancio del Beretta ARX-160.
Il progetto trae origine dalla diretta collaborazione tra l’Azienda Beretta ed il Comando delle forze speciali dell’esercito (COMFOSE) e alla fine risulta un grande salto in avanti rispetto agli attuali dispositivi in servizio.





L’AR70/90 e l’ARX 160, su giudizio degli organi tecnici dell’Esercito, hanno mostrato dopo alcuni anni:
  • un peso eccessivo,
  • l’assenza della slitta picatinny, 
  • eccessivo utilizzo di componenti in plastica, 
  • problemi di chiusura dell’otturatore. 

Il NARP è una piattaforma unica e moderna, con ergonomia simile alle piattaforme AR ma con feature e caratteristiche uniche sviluppate da Beretta grazie ad anni di esperienza nel settore militarte che spingono le prestazioni del prodotto verso nuovi limiti. Grazie al peso ridotto di 3,3kg (caricatore vuoto incluso) ed una lunghezza totale inferiore a 90cm, il NARP è adatto ad ogni tipo di operatore offrendo controlli ambidestri e simmetrici, la possibilità di installare diverse tipologie di calcio (telescopico, pieghevole, collassabile), nonché impugnature e calcioli brevettati che consentono una maneggevolezza eccellente ed una transizione veloce in ogni circostanza di impiego.
Modularità e versatilità fanno del NARP un’arma che si adatta ad ogni scenario operativo, anche agli ambienti più complessi e rischiosi: upper e lower receiver realizzati in leghe di derivazione aeronautica e copertura addizionale antipolvere garantiscono prestazioni eccellenti anche a temperature molto basse o molto alte e in ambienti fangosi e polverosi.
Grazie ad un controllo eccellente e completo, il NARP offre una precisione millimetrica a qualsiasi distanza, con la certezza di colpire il bersaglio e completare la missione con successo.
Presentato ai DSEI in 3 varianti in calibro 5.56 NATO, il NARP sarà il primo tassello di una nuova famiglia di fucili d’assalto,. Integrato con il nuovo silenziatore B-Silent creato da Beretta, prodotto usando la tecnologia produttiva additiva, il nuovo fucile riduce drasticamente la traccia termica ed acustica degli operatori militari, incrementando quindi la capacità di sopravvivenza sul campo di battaglia.
Il nuovo fucile ha diversi miglioramenti in termini di ergonomia, modularità e protezione, con la possibilità di adottare vari calibri e configurazioni, incluse soluzioni per la riduzione della vampa e del rumore; utilizza un sistema di funzionamento con pistone a corsa corta tipo “tappet”, porta otturatore che scorre su una guida in acciaio ed è dotato di molla di ritorno interna e un otturatore rotante multi-risalto. L’impiego della molla di ritorno interna permette l’utilizzo della indispensabile calciatura pieghevole.
La costruzione, come noto, è interamente metallica con due semi castelli in lega di alluminio 7075 incernierati tra loro; l’astina è dotata di interfacce M-Lok per il montaggio degli accessori tattici.

A dicembre 2025 è stata annunciata l'acquisizione da parte dell'Esercito Italiano, nelle cui unità operative il NARP andrà a sostituire il predecessore ARX-160.

Bdt (Beretta defense technologies), la commessa iniziale è di 7 mila esemplari, con una proiezione su un complessivo di 50 mila esemplari. L’obiettivo è quello di sostituire sia i fucili d’assalto Beretta Arx 160, sia i più vecchi 70/90, nel quadro di un ammodernamento generale della forza armata. I primi reparti a ricevere il nuovo fucile d’assalto sono il 9° reggimento d’assalto paracadutisti Col Moschin e il 4° reggimento ranger paracadutisti alpini. Le armi sono camerate in 5,56×45, con canne lunghe 11,5 e 14,5 pollici, c’è tuttavia anche la previsione di una variante in 7,62×51.
Il fucile d’assalto NARP non condivide alcuna parte meccanica con il sistema AR-15. L’arma da fianco è composta da due semi-castelli in lega di alluminio Ergal, accoppiati da due perni passanti, uno posteriore di apertura e uno anteriore di smontaggio. Il lower receiver, verso il bocchettone di alimentazione, presenta la leva di selezione ambidestra con 3 posizioni: sicura, colpo singolo e raffica. Il pulsante di sgancio del caricatore e la leva di sblocco dell'otturatore sono ambidestri. Sull’upper receiver superiore è presente posteriormente la leva a T di armamento, superiormente una guida STANAG 4694, che si raccorda frontalmente con quella presente sull'astina paramano traforata. 
Le mire metalliche sono ribaltabili, amovibili e sono composte da tacca di mira a diottra e mirino. La calciatura in stile AR-15 è di tipo ribaltabile metallica scheletrata, con poggia-guancia.
Le canne inizialmente previste in calibro 5,56 mm NATO sono da 11,5 pollici per la versione CQB (Close Quarters Battle) e 14,5 pollici per la versione Carbine. Sviluppi futuri potranno essere una versione CQB con canna da 7 pollici in calibro .300 AAC Blackout (7,62 × 35 mm NATO), una versione Infantry Automatic Rifle (mitragliatrice leggera) con canna da 16 pollici e un Designated Marksman Rifle con canna da 18 pollici. Le canne sono munite di spegnifiamma a 3 rebbi e sono predisposte per un silenziatore appositamente sviluppato, il Beretta B-SILENT.
L'arma è alimentata da caricatori prismatici STANAG NATO da 20 o 30 colpi, ma è in grado di utilizzare anche caricatori a tamburo. Sarà inoltre compatibile con il lanciagranate Beretta GLX 160 tramite un'apposita interfaccia. Il sistema di funzionamento, coperto da un nuovo brevetto Beretta, è a sottrazione di gas con pistone a corsa corta.




