lunedì 25 maggio 2026

Luftwaffe (Bundeswehr): grazie al radar avanzato ECRS Mk 1 Step 0 (in pratica, un Mk 0 con una nuova antenna) e ad altri miglioramenti, l'Eurofighter Tranche 4 sta assumendo un ruolo sempre più centrale nei piani di potenza aerea di Berlino.










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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.












Luftwaffe (Bundeswehr)

E’ l'attuale aeronautica militare della Repubblica Federale Tedesca e parte integrante della Bundeswehr, le forze armate tedesche.


Dopo la seconda guerra mondiale, l'aviazione civile tedesca venne severamente ridotta, e quella militare fu completamente vietata fino all'ingresso della Germania Ovest nella NATO, negli anni cinquanta. Nel corso dei decenni seguenti, la Luftwaffe venne equipaggiata principalmente con aerei statunitensi fabbricati in Germania su licenza. Durante gli anni sessanta la crisi degli Starfighter fu un grosso problema per la politica tedesca, in quanto molti caccia Lockheed Corporation F-104 si schiantarono dopo essere stati modificati per adattarsi alle esigenze della Luftwaffe.




L'Eurofighter Typhoon, il cui prototipo era designato EFA (European Fighter Aircraft), è un aeromobile militare multiruolo (Swing Role) di quarta generazione avanzata, bimotore, con ruolo primario di caccia intercettore e velivolo per la superiorità aerea.

Progettazione e produzione del Typhoon fanno carico ad un consorzio di tre società, Alenia Aermacchi (confluita in Leonardo, nuovo nome di Finmeccanica dal 2017), Airbus Group e BAE Systems, attraverso una holding comune, Eurofighter GmbH, costituita nel 1986. Il progetto è gestito dalla NETMA (NATO Eurofighter and Tornado Management Agency), che agisce anche come primo cliente.
L'Eurofighter Typhoon è un velivolo estremamente agile, progettato per un combattimento aria-aria estremamente efficace contro altri aeromobili, ed è stato descritto come secondo solo all'F-22 Raptor e all'F-35 Lightning II, tutti e due statunitensi e di quinta generazione anche se il Raptor e l’F-35 sono stealth e costano molto di più. 
In seguito, i velivoli prodotti hanno beneficiato di diverse migliorie, come attrezzature atte a intraprendere missioni di attacco aria-superficie e la compatibilità con un numero altrettanto crescente di diversi armamenti ed equipaggiamenti, tra cui il missile da crociera SCALP e il Brimstone della RAF. L'aereo ha visto il suo esordio in combattimento durante l'intervento militare in Libia del 2011 con la Royal Air Force e l'Aeronautica Militare italiana, eseguendo missioni di ricognizione e bombardamento a terra. Il Typhoon ha anche assunto la responsabilità primaria per le funzioni di difesa aerea per la maggior parte delle nazioni coinvolte nel progetto.

2003 - Tranche 1

Gli aerei della Tranche 1 sono entrati in produzione nel 2003 e fornirono le capacità iniziali dei Typhoon. Dall'inizio del 2012 tutte le macchine Tranche 1 sono state aggiornate allo standard Block 5.
  • Block 1: capacità operativa iniziale (IOC) e capacità di difesa aerea;
  • Block 2: introduzione del DASS limitatamente a chaff e flare, del PIRATE limitatamente a FLIR e del Direct Voice Input;
  • Block 2B: DASS completamente integrato, aggiornamento del software del Dìgital Flight Control System, introduzione del MIDS; raggiunta piena capacità operativa aria-aria;
  • Block 5: PIRATE completamente integrato, aggiornamento del software del Dìgital Flight Control System, Ground Proximity Warning System completamente operativo; introdotte armi aria-superficie e cannone adattato anche al combattimento al suolo.

2008 - Tranche 2

I velivoli Tranche 2 sono stati consegnati dall'ottobre 2008 e hanno ampliato le capacità di base del combattimento aria-aria e aria-superficie. Un primo miglioramento denominato P1E (Phase 1 Enhancement), disponibile dal 2013, implementa la completa capacità operativa aria-superficie includendo pod laser, integrazione di bombe guidate, nuovo sistema IFF e presenta un miglioramento al DVI; il progetto è stato diviso in due fasi, P1EA e P1EB.
  • Block 8: nuovi computer conformi allo standard STANAG 4626;
  • Block 10: corrisponde alla fase A del P1E e comprende un aggiornamento del software IFF e del MIDS, la localizzazione di bersagli terrestri sull'HMSS, che può anche indirizzare il pod laser;
  • Block 15: corrisponde alla fase B; il database del DASS è stato ampliato, il DVI migliorato così come il sistema di puntamento per le bombe guidate.

