giovedì 7 maggio 2026

Voenno-morskoj flot o VMF - Военно-морской флот 2026: la classe Khabarovsk (Хабаровск) anche nota con il nome di Progetto 09851; sono sottomarini ad uso speciale basati sul design della classe Borei; sono sprovvisti di tubi di lancio verticali e sono progettati per trasportare i siluri nucleari a guida autonoma Poseidon.










https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.













Voenno-morskoj flot o VMF - Военно-морской флот

La Voenno-morskoj flot o VMF (in russo Военно-морской флот) è la marina militare della Federazione Russa che, assieme alle Forze terrestri e alle Forze aerospaziali, compone le Forze armate del Paese euroasiatico dal 1992.


A seguito della dissoluzione dell'Unione Sovietica, avvenuta nel 1991, ha ereditato gran parte del naviglio della Marina militare sovietica, suddiviso come quest'ultima, in cinque flotte: la Flotta del Nord, la Flotta del Pacifico, la Flotta del Mar Nero, la Flotta del Baltico e la Flottiglia del Caspio. Completano la struttura della Forza armata i corpi dell'Aviazione navale e delle Truppe costiere nonché le forze in distaccamento permanente quali il 5º squadrone Medio Oriente, con base a Tartus in Siria, e il futuro distaccamento in Sudan.
Il lignaggio della marina russa viene fatto risalire alla Marina imperiale russa, istituita nell'ottobre 1696 dallo zar Pietro il Grande.
Profondamente segnata dalla dissoluzione dell'Unione Sovietica, la Marina ha sofferto di un lungo periodo di stagnazione dovuto sia all'assenza di una strategia d'impiego sia di un apparato statale/governativo forte. La mancanza di fondi adeguati, infine, portò, dagli anni 1990 all'inizio degli anni duemila, alla cronica insufficiente manutenzione dei mezzi e alla scarsa formazione del personale, situazioni che contribuirono a un esteso stato di degrado delle risorse a disposizione della Marina stessa.
Nell'agosto 2014, il ministro della difesa Sergej Šojgu ha affermato che le capacità navali russe sarebbero state rafforzate con nuove armi ed equipaggiamenti entro i successivi sei anni in risposta agli schieramenti della NATO nell'Europa orientale e ai recenti sviluppi in Ucraina e nel Mar Nero.

Al 2021, è in corso un ambizioso piano di ammodernamento delle unità navali della Forza armata già supportato negli anni precedenti da un consistente miglioramento delle condizioni di servizio dei coscritti e delle infrastrutture a loro disposizione e supportato attivamente dall'industria cantieristica domestica.






SOTTOMARINI NUCLEARI classe Khabarovsk - Хабаровск

La classe Khabarovsk (in cirillico: Хабаровск) anche nota con il nome di Progetto 09851 è una classe di sottomarini ad uso speciale in fase di costruzione per conto della Marina russa.
Basati sul design adottato per la classe Borei ma sprovvisti di tubi di lancio verticali, i sottomarini di questa classe sono progettati per trasportare i siluri nucleari a guida autonoma Poseidon; secondo tipo di vettore dopo il K-329 Belgorod. 
Il dislocamento dovrebbe aggirarsi attorno alle 10.000 tonnellate ed è probabile che vengano equipaggiati missili anti-nave e da attacco terrestre.
Alcune fonti inoltre suggeriscono che le unità successive alla capoclasse, appartengano ad un progetto più avanzato denominato Progetto 09853.
Il varo della capoclasse Khabarovsk, che doveva avvenire a giugno del 2020, è avvenuto il 1° novembre 2025.
Questa classe di sottomarini è basata sullo scafo degli SSBN BOREI, ma è significativamente più piccola in quanto non ha la sezione per missili balistici. Il dislocamento in superficie è stimato intorno alle 10.000 tonnellate.  La classe è destinata a trasportare sei siluri nucleari a lungo raggio Poseidon e sarà il secondo sottomarino a trasportare quest'arma dopo il Belgorod.  È probabile che la classe trasporti anche missili antinave e missili d'attacco terrestre, oltre ai siluri. 

