venerdì 24 luglio 2026

Royal Air Force, spesso abbreviata in RAF: in data 21 luglio 2026 BAE Systems, Boeing e Saab hanno firmato un accordo di collaborazione per portare avanti congiuntamente il programma di addestramento per piloti di nuova generazione del Regno Unito, basato sul jet Boeing T-7. L'accordo impegna i partner a costruire un nuovo impianto di assemblaggio e integrazione finale nel Regno Unito, sebbene non siano stati resi noti né il valore del contratto né la tempistica. Inoltre, la RAF non ha ancora confermato il T-7 come sostituto dell'Hawk, il che significa che si tratta ancora di una proposta formale tra aziende e non di un accordo concluso.











https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.













Royal Air Force - RAF

La Royal Air Force, spesso abbreviata in RAF, è l'attuale aeronautica militare del Regno Unito e parte integrante delle forze armate del Regno Unito.
Venne istituita il 1º aprile 1918, assumendo un ruolo significativo nella storia militare britannica. La RAF in particolare rappresentò la principale e più potente forza armata britannica nella seconda guerra mondiale, distinguendosi sia nel ruolo difensivo della battaglia d'Inghilterra sia nel ruolo offensivo svolto dal Bomber Command con i bombardamenti sulla Germania, lo stesso fece in Corea.


La RAF attualmente opera con 738 aerei e, al 1º aprile 2020, ha un personale di 32.940 unità. La maggior parte degli aerei e del personale della RAF ha base nel Regno Unito, ma una percentuale è in servizio in operazioni all'estero (soprattutto Iraq ed Afghanistan) oppure in basi oltremare (vedi le Isole Falkland e Cipro).
La RAF ha celebrato il suo 90º compleanno con una formazione delle Red Arrows e di 4 Eurofighter Typhoon che ha sorvolato molte basi aeree e anche il centro di Londra.






BAE Systems, Boeing e Saab hanno annunciato di aver firmato un accordo formale di collaborazione per lo sviluppo congiunto del programma di addestramento piloti di nuova generazione del Regno Unito, basato sul velivolo da addestramento T-7 di Boeing. 

L'accordo prevede inoltre che le aziende costruiscano un nuovissimo impianto di assemblaggio finale e integrazione in Gran Bretagna.
Il Boeing T-7A Red Hawk è un avanzato jet da addestramento progettato digitalmente da Boeing in collaborazione con Saab. 
Il suo design interno presenta una configurazione a doppio timone, posti a sedere rialzati (stadium seating) per un'eccellente visibilità, ed è spinto da un singolo motore General Electric F404. 

Disposizione Interna e Struttura

La struttura del T-7A è stata interamente realizzata tramite ingegneria digitale, che ha permesso di sviluppare e assemblare il velivolo in tempi record. All'interno si articola principalmente nelle seguenti sezioni: 
Cabina di pilotaggio (Cockpit): Dispone di posti in tandem (allievo e istruttore) con configurazione a sedili rialzati per garantire una visuale ottimale. È dotata di un cockpit digitale avanzato che simula l'ambiente dei caccia di quinta generazione (come l'F-22 e l'F-35). 
Avionica e Sistemi: Include sistemi avanzati di addestramento integrato (live, virtual and constructive) e un sistema di controllo fly-by-wire.
Sezione di prua: Alloggia il radar e i sistemi di puntamento virtuale e di comunicazione.
Sezione centrale: Ospita l'abitacolo pressurizzato, i serbatoi del carburante, i componenti elettronici e le prese d'aria laterali.
Motore e Post-bruciatore: Il velivolo è motorizzato con un singolo propulsore General Electric F404-GE-103, lo stesso motore utilizzato su molti caccia multiruolo, che fornisce tre volte la spinta del suo predecessore (il T-38).
Sezione di coda: Costruita in gran parte negli stabilimenti Saab, è caratterizzata dai due piani di coda verticali (twin-tail) progettati per profili di volo ad alto angolo d’attacco.

Il T-7A Red Hawk è un sistema di addestramento avanzato completamente nuovo per piloti, destinato all'aeronautica militare statunitense, progettato con la flessibilità necessaria per evolversi in base ai cambiamenti tecnologici, alle missioni e alle esigenze di addestramento.
Progettato, costruito e testato digitalmente lungo un filo conduttore digitale di collaborazione avanzata, il T-7A è un sistema di addestramento per equipaggi di quinta generazione, all'avanguardia e a basso rischio, che offre un salto di qualità multi-generazionale e rivoluziona l'addestramento dei piloti da caccia.




Caratteristiche generali

  • Equipaggio: 2: pilota e istruttore/passeggero
  • Lunghezza: 46  piedi e 11  pollici (14,30  m)
  • Apertura alare: 30  piedi e 7  pollici (9,32  m)
  • Altezza: 4,11 m ( 13  piedi e 6 pollici)  
  • Peso a vuoto: 18.000  libbre (8.165  kg)
  • Peso lordo: 22.000  libbre (9.979  kg)
  • Capacità del carburante: 4.500 libbre (2.000  kg) 
  • Propulsore: 1 × Turboventola General Electric F404  -GE-103 con postbruciatore, spinta a secco di 11.000 lbf (49  kN), spinta con postbruciatore  di 17.200  lbf (77 kN). 

Prestazioni

  • Velocità massima: Mach 0,975 
  • Autonomia: 990  nmi (1.140  mi, 1.830  km)
  • Tangenza: 50.000  piedi (15.000  m)
  • limiti g: 8 g.

L'addestramento avanzato sui jet da combattimento nella RAF si svolge attualmente con l'Hawk T2, un jet biposto entrato in servizio con la RAF nel 2012 come parte del sistema di addestramento al volo militare del Regno Unito. 

