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Si vis pacem, para bellum
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.
Intermarine (gruppo IMMSI) si è aggiudicata il bando di gara della Guardia di Finanza per la costruzione di 2 unità guardacoste per un valore complessivo di 28,2 milioni di euro.
Intermarine S.p.A. di Sarzana, è una società per azioni italiana, che progetta e fabbrica imbarcazioni marittime per usi commerciali, militari e per il tempo libero.
Dal 2004 fa parte del gruppo IMMSI controllato dalla famiglia Colaninno.
Fondata nel 1970 da Rocco Canelli e già appartenuta alla Montedison, il 31 dicembre 2012 ha incorporato Rodriquez Cantieri Navali S.p.A. di Messina che nel 2010 aveva assorbito le controllate Conam (di Pozzuoli-Napoli) e Rodriquez Marine System (di Messina), diventati i marchi con cui opera sul mercato.
Intermarine gestisce cinque cantieri navali: due a Sarzana, uno a La Spezia, Messina ed a Rio de Janeiro in Brasile.
L'originario cantiere navale di Sarzana della Cantiere Intermarine è lo stabilimento principale ed è ubicato sul fiume Magra. Lo stabilimento è la sede della società Intermarine e del centro ricerca e sviluppo.
Lo stabilimento di La Spezia è dedicato all'allestimento e al completamento definitivo delle imbarcazioni costruite a Sarzana. Nel cantiere avviene il collaudo prima della consegna.
Dal 2012, in seguito alla fusione per incorporazione, Intermarine gestisce anche gli ex cantieri Rodriquez che erano quattro, di cui tre in Italia ed uno in Brasile, aperto nel 2001 a Rio de Janeiro.
I cantieri italiani hanno sede a Messina e a Sarzana, dopo che nel 2014 sono stati chiusi quelli di Pietra Ligure e Napoli.
Nel cantiere di Messina vengono costruite imbarcazioni in alluminio e acciaio, mentre in quello di Sarzana vengono costruite imbarcazioni in materiale composito.
Nel cantiere di Messina, il primo storico della Rodriquez, vengono costruite le imbarcazioni più piccole fino a 70 metri di lunghezza.
Nel cantiere di Pietra Ligure venivano realizzate le imbarcazioni più grandi di lunghezza che va da 70 a 150 metri.
Nei cantieri di Napoli (ex Conam) venivano costruiti yacht di lusso dai 14 ai 24 metri.
Il nome Intermarine è storicamente legato alla progettazione e alla costruzione di sofisticati cacciamine, navi appositamente attrezzate per la ricerca e il disinnesco delle mine navali e dal 1985 Intermarine costruisce unità di questo tipo per varie marine militari, sviluppate dal progetto delle unità della classe Lerici della Marina Militare Italiana.
Anche la US Navy è ricorsa ai cacciamine progettati da Intermarine con la costruzione delle unità della classe Osprey.
Gli altri paesi che hanno acquistato unità Intermarine sono:
- Australia, 6 battelli della classe Huon
- Malaysia, 4 battelli della classe Mahamiru
- Nigeria, 2 battelli della classe Ohuè
- Thailandia, 2 battelli della classe Lat Ya
- Finlandia, 3 battelli della classe Katanpää.
Oltre ai cacciamine Intermarine ha realizzato per la Marina Militare le unità idrografiche della classe Ninfe.
Al 31 dicembre 2015 l'attività è costituita principalmente dal contratto con la Marina Militare Italiana (per un totale di 176 milioni di euro) relativo alle attività di ammodernamento di otto cacciamine classe Gaeta, dal contratto con la Finnish Navy per la fornitura di tre unità cacciamine e relativo pacchetto logistico, dal contratto con Orizzonte Sistemi Navali per la fornitura di una Piattaforma Navigante e relativo pacchetto logistico.
Dal 2012 con l'ingresso nel gruppo dei marchi Rodriquez Cantieri Navali S.p.A., Conam e Rodriquez Marine System oltre che progettare e fabbricare imbarcazioni FRP (Fiber Reinforced Plastic) soprattutto militari, produce anche aliscafi, traghetti, imbarcazioni per la difesa, barche da diporto, e yacht di lusso.
