Visualizzazione post con etichetta AEROMOBILI STEALTH. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta AEROMOBILI STEALTH. Mostra tutti i post

giovedì 15 gennaio 2026

USAF - USMC: in data 8 gennaio 2026, la Northrop Grumman si è aggiudicata il contratto dell’USMC per la messa a punto operativa dell’aeromobile “autonomo” Collaborative Combat Aircraft (CCA) XQ-58A VALKYRIE .








https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.






In data 8 gennaio 2026, la Northrop Grumman si è aggiudicata il contratto dell’USMC per la messa a punto operativa del Collaborative Combat Aircraft (CCA).
Nuove capacità operative saranno integrate sul velivolo senza pilota XQ-58A VALKYRIE di Kratos, che l’USMC utilizza già da un paio d’anni in attività di sperimentazione e sviluppo.
Pertanto, Northrop Grumman & Kratos integreranno il proprio pacchetto software ad architettura aperta, che diventerà di fatto il “cervello” del VALKYRIE, gestendone le operazioni autonome. Northrop Grumman svilupperà dell’Advanced Mission Kit, che utilizzerà sensori e carichi utili software-defined a supporto di missioni d'attacco e non.
Il VALKYRIE sarà dotato di un carrello di atterraggio retrattile convenzionale, che gli consentirà di operare da piste tradizionali, mantenendo però una “maggiore flessibilità rispetto alle piste; questa nuova variante del VALKYRIE conserverà la capacità di decollare da una rampa anche con l’ausilio di razzi e potrà atterrare su una pista. 
Steve Fendley, Presidente della Divisione Sistemi Senza Pilota di Kratos, tempo fa dichiarò che sarebbe optare per il lancio a razzo, il lancio tramite trolley o l’impiego del carrello interno completo; in quest’ultimo caso al prezzo di una riduzione del carico utile interno, mantenendo però invariata la capacità esterna. L’assenza del carrello, infatti, garantisce maggiore spazio interno per carburante e/o armi.
L’XQ-58A era stato inizialmente proposto, anni fa, in risposta alle esigenze dell’USAF per una piattaforma “spendibile”, a basso costo e sacrificabile.
La Kratos sarà subappaltatore e responsabile del velivolo; la Northrop Grumman assumerà il ruolo di prime contractor del programma. Il drone multiruolo opererà su “bande di frequenza multiple”, e avrà capacità ESM/EW su diverse frequenze radio classificate.
Il VALKYRIE potrà ospitare armamenti d’attacco esterni alla fusoliera e missili aria-aria AMRAAM.
L’aeromobile asservito alla “AI” aumenterà l’efficacia dell’F-35 nel confronto con avversari pari o quasi pari, fornendo una capacità a basso costo e accettabile in termini di rischio.
Nel corso del 2024 e del 2025, le sperimentazioni si sono concentrate sulla dimostrazione delle capacità operative e del valore dei potenziali payload operativi.
La famiglia XQ-58 potrebbe presentare a breve un'opzione per la US NAVY che potrebbe essere acquisita in più configurazioni per operazioni da portaerei o da altre navi utilizzando diversi metodi di lancio e recupero, anche tramite lanciatori containerizzati.
La possibilità di vendite all’export di varianti e derivati dell'XQ-58, così come altri progetti operativi nel portafoglio "tattico" dell'azienda, è emersa in passato. La Kratos ha già assicurato vendite all'estero di droni bersaglio progettati per l'uso nella formazione, nonché a sostegno di attività di ricerca e sviluppo, test e valutazione.
Il CEO di Kratos Eric DeMarco ha confermato che la sua azienda starebbe lavorando ad una versione CTOL/HTOL dell’XQ-58 e ha indicato che avrebbe volato "molto presto".
Maggiori informazioni su questa versione e le sue capacità potrebbero iniziare ad emergere tra non molto.