Tuttavia, la flotta di 28 velivoli è stata afflitta da problemi di affidabilità dei motori che limitano il numero di jet effettivamente disponibili per il volo in un dato giorno. Questa carenza ha costretto la Gran Bretagna ad affidare parte del suo addestramento avanzato per piloti a programmi negli Stati Uniti e altrove, solo per garantire un numero sufficiente di allievi. La Strategic Defence Review dello scorso anno ha concluso che continuare a sostenere la flotta di Hawk, ormai obsoleta, non era più sostenibile, auspicando invece la realizzazione di un addestratore sostitutivo unico ed economicamente vantaggioso, con priorità per l'industria britannica nella gara d'appalto.
La risposta di Boeing a tale esigenza è il T-7A Red Hawk, un addestratore a reazione biposto progettato da zero utilizzando l'ingegneria digitale, il che significa che la sua struttura e i suoi sistemi sono stati modellati e testati a fondo tramite software prima ancora che venisse tagliato un singolo pezzo di metallo. Questo metodo, secondo Boeing e l'aeronautica militare statunitense, ha accelerato lo sviluppo e semplificato la manutenzione a lungo termine. Il velivolo ha già superato un ostacolo importante con il suo cliente finale. Il 23 aprile 2026, l'aeronautica militare statunitense ha approvato la Milestone C per il T-7A, la fase di acquisizione che autorizza il passaggio di un programma dalla fase di sviluppo alla produzione vera e propria, e ha assegnato a Boeing un contratto da 219 milioni di dollari per i primi 14 velivoli di produzione, oltre a pezzi di ricambio, attrezzature di supporto e addestramento. Il programma americano completo prevede l'acquisizione di 351 jet T-7A e 46 simulatori di volo da distribuire in cinque basi di addestramento nel corso del prossimo decennio, in sostituzione del T-38 Talon dell'Aeronautica Militare, un addestratore in servizio dal 1961 e temporaneamente messo a terra in tutta la flotta nel maggio 2026 dopo un incidente in Mississippi, a dimostrazione di quanto sia ormai necessario sostituirlo.
BAE Systems, Boeing e Saab descrivono l'offerta come un pacchetto integrato che combina il volo reale con la simulazione avanzata, progettato per preparare i piloti ai jet di prima linea attualmente in servizio presso la RAF, l'Eurofighter Typhoon e l'F-35, pur rimanendo sufficientemente adattabile da evolversi di pari passo con qualsiasi sviluppo futuro, compreso il previsto aereo da combattimento di sesta generazione britannico nell'ambito del Global Combat Air Programme. Tale flessibilità è fondamentale perché un sistema di addestramento acquistato oggi deve in genere durare decenni, e la necessità di utilizzare hardware e software non aggiornabili al variare dei jet di prima linea è stata una delle critiche più frequenti rivolte alla flotta di elicotteri Hawk, ormai datata.
"Riunendo questo team internazionale di aziende leader nel settore della difesa, siamo in una posizione eccellente per supportare le future esigenze di formazione del Regno Unito", ha dichiarato Charles Woodburn, amministratore delegato di BAE Systems.
"La nostra offerta rappresenta una soluzione di formazione moderna e integrata, in linea con gli obiettivi del Piano di investimenti per la difesa, e al contempo rafforza la capacità industriale sovrana del Regno Unito", ha affermato Woodburn.
"Questa collaborazione con Saab e BAE Systems rappresenta un passo importante per lo sviluppo delle future capacità di addestramento del Regno Unito nell'ambito dei jet da combattimento", ha dichiarato Steve Parker, presidente e amministratore delegato di Boeing Defense, Space & Security.
"Con il T-7 come base, il nostro moderno sistema di addestramento può contribuire a fornire soluzioni nazionali per la formazione dei piloti, supportando al contempo posti di lavoro di alto valore e capacità industriali in tutto il Regno Unito", ha affermato Parker.
"Siamo lieti di proseguire la nostra collaborazione con BAE Systems", ha dichiarato Micael Johansson, presidente e amministratore delegato di Saab.
"La collaborazione tra Saab, Boeing e BAE Systems promette di rafforzare la posizione del T-7 nel Regno Unito come soluzione a prova di futuro per la RAF", ha affermato Johansson.
Secondo i partner, l'offerta creerebbe centinaia di posti di lavoro altamente qualificati e consentirebbe alla filiera produttiva britannica di svolgere un ruolo attivo nell'intero ciclo di vita di un potenziale programma RAF T-7, garantendo alla Gran Bretagna, a detta delle aziende, il controllo sovrano sui propri requisiti di addestramento, anziché dipendere interamente da componenti e supporto prodotti all'estero. Saab è già coinvolta nel programma T-7, oltre a questa offerta per il Regno Unito, producendo importanti sezioni della fusoliera posteriore del velivolo in uno stabilimento a West Lafayette, nell'Indiana; pertanto, la partnership apporta una reale esperienza produttiva, non una proposta teorica finalizzata unicamente all'ottenimento di un contratto britannico.
BAE Systems, Boeing e Saab hanno firmato una lettera d'intenti nel novembre 2025 per valutare una possibile collaborazione in merito al fabbisogno del Regno Unito. Le aziende affermano di aver dedicato il tempo da allora all'individuazione di potenziali sedi per il nuovo impianto di assemblaggio finale nel Regno Unito e alla pianificazione di una catena di fornitura nazionale basata sulla base industriale già esistente di ciascuna azienda in Gran Bretagna. Né l'accordo di collaborazione né le dichiarazioni delle aziende hanno rivelato il valore del contratto, una tempistica per la possibile scelta del sito di assemblaggio finale o il numero di velivoli che un ordine nel Regno Unito potrebbe eventualmente coprire. 

