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lunedì 17 agosto 2026

Forze aeree svizzere 2028: secondo Armasuisse, la produzione dei caccia svizzeri F-35A procede come previsto: a Cameri, in Italia, è stata assemblata la prima sezione di fusoliera con la prima ala. L'ordine complessivo prevede l'acquisizione di 30 velivoli di quinta generazione da parte di Berna, un numero ridimensionato rispetto ai 36 iniziali per rispettare il tetto di spesa di 6 miliardi di franchi svizzeri approvato tramite referendum.












https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.








Forze aeree svizzere

Forze aeree svizzere (in tedesco Schweizer Luftwaffe; in francese Forces aériennes suisses; in romancio Aviatica militara svizra; in inglese Swiss Air Force a uso internazionale, sigla SAF) è il nome ufficiale dell'aviazione militare della Svizzera dal 1956.

In precedenza era nota come Truppe d'aviazione dell'Esercito svizzero (in tedesco Schweizerischen Fliegertruppe; in francese Troupes d'aviation et de DCA).
L'Aeronautica svizzera fu creata il 31 luglio 1914 come componente dell'esercito grazie a una colletta nazionale privata promossa dalla società degli ufficiali e che riuscì a raccogliere 1,7 milioni di franchi. Nel 1910 infatti il Consiglio federale si rifiutò di finanziare la formazione di piloti a scopo militare. Allo scoppio della prima guerra mondiale la forza aerea elvetica si componeva di soli otto velivoli privati e dieci piloti a disposizione. Il conflitto, che risparmiò il Paese, favorì lo sviluppo dell'aviazione e nel 1918 la Svizzera disponeva di 68 aerei (prevalentemente da ricognizione).
Nell'immediato dopoguerra i mezzi a disposizione dell'aviazione rimasero prevalentemente gli stessi ma l'esercito si adoperò comunque per la creazione di nuove piste come Losanna e Payerne che si aggiungevano a Thun, Dübendorf e Beundenfeld. La spinta al riarmo, negli anni trenta, convinse l'esercito a dotarsi di nuovi velivoli da combattimento come i Fokker C.V-E, i Dewoitine D.27, gli EKW C-35, i Morane-Saulnier MS.406 e i Messerschmitt Bf 109.
Nel 1956 le squadriglie delle Forze aeree svizzere furono le prime al mondo a dotarsi completamente di aerei a reazione dopo aver acquistato (e parzialmente costruito su licenza) 175 Vampire e 250 Venom. Nel 1958 entrarono in attivo anche i primi elicotteri di una certa importanza (Alouette II) e i cacciabombardieri Hawker Hunter MK 58 che, successivamente (dal 1964 al 1994), diverranno gli aerei utilizzati dalla Patrouille Suisse (una delle pattuglie aeree acrobatiche dell'esercito svizzero. Ci sono anche il PC-7 TEAM, il Super Puma Display Team e il F/A-18 Hornet Solo Display Team).
Nel 1961 l'Assemblea federale approvò l'acquisto di 100 aerei da combattimento Dassault Mirage III (per una spesa complessiva di 871 milioni di franchi svizzeri). Nel 1964 il Consiglio federale chiese un credito aggiuntivo di 576 milioni legato all'aumento dei costi di produzione vista la decisione di produrre i velivoli in Svizzera con licenza. Lo scandalo che ne seguì istituì per la prima volta una commissione d'inchiesta parlamentare in Svizzera. Dei 100 aerei previsti ne entrarono in funzione solamente 57.
Nel 1975 entrarono poi in servizio 110 F-5 E Tiger di produzione statunitense. Nel 1987 la svizzera si dotò di un nuovo elicottero per il trasporto (Super Puma). Nel 1993 l'esercitò svizzero acquistò 34 F/A-18 Hornet che rappresentavano il fiore all'occhiello dell'aviazione a quel momento. Nel 1977 l'aviazione militare svizzera partecipò alle sue prime esercitazioni all'estero che divennero prassi nei decenni successivi prima in Sardegna (sino al 1991) e poi sopra il Mare del Nord.
Dal 2000, sui cieli svizzeri, sono anche attivi alcuni aeromobili a pilotaggio remoto (APR) del tipo ADS-95 Ranger (coproduzione israeliana) utilizzati anche per operazioni di polizia.
Ogni decisione riguardante l'acquisto di nuovi mezzi per l'aviazione è controversa dal punto di vista politico. In Svizzera, ormai da decenni e perlomeno dall'affare Mirage, i gruppi partitici che si oppongono alle forze armate e ai suoi finanziamenti raccolgono un numero crescente di consensi e non è un caso se, già nel 1993, l'acquisto degli F/A-18 Hornet superò con margini esigui la votazione popolare.
Il programma d'armamento 2004 (che prevedeva l'acquisto di due aerei da trasporto tattico CASA C-295) venne respinto dal parlamento. Sorte simile anche per il programma 2009 (che chiedeva tra l'altro 404 milioni per l'ammodernamento della flotta F/A-18). In quest'ultimo caso hanno pesato sulle decisioni politiche lo scandalo Roland Nef (il capo dell'esercito indagato per violenza domestica), le tragedie della Jungfrau e del Kander (sei soldati travolti da una valanga nella prima; cinque travolti dalla corrente durante un'esercitazione nella seconda) e le difficili relazioni tra l'UDC e il Ministro della difesa Samuel Schmid. Nel 2008, inoltre, al popolo è stata sottoposta un'iniziativa denominata "Contro il rumore dei velivoli da combattimento nelle regioni turistiche". La stessa, promossa da Franz Weber, è stata respinta ma ha nuovamente sottolineato il momento difficile dell'esercito svizzero e dell'aviazione in particolare.
A partire dai primi anni del 2000, la Svizzera si è messa alla ricerca di un nuovo apparecchio per sostituire parzialmente i Tiger F-5 (alcuni di essi erano stati tra l'altro prestati alla vicina Austria). I produttori in lista per accaparrarsi la commessa (e i cui velivoli erano già stati precedentemente testati dall'esercito) erano la francese Dassault con il Rafale, il consorzio EADS con l'Eurofighter e la svedese Saab con il Gripen, la statunitense Lockheed Martin che si è aggiudicato il contratto per gli F-35A da assemblare a Cameri (Novara).



