(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Il produttore di armi Rheinmetall, con sede a Düsseldorf, ha firmato un accordo quadro pluriennale con le forze armate olandesi per la fornitura di 15 diversi tipi di granate lanciabili a mano e munizioni pirotecniche. Il contratto del 19 gennaio 2026 fa parte di un accordo quadro quinquennale con un'opzione di proroga per altri due anni e un importo totale massimo di circa 39 milioni di euro, IVA esclusa.
I 15 diversi tipi di granate a mano e munizioni pirotecniche soddisfano i più moderni requisiti di sicurezza e qualità. Sono prodotti presso diversi stabilimenti produttivi Rheinmetall a Trittau (Germania), Silberhütte (Germania) e Schwanenstadt (Austria). L'immagine pubblicata mostra una granata a mano a frammentazione, oltre a granate stordenti e granate irritanti, e una granata a mano senza frammentazione con esplosione potenziata, sviluppata per il combattimento.
Il contratto ora concluso fa parte di una serie di accordi quadro tra la Rheinmetall e i Paesi Bassi. Oltre alle granate a mano, il produttore di armi fornisce già proiettili di artiglieria da 155 mm e munizioni da 40 mm alle forze armate olandesi.
Questo contratto sottolinea la fiducia che i nostri partner olandesi ripongono nelle prestazioni e nell'affidabilità di Rheinmetall, leader europeo nella fornitura di sistemi nel settore delle munizioni.
IL NOSTRO PENSIERO
Si vis pacem, para bellum (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.
Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia.
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà: altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE".
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.
(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, HARTPUNKT, WIKIPEDIA, You Tube)
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
L'agenzia danese per gli appalti e la logistica della difesa ha di recente assegnato alla tedesca Rheinmetall un contratto per la fornitura di una nuova granata a mano M/85A3, destinata a integrare le attuali scorte di granate a mano M/54 delle forze armate danesi.
L'annuncio è stato dato in un post sulla piattaforma europea di appalti online del gennaio 2025; l'accordo quadro con Rheinmetall Waffe Munition ARGES GmbH, ammonta a circa 28 milioni di euro ed era stato sottoscritto nel 2024.
La datata granata a mano M/54 di fabbricazione danese è stata utilizzata dalle Forze Armate danesi sin dalla sua introduzione nel 1954 ed è tuttora in servizio.
Ad ogni buon conto, l'esperienza operativa, in particolare in ambienti urbani, ha evidenziato alcune lacune di progettazione.
La M/54 è una granata estremamente potente, con una carica esplosiva di TNT compresso da 180 g, alloggiata in un involucro di acciaio a frattura naturale; tale peculiarità, non solo rende la granata relativamente pesante (540 g), limitandone la gittata di lancio, ma determina anche un raggio di esplosione e di frammentazione di circa 8 metri. Inoltre, gli effetti esplosivi e di frammentazione sono sufficientemente potenti da danneggiare potenzialmente le strutture edilizie. A causa di questi due fattori, la granata M/54 è adatta solo in parte alle operazioni in aree urbane e al combattimento ravvicinato.
Secondo le Forze di Difesa Danesi, la nuova granata M/85A3 è stata acquisita per fornire alle truppe danesi uno strumento più adatto a questi scenari.
La granata a mano sarà introdotta in due varianti: "difensiva" e "offensiva". La maggiore flessibilità e sicurezza sono stati i fattori decisivi nella scelta della nuova granata da guerra.
La M/85A3 è una granata più compatta e leggera della M/54, con un peso di 340 g per la versione difensiva e 180 g per quella offensiva. Entrambe le versioni contengono una carica esplosiva di pentrite (tetranitrato di pentaeritritolo, PETN) da 90 g. La granata offensiva utilizza l'esplosione come meccanismo di danno primario, con una frammentazione minima, rendendola ideale per gli scontri a distanza ravvicinata, come in ambienti urbani. La versione difensiva della M/85A3, oltre alla carica esplosiva, presenta un involucro a frammentazione con oltre 3.500 frammenti preformati, che le conferisce un raggio di danno di circa 5 m.
