Visualizzazione post con etichetta ELICOTTERI. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ELICOTTERI. Mostra tutti i post

mercoledì 4 marzo 2026

Army Air Corps e Royal Air Force: in relazione al programma New Medium Helicopter (NMH), da 44 macchine iniziali richieste, è stato ora sottoscritto un ordine per 23 Leonardo AW-149, ovvero un rimpiazzo 1 a 1 per gli obsoleti PUMA HC2, già ritirati dal servizio nel 2024 perché arrivati a fine vita.











https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.








In data 1° marzo 2026 scadeva l’offerta della multinazionale Leonardo per l’AW-149, subito dopo sarebbe scattato il provvedimento ineluttabile di tagliare il comparto elicotteri nel Regno Unito se il programma New Medium Helicopter (NMH) non avesse avuto uno sbocco positivo. Dopo un’attesa infinita, e dopo che le altre aziende concorrenti avevano ritirato la propria partecipazione al concorso, il Tesoro britannico ha scongiurato un possibile impatto catastrofico sull’industria di quel paese. L’ordine si è concretizzato, ma ridotto ai minimi termini: da 44 macchine iniziali, è stato sottoscritto l’ordine per 23 AW-149, ovvero un rimpiazzo 1 a 1 per i PUMA HC2, già ritirati dal servizio nel 2024 perché arrivati a fine vita.
Si parla di un ordine da 1 miliardo di sterline, ma la cifra effettiva ammonterà a circa 1,3 miliardi di sterline. Il New Medium Helicopter andrà a rimpiazzare primariamente i già citati PUMA HC2 e i 5 DAUPHIN del 658 Squadron Army Air Corps, basato ad Hereford per il supporto diretto allo Special Air Service (SAS). Il nuovo AW-149 andrà a rimpiazzare le 2 micro-flotte di elicotteri GRIFFIN (Bell 412) dell’84 Squadron RAF a Cipro e di Bell 212 impiegati dal 667 Army Air Corps in Brunei. 
Le tempistiche di acquisizione dell’AW-149 sono invece ancora da definire. Il nuovo elicottero è atteso alla base di RAF Benson. Eventuali futuri ordini export per l’AW-149 vedranno la produzione anche a Yeovil, in modo da garantire un ritorno di valore superiore al 40% che forniranno una garanzia per 3.300 posti di lavoro. C’è ottimismo sulla possibilità di esportare l’AW-149 anche in Norvegia, oltre a ulteriori AW-101 SAR e persino di un ordine congiunto per AW-149, da operare a Bardufoss, da parte dei Royal Marines.
Al momento non ci sono ordini norvegesi formalizzati, ma rimane chiaramente una possibilità. Il MoD britannico si è impegnato di recente a continuare a investire nell’elicottero senza equipaggio PROTEUS per la Royal Navy. Il MoD britannico conferma che  Leonardo UK farà di Yeovil un centro d’eccellenza per elicotteri autonomi.





L’AW149 è un elicottero medio costruito da Leonardo 

L'AW149 è un elicottero medio costruito da Leonardo (precedentemente dalla AgustaWestland, poi confluita in Leonardo, nome assunto da Finmeccanica dal 2017). Rientra nella classe delle 7-8 tonnellate al decollo ed è destinato esclusivamente al mercato militare. Il 20 giugno 2011 la AgustaWestland ha annunciato l'AW189, una variante civile dell'AW149 operativa dal 2014.



Generalità

Inizialmente indicato dalla stampa come versione militarizzata dell'AW139, in realtà è di dimensioni e prestazioni superiori, come confermato dal fatto che la versione militare dell'AW139 è stata in seguito designata AW139M.
L'AW149 è certificato per l'utilizzo di due turbine General Electric CT7-2E1 oppure Safran Aneto-1K. L'elicottero si colloca nella categoria delle otto tonnellate, con capacità di trasporto di fino a 18 soldati con protezione in caso di atterraggio forzato ed una vocazione multiruolo sul campo di battaglia, grazie alla rapida riconfigurabilità, all'architettura aperta e alla completa dotazione di sensori, sistemi di comunicazione e di condivisione dati necessari per operare in un ambiente network-centrico.
L'armamento, variabile in base alle configurazioni dell’elicottero, può essere installato all'interno della cabina o come carico esterno. Gli AW149 possono essere dotati di sistemi di osservazione, mitragliatrici laterali brandeggiabili, missili anticarro, razzi guidati/non guidati e sistemi di auto-protezione.

