martedì 19 maggio 2026

US AIR FORCE - F-47 - Next Generation Adaptive Propulsion 2030: la Pratt & Whitney ha completato l'assemblaggio interamente digitale per il suo motore adattivo XA103 NGAP. Dal 2022, il Dipartimento della Guerra ha assegnato alla Pratt & Whitney e alla GE Aerospace contratti da 975 milioni di $ ciascuno. Nel mese di maggio 2026, anche la General Electic Aerospace ha completato l'Assembly Readiness Review per il suo motore a ciclo adattivo XA102.











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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.








Il programma NGAP, in cui sono in competizione sia General Electric Aerospace che Pratt & Whitney, è stato strutturato fin dall'inizio su due percorsi di sviluppo paralleli, mantenendo una serrata competizione durante la fase di maturazione tecnologica e riduzione del rischio, prima della selezione finale di un singolo motore per l’inserimento nella produzione finale del Boeing F-47. 



Nell'agosto 2022, il Dipartimento della Guerra ha assegnato contratti da 975 milioni di dollari ciascuno a GE Aerospace e Pratt & Whitney per avviare la fase di maturazione tecnologica e riduzione del rischio del programma NGAP, mentre Boeing, Lockheed Martin e Northrop Grumman hanno ricevuto contratti paralleli per i lavori sui sistemi correlati. 
La Pratt & Whitney ha confermato il completamento della propria Assembly Readiness Review per il motore concorrente XA103, il che significa che entrambi i concorrenti hanno raggiunto lo stesso traguardo e si stanno preparando per l'assegnazione della fase successiva del programma, prevista per la fine del 2026.



Il motore che si aggiudicherà la gara NGAP equipaggerà il velivolo di prossima generazione, Boeing F-47, destinato a succedere e ad affiancare l'F-22 e l'F-35 dal 2030 e oltre. 

Questa produzione, se paragonata alla portata dei precedenti programmi di motori per caccia, rappresenta decenni di lavoro di produzione, manutenzione e aggiornamento per un valore di decine di miliardi di dollari. Sia GE Aerospace che Pratt & Whitney hanno investito ingenti risorse in infrastrutture di ingegneria digitale, sviluppo della catena di fornitura e capacità di collaudo, proprio per prepararsi a questa competizione, e i dati di completamento dell'Annual Reduction Report di entrambe le aziende indicano che i programmi procedono secondo tempistiche parallele in vista della decisione finale.





Il Pratt & Whitney XA103 è un dimostratore di motore a ciclo adattivo statunitense in fase di sviluppo da parte della Pratt & Whitney. È in competizione con il General Electric XA102 come propulsore per il programma di caccia di sesta generazione dell’USAF, l’F-47 Next Generation Air Dominance (NGAD). 







La Pratt & Whitney ha superato l'ultimo ostacolo importante della fase di progettazione prima che l'azienda inizi ad approvvigionarsi dell'hardware fisico per il primo prototipo di un motore che, a detta dell'azienda, supererà le prestazioni di qualsiasi altro motore attualmente in volo.
La revisione, condotta interamente all'interno dell'ambiente di ingegneria digitale di Pratt & Whitney, rappresenta il punto di passaggio formale tra la progettazione e la produzione nello sviluppo dell'XA103 per il programma Next Generation Adaptive Propulsion dell'aeronautica militare statunitense. Secondo quanto dichiarato dall'azienda, il primo XA103 assemblato dovrebbe essere già stato testato.
Jill Albertelli, presidente della divisione Motori Militari di Pratt & Whitney, ha inquadrato questo traguardo in termini che vanno oltre una semplice verifica di routine del programma: ”Le prestazioni che ci aspettiamo da questo motore superano qualsiasi altra soluzione attualmente disponibile, a conferma dell'importanza cruciale del miglioramento continuo e di investimenti costanti per mantenere la propulsione come vantaggio competitivo strategico".

La tecnologia a ciclo adattivo, alla base dell'XA103, è progettata per andare ben oltre i semplici valori di spinta, rispondendo a una serie di esigenze operative che l'architettura turbofan convenzionale non è in grado di soddisfare simultaneamente. 

I motori adattivi aggiungono un terzo flusso d'aria variabile che il sistema di gestione del motore può regolare dinamicamente in base al regime di volo. In crociera, questo terzo flusso migliora drasticamente l'efficienza del carburante e aumenta l'autonomia: le stime del precedente Adaptive Engine Transition Program, che ha preceduto direttamente il NGAP, indicavano una riduzione del consumo di carburante dell'ordine del 25% rispetto all'F-135. In combattimento, il motore si riconfigura per dare priorità alla spinta. Il risultato è un singolo sistema di propulsione che offre prestazioni di alto livello sia in termini di efficienza che di potenza nell'intero inviluppo di volo, senza compromettere l'una a scapito dell'altra.
La dimensione della gestione energetica e termica del progetto XA103 è altrettanto significativa, e per certi aspetti strategicamente più importante dei vantaggi in termini di efficienza del carburante. 

I velivoli da combattimento di nuova generazione sono dotati di sistemi di guerra elettronica, radar ad array a scansione elettronica attiva e sistemi d'arma a energia diretta in varie fasi di sviluppo, che generano e richiedono energia elettrica a livelli che gli attuali motori da combattimento non sono in grado di fornire o raffreddare adeguatamente. 

Il sistema di gestione energetica e termica dell'F-35 è stato una delle sfide ingegneristiche più ricorrenti del programma, proprio perché il carico elettronico del velivolo spinge al limite le capacità di un'architettura basata sull'F-135. Un motore adattivo con una robusta gestione energetica e termica integrata fin dalla fase di progettazione elimina tale limitazione per qualsiasi piattaforma su cui l'XA103 verrà installato.
Lo stesso NGAP ha una storia che risale direttamente alle difficoltà del programma F-35. L'Adaptive Engine Transition Program (AETP), ora interrotto come progetto indipendente, fu esplicitamente concepito come un percorso per rimotorizzare l'F-35 con un'alternativa più performante che richiedesse meno energia, producesse una maggiore spinta e prolungasse il tempo di permanenza in missione del velivolo. L'XA100 di GE Aerospace e l'XA101 di Pratt & Whitney furono i due progetti concorrenti emersi dall'AETP, entrambi dimostrando miglioramenti prestazionali sufficientemente significativi da mantenere vivo il concetto anche dopo che l'USAF decise di non procedere a una rimotorizzazione dell'F-35 nell'immediato. Quando l'AETP fu integrato nel più ampio quadro NGAP e riorientato verso l'alimentazione di piattaforme di nuova generazione piuttosto che verso l'aggiornamento di quelle esistenti, il lavoro tecnologico di entrambe le aziende fu trasferito a quello che divenne il derivato XA100 e l'XA103.
Il finanziamento parallelo di due sviluppatori di motori concorrenti durante la fase di riduzione del rischio è una strategia deliberata, volta a mantenere la pressione competitiva e a preservare le opzioni dell'USAF prima di un'eventuale selezione di un singolo progetto di motore per la produzione. 