2009/2013 - Tranche 3/3A

Il 31 luglio 2009 è stato firmato il contratto per la produzione di 112 esemplari Tranche 3A e 241 EJ200. La commessa iniziale era per 236 aerei, ma a causa di disaccordi tra i partner venne divisa in due Tranche, denominate Tranche 3A e Tranche 3B, rispettivamente da 112 e 124 esemplari. Il contratto per la Tranche 3B non è mai stato firmato. Nel 2013 è stato firmato il contratto per il P2E, suddiviso anch'esso in due fasi (P2EA e P2EB).
Block 20: possibilità di installare due serbatoi conformi (CFT);
Block 25: corrispondenti alla fase A del P2E, introduzione dei missili Meteor, SCALP e KEPD 350, possibilità di installare il CAPTOR-E;
Block 30: corrisponde alla fase B, mai realizzata: prevedeva un focus su operazioni antinave, ricognizione e SEAD.

2020 - Tranche 4

La Tranche 4 è il penultimo standard concepito, essendo stato ordinato per la prima volta dalla Germania nel 2020. Secondo fonti di Airbus, l'Eurofighter Tranche 4 è il più moderno aereo europeo da combattimento con una vita operativa prevista oltre il 2060.

2025 - Tranche 5

La Germania ha ordinato un lotto di 20 Eurofighter della Tranche 5, per i quali ha firmato un contratto alla fine dello scorso anno.






Il nuovo Eurofighter Tranche 4 per la Germania. 

La presentazione del velivolo giunge in un momento in cui il caccia multiruolo paneuropeo sta godendo di un rinnovato slancio, rafforzato da aggiornamenti che includono radar avanzati AESA e nuovi armamenti. Allo stesso tempo, l'importanza dell'Eurofighter per la Germania, in particolare, sta crescendo a causa dei crescenti interrogativi sul futuro del programma Future Combat Air System  (FCAS) di sesta generazione, il cui fulcro dovrebbe essere il New Generation Fighter (NGF) con equipaggio. 
Il primo Eurofighter tedesco di quarta generazione (Tranche 4) ad essere mostrato al pubblico è stato presentato oggi presso lo stabilimento di Airbus Defence & Space a Manching, vicino a Monaco, nell'ambito dell'Airbus Defense Summit. Il velivolo, monoposto, ha il numero di produzione GS0115 e la matricola 34+03. Al momento, nessun Eurofighter tedesco di quarta generazione ha effettuato il suo primo volo, ma l'azienda afferma di averne già completati diversi esemplari a Manching. L'inizio dei test di volo è previsto nelle prossime settimane.

Nell'ambito del Progetto Quadriga, la Germania ha ordinato 38 velivoli di quarta generazione (Tranche 4) nel novembre 2020. 

Originariamente previsti per la consegna tra il 2025 e il 2030, 31 di questi saranno monoposto e sette biposto. Il totale comprende anche i velivoli destinati a sostituire due Eurofighter andati persi in incidenti.
Questo rientra in un più ampio piano per potenziare le capacità della Luftwaffe. Mentre i velivoli della Tranche 4 sono destinati a sostituire i primi velivoli della Tranche 1, che hanno capacità molto più limitate.  Berlino prevede anche di acquistare altri 55 Eurofighter come parziale sostituzione del caccia ad ala a geometria variabile Tornado. Oltre a questi 93 Eurofighter della Tranche 4, la Germania ha ordinato un lotto di 20 Eurofighter della Tranche 5, per i quali ha firmato un contratto alla fine dello scorso anno.

Le esigenze tedesche sono state rese più complesse dalla necessità di sostituire una parte dei Tornado impiegati nel ruolo di attacco nucleare. 