Caratteristiche

I dati limitati disponibili da fonti aperte suggeriscono le seguenti specifiche per il sottomarino: 
  • lunghezza — da 113 m a 135-140 m ;
  • larghezza — da 10+ m a 13,5 m ;
  • dislocamento: 10.000 tonnellate;
  • velocità sott'acqua: fino a 30-32 nodi;
  • profondità operativa: fino a 500 m;
  • equipaggio — 100 marinai;
  • Durata della missione: 90-120 giorni.

Unità

Secondo fonti aperte, sono stati ordinati in totale tre o quattro sottomarini. Tuttavia, mentre alcune fonti suggeriscono che tutti siano della stessa classe (Progetto 09851), altre suggeriscono che le unità successive potrebbero appartenere a una classe diversa (09853).
Come noto agli addetti ai lavori, la Russia sta investendo massicciamente in una nuova generazione di "super armi" progettate per eludere e potenzialmente neutralizzare le difese convenzionali. Tra queste spicca il “Poseidon”, cioè un siluro, di fatto un sottomarino autonomo a propulsione nucleare, dotato di testata nucleare e con una gittata effettiva intercontinentale. I dettagli sul recente sottomarino “Khabarovsk”, stanno emergendo solo gradualmente.
E’ evidente che la marina russa continua a preparare le super-armi rivelate dal suo presidente nel 2018 e descritte come "invincibili" e impossibili da intercettare. In ambito navale, ciò include il Poseidon, un gigantesco siluro intercontinentale a propulsione nucleare dotato di testata nucleare.  Pur definito un drone, il Poseidon è di fatto un siluro gigante estremamente costoso. Oltre ai costi di sviluppo, alle piattaforme di prova che includono diverse navi e un sottomarino, e alle speciali strutture per la gestione delle armi, a causa delle sue dimensioni richiede la costruzione di sottomarini a propulsione nucleare specializzati per il suo trasporto. 

La seconda unità della classe, il Khabarovsk, si trova attualmente a Severodvinsk, nell'Artico russo. 

Al momento del varo, avvenuto nel novembre 2025, erano consentite pochissime fotografie. I media statali mostrarono solo la poppa e uno scorcio della sua vela. La poppa, dove si trova l'elica, è tradizionalmente la parte più sensibile di un sottomarino, ma non nel caso del Poseidon. Ora, lentamente, emergono maggiori dettagli sulla sua configurazione grazie a immagini satellitari e fonti aperte. Una cosa è certa: il sottomarino nucleare è progettato esclusivamente per trasportare il siluro nucleare Poseidon. 

Il sottomarino sfrutta elementi di design preesistenti. 

Utilizza di fatto la poppa di un sottomarino lanciamissili balistici classe Borei e la prua del Belgorod, il primo sottomarino armato con i Poseidon: la classe Khabarovsk risultante è leggermente più corta in quanto risulta priva della sezione centrale di entrambi relativa ai tubi di lancio verticali per i missili balistici Bulava. Sul Belgorod, invece, è la zona di attracco per i sottomarini in immersione profonda. 
Ad ogni buon conto, il Khabarovsk rimane un sottomarino di grandi dimensioni, lungo circa 135 metri e largo circa 13,5 metri. 
La prua, dove sono alloggiati i tubi lanciasiluri Poseidon e quelli standard, è molto simile a quella del Belgorod. I Poseidon, sono probabilmente sei, contenuti in due hangar allagati, uno per lato, caricati e lanciati attraverso grandi portelli a prua, che danno l'impressione di giganteschi tubi lanciasiluri. Nel mezzo, una sala siluri ospita i siluri pesanti standard.
La presenza della sala siluri, ricavata tra gli hangar Poseidon, è dimostrata dai portelli di accesso sul ponte, supportata dall'analisi del Belgorod, che presenta una configurazione simile. Ciò ricorda la disposizione scelta per i sottomarini lanciamissili da crociera sovietici dell'epoca della Guerra Fredda (classi Papa e Charlie). 
Di fatto, è probabile che il Khabarovsk adotti un'insolita configurazione a doppio scafo pressurizzato per massimizzare lo spazio interno, nonostante la ristrettezza dello spazio tra i tubi lanciasiluri Poseidon. 
Non è possibile valutare quanti tubi lanciasiluri standard ci siano e quante ricariche siano trasportate, ma saranno certamente molti meno rispetto ai normali sottomarini d'attacco a propulsione nucleare, poiché non c'è spazio per una grande sala siluri. 

