Visualizzazione post con etichetta MARINE. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta MARINE. Mostra tutti i post

giovedì 22 gennaio 2026

Deutsche Marine: a causa dei ritardi pluriennali nell'approvvigionamento delle fregate classe F-126, il Ministero della Difesa starebbe optando per l’approvvigionamento dai cantieri TKMS delle fregate classe MEKO A-200 DEU.








https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.








Deutsche Marine


La Deutsche Marine è la marina militare tedesca, componente marittima della Bundeswehr. Profondamente integrata nella struttura della NATO, la sua missione è la difesa della Germania e dei suoi alleati assieme alle operazioni di peace-keeping e peace-enforcement. La marina fa risalire le proprie origini alla Reichsflotte (Flotta imperiale), costituita durante la Primavera dei popoli del 1848-52 e che per prima navigò con la bandiera nera, rossa e gialla: fondata dal democraticamente eletto Parlamento di Francoforte il 14 giugno 1848, il fallimento della rivoluzione concluse la sua breve esistenza il 2 aprile 1852; l'odierna Deutsche Marine festeggia quindi il suo anniversario proprio il 14 giugno. 

Dal 1945 al 1956, i reduci della Kriegsmarine vissero nel Deutscher Minenräumdienst (German Mine Sweeping Administration, «Amministrazione tedesca per lo sminamento» nella dicitura inglese) e nelle organizzazioni che lo seguirono una sorta di stadio di transizione che permise alla futura marina di partire con una base di militari già esperti. Nel 1956, con l'entrata della Germania Ovest nella NATO, essa fu ufficialmente fondata con il nome di Bundesmarine (Marina federale). Con la riunificazione tedesca del 1990, assorbì la Volksmarine (Marina popolare) della Germania Est e diventò l'odierna Deutsche Marine.







LE FREGATE MEKO A-200 DEU

A causa dei ritardi pluriennali nell'approvvigionamento delle fregate classe F-126 e della questione apparentemente ancora irrisolta se la NVL entrerà nel progetto come appaltatore principale, il Ministero della Difesa sta perseguendo una seconda linea d'azione: l'approvvigionamento delle fregate di classe MEKO A-200 DEU dal costruttore navale tedesco TKMS.
Pertanto, il Ministero Federale della Difesa tedesco intenderebbe concludere un contratto preliminare per il progetto MEKO A-200 DEU come piattaforma alternativa alla fregata Tipo F126 già nel primo trimestre 2026. Fonti ben informate indicano che questo contratto, descritto anche come una misura per garantire il rispetto della scadenza, potrebbe potenzialmente essere firmato già a gennaio.
Né il Ministero della Difesa né il produttore TKMS delle fregate MEKO A-200, si sono detti disponibili a rilasciare dichiarazioni in merito; un portavoce del Ministero della Difesa ha sottolineato che, in linea di principio, non vengono fornite informazioni sui progetti di appalto prima della revisione parlamentare. Se il contratto dovesse effettivamente essere firmato a gennaio, la commissione competente per il bilancio dovrebbe approvare la proposta da 25 milioni di euro per il progetto.
Il Ministero della Difesa tedesco (BMVg) starebbe pianificando un ulteriore progetto da 25 milioni di euro per il proseguimento del progetto della fregata Tipo 126 nel secondo trimestre. Ciò suggerisce che entrambi i progetti, la MEKO A-200 e la F126, potrebbero potenzialmente proseguire in parallelo. Come è noto, vi è una forte pressione per dotare la Marina di nuove fregate entro il 2029.
Gli osservatori considerano che i cantieri TKMS inizieranno la costruzione delle fregate MEKO subito dopo la firma del contratto preliminare, ad esempio con il taglio preliminare dell'acciaio. Inoltre, i componenti con tempi di consegna lunghi potrebbero essere potenzialmente ordinati dai fornitori. Sebbene un contratto preliminare non sia ancora un contratto di costruzione definitivo, gli osservatori ritengono l'approccio del Ministero un chiaro segnale che si stia cercando di stipulare un contratto di questo tipo. L'amministratore delegato di TKMS, Oliver Burkhard, ha dichiarato lo scorso anno che la sua azienda potrebbe consegnare la prima fregata MEKO già nel 2029 se il contratto fosse aggiudicato prima della fine del 2025. È possibile che tale tempistica possa essere rispettata anche con un contratto preliminare firmato a gennaio.
A novembre, la Commissione bilancio del Bundestag ha deciso, durante la sua seduta che si potrà spendere circa 7,8 miliardi di euro nei prossimi anni per l'acquisto di una piattaforma alternativa alla fregata F126.
Le proposte indicano che 724,7 milioni di euro del fondo speciale dovrebbero essere disponibili per l'eventuale acquisizione della piattaforma alternativa nel 2026, con ulteriori 878,2 milioni di euro destinati agli impegni nel 2027. Dal 2028 in poi, il finanziamento dovrebbe provenire dal bilancio di base: a tale scopo sono stanziati complessivamente 6,2 miliardi di euro nel bilancio, da spendere fino al 2033 compreso. Se questo piano rimarrà valido sarà chiaro a breve.
A dicembre, la Commissione Bilancio del Bundestag tedesco, in una cosiddetta risoluzione direttiva, ha chiesto al Ministero della Difesa di stipulare contratti preliminari per l'approvvigionamento di fregate basate su "piattaforme alternative" all'F126. Questo era un prerequisito per l'approvazione dello stanziamento di ulteriori fondi per il vacillante progetto della fregata F126. Ad oggi, il progetto MEKO A-200 sarebbe considerato l'unica alternativa alle fregate lanciamissili F-126.

