venerdì 6 febbraio 2026

EUROFIGHTER TYPHOON: le società Eurofighter Jagdflugzeug GmbH e NETMA (NATO Eurofighter and Tornado Management Agency) hanno iniziato lo sviluppo, il collaudo e la certificazione dell'Aerodynamic Modification Kit (AMK) per le nuove versioni aggiornate dell’Eurofighter Typhoon.











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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.










Eurofighter Jagdflugzeug GmbH e NATO Eurofighter and Tornado Management Agency hanno firmato un contratto che consente lo sviluppo, il collaudo e la certificazione dell'Aerodynamic Modification Kit (AMK) per l'Eurofighter Typhoon.
L'aggiornamento dell'Air Defense Computing (AMK) consentirà una più rapida integrazione di nuove armi e la certificazione di nuovi sistemi bellici esterni, inclusi i futuri missili antiradar in grado di sopprimere e distruggere i radar della difesa aerea ostili. 
Il governo tedesco ha approvato un primo stanziamento di 25 milioni di € per l’aggiornamento AMK alla fine del 2025. Questi aggiornamenti tecnologici comportano anche modifiche ai sistemi di controllo di volo e avionici dell’EF-2000 Typhoon.
Nuove capacità aggiuntive, come armi aria-terra e missili aria-aria allo stato dell’arte, saranno integrate nella variante AMK per i clienti che opteranno per tale soluzione. Le integrazioni future includeranno, tra le altre cose, l'ultima versione di missili cruise stealth stand-off.
L’aggiornamento di che trattasi aprirà ad ulteriori miglioramenti delle prestazioni di combattimento aereo del caccia, in particolare attraverso una migliore acquisizione del bersaglio e capacità di combattimento ravvicinato, attraverso estensioni ai montanti della fusoliera e ai flaperons, con un conseguente notevole aumento della portanza massima alare.
Lo sviluppo e la produzione dell'AMK, realizzati dalle aziende partner di Eurofighter Airbus, BAE Systems e Leonardo, rafforzeranno ulteriormente le competenze tecnologiche dell'industria aerospaziale europea e dimostreranno la proficua collaborazione nello sviluppo e nella qualificazione di moderni veicoli da combattimento. 
Il Direttore Generale di NETMA, ha dichiarato che la firma del contratto AMK rappresenta un risultato significativo per il programma Eurofighter, in quanto consentirà una più rapida integrazione degli armamenti, la certificazione per carichi utili più pesanti e una serie di altri miglioramenti.






L'Eurofighter Typhoon, il cui prototipo era designato EFA (European Fighter Aircraft), è un aeromobile militare multiruolo (Swing Role) di quarta generazione avanzata, bimotore, con ruolo primario di caccia intercettore e per la superiorità aerea.

Progettazione e produzione del Typhoon appartengono ad un consorzio di tre società: 
  • Alenia Aermacchi (confluita in Leonardo, nuovo nome di Finmeccanica dal 2017), 
  • Airbus Group 
  • e BAE Systems, attraverso una holding comune, Eurofighter GmbH, costituita nel 1986. 

Il progetto è gestito dalla NETMA (NATO Eurofighter and Tornado Management Agency), che agisce anche come primo cliente.
L'Eurofighter Typhoon è un velivolo estremamente agile, progettato per un combattimento aria-aria estremamente efficace contro altri aeromobili, ed è stato descritto come secondo solo all’F-22 Raptor e all’F-35 Lightning II, tutti e due statunitensi e di quinta generazione anche se il Raptor e l'F-35 costano molto di più.  
Dopo l’iniziale messa a punto, i velivoli prodotti hanno beneficiato di diverse migliorie, come attrezzature atte a intraprendere missioni di attacco aria-superficie e la compatibilità con un numero altrettanto crescente di diversi armamenti ed equipaggiamenti, tra cui il missile da crociera SCALP e il Brimstone della RAF. L'aereo ha visto il suo esordio in combattimento durante l'intervento militare in Libia del 2011 con la Royal Air Force e l'Aeronautica Militare italiana, eseguendo missioni di ricognizione e bombardamento a terra. Il Typhoon ha anche assunto la responsabilità primaria per le funzioni di difesa aerea per la maggior parte delle nazioni coinvolte nel progetto.





