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venerdì 24 aprile 2026

US NAVY: Leonardo DRS, leader nello sviluppo di sistemi per il pacchetto di equipaggiamento per missioni (MEP - Mission Equipment Package). Le forze armate statunitensi, in tutte le loro branche, si trovano ad affrontare questa minaccia crescente, il che rende necessario lo sviluppo e l'implementazione di capacità C-UAS avanzate.










https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.







Il 2026 segna un nuovo passo avanti nella difesa delle operazioni marittime: Leonardo DRS conferma l’introduzione di una capacità avanzata anti-UAS (Counter-Unmanned Aerial Systems) progettata specificamente per l’ambiente marittimo. 
Leonardo DRS ha presentato per la prima volta il suo pacchetto di equipaggiamento per missioni marittime (M-MEP) integrato su un'imbarcazione di superficie autonoma senza equipaggio (AUSV). L'M-MEP è una suite di sistemi indipendente dalla piattaforma, progettata collettivamente per proteggere le imbarcazioni da attacchi che coinvolgono sistemi aerei a pilotaggio remoto (UAS) di piccole e medie dimensioni, singoli o multipli. L'M-MEP è stato dimostrato su un USV Sea Machines Stormrunner in occasione della fiera Sea Air Space 2026 della Navy League, alle porte di Washington DC.





Leonardo DRS ha adattato la sua gamma di sistemi anti-UAS (Counter-UAS) terrestri per operazioni in mare nell'ambito del progetto M-MEP. Il design modulare, unito a un'architettura di sistema aperta, consente l'integrazione di molteplici effettori cinetici e non cinetici, sensori configurabili via software e pacchetti di comunicazione. Leonardo DRS afferma che questa flessibilità garantisce che gli M-MEP rimangano indipendenti dalla piattaforma, potendo essere configurati su una gamma di USV (Uscent-Based User Vehicle) di piccole e grandi dimensioni, a partire da 4,2 metri di lunghezza. I sensori e gli effettori anti-UAS sono progettati per integrare le capacità navali esistenti.
Il sistema M-MEP utilizza radar attivi e passivi e sistemi elettro-ottici/infrarossi (EO/IR), con una consapevolezza situazionale facilitata dall'elaborazione dei dati in tempo reale e dalla valutazione delle minacce, consentendo un processo decisionale e una risposta più rapidi. Leonardo DRS afferma che M-MEP impiega una gamma di sistemi di guerra elettronica non cinetici per l'interruzione e la neutralizzazione attiva dei sistemi di guida dei droni, mentre l'integrazione dell'apprendimento automatico e dell'intelligenza artificiale (IA) ha lo scopo di contribuire a prevedere e mitigare le minacce emergenti.

Il sistema è denominato “Maritime Mission Equipment Package (M-MEP)”, ed è stato integrato con successo su un veicolo di superficie autonomo senza equipaggio (AUSV) equipaggiato nella difesa contro le minacce aeree senza pilota.

Come noto agli addetti ai lavori e oramai a tutti, anche l’impiego di droni, semplici quadricotteri commerciali o velivoli a lungo raggio, ha trasformato il panorama delle minacce. 
Per i gruppi navali d’altura, gli aeromobili a pilotaggio remoto o governati dall’A.I., rappresentano una minaccia concreta per le unità navali militari e non, per le infrastrutture portuali e anche per linee di comunicazione strategiche. 

E’ ora indispensabile una capacità operativa di individuare e neutralizzare rapidamente questi assetti.

Il sistema M-MEP  di Leonardo DRS è stato messo a punto per rispondere a questa priorità. 
E’ progettato per una rapida integrazione e offre una soluzione “plug-and-play” che riduce i tempi e privilegia flessibilità, modularità e velocità di dispiegamento.
L’M-MEP utilizza una architettura integrata, con sensori avanzati, comando e controllo e strumenti di neutralizzazione in un’unica soluzione operativa. 
Tra i componenti principali figurano radar marittimi e sensori elettro-ottici/infrarossi (EO-IR), in grado di garantire un rilevamento accurato anche in condizioni ambientali degradate.
La piattaforma software SAGEcore™, è stata sviluppata per la fusione dei dati sensoriali attraverso algoritmi basati sull’A.I.. Ciò consente di migliorare la consapevolezza del dominio marittimo, permettendo agli operatori di identificare e classificare le minacce in tempi ridottissimi.

In qualità di partner di fiducia nel settore della difesa e del Dipartimento della Difesa (DoD), Leonardo DRS sfrutta decenni di esperienza per riunire team di esperti che integrano tecnologie all'avanguardia, sviluppando e implementando rapidamente sistemi C-UAS in risposta alle minacce in continua evoluzione. 