Al 31 dicembre 2016 la società ha registrato ricavi netti per 65,7 milioni di euro, di cui la divisione Difesa rappresenta quasi il 97%. Alla stessa data i dipendenti del gruppo sono 277 mentre il portafoglio ordini complessivo ammonta a circa 314 milioni di euro, quasi interamente riferito ai contratti del business difesa.
L’azienda di che trattasi vanta una consolidata esperienza nel campo della costruzione di aliscafi, traghetti veloci (monocarena e a catamarano) in alluminio ed in acciaio, yacht in vetroresina ed alluminio nonché – tramite le competenze di Intermarine S.p.A. – navi cacciamine e pattugliatori veloci in materiale composito.
La società prende il nome dal cantiere omonimo, nato a Messina nel 1887 come un piccolo cantiere di riparazione di imbarcazioni che nel 1956 diventa il primo cantiere al mondo ad aver realizzato un’imbarcazione commerciale ad alta velocità: il primo aliscafo. Nel 1993 consegna la prima e più veloce imbarcazione da trasporto di passeggeri e mezzi con una velocità pari a 47 nodi.
Nel 1997 viene costituita Rodriquez Engineering, società che si occupa della progettazione e ricerca sia per Rodriquez che per conto terzi.
Come conseguenza dei numerosi studi portati avanti in materia di stabilizzazione e “tenuta in mare” viene costituita nel 1998 Rodriquez Marine System: la società progetta e costruisce sistemi ausiliari di bordo che comprendono sistemi di monitoraggio e controllo e sistemi idraulici e di stabilizzazione. Tali sistemi vengono sia impiegati a bordo delle navi Rodriquez, sia a bordo di yacht o navi di terze società.
All’inizio del 2002 entra a far parte del gruppo la società Conam, costituita nel 1980 a Pozzuoli (Napoli), specializzata nella produzione di imbarcazioni da diporto in vetroresina dai 14 ai 24 metri.
In accordo con questa strategia di diversificazione, Rodriquez Cantieri Navali acquisisce nel settembre 2002 la società Intermarine, con sede produttiva a Sarzana (La Spezia). Intermarine, costituita all’inizio degli anni settanta, è una società leader nella progettazione e costruzione di navi cacciamine e pattugliatori in materiale composito. Il nome Intermarine è storicamente legato alla progettazione e costruzione delle navi cacciamine che la società ha fornito a diverse Marine Militari mondiali. I motivi di questo successo risiedono nella tecnologia innovativa ed esclusiva sviluppata dalla società, una tecnologia che si è dimostrata ideale nella realizzazione degli scafi delle navi impiegate nelle manovre di sminamento.
A seguito dell’acquisizione di Intermarine e della costituzione ed acquisizione di altre società minori, il gruppo Rodriquez ha apportato significativi cambiamenti strategici anche alle propria organizzazione produttiva e commerciale. Le sinergie derivanti dall’integrazione tra le società del gruppo hanno consentito di ampliare la gamma di prodotti da offrire ai propri clienti in settori di mercato differenti (dal marittimo al militare, dal diporto ai sistemi di stabilizzazione e controllo) ed utilizzando materiali differenti (dall’alluminio all’acciaio, dalla vetroresina al materiale composito).
Dal maggio 2004 il gruppo Rodriquez fa parte del Gruppo Immsi, il quale ha sostenuto il processo di rafforzamento strategico e competitivo al fine di porre le basi per ulteriori fasi di crescita.
Nel corso del 2010 le controllate Conam S.p.A. e Rodriquez Marine System S.r.l. sono state fuse nella controllante Rodriquez Cantieri Navali S.p.A.: tale operazione ha risposto alla necessità di semplificare e snellire la catena di controllo del gruppo Rodriquez, perseguendo molteplici vantaggi in termini economici, manageriali ed organizzativi.
Con efficacia giuridica a far data dal 31 dicembre 2012, la società Rodriquez Cantieri Navali S.p.A. è stata fusa per incorporazione nella controllata Intermarine S.p.A.
Al 31 dicembre 2025 la società ha registrato ricavi netti per 86,8 milioni di euro, di cui la divisione Difesa rappresenta circa l’85 %. Alla stessa data i dipendenti del gruppo sono 247 mentre il portafoglio ordini complessivo ammonta a circa 1.200 milioni di euro, parte residua dei contratti in essere che deve essere ancora sviluppata in termini di valore di produzione.