Ciò ha portato alla decisione di acquistare 35 F-35A, in grado di trasportare bombe nucleari a caduta libera B61-12. Tuttavia, gli F-35A avranno anche un ruolo importante all'interno del crescente arsenale tedesco di attacco convenzionale a lungo raggio, che prevede l'impiego del  missile da crociera Joint Strike Missile (JSM).
Attualmente, la Luftwaffe ha in servizio circa 138 Eurofighter, tra cui una combinazione di varianti Tranche 1, 2 e 3. 
Sebbene l'Eurofighter Tranche 4 assomigli molto ai precedenti velivoli (Tranche 1-3) in dotazione alla Luftwaffe, al di sotto della fusoliera è un aereo notevolmente diverso.
In particolare, l'Eurofighter Tranche 4 è equipaggiato con il radar ECRS Mk 1 a scansione elettronica attiva (AESA), fornito dalla tedesca Hensoldt. Il nuovo radar è già stato testato su un Eurofighter appositamente configurato per i test e utilizzando un Airbus A320 modificato, il cosiddetto Advanced Technology Research Aircraft.

L'assenza di un radar AESA sull'Eurofighter è stata a lungo una grave mancanza ed è in fase di sviluppo da molti anni.

La storia del Sistema Radar Comune Europeo (ECRS) è  lunga e complessa e ha coinvolto Leonardo nel Regno Unito e in Italia, Indra in  Spagna e la Hensoldt in Germania. In definitiva, ha dato origine a tre versioni distinte di radar AESA, basate su requisiti e tempistiche differenti.


Pertanto: 
  • l'ECRS Mk 0 è installato sugli aerei destinati al Kuwait e al Qatar. 
  • L'Mk 1 rappresenta lo standard definitivo per Germania e Spagna, con i velivoli tedeschi della Tranche 4 consegnati con la cosiddetta configurazione ECRS Mk 1 Step 0 (in pratica, un Mk 0 con una nuova antenna). 
  • In una seconda fase di sviluppo, la configurazione Mk 1 Step 1 verrà installata sugli aerei Quadriga a partire dalla metà del 2027.
  • Nel frattempo, il Regno Unito e l’Italia riceveranno il sistema ECRS Mk 2, più avanzato.

Nonostante le differenze, tutti questi sensori combinano le tradizionali funzioni radar, come la ricerca e l'individuazione dei bersagli, con compiti di guerra elettronica, un'area di crescente interesse  per gli operatori dei Typhoon, nonché con compiti di comunicazione ad alta velocità.
Nel complesso, qualsiasi tipo di radar AESA offre notevoli vantaggi ai moderni velivoli da combattimento. A differenza della tradizionale tecnologia a scansione meccanica, un radar AESA è in grado di individuare e tracciare un bersaglio a una distanza molto maggiore, più rapidamente e con maggiore precisione. Questo vale anche per le minacce di dimensioni ridotte, comprese quelle con una firma radar limitata o che volano a quote molto basse, che i radar più datati faticano a rilevare. Ciò è particolarmente rilevante quando si tratta di contrastare droni o missili da crociera.
Grazie alla maggiore potenza di uscita, i radar AESA offrono in genere anche una maggiore capacità di discriminazione dei bersagli e di tracciamento di bersagli multipli, oltre a essere più resistenti alle interferenze, alle ECM e ECCM nemiche. Sono inoltre considerati molto più affidabili, principalmente perché possiedono un numero di parti mobili nettamente inferiore rispetto ai radar a scansione meccanica.

