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domenica 16 agosto 2026

ESERCITO ITALIANO 2026: il veicolo terrestre senza equipaggio “UGV CL2X” è un Unmanned Ground Vehicle di ultima generazione sviluppato da Iveco Defence Vehicles, del gruppo Leonardo.











https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.









Il CL2X è un veicolo terrestre senza equipaggio (UGV - Unmanned Ground Vehicle) di ultima generazione sviluppato da IDV (Iveco Defence Vehicles), azienda italiana recentemente acquisita dal gruppo Leonardo. Presentato ufficialmente a Eurosatory 2026, questo mezzo viene definito un "Hybrid Uncrewed Light Tank" ed è progettato per operare come gregario robotico ("robotic wingman") a supporto dei carri armati e dei veicoli da combattimento tradizionali.
E’ un UGV cingolato da 16.000 kg (lungo 6 m, largo 2,5 m e alto 2,5 m) dotato della torretta HITFIST 30 UL (Utra Light), armata con la nuova mitragliera X-GUN 30 da 30 mm (30x173). Si tratta di un mezzo in una configurazione "classica" di un veicolo cingolato, con torretta al centro e powerpack posteriore.
Il mezzo cingolato utilizza la tecnologia MACE (Modular Autonomy Controlled Equipment) basata sull’intelligenza artificiale; utilizza la “sensor fusion” per "orientarsi e muoversi" sul campo operativo, anche in assenza di segnale GPS. Il mezzo è progettato per sviluppare il concetto di cooperative combat, cioè una sorta di "loyal wingman terrestre” che può seguire un MBT utilizzando una mobilità equivalente.





Caratteristiche Tecniche Principali:
  • Peso e Carico: Massa complessiva di 16 tonnellate con una capacità di carico utile (payload) fino a 5 tonnellate.
  • Dimensioni: Lunghezza di 6 metri, larghezza di 2,5 metri e altezza di 2,5 metri.
  • Propulsione Ibrida: Sistema propulsivo ibrido in serie da 500 kW con un'unità per la ricarica della batteria (range extender).
  • Prestazioni: Velocità massima di 70 km/h e un'autonomia complessiva che raggiunge i 500 km.
  • Modalità Silenziosa: Grazie ai cingoli in gomma e all'accumulatore da 130 kWh, può percorrere circa 30 km in modalità completamente elettrica per minimizzare la traccia acustica e termica.

Armamento e Ruolo Tattico

L'esemplare presentato è equipaggiato con la torretta a controllo remoto Leonardo HITFIST 30 UL (Ultra Light), armata con la nuova mitragliera X-GUN da 30 mm.
Il CL2X è concepito per ottimizzare le tattiche di MUM-T (Manned-Unmanned Teaming), collaborando attivamente con le unità con equipaggio sul campo di battaglia. Svolge compiti ad alto rischio tra cui:
  • Supporto di fuoco pesante.
  • Missioni ISTAR (Intelligence, Sorveglianza, Acquisizione Obiettivi e Ricognizione).
  • Avanguardia tattica per preservare le vite degli equipaggi umani. 

Autonomia e Intelligenza Artificiale (AI)

Il veicolo adotta l'architettura tecnologica MACE (Modular Autonomy Controlled Equipment) sviluppata da IDV. Sfrutta algoritmi di intelligenza artificiale e sistemi di sensor fusion (integrazione dei dati provenienti da telecamere e sensori avanzati) per muoversi e orientarsi autonomamente. Questa tecnologia permette la navigazione autonoma anche in contesti di GNSS denied, ovvero in aree in cui il segnale GPS/satellitare è assente o disturbato da sistemi di guerra elettronica nemici.

Il CL2X è dotato di un sistema di propulsione ibrido in serie e supporta sia il funzionamento a distanza che quello autonomo. 

L'azienda afferma che il sistema è progettato per accompagnare le forze militari in un'ampia gamma di missioni sul campo di battaglia. Le sue caratteristiche dichiarate includono:
  • Configurazione:  Veicolo terrestre senza pilota cingolato;
  • Propulsione:  Ibrida in serie;
  • Modalità operative:  Remota e autonoma;
  • Velocità massima:  fino a 70 km/h;
  • Autonomia:  500 Km;
  • Modalità silenziosa:  funzionamento a bassa rumorosità.