Ciò sottolinea per il Khabarovsk una importanza specifica per l’arma d’attacco Poseidon nella concezione del sottomarino.

Nella sezione di poppa, ripresa in gran parte dalla versione migliorata della classe Borei-A (progetto 955A, nome in codice NATO Dolgorukiy-II), vi è un singolo reattore nucleare OK-650V che da al sottomarino un elevato livello di silenziosità, essenziale per la furtività.
La capsula di salvataggio, che consente all'equipaggio di abbandonare il sottomarino in caso di emergenza, è situata nella torretta, anziché nella cassa di poppa ed è una soluzione tipica dei sottomarini russi rispetto all'innovativa disposizione del Borei. 

La torretta è comunque piuttosto piccola, almeno rispetto ad altri sottomarini russi di dimensioni simili.

Il Khabarovsk punta tutto sull'arma Poseidon e le sue capacità convenzionali risultano gravemente compromesse.





Il siluro nucleare a guida autonoma Poseidon (2M39, nome in codice NATO Kanyon) è un'arma strategica progettata per minacciare città costiere e obiettivi strategici. 

E’ possibile che tale arma possa essere utilizzata anche per attaccare obiettivi tattici, inclusi i gruppi da battaglia delle portaerei.
Alla fine di ottobre 2025, la Russia ha annunciato i test del veicolo sottomarino senza equipaggio a propulsione nucleare Poseidon, presentato come un sistema in grado di colpire obiettivi a distanze praticamente illimitate.
Secondo quanto riferito da funzionari russi, i test si sono svolti il 28 ottobre 2025. Dopo il lancio da un sottomarino, il prototipo avrebbe utilizzato per la prima volta l’apparato motore nucleare di bordo per percorrere una rotta sottomarina prestabilita. Si ritiene che il sistema sia in grado di trasportare carichi utili sia convenzionali che nucleari, con la propulsione nucleare che garantirebbe un'autonomia pressoché illimitata.










IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, NavalNews, Militarnyl, HI SUTTON, WIKIPEDIA, You Tube)

























 

US AIR FORCE 2026 - 2030: i bombardieri strategici B-2 Spirit e B-1B Lancer hanno di recente ricevuto una proroga ufficiale per la loro permanenza in servizio mediante uno stanziamento di circa 1,7 miliardi di $ allo scopo di mantenerli operativi fino alla fine degli anni 2030.












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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.









I bombardieri strategici B-2 Spirit e B-1B Lancer hanno di recente ricevuto una proroga ufficiale per la loro permanenza in servizio: l'Aeronautica militare statunitense intende infatti investire circa 1,7 miliardi di dollari per mantenerli operativi fino alla fine degli anni 2030. 
Si prevede che i nuovi B-21 Raider stealth entreranno in servizio già nel 2027, ma ci vorrà ancora del tempo prima che ci siano abbastanza Raider in servizio per sostituire le flotte di B-2 Spirit e B-1B Lancer che avrebbero dovuto essere ritirate all'inizio degli anni 2030.
La flotta più piccola di B-2 Lancer, composta da 19 velivoli, si appresta a subire importanti aggiornamenti, con un totale di 1,35 miliardi di dollari stanziati per la fase di ammodernamento tecnologico dei B-2 Spirit nei prossimi cinque anni. Questa cifra corrisponde a oltre 71 milioni di $ per ogni bombardiere stealth di vecchia generazione.
È molto probabile che l'USAF ottenga un ottimo ritorno dall'investimento: questi aggiornamenti dei B-2 saranno certamente basati sui sistemi già sviluppati e impiegati per il ben più moderno programma B-21 Raider. Ciò consentirà di trasformare i B-2 in una sorta di piattaforma di transizione tra i bombardieri stealth che conosciamo oggi e le capacità che ci aspettiamo nel prossimo futuro. 

L'USAF non rivela più quando questi bombardieri andranno in pensione. 

I funzionari governativi e gli alti vertici militari si limitano ad affermare che lo Spirit rimarrà in servizio "finché sarà necessario". Mantenere in servizio i 19 bombardieri stealth ad alto carico utile conferirà agli Stati Uniti una maggiore capacità strategica.
D'altro canto, l'Aeronautica militare statunitense intende investire circa 342 milioni di $ per ammodernare 45 B-1B Lancer e per prolungarne la vita operativa fino al 2037; tale importo si traduce in circa 7,6 milioni di $ di miglioramenti per ciascun velivolo.