Storia operativa

L'AW149 è un elicottero destinato esclusivamente al settore militare. A giugno 2022 non risulta in servizio presso nessun Corpo delle Forze Armate italiane.
AgustaWestland ha presentato una versione dell'AW149, designata TUHP149, come candidato per il "Turkish Utility Helicopter Program" (TUHP) per le Forze armate turche. Il programma prevedeva un lotto iniziale composto da 109 elicotteri per valore di $ 4 miliardi, con l'eventuale aggiunta di ordini successivi che avrebbero portato la Turchia ad acquisire 300 apparecchi. Il 21 aprile 2011, il ministro della Difesa turco ha annunciato di avere selezionato per il programma TUHP il Sikorsky S-70i Black Hawk.
L'elicottero è stato certificato per l'impiego operativo dall'Aeronautica Militare italiana al Farnborough Airshow 2014. I primi utilizzatori dell'AW149 sono stati la Thailandia (che ha ricevuto 5 aeromobili a partire dal 2018) e l'Egitto (che nel 2019 ha ordinato 24 AW149).
L'AgustaWestland ha proposto l'apparecchio alle forze armate polacche. L'elicottero era in lizza per la maxi gara indetta dalla Difesa di Varsavia per il rinnovo della flotta delle forze armate locali. In totale le forze armate della Polonia avevano previsto di acquisire 70 apparecchi. I nuovi elicotteri sarebbero stati impiegati in missioni utility e di trasporto, oltre al Combat SAR e operazioni anti sommergibile. Oltre all'aeromobile italo-inglese, in corsa per aggiudicarsi l'appalto c'erano anche l'EC725 Caracal di Airbus Helicopters e il S-70i Black Hawk dell'americana Sikorsky Aircraft Corporation. In un primo momento, la gara d'appalto venne aggiudicata ad Airbus che poi si vide annullare l'ordine in favore dell'elicottero Sikorsky S-70i Black Hawk.
A giugno 2022 il Ministro della Difesa polacco, Mariusz Blaszczak, ha annunciato la firma di un contratto per la fornitura di elicotteri AW149. Nel dettaglio l'accordo annunciato prevede l'acquisto di 32 AW149 in tre differenti varianti (supporto al combattimento, guerra elettronica-comando e ricognizione), per un valore complessivo di 1,1 miliardi di euro. Il contratto di fornitura con il Ministero della Difesa polacco è stato ufficialmente firmato il 1 luglio 2022, con la consegna del primo apparecchio prevista nel 2023. Inoltre è previsto che gli elicotteri destinati alla Polonia verranno realizzati presso lo stabilimento della PZL-Świdnik, società di proprietà di Leonardo.
Nel 2022 Leonardo ha proposto l'elicottero AW149 al Regno Unito, nell'ambito del programma "New Medium Helicopter" (NMH), lanciato dal Ministero della Difesa inglese per sostituire con un unico apparecchio 4 tipologie di elicotteri medi in servizio presso le forze armate britanniche. Il programma prevede l'acquisizione di almeno 35-45 mezzi per un valore complessivo di 1,6 miliardi di euro.

Utilizzatori

  • Egitto - El Qūwāt El Gawīyä El Maṣrīya - 24 AW149 ordinati nel 2019.
  • Macedonia del Nord - Voeno Vozduhoplovstvo i Protivvozdušna Odbrana - 4 AW149 selezionati il 22 gennaio 2024, acquistati ufficialmente il 26 marzo successivo.
  • Malaysia - Esercito della Malaysia - Forza Aerea della Malaysia - fino a 28 elicotteri per compiti Combat SAR e utility. 
  • Polonia - Wojska Lądowe - 32 AW149 ordinati il 1 luglio 2022, con consegne previste tra il 2023 e il 2029. Primi due esemplari consegnati il 30 ottobre 2023.
  • Regno Unito - Royal Air Force - Army Air Force - 23 AW149 ordinati il 27 febbraio 2026, con consegne previste per il 2027.
  • Thailandia - Esercito Thailandese - 5 AW149 ricevuti a partire dal 2018.