Secondo Armasuisse, la produzione dei caccia svizzeri F-35A procede come previsto: a Cameri, in Italia, è stata assemblata la prima sezione di fusoliera con la prima ala, stando a quanto riportato dall'Ufficio federale svizzero per gli armamenti.





Cameri ospita l'unica linea di assemblaggio finale dell'F-35 in Europa e fa parte della rete di produzione internazionale. La consegna del primo F-35A prodotto a Cameri è prevista direttamente in Svizzera a metà del 2028.
La produzione degli aerei da combattimento F-35A Lightning II destinati alla Svizzera è entrata nel vivo proprio in questo periodo. L'ordine complessivo prevede l'acquisizione di 30 velivoli di quinta generazione da parte di Berna, un numero ridimensionato rispetto ai 36 iniziali per rispettare il tetto di spesa di 6 miliardi di franchi svizzeri approvato tramite referendum. 

Stato della produzione e ruolo dell’Italia

I primi importanti componenti del primo caccia elvetico (immatricolazione militare J-6004) hanno preso forma in Italia. La prima sezione della fusoliera e l'ala (numero di serie MJ-4) sono state assemblate presso la FACO di Cameri, in provincia di Novara, lo stabilimento di Leonardo che ospita l'unica linea di assemblaggio finale degli F-35 in Europa.

Il processo logistico e industriale prevede le seguenti tappe:
  • Integrazione negli USA: Dopo la lavorazione a Cameri, la fusoliera e le ali vengono trasportate a Fort Worth, in Texas (Lockheed Martin), per l'assemblaggio finale.
  • Addestramento piloti: A partire dalla metà del 2027, i primi 8 velivoli svizzeri saranno schierati presso la Ebbing Air National Guard Base in Arkansas per la formazione del personale di terra e dei piloti elvetici. 
  • Consegna in Svizzera: Il primo caccia arriverà sul suolo svizzero a metà del 2028. 

Basi Operative in Svizzera

Una volta rientrati dagli Stati Uniti, i caccia stealth verranno distribuiti gradualmente presso tre principali aerodromi militari elvetici: 
  • Payerne (VD): Sarà la prima base a ricevere i velivoli a metà del 2028.
  • Meiringen (BE)
  • Emmen (LU).

Nello stabilimento Leonardo di Cameri, in provincia di Novara, sono attualmente in fase di produzione i componenti chiave del primo F-35A svizzero. 


La sezione della fusoliera, numero di serie MJ-4, e l'ala, attualmente in fase di assemblaggio, andranno a far parte del velivolo svizzero con la matricola militare J-6004.
Con la produzione di questi componenti, la nuova flotta di aerei da combattimento sta prendendo sempre più forma. Secondo quanto annunciato, dopo il completamento della produzione a Cameri, la sezione della fusoliera, con le ali già montate, verrà trasportata negli Stati Uniti. Nello stabilimento Lockheed Martin di Fort Worth, in Texas, il componente verrà assemblato con gli altri componenti dell'aereo.
I primi otto F-35A destinati alla Svizzera saranno schierati a partire dalla metà del 2027 presso la base della Guardia Nazionale Aerea di Ebbing, in Arkansas, per l'addestramento di piloti e personale di terra svizzeri.
I caccia di fabbricazione statunitense saranno poi gradualmente trasferiti in Svizzera. Il primo F-35A dovrebbe arrivare in Svizzera da Cameri entro la metà del 2028. Secondo Armasuisse, il J-6004 dovrebbe arrivare in Svizzera entro la fine del 2029.
Nei prossimi anni, l'F-35A verrà introdotto negli aeroporti militari di Payerne, Meiringen ed Emmen. Il dispiegamento a Payerne è previsto a partire dalla metà del 2028, a Meiringen dal 2030 e a Emmen dal 2032.
L'F-35 viene prodotto all'interno di una rete produttiva internazionale che coinvolge oltre 2.100 fornitori in tutto il mondo. I singoli componenti vengono prodotti in diverse sedi e successivamente assemblati per il montaggio finale.

Cameri, insieme a Fort Worth e Nagoya in Giappone, è uno dei soli tre siti al mondo in cui viene prodotto l'F-35. Cameri ospita anche l'unica linea di assemblaggio finale per il caccia di quinta generazione in Europa.

L'Italia, insieme a Gran Bretagna, Paesi Bassi, Danimarca e Norvegia, è uno dei cinque partner europei del programma F-35. Insieme a Stati Uniti, Canada e Australia, questi paesi sono coinvolti nello sviluppo e nella produzione del caccia. Anche altri paesi europei partecipano alla produzione.
In Germania, ad esempio, Rheinmetall produce la sezione centrale della fusoliera dell'F-35A, mentre il Regno Unito produce la sezione posteriore. 
La linea di assemblaggio finale di Cameri ha una capacità produttiva annua fino a 20 velivoli. Oltre all'F-35A, vi viene prodotto anche l'F-35B per le forze armate italiane. Inoltre, circa un terzo di tutte le ali dell'F-35 vengono prodotte a Cameri. Il sito si trova a circa 40 Km in linea d'aria dal confine svizzero.
Le forze armate tedesche dovrebbero ricevere il primo dei 35 F-35A ordinati a Fort Worth il mese prossimo.

Come noto agli appassionati aeronautici, il primo F-35A, codificato AA-1, venne presentato a Fort Worth, in Texas, il 19 febbraio del 2006, e volò per la prima volta il 15 dicembre dello stesso anno. Sempre nel medesimo, l'F-35 prese il nome "Lightning II" da un aereo della Seconda Guerra Mondiale, il P-38 Lightning. Qualche pilota USAF soprannominò l'aereo “Panther".

