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venerdì 24 aprile 2026

GUERRA RUSSIA - UCRAINA 2022 - 2026: di recente diversi UGV (Unmanned Ground Vehicle: veicoli terrestri senza pilota) ucraini hanno vinto una “scaramuccia” contro l’esercito russo, da soli; l’assalto riuscito ad una linea di trincea russa è avvenuto interamente utilizzando robot terrestri, senza alcun supporto diretto della fanteria appiedata.











https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.









Di recente, alcuni UGV (Unmanned Ground Vehicle o veicoli terrestri senza pilota) militari ucraini hanno vinto una piccola battaglia contro l’esercito russo, da soli.  




L'assalto riuscito ad una linea di trincea russa è stato degno di nota perché è avvenuto interamente utilizzando robot, senza alcun supporto diretto di fanteria umana.
In un altro evento, senza precedenti nel conflitto in corso in Ucraina, alcuni UGV terrestri ucraini hanno conquistato una linea di trincea russa, senza alcun supporto umano. 






LE OPERAZIONI SUL CAMPO

I soldati della 5ª Brigata d'assalto delle Forze armate ucraine hanno mostrato l'impiego in combattimento della piattaforma da combattimento terrestre senza pilota Ironclad ucraina. Alcuni video mostrano frammenti dell'impiego in combattimento della piattaforma contro una posizione nemica, con l'utilizzo di una mitragliatrice pesante.
È noto che il veicolo armato corazzato utilizza una stazione d'arma telecomandata ucraina ShaBlya M2, sulla quale è possibile installare, a scelta, mitragliatrici dal calibro 7,62 mm fino al 12,7 x 99 mm. Le caratteristiche tecniche della versione moderna della piattaforma non sono note, tuttavia, concentrandoci sulle caratteristiche dichiarate per un impiego bellico su vasta scala, il peso netto è di 1800 Kg e il carico utile massimo arriva fino a 350 Kg.; la velocità massima della piattaforma raggiunge circa 20 Km/h su strada e fino a 15 in fuori strada.
Il mezzo raggiunge la velocità di 130 Km/h, mentre quella del radiocomando arriva fino a 5 Km, con un ripetitore fino a 10. Lo scafo blindato resiste al fuoco di munizioni cal. 7,62 mm.
Nel luglio 2023, il Ministero della Difesa ucraino aveva individuato tre priorità per lo sviluppo dei droni militari terrestri ucraini: la principale era la creazione di piattaforme logistiche senza pilota che avrebbero dovuto operare in prima linea, nella zona vicina alla linea del fronte, in quei luoghi dove vi era contatto diretto tra l'esercito ucraino e il nemico.
I cingoli avanzano sul terreno, due fari accesi per operare anche in notturna, una torretta con videocamera che fa da occhio per l’operatore, e la struttura modulare e modificabile sulla quale montare mitragliatori, lanciagranate e fino a 300 Kg di materiale da portare sulla linea del fronte: è un UGV (Unmanned Ground Vehicle: veicolo terrestre senza pilota) ed è uno dei modelli di robot che in Ucraina “combatte” insieme ai soldati e alle unità in prima linea.
“La guerra è un contesto instabile, cambia in modo dinamico sotto i bombardamenti. Perciò viene usato tutto”, racconta il direttore generale di Tencore. È a capo di una delle aziende che dopo l’invasione russa su larga scala dell’Ucraina si è concentrata sullo sviluppo di robot e sistemi automatizzati per uso militare. “Collaboriamo già con molte unità, circa 60” racconta. “Tra loro ci sono la Terza Brigata d’assalto, gli Azov, la 93esima, la 92esima, la 95esima, la quinta brigata d’assalto, la centodecima”, continua.
Spiega come questi modelli siano sviluppati per tutta una serie di attività al fronte che “se vengono fatte a distanza dalle macchine, le persone allora non rischiano la vita”. Parla della logistica, e di “trasportare merci in luoghi che sarebbero difficili da raggiungere a piedi” e che sono sotto il raggio d’azione dei droni circuitanti russi o di provenienza iraniana.
L’efficacia e la portata della presenza di questi robot al fronte, la spiega Oleksii, che pilota con un controller in mano i due robot che testano oggi: “Il robot alle mie spalle può trasportare fino a una tonnellata di carico al giorno. Se consideriamo un mese, sarebbero 30 tonnellate. Per trasportare un carico di 30 tonnellate, dobbiamo assegnare circa 30-40 militari a questo compito, che camminerebbero mettendo a rischio le proprie vite”, spiega. Sulla sua maglia c’è stampata una bandiera ucraina, sotto c’è una scritta. “People make. Robots fight”, le persone creano e i robot combattono.
Il direttore Vasylchenko parla dell’evacuazione dei feriti e del rischio di tenere allo scoperto quattro soldati che tengono una barella. Delle operazioni di sminamento e di posizionamento di mine anti-carro, uno dei modelli è proprio dietro di lui e ha appena sganciato mine dal carrello montato sulla struttura del robot. E c’è anche la possibilità di montare una mitragliatrice pesante Browning M2 e un lanciagranate M19, in quel caso il robot spara come un soldato di fanteria.
“Le idee e le possibilità sono infinite, il costo dipende da come viene configurato”, dice. “Il prezzo medio di un UGV del genere è di 20’000 dollari, e se lo si confronta con i concorrenti in Europa, il più simile costa 160’000 euro“, aggiunge.
Robot come questi sono impiegati attivamente sulla linea del fronte. Sono più di 200 le aziende ucraine che lavorano nella implementazione di modelli del genere, secondo Hlib Kanevskyi – Director of Procurment del Ministero della Difesa ucraino – il piano è quello di “schierare” 15’000 robot entro la fine del 2025, semplificando i processi e i passaggi burocratici per le certificazioni. Con un link dedicato per semplificare le procedure disponibile sui siti governativi.

UN SETTORE IN PIENA ESPANSIONE

Un settore in piena espansione, se si considera che nei primi 7 mesi del 2025 sono stati autorizzati per essere impiegati dall’esercito ucraino 40 nuovi modelli di UGV a pilotaggio remoto diversi. In tutto il 2024 ne sono stati autorizzati quasi 60, e nel 2023 ne sono stati autorizzati 23. E nel primo trimestre del 2025 il Ministero della Difesa ha chiuso 31 contratti d’acquisto per 150 milioni di dollari, una cifra notevole se si considera che il dato per il secondo semestre del 2024 è stato di 6 contratti e 2 milioni e mezzo di dollari.

