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domenica 23 agosto 2026

Flygvapnet 2027: la Saab ha reso noto sui media una breve sequenza video che mostra i primi dettagli di un concept dell’A3-01 / 02 / 03, velivoli da combattimento senza pilota (Collaborative Combat Aircraft, CCA).













https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.












La Flygvapnet è l'elemento aeronautico delle forze armate svedesi (Sveriges försvarsmakt).

Nel 1911 la marina svedese ricevette in dono un Blériot XI, mentre nel 1912 l’esercito svedese ricevette un Nieuport IV e un Breguet CU-1. L’aeronautica militare svedese è stata attivata il 1º luglio 1926 unendo le unità aeree dell’esercito e della marina e creando quattro squadroni, che vennero incrementati a sette nel 1936.

All’inizio della Seconda guerra mondiale la forza aerea aveva avviato un processo di espansione. Nonostante la neutralità della Svezia, un’aeronautica consistente era ritenuta una delle necessità per prevenire invasioni e ingerenze da parte delle grandi potenze. Per sopperire alla carenza di petrolio importato da paesi in guerra, i combustibili aeronautici svedesi vennero prodotti raffinando scisto bituminoso. L’aeronautica svedese partecipò alla Guerra d’inverno inviando 12 J8A e 4 Hawker Hart con relativi piloti e staff, tutti su base volontaria, a sostegno della Finlandia. Al termine della Seconda guerra mondiale l’aeronautica svedese contava circa 600 aerei divisi in 16 squadroni, mentre all’inizio della guerra era composta da circa 180 aerei. Molti dei nuovi aerei consegnati vennero prodotti dalla neonata Saab.



SAAB A3-01 / 02 / 03 Collaborative Combat Aircraft, CCA

Al Jubilee Air Show presso la base aerea di Malmen a Linköping, in Svezia, la Saab ha presentato un modello concettuale a grandezza naturale di un futuro sistema aereo da combattimento senza equipaggio. Il concept, denominato A3-001, illustra la possibile evoluzione delle future capacità aeree da combattimento, in cui piattaforme con e senza equipaggio operano insieme come parte di un sistema integrato.
La piattaforma senza equipaggio si basa sulla lunga tradizione di innovazione aerospaziale di Saab e potrebbe integrare il Gripen e le future capacità di combattimento aereo con equipaggio. Il concept è progettato per missioni ad alto rischio, come la guerra elettronica, la soppressione delle difese aeree nemiche e le operazioni di attacco di precisione in ambienti altamente ostili. Grazie alla bassa osservabilità, all'elevato grado di autonomia e alla capacità di operare in più domini, il concetto illustra una potenziale componente di una futura capacità di combattimento aereo: ”Attualmente ci troviamo in una fase di sviluppo intensivo in cui, insieme alla Svezia, stiamo esplorando tecnologie che getteranno le basi per la prossima generazione di sistemi aerei da combattimento. Nell'ambito di questo lavoro, intendiamo far volare dimostratori senza equipaggio con caratteristiche simili a quelle di un caccia entro il 2030, supportando la Svezia nella valutazione delle sue opzioni future", afferma Peter Nilsson, responsabile della business unit Advanced Programs di Saab. "Questo sistema Saab A3, separato dagli altri, è un nostro concept per ciò che potrebbe seguire verso la metà degli anni 2030, qualora la Svezia decidesse di basarsi sul lavoro che stiamo attualmente svolgendo. Saab è ben posizionata per sviluppare la prossima generazione di sistemi aerei da combattimento, basandosi su Gripen e GlobalEye, unitamente alla nostra lunga esperienza nei sistemi aerospaziali avanzati."

Il modello concettuale a grandezza naturale è stato esposto al pubblico durante il Salone aeronautico delle Forze Armate svedesi e ha illustrato una potenziale futura componente senza equipaggio all'interno di un approccio sistemico alla guerra aerea. 

La Saab, come noto agli addetti ai lavori, è un'azienda leader nel settore della difesa e della sicurezza, con una missione fondamentale: aiutare le nazioni a proteggere i propri cittadini e la società. Grazie al contributo di 28.000 persone di talento, Saab si impegna costantemente a superare i limiti della tecnologia per creare un mondo più sicuro e sostenibile. Saab progetta, produce e gestisce sistemi avanzati nei settori dell'aeronautica, degli armamenti, del comando e controllo, dei sensori e dei sistemi subacquei. Con sede centrale in Svezia, Saab opera a livello globale e contribuisce in modo significativo alle capacità di difesa nazionale di diverse nazioni.

I primi dettagli di un concept per un velivolo da combattimento senza pilota (Collaborative Combat Aircraft, CCA) della SAAB.