IL PILOTA COLLAUDATORE DELL'EUROFIGHTER TYPHOON DISCUTE DELLE CAPACITÀ

La maggiore portata dei radar AESA rappresenta un vantaggio significativo nell'impiego di missili aria-aria a lungo raggio, come il  Meteor  che equipaggia l'Eurofighter.
Si prevede che ulteriori miglioramenti per i jet della Tranche 4 saranno integrati nel programma Long-Term Evolution (LTE), incentrato sull'architettura avionica del velivolo. Il lavoro include lo sviluppo di una nuova cabina di pilotaggio con un ampio display, nonché nuovi computer di controllo di volo e di missione, apparecchiature di comunicazione e sistemi di controllo dell'armamento. Tuttavia, non è chiaro quali miglioramenti sceglierà la Germania da questo "menu". I diversi clienti dell'Eurofighter optano per configurazioni specifiche; in particolare, il velivolo della Tranche 4 presentato di recente è ancora privo del PIRATE  (Passive InfraRed Airborne Track Equipment). L'importante sensore a infrarossi per la visione frontale e per la ricerca e il tracciamento a infrarossi è stato omesso dalla Germania, inizialmente per motivi di budget.
Connesso tramite LTE, da tempo si sta lavorando anche a un display di grandi dimensioni per l'Eurofighter. Con una superficie di 12 x 22 pollici, il display di grandi dimensioni sostituisce i tre display multifunzione head-down (MHDD) da 6 x 6 pollici precedenti e consente ai piloti di gestire più facilmente grandi quantità di informazioni. Ciò risulta particolarmente utile quando si lavora con sensori AESA o durante le operazioni di volo in team con equipaggio e senza equipaggio, ad esempio.
Pur non rientrando nell'ambito del Progetto Quadriga, ma rivestendo un'importanza altrettanto fondamentale per la Luftwaffe, è il piano di trasformare 15 Eurofighter esistenti in velivoli da guerra elettronica. 




I Typhoon EK che ne deriveranno saranno dotati di una suite di guerra elettronica Arexis della Saab e saranno in grado di impiegare  i missili guidati antiradiazioni avanzati AGM-88E per sopprimere e distruggere le difese aeree nemiche. Gli EK sostituiranno i Tornado ECR  tedeschi,  impiegati in questo ruolo dagli anni '90, e forniranno alla Luftwaffe un importante potenziamento delle capacità operative.

A un certo punto, sembrava che il ruolo centrale dell'Eurofighter all'interno della Luftwaffe sarebbe diminuito intorno al 2040, quando era previsto che l'FCAS entrasse in funzione e sostituisse questi velivoli da combattimento con un nuovo "sistema di sistemi", che includeva un caccia con equipaggio, l'NGF.
Da tempo, però, il programma FCAS presenta delle crepe, con Francia e Germania, i due principali partner, in totale disaccordo. I funzionari della difesa tedeschi sembrano insoddisfatti delle richieste francesi di ottenere una quota minoritaria del programma e starebbero valutando altre opzioni, tra cui la possibilità di separarsi dalla Francia.
Qualunque cosa accada con l'FCAS, le probabilità che un caccia con equipaggio di sesta generazione entri in servizio nei tempi previsti si fanno sempre più remote.
Di conseguenza, l'Eurofighter è destinato a diventare una risorsa ancora più importante per la Luftwaffe, e per un periodo più lungo. Quasi certamente in futuro verrà impiegato insieme ai droni "gregari", che ora rivestono un ruolo di primo piano nelle ambizioni militari tedesche.
Tra i candidati per soddisfare questo requisito, che prevede capacità operative da implementare intorno al 2030, figura il  drone stealth XQ-58A Valkyrie,  proposto da Airbus e Kratos  alla Germania. Allo stesso tempo, Airbus sta lavorando anche a un proprio concept stealth simile al CCA, noto come  Wingman. Nel frattempo, Boeing Australia ha stretto una collaborazione con Rheinmetall, il più grande produttore di armi in Germania, per offrire il drone MQ-28 Ghost Bat alla Germania.
L'anno scorso ha visto anche l'emergere di un altro possibile contendente per il programma CCA della Luftwaffe, quando la startup tedesca della difesa Helsing ha presentato il suo CA-1 Europa.

I maggiori investimenti nella Luftwaffe riflettono un significativo cambiamento di priorità per le forze armate tedesche, che si stanno orientando sempre più verso un potenziale futuro conflitto con la Russia.

In risposta all'invasione russa dell'Ucraina del 2022, le forze armate tedesche stanno attraversando la più grande trasformazione dalla Guerra Fredda. È in corso un più ampio sforzo per riconfigurare l'esercito tedesco, trasformandolo da una forza di spedizione a bassa prontezza operativa a una forza territoriale ad alta prontezza, focalizzata sulle operazioni sul fianco orientale della NATO. Allo stesso tempo, le capacità di attacco a lungo raggio, trascurate dalla Guerra Fredda, sono improvvisamente diventate una delle principali aree di preoccupazione.
Altrettanto importante è investire in nuove attrezzature, e la presentazione in Baviera dell'Eurofighter Tranche 4 ne è una dimostrazione tangibile.











IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, TWZ, WIKIPEDIA, You Tube)




































 

sabato 23 maggio 2026

SERVIZIO NAVALE DEL CORPO DELLA GUARDIA DI FINANZA: i cantieri Intermarine (gruppo IMMSI) si sono aggiudicati il bando di gara della Guardia di Finanza per la costruzione di 2 (+ 15) nuove unità guardacoste per il “Law Enforcement” per un valore complessivo di 28,2 milioni di euro.









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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.











Intermarine (gruppo IMMSI) si è aggiudicata il bando di gara della Guardia di Finanza per la costruzione di 2 unità guardacoste per un valore complessivo di 28,2 milioni di euro. 



Intermarine S.p.A. di Sarzana, è una società per azioni italiana, che progetta e fabbrica imbarcazioni marittime per usi commerciali, militari e per il tempo libero.


Dal 2004 fa parte del gruppo IMMSI controllato dalla famiglia Colaninno.
Fondata nel 1970 da Rocco Canelli e già appartenuta alla Montedison, il 31 dicembre 2012 ha incorporato Rodriquez Cantieri Navali S.p.A. di Messina che nel 2010 aveva assorbito le controllate Conam (di Pozzuoli-Napoli) e Rodriquez Marine System (di Messina), diventati i marchi con cui opera sul mercato.
Intermarine gestisce cinque cantieri navali: due a Sarzana, uno a La Spezia, Messina ed a Rio de Janeiro in Brasile.
L'originario cantiere navale di Sarzana della Cantiere Intermarine è lo stabilimento principale ed è ubicato sul fiume Magra. Lo stabilimento è la sede della società Intermarine e del centro ricerca e sviluppo.
Lo stabilimento di La Spezia è dedicato all'allestimento e al completamento definitivo delle imbarcazioni costruite a Sarzana. Nel cantiere avviene il collaudo prima della consegna.
Dal 2012, in seguito alla fusione per incorporazione, Intermarine gestisce anche gli ex cantieri Rodriquez che erano quattro, di cui tre in Italia ed uno in Brasile, aperto nel 2001 a Rio de Janeiro.
I cantieri italiani hanno sede a Messina e a Sarzana, dopo che nel 2014 sono stati chiusi quelli di Pietra Ligure e Napoli.
Nel cantiere di Messina vengono costruite imbarcazioni in alluminio e acciaio, mentre in quello di Sarzana vengono costruite imbarcazioni in materiale composito.
Nel cantiere di Messina, il primo storico della Rodriquez, vengono costruite le imbarcazioni più piccole fino a 70 metri di lunghezza.
Nel cantiere di Pietra Ligure venivano realizzate le imbarcazioni più grandi di lunghezza che va da 70 a 150 metri.
Nei cantieri di Napoli (ex Conam) venivano costruiti yacht di lusso dai 14 ai 24 metri.

Il nome Intermarine è storicamente legato alla progettazione e alla costruzione di sofisticati cacciamine, navi appositamente attrezzate per la ricerca e il disinnesco delle mine navali e dal 1985 Intermarine costruisce unità di questo tipo per varie marine militari, sviluppate dal progetto delle unità della classe Lerici della Marina Militare Italiana.
Anche la US Navy è ricorsa ai cacciamine progettati da Intermarine con la costruzione delle unità della classe Osprey.

Gli altri paesi che hanno acquistato unità Intermarine sono:
  • Australia, 6 battelli della classe Huon
  • Malaysia, 4 battelli della classe Mahamiru
  • Nigeria, 2 battelli della classe Ohuè
  • Thailandia, 2 battelli della classe Lat Ya
  • Finlandia, 3 battelli della classe Katanpää.

Oltre ai cacciamine Intermarine ha realizzato per la Marina Militare le unità idrografiche della classe Ninfe.
Al 31 dicembre 2015 l'attività è costituita principalmente dal contratto con la Marina Militare Italiana (per un totale di 176 milioni di euro) relativo alle attività di ammodernamento di otto cacciamine classe Gaeta, dal contratto con la Finnish Navy per la fornitura di tre unità cacciamine e relativo pacchetto logistico, dal contratto con Orizzonte Sistemi Navali per la fornitura di una Piattaforma Navigante e relativo pacchetto logistico.
Dal 2012 con l'ingresso nel gruppo dei marchi Rodriquez Cantieri Navali S.p.A., Conam e Rodriquez Marine System oltre che progettare e fabbricare imbarcazioni FRP (Fiber Reinforced Plastic) soprattutto militari, produce anche aliscafi, traghetti, imbarcazioni per la difesa, barche da diporto, e yacht di lusso.
Al 31 dicembre 2016 la società ha registrato ricavi netti per 65,7 milioni di euro, di cui la divisione Difesa rappresenta quasi il 97%. Alla stessa data i dipendenti del gruppo sono 277 mentre il portafoglio ordini complessivo ammonta a circa 314 milioni di euro, quasi interamente riferito ai contratti del business difesa.