IL SERVIZIO NAVALE DELLA GUARDIA DI FINANZA
Il Servizio navale della Guardia di Finanza è un servizio della Guardia di Finanza che ha lo scopo di contrastare il contrabbando marittimo, i traffici illeciti e garantire l'ordine e la sicurezza pubblica mediante l'esplorazione navale.
Uno dei principali obiettivi di questo comparto è il contrasto al grande traffico internazionale di droga, esercita inoltre le funzioni di polizia economica e finanziaria in mare.
È integrato nel Comando Operativo Aeronavale (COAN), con sinergia tra componente navale e componente aerea (Servizio aereo della Guardia di Finanza). Dipende dal Comando Aeronavale Centrale Roma.
Il Corpo dispone di 16 stazioni navali, 41 sezioni operative navali e 3 stazioni navali di Manovra dislocate su tutto il territorio costiero nazionale. I mezzi navali ammontano a 407 unità.
Le prime unità navali della Guardia di Finanza infatti furono, già alla fine del XIX secolo, delle torpediniere classe ‘'Euterpe'’, (classificate come torpediniere costiere di IV classe) acquistate dalla Regia Marina dai cantieri Thrnycroft di Londra nel 1883, e cedute al corpo per la vigilanza doganale.
Alla fine della prima guerra mondiale fu costituita la ‘'Flottiglia Costiera” di Trieste, mentre nel 1926 fu costituita la scuola navale a Pola, nel 1948 trasferita a Gaeta.
Dalla seconda metà degli anni 50, si intensificò la vigilanza in mare operata con l'utilizzo di unità similari a quelle contrabbandiere, e quindi sempre più potenti e veloci, da quel momento integrata dalla vigilanza aerea. In soli 5 anni, tra il 1969 e il 1973, la Guardia di Finanza sequestrò complessivamente 81 navi, 42 motopescherecci, 51 motobarche e ben 150 motoscafi di contrabbandieri.
Nel 2001 è stato istituito, con i nuovi compiti della Guardia di Finanza, il Comando operativo Aeronavale del Corpo, e nel 2006 il servizio è stato suddiviso in due componenti operative: quella alturiera (forza di proiezione) e quella costiera/regionale.
La Scuola Nautica di Gaeta, provvede alla formazione degli allievi finanzieri destinati al contingente mare, nonché all’aggiornamento ed alla specializzazione di ufficiali, ispettori, sovrintendenti e finanzieri impiegati nel servizio navale. Il Centro navale di Formia assolve le funzioni di supporto tecnico, logistico e amministrativo riferite al comparto navale. Il servizio navale ha anche una componente subacquea, addestrata al COMSUBIN, e dipendente dalle stazioni navali. Il Corpo ha aderito al Forum delle funzioni europee di guardia costiera (European Coast Guard Function Forum – ECGFF), un’associazione che riunisce i responsabili dei servizi di guardia costiera ed equiparati dei Paesi membri dell’Unione Europea e del Trattato di Schengen.
Alla fine del 2016 ha assorbito il Servizio navale dell'Arma dei Carabinieri, il Servizio nautico del Corpo forestale dello Stato e le squadre nautiche della Polizia.
Ha la funzione di contrasto al contrabbando, del traffico di stupefacenti, dell'immigrazione clandestina mediante l'esplorazione navale. Il D. Lgs 68/2001 ha attribuito la funzione di esercitare in mare, in via esclusiva, le funzioni di polizia economica e finanziaria, nonché l’attività di contrasto ai traffici illeciti. Svolge inoltre attività di controllo del territorio, del mare e della portualità e di pattugliamento marittimo. In ambito della difesa, concorre all’allarme e al primo intervento alle frontiere marittime, alla vigilanza e alla difesa costiera, a terra ed in mare, e al controllo del traffico mercantile.
Con il decreto legislativo n. 177/2016 entrato in vigore il 13 settembre 2016 vengono soppresse le squadre nautiche della Polizia di Stato, i siti navali dell'Arma dei carabinieri e del Corpo forestale dello Stato e, a far data dal 1º gennaio 2017, i relativi mezzi trasferiti alla Guardia di finanza a cui viene demandata tutta la sicurezza in mare.
