sabato 10 ottobre 2026

Deutsche Marine 2029 - 2035: la MEKO A-200 DEU o F128 sarà la futura classe di fregate per la lotta ASW. Il programma ha subito un'importante accelerazione dopo che il Ministero della Difesa tedesco ha cancellato il problematico e costoso programma F126 affidato a Damen.










La Deutsche Marine

E’ la marina militare tedesca, componente marittima della Bundeswehr. Profondamente integrata nella struttura della NATO, la sua missione è la difesa della Germania e dei suoi alleati assieme alle operazioni di peace-keeping e peace-enforcement. La marina fa risalire le proprie origini alla Reichsflotte (Flotta imperiale), costituita durante la Primavera dei popoli del 1848-52 e che per prima navigò con la bandiera nera, rossa e gialla: fondata dal democraticamente eletto Parlamento di Francoforte il 14 giugno 1848, il fallimento della rivoluzione concluse la sua breve esistenza il 2 aprile 1852; l'odierna Deutsche Marine festeggia quindi il suo anniversario proprio il 14 giugno.


Dal 1945 al 1956, i reduci della Kriegsmarine vissero nel Deutscher Minenräumdienst (German Mine Sweeping Administration, «Amministrazione tedesca per lo sminamento» nella dicitura inglese) e nelle organizzazioni che lo seguirono una sorta di stadio di transizione che permise alla futura marina di partire con una base di militari già esperti. Nel 1956, con l'entrata della Germania Ovest nella NATO, essa fu ufficialmente fondata con il nome di Bundesmarine (Marina federale). Con la riunificazione tedesca del 1990, assorbì la Volksmarine (Marina popolare) della Germania Est e diventò l'odierna Deutsche Marine.






ORDINATE 4 FREGATE AGGIUNTIVE F-128 o MEKO A-200 DEU A I CANTIERI TKMS

La Commissione Bilancio del Bundestag tedesco ha approvato l'acquisto di quattro fregate MEKO A-200 DEU aggiuntive dai cantieri TKMS. Tale provvedimento porta a otto il numero totale delle fregate MEKO da acquisire, come riportato in un comunicato stampa del Ministero della Difesa federale. La MEKO A-200 DEU (denominata ufficialmente Classe F128) è la futura classe di fregate per la lotta ASW della Deutsche Marine.  Il programma ha subito un'importante accelerazione dopo che il Ministero della Difesa tedesco ha cancellato il problematico e costoso programma F126 affidato ai cantieri olandesi Damen decidendo di acquisire un totale di 8 fregate MEKO A-200 DEU da ThyssenKrupp Marine Systems (TKMS) per un valore complessivo di circa 11,6 miliardi di euro, con la consegna della prima unità prevista entro la fine del 2029. 
Le varie sottoclassi MEKO condividono piattaforme navali pressoché identiche, pur essendo dotate di sistemi di combattimento distinti forniti da diversi produttori. Questa flessibilità consente alle marine militari di personalizzare con precisione le proprie unità, sfruttando appieno il potenziale della tecnologia MEKO per soddisfare le loro specifiche esigenze operative.
La fregata F-128 offre eccezionali doti di tenuta di mare e agilità tattica. Il suo veloce design monoscafo, dotato di skeg a prua, garantisce una drastica riduzione dell'imbardata e una stabilità direzionale senza pari anche in condizioni di mare difficili. Con una larghezza superiore a 16 metri e stabilizzatori a pinna attivi avanzati, la piattaforma rimane estremamente stabile, consentendo operazioni sicure con elicotteri e imbarcazioni fino a forza 6. Questa potente combinazione garantisce un ampio raggio d'azione operativo, inclusi i mezzi aerei, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche avverse. Il castello di prua coperto e il bordo libero elevato migliorano la galleggiabilità riducendo al minimo l'immersione del ponte e gli impatti, consentendo transiti ad alta velocità in mare agitato con la massima sicurezza.
La fregata F-128 incarna un'eccezionale capacità stealth grazie a un design e una tecnologia all'avanguardia. Il suo rivoluzionario scafo X-Form, la schermatura completa delle pareti laterali per le apparecchiature esposte, i portelloni a filo e la copertura RCSnet di tutte le aperture si combinano per offrire una sezione radar eccezionalmente bassa.
Eliminando il fumaiolo e convogliando tutti i gas di scarico del motore a combustione orizzontalmente a livello o al di sotto della linea di galleggiamento con raffreddamento attivo, e grazie a un avanzato sistema di raffreddamento dello scafo, la fregata raggiunge una firma infrarossa eccezionalmente bassa. L'integrazione di eliche piccole e leggere e il posizionamento a poppa dell'apparato propulsivo, reso possibile dal sistema di propulsione CODAG-WARP, insieme a una deriva a prua, garantiscono un silenzio acustico senza pari.
Dotata di un sistema di smagnetizzazione triassiale attivo all'avanguardia, la fregata F-128 minimizza la propria firma magnetica con una precisione senza compromessi. Questa potente combinazione di tecnologie posiziona l'unità come leader in termini di furtività e superiorità operativa.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI:
  • Flessibilità Modulare: Le navi si basano sul celebre concetto costruttivo MEKO (Mehrzweckkombination), un design "plug-and-play" che permette di sostituire rapidamente moduli d'arma e sensori in base al tipo di missione. Inoltre, possono ospitare 2 moduli di missione standardizzati in container TEU. 
  • Design Stealth Avanzato: La nave presenta una caratteristica carena a "forma di X" priva di angoli retti, riducendo la sezione radar riflessa (RCS) del 50%. Manca un fumaiolo tradizionale: i gas di scarico caldi vengono raffreddati con acqua di mare ed espulsi orizzontalmente sulla linea di galleggiamento, abbattendo la traccia termica del 75%. 
  • Propulsione Silenziosa: Utilizza il sistema CODOG-WARP. Per la navigazione economica sfrutta due motori diesel (ottimali per la caccia silenziosa ai sottomarini), mentre per gli scatti ad alta velocità si attiva una turbina a gas da 20 MW abbinata a un idrogetto (waterjet) centrale. 