Il CL2X abbraccia la tendenza di integrare e dotare i veicoli cingolati senza pilota di propulsione ibrida.  La modalità silenziosa e il funzionamento autonomo sono pensati per ridurre sia l'esposizione del personale sia la tracciabilità della piattaforma.










IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, RID, WIKIPEDIA, Zona Militar, You Tube)














 

venerdì 24 aprile 2026

GUERRA RUSSIA - UCRAINA 2022 - 2026: di recente diversi UGV (Unmanned Ground Vehicle: veicoli terrestri senza pilota) ucraini hanno vinto una “scaramuccia” contro l’esercito russo, da soli; l’assalto riuscito ad una linea di trincea russa è avvenuto interamente utilizzando robot terrestri, senza alcun supporto diretto della fanteria appiedata.











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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.









Di recente, alcuni UGV (Unmanned Ground Vehicle o veicoli terrestri senza pilota) militari ucraini hanno vinto una piccola battaglia contro l’esercito russo, da soli.  




L'assalto riuscito ad una linea di trincea russa è stato degno di nota perché è avvenuto interamente utilizzando robot, senza alcun supporto diretto di fanteria umana.
In un altro evento, senza precedenti nel conflitto in corso in Ucraina, alcuni UGV terrestri ucraini hanno conquistato una linea di trincea russa, senza alcun supporto umano. 






LE OPERAZIONI SUL CAMPO

I soldati della 5ª Brigata d'assalto delle Forze armate ucraine hanno mostrato l'impiego in combattimento della piattaforma da combattimento terrestre senza pilota Ironclad ucraina. Alcuni video mostrano frammenti dell'impiego in combattimento della piattaforma contro una posizione nemica, con l'utilizzo di una mitragliatrice pesante.
È noto che il veicolo armato corazzato utilizza una stazione d'arma telecomandata ucraina ShaBlya M2, sulla quale è possibile installare, a scelta, mitragliatrici dal calibro 7,62 mm fino al 12,7 x 99 mm. Le caratteristiche tecniche della versione moderna della piattaforma non sono note, tuttavia, concentrandoci sulle caratteristiche dichiarate per un impiego bellico su vasta scala, il peso netto è di 1800 Kg e il carico utile massimo arriva fino a 350 Kg.; la velocità massima della piattaforma raggiunge circa 20 Km/h su strada e fino a 15 in fuori strada.
Il mezzo raggiunge la velocità di 130 Km/h, mentre quella del radiocomando arriva fino a 5 Km, con un ripetitore fino a 10. Lo scafo blindato resiste al fuoco di munizioni cal. 7,62 mm.
Nel luglio 2023, il Ministero della Difesa ucraino aveva individuato tre priorità per lo sviluppo dei droni militari terrestri ucraini: la principale era la creazione di piattaforme logistiche senza pilota che avrebbero dovuto operare in prima linea, nella zona vicina alla linea del fronte, in quei luoghi dove vi era contatto diretto tra l'esercito ucraino e il nemico.
I cingoli avanzano sul terreno, due fari accesi per operare anche in notturna, una torretta con videocamera che fa da occhio per l’operatore, e la struttura modulare e modificabile sulla quale montare mitragliatori, lanciagranate e fino a 300 Kg di materiale da portare sulla linea del fronte: è un UGV (Unmanned Ground Vehicle: veicolo terrestre senza pilota) ed è uno dei modelli di robot che in Ucraina “combatte” insieme ai soldati e alle unità in prima linea.
“La guerra è un contesto instabile, cambia in modo dinamico sotto i bombardamenti. Perciò viene usato tutto”, racconta il direttore generale di Tencore. È a capo di una delle aziende che dopo l’invasione russa su larga scala dell’Ucraina si è concentrata sullo sviluppo di robot e sistemi automatizzati per uso militare. “Collaboriamo già con molte unità, circa 60” racconta. “Tra loro ci sono la Terza Brigata d’assalto, gli Azov, la 93esima, la 92esima, la 95esima, la quinta brigata d’assalto, la centodecima”, continua.
Spiega come questi modelli siano sviluppati per tutta una serie di attività al fronte che “se vengono fatte a distanza dalle macchine, le persone allora non rischiano la vita”. Parla della logistica, e di “trasportare merci in luoghi che sarebbero difficili da raggiungere a piedi” e che sono sotto il raggio d’azione dei droni circuitanti russi o di provenienza iraniana.
L’efficacia e la portata della presenza di questi robot al fronte, la spiega Oleksii, che pilota con un controller in mano i due robot che testano oggi: “Il robot alle mie spalle può trasportare fino a una tonnellata di carico al giorno. Se consideriamo un mese, sarebbero 30 tonnellate. Per trasportare un carico di 30 tonnellate, dobbiamo assegnare circa 30-40 militari a questo compito, che camminerebbero mettendo a rischio le proprie vite”, spiega. Sulla sua maglia c’è stampata una bandiera ucraina, sotto c’è una scritta. “People make. Robots fight”, le persone creano e i robot combattono.
Il direttore Vasylchenko parla dell’evacuazione dei feriti e del rischio di tenere allo scoperto quattro soldati che tengono una barella. Delle operazioni di sminamento e di posizionamento di mine anti-carro, uno dei modelli è proprio dietro di lui e ha appena sganciato mine dal carrello montato sulla struttura del robot. E c’è anche la possibilità di montare una mitragliatrice pesante Browning M2 e un lanciagranate M19, in quel caso il robot spara come un soldato di fanteria.
“Le idee e le possibilità sono infinite, il costo dipende da come viene configurato”, dice. “Il prezzo medio di un UGV del genere è di 20’000 dollari, e se lo si confronta con i concorrenti in Europa, il più simile costa 160’000 euro“, aggiunge.
Robot come questi sono impiegati attivamente sulla linea del fronte. Sono più di 200 le aziende ucraine che lavorano nella implementazione di modelli del genere, secondo Hlib Kanevskyi – Director of Procurment del Ministero della Difesa ucraino – il piano è quello di “schierare” 15’000 robot entro la fine del 2025, semplificando i processi e i passaggi burocratici per le certificazioni. Con un link dedicato per semplificare le procedure disponibile sui siti governativi.