Il software dell'aereo venne sviluppato e diviso in 6 rilasci per l'SDD, detti Blocks ("blocchi", letteralmente). I primi due Blocks, l'1A e l'1B, prepararono l'F-35 all'addestramento iniziale e fornirono sicurezza multilivello. Il Block 2A migliorò le capacità di addestramento, mentre il 2B fu il primo rilascio pronto al combattimento pianificato per la capacità operativa iniziale (IOC, Initial Operational Capability) dell'USMC. Il Block 3i pianificato per l'IOC dell'USAF mantiene le capacità del 2B, impiegando però hardware diverso. L'ultimo rilascio per l'SDD, il Block 3F, fornì un pieno inviluppo di volo e tutte le capacità di combattimento base. Accompagnati alle software release, ciascun aggiornamento include aggiornamenti per l'avionica di bordo e miglioramenti del veicolo aereo derivati dai voli effettuati e da test strutturali. In quella che si chiama "co-occorrenza", qualche aereo appartenente alla produzione iniziale a bassa velocità (LRIP, in inglese: low rate initial production) vennero consegnati con dei Block più datati per poi essere eventualmente migliorati con il Block 3F non appena venne sviluppato. Dopo 17000 ore di voli di prova, il volo finale per la fase SDD venne completato ad Aprile del 2018. Proprio come l'F-22, l'F-35 fu soggetto ad attacchi cibernetici e a tentativi di furto delle componenti, appaiati a potenziali vulnerabilità nell'integrità della catena di fornitura.
L'F-35 appare più piccolo e leggermente più tradizionale del bimotore F-22 Raptor. Il progetto del condotto di scarico si è ispirato al modello 200 della General Dynamics, un aereo VTOL del 1972 progettato per le Sea Control Ship. I progettisti della Lockheed hanno lavorato assieme al Yakovlev Design Bureau che progettò l'aereo Yakovlev Yak-141 "Freestyle" negli anni novanta. La tecnologia stealth rende l'aereo difficile da individuare mentre si avvicina ai radar a corto raggio.

Rispetto alla generazione precedente, gli obiettivi di questo progetto sono di creare un velivolo:
  • con tecnologia stealth a bassa manutenzione e durevole;
  • con sistemi avionici integrati con i sensori per combinare le informazioni e aumentare la conoscenza del pilota sulla situazione circostante, l'identificazione e lo sgancio delle armi e l'invio veloce di informazioni ad altri nodi di controllo e comando;
  • con una rete interna ad alta velocità, tra cui l'IEEE 1394 e fibre ottiche.

Sensori

Il sensore principale è il radar APG-81, progettato dalla Northrop Grumman Electronic Systems. Verrà integrato dal sistema elettro-ottico di puntamento, montato sotto il muso dell'aereo e progettato dalla Lockheed Martin e dalla BAE. Lungo tutto l'aereo sono distribuiti ulteriori sensori elettro-ottici, come parte del sistema AN/AAS-37 che funge da sistema di allerta per il lancio di missili e può aiutare la navigazione e le operazioni notturne.

Software

Il sistema software che gestirà l'aereo sarà costituito da 8,3 milioni di linee di codice e consentirà di gestire i controlli di volo, le funzionalità del radar, comunicazioni, navigazione, identificazione, gestire gli attacchi elettronici, integrare i dati dei sensori, dispiegare le armi. Il software dell'F22 raptor, primo aereo di quinta generazione, ha "solo" 2 milioni di righe di codice.
Lo sviluppo del software verrà effettuato tramite 6 release denominati block:
  • Block 1A / 1B. Il block 1 comprende il 78% delle 8,3 milioni di linee di codice sorgente richieste per la piena capacità militare. Il blocco 1A sarà la configurazione per il training di base, il blocco 1B fornirà i primi livelli di sicurezza.
  • Block 2A. Il block 2A comprende l'86% del codice previsto e consentirà fusione off-board, link dati, attacchi elettronici e definizione delle missioni.
  • Block 2B. Il block 2B comprende l'87% del codice previsto e fornirà le funzionalità iniziali di guerra.
  • Block 3i - il block 3i comprenderà l'89 per cento del codice previsto e fornirà le stesse capacità tattiche del blocco 2B. La principale differenza tra 2B e 3i è l'implementazione di nuovi hardware, in particolare il processore integrato di aggiornamento.
  • Block 3F. Il block 3F fornisce il 100 per cento del software richiesto per la completa capacità militare.

Sistemi d'arma

L'F-35 impiega un cannone a quattro canne GAU-22/A da 25 mm. Il cannone è montato internamente con 180 colpi nella variante F-35A, mentre nelle altre varianti F-35B e C è disponibile in un pod esterno (stealth) con 220 colpi.
Nelle due stive interne possono essere inserite varie combinazioni di armamenti, come due missili aria-aria e due armi aria-terra (fino a due bombe da 910 kg - 2 000 lb nei modelli A e C; due bombe da 450 kg - 1 000 lb nel modello B). L'armamento impiegabile include missili AIM-120 AMRAAM, AIM-132 ASRAAM, la Joint Direct Attack Munition (JDAM) fino a 2 000 lb (910 kg), la Joint Standoff Weapon (JSOW), le bombe GBU-39 (un massimo di quattro in ogni stiva), i missili Brimstone, le munizioni a grappolo (WCMD) e i missili AARGM-ER, della Orbital ATK, che sono la versione con nuovo triplo sistema di guida, raggio d'azione raddoppiato e dimensioni compatibili con la stiva interna dell'F-35A e C, del precedente AGM-88 HARM. Il missile aria-aria MBDA Meteor è in fase di adattamento per essere alloggiato negli F-35. Originariamente il Regno Unito ha pianificato di posizionare internamente quattro missili AIM-132 ASRAAM, ma i piani sono stati modificati per caricare due missili ASRAAM internamente e altri due esternamente.
Possono essere agganciati altri missili, bombe e serbatoi di carburante ai quattro piloni alari e nelle due posizioni sulle punte delle ali, con lo svantaggio di rendere l'aereo più rilevabile dai radar. Sull'estremità delle ali possono essere inseriti solo missili di tipi AIM-9X Sidewinder, mentre i missili AIM-120 AMRAAM, Storm Shadow, AGM-158 JASSM e i serbatoi di carburante possono essere inseriti nei piloni alari. Impiegando le posizioni interne ed esterne potrebbe essere impiegata una configurazione aria-aria con oltre otto AIM-120 e due AIM-9, oppure una configurazione aria-terra con sei bombe da 2000 lb, due AIM-120 e due AIM-9. Con la sua capacità di carico, l'F-35 può trasportare più armi aria-aria e aria-terra dei suoi predecessori.








IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, Hartpunkt, WIKIPEDIA, You Tube)
























 

domenica 9 agosto 2026

MARINA MILITARE ITALIANA 2026: nave Trieste (L 9890) è un'unità d'assalto anfibio multiruolo (LHD - Landing Helicopter Dock) in servizio per la Marina Militare Italiana. Costruita da Fincantieri nei cantieri di Castellammare di Stabia, è la più grande nave militare italiana costruita dal secondo dopoguerra. Entrata ufficialmente in servizio a fine 2024.