L’ANNO DELLA SVOLTA OPERATIVA CON LE “unmanned armed forces”

In più è stato l’anno della svolta operativa. A dicembre 2024 – notizia confermata e verificata dagli analisti dell’Institute for the Study of War di Washington – per la prima volta è stato condotto un attacco contro postazioni russe, utilizzando esclusivamente robot, mandati a combattere al posto dei soldati. In particolare “decine di UGV equipaggiati con mitragliatrici” che hanno attaccato in un’area a nord di Kharkiv, per conto della brigata Khartia.
L’esercito ucraino ha creato una branca – insieme alla marina, alle forze di terra, alle forze speciali e all’aviazione – ad hoc per i sistemi a pilotaggio remoto: le “unmanned armed forces”.
E’ la prima volta che un esercito si dà una struttura separata per droni navali, aerei e appunto robot. Hanno anche un comandante, da giugno è Robert “Madyar” Brovdi, il comandante che ha fondato l’unità droni “Madyar’s Birds”.
Un’altra peculiarità è che questi robot sono progettati in Ucraina e quasi interamente prodotti con materiali e tecnologie ucraine. Quelli di Tencore che testano in questo poligono a Kiev sono fatti al 95% in Ucraina, l’obiettivo – raccontano - è arrivare al 100%. “Collaboriamo con molte aziende ucraine”, racconta il direttore generale, e spiega come ci sia una totale sinergia anche con le unità e i militari che usano questi robot. Che propongono modifiche, partecipano ai training e prendono parte anche agli eventi di Brave1, il cluster che ha messo insieme 1’500 aziende di difesa ucraine, e di cui fa parte anche Tencore.
Il 16 e il 17 settembre Brave1 ha organizzato una “Defense Tech Valley” a Lviv con più di 300 investitori esteri da Europa e Nord America. C’erano anche robot e droni di ogni tipo, a riprova di un settore – quello dell’innovazione tecnologica - su cui Kiev punta per sviluppare un vantaggio decisivo, innovando di continuo. Un senso di impellenza che si spiega nelle parole del direttore generale Vasylchenko. “Abbiamo già il modello successivo, perché la guerra sta cambiando di nuovo”.

IL CAMBIO DI PARADIGMA E LA RESA DI SOLDATI NEMICI A CURA DI UN ROBOT

Fino ad ora le guerre si sono sempre combattute tra uomini, con i limiti massimi del corpo a corpo in trincea e dell’operatore di droni che fa saltare in aria una postazione o un veicolo nemico. 
La guerra in Ucraina ha completamente ribaltato il paradigma: ora, per la prima volta nella storia dei conflitti moderni – e antichi, perché se avessero avuto i droni la Guerra dei cent’anni sarebbe durata sicuramente di meno – una squadra di robot di terra, unita a un drone e coadiuvati da vari operatori ucraini, ha conquistato una postazione russa. In una sequenza che sembra uscita da un film di fantascienza, una squadra di robot terrestri (UGV) ha recentemente coordinato un assalto a una trincea russa, portando alla resa di soldati nemici senza che un solo militare ucraino dovesse esporsi al fuoco.

GLI U.G.V., PICCOLI TAGLIAERBA IN APPARENZA

Questi UGV, all’apparenza sembrano piccoli carrelli da giardinaggio, come quelli utilizzati per spostare sacchi di terriccio tra i vialetti di una villa di campagna. 
Eppure, questi veicoli carichi di 30 kg di esplosivo stanno riscrivendo le regole del combattimento nell’Ucraina orientale (il combattimento di cui stiamo parlando è avvenuto nella regione di Kharkiv). È la «guerra automatizzata» promossa da Volodymyr Zelensky, un nuovo paradigma bellico dove il metallo sostituisce il sangue per colmare le lacune di un esercito in costante inferiorità numerica.

UNA INNOVAZIONE TATTICA, LOGISTICA E SISTEMICA

L’innovazione dell’esercito di Kyiv non è solo tattica, ma logistica e sistemica.  Attraverso una piattaforma di approvvigionamento interno che assomiglia molto ad Amazon, i soldati possono scegliere tra centinaia di modelli di unità di combattimento terrestri e aeree. La crescita è esponenziale: solo nell’ultimo periodo le “missioni robotiche” hanno superato quota 9 mila (e novembre 2025 erano 2.900). Kiev punta a trasformare il fronte in un laboratorio tecnologico globale, promuovendo un’industria della difesa locale capace di attrarre partnership internazionali. «La vita umana è preziosa e i robot non sanguinano, meglio mandare il metallo a combattere», spiega il sottotenente Mykola Zinkevych, sintetizzando una visione dove l’efficienza dei bit e l’autonomia delle batterie diventano le nuove unità di misura del potere militare. Tra robot-kamikaze e ripetitori radio, l’Ucraina sta dimostrando che la sopravvivenza in un conflitto moderno dipende dalla capacità di automatizzare la distruzione, rendendo il campo di battaglia il primo, brutale palcoscenico della robotica bellica di massa.
L'Ucraina è stata pioniera nelle tecnologie dei sistemi senza pilota, schierando nuovi droni aerei, terrestri e navali per contrastare gli invasori russi.
Di recente il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato che i robot terrestri ucraini hanno conquistato una trincea russa senza alcun supporto umano: ”Il futuro è già in prima linea, e l'Ucraina lo sta costruendo", ha scritto Zelensky. "Questi sono i nostri sistemi robotici terrestri. Per la prima volta nella storia di questa guerra, una posizione nemica è stata conquistata esclusivamente da piattaforme senza equipaggio: sistemi terrestri e droni. Gli occupanti si sono arresi e l'operazione è stata condotta senza fanteria e senza perdite da parte nostra”.
In un video, il leader ucraino ha affermato che sette diversi sistemi robotici terrestri hanno effettuato circa 22.000 missioni sul campo di battaglia nel 2026:  “In altre parole, sono state salvate più di 22.000 vite umane quando un robot è entrato nelle zone più pericolose al posto di un soldato. Si tratta di alta tecnologia a protezione del valore più elevato: la vita umana”, ha affermato Zelensky. 
A fronte di una carenza di personale rispetto al ben più numeroso esercito russo, le Forze Armate ucraine hanno esternalizzato molti compiti a sistemi senza pilota. Certo, i robot non possono replicare completamente le azioni o le decisioni umane sul campo. Ma possono svolgere molti compiti che altrimenti richiederebbero un essere umano, liberando così manodopera. Inoltre, i droni sono sacrificabili, mentre gli esseri umani – almeno da parte ucraina – non lo sono.

LA CATTURA DI TRE SOLDATI RUSSI, ALTRI SI SONO ARRESI AI DRONI PILOTATI DALL’AI

Non è la prima volta che un robot terrestre viene impiegato sul campo di battaglia. A gennaio, un robot terrestre ucraino dotato di tecnologia autonoma ha catturato tre soldati russi. In passato, altri soldati russi si sono arresi ai droni ucraini. I sistemi senza pilota operano senza la presenza di un essere umano a bordo. Tuttavia, sono controllati a distanza da un operatore umano, che a volte può trovarsi a decine di migliaia di Km di distanza dal drone che controlla. Al contrario, i sistemi autonomi operano in modo indipendente sulla base di input predeterminati e parametri di intelligenza artificiale.
Non è immediatamente chiaro in che misura i sistemi autonomi, a differenza dei droni controllati dall'uomo, abbiano condotto in modo indipendente l'attacco alla posizione russa alcune settimane fa.