SPECIFICHE TECNICHE:
  • Dislocamento: Circa 3.950 tonn;
  • Lunghezza/ larghezza: 121 m / 16,4 m;
  • Velocità max: oltre 29 nodi;
  • Autonomia: 6500 miglia nautiche a 16 nodi.





ARMAMENTI e Sistemi Previsti:
  • Artiglieria: 1 cannone principale Leonardo/OTO Melara da 127/64 mm (o 76/62 Strales) e torrette secondarie a controllo remoto Rheinmetall SeaSnake da 30 mm per la difesa ravvicinata.
  • Missili: Celle a lancio verticale (VLS Mk.41) per missili antiaerei, lanciatori per missili antinave (Kongsberg NSM) e lanciatori Mk.49 RAM per la difesa di punto.
  • Lotta ASW: 2 impianti lanciasiluri da 324 mm accoppiati a un avanzato sistema sonar a profondità variabile rimorchiato (VDS) fornito da Atlas Elektronik.
  • Elettronica: Sistema di gestione del combattimento (CMS) fornito da Saab (famiglia 9LV) accoppiato a radar della serie Sea Giraffe (4A FF e 1X).
  • Componente Aerea: Ponte di volo e hangar attrezzati per un elicottero multiruolo NH90 o, in alternativa, per droni subacquei o UAV ad ala rotante.


La suite di missili superficie-aria (SAM) installata a bordo delle fregate F-128 comprende:
  • ESSM Block 2 (Evolved Sea Sparrow Missile): È l'armamento principale per la difesa aerea a medio raggio. I missili saranno alloggiati all'interno di un sistema di lancio verticale Mk.41 VLS da 16 celle. Grazie alla tecnica del quad-packing (quattro missili per ogni cella), il lanciatore può ospitare un totale di 64 missili ESSM Block 2, ideali per intercettare minacce aeree, droni e missili antinave veloci. 
  • RAM Block II (Rolling Airframe Missile): Per la difesa di punto ravvicinata (CIWS - Close-In Weapon System), le navi saranno dotate di 2 lanciatori Mk.49 RAM. Questi servono a neutralizzare i missili ostili nelle fasi finali di attacco (inclusi i missili sea-skimming che volano a filo d'acqua). 


L'efficacia della componente missilistica aria-nave sarà garantita dai sistemi elettronici forniti dalla svedese Saab:
  • Sistema di gestione del combattimento (CMS) Saab 9LV, che coordinerà la tracciabilità e l'ingaggio delle minacce aeree.
  • Radar Giraffe 4A e Sea Giraffe 1X, quest'ultimo ottimizzato appositamente per rilevare e tracciare target aerei a bassa quota e missili supersonici.

Il comitato aveva già dato il via libera all'acquisizione delle prime quattro fregate di questo tipo l'8 luglio 2026.  L'industria si è impegnata ad avviare le consegne delle navi nel 2029. 