Beretta Narp nella versione “Praetorian” in calibro 6,5 Grendel (6,5×39)

Nel 2025, è stato presentato al pubblico il Beretta Narp nella versione “Praetorian” in calibro 6,5 Grendel (6,5×39), sviluppato in collaborazione con Swiss P per quanto riguarda la munizione e su richiesta di un noto gruppo anti terrorismo francese; non è stato svelato quale reparto per motivi contrattuali.

Nel “Praetorian” emergono alcune richieste specifiche: 
  • il nuovo calciolo compatto, telescopico e ribaltabile con appoggia-guancia,
  • comandi ambidestri di serie, 
  • lunghezza massima della canna di 14,5 pollici con il compatto moderatore-spegni fiamma B-Silent,  la lunghezza di canna “vera” del Praetorian è di 11,5 pollici, 
  • misura 847 millimetri con calciolo esteso e 629 millimetri con calcio ribaltato, 
  • il peso e di circa 3.500 grammi,
  • tre munizioni 6,5 Grendel specialistiche sviluppate appositamente dalla Swiss P sono le seguenti: una con palla Fmj di 120 grani per uso generale/precisione, una Armor piercing di 120 grani per bersagli protetti, e una espansiva di 123 grani della linea Styx.








IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, Armi e Tiro, Tacticalpress, Beretta BDT, Fox knives, Wikipedia, You Tube)





















 

mercoledì 13 maggio 2026

US NAVY 2027: la Marina statunitense finanzierà per la prima volta lo sviluppo del sistema d'arma ASW a lungo raggio denominato “LRAW”.











https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.










La Marina statunitense finanzierà per la prima volta lo sviluppo del sistema d'arma ASW a lungo raggio (LRAW), a partire dalla fine del 2026 o dall'inizio del 2027. I dettagli relativi al sistema LRAW sono emersi nella documentazione della US NAVY relativa a ricerca, sviluppo, test e valutazione per l'anno fiscale 2027.


Lo sviluppo dell'arma ASW a lungo raggio (LRAW) fornirà una capacità che supera la gittata degli attuali sistemi VLA (Asroc, MBDA Milas, IKARA etc..), consentendo di contrastare i sottomarini ostili che impiegano tattiche di attacco a distanza. 








L'LRAW doterà le future navi da combattimento di superficie di una capacità ASW integrata. La capacità CRUDES per l'ASW offensivo è limitata alle attuali gittate dei sistemi VLA, che potrebbero non essere adeguate per tutti gli scenari. 

L'attuale inventario di sistemi ASW sta invecchiando e richiede un rinnovo per mantenere la necessaria prontezza operativa. Nell'anno fiscale 2027 il programma inizierà lo sviluppo, che consisterà: 
  • nella modifica del razzo VLA esistente, 
  • nell'avvio della progettazione, 
  • nella progettazione di contenitori e apparecchiature di prova, 
  • nella costruzione di prototipi di prova e
  • nella conduzione di un programma di test di ingegneria, qualificazione, DT e OT.