Inoltre, la RAF non ha ancora confermato il T-7 come sostituto dell'Hawk, il che significa che si tratta ancora di una proposta formale tra aziende e non di un accordo concluso.










IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, Defence-blog, WIKIPEDIA, You Tube)

























 

giovedì 23 luglio 2026

Zastava Arms - Застава оружје - Zastava oružje: è un'azienda serba, produttrice di armi da fuoco, con sede a Kragujevac. È tra i principali produttori di armi da fuoco nei Balcani e contribuisce in modo significativo all'industria della difesa serba. La mitragliatrice di squadra Zastava M20 in calibro 7,62 × 51 mm NATO, a recupero di gas, è progettata per le unità di fanteria.










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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.









Zastava Arms - Застава оружје - Zastava oružje 

E’ un'azienda serba, precedentemente jugoslava, produttrice di armi da fuoco, con sede a Kragujevac, in Serbia. È tra i principali produttori di armi da fuoco nei Balcani e contribuisce in modo significativo all'industria della difesa serba. Zastava Arms produce ed esporta un'ampia varietà di prodotti in oltre quaranta paesi, tra cui lo Zastava M70, una variante del fucile Kalashnikov.
La riuscita produzione di quattro cannoni da quattro libbre e due obici corti il 27 ottobre 1853 segna la data di fondazione della Zastava Arms a Kragujevac. Tra il 1856 e il 1860, gli impianti di Kragujevac subirono numerosi aggiornamenti al sistema di produzione, consentendo infine allo stabilimento di produrre armi con parti completamente intercambiabili. Nel 1878, una delle principali priorità divenne la modernizzazione degli armamenti. Il fucile serbo "Piboduša" modello 1870 Peabody divenne obsoleto con il suo grosso calibro di 14,9 mm. Dopo un progetto di ricerca e una gara d'appalto nel 1879, fu scelto un nuovo modello di fucile come sostituto. Il primo fucile a ripetizione di produzione nazionale, derivato dal fucile a otturatore girevole-scorrevole Mauser Modello 1871, fu progettato nel 1880 da Kosta Milovanović e chiamato Mauser Milovanović M. 1880, noto come "Mauser-Koka" o "fucile di Koka", dal nome del suo progettista. L'arma fu prodotta per la prima volta in Germania e fu chiamata Mauser-Milovanović M1878/80, cal. 10,15 mm. Nel 1924 e nel 1925, il Ministero degli Affari Interni del Regno di Jugoslavia firmò contratti con la FN Herstal, Belgio, che consentirono la produzione di fucili a otturatore girevole-scorrevole della serie M24 camerati per il calibro 7,92×57 mm Mauser. Fu anche costruita una fabbrica per la produzione di fucili e munizioni per la fanteria. La fabbrica per la produzione di munizioni per la fanteria iniziò la produzione il 22 marzo 1928, mentre la fabbrica per la produzione di fucili e munizioni entrò in funzione il 15 ottobre (75° anniversario della prima fusione di cannoni a Kragujevac). Nel 1930, la fabbrica avviò la produzione di pistole di segnalazione da 26  mm M 1929 su licenza cecoslovacca . Nel luglio 1936, la fabbrica ottenne dalla cecoslovacca Zbrojovka Brno la licenza per la produzione della mitragliatrice leggera ZB vz. 26 7,9  mm M 1937.
La Zastava Arms subì gravi danni durante la Seconda Guerra Mondiale. Quando Kragujevac fu liberata il 21 ottobre 1944, la fabbrica di armi fu riparata e rimessa in funzione in pochi mesi e la produzione riprese poco dopo, con la mitragliatrice M 1944 B2 calibro 9 mm sviluppata nello stesso anno. Il successivo fucile prodotto nel dopoguerra fu il Mauser Modello 1948 calibro 7,92×57 mm, basato sul Modello 24. La produzione di carabine ad aria compressa e carabine sportive basate sul fucile M48 iniziò nel 1953. Nel 1954, la Zastava avviò la produzione di fucili da caccia e carabine di piccolo calibro, nonché della mitragliatrice M53 "Sarac" calibro 7,9 mm. La produzione in serie del fucile semiautomatico PAP M59 calibro 7,62×39 mm iniziò nel 1964. Nello stesso anno, la fabbrica avviò lo sviluppo di un fucile automatico basato sul sistema Kalashnikov , denominato M67 nel 1967. Sulla base del fucile M67, la fabbrica sviluppò un fucile automatico in calibro 7,62×39 mm, chiamato Zastava M70 l'anno successivo. L' Esercito Popolare Jugoslavo adottò il fucile d'assalto M70 nel suo arsenale nel 1970. Furono prodotte anche varianti leggere dell'M70, come fucili camerati per munizioni del blocco occidentale quali 7,62×51 mm NATO e 5,56×45 mm NATO. Nel 1988, la fabbrica sviluppò una pistola compatta in calibro 9 mm Parabellum, la M88.  
Negli anni '80, entrò in funzione lo stabilimento per la produzione delle mitragliatrici M84 , M86 in calibro 7,62×54 mmR e NSV M87 in calibro 12,7 mm. Nel luglio del 1989, Zastava avviò lo sviluppo di una pistola a doppia azione in calibro 9 mm PARA CZ 99. Nel 1992, la fabbrica completò lo sviluppo e i test e iniziò la produzione in serie della carabina M92 in calibro 7,62  mm, basata sulla carabina M85. Utilizzando il meccanismo Mauser, la fabbrica sviluppò un fucile di precisione in calibro 12,7 mm, il Black Arrow M93. 
Durante le guerre jugoslave dal 1991 al 1995, le Nazioni Unite imposero sanzioni economiche sull'importazione e l'esportazione di armi dalla Jugoslavia. Di conseguenza, la produzione rallentò. Nel 1999, la fabbrica fu danneggiata dai bombardamenti della NATO.
Nel 2005, è stato firmato un protocollo d'intesa con Remington Arms per l'esportazione di fucili da caccia e sportivi negli Stati Uniti, in Canada e in Messico. Dal 2005 al 2014, Zastava Arms ha subito una ristrutturazione.
Nel 2013, il governo serbo decise di convertire il debito delle aziende dell'industria della difesa nei confronti dello stato in azioni di una società, con Zastava Arms che risultava la più indebitata con oltre 80 milioni di euro di tasse. Tuttavia, l'attuazione di tale decisione è stata rinviata a tempo indeterminato, rendendo Zastava Arms l'azienda dell'industria della difesa più indebitata in Serbia. 
Nel 2017 il governo serbo ha investito 9,7 milioni di euro nella modernizzazione della fabbrica, per le esigenze dell'industria della difesa. 
Nel 2019 è stata annunciata la creazione di Zastava Arms USA, che avrebbe svolto il ruolo di “importatore e distributore esclusivo” dei prodotti Zastava Arms per il mercato statunitense. 
La produzione di armi da fuoco nel 2020 è aumentata del 20%, nonostante la pandemia di COVID-19. I contratti firmati nel 2020 avevano un valore di 95 milioni di dollari, con acquirenti provenienti principalmente da Asia, Africa e Stati Uniti.

