sabato 29 agosto 2026

ESERCITO ITALIANO: lo Skynex Revolver Gun Mark 3 (Mk3) è un cannone automatico da 35 mm a corto raggio (SHORAD) sviluppato da Rheinmetall Air Defence (precedentemente Oerlikon). L’E.I. ha avviato l'introduzione delle sue prime 4 batterie a partire da dicembre 2025, prodotte negli stabilimenti nazionali di Rheinmetall Italia.










https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.










Lo Skynex Revolver Gun Mark 3 (Mk3) è un cannone automatico da 35 mm a corto raggio (SHORAD) sviluppato da Rheinmetall Air Defence (precedentemente Oerlikon). Rappresenta la componente principale di fuoco ("effettore") del sistema di difesa aerea modulare e a rete Skynex. Questo modulo d'arma remotizzato è progettato per neutralizzare minacce a bassissima quota come droni (C-UAS), missili da crociera, razzi e colpi di mortaio (C-RAM).





Il sistema di difesa aerea Oerlikon Skynex® è l'ultima soluzione di Rheinmetall per la difesa aerea a corto raggio. Grazie alla sua architettura aperta e modulare, definisce nuovi standard in termini di flessibilità ed espandibilità. Il sistema di gestione del campo di battaglia Oerlikon Skymaster® è il nodo di controllo e il fulcro del sistema. Diversi sensori ed effettori possono essere collegati in modo modulare per adattarsi ai requisiti della missione. Uno o più radar a medio raggio, come il radar di acquisizione tattica Oerlikon X-TAR3D®, forniscono il quadro della situazione aerea, che viene consolidato nel nodo di controllo. Da qui, i bersagli aerei vengono assegnati agli effettori autonomi tramite la rete Skymaster.
Oltre al cannone ad alte prestazioni Oerlikon Revolver Gun® Mk3, il sistema può integrare anche il cannone binato Oerlikon Twin Gun® GDF009 TREO, missili terra-aria, sistemi di guerra elettronica attiva e passiva e, in futuro, laser ad alta energia. Tale combinazione di armamenti genera un efficace scudo di protezione stratificato contro un ampio spettro di minacce aeree e fornisce la risposta necessaria contro futuri attacchi di saturazione e attacchi a sciame.
Il moderno sistema di difesa aerea Skynex si basa su un concetto di separazione tra il controllo del traffico aereo e gli attuatori. Grazie alla modularità del sistema, consente agli utenti di collegare all'unità di comando e controllo solo i sistemi rilevanti per la missione.

Il sistema permette l'integrazione di sensori di diversi produttori. La sua capacità di implementare vari tipi di attuatori offre un'ulteriore libertà d'azione. L'unico requisito per l'implementazione è un'unità di tracciamento integrata.

Oltre ai singoli sensori e attuatori, gli utenti possono anche collegare unità di fuoco esistenti, come Skyshield o Skyguard, in una configurazione classica, al nodo di controllo. La situazione aerea rilevata viene visualizzata su una mappa all'interno del centro di comando e controllo in una posizione predefinita, mostrando sia la posizione dei sensori che quella degli attuatori e semplificando l'assegnazione dei bersagli alle apparecchiature di difesa aerea collegate.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI:
  • Architettura di sistema aperta e modulare;
  • Resistenza alla saturazione aumentata;
  • Composizione funzionale dei singoli effettori e sensori in base ai requisiti della missione;
  • Sistema di comando e controllo flessibile;
  • Capacità di integrare le unità antincendio Oerlikon Skyguard® e Oerlikon Skyshield® esistenti e la maggior parte degli altri sistemi preesistenti;
  • Calibro e Cadenza di Tiro: Utilizza un cannone da 35 mm x 228 con una cadenza di tiro superiore a 1.000 colpi al minuto;
  • Gittata Operativa: La portata effettiva contro i bersagli aerei si attesta intorno ai 4.000 metri (4 km);
  • Munizionamento Programmabile AHEAD: È il vero punto di forza tecnologico. Il sistema calcola il punto d'impatto e programma la spoletta di ogni singolo proiettile alla volata della canna. Il proiettile esplode a pochissimi metri dal bersaglio, rilasciando una micidiale nube distruttiva di subproiettili in tungsteno che satura l'area e distrugge anche piccoli droni o missili in arrivo;
  • Autonomia e Sensori Integrati: La torretta è completamente automatizzata e non necessita di equipaggio a bordo. Dispone di un proprio radar di tracciamento in banda X e di una suite elettro-ottica per identificare e ingaggiare i bersagli in modo autonomo dopo il puntamento iniziale del radar principale.

