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Si vis pacem, para bellum
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.
Forza marittima di autodifesa - 海上自衛隊 - romaji Kaijō Jieitai) o JMSDF
La Forza marittima di autodifesa (in Shinjitai: 海上自衛隊 - romaji Kaijō Jieitai), anche nota internazionalmente con la sigla inglese JMSDF (Japan Maritime Self-Defense Force) è la componente navale delle Forze di autodifesa nipponiche, e ha il compito della difesa delle acque territoriali e delle comunicazioni navali del Giappone. Essa è stata formata dopo la fine della seconda guerra mondiale in seguito alla dissoluzione della Marina imperiale giapponese, ed è una marina d'altura con significative capacità operative che la rendono una delle prime forze navali al mondo come tonnellaggio e tecnologia. Ha partecipato a operazioni di peacekeeping delle Nazioni Unite e a operazioni di interdizione marittima, Maritime Interdiction Operations (MIO).
Ultimamente la JMSDF sta modificando una classe di navi, ufficialmente classificate come cacciatorpediniere portaelicotteri, ma in realtà portaerei leggere da 27 000 tonnellate, conosciute originariamente come 22DDH e infine come classe Izumo, dalle quali far operare i futuri velivoli F-35 JSF.
La JMSDF ha una forza ufficiale di 46 000 uomini, con 119 navi da guerra, tra le quali 25 sottomarini, 47 cacciatorpediniere, 8 fregate, 29 unità cacciamine, 6 pattugliatori e 9 unità anfibie, per un dislocamento complessivo di 432 000 tonnellate. Il prefisso per le navi è JDS (Japanese Defense Ship) per tutte le navi entrate in servizio prima del 2008. Le navi entrate in servizio successivamente usano il prefisso JS (Japanese Ship) per riflettere l'evoluzione della Agenzia di Difesa giapponese in Ministero della Difesa.
La Marina giapponese ha anche un'aviazione di marina, chiamata Forza aerea della flotta, erede della Dai-Nippon Teikoku Kaigun Kōkū Hombu, è dotata di 200 velivoli ad ala fissa, di 150 elicotteri, questi ultimi hanno soprattutto impieghi antisommergibile e di caccia alle mine navali.
INCROCIATORI ASEV (Aegis System Equipped Vessel)
Con la definizione di nave ASEV (Aegis System Equipped Vessel) si intende un tipo di unità potentemente armata in costruzione per la Forza marittima di autodifesa giapponese. Il progetto prevede che due unità di questo tipo costituiscano una classe di navi simili a incrociatori o grossi cacciatorpediniere lanciamissili.
Il progetto nasce dall'esigenza di sostituire i due impianti missilistici Aegis Ashore ad Akita e Yamaguchi, che nel 2020 erano stati cancellati per motivi di sicurezza, e perché giudicati insufficienti per la difesa antibalistica (BMD). Nello stesso anno venne approvata la costruzione di due navi che avrebbero dovuto utilizzare le attrezzature già acquistate, come il radar AN/SPY-7 e i missili SM-3 Block IIA. Il 31 agosto 2022 fu comunicato ufficialmente che le navi erano state chiamate Aegis System Equipped Vessel (ASEV), in giapponese Aegis System tōsai kan (Nave dotata del sistema Aegis).
Le navi ASEV hanno una lunghezza di 190 metri e una larghezza di 25 metri, con un dislocamento standard di 12.000 tonnellate, che si aggira intorno a 14.000 a pieno carico. Ciò significa che sono fra le più grandi navi da guerra della loro categoria, superate da poche altre. In proposito, considerando le loro dimensioni e il dislocamento, si inseriscono fra la tipologia dell'incrociatore e quella del cacciatorpediniere, ma non hanno ricevuto però una classificazione chiara. Sembrerebbe che l'orientamento sia quello di considerarle come potenziamento estremo dei precedenti cacciatorpediniere. In effetti il design si basa molto sulle navi delle classi Atago e Maya, con la differenza principale costituita dal torrione di diverso aspetto e conformazione. Ciò trova una spiegazione nell'esigenza di montare il radar AN/SPY-7 che ha forma e dimensioni differenti. Il sistema propulsivo è simile a quello dei cacciatorpediniere della classe Maya, essendo del tipo COGLAG (COmbined Gas turbine eLectric And Gas turbine) con una potenza complessiva intorno a 100.000 hp, sfruttando insieme i motori elettrici e le turbine. La velocità sarà quindi di 30 nodi circa.