Questa competizione spinge sia GE Aerospace che Pratt & Whitney a portare avanti i rispettivi programmi con il massimo impegno durante la fase di test, poiché il vincitore della gara NGAP equipaggerà probabilmente qualsiasi cacciabombardiere futuro dell’USAF, dell’US NAVY e dell’USMC.

La decisione di Pratt & Whitney di condurre la revisione di prontezza all'assemblaggio interamente in ambito digitale riflette un cambiamento più ampio nel modo in cui vengono sviluppati i sistemi di difesa avanzati, guidato in parte dalle tempistiche ristrette e dalle pressioni sui costi delle moderne acquisizioni nel settore della difesa e in parte dai reali vantaggi ingegneristici offerti dalla modellazione digitale ad alta fedeltà. Una revisione di prontezza completamente digitale significa che l'azienda ha sottoposto il proprio progetto a sequenze di assemblaggio simulate, verifiche di interferenza, analisi di accumulo delle tolleranze e valutazioni di fattibilità produttiva prima che un singolo componente fisico venisse tagliato o ordinato. Il team NGAP sta sviluppando simultaneamente nuovi strumenti di validazione digitale insieme al lavoro di approvvigionamento dell'hardware, suggerendo che Pratt & Whitney considera l'infrastruttura di ingegneria digitale un elemento di differenziazione competitiva che continuerà a generare profitti durante le fasi di test e sviluppo, piuttosto che una semplice efficienza nella fase iniziale di progettazione.
La finestra di test per l'XA103, prevista a breve, pone Pratt & Whitney su di una traiettoria che, se mantenuta, potrebbe supportare una decisione di selezione finale nell'ambito del programma NGAP (Next Generation Action Program) all'inizio degli anni 2030, in linea con le tempistiche dichiarate dall'USAF per lo sviluppo degli aerei da combattimento di nuova generazione. Il motore che alla fine equipaggerà qualsiasi aereo succederà all'F-35 sarà il risultato di decisioni prese ora, in ambienti digitali e attraverso negoziazioni con la catena di fornitura che la maggior parte delle persone non vedrà mai. Pratt & Whitney ha appena completato una di queste decisioni. Ora tocca all’hardware.

Il design del ciclo adattivo a triplo flusso può dirigere l'aria verso il terzo flusso di bypass per una maggiore efficienza del carburante e raffreddamento o verso i flussi del nucleo e della ventola per una spinta e prestazioni aggiuntive. La spinta del motore non è stata divulgata, sebbene i giornalisti del settore aeronautico ipotizzino che sia nella classe di spinta di 35.000–40.000 lbf (156–178 kN). 

L'aeronautica e la marina statunitensi hanno iniziato a perseguire lo sviluppo di motori a ciclo adattivo nel 2007 con il programma Adaptive Versatile Engine Technology (ADVENT), parte del più ampio programma Versatile Affordable Advanced Turbine Engines (VAATE). A questo programma di ricerca tecnologica ha fatto seguito il programma Adaptive Engine Technology Demonstrator (AETD) nel 2012, che ha continuato a perfezionare la tecnologia, con test eseguiti utilizzando motori dimostrativi. Il successivo Adaptive Engine Transition Program (AETP) è stato lanciato nel 2016 per sviluppare e testare motori adattivi per la propulsione dei caccia di sesta generazione, nonché per la potenziale rimotorizzazione dell'F-35 dall'attuale motore turbofan F135. Ai dimostratori è stata assegnata la designazione XA100 per il progetto di General Electric e XA101 per quello di Pratt & Whitney.  Mentre l'XA100 e l'XA101 si concentrarono sulla potenziale rimotorizzazione dell'F-35, venne avviato un programma di motori separato per il caccia Next Generation Air Dominance dell'aeronautica militare statunitense, che si prevede venga ottimizzato in modo diverso con una maggiore enfasi sulle prestazioni di crociera supersonica (o supercrociera); questo programma divenne il Next Generation Adaptive Propulsion (NGAP) e i partecipanti furono il General Electric XA102 e il Pratt & Whitney XA103.
La revisione critica del progetto dell'XA103 è stata completata nel febbraio 2024 e si prevede che i test di volo inizieranno a breve. 
Come sopra evidenziato, l’XA103 è un motore a ciclo adattivo a tre flussi in grado di regolare il rapporto di bypass e la pressione della ventola per aumentare l'efficienza del carburante o la spinta, a seconda dello scenario. Ciò avviene grazie all'impiego di una ventola adattiva che può dirigere l'aria in un terzo flusso di bypass al fine di aumentare il risparmio di carburante e fungere da dissipatore di calore per il raffreddamento. Il maggiore raffreddamento e la maggiore produzione di energia consentono anche il potenziale impiego di armi a energia diretta in futuro.  Quando è necessaria una spinta aggiuntiva, l'aria proveniente dal terzo flusso può essere diretta al nucleo e ai flussi della ventola. Oltre alla configurazione a ciclo adattivo a tre flussi, il motore utilizza anche nuovi materiali resistenti al calore come i compositi a matrice ceramica (CMC) per consentire temperature della turbina più elevate e prestazioni migliorate.
  • Applicazioni: F-47 NGAD e F/A-XX (in programma)
Specifiche (XA103-PW-100) - Caratteristiche generali:
  • Tipologia: Motore a ciclo adattivo a triplo flusso;
  • Spinta massima: Classe 35.000–40.000 lbf (156–178 kN) (con postbruciatore).