Un'ulteriore caratteristica della nuova granata a mano è il suo dispositivo di sicurezza, che rende più facile e sicuro riportare la granata in stato di sicurezza rispetto alla vecchia M/54, nel caso in cui l'utilizzatore decida di non lanciarla.
Un punto debole noto della M/54 è la difficoltà di sostituire la spina di sicurezza una volta rimossa, il che rende la "rimessa in sicurezza" della granata potenzialmente pericolosa, soprattutto in situazioni di stress e di combattimento urbano.
Nonostante le riconosciute debolezze della granata M/54, il fatto che continui ad essere utilizzata insieme alla nuova granata M/85A3 dimostra che le forze armate danesi la considerano ancora un'arma importante ed efficace.
IL NOSTRO PENSIERO
Si vis pacem, para bellum (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.
Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia.
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà: altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE".
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.
(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, HARTPUNKT, WIKIPEDIA, You Tube)
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
In data 26 gennaio 2026, l'MQ-25A ha effettuato i primi rullaggi fuori dai capannoni del nuovo stabilimento produttivo Boeing di Mascoutah, Illinois; dopo che i piloti hanno avviato il movimento tramite l'Unmanned Carrier Aviation Mission Control System, l’aeromobile ha eseguito una serie di manovre pianificate per verificare la manovrabilità di base e la funzionalità del sistema a terra: ”Il nostro primo MQ-25A Stingray operativo ha completato con successo il suo primo test di rullaggio", ha dichiarato Boeing Defense in un comunicato. "Con la semplice pressione di un pulsante da parte dei piloti del sistema di controllo missione per le portaerei, lo Stingray ha rullato autonomamente dal nuovo stabilimento alla via di rullaggio dell'aeroporto MidAmerica di St. Louis, ed ha eseguito una serie di manovre per convalidarne la funzionalità".
Il completamento del test di rullaggio avvicina il drone imbarcato al suo volo iniziale, che darà inizio alla successiva fase di valutazione operativa e di sviluppo. L'MQ-25A è in fase di sviluppo come primo velivolo senza pilota imbarcato della US NAVY ed è destinato ad effettuare il rifornimento in volo ai velivoli d’attacco imbarcati sulle portaerei nucleari statunitensi.
La Marina USA prevede che l'MQ-25A assuma il ruolo di aero-rifornitore attualmente svolto dai caccia F/A-18 Super Hornet modificati.
Spostando le missioni di rifornimento su di una piattaforma dedicata senza pilota, la US NAVY mira a ridurre l'usura dei suoi caccia con equipaggio e a riportarli ai loro ruoli primari di attacco e superiorità aerea.
Gran parte delle missioni di rifornimento in volo dell'F/A-18 Super Hornet erano dedicate a missioni di rifornimento, accelerando l'affaticamento della cellula e limitando la disponibilità per le operazioni di combattimento. L'MQ-25A è progettato per risolvere questo problema fornendo un supporto di rifornimento continuo dalle portaerei senza richiedere un pilota a bordo.
L'MQ-25A è spinto da un motore turbofan e presenta un layout alare convenzionale ottimizzato per le operazioni sulle portaerei e per voli di lunga autonomia. Il velivolo opererà dalle portaerei della marina statunitense utilizzando procedure di lancio e recupero standard e si integrerà nelle operazioni del Gruppo aereo imbarcato sulle portaerei insieme agli aerei con equipaggio.
La Boeing produce l'MQ-25A presso il suo stabilimento in Illinois, dove i droni vengono assemblati, testati e preparati per la consegna alla US NAVY. Il programma è supervisionato dalla Marina in coordinamento con il Dipartimento della Guerra, che gestisce la transizione verso un'aviazione imbarcata senza pilota, a pilotaggio remoto o pilotata dalla A.I..
La US NAVY intenderebbe acquisire più di 70 velivoli MQ-25A nel corso del programma. Una volta schierato, lo Stingray amplierà il raggio operativo dei caccia imbarcati, fornendo carburante a distanze maggiori dalla portaerei, consentendo agli aerei d'attacco di raggiungere i bersagli senza dover ricorrere agli aerorifornitori dell’USAF.