Il personale è quello del cosiddetto ramo mare delle Fiamme gialle, che inquadra il personale specializzato prevalentemente impiegato nel Servizio navale. Questa ripartizione, che si realizza in due percorsi professionali diversi (terra e mare), seppure paralleli, a partire dall'arruolamento, e ha una sua ragion d'essere nella storia del Corpo.
COMPONENTE SUBACQUEA DEL CORPO
Il Comando Generale della Guardia di Finanza stabilisce le modalità per la designazione del personale da avviare al conseguimento del brevetto subacqueo.
Gli aspiranti, militari volontari del contingente ordinario (non specializzati) e del contingente di mare di età non superiore a 32 anni alla data di inizio corso, sono ammessi alla frequenza dell’attività addestrativa, previo accertamento del possesso dell’idoneità psicofisica, da verificarsi presso le strutture sanitarie della Marina Militare cui fa seguito un’attività di preselezione, normalmente svolta presso la Scuola Nautica di Gaeta.
I militari giudicati idonei e collocati in graduatoria utile alla fine della fase di preselezione, per l’attività di formazione, sono inviati presso il Comando Raggruppamento Subacquei ed Incursori della Marina Militare “Teseo Tesei” (COMSUBIN), ove conseguono il relativo brevetto.
I Sommozzatori, organicamente dipendenti dalle Stazioni Navali, dislocate su tutto il territorio nazionale, svolgono compiti di: polizia economico e finanziaria, polizia giudiziaria e di ordine e sicurezza pubblica, polizia militare, di sicurezza e polizia giudiziaria, concorso alla difesa militare, collaborazione con altri organi ed enti nazionali e collaborazione ad operazioni internazionali.
La componente subacquea della Guardia di Finanza collabora, nel rispetto dei prescritti requisiti di sicurezza, con le altre Forze Armate e di Polizia nonché con gli organi ed enti di protezione civile ai fini di ricerca e di salvataggio della vita umana in mare, nei fiumi e nelle altre acque interne.
Inoltre, attesa la necessità di garantire l'opera di assistenza a supporto delle unità navali del Corpo, i Nuclei Sommozzatori svolgono anche compiti di manutenzione e controllo quali: la sistemazione degli ormeggi, ovvero il controllo, la manutenzione, il ripristino dell’efficienza mediante relativa posa in opera di corpi morti e catenari. Inoltre eseguono lavori sulle unità navali del Corpo, quali lavori di ricognizione all’opera viva (la parte immersa dello scafo), lavori su eliche, assi, timoni,
I NUOVI GUARDACOSTE PER IL “LAW ENFORCEMENT” DELLA GUARDIA DI FINANZA
Le nuove unità, che saranno realizzate a Messina, sono destinate a rinforzare le importantissime attribuzioni di polizia del mare e di “law enforcement” della Guardia di Finanza italiana. Il contratto prevede l’avvio immediato della costruzione delle prime 2 unità della classe e l’opzione per ulteriori 15 unità unitamente al relativo supporto logistico, per un potenziale della commessa di oltre 288 milioni di € per 17 unità totali.
E’ notorio che la commessa potrebbe crescere ancora, in quanto la GdF è solita disporre di guardacoste molto numerosi acquistati in modalità prolungata.
Le nuove unità navali, progettate per ridurre al minimo l’impatto ecologico in mare, saranno dotate di uno scafo con eccellenti prestazioni di tenuta al mare, unitamente ad una motorizzazione ibrida a basso consumo che abbatterà in modo significativo le emissioni.
Con le nuove unità Guardacoste per il “LAW ENFORCEMENT”, il Servizio Navale della Guardia di Finanza rinnova una classe navale indispensabile per il contrasto all’illegalità nelle nostre acque territoriali con una capacità di intervento sempre più tempestiva.
Le soluzioni tecnologiche adottate sulle nuove unità includeranno sistemi e componenti di ultima generazione. Per Intermarine, l’attenzione ai consumi e alle emissioni rappresenta un elemento cardine nella progettazione di imbarcazioni innovative, capaci di coniugare prestazioni elevate e sostenibilità ambientale.
IL NOSTRO PENSIERO
Si vis pacem, para bellum (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.
Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia.
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà: altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE".
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: SEMPRE!
Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.
(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, RID, LaRepubblica, GdF, WIKIPEDIA, You Tube)
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