L'azienda non menziona dettagli tecnici né la designazione del velivolo. La dichiarazione si limita a dire: "Il futuro del combattimento aereo non si basa su un singolo velivolo, ma su un sistema integrato composto da diversi sistemi. Siamo orgogliosi di presentare il nostro concept per un futuro sistema di velivoli da combattimento senza pilota. Basandosi sul patrimonio aeronautico svedese, questa piattaforma è progettata per operare a fianco di velivoli con equipaggio, garantendo la massima flessibilità e sicurezza negli ambienti più ostili. Sviluppata per operazioni multidominio e collaborazione nelle dimensioni aerea, terrestre, marittima, spaziale e cibernetica.”

In particolare, l'ultima frase suggerisce che il caccia in fase di sviluppo non sarà progettato esclusivamente per ingaggiare bersagli aerei. 

Le capacità multidominio indicano in genere la capacità di operare in più dimensioni, almeno in aria e in un'altra dimensione. Ciò potrebbe suggerire capacità aria-terra o la possibilità di utilizzare il sistema come piattaforma di guerra elettronica.
Un video mostra un sistema denominato A3-01, apparentemente dotato di un motore a reazione e di un'ala a delta. Inoltre, le capacità stealth erano chiaramente un elemento chiave nella progettazione del CCA. Sulla fusoliera sono visibili anche due prese d'aria laterali (sinistra e destra). Il design complessivo suggerisce che il velivolo da combattimento senza pilota potrebbe essere in grado di raggiungere velocità supersoniche.

Il concept potrebbe essere stato sviluppato per conto delle Forze Armate svedesi. 

Lo scorso ottobre 2025, l'agenzia svedese per gli appalti FMV (Försvarets materialilverk) ha incaricato la Saab di condurre uno studio di fattibilità sui futuri sistemi di aerei da combattimento; il contratto comprendeva studi concettuali per soluzioni con e senza pilota da una prospettiva di sistemi di sistemi, nonché lo sviluppo tecnologico e la realizzazione di prototipi. Fu inoltre annunciato che il lavoro concettuale e lo sviluppo tecnologico sarebbero stati completati entro il terzo trimestre del 2026, mentre i lavori sul prototipale sarebbero proseguiti fino al 2027, inclusi i primi voli. Questa tempistica potrebbe essere in linea con i piani attuali di Saab.

Il concept presentato è un sistema di velivolo da combattimento senza pilota, che Saab definisce genericamente come Piattaforma Collaborativa Autonoma (ACP).

Saab sta attualmente sviluppando tre diversi programmi di combattimento automatico (ACP). Un modello mostrato in un video raffigura il più avanzato dei tre, denominato ACP 03, che l'azienda svedese del settore della difesa sta sviluppando con risorse proprie. 

La Saab sta lavorando anche agli ACP 01 e 02, che vengono sviluppati e costruiti per le Forze Armate svedesi:
  • La piattaforma denominata 01 dovrebbe effettuare il suo primo volo entro i prossimi 15 mesi. L'obiettivo è presumibilmente quello di dimostrare la capacità di Saab di lanciare con successo un velivolo senza pilota dotato di tecnologia stealth. Il sistema dovrebbe utilizzare lo stesso motore GE Aerospace F414 del Saab Gripen E/F. Esternamente, l'A1 presenta una forte somiglianza con il design 03, con la principale differenza rappresentata dalle derive di coda inclinate verso l'esterno.
  • L'ACP 02, utilizzerà anch'esso il motore F414 ma non avrà alcuna somiglianza esterna con le piattaforme 01 o 02. Questa piattaforma è in fase di sviluppo anche per le Forze Armate svedesi e il suo primo volo è previsto per la fine degli anni 2020, dove servirà come piattaforma di prova per lo schieramento di armamenti, nonché per nuovi materiali, sensori e tecnologie.
  • Per quanto riguarda la tempistica per la piattaforma O3, questa sembra dipendere in larga misura da un potenziale ordine da parte di un cliente. Saab considera possibile l'avvio di una campagna di voli di prova nei primi anni del 2030. In tal caso, l'introduzione del sistema – con capacità iniziali – a metà degli anni 2030 sarebbe ipotizzabile. Poiché si trova attualmente in una fase di sviluppo molto precoce, sono stati definiti solo pochi parametri. L'intenzione è apparentemente quella di sviluppare un velivolo da combattimento autonomo supersonico che eguagli le prestazioni di un caccia con equipaggio e che possa supportare il Gripen E in combattimento aereo come gregario. Con ulteriori sviluppi, il sistema potrebbe poi assumere ruoli più complessi a partire dagli anni 2040, come l'ingaggio di obiettivi terrestri o il contrasto e la soppressione delle difese aeree nemiche.








IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, SAAB, Hartpunkt, WIKIPEDIA, You Tube)



















 

martedì 18 agosto 2026

Next Generation Air Dominance (NGAD): il Boeing F-47 è il caccia da superiorità aerea di sesta generazione ufficiale degli Stati Uniti. E’ destinato a succedere ufficialmente al Lockheed Martin F-22 Raptor. Il caccia stealth di sesta generazione utilizzerà turbofan a ciclo adattivo sviluppati nell'ambito del programma Next Generation Adaptive Propulsion (NGAP).












https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.











Il Boeing F-47 è il caccia da superiorità aerea di sesta generazione ufficiale degli Stati Uniti. 




Sviluppato nell'ambito del programma Next Generation Air Dominance (NGAD) dell'USAF, è destinato a succedere ufficialmente al Lockheed Martin F-22 Raptor. L'esistenza del programma e l'assegnazione dell'appalto sono rimaste segrete per oltre un decennio prima di essere rese pubbliche nel marzo 2025, quando Boeing si è aggiudicata un contratto di sviluppo da 20 miliardi di dollari.

Stato del programma e sviluppo

  • Origini Segrete: Il caccia ha volato per diversi anni in totale riservatezza sotto forma di prototipi sperimentali X-Plane (sviluppati da Boeing e DARPA), accumulando centinaia di ore di volo e riducendo drasticamente i rischi tecnologici.
  • Produzione Avviata: La produzione del primo esemplare di pre-serie è ufficialmente iniziata negli stabilimenti avanzati Boeing di St. Louis, Missouri.
  • Tabella di Marcia: Il primo volo ufficiale del prototipo finale è pianificato per il 2028, con una prima capacità operativa (IOC) prevista tra il 2029 e il 2030, per poi giungere al dispiegamento su larga scala nei primi anni 2030.
  • Flotta Prevista: I piani dell'aeronautica statunitense prevedono l'acquisizione di almeno 185-200 velivoli F-47. 

Caratteristiche tecniche e design stimati

Il design esatto dell'F-47 rimane in gran parte classificato, ma le specifiche condivise dall'USAF e dagli analisti di settore indicano una netta rottura con i caccia di quinta generazione (come l'F-35):
  • Architettura Tailless (Senza Coda): Presenta una configurazione a "aquilone modificato" (cranked-kite) priva di stabilizzatori verticali, ottimizzata per una furtività (stealth) a 360 gradi (all-aspect stealth) contro i radar a bassa frequenza.
  • Propulsione NGAP: Spinto da motori a ciclo adattivo di nuova generazione (Next Generation Adaptive Propulsion). Questi motori forniscono un incremento del raggio d'azione del 25-30% e una potenza termica/elettrica massiccia per alimentare futuri radar avanzati e armi a energia diretta (laser).
  • Prestazioni: Il caccia è progettato per superare una velocità di Mach 2 e per operare a quote estremamente elevate.
  • Raggio d'Azione: Possiede un raggio di combattimento senza rifornimento superiore alle 1.000 miglia nautiche (circa 1.900 km), pensato specificamente per i teatri operativi estesi come l'Indo-Pacifico. 

Il "Cervello" del campo di battaglia

L'F-47 non opererà come un caccia tradizionale isolato, ma fungerà da hub centrale e coordinatore di un ecosistema di rete (Family of Systems):
  • Controllo Droni (CCA): Ogni F-47 guiderà e coordinerà in volo sciami di droni ala fedele autonomi chiamati Collaborative Combat Aircraft (CCA), delegando loro compiti di ricognizione, guerra elettronica o trasporto di munizioni aggiuntive. 
  • Fusione Sensoriale e AI: Integrerà algoritmi di intelligenza artificiale per fondere istantaneamente i dati provenienti da radar AESA, sensori IRST, satelliti e assetti navali, offrendo al pilota una mappa della minaccia già prioritizzata.



Il caccia stealth di sesta generazione dell'U.S. Air Force Boeing F-47 NGAD, utilizzerà i motori a ciclo adattivo sviluppati nell'ambito del programma Next Generation Adaptive Propulsion (NGAP). 

Questi motori non sono turboventole tradizionali (turbofan), ma evoluzioni a tre flussi d'aria progettate per ottimizzare radicalmente sia l'efficienza dei consumi sia la spinta supersonica.







I turbofan in competizione (NGAP)

Attualmente due colossi aerospaziali stanno sviluppando i prototipi fisici per aggiudicarsi la motorizzazione definitiva del caccia:
  • General Electric XA102: Motore adattivo di sesta generazione che ha superato la revisione di prontezza dell'assemblaggio (ARR) nel maggio 2026. 
  • Pratt & Whitney XA103: Variante concorrente a ciclo variabile che ha superato lo stesso traguardo tecnico (ARR) quasi in contemporanea nel maggio 2026. 