La fregata MEKO® A -200 offre capacità di guerra quadridimensionale a spettro completo: 
  • guerra aerea, 
  • di superficie, 
  • ASW, 
  • e guerra elettronica. 

La classe è progettata per garantire resistenza e versatilità, ed eccelle in una varietà di profili di missione: 
  • dal pattugliamento e interdizione, 
  • al supporto alle forze speciali, 
  • alla ricerca e soccorso 
  • e alle operazioni umanitarie. 

Vero e proprio moltiplicatore di forze, incarna l'impegno di TKMS per una precisione e un'eccellenza operativa senza pari.

Le tre sottoclassi del MEKO A -200 – il MEKO A -200 SAN, il MEKO A -200 AN e il MEKO A -200 EN – condividono piattaforme navali pressoché identiche, pur essendo dotate di sistemi di combattimento distinti di fornitori diversi. Questa flessibilità consente alle Marine Militari di personalizzare con precisione le proprie navi, sfruttando appieno il potenziale della tecnologia MEKO® per soddisfare le proprie specifiche esigenze operative.
La fregata offre un'eccezionale tenuta a mare e agilità tattica. Il suo design monoscafo veloce, dotato di skeg a piede di prua, garantisce una drastica riduzione dell'imbardata e una stabilità direzionale senza pari anche in mari impegnativi. Con una larghezza superiore a 16 metri e avanzati stabilizzatori a pinna attiva, la piattaforma rimane solida come una roccia, consentendo operazioni sicure con elicotteri e imbarcazioni fino a mare forza 6. Questa potente combinazione garantisce un'ampia autonomia operativa, inclusi i mezzi aviotrasportati, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche avverse. Un musone di prua coperto e un bordo libero rialzato migliorano la galleggiabilità riducendo al minimo l'umidità e gli urti del ponte, consentendo transiti ad alta velocità in mare agitato con assoluta sicurezza.

La fregata tedesca incarna un'eccezionale capacità stealth grazie a design e tecnologia all'avanguardia. Il suo rivoluzionario scafo X-Form, la schermatura completa delle apparecchiature esposte, i portelloni a filo e la copertura RCSnet di tutte le aperture si combinano per offrire una sezione radar eccezionalmente bassa.
Eliminando il fumaiolo e dirigendo tutti i gas di scarico del motore a combustione interna orizzontalmente, a livello o al di sotto della linea di galleggiamento, con raffreddamento attivo, integrato da un avanzato sistema di raffreddamento dello scafo, la fregata raggiunge firme IR eccezionalmente basse. L'integrazione di eliche piccole e leggere e il posizionamento a poppa dei macchinari di propulsione, reso possibile dalla propulsione CODAG-WARP, insieme a una deriva a piede di prua, garantiscono una silenziosità acustica senza pari.
Dotata di un sistema di smagnetizzazione triassiale attivo all'avanguardia, la fregata riduce al minimo la sua traccia magnetica con una precisione senza compromessi. Questa potente combinazione di tecnologie posiziona la nave come una forza all'avanguardia in termini di furtività e superiorità operativa.
La Marina sudafricana ordinò quattro A-200-SAN nel 1999. Le navi furono costruite in Germania tra il 2001 e il 2003 e consegnate disarmate in Sudafrica, dove vennero integrati armamenti, sensori e sistema di combattimento, un processo che richiese 2-3 anni per nave. TKMS fornì anche un set completo di pezzi di ricambio, documentazione e addestramento per supportare le navi in servizio. Le quattro navi sono note come classe "Valour" e si sono dimostrate efficaci, soprattutto nei ruoli di sicurezza marittima. Il loro design, con elevata galleggiabilità a prua, offre una piattaforma stabile nei mari agitati che caratterizzano l'Africa meridionale.

Altre due unità A-200-AN furono ordinate dalla Marina algerina nel marzo 2012. Entrambe furono costruite e completamente equipaggiate in Germania prima della consegna nel 2016-17. Gli scafi sono quasi identici a quelli delle navi sudafricane, ma sono stati dotati di armamenti significativamente più pesanti, in particolare il cannone navale Leonardo-OTO 127/64 e 16 missili antinave Saab RBS 15 Mk3. La Marina algerina ha un'opzione per l'acquisto di altre due navi e, verso la fine del 2018, circolavano voci non confermate secondo cui l'Egitto avrebbe firmato un accordo da 1 miliardo di dollari (esclusi gli armamenti) per la costruzione di due A-200 a Kiel.