UN SETTORE IN PIENA ESPANSIONE

Un settore in piena espansione, se si considera che nei primi 7 mesi del 2025 sono stati autorizzati per essere impiegati dall’esercito ucraino 40 nuovi modelli di UGV a pilotaggio remoto diversi. In tutto il 2024 ne sono stati autorizzati quasi 60, e nel 2023 ne sono stati autorizzati 23. E nel primo trimestre del 2025 il Ministero della Difesa ha chiuso 31 contratti d’acquisto per 150 milioni di dollari, una cifra notevole se si considera che il dato per il secondo semestre del 2024 è stato di 6 contratti e 2 milioni e mezzo di dollari.

L’ANNO DELLA SVOLTA OPERATIVA CON LE “unmanned armed forces”

In più è stato l’anno della svolta operativa. A dicembre 2024 – notizia confermata e verificata dagli analisti dell’Institute for the Study of War di Washington – per la prima volta è stato condotto un attacco contro postazioni russe, utilizzando esclusivamente robot, mandati a combattere al posto dei soldati. In particolare “decine di UGV equipaggiati con mitragliatrici” che hanno attaccato in un’area a nord di Kharkiv, per conto della brigata Khartia.
L’esercito ucraino ha creato una branca – insieme alla marina, alle forze di terra, alle forze speciali e all’aviazione – ad hoc per i sistemi a pilotaggio remoto: le “unmanned armed forces”.
E’ la prima volta che un esercito si dà una struttura separata per droni navali, aerei e appunto robot. Hanno anche un comandante, da giugno è Robert “Madyar” Brovdi, il comandante che ha fondato l’unità droni “Madyar’s Birds”.
Un’altra peculiarità è che questi robot sono progettati in Ucraina e quasi interamente prodotti con materiali e tecnologie ucraine. Quelli di Tencore che testano in questo poligono a Kiev sono fatti al 95% in Ucraina, l’obiettivo – raccontano - è arrivare al 100%. “Collaboriamo con molte aziende ucraine”, racconta il direttore generale, e spiega come ci sia una totale sinergia anche con le unità e i militari che usano questi robot. Che propongono modifiche, partecipano ai training e prendono parte anche agli eventi di Brave1, il cluster che ha messo insieme 1’500 aziende di difesa ucraine, e di cui fa parte anche Tencore.
Il 16 e il 17 settembre Brave1 ha organizzato una “Defense Tech Valley” a Lviv con più di 300 investitori esteri da Europa e Nord America. C’erano anche robot e droni di ogni tipo, a riprova di un settore – quello dell’innovazione tecnologica - su cui Kiev punta per sviluppare un vantaggio decisivo, innovando di continuo. Un senso di impellenza che si spiega nelle parole del direttore generale Vasylchenko. “Abbiamo già il modello successivo, perché la guerra sta cambiando di nuovo”.