Le fregate saranno acquisite principalmente per la guerra ASW. Il Ministero federale della Difesa tedesco (BMVg) afferma che alla NATO è stata promessa un'ampia gamma di contributi in termini di capacità nell'ambito della pianificazione delle capacità e della difesa. Oltre ad altre capacità, la marina fornirà un contributo significativo alla difesa e alla deterrenza nel Mare del Nord e nel Mar Baltico, nonché nell'Atlantico e nell'Alto Nord, attraverso le sue capacità di guerra antisommergibile basate sul mare. La priorità è l'equipaggiamento tempestivo della marina con i sistemi d'arma urgentemente necessari, integrato dal continuo ampliamento del personale e delle infrastrutture.
La fregata F-126 era originariamente destinata alla guerra ASW. A seguito di significativi problemi di prestazioni, il governo federale, dopo un'accurata valutazione complessiva, ha infine rescisso il contratto con l'appaltatore generale, Damen Werft, scrive il ministero. La Marina tedesca ha pertanto esaminato le alternative disponibili sul mercato e ha confermato che le fregate MEKO classe A-200 DEU sono adatte alla guerra antisommergibile e al rispetto degli obblighi NATO della Germania. Inoltre, l'acquisizione di otto fregate di tipologia uniforme offre alla Marina tedesca vantaggi significativi in termini di operatività, manutenzione e addestramento.
Le spese operative per le quattro unità aggiuntive sono stimate in 1,55 miliardi di euro fino al 2045. Ogni fregata classe F128 avrà un dislocamento di 3.950 tonnellate e una lunghezza di 121 metri, rispetto alle 10.550 tonnellate e ai 166 metri delle F126.

La prima nave dovrebbe essere consegnata a dicembre 2029, le prime quattro entro marzo 2032 e tutte e otto entro il 2035, principalmente per condurre operazioni ASW nel Baltico, nel Mare del Nord, nell'Atlantico e nell'Alto Nord a supporto degli impegni della Germania nella NATO. 

L'acquisizione delle fregate F128 sostituisce un precedente programma avviato il 17 giugno 2020, quando la Germania aveva assegnato ai cantieri Damen Schelde Naval Shipbuilding un contratto da 5,48 miliardi di euro per quattro fregate F126, inclusi moduli di missione e strutture di addestramento. Berlino aveva poi aggiunto due navi per 2,88 miliardi di euro nel giugno 2024, portando l'acquisizione a sei fregate e il valore complessivo del contratto a 8,36 miliardi di euro. Ogni fregata F126 è stata progettata per essere lunga 166 metri, larga 21,7 metri e con un pescaggio di 5,9 metri, un dislocamento di 10.550 tonnellate e per ospitare 114 membri dell'equipaggio principale più 84 persone aggiuntive.
La Germania ha poi rescisso il contratto il 24 giugno 2026, dopo aver esaminato un trasferimento a Naval Vessels Lürssen che rischiava di far lievitare la spesa oltre i 18 miliardi di euro e aver concluso che Damen non era in grado di rispettare i requisiti contrattuali di costo e consegna.

APPARATO DI PROPULSIONE

Il sistema di propulsione CODAG-WARP delle F-128 combina due motori diesel da 6 MW che azionano eliche a passo variabile con una turbina a gas da 20 MW che alimenta un idrogetto centrale, per una potenza totale di 32 MW. La velocità massima supera i 29 nodi (53,7 km/h), l'autonomia supera le 6.500 miglia nautiche (12.038 km) a 16 nodi e l'autonomia operativa raggiunge i 28 giorni. Lo scafo a forma di X, le apparecchiature racchiuse, le aperture a filo, lo scarico raffreddato, le eliche a bassa rumorosità e la smagnetizzazione triassiale riducono le tracce radar, infrarosse, acustiche e magnetiche rilevabili. TKMS attribuisce al progetto MEKO A-200 una sezione radar inferiore del 50% e una traccia infrarossa inferiore del 75% rispetto ai progetti precedenti, e diverse navi di questa famiglia sono già in servizio presso Sudafrica, Algeria ed Egitto. 

DOTAZIONE ASW

L'equipaggiamento principale per la ricerca di sottomarini dell'F128 sarà incentrato su di un sonar trainato a profondità variabile Atlas Elektronik, integrato da un sonar montato sullo scafo, il cui modello non è ancora stato selezionato.
Abbassare il sonar trainato al di sotto degli strati termici del mare può migliorare il rilevamento in condizioni marine in cui un sottomarino potrebbe altrimenti rimanere al di fuori dell'area di rilevamento effettiva della nave. 