Il concetto MEKO si basa su armi e sensori modulari e facilmente intercambiabili o aggiornabili. I ridotti costi di costruzione e di gestione per l'intero ciclo di vita rendono i progetti MEKO particolarmente interessanti per le marine con budget limitati. Fino a circa un decennio fa, la nave da guerra modulare era percepita come meno performante, adatta a marine di secondo livello e non sarebbe stata presa in considerazione.
Le più recenti fregate MEKO e il sistema danese Stanflex stanno attirando sempre più ammiratori che riconoscono la necessità di ridurre i costi e i vantaggi della modularità. Pur non essendo una panacea, disaccoppiando il carico utile dalla piattaforma, semplifica la manutenzione e gli aggiornamenti e la nave può essere riconfigurata più rapidamente per nuove missioni. La tendenza alla riduzione del numero di scafi nella maggior parte delle marine militari e il ritmo crescente del cambiamento tecnologico aumentano l'attrattiva dei sistemi modulari, che contribuiscono a ridurre i tempi di permanenza in porto e offrono un mezzo più rapido per l'inserimento di nuove tecnologie.
Il progetto dell'A-200 è anche un'evoluzione delle fregate della serie MEKO 200 costruite per le marine turca, australiana e neozelandese. Blohm+Voss completò il superyacht da 36 nodi "Eco" nel 1991 e l'esperienza acquisita nell'ottimizzazione della distribuzione dei pesi, dell'assetto, della silenziosità e della manovrabilità contribuì a definire il progetto dell'A-200. I progettisti della fregata, concentrandosi su una clientela attenta al budget, cercarono di mantenere basso il numero di membri dell'equipaggio, offrendo alloggi confortevoli, ampio spazio per futuri aggiornamenti e un elevato rapporto carico utile/dislocamento.

Come già detto, l’A-200 è dotata di un sistema di propulsione unico tra le navi da guerra. Utilizza un sistema CODAG-WARP (Combined Diesel And Gas Turbine – Waterjet and Refined Propellers), due eliche a passo variabile azionate da motori diesel interconnettibili. In modalità solo diesel, questo sistema è molto efficiente nei consumi, poiché un singolo motore può azionare entrambi gli alberi per velocità fino a 18 nodi. Una turbina a gas indipendente, posta sull'asse centrale, aziona un idrogetto accoppiato a un piccolo riduttore, eliminando la necessità di un ulteriore riduttore combinato. L'idrogetto può essere utilizzato da solo o in combinazione con il diesel per raggiungere una velocità massima di oltre 27 nodi. È inoltre presente una pala a spinta inversa che può essere sollevata per reindirizzare il idrogetto in avanti. Questo conferisce all'A-200 la distanza di arresto più breve di qualsiasi nave della sua categoria.
Questo sistema di propulsione è molto flessibile e offre ridondanza e capacità di sopravvivenza. Le navi A-200 costruite finora utilizzano l'onnipresente motore a turbina a gas GE LM2500, ma potenzialmente si potrebbe scegliere la TAG Rolls-Royce MT-30, di dimensioni simili.

L'A-200 consente un prezioso risparmio di spazio convogliando i gas di scarico del motore verso un'uscita a poppa della nave. L'assenza di fumaioli e prese d'aria al centro della nave libera spazio per più armi e alloggi sopra-coperta. L'intero sistema di propulsione può essere posizionato più a poppa rispetto alla maggior parte dei progetti di navi da guerra convenzionali, consentendo di avere aree ininterrotte per il carico utile che si estendono per oltre il 66% della lunghezza della nave. Le navi sono eccezionalmente silenziose e prive di vibrazioni grazie all'assenza di fumaioli verticali e prese d'aria a centro nave, che rappresentano una fonte di rumore significativa nelle configurazioni convenzionali.

Scafo e sovrastruttura sono realizzati in acciaio con ampio utilizzo di materiali ad alta resistenza, senza l'impiego di materiali compositi o alluminio. Lo scafo è stato sottoposto a approfonditi test in vasca per garantire una bassa resistenza su tutta la gamma di velocità. La prua è a bulbo, con spigoli vivi, che riduce la resistenza e il rumore in acqua e massimizza le prestazioni del sonar montato sullo scafo. Grazie agli stabilizzatori a pinna attiva, la nave può raggiungere una velocità di 24 nodi, utilizzare armi e pilotare elicotteri fino a forza del mare 6.
L'A-200 ha la stiva flessibile più piccola, con spazio per soli due container ISO e un singolo vano imbarcazioni incassato su ciascun lato della nave. Tuttavia, l'assenza di fumaioli rende probabile che il design possa essere modificato abbastanza facilmente per espandere lo spazio della stiva, se necessario. La manutenzione, gli aggiornamenti e il rifornimento delle scorte sono facilitati da ampi corridoi e la posizione principale del RAS a centro nave è servita da un ascensore che conduce ai magazzini sottostanti. Lo scafo è progettato per resistere ai danni causati dalle azioni ed è suddiviso in zone con sistemi antincendio, elettrici e HVAC indipendenti. Sviluppato appositamente per l'A-200, un sistema di pannelli di protezione dalle schegge a basso peso è costituito da pannelli in kevlar/ceramica imbullonati al lato interno dello scafo della nave che forniscono protezione balistica ai compartimenti vitali. Dopo essere state equipaggiate con armi e sensori, le navi sudafricane mantenevano comunque un margine di 200 tonnellate per la crescita futura, il 20% di capacità di generazione elettrica di riserva e il 37% di capacità di raffreddamento di riserva. Nonostante l'aspetto ingombrante, l'A-200 ha in realtà un dislocamento leggermente inferiore a quello di una fregata britannica Type 23, ma ha uno scafo chiuso e un volume di sovrastruttura maggiori.