LA GUERRA STA CAMBIANDO: CI SI PUO’ FIDARE DELL’A.I.

La guerra sta cambiando. Le nuove tecnologie sono entrate in gioco a un ritmo senza precedenti nella guerra in corso in Ucraina, fornendo nuovi e preziosi strumenti ai militari e persino modificando il modo in cui le forze armate conducono le operazioni. 
I sistemi senza pilota non sono certo una novità; l'esercito statunitense, ad esempio, utilizza i droni da oltre trent'anni. Tuttavia, stanno diventando sempre più capaci e in grado di assumere ulteriori ruoli bellici. L'evoluzione dell'intelligenza artificiale (AI) e dell'apprendimento automatico ha favorito questo processo e creato nuove opportunità per le armi senza pilota e autonome. Ciò, a sua volta, ha alimentato dibattiti su quanto gli esseri umani debbano rimanere parte della "catena di uccisione" – il processo decisionale che porta a un attacco letale contro un combattente nemico – o se ci si possa fidare dell'IA per sostituirli.

GRAN PARTE DELL’INNOVAZIONE UMANA E’ FRUTTO DELLA GUERRA

Purtroppo, gran parte dell'innovazione moderna è frutto della guerra. L'impareggiabile pressione di eccellere o soccombere ha spinto gli esseri umani, nel corso dei secoli, a inventare nuove tecnologie che spesso trovano applicazione anche al di fuori del campo di battaglia. La medicina, in particolare, ha tratto enormi benefici dalla guerra, e gli stessi metodi utilizzati per salvare la vita dei soldati sul campo di battaglia vengono poi impiegati nella vita di tutti i giorni.  



I DRONI GUIDATI TRAMITE FIBRA OTTICA

Al momento, l'Ucraina sta valutando l'utilizzo di varianti a controllo in fibra ottica per attacchi suicidi e operazioni di combattimento ad alto rischio, non per la logistica. 
"Le attività logistiche che prevedono l'utilizzo di robot uguali o diversi che si muovono lungo lo stesso percorso in una direzione e ritorno sono meno ottimali a causa della possibilità che i cavi in fibra ottica interferiscano tra loro o con oggetti presenti sul terreno", ha spiegato Brave1.
Uno dei motivi principali per cui i veicoli terrestri senza pilota (UGV) non sono ancora stati utilizzati su larga scala sono le difficoltà di trasmissione dei comandi su terreni irregolari o urbani, ha dichiarato Kanevsky. Questo è un problema che Brave1 intende risolvere con la fibra ottica.  "La piattaforma deve disporre di un sistema di comunicazione affidabile, perché può facilmente perdersi a causa di irregolarità del terreno o altri ostacoli", ha osservato Kanevsky. "Il robot deve essere in grado di muoversi su terreni accidentati, ovvero non deve rimanere bloccato nell'erba, nella neve, nella sabbia e nel fango”.
Sebbene i cavi in fibra ottica offrano un vantaggio operativo in assenza o con visibilità limitata, una delle sfide da superare è rappresentata dall'impigliamento dei cavi in rocce, vegetazione e altri ostacoli. Non è chiaro in che modo i test recenti abbiano affrontato questo problema.
I veicoli terrestri senza pilota (UGV) radiocomandati hanno iniziato a comparire in combattimento alcuni anni fa. Un video mostrava una variante russa in servizio vicino a Svyatovo. Il veicolo su ruote era dotato di una torretta telecomandata con mitragliatrici da 7,62 mm e 12,7 mm. Più tardi, nello stesso anno, l'Ucraina ha introdotto il proprio UGV da combattimento, chiamato Liut, equipaggiato con una mitragliatrice da 7,62 mm. È possibile vedere l'UGV russo in un video su You-Tube.
Il livello di sviluppo di questi veicoli è tale che l'Ucraina ha condotto quello che viene descritto come il primo attacco interamente con droni lo scorso dicembre 2025, utilizzando velivoli da combattimento a pilotaggio remoto (FPV) e veicoli terrestri senza pilota (UGV) per attaccare i russi vicino al villaggio di Lyptsi, nella regione di Kharkiv.
Sebbene l'Ucraina stia ancora imparando come e quando utilizzare i veicoli terrestri senza pilota (UGV), il suo esercito ne riceverà 15.000 quest'anno. Una cifra che impallidisce rispetto agli oltre un milione di droni aerei che l'Ucraina acquisirà a breve. Sebbene diverse varianti di UGV siano già state impiegate, l'utilizzo di questi sistemi è ancora nelle fasi iniziali.
Sebbene l'Ucraina non abbia ancora impiegato veicoli terrestri senza pilota (UGV) dotati di cavi in fibra ottica, aveva previsto che ciò sarebbe accaduto in futuro. Già a febbraio, le Forze ucraine per i sistemi senza pilota avevano presentato moduli di navigazione universali in fibra ottica, denominati Shovkopryad ("Baco da seta"), progettati per l'integrazione in droni aerei, terrestri e marittimi. La disponibilità di moduli universali ridurrebbe i costi e i tempi di implementazione della fibra ottica sui droni terrestri, grazie alla loro interoperabilità, offrendo così una riduzione dei costi su larga scala.
Brave1 afferma che i test "hanno dimostrato la fattibilità di veicoli terrestri senza pilota controllati tramite fibra ottica in scenari specifici". 
"Il nostro prossimo passo consiste nello sviluppare le tattiche per la loro applicazione", ci ha spiegato Brave1. "Il nostro team sta attualmente lavorando a questo in collaborazione."
Anche l’US ARMY ha sviluppato una vasta gamma di veicoli terrestri senza pilota (UGV). Le lezioni apprese dall'Ucraina sull'utilizzo della fibra ottica su questi veicoli saranno senza dubbio prese in considerazione dal Pentagono.
Qualora questi test portassero a superare il problema del controllo dei veicoli terrestri senza pilota (UGV) in presenza di forti interferenze ECM-ESM russe e di difficoltà di connettività a radiofrequenza, che ne limitano le operazioni, i collegamenti in fibra ottica potrebbero diffondersi rapidamente sul campo di battaglia, proprio come è già accaduto con i droni. Ciò potrebbe anche rappresentare un importante catalizzatore per accelerare l'impiego degli UGV in combattimento in generale.

In conclusione, gli U.G.V. da combattimento ucraini di oggi potrebbero benissimo diventare una parte utile di un'economia in tempo di pace in futuro che ad oggi appare ancora incerto. 









IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, The National Interest, Militarnyi.com, Rsi.ch, TWZ, You Tube)







































 

lunedì 8 dicembre 2025

ESERCITI & ARMI: storicamente, quando la tecnologia militare supera le tattiche, genera comandanti frustrati e campi di battaglia saturi di soldati morti; un esempio le vicende della Prima Guerra mondiale e le cosiddette “operazioni militari speciali” tra Russia e Ucraina.











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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.









Storicamente, quando la tecnologia militare supera le tattiche, porta a comandanti frustrati e campi pieni di soldati morti, come abbiamo visto accadere nella prima guerra mondiale e nella guerra interminabile tra Russia e Ucraina.
Mitragliatrici, carri armati e artiglieria moderna hanno reso la guerra offensiva estremamente difficile in tali conflitti. La tattica di affrontare il nemico con le baionette divenne presto estremamente costosa e grandi concentrazioni di truppe necessarie per assaltare una posizione furono trasformate in foraggio da cannone per l’artiglieria generando uno stallo lungo le linee di trincea con vittorie misurate in pochi metri.
Al giorno d’oggi, lo stiamo ancora vedendo (purtroppo) nella guerra tra Russia e Ucraina. Ancora una volta, i campi di battaglia europei sono segnati da trincee e la tecnologia ha superato le tattiche. Ma questa volta, i colpevoli non sono mitragliatrici e artiglieria - le forze militari moderne hanno contromisure per entrambi - ma droni, munizioni vaganti, ottica termica e, peggio di tutto, informazioni che giungono in tempo reale dallo spazio.

I campi di battaglia della prima guerra mondiale erano dominati dalla potenza di fuoco; il campo di battaglia moderno è dominato dalla tecnologia.

In entrambe le guerre, le capacità erano fortemente inclinate verso la guerra difensiva, che porta a guerre di logoramento e stallo. La tecnologia di oggi richiederà comandanti avveduti e forze militari che possano riconoscere che le tattiche di ieri non funzioneranno sul campo di battaglia moderno - e parte di ciò è riconoscere le nuove tecnologie.
Ucraina e Russia sono forze non proprio alla pari che utilizzano attrezzature datate e moderne, compresi i mezzi moderni per scambiare informazioni e rilevare il nemico in zone prive di visibilità.
La proliferazione di droni economici rende estremamente facile raccogliere informazioni tattiche.
Le informazioni provenienti dai droni, dai satelliti e dalle osservazioni delle truppe sul campo possono essere diffuse rapidamente ai nodi di comando e controllo tramite risorse Internet ad alta velocità, come Starlink. Questo crea una risposta di rilevamento-distruzione che è quasi immediata. 







La nebbia della guerra è stata in gran parte rimossa, creando un campo di battaglia trasparente alla morte.

Il nodo di comando e controllo non deve più esaminare le informazioni di droni e satelliti che guardano le foto e cercano di scegliere il nemico. Le risorse di intelligenza artificiale (AI) possono identificare armature, truppe, bunker più velocemente ed efficacemente rispetto all'analista di informazioni più esperto. Una volta che questi sistemi identificano una minaccia, può essere presa di mira ed eliminata con fuoco diretto o indiretto.
In effetti, l'ascesa dell'IA è pronta a creare un grande cambiamento nella guerra. Era umano-in-the-loop, in cui un essere umano approvava esplicitamente il bersaglio. Il futuro è umano-on-the-loop, dove un essere umano monitora il sistema che può premere il grilletto a meno che l'umano non sovrascriva quel processo di attivazione-pull.
Per attaccare una posizione radicata, la tattica tradizionale è avere, almeno, tre volte più aggressori dei difensori. Questi assalti di solito richiedono l'utilizzo di protezioni, fanteria, forze mobili e artiglieria per quella che viene definita "guerra di manovra".
Tuttavia, nel tentativo di evitare il rilevamento e ridurre al minimo le vittime, le forze vengono diradate sul campo rendendo più difficili gli assalti contro posizioni radicate.





Ai fanti viene insegnata una varietà di possibilità sul campo; ad esempio, come mascherare posizioni, usare un camuffamento e avvicinarsi tranquillamente a un nemico ostile. Viene usato del nastro adesivo per silenziare una attrezzatura rumorosa e siamo diventati esperti nella comunicazione silenziosa e nella disciplina leggera. Tuttavia, nessuna di queste abilità ha importanza quando un drone nemico dotato di una termocamera può vederti tra la nebbia o il buio.
La logistica soffre anche di un aumento del rilevamento, rendendo la consegna di rifornimenti alle truppe in prima linea più difficile e lenta.
Tieni presente che ero un caporale del grande Ottavo dei Bersaglieri, e ho svolto con diligenza i miei obblighi di leva. Non sono un sapiente tattico e la mia comprensione di come si combattono le guerre al di fuori degli scontri a fuoco di fanteria è limitata. Non posso dire con certezza cosa funzionerà, ma posso guardare indietro alla storia.
Nella prima guerra mondiale, le forze tedesche impiegarono truppe d'assalto. Questi uomini furono usati in modi limitati ma efficaci per la ricognizione e l’assalto ad una forza nemica. Questi soldati hanno aiutato ad essere pionieri della moderna guerra di manovra su piccola scala ed hanno utilizzato armi combinate per coprire il movimento. È tutto standard in questi giorni.
Un comandante di plotone dovrebbe ricevere l'intento del comandante e quindi essere autorizzato a pianificare e adattarsi alla situazione. Ciò richiede che le forze militari siano flessibili, il che spesso non è. Richiede anche leader competenti di piccole unità di cui ci si può fidare.
Innumerevoli volte in Afghanistan le truppe sul campo avevano un piano per assaltare il nemico - per inseguire e colpire - ma il comando a tutti i livelli spesso negava le risorse per renderlo possibile. L'aumento della comunicazione ha portato ad uno stato di estrema soggezione i comandanti che cercavano di prendere decisioni tattiche dal CoC (Comando di Comando/Centro di Comando).
A volte, un drone ISR, invece di sorvolare il nemico, veniva utilizzato per correggere le discrepanze uniformi.
Questo atteggiamento deve cambiare. Le truppe devono essere in grado di prendere decisioni al loro livello. Per farlo con successo, bisogna addestrarle in modo efficace per farlo. Un miglioramento dell'addestramento delle truppe e del processo decisionale indipendente, con il supporto del comando, potrebbe essere parte della soluzione.
Le truppe in prima linea hanno spesso avuto successo perché hanno implementato la stessa tecnologia che superava le tattiche di fanteria: armi combinate, artiglieria, mitragliatrici e aerei. E’ indispensabile trovare modi efficaci per utilizzare al meglio droni, targeting AI e comunicazioni avanzate a beneficio delle nostre truppe in offensiva e creare un'era di informazioni combinate che consentano una vera guerra di manovra.





I droni possono essere usati per contrastare i droni nemici? 