Il B-1B Lancer è l'unico bombardiere in servizio negli Stati Uniti in grado di superare la barriera del suono.

Con una velocità massima di Mach 1.2 al livello del mare e la capacità di trasportare ben 75.000 libbre di armamenti, il "Bone", come viene affettuosamente chiamato il bombardiere, si è fatto un nome durante la Guerra al Terrore svolgendo – sorprendentemente – la missione di supporto aereo ravvicinato.
Il bombardiere può trasportare 84 bombe JDAM da 500 libbre e la sua combinazione di alta velocità e un'autonomia senza rifornimento di 5.900 miglia lo rendeva particolarmente adatto a coprire grandi distanze per raggiungere il campo di battaglia, stazionare in zona per tutto il tempo necessario e poi sfrecciare verso la missione successiva.
Un pilota di B-1B intervistato dai media qualche anno fa ha affermato di aver condotto operazioni di supporto aereo ravvicinato (CAS) su aree opposte dell'Afghanistan nella stessa sortita e in tempi brevissimi: un'impresa che quasi nessun altro aereo sarebbe in grado di compiere senza un significativo supporto di aerocisterne. 
Il B-1B, con le sue ali a geometria variabile, vola in modo molto simile ad un gigantesco caccia, il che contribuisce al suo fascino, ma gli conferisce anche una durata di vita molto più breve rispetto ad altri bombardieri come il B-52.

Volare come un B-52 sottopone la cellula a uno stress molto minore rispetto alle missioni di penetrazione ad alta velocità e bassa quota per cui il Lancer è stato progettato. 

A ciò si aggiungono anni di operazioni ad alto ritmo, svolte per un compito per cui non era stato costruito – missioni di supporto aereo ravvicinato (CAS) sul Medio Oriente – e si comprende come la flotta statunitense dei Lancer sia ormai piuttosto usurata. 
Tuttavia, le capacità uniche di questo bombardiere, rispetto agli altri velivoli strategici americani ad alto carico, lo rendono una soluzione ad alcuni problemi che la tecnologia stealth non può risolvere: come ad esempio quando è necessario coprire una vasta area con un grande carico bellico in pochissimo tempo.
Il prolungamento della vita operativa dei bombardieri B-1 Lancer e B-2 Spirit procede di pari passo con una nuova espansione della linea di produzione del B-21 Raider e con i consistenti investimenti effettuati nelle flotte di caccia, poiché l'USAF sta cercando di far fronte al problema degli aeromobili obsoleti che vengono ritirati dal servizio ad un ritmo più sostenuto rispetto alla costruzione di nuovi velivoli. 





Northrop Grumman B-21 Raider 

Il Northrop Grumman B-21 Raider è un bombardiere strategico subsonico stealth a capacità nucleare statunitense in fase di sviluppo per l'USAF da parte della Northrop Grumman.








Il B-21 dovrebbe sostituire entro il 2040 i 45 bombardieri strategici B-1 dell'aeronautica statunitense, risalenti agli anni '80, e i 19 bombardieri strategici B-2, risalenti agli anni '90. Il B-21 potrebbe anche sostituire in futuro i 72 bombardieri B-52 dell'USAF, originariamente risalenti agli anni '50 e che, a partire dal 2022, dovrebbero rimanere in servizio per molti altri decenni.  L'USAF prevede di sostituire la sua flotta di bombardieri e la maggior parte delle armi nucleari in dotazione, compresi i missili balistici intercontinentali (ICBM). L'aeronautica si sta concentrando sulle operazioni indo-pacifiche attorno al B-21. I funzionari affermano che si tratta di una piattaforma cruciale in un potenziale conflitto con la Cina, mentre il B-2 Spirit è stato sviluppato considerando un conflitto con l' Unione Sovietica. 
Il B-21 sarà assegnato al trasporto del missile da crociera nucleare aria-terra AGM-181 LRSO , della bomba planante nucleare e del distruttore di bunker nucleare B61 Mod 13.  L'LRSO sarà assegnato anche al B-52 ma non al B-2, e si prevede che abbia una gittata di almeno 1.500 miglia (2.400 km).  Il B61 Mod 12 è assegnato anche al B-2 e a una serie di caccia tra cui l'F-35, ma l'F-35 non trasporterà il Mod 13. 
Il B-21 sarà in grado di trasportare armi convenzionali, tra cui la variante a raggio esteso AGM-158 JASSM-ER, capace di almeno 620 miglia (1.000 km).