EVOLUZIONE AERODINAMICA E TECNOLOGICA

Come già detto, l’aggiornamento aerodinamico AMK consentirà un'integrazione più rapida di nuove armi e la certificazione di nuovi carichi esterni, tra cui i futuri missili antiradar, che consentiranno la soppressione e la distruzione dei radar di difesa aerea nemici.
Ulteriori funzionalità, come armi aria-terra e missili aria-aria all'avanguardia, saranno integrate nella variante AMK per il cliente principale. Le integrazioni future apriranno inoltre la strada ad un ulteriore miglioramento delle prestazioni di combattimento aereo del caccia, in particolare attraverso una migliore acquisizione del bersaglio e migliori capacità di combattimento ravvicinato dovute all'estensione delle alette di fusoliera, dei flaperons e della radice del bordo d'attacco, con un conseguente notevole aumento della portanza massima alare.
Lo sviluppo e la produzione dell’AMK dimostrando ancor più una cooperazione di successo nello sviluppo e nella qualificazione di moderni sistemi aerei da combattimento. 
La firma del contratto AMK fornirà un enorme impulso alle nostre Forze aeree durante le loro missioni, migliorando significativamente l'integrazione delle configurazioni aria-superficie e offrendo una maggiore flessibilità nel trasporto di carichi, supportando al contempo le prestazioni di volo.
Con tali migliorie, l’Eurofighter Typhoon continuerà ad essere la spina dorsale della difesa aerea europea fino al 2060 e i miglioramenti delle capacità, come l'AMK, garantiranno che la piattaforma sia operativamente efficace per svolgere tale ruolo.
Secondo Eurofighter, l'AMK consentirà anche di migliorare le prestazioni di combattimento aereo del velivolo.

Come già sopra evidenziato, Eurofighter e NETMA hanno di recente annunciato la firma di un contratto per lo sviluppo, i test e la certificazione dell'Aerodynamic Modification Kit (AMK) da installare sul Typhoon. Il nuovo contratto segna una rinascita per l'AMK, che aveva già completato una campagna di test di volo nel 2015.

Lo sviluppo dell'AMK ha l'obiettivo di mantenere la piattaforma operativamente efficace negli scenari moderni, soprattutto perché nuove minacce proliferano e vanno in una direzione diversa rispetto a quelle per cui l'Eurofighter era stato inizialmente progettato.
Attualmente, la variante che dovrebbe ricevere armi antiradar è l'Eurofighter EK (Elektronischer Kampf/Electronic Warfare), una variante SEAD/DEAD (Suppression/Destruction of Enemy Air Defense) dedicata del velivolo europeo, in fase di sviluppo per la Luftwaffe (Aeronautica militare tedesca) e che prevede l'impiego del missile guidato antiradiazioni avanzato AGM-88E (AARGM).
La dichiarazione menziona anche un "cliente principale", senza identificarlo: "Capacità aggiuntive come armi aria-terra all'avanguardia e missili aria-aria saranno integrate per il cliente principale nella variante AMK. Le integrazioni future riguarderanno, tra le altre cose, l'ultima versione di missili stand-off". 