L'XA102 e l'XA103 sono i due motori presi in considerazione per equipaggiare il caccia con equipaggio NGAD, ora noto come Boeing F-47. 
Entrambi sono motori a ciclo adattivo con configurazione a tre flussi che permette di riconfigurare il rapporto di bypass in volo per ottimizzare l'efficienza del carburante e il raffreddamento, oppure per massimizzare la spinta e la potenza.
I motori a ciclo adattivo erano stati presi in considerazione durante il programma Advanced Tactical Fighter (ATF), che vedeva gli YF-22 e YF-23 in competizione tra loro. Alla fine, il più tradizionale motore Pratt & Whitney F119 fu scelto per equipaggiare il caccia F-22, vincitore della competizione.
Le revisioni critiche del progetto per i motori XA102 e XA103 sono state completate rispettivamente nel 2023 e nel 2024, e si prevede che i test a terra e in volo inizieranno a breve. Questi processi dovranno essere rapidi affinché i motori siano pronti per il primo volo previsto del Boeing F-47 entro il 2029.
Una volta che il progetto vincente sarà pronto e avrà raggiunto un livello di maturità sufficiente, sarà interessante vedere se verrà preso in considerazione per alimentare i futuri sistemi senza pilota che opereranno a fianco dell'F-47. Non sappiamo con certezza quanti motori avrà l'F-47, anche se molti si aspettano una configurazione bimotore, ma i droni più piccoli e leggeri potrebbero essere alimentati da un singolo motore XA102 o XA103.






Il General Electric XA102 è un dimostratore di motore a ciclo adattivo americano sviluppato dalla General Electric (GE). 




È in competizione con il Pratt & Whitney XA103 come propulsore per il programma di caccia di sesta generazione dell'aeronautica militare degli Stati Uniti, il Next Generation Air Dominance (NGAD). Secondo GE Aerospace, il motore a ciclo adattivo XA102 dovrebbe soddisfare le esigenze dei futuri velivoli da combattimento operanti in zone di guerra attive. È caratterizzato da un design a ciclo adattivo a tre flussi. Il sistema può convogliare l'aria verso il terzo flusso di bypass per migliorare l'efficienza del carburante e il raffreddamento. In alternativa, può indirizzare l'aria verso i flussi del nucleo e della ventola per una maggiore spinta e prestazioni superiori.
Sebbene l'azienda non abbia rivelato la spinta del motore, si prevede che si attesti tra le 35.000 e le 40.000 libbre-forza (da 156 a 178 kilonewton). Inoltre, il sistema di propulsione dovrebbe migliorare l'autonomia, la gestione termica e la capacità di sopravvivenza. È anche progettato per supportare componenti elettronici di bordo, sensori e armamenti avanzati sempre più esigenti in termini di energia.
Oltre al suo design a ciclo adattivo a tre flussi, il motore utilizza anche nuovi materiali resistenti al calore, come i compositi a matrice ceramica (CMC). Di conseguenza, la turbina può funzionare a temperature più elevate, migliorando anche le prestazioni complessive.
L'aeronautica e la marina statunitensi hanno iniziato a perseguire motori a ciclo adattivo nel 2007 con il programma Adaptive Versatile Engine Technology (ADVENT), parte del più ampio programma Versatile Affordable Advanced Turbine Engines (VAATE).  A questo programma di ricerca tecnologica ha fatto seguito il programma Adaptive Engine Technology Demonstrator (AETD) nel 2012, che ha continuato a maturare la tecnologia, con test eseguiti utilizzando motori dimostrativi. Il dimostratore terrestre di GE è costituito da una ventola adattiva a tre stadi e da un compressore ad alta pressione derivato dal compressore a dieci stadi del CFM LEAP; i test del 2015 hanno prodotto le temperature combinate di compressore e turbina più elevate nella storia della propulsione a reazione. Il successivo Adaptive Engine Transition Program (AETP) è stato lanciato nel 2016 per sviluppare e testare motori adattivi per la propulsione dei caccia di sesta generazione, nonché per la potenziale rimotorizzazione dell'F-35 dall'attuale motore turbofan F135. Ai dimostratori fu assegnata la designazione XA100 per il progetto della General Electric e XA101 per quello della Pratt & Whitney. Mentre l'XA100 e l'XA101 si concentrarono sulla potenziale riprogettazione dell'F-35, fu avviato un programma di motori separato per il caccia Next Generation Air Dominance dell'USAF, che si prevede venga ottimizzato in modo diverso con una maggiore enfasi sulle prestazioni di crociera supersonica (o supercrociera); questo programma divenne il Next Generation Adaptive Propulsion (NGAP) e i partecipanti furono il General Electric XA102 e il Pratt & Whitney XA103.
La revisione critica del progetto dell'XA102 è stata completata nel dicembre 2023 e si prevede che i test di volo inizieranno a breve. 
Nel mese di maggio 2026, General Electic Aerospace ha annunciato a Cincinnati il completamento della fase di Assembly Readiness Review per il suo motore a ciclo adattivo XA102, un traguardo considerato cruciale per il programma del propulsore dell’F-47 dell'USAF. Il produttore di motori ha indicato di puntare a una dimostrazione completa del sistema entro la fine dell'anno, a condizione che vengano rispettati i tempi previsti dalla normativa industriale. Questo traguardo giunge mentre la competizione con Pratt & Whitney rimane attiva e l'Aeronautica Militare statunitense prevede di valutare i prototipi prima di una selezione finale entro la fine del decennio, in linea con l'accelerazione dello sviluppo hardware.
L'azienda precisa che la revisione ha confermato che le tempistiche per la progettazione, i processi di produzione e l'avvio della catena di fornitura dell'XA102 sono in linea con i tempi previsti. Ciò fa seguito alla revisione dettagliata del progetto, completata il 19 febbraio 2025, che ha convalidato il modello digitale completo del motore con l'aeronautica militare statunitense. GE Aerospace indica che sta ora passando alle attività di approvvigionamento, assemblaggio e costruzione a supporto della fase successiva di sviluppo e collaudo di un dimostratore in scala reale.

Con la fase di revisione ormai completata, il motore XA102 di GE Aerospace si avvia verso la dimostrazione completa del sistema per il programma Next Generation Adaptive Propulsion.