Per un progetto di nave da guerra di fascia bassa, l'A-200 presenta una segnatura infrarossa e una sezione trasversale radar particolarmente basse. La sovrastruttura pulita e il castello di prua e il cassero completamente chiusi sono tipici dei moderni mezzi da combattimento. La meno familiare forma a "X" della sovrastruttura massimizza il volume interno riducendo al contempo la RCS radar e persino le tasche delle ancore sono chiuse da portelli per ridurre i riflessi radar.
Lo scafo dell'A-200 è progettato per ridurre al minimo la firma acustica. I tre motori e i quattro generatori sono montati su zattere per ridurre il rumore irradiato e migliorare la resistenza agli urti. Pur essendo spinta solo dalla turbina a gas e dall'idrogetto, la firma acustica della nave è bassa, con scarso rumore di cavitazione dell'elica. In questa modalità, la nave può raggiungere i 23 nodi, considerevolmente più veloce delle navi a propulsione CODLAG o CODLOG quando utilizzano i loro motori elettrici. Uno scafo sufficientemente silenzioso da essere un efficace cacciatore di sottomarini è un importante punto di forza per l'A-200, data l'evidente necessità di aumentare la capacità ASW delle flotte alleate.









IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, HARTPUNKT, Wikipedia, TKMS, Navylookout, You Tube)



























 

domenica 18 gennaio 2026

US NAVY 2028-2030: nell’ambito dell’SNA 2026, il direttore esecutivo del Naval Sea Systems Command, il contrammiraglio Derek Trinque della US NAVY, il contrammiraglio Brian Metcalf e il contrammiraglio Peter Small hanno affrontato alcune tematiche relative alle preannunciate corazzate classe Trump BBG(X), la capoclasse sarà denominata USS DEFIANT, di recente rese di pubblico dominio.











https://svppbellum.blogspot.com/ 

Si vis pacem, para bellum 

(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.







In data 22 dicembre 2025, l'amministrazione Trump ha annunciato ai media una proposta di programma per costruire una nuova classe di corazzate missilistici guidati (BBG[X]s) per la Marina. Le BBG(X) sarebbero le prime corazzate acquistate dalla Marina dalla seconda guerra mondiale e sarebbero più grandi e più pesantemente armate di qualsiasi incrociatore o cacciatorpediniere acquistato dalla Marina dalla seconda guerra mondiale. Secondo quanto riferito, il primo BBG(X) sarebbe stato acquistato nei primi anni 2030. Una questione per il Congresso è se approvare, rifiutare o modificare la proposta dell'amministrazione Trump per la costruzione di BBG(X).
Nella designazione BBG(X), BB significa corazzata, G significa nave missilistica guidata (cioè una nave con un sistema di difesa aerea a medio o lungo raggio) e (X) significa che il design della nave non è ancora stato completamente sviluppato. Le corazzate sono generalmente più grandi degli incrociatori e dei cacciatorpediniere, che a loro volta sono generalmente più grandi delle fregate e delle corvette (ovvero fregate leggere), che a loro volta sono generalmente più grandi dei pattugliatori. Il termine combattente di superficie si riferisce generalmente a tutti questi tipi di navi ed è talvolta definito per includere anche le portaerei.
Il programma BBG(X) comprenderebbe due navi iniziali, con un potenziale totale di classe da 20 a 25 navi. I BBG(X) sarebbero un fulcro del piano della Flotta d'Oro, un prossimo piano di struttura della forza della nave della Marina che sostituirà l'attuale piano di struttura della forza di 381 navi della Marina.
La futura BBG(X) della classe TRUMP sembrerebbe destinata ad avere strutture di comando e controllo significative, una capacità ora in pericolo nella forza di superficie della US NAVY, poiché i datati incrociatori classe Ticonderoga stanno per essere definitivamente ritirati dal servizio attivo.  Risulterebbe elaborato che la corazzata dovrà fungere da centro/nodo di comando in una forza di superficie, in tandem con la capacità di attacco offensivo. Tuttavia, è stato chiarito che questa era una specifica del ruolo previsto e per l'ultima volta ricoperto dalle corazzate della classe Iowa che funzionavano principalmente esclusivamente nel ruolo di attacco.

 






Anche l'armamento della nave sono state in qualche modo chiarite dalla presentazione, con la nave che imbarcherà: 

  • 128 celle MK-41 VLS; 
  • 12 sistemi missilistici convenzionali Prompt Strike; 
  • 2 laser da 300 kW o 600 kw;
  • 1 RAILGUN con colpi ad alta velocità. 