Questo potrebbe essere un altro riferimento alla Germania che, come parte del suo ordine Tranche 5, prevede di introdurre il Taurus NEO, l'ultima variante del Taurus KEPD 350 attualmente in fase di sviluppo.
Viene ribadito che l'AMK fornisca "un'acquisizione del bersaglio migliorata e capacità di combattimento ravvicinato migliorate", grazie alle estensioni delle fasce di fusoliera, dei flaperons e della radice del bordo d'attacco, che secondo Eurofighter determinano "un notevole aumento della portanza massima alare". In particolare, i componenti menzionati sono gli stessi modificati per la variante iniziale dell'AMK.
Lo sviluppo e la produzione dell'AMK saranno gestiti - come già evidenziato - dalle aziende partner di Eurofighter, Airbus, BAE Systems e Leonardo. Secondo il sito web dell'azienda, il kit è attualmente pianificato per far parte della Fase 4 di potenziamento (P4E) dell'Eurofighter Typhoon.
L'Aerodynamic Modification Kit (AMK) è stato inizialmente sviluppato e testato da Airbus nell'ambito di un più ampio programma Eurofighter Enhanced Manoeuvrability (EFEM). Il programma ha richiesto circa cinque anni di studi, prima di una campagna di test di volo nel 2015, che ha visto piloti provenienti da Germania, Italia e Regno Unito effettuare 36 sortite da Manching, in Germania, sull'IPA7 (Instrumented Production Aircraft 7).
Il kit includeva strakes di fusoliera modificati (passando da una forma rettangolare a una triangolare), nuove estensioni del bordo d'attacco (LERX, che collegano il bordo d'attacco più vicino alla radice con i lati delle prese d'aria dei motori) e flaperons più grandi;  l'AMK genera "una stabilità longitudinale ancora maggiore". L'obiettivo era ottenere un aumento del 25% della portanza massima creata dall'ala, con conseguenti velocità di virata più elevate, un raggio di manovra più stretto e una migliore capacità di puntamento del muso a basse velocità.
Per raggiungere questo obiettivo, il kit "rimodella" il flusso d'aria per ritardare il distacco dalla superficie del velivolo, garantendo così la controllabilità durante il volo ai margini dell'inviluppo di volo. I test di volo hanno dimostrato valori di angolo di attacco fino al 45% superiori e velocità di rollio fino al 100% superiori rispetto al velivolo standard, oltre a un aumento del peso massimo al decollo di diverse centinaia di chilogrammi.
"Questo programma ha avuto un enorme successo, con risultati davvero impressionanti, in alcuni casi persino migliori di quanto ci aspettassimo", ha dichiarato Raffaele Beltrame, pilota collaudatore dell'Eurofighter. "Abbiamo riscontrato valori di angolo d'attacco superiori di circa il 45% rispetto al velivolo standard e velocità di rollio fino al 100% superiori, il che ha portato a una maggiore agilità. Le qualità di manovrabilità sono apparse notevolmente migliorate, offrendo maggiore manovrabilità, agilità e precisione durante l'esecuzione di compiti rappresentativi delle operazioni in servizio”.


Eurofighetr Tranche 5 e P4E

L'allora cancelliere tedesco Olaf Scholz annunciò, durante l'apertura dell'ILA Berlin Air Show 2024, l'ordine dell'Eurofighter Tranche 5 entro la fine del 2025, in aggiunta ai 38 ordinati nell'ambito del  Progetto Quadriga. Scholz descrisse l'accordo come parte dell'impegno a mantenere ed espandere la capacità produttiva di armamenti, nonché a rafforzare l'impegno della Germania nei confronti della NATO.
Questo nuovo ordine è un'ulteriore prova dell'importanza dell'Eurofighter per l'aeronautica militare tedesca e del ruolo strategico che svolge nella difesa aerea e nelle capacità della NATO.







IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, HARTPUNKT, WIKIPEDIA, TheAvionist, You Tube)




















































 

giovedì 5 febbraio 2026

IRON DOME ISRAELIANA: in Israele e in Ucraina si stanno bruciando i missili più velocemente di quanto l'industria riesca a sostituirli; nasce quindi la necessità di un sistema di difesa aerea che non esaurisca mai le munizioni: l’Iron Beam o Eitan's Light ( אור איתן ) è un sistema d'arma laser ad alta energia da 100 kilowatt, presentato per la prima volta dalla Rafael Advanced Defense Systems nel 2014.