Il completamento con successo dell'Assembly Readiness Review (ARR) per il suo motore a ciclo adattivo XA102, è una tappa fondamentale a supporto del programma F-47 NGAP (Next Generation Adaptive Propulsion) dell'USAF. Questo risultato rappresenta un significativo passo avanti nella fornitura di una tecnologia di propulsione rivoluzionaria per la futura flotta dell'Aeronautica Militare statunitense.
L'Audit Review Review conferma che la progettazione del motore XA102, i processi di produzione e la catena di fornitura stanno procedendo secondo i piani e che la fase successiva verrà assegnata entro la fine dell'anno. Elemento centrale di questo traguardo è il modello digitale completo del motore di GE Aerospace, che sfrutta un approccio di definizione basato su modelli al posto dei tradizionali disegni bidimensionali. Questo framework digitale integra la produzione e l'ispezione basate su modelli, consentendo una maggiore precisione e tempi di produzione più rapidi. 
Tutte le dimostrazioni relative al motore basato su modello, associate alla prima fase del programma, sono state completate con successo, a testimonianza dei continui progressi di GE Aerospace nello sviluppo delle capacità di ingegneria digitale. 
“Con il completamento della revisione di idoneità all'assemblaggio, dimostriamo la maturità del nostro progetto del motore XA102 e la solidità del nostro approccio digitale allo sviluppo di sistemi di propulsione di nuova generazione”, ha affermato il Dr. Steve “Doogie” Russell, vicepresidente e direttore generale di Edison Works presso GE Aerospace. “L'utilizzo di un modello digitale del motore completamente integrato, che abbraccia progettazione, produzione e collaudo, ci consente di fornire capacità avanzate più rapidamente e con maggiore precisione per le forze armate”.
Il programma NGAP sta sviluppando tecnologie e capacità produttive cruciali per la superiorità aerea negli scenari di combattimento altamente competitivi del futuro. Queste tecnologie consentiranno la realizzazione di aerei da combattimento di nuova generazione con maggiore autonomia, capacità di sopravvivenza e gestione termica per armi e sensori avanzati. La leadership di GE Aerospace nella tecnologia a ciclo adattivo si basa su oltre 100 anni di innovazione e collaborazione con le forze armate statunitensi e alleate. I motori XA100 hanno completato con successo diverse fasi di test, perfezionando le tecnologie dei motori adattivi. Il motore XA102 rappresenta la prossima evoluzione della propulsione, offrendo capacità migliorate pur mantenendo l'attenzione su costi accessibili e sostenibilità.
  • Applicazioni: Boeing F-47 NGAD (in programma).
Specifiche (XA102-GE-100) - Caratteristiche generali:
  • Tipologia: Motore a ciclo adattivo a triplo flusso;
  • Spinta massima: Classe 35.000–40.000 lbf (156–178 kN) (con postbruciatore).










IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, Defence-blog, TheAvionist, META-Defense, InterestIngengineering, WIKIPEDIA, You Tube)








 

domenica 17 maggio 2026

Türk Hava Kuvvetleri 2026: il Bayraktar Kızılelma è un UCAV monomotore, stealth, imbarcabile, a reazione, dotato di intelligenza artificiale, attualmente in fase di sviluppo da parte dell'azienda di difesa turca Baykar.










https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.







Türk Hava Kuvvetleri 

La Türk Hava Kuvvetleri è l'attuale aeronautica militare della Turchia e parte integrante delle forze armate turche.
Nel 2013 l'aviazione militare turca è stata considerata la terza per grandezza tra tutti i paesi della NATO dopo la United States Air Force statunitense e la Royal Air Force britannica. Secondo la fonte specialistica Flight International e l'International Institute for Strategic Studies, la Turkish Air Force è costituita da 60000 effettivi e ha in dotazione approssimativamente 643 aeromobili pilotati.

La forza armata fa risalire le sue origini al giugno 1911 quando fu fondata dall'Impero Ottomano col nome di Osmanlı tayyare bölükleri, sebbene come forza aerea come oggi è conosciuta è stata fondata nel 1923 con la creazione delle Repubblica di Turchia.







Il Bayraktar Kızılelma è un UCAV monomotore, stealth, imbarcabile, a reazione, dotato di intelligenza artificiale, attualmente in fase di sviluppo da parte dell'azienda di difesa turca Baykar.

L'aeromobile è in fase di sviluppo nell'ambito del Progetto MIUS (in turco: Muharip İnsansız Uçak Sistemi; in italiano: Combatant Unmanned Aircraft System). 
Il Bayraktar Kızılelma iniziale (Kızılelma-A) è subsonico. 
Le varianti pianificate (Kızılelma-B e Kızılelma-C) dovrebbero essere supersoniche, con quest'ultima dotata di una configurazione bimotore. 
È uno dei due UCAV stealth turchi a propulsione a reazione, insieme al TAI Anka-3. È il primo caccia multiruolo senza pilota al mondo dotato di radar AESA, missili BVR e capacità di volo autonomo basate sull'intelligenza artificiale (IA).  Il velivolo incorpora capacità di volo, decollo, atterraggio e rullaggio autonomi. È dotato di un computer di missione abilitato all'intelligenza artificiale (IA). La sua struttura è ottimizzata sia per operazioni su piste corte che su portaerei. Il velivolo è dotato di radar AESA MURAD prodotto dalla Aselsan, sistema di ricerca e tracciamento a infrarossi KARAT e sistema di puntamento elettro-ottico (EOTS) TOYGUN. 
Il 30 novembre 2025, il Bayraktar Kızılelma ha completato con successo una storica campagna di test di volo e di tiro, ottenendo un primato mondiale tra i veicoli aerei da combattimento senza pilota (UCAV). La piattaforma ha lanciato con successo il Gökdoğan, un missile aria-aria oltre la portata visiva (BVR), dotato di una testa di ricerca radar attiva, utilizzando le capacità di guida autonoma del proprio sistema radar integrato MURAD AESA. Con questa dimostrazione operativa senza precedenti, il Kızılelma si è ufficialmente assicurato la posizione di primo aereo da combattimento senza pilota al mondo a convalidare questa capacità di ingaggio BVR critica su una piattaforma completamente autonoma. Il 17 dicembre 2025, due Bayraktar Kızılelma hanno eseguito il primo volo autonomo in formazione ravvicinata al mondo da parte di due aerei da combattimento senza pilota, utilizzando l'intelligenza artificiale. Questa è stata la prima volta nella storia dell'aviazione in cui due aerei da combattimento senza pilota hanno volato in formazione ravvicinata da soli.
La Baykar, è la stessa azienda responsabile del Bayraktar TB2, che ha riscosso notevole successo in combattimento in Azerbaigian e Ucraina, e del più grande Bayraktar Akinci. 
Il Kizilelma rappresenta tuttavia un progetto molto diverso: si dichiara supersonico (almeno nelle versioni più recenti), possiede caratteristiche di ridotta osservabilità ed è progettato per le missioni di combattimento aereo tipicamente svolte da aerei da caccia con equipaggio.
E’ spinto da un singolo motore turbofan Ivchenko-Progress di progettazione ucraina, il Kizilelma presenta una configurazione canard-delta, simile a quella di altri velivoli da combattimento a bassa osservabilità, tra cui il caccia pilotato J-20 cinese e il misterioso drone Dark Sword. L'utilizzo di alette canard rappresenta un compromesso tra bassa osservabilità e manovrabilità, sebbene si possano adottare alcune misure per limitarne l'impatto sulla traccia radar. Le superfici di coda sono costituite da stabilizzatori verticali inclinati.
Secondo quanto reso noto, il Kizilelma dovrebbe avere un'autonomia di cinque o sei ore, un raggio d'azione di 500 miglia nautiche e una quota di tangenza di 35.000 piedi. Il peso massimo al decollo è di 13.228 libbre, incluso un carico utile di 3.306 libbre. Tale carico utile comprenderà munizioni monouso alloggiate in una stiva interna, preservandone ulteriormente le caratteristiche stealth. L'armamento comprenderà probabilmente esempi dell'ampia gamma di munizioni di precisione aria-terra e missili aria-aria sviluppati dall'industria turca.
Mentre il primo prototipo Kizilelma e le prime versioni dovrebbero essere alimentati da un turboventola Ivchenko-Progress AI-25TLT senza postbruciatore, è previsto che nelle versioni successive questo venga sostituito da un Ivchenko-Progress AI-322F con postbruciatore, che dovrebbe garantire prestazioni supersoniche.
Anche con il motore senza postbruciatore, il Kizilelma dovrebbe offrire prestazioni impressionanti per un drone, con una velocità massima prossima a Mach 1. 