L’azienda di che trattasi vanta una consolidata esperienza nel campo della costruzione di aliscafi, traghetti veloci (monocarena e a catamarano) in alluminio ed in acciaio, yacht in vetroresina ed alluminio nonché – tramite le competenze di Intermarine S.p.A. – navi cacciamine e pattugliatori veloci in materiale composito.

La società prende il nome dal cantiere omonimo, nato a  Messina nel 1887 come un piccolo cantiere di riparazione di imbarcazioni che nel 1956 diventa il primo cantiere al mondo ad aver realizzato un’imbarcazione commerciale ad alta velocità: il primo aliscafo. Nel 1993 consegna la  prima e più veloce imbarcazione da trasporto di passeggeri e mezzi con una velocità pari a 47 nodi.
Nel 1997 viene costituita Rodriquez Engineering, società che si occupa della progettazione e ricerca sia per Rodriquez che per conto terzi.
Come conseguenza dei numerosi studi portati avanti in materia di stabilizzazione e “tenuta in mare” viene costituita nel 1998 Rodriquez Marine System: la società progetta e costruisce sistemi ausiliari di bordo che comprendono sistemi di monitoraggio e controllo e sistemi idraulici e di stabilizzazione.  Tali sistemi vengono sia impiegati a bordo delle navi Rodriquez, sia a bordo di yacht o navi di terze società.
All’inizio del 2002 entra a far parte del gruppo la società Conam, costituita nel 1980 a Pozzuoli (Napoli), specializzata nella produzione di imbarcazioni da diporto in vetroresina dai 14 ai 24 metri.
In accordo con questa strategia di diversificazione, Rodriquez Cantieri Navali acquisisce nel settembre 2002 la società Intermarine, con sede produttiva a Sarzana (La Spezia). Intermarine, costituita all’inizio degli anni settanta, è una società leader nella progettazione e costruzione di navi cacciamine e pattugliatori in materiale composito. Il nome Intermarine è storicamente legato alla progettazione e costruzione delle navi cacciamine che la società ha fornito a diverse Marine Militari mondiali. I motivi di questo successo risiedono nella tecnologia innovativa ed esclusiva sviluppata dalla società, una tecnologia che si è dimostrata ideale nella realizzazione degli scafi delle navi impiegate nelle manovre di sminamento.
A seguito dell’acquisizione di Intermarine e della costituzione ed acquisizione di altre società minori, il gruppo Rodriquez ha apportato significativi cambiamenti strategici anche alle propria organizzazione produttiva e commerciale. Le sinergie derivanti dall’integrazione tra le società del gruppo hanno consentito di ampliare la gamma di prodotti da offrire ai propri clienti in settori di mercato differenti (dal marittimo al militare, dal diporto ai sistemi di stabilizzazione e controllo) ed utilizzando materiali differenti (dall’alluminio all’acciaio, dalla vetroresina al materiale composito).
Dal maggio 2004 il gruppo Rodriquez fa parte del Gruppo Immsi, il quale ha sostenuto il processo di rafforzamento strategico e competitivo al fine di porre le basi per ulteriori fasi di crescita.
Nel corso del 2010 le controllate Conam S.p.A. e Rodriquez Marine System S.r.l. sono state fuse nella controllante Rodriquez Cantieri Navali S.p.A.: tale operazione ha risposto alla necessità di semplificare e snellire la catena di controllo del gruppo Rodriquez, perseguendo molteplici vantaggi in termini economici, manageriali ed organizzativi.
Con efficacia giuridica a far data dal 31 dicembre 2012, la società Rodriquez Cantieri Navali S.p.A. è stata fusa per incorporazione nella controllata Intermarine S.p.A. 
Al 31 dicembre 2025 la società ha registrato ricavi netti per 86,8 milioni di euro, di cui la divisione Difesa rappresenta circa l’85 %. Alla stessa data i dipendenti del gruppo sono 247 mentre il portafoglio ordini complessivo ammonta a circa 1.200 milioni di euro, parte residua dei contratti in essere che deve essere ancora sviluppata in termini di valore di produzione.