DOTAZIONE ELICOTTERISTICA E UAV

Ogni fregata è progettata per imbarcare un elicottero NH90 Sea Tiger per estendere le ricerche oltre la nave e attaccare i sottomarini con siluri leggeri. L'armamento ASW proposto comprende siluri MU90 da 324 mm e tubi di lancio Mk 32; l'MU90 pesa 304 kg, supera i 50 nodi e può operare a profondità superiori a 1.000 metri a distanze superiori a 10 km. 



Le strutture aeronautiche possono ospitare un elicottero del peso massimo di 11 tonnellate o due elicotteri del peso massimo di sei tonnellate ciascuno, con predisposizione per due UAV. Lo spazio per due moduli di missione equivalenti a 20 piedi consente l'imbarco di attrezzature aggiuntive, ma la condivisione della capacità dell'hangar tra elicotteri e moduli può ridurre lo spazio disponibile per la manutenzione e lo stoccaggio degli aeromobili.

APPARECCHIATURE RADAR

La svedese Saab fornirà anche le prime quattro fregate F128 con sovrastrutture in materiale composito, il sistema di gestione del combattimento 9LV e apparecchiature radar, nell'ambito di un contratto da 8,7 miliardi di corone svedesi aggiudicato il 16 luglio 2026, con consegne previste tra il 2029 e il 2032. 



Il radar principale sarà il Sea Giraffe 4A FF, che utilizza quattro array AESA fissi in banda S con tecnologia al nitruro di gallio per la sorveglianza a 360 gradi, integrato dal radar Sea Giraffe 1X in banda X e dal sistema di controllo del tiro CEROS 200. Il sistema 9LV di Saab integrerà questi sensori con le apparecchiature di sorveglianza subacquea e gli armamenti della fregata, consentendo agli operatori di combinare contatti radar, informazioni sonar e dati di puntamento. 

ARMAMENTI IMBARCATI

Gli armamenti previsti includono celle di lancio verticali Mk 41, missili antiaerei RIM-116 RAM, missili Naval Strike Missiles, un cannone da 127/64 o da 76/62 mm, apparecchiature SeaSnake 30 e siluri MU90.
La capacità effettiva della F128 di ingaggiare molteplici minacce aeree dipenderà quindi dalla configurazione missilistica scelta, dalla capacità dei lanciatori e dall'integrazione del radar e del sistema di gestione del combattimento. Il programma di acquisizione prevede che TKMS passi dalla fase di progettazione preliminare alla prima fregata completata entro il periodo compreso tra febbraio 2026 e dicembre 2029. Pertanto, la Germania ha già firmato un accordo preliminare per la F128 con TKMS nel febbraio 2026 e ha aumentato i finanziamenti preparatori a 240 milioni di euro a marzo. Ciò ha permesso l'approvvigionamento anticipato delle apparecchiature di propulsione e di altri componenti a lungo termine prima che le prime quattro navi ricevessero l'approvazione l'8 luglio. Questo primo lotto avrà un costo medio di 1,575 miliardi di euro per fregata, contro 1,325 miliardi di euro per il secondo, una differenza di 250 milioni di euro (15,9%) che riflette in parte le spese iniziali di progettazione.
Stahlbau Nord di Bremerhaven parteciperà alla costruzione dello scafo, mentre TKMS si occuperà dell'allestimento e dell'integrazione, potenzialmente utilizzando il cantiere navale FSG di Flensburg e la capacità produttiva dei fornitori liberata dal programma F126. Le consegne sono previste per dicembre 2029, settembre 2030, giugno 2031 e marzo 2032, rispettivamente, con intervalli di nove mesi tra una nave e l'altra. Le restanti quattro navi dovrebbero essere consegnate entro il 2035, estendendo il fabbisogno produttivo per il prossimo decennio. Di conseguenza, TKMS sta valutando attentamente se le strutture e i fornitori liberati dal programma F126 siano in grado di supportare tale programma di produzione. La Marina tedesca intende impiegare l'F128 principalmente contro i sottomarini operanti nel Mar Baltico, nel Mare del Nord, nell'Oceano Atlantico e nell'Alto Nord, compreso il corridoio Groenlandia-Islanda-Regno Unito (GIUK) che collega le acque settentrionali con l’Atlantico.

Otto fregate F128 rappresentano due scafi in più rispetto al programma F126, poi cancellato, ma il loro dislocamento complessivo di 31.600 tonnellate è inferiore di 31.700 tonnellate rispetto alle 63.300 tonnellate previste per sei F126. 