Il principale apparato sensoristico sarà il potente radar AN/SPY-7(V)1 prodotto da Lockheed Martin.
Si tratta di un radar AESA (Active Electronically Scanned Array) in banda S derivato dal precedente LRDR (Long Range Discrimination Radar), specializzato nell'intercettazione dei missili balistici. Secondo il costruttore avrebbe quintuplicato la potenza rispetto alle prime versioni del radar AN/SPY-1, arrivando a tracciare un numero di bersagli ben superiore a 500. La portata per l'intercettazione si estenderebbe da 1.475 km per i bersagli piccoli (2 metri quadrati) fino a 2.200 km per i bersagli più grandi (10 metri quadrati). Secondo Lockheed Martin però il raggio d'azione massimo del radar sarebbe addirittura di 4.828 km. Inoltre il sistema può intercettare senza difficoltà anche bersagli multipli come le testate MIRV (Multiple Independently-targetable Reentry Vehicle). La versione del sistema Aegis installato è la J7.B, variante giapponese equivalente all'Aegis Weapon System Baseline 9.C2 utilizzato dalla US Navy.
L'armamento sarà davvero consistente potendo usufruire di un lanciatore Mk 41 VLS (Vertical Launching System) composto di 128 celle per missili di vario tipo, suddiviso in due gruppi posizionati a prua e poppa. I missili impiegabili includono SM-3, SM-6, Type 07 SUM e RGM-109 Tomahawk. Inoltre si aggiungono due lanciatori quadrupli per il nuovo missile antinave e cruise Type 12 migliorato. Per il contrasto alle minacce sottomarine e di superficie sono disponibili due tubi lanciasiluri tripli Type 68 per armi da 324 mm. L'artiglieria principale è rappresentata da un cannone polivalente Mk 45 Mod 4 da 127/62 mm, mentre per la difesa di punto sono impiegati due cannoni a canne rotanti CIWS da 20 mm Vulcan Phalanx.
In data 12 marzo 2026, la statunitense Lockheed Martin ha confermato ai media la consegna al Giappone del secondo set di radar AESA AN/SPY-7(V)1 per l’incrociatore ASEV - Aegis System Equipped Vessel.
Risulterebbe già consegnato al Ministero della Difesa giapponese il secondo esemplare del radar AN/SPY-7(V)1 installato sulla nave da guerra equipaggiata con il sistema Aegis (ASEV). La consegna è stata effettuata tramite la giapponese Mitsubishi Corporation nell'ambito di un accordo di vendita commerciale diretta.
La consegna di tali avanzatissime apparecchiature per il secondo incrociatore ASEV conferma la rapidità con cui i giapponesi procedono per rafforzare le proprie difese A.B.M. con il radar SPY-7.
Nel 2025, era stata completata la prima fornitura di apparecchiature radar AN/SPY-7(V)1 per la nave ASEV dotata di sistema Aegis. Il raggiungimento di tutte le tappe fondamentali della consegna dimostra l'impegno di Lockheed Martin nel rafforzare le capacità di difesa in tutta la regione indo-pacifica, stante la continua assertività a carattere mondiale di Russia e Cina.
L'integrazione completa del sistema e il collaudo dell'intero secondo set di apparecchiature saranno effettuati prima della consegna finale delle apparecchiature in Giappone, il che riduce significativamente il rischio di integrazione e consente la messa in servizio nei tempi previsti.
Il Ministero della Difesa giapponese sta acquisendo due ASEV, entrambi destinati a entrare in servizio negli anni fiscali giapponesi 2027 e 2028.
Grazie alle sue avanzate capacità di rilevamento e tracciamento, il sistema AESA SPY-7 contrasta minacce complesse, consentendo al contempo l'ingaggio di bersagli multipli e migliorando l'efficacia delle forze navali in un contesto in continua evoluzione.
La scelta del radar allo stato solido di Lockheed Martin da parte sia degli Stati Uniti che di numerosi alleati internazionali dimostra le capacità di livello mondiale e la maturità di questo sistema radar imbarcato.