Il Kratos XQ-58 Valkyrie

Il Kratos XQ-58 Valkyrie è un velivolo a pilotaggio remoto (Unmanned Aerial Vehicle, UAV) statunitense attualmente in fase di sviluppo da parte della Kratos Unmanned Aerial Systems, destinato al ruolo di ricognizione aerea e combattimento.
Alla metà degli anni dieci del XXI secolo, l'United States Air Force emise un requisito per l'adozione di droni da attacco stealth di produzione economica, al fine di non gravare troppo sul bilancio militare in caso di fallimento del programma. Nel luglio 2016 venne ufficialmente lanciato il programma Low-Cost Attritable Strike Unmanned Aerial System Demonstration (LCASD) per determinare effettivamente quali sarebbero le esigenze, le capacità operative e il costo di tale prodotto.
Tale programma rientrava nel più ampio LCAAT (Low-Cost Attritable Aircraft Technology) dell'Air Force Research Laboratory, e lo UAV doveva poter essere usato a fianco di aerei da combattimento pilotati del tipo F-15EX o F-35, ma anche essere schierato come uno sciame di droni accompagnati o meno da un aereo pilotato. Lo UAV doveva trasportare armi aria-superficie, ma anche attrezzature per effettuare missioni ISR (Intelligence, Surveillance e Reconnaissance). Tale sistema sarebbe stato particolarmente utile nel corso di una guerra simmetrica tra due nazioni rivali, concetto coerente con la crescente intenzione del Pentagono di competere con Cina e Russia per la supremazia militare.
La Kratos Defense & Security Solutions presentò il progetto XQ-222 che fu selezionato per lo sviluppo. Tale dispositivo era offerto a un prezzo unitario di 3 milioni di dollari, prezzo che scendeva a 2 per la produzione di oltre 100 esemplari.
Nel maggio 2017 l'XQ-222 venne ufficialmente battezzato "Valkyrie", e nel mese successivo fu poi presentato al Salone internazionale dell'aeronautica e dello spazio di Parigi-Le Bourget.
La sua configurazione è relativamente convenzionale, con una fusoliera dotata di corte ali a freccia in posizione centrale, e di due impennaggi di coda a "V". La presa d'aria per il propulsore è situata sulla parte superiore della fusoliera, ed alimenta il motore a reazione posto nella parte posteriore attraverso un tubo a "S", al fine di impedire che le pale del reattore siano visibili alle onde radar. Due stive ventrali consentono il trasporto del carico offensivo, ma secondo alcune fonti, sotto le ali sono installati anche due punti di attacco esterni. Privo del carrello d'atterraggio, il Valkyrie decolla da una catapulta o da una piattaforma di lancio tramite razzi ausiliari, e al termine della missione atterra dopo il dispiegamento di un paracadute di recupero.
La formazione tipo dovrebbe essere costituita da tre droni XQ-58a posizionati davanti a un cacciabombardiere guida F-15EX o F-35 Block 4. L’XQ-58 può anche volare in modalità semi-autonoma seguendo una rotta impostata, o diventare completamente autonomo.
Nel gennaio 2019 il nuovo prodotto venne ufficialmente rinominato XQ-58A Valkyrie, e il primo esemplare andò in volo per la prima volta il 5 marzo successivo, dal poligono di Yuma Proving Ground, in Arizona, per 76 minuti. Durante questa prima fase di test, sono stati previsti cinque voli di prova, da compiersi in due fasi, al fine di valutare la funzionalità del sistema, le prestazioni aerodinamiche e i sistemi di lancio e recupero. Il 24 gennaio 2020 è avvenuto il quarto volo, con il prototipo che ha raggiunto una grande altitudine per poi atterrare regolarmente nel deserto. Al termine del programma è stato emesso un ordine per la produzione di 12 esemplari di preserie, da consegnarsi nel 2021.

Utilizzatori
  • Stati Uniti: U.S.M.C.  e United States Air Force.







IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, RID, Wikipedia, TWZ, You Tube)













































 

venerdì 9 gennaio 2026

Future Combat Air System (FCAS): i fronti della politica industriale e della domanda militare nel progetto di armamento franco-tedesco-spagnoli sono stati congelati.








https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.