L'IA può rilevare i droni più velocemente di un fante e fornire un avviso avanzato? Che dire dell'analisi predittiva e della valutazione autonoma del rischio? Come può essere sfruttato con un fante? Se una risorsa di intelligenza artificiale è costantemente alimentata da informazioni, tale intelligenza artificiale potrebbe essere utilizzata per supportare l'autonomia e la struttura di comando decentralizzata delle forze indipendenti.
Le informazioni combinate possono essere utilizzate per coordinare attacchi complicati con piccoli gruppi di fanteria e forze corazzate disperse l'una dall'altra in modo efficace? Come possiamo integrare questa tecnologia che rende la guerra difensiva così efficace in modo offensivo? Questa stessa tecnologia e tattica possono essere utilizzate per la logistica per mantenere riforniti gli uomini in lotta.
La guerra e le tattiche combinate con le armi, mescolate con nuove tecnologie, hanno generato una guerra di manovra ed hanno eliminato le obsolescenze dell'inizio del XX secolo. Cosa eliminerà le ottusità tattiche di questo secolo? Solo il tempo lo dirà. C'è solo una verità assoluta: quando la tecnologia militare supera le tattiche di fanteria, la paghi con il sangue.








Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, 
storia militare, sicurezza e tecnologia. 


La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri 
di un reparto militare 
ma come cittadini e custodi di ideali.
Valori da tramandare e trasmettere, da difendere
senza mai darli per scontati.
E’ desiderio dell’uomo riposare
là dove il mulino del cuore non macini più
pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto
nella cultura politica europea contemporanea,
è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti
a un disegno spezzato
senza nessuna strategia
per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali.
Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando
è che non bisogna arrendersi mai,
che la difesa della propria libertà
ha un costo
ma è il presupposto per perseguire ogni sogno,
ogni speranza, ogni scopo,
che le cose per cui vale la pena di vivere
sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, 
in quanto capace di autodeterminarsi,
vive finché è capace di lottare per la propria libertà: 
altrimenti cessa di esistere come popolo.
Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! 
Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti 
sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze 
per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: 
SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, 
devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante
poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”,
alcuni si sono abituati a darla per scontata:
una sorta di dono divino e non, 
un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità,
difendere la mia cultura,
conservare le mie tradizioni.
L’importante non è che accanto a me
ci sia un tripudio di fari,
ma che io faccia la mia parte,
donando quello che ho ricevuto dai miei AVI,
fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza
ai popoli che difendono la propria Patria!
Violenza e terrorismo sono il risultato
della mancanza di giustizia tra i popoli.
Per cui l'uomo di pace
si impegna a combattere tutto ciò 
che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori
affinché siano spezzate le catene
della violenza e dell’odio,
e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: 
fino a quando, Signore? Quando farai giustizia?
Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita 
e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, 
a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet:
“””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, SANDBOXX, Wikipedia, You Tube)











 

lunedì 8 settembre 2025

METAMATERIALI, CERAMICA E INDUSTRIA AEROSPAZIALE: Le ceramiche avanzate rappresentano una classe di materiali con proprietà eccezionali che vanno oltre quelle della ceramica tradizionale. Questi materiali trovano diverse applicazioni in vari settori, grazie alla loro combinazione unica di proprietà meccaniche, termiche ed elettriche. Un ingegnere meccanico e aerospaziale della North Carolina State University sta guidando una ricerca che potrebbe cambiare tutto ciò che riguarda la progettazione, la produzione e il funzionamento dei velivoli stealth.












https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.







I METAMATERIALI E LA CERAMICA

I metamateriali sono strutture ingegnerizzate artificialmente le cui proprietà derivano dalla loro architettura interna, non solo dal materiale di base, mentre la ceramica è un materiale inorganico non metallico, noto per la sua durezza ma fragilità. È possibile creare metamateriali ceramici combinando la struttura dei metamateriali con materiali ceramici, sfruttando la resistenza alle alte temperature della ceramica per applicazioni che richiedono materiali leggeri, resistenti al calore e con particolari proprietà meccaniche. 





Le ceramiche avanzate rappresentano una classe di materiali con proprietà eccezionali che vanno oltre quelle della ceramica tradizionale. Questi materiali trovano diverse applicazioni in vari settori, grazie alla loro combinazione unica di proprietà meccaniche, termiche ed elettriche.

Industria elettronica


Un'applicazione significativa della ceramica avanzata è nel campo dell'elettronica. I materiali ceramici come l'allumina (ossido di alluminio) e la zirconia servono come componenti essenziali nei dispositivi elettronici. Sono utilizzati nella produzione di substrati isolanti, circuiti stampati e imballaggi per componenti elettronici. Le eccellenti proprietà di isolamento elettrico della ceramica la rendono ideale per garantire prestazioni affidabili dei sistemi elettronici prevenendo dispersioni elettriche e fornendo stabilità termica.
 
Industria automobilistica


Nell’industria automobilistica, le ceramiche avanzate contribuiscono allo sviluppo di componenti ad alte prestazioni. I compositi a matrice ceramica (CMC) vengono impiegati nella produzione di dischi freno poiché mostrano una resistenza all'usura e una stabilità termica superiori rispetto ai materiali tradizionali. Inoltre, la ceramica viene utilizzata nei componenti dei motori, come candele e candelette per motori diesel, beneficiando dei loro elevati punti di fusione e della resistenza agli shock termici.
 
Applicazione medica


Anche il campo medico sfrutta la ceramica avanzata per varie applicazioni. La bioceramica, che comprende materiali come allumina e idrossiapatite, viene utilizzata per realizzare impianti ossei e protesi dentali perché sono biocompatibili e possono funzionare con i tessuti viventi. Le ceramiche avanzate vengono impiegate anche nelle tecnologie di imaging medicale, come i tubi a raggi X e i trasduttori a ultrasuoni, dove le loro proprietà elettriche e termiche contribuiscono alla precisione e all’efficienza dei dispositivi.
 
Industria aerospaziale


L’industria aerospaziale fa molto affidamento sulle ceramiche avanzate per la loro leggerezza e capacità di resistere alle alte temperature. Componenti come le pale delle turbine nei motori degli aerei spesso incorporano ceramica per resistere alle condizioni estreme di combustione e contribuire all'efficienza del carburante. Inoltre, le piastrelle resistenti al calore sulla superficie dei veicoli spaziali, come lo Space Shuttle, sono realizzate con ceramiche avanzate per proteggere dall'intenso calore generato durante il rientro nell'atmosfera terrestre.
 