IL SISTEMA “Skynex”

All'interno di una tipica batteria Skynex, quattro unità Revolver Gun Mk3 lavorano in sinergia guidate da un modulo di comando centrale (basato sul software di gestione del campo di battaglia Skymaster) e da un radar di acquisizione tridimensionale (come l'X-TAR3D che copre fino a 50 km). La torretta può essere installata in postazioni fisse difensive, container ISO standard o montata direttamente su veicoli tattici pesanti come i camion militari Rheinmetall MAN HX.

OERLIKON TWIN GUN GDF009 TREO
  • Il sistema Twin Gun GDF009 TREO è dotato di un moderno processore di controllo del tiro con funzionalità di rete ed è in grado di ricevere ed elaborare dati da unità di controllo del tiro, nonché da radar di ricerca 3D e 2D come l'X-TAR3D. Può essere controllato a distanza o ingaggiare autonomamente i bersagli tramite la sua unità sensore integrata. Il collaudato affilatore a rimorchio con allineamento automatico semplifica l'impiego e il trasporto:
  • Designazione flessibile del bersaglio con radar di ricerca 3D o 2D;
  • Tracciamento automatico;
  • Tecnologia AHEAD;
  • Non è necessaria alcuna configurazione grazie all'unità sensore integrata;
  • Trasporto su rimorchio ben approvato;
  • Capacità in qualsiasi condizione atmosferica.

Lo Skynex è un sistema di difesa puntuale sviluppato da Rheinmetall Air Defence AG (precedentemente Oerlikon). Ha capacità C-RAM e C-UAS.
Lo Skynex è un'evoluzione del sistema Skyshield, le cui principali differenze risiedono nella centralità della rete, in un'architettura di rete aperta, progettata per utilizzare una vasta gamma di armi, e in una più rapida integrazione di nuovi effettori nel sistema rispetto alle versioni precedenti.
Tra gli effettori utilizzati con il sistema ci sono:
  • Cannone a revolver Oerlikon Mk3 (questo cannone viene utilizzato anche con il Rheinmetall Oerlikon Millennium Gun, il Rheinmetall Oerlikon MANTIS, il Rheinmetall Oerlikon Skyshield e il Rheinmetall Air Defence Skyranger 35);
  • Twin Gun GDF009 TREO.

Fin dall'inizio della creazione del sistema, Rheinmetall Air Defence aveva pianificato di aggiungere futuri effettori, come missili antiaerei e laser antiaerei. 
Il sistema è anche in grado di collegarsi con i sistemi di difesa aerea Skyshield e Skyguard più vecchi.

ATTREZZATURA

Il sistema Skynex si basa su:
  • Sistema di gestione del combattimento: Oerlikon Skymaster;

Sensori:
  • Radar di acquisizione tattica: Oerlikon X-TAR3D, IFF;
  • Oerlikon MSU, un'unità multisensore con radar AESA 3D, sensori EO panoramici, IFF, fusione di sensori;
  • Hensoldt TwinVis (radar passivo) ;

Effettori (attualmente in uso):
  • Revolver Oerlikon Mk3 (dotato di radar e sensore elettro-ottico propri);
  • Pistola doppia GDF009 TREO (è dotata di radar e sensore elettro-ottico propri, come la pistola revolver Oerlikon Mk3);

Potenziali fattori effettrici:
  • Laser: Laser ad alta energia Oerlikon;

Missili:
  • Oerlikon Skynex - Unità lanciamissili Skynight, lancia missili HALCON SkyKnight C-RAM / C-PGM
  • Missile LIG /Rheinmetall C-PGM/ESHORAD progettato per contrastare le bombe plananti.

OPERATORI:

  • Italia - 4 Skynex in configurazione statica sono stati ordinati nel gennaio 2025 a Rheinmetall Italia (1 ordine fermo + 3 in opzione). Consegne: il primo sistema consegnato nel dicembre 2025.
  • Qatar - Nell’ottobre 2022, le Forze di Difesa Aerea dell'Emirato del Qatar hanno rivelato di aver acquisito lo Skynex, un'architettura modulare di difesa aerea incentrata sul sistema di gestione del campo di battaglia Skymaster, in grado di collegare i componenti dello Skyshield. Si ritiene che Rheinmetall abbia ricevuto un contratto nell'ottobre 2019 del valore di circa 210 milioni di euro (204 milioni di dollari) per un numero imprecisato di Skymaster, radar e cannoni, tra cui le munizioni a frammentazione aerea programmabili AHEAD, efficaci contro piccoli bersagli fino a una distanza di 4  km. Un video diffuso dal Ministero della Difesa del Qatar ha mostrato otto  pistole Revolver Mk3 da 35 mm e un radar di acquisizione e tracciamento dei bersagli X-TAR3D.
  • Ucraina (2) - Nel dicembre 2022, un portavoce del governo tedesco ha dichiarato che Rheinmetall avrebbe fornito due sistemi Skynex all'Ucraina nell'ambito dell'assistenza durante l' invasione russa del 2022. Il valore stimato era di circa 182 milioni di euro (192 milioni di dollari), e la Germania si sarebbe fatta carico dei costi. Il sistema di difesa aerea Skynex si basa su un concetto che mantiene la sorveglianza dello spazio aereo separata dagli effettivi, richiedendo solo un'unità di tracciamento per collegare una rete C2 con i diversi armamenti. Ogni sistema Skynex comprende quattro cannoni Revolver Gun Mk3, un nodo di controllo CN-1 e un radar X-TAR3D, tutti montati su autocarri HX. Consegne: la consegna del primo è stata annunciata nel gennaio 2024. Il secondo sistema Skynex è stato consegnato dalla Germania nell'aprile 2025.

Operatori futuri:
  • Romania - La Romania ha ordinato 7 sistemi Skynex a Rheinmetall Italia SpA nel maggio 2026, il contratto fa parte di un ordine comune con 24 sistemi Skyranger 35 e 2 sistemi Millenium . Ogni unità di tiro è dotata di: 6 cannoni Revolver Oerlikon Mk3 (totale 42);
  • nodo di controllo CN-1. Punto di comando di livello superiore.
  • Cliente sconosciuto (4) - Nel luglio 2026, Rheinmetall ha annunciato la vendita di 4 sistemi a un cliente internazionale.











IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, Rheinmetall, WIKIPEDIA, You Tube)




























 

L'Airbus U145 è un innovativo elicottero a pilotaggio remoto e completamente autonomo.









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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.









L'Airbus U145 è un innovativo elicottero a pilotaggio remoto e completamente autonomo, presentato ufficialmente da Airbus Helicopters a giugno 2026 durante il salone aeronautico ILA di Berlino. Questo velivolo rappresenta la variante uncrewed (senza equipaggio) del celebre elicottero bimotore H145.




L'U145 va ad arricchire l'offerta di Airbus nel settore degli elicotteri e dei sistemi aerei a pilotaggio remoto (UAS). Il primo volo con un pilota di sicurezza a bordo è previsto per la fine del 2026, con l'entrata in servizio all'inizio del prossimo decennio. 
“Con l'U145, offriamo ai nostri clienti una versione autonoma e senza equipaggio del nostro elicottero H145, combinando la comprovata struttura, la potenza e la capacità di carico utile dell'H145 con l'autonomia di un UAS”, ha dichiarato Matthieu Louvot, CEO di Airbus Helicopters. “Per sviluppare l'U145 e le sue capacità come UAS multi-missione, collaboreremo con partner leader nel settore delle missioni autonome per espandere ulteriormente l'ecosistema degli UAS in Europa”, ha aggiunto. 
L'H145 è il secondo elicottero con equipaggio che Airbus sta convertendo in una versione senza equipaggio, dopo il VSR700, derivato dal Cabri G2. L'U145 sarà dotato di una suite di sensori specializzati e di intelligenza artificiale per la piena autonomia. Rispetto a un elicottero H145 con equipaggio, l'U145 non avrà una cabina di pilotaggio fisica e includerà importanti adattamenti per il trasporto merci, come un portellone anteriore integrato con un tavolo di carico pieghevole e un pianale di carico dedicato. 
Con un peso massimo al decollo (MTOW) di 3.800 kg, l'U145 è in fase di sviluppo come soluzione versatile per applicazioni civili e militari, principalmente per il trasporto di merci ad alto volume. Il suo design modulare ne consente l'espansione in ruoli quali gestione delle emergenze, lotta antincendio, ricognizione armata, sorveglianza, funzionalità di nave madre per droni lanciati dall'aria, ambito in cui Airbus collabora con MBDA, nonché la cooperazione tra velivoli con equipaggio e senza equipaggio. 
Negli Stati Uniti, Airbus US Space & Defense, insieme ai suoi partner Shield AI, L3 Harris e Parry Lab, offre al Corpo dei Marines degli Stati Uniti un velivolo sviluppato appositamente per il mercato statunitense, l'MQ-72C, una variante completamente autonoma del collaudato Lakota UH-72B, adattata alle loro specifiche esigenze. 
Complessivamente, sono oltre 1.800 gli elicotteri della famiglia H145 in servizio per missioni militari, parapubbliche e civili, con un totale di oltre 8,5 milioni di ore di volo. Alimentato da due motori Safran Arriel 2E, l'H145 è dotato di un sistema di controllo digitale del motore a piena autorità (FADEC). La sua impronta acustica particolarmente ridotta rende l'H145 l'elicottero più silenzioso della sua categoria, mentre le sue emissioni di CO2 sono le più basse tra i concorrenti.