I fronti della politica industriale e della domanda militare nel progetto di armamento trinazionale Future Combat Air System (FCAS) risultano allo stato congelati. La "mediazione" politica di alto livello non è stata in grado di fare progressi dopo più di un anno nella risoluzione delle tensioni, quindi ora  si è in forte ritardo per intraprendere nuove strade.
Nato nell'estate del 2017 come iniziativa politica e dalla necessità di superare le scarse risorse nel campo della difesa tra Germania e Francia, il progetto era chiaramente destinato a fallire fin dall'inizio (come tanti progetti franco-tedeschi in precedenza.  Attori che hanno interessi e requisiti opposti perché dovrebbero collaborare su più livelli?  Indipendentemente da tali prerogative, costanti nella politica delle esportazioni e dell’industria, chi ottiene maggiori quote può avere voce in capitolo su dove vendere i sistemi. Le diverse richieste operative delle forze armate delle tre nazioni partecipanti al programma hanno confermato di fatto una situazione problematica che non poteva essere risolta senza grandi rinunce da tutte e tre le parti. Mentre la Francia ha bisogno di aerei in grado di difendere i territori francesi sparsi in tutto il mondo, l'aviazione tedesca ha bisogno di macchine più grandi e pesanti per difendere le profondità del proprio spazio aereo.
Poiché i segnali operativi sono cambiati dal 2017 e il fattore tempo assume oggi un'importanza molto maggiore a causa della precaria situazione mondiale in generale e dell'attuale situazione di minaccia in particolare, un nuovo approccio nello sviluppo e nell'approvvigionamento di un nuovo sistema di combattimento aereo sembra più che necessario. Invece di sprecare tempo inutile per trovare un consenso, la Germania sta portando con sé le conoscenze acquisite fino ad oggi allo scopo di raggiungere l'obiettivo più rapidamente ed efficacemente con un nuovo progetto nazionale.
Questa nuova strada potrebbe essere intrapresa anche con altri partner, poiché si potrebbe continuare a fare affidamento su di una cooperazione a livello di componenti o sottosistema con partner internazionali dove è sensato e necessario.
A differenza di una partecipazione ai progetti concorrenti del FCAS già in corso, come il Global Combat Air Programme britannico-italiano-giapponese (in cui sia le richieste operative sul sistema sono già state fissate e la pelliccia d'orso della politica industriale è già distribuita) o la fusione con un nuovo partner come la Svezia (dove sembrano esserci anche differenze nelle richieste operative al sistema), la Germania potrebbe realizzare in questo modo tutte le richieste operative e industriali contemporaneamente. I singoli componenti - come il radar o i turbofan - o i sistemi d'arma, gli aeromobili collaborativi e l'infrastruttura Combat Cloud dell'intero sistema potrebbero continuare a essere sviluppati e realizzati in collaborazione.
In questo modo, la Germania potrebbe essere in grado di continuare sui costi di sviluppo, senza dover dipendere da terzi. Allo stesso tempo, il know-how critico rimarrebbe nel paese e l'aeronautica otterrebbe esattamente il sistema d'arma che ritiene necessario per una futura e deprecabile guerra aerea.
Il modo più intelligente sarebbe quindi quello di mettere da parte l’FCAS e prendere strade separate insieme nello sviluppo di futuri sistemi di combattimento aereo.