La 25a Brigata di cavalleria aerea polacca ha ricevuto il suo primo elicottero AW149 costruito nello stabilimento PZL‑Świdnik, segnando una pietra miliare fondamentale nel suo impegno di modernizzazione della flotta di elicotteri dell'era sovietica. Il 27 novembre, durante una cerimonia di consegna presso il 7° squadrone aeronautico, il ministro della Difesa Władysław Kosiniak‑Kamysz ha ufficialmente accettato il primo dei 32 velivoli previsti in base a un contratto del 2022.  Questo elicottero in particolare è l'undicesimo della serie, ma è il primo interamente costruito in Polonia, il che riflette sia le esigenze operative sia una spinta strategica per la capacità aerospaziale nazionale. Configurato per soddisfare i requisiti delle Forze armate polacche, l'AW149 è destinato a sostituire elicotteri obsoleti come il Mi-8, il Mi-17, il Mi-24 e piattaforme più vecchie. 
La sua cabina modulare e la capacità di installare sistemi per il trasporto, l'evacuazione medica, il supporto ravvicinato, la ricognizione e la logistica di combattimento consentono all'elicottero di affrontare un'ampia gamma di missioni, tra cui il trasporto di truppe e merci, il supporto armato e la ricognizione. Sviluppato a partire dal derivato civile-militare dell'AW139, l'AW149 è un elicottero militare multiruolo di media portata, dotato di due motori turboelica, un equipaggio di due piloti più 16 soldati completamente equipaggiati e un peso massimo al decollo di circa 8.600 chilogrammi (19.000 libbre). 
Offre una velocità massima di circa 310 chilometri (192 miglia) orari e un'autonomia adatta a una varietà di missioni tattiche e di supporto.
Tra gli attuali operatori militari c’è anche la Thailandia, che è stata uno dei primi clienti export, ad aver acquisito cinque AW149 per il trasporto truppe e per compiti di utilità, particolarmente rilevanti dato il territorio difficile del paese e la necessità di una mobilità flessibile delle truppe.

L'Egitto ha inoltre ordinato un lotto di elicotteri AW149 per impieghi marittimi e di pubblica utilità.

I moderni elicotteri militari devono essere equipaggiati con avanzati sistemi avionici per affrontare missioni impegnative negli ambienti operativi più ostili. L'AW149 è un elicottero militare multi-missione di ultima generazione, di categoria media, in grado di garantire gli elevati livelli di efficacia e sopravvivenza richiesti dalle forze armate odierne, unendo tecnologie, apparecchiature e armamenti con caratteristiche di sicurezza e prestazioni senza pari.
L'AW149 è ottimizzato per svolgere missioni specifiche molto diverse, quali il trasporto di truppe, operazioni di sollevamento e trasporto carichi esterni, evacuazione medica, ricerca e soccorso (SAR) e recupero del personale, operazioni delle forze speciali, supporto aereo ravvicinato, scorta armata, comando e controllo (C2) e infine intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR).
L'AW149 combina in un’unica piattaforma, elevate prestazioni, ridotti costi del ciclo di vita e capacità operative in ogni condizione metereologica e climatica, giorno e notte. L’ampia cabina, rapidamente riconfigurabile, può ospitare una vasta gamma di equipaggiamenti e sistemi d'arma volti a migliorare l'efficacia delle missioni nelle condizioni operative più complesse.
Il sistema di missione avanzato consente l'integrazione rapida ed efficace di equipaggiamenti, avionica, armamenti e sistemi di difesa in base ai requisiti specifici della missione e del cliente. Operativo giorno e notte, l’AW149 è dotato di un cockpit digitale in grado di ridurre il carico di lavoro del pilota ed è compatibile con visori notturni (NVG).
L'AW149 garantisce all'equipaggio standard di sicurezza elevati. Gli alti livelli di tolleranza balistica delle pale, della struttura e dei componenti, della fusoliera e dei sedili resistenti agli urti, oltre che il carrello di atterraggio rinforzato, contribuiscono a garantire uno standard di sopravvivenza elevato. La trasmissione principale è in grado di funzionare per 50 minuti anche in assenza di lubrificante, l'elicottero è dotato di serbatoi autosigillanti oltre a una suite di sistemi di difesa integrati con blindature aggiuntive.
La spaziosa cabina e le ampie porte scorrevoli su entrambi i lati consentono il rapido trasporto di truppe dotate di equipaggiamento pesante in supporto alle operazioni che richiedono velocità esecutiva. L’accessibilità laterale garantisce rapide operazioni con verricello e di discesa con corda, per il dispiegamento e il recupero delle truppe in modalità hovering,  oltre che il fuoco di copertura dalle mitragliatrici montate sui finestrini. L’ampia stiva per barelle e kit medicali è accessibile anche dalla cabina.