Questo approccio globale garantisce che le nostre forze armate possano contare su meccanismi di difesa robusti e versatili in diversi scenari.
Con l'evoluzione della guerra moderna, il profilo della minaccia si è modificato in modo significativo, con i droni che sono diventati una componente cruciale delle strategie avversarie. Questi sistemi senza pilota spaziano dai piccoli droni disponibili in commercio a sofisticate unità di livello militare in grado di svolgere missioni complesse. Le forze armate statunitensi, in tutte le loro branche, si trovano ad affrontare questa minaccia crescente, il che rende necessario lo sviluppo e l'implementazione di capacità C-UAS avanzate.
La Marina degli Stati Uniti, al pari di altre branche delle forze armate, si trova ad affrontare le stesse sfide legate ai droni. Queste minacce sono spesso caratterizzate da attacchi complessi che coinvolgono uno o più sistemi aerei a pilotaggio remoto (UAS) di piccole e medie dimensioni a bassa quota. Per contrastare queste minacce marittime, Leonardo DRS ha adattato il suo collaudato sistema C-UAS terrestre per le operazioni in mare. Questo adattamento garantisce una protezione efficiente ed efficace delle forze quando installato su navi autonome, fornendo una soluzione robusta che migliora la prontezza operativa e la flessibilità tattica della Marina.
L’esperienza nella progettazione di Leonardo DRS, costruzione e integrazione di sistemi Mission Equipment Package (MEP) sottolinea una leadership nella creazione di soluzioni adattabili e indipendenti dalla piattaforma. Questi sistemi sono fondamentali per diversi veicoli di superficie autonomi senza equipaggio (USV), che svolgono un ruolo cruciale nelle moderne operazioni navali.
Il design modulare dei sistemi M-MEP, unito a un'architettura di sistema aperta, consente la perfetta integrazione di molteplici effettori cinetici e non cinetici, sensori configurabili via software e pacchetti di comunicazione. Questa flessibilità garantisce che gli MEP rimangano indipendenti dalla piattaforma, in grado di essere configurati su una vasta gamma di USV, da quelli di piccole a quelli di grandi dimensioni.
I sistemi MEP adattabili di Leonardo DRS forniscono ai marinai capacità complete per rilevare, identificare, tracciare e neutralizzare le minacce aeree in mare. Questa maggiore manovrabilità tattica è fondamentale per garantire che le forze navali possano rispondere in modo rapido ed efficace alle minacce emergenti, mantenendo così un vantaggio strategico. Grazie a questi strumenti avanzati, i marinai sono in grado di manovrare con sicurezza e determinazione a livello tattico, rafforzando in modo significativo la protezione delle forze e l'efficacia operativa.
Una solida flessibilità della piattaforma garantisce la fornitura di soluzioni di rilevamento e ingaggio collaudate, con un livello di maturità tecnologica (TRL) pari a 9. Queste soluzioni, sia cinetiche che non cinetiche, possono essere implementate su USV di varie dimensioni, a partire da 14 piedi e oltre. La gamma estesa di sensori e attuatori C-UAS integra le capacità navali esistenti, contribuendo in modo significativo alla superiorità nello spazio di battaglia e migliorando l'efficacia complessiva della missione.
Consapevole che l'efficacia dei comportamenti collaborativi autonomi dipende dalle prestazioni dei relativi pacchetti di equipaggiamento di missione, Leonardo DRS si concentra sulla fornitura di soluzioni convenienti e scalabili, progettate per essere dispiegate in prossimità delle zone a rischio. Questo approccio strategico amplia la gamma operativa delle opzioni di risposta a disposizione dei comandanti di flotta, garantendo un equilibrio ottimale tra mobilità e protezione per neutralizzare le minacce in modo efficiente.
La competenza di Leonardo DRS si estende allo sviluppo di partnership con aziende tecnologiche leader, fornendo soluzioni all'avanguardia. In qualità di integratore leader di MEP C-UAS, Leonardo DRS incorpora sensori avanzati e sistemi d'arma cinetici e non cinetici, personalizzati per diverse dimensioni di piattaforme ed esigenze di protezione delle forze.

CAPACITA’ DI RILEVAMENTO

Utilizza radar avanzati attivi e passivi e sistemi elettro-ottici/infrarossi (EO/IR).
Rilevamento efficiente dei droni in arrivo, siano essi singoli esemplari o minacce multiple simultanee.
Una maggiore consapevolezza della situazione grazie all'elaborazione dei dati in tempo reale e alla valutazione delle minacce, che consente un processo decisionale e una risposta più rapidi.

GUERRA ELETTRONICA

Sistemi GPS basati su MEP e sistemi di guerra elettronica non cinetica 4G/5G.
Intervento attivo di disattivazione e neutralizzazione dei sistemi di guida dei droni in seguito alla conferma della minaccia.
Aggiornamenti continui e capacità di adattamento per contrastare sofisticate tattiche avversarie.

MONITORAGGIO COSTANTE

Gli operatori di droni anti-marittimi mantengono un monitoraggio costante delle minacce per garantire una protezione completa.
Pronti a contrastare ulteriori attacchi grazie all'utilizzo illimitato delle capacità di guerra elettronica di bordo.
Integrazione dell'apprendimento automatico e dell'intelligenza artificiale (IA) per prevedere e mitigare le minacce emergenti.

COINVOLGIMENTO CINETICO

Se equipaggiati con sistemi d'arma cinetici, i veicoli blindati MEP sono in grado di ingaggiare e neutralizzare efficacemente i bersagli in arrivo, preservando le risorse di alto valore.
Riduzione della necessità di costosi interventi missilistici contro minacce costituite da droni di piccole dimensioni e a basso costo.
La progettazione modulare consente facili aggiornamenti e l'aggiunta di nuovi sistemi d'arma cinetici man mano che la tecnologia si evolve.

L'impatto operativo dei sistemi M-MEP di Leonardo 

Questi sistemi migliorano la capacità della Marina statunitense di proiettare la propria potenza a terra e garantire il dominio dei mari, anche se le armi a lungo raggio dei paesi avversari spingono la flotta sempre più lontano dalle tradizionali zone di ingaggio:
Leonardo DRS offre soluzioni MEP scalabili che si adattano alla natura in continua evoluzione delle minacce, garantendo pertinenza ed efficacia costanti.
La flessibile integrazione su diverse piattaforme USV consente un rapido dispiegamento e una riconfigurazione in base ai requisiti della missione.
L'integrazione di tecnologie C-UAS avanzate estende la portata della Marina, consentendo una maggiore consapevolezza della situazione e una più efficace neutralizzazione delle minacce.
Il complemento delle capacità navali esistenti migliora l'efficacia complessiva della missione e la prontezza operativa.
Leonardo DRS si concentra sulla fornitura di soluzioni scalabili e convenienti, progettate per essere implementate più vicino alle minacce, ottimizzando l'allocazione delle risorse.
La riduzione della dipendenza da costosi sistemi missilistici per minacce di piccola entità sottolinea la convenienza economica delle soluzioni MEP.









IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, TWZ, Difesanews, Leonardo DRS, WIKIPEDIA, You Tube)

















 

giovedì 6 marzo 2025

US NAVY 2032: il DDG(X) o Next-Generation Guided-Missile Destroyer; è stato varato un modello del peso di 240 tonn che potrebbe essere la riproduzione in scala del nuovo DDG(X).










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di un reparto militare 
ma come cittadini e custodi di ideali.
Valori da tramandare e trasmettere, da difendere
senza mai darli per scontati.
E’ desiderio dell’uomo riposare
là dove il mulino del cuore non macini più
pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.