La differenza si estende anche all'aviazione imbarcata: la F126 era progettata per due elicotteri NH90 per nave, il che conferiva a sei fregate una capacità teorica di dodici elicotteri, mentre otto F128, ciascuna con un NH90, ne potrebbero ospitare otto, ma 16 più leggeri. Viceversa, otto scafi F128 forniscono due navi aggiuntive schierabili in modo indipendente, consentendo alla Marina di assegnare le unità a un maggior numero di aree di pattugliamento separate quando sono disponibili equipaggi ed elicotteri a sufficienza. Il velivolo da pattugliamento marittimo P-8A Poseidon della Marina tedesca affiancherà queste fregate, conducendo ricerche aeree di sottomarini e supportando la sorveglianza coordinata su aree marittime più ampie.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, Hartpunkt, WIKIPEDIA, You Tube)













https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.









IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.

Tutto…tranne l’amare.



















 

venerdì 9 ottobre 2026

US NAVY 2029: in data 14 settembre 2026, la Electric Boat Division di General Dynamics ha completato il “VIRGINIA PAYLOAD MODULE (VPM)” per il lancio verticale di missili; il sistema è destinato all’SSGN-803 della classe VIRGINIA.





L'Arizona (SSGN-803), un sottomarino di classe Virginia Block V, sarà la quarta nave della Marina degli Stati Uniti a portare il nome dello stato dell'Arizona e la prima nave a portare tale nome dalla perdita dell'USS Arizona ( BB-39) durante l' attacco a Pearl Harbor il 7 dicembre 1941, che trascinò gli Stati Uniti nella seconda guerra mondiale.
Rispetto ai block I-IV dei sottomarini di classe Virginia, le unità del block V incorporeranno modifiche precedentemente introdotte al progetto di base, oltre a un modulo di carico utile Virginia (VPM). Il VPM inserisce un segmento nello scafo del sottomarino che aggiunge quattro tubi di lancio verticali. Ogni tubo consente il trasporto di sette missili d'attacco Tomahawk, aumentando l'armamento a un totale di 40 missili.
Il Dipartimento della Marina statunitense ha di recente confermato un passo decisivo per affinare il proprio vantaggio competitivo, riclassificando diciannove sottomarini della classe Virginia, originariamente progettati e dotati del modulo di carico utile Virginia (VPM), come sottomarini lanciamissili (SSGN). Questo cambiamento cruciale differenzia nettamente queste piattaforme avanzate dai tradizionali sottomarini d'attacco rapido di classe Virginia (SSN), segnando un balzo in avanti nelle capacità di combattimento sottomarino, nella potenza di fuoco e nella deterrenza globale.  
"Questa riclassificazione è un chiaro riconoscimento della maggiore letalità che il sistema VPM apporta al combattimento sottomarino", ha dichiarato il vice ammiraglio Rob Gaucher, direttore dei programmi per i sottomarini. "Questi SSGN equipaggiati con il sistema VPM garantiranno che la Marina continui a dominare il dominio sottomarino per i decenni a venire. Integrando questa ulteriore capacità di carico utile, saremo in grado di aumentare la potenza di fuoco per rassicurare i nostri alleati, scoraggiare l'aggressione, superare qualsiasi avversario e fornire ai comandanti della nostra flotta uno strumento di potenza nazionale incredibilmente versatile e di grande impatto.”

Questa decisione mette in luce le formidabili capacità dei più recenti mezzi sottomarini della Marina. 

Comprendendo le classi Virginia Block V e VI, queste piattaforme saranno dotate del VPM integrato, una modifica dello scafo che aumenta significativamente la lunghezza, incrementa la capacità di munizioni e offre una flessibilità di carico utile senza precedenti. Mettendo a disposizione della Flotta capacità di attacco di precisione a lungo raggio e ad alto volume, questi SSGN costituiranno un pilastro fondamentale per le operazioni marittime distribuite e per le operazioni belliche di alto livello. Pur mantenendo la nuova designazione SSGN, rimarranno parte integrante del prestigioso programma della classe Virginia. "La riclassificazione dei sottomarini equipaggiati con il modulo di carico utile Virginia come SSGN riflette accuratamente la straordinaria capacità di attacco, la flessibilità operativa e la portata globale che queste piattaforme apportano alla Flotta", ha dichiarato il Capo delle Operazioni Navali, Ammiraglio Daryl Caudle. 

"Questa transizione avviene in un momento importante, poiché l'USS Georgia, uno dei quattro sottomarini lanciamissili della classe Ohio della US NAVY, inizia il processo di disattivazione dopo oltre quarant'anni di servizio eccezionale". 