Sembra confermato che le 128 celle MK-41 saranno divise su 3 blocchi, con il VLS di poppa sopra il ponte dell'elicottero che è il più grande, seguita dai VLS a metà nave e dalla parte dei VLS posizionati a prua. Le caratteristiche tecniche di cui sopra saranno consolidate con la selezione del progetto nel 2028.
I dati tecnici e le caratteristiche tecniche fissano la corazzata come seconda solo alle classi delle portaerei Nimitz e Ford in termini di dimensioni, con una lunghezza di ~860 piedi e una larghezza di ~110 piedi. I requisiti di velocità ancorano la nave di +35.000 tonnellate ad una velocità massima di 30 nodi, sollevando domande sul tipo dell’apparato motore, in particolare con la richiesta di energia dei sistemi d'arma  imbarcati e dei probabili sensori, oltre all'energia necessaria per far navigare una nave di tale stazza.
Inoltre, è stato chiarito che il programma BBG(X) e i requisiti che lo hanno modellato erano in gran parte un'evoluzione del precedente DDG(X) Next Gen.
La futura corazzata BBG(X) sarebbe stata ideata a causa di problemi di spaziatura e capacità, poiché era improbabile che la Marina statunitense potesse inserire quantità sufficienti di VLS MK41, CPS e un railgun in una singola nave di una classe di peso di circa 13.500 tonnellate. L'installazione dell’MK-41 nei numeri necessari e del sistema di missili ipersonici CPS avrebbe il costo di un cannone, e l'installazione del CPS, dell’MK-41 e di un cannone avrebbe richiesto di dimezzare le celle VLS MK-41: un costo che la US NAVY non poteva accettare.
I requisiti dichiarati dalla Marina statunitense per una significativa potenza d'attacco, gestione della battaglia e difesa d'area sono mostrati in questo armamento, che doveva culminare sotto l'ombrello di una nave singolare. Oltre a questo, una maggiore attenzione alla potenza di fuoco offensiva e ad altri metodi di deterrenza sotto l'amministrazione Trump ha spinto la Marina USA verso la selezione del BBG(X) rispetto ad altre alternative.
Lo sforzo di costruzione della corazzata BBG(X) e una classe di 15-25 navi, se portato a termine, sarebbe monumentale, ma è stato dichiarato non essere un'impresa completamente impossibile, modellata dagli sforzi precedentemente coperti per guidare la ricapitalizzazione della base industriale marittima. È stata evidenziata anche una grande capacità di costruzione navale, con la costruzione in corso della classe di portaerei Ford usata come esempio.

I BBG(X) saranno propulsi convenzionalmente (cioè "alimentati con combustibili fossili") e armati con una combinazione di missili, cannoni elettromagnetici RAILGUN, laser e altre armi che sarebbero maggiori in aggregato rispetto alla combinazione di armi degli attuali incrociatori e DDG della US NAVY.

Secondo quanto riferito, la US NAVY prevederebbe di affidare i contratti di costruzione a uno o più costruttori navali per costruire i BBG(X). I cantieri navali statunitensi in grado di costruire i BBG(X) includono, ma non sono necessariamente limitati alla General Dynamics Bath Iron Works (GD/BIW) di Bath, ME, e agli Huntington Ingalls Industries Ingalls Shipbuilding (HII/Ingalls) di Pascagoula, MS - i due cantieri navali che hanno costruito tutti gli incrociatori e i DDG acquistati per la Marina statunitense dall'anno fiscale 1985 - e Huntington Ingalls Industries Newport News Shipbuilding (HII/NNS) di Newport News, VA, che attualmente costruisce portaerei e sottomarini, e in passato ha costruito vari tipi di navi di superficie per la Marina, comprese le navi da battaglia.
Il Congressional Budget Office stima che il primo BBG(X), se acquistato nell'anno fiscale 2030 e con uno dislocamento di 35.000 tonnellate, avrebbe un costo di approvvigionamento dai 17,6 miliardi ai 18,9 miliardi di dollari relativi al FY2025, compresi i costi di progettazione dettagliata non ricorrenti per la classe; i successivi BBG(X) avrebbero un costo di approvvigionamento dai 12,2 ai 13,1 miliardi di dollari ciascuno in dollari del FY2025, a seconda del tasso di approvvigionamento per il programma e di altri fattori. (È una pratica tradizionale di budgeting della Marina statunitense includere tutti o la maggior parte dei costi di progettazione dettagliati non ricorrenti per una nuova classe di unità navali nel costo di approvvigionamento della capoclasse). In confronto, il costo di approvvigionamento di un DDG-51 è attualmente di circa 2,7 miliardi di dollari quando i DDG-51 vengono acquistati a un rateo di due all'anno, e la portaerei CVN-81che è stata acquistata nell'anno fiscale 2019, ha un costo di approvvigionamento stimato nella presentazione del budget FY2026 della Marina di circa 15,2 miliardi di dollari.
La futura unità navale sarà uno sforzo altamente collaborativo, con la Marina Usa che cerca di sfruttare la collaborazione tra più fornitori, cantieri e appaltatori di varie dimensioni per assemblare i componenti necessari per realizzare tale unità. È stato anche affermato che il coinvolgimento di partner esteri era sul tavolo e in fase di valutazione, ma eventuali dettagli non sono stati rivelati.
Sono state riconosciute anche le dimensioni della base delle conoscenze e la quantità di manodopera necessaria per costruire un tipo di nave come la BBG(X), con il necessario coinvolgimento della capacità di progettazione e costruzione dell'industria cantieristica a tutti i livelli. Le procedure di costruzione e progettazione dovrà necessariamente anche essere decentralizzata.










IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.


(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, NavalNews, Congress.gov, You Tube)














 

 

 

 

 









venerdì 16 gennaio 2026

US NAVY: i vertici della US NAVY hanno affermato sui media di aver voluto porre termine al travagliassimo programma delle fregate USS Constellation dopo anni di infiniti tentennamenti progettuali, optando invece per l'acquisto di una nave più semplice basata grosso modo sui cutter della US COAST GUARD classe Legend. A modesto parere dello scrivente, la marina statunitense avrebbe fatto meglio dando seguito ad una versione più economica dei “Burke” oppure, ad una versione “statunitense” delle FREMM-EVO di Fincantieri, dotate di tutti gli apparati previsti e già selezionati per le “Constellation”.








https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.