L'ufficio del programma PMS 460 DDG(X) ha presentato di recente un nuovo rendering durante una celebrazione del responsabile del programma uscente Captain Matt Schroeder. Il nuovo rendering potrebbe fornire informazioni sui recenti cambiamenti nella progettazione del caccia statunitense DDG(X).
Il DDG(X), un caccia di nuova generazione della US NAVY è ben avviato nella sua fase di progettazione e fattibilità, e l'ufficio del programma ha esaminato vari rendering e progetti concettuali mentre si lavora per perfezionare l'ampio progetto della nave. Il Naval Surface Warfare Center, Philadelphia Division sta ultimando questo sforzo tecnologico.
Il primo rendering del futuro DDG(X), presentato a SNA 2022, presentava un cannone da 127/62 Mark 45 Mod 4 davanti al VLS Mark 41 da 32 celle montato a prua. Presentava anche tre array AN/SLQ-32(V)7 sulla sovrastruttura accanto ai due array radar AN/SPY-6(V)1 in avanti; questo design era puramente concettuale ed è stato reso pubblico prima di una decisione finale.
L'ultimo rendering, rivelato da Program Executive Office (PEO) Ships durante una cerimonia per il responsabile del programma DDG(X) uscente, il capitano Matt Schroeder, presenta cambiamenti significativi ai sistemi d'arma imbarcati, tra cui una revisione dei principali sistemi d'arma. Mentre l'estremità di poppa della nave è nascosta, la prua e la sovrastruttura offrono informazioni sui cambiamenti apportati durante la fase di progettazione e fattibilità da parte degli uffici di progettazione HII e Gibbs & Cox.
Il nuovo rendering colpisce completamente il cannone Mark 45 da 127/62, un punto fermo per le unità combattenti di superficie della marina statunitense. I moduli VLS Mark 41 esistenti sono stati riorganizzati, ora installati in quelli che sembrano essere quattro moduli di celle 8×2 impilati a prua e a poppa. Questo design consente spazio aggiuntivo per moduli VLS di diametro maggiore in futuro come il G-VLS di Lockheed Martin per nuove armi ipersoniche. Il nuovo rendering sembra anche colpire il laser da 150 kilowatt che è stato montato dietro le celle VLS nel rendering 2022, lasciando quell'area di montaggio senza alcun sistema d'arma montato.
Le finestre del ponte rivolte frontalmente sono state completamente ridotte o abolite. Anche gli array ECM AN/SLQ-32(V)7 di fronte a bordo e alla porta sono stati rimossi o trasferiti, sostituiti da nuovi moduli non identificabili. L'array AN/SLQ-32(V)7 rivolto frontalmente è ancora in posizione. Diversi nuovi radome sono stati aggiunti anche sopra il ponte anteriore.
Anche il ponte poppiero ha ricevuto significative modifiche progettuali. I due lanciamissili guidati (GML) Mk-144 si trovano più in alto sulla nave. La disposizione della ciminiera di scarico è stata modificata e sono state aggiunte nuove prese d'aria rivolte a prua. Un nuovo radome sferico si trova dove si trovavano due illuminatori AN/SPG-62 sul rendering del 2022, seguendo la filosofia di progettazione della classe FFG-62 negli illuminatori radar che colpiscono per i requisiti dati alla proliferazione di missili homing attivi nella Marina statunitense.
L'intera sovrastruttura sembra essere più spazzata all'indietro e accorciata in altezza, migliorando le proprietà stealth mantenendo il design dell'albero chiuso e le caratteristiche di forma generale rispetto al rendering del 2022. Anche la lunghezza complessiva della sovrastruttura sul ponte poppiero sembra essere stata aumentata, anche se il resto della nave non è visibile.
Il programma DDG(X) sta continuando la sua fase di progettazione e fattibilità e il rendering più recente presentato potrebbe non essere il progetto finale scelto dalla US NAVY. La capoclasse dovrebbe iniziare la costruzione nel 2032. Secondo gli Stati Uniti Navy, il DDG(X) sarà la nave più complessa mai schierata.





DDG(X) o Next-Generation Guided-Missile Destroyer

Il programma DDG(X) o Next-Generation Guided-Missile Destroyer della US NAVY mira a sviluppare una classe di unità combattenti di superficie per succedere ai 22 incrociatori Ticonderoga Flight II e ai 28 DDG CXarleigh Burke Flight I/II. 


Il programma rappresenta il culmine dell'iniziativa Large Surface Combatant (LSC) che ha fatto seguito alla cancellazione del CG(X) e alla riduzione dell'acquisto dei DDG-1000 della classe Zumwalt. Queste navi diventeranno le principali grandi navi da combattimento di superficie della Marina statunitense. Rispetto ai loro predecessori, incorporeranno sensori più potenti e avranno più spazio e margine di peso per crescere.

Storia

Con la cancellazione del CG(X) nel 2010, la US NAVY ha intrapreso nuovi studi e programmi per il futuro del ruolo di difesa aerea svolto dagli incrociatori classe Ticonderoga. Poiché gli incrociatori erano costruiti sugli scafi dei caccia Spruance, avevano un potenziale di aggiornamento limitato a causa dello spazio, del peso e dei margini di potenza.
Nel frattempo, l'approvvigionamento dei cacciatorpediniere classe Zumwalt è stato gravemente ridotto a causa dei costi elevati e di una rinnovata enfasi sulla difesa aerea e missilistica per le unità combattenti più grandi.  Alla fine, la Marina scelse di aggiornare i Ticonderoga e di procurarsi i DDG classe Flight III Arleigh Burke con il EnhancedAN/SPY-6 e sistemi di combattimento migliorati per integrare i Ticonderoga per la difesa aerea e missilistica.
La Marina USA ha anche lanciato studi su un Future Surface Combatant (FSC) per sostituire la classe Ticonderoga, che ha raggiunto la fine della vita operativa negli anni 2020, così come i Flight più datatii della classe Arleigh Burke. L'FSC si è evoluto nel programma Large Surface Combatant (LSC), che è diventato il DDG(X). L'ufficio del programma DDG(X) è stato istituito nel giugno 2021.  Nel febbraio 2022, Gibbs & Cox è stata scelta per fornire supporto progettuale e ingegneristico. La Marina sta mantenendo il ruolo di progetto principale.