Il ciclo adattivo a tre flussi

A differenza dei turbofan fissi installati sui caccia di quinta generazione (come il Pratt & Whitney F135 dell'F-35), i propulsori dell'F-47 integrano un terzo flusso d'aria dinamico: 
  • Modalità Cruise (Alta Efficienza): Il terzo flusso si apre aumentando il rapporto di bypass. Il motore si comporta come quello di un aereo di linea commerciale, riducendo i consumi fino al 25% per garantire un raggio d'azione superiore alle 1.000 miglia nautiche. 
  • Modalità Combat (Alta Spinta): Il terzo flusso si chiude convogliando tutta l'aria nel nucleo. Questo genera una spinta massiccia per combattimenti o per superare Mach 2 senza l'uso del postbruciatore (supercrociera avanzata). 
  • Gestione Termica e Stealth: Il terzo flusso d'aria agisce anche come scambiatore di calore. Assorbe il calore dell'elettronica interna prima che scaldi la fusoliera, riducendo drasticamente la traccia infrarossa (IR) del velivolo. 
  • Potenza Elettrica: L'architettura della turbina è progettata per generare energia elettrica nell'ordine dei megawatt, fondamentale per alimentare i futuri sistemi d'arma a energia diretta (laser) e suite di guerra elettronica avanzate. 

Il problema della linea temporale (i motori ad interim)

Il primo volo dell'F-47 è ufficialmente pianificato per il 2028, con i primi prototipi di cellula già in costruzione da parte di Boeing. Tuttavia, i motori NGAP definitivi (XA102/XA103) non completeranno i test e la certificazione prima dei primi anni 2030. 
Per questo motivo, l'U.S. Air Force farà volare inizialmente l'F-47 con dei motori provvisori (interim), molto probabilmente varianti aggiornate dei turbofan Pratt & Whitney F135. Questi motori temporanei consentiranno i test aerodinamici superando Mach 2, ma non offriranno il raggio d'azione completo o la generazione di energia megawatt fino a quando non verranno installati i motori adattivi definitivi.

LO STATO DEL PROGRAMMA NEL 2025

Come segnalato dalla RIVISTA ITALIANA DIFESA, il Generale statunitense David Allvin, ha fornito alcune conferme sullo stato del progetto F-47 Next Generation Air Dominance (NGAD): “dopo anni di lavoro, centinaia di ore di test, migliaia di anni-uomo in laboratorio, il Presidente ha annunciato l'F-47” e la Boeing ha iniziato l’assemblaggio del primo velivolo pilotato, con l'obiettivo di effettuare il primo volo nel 2028.
Lo stesso alto ufficiale ha ribadito che la segretezza è una caratteristica fondamentale dell'intero progetto. Finora sono state rilasciate solo 2 immagini al computer che “non riflettono necessariamente in modo completo” l'aspetto reale del velivolo.
Diversi “X plane”, volano da tempo per ridurre i rischi del NGAD e portare al velivolo di serie.
L'USAF conferma un raggio di combattimento di oltre 1.000 miglia nautiche e una velocità di “Mach 2+”. Tutto il resto è ancora sconosciuto. Il velivolo della Boeing sarà probabilmente dotato di una tecnologia stealth avanzata “a banda larga” e di una nuova suite di sensori ed EW, e i suoi motori gli consentiranno probabilmente di effettuare “super-crociere” su lunghe distanze.
Almeno 185 esemplari sostituiranno tutti gli F-22, ma si spera che il numero finale possa essere più alto e che l'F-47 possa evolversi rapidamente attraverso più cicli di produzione. 
Il costo unitario per ogni velivolo avrebbe raggiunto i 300 milioni di $!
La Boeing risulta aver effettuato grossi investimenti per ampliare i propri stabilimenti a St. Louis, nel Missouri, in vista della produzione del nuovo caccia in una linea di assemblaggio completamente nuova e dedicata all'F-47, per un costo complessivo di circa 1,8 miliardi di dollari.
Come noto, la Boeing è anche in lizza per il caccia imbarcato F/A-XX dell’US Navy, che avrebbe molte somiglianze con l'F-47. Sia la Northrop Grumman che Lockheed Martin hanno abbandonato la gara. 














IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, RID, WIKIPEDIA, You Tube)























 

lunedì 17 agosto 2026

Forze aeree svizzere 2028: secondo Armasuisse, la produzione dei caccia svizzeri F-35A procede come previsto: a Cameri, in Italia, è stata assemblata la prima sezione di fusoliera con la prima ala. L'ordine complessivo prevede l'acquisizione di 30 velivoli di quinta generazione da parte di Berna, un numero ridimensionato rispetto ai 36 iniziali per rispettare il tetto di spesa di 6 miliardi di franchi svizzeri approvato tramite referendum.












https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.








Forze aeree svizzere

Forze aeree svizzere (in tedesco Schweizer Luftwaffe; in francese Forces aériennes suisses; in romancio Aviatica militara svizra; in inglese Swiss Air Force a uso internazionale, sigla SAF) è il nome ufficiale dell'aviazione militare della Svizzera dal 1956.

In precedenza era nota come Truppe d'aviazione dell'Esercito svizzero (in tedesco Schweizerischen Fliegertruppe; in francese Troupes d'aviation et de DCA).
L'Aeronautica svizzera fu creata il 31 luglio 1914 come componente dell'esercito grazie a una colletta nazionale privata promossa dalla società degli ufficiali e che riuscì a raccogliere 1,7 milioni di franchi. Nel 1910 infatti il Consiglio federale si rifiutò di finanziare la formazione di piloti a scopo militare. Allo scoppio della prima guerra mondiale la forza aerea elvetica si componeva di soli otto velivoli privati e dieci piloti a disposizione. Il conflitto, che risparmiò il Paese, favorì lo sviluppo dell'aviazione e nel 1918 la Svizzera disponeva di 68 aerei (prevalentemente da ricognizione).
Nell'immediato dopoguerra i mezzi a disposizione dell'aviazione rimasero prevalentemente gli stessi ma l'esercito si adoperò comunque per la creazione di nuove piste come Losanna e Payerne che si aggiungevano a Thun, Dübendorf e Beundenfeld. La spinta al riarmo, negli anni trenta, convinse l'esercito a dotarsi di nuovi velivoli da combattimento come i Fokker C.V-E, i Dewoitine D.27, gli EKW C-35, i Morane-Saulnier MS.406 e i Messerschmitt Bf 109.
Nel 1956 le squadriglie delle Forze aeree svizzere furono le prime al mondo a dotarsi completamente di aerei a reazione dopo aver acquistato (e parzialmente costruito su licenza) 175 Vampire e 250 Venom. Nel 1958 entrarono in attivo anche i primi elicotteri di una certa importanza (Alouette II) e i cacciabombardieri Hawker Hunter MK 58 che, successivamente (dal 1964 al 1994), diverranno gli aerei utilizzati dalla Patrouille Suisse (una delle pattuglie aeree acrobatiche dell'esercito svizzero. Ci sono anche il PC-7 TEAM, il Super Puma Display Team e il F/A-18 Hornet Solo Display Team).
Nel 1961 l'Assemblea federale approvò l'acquisto di 100 aerei da combattimento Dassault Mirage III (per una spesa complessiva di 871 milioni di franchi svizzeri). Nel 1964 il Consiglio federale chiese un credito aggiuntivo di 576 milioni legato all'aumento dei costi di produzione vista la decisione di produrre i velivoli in Svizzera con licenza. Lo scandalo che ne seguì istituì per la prima volta una commissione d'inchiesta parlamentare in Svizzera. Dei 100 aerei previsti ne entrarono in funzione solamente 57.
Nel 1975 entrarono poi in servizio 110 F-5 E Tiger di produzione statunitense. Nel 1987 la svizzera si dotò di un nuovo elicottero per il trasporto (Super Puma). Nel 1993 l'esercitò svizzero acquistò 34 F/A-18 Hornet che rappresentavano il fiore all'occhiello dell'aviazione a quel momento. Nel 1977 l'aviazione militare svizzera partecipò alle sue prime esercitazioni all'estero che divennero prassi nei decenni successivi prima in Sardegna (sino al 1991) e poi sopra il Mare del Nord.
Dal 2000, sui cieli svizzeri, sono anche attivi alcuni aeromobili a pilotaggio remoto (APR) del tipo ADS-95 Ranger (coproduzione israeliana) utilizzati anche per operazioni di polizia.
Ogni decisione riguardante l'acquisto di nuovi mezzi per l'aviazione è controversa dal punto di vista politico. In Svizzera, ormai da decenni e perlomeno dall'affare Mirage, i gruppi partitici che si oppongono alle forze armate e ai suoi finanziamenti raccolgono un numero crescente di consensi e non è un caso se, già nel 1993, l'acquisto degli F/A-18 Hornet superò con margini esigui la votazione popolare.
Il programma d'armamento 2004 (che prevedeva l'acquisto di due aerei da trasporto tattico CASA C-295) venne respinto dal parlamento. Sorte simile anche per il programma 2009 (che chiedeva tra l'altro 404 milioni per l'ammodernamento della flotta F/A-18). In quest'ultimo caso hanno pesato sulle decisioni politiche lo scandalo Roland Nef (il capo dell'esercito indagato per violenza domestica), le tragedie della Jungfrau e del Kander (sei soldati travolti da una valanga nella prima; cinque travolti dalla corrente durante un'esercitazione nella seconda) e le difficili relazioni tra l'UDC e il Ministro della difesa Samuel Schmid. Nel 2008, inoltre, al popolo è stata sottoposta un'iniziativa denominata "Contro il rumore dei velivoli da combattimento nelle regioni turistiche". La stessa, promossa da Franz Weber, è stata respinta ma ha nuovamente sottolineato il momento difficile dell'esercito svizzero e dell'aviazione in particolare.
A partire dai primi anni del 2000, la Svizzera si è messa alla ricerca di un nuovo apparecchio per sostituire parzialmente i Tiger F-5 (alcuni di essi erano stati tra l'altro prestati alla vicina Austria). I produttori in lista per accaparrarsi la commessa (e i cui velivoli erano già stati precedentemente testati dall'esercito) erano la francese Dassault con il Rafale, il consorzio EADS con l'Eurofighter e la svedese Saab con il Gripen, la statunitense Lockheed Martin che si è aggiudicato il contratto per gli F-35A da assemblare a Cameri (Novara).