Caratteristiche principali:
  • Assenza di cabina: Non presenta una cabina di pilotaggio fisica o comandi manuali a bordo.
  • Guida IA: Sfrutta una rete avanzata di sensori e sistemi di intelligenza artificiale per il volo autonomo. 
  • Design per la logistica: Lo spazio interno risparmiato è ottimizzato per il trasporto merci, con un portellone anteriore integrato, una piattaforma di carico ripiegabile e un pavimento piatto dedicato. 
  • Capacità di carico: Mantiene un peso massimo al decollo (MTOW) di 3.800 kg, ereditato dalla piattaforma H145, con una capacità di carico utile fino a 1.200 kg. 
  • Motori: Spinto da due turbine Safran Arriel 2E. 

Tempistiche e Applicazioni

Il volo inaugurale dell'U145 è pianificato per la fine del 2026 con un pilota di sicurezza a bordo per i test di conformità. L'entrata in servizio operativo definitivo è invece prevista per l'inizio del prossimo decennio. 
Grazie alla sua flessibilità e alla natura modulare, l'U145 opererà sia in ambito civile che militare per:
Logistica e trasporto merci pesante in aree remote
Operazioni di soccorso in caso di disastri naturali e antincendio
Sorveglianza, ricognizione armata e supporto tattico
Piattaforma "madre" per il lancio e la gestione di sciami di droni minori.
La variante specificamente sviluppata per le forze armate statunitensi (in particolare per il Corpo dei Marines) prenderà la denominazione di MQ-72C.










IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, Airbus, WIKIPEDIA, You Tube)

















 

Il LEONARDO “Guardian Vantage” è un sistema di guerra elettronica terrestra (EW - Electronic Warfare) e di Signals Intelligence (SIGINT) di tipo passivo.












https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.










Il Guardian Vantage è un sistema di guerra elettronica terrestre (EW - Electronic Warfare) e di Signals Intelligence (SIGINT) di tipo passivo, progettato e presentato dalla multinazionale Leonardo a maggio 2026.




L'obiettivo principale del sistema è intercettare, identificare e localizzare geograficamente le emissioni elettromagnetiche nemiche sul campo di battaglia in tempo reale, senza emettere segnali propri e rimanendo quindi invisibile. 
Le operazioni moderne sono sempre più influenzate dall'efficacia con cui le forze armate riescono a percepire e comprendere l'ambiente elettromagnetico. Il sistema Guardian Vantage fornisce informazioni in tempo reale sul campo di battaglia relative ai sistemi nemici che emettono segnali, come radar, droni (UAS) e sistemi di comunicazione. Queste informazioni possono quindi essere sfruttate dalle forze amiche per la sorveglianza e l'individuazione di obiettivi, al fine di comprendere chi è il nemico, dove si trova e cosa sta facendo.
Le emissioni nemiche vengono integrate in un sistema di comando e controllo (C2). Guardian Vantage genera un ordine di battaglia elettronico (ORBAT), mappando i sistemi rilevati e dando priorità alle minacce più potenti per fornire ai comandanti una migliore comprensione dei probabili movimenti nemici e del potenziale pericolo per le forze amiche.
Fondamentalmente, Guardian Vantage è un sistema passivo che opera senza generare emissioni. Ciò riduce il rischio di rilevamento per le forze amiche e garantisce la massima libertà d'azione. Il sistema funziona analizzando lo spettro elettromagnetico (EMS), ricercando anomalie e schemi insoliti prima di confrontare questi segnali con una libreria di minacce. Guardian Vantage è inoltre in grado di trascrivere il traffico radio in tempo reale e può utilizzare ampi modelli linguistici per tradurre le lingue straniere nella lingua madre dell'operatore.
La presentazione del Guardian Vantage si è svolta in occasione dell'evento dell'Association of Old Crows Europe (AOC Europe) in Finlandia, dove Mike Brown, Campaign Manager di Leonardo, ha dichiarato: "Guardian Vantage trasforma lo spettro elettromagnetico in un vantaggio operativo decisivo, consentendo ai comandanti di vedere cosa sta facendo l'avversario e dove sta operando, fornendo in definitiva un'indicazione delle sue intenzioni. Ciò offre un vantaggio decisionale cruciale e permette alle forze di superare in astuzia i propri avversari."
"Basato su un'architettura aperta e progettato pensando alla libertà di modifica, Guardian Vantage offre ai clienti un percorso a prova di futuro verso capacità di guerra elettronica e intelligence dei segnali autonome, con un rapido potenziale di aggiornamento man mano che le minacce si evolvono."
Guardian Vantage è indipendente dalla piattaforma e può essere integrato su di un'ampia varietà di veicoli e piattaforme marittime, a seconda delle esigenze del cliente. Il sistema è rapidamente esportabile, senza restrizioni ITAR, e utilizza componenti e software ad alte prestazioni forniti da piccole e medie imprese (PMI) specializzate come CommsAudit, Esroe e Mercury.