La Zastava M20 in calibro 7,62 × 51 mm NATO è una evoluzione delle precedenti armi serie PKM/M-84, spara ad otturatore aperto, ha un rateo di fuoco di 600-700 colpi/minuto e un sistema di alimentazione a nastro modificato per munizioni rimless. 

Caratteristiche principali:
  • Meccanica: Alimentata tramite nastro metallico M13 disgregabile (in box da 100 o 250 colpi), con canna a cambio rapido per resistere a sessioni di fuoco prolungate.
  • Modularità: Dotata di slitta Picatinny per ottiche, astina in alluminio KeyMod e calcio regolabile con poggiaspalla pieghevole.
  • Affidabilità: Progettata per resistere in condizioni estreme e climi rigidi grazie al regolatore di gas a tre posizioni.

Con una storia che risale al XIX secolo, la fabbrica Zastava Arms rimane un nome di spicco nell'industria della difesa mondiale.
La mitragliatrice M20 è una versione modificata della M84, progettata per la cartuccia NATO senza orlo 7,62x51mm. 
Questa modifica ha richiesto una riprogettazione del sistema di alimentazione, consentendo l'utilizzo del nastro a maglie disintegrabili M13, standard NATO, in sostituzione dei nastri non disintegrabili originali impiegati nella serie PKM. Potrebbe trattarsi di un tentativo da parte del Ministero della Difesa serbo di standardizzare il calibro 7,62x51mm per le proprie mitragliatrici, dato che già lo utilizza per i fucili di precisione e i fucili da tiratore scelto.
Nel passaggio dal calibro 7,62x54 mm con collarino al calibro 7,62x51 mm NATO senza collarino, è stata necessaria una significativa modifica interna del sistema di alimentazione, che prevede l'utilizzo del sistema di maglie disintegrabili M13 a innesto. Il sistema di alimentazione rivisto, sviluppato per l'M20, è arretrato sul castello, consentendo l'utilizzo del sistema di maglie M13 a innesto. Si tratta di una soluzione interessante. La maggior parte delle nazioni che desideravano un'arma in calibro 7,62x51 mm e con maglie M13 per la PKM non lo hanno fatto. Al contrario, hanno allungato notevolmente il castello, aumentandone il peso. Questa è una soluzione brillante e originale.
Esternamente, l'M20 presenta un coperchio del vassoio di alimentazione modernizzato con una slitta M1913. Vale la pena notare che la tacca di mira posteriore è montata su uno dei loro prodotti a scopo di prototipazione, molto probabilmente un M72. Un altro elemento da notare è che si dice che cambierà il bipiede, che sembra provenire da uno dei fucili di precisione di Zastava, sul poligono dove ci è stato detto che sarebbe stato sostituito con un bipiede standard M84.
Il nuovo sistema di alimentazione utilizza una modifica del gruppo di alette di alimentazione originale, ora montato con un rullo a camme laterale, il cui movimento laterale aziona la leva di alimentazione nel coperchio del vassoio di alimentazione per azionare le alette di alimentazione che tirano un nastro all'interno dell'arma.

Per il caricamento è necessario un passaggio aggiuntivo. Con il coperchio del vassoio di alimentazione aperto, la posizione della guida della cartuccia sul vassoio richiede di sollevarla per posizionare la cinghia al di sotto. Questo rappresenta un passaggio aggiuntivo, ma potrebbe essere risolto modificando il design in modo da curvare la guida della cartuccia verso l'alto, così che il tiratore debba solo spingere la cinghia nelle guide. Infine, dopo lo sparo, una maglia rimane sotto le guide della cartuccia; può essere facilmente espulsa con una nuova cinghia, ma non può essere facilmente rimossa manualmente semplicemente spazzando il vassoio di alimentazione.

Caratteristiche tecniche:
  • Calibro: 7,62x51 NATO
  • Funzionamento: otturatore rotante a gas
  • Sistema di alimentazione: a nastro, a spinta con maglie NATO M13
  • Cadenza di fuoco: circa 600-700 colpi al minuto
  • Peso: circa
  • Canna: rigatura elettrochimica (ECR), cromata per una maggiore durata.
  • Mirini: Mirini metallici regolabili con predisposizione per il montaggio di ottiche
  • Opzioni di montaggio: compatibile con treppiedi e supporti per veicoli.
  • Gittata effettiva: Bipiede: bersagli puntiformi a 600 m; bersagli di area a 800 m; Treppiede: bersagli puntiformi a 800 m; bersagli di area a 1.100 m; Treppiede: soppressione fino a 1.500 m; gittata massima 3.725 m. 