Il Georgia e le sue navi gemelle hanno dimostrato il valore duraturo della combinazione tra la furtività sottomarina e un'impareggiabile capacità di attacco clandestino. La prossima generazione di SSGN Virginia si basa su questa eredità, offrendo maggiore sopravvivenza, adattabilità e potenza di combattimento sostenuta. Questi sottomarini forniranno alla nostra Nazione un deterrente potente e persistente, amplieranno le opzioni per i nostri comandanti operativi e garantiranno che la Marina rimanga pronta a combattere e vincere ovunque e ogni volta che venga chiamata in causa.”

La prima piattaforma VPM (SSGN 803) dovrebbe essere consegnata nell'anno fiscale 2029, con consegne programmate fino all'anno fiscale 2038. 

Una volta operative, queste piattaforme altamente resistenti saranno impiegate dinamicamente in teatri operativi globali cruciali, garantendo una presenza avanzata costante, rafforzando la solida deterrenza delle alleanze e rimanendo pronte a proiettare una potenza di combattimento decisiva in qualsiasi momento.
"La Forza Sottomarina si distingue per la sua capacità di operare senza essere individuata e di colpire senza preavviso", ha dichiarato il Vice Ammiraglio Rick Seif, Comandante delle Forze Sottomarine. "Integrando capacità di attacco di precisione ad alto volume in queste piattaforme stealth, questi SSGN rappresentano il massimo strumento per le Operazioni Marittime Distribuite, fornendo ai nostri combattenti la schiacciante e flessibile potenza di fuoco necessaria per vincere in modo decisivo in qualsiasi teatro operativo."
I sottomarini di classe Virginia sono progettati per dominare un ampio spettro di missioni in alto mare e nelle acque costiere, tra cui la guerra antisommergibile, la guerra antinave, gli attacchi di precisione, la raccolta di informazioni, la guerra irregolare e la guerra di mine. Dotati di sensori all'avanguardia, di una capacità stealth senza pari e di un'automazione avanzata, questi SSGN riclassificati opereranno impunemente nelle acque contese, garantendo alla Marina degli Stati Uniti il mantenimento dell'assoluta supremazia sottomarina.






Il Virginia Payload Module (VPM)

E’ una sezione aggiuntiva dello scafo sviluppata per i sottomarini d'attacco della classe Virginia della U.S. Navy, progettata principalmente per incrementare di oltre tre volte la capacità di lancio verticale di missili. 
Il modulo è stato introdotto per compensare la perdita di volume di fuoco subacqueo derivante dal progressivo ritiro dal servizio dei vecchi sottomarini classe Ohio convertiti (SSGN). Nel mese di agosto 2026, proprio in virtù di questo massiccio incremento di armamenti, la Marina statunitense ha ufficialmente riclassificato i 19 battelli previsti con questa modifica da sottomarini d'attacco (SSN) a sottomarini nucleari lancia-missili da crociera (SSGN).

Caratteristiche Tecniche e Capacità di Fuoco:
  • Struttura del Modulo: Si tratta di una sezione dello scafo lunga circa 21-25 metri (70-84 piedi) inserita al centro del sommergibile. 
  • I tubi di lancio: Ospita 4 grandi pozzi di lancio verticali (canister) a largo diametro. 
  • Configurazione Tomahawk: Ciascuno dei 4 tubi del VPM può contenere 7 missili da crociera di tipo Tomahawk, per un totale di 28 missili aggiuntivi. 
  • Capacità complessiva: Sommando i 28 missili del modulo VPM ai 12 già ospitati nei due tubi prodieri (i Virginia Payload Tubes o VPT), un sottomarino equipaggiato con VPM arriva a una dotazione totale di 40 celle di lancio verticali. 

Versatilità del Carico e Armi Ipersoniche - Il sistema ad architettura aperta del VPM non serve solo per i Tomahawk, ma garantisce una notevole flessibilità operativa: 
  • Missili ipersonici CPS:  ogni tubo del VPM può essere configurato per alloggiare 3 missili ipersonici del programma Conventional Prompt Strike (capaci di superare Mach 5) al posto dei Tomahawk;
  • Droni subacquei:  i grandi tubi consentono il rilascio e il recupero di veicoli sottomarini senza equipaggio (Large Displacement Unmanned Undersea Vehicles);
  • Operazioni:  il modulo può supportare l'inserimento di attrezzature per le forze speciali (Navy SEALs) e sensori da posizionare sui fondali.
  • Stato del Programma: Aggiornato a fine 2026.


L'integrazione del VPM inizia formalmente con i sottomarini del Block V e proseguirà con i futuri esemplari del Block VI. A settembre 2026, i cantieri della General Dynamics Electric Boat hanno mostrato le prime immagini del primo modulo VPM interamente completato, destinato al futuro sottomarino USS Arizona (SSGN-803), che aprirà la strada a questa nuova generazione di incrociatori subacquei della U.S. Navy.