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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.








In un attacco notturno senza precedenti, il 13 aprile 2024, l'Iran ha lanciato più di 300 droni e missili contro Israele. Contemporaneamente, Hezbollah ha lanciato decine di razzi Grad contro le posizioni delle Forze di Difesa Israeliane sulle alture del Golan. Ciò che è seguito è stato un bombardamento di missili che ha incontrato un muro di resistenza.
Gli intercettori israeliani Arrow 3 colpirono missili balistici mentre erano ancora nello spazio. A quote più basse, i missili David Sling, simili ai Patriot statunitensi, ne colpirono ancora di più. Nel frattempo, navi da guerra e aerei statunitensi abbatterono alcuni aggressori. L'ultima linea di difesa era il famoso Iron Dome israeliano, cioè una rete di missili intercettori a corto raggio guidati dai radar della difesa aerea e da velivoli AEW.
Israele aveva praticamente respinto l'intero attacco, neutralizzando missili da crociera, missili balistici, razzi e droni dal cielo. E questo era stato pianificato.
Israele è una stretta striscia di terra con centri urbani densamente popolati. Questo non lascia molta profondità, quindi è fondamentale intercettare le minacce in volo.
Ma i sofisticati sistemi di difesa aerea integrati e multistrato di Israele non sono riusciti a fermare tutto. Nove missili iraniani avrebbero colpito le basi aeree di Nevatim e Ramon, e una persona sarebbe rimasta ferita dalle schegge. Le ondate di droni, missili e razzi sincronizzati per colpire simultaneamente avevano lo scopo di sovraccaricare le difese israeliane ed esaurire le scorte di intercettori. Il muro ha retto bene questa volta, ma i pianificatori israeliani sanno bene che è una questione di numeri.
Guardando sia Israele che l'Ucraina, vediamo che i difensori stanno bruciando i missili più velocemente di quanto l'industria riesca a sostituirli. 

Quindi, Israele vuole un sistema di difesa aerea che non esaurisca mai le munizioni: il laser di potenza “Iron Beam”.

Un pacchetto di aiuti statunitensi da 1,2 miliardi di dollari contribuirà a finanziare l'impiego dell’Iron Beam, l'esclusivo sistema laser ad alta potenza di Israele, progettato per abbattere missili, razzi e droni. Si tratta di una grande scommessa su di una tecnologia non ancora collaudata; il successo produrrebbe uno scudo difensivo pressoché invincibile.
Se tutto andrà secondo i piani, Iron Beam sarà una salvezza per gli israeliani, che subiscono regolarmente attacchi aerei. I soli ribelli Houthi dello Yemen hanno lanciato più di 220 droni e missili kamikaze contro Israele dallo scoppio della guerra con Hamas nell'ottobre 2023. E poi ci sono l'Iran e gli Hezbollah, ovviamente.
Con la proliferazione delle armi e l'aumento della gittata, un giorno anche gli Stati Uniti dìAmerica potrebbero trovarsi ad affrontare lo stesso problema, che i laser potrebbero risolvere alla velocità della luce.





UFFICIALMENTE CONOSCIUTO COME "SCUDO DI LUCE”

L’Iron Beam è un sistema d'arma laser ad alta energia da 100 kilowatt, presentato per la prima volta dalla Rafael Advanced Defense Systems nel 2014. Rafael è anche un appaltatore dell’Iron Dome.
L’Iron Beam non sostituirà Iron Dome, ma lo completerà. Directed Energy offrendo un modo per dare priorità agli intercettori cinetici contro le minacce per cui sono più necessari. Nello specifico, Iron Beam sarà integrato come ulteriore livello a corto raggio per distruggere minacce fino a 7 km di distanza. A differenza dei missili, Iron Beam può continuare a sparare finché ha energia.
Gran parte dell'interesse per i laser deriva dalla profondità del caricatore che offrono. Non è proprio infinita – componenti e riserve di energia non durano per sempre – ma offrono un caricatore molto più profondo rispetto alle batterie dei missili.