Northrop B-2 Spirit

Il Northrop B-2 Spirit è un bombardiere strategico subsonico stealth americano a capacità nucleare, spesso definito "bombardiere stealth", utilizzato esclusivamente dall'aeronautica militare degli Stati Uniti. Un'ala volante quadrimotore e un'ala lambda con un equipaggio da due a tre persone, è progettato con tecnologia stealth per penetrare sofisticate difese aeree.








Il B-2 è stato progettato da Northrop (in seguito Northrop Grumman) come contraente principale, con Boeing, Hughes Aircraft Company e Vought come principali subappaltatori. È stato prodotto dal 1988 al 2000.
Il B-2 Spirit è stato sviluppato per assumere le vitali missioni di penetrazione dell'USAF, consentendogli di viaggiare in profondità nel territorio nemico per dispiegare munizioni, che potrebbero includere armi nucleari. Il B-2 è un aereo ad ala volante, il che significa che non ha fusoliera né coda. Ha vantaggi significativi rispetto ai bombardieri precedenti grazie alla sua combinazione di tecnologie a bassa osservabilità con elevata efficienza aerodinamica e un grande carico utile. La bassa osservabilità fornisce una maggiore libertà d'azione ad alta quota, aumentando così sia la portata che il campo visivo per i sensori di bordo. L'USAF riporta la sua portata in circa 6.000 miglia nautiche (6.900 miglia; 11.000 km). All'altitudine di crociera, il B-2 si rifornisce ogni sei ore, imbarcando fino a 50 tonnellate corte (45.000 kg) di carburante alla volta. 
Lo sviluppo e la costruzione del B-2 richiesero l'uso pionieristico di tecnologie di progettazione e produzione assistite da computer a causa delle sue complesse caratteristiche di volo e dei requisiti di progettazione per mantenere una visibilità molto bassa a molteplici mezzi di rilevamento.  Il B-2 presenta una somiglianza con precedenti velivoli Northrop; lo YB-35 e lo YB-49 erano entrambi bombardieri ad ala volante che furono cancellati durante lo sviluppo all'inizio degli anni '50, presumibilmente per ragioni politiche.  La somiglianza arriva fino al punto che il B-2 e lo YB-49 hanno la stessa apertura alare.  Lo YB-49 aveva anche una piccola sezione radar equivalente. 
Circa 80 piloti pilotano il B-2. Ogni aereo ha un equipaggio di due persone, un pilota nel sedile sinistro e un comandante di missione in quello destro, e ha la possibilità di ospitare un terzo membro dell'equipaggio, se necessario.  Per confronto, il B-1B ha un equipaggio di quattro persone e il B-52 di cinque.  Il B-2 è altamente automatizzato e un membro dell'equipaggio può dormire in un letto da campo, usare la toilette o preparare un pasto caldo mentre l'altro monitora l'aereo, a differenza della maggior parte degli aerei biposto. Sono state condotte ampie ricerche sul ciclo del sonno e sulla fatica per migliorare le prestazioni dell'equipaggio durante le sortite lunghe.  L'addestramento avanzato viene condotto presso la Scuola di Armi dell'USAF. 
Il B-2 utilizza quattro motori turbofan General Electric F118, che producono 19.000 libbre di spinta ciascuno per un totale di 62.000 libbre di spinta. 
Nello scenario previsto della Guerra Fredda, il B-2 avrebbe dovuto eseguire missioni di attacco nucleare a penetrazione profonda, sfruttando le sue capacità stealth per evitare il rilevamento e l'intercettazione durante le missioni. Sono presenti due vani bombe interni in cui le munizioni sono immagazzinate su un lanciatore rotante o su due rastrelliere per bombe; il trasporto dei carichi di armi internamente comporta una minore visibilità radar rispetto al montaggio esterno delle munizioni.  Il B-2 è in grado di trasportare 40.000 libbre (18.000 kg) di armamenti. Gli armamenti nucleari includono le bombe nucleari B61 e B83; anche il missile da crociera AGM-129 ACM era destinato all'uso sulla piattaforma B-2.
Dopo lo scioglimento dell'Unione Sovietica, si decise di equipaggiare il B-2 per attacchi di precisione convenzionali, nonché per il ruolo strategico di attacco nucleare. Il B-2 è dotato di un sofisticato sistema di puntamento assistito da GPS (GATS) che utilizza il radar ad apertura sintetica APQ-181 dell'aereo per mappare i bersagli prima di sganciare bombe assistite da GPS (GAM), successivamente denominate Joint Direct Attack Munitions (JDAM). Nella configurazione originale del B-2, potevano essere impiegate fino a 16 GAM o JDAM;  un aggiornamento nel 2004 ha aumentato la capacità del vettore a 80 JDAM. 
Il B-2 può sganciare varie armi convenzionali, tra cui bombe Mark 82 e Mark 84, munizioni a effetti combinati CBU-87, mine GATOR e l' arma con spoletta a sensore CBU-97.  Nel luglio 2009, Northrop Grumman ha riferito che il B-2 era compatibile con l'equipaggiamento necessario per schierare il Massive Ordnance Penetrator (MOP) da 30.000 libbre (14.000 kg), destinato ad attaccare bunker rinforzati; fino a due MOP potevano essere equipaggiati nelle baie bombe del B-2, uno per baia, il B-2 era l'unica piattaforma compatibile con il MOP a partire dal 2012. A partire dal 2011, il missile da crociera AGM-158 JASSM era una munizione a distanza di prossima implementazione da schierare sul B-2 e altre piattaforme. A questo seguirà l' arma a lungo raggio a distanza, che potrebbe conferire al B-2 capacità nucleari a distanza per la prima volta, in una configurazione stealth.