La Zastava M20 è relativamente nuova sul mercato ed è progettata per la versatilità in tutto lo spettro delle mitragliatrici multiuso. Il suo design leggero è ideale per le unità di fanteria che necessitano di mobilità senza sacrificare la potenza di fuoco. La canna forgiata a freddo garantisce longevità e precisione costante, anche durante scontri prolungati. Durante la nostra visita al poligono, ci è stato riferito che la M20 che stavano usando aveva sparato quasi 30.000 colpi con solo sei malfunzionamenti. Ciò significa che, in media, l'arma ha subito un malfunzionamento ogni 5.000 colpi sparati. Non sapendo se ciò fosse dovuto alle munizioni o meno, sarebbe difficile calcolare la media dei colpi tra inceppamenti (MRBS) o la media dei colpi tra guasti (MRBF), poiché i guasti delle munizioni non vengono conteggiati in queste metriche. Sarebbe interessante condurre questo test insieme alla M84 standard e raccogliere i dati.
Il meccanismo a recupero di gas dell'arma è progettato per funzionare in modo affidabile in diverse condizioni ambientali, dai deserti aridi alle giungle umide, ed è dotato di un regolatore a tre posizioni. La sua compatibilità con le cinghie di fissaggio M13 standard NATO semplifica la logistica per le forze alleate, facilitando l'integrazione nelle operazioni multinazionali.
Sebbene i dettagli specifici sul suo impiego siano limitati, la Zastava M20 è stata presentata in diverse fiere della difesa, a dimostrazione dell'interesse manifestato da enti militari sia nazionali che internazionali. 
Per il soldato che trasporta e manovra un'arma, il peso è il fattore più importante in termini di affidabilità. 
La 7,62x51 M20 pesa 22,04 libbre (10 kg). La M20 pesa 2,64 libbre (1,2 kg) in più rispetto all'originale 7,62x54 M84. Per confronto, la polacca 7,62x51 UMK-2000 pesa 18,52 libbre (8,4 kg) e la bulgara MG-M2  pesa 20,50 libbre (9,3 kg). Il peso è un aspetto significativo da considerare, soprattutto per i fanti e per i costi logistici.
La durata della canna e del castello viene generalmente dichiarata rispettivamente a 15.000 e 25.000 colpi, valori standard per tutti i produttori di PK/PKM. Tuttavia, ad oggi, l'M20 risulta aver già superato i 30.000 colpi. Considerando il castello più pesante e i componenti ereditati dall'M84, ci si può aspettare che la durata effettiva del castello superi di gran lunga i 25.000 colpi. 
La canna dell'M20 utilizza il processo di rigatura elettrochimica (ECR) anziché il processo di forgiatura a freddo (CHF). Questa scelta è stata dettata dagli obiettivi di migliorare le proprietà meccaniche, aumentare la precisione e ridurre la dispersione dei proiettili nella mitragliatrice. Il rivestimento in cromo serve a ridurre la corrosione e ad aumentare ulteriormente la durata e la longevità della canna.
La Zastava M20 rappresenta un significativo passo avanti nelle capacità della Serbia in materia di armi leggere, combinando elementi di design tradizionali con innovazioni moderne. Il suo sviluppo dimostra l'impegno di Zastava Arms nella produzione di armamenti affidabili e adattabili, in grado di soddisfare le esigenze in continua evoluzione della guerra contemporanea. Mentre le forze armate di tutto il mondo cercano di standardizzare e modernizzare i propri arsenali, la M20 si presenta come un'opzione interessante per le nazioni che desiderano potenziare le proprie capacità nel campo delle mitragliatrici.
Grazie alla sua combinazione di affidabilità, adattabilità e compatibilità con gli standard NATO, la Zastava M20 si preannuncia come una risorsa preziosa negli arsenali delle forze armate alla ricerca di una mitragliatrice moderna e versatile in calibro 7,62x51.








IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, TheFireArmBlog, WIKIPEDIA, You Tube)



















 

mercoledì 22 luglio 2026

L'APKWS (Advanced Precision Kill Weapon System) è un kit di guida sviluppato dalla britannica BAE Systems che trasforma un razzo non guidato da 2,75 pollici (70 mm) in un'arma di precisione a guida laser; vanta un costo ridotto ed è molto efficace contro bersagli mobili e droni.











https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.









L'APKWS (Advanced Precision Kill Weapon System) è un kit di guida sviluppato da BAE Systems che trasforma un razzo non guidato da 2,75 pollici (70 mm) in un'arma di precisione a guida laser. Il sistema, in dotazione agli Stati Uniti e a diversi alleati, vanta un costo ridotto ed è molto efficace contro bersagli mobili e droni. 

Il sistema APKWS è composto da:
  • Kit di guida (WGU-59): Una sezione cilindrica di mezza taglia che si avvita tra il motore e la testata del razzo standard Hydra 70;
  • Sensori: Delle alette dispiegabili dopo il lancio che contengono sensori laser per guidare il razzo sul bersaglio;
  • Compatibilità: Spara da piattaforme aeree ad ala fissa o rotante senza richiedere modifiche ai lanciatori o al cablaggio originario.

Le specifiche tecniche principali includono: 
  • Diametro: 70 mm;
  • Peso: Circa 15 kg;
  • Portata: Fino a 11 km (a seconda del lancio e della quota);
  • Guida: Laser semi-attiva.