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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.









Nave Trieste (L 9890) è un'unità d'assalto anfibio multiruolo (LHD - Landing Helicopter Dock) in servizio per la Marina Militare Italiana. 

Costruita da Fincantieri nei cantieri di Castellammare di Stabia, è la più grande nave militare italiana costruita dal secondo dopoguerra. Entrata ufficialmente in servizio a fine 2024, sostituisce la portaerei Giuseppe Garibaldi ed è progettata per proiettare e supportare forze anfibie, eseguire operazioni aeree e fornire assistenza umanitaria.
Il rinnovamento in atto della flotta genera ricadute significative per la cantieristica nazionale e per l'economia locale, attestando il ruolo fondamentale della Marina Militare nel promuovere il benessere e la prosperità del Sistema Paese. Nell'ambito della modernizzazione dello Strumento Militare, emerge come assoluta novità Nave TRIESTE, la prima unità del suo genere realizzata dalla cantieristica italiana. Questa Unità d'assalto anfibio multiruolo, per molti aspetti pionieristico, rappresenta un'eccellenza tecnica con avanzate capacità di proiezione e di condurre operazioni di assalto anfibio, garantendo una prolungata permanenza in area operativa grazie alla sua elevata autonomia logistica.
Nave TRIESTE è la più grande unità mai costruita per la Marina Militare dalla cantieristica nazionale (dal 2° dopoguerra a oggi), simboleggiando un traguardo significativo nell'evoluzione tecnologica e operativa della Forza Armata. Con oltre 1000 posti letto, un ponte di volo di circa 230 metri e la capacità di condurre l'intero spettro delle operazioni anfibie proiettando e supportando un battaglione di 600 fucilieri. Il ponte garage, inoltre, dispone di 1.200 metri lineari destinati ad accogliere veicoli gommati e cingolati, sia civili che militari, consolidando il ruolo della nave come elemento strategico di supporto e versatilità.
Nave TRIESTE è una nave all'avanguardia, progettata e costruita per rappresentare il meglio della tecnologia navale italiana. Concepita come una Landing Helicopter Dock (LHD), combina diverse capacita operative, tra cui trasporto truppe, supporto logistico e operazioni aeree. È una dimostrazione del know-how industriale italiano e delle capacità dei cantieri navali nazionali nell'integrare sistemi complessi e innovativi.

Il ruolo principale di Nave TRIESTE è quello di Unità Anfibia Multiruolo, una piattaforma progettata per supportare operazioni di sbarco e proiezione di forza dal mare e sul mare in aree di crisi.

Nave Trieste dipende organicamente ed operativamente, per il tramite della Terza Divisione Navale (COMDINAV TRE) dal Comando in Capo della Squadra Navale (CINCNAV). 
Grazie a un ampio bacino allagabile interno, l'unità è in grado di operare come una vera e propria base mobile per operazioni di sbarco, garantendo la capacità di proiettare, anche oltre l'orizzonte, forze significative in qualsiasi ambiente operativo.
Inoltre, tra i punti di forza di Nave TRIESTE emerge la sua versatilità operativa che le permette di adattarsi rapidamente a situazioni diverse, dall'intervento militare alla gestione di emergenze umanitarie.







Nave TRIESTE è la nave ammiraglia dell'Amphibious Task Group (ATG) che insieme al Carrier Strike Group (CGS avente per ammiraglia Nave Cavour) compone l'Expeditionary Task Force (ETF), la parte operativa della squadra navale italiana.

L'unità non è solo un asset strategico per la Marina Militare, ma rappresenta anche un investimento nel futuro della difesa e della tecnologia. È un esempio concreto di come l'Italia possa contribuire attivamente alla sicurezza e alla stabilità internazionale, mantenendo al contempo una solida presenza nei mercati tecnologici globali.
La preminenza del ruolo anfibio di nave Trieste non solo rafforza la capacità di proiezione di forza dell'Italia, ma rappresenta anche un elemento centrale per garantire la sicurezza marittima nazionale e internazionale. Con Nave TRIESTE, l'Italia si colloca tra i Paesi capaci di operare efficacemente in scenari anfibi, assicurando un'ampia flessibilità operativa e una risposta rapida alle sfide del mondo contemporaneo.
In qualità di Nave d'assalto anfibio, Nave TRIESTE potrà ospitare gli staff di comando previsti dalla dottrina anfibia, come il Commander Amphibious Task Force (CATF) e il Commander Landing Force (CLF). Sarà quindi in grado di condurre operazioni anfibie, inclusi movimenti nave-terra anche oltre l'orizzonte (oltre 24 miglia dalla costa) con supporto C4I, supporto logistico e sanitario di livello Role 2E (enhanced), espandibile tramite integrazione di assetti sanitari aggiuntivi. L'ospedale di bordo è attrezzato con sale chirurgiche, radiologia, laboratori di analisi, servizio dentistico e una zona degenza per 27 ricoveri gravi, con ulteriori posti disponibili in moduli container equipaggiati.

Le capacità sanitarie Role 2 NATO Enhanced di nave Trieste consistono:   
  • 2 sale operatorie;
  • TAC;
  • Radiologia;
  • Laboratorio analisi;
  • Gabinetto odontoiatrico;
  • Trattamento ustionati (convertibile in isola neonatale);
  • Trattamento pazienti infettivi (4 posti letto complessivi);
  • Degenza (8 posti letto complessivi);
  • Terapia intensiva e rianimazione (7 posti letto);
  • Emergency room (8 posti);
  • Area Triage con 10 postazioni (espandibile in hangar);
  • Consultorio psicologico (convertibile per trattamenti fisioterapici).   

Nave TRIESTE offre avanzate capacità di proiezione strategica per situazioni operative sia militari che umanitarie. In situazioni di emergenza, sarà pronta a collaborare con la Protezione Civile, fornendo assistenza sanitaria, acqua potabile e alimentazione elettrica. L'Unità sarà impiegata anche in operazioni di evacuazione di connazionali e supporto umanitario.
Nave TRIESTE potrà anche operare come Alternate Carrier Vessel, idonea a supportare la componente Aerotattica di 5a generazione basata su velivoli F-35B, rafforzando così le capacità operative della Marina Militare.
La  nave d'assalto Anfibio Multiruolo Trieste riprende il nome della città giuliana e dell'incrociatore pesante classe Trento affondato per bombardamento aereo il 10 Aprile 1943.