TURBOFAN Ivchenko-Progress AI-322 

Nel novembre 2021, in occasione della fiera SahaExpo, Baykar e l'azienda ucraina Ivchenko-Progress hanno firmato un accordo di fornitura per i motori turbofan AI-322 e un accordo di integrazione per i motori turbofan AI - 25TLT. I primi prototipi raggiungeranno velocità subsoniche grazie ai motori AI-25TLT, mentre i successivi, equipaggiati con motori AI-322F, dovrebbero essere supersonici. I motori Ivchenko-Progress AI-322 (in ucraino: AI-322, in russo: АИ-322) sono una famiglia di motori turbofan a basso rapporto di bypass sviluppati a partire dal motore AI-222.
Lo sviluppo del motore prosegue presso la Ivchenko-Progress di Zaporizhzhia, in Ucraina. Originariamente destinato all'aereo da addestramento Hongdu L-15, il motore è ora previsto per il suo impiego sul caccia UAV Baykar Bayraktar Kızılelma. È disponibile anche una versione con postbruciatore, denominata AI-322F.


Specifiche (AI-322F) - Caratteristiche generali:
  • Tipo: Turboventola a basso rapporto di bypass a due alberi
  • Lunghezza: 1.960 mm (77 pollici)
  • Diametro: 640 mm (25 pollici)
  • Peso a secco: 440 kg (970 lb) nella configurazione base, 560 kg (1.230 lb) nella configurazione con postcombustione
  • Compressore: assiale, compressore LP a 2 stadi e compressore HP a 8 stadi
  • Combustori : anulari
  • Turbina : 1 stadio HP, 1 stadio LP
  • Spinta massima : 2.500 kgf (24,5 kN; 5.511,6 lbf) in modalità decollo (senza postbruciatore), 4.200 kgf (41,2 kN; 9.259,4 lbf) con postbruciatore.
  • Rapporto di pressione complessivo : 15,43:1
  • Rapporto di bypass : 1,19:1
  • Temperatura di ingresso della turbina: 1.470 K (1.200 °C)
  • Consumo di carburante: 0,66 kg/kgf.h (18,7 g/kNs) (senza postcombustione), 1,9 kg/kgf.h (53,8 g/kNs) (con postcombustione)
  • Consumo specifico di carburante : 0,66 kg/(kgf h)
  • Rapporto spinta/peso: 5,68 (senza postbruciatore), 7,5 (con postbruciatore).

In futuro, è previsto uno sviluppo di una versione bimotore del Kizilelma, con una coppia di AI-322F, per prestazioni ulteriormente migliorate. 