Un altro aspetto importante è il costo per ogni intercettazione. 

Un missile intercettore Iron Dome costa tra i 40.000 e i 50.000 dollari, secondo l'Istituto israeliano per gli studi sulla sicurezza nazionale. Mentre i missili da crociera possono arrivare a costare milioni di dollari, i droni iraniani a lungo raggio Shahed-136 sono macchine semplici e poco tecnologiche, che costano meno di 30.000 dollari l'uno. Hamas si affida principalmente ai razzi Qassam artigianali, assemblati con tubi industriali ed esplosivi improvvisati, che costano meno di 1.000 dollari ciascuno.
"Si tratta di un'equazione sui costi", afferma Mark Neice, CEO di Directed Energy Consultants, un'azienda con sede ad Albuquerque, nel New Mexico, che fornisce consulenze tecniche sui laser ad alta energia. "Il sistema attuale è efficace, ma costoso. Quando si lanciano missili da 50.000 dollari contro bersagli da 10.000 dollari, per quanto tempo si può resistere a trovarsi nella parte sbagliata della curva dei costi?"
Nel 2022, Naftali Bennett, allora Primo Ministro di Israele, affermò che Iron Beam sarebbe costato solo 2 dollari per intercettazione, respingendo qualsiasi numero di attacchi a un costo irrisorio.
Iron Beam riduce anche il rischio di danni collaterali. Le intercettazioni avvengono spesso su aree popolate e i missili intercettori supersonici Tamir dell'Iron Dome pesano 90 kg ciascuno; un guasto al motore o una mancata accensione potrebbero causare gravi danni. Ma un laser va sempre esattamente dove è puntato e non cadrà sulla Terra inaspettatamente.
L'Iron Beam è stato testato con successo nel 2022, con un dispiegamento originariamente previsto per due o tre anni dopo. Per accelerare i tempi, il presidente Biden ha approvato un pacchetto di aiuti militari da 15 miliardi di dollari per Israele ad aprile, di cui 1,2 miliardi destinati all'Iron Beam. I piani precedenti descrivevano questo finanziamento come ricerca e sviluppo, ma ora il denaro è destinato agli appalti.
Ma questo non è il primo tentativo di mettere in campo un laser difensivo. Per decenni ci sono stati ripetuti cicli di entusiasmo, o di clamore, per l'energia diretta.
Attualmente gli Stati Uniti dispongono di ben 31 programmi laser (i ricercatori del Pentagono abbattono droni con i laser dal 1973 ), ma hanno faticato a mettere in campo sistemi robusti e affidabili.

L'XN-1 LaWS ("Laser Weapon System"), installato sulla nave da guerra anfibia USS Ponce della Marina degli Stati Uniti nel 2014, fu inviato nel Golfo Persico ma non emise mai un colpo in azione. 