Lo  Scafo

Varie configurazioni dello scafo sono attualmente in fase di test presso il Naval Surface Warfare Center (NSWC) Carderock e NSWC Philadelphia. Un concept presentato al Surface Warfare Symposium 2022 raffigura una forma angolare dello scafo con un dislocamento di 13.500 tonn, una prua convenzionale e una sovrastruttura che ricorda il cacciatorpediniere Zumwalt. Le future navi della classe potranno essere allungate con un modulo di carico utile per capacità aggiuntive.
Il design dello scafo DDG(X) incorporerà moduli ed elementi dei progetti Arleigh Burke e Zumwalt. Le navi saranno in grado di ospitare sistemi di lancio missilistici più grandi, una migliore sopravvivenza e margini di spazio, peso, potenza e raffreddamento per la crescita futura. Poiché le navi sostituiranno gli incrociatori classe Ticonderoga, avranno strutture di comando e controllo della difesa aerea e alloggi per il personale di un ammiraglio.

Propulsione

Il DDG(X) utilizzerà Integrated Power System (IPS), un moderno azionamento turbo-elettrico integrato impiegato sulla classe Zumwalt. Le navi dovranno avere un'autonomia maggiore del 50%, un tempo maggiore del 120% in più sulla stazione e una riduzione del 25% del consumo di carburante rispetto agli attuali DDG della Marina.

Sensori

I sensori saranno inizialmente varianti ingrandite del radar AN/SPY-6 montato sui cacciatorpediniere della classe Flight III Arleigh Burke. Lo scafo è progettato con disposizioni per sensori aggiornati in futuro, inclusi array radar più grandi.

Armi

La Marina afferma che il progetto di base DDG(X), come il progetto Flight III DDG-51, includerà 96 celle standard del Vertical Launch System (VLS), con la capacità di incorporare 12 grandi celle di lancio missilistiche al posto di 32 delle 96 celle VLS standard. Le navi saranno inizialmente dotate di blocchi a 32 celle del sistema di lancio verticale Mark 41, con l'immagine concettuale dello scafo che mostra almeno tre di questi blocchi. Invece del blocco Mk 41, potranno essere inseriti anche lanciatori a grandi celle per missili ipersonici, dove i missili navali esistenti come RIM-174 Standard ERAM e BGM-109 Tomahawk potrebbero essere posizionati in quattro nel container più grande, sfruttando i miglioramenti di progettazione nel lanciatore a singola cella Mk 41 e nei lanciamissili TYPHON dell’US ARMY del programma Mid-Range Capability (MRC).



L'immagine concettuale mostra la nave che monta un cannone principale da 127 mm/62 Mark 45 Mod 4. 

Le versioni aggiornate della classe potranno incorporare armi a energia diretta, con laser che vanno da 150 a 600 kW. Un nuovo rendering rilasciato da Program Executive Office (PEO) Ships all'inizio di gennaio 2025 mostra il DDG(X) privo del cannone navale Mark 45 da 5 pollici.

IL MODELLO DI 240 tonn DI STAZZA denominato “Defiant USV-X1” POTREBBE ESSERE LA RIPRODUZIONE IN SCALA DEL DDG(X) IN FASE AVANZATA DI SVILUPPO

Una nave navale idrodinamica e parzialmente coperta è emersa di recente nello stato di Washington: è la Defiant, una nuova nave di superficie senza equipaggio di medie dimensioni (USV) progettata dalla chiglia verso l'alto per  operare senza equipaggio. 