I vertici della US NAVY hanno affermato sui media di aver voluto porre termine al travagliassimo programma delle fregate USS Constellation dopo anni di infiniti tentennamenti progettuali, optando invece per l'acquisto di una nave più semplice basata grosso modo sui cutter della US COAST GUARD classe Legend.  E’ appena il caso di dare un’occhiata da vicino alla profondissima crisi negli appalti navali americani e le implicazioni del passaggio da una fregata ad un non paragonabile cutter sotto-armato.
Il cambio improvviso di rotta verso il programma Constellation in costruzione in soli 2 esemplari da Fincantieri Marinette Marine, non è un incidente isolato, ma è l'ultimo capitolo di una saga di due decenni di difficoltà nell’approvvigionamento che ha visto la Marina degli Stati Uniti lottare per consegnare una unità combattente di superficie vitale, diversa dai DDG classe Burke aggiornati. 

 


A modesto parere dello scrivente, la marina statunitense avrebbe fatto meglio dando seguito ad una versione più economica dei “Burke” o, meglio, ad una versione “statunitense” delle FREMM-EVO di Fincantieri, dotate di tutti gli apparati previsti e selezionati per le “Constellation”.
Ad ogni buon conto, gli ultimi eventi ci insegnano che, a seguito del troncamento del programma dei DDG-1000 classe Zumwalt, che ha prodotto solo 3 unità navali su una prevista di 32 a causa dei costi a spirale e dell'eccesso tecnologico, e dei fallimenti ben documentati della nave da combattimento Littorale (LCS), allo scopo di fornire capacità modulari affidabili, la Constellation avrebbe dovuto essere la misura correttiva: invece..… 

 







Il programma FFG(X), in seguito chiamato classe Constellation, era una scelta tra sei opzioni di fregate. Il design delle FREMM fu selezionato nell'aprile 2020 in quanto considerato "a basso rischio" attraverso l'utilizzo di un design genitore che era già in servizio e collaudato proficuamente dalla Marina Nationale, dalla Marina Militare italiana e da numerose marine alleate.