IL SERVIZIO NAVALE DELLA GUARDIA DI FINANZA

Il Servizio navale della Guardia di Finanza è un servizio della Guardia di Finanza che ha lo scopo di contrastare il contrabbando marittimo, i traffici illeciti e garantire l'ordine e la sicurezza pubblica mediante l'esplorazione navale. 






Uno dei principali obiettivi di questo comparto è il contrasto al grande traffico internazionale di droga, esercita inoltre le funzioni di polizia economica e finanziaria in mare.
È integrato nel Comando Operativo Aeronavale (COAN), con sinergia tra componente navale e componente aerea (Servizio aereo della Guardia di Finanza). Dipende dal Comando Aeronavale Centrale Roma.
Il Corpo dispone di 16 stazioni navali, 41 sezioni operative navali e 3 stazioni navali di Manovra dislocate su tutto il territorio costiero nazionale. I mezzi navali ammontano a 407 unità.
Le prime unità navali della Guardia di Finanza infatti furono, già alla fine del XIX secolo, delle torpediniere classe ‘'Euterpe'’, (classificate come torpediniere costiere di IV classe) acquistate dalla Regia Marina dai cantieri Thrnycroft di Londra nel 1883, e cedute al corpo per la vigilanza doganale.
Alla fine della prima guerra mondiale fu costituita la ‘'Flottiglia Costiera” di Trieste, mentre nel 1926 fu costituita la scuola navale a Pola, nel 1948 trasferita a Gaeta.
Dalla seconda metà degli anni 50, si intensificò la vigilanza in mare operata con l'utilizzo di unità similari a quelle contrabbandiere, e quindi sempre più potenti e veloci, da quel momento integrata dalla vigilanza aerea. In soli 5 anni, tra il 1969 e il 1973, la Guardia di Finanza sequestrò complessivamente 81 navi, 42 motopescherecci, 51 motobarche e ben 150 motoscafi di contrabbandieri.
Nel 2001 è stato istituito, con i nuovi compiti della Guardia di Finanza, il Comando operativo Aeronavale del Corpo, e nel 2006 il servizio è stato suddiviso in due componenti operative: quella alturiera (forza di proiezione) e quella costiera/regionale.
La Scuola Nautica di Gaeta, provvede alla formazione degli allievi finanzieri destinati al contingente mare, nonché all’aggiornamento ed alla specializzazione di ufficiali, ispettori, sovrintendenti e finanzieri impiegati nel servizio navale. Il Centro navale di Formia assolve le funzioni di supporto tecnico, logistico e amministrativo riferite al comparto navale. Il servizio navale ha anche una componente subacquea, addestrata al COMSUBIN, e dipendente dalle stazioni navali. Il Corpo ha aderito al Forum delle funzioni europee di guardia costiera (European Coast Guard Function Forum – ECGFF), un’associazione che riunisce i responsabili dei servizi di guardia costiera ed equiparati dei Paesi membri dell’Unione Europea e del Trattato di Schengen.
Alla fine del 2016 ha assorbito il Servizio navale dell'Arma dei Carabinieri, il Servizio nautico del Corpo forestale dello Stato e le squadre nautiche della Polizia.
Ha la funzione di contrasto al contrabbando, del traffico di stupefacenti, dell'immigrazione clandestina mediante l'esplorazione navale. Il D. Lgs 68/2001 ha attribuito la funzione di esercitare in mare, in via esclusiva, le funzioni di polizia economica e finanziaria, nonché l’attività di contrasto ai traffici illeciti. Svolge inoltre attività di controllo del territorio, del mare e della portualità e di pattugliamento marittimo. In ambito della difesa, concorre all’allarme e al primo intervento alle frontiere marittime, alla vigilanza e alla difesa costiera, a terra ed in mare, e al controllo del traffico mercantile.
Con il decreto legislativo n. 177/2016 entrato in vigore il 13 settembre 2016 vengono soppresse le squadre nautiche della Polizia di Stato, i siti navali dell'Arma dei carabinieri e del Corpo forestale dello Stato e, a far data dal 1º gennaio 2017, i relativi mezzi trasferiti alla Guardia di finanza a cui viene demandata tutta la sicurezza in mare.
Il personale è quello del cosiddetto ramo mare delle Fiamme gialle, che inquadra il personale specializzato prevalentemente impiegato nel Servizio navale. Questa ripartizione, che si realizza in due percorsi professionali diversi (terra e mare), seppure paralleli, a partire dall'arruolamento, e ha una sua ragion d'essere nella storia del Corpo.