Nella sua configurazione iniziale, lo scarico del motore non è certo stealth, sebbene sia possibile migliorare le caratteristiche di bassa osservabilità perfezionando questo aspetto, come sta facendo la Russia con il suo drone Okhotnik. In realtà, questo velivolo presenta caratteristiche che riducono la sua sezione radar da determinate angolazioni, come le linee di carenatura della fusoliera, ma è chiaro che le alte prestazioni hanno avuto la precedenza sulla bassa osservabilità. Questa non è una caratteristica tipica degli UCAV, con la possibile eccezione dell'MQ -28 Ghost Bat, almeno in una certa misura.
A differenza del TB2 e dell'Akinci, il Kizilelma, veloce e capace di volare ad alta quota, è progettato per avere capacità di combattimento aria-aria, nonché per condurre operazioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR) e di attacco. Tuttavia, sono disponibili pochi dettagli sull'avionica e sull'architettura di missione complessiva che saranno necessarie per condurre missioni di contrasto aereo, per non parlare di funzioni più semplici. Il drone sarà presto dotato di un radar AESA (Active Electronically Scanned Array).
Più in generale, non è chiaro se il concetto alla base del Kizilelma sia quello di un drone "gregario" fedele ai caccia con equipaggio, o se il drone sarà controllato da una stazione di terra, o addirittura se ci si aspetta che abbatta velivoli ostili con un certo grado di autonomia. Quest'ultimo punto è uno di quelli su cui l'USAF, in particolare, si sta attualmente confrontando.
Lo sviluppo del Kizilelma è iniziato già nel 2013, sebbene il progetto sia stato presentato al pubblico solo nel luglio 2021, con la presentazione degli studi concettuali. Alcuni prototipi sono attualmente in fase di collaudo.
Haluk Bayraktar, direttore generale di Baykar, ha dichiarato a proposito del Kizilelma: "Il costo non sarà elevato, saremo in grado di produrre molto di più a un costo inferiore".
Secondo gli addetti ai lavori, la Baykar potrebbe immettere sul mercato un drone da combattimento accessibile a clienti che potrebbero non essere in grado di permettersi prodotti statunitensi simili o che, per altri motivi, non riescono a ottenere le licenze di esportazione per questo tipo di UAV da combattimento di fascia alta. Attualmente, poche altre nazioni – con la notevole eccezione dell'Australia – sono arrivate a testare droni di questa categoria, con la Cina che rappresenta un'eccezione di rilievo. Non è chiaro se il costo complessivo del Kizilelma sarà sufficientemente basso da poter essere considerato "accettabile", anche solo in determinati scenari, sebbene questa sembri certamente una possibilità.
Un altro aspetto significativo della Kizilelma è la sua presunta capacità di decollo e atterraggio corto, che le consentirebbe di operare da portaerei di piccole dimensioni come la nave d'assalto anfibio Anadolu della Marina turca, dotata di una rampa di decollo “ski-jump" a prua.
Le forze armate turche vorrebbero inizialmente impiegare i droni Bayraktar TB2, di dimensioni più ridotte, a bordo della Anadolu. Non è chiaro quali modifiche sarebbero necessarie alla nave e alla Kizilelma per consentire a questo drone, più grande e pesante, di operare in mare.
Certamente, il carrello di atterraggio del prototipo Kizilelma, sembra essere troppo leggero per sopportare le sollecitazioni dei lanci e dei recuperi dal ponte di volo. Non è ancora chiaro se il Kizilelma, nella sua configurazione base, avrà la spinta necessaria per un lancio con “ski-jump”, senza l'ausilio di una catapulta. I funzionari della Baykar avevano precedentemente affermato che la LHD Anadolu sarebbe stata equipaggiata con cavi di arresto per il recupero dei droni in fase di atterraggio.
"Per consentire ai droni di decollare e atterrare sulle portaerei, la loro struttura deve essere robusta perché sono soggetti a fortissime accelerazioni", ha dichiarato Haluk Bayraktar, CEO di Baykar: ”Puntiamo a sviluppare un nuovo drone da combattimento (UCAV) in grado di atterrare e decollare con successo dalla LHD Anadolu entro un anno", ha aggiunto, forse riferendosi al Kizilelma, o forse a un ulteriore sviluppo del TB2.
Nel complesso, il Kizilelma rappresenta un approccio interessante alla progettazione di un UCAV tattico ad alta velocità. Sembra combinare caratteristiche tipiche di un design a bassa traccia (piuttosto che a bassa osservabilità) con una cellula e un propulsore che dovrebbero garantire un elevato livello di prestazioni. Con le versioni successive in grado di raggiungere velocità supersoniche, la sua capacità di sopravvivenza contro una vasta gamma di sistemi di difesa aerea e terrestre aumenterà.

Sviluppo

I primi studi concettuali per il programma Bayraktar MIUS per il Bayraktar Kızılelma sono iniziati nel 2013. Nel luglio 2021, le prime immagini del progetto e le informazioni sulle caratteristiche del velivolo sono state condivise con il pubblico. Haluk Bayraktar ha dichiarato che Baykar sta considerando di spendere 1 miliardo di dollari nel processo di sviluppo del progetto. Il progetto era inizialmente noto come MIUS (turco: Muharip İnsansız Uçak Sistemi, inglese: Combatant Unmanned Aircraft System). Il suo nome ufficiale, Kızılelma (Mela Rossa), è stato reso pubblico nel marzo 2022. È un gioco di parole nella mitologia turca.
Il CTO di Baykar, Selçuk Bayraktar, aveva inizialmente annunciato che il Kızılelma avrebbe dovuto effettuare il suo primo volo nel 2023, aggiungendo che un UCAV a propulsione a reazione era un "sogno lungo 12 anni". Il Kızılelma è riuscito a completare il suo primo volo prima della data prevista, nel dicembre 2022. 

Prototipi

Lo stesso giorno della rivelazione del nome, Selçuk Bayraktar ha rivelato che il primo prototipo del Kızılelma era entrato nella linea di assemblaggio. Il primo prototipo pronto al volo è stato mostrato al pubblico al Teknofest 2022. Il terzo prototipo, considerato il prototipo di produzione, ha completato con successo il suo primo volo il 25 settembre 2024 dal Centro di addestramento e collaudo di volo AKINCI a Çorlu. Questo prototipo, con numero di coda TC-ÖZB3, presentava significative differenze strutturali e della cellula rispetto all'originale, tra cui un motore con postbruciatore, miglioramenti aerodinamici e un'architettura avionica aggiornata. 

Test

Il primo test di integrazione del motore è stato condotto con successo il 19 settembre 2022.
Il 20 novembre 2022 sono stati effettuati test di rullaggio automatico e di funzionamento a terra. 
I voli di prova al decollo sono iniziati il 3 dicembre 2022 e Kızılelma ha staccato le ruote da terra per la prima volta. 
L'aereo ha effettuato il suo primo volo il 14 dicembre 2022. 
Il drone ha effettuato con successo il suo secondo volo a metà gennaio 2023. 
Il 15 aprile 2023, l'aereo ha completato il suo quarto test di volo. 
Il 18 aprile 2023, l'aereo ha completato il suo test di volo con il carrello di atterraggio ripiegato all'interno della fusoliera. 
Il 19 aprile 2023, l'aereo ha completato il sesto e il settimo test di volo con prove di atterraggio-decollo in serie e prove di volo ad alta velocità. 
Il 20 aprile 2023, l'aereo ha completato l'ottavo test di volo con prove di volo e manovra ad alta velocità, nonché prove di atterraggio-decollo e passaggio in serie. 
Il 30 aprile 2023, il Kızılelma UCAV ha volato in formazione con un SoloTürk F-16C durante il TEKNOFEST 2023 a Istanbul.  Il Kızılelma UCAV è progettato per essere utilizzato come fedele gregario dagli aerei da combattimento dell'aeronautica militare turca. 
Il 17 giugno 2023, il drone turco Bayraktar KIZILELMA ha raggiunto un'altitudine di 9,5 km durante il dodicesimo volo di prova. 

Produzione

Nell'ottobre 2024, il presidente di Baykar, Selçuk Bayraktar, ha annunciato l'inizio della produzione di massa del Kızılelma, con un aereo già prodotto. L'azienda punta a raggiungere una produzione di oltre 10 unità entro il 2026. 