La teoria era sulla carta solida: prendere uno scafo europeo collaudato, americanizzare i sistemi elettronici e di combattimento e mettere rapidamente in campo una flotta di piccole unità combattenti di superficie per risolvere una buona volta la crisi produttiva ed ingegneristica della cantieristica statunitense. Tuttavia, la innata burocrazia di acquisizione dei vertici della Marina degli Stati Uniti si è dimostrata incapace di resistere alla tentazione di modificare drasticamente l’ottimo e collaudatissimo progetto base. Non è necessario essere un architetto navale per sapere che apportare modifiche significative e notevoli appesantimenti al progetto di una nave da guerra esistente è un processo complesso che inevitabilmente produce a cascata ritardi e aumenti dei costi: e così è stato!
Il progetto finale risultante da una smodata burocrazia e prosopopea ha condiviso solo circa il 15% di comunanza con le FREMM originali, dopo aver allungato lo scafo per soddisfare i requisiti di resilienza della US NAVY, aggiungendo armi e sensori più pesanti. Entro la metà del 2024, la nave aveva raggiunto almeno 759 tonn di sovrappeso, circa 36 mesi di ritardo e la nave capoclasse aveva raggiunto un prezzo di circa 1,5 miliardi di dollari. (è previsto che le unità successive avrebbero avuto un costo di circa 1,3 miliardi di dollari ciascuna).
La perdita delle capacità di progettazione navale statunitense e lo svuotamento della base industriale navale e di manodopera specializzata un tempo potente, negli ultimi due decenni si è aggravata ulteriormente e ad oggi non facile invertire la rotta.
Il 25 novembre 2025, il Segretario della Marina, John Phelan, annunciò che le ultime quattro navi in contratto sarebbero state cancellate. Le prime 2 navi, la USS Constellation e la USS Congress, saranno completate, ma questo ha posto in evidenza che l’US Navy ha effettivamente tagliato le sue perdite su una nave che era diventata un nuovo progetto in tutto tranne che nel nome. La decisione di terminare le due navi attualmente in costruzione è guidata dai sostanziali costi per il termine lavori e dalla necessità di mantenere in attività i dipendenti di Fincantieri Marinette Marine e la sua catena di approvvigionamento.
Nel tentativo di arrestare il declino del numero di unità combattenti della flotta e allo scopo di soddisfare il piano di espansione navale "Golden Fleet" dell'amministrazione Trump, il Pentagono si è rivolto ai cantieri statunitensi Huntington Ingalls Industries (HII) per mettere a punto il nuovo progetto della Small Surface Combatant (SSC), provvisoriamente designata FF(X), basato sul National Security Cutter (NSC) classe Legend (stanno sostituendo una fregata con un pattugliatore della Guardia Costiera sotto-armato). 
La logica che guida questa decisione è principalmente industriale: l'ultima delle 10 navi è stata consegnata alla Guardia Costiera degli Stati Uniti nel 2024. (Una 11^ è stata cancellata in una fase iniziale della costruzione nel giugno 2025.) La linea di produzione è relativamente "calda" e il design è apparentemente "stabile". Anche se la maggior parte concorda sul fatto che sia una decisione alquanto ottimista. La US NAVY si aspetta che i cantieri HII abbiano il primo scafo in acqua entro il 2028, una linea temporale che sarebbe stata impossibile con le Constellation. Altri cantieri navali statunitensi potranno successivamente contribuire al programma FF(X).
I Cutters sono stati costruiti dalla HII a Pascagoula, Mississippi, con la posa di chiglie per la capoclasse nel 2005, e le consegne hanno corso per quasi due decenni poiché i profili di finanziamento fluttuavano e le lezioni venivano assorbite dalle prime sfide di costruzione. Il programma era emerso dal travagliato sforzo di modernizzazione del sistema integrato di acque profonde della fine degli anni '90 e dei primi anni 2000, che aveva cercato di ricapitalizzare gran parte della flotta invecchiata della Guardia Costiera in un'iniziativa radicale. Concepita come componente di superficie di fascia alta di quel piano, la NSC aveva lo scopo di sostituire i venerabili cutter d’alto mare della classe Hamilton e fornire una piattaforma in grado di svolgere operazioni globali sostenute, una più stretta integrazione con la Marina degli Stati Uniti e prestazioni credibili in ambienti contesi.
Le prime fasi del programma erano state segnate da un aumento dei costi e da difficoltà ben documentate con gli accordi originali di integratore del sistema, che hanno spinto il controllo del Congresso e una ristrutturazione che ha riportato un maggiore controllo alla Guardia Costiera. Nonostante questo inizio difficile, l'NSC è diventata gradualmente l'elemento di maggior successo e strategicamente significativo del Deepwater, offrendo una classe di navi che ha sostanzialmente ampliato la portata, la resistenza e l'interoperabilità del servizio. Quando la prima nave è entrata in servizio nel 2008, la logica per un cutter grande e capace in grado di operare lontano dalle coste degli Stati Uniti a sostegno della sicurezza marittima, della lotta ai traffici di narcotici e dei compiti di difesa era saldamente consolidata.
L'adattamento di una nave di polizia per la guerra ad alta intensità presenta contraddizioni tecniche che sfidano l'affermazione che questa sarà una soluzione a basso rischio. La classe Legend disloca circa 4.000 tonn, ridotte per gli standard moderni delle fregate e significativamente inferiore al dislocamento previsto di oltre 6.600 tonn della USS Constellation. Questa riduzione del volume impone limiti alla generazione di energia, alla profondità dei lanciatori missilistici VLS e a eventuali aggiornamenti futuri: due metriche critiche per la moderna guerra di superficie. 
I primi rendering della FF(X) mostrano una nave con una sovrastruttura di prua, ma, soprattutto, nessun VLS chiaramente visibile a prua che è una caratteristica standard di quasi tutte le fregate al mondo destinate al combattimento di fascia alta.
La Constellation è stata criticata per avere "solo 32 celle VLS", ritenute da alcuni insufficienti per la minaccia degli anni 2030. L'FF(X), come appare in recenti immagini, non presenta ancora celle VLS e forse farà affidamento su Mk 70 VLS containerizzati imbullonati sul ponte di coperta. Un piccolo silo VLS potrebbe essere aggiunto nei futuri aggiornamenti della classe, più in linea con il design HII offerto per il programma FFG(X) nel 2020.
L'NSC sarà costruita per essere significativamente più resiliente delle navi mercantili, con una costruzione in acciaio e con particolare attenzione alla tenuta a mare, al controllo dei danni e alla sopravvivenza alle minacce. I cutter della classe Legend hanno una cittadella CBRN, soddisfano i criteri di stabilità dei danni della USN e gli standard di sopravvivenza di livello 1 e gran parte del design si allinea con le regole delle unità navali dell'American Bureau of Shipping, dando loro resilienza in ambienti di rischio da basso a moderato. La protezione balistica risulta sviluppata intorno ad aree chiave come il cannone principale da 57 mm; i sistemi automatizzati di controllo dei danni supportano una risposta rapida a inondazioni e incendi.