Secondo Armasuisse, la produzione dei caccia svizzeri F-35A procede come previsto: a Cameri, in Italia, è stata assemblata la prima sezione di fusoliera con la prima ala, stando a quanto riportato dall'Ufficio federale svizzero per gli armamenti.





Cameri ospita l'unica linea di assemblaggio finale dell'F-35 in Europa e fa parte della rete di produzione internazionale. La consegna del primo F-35A prodotto a Cameri è prevista direttamente in Svizzera a metà del 2028.
La produzione degli aerei da combattimento F-35A Lightning II destinati alla Svizzera è entrata nel vivo proprio in questo periodo. L'ordine complessivo prevede l'acquisizione di 30 velivoli di quinta generazione da parte di Berna, un numero ridimensionato rispetto ai 36 iniziali per rispettare il tetto di spesa di 6 miliardi di franchi svizzeri approvato tramite referendum. 

Stato della produzione e ruolo dell’Italia

I primi importanti componenti del primo caccia elvetico (immatricolazione militare J-6004) hanno preso forma in Italia. La prima sezione della fusoliera e l'ala (numero di serie MJ-4) sono state assemblate presso la FACO di Cameri, in provincia di Novara, lo stabilimento di Leonardo che ospita l'unica linea di assemblaggio finale degli F-35 in Europa.

Il processo logistico e industriale prevede le seguenti tappe:
  • Integrazione negli USA: Dopo la lavorazione a Cameri, la fusoliera e le ali vengono trasportate a Fort Worth, in Texas (Lockheed Martin), per l'assemblaggio finale.
  • Addestramento piloti: A partire dalla metà del 2027, i primi 8 velivoli svizzeri saranno schierati presso la Ebbing Air National Guard Base in Arkansas per la formazione del personale di terra e dei piloti elvetici. 
  • Consegna in Svizzera: Il primo caccia arriverà sul suolo svizzero a metà del 2028. 

Basi Operative in Svizzera

Una volta rientrati dagli Stati Uniti, i caccia stealth verranno distribuiti gradualmente presso tre principali aerodromi militari elvetici: 
  • Payerne (VD): Sarà la prima base a ricevere i velivoli a metà del 2028.
  • Meiringen (BE)
  • Emmen (LU).

Nello stabilimento Leonardo di Cameri, in provincia di Novara, sono attualmente in fase di produzione i componenti chiave del primo F-35A svizzero. 