Sviluppato nell’ambito del Programma No Manning Required Ship (NOMARS) della Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA), il Defiant potrebbe essere un importante trampolino di lancio per gli Stati Uniti. Le ambizioni della Marina di aggiungere USV più grandi e più capaci alle sue flotte e, quasi sicuramente, per mettere a punto il progetto definitivo del futuro DDG (X).
La DARPA ha confermato che la costruzione del Defiant, noto anche con il codice dello scafo USX-1, è stata completata all'inizio di questo mese. Come notato, le prime indicazioni che la nave fosse stata messa a mare provenivano dai residenti dello stato di Washington che l'hanno vista spinta da un rimorchiatore attraverso il Saratoga Passage a Puget Sound a nord di Seattle. Anche questa zona del Sound è a poche miglia dalla Stazione Aerea Navale (NAS) della Marina Whidbey Island. 
Il Defiant di 180 piedi di lunghezza e 240 tonnellate di stazza è ora pronto per "sottoposto a test approfonditi in acqua, sia in porto che in mare" ed "è previsto per una dimostrazione in mare di più mesi nella primavera del 2025", secondo la DARPA. Non è chiaro dove esattamente la nave sia attualmente attraccata. Serco Inc. è l'appaltatore principale per l'USV, che sta sviluppando dal 2020. La società ha ribadito che il core Defiant USV senza alcun sistema di missione aggiuntivo ha un prezzo di circa 25 milioni di dollari.
Le forze armate statunitensi hanno storicamente classificato navi senza equipaggio come Defiant con lunghezze inferiori a 200 piedi e dislocamenti inferiori alle 500 tonnellate, ma che sono più grandi di USV medi (MUSV). I grandi USV (LUSV) sono stati definiti come quelli lunghi fino a 300 piedi e che dislocano fino a 2.000 tonn.
Una foto di Defiant nel Puget Sound, così come immagini aggiuntive che la DARPA ha ora rilasciato, mostrano gran parte della nave letteralmente ancora sotto gli involucri. Tuttavia, la forma complessiva dello scafo, insieme all'albero al centro che sfoggia vari radar di navigazione commerciali e altre antenne, è in linea con i modelli e i rendering generati dal computer del design mostrato in passato. Un ulteriore albero più piccolo con più radar e altre antenne è presente anche sulla prua.
Altri dettagli sul Defiant così come esiste ora sono limitati. Requisiti del programma NOMARS DARPA rilasciata in passato richiedevano progetti in grado di operare in mare aperto di lunga durata con generazione di energia ibrida distribuita, propulsori a pod e batterie ad alta capacità, nonché un alto grado di efficienza idrodinamica.
Il programma NOMARS ha anche posto l'accento su un concetto chiamato "degradazione aggraziata" in cui "le singole apparecchiature falliscono nel tempo avendo sufficiente ridondanza a livello di sistema per soddisfare i requisiti di sistema completi a velocità di almeno 15 nodi dopo un anno in mare".
Come progettato, il Defiant utilizza ampi spazi aperti sulla parte superiore del suo ponte davanti e dietro il suo albero principale per carichi utili aggiuntivi. Sono stati mostrati modelli carichi con container di spedizione standard, che potrebbero contenere una serie di diversi sistemi di missione, nonché merci generali. L'azienda ha anche mostrato come l'USV potrebbe essere armato utilizzando quello che BAE Systems sta ora commercializzando come Adaptable Deck Launching System (ADL). L'ADL è un lanciatore angolato modulare progettato per lanciare missili dagli stessi contenitori utilizzati con il sistema di lancio verticale Mk 41 (VLS) che si trova su molte navi da guerra statunitensi ed estere. In quanto tali, gli ADL possono lanciare una varietà di missili terra-aria, antinave e di attacco terrestre, nonché razzi ASW.
L’USV Defiant, almeno inizialmente, è inteso principalmente come banco di prova per dimostrare la capacità di una tale nave di operare autonomamente per lunghi periodi senza che gli esseri umani siano mai a bordo, anche solo per monitorare i sistemi e fornire margini extra di sicurezza.
"Il programma NOMARS mira a sfidare il tradizionale modello di architettura navale, progettando una nave senza sistemi di missione da zero senza disposizioni, indennità o aspettative per gli esseri umani a bordo", afferma DARPA sul suo sito web. "Rimuovendo l'elemento umano da tutte le considerazioni sulla progettazione della nave, il programma intende dimostrare vantaggi significativi, tra cui: dimensioni, costi, affidabilità in mare, maggiore efficienza idrodinamica, sopravvivenza allo stato del mare e sopravvivenza alle azioni avversarie attraverso considerazioni stealth e resistenza alla manomissione".
L'anno scorso, la DARPA, in collaborazione con la US NAVY, ha condotto un test di successo di un sistema di rifornimento in mare sviluppato per sostenere la missione NOMARS. Due USV della Marina, il Ranger e il Mariner, che sono navi di supporto offshore convertite che mantengono la capacità di operare in modalità con equipaggio, sono stati utilizzati per dimostrare il sistema di rifornimento.
"Il rifornimento in mare (FAS) per gli USV presenta un problema che deve essere risolto poiché le attuali soluzioni FAS utilizzano il personale per gestire le linee e i tubi flessibili sulla piattaforma che viene rifornita", secondo un comunicato stampa DARPA pubblicato a dicembre. "Richiedere personale sull'USV per l'operazione aggiunge vincoli significativi alla progettazione e alle operazioni dell'USV, poiché la nave deve quindi essere progettata con considerazioni per la sicurezza degli esseri umani a bordo, anche se per un breve periodo di tempo. Può anche essere rischioso e talvolta pericoloso trasportare il personale su di un USV in mare agitato o vento forte.”
"Per il recente test, l’USV Ranger ha trasportato una stazione di ricezione rappresentativa del sistema che sarà sul NOMARS USV Defiant, e USV Mariner ha trasportato una 'mini-stazione' di rifornimento di rifornimento, progettata su misura dall'appaltatore principale NOMARS Serco Inc", ha aggiunto il comunicato. "Mentre c'era personale a bordo di entrambe le navi durante l'evento, nessuna persona è stata coinvolta nelle operazioni sul lato ricevente".
Tuttavia, Serco ha già lanciato attivamente Defiant come almeno un percorso per una serie di capacità operative, tra cui nuovi USV armati e quelli in grado di agire come piattaforme logistiche senza equipaggio. L'azienda ha già lavorato su di un concetto USV più ampio chiamato Dauntless sfruttando il lavoro svolto sotto NOMARS, che potrebbe essere armato con un massimo di quattro ADL, oltre a trasportare altri carichi utili.
Anche Defiant è stato progettato pensando alla facilità di produzione e Serco ha ribadito che gli USV potrebbero essere prodotti al di fuori dei cantieri navali tradizionali, anche tramite ferrovie, se necessario. Ciò potrebbe rendere il design, o le sue future varianti o suoi derivati, molto attraenti per la US NAVY. Ciò è arrivato tra preoccupazioni più ampie sulla capacità dei cantieri navali statunitensi, o sulla sua mancanza, per la costruzione di nuove navi navali e la manutenzione di quelle esistenti. L'industria cantieristica statunitense continua ad essere gravemente superata da quella della Cina comunista, l'attuale principale concorrente globale degli Stati Uniti, nonostante gli sforzi per ridurre il divario negli ultimi anni.
All'inizio di quest'anno, la Marina USA ha annunciato piani per semplificare la sua strategia di acquisizione USV per concentrarsi su progetti più piccoli, semplici e intercambiabili piuttosto che su quelli più grandi e squisiti. Il servizio aveva precedentemente lavorato per mettere in campo flotte distinte di MUSV e LUSV.
"I disegni esistono già e non dobbiamo specificarlo eccessivamente", il contrammiraglio William Daly, capo della divisione di guerra di superficie della Marina (N96), ha confermato al simposio annuale della Surface Navy Association a gennaio 2025. "Abbiamo anche avuto finanziamenti e sperimentazioni sufficienti fino ad oggi per sapere di cosa abbiamo bisogno".
“Molti dei carichi utili sono pronti e testati. I concetti di funzionamento si stanno coalizzando", ha aggiunto Daly. “Muoviamoci più velocemente. Questo è efficiente, questo è efficace e questo è scalabile.”
Il programma NOMARS della DARPA, soprattutto ora con l’USV Defiant che sta per partire per le sue prime attività in mare, sembra destinata ad essere un'altra parte importante del futuro navale senza equipaggio della marina statunitense e, sopratutto, per testare in mare le capacità marine del futuro DDG(X).