Il sistema LRAW è destinato a sostituire/integrare gli attuali sistemi d'arma ASW a lancio verticale e non a lungo raggio impiegati dalla Marina degli Stati Uniti e dai suoi alleati. Le capacità ASW a lungo raggio sono attualmente affidate al sistema razzo a lancio verticale RUM-139C (VL-ASROC), che consiste in una sezione di propulsione/guida progettata per lanciare un siluro leggero Mark-46 o Mark-54 verso un punto di rilascio designato, da dove il siluro inseguirà il suo bersaglio.
La Marina indica come principale giustificazione per l'LRAW la mancanza di gittata sufficiente degli attuali sistemi a lancio verticale. 

E’ necessario pertanto, che l'LRAW dovrà avere una gittata maggiore rispetto al RUM-139C, la cui gittata dichiarata è di poco superiore a 10 miglia. 

La US NAVY afferma inoltre che il numero di RUM-139 attualmente in servizio si sta riducendo e che, a causa dei limitati fondi per la manutenzione, ne rimarranno in dotazione solo quantità minime, rendendo necessaria la produzione in larga serie di una nuova arma allo stato dell’arte.

Il sistema LRAW riceverà un finanziamento di 11,423 milioni di dollari per l'anno fiscale 2027, fondi destinati all'avvio della fase di progettazione, che comprende la modifica dei proiettili VLA esistenti, la produzione di prototipi e altre attività ingegneristiche correlate. 
Ad oggi, non è ancora chiaro come funzionerà esattamente l’arma ASW, sebbene sia molto probabile che il sistema LRAW avrà un ruolo simile a quello del RUM-139, essendo probabilmente progettato per lanciare siluri a distanze di sicurezza dal’unità lanciatrice.
Nella sezione dedicata a LRAW, una diapositiva del programma contiene un riferimento all’accordo AUKUS tra USA, GB e Australia, in quanto la revisione è designata come "AUKUS RWG/TLR review", probabilmente acronimo di AUKUS Requirements Working Group/Top Level Requirements. 

L'intento dovrebbe essere quello di rendere il nuovo sistema LRAW compatibile con i sistemi d'arma australiani, britannici e statunitensi.




Se il sistema LRAW seguirà le orme del suo predecessore e risulterà compatibile con il sistema di lancio verticale MK-41, l'integrazione tra la Royal Australian Navy e la US Navy potrebbe essere abbastanza rapida, dato che entrambe le nazioni utilizzano ampiamente l'MK-41. Per quanto concerne il programma LRAW britannico, è quasi certo l'avvio e il possibile impiego sulle fregate Type-26 e Type-31, le uniche unità della Royal Navy destinate a ricevere le celle MK-41 idonee.

Il programma LRAW costituisce il Pilastro 2 dell'AUKUS, il ramo dedicato alle tecnologie avanzate del partenariato di sicurezza trilaterale tra Australia, Regno Unito e Stati Uniti. Mentre il Pilastro 1 si concentra esclusivamente sull'acquisizione da parte dell'Australia della sua prima flotta di SSN o a propulsione convenzionale, il Pilastro 2 si riferisce al futuro della guerra e mira ad accelerare lo sviluppo congiunto e l'"interoperabilità" di diverse capacità ad alta tecnologia; una delle "aree di interesse chiave" del Pilastro 2 dell'AUKUS è rappresentata dalle "Capacità sottomarine”.

Anche la Royal Navy britannica sta raccogliendo informazioni relative a un nuovo concetto di arma ASW a lungo raggio (LRAW) per le sue navi di superficie.

Nel mese di giugno 2024, il servizio britannico ha specificato che tale arma dovrà essere in grado di essere lanciata da un sistema di lancio verticale (VLS) Mark 41.
Secondo Lockheed Martin, l'Mk41 è l'unico sistema di lancio VLS in grado di comunicare simultaneamente con i sistemi di controllo delle armi e con i missili in ogni ambito operativo: 
  • antiaereo, 
  • antinave, 
  • ASW, 
  • difesa missilistica balistica 
  • e attacco terrestre. 

Il sistema può alloggiare qualsiasi missile in qualsiasi cella.

Il sistema operativo LRAW sarà un "sistema lanciato da missili/razzi”, ma si esamineranno anche i sistemi senza equipaggio come potenziali futuri strumenti per la guerra ASW.

Il sistema LRAW fornirà una adeguata gittata estesa per siluri leggeri o ultraleggeri contro bersagli sottomarini identificati tramite sensori interni o di terze parti. Le gittate di ingaggio supereranno agevolmente quelle dei siluri pesanti attualmente e in previsione di rappresentare una minaccia.
In linea con il nuovo modello di approvvigionamento integrato del Ministero della Difesa, attraverso il quale il governo acquisterà prodotti già disponibili sul mercato, garantendo l'esportabilità dei nuovi sistemi, la Marina britannica ha determinato un fabbisogno totale di 500 missili.
Questo primo contatto con l'industria fa seguito a un'altra richiesta di informazioni (RFI) pubblicata pochi giorni prima per valutare le capacità di una nuova unità di difesa antisiluro per navi di superficie, destinata a sostituire l'attuale sistema Sea Sentor.