Le unità combattenti di superficie della US Navy hanno una linea di base di sopravvivenza molto elevata (con l'eccezione disonorevole delle navi da combattimento Littoral), tra cui un'ampia compartimentazione strutturale, ridondanza dei sistemi, resistenza agli urti e una serie di misure passive e attive per ridurre la vulnerabilità in ambienti di combattimento con alta minaccia. Mentre lo scafo e i sistemi dell'NSC offrono una robustezza encomiabile per un cutter, il suo pacchetto di sopravvivenza esistente è distante rispetto ai piani standard di una nave da guerra e richiederebbe un miglioramento significativo prima di essere trattato come una vera unità combattente di prima linea in operazioni ad alta minaccia. 
Per accelerare l'entrata in servizio delle FFX, l’US NAVY potrebbe dover essere disposta a collocare gli equipaggi a più alto rischio e accettare che la FF(X) sia una piattaforma “usa e getta”.
A causa di decenni di dominio navale per lo più indiscusso, i commentatori americani tendono a concentrarsi pesantemente sul potere offensivo. La missione essenzialmente difensiva ASW è spesso piuttosto trascurata e vista come di minore importanza. (La guerra alle mine è ancora più trascurata dall'USN). Ufficialmente, per la FF(X), "la missione principale sarà la guerra di superficie", il che è curioso data la sua designazione di fregata; sono altresì evidenti le limitazioni della potenza di fuoco e la mancanza di risorse ASW nella flotta di superficie.
Gran parte dei commenti sulle FF(X) riguarda il confronto dei numeri delle celle VLS con quelle in dotazione alle navi della PLAN piuttosto che un'analisi sobria dell'utilità della piattaforma nel proteggere il resto della flotta dai sottomarini. Mentre le capacità subacquee cinesi sono generalmente indietro rispetto alle flotte occidentali, è da considerare che stanno recuperando rapidamente terreno e compenseranno la mancanza di qualità con la quantità. Il sottomarino è ancora la minaccia più letale per i gruppi d’attacco delle portaerei nucleari e ogni altra nave di superficie; il trascurare la lotta ASW è qualcosa che le marine europee sembrano prendere più seriamente dell’US Navy.
La USS Constellation doveva essere una nave multi-missione, ma in grado di schermare gruppi di altura e unità di alto valore, colmando un vuoto lasciato dal ritiro delle fregate classe Oliver Hazard Perry, che un tempo contava ben 51 navi, servendo nell'USN in prima linea dal 1977 al 2015. 
Uno dei limiti del genitore della classe Legend è la mancanza di silenziamento acustico per gli standard di un cacciatore di sottomarini dedicato (a meno che non sia significativamente modificato). Mentre la FF(X) avrà probabilmente un sonar trainato e uno a scafo, il rumore auto-irradiato limiterà la sua efficacia contro avversari moderni e silenziosi (… che è anche il problema principale che limita l'utilità ASW dei DDG classe Burke).
I sistemi off-board potrebbero essere sempre più in grado di mitigare le navi da guerra prive di una raffinata firma acustica. Implementando UUV o RWUAS che possono posizionare i sensori lontano dalla nave, una singola fregata può potenzialmente estendere la sua portata ben oltre le piattaforme legacy. Sebbene non sia una panacea, gli sviluppi nell'autonomia marittima stanno cambiando le modalità nelle operazioni ASW. Uno dei principali vantaggi della NSC è il grande ponte di volo, lo spazio dell'hangar per più aeromobili con o senza equipaggio e un quarto di coperta per i moduli di missione containerizzati.
Continuare a costruire le prime due “Constellation” significa che i preziosi finanziamenti e la capacità industriale saranno ancora legati al programma. Se i problemi possono essere superati, allora potrebbe avere senso continuare la produzione piuttosto che fermarsi dopo la consegna di due sole navi orfane. La politica negli appalti della difesa degli Stati Uniti può precludere tale buon senso, ma se i difetti delle Constellation sono così gravi e i costi di riprogettazione così alti, sarebbe meglio annullare completamente il progetto in questo momento e puntare sulle nuove FF(X).
La presenza diffusa può fornire una misura di deterrenza, specialmente nella competizione della "zona grigia" che si sta verificando quotidianamente in tutto il mondo. Una grande flotta di fregate sarà utile per la sicurezza marittima, la libertà di navigazione e per mostrare bandiera. La stragrande maggioranza dell'attività navale non è un impegno cinetico violento, ma coinvolge persistenza, presenza e pattugliamenti (Vgs anche gli OPV schierati dalla Royal Navy). Ciò è stato dimostrato di recente dal cutter per la sicurezza nazionale, USCG Munro, che ha seguito una petroliera per 17 giorni nel Nord Atlantico prima di lanciare forze speciali per impadronirsi della nave.
Tuttavia, in un conflitto cinetico, la discutibile sopravvivenza delle FF(X) potrebbe costringere i comandanti statunitensi a non schierare in prima linea queste risorse, ponendo l'onere dei combattimenti esclusivamente sui DDG classe Arleigh Burke. Questa biforcazione della flotta in "tiratori" (DDG) e "scout" (FF(X) è simile alla logica fallita delle LCS, che presumeva che la velocità e la modularità potessero sostituire la potenza di fuoco e una costruzione robusta.
Il declassamento dalle FFG(X) Constellation alle FF(X) basate sul progetto di un cutter dimostra un paradosso in cui la Marina degli Stati Uniti sta acquistando scafi per aggiungere massa, ma solo con le navi che potrebbero essere poco utili nel Pacifico occidentale. C'è un argomento molto valido secondo cui "la consegna è importante", più numerose ma meno capaci navi che arrivano prima è meglio che aspettare che navi più capaci arrivino troppo tardi. Sfortunatamente per l’US NAVY, la sua principale rivale, la PLAN, sta mettendo in servizio fregate Type 054B e DDG Type 052D ad un ritmo incredibile. 
La FF(X) leggermente armata non aggiungerà molto alla potenza di combattimento aggregata, anche se è meglio di non avere alcuna nave.
La FFX sarà un perno lontano dal perfezionismo placcato in oro che ha ucciso la classe Zumwalt e le Constellation, ma rischia di far oscillare il pendolo troppo lontano nell'altra direzione; cioè, una nave che non avrà i denti per combattere e vincere nell'ambiente spietato della guerra navale moderna. Tuttavia, se la FF(X) è vista principalmente come un mezzo di mettere a mare un discreto numero di piattaforme ASW in tempo utile, allora la decisione di abbandonare la FFG(X) avrà più senso. 
Va notato che, al momento, il Congresso degli Stati Uniti deve ancora approvare, rifiutare o modificare il piano della Marina per disimpegnarsi dalle Constellation e orientarsi verso le FF(X).










IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, Navylookout, You Tube)

 


















 

 

 

US ARMY 2027: si prevede di schierare presso i reparti operativi i nuovi convertiplani MV-75 almeno cinque anni prima di quanto inizialmente previsto e tre anni prima di quanto era stato prefissato solo 12 mesi fa.

https://svppbellum.blogspot.com/ Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina. L’US A...