Ripensare la guerra, e il suo posto
nella cultura politica europea contemporanea,
è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti
a un disegno spezzato
senza nessuna strategia
per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali.
Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando
è che non bisogna arrendersi mai,
che la difesa della propria libertà
ha un costo
ma è il presupposto per perseguire ogni sogno,
ogni speranza, ogni scopo,
che le cose per cui vale la pena di vivere
sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, 
in quanto capace di autodeterminarsi,
vive finché è capace di lottare per la propria libertà: 
altrimenti cessa di esistere come popolo.
Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! 
Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti 
sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze 
per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: 
SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, 
devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante
poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”,
alcuni si sono abituati a darla per scontata:
una sorta di dono divino e non, 
un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità,
difendere la mia cultura,
conservare le mie tradizioni.
L’importante non è che accanto a me
ci sia un tripudio di fari,
ma che io faccia la mia parte,
donando quello che ho ricevuto dai miei AVI,
fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza
ai popoli che difendono la propria Patria!
Violenza e terrorismo sono il risultato
della mancanza di giustizia tra i popoli.
Per cui l'uomo di pace
si impegna a combattere tutto ciò 
che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori
affinché siano spezzate le catene
della violenza e dell’odio,
e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: 
fino a quando, Signore? Quando farai giustizia?
Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita 
e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, 
a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet:
“””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, SAFARI, Google, NavalNews, TWZ, Wikipedia, You Tube)









 

giovedì 30 novembre 2023

Voenno-morskoj flot o VMF (in russo Военно-морской флот): l'esistenza del nuovo drone, il cui nome in codice è “Klavesin-2R-PM”, fu resa nota con il rapporto annuale 2015 del Rubin Central Design Bureau of Marine Technology.






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Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia.

 


Il nuovo drone subacqueo russo, unico nel suo genere, è progettato specificamente per le acque dell’Artico; sono in fase di sviluppo anche una serie di veicoli subacquei senza equipaggio (UAV) per scopi sia di ricerca che militari.
La Voenno-morskoj flot o VMF (in russo Военно-морской флот) è la marina militare della Federazione Russa che, assieme alle Forze terrestri e alle Forze aerospaziali, compone le Forze armate del Paese euroasiatico dal 1992. A seguito della dissoluzione dell'Unione Sovietica, avvenuta nel 1991, ha ereditato gran parte del naviglio della Marina militare sovietica, suddiviso come quest'ultima, in cinque flotte: la Flotta del Nord, la Flotta del Pacifico, la Flotta del Mar Nero, la Flotta del Baltico e la Flottiglia del Caspio. Completano la struttura della Forza armata i corpi dell'Aviazione navale e delle Truppe costiere nonché le forze in distaccamento permanente quali il 5º squadrone Medio Oriente, con base a Tartus in Siria, e il futuro distaccamento in Sudan. Il lignaggio della marina russa viene fatto risalire alla Marina imperiale russa, istituita nell'ottobre 1696 dallo zar Pietro il Grande.
Profondamente segnata dalla dissoluzione dell'Unione Sovietica, la Marina ha sofferto un lungo periodo di stagnazione dovuto sia all'assenza di una strategia d'impiego sia di un apparato statale/governativo forte. La mancanza di fondi adeguati, infine, portò, dagli anni 1990 all'inizio degli anni duemila, alla cronica insufficiente manutenzione dei mezzi e alla scarsa formazione del personale, situazioni che contribuirono a un esteso stato di degrado e abbandono delle risorse a disposizione della Marina stessa. Nell'agosto 2014, il Ministro della difesa Sergej Šojgu confermò che le capacità navali russe sarebbero state rafforzate con nuove armi ed equipaggiamenti entro i successivi sei anni in risposta agli schieramenti della NATO nell'Europa orientale e ai recenti sviluppi in Ucraina e nel Mar Nero. Dal 2021 è in corso un ambizioso piano di ammodernamento delle unità navali della Forza armata già supportato negli anni precedenti da un consistente miglioramento delle condizioni di servizio dei coscritti e delle infrastrutture a loro disposizione e supportato attivamente dall'industria cantieristica domestica.




L'esistenza del nuovo drone, il cui nome in codice è Klavesin-2R-PM, fu resa nota con il rapporto annuale 2015 del Rubin Central Design Bureau of Marine Technology.