Il sistema d'arma Advanced Precision Kill Weapon System ( APKWS )

E’ un kit che equipaggia i razzi non guidati Hydra 70 con guida laser e li trasforma in munizioni a guida di precisione (PGM).  L'arma colma il divario tra i sistemi Hydra 70 e AGM-114 Hellfire, fornendo un modo più economico per colpire bersagli leggermente corazzati. La versione originale non è mai entrata in servizio; una versione aggiornata, l' APKWS II, sì, ed è designata AGR-19/AGR-20/AGR-21 con numerose varianti. 
Il sistema utilizza lanciatori Hydra 70, motori a razzo, testate e spolette, aggiungendo un'unità di guida centrale sviluppata da BAE Systems per produrre un'arma a guida laser che, rispetto ad altre armi di precisione statunitensi, ha un costo e un peso pari a circa un terzo, una potenza inferiore più adatta a evitare danni collaterali e richiede un quarto del tempo per il carico e lo scarico da parte del personale addetto agli armamenti.
L'APKWS è l'unico programma ufficiale del governo degli Stati Uniti per il razzo semiattivo a guida laser da 2,75 pollici (70 mm). L'offerente vincente per il contratto APKWS è stato il team di BAE Systems, Northrop Grumman e General Dynamics,  battendo le offerte di Lockheed Martin e Raytheon Systems.
Nel 2015, l'APKWS è stato testato in esercitazioni a fuoco vivo con il razzo non guidato Forges de Zeebrugge, dimostrando di poter convertire altri tipi di razzi in PGM.

Progetto

L'APKWS utilizza la tecnologia DASALS (Distributed Aperture Semi-Active Laser Seeker), che prevede l'inserimento di un sensore laser sul bordo d'attacco di ciascuna delle alette di controllo anteriori, consentendo l'utilizzo delle testate Hydra 70 senza la necessità di un sensore laser nella punta del missile.
Il sistema APKWS è composto dalla piattaforma di lancio, dai razzi equipaggiati con l'unità di guida centrale WGU-59/B, dal lanciarazzi allungato a 7 tubi LAU-68 F/A, dal sistema di puntamento SCS 7 (non necessario per gli elicotteri d'attacco) e dai kit di stoccaggio Fastpack PA-140 e CNU-711/E rispettivamente per i razzi e i kit di guida, per garantirne la sicurezza sul campo. L'unità di guida centrale WGU-59/B è dotata di ottiche di ricerca DASALS che si attivano mezzo secondo dopo il lancio. Sono fissate tra il motore a razzo Mk 66 Mod 4 e una testata e spoletta, aumentando la lunghezza dell'Hydra 70 di 47 cm e il peso di 4,1 kg.
La sua portata è compresa tra 1.100 e 5.000 metri; alla portata minima, il bersaglio può essere colpito in meno di cinque secondi dal lancio. La portata è limitata dal motore Hydra 70 esistente, ma poiché il sensore può vedere fino a 14 km (8,7 miglia), un motore più potente potrebbe estendere la portata mantenendo la precisione.  Nammo sta lavorando su un motore a razzo modificato che può estendere la portata a 12-15 km (7,5-9,3 miglia).   
Era previsto un aggiornamento del software dell'APKWS per la fine del 2021; l'aggiornamento aumenta la portata del 30% grazie a una traiettoria di volo ottimizzata per ingaggiare i bersagli con un angolo di attacco più ripido, ed è anche qualificato sia su velivoli ad ala fissa che rotante in un'unica variante e migliora la logica della zona di pericolo di superficie per migliori opzioni di addestramento del campo di tiro. 
Nel giugno 2021, BAE ha testato l'APKWS in un ruolo di contrasto ai sistemi aerei senza pilota (C-UAS). Un razzo equipaggiato con APKKWS è stato dotato di una spoletta di prossimità e ha distrutto un UAS di Classe 2. La spoletta di prossimità consente di intercettare gli UAS a un costo inferiore rispetto ad altri metodi e, grazie alla guida laser del razzo che si attiva al lancio, non richiede l'aggancio del bersaglio prima del lancio. 
Nell'aprile 2025 è stata presentata una nuova variante a doppia modalità dell'APKWS II con un modello in scala reale, dotato di un sensore a infrarossi passivo oltre alla guida laser originale, che consente di sparare con la capacità "unisci e spara" (in cui il bersaglio viene inizialmente puntato con il laser per orientare il missile, ma il laser non viene mantenuto e il sensore a infrarossi subentra per la guida terminale) per aumentare la cadenza di fuoco, in particolare contro un gran numero di bersagli costituiti da missili da crociera o veicoli aerei senza pilota.  L'aggiunta del sensore a infrarossi montato sul muso ha reso necessario spostare la testata nella parte centrale del razzo, il che fornisce un modello di frammentazione dell'esplosione migliorato senza perdita di letalità; tuttavia le modifiche aumentano il costo rispetto all'originale.  Si prevede che lo sviluppo sarà completato entro la fine del 2026. 

Specifiche tecniche:
  • Lunghezza: 73,8 pollici (1,87 m)
  • Diametro: 2,75 pollici (70  mm)
  • Apertura alare: 9,55 pollici (24,3 cm) 
  • Peso: 32 libbre (15 kg) 
  • Velocità: 1.000 m/s (3.600 km/h; 2.200 mph; Mach 2,9) al massimo   
  • Portata: 1.100–5.000 m (0,68–3,11 mi) (ala rotante); 2–11 km (1,2–6,8 mi) (ala fissa)
  • Guida: puntamento laser semiattivo
  • CEP : <0,5 metri 
  • Motore: motori Hydra 70 esistenti
  • Testata: Testata Hydra 70 esistente.