Caratteristiche generali dell’AW-149:

  • Equipaggio: 2
  • Capacità: 19 truppe con equipaggiamento leggero, 16 truppe con carico da combattimento
  • Lunghezza: 17,57 m (57 piedi e 8 pollici)
  • Diametro: 14,60 m (47 piedi e 11 pollici)
  • Larghezza: 3,06 m (0 pollici)
  • Altezza: 5,14 m (16 piedi e 10 pollici)
  • Volume: 11,2 m 3 (400 piedi cubi) per la cabina, 2,4 m 3 (85 piedi 3 ) per lo stivaggio
  • Peso massimo al decollo: 8.600 kg (18.960 libbre)
  • Portata utile: 3.880 kg (8.550 libbre) di carico utile, 2.800 kg (6.200 libbre) per il gancio di carico
  • 2 turbomotori Safran Aneto -1K, 1.715 kW (2.300 CV) ciascuno Potenza massima continua; il Rolls-Royce Turbomeca RTM322 è un motore turboalbero attualmente prodotto da Safran Helicopter Engines. L'RTM322 è stato originariamente concepito e prodotto da Rolls-Royce Turbomeca Limited, una joint venture tra Rolls-Royce e Turbomeca, ora Safran Helicopter Engines. Il motore è stato progettato per adattarsi a un'ampia gamma di elicotteri militari e commerciali. L'RTM322 può essere utilizzato anche in applicazioni marittime e industriali. Il Safran Aneto è uno sviluppo successivo, destinato agli elicotteri super-medi e pesanti, sviluppato da Safran Helicopter Engines e che copre la gamma da 2.500 a 3.000 CV (da 1.900 a 2.200 kW).
  • Diametro del rotore principale: 14,6 m (47 piedi e 11 pollici).

Prestazioni
  • Velocità massima: 310 km/h (190 mph, 170 kn)
  • Velocità di crociera: 278 km/h (173 mph, 150 kn)
  • Autonomia: 1.009 km (627 mi, 545 nmi)
  • Resistenza: 5h 05 min
  • Tangenza di servizio: 4.600 m (15.000 piedi) (soglia di volo stazionario 1.770 m (5.810 piedi).

Armamento
  • Punti di attacco: 4 con le seguenti combinazioni:
  • 2 pod di lancio missili con 2 pod di lancio razzi
  • 4 baccelli di lancio di razzi
  • 2 serbatoi di carburante
  • Razzi: pod FZ231 con razzo 12 × 70 mm
  • Missili: un pod multi-lanciatore in grado di lanciare 4 missili AGM-114 Hellfire II.

Architettura aperta dell’avionica.








IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, RID, Thedefensepost, WIKIPEDIA, You Tube)































 

domenica 14 dicembre 2025

FORZE ARMATE RUSSE 1995: Kamov Ka-50 (in cirillico: Камов Ка-50, nome in codice NATO: Hokum) (in russo: Čërnaja Akula), era un elicottero d'attacco monoposto a rotori coassiali controrotanti.











https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.