Rockwell B-1 Lancer

Il Rockwell B-1 Lancer è un bombardiere pesante supersonico ad ala a geometria variabile utilizzato dall'aeronautica militare degli Stati Uniti. È stato soprannominato "Bone" (da "B-One"). Nel 2026, era uno dei tre tipi di bombardieri strategici dell'aeronautica militare statunitense, insieme al B-2 Spirit e al B-52 Stratofortress. Trasportava un carico utile fino a 75.000 libbre (34.000 kg). 















Il B-1 fu concepito per la prima volta negli anni '60 come un bombardiere che avrebbe combinato la velocità di Mach 2 del B-58 Hustler con l'autonomia e il carico utile del B-52, sostituendoli infine entrambi. Dopo una lunga serie di studi, la North American Rockwell (successivamente rinominata Rockwell International, divisione B-1, poi acquisita da Boeing) vinse il concorso di progettazione per quello che divenne il B-1A. I prototipi di questa versione potevano volare a Mach 2.2 ad alta quota e su lunghe distanze e a Mach 0.85 a quote molto basse. Il programma fu cancellato nel 1977 a causa degli alti costi, dell'introduzione del missile da crociera AGM-86 che volava praticamente alla stessa velocità e distanza, e dei primi lavori sul bombardiere stealth B-2.
Il programma fu riavviato nel 1981, principalmente come misura provvisoria a causa dei ritardi nel programma del bombardiere stealth B-2. Il progetto del B-1A fu modificato, riducendo la velocità massima a Mach 1,25 ad alta quota, aumentando la velocità a bassa quota a Mach 0,92, migliorando notevolmente i componenti elettronici e potenziando la cellula per trasportare più carburante e armamenti. Denominata B-1B, la nuova variante iniziò le consegne nel 1985; l'aereo entrò formalmente in servizio con lo Strategic Air Command (SAC) come bombardiere nucleare l'anno successivo. Entro il 1988, tutti i 100 velivoli erano stati consegnati.
Il B-1 ha una configurazione a fusoliera integrata, con ali a freccia variabile, quattro motori turbofan, alette di controllo triangolari e una coda cruciforme. Le ali possono variare da 15 a 67,5 gradi (da completamente in avanti a completamente inclinate). Le impostazioni delle ali a freccia in avanti vengono utilizzate per il decollo, l'atterraggio e la crociera economica ad alta quota. Le impostazioni delle ali a freccia all'indietro vengono utilizzate nel volo subsonico e supersonico ad alta quota. Le ali a freccia variabile del B-1 e il rapporto spinta-peso gli forniscono prestazioni di decollo migliorate, consentendogli di utilizzare piste più corte rispetto ai bombardieri precedenti. La lunghezza dell'aereo presentava un problema di flessione dovuto alla turbolenza dell'aria a bassa quota. Per alleviare questo problema, Rockwell incluse piccole superfici di controllo a pinna triangolari o alette vicino al muso del B-1. Il sistema di controllo della modalità strutturale del B-1 muove le alette e abbassa il timone per contrastare gli effetti della turbolenza e rendere più fluido il volo. 
A differenza del B-1A, il B-1B non può raggiungere velocità superiori a Mach 2; la sua velocità massima è Mach 1,25 (circa 825 mph o 1.325 km/h in quota), ma la sua velocità a bassa quota è aumentata a Mach 0,92 (700 mph, 1.130 km/h). La velocità dell'attuale versione del velivolo è limitata dalla necessità di evitare danni alla sua struttura e alle prese d'aria. Per contribuire a ridurre la sua sezione radar equivalente, il B-1B utilizza condotti di aspirazione dell'aria a serpentina (vedi condotto a S) e rampe di aspirazione fisse, che ne limitano la velocità rispetto al B-1A. Le alette nei condotti di aspirazione servono a deviare e schermare i segnali radar provenienti dalle pale del compressore del motore altamente riflettenti. 
Il motore del B-1A fu leggermente modificato per produrre il GE F101-102 per il B-1B, con particolare attenzione alla durata e all'aumento dell'efficienza. Il nucleo di questo motore fu successivamente utilizzato in diversi altri motori, tra cui il GE F110 utilizzato nell'F-14 Tomcat, nelle varianti F-15K/SG e nelle versioni successive del General Dynamics F-16 Fighting Falcon. È anche la base per il GE F118 senza postbruciatore utilizzato nel B-2 Spirit e nell'U-2S. Il nucleo del motore F101 è utilizzato anche nel motore civile CFM56. 
Lo sportello del carrello anteriore è la posizione per il controllo da parte dell'equipaggio di terra dell'unità di potenza ausiliaria (APU) che può essere utilizzata durante una corsa contro il tempo per avviare rapidamente l'APU. 