Caratteristiche Principali

  • Rilevamento Passivo: Cattura le impronte elettromagnetiche di radar, comunicazioni radio e sistemi aerei senza pilota (UAS/droni). Questo protegge la posizione delle forze amiche dai sensori nemici. 
  • Intelligence Basata su AI: Include capacità avanzate di intelligenza artificiale in grado di effettuare la trascrizione radio in tempo reale e la traduzione automatica basata su Large Language Models (LLM) del traffico radio nemico in lingua straniera.
  • Creazione di ORBAT: Genera automaticamente l'Ordine di Battaglia Elettronico (Electronic Order of Battle) per mappare la disposizione e le intenzioni delle minacce avversarie.
  • Architettura Aperta e Flessibile: È un sistema agnostico rispetto alla piattaforma. Può essere installato su veicoli terrestri, shelter mobili o piattaforme navali. Utilizza standard hardware e software aperti (come CMOSS e OpenVPX) per consentire aggiornamenti rapidi.
  • Esportabilità (ITAR-free): Il sistema è privo di restrizioni all'esportazione ITAR statunitensi. È stato sviluppato nel Regno Unito in collaborazione con partner SME locali (CommsAudit, Esroe e Mercury).

In occasione della conferenza AOC Europe di Helsinki, in Finlandia, Leonardo ha presentato un nuovo sistema terrestre di guerra elettronica e intelligence dei segnali.