Un'analisi rivelò che il LaWS aveva problemi nel tracciare e distruggere bersagli di piccole dimensioni, e l'arma fu infine accantonata. L’US ARMY sta attualmente schierando laser per proteggere le truppe dai droni lanciati dagli insorti in Iraq. Ma i feedback dei soldati finora indicano significative discrepanze tra i risultati di laboratorio e di test a distanza e l'effettivo impiego tattico: non funziona come dovrebbe!
Un sistema come Iron Dome potrebbe avere successo laddove altri hanno fallito. Ora disponiamo di una convergenza di tecnologie abilitanti, tra cui la generazione e lo stoccaggio di energia, la miniaturizzazione dei componenti e, soprattutto, grandi progressi nel targeting.
Ora siamo in grado di sfruttare i laser a fibra e quelli elettrici disponibili sul mercato, sviluppati per il taglio e la saldatura. La differenza è che loro concentrano i laser su di un oggetto a pochi millimetri di distanza, mentre noi li concentriamo su qualcosa distante chilometri.
Un sistema di difesa laser rappresenterebbe una novità storica e costituirebbe il modello per i programmi laser americani. Questi potrebbero difendere basi e navi da guerra all'estero o garantire la sicurezza nazionale contro attacchi terroristici con droni.
Se Israele riuscirà a implementare Iron Beam, contribuirà a risolvere i problemi della tecnologia e a fornire una prova di fattibilità.
Israele non è tecnicamente più avanzato nel campo dei laser, ma l'impiego dell'Iron Beam fornirà dati essenziali sugli aspetti pratici del funzionamento reale, come la manutenzione, le riparazioni e la catena di approvvigionamento necessaria per mantenere i laser in funzione. A differenza di altri alleati, Israele potrebbe utilizzare il laser regolarmente.
Si potrebbe supporre che questa sia una capacità che sarebbero ansiosi di utilizzare e che condivideranno le informazioni su tale utilizzo con gli Stati Uniti.
Un programma di successo aprirebbe la strada ad aspetti non tecnici quali la formazione, la dottrina e l'integrazione con altri sistemi.
Oltre a fornire a Israele uno scudo insuperabile come l’Iron Beam potrebbe anche fornire i tasselli mancanti per un efficace sistema di difesa laser statunitense. Entrambi i paesi potrebbero quindi offrire sistemi da esportare per proteggere gli alleati.
Se Israele riuscisse a fare la cosa giusta, sarebbe una vittoria per tutti!

Iron Beam, ufficialmente Laser Dome in inglese e Eitan's Light ( אור איתן ) in ebraico, è un sistema di difesa aerea ad energia diretta sviluppato dall'appaltatore della difesa israeliano Rafael Advanced Defense Systems. 

È stato presentato al Singapore Airshow l'11 febbraio 2014. Il sistema è progettato per distruggere razzi a corto raggio, artiglieria e bombe da mortaio e si prevede che sarà dispiegato nell'ottobre 2025.  Ha una gittata fino a 10 km (6,2 miglia), integrando il sistema Iron Dome che è stato progettato per intercettare missili lanciati da una distanza maggiore. Inoltre, il sistema potrebbe anche intercettare veicoli aerei senza pilota (UAV; droni) a un costo di 3 dollari USA per intercettazione. Iron Beam costituirà il quinto elemento del sistema integrato di difesa missilistica di Israele, oltre ad Arrow 2, Arrow 3, David's Sling e Iron Dome. 
Il nome originale del sistema era "Iron Beam". Successivamente fu rinominato "Magen Or" ("Scudo di Luce"). Nel settembre 2025, fu deciso che il nome ebraico del sistema sarebbe stato "Or Eitan" ("Luce di Eitan", nella traduzione diretta "Luce Duratura") in memoria del Capitano Eitan Oster, un ufficiale e soldato combattente dell'unità di ricognizione Egoz che fu ucciso durante le manovre di terra in Libano nella guerra di Gaza. Era il figlio di Dov Oster, uno dei principali progettisti e sviluppatori del sistema.  In inglese, il sistema è ufficialmente chiamato "Laser Dome" ma comunemente mantiene il suo nome originale.
Iron Beam utilizza un laser a fibra per generare un raggio laser in grado di distruggere un bersaglio aereo. Che funzioni come sistema autonomo o con segnali esterni come parte di un sistema di difesa aerea, una minaccia viene rilevata da un sistema di sorveglianza e tracciata da piattaforme veicolari per essere attaccata.
Il problema delle armi laser è che la densità dell'aria disperde l'energia laser, con fasci più grandi che incontrano maggiori interferenze atmosferiche. La soluzione dell’Iron Beam consiste nello sparare centinaia di piccoli fasci, delle dimensioni di una moneta, contro un bersaglio, che individualmente subiscono una minore dispersione. Quando un fascio viene rilevato tramite una riflessione telescopica come se avesse colpito il bersaglio, altri fasci vengono reindirizzati verso il punto per concentrare l'energia fino alla sua distruzione. 
Una batteria Iron Beam è composta da un radar di difesa aerea, un'unità di comando e controllo (C2) e due sistemi HEL (laser ad alta energia). Inizialmente pensata per essere mobile e utilizzabile autonomamente, è stata successivamente resa non mobile per affrontare problemi di peso e disponibilità di potenza ed è stata integrata nell'Iron Dome per ridurne la complessità. È in grado di erogare 100 kW di potenza concentrati sul diametro di una moneta a una distanza di 10 km (6,2 miglia).