Système de combat aérien du futur o Future Combat Air System (FCAS)

Système de combat aérien du futur, abbreviato SCAF, (o Future Combat Air System FCAS), è un progetto tedesco-francese-spagnolo per lo sviluppo di un sistema di caccia multiruolo di VI generazione (New Generation Fighter), anche a pilotaggio remoto (Remote Carrier) e con nuovi sistema d'arma e di comunicazione.
Per la parte tedesca, avrebbe dovuto entrare in servizio con la Luftwaffe nel 2040 sostituendo l'Eurofighter Typhoon; per la parte francese sostituirà il Dassault Rafale nell'Armée de l'air, mentre per la parte spagnola, nell'Ejército del Aire, sostituirà il McDonnell Douglas F/A-18 Hornet oltre che il Typhoon. Le società coinvolte sono la francese Dassault Aviation e la tedesca Airbus Defence and Space.
Nel 2014 iniziò il progetto Future Combat Air System ad opera della Francia e della Gran Bretagna. Più tardi con la presentazione del progetto Tempest della Royal Air Force al Farnborough Air Show il 16 luglio 2018, la parte britannica si ritirò.
Il 13 luglio 2017 la cancelliera Angela Merkel e il presidente Emmanuel Macron siglarono un accordo per lo sviluppo di un caccia in comune. Durante la Mostra internazionale dell'aeronautica e dello spazio di Berlino 2018, il 25 aprile la Dassault Aviation e la Airbus Defence and Space firmarono un accordo. Il 26 aprile 2018 il Generalleutnant Erhard Bühler e il Général d'armée aérienne André Lanata presentano all'ILA lo High Level Common Operational Requirements Document. La Francia dovrebbe guidare lo sviluppo del progetto.
Il Belgio partecipa al programma con 369 milioni di Euro.
Il ministro della difesa tedesco Ursula von der Leyen e il francese Florence Parly il 6 febbraio 2019 a Gennevilliers dotarono di 65 milioni di Euro la Dassault Aviation e la Airbus per uno studio di due anni. Venne poi posta in essere la collaborazione tra Safran Aircraft Engines e la MTU Aero Engines per lo sviluppo di motori a reazione con cui equipaggiare il nuovo velivolo.
Il 14 febbraio 2019 la Spagna entrò nel programma. Durante il Salone internazionale dell'aeronautica e dello spazio di Parigi-Le Bourget venne siglato l'accordo il 17 giugno 2019.
Il sistema era concepito per integrare droni, aerei da caccia, satelliti artificiali e sistemi di comando e controllo.
Come velivolo di sesta generazione avrebbe dovuto essere dotato di tecnologia stealth, un sistema adattivo (ADVENT), rete di computer, capacità di guerra cibernetica e possibilità di utilizzo di armi ad energia diretta.






Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, 
storia militare, sicurezza e tecnologia. 


La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri 
di un reparto militare 
ma come cittadini e custodi di ideali.
Valori da tramandare e trasmettere, da difendere
senza mai darli per scontati.
E’ desiderio dell’uomo riposare
là dove il mulino del cuore non macini più
pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto
nella cultura politica europea contemporanea,
è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti
a un disegno spezzato
senza nessuna strategia
per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali.
Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando
è che non bisogna arrendersi mai,
che la difesa della propria libertà
ha un costo
ma è il presupposto per perseguire ogni sogno,
ogni speranza, ogni scopo,
che le cose per cui vale la pena di vivere
sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, 
in quanto capace di autodeterminarsi,
vive finché è capace di lottare per la propria libertà: 
altrimenti cessa di esistere come popolo.
Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! 
Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti 
sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze 
per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: 
SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, 
devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante
poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”,
alcuni si sono abituati a darla per scontata:
una sorta di dono divino e non, 
un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità,
difendere la mia cultura,
conservare le mie tradizioni.
L’importante non è che accanto a me
ci sia un tripudio di fari,
ma che io faccia la mia parte,
donando quello che ho ricevuto dai miei AVI,
fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza
ai popoli che difendono la propria Patria!
Violenza e terrorismo sono il risultato
della mancanza di giustizia tra i popoli.
Per cui l'uomo di pace
si impegna a combattere tutto ciò 
che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori
affinché siano spezzate le catene
della violenza e dell’odio,
e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: 
fino a quando, Signore? Quando farai giustizia?
Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita 
e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, 
a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet:
“””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, HARTPUNKT, Wikipedia, You Tube)