COMPONENTE SUBACQUEA DEL CORPO

Il Comando Generale della Guardia di Finanza stabilisce le modalità per la designazione del personale da avviare al conseguimento del brevetto subacqueo.



Gli aspiranti, militari volontari del contingente ordinario (non specializzati) e del contingente di mare di età non superiore a 32 anni alla data di inizio corso, sono ammessi alla frequenza dell’attività addestrativa, previo accertamento del possesso dell’idoneità psicofisica, da verificarsi presso le strutture sanitarie della Marina Militare cui fa seguito un’attività di preselezione, normalmente svolta presso la Scuola Nautica di Gaeta.
I militari giudicati idonei e collocati in graduatoria utile alla fine della fase di preselezione, per l’attività di formazione, sono inviati presso il Comando Raggruppamento Subacquei ed Incursori della Marina Militare “Teseo Tesei” (COMSUBIN), ove conseguono il relativo brevetto.
I Sommozzatori, organicamente dipendenti dalle Stazioni Navali, dislocate su tutto il territorio nazionale, svolgono compiti di: polizia economico e finanziaria, polizia giudiziaria e di ordine e sicurezza pubblica, polizia militare, di sicurezza e polizia giudiziaria, concorso alla difesa militare, collaborazione con altri organi ed enti nazionali e collaborazione ad operazioni internazionali.
La componente subacquea della Guardia di Finanza collabora, nel rispetto dei prescritti requisiti di sicurezza, con le altre Forze Armate e di Polizia nonché con gli organi ed enti di protezione civile ai fini di ricerca e di salvataggio della vita umana in mare, nei fiumi e nelle altre acque interne.
Inoltre, attesa la necessità di garantire l'opera di assistenza a supporto delle unità navali del Corpo, i Nuclei Sommozzatori svolgono anche compiti di manutenzione e controllo quali: la sistemazione degli ormeggi, ovvero il controllo, la manutenzione, il ripristino dell’efficienza mediante relativa posa in opera di corpi morti e catenari. Inoltre eseguono lavori sulle unità navali del Corpo, quali lavori di ricognizione all’opera viva (la parte immersa dello scafo), lavori su eliche, assi, timoni,


I NUOVI GUARDACOSTE PER IL “LAW ENFORCEMENT” DELLA GUARDIA DI FINANZA


Le nuove unità, che saranno realizzate a Messina, sono destinate a rinforzare le importantissime attribuzioni di polizia del mare e di “law enforcement” della Guardia di Finanza italiana. Il contratto prevede l’avvio immediato della costruzione delle prime 2 unità della classe e l’opzione per ulteriori 15 unità unitamente al relativo supporto logistico, per un potenziale della commessa di oltre 288 milioni di € per 17 unità totali. 
E’ notorio che la commessa potrebbe crescere ancora, in quanto la GdF è solita disporre di guardacoste molto numerosi acquistati in modalità prolungata.
Le nuove unità navali, progettate per ridurre al minimo l’impatto ecologico in mare, saranno dotate di uno scafo con eccellenti prestazioni di tenuta al mare, unitamente ad una motorizzazione ibrida a basso consumo che abbatterà in modo significativo le emissioni.
Con le nuove unità Guardacoste per il “LAW ENFORCEMENT”, il Servizio Navale della Guardia di Finanza rinnova una classe navale indispensabile per il contrasto all’illegalità nelle nostre acque territoriali con una capacità di intervento sempre più tempestiva.
Le soluzioni tecnologiche adottate sulle nuove unità includeranno sistemi e componenti di ultima generazione. Per Intermarine, l’attenzione ai consumi e alle emissioni rappresenta un elemento cardine nella progettazione di imbarcazioni innovative, capaci di coniugare prestazioni elevate e sostenibilità ambientale.









IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, RID, LaRepubblica, GdF, WIKIPEDIA, You Tube)