Light Beam

Un adattamento più piccolo chiamato Lite Beam è stato presentato nell'ottobre 2024. Può essere montato su veicoli leggeri e distruggere droni, razzi, mortai e IED. Il raggio da 10 kW ha una gittata di 2.000 m. Lite Beam è combinato con Samson 30 mm RWS per fornire molteplici opzioni di protezione della forza. 
Il 18 luglio 1996, gli Stati Uniti e Israele stipularono un accordo per la produzione di un laser tattico ad alta energia (THEL) cooperativo, denominato Advanced Concept Technology Demonstrator, che avrebbe utilizzato tecnologie laser chimiche al fluoruro di deuterio. Il THEL effettuò i test di tiro nell'anno fiscale 1998 e la capacità operativa iniziale (IOC) fu pianificata per l'anno fiscale 1999. Tuttavia, i lavori subirono notevoli ritardi. Nel 2000 e nel 2001, il THEL abbatté 28 razzi di artiglieria Katyusha e cinque proiettili di artiglieria . Il 4 novembre 2002, il THEL abbatté un proiettile di artiglieria in arrivo. Nel 2005, gli Stati Uniti e Israele decisero di annullare il THEL dopo che il budget del progetto aveva superato i 300 milioni di dollari. La decisione fu presa a causa "del suo ingombro, dei costi elevati e degli scarsi risultati previsti sul campo di battaglia".
Nel 2007, Ehud Barak chiese di riconsiderare il progetto Skyguard (la fase successiva di THEL) per combattere gli attacchi Qassam.
A partire dal 2016, l'Iron Beam era stato finanziato principalmente dal Ministero della Difesa israeliano (MoD), con Rafael che perseguiva l'aumento della portata del sistema e collaborava con altre aziende per sviluppare ulteriormente il prototipo. Nel dicembre 2022, Rafael e Lockheed Martin hanno annunciato uno sforzo congiunto per sviluppare un sistema di difesa laser basato sul progetto Iron Beam. L'obiettivo è quello di produrre un sistema composto da una coppia di laser a stato solido che, se combinati, potrebbero aumentare la potenza fino a 300 kW e utilizzare più di un raggio per attaccare simultaneamente più bersagli. 
Basato su 14 anni di ricerca e sviluppo nei laser a stato solido a partire dal 2024, il nuovo sistema Iron Beam è in fase di sviluppo da parte di Rafael (in collaborazione con Lockheed Martin per il mercato statunitense) e finanziato dal Ministero della Difesa israeliano. Il concetto di Iron Beam, come parte di una difesa multistrato, è stato annunciato al Singapore Airshow nel 2014.  Un sistema di armi laser dimostrativo era operativo entro il 2017. 
Nell'aprile 2022, il Ministero della Difesa israeliano e Rafael hanno annunciato che in una serie di esperimenti il sistema ha abbattuto con successo droni, razzi, bombe di mortaio e missili anticarro al White Sands Missile Range.  I militari hanno spinto per un dispiegamento anticipato, forse a causa delle preoccupazioni che non ci sarebbero stati sufficienti proiettili Iron Dome per combattere gli attacchi; il primo ministro Naftali Bennett ha dichiarato nel febbraio 2022 che Israele avrebbe schierato il sistema entro l'anno.  Tuttavia, nell'ottobre 2022 Rafael ha affermato che prevede che ci vorranno "da due a tre anni" per schierare operativamente l'arma da 100 kW. 
Nel maggio 2023, Rafael ha presentato il Naval Iron Beam destinato all'installazione sulle navi. Il sistema è progettato per emettere 100 kW a "diversi chilometri" per proteggere le navi da sciami di droni e missili antinave . La versione navale mantiene le stesse dimensioni esterne della torretta e può essere configurata per essere integrata nelle sovrastrutture delle navi o in moduli containerizzati da imbarcare quando necessario. Si prevede che il Naval Iron Beam sarà operativo entro quattro o cinque anni e sarà inizialmente installato sulla corvetta classe Reshef della Marina israeliana. 
Nell'ottobre 2023, il Ministero della Difesa e Rafael hanno annunciato che avrebbero schierato Iron Beam al confine meridionale con la Striscia di Gaza per testare contro i bombardamenti missilistici lanciati da Hamas durante la guerra di Gaza.
Il 28 maggio 2025, Rafael Advanced Defense Systems ha annunciato il primo utilizzo in combattimento al mondo di sistemi laser ad alta potenza per intercettare minacce aeree. Gli scontri sono avvenuti nell'ottobre 2024 durante la guerra di Gaza; 40 droni di Hezbollah sono stati intercettati. Il Ministero della Difesa ha affermato che non erano coinvolti componenti dell'Iron Beam e i media israeliani lo hanno descritto come una "versione ridotta" del sistema definitivo. Ciò ha portato a speculazioni sul fatto che al suo posto siano stati utilizzati Lite Beam o Iron Beam-M.