IL CAMBIO DI PARADIGMA E LA RESA DI SOLDATI NEMICI A CURA DI UN ROBOT

Fino ad ora le guerre si sono sempre combattute tra uomini, con i limiti massimi del corpo a corpo in trincea e dell’operatore di droni che fa saltare in aria una postazione o un veicolo nemico. 
La guerra in Ucraina ha completamente ribaltato il paradigma: ora, per la prima volta nella storia dei conflitti moderni – e antichi, perché se avessero avuto i droni la Guerra dei cent’anni sarebbe durata sicuramente di meno – una squadra di robot di terra, unita a un drone e coadiuvati da vari operatori ucraini, ha conquistato una postazione russa. In una sequenza che sembra uscita da un film di fantascienza, una squadra di robot terrestri (UGV) ha recentemente coordinato un assalto a una trincea russa, portando alla resa di soldati nemici senza che un solo militare ucraino dovesse esporsi al fuoco.

GLI U.G.V., PICCOLI TAGLIAERBA IN APPARENZA

Questi UGV, all’apparenza sembrano piccoli carrelli da giardinaggio, come quelli utilizzati per spostare sacchi di terriccio tra i vialetti di una villa di campagna. 
Eppure, questi veicoli carichi di 30 kg di esplosivo stanno riscrivendo le regole del combattimento nell’Ucraina orientale (il combattimento di cui stiamo parlando è avvenuto nella regione di Kharkiv). È la «guerra automatizzata» promossa da Volodymyr Zelensky, un nuovo paradigma bellico dove il metallo sostituisce il sangue per colmare le lacune di un esercito in costante inferiorità numerica.

UNA INNOVAZIONE TATTICA, LOGISTICA E SISTEMICA

L’innovazione dell’esercito di Kyiv non è solo tattica, ma logistica e sistemica.  Attraverso una piattaforma di approvvigionamento interno che assomiglia molto ad Amazon, i soldati possono scegliere tra centinaia di modelli di unità di combattimento terrestri e aeree. La crescita è esponenziale: solo nell’ultimo periodo le “missioni robotiche” hanno superato quota 9 mila (e novembre 2025 erano 2.900). Kiev punta a trasformare il fronte in un laboratorio tecnologico globale, promuovendo un’industria della difesa locale capace di attrarre partnership internazionali. «La vita umana è preziosa e i robot non sanguinano, meglio mandare il metallo a combattere», spiega il sottotenente Mykola Zinkevych, sintetizzando una visione dove l’efficienza dei bit e l’autonomia delle batterie diventano le nuove unità di misura del potere militare. Tra robot-kamikaze e ripetitori radio, l’Ucraina sta dimostrando che la sopravvivenza in un conflitto moderno dipende dalla capacità di automatizzare la distruzione, rendendo il campo di battaglia il primo, brutale palcoscenico della robotica bellica di massa.
L'Ucraina è stata pioniera nelle tecnologie dei sistemi senza pilota, schierando nuovi droni aerei, terrestri e navali per contrastare gli invasori russi.
Di recente il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato che i robot terrestri ucraini hanno conquistato una trincea russa senza alcun supporto umano: ”Il futuro è già in prima linea, e l'Ucraina lo sta costruendo", ha scritto Zelensky. "Questi sono i nostri sistemi robotici terrestri. Per la prima volta nella storia di questa guerra, una posizione nemica è stata conquistata esclusivamente da piattaforme senza equipaggio: sistemi terrestri e droni. Gli occupanti si sono arresi e l'operazione è stata condotta senza fanteria e senza perdite da parte nostra”.
In un video, il leader ucraino ha affermato che sette diversi sistemi robotici terrestri hanno effettuato circa 22.000 missioni sul campo di battaglia nel 2026:  “In altre parole, sono state salvate più di 22.000 vite umane quando un robot è entrato nelle zone più pericolose al posto di un soldato. Si tratta di alta tecnologia a protezione del valore più elevato: la vita umana”, ha affermato Zelensky. 
A fronte di una carenza di personale rispetto al ben più numeroso esercito russo, le Forze Armate ucraine hanno esternalizzato molti compiti a sistemi senza pilota. Certo, i robot non possono replicare completamente le azioni o le decisioni umane sul campo. Ma possono svolgere molti compiti che altrimenti richiederebbero un essere umano, liberando così manodopera. Inoltre, i droni sono sacrificabili, mentre gli esseri umani – almeno da parte ucraina – non lo sono.