Il Kamov Ka-50 (in cirillico: Камов Ка-50, nome in codice NATO: Hokum) anche noto come Black Shark (in russo: Čërnaja Akula), era un elicottero d'attacco monoposto a rotori coassiali controrotanti, sviluppato negli anni ottanta dall'OKB diretto da Nikolaj Il'ič Kamov ed entrato in servizio con le Forze armate della Federazione Russa nel 1995.
Progettato per missioni di attacco contro obiettivi tattici e mezzi corazzati, la sua caratteristica configurazione monoposto, scelta per enfatizzarne prestazioni e manovrabilità, si è dimostrata essere il suo più grande limite: unico elicottero d'attacco al mondo con un solo membro d'equipaggio, il Ka-50 non si dimostrò in grado di condurre missioni in autonomia, in quanto necessitava dell'appoggio di velivoli ricognitori che sgravassero il pilota dall'onerosa attività di monitoraggio e rilevazione bersagli.
Per tali motivi, le Forze armate russe optarono di non proseguire con l'adozione del mezzo. Nel 2009 ne venne infatti sospesa la produzione, dopo soli 17 esemplari.
Al contrario, la Kamov realizzò una variante in configurazione biposto del velivolo denominata Kamov Ka-52 Alligator (in cirillico: Камов Ка-52 Аллигатор, nome in codice NATO: Hokum-B) la quale dal 2009, risolti i problemi relativi ai carichi di lavoro dell'equipaggio, è stata ufficialmente adottata dalle forze armate russe in sostituzione del Ka-50.





Storia

Il Ka-50 deriva dal prototipo V-80Sh-1, un'evoluzione studiata nel 1975 del V-60, a sua volta un progetto di elicottero armato basato sul Ka-26 civile degli anni sessanta. Nel dicembre 1977 iniziarono i lavori di sviluppo sul progetto V-80 (in russo: Vertolyet 80, in inglese: Helicopter 80) che si conclusero con il primo volo del primo prototipo '010' datato 17 giugno 1982, che fu emulato nel 1983 da un secondo prototipo, numerato '011'.
Su ordine del consiglio dei ministri dell'allora Unione Sovietica, il 14 dicembre 1987 venne autorizzata la realizzazione di un primo esemplare di serie e dopo una serie di test di valutazione sulle prestazioni in volo e sui sistemi di bordo, il governo sovietico ordinò un primo lotto di elicotteri nel 1990. Il modello fu presentato in pubblico come Ka-50 nel marzo 1992 ad un convegno aeronautico nel Regno Unito ed entrò in servizio nel 1995.

Caratteristiche

Il Ka-50 è stato progettato per essere piccolo, veloce e agile, con lo scopo di ottenere la massima capacità possibile di sopravvivenza e efficacia sul campo di battaglia.
La ricerca del massimo risparmio possibile in peso e dimensioni, pur di ottenere la massima velocità e agilità possibile, ha portato a progettare l'elicottero con un solo pilota, unico caso tra gli elicotteri d'attacco. La Kamov, dopo un approfondito studio sull'impiego degli elicotteri in Afghanistan e altre zone di guerra, affermò di essere giunta alla conclusione che la tipica missione di attacco, descritta come strutturata nella maggioranza dei casi in un avvicinamento a bassa quota, salita per l'acquisizione del bersaglio e sparo con le armi di bordo, non richiederebbe contemporaneamente attività di navigazione, manovra e gestione dell'armamento al pilota. Con questa convinzione, l'ufficio progetti teorizzò che un solo pilota, se dotato di sistemi ben armonizzati ed efficaci, sarebbe in grado di condurre una missione bellica interamente da solo. È tuttora una questione controversa se nella realtà i piloti dello Squalo Nero siano sottoposti a uno sforzo eccessivo a causa dell'elevato carico di lavoro.
All'epoca la configurazione con singolo pilota per un elicottero d'attacco era considerata talmente poco praticabile dagli osservatori della NATO da suggerire una tecnica di inganno alla Kamov: i primi due prototipi di Ka-50 avevano dei falsi finestrini dipinti. L'artificio ottenne perfettamente il suo scopo e i primi resoconti sul modello redatti nel mondo occidentale furono infatti largamente inaccurati.