Settore energetico


Nel settore energetico, i ceramici avanzati svolgono un ruolo cruciale nello sviluppo di tecnologie efficienti e sostenibili. Le celle a combustibile a ossido solido (SOFC) utilizzano elettroliti ceramici per convertire l’energia chimica direttamente in elettricità, offrendo un’alternativa più pulita ed efficiente ai tradizionali metodi di generazione di energia. La ceramica viene utilizzata anche nei rivestimenti barriera termica per turbine a gas, migliorandone le prestazioni e la longevità.
In breve, la ceramica avanzata è diventata indispensabile in vari settori, guidando i progressi tecnologici e consentendo lo sviluppo di prodotti innovativi con prestazioni e durata migliorate. Dall'elettronica all'assistenza sanitaria, dall'automotive all'aerospaziale e alle applicazioni energetiche, le proprietà uniche della ceramica avanzata continuano a modellare e ridefinire le possibilità dell'ingegneria e della tecnologia moderne.

Uno sforzo della North Carolina State University potrebbe essere il salto più significativo nella tecnologia stealth da quando l'F-117 è entrato in servizio più di 40 anni fa.

La dott.ssa Cheryl Xu, un ingegnere meccanico e aerospaziale dell’università statunitense, sta guidando uno sforzo che potrebbe cambiare tutto ciò che riguarda la progettazione, la produzione e il funzionamento dei velivoli ed aeromobili stealth.
I materiali assorbenti radar (RAM) basati sulla ceramica di Xu potrebbero consentire agli aerei stealth di volare a velocità più elevate che mai; eseguire manovre acrobatiche che erano quasi impossibili nei precedenti aerei stealth; e forse rendere i caccia stealth di oggi più furtivi di quanto non siano già riducendo allo stesso tempo i costi operativi.
Questa tecnologia sta attualmente facendo il salto fuori dal laboratorio e nei test del mondo reale, e prima che tu te ne accorga, il dott. Xu e il suo team potrebbero fornire allo zio Sam un nuovo vantaggio stealth così potente che potrebbe estendersi ben oltre i caccia e persino i bombardieri. Infatti, tale tecnologia, potrebbe essere estesa anche alle portaerei statunitensi.



Nel 1983, l'F-117 Nighthawk della Lockheed entrò segretamente in servizio, spingendo il futuro dell'aviazione militare nell'oscurità e cambiando radicalmente il modo in cui si progettano gli aerei. Le caratteristiche nitide e angolari di questo nuovo jet furono accuratamente calcolate per deviare le onde radar in arrivo, ma secondo Ben Rich, l'uomo responsabile degli Skunk Works di Lockheed e del programma Nighthawk, quel design innovativo era in realtà responsabile solo di circa il 65% del profilo stealth dell'aereo.
Il restante 35%, ha spiegato nel suo libro di memorie del 1996 Skunk Works, poteva essere interamente attribuito a circa 2.000 libbre di materiale avanzato che assorbe le onde radar che ricoprivano l'aereo. Mentre le tecnologie stealth sono migliorate notevolmente nei quattro decenni successivi, gli esperti oggi dicono che il rapporto è ancora abbastanza vero.
L'idea alla base di questi materiali è relativamente semplice, anche se la scienza è incredibilmente complessa.
Quando le radiazioni elettromagnetiche, o le onde radar, entrano in contatto con un materiale, possono essere riflesse, trasmesse o assorbite. Le proprietà del materiale dettano come si comporta la radiazione.
La riflessione è ciò che un aereo stealth sta cercando di evitare in quanto viene utilizzato dai radar di rilevamento e targeting.
La trasmissione è ciò che accade se le onde radar passano attraverso il bersaglio, il che di solito si traduce in una riflessione minima. Poiché gli aerei stealth sono macchine complesse, ed è impossibile progettarli in un modo che le onde radar passino direttamente attraverso , quindi la trasmissione è un fattore minore nella progettazione dei velivoli stealth.
L'assorbimento è ciò per cui sono progettati i materiali che assorbono le onde radar. Questi materiali contengono elementi come carbonio, particelle di ferro o altri ingredienti conduttivi che interagiscono con l'energia radar in entrata per produrre piccole correnti elettriche e attrito che alla fine si dissipa come calore.
Diversi array radar trasmettono a diverse frequenze e lunghezze d'onda per motivi diversi, con frequenze più elevate generalmente utilizzate per prendere di mira gli aerei. I materiali assorbenti le onde radar devono essere concepiti pensando a gamme di frequenza specifiche per garantire che le frequenze che le possono assorbire siano le stesse di quelle che un avversario potrebbe utilizzare per il targeting.
La Dott.ssa Cheryl Xu ha spiegato che i materiali che assorbono le onde radar sono in realtà materiali bifase, o compositi, che includono il rinforzo per la resistenza e una matrice per l'assorbimento. Ha confrontato questa matrice con una rete tridimensionale con fori di dimensioni molto specifici in base alle frequenze delle onde radar che si vuol assorbire. In questa analogia, le onde radar possono essere immaginate come minuscole sfere di energia, con la dimensione della palla dettata dalla sua frequenza. Quindi, se sono della dimensione giusta per i fori in quella rete, vengono intrappolati al suo interno e non possono rimbalzare verso la loro fonte.
È possibile progettare la RAM per assorbire una gamma di frequenze, ma solo in una certa misura, quindi gli ingegneri devono essere molto specifici sulla gamma di frequenze che mirano a sconfiggere. Tuttavia, anche la RAM giusta per il lavoro può essere sopraffatta se l'array radar di trasmissione sta pompando abbastanza energia. Usando la stessa analogia della palla, la dott.ssa Xu paragona questo a colpire quella matrice di ragnatela con così tante palle che, nonostante siano delle giuste dimensioni, alcune sono ancora rimbalzate perché il materiale è al suo limite di assorbimento, o semplicemente non c'è spazio in quella rete.
Mentre le frequenze esatte che i rivestimenti assorbenti le onde radar statunitensi su misura per assorbire sono classificate, è ovvio che certamente danno la priorità alle bande da S a X, da due a 12 gigahertz, in quanto sono le frequenze più comunemente usate dai sistemi di guida missilistica. E sulla base delle informazioni disponibili pubblicamente, sappiamo che questi materiali sono classificati per assorbire dal 70% all'80% dell'energia elettromagnetica in entrata, motivo per cui il rapporto 65:35 di Ben Rich è ancora ampiamente valido ancora oggi.
Ma per quanto incredibili siano questi materiali, hanno anche alcuni svantaggi piuttosto significativi. I materiali assorbenti le onde radar di oggi sono a base di polimeri, il che significa che usano polimeri per tenere insieme quella matrice. E polimero, ovviamente, significa plastica che è altamente soggetto a eventuali danni causati da cose come il calore, l'attrito e l'esposizione ad ambienti difficili e cose come l'acqua di mare.
Le RAM di oggi iniziano a rompersi completamente a circa 480 gradi F (circa 250 Celsius), ma possono subire danni dopo un'esposizione prolungata a temperature ancora più basse.