La sezione della fusoliera, numero di serie MJ-4, e l'ala, attualmente in fase di assemblaggio, andranno a far parte del velivolo svizzero con la matricola militare J-6004.
Con la produzione di questi componenti, la nuova flotta di aerei da combattimento sta prendendo sempre più forma. Secondo quanto annunciato, dopo il completamento della produzione a Cameri, la sezione della fusoliera, con le ali già montate, verrà trasportata negli Stati Uniti. Nello stabilimento Lockheed Martin di Fort Worth, in Texas, il componente verrà assemblato con gli altri componenti dell'aereo.
I primi otto F-35A destinati alla Svizzera saranno schierati a partire dalla metà del 2027 presso la base della Guardia Nazionale Aerea di Ebbing, in Arkansas, per l'addestramento di piloti e personale di terra svizzeri.
I caccia di fabbricazione statunitense saranno poi gradualmente trasferiti in Svizzera. Il primo F-35A dovrebbe arrivare in Svizzera da Cameri entro la metà del 2028. Secondo Armasuisse, il J-6004 dovrebbe arrivare in Svizzera entro la fine del 2029.
Nei prossimi anni, l'F-35A verrà introdotto negli aeroporti militari di Payerne, Meiringen ed Emmen. Il dispiegamento a Payerne è previsto a partire dalla metà del 2028, a Meiringen dal 2030 e a Emmen dal 2032.
L'F-35 viene prodotto all'interno di una rete produttiva internazionale che coinvolge oltre 2.100 fornitori in tutto il mondo. I singoli componenti vengono prodotti in diverse sedi e successivamente assemblati per il montaggio finale.

Cameri, insieme a Fort Worth e Nagoya in Giappone, è uno dei soli tre siti al mondo in cui viene prodotto l'F-35. Cameri ospita anche l'unica linea di assemblaggio finale per il caccia di quinta generazione in Europa.

L'Italia, insieme a Gran Bretagna, Paesi Bassi, Danimarca e Norvegia, è uno dei cinque partner europei del programma F-35. Insieme a Stati Uniti, Canada e Australia, questi paesi sono coinvolti nello sviluppo e nella produzione del caccia. Anche altri paesi europei partecipano alla produzione.
In Germania, ad esempio, Rheinmetall produce la sezione centrale della fusoliera dell'F-35A, mentre il Regno Unito produce la sezione posteriore. 
La linea di assemblaggio finale di Cameri ha una capacità produttiva annua fino a 20 velivoli. Oltre all'F-35A, vi viene prodotto anche l'F-35B per le forze armate italiane. Inoltre, circa un terzo di tutte le ali dell'F-35 vengono prodotte a Cameri. Il sito si trova a circa 40 Km in linea d'aria dal confine svizzero.
Le forze armate tedesche dovrebbero ricevere il primo dei 35 F-35A ordinati a Fort Worth il mese prossimo.

Come noto agli appassionati aeronautici, il primo F-35A, codificato AA-1, venne presentato a Fort Worth, in Texas, il 19 febbraio del 2006, e volò per la prima volta il 15 dicembre dello stesso anno. Sempre nel medesimo, l'F-35 prese il nome "Lightning II" da un aereo della Seconda Guerra Mondiale, il P-38 Lightning. Qualche pilota USAF soprannominò l'aereo “Panther".

Il software dell'aereo venne sviluppato e diviso in 6 rilasci per l'SDD, detti Blocks ("blocchi", letteralmente). I primi due Blocks, l'1A e l'1B, prepararono l'F-35 all'addestramento iniziale e fornirono sicurezza multilivello. Il Block 2A migliorò le capacità di addestramento, mentre il 2B fu il primo rilascio pronto al combattimento pianificato per la capacità operativa iniziale (IOC, Initial Operational Capability) dell'USMC. Il Block 3i pianificato per l'IOC dell'USAF mantiene le capacità del 2B, impiegando però hardware diverso. L'ultimo rilascio per l'SDD, il Block 3F, fornì un pieno inviluppo di volo e tutte le capacità di combattimento base. Accompagnati alle software release, ciascun aggiornamento include aggiornamenti per l'avionica di bordo e miglioramenti del veicolo aereo derivati dai voli effettuati e da test strutturali. In quella che si chiama "co-occorrenza", qualche aereo appartenente alla produzione iniziale a bassa velocità (LRIP, in inglese: low rate initial production) vennero consegnati con dei Block più datati per poi essere eventualmente migliorati con il Block 3F non appena venne sviluppato. Dopo 17000 ore di voli di prova, il volo finale per la fase SDD venne completato ad Aprile del 2018. Proprio come l'F-22, l'F-35 fu soggetto ad attacchi cibernetici e a tentativi di furto delle componenti, appaiati a potenziali vulnerabilità nell'integrità della catena di fornitura.
L'F-35 appare più piccolo e leggermente più tradizionale del bimotore F-22 Raptor. Il progetto del condotto di scarico si è ispirato al modello 200 della General Dynamics, un aereo VTOL del 1972 progettato per le Sea Control Ship. I progettisti della Lockheed hanno lavorato assieme al Yakovlev Design Bureau che progettò l'aereo Yakovlev Yak-141 "Freestyle" negli anni novanta. La tecnologia stealth rende l'aereo difficile da individuare mentre si avvicina ai radar a corto raggio.