Progetto

Il Kızılelma è un velivolo senza equipaggio dotato di una cellula supersonica a bassa RCS equipaggiata con un radar AESA. Il velivolo è alimentato da un motore turbofan alimentato da due prese d'aria. Il controllo dell'imbardata è ottenuto con due stabilizzatori verticali. Il velivolo ha comandi canard accoppiati per una maggiore manovrabilità o per un migliore controllo del flusso d'aria dell'ala principale. I compartimenti interni consentiranno al velivolo di operare in ambienti ostili mantenendo una bassa osservabilità. 
I controlli aerodinamici presentano canard - configurazione a delta, già visti su alcuni aerei stealth come il Chengdu J-20 e l' AVIC Dark Sword. I canard offrono un compromesso tra una furtività relativamente minore ma una grande manovrabilità. Alcune misure di controllo potrebbero essere implementate per ridurre il suo impatto sulla traccia radar.
Il Kızılelma ha un peso massimo al decollo (MTOW) di 6.000 chilogrammi (13.200 libbre), con 1.500 kg di carico utile disponibile. Secondo i dati condivisi dall'azienda, il Kızılelma avrà un'altitudine operativa di 35.000 piedi (10.670 m). 
Il prototipo di produzione incorpora un radar AESA, probabilmente il MURAD-200A, per una migliore consapevolezza della situazione. Presenta inoltre predisposizioni per suite difensive e di sopravvivenza come il sistema di ricerca e tracciamento a infrarossi KARAT-100 (IRST) di Aselsan, il sistema di tracciamento elettro-ottico TOYGUN-100, un sistema ad apertura distribuita (DAS) e un sistema di allarme di avvicinamento missilistico IRIS (MAWS). 
L'aereo è progettato in modo da poter decollare e atterrare su una nave d'assalto anfibia, come la TCG Anadolu, senza bisogno di un sistema di catapulta. 

Caratteristiche:
  • controllo satellitare
  • Decollo e atterraggio completamente autonomi
  • Bassa sezione radar equivalente
  • Elevata manovrabilità
  • Controllo della linea di vista (LOS) e oltre la linea di vista (BLOS)
  • Capacità di decollo e atterraggio da portaerei con piste corte
  • Elevata consapevolezza della situazione grazie al radar AESA.
  • vani interni per armi
  • Capacità del vettore.
Vendite potenziali: Indonesia.

Nel maggio 2026, Baykar ha firmato il primo accordo di esportazione per il Bayraktar Kızılelma con la società indonesiana PT Republik Aero Dirgantara durante la fiera della difesa SAHA 2026 a Istanbul. L'accordo quadro include un lotto iniziale di 12 velivoli la cui consegna è prevista a partire dal 2028, con opzioni per ordini aggiuntivi che potrebbero aumentare il numero totale a 60 velivoli. L'accordo include anche la creazione di impianti di produzione e manutenzione locali in Indonesia.

Varianti

Durante il Teknofest 2022, Baykar ha annunciato che ci saranno almeno 3 varianti del Kızılelma con diverse configurazioni di motori. I motori sono prodotti dalla joint venture turco-ucraina Black Sea Shield. Il Kızılelma-A sarà in grado di raggiungere velocità quasi supersoniche, essendo alimentato dal motore AI-25TLT. Il Kızılelma-B volerà a velocità supersoniche, alimentato da un singolo motore ucraino AI-322F. Il Kızılelma-C incorporerà due motori AI-322F.
Mentre il prototipo di produzione utilizza un motore a postcombustione ucraino AI-322, che gli consente di avvicinarsi alla velocità del suono con una manovrabilità migliorata ad alte velocità, Baykar ha dichiarato che entro 5-6 anni saranno disponibili diversi tipi di motori per il Kızılelma, con l'obiettivo di ridurre la dipendenza dall'estero. 

La Bayraktar e i rapporti strategici con l’italiana Leonardo

Dopo una prima fase della cosiddetta “operazione militare speciale” russa in Ucraina, i droni sono caduti in disuso a causa di una miglior preparazione delle difese aeree russe, protette oltre che dalla propria aviazione anche da nuovi strumenti di guerra elettronica.
Subito dopo, l’azienda turca si è rivolta a partner esteri come Leonardo, volendo potenziare le caratteristiche dei propri UAV: se la Baykar metterà a disposizione le proprie piattaforme, Leonardo fornirà le competenze tecnologiche per i sensori, i sistemi di missione, la certificazione e l’integrazione dei payload e dell’elettronica, tra cui radar e sistemi di puntamento, strumenti notoriamente all’avanguardia del gruppo italiano.
La nuova società “LBA Systems”, coinvolgerà i poli industriali italiani di Ronchi dei Legionari, Torino, Roma Tiburtina, Grottaglie e Nerviano, con l’obbiettivo di iniziare a sviluppare UAV e UCAV di nuova generazione, soprattutto guidati dall’A.I.. Fra non molto è prevista, ad esempio, la dimostrazione di decollo e atterraggio di un UAV TB-3 dalla portaerei “ITS-CAVOUR”, soprattutto allo scopo di acquisire  future certificazioni NATO, necessarie per l’accesso al mercato degli armamenti occidentale.
I contatti propedeutici alla creazione della joint venture fra i due gruppi industriali risalgono al 2025 con la presenza di 11 tecnici di Leonardo nel complesso aerospaziale turco di Tusas a Kahramankazan, vicino Ankara.
Un segnale importante del consolidamento della presenza industriale di Baykar in Italia è rappresentato anche dalla recente acquisizione della Piaggio Aerospace, azienda italiana fondata nel 1884 e da allora marchio iconico della nostra aeronautica; i rami civili dell’azienda sono stati venduti con l’intenzione di dedicare la Piaggio Aerospace quasi esclusivamente al mercato dei droni militari.
Pertanto, nel dicembre del 2024 la Piaggio Aerospace è stata ceduta alla Baykar, la quale ha così posto le basi per una filiera completa di produzione di UAV in Europa, riabilitando al tempo stesso alcuni degli stabilimenti precedentemente dismessi, come ad esempio quello ligure di Villanova d’Albenga.
Secondo alcuni esperti del settore, una partnership come quella fra Leonardo e Baykar punta ad intercettare una domanda che, solo nel mercato europeo, potrebbe superare i 100 miliardi di $ nei prossimi 10 anni, rendendo questo accordo uno dei più rilevanti in chiave non solo economica e industriale, quanto anche militare.
I droni, nono stante alcune incertezze emerse in Ucraina, sono ormai da anni al centro della rivoluzione tecnologica che ha modificato per sempre l’arte della guerra (vgs. Eventi nel Golfo Persico). Come noto, hanno costi molto ridotti rispetto ai sistemi d’arma tradizionali, ed hanno l’ulteriore qualità di non coinvolgere direttamente i propri soldati in azioni rischiose, scongiurandone quindi i pericoli correlati. Inoltre, sta emergendo sempre più l’Intelligenza Artificiale (AI), definita sempre più spesso come l’innovazione cibernetica del decennio, se non del secolo, andando a supportare l’operatore umano ed in alcuni casi addirittura a sostituirlo.
Grazie all’IA, vi è la possibilità dei droni di operare in sciame, moltiplicandone esponenzialmente le capacità offensive provocando una saturazione del bersaglio, dovendo esso difendersi da molteplici attacchi simultanei. Inoltre, i droni di nuova generazione avranno le capacità di propulsione auto-ricaricabile (come da fonti rinnovabili), materiali di costruzione economici e la resistenza ai sistemi di guerra elettronica ECM-ESM.
E’ noto che l’Italia ha già in corso numerose iniziative di sviluppo e produzione di droni ad alto valore aggiunto che, a breve, riguarderanno tutti i domini bellici:terreste, aereo e marittimo.
In Italia, attualmente, sono prodotti solo alcuni modelli di UAV, come il Falco della Leonardo e lo Sky-Y, l’USV (drone marino di superficie) Sand di Fincantieri, i droni subacquei (UUV) classe Hydrone della Saipem. 
Nel 2025, dopo che Baykar decise di formare una partnership con Leonardo nel campo degli UAV, alcuni esperti di aviazione iniziarono a parlare della possibilità che Kızılelma venisse selezionato come aereo gregario fedele del Programma Globale di Combattimento Aereo "GCAP-TEMPEST". 
La neonata LBA intende divenire potenzialmente il primo fornitore di sistemi unmanned per l’Italia, sviluppando e integrando però, i nuovi attributi chiave dei droni di nuova generazione grazie soprattutto al Know-How di Leonardo e garantendo fra non molto un possibile vantaggio tecnologico alle nostre FF.AA.