CARATTERISTICHE TECNICHE DELLA LHD TRIESTE:
  • Lunghezza: 245 metri.
  • Larghezza: 36 metri.
  • Dislocamento: Circa 38.000 tonnellate a pieno carico.
  • Propulsione: Sistema CODOGOL (Combinato Diesel-Gas-Elettrico) per massima efficienza.
  • Velocità massima: Oltre 25 nodi. 

APPARATO MOTORE

L'apparato propulsivo di Nave Trieste (L 9890), l'unità d'assalto anfibio multiruolo (LHD) della Marina Militare Italiana, impiega due turbine a gas Rolls-Royce MT30.




L'architettura complessiva del sistema è di tipo CODOGOL (Combined Diesel Or Gas turbine Or eLettric propulsion), una configurazione ibrida d'avanguardia che offre la massima flessibilità operativa e un ridotto impatto ambientale. 

Caratteristiche delle Turbine a Gas
  • Modello: Rolls-Royce MT30 (derivazione aeronautica dal motore Trent 800 dei Boeing 777).
  • Potenza: 38 MW (circa 52.000 CV) ciascuna, per un totale di 76 MW generati dalle sole turbine.
  • Ruolo operativo: Vengono ingaggiate per le operazioni di riposizionamento veloce ed esprimono la massima potenza utile a far raggiungere alla nave la velocità massima di 25 nodi.
  • Punto di forza: L'MT30 è una delle turbine marine più potenti al mondo e si distingue per l'altissima densità di potenza in spazi contenuti.

Gli Assetti Propulsivi della Nave

La propulsione agisce su due assi con eliche a pale orientabili e si divide in tre regimi di utilizzo principali:
  • Assetto Elettrico (fino a 10 nodi): Utilizza due motori elettrici General Electric da 2,25 MW l'uno. È ideale per operazioni anfibie, di volo e transiti in aree a restrittiva tutela ambientale. 
  • Assetto Diesel (fino a 18 nodi): Sfrutta due motori diesel principali MAN 20V32/44CR da 12 MW ciascuno per i trasferimenti a velocità di crociera.
  • Assetto a Gas (fino a 25 nodi): Disconnette i diesel per attivare le due turbine a gas Rolls-Royce MT30 quando serve il massimo dello spunto e della velocità. 
  • La generazione elettrica di bordo per i sistemi nave e la propulsione elettrica è invece demandata a quattro gruppi elettrogeni diesel separati MAN 9L32/44CR da 5,4 MW ciascuno.

Capacità Operative e Mezzi:
  • Componente Aerea: Il ponte di volo è dotato di ski-jump. Può operare con elicotteri pesanti (EH101, NH90) e caccia di quinta generazione F-35B a decollo corto e atterraggio verticale. 
  • Capacità Anfibia: Dispone di un bacino allagabile interno di 55x15 metri. Ospita fino a 4 mezzi da sbarco tipo LCM o in alternativa hovercraft LCAC. 
  • Trasporto Truppe e Veicoli: Può alloggiare oltre 1.000 persone. Dispone di un ponte garage da 1.200 metri lineari per blindati e veicoli pesanti.
  • Funzione Umanitaria (Dual Use): Include un ospedale di bordo completo con sale operatorie, laboratori e terapia intensiva per emergenze civili.

SISTEMI RADAR E SENSORI IMBARCATI

La nave d'assalto anfibio multiruolo LHD Trieste (L 9890) della Marina Militare Italiana è equipaggiata con una suite di sensori radar e sistemi d'arma di ultimissima generazione. La sua architettura tecnologica, sviluppata in gran parte da Leonardo, le permette di operare come nave comando e di garantire una sofisticata difesa a strati.
La componente radar del Trieste rappresenta lo stato dell'arte della tecnologia AESA (Active Electronically Scanned Array) ed è ottimizzata per la scoperta a lungo raggio e la sorveglianza volumetrica:
  • Kronos Power Shield (AESA in Banda L): Un potentissimo radar digitale rotante per la sorveglianza a lunghissimo raggio. Ha una portata strumentale che varia dai 1.500 a oltre 2.000 km, ideale per il tracciamento di minacce balistiche e scopi di allerta precoce.
  • Kronos Dual Band Radar (DBR): Sistema multifunzione a facce fisse che opera in banda C e banda X. Gestisce simultaneamente la sorveglianza aerea/di superficie e la guida dei sistemi d'arma. 
  • Leonardo PAR SPN-720: Radar di approccio di precisione (Precision Approach Radar). Gestisce in sicurezza le operazioni di atterraggio e appontaggio dei velivoli in condizioni meteo avverse.
  • IFF SIR-M-PA: Radar secondario deputato all'identificazione sicura di navi e aeromobili amici o nemici (Identification Friend or Foe).

IL RADAR AESA KRONOS POWER SHIELD

Il KRONOS® Power Shield di Leonardo è un avanzato radar multifunzione ad assetto variabile (AESA) completamente digitale che opera in banda L/D (frequenze tra 1 e 2 GHz). 




Questo sensore di ultima generazione è progettato per la sorveglianza a lunghissimo raggio e per la difesa contro i missili balistici tattici (TBM) ed Air-Breathing Threats (ABT).

Caratteristiche Tecniche Principali del radar AESA Kronos Power Shield
  • Tecnologia Fully Digital: Utilizza moduli d'antenna basati su Digital Active Tiles (DAT) in Nitruro di Gallio (GaN).
  • Portata Strumentale: Rileva bersagli aerodinamici fino a 400 km e missili balistici fino a oltre 1.500 km. 
  • Volume di Ricerca: Offre una copertura di 360° in modalità rotante (15 giri al minuto) o focalizzata su singoli settori in modalità fissa (stared).
  • Capacità di Tracciamento: Gestisce simultaneamente più di 1.000 tracce aggiornando i dati ogni secondo in modalità fissa o ogni 4 secondi in rotazione.
  • Forma d'Onda Brevettata: Sfrutta la tecnologia Extended Long Range (ELR) per discriminare i booster dei missili dai veicoli di rientro ad altissime quote.