Allo stato, la Royal Navy non utilizza alcun sistema di lancio Mk41 su nessuna delle sue navi da guerra.

I suoi cacciatorpediniere di classe Type-45 Daring utilizzano il sistema di lancio verticale Sylver per i missili Sea Viper, che ha recentemente impiegato contro gli attacchi degli Houthi, sostenuti dall'Iran, nel Mar Rosso nell'ambito dell'Operazione Prosperity Garden, una task force internazionale impegnata a proteggere il commercio marittimo dai militanti yemeniti.
La flotta di fregate Type-23 impiega il sistema di lancio verticale Seawolf, GWS 26 Mod 1, progettato per ospitare otto missili superficie-superficie Harpoon in due lanciatori a quattro celle.
Tuttavia, la ROYAL NAVY sta guardando al futuro con il nuovo concetto LRAW, puntando a integrare L’Mk41 sulle future fregate Type-26 e Type-31 la cui entrata in servizio è prevista tra il 2025 e il 2028.
Nel febbraio 2024 è stato annunciato che il sistema Mk41 sarebbe stato installato sulle fregate Type-31 attraverso periodi di integrazione graduale delle funzionalità, successivi alla consegna delle unità alla Royal Navy. Questa decisione garantirà che la costruzione in corso delle navi non subisca interruzioni, consentendo la loro tempestiva immissione in servizio nella flotta.

Il siluro leggero Sting Ray, la principale arma ASW della Royal Navy, è in fase di aggiornamento allo standard Mod 2. 



Esaminiamo il programma e le aspirazioni per i vari metodi di lancio dei siluri. Nel settembre 2024, il Ministero della Difesa del Regno Unito (MoD) ha annunciato l'assegnazione di un contratto da 60,1 milioni di sterline a BAE Systems per la fase di valutazione dell'aggiornamento Mod 2 del siluro leggero Sting Ray. Sebbene l'assegnazione fosse avvenuta all'inizio dell'anno, non era stata resa pubblica a causa delle norme di riservatezza imposte dal periodo elettorale.
BAE Systems si occuperà della progettazione del siluro aggiornato presso i suoi stabilimenti di Portsmouth e Fife, garantendo oltre 100 posti di lavoro altamente qualificati nel settore ingegneristico e manifatturiero, nonché un centinaio di altri posti di lavoro nella filiera produttiva in tutto il Regno Unito.

Il siluro Sting Ray (Mod 0) è entrato ufficialmente in servizio nella Royal Navy nel 1983 (le prime versioni furono messe in servizio in fretta e furia per la guerra delle Falkland). 

La versione Mod 1 è tuttora in servizio e può essere lanciata dal sistema di lancio siluri a caricatore (MTLS) delle fregate Type 23, o sganciata da un elicottero Merlin Mk2 o Wildcat. Il Mod 1 è ufficialmente in grado di raggiungere i 45 nodi e utilizza un sistema di guida sonar attivo e passivo. La testata da 45 kg è una carica di siluro sagomata progettata per penetrare il robusto scafo pressurizzato del sottomarino.
Il Mod 1 è entrato in servizio nel 2001 e presenta un sonar e un sistema di controllo tattico notevolmente migliorati, oltre a una nuova batteria attivabile dall'acqua di mare. Le armi del Mod 1 sono state ulteriormente modificate a partire dal 2013 con una nuova testata a bassa sensibilità conforme agli standard per le munizioni, che rappresenta un notevole passo avanti in termini di sicurezza d’uso.
Sebbene la data ufficiale di dismissione del Mod 1 sia fissata per il 2030, gli studi preliminari per la sua sostituzione sono iniziati nel 2019. 

Il documento del Comando della Difesa del 2021 ha confermato l'acquisizione di un nuovo siluro leggero. 

BAE Systems aveva già avviato, con fondi propri, un progetto provvisoriamente denominato "Future Lightweight Torpedo" (Siluro Leggero del Futuro), e questo lavoro di sviluppo confluirà nel progetto Sting Ray Mod 2, accelerando la fase di valutazione.
Lo Sting Ray è considerato un'arma eccellente, probabilmente superiore per molti aspetti all'equivalente statunitense Mk 54. 