L'F-22 Raptor, ad esempio, potrebbe sperimentare solo temperature esterne di circa 300 gradi F (o circa 150 Celsius) mentre vola vicino alla sua velocità massima a Mach 2,2, ma anche queste temperature iniziano a rompere il rivestimento nel tempo.
Quando questo danno inizia a emergere, l'unica soluzione è raschiare la RAM dall'area danneggiata a mano, che è un processo estremamente tossico che richiede l’utilizzo di tute HAZMAT. Una volta che la superficie è stata pulita, viene applicata una nuova RAM, di solito tramite robot per garantire che il rivestimento sia perfettamente uniforme in consistenza e spessore. Una volta che la RAM è stata applicata, possono volerci giorni per curare completamente prima che quel jet possa tornare in combattimento. Questo processo costoso e dispendioso in termini di tempo è un fattore significativo sia per i bassi tassi di disponibilità degli aeromobili che per gli elevati costi di manutenzione che affliggono i programmi di caccia di quinta generazione.
L'F-22 Raptor, ad esempio, è stato segnalato per richiedere tra le 10 e le 40 ore di manutenzione all'ora che trascorre nel cielo; è stato segnalato che la manutenzione sul delicato rivestimento stealth del jet rappresenta circa il 50% di quelle ore. Il B-2 Spirit ha un rivestimento ancora più delicato. Dopo le riparazioni o la manutenzione interne, gli spazi tra i pannelli del corpo rivestiti RAM che sono stati aperti e chiusi devono essere coperti da circa 3.000 piedi di speciale nastro RAM e calafataggio, di solito a mano, al fine di massimizzare la furtività del bombardiere. E i B-2 sono notoriamente ospitati in hangar climatizzati, per non essere danneggiati dal maltempo tra una missione e l’altra.


Aerei stealth più moderni come l'F-35, e ora, i prossimi B-21 e F-47, beneficiano di RAM molto più resilienti che sono state sviluppate da allora.



L'assorbimento radar è anche letteralmente cotto in alcuni dei pannelli del corpo composito di questi velivoli. Nei test, un team di ingegneri Lockheed Martin e Northrop Grumman ha sottoposto il rivestimento RAM di un modello F-35C a un bel danno, tra cui più di tre dozzine di "difetti significativi" destinati a simulare l'uso di un caccia stealth che sosterrebbe attraverso 600 ore di tempo di volo (probabilmente subsonico), che è di circa due o tre anni di volo in operazioni standard. Secondo i rapporti, l'aereo ha prodotto lo stesso, minuscolo ritorno radar con quei danni come con un rivestimento RAM fresco. Allo stesso modo, secondo quanto riferito, il B-21 non avrà bisogno di hangar climatizzati per proteggere la sua superficie, e l'F-47 è probabile che sia ancora più resistente.
Ma nonostante questi passi, le velocità di una missione di un F-35 sono ancora influenzate negativamente dalla necessità di manutenzione della RAM, e le immagini di un F-35C imbarcato con la loro pelle che assorbe le onde radar che si ossida e mostra chiari segni di ruggine, rendono evidente che è difficile mantenersi in buona forma.
Ma la manutenzione non è l'unico problema che le RAM basate su polimeri creano per i moderni caccia stealth. Il danno subito da questi caccia mentre la loro pelle che assorbe le onde radar inizia a gorgogliare e a sfaldarsi non è sempre solo in profondità. Nel 2011, è stato rivelato che l'F-35B V/Stol e l'F-35C imbarcato su portaerei hanno entrambi subito danni così gravi ai loro rivestimenti RAM a velocità supersoniche che hanno corso il rischio di subire danni strutturali alla coda e agli stabilizzatori orizzontali. Di conseguenza, entrambi i caccia avevano limiti alle loro prestazioni, con l'F-35C limitato a 50 secondi cumulativi a Mach 1,3 con postbruciatore, e l'F-35B limitato a soli 40 per volo, in attesa di ispezioni per danni subiti in seguito.
A partire dal 2019, sembrava che queste limitazioni fossero ancora in vigore, anche se sembra che possa essere stato finalmente risolto come parte della produzione del Lotto 17 dell’F-35 iniziata all'inizio di quest'anno, grazie all'introduzione di materiali più nuovi e più resistenti.
A causa dell'importanza della RAM per la furtività di un aereo, i limiti fisici della RAM diventano i limiti fisici degli aerei stealth. Di conseguenza, c'è poco motivo per progettare caccia stealth per prestazioni più aggressive, perché avrebbero bisogno di ampie riparazioni RAM dopo ogni volo nella migliore delle ipotesi, o non sopravviverebbero affatto.
Ed è qui che interviene il lavoro della dott.ssa Cheryl Xu. Negli ultimi anni, la Xu ha guidato un team che sta sviluppando un nuovo tipo di RAM che sostituisce quel fastidioso polimero con la ceramica.
Questo nuovo materiale è intrinsecamente resistente all'acqua e pare "più duro della sabbia" rendendolo molto più resistente in condizioni difficili come sul ponte di una portaerei. E mentre la RAM a base di polimeri si rompe a circa 480 gradi Fahrenheit, si stima che la RAM a base di ceramica sia in grado di resistere a temperature fino a 3.270 gradi (1.800 gradi Celsius). Nei test di laboratorio, è stato già esposto il materiale a più di 1.600 gradi Fahrenheit (900 gradi Celsius) senza alcun segno di danno.
Questo non renderebbe solo i caccia stealth che volano a Mach 3+ una possibilità praticabile; questo materiale potrebbe persino resistere a velocità ipersoniche, o velocità superiori a Mach 5+. E a causa della resistenza del materiale, si potrebbe prolungare drasticamente il tempo tra gli intervalli di manutenzione della RAM, da circa ogni sei mesi per ogni aereo a ogni tre anni.
Questa RAM a base di ceramica è anche migliore nell'assorbire e dissipare l'energia elettromagnetica rispetto al suo precursore polimerico. La RAM a base di polimeri è classificata per assorbire dal 70% all'80% delle onde radar in entrata, ma la RAM a base di ceramica lo calcia fino al 90%.
Questo materiale può essere spruzzato direttamente sulla fusoliera dell'aereo, come la RAM di oggi o qualsiasi altro lavoro di verniciatura, con il rivestimento del materiale destinato ad essere spesso circa tre millimetri (poco più di un decimo di pollice), o anche più spesso da disegni speciali. Come la RAM di oggi, il materiale impiega alcuni giorni per polimerizzare, ma una volta indurito, è eccezionalmente forte.
Di conseguenza, questo non è solo un materiale che potrebbe essere utilizzato per future applicazioni sui caccia, ma potrebbe essere applicato direttamente agli F-35 di oggi per quello che equivarrebbe a un aumento istantaneo della furtività e a una riduzione immediata dei requisiti e dei costi di manutenzione. Allo stesso modo, potrebbe essere applicato a caccia più datati e non stealth per compensare un certo grado di rilevabilità. Questo non li renderebbe "combattenti furtivi", ma certamente meno rilevabili in volo.
L’US Air Force applica già rivestimenti RAM a base di polimeri ad alcuni vecchi caccia di quarta generazione, come la serie HAVE GLASS di trattamenti per l'F-16. Nella sua forma più estrema, questo trattamento include il rivestimento di circa il 60% dell'aeromobile con un rivestimento RAM spesso tra 10 e 12 millimetri, aggiungendo circa 220 libbre al peso secco dell'aereo. Ma il risultato è significativo. Secondo alcune fonti, questo trattamento ha ridotto la riflettività radar stimata dell'aereo fino al 76%, in calo da circa cinque metri quadrati a soli 1,2. Ma questo effetto significativo comporta un costo significativo e un aumento dei requisiti di manutenzione del jet, in quanto richiede lo stesso trattamento speciale richiesto da un caccia di quinta generazione.
Tuttavia, con RAM a base di ceramica che potrebbe resistere ad anni tra i vari trattamenti, dando a tutti gli F-15, F-16 e F/A-18 di quarta generazione USA una grande iniezione di furtività diventa improvvisamente economicamente fattibile.
Ma il team della dott.ssa Xu sta pensando ancora più di così.
La resilienza di questo materiale a condizioni estreme lo rende adatto alle navi da guerra, comprese le portaerei, per renderle tutti obiettivi più piccoli per gli array di targeting avversari.
Gli Stati Uniti hanno sperimentato in passato la messa in campo di cacciatorpediniere stealth, con conseguente classe Zumwalt perennemente travagliata che è stata cancellata dopo che solo tre navi sono state costruite a causa del loro immenso costo. Queste navi vengono ora convertite in lancia-missili ipersonici, usando il loro costoso vantaggio stealth per diventare strumenti di attacco a terra grazie alla nuova arma convenzionale di attacco rapido della US NAVY. I rivestimenti stealth non porterebbero i DDG non stealth della Marina statunitense ai livelli di ritorno radar degli Zumwalt, stimati approssimativamente paragonabili a quelli di un piccolo peschereccio, ma complicherebbero comunque le cose per gli avversari che cercano di prenderli di mira e affondarli.