Stato del programma

  • 2002: Inizia la serie di test di sviluppo di APKWS. 
  • Aprile 2005: il programma APKWS di General Dynamics viene cancellato a causa di scarsi risultati dei test. 
  • Settembre 2005: Test di volo riuscito del BAE APKWS II. 
  • Ottobre 2005: la competizione è stata riaperta come APKWS II. 
  • Aprile 2006: BAE Systems selezionata come contraente principale per il programma APKWS II. 
  • Febbraio 2007: Il finanziamento per il programma è stato ritirato dal bilancio proposto per l'anno fiscale 2008. 
  • Maggio 2007: Test di volo riuscito del BAE APKWS II in configurazione pronta per la produzione. 
  • Novembre 2008: Trasferimento del contratto dall'esercito statunitense alla marina statunitense. 

Implementazione

  • Marzo 2012: APKWS II raggiunge la capacità operativa iniziale (IOC) e viene inviato in Afghanistan con il Corpo dei Marines degli Stati Uniti. I piani prevedono la sua integrazione sull'MQ -8 Fire Scout. 
  • Luglio 2012: BAE Systems riceve dalla Marina degli Stati Uniti il contratto di produzione a pieno regime per APKWS. Le prime consegne di FRP sono avvenute nell'ottobre 2012 e l'azienda prevedeva che la successiva opzione FRP sarebbe stata assegnata entro la fine del 2012. 
  • Settembre 2012: La Marina assegna un contratto per integrare ufficialmente l'APKWS nel Fire Scout. 
  • Ottobre 2012: BAE annuncia la sua intenzione di modificare l'APKWS II per poterlo sparare da piattaforme di caccia tattici ad ala fissa. 
  • Gennaio 2013: ordinati ulteriori kit di conversione. Nessun guasto in volo durante i 100 lanci di combattimento in Afghanistan fino ad oggi. 
  • Febbraio 2013: APKWS lanciato da un A-10 Thunderbolt II. Sono state effettuate tre sortite. La prima sortita ha trasportato il razzo e il lanciatore, mentre la seconda ha sparato un razzo inerte non guidato per assicurarsi che l'arma si separasse dall'aereo. Due razzi armati sono stati sparati durante la terza sortita da 10.000 e 15.000 piedi. Il secondo razzo è stato lanciato contro un vento contrario di 70 nodi ed entrambi hanno colpito a pochi centimetri dal bersaglio. L'Aeronautica militare sta valutando l'utilizzo operativo dell'APKWS II entro il 2015 se ulteriori test avranno successo. 
  • Marzo 2013: APKWS viene integrato nel Bell 407 GT. 
  • Aprile 2013: un UH-1Y Venom ha lanciato 10 razzi APKWS contro bersagli costituiti da piccole imbarcazioni, sia ferme che in movimento, ottenendo un successo del 100% su bersagli singoli e multipli sull'acqua. L'ingaggio è avvenuto a una distanza compresa tra 2 e 4  km, utilizzando testate esplosive inerti Mk152 e testate a flechette MK149. L'UH-1Y aveva le imbarcazioni designate da un MH-60S. 
  • Ottobre 2013: APKWS è stato lanciato con successo da un AH-64 Apache. Otto razzi sono stati lanciati con l'elicottero in volo a una velocità massima di 150 kn (170 mph; 280 km/h) e a una distanza massima di 5 km (3,1 mi) dal bersaglio. Le altitudini di lancio variavano da 300 ft a 1.500 ft. BAE desidera ottenere la qualifica di aeronavigabilità per l'Apache per le vendite internazionali agli operatori di AH-64. 
  • Marzo 2014: il lanciatore di razzi digitale LAU-61 G/A (DRL) è stato schierato con l'HSC-15. 
  • Luglio 2014: BAE rivela che l'APKWS ha raggiunto la capacità operativa iniziale (EOC) con uno squadrone di elicotteri MH-60S . L'MH-60R sarà equipaggiato entro "12-18 mesi". 
  • Agosto 2014: APKWS testato sull'Eurocopter Tiger dell'esercito australiano presso il poligono di tiro di Woomera. Un elicottero era a terra e ha sparato sette razzi che hanno colpito con successo i loro bersagli. Il razzo potrebbe entrare in servizio in Australia entro l'inizio del 2015 sugli elicotteri Tiger dell'esercito e sugli elicotteri MH-60R della marina. 
  • Novembre 2014: APKWS testato sull'esercito australiano, 16ª Brigata Aviazione, Eurocopter Tiger, questa volta in volo, vicino a Darwin. I test includevano l'uso di APKWS per convertire un razzo non guidato Forges de Zeebrugge (FZ) in un'arma a guida laser di precisione. Tutti e 10 i razzi hanno colpito entro un metro dal punto laser. 
  • Ottobre 2015: gli elicotteri AH-64 Apache dell'esercito statunitense saranno impiegati in Iraq e Afghanistan. 
  • Marzo 2016: Le prime varianti di razzi per il lancio da aerei ad ala fissa vengono consegnate agli Harrier del Corpo dei Marines. 
  • Giugno 2016: APKWS implementato su F-16 e A-10 dell'USAF come parte di un requisito operativo urgente. 
  • Ottobre 2016: il tasso di produzione è aumentato a 5.000 all'anno. 
  • Giugno 2016-gennaio 2017: 200 APKWS utilizzati contro obiettivi dell'ISIL, di cui 60 durante la battaglia di Mosul. 
  • Febbraio 2018: Primo impiego operativo di APKWS sui vecchi F/A-18 Hornet del Corpo dei Marines. 
  • Dicembre 2019: l'aeronautica statunitense dimostra la capacità aria-aria dell'AGR-20A di attivare il pod di puntamento avanzato Sniper e intercettare missili da crociera a bassa quota. 
  • Nel dicembre 2019, l'85° Squadrone di Test e Valutazione presso la base aerea di Eglin, in Florida, ha condotto un test utilizzando il razzo APKWS contro un drone che simulava un missile da crociera. Adattando il razzo per la difesa contro i missili da crociera, esso può svolgere lo stesso ruolo del missile AIM-120, molto più costoso, secondo un comunicato dell'Aeronautica Militare. "Il test è stato senza precedenti e plasmerà il futuro del modo in cui l'Aeronautica Militare esegue la CMD", ha dichiarato il colonnello Ryan Messer, comandante del 53° Stormo di Eglin, in un comunicato. "Questo è un ottimo esempio di come il 53° Stormo stia utilizzando le risorse prontamente disponibili per stabilire modi innovativi che migliorano le capacità di combattimento delle nostre unità di combattimento." 
  • Nel giugno 2020, BAE ha annunciato di aver completato per la prima volta i test di lancio dell'APKWS da un lanciatore terrestre. Diversi razzi sono stati sparati da un lanciatore costruito da Arnold Defense chiamato Fletcher, progettato specificamente per veicoli terrestri, dimostrando la capacità dell'arma di soddisfare la domanda di munizioni di precisione terra-terra a distanza per piccole unità terrestri.  
  • Nell'aprile 2024, la Marina degli Stati Uniti ha ordinato cinque sistemi di lancio terrestre avanzati elettronici (EAGLS) per una consegna rapida in risposta all'urgente necessità di rispondere alle minacce UAS in Medio Oriente. L'EAGLS è un sistema autonomo composto da un lanciatore APKWS a quattro colpi, una torretta sensore con telecamere EO/IR e un radar RPS-40.