In data 14 settembre 2026 VPM è stato ripreso su di un pontone, presumibilmente all'inizio del trasferimento verso lo stabilimento di assemblaggio finale nei cantieri di Groton, nel Connecticut.
Come sopra evidenziato, l’ARIZONA sarà il primo sottomarino dell’US Navy ad essere equipaggiato con il sistema VLS VPM, pur essendo il secondo esemplare della serie Block V ad entrare in servizio, dopo l'OKLAHOMA (SSN-802). 

L’unità sottomarina è la prima di un totale di 19 battelli che saranno dotati di VPM, con 12 esemplari di Block V e 7 del futuro Block VI così configurati nel corso dei prossimi 2 decenni.
La costruzione del primo VPM completamente assemblato segna una pietra miliare fondamentale per ripristinare e garantire capacità di attacco in profondità per il Silent Service statunitense. Il nuovo sistema di lancio imbarcato sui sottomarini dei Block V e VI consentirà di incrementare di 3 volte le capacità di lancio verticale rispetto ai precedenti battelli della classe VIRGINIA: con 4 VPM, ciascun SSGN equipaggiato e con 7 celle verticali, ogni battello potrà complessivamente lanciare fino a 28 missili TOMAHAWK o simili. 


Inoltre, 2 moduli verticali di lancio prodieri (VIRGINIA PAYLOAD TUBE, VPT), ciascuno dei quali ospita 6 missili - la dotazione complessiva di celle verticali per l’ARIZONA e per i restanti battelli Block V e VI salirà a 40 lanciatori.
Ogni VPM potrà contenere 3 missili ipersonici Conventional Prompt Strike (CPS), sulla falsariga dei DDG della classe ZUMWALT in corso di conversione. 
Sino ad oggi, sui primi 4 sottomarini nucleari della classe OHIO, già trasformati negli anni 2000 per il lancio di un massimo di 154 missili da crociera TOMAHAWK, è concentrata la maggior parte delle capacità di deterrenza convenzionale della flotta subacquea della US NAVY. Nel momento in cui questi battelli, operativi da oltre 40 anni, verranno radiati, si verrà a creare un vuoto capacitivo oltre che operativo.

Gli SSGN classe VIRGINIA con i moduli VPM andranno a colmare questo divario, incrementando considerevolmente le capacità di deterrenza missilistica convenzionale su di un numero maggiore di piattaforme, più moderne nella sensoristica e nella stealthness. 

Ad oggi, sussistono forti incertezze sui tempi: l'ARIZONA e il resto delle unità Block V cominceranno presto ad essere consegnati all'US Navy, ma soltanto il primo modulo VPM è stato completato ed è in attesa di assemblaggio assieme agli altri compartimenti del nuovo SSGN.
E’ da tener presente che la diffusa presenza dei VPM sulle unità navali statunitensi incrementerà la flessibilità operativa dei sottomarini d'attacco dell’US Navy: potrà presto essere integrata anche una variante lanciata da sottomarino del missile antiradiazioni AARGM-ER.   Come numerose altre marine al mondo, si starebbe valutando la possibilità di dotare i sottomarini anche di capacità antiaeree tramite una variante specifica del NAVAL MODULAR MISSILE o futuro intercettore di nuova generazione dell’US Navy, che sarà destinato ad essere utilizzato dai VPT e dai VPM subacquei.