Sebbene l'MQ-25A fosse stato originariamente concepito come un velivolo senza pilota multiruolo, il programma fu ristretto per concentrarsi inizialmente sul rifornimento in volo, al fine di soddisfare un'urgente esigenza operativa. La missione di rifornimento in volo fu scelta come punto di ingresso a minor rischio per l'introduzione dei velivoli senza pilota nelle operazioni di routine delle portaerei.
La Marina USA ha confermato di puntare ad un primo volo per il velivolo senza equipaggio all'inizio di quest'anno, dopo aver mancato la scadenza autoimposta per raggiungere tale traguardo entro la fine del 2025.
Il test di rullaggio si è svolto presso la struttura Boeing situata fuori St. Louis, in Missouri, secondo quanto riportato sui social media dall'azienda e dalla Naval Air Systems (NAVAIR). All'evento ha partecipato personale della US NAVY dell'Air Test and Evaluation Squadron 23 (VX-23) e dell'Air Test and Evaluation Squadron 24 (UX-24), quest'ultimo specificamente dedicato al supporto allo sviluppo di sistemi aerei senza equipaggio.
I test di simulazione, con il drone che si muove autonomamente, rappresentano un passaggio fondamentale verso il primo volo.
Un dimostratore MQ-25 volante, noto anche come T1, è stato utilizzato per test in volo e a terra a supporto del programma Stingray per anni. Tuttavia, si tratta di un velivolo di prova che non rispecchia pienamente lo standard di produzione.
Un filmato offre nuove viste dell'insolita presa d'aria "a filo" montata sulla parte superiore del drone e del suo scarico motore inserito all'interno della fusoliera, il che sottolinea le altre caratteristiche stealth del progetto, nonché il suo design complessivo, nonostante questo non sia un obiettivo esplicito del programma MQ-25.
Il progetto dell'MQ-25 è stato influenzato dalla partecipazione dell'azienda al programma Unmanned Carrier Launched Airborne Surveillance and Strike (UCLASS) della US NAVY, poi fallito. L'UCLASS prevedeva un drone stealth imbarcato su portaerei in grado di effettuare attacchi cinetici e missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR). Nonostante il significativo lavoro svolto per implementare tale capacità, inclusi innovativi test di volo con una coppia di droni X-47B costruiti dalla Northrop Grumman, la Marina statunitense ha successivamente abbandonato i piani dell'UCLASS a favore di un aereo cisterna senza equipaggio. Questa decisione, a sua volta, ha portato all'MQ-25.
Un video offre anche una vista della torretta sensori retrattile della configurazione rappresentativa dello Stingray, posizionata sotto il muso. Torrette come queste in genere contengono una combinazione di telecamere elettro-ottiche e IR, e talvolta dispongono anche di telemetri laser, marcatori laser e designatori laser. Oltre al suo ruolo primario di piattaforma di rifornimento aereo senza pilota, la Marina USA afferma che l'MQ-25 avrà una funzione ISR secondaria. Il design complessivo dello Stingray apre la possibilità che possa svolgere altre missioni in futuro, incluso l'attacco cinetico.
Negli ultimi anni, Boeing ha lavorato alla consegna di nove Stingray di pre-produzione, cinque dei quali saranno utilizzati per test di fatica e altri test statici. La Marina statunitense prevede di acquisire un totale di 76 Stingray e, più recentemente, ha fissato come obiettivo il raggiungimento della capacità operativa iniziale (IOC) entro il 2027.
Il programma MQ-25 è stato afflitto da ritardi e crescita dei costi negli ultimi anni. L'obiettivo iniziale era la consegna del primo lotto di Stingray di pre-produzione nel 2022 e il raggiungimento dell'IOC (Initial Operation Operation) nel 2024. Lo scorso anno, la US NAVY ha ripetutamente sottolineato di stare lavorando duramente per arrivare finalmente al primo volo prima del 2026.
A parte alcuni ostacoli, i funzionari della Marina continuano a sostenere apertamente il programma MQ-25, che ritengono possa offrire un'estensione critica dell'autonomia per i velivoli attuali e futuri imbarcati sulle portaerei.