Nel rapporto sono elencati anche altri droni:
  • Completata la costruzione del veicolo subacqueo autonomo (AUV) "Yunona", progettato per lavori di ricerca/indagine a 1.000 metri; in fase di preparazione per i test di stato;
  • Inizio dei test iniziali del prototipo di AUV "Klavesin-2R-PM" presso il Centro scientifico statale di Krylov nel quarto trimestre del 2015; progettato per lavori di ricerca/indagine a 6.000m;
  • Inizio dei test iniziali del dispositivo "Vityaz", progettato per lavori di ricerca scientifica a profondità fino a 11.000 m;
  • Completato il lavoro relativo alla creazione di un sistema di perforazione geologica sottomarina a controllo remoto; progettato per operazioni artiche a 4.500 metri di profondità.
Rubin, una filiale della United Shipbuilding Corporation, è uno dei tre uffici russi per la progettazione di sottomarini militari e ha all'attivo i ben noti SSBN classe Yankee, Delta e Typhoon.
Due unità di Klavesin-2R-PM sono state costruite a San Pietroburgo, come ha riferito la TASS di recente. Parlando con l'agenzia di stampa, il direttore di Rubin Igor Villeneuve ha dichiarato che il nuovo drone ha "maggiore autonomia e profondità, oltre a funzioni di sorveglianza e ricerca".
Il Klavesin-2R-PM può immergersi fino a 6.000 metri ed è destinato alla ricerca e a operazioni militari segrete.
Secondo le informazioni pubblicate su di un blog, il nuovo drone subacqueo è lungo 6,5 metri, ha un diametro di 1 metro, pesa 3,7 tonnellate e ha un raggio di crociera massimo di 50 km dalla sua nave madre. La profondità massima di immersione è di circa 2.000 metri. La profondità del mare sotto il Polo Nord è di 4.261 metri, mentre la profondità media del Mare di Barents è di 230 metri.
Il predecessore del nuovo drone si è immerso nei fondali artici in diverse località, aiutando i ricercatori a raccogliere le prove che la dorsale di Lomonosov che attraversa il Polo Nord sarebbe una continuazione della piattaforma russa.
Oltre che per la ricerca geologica, i droni subacquei vengono chiaramente utilizzati anche per l'intelligence militare, anche se è raro trovare informazioni su tali navigazioni nelle acque artiche da fonti aperte. Tuttavia, non è un segreto che la Marina russa abbia grandi progetti per lo sviluppo di sottomarini senza equipaggio.
Intervistato dal quotidiano militare Krasnaya Zvezda (Stella Rossa) lo scorso anno, il capo progettista Igor Vilnitom del Rubin Design Bureau ha confermato la strategia:
..."una differenza importante tra la nuova generazione sarà l'uso estensivo di veicoli subacquei senza equipaggio", ha detto Vilnitom parlando delle future generazioni di sottomarini militari. 
Secondo le informazioni pubblicate da Izvestia il 7 settembre 2021, il Ministero della Difesa russo ha approvato un piano di test per il nuovo veicolo sottomarino senza pilota (UUV) Klavesin-2R-PM in Estremo Oriente, dopo essere stato precedentemente testato in Crimea. Il veicolo subacqueo senza pilota è progettato dal Rubin Central Marine Design Bureau.
Il Klavesin-2R-PM appartiene alla seconda generazione della famiglia di veicoli sottomarini senza pilota russi (UUV). È più grande del suo predecessore, il Klavesin-1. Quest'ultimo somigliava ad un siluro nell'aspetto e nelle dimensioni, ma il nuovo sviluppo sembra un sottomarino in miniatura lungo 7 m, largo 1 m, con una piccola sovrastruttura in cima. Viene lanciato dalla nave idrografica della flotta del Pacifico Gelovani.
La seconda versione del Klavesin pesa circa 4 tonnellate e può immergersi fino a una profondità di 6.000 metri. Dopo la separazione dalla nave madre, procede con il programma, ma l'operatore può affidargli nuovi compiti se necessario. Il raggio d'azione stimato è di 50 km. Il Clavesin-2 può trasportare un ampio set di apparecchiature come sonar, sensori elettromagnetici e videocamere.
Il “clavicembalo-2P-PM” (Клавесин-2Р-ПМ, chiamato anche klavesin-2P-PM usando la parola russa) UUV (veicolo subacqueo autonomo, AUV, in gergo russo) è uno dei programmi UUV più grandi e avanzati in Russia. Sarà trasportato da navi di superficie o sottomarini e potrebbe diventare una caratteristica standard dei sottomarini nucleari della Marina russa, conferendo loro una migliore capacità di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR).
È strettamente associato alle capacità sotto il ghiaccio dell'Artico, ma la famiglia degli UUV è stata impiegata anche nelle flotte del Pacifico e del Mar Nero, dove conduce test dal 2016. Nella regione della piattaforma artica i sistemi correlati sono stati suggeriti come parte di un progetto sistema di difesa perimetrale per operazioni pianificate di estrazione di idrocarburi nei fondali marini.
Secondo Igor Vilnit, direttore generale del Rubin Central Design Bureau, parlando ai media russi nel 2016, il "Clavicembalo" è un dispositivo a duplice uso che può essere utilizzato per scopi di ricognizione nell'interesse della Marina, o per condurre ricerche scientifiche sui fondali marini a grandi profondità.
Il 1° marzo 2018 il Ministero della Difesa russo ha pubblicato le immagini generate al computer del varo di un Harpsichord-2P-2M dal nuovo sottomarino ospite della missione speciale Pr.09852 Belgorod. 




L'AUV viene lanciato da un hangar bagnato sul retro del sottomarino, originariamente utilizzato per ospitare una boa di comunicazione trainata. Le immagini sono state in realtà utilizzate per la prima volta dal Rubin Design Bureau, che ha progettato sia il Harpsichord che il sottomarino Belgorod, nel 2016.
La sostituzione della boa di comunicazione potrebbe essere significativa. Se il sistema di boe è obsoleto, sarà stato sostituito con un altro sistema di comunicazione, l'hangar è disponibile per il “Klavesin-2R-PM” su tutti/la maggior parte dei sottomarini che in precedenza trasportavano la boa. Questi includono gli SSGN OSCAR-II e gli SSN AKULA.
Il “Klavesin-2R-PM” può trasportare una serie di sonar, inclusi sonar a scansione laterale, ed è in grado di mappare il fondale marino in grande dettaglio e localizzare oggetti come relitti e sistemi di sensori.

Specifiche: 
  • Lunghezza - 6,5 m;

  • Diametro - 1 m;

  • Peso in aria - circa 3.700 kg;

  • Portata: - circa 27 nm;

  • Profondità operativa: 6.000 m (secondo Rubin. Alcuni rapporti suggeriscono ~2.000 m).

Il “Klavesin-2R-PM” AUV può essere lanciato da navi di superficie della Marina russa come la nave da ricerca Pr.11982 Seliger.
Un'altra opzione è il trasporto in un container di spedizione standard da 12,2 m (40 piedi).