Varianti e Applicazioni Operative del radar Kronos Power Shield

Il sistema nasce per l'ambiente navale ma si è rapidamente esteso al dominio terrestre:
  • Versione Navale: Costituisce il pilastro della difesa aerea a lungo raggio della LHD Trieste della Marina Militare Italiana ed equipaggia le unità LPD della Marina del Qatar.
  • Versione Terrestre (Land/Ground Shield): Sviluppato nell'ambito del programma nazionale Michelangelo Dome, funge da sensore per la difesa missilistica integrata a lungo raggio. Le sue evoluzioni mobili (MLRR) e fisse (GBR) sono destinate a sostituire i sistemi radar legacy come il RAT-31DL.

KRONOS DUAL BAND RADAR (DBR)

l KRONOS Dual Band Radar (DBR) è un avanzato sistema radar navale multifunzione a facce fisse sviluppato da Leonardo. Rappresenta la punta di diamante della famiglia di radar KRONOS. 


Questo sensore unisce in un'unica suite due distinte architetture di tipo AESA (Active Electronically Scanned Array): il KRONOS Quad (quattro pannelli fissi operanti in banda C) e il KRONOS StarFire (quattro pannelli fissi operanti in banda X). Il sistema è imbarcato sulle navi della Marina Militare Italiana, nello specifico sui Pattugliatori Polivalenti d'Altura (PPA) della classe Paolo Thaon di Revel in configurazione "Full Combat".

Architettura e Componenti Principali del sistema AESA KRONOS QUAD

L'intero impianto radar si basa su componenti interamente a stato solido coordinati da un unico software centrale:
  • KRONOS Quad (Banda C): Composto da quattro antenne planari fisse. È deputato principalmente alla sorveglianza aerea a lungo raggio (fino alla classe ABT) e alla scoperta a corto/medio raggio di missili balistici (TBM). 
  • KRONOS StarFire (Banda X): Sfrutta quattro pannelli speculari. È ottimizzato per compiti ad altissima precisione come la direzione del tiro, il tracciamento ravvicinato di bersagli veloci e la guida missilistica.
  • System Manager: Definito il "cervello" del radar. Questo software gestisce in tempo reale le risorse dei sensori, allocando dinamicamente l'energia e riducendo al minimo le interferenze elettromagnetiche reciproche. 

Caratteristiche Operative e Funzionalità del radar Kronos Quad

La combinazione simultanea e integrata delle frequenze X e C permette al KRONOS Dual Band di operare efficacemente in molteplici scenari complessi: 
  • Il sistema ha ampiamente dimostrato le proprie capacità sul campo durante esercitazioni internazionali, confermando le prestazioni nel tracciamento continuo di minacce balistiche a corto raggio fino al punto di impatto.

SISTEMI DI DIFESA AEREA

L'armamento del Trieste è configurato per garantire una protezione ravvicinata d'élite contro minacce asimmetriche, missili e aeromobili: 
  • 3 Cannoni Leonardo 76/62 Super Rapido: Posizionati per coprire ogni settore della nave (due a prua e uno a poppa). Sono equipaggiati con il sistema Davide/Strales per l'impiego di munizionamento guidato anti-missile e sono predisposti per i proiettili a lungo raggio Vulcano. Il Leonardo 76/62 Super Rapido (SR) è un cannone navale leggero a fuoco rapido da 76 mm, progettato originariamente da OTO Melara (oggi parte della divisione elettronica di Leonardo S.p.A.). Considerato lo standard globale di riferimento per le artiglierie navali di medio calibro, questo sistema d'arma è in servizio attivo presso oltre 53 marine militari mondiali. La sua incredibile versatilità gli consente di operare contemporaneamente come sistema di difesa aerea, anti-superficie, anti-missile a corto raggio (CIWS) e per il bombardamento costiero.





Caratteristiche Tecniche Principali del cannone imbarcato Leonardo Super Rapido cal.76/62

Il cuore del sistema risiede nelle sue elevate prestazioni cinematiche e nella ricarica automatizzata: 
  • Cadenza di tiro: Fino a 120 colpi al minuto (2 colpi al secondo).
  • Calibro: 76,2 mm con una canna lunga 62 calibri (circa 4,72 metri).
  • Peso a secco: 7.900 kg (senza munizioni).
  • Elevazione: Da -15° a +85°.
  • Velocità di brandeggio: 60°/s (elevazione 35°/s).
  • Capacità del magazzino: 80 colpi pronti al fuoco sulla torretta.

Evoluzioni e Varianti Tecnologiche del 76/62

Nel corso degli anni, il sistema ha integrato moduli tecnologici all'avanguardia:
  • Multi-Feeding (MF): Un sistema a doppio magazzino (38+38 colpi) per selezionare e alternare istantaneamente il tipo di munizione in base alla minaccia.
  • Sistema Strales / Davide: Un modulo radar che guida proiettili speciali sub-calibrati DART (Driven Ammunition Reduced Time of Flight). Questo trasforma il cannone in uno scudo antimissile ultra-preciso capace di intercettare minacce asimmetriche (come droni e missili antinave veloci) fino a 8 km.
  • Guscio Stealth: Una cupola geometrica progettata per ridurre drasticamente la tracciabilità radar (RCS) dell'intera nave. 
  • Versione Sovraponte: Una variante alleggerita del 30-40% che si installa interamente sopra il ponte della nave senza penetrare lo scafo sottostante, ottimizzando gli spazi interni per unità navali più piccole. 

Gamma di Munizionamento

Oltre ai proiettili standard NATO (esplosivi, perforanti e a frammentazione), il Super Rapido impiega due munizioni avanzate prodotte da Leonardo:
  • DART: Proiettili guidati in radiofrequenza con alette canard, ideali per la distruzione di bersagli altamente manovrabili. Gittata d'ingaggio fino a circa 5-8 km.
  • VULCANO 76: Munizionamento a raggio esteso guidato (GLR) con GPS/IMU che estende la gittata massima del cannone fino a 40 km per attacchi costieri millimetrici.

MITRAGLIERE IMBARCATE PER IL CONTRASTO DI USV E DRONI UAV

  • Dotazione di 3 Torrette mitragliere a controllo remoto da 25mm: Sistemi d'arma per la difesa ravvicinata contro minacce asimmetriche (piccole imbarcazioni, barchini o droni d’attacco).