Tale lavoro di ricerca ha suscitato l'interesse di diverse agenzie governative statunitensi e rami militari, con finanziamenti diretti per il suo lavoro provenienti dall'Air Force Office of Scientific Research. Il suo team si sta ora preparando a passare a test di volo del mondo reale in collaborazione con un appaltatore del Pentagono con sede in Nevada chiamato Tactical Air Support, che impiega un'ampia varietà di ex piloti militari, tra cui ex scuole di armi e laureati Top Gun e comandanti operativi, per fornire formazione e persino supporto agli aggressori statunitensi e ai suoi alleati.
Il team applicherà la sua RAM avanzata a base di ceramica a un serbatoio di caduta del carburante che sarà trasportato sotto uno dei caccia F-5 dell'azienda per raccogliere dati sulle sue prestazioni nel mondo reale contro vari array radar in diverse circostanze e condizioni ambientali.
Tuttavia, mentre questa tecnologia ha davvero il potenziale per creare un cambiamento sismico nel modo in cui gli aerei stealth sono costruiti e impiegati, la parte più grande del futuro su cui questa scienziata ha in mente sono gli studenti della North Carolina State University e il mondo accademico in generale.
Negli ultimi anni, gli investimenti della Cina nella ricerca e nello sviluppo accademico sono aumentati mentre l'America continua a diminuire. Nel 1964, gli Stati Uniti hanno dedicato circa l'1,9% del loro prodotto interno lordo (PIL) alla ricerca e sviluppo accademico, ma nel 2022 si era ridotto a solo lo 0,7%. Tra il 2010 e il 2019, gli investimenti statunitensi nella ricerca sono diminuiti dal 29% del mercato globale al 27%, mentre la Cina li ha aumentati dal 15% al 22%.
Come ha dichiarato l'anno scorso un membro di rango del Comitato per la scienza, lo spazio e la tecnologia della Camera, "La Cina ha costantemente aumentato i suoi investimenti in ricerca e sviluppo. E questi investimenti hanno uno scopo chiaramente dichiarato: superare gli Stati Uniti come leader mondiale nella scienza e nella tecnologia. Il Partito Comunista Cinese comprende che vincere la corsa tecnologica comporterà la vittoria della Cina nella corsa alla sicurezza economica e nazionale”.
La Dott.ssa Xu indica una misura più personale di questo cambiamento, evidenziando come i suoi studenti di alto livello debbano bilanciare la loro ricerca con gli stage di cui hanno bisogno per essere competitivi sul mercato del lavoro e lavori aggiuntivi che devono tenere solo per pagare le bollette. Gli USA dovrebbero investire più risorse nell'infrastruttura accademica che produce queste scoperte scientifiche per garantire che rimanga all'avanguardia delle tecnologie emergenti.
E quando si tratta di essere in prima linea nella tecnologia rivoluzionaria, pochi al mondo sanno cosa serve per farlo così bene come il team della dott.ssa Cheryl Xu della North Carolina State University.









Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, 
storia militare, sicurezza e tecnologia. 


La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri 
di un reparto militare 
ma come cittadini e custodi di ideali.
Valori da tramandare e trasmettere, da difendere
senza mai darli per scontati.
E’ desiderio dell’uomo riposare
là dove il mulino del cuore non macini più
pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto
nella cultura politica europea contemporanea,
è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti
a un disegno spezzato
senza nessuna strategia
per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali.
Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando
è che non bisogna arrendersi mai,
che la difesa della propria libertà
ha un costo
ma è il presupposto per perseguire ogni sogno,
ogni speranza, ogni scopo,
che le cose per cui vale la pena di vivere
sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, 
in quanto capace di autodeterminarsi,
vive finché è capace di lottare per la propria libertà: 
altrimenti cessa di esistere come popolo.
Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! 
Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti 
sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze 
per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: 
SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, 
devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante
poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”,
alcuni si sono abituati a darla per scontata:
una sorta di dono divino e non, 
un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità,
difendere la mia cultura,
conservare le mie tradizioni.
L’importante non è che accanto a me
ci sia un tripudio di fari,
ma che io faccia la mia parte,
donando quello che ho ricevuto dai miei AVI,
fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza
ai popoli che difendono la propria Patria!
Violenza e terrorismo sono il risultato
della mancanza di giustizia tra i popoli.
Per cui l'uomo di pace
si impegna a combattere tutto ciò 
che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori
affinché siano spezzate le catene
della violenza e dell’odio,
e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: 
fino a quando, Signore? Quando farai giustizia?
Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita 
e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, 
a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet:
“””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, UNIPRETEC, SANDBOXX, Wikipedia, You Tube)