È ottimizzato per operazioni in mare aperto contro sottomarini nucleari d'attacco (SSN) e sottomarini lanciamissili balistici (SSBN) veloci e in grado di immergersi in profondità. Il suo impiego in acque meno profonde o più congestionate è piuttosto limitato, poiché richiede tempo per essere armato e per iniziare la sua sequenza di ricerca. 
La versione Mod 2 dovrebbe ovviare a questa debolezza, migliorando le prestazioni in acque costiere e la capacità di discriminazione dei bersagli in presenza di elevato rumore ambientale o in caso di utilizzo di sofisticati sistemi di inganno. È inoltre probabile che acquisisca la capacità di rilevare e colpire piccoli droni furtivi (LUAV/XLUAV), che rappresenteranno una minaccia sempre maggiore nel panorama sottomarino mondiale.

Nel novembre 2023 è stata confermata l'integrazione del sistema Sting Ray Mod 1 nel P-8A Poseidon. 

L'aggiornamento software sarà disponibile a livello globale per tutti gli operatori di P-8A, consentendo loro di essere armati con Mk54 o Sting Ray. Inizialmente il Regno Unito aveva acquisito una scorta di Mk54 di fabbricazione statunitense per fornire una capacità operativa iniziale agli aerei della RAF, ma ora potrà sfruttare il maggiore inventario britannico di Sting Ray e, in futuro, l'aggiornamento Mod 2. Ciò garantirà anche un ulteriore grado di interoperabilità tra i Poseidon della RAF, della Royal Navy e della US Navy operanti congiuntamente dalle basi RAF di Lossiemouth, Naval Air Station Keflavik e Evenes Air Station.

Gli Stati Uniti hanno sviluppato un sistema HAAWC (High Altitude Anti-Submarine Warfare Weapon Capability), un kit per aliante che consente al Poseidon di sganciare siluri da quote medio-alte, estendendo enormemente la gittata tra l'aereo e il punto di sgancio. 

Inoltre, evita la necessità di scendere a bassa quota per il rilascio delle armi, con conseguente risparmio di tempo, carburante e usura della cellula. Un sistema HAAWC compatibile con lo Sting Ray sembrerebbe un'opzione sensata ed economica da valutare per la RAF.




Nel giugno di quest'anno, la Royal Navy ha pubblicato una richiesta di informazioni (RFI) per quello che definisce un futuro sistema d'arma ASW a lungo raggio (LRAW). 

Non si tratta di un impegno finanziario, ma semplicemente di un'opportunità per comprendere le possibili soluzioni disponibili e le relative implicazioni in termini di costi. L'industria è tenuta a rispondere alle proposte entro aprile del prossimo anno.
L'LRAW - come già evidenziato in precedenza - sarà un missile lanciato dalla cella VLS Mk 41, in grado di trasportare un siluro ASW oltre la gittata dei siluri pesanti attualmente lanciati dai sottomarini. L'arma sarà integrata con i sistemi di combattimento e sonar della nave e si dovrebbe considerare un quantitativo di 500 missili. 
L'LRAW avrebbe ben poco in comune con il sistema ASROC statunitense, richiedendo una gittata significativamente maggiore. L'LRAW dovrà trasportare il siluro ASW per oltre 50 km per posizionare la piattaforma di lancio al di fuori della portata dei siluri pesanti di ultima generazione. La richiesta di informazioni (RFI) relativa al sistema LRAW riguarda solo il razzo e, in pratica, lo Sting Ray Mod 2 è l'unico carico utile di origine britannica effettivamente utilizzabile. Si ritiene che BAE System abbia avuto colloqui informali con MBDA e Nammo in merito alla potenziale fornitura del razzo, mentre il requisito LRAW avrebbe implicazioni per la progettazione del Mod 2. Le forze esercitate sul siluro quando viene lanciato da un razzo sono molto più intense rispetto al lancio pneumatico relativamente delicato dal sistema MTLS o alla discesa con paracadute da un elicottero.
Esistono metodi alternativi al MTLS, al LRAW o all'elicottero per il lancio di armi ASW, ma la sfida tecnica è più complessa di quanto possa sembrare a prima vista. 

Altre opzioni in fase di sviluppo includono il drone ad ala rotante Proteus, un drone per il trasporto di carichi pesanti  più semplice, o il Kingfisher, un missile a carica di profondità lanciato da un cannone. 

Individuare un sottomarino sarà sempre una sfida, ma è fondamentale che l'operatore ASW disponga anche di una selezione di armi affidabili per ingaggiare il contatto il più rapidamente possibile.











IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, Reddit, NavalNews, Naval.Technology, Navy-Lookout, WIKIPEDIA, You Tube)