Rotori coassiali

A similitudine di altri elicotteri Kamov, l'Hokum utilizza un caratteristico sistema con due rotori coassiali controrotanti che eliminano la necessità di un rotore di coda e aumentano notevolmente le capacità acrobatiche dell'elicottero. Il Ka-50 è infatti in grado di effettuare looping, tonneau e il "funnel": una manovra di mitragliamento circolare, nella quale l'elicottero mantiene l'allineamento verso l'obiettivo pur volando in circolo e cambiando quota e velocità durante la manovra.
Utilizzando due rotori è possibile limitarne il diametro a parità di spinta generata. Come conseguenza rotori più piccoli hanno una minore velocità dell'estremità delle pale rispetto ai rotori singoli più grandi. Poiché la velocità della estremità della pala che avanza lungo la direzione del moto è la principale causa di limitazione della velocità massima degli elicotteri, la configurazione a rotori coassiali consente velocità di punta maggiori rispetto a quelle di elicotteri più convenzionali, tipo lo Hughes AH-64 Apache.
L'eliminazione del rotore di coda, inoltre, fornisce un supplemento di potenza disponibile, poiché normalmente gli organi meccanici necessari sottraggono fino al 30% della potenza dei motori. Un ulteriore vantaggio rispetto alla soluzione con rotore principale unico è costituito dal fatto che l'albero di trasmissione e la scatola di ingranaggi posteriori sono frequentemente causa di perdita degli elicotteri in combattimento. L'intera trasmissione dello Squalo Nero presenta un bersaglio relativamente piccolo al fuoco delle armi da terra e la Kamov sostiene che il sistema di rotori è progettato per resistere a colpi di armi calibro 23 mm, come il resto dell'elicottero.
Come vantaggio supplementare, con due rotori identici controrotanti la compensazione naturale tra le coppie di rotazione dona al Ka-50 la caratteristica di essere marcatamente più immune, rispetto ad altri modelli, nei confronti delle variazioni di direzione e intensità del vento e di avere la maggior velocità di virata in tutte le condizioni di volo e di velocità possibili rispetto agli altri elicotteri.

Seggiolino eiettabile

Per migliorare la capacità di sopravvivenza del pilota, il Ka-50 è dotato di un seggiolino eiettabile NPP Zvezda K-37-800, caratteristica unica per un elicottero. All'atto dell'espulsione, prima che il razzo spinga fuori il sedile dall'abitacolo, le pale del rotore vengono fatte staccare da una carica esplosiva nel mozzo, così come accade per il tettuccio.
Il primo prototipo di Ka-50 fu soprannominato "оборотень" (oborotenʹ - lupo mannaro), ma il nome ufficiale scelto dalla Kamov è "Чёрная акула", (Čërnaja akula - Squalo Nero). Lo sviluppo dell'elicottero venne portato avanti in tempo record, grazie alla politica rivelatasi valida da parte della Kamov di distaccare propri ingegneri di raccordo tecnico presso i fornitori di componenti principali e presso i subfornitori.
La riduzione delle spese militari conseguente al collasso dell'Unione Sovietica causò un taglio di fondi al programma, che non fece in tempo a entrare nella fase di piena produzione e quindi sono stati prodotti relativamente solo pochi esemplari dell'Hokum.
La produzione fu riavviata nel 2006. In seguito, verso la fine del 2008, è stato annunciato che solo 5 esemplari in più verranno prodotti e che la produzione verrà riconfigurata per produrre esclusivamente il più adattabile ed evoluto Ka-52.

Versioni

  • Ka-50: versione standard.
  • Ka-50S: versione con visore notturno Rubicon-N ed avionica migliorata. Prodotto in un unico esemplare, (n. 1420-355) ha effettuato il primo volo il 4 marzo 1997.
  • Ka-50N: versione con capacità di navigazione notturna, conferitagli dal sistema FLIR Samshit-50T montato sulla prua.
  • Kamov Ka-50-2 "Erdogan": versione biposto progettata in collaborazione con la Israel Aircraft Industries destinata al mercato turco.
  • Kamov Ka-52: versione biposto ognitempo del Ka-50 progettata per far fronte alle necessità di coordinamento tra unità, rilevazione bersagli, comunicazioni con le truppe di terra. Il Ka-52 ha l'85% delle parti in comune con il Ka-50.

Utilizzatori

  • RUSSIA - Voenno-vozdušnye sily Rossijskoj Federacii - 12 esemplari di serie consegnati (sui 17 realizzati). 6 Ka-50 in servizio attivo al 2011 ed utilizzati come addestratori. Al 2018, il Ka-50 non risulta più operativo.