La US NAVY parla regolarmente anche del fatto che l'MQ-25 rappresenti un "pioniere" per altre future capacità di aviazione senza equipaggio imbarcate sulle portaerei. Già nel 2021, si parlava dell'obiettivo di arrivare a vedere almeno il 60% degli aerei negli stormi di portaerei diventare senza equipaggio.
Lo scorso anno, la US NAVY ha annunciato un nuovo impulso agli sforzi per acquisire una flotta di droni da combattimento collaborativi (CCA) imbarcati, incaricando quattro aziende (Anduril, Boeing, General Atomics e Northrop Grumman) di sviluppare alcuni concept. Anche Lockheed Martin ha ora un contratto con la Marina per sviluppare un'architettura di controllo comune di base. La NAVAIR ha inoltre istituito un ufficio per il programma Future Advanced Capability (FAC) incentrato sui CCA. La US NAVY aveva precedentemente stipulato un accordo formale con l'USAF e il Corpo degli US Marines per collaborare allo sviluppo dei CCA al fine di garantire l'interoperabilità, inclusa la capacità di scambiare senza soluzione di continuità il controllo dei droni durante le operazioni future.
Nel frattempo, oltre a far volare l'MQ-25, la Marina ha ancora molto lavoro da fare per integrare lo Stingray nelle operazioni di routine. Come notato, le architetture di comando e controllo critiche, insieme alle relative tattiche, tecniche e procedure, sono ancora in fase di sviluppo.
Gli Stingray dovranno inoltre integrarsi nel ritmo attuale delle operazioni in cabina di pilotaggio, incluso il semplice capire come spostarli sul ponte di volo in mezzo al trambusto di altre attività. I ponti delle portaerei sono ambienti fisicamente molto limitati e presentano condizioni operative molto diverse rispetto alle basi terrestri. Questo vale anche per le operazioni con velivoli con equipaggio, dove le persone a bordo possono fornire una maggiore consapevolezza della situazione. Un sistema indossabile simile a un guanto, che il personale potrebbe utilizzare per la movimentazione in cabina di pilotaggio, è stato utilizzato in particolare durante i test dell'X-47B. Un diverso tipo di dispositivo di controllo portatile è stato utilizzato anche in passato nei test del dimostratore T1 MQ-25. Un video pubblicato di recente non sembra offrire nuove informazioni significative su come la Marina USA prevede di manovrare gli Stingray sui ponti delle portaerei.
Risultano sviluppate nuove strutture di forza e programmi di addestramento per supportare il programma MQ-25. Con l'inizio dei test di rullaggio, l'MQ-25 è ora almeno un passo più vicino al suo primo volo.
"Il primo MQ-25A Stingray della Marina degli Stati Uniti è nelle fasi finali dei test a terra e ha completato ieri il suo primo test di rullaggio”. Una volta completati questi test e con una finestra meteorologica adeguata, l'aereo volerà".
“L'MQ-25 è ora nelle fasi finali dei test a terra e ha completato con successo il suo primo test di rullaggio a bassa velocità il 29 gennaio", ha dichiarato il Contrammiraglio della US NAVY Tony Rossi, Responsabile Esecutivo del Programma per l'Aviazione Senza Pilota e le Armi d'Attacco (PEO U&W) . "Il team sta ultimando i test dei sistemi e l'autorizzazione al volo, con il primo volo previsto una volta completata la certificazione e le condizioni meteorologiche lo permetteranno".
"Il team MQ-25A Navy-Boeing continua a compiere progressi verso il primo volo", ha aggiunto Rossi. "Negli ultimi mesi, il team ha completato i test strutturali dell'MQ-25A Stingray su di un velivolo statico, ha condotto i primi test del motore, ha completato il software certificato per il volo e ha comandato il veicolo dall'Unmanned Carrier Aviation Mission Control System (UMCS)”.
IL NOSTRO PENSIERO
Si vis pacem, para bellum (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.
Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia.
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà: altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE".
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.