L’incrociatore lanciamissili stealth ASEV giapponese è da tempo in fase avanzata di sviluppo. Questa unità specializzata nella difesa contro i missili balistici (BMD) è più grande di qualsiasi altro DDG al mondo, ad eccezione dell'esclusiva classe Zumwalt della Marina statunitense; di fatto, a parere dello scrivente, è un incrociatore che sta rivelando dettagli interessanti sulla configurazione della Forza di Autodifesa Marittima Giapponese (JMSDF). L’unità avrebbe sulla carta capacità e dimensioni che sembrano superare quelle dell'incrociatore cinese classe Renhai (Tipo 055) da 180 metri, ed è destinato a diventare un simbolo di orgoglio per la Forza di Autodifesa Marittima Giapponese (JMSDF).
Secondo fonti ufficiali, l’ASEV:
- misurerà 190 metri di lunghezza,
- 25 metri di larghezza,
- avrà un dislocamento standard di 12.000 tonnellate (il dislocamento a pieno carico potrebbe superare le 14.000 tonn).
Per confronto, il più recente cacciatorpediniere di classe Maya della Marina giapponese ha un dislocamento standard di 8.200 tonnellate. L'ASEV è anche circa due volte più pesante del più recente DDG classe Arleigh Burke Flight III della US NAVY.
Sembrerebbe la prima volta che una nave da guerra giapponese dotata di sistema AEGIS presenta pannelli radar montati sopra il ponte di comando: una configurazione simile a quella dei DDG spagnoli classe Álvaro de Bazán (F100) e della Australiana classe Hobart. Inoltre, a differenza del sistema radar AN/SPY-1 installato sugli 8 DDG giapponesi già dotati di sistema AEGIS (classi Kongō, Atago e Maya), questa unità sarà equipaggiata con il più avanzato radar multifunzione AN/SPY-7 AESA, che sarà in dotazione anche i DDG canadesi classe River e alle fregate spagnole F-110.
La nave sarà equipaggiata con tre illuminatori radar AN/SPG-62 in banda X, che designano i bersagli per l'intercettazione finale da parte di missili antiaerei che utilizzano principalmente la guida radar semiattiva.
L’albero principale ospita anche il radar AN/SPQ-9B, in grado di effettuare scansioni a lungo raggio rilevando e tracciando automaticamente missili da crociera antinave a bassa quota, minacce di superficie, nonché velivoli a bassa velocità, UAV ed elicotteri. Come numerose unità della US NAVY, l’ASEV presenta i moduli AN/SLQ-32(V)6 Block 2 del Surface Electronic Warfare Improvement Program (SEWIP) (e il radome dell'antenna radar HGHS Block 1B3 del SEWIP sull’albero); di fatto sarebbe la prima vendita EXPORT del sistema di guerra elettronica ECM-ESM imbarcato più avanzato al mondo, che migliora ulteriormente le capacità difensive della nave. Sui modelli esposti al pubblico sono visibili anche un sonar a scafo.
ARMAMENTO
Per la prima volta su di una unità navale AEGIS giapponese, il sistema di lancio verticale (VLS) di prua avrà lo stesso numero di celle del VLS di poppa: 64 celle (8×8) a prua e 64 celle (8×8) a poppa, per un totale di 128 celle, che potranno lanciare i missili terra-aria SM-3 e SM-6, nonché il futuro Glide Phase Interceptor (GPI) per contrastare i missili da crociera e le minacce avanzate come le armi ipersoniche; le navi avranno in dotazione anche missili cruise indigeni e i classici Tomahawk per attacchi a lungo raggio contro obiettivi terrestri al di fuori del raggio d'azione del nemico nelle operazioni di difesa delle isole prospicienti il Mar Cinese Meridionale. Con 128 celle, la classe ASEV giapponese si unisce alla classe Sejong the Great coreana come nave che imbarca il maggior numero di celle VLS al mondo, superando l'incrociatore cinese Type 055 di 16 celle e i più recenti DDG MAYA.