LA CATTURA DI TRE SOLDATI RUSSI, ALTRI SI SONO ARRESI AI DRONI PILOTATI DALL’AI

Non è la prima volta che un robot terrestre viene impiegato sul campo di battaglia. A gennaio, un robot terrestre ucraino dotato di tecnologia autonoma ha catturato tre soldati russi. In passato, altri soldati russi si sono arresi ai droni ucraini. I sistemi senza pilota operano senza la presenza di un essere umano a bordo. Tuttavia, sono controllati a distanza da un operatore umano, che a volte può trovarsi a decine di migliaia di Km di distanza dal drone che controlla. Al contrario, i sistemi autonomi operano in modo indipendente sulla base di input predeterminati e parametri di intelligenza artificiale.
Non è immediatamente chiaro in che misura i sistemi autonomi, a differenza dei droni controllati dall'uomo, abbiano condotto in modo indipendente l'attacco alla posizione russa alcune settimane fa.

LA GUERRA STA CAMBIANDO: CI SI PUO’ FIDARE DELL’A.I.

La guerra sta cambiando. Le nuove tecnologie sono entrate in gioco a un ritmo senza precedenti nella guerra in corso in Ucraina, fornendo nuovi e preziosi strumenti ai militari e persino modificando il modo in cui le forze armate conducono le operazioni. 
I sistemi senza pilota non sono certo una novità; l'esercito statunitense, ad esempio, utilizza i droni da oltre trent'anni. Tuttavia, stanno diventando sempre più capaci e in grado di assumere ulteriori ruoli bellici. L'evoluzione dell'intelligenza artificiale (AI) e dell'apprendimento automatico ha favorito questo processo e creato nuove opportunità per le armi senza pilota e autonome. Ciò, a sua volta, ha alimentato dibattiti su quanto gli esseri umani debbano rimanere parte della "catena di uccisione" – il processo decisionale che porta a un attacco letale contro un combattente nemico – o se ci si possa fidare dell'IA per sostituirli.

GRAN PARTE DELL’INNOVAZIONE UMANA E’ FRUTTO DELLA GUERRA

Purtroppo, gran parte dell'innovazione moderna è frutto della guerra. L'impareggiabile pressione di eccellere o soccombere ha spinto gli esseri umani, nel corso dei secoli, a inventare nuove tecnologie che spesso trovano applicazione anche al di fuori del campo di battaglia. La medicina, in particolare, ha tratto enormi benefici dalla guerra, e gli stessi metodi utilizzati per salvare la vita dei soldati sul campo di battaglia vengono poi impiegati nella vita di tutti i giorni.  