Il computer principale del B-1 è l' IBM AP-101, che è stato utilizzato anche sull'orbiter dello Space Shuttle e sul bombardiere B-52. Il computer è programmato con il linguaggio di programmazione JOVIAL.  L' avionica offensiva del Lancer include il Westinghouse (ora Northrop Grumman)AN/APQ-164 radar offensivo passivo a scansione elettronica con orientamento elettronico del fascio (e un'antenna fissa puntata verso il basso per ridurre l'osservabilità radar), radar ad apertura sintetica, indicazione di bersagli mobili a terra (GMTI) e modalità radar di inseguimento del terreno, navigazione Doppler, altimetro radar e una suite di navigazione inerziale. L'aggiornamento B-1B Block D ha aggiunto un ricevitore GPS (Global Positioning System) a partire dal 1995. 
L'elettronica difensiva del B-1 comprende l' apparecchiatura di allarme radar e di disturbo difensivo Eaton AN/ALQ-161A, che ha tre serie di antenne; una alla base anteriore di ciascuna ala e la terza rivolta posteriormente nel radome di coda . Sempre nel radome di coda si trova il sistema di allarme di avvicinamento missilistico AN/ALQ-153 (radar a impulsi Doppler). L'ALQ-161 è collegato a un totale di otto distributori di flare AN/ALE-49 situati nella parte superiore dietro la cabina di pilotaggio, che sono gestiti dal sistema di gestione avionica AN/ASQ-184. Ogni distributore AN/ALE-49 ha una capacità di 12 flare MJU-23A/B. Il flare MJU-23A/B è uno dei più grandi flare di contromisura a infrarossi al mondo, con un peso di oltre 3,3 libbre (1,5 kg).  Il B-1 è stato inoltre equipaggiato per trasportare il sistema di richiamo trainato ALE-50. 
Un altro fattore che contribuisce alla sopravvivenza del B-1 è la sua RCS relativamente bassa. Sebbene non sia tecnicamente un aereo stealth, grazie alla struttura del velivolo, ai condotti di aspirazione a serpentina e all'uso di materiale radar-assorbente, la sua RCS è circa 1/50 di quella del B-52 di dimensioni simili. Questa è approssimativamente 26 piedi quadrati o 2,4 m², paragonabile a quella di un piccolo aereo da caccia. 
Il B-1 detiene 61 record mondiali FAI per velocità, carico utile, distanza e tempo di salita in diverse classi di peso degli aeromobili. Nel novembre 1993, tre B-1B stabilirono un record di lunga distanza per l'aereo, che dimostrò la sua capacità di condurre missioni di lunga durata per colpire qualsiasi parte del mondo e tornare alla base senza soste.  La National Aeronautic Association ha riconosciuto il B-1B per aver completato uno dei 10 voli record più memorabili del 1994. 
Il B-1 è stato aggiornato sin dalla sua produzione, a partire dal "Conventional Mission Upgrade Program" (CMUP), che ha aggiunto una nuova interfaccia per armi intelligenti MIL-STD-1760 per consentire l'uso di armi convenzionali a guida di precisione. Il CMUP è stato realizzato attraverso una serie di aggiornamenti:
  • Il Blocco A era la versione standard del B-1B, dotata della capacità di sganciare bombe a caduta libera non di precisione.
  • Il Blocco B ha introdotto un radar ad apertura sintetica migliorato e aggiornamenti al sistema di contromisure difensive ed è stato schierato nel 1995. 
  • Il Blocco C forniva una "capacità migliorata" per il lancio di un massimo di 30 unità di bombe a grappolo (CBU) per sortita con modifiche apportate a 50 rastrelliere per bombe. 
  • Il Blocco D ha aggiunto una "capacità di precisione quasi perfetta" tramite armi e sistemi di puntamento migliorati e ha aggiunto capacità di comunicazione sicura avanzate. La prima parte dell'aggiornamento delle contromisure elettroniche ha aggiunto le munizioni Joint Direct Attack Munition (JDAM), il sistema di inganno trainato ALE-50 e le radio anti-jamming. 
  • Il Blocco E ha aggiornato i computer avionici e ha incorporato il Wind Corrected Munitions Dispenser (WCMD), l' AGM-154 Joint Standoff Weapon (JSOW) e l' AGM-158 JASSM (Joint Air to Surface Standoff Munition), migliorando sostanzialmente le capacità del bombardiere. Gli aggiornamenti sono stati completati nel settembre 2006. 
  • Il Blocco F era il Programma di Aggiornamento dei Sistemi Difensivi (DSUP) per migliorare le contromisure elettroniche e le capacità di disturbo dell'aereo, ma fu cancellato nel dicembre 2002 a causa di sforamenti di budget e ritardi. 