Un'altra caratteristica degna di nota è la presenza di due piccole torrette anti drone a centro nave, probabilmente simili al sistema d'arma Mk46 da 30 mm. Queste torrette potrebbero anche indicare l'installazione di un sistema d'arma a controllo remoto (RWS) non specificato, una novità per una unità giapponese.
Inoltre, 2 lanciatori quadrupli per i missili antinave Type 12 situati tra i fumaioli sono parzialmente racchiusi da strutture laterali, lasciando esposta solo la parte superiore per il lancio allo scopo di ridurre la RCS della nave.
Il resto dell'armamento principale della nave segue la configurazione standard delle navi giapponesi, incluso il cannone navale Mk45 Mod4 da 127/62 a prua e due sistemi CIWS Phalanx Block 1B (presto sostituiti da armi LASER), posizionati a prua del ponte di comando e sopra l'hangar per elicotteri a poppa. È evidente come i giapponesi si affidino ai sistemi CIWS Phalanx anche sulle loro navi da guerra più recenti, invece dei sistemi RAM o SeaRAM.
Non sono visibili portelli per i lanciatori di siluri.
L'hangar sarà in grado di ospitare 2 elicotteri SH-60.
ASEV IN SOSTOTUZIONE AEGIS ASHORE
Già nel dicembre 2020, i vertici giapponesi decisero di introdurre due unità ASEV in alternativa ai 2 sistemi di difesa missilistica balistica terrestri Aegis Ashore, il cui progetto era stato cancellato nel giugno 2020 durante l'amministrazione di Shinzo Abe per il fondato timore che i componenti dei missili intercettori potessero cadere e colpire aree densamente popolate del Giappone (Vgs. Attacchi in corso in Israele e Mar Rosso).
Come già evidenziato, gli ASEV sono progettati per difendere il Giappone dalla minaccia di attacchi missilistici balistici, principalmente da parte della Corea del Nord. Studi recenti confermerebbero che per intercettare missili balistici lanciati con traiettoria alta, sono necessari gli ASEV, che possiedono capacità di intercettazione estremamente elevate.
La Forza di autodifesa marittima giapponese (JMSDF) dovrebbe ricevere il primo incrociatore lanciamissili ASEV entro il 2027, mentre il secondo nel 2028.
Il Ministero della Difesa stima che il costo di acquisizione di due ASEV sarà di 783,9 miliardi di yen (5,23 miliardi di dollari), ovvero circa 392 miliardi di yen (2,62 miliardi di dollari) per unità. Si tratta di un costo circa 1,6 volte superiore ai circa 240 miliardi di yen (1,6 miliardi di dollari) per unità previsti dal Ministero della Difesa quando decise di introdurli nel 2020. Il Ministero della Difesa attribuisce questo aumento di prezzo agli effetti della debolezza dello yen e all'aumento dei prezzi.
Il prezzo pagato per l'acquisizione delle 2 antenne radar AN/SPY-7(V)1 ammonta a circa 35 miliardi di yen (2,34 miliardi di dollari), mentre quello per il sistema Aegis è di circa 138,2 miliardi di yen (923 milioni di dollari).
La Marina giapponese sottolinea che il radar SPY-7, che verrà installato su due ASEV, ha una capacità di tracciamento cinque volte superiore rispetto a quella dell'attuale radar SPY-1 ed è in grado di intercettare non solo missili balistici con traiettorie alte, ma anche più missili balistici lanciati simultaneamente.
Come sopra detto, si prevede di equipaggiare le ASEV con il sistema missilistico imbarcato anti-nave e contro-costa Type 12 SSM aggiornato, con il missile da crociera Tomahawk e a breve con un sistema laser ad alta potenza, la cui installazione è prevista dopo il 2032.
In seguito si prevede anche di installare il Glide Phase Interceptor (GPI), un sistema di difesa missilistica di nuova generazione, specificamente progettato per abbattere missili ipersonici, sia sulle due ASEV ed anche su tutti i DDG Aegis della Forza di autodifesa marittima giapponese.
IL NOSTRO PENSIERO
Si vis pacem, para bellum (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.
Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia.
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà: altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE".
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.
(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, NAVALNEWS, WIKIPEDIA, You Tube)


















