Rispetto alla generazione precedente, gli obiettivi di questo progetto sono di creare un velivolo:
  • con tecnologia stealth a bassa manutenzione e durevole;
  • con sistemi avionici integrati con i sensori per combinare le informazioni e aumentare la conoscenza del pilota sulla situazione circostante, l'identificazione e lo sgancio delle armi e l'invio veloce di informazioni ad altri nodi di controllo e comando;
  • con una rete interna ad alta velocità, tra cui l'IEEE 1394 e fibre ottiche.

Sensori

Il sensore principale è il radar APG-81, progettato dalla Northrop Grumman Electronic Systems. Verrà integrato dal sistema elettro-ottico di puntamento, montato sotto il muso dell'aereo e progettato dalla Lockheed Martin e dalla BAE. Lungo tutto l'aereo sono distribuiti ulteriori sensori elettro-ottici, come parte del sistema AN/AAS-37 che funge da sistema di allerta per il lancio di missili e può aiutare la navigazione e le operazioni notturne.

Software

Il sistema software che gestirà l'aereo sarà costituito da 8,3 milioni di linee di codice e consentirà di gestire i controlli di volo, le funzionalità del radar, comunicazioni, navigazione, identificazione, gestire gli attacchi elettronici, integrare i dati dei sensori, dispiegare le armi. Il software dell'F22 raptor, primo aereo di quinta generazione, ha "solo" 2 milioni di righe di codice.
Lo sviluppo del software verrà effettuato tramite 6 release denominati block:
  • Block 1A / 1B. Il block 1 comprende il 78% delle 8,3 milioni di linee di codice sorgente richieste per la piena capacità militare. Il blocco 1A sarà la configurazione per il training di base, il blocco 1B fornirà i primi livelli di sicurezza.
  • Block 2A. Il block 2A comprende l'86% del codice previsto e consentirà fusione off-board, link dati, attacchi elettronici e definizione delle missioni.
  • Block 2B. Il block 2B comprende l'87% del codice previsto e fornirà le funzionalità iniziali di guerra.
  • Block 3i - il block 3i comprenderà l'89 per cento del codice previsto e fornirà le stesse capacità tattiche del blocco 2B. La principale differenza tra 2B e 3i è l'implementazione di nuovi hardware, in particolare il processore integrato di aggiornamento.
  • Block 3F. Il block 3F fornisce il 100 per cento del software richiesto per la completa capacità militare.

Sistemi d'arma

L'F-35 impiega un cannone a quattro canne GAU-22/A da 25 mm. Il cannone è montato internamente con 180 colpi nella variante F-35A, mentre nelle altre varianti F-35B e C è disponibile in un pod esterno (stealth) con 220 colpi.
Nelle due stive interne possono essere inserite varie combinazioni di armamenti, come due missili aria-aria e due armi aria-terra (fino a due bombe da 910 kg - 2 000 lb nei modelli A e C; due bombe da 450 kg - 1 000 lb nel modello B). L'armamento impiegabile include missili AIM-120 AMRAAM, AIM-132 ASRAAM, la Joint Direct Attack Munition (JDAM) fino a 2 000 lb (910 kg), la Joint Standoff Weapon (JSOW), le bombe GBU-39 (un massimo di quattro in ogni stiva), i missili Brimstone, le munizioni a grappolo (WCMD) e i missili AARGM-ER, della Orbital ATK, che sono la versione con nuovo triplo sistema di guida, raggio d'azione raddoppiato e dimensioni compatibili con la stiva interna dell'F-35A e C, del precedente AGM-88 HARM. Il missile aria-aria MBDA Meteor è in fase di adattamento per essere alloggiato negli F-35. Originariamente il Regno Unito ha pianificato di posizionare internamente quattro missili AIM-132 ASRAAM, ma i piani sono stati modificati per caricare due missili ASRAAM internamente e altri due esternamente.
Possono essere agganciati altri missili, bombe e serbatoi di carburante ai quattro piloni alari e nelle due posizioni sulle punte delle ali, con lo svantaggio di rendere l'aereo più rilevabile dai radar. Sull'estremità delle ali possono essere inseriti solo missili di tipi AIM-9X Sidewinder, mentre i missili AIM-120 AMRAAM, Storm Shadow, AGM-158 JASSM e i serbatoi di carburante possono essere inseriti nei piloni alari. Impiegando le posizioni interne ed esterne potrebbe essere impiegata una configurazione aria-aria con oltre otto AIM-120 e due AIM-9, oppure una configurazione aria-terra con sei bombe da 2000 lb, due AIM-120 e due AIM-9. Con la sua capacità di carico, l'F-35 può trasportare più armi aria-aria e aria-terra dei suoi predecessori.








IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, Hartpunkt, WIKIPEDIA, You Tube)