SSGN VIRGINIA Block V

Il Block V ha dodici sottomarini e può incorporare il Virginia Payload Module (VPM), che fornirebbe capacità di missili guidati quando gli SSGN saranno ritirati dal servizio.  Il Virginia Payload Module sarà incluso sui sottomarini del Blocco V a partire dal secondo sottomarino, l'SSN-803.  Si prevede che i sottomarini del Block V con VPM triplicheranno la capacità di bersagli costieri per ciascun sottomarino.  La costruzione dei primi due sottomarini di questo blocco avrebbe dovuto iniziare nel 2019, ma è stata posticipata al 2020, con i contratti per i materiali a lungo termine per l'SSN-802 e l'SSN-803 assegnati alla General Dynamics Electric Boat.  Alla HII Newport News Shipbuilding è stato assegnato un contratto per materiali a lungo termine per due sottomarini del Blocco V nel 2017, i primi del Block V per l'azienda. 
Il 2 dicembre 2019, la Marina ha annunciato un ordine per nove nuovi sottomarini di classe Virginia, otto Block V e uno Block IV, per un prezzo contrattuale totale di 22  miliardi di dollari con un'opzione per un decimo sottomarino.  È stato confermato che i sottomarini Block V avranno una lunghezza aumentata, da 377  piedi (115 m) a 460  piedi (140 m), e un dislocamento, da 7.800 tonnellate a 10.200 tonnellate. Ciò renderebbe il Block V il secondo sottomarino statunitense più lungo, dopo solo i sottomarini di classe Ohio (a 560  piedi; 170 m). 
Il 22 marzo 2021, la Marina degli Stati Uniti ha aggiunto il decimo sottomarino d'attacco della serie Block V di classe Virginia  k, emettendo un adeguamento di 2,4 miliardi di dollari sul contratto del dicembre 2019. Ciò porta il costo totale del contratto con l'appaltatore principale General Dynamics Electric Boat a 24,1  miliardi di dollari. L'aumento netto per il contratto è di 1,89  miliardi di dollari, secondo un comunicato di General Dynamics. Il cantiere navale Newport News Shipbuilding di Huntington Ingalls Industries è il partner del programma. 



SSGN VIRGINIA Block VI

Per l'anno fiscale 2025, la US NAVY ha annunciato l'acquisizione di tre sottomarini Block VI, con l'intenzione di acquisirne in totale da nove a dieci. La Marina ha assegnato alla General Dynamics Electric Boat un contratto a lungo termine da 1,3 miliardi di dollari per i materiali dei primi sottomarini di classe Virginia Block VI, con un futuro contratto pluriennale previsto tra il cantiere navale e la Marina. 
I sottomarini Block VI saranno il secondo gruppo di sottomarini d'attacco di classe Virginia a essere dotati del modulo di carico utile Virginia (VAP), che soddisferà il requisito della Marina per una piattaforma missilistica d'attacco terrestre su larga scala dopo che i quattro sottomarini lanciamissili di classe Ohio saranno dismessi entro il 2030. I sottomarini Block VI saranno dotati di sei VPM (Virginia Payload Module) Multiple All-up-round Canister (MAC) larghi 84 piedi, quattro al centro del sottomarino e due a prua, con ogni VPM contenente sette TLAM, il che darà al Block VI una capacità totale di oltre quaranta missili da crociera Tomahawk.  La Marina sta anche pianificando di equipaggiare i suoi sottomarini d'attacco, compresi alcuni dei VPM del Block VI, con il nuovo sistema missilistico ipersonico Conventional Prompt Strike a partire dal 2028.  La US NAVY ha affermato che avrebbe bisogno di venti sottomarini VPM per compensare la perdita di missili d'attacco quando gli Ohio saranno ritirati.  I miglioramenti progettuali del Block VI includono miglioramenti in termini di furtività, propulsione, armamenti e tecnologia specializzata per interagire con la colonna d'acqua dalla superficie al fondale marino, consentendo al Block VI di eseguire missioni di attacco terrestre, guerra antisommergibile e navale di superficie, supporto alle operazioni speciali e missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR). 
I sottomarini Block VI saranno inoltre equipaggiati con un tipo speciale di drone che può essere dispiegato dal sottomarino, collegato tramite un robusto cavo in fibra ottica, e interfacciarsi con le reti di comunicazione militari, consentendo al sottomarino di condividere i dati raccolti dal suo sonar e da altri sistemi acustici con nodi di comunicazione aerei, di superficie e terrestri.  Si prevede che almeno un sottomarino Block VI sarà una variante specializzata per la guerra dei fondali marini, progettata specificamente per lo spionaggio sottomarino e altre missioni speciali come il dispiegamento di squadre di operazioni speciali, e alla fine sostituirà il sottomarino di classe Seawolf USS Jimmy Carter .  Nel gennaio 2025 è stato annunciato che i primi tre sottomarini Block VI si sarebbero chiamati USS Potomac  , USS Norfolk  e USS Brooklyn  ; si prevede che il contratto per la costruzione del Potomac venga emesso nell'anno fiscale 2026 con consegna e messa in servizio nel 2034 o 2035.
Nel luglio 2026, la Marina ha assegnato un contratto da 76,6 miliardi di dollari che includeva nove sottomarini Block VI. Sei saranno consegnati da Huntington Ingalls - Newport News Shipbuilding e i restanti tre da General Dynamics Electric Boat, insieme a cinque sottomarini lanciamissili balistici di classe Columbia Build II.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, RID, Navymil, WIKIPEDIA, You Tube)
















https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.









IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.

Tutto…tranne l’amare.