ARMAMENTO MISSILISTICO IMBARCATO

Predisposizione VLS (Silos di Lancio Verticale): Lo scafo è strutturato per integrare in futuro sistemi di lancio verticale VLS Sylver A50 per l'impiego di missili superficie-aria della famiglia Aster.  L'armamento missilistico della nave d'assalto anfibio LHD Trieste (L 9890) della Marina Militare è incentrato sul sistema di lancio verticale VLS Sylver.
La configurazione prevede moduli per un totale di 16 celle di lancio verticale (espandibili fino a 32 celle). Il sistema permette alla nave di operare una difesa aerea e antimissile stratificata e avanzata: 
  • Sistemi VLS installati: Predisposizione e presenza di 2 moduli da 8 celle ciascuno del tipo Sylver A50.
  • Missili impiegati: Famiglia Aster 15 e Aster 30 (compresa la versione a lungo raggio NT, New Technology) per l'intercettazione di velivoli, droni e missili antinave.
  • Capacità futura (Quad-Pack): Integrazione del missile a corto-medio raggio CAMM-ER, che consente di alloggiare fino a 4 vettori per singola cella, aumentando notevolmente la saturazione difensiva.

MISSILI ASTER B1 NT

L'Aster 30 B1 NT (New Technology) è il più avanzato missile intercettore superficie-aria a lungo raggio di nuova generazione sviluppato dal consorzio europeo Eurosam (joint venture tra MBDA e Thales). 



Rappresenta l'evoluzione tecnologica fondamentale per la difesa aerea e missilistica integrata di Italia, Francia e Regno Unito.

Caratteristiche Tecniche Principali dei missili ASTER B1 NT:
  • Gittata Estesa: Copre distanze superiori a 150 km.
  • Velocità Massima: Supera Mach 4.5.
  • Massa e Dimensioni: Peso di 450 kg, lunghezza di 4.9 metri e diametro di 180 mm.
  • Guida Terminale Radica: Integra un rivoluzionario cercatore in banda Ka attivo che sostituisce la vecchia banda Ku, aumentando la precisione di tracciamento contro bersagli furtivi.

Capacità Operative e Minacce Contrastate

Il sistema è progettato per operare in scenari ad altissima saturazione elettronica ed è in grado di discriminare le testate reali dalle esche. Garantisce una protezione ad ampio spettro contro:
  • Missili Balistici Tattici: Intercettazione di vettori con raggio d'azione fino a 1.500 km (come i sistemi della classe Scud-B o equivalenti).
  • Minacce Ipersoniche: Capacità di ingaggio contro armi ipersoniche di prima generazione e Hypersonic Glide Vehicles.
  • Velivoli e Droni: Massima efficacia contro caccia di ultima generazione, missili da crociera sea-skimming e sciami di droni. 
  • Super-Manovrabilità: Sfrutta il collaudato sistema di controllo dinamico "PIF-PAF" (spinta vettoriale laterale e aerodinamica) per eseguire virate fino a 60G nella fase finale di impatto diretto (hit-to-kill).

Integrazione e Piattaforme del sistema Aster B1 NT

L'Aster 30 B1 NT è una munizione comune concepita sia per applicazioni terrestri che navali utilizzando i lanciatori verticali Sylver A50/A70:
  • Difesa Terrestre: Costituisce il pilastro del nuovo sistema mobile SAMP/T NG (New Generation), integrato con radar avanzati come il Kronos Grand Mobile (Italia) e il Groundfire 300 (Francia). Il sistema è schierabile e operativo in meno di 30 minuti.
  • Difesa Navale: Equipaggerà le unità navali aggiornate della Marina Militare Italiana (come i cacciatorpediniere classe Orizzonte e i PPA/Pattugliatori Polivalenti d'Altura) e della Marine Nationale francese, oltre ad essere integrato nel sistema Sea Viper dei cacciatorpediniere Type 45 della Royal Navy britannica.

COMPOSIZIONE DEL GRUPPO DI VOLO IMBARCATO

Oltre ai sistemi imbarcati nello scafo, la principale capacità offensiva e di proiezione della LHD Trieste è costituita dal suo ponte di volo dotato di Ski-Jump:
  • Caccia di 5ª generazione F-35B: Velivoli STOVL (decollo corto e atterraggio verticale) capaci di condurre missioni d'attacco e superiorità aerea. 


VELIVOLI STEALTH F-35B STOV/L

L'F-35B Lightning II è il primo caccia stealth supersonico al mondo con capacità STOVL (Short Take-Off and Vertical Landing), in grado di effettuare decolli brevi e atterraggi verticali. 



Sviluppato da Lockheed Martin insieme a partner chiave come BAE Systems e Northrop Grumman, questa variante è stata progettata specificamente per operare da navi portaerei a ponte corto, unità d'assalto anfibio e piste d'atterraggio improvvisate o danneggiate.

Il Sistema di Propulsione Rolls-Royce LiftSystem

Il segreto della transizione dal volo supersonico alla modalità di volo stazionario risiede nel rivoluzionario sistema di propulsione Rolls-Royce LiftSystem integrato al motore principale Pratt & Whitney F135:
  • Lift Fan Frontale: Posizionata direttamente dietro l'abitacolo, questa ventola contro-rotante viene collegata meccanicamente all'albero del motore principale tramite una frizione. Aspira aria fredda dall'alto generando una spinta verticale priva di calore, che evita il surriscaldamento delle piste o dei ponti di volo.
  • Ugello Posteriore Orientabile (3BSD): L'ugello di scarico principale (Three-Bearing Swivel Duct) può ruotare verso il basso fino a 95 gradi in soli 2,5 secondi, deviando l'intera spinta del motore verso il suolo.
  • Roll Posts Alari: Due condotti posizionati sotto le ali deviano l'aria bypassata dal motore per controllare il rollio e garantire la stabilità laterale del velivolo durante il volo a bassa velocità o in stazionamento.

Vantaggi Tattici e Impiego Operativo

La capacità STOVL offre una flessibilità strategica senza precedenti negli scenari di guerra moderna:
  • Operazioni "Austere": Permette il rischieramento in basi avanzate prive di lunghe piste asfaltate, incluse autostrade, come testato in recenti esercitazioni.
  • Persistenza e Reattività: Riduce drasticamente i tempi di reazione e aumenta il tasso di sortite aeree operando a ridosso della linea del fronte.
  • Impiego in Italia: Sia la Marina Militare che l'Aeronautica Militare italiana utilizzano la variante F-35B. La Marina li impiega a bordo della portaerei Cavour e della nuova unità Trieste per garantire una capacità di proiezione dal mare di quinta generazione.