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(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Il PL-17 (codice NATO: CH-AA-12) o PL-20, è un missile aria-aria oltre il raggio visivo a guida radar attiva sviluppato dalla Repubblica Popolare Cinese per l'Aeronautica Militare dell'Esercito Popolare di Liberazione (PLAAF). Il missile avrebbe una gittata dichiarata di oltre 400 km (250 mi) ed è destinato a colpire assetti aviotrasportati di alto valore come aerei cisterna e velivoli di allerta e controllo precoce AEW.
Il missile è stato testato su di un caccia Shenyang J-16 nel 2016, e può anche armare i caccia Su-30MKK e Su-35 importati dalla Cina. Si ritiene che il PL-17 sia uno sviluppo separato dal PL-21 (PL-XX) con propulsione ramjet. Nell'ottobre 2022, i media statali cinesi hanno riferito che il PL-17 era entrato in servizio nella PLAAF.
Il PL-17 è molto più grande di altri missili aria-aria a lungo raggio, con una lunghezza di 6 m (mentre il PL-15 e l'AIM-120 sono lunghi circa 4 m), in quanto imbarca una maggior quantità di combustibile solido. La lunghezza estesa rende il missile inadatto al vano armi interno del Chengdu J-20. Durante il volo, il PL-17 utilizzerebbe una guida inerziale, la navigazione satellitare e un collegamento dati per tracciare i bersagli ostili. Durante la fase terminale, il missile attiverebbe il suo cercatore multimodale con radar attivi e sensori passivi. Il missile presenta un profilo a bassa resistenza e la manovrabilità è fornita da quattro piccole alette di controllo e motori muniti di spinta vettoriale. Le stime sulla sua massima gittata operativa possono variare da 300 a 500 km, ma quella più verosimile è di circa 400 km in condizioni ideali. Il missile è spinto da un motore a razzo a doppio impulso e vola con una traiettoria di lancio elevata per raggiungere la portata riportata di 400 km (250 miglia). Ha una velocità massima superiore a Mach 4+.
Una delle armi più enigmatiche nell'arsenale dell'Aeronautica Militare dell'Esercito Popolare di Liberazione cinese (PLAAF), è il missile aria-aria a lunghissimo raggio PL-17 , sembra essere stata mostrata per la prima volta da vicino. Il missile è in circolazione da relativamente molto tempo, ma non sono stati rilasciati praticamente dettagli ufficiali al riguardo. Nel frattempo, la minaccia che esso e altri missili aria-aria cinesi rappresentano ha innescato una serie di sviluppi bellici negli Stati Uniti e tra gli alleati.
La foto rilasciata ai media del PL-17 sembrerebbe autentica, ma non possiamo esserne certi. Anche la data e il luogo dell'immagine non sono chiari; mostra un PL-17 (o, più precisamente, un modello a grandezza naturale) esposto in una fiera o in un'esposizione. Un uomo posa davanti al missile, con il volto censurato, mentre dietro l'arma c'è un cartello che pubblicizza il caccia stealth J-20.
Ci siamo abituati da anni alle "fughe di notizie" dalla Cina quando si tratta di nuovi progetti di aerei militari e dei loro armamenti. Se a ciò si aggiunge il fatto che il PL-17 è stato presentato al pubblico per la prima volta in una foto sfuocata circa 10 anni fa, la sua comparsa in una fiera di settore a questo punto potrebbe non sorprendere del tutto.
Da parte sua, la PLAAF ha pubblicato immagini ufficiali del PL-17 (sebbene mostrino il missile a una distanza considerevole, senza alcun dettaglio visibile). La pubblicazione della foto della PLAAF nel 2023, è stata interpretata come conferma che il missile era già in servizio operativo, e stava armando il Flanker.
Quando il missile apparve per la prima volta in pubblico, nel 2016, in Occidente fu denominato PL-XX; successivamente, fu suggerita la designazione PL-20, ma ora è confermata la designazione PL-17, almeno in base alle nuove foto. Ci sono segnalazioni secondo cui il missile avrebbe ricevuto il nome in codice occidentale CH-AA-12 Auger al momento della sua entrata in servizio.