Utenti esteri

  • Sono stati configurati per l'uso sul razzo FZ per l' Eurocopter Tiger dal novembre 2014, i razzi Hydra 70 con l'MH-60R Seahawk della Royal Australian Navy dall'aprile 2015, e si prevede che saranno impiegati a bordo dell'AH-64E Apache Guardian. 
  • Il 14 aprile 2014, la Marina degli Stati Uniti ha firmato un accordo con l' Aeronautica militare giordana per la prima vendita internazionale dell'APKWS per l'uso sulla cannoniera CN-235.  La Giordania ha ricevuto 110 unità alla fine di novembre 2015. 
  • Nel novembre 2014, il Dipartimento di Stato ha approvato la vendita all'Iraq di un massimo di 2.000 razzi APKWS. 
  • Nel giugno 2015, è stato approvato un accordo per la vendita di 6 aerei d'attacco leggero A-29 Super Tucano all'aeronautica militare libanese , che includeva la vendita di 2.000 razzi APKWS da utilizzare sui turboelica. La vendita, del valore di 462 milioni di dollari, è stata finanziata dall'Arabia Saudita. 
  • Nell'aprile 2018, il Dipartimento di Stato americano ha approvato la futura vendita di unità APKWS alla Marina messicana , contemporaneamente all'approvazione della vendita di otto elicotteri MH-60R. 
  • L'Ucraina viene rifornita di razzi APKWS in seguito all'invasione russa dell'Ucraina.  Come parte di un pacchetto di aiuti annunciato dagli Stati Uniti nell'agosto 2022, è stato ordinato l'invio all'Ucraina del sistema L3Harris Vehicle-Agnostic Modular Palletized ISR Rocket Equipment (VAMPIRE). Il sistema è costituito da una sfera sensore e da un lanciarazzi APKWS a quattro canne che può essere montato su camion. Sebbene possa dirigere razzi a guida laser su bersagli terrestri, il Pentagono lo ha specificato come sistema anti-UAS.  L'azienda ha affermato che il kit potrebbe essere pronto per la consegna entro maggio 2023.  A L3Harris è stato formalmente assegnato un ordine di acquisto di 40 milioni di dollari nel gennaio 2023. L'assegnazione faceva parte di un contratto prototipo della Marina degli Stati Uniti precedente alla guerra; i test sul campo erano iniziati nel 2021 e, dopo che il sistema è stato presentato al Dipartimento della Difesa nell'aprile 2022, sono stati condotti test di portata e durata nell'estate. 14 kit sarebbero stati installati sui veicoli forniti dagli Stati Uniti all'Ucraina, con quattro sistemi da consegnare entro la metà del 2023 e altri 10 entro la fine dell'anno.  Nel maggio 2023 iniziarono ad apparire video di Humvee M1152 gestiti dall'Ucraina equipaggiati con lanciatori quadrupli LGR4 che sparavano APKWS.  A settembre, il Pentagono confermò che i primi quattro VAMPIRE erano arrivati in Ucraina a metà del 2023.  Tutti i 14 sistemi furono consegnati entro dicembre 2023.  Il 25 gennaio 2025, emersero notizie di un missile Vampire montato su una barca equipaggiato con APKWS che aveva abbattuto con successo un missile da crociera russo Kh-59 sul Mar Nero. 
  • Nell'aprile 2023, il governo degli Stati Uniti ha approvato un accordo da 31,1 milioni di dollari per fornire al Regno Unito fino a 768 APKWS-II, che equipaggeranno gli elicotteri d'attacco Apache AH-64E dell'esercito britannico. L'Eurofighter Typhoon ha testato l'APKWS nell'aprile 2026.  Nel maggio 2026, è stato annunciato che il sistema era operativo con i Typhoon del 9° Squadrone della RAF nel teatro del Medio Oriente. 
  • Nel luglio 2023, la Repubblica Ceca ha iniziato a ricevere le consegne di elicotteri Bell AH-1Z Viper insieme ai razzi APKWS-II. 
  • Nel marzo 2025, il Dipartimento di Stato americano ha approvato la futura vendita di 2.000 unità APKWS e pezzi di ricambio per un valore di 100 milioni di dollari all'Arabia Saudita.








IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, WIKIPEDIA, You Tube)