Come sopra evidenziato, il sistema denominato Guardian Vantage, è una piattaforma di sorveglianza passiva che rileva, riconosce, identifica e localizza le emissioni nemiche nell'intero spettro elettromagnetico senza generare alcun segnale proprio. Questa scelta progettuale consente all'operatore di rimanere invisibile al rilevamento nemico, costruendo al contempo un quadro elettronico completo del contesto di minaccia.
Il concetto alla base di Guardian Vantage è semplice in linea di principio, ma tecnicamente complesso da realizzare. Ogni sistema militare che emette segnali, inclusi radar, reti di comunicazione, collegamenti di comando per droni ed emettitori di guerra elettronica, lascia un'impronta nello spettro elettromagnetico. Guardian Vantage raccoglie queste impronte, le confronta con una libreria di minacce e costruisce quello che Leonardo definisce un ordine di battaglia elettronico: una mappa costantemente aggiornata dei sistemi nemici rilevati, classificati in base alla priorità di minaccia.
Un comandante che utilizza questo sistema non si limita a sapere che le forze nemiche si trovano in una determinata area. Il sistema gli comunica in modo specifico quali sistemi di emissione sono presenti, dove si trovano con una precisione sufficiente per l'individuazione dei bersagli e, analizzando i modelli di attività, quali potrebbero essere le prossime mosse di tali forze. Secondo la documentazione del prodotto Leonardo, il sistema è in grado di trascrivere il traffico radio in tempo reale e di utilizzare ampi modelli linguistici per tradurre le lingue straniere nella lingua madre dell'operatore, una capacità che elimina un tradizionale collo di bottiglia dell'intelligence nelle operazioni multinazionali o al di fuori dell'area di competenza.
Identifica automaticamente i segnali di interesse in base a parametri definiti dall'utente. Applica le caratteristiche del segnale misurato per classificare un'ampia gamma di segnali di minaccia senza l'intervento dell'operatore. Utilizza classificatori integrati per determinare con elevata precisione il tipo esatto di segnale. Locate applica quindi quella che l'azienda descrive nella sua scheda tecnica come "localizzazione e rilevamento della direzione ad altissima risoluzione leader di mercato" per stabilire posizioni precise.
Il sistema può funzionare come singolo sensore o come parte di un'architettura di rete che consente la geolocalizzazione multisensore, dove i segnali rilevati da più posizioni vengono triangolati per determinare la posizione di un bersaglio con una precisione considerevolmente maggiore rispetto a quella ottenibile con una singola piattaforma. Questa modalità di rete è importante perché la localizzazione da un singolo punto fisso fornisce un rilevamento, non una posizione, e l'incrocio di due o più rilevamenti produce un riferimento di griglia utilizzabile per il fuoco o le manovre.
Guardian Vantage integra anche una funzionalità di supporto elettronico radar, abbreviata in RESM, progettata per rilevare e caratterizzare specificamente le sorgenti radar. L'azienda descrive questo modulo come ultra-basso SWaP, utilizzando l'acronimo dell'ingegneria della difesa per Dimensioni, Peso e Consumo Energetico, il che significa che la funzione di rilevamento radar aggiunge un carico fisico minimo alla piattaforma e consuma pochissima energia elettrica. Questo è importante per l'integrazione nei veicoli, dove lo spazio e i limiti di consumo energetico sono stringenti.
Il sistema supporta anche le funzioni di intelligence elettronica, o ELINT, raccogliendo nel tempo informazioni strategiche su emettitori di comunicazioni e non comunicazioni non identificati. Mentre l'intelligence dei segnali (SIGINT) tattica risponde a domande immediate su ciò che accade sul campo di battaglia in un dato momento, l'ELINT costruisce un quadro più approfondito dell'ordine di battaglia elettronico dell'avversario, a supporto della pianificazione operativa e strategica.
La scelta della sede per questa presentazione non è stata casuale. L'AOC Europe 2026 si è tenuta dal 19 al 21 maggio presso il Messukeskus Helsinki Expo and Convention Centre con il tema "Riarmare l'Europa per la superiorità nello spettro elettromagnetico", secondo quanto dichiarato dall'Association of Old Crows. Il tema della conferenza riflette esattamente ciò che la guerra in Ucraina ha dimostrato su vasta scala: il dominio dello spettro elettromagnetico non è una capacità di nicchia per unità specializzate, ma un requisito fondamentale per qualsiasi forza che operi contro un avversario di pari livello. Le forze russe e ucraine hanno combattuto un'intensa guerra parallela nello spettro elettromagnetico dal febbraio 2022, con jamming, spoofing, sfruttamento delle frequenze dei droni e rilevamento delle radiofrequenze anti-drone, tutti elementi che hanno giocato un ruolo determinante negli esiti tattici, risultati che nessuna quantità di potenza di fuoco convenzionale da sola avrebbe potuto raggiungere. Il responsabile della campagna Leonardo, Mike Brown, ha esplicitato la posta in gioco operativa durante la presentazione di Helsinki, affermando che Guardian Vantage "trasforma lo spettro elettromagnetico in un vantaggio operativo decisivo, consentendo ai comandanti di vedere cosa sta facendo l'avversario e dove sta operando, fornendo in definitiva un'indicazione delle sue intenzioni".
Il sistema si basa su quella che Leonardo definisce un'architettura aperta, allineata agli standard britannici STICS e CMOSS, nonché ai framework Open VPX, MORA, AOCO e GVA. Questi acronimi sono più importanti per i responsabili degli acquisti e gli integratori di sistemi che per gli utenti operativi, ma l'implicazione pratica è significativa: Guardian Vantage è progettato per essere aggiornato senza sostituire l'hardware, integrato su piattaforme per le quali non era stato originariamente concepito e connesso a reti di comando e controllo più ampie senza necessità di ingegneria personalizzata. L'esercito statunitense ha dedicato anni a perseguire la stessa filosofia attraverso il suo approccio modulare ai sistemi aperti (Modular Open Systems Approach), e il suo Terrestrial Layer System, il programma SIGINT e EW basato su veicoli assegnati a Lockheed Martin, rappresenta la versione statunitense dello stesso problema operativo che Guardian Vantage cerca di risolvere per i mercati alleati.












IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, Leonardo, Defence.blog, WIKIPEDIA, You Tube)