Specifiche (Ka-50) - Caratteristiche generali:

  • Equipaggio: 1
  • Lunghezza: 16 m (52 piedi 6 in)
  • Altezza: 4,93 m (16 piedi 2 pollici)
  • Peso a vuoto: 7.700 kg (16.976 lb)
  • Peso lordo: 9.800 kg (21.605 libbre)
  • Peso massimo al decollo: 10.800 kg (23.810 libbre)
  • Motori: 2 × motori turboalbero Klimov VK-2500, 1.800 kW (2.400 shp) ciascuno
  • Diametro del rotore principale: 2 × 14,5 m (47 piedi 7 in)
  • Area del rotore principale: 330,3 m2 (3.555 piedi quadrati) rotori principali a 3 pale controrotanti.

Prestazioni

  • Velocità massima: 315 km/h (196 mph, 170 kn)
  • Velocità di crociera: 270 km/h (170 mph, 150 kn)
  • Non superare mai la velocità: 350 km/h (220 mph, 190 kn)
  • Autonomia: 545 km (339 miglia, 294 miglia)
  • Raggio d’azione: 470 km (290 miglia, 250 nmi)
  • Autonomia trasferimento: 1.160 km (720 mi, 630 nmi)
  • Tangenza di servizio: 5.500 m (18.000 piedi)
  • Velocità di salita: 12 m/s (2.400 ft/min)
  • Caricamento del disco: 30 kg/m2 (6,1 lb/sq ft)
  • Potenza/massa: 0,33 kW/kg (0,20 CV/lb).

Armamento

  • 1 × cannone mobile semirigido da 30 mm Shipunov 2A42 (460 colpi in totale, doppia alimentazione AP o HE-Frag)
  • Punti d’attacco: 6 × punti rigidi sotto l'ala, più 2 sulle punte delle ali per contromisure o missili aria-aria con una capacità di 2.000 kg, con disposizioni per trasportare combinazioni di:
  • Razzi: razzi S-8 da 80 × 80 mm e razzo S-13 da 20 × 122 mm, 4 × missili aria-aria Igla
  • Missili: 2 × APU-6 Rack missili, in grado di ospitare un totale di 12 × 9K121 missili anticarro Vikhr, 2 × LMUR
  • Bombe: 4 bombe da 250 kg (550 libbre) o bombe da 2 × 500 kg (1.100 libbre),
  • Altro: Pod cannone UPK-23-250 da 23 mm (240 colpi ciascuno), serbatoi di carburante esterni da 500 L (130 US gal).
  • Due POD sulle estremità alari con distributori di contromisure, 4 distributori UV-26 ciascuno (totale di 32 cartucce di chaff/flare).






Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, 
storia militare, sicurezza e tecnologia. 


La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri 
di un reparto militare 
ma come cittadini e custodi di ideali.
Valori da tramandare e trasmettere, da difendere
senza mai darli per scontati.
E’ desiderio dell’uomo riposare
là dove il mulino del cuore non macini più
pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto
nella cultura politica europea contemporanea,
è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti
a un disegno spezzato
senza nessuna strategia
per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali.
Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando
è che non bisogna arrendersi mai,
che la difesa della propria libertà
ha un costo
ma è il presupposto per perseguire ogni sogno,
ogni speranza, ogni scopo,
che le cose per cui vale la pena di vivere
sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, 
in quanto capace di autodeterminarsi,
vive finché è capace di lottare per la propria libertà: 
altrimenti cessa di esistere come popolo.
Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! 
Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti 
sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze 
per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: 
SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, 
devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante
poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”,
alcuni si sono abituati a darla per scontata:
una sorta di dono divino e non, 
un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità,
difendere la mia cultura,
conservare le mie tradizioni.
L’importante non è che accanto a me
ci sia un tripudio di fari,
ma che io faccia la mia parte,
donando quello che ho ricevuto dai miei AVI,
fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza
ai popoli che difendono la propria Patria!
Violenza e terrorismo sono il risultato
della mancanza di giustizia tra i popoli.
Per cui l'uomo di pace
si impegna a combattere tutto ciò 
che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori
affinché siano spezzate le catene
della violenza e dell’odio,
e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: 
fino a quando, Signore? Quando farai giustizia?
Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita 
e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, 
a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet:
“””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, Flight, Pinterest, Wikipedia, You Tube)