Fin dall'inizio, il PL-17 è stato considerato un missile antiaereo a lunghissimo raggio, date le sue notevoli dimensioni (circa 6 metri di lunghezza). Per un missile con questa gittata, i bersagli chiave sono probabilmente assetti di grandi dimensioni e di alto valore, tra cui aerorifornitori e velivoli AEW da allerta precoce.
Nel dettaglio, il PL-17 è dotato di un motore a razzo a doppio impulso, mentre il controllo è assicurato da quattro pinne di coda relativamente piccole e da un ugello a spinta vettoriale. Come già evidenziato, il missile avrebbe una gittata massima di circa 400 km, sebbene tale numero dipenda da una vasta gamma di fattori e la gittata effettiva possa variare notevolmente a seconda delle circostanze dell'ingaggio. Si stima che possa raggiungere una velocità massima di almeno Mach 4+.
Si ritiene che la guida sia ottenuta tramite una combinazione di un collegamento dati bidirezionale e di un seeker AESA (Active Electronically Scanned Array), che si dice sia altamente resistente alle contromisure elettroniche. Esistono anche segnalazioni di un seeker antiradiazioni passivo a integrazione del seeker principale. Questo potrebbe essere particolarmente utile contro i velivoli radar di allerta precoce e contro eventuali bersagli in movimento a terra.
Tuttavia, sfruttando appieno il potenziale del PL-17, in termini di gittata, gli scontri probabilmente implicherebbero dati di puntamento forniti da aerei di allerta precoce aviotrasportati amici (un insieme di capacità in cui la Cina ha investito molto), altri aerei più vicini al bersaglio, radar terrestri e di superficie o persino satelliti.
In passato si era ipotizzato che ci fosse una possibile finestra ottica sul lato del muso del missile, che avrebbe potuto indicare la presenza di un ulteriore sensore IR, sebbene non vi sia traccia di ciò nella versione a grandezza naturale.
Finora, il PL-17 è stato visto a bordo del J-16, anche se si è ipotizzato che potrebbe essere adattato per il trasporto esterno anche sul J-20.
Certamente, sembra troppo grande per essere utilizzato per armare i caccia J-10 o persino il J-35 stealth, il che sembrerebbe sollevare un grosso interrogativo sulle sue potenziali prospettive di export. D'altra parte, il missile potrebbe essere ben concepito come armamento per i futuri aerei da combattimento cinesi, in particolare il jet di sesta generazione J-36, dotato di un'ampia capacità di armamento interno.
In ogni caso, l'esistenza del PL-17, insieme ad altri sviluppi missilistici aria-aria cinesi avanzati, è diventata una questione molto seria per le forze armate statunitensi. Le preoccupazioni circa l'erosione del "divario missilistico" tra Cina e Occidente hanno spinto la messa a punto del missile tattico avanzato congiunto AIM-260, ancora altamente classificato, tra le altre iniziative missilistiche aria-aria a lungo raggio.
L'anno scorso, la US NAVY ha introdotto, almeno su scala limitata, una versione aviolanciata dello Standard Missile-6 (SM-6) con la designazione AIM-174B.
La gittata di quest'arma è ancora classificata, ma dovrebbe essere di gran lunga superiore a quella del missile aria-aria avanzato a medio raggio AIM-120D AMRAAM, probabilmente almeno il doppio e forse persino il triplo, contro bersagli di grandi dimensioni. Ciò implicherebbe la capacità di colpire alcuni tipi di bersagli aerei a diverse centinaia di miglia di distanza.
Per ora, rimangono molti interrogativi sulle capacità e le caratteristiche tecniche complete del PL-17. Se le nuove foto fossero autentiche, tuttavia, confermerebbe che Pechino è disposta a rivelare almeno alcuni aspetti del grande missile a un pubblico più ampio. In quest'ottica, potremmo presto scoprire di più su quest’arma.
IL NOSTRO PENSIERO
Si vis pacem, para bellum (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.
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La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
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Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà: altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE".
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….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.
(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, TWZ, WIKIPEDIA, You Tube)