I DRONI GUIDATI TRAMITE FIBRA OTTICA

Al momento, l'Ucraina sta valutando l'utilizzo di varianti a controllo in fibra ottica per attacchi suicidi e operazioni di combattimento ad alto rischio, non per la logistica. 
"Le attività logistiche che prevedono l'utilizzo di robot uguali o diversi che si muovono lungo lo stesso percorso in una direzione e ritorno sono meno ottimali a causa della possibilità che i cavi in fibra ottica interferiscano tra loro o con oggetti presenti sul terreno", ha spiegato Brave1.
Uno dei motivi principali per cui i veicoli terrestri senza pilota (UGV) non sono ancora stati utilizzati su larga scala sono le difficoltà di trasmissione dei comandi su terreni irregolari o urbani, ha dichiarato Kanevsky. Questo è un problema che Brave1 intende risolvere con la fibra ottica.  "La piattaforma deve disporre di un sistema di comunicazione affidabile, perché può facilmente perdersi a causa di irregolarità del terreno o altri ostacoli", ha osservato Kanevsky. "Il robot deve essere in grado di muoversi su terreni accidentati, ovvero non deve rimanere bloccato nell'erba, nella neve, nella sabbia e nel fango”.
Sebbene i cavi in fibra ottica offrano un vantaggio operativo in assenza o con visibilità limitata, una delle sfide da superare è rappresentata dall'impigliamento dei cavi in rocce, vegetazione e altri ostacoli. Non è chiaro in che modo i test recenti abbiano affrontato questo problema.
I veicoli terrestri senza pilota (UGV) radiocomandati hanno iniziato a comparire in combattimento alcuni anni fa. Un video mostrava una variante russa in servizio vicino a Svyatovo. Il veicolo su ruote era dotato di una torretta telecomandata con mitragliatrici da 7,62 mm e 12,7 mm. Più tardi, nello stesso anno, l'Ucraina ha introdotto il proprio UGV da combattimento, chiamato Liut, equipaggiato con una mitragliatrice da 7,62 mm. È possibile vedere l'UGV russo in un video su You-Tube.
Il livello di sviluppo di questi veicoli è tale che l'Ucraina ha condotto quello che viene descritto come il primo attacco interamente con droni lo scorso dicembre 2025, utilizzando velivoli da combattimento a pilotaggio remoto (FPV) e veicoli terrestri senza pilota (UGV) per attaccare i russi vicino al villaggio di Lyptsi, nella regione di Kharkiv.
Sebbene l'Ucraina stia ancora imparando come e quando utilizzare i veicoli terrestri senza pilota (UGV), il suo esercito ne riceverà 15.000 quest'anno. Una cifra che impallidisce rispetto agli oltre un milione di droni aerei che l'Ucraina acquisirà a breve. Sebbene diverse varianti di UGV siano già state impiegate, l'utilizzo di questi sistemi è ancora nelle fasi iniziali.
Sebbene l'Ucraina non abbia ancora impiegato veicoli terrestri senza pilota (UGV) dotati di cavi in fibra ottica, aveva previsto che ciò sarebbe accaduto in futuro. Già a febbraio, le Forze ucraine per i sistemi senza pilota avevano presentato moduli di navigazione universali in fibra ottica, denominati Shovkopryad ("Baco da seta"), progettati per l'integrazione in droni aerei, terrestri e marittimi. La disponibilità di moduli universali ridurrebbe i costi e i tempi di implementazione della fibra ottica sui droni terrestri, grazie alla loro interoperabilità, offrendo così una riduzione dei costi su larga scala.
Brave1 afferma che i test "hanno dimostrato la fattibilità di veicoli terrestri senza pilota controllati tramite fibra ottica in scenari specifici". 
"Il nostro prossimo passo consiste nello sviluppare le tattiche per la loro applicazione", ci ha spiegato Brave1. "Il nostro team sta attualmente lavorando a questo in collaborazione."
Anche l’US ARMY ha sviluppato una vasta gamma di veicoli terrestri senza pilota (UGV). Le lezioni apprese dall'Ucraina sull'utilizzo della fibra ottica su questi veicoli saranno senza dubbio prese in considerazione dal Pentagono.
Qualora questi test portassero a superare il problema del controllo dei veicoli terrestri senza pilota (UGV) in presenza di forti interferenze ECM-ESM russe e di difficoltà di connettività a radiofrequenza, che ne limitano le operazioni, i collegamenti in fibra ottica potrebbero diffondersi rapidamente sul campo di battaglia, proprio come è già accaduto con i droni. Ciò potrebbe anche rappresentare un importante catalizzatore per accelerare l'impiego degli UGV in combattimento in generale.

In conclusione, gli U.G.V. da combattimento ucraini di oggi potrebbero benissimo diventare una parte utile di un'economia in tempo di pace in futuro che ad oggi appare ancora incerto. 









IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, The National Interest, Militarnyi.com, Rsi.ch, TWZ, You Tube)







































 

martedì 11 febbraio 2025

SALONE IDEX 2025: Milrem Robotics presenterà il suo nuovo veicolo robotico da combattimento 8x8 HAVOC RCV.









https://svppbellum.blogspot.com/

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La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri 
di un reparto militare 
ma come cittadini e custodi di ideali.
Valori da tramandare e trasmettere, da difendere
senza mai darli per scontati.
E’ desiderio dell’uomo riposare
là dove il mulino del cuore non macini più
pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.