Specifiche (Kızılelma-A) - Caratteristiche generali:
  • Capacità: 1.500 kg (3.300 libbre)
  • Lunghezza: 14,5 m (47 piedi 7 pollici)
  • Apertura alare: 10 m (32 piedi e 10 pollici)
  • Altezza: 3,5 m (11 piedi e 6 pollici)
  • Peso massimo al decollo: 8.500 kg (18.739 libbre)
  • Capacità del carburante: capacità non specificata di carburante Jet-A1 o JP-8
  • Propulsore: 1 motore turbofan Ivchenko-Progress AI-25TLT, spinta di 16,9 kN (3.790 lbf) - senza postbruciatori (Kızılelma-A).
  • Propulsore: 1 motore turbofan Ivchenko-Progress AI-322F, spinta a secco di 24,5 kN (5.510 lbf) e di 9.900 lbf (44 kN) con postbruciatore (Kızılelma-B).

Prestazioni
  • Velocità massima: 1.100 km/h (680 mph, 590 nodi) 0,9 Mach
  • Velocità di crociera: 735 km/h (457 mph, 400 nodi) 0,6 Mach
  • Raggio d’azione: 930 km (580 miglia, 500 miglia nautiche) con carburante interno
  • Autonomia: oltre 3 ore
  • Tangenza: 14.000 m (45.000 piedi)
  • Altitudine operativa: 7.600 m (25.000 piedi).

Armamento

Punti d’attacco: 2 postazioni interne, 6 postazioni esterne sulle ali;
  • razzi guidati CIRIT
  • missili aria-aria
  • Gökdoğan BVR AAM
  • Bozdoğan AAM
  • Akdoğan AAM
  • Gökhan AAM.

missili aria-superficie
  • SOM missile da crociera lanciato dall'aria
  • TUBITAK-SAGE KUZGUN-TJ Missile aria-superficie a propulsione turbogetto 
  • TUBITAK-SAGE KUZGUN-KY Missile aria-superficie a propulsione a razzo a combustibile solido 
  • TUBITAK-SAGE KUZGUN-ER, missile aria-superficie a turbogetto (Secondo TUBITAK-SAGE, questo missile sarà equivalente ai missili Penguin.) 
  • TUBITAK-SAGE KUZGUN-EW, Kuzgun-EW sarà in grado di trasportare un carico utile EW miniaturizzato che fungerà da jammer sostitutivo e sopprimerà le difese aeree nemiche per aumentare significativamente la sopravvivenza degli aerei dell'aeronautica militare turca. 
  • L-UMTAS Missile anticarro guidato aria -superficie
  • AKBABA, missile aria-superficie antiradiazioni 
  • ROKETSAN ÇAKIR, missile da crociera antinave, aria-superficie, superficie-superficie. 
  • TRG-230-iHA, missile aria- superficie supersonico.

Bombe
  • Teber-81 ( bomba Mark 81 con kit di guida laser ROKETSAN )
  • HGK-82 ( bomba Mark 82 con kit di guida di precisione TUBITAK-SAGE )
  • KGK-82 ( bomba Mark 82 con kit di guida assistita alare TUBITAK-SAGE )
  • Teber-82 ( bomba Mark 82 con kit di guida laser ROKETSAN )
  • HGK-83 ( bomba Mark 83 con kit di guida di precisione TUBITAK-SAGE)
  • KGK-83 ( bomba Mark 83 con kit di guida assistita alare TUBITAK-SAGE )
  • HGK-84 ( bomba Mark 84 con kit di guida di precisione TUBITAK-SAGE )
  • LHGK-84 ( bomba Mark 84 con kit di guida laser TUBITAK-SAGE )
  • TUBITAK-SAGE TOGAN Rastrelliera di quattro mortai da 81 mm (GPS/INS o non guidati) 
  • TUBITAK-SAGE KUZGUN-SS Bomba planante 
  • Bomba in miniatura Aselsan (MB) 
  • SARB-83 Distruttore di bunker
  • NEB-84 Distruttore di bunker 
  • TUBITAK-SAGE BOZOK 
  • MAM-C
  • MAM-L
  • MAM-T.

Avionica
  • Radar AESA Aselsan MURAD 100-A 
  • Sistema di ricerca e tracciamento a infrarossi (IRST) Aselsan KARAT
  • Sistema di puntamento elettro-ottico (EOTS) Aselsan TOYGUN
  • Sistema di puntamento ad apertura comune Aselsan
  • Pod di guerra elettronica
  • Modulo nazionale SIGINT.







IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, Deltaassociation, WIKIPEDIA, You Tube)