Differenze Chiave con le Altre Varianti

Per via del voluminoso sistema Lift Fan, la variante B presenta alcune differenze strutturali rispetto ai modelli A e C:
  • Capacità di Carburante: Ridotta di circa il 28% rispetto all'F-35A a causa dello spazio occupato dalla ventola interna.
  • Armamento: Non dispone del cannone interno da 25mm (può comunque montare un pod esterno dedicato) e ha una capacità di carico nei vani interni leggermente inferiore.
  • Fattore di Carico: Limitato a 7G di accelerazione massima, rispetto ai 9G della variante a decollo convenzionale (F-35A).

ELICOTTERI IMBARCATI PER LA GUERRA ASW, ANTI-NAVE e per l’ELIASSALTO

Elicotteri pesanti e medi: Flotta composta da velivoli EH101 e NH90 per la lotta antisommergibile, il trasporto truppe e le operazioni di ricerca e soccorso.





ELICOTTERI LEONARDO EH-101

Il Leonardo AW101 (originariamente noto come EH-101) è un elicottero multiruolo medio-pesante da 15 tonnellate, propulso da tre turbine e impiegato su scala globale sia in ambito militare che civile. Nato negli anni '80 da una collaborazione industriale (Joint Venture EH Industries) tra l'italiana Agusta e la britannica Westland Aircraft, il programma è oggi interamente gestito da Leonardo Elicotteri. 
In seguito alla ridenominazione commerciale avvenuta nel 2007, la sigla ufficiale è diventata AW101, sebbene molti operatori storici e le forze armate del Regno Unito continuino a identificarlo con il nome di Merlin.

Versioni e Principali Impieghi

L'elicottero si distingue per una cabina di carico eccezionalmente spaziosa (fino a 30 soldati o un veicolo leggero), una rampa d'accesso posteriore e una spiccata modularità che permette di configurarlo per diverse tipologie di missione:
  • Guerra Navale (ASW/ASuW): Utilizzato per la caccia ai sottomarini (Anti-Submarine Warfare) e il contrasto alle navi di superficie (Anti-Surface Warfare), equipaggiato con siluri, missili antinave e sonar filabili.
  • Ricerca e Soccorso (SAR / CSAR): Sfruttato per il soccorso a lungo raggio in ambienti estremi. L'Aeronautica Militare Italiana opera la variante HH-101A "Caesar" per il Combat SAR e le operazioni speciali, dotata di sonda per il rifornimento in volo.
  • Trasporto Tattico e Utility: Impiegato per lo spostamento di truppe d'assalto, l'evacuazione medica (MEDEVAC) e il trasporto logistico pesante.

ELICOTTERI NHIndustries NH90

L'NH90 è un elicottero militare biturbina multiruolo di medie dimensioni, celebre per essere il primo aeromobile al mondo interamente controllato tramite sistema fly-by-wire e costruito per circa l'80% in materiali compositi. 



È sviluppato dal consorzio europeo NHIndustries, formato da Leonardo Elicotteri, Airbus Helicopters e GKN Fokker.

Aggiornamenti Recenti e Futuro del Programma (2026)

  • Configurazione Block 1 / SWR3: Il 21 luglio 2026, un elicottero SH90 della Marina Militare italiana ha completato con successo il primo volo nello standard Software Release 3. Questo aggiornamento introduce per la prima volta su un elicottero il sistema di trasmissione dati aereo Datalink 22.
  • Studi per il Block 2: Ad aprile 2026, NHIndustries ha siglato un contratto da 15 milioni di euro con l'agenzia NAHEMA per avviare lo studio dell'architettura del futuro "Block 2", che estenderà la vita operativa della flotta oltre il 2040.
  • Primo Standard 2 per Forze Speciali: A fine luglio 2026, Airbus Helicopters ha consegnato alla Francia il primo dei 18 NH90 TTH ordinati in configurazione Standard 2. Questa versione include optronica avanzata Safran Euroflir 410D, mappe digitali di nuova generazione e portelloni modificati per armamento pesante.
Come già evidenziato, il gruppo di volo imbarcato della LHD Trieste (L 9890) è composto da una componente flessibile e multiruolo di aeromobili ad ala fissa e ala rotante, configurata in base alla tipologia di missione. La nave è strutturata per rispondere a requisiti anfibi, ma è dotata di uno ski-jump che le permette di operare come portaerei secondaria (Alternate Carrier Vessel).

La capacità massima di imbarco della nave è stimata fino a un massimo di 20-32 aeromobili complessivi a seconda del mix tattico tra ponte di volo e hangar: 
  • Componente Jet (Ala Fissa): Caccia di 5ª generazione Lockheed Martin F-35B Lightning II (versione STOVL a decollo corto e atterraggio verticale). In configurazione esclusivamente aerea, la nave può ospitare una dozzina o più di caccia F-35B. Il ponte è rivestito con uno strato protettivo metallico (thermal metal spray) per resistere ai flussi termici dei motori dei jet. 
  • Componente Elicotteri (Ala Rotante): Elicotteri pesanti Leonardo EH-101 e medi NH-90. Questi mezzi vengono impiegati per operazioni d'assalto anfibio (eli-sbarco dei Fucilieri della Brigata Marina San Marco), lotta antisommergibile (ASW), pattugliamento marittimo e missioni di ricerca e soccorso (SAR).

STRUTTURA DEL PONTE E DELL’HANGAR

  • Ponte di volo: Lungo circa 230 metri, presenta ben 9 punti di decollo e atterraggio per elicotteri pesanti o caccia.
  • Hangar: Spazio versatile per il ricovero e la manutenzione dei velivoli, collegato al ponte di volo tramite due grandi elevatori laterali per aeromobili con una capacità di carico di 42 tonnellate ciascuno. 
  • I piloti e i tecnici dell'ala fissa provengono dal GRUPAER (Gruppo Aerei Imbarcati) della Marina Militare e dai reparti dell'Aeronautica Militare, nell'ambito dell'integrazione della capacità nazionale di proiezione dal mare.















IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, Marina.Difesa, Forum.Difesa, dott. Giorgio ARRA, WIKIPEDIA, You Tube)