L’azienda estone Milrem Robotics è da tempo leader mondiale nello sviluppo di sistemi robotici e autonomi terrestri è presenterà a breve il suo nuovo veicolo robotico da combattimento (RCV) 8x8 alla fiera espositiva IDEX 2025 di Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti.
Il veicolo ruotato di avanguardia, rappresenterà il nuovo apice tecnologico dei veicoli terrestri UGV a propulsione ibrida di ultima generazione. 
L'HAVOC RCV offrirà una elevata velocità e manovrabilità con un design robusto e l'avanzato sistema di propulsione ibrida; si potranno integrare armi di grosso calibro mantenendo precisione ed efficacia sul campo di battaglia. L'HAVOC è spinto da un avanzato gruppo propulsore ibrido-elettrico, con un'ampia autonomia operativa e una capacità di movimento altamente silenziosa che ne migliora la furtività rendondo il veicolo adattabile a impieghi operativi multipli. Il mezzo ruotato 8 x 8 condivide sottosistemi con altre piattaforme Milrem Robotics, come l'RCV cingolato. 
L’HAVOC riduce significativamente i costi di approvvigionamento e quelli di manutenzione, garantendo efficienza e migliorando la logistica. 
Il blindato 8 x 8 ha un peso molto inferiore a quello dei tradizionali veicoli 8x8 con equipaggio ed è stato concepito per avere buone prestazioni fuoristrada e sui terreni fortemente accidentati.



Questo veicolo terrestre ibrido senza equipaggio (UGV) di nuova generazione è progettato per migliorare le moderne operazioni di combattimento con la sua tecnologia avanzata e le capacità versatili.

L'HAVOC RCV è progettato per un'agilità superiore e una manovrabilità ad alta velocità, consentendo ai comandanti militari di schierare le forze in modo efficace sulle lunghe distanze. Come già detto, il mezzo è dotato di un sistema di propulsione ibrido, il veicolo può integrare armi di grosso calibro mantenendo la precisione e la letalità sul campo di battaglia.
Una delle caratteristiche chiave dell'HAVOC RCV è il suo avanzato propulsore elettrico ibrido, che estende la portata operativa e consente un movimento quasi silenzioso. Questa capacità stealth migliora la sua efficacia in diversi ambienti di combattimento, dalla guerra urbana alle operazioni ad alta quota.
Progettato per pesare significativamente meno dei tradizionali veicoli 8×8 con equipaggio, l’HAVOC eccelle nel fuoristrada con la sua mobilità superiore. La sua trasmissione elettrica fornisce una coppia istantanea per una rapida accelerazione, mentre lo sterzo consente un raggio di sterzata stretto, ottimizzando la manovrabilità in spazi modesti.
Con una capacità di carico utile di base di 5 tonn, l'HAVOC RCV supporta una vasta gamma di carichi utili e sistemi d'arma specifici per ogni missione. Le modifiche all'interno di questa capacità non compromettono le prestazioni, garantendo l'adattabilità a diversi requisiti operativi.
Il veicolo opera su di un ecosistema di autonomia unificato che si integra perfettamente con altre piattaforme Milrem Robotics. Ciò garantisce la compatibilità tra una varietà di soluzioni militari autonome, migliorando la scalabilità e l'efficienza operativa.
Henrik Kotkas, Chief Product Officer di Milrem Robotics, ha sottolineato che HAVOC stabilisce un nuovo standard per i sistemi di combattimento terrestri senza equipaggio. Ha evidenziato la combinazione di tecnologia all'avanguardia e design pratico, rafforzando l'impegno dell'azienda per l'innovazione e soddisfacendo le esigenze in evoluzione delle forze armate.




Ripensare la guerra, e il suo posto
nella cultura politica europea contemporanea,
è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti
a un disegno spezzato
senza nessuna strategia
per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali.
Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando
è che non bisogna arrendersi mai,
che la difesa della propria libertà
ha un costo
ma è il presupposto per perseguire ogni sogno,
ogni speranza, ogni scopo,
che le cose per cui vale la pena di vivere
sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, 
in quanto capace di autodeterminarsi,
vive finché è capace di lottare per la propria libertà: 
altrimenti cessa di esistere come popolo.
Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! 
Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti 
sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze 
per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: 
SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, 
devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante
poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”,
alcuni si sono abituati a darla per scontata:
una sorta di dono divino e non, 
un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità,
difendere la mia cultura,
conservare le mie tradizioni.
L’importante non è che accanto a me
ci sia un tripudio di fari,
ma che io faccia la mia parte,
donando quello che ho ricevuto dai miei AVI,
fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza
ai popoli che difendono la propria Patria!
Violenza e terrorismo sono il risultato
della mancanza di giustizia tra i popoli.
Per cui l'uomo di pace
si impegna a combattere tutto ciò 
che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori
affinché siano spezzate le catene
della violenza e dell’odio,
e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: 
fino a quando, Signore? Quando farai giustizia?
Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita 
e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, 
a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet:
“””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, RID, Milrem Robotics, Wikipedia, You Tube)