Dal gennaio 2026 è ufficialmente integrato nelle forze armate israeliane.

I principali vantaggi dell'utilizzo di un'arma ad energia diretta rispetto agli intercettori missilistici convenzionali sono costi per colpo inferiori, un numero illimitato di lanci, costi operativi inferiori e meno manodopera. Inoltre, non vi è alcun rischio che detriti dell'intercettore cadano sull'area protetta. Si sostiene, almeno dal 2014, che un'arma ad energia diretta potrebbe essere l'elemento mancante delle attuali strategie di difesa a più livelli di Israele.
Gli svantaggi delle armi energetiche includono la necessità che il raggio penetri l'atmosfera; nuvole, pioggia, fumo del campo di battaglia o un'elevata concentrazione di polvere di sabbia nell'aria (non insolita nelle condizioni del Medio Oriente) possono impedirne l'uso. Il raggio deve essere mantenuto sul bersaglio, che potrebbe ruotare, per diversi secondi (il "tempo di permanenza") prima che venga erogata energia sufficiente a distruggerlo o danneggiarlo gravemente. Ciò rende difficile fermare una raffica di diversi missili anche se il sistema è efficace, quindi il fuoco di raffica degli intercettori continua a essere necessario. Esiste anche la possibilità che i razzi siano rivestiti in materiale resistente al calore per resistere a un raggio di energia più a lungo. Le armi energetiche possono essere più efficaci contro i droni che volano più lentamente, con rotori relativamente delicati, flap di controllo e sistemi di guida vulnerabili ad attacchi laser più brevi, rispetto ai razzi veloci. Questa tecnologia può rivelarsi efficace anche contro i paracadutisti.
Un concetto di difesa a più livelli, che coinvolge un laser ad alta energia multi-missione e un veicolo tattico laser ad alta energia.
Il costo di ogni intercettazione è trascurabile, a differenza dei costosi intercettori missilistici: pochi dollari di costo diretto per colpo e circa 2.000 dollari per coprire tutti i costi, contro i 100.000-150.000 dollari per ogni lancio di intercettore. Tuttavia, l’installazione e l’impiego di un’arma energetica come Iron Beam è costoso; nonostante il basso costo per lancio, potrebbe non essere la difesa più conveniente.









IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, PopularMechanics, WIKIPEDIA, You Tube)