Nel 2007, il pod di puntamento Sniper XR è stato integrato nella flotta di B-1. Il pod è montato su un punto di fissaggio esterno nella parte inferiore dell'aereo, vicino alla stiva bombe anteriore.  In seguito a test accelerati, il pod Sniper è stato messo in servizio nell'estate del 2008. Tra le future munizioni di precisione figura la bomba a piccolo diametro.
Nell'agosto 2019, l'USAF statunitense ha presentato una modifica al B-1B per consentirgli di trasportare un maggior numero di armi, sia internamente che esternamente. Grazie alla paratia anteriore mobile, lo spazio nel vano intermedio è stato aumentato da 457 a 683 cm³. L'ampliamento del vano interno per poter utilizzare il lanciatore rotante strategico comune (CSRL), nonché l'utilizzo di sei degli otto punti di attacco esterni precedentemente non utilizzati per conformarsi al Trattato New START, aumenterebbe il carico bellico del B-1B da 24 a 40 armi. La configurazione consente inoltre di trasportare armi più pesanti, nell'ordine dei 2.300 kg, come i missili ipersonici; è prevista l'integrazione dell'AGM-183 ARRW sul bombardiere. In futuro l'HAWC potrebbe essere utilizzato dal bombardiere che, combinando il trasporto di armi sia interno che esterno, potrebbe potenzialmente portare il numero totale di armi ipersoniche a 31.







IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, SANDBOXX, WIKIPEDIA, You Tube)