Il Harpsichord-2P-2M è un miglioramento iterativo dell'AUV Harpsichord-1R (Клавесин-1R) che si dice sia trasportato dal pr.09787 DELTA-IV STRETCH e dalle navi di superficie. Questo può immergersi fino a 2.000 metri e funzionare in modo autonomo. La Marina russa ha capacità uniche di guerra sottomarina progettate per operare su cavi sottomarini. Ciò potrebbe includere l’installazione di dispositivi di ascolto o, in casi estremi, l’interruzione della connessione. E le marine occidentali la stanno prendendo sul serio. In risposta a ciò, la Royal Navy ha recentemente annunciato che commissionerà una nave dedicata alla difesa dei cavi entro il 2024. Qual è quindi la forma della minaccia che è progettata per contrastare?
Quando si teme un'interruzione di Internet causata da un sabotaggio subacqueo, spesso si sente dire che le interruzioni sono piuttosto comuni. Le ancore delle barche possono impigliare i cavi e la riparazione è relativamente rapida. Ma queste sono in acque poco profonde perché una nave non può ancorare in mare aperto, è troppo profondo. Le capacità di guerra dei fondali marini russi, d’altro canto, possono facilmente raggiungere circa 1.000 metri (3.280 piedi) di profondità, e alcuni sistemi possono andare molto più in profondità.
La capacità della Russia di “guerra sui fondali marini” è incentrata sulla Direzione principale della ricerca sottomarina. Conosciuti negli ambienti della difesa con l'acronimo russo GUGI (Glavnoye Upravleniye Glubokovodnykh Issledovaniy), sono più formalmente indicati come Unità Militare 40056. Sono ampiamente sospettati di essere responsabili di qualcosa di più della semplice "ricerca". GUGI gestisce una grande base navale segreta chiamata Olenya Guba ("baia dei cervi") vicino alla famosa penisola di Kola nell'Artico russo. Tutte le funzionalità seguenti possono essere trovate lì.
Alcuni dei sottomarini più grandi del mondo non sono armati di missili balistici, ma in realtà sono sottomarini spia. La Russia ha una pratica consolidata di convertire i sottomarini per trasportare sotto la pancia speciali sommergibili nucleari per immersioni profonde, noti come AGS. I sottomarini ospitanti si basano su tipi già grandi, ma sono stati ampliati per accogliere l'AGS. Attualmente vengono utilizzati due sottomarini classe Delta convertiti, ma di recente si è unita a loro anche una conversione di un sottomarino nucleare Oscar-II ancora più grande, il Belgorod .
L'AGS può immergersi fino a circa 1.000 metri (3.280 piedi), forse più in profondità. Possono lavorare sul fondo del mare per diversi giorni consecutivi prima di attraccare nuovamente al sottomarino ospitante. Questa capacità è discreta e ha portata globale, anche sotto la calotta glaciale dove le navi regolari non possono avventurarsi.
L'AGS più famoso si chiama Losharik, dal nome di un cavallo dei cartoni animati composto da una serie di sfere. Questo fa riferimento alla sua insolita costruzione dello scafo in titanio. Il Losharik ha subito un grave incidente il 1 luglio 2019 e rimase fuori servizio. Ma si prevede che tornerà in servizio nei prossimi anni. Nel frattempo la Russia ne ha altri. Poche navi da "ricerca" hanno attirato tanta attenzione quanto la nave Yantar di GUGI. È sospettata di aver utilizzato veicoli telecomandati (ROV) e sommergibili con equipaggio tramite cavi Internet sottomarini. Inizialmente era facile da rintracciare perché era conforme alla norma delle navi da ricerca di trasmettere la posizione tramite AIS (sistema informativo automatizzato). Ma dall’anno scorso sembra che disattivi il suo AIS quando le fa comodo, un privilegio per le navi militari. Le vere capacità e la missione di Yantar probabilmente rimarranno ambigue, eppure lei opera nell'ombra, ai margini della ricerca scientifica legittima.
La Russia ha ora raggiunto l’Occidente in termini di droni sottomarini. Il tipo principale è il Klavesin 2P-PM che può immergersi fino a circa 2.000 metri (6.560 piedi), anche se alcune fonti suggeriscono anche più profonde. L'immersione più profonda tra i modelli correlati è il Vityaz-D che può raggiungere almeno 10.028 metri (32.900 piedi). Questo porta ovunque sul fondo del mare a portata di mano. Attualmente questi AUV sono principalmente destinati all'ispezione o alla raccolta di informazioni. Ma le aziende russe stanno lavorando su nuovi modelli con bracci manipolatori che potrebbero aumentare la loro minaccia per i cavi sottomarini.
Gli AUV sono generalmente trasportati dai sottomarini adibiti a missioni speciali classificate. Ma sono abbastanza piccoli da poter essere lanciati di nascosto da altre navi, comprese le navi mercantili. I tipi di immersioni più profonde tendono a viaggiare solo poche miglia lateralmente, quindi la nave di supporto potrebbe dover indugiare nelle vicinanze.
Non tutti i compiti richiedono il sottomarino per immersioni profonde Losharik, relativamente costoso. La Russia ha iniziato a utilizzare i suoi sottomarini di salvataggio per immersioni profonde per altri compiti sui fondali marini molti anni fa. Non erano adatti e nel 2005 uno di loro finì in guai seri e dovette essere salvato da una squadra della Royal Navy. Ma l’ultimo modello Bester è progettato pensando a questo duplice ruolo ed è pubblicizzato per le operazioni sui fondali marini. Come il Losharik, può essere trasportato sui giganteschi sottomarini che ospitano missioni speciali.
Il programma della Marina russa sui mammiferi marini è passato in gran parte all’attenzione fino a quando una balena Beluga addomesticata non è comparsa in Norvegia nell’aprile 2019. Tuttavia c’erano già segnali della sua crescente importanza. Alla fine del 2018 i mammiferi marini, probabilmente i delfini, sono stati impiegati nel conflitto in Siria. E un recinto per balene Beluga è stato spostato dalla sua sede abituale alla base principale del GUGI a Olenya Guba. Ciò associa il programma Beluga, e forse le foche e i delfini, a GUGI. Sebbene non confermato, è plausibile che le balene Beluga possano svolgere una ricognizione segreta delle infrastrutture sottomarine. Sono gli operatori furtivi per eccellenza e possono immergersi a una profondità di circa 1.000 metri (3.280 piedi).



Ripensare la guerra, e il suo posto
nella cultura politica europea contemporanea,
è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti
a un disegno spezzato
senza nessuna strategia
per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali.
Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando
è che non bisogna arrendersi mai,
che la difesa della propria libertà
ha un costo
ma è il presupposto per perseguire ogni sogno,
ogni speranza, ogni scopo,
che le cose per cui vale la pena di vivere
sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, 
in quanto capace di autodeterminarsi,
vive finché è capace di lottare per la propria libertà: 
altrimenti cessa di esistere come popolo.
Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! 
Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti 
sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze 
per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: 
SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, 
devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante
poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”,
alcuni si sono abituati a darla per scontata:
una sorta di dono divino e non, 
un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità,
difendere la mia cultura,
conservare le mie tradizioni.
L’importante non è che accanto a me
ci sia un tripudio di fari,
ma che io faccia la mia parte,
donando quello che ho ricevuto dai miei AVI,
fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza
ai popoli che difendono la propria Patria!
Signore, apri i nostri cuori
affinché siano spezzate le catene
della violenza e dell’odio,
e finalmente il male sia vinto dal bene…

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, Navyrecognition, HI SUTTON, Navalnews, Wikipedia, You Tube)