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venerdì 9 ottobre 2026

US NAVY 2029: in data 14 settembre 2026, la Electric Boat Division di General Dynamics ha completato il “VIRGINIA PAYLOAD MODULE (VPM)” per il lancio verticale di missili; il sistema è destinato all’SSGN-803 della classe VIRGINIA.





L'Arizona (SSGN-803), un sottomarino di classe Virginia Block V, sarà la quarta nave della Marina degli Stati Uniti a portare il nome dello stato dell'Arizona e la prima nave a portare tale nome dalla perdita dell'USS Arizona ( BB-39) durante l' attacco a Pearl Harbor il 7 dicembre 1941, che trascinò gli Stati Uniti nella seconda guerra mondiale.
Rispetto ai block I-IV dei sottomarini di classe Virginia, le unità del block V incorporeranno modifiche precedentemente introdotte al progetto di base, oltre a un modulo di carico utile Virginia (VPM). Il VPM inserisce un segmento nello scafo del sottomarino che aggiunge quattro tubi di lancio verticali. Ogni tubo consente il trasporto di sette missili d'attacco Tomahawk, aumentando l'armamento a un totale di 40 missili.
Il Dipartimento della Marina statunitense ha di recente confermato un passo decisivo per affinare il proprio vantaggio competitivo, riclassificando diciannove sottomarini della classe Virginia, originariamente progettati e dotati del modulo di carico utile Virginia (VPM), come sottomarini lanciamissili (SSGN). Questo cambiamento cruciale differenzia nettamente queste piattaforme avanzate dai tradizionali sottomarini d'attacco rapido di classe Virginia (SSN), segnando un balzo in avanti nelle capacità di combattimento sottomarino, nella potenza di fuoco e nella deterrenza globale.  
"Questa riclassificazione è un chiaro riconoscimento della maggiore letalità che il sistema VPM apporta al combattimento sottomarino", ha dichiarato il vice ammiraglio Rob Gaucher, direttore dei programmi per i sottomarini. "Questi SSGN equipaggiati con il sistema VPM garantiranno che la Marina continui a dominare il dominio sottomarino per i decenni a venire. Integrando questa ulteriore capacità di carico utile, saremo in grado di aumentare la potenza di fuoco per rassicurare i nostri alleati, scoraggiare l'aggressione, superare qualsiasi avversario e fornire ai comandanti della nostra flotta uno strumento di potenza nazionale incredibilmente versatile e di grande impatto.”

Questa decisione mette in luce le formidabili capacità dei più recenti mezzi sottomarini della Marina. 

Comprendendo le classi Virginia Block V e VI, queste piattaforme saranno dotate del VPM integrato, una modifica dello scafo che aumenta significativamente la lunghezza, incrementa la capacità di munizioni e offre una flessibilità di carico utile senza precedenti. Mettendo a disposizione della Flotta capacità di attacco di precisione a lungo raggio e ad alto volume, questi SSGN costituiranno un pilastro fondamentale per le operazioni marittime distribuite e per le operazioni belliche di alto livello. Pur mantenendo la nuova designazione SSGN, rimarranno parte integrante del prestigioso programma della classe Virginia. "La riclassificazione dei sottomarini equipaggiati con il modulo di carico utile Virginia come SSGN riflette accuratamente la straordinaria capacità di attacco, la flessibilità operativa e la portata globale che queste piattaforme apportano alla Flotta", ha dichiarato il Capo delle Operazioni Navali, Ammiraglio Daryl Caudle. 

"Questa transizione avviene in un momento importante, poiché l'USS Georgia, uno dei quattro sottomarini lanciamissili della classe Ohio della US NAVY, inizia il processo di disattivazione dopo oltre quarant'anni di servizio eccezionale". 

Il Georgia e le sue navi gemelle hanno dimostrato il valore duraturo della combinazione tra la furtività sottomarina e un'impareggiabile capacità di attacco clandestino. La prossima generazione di SSGN Virginia si basa su questa eredità, offrendo maggiore sopravvivenza, adattabilità e potenza di combattimento sostenuta. Questi sottomarini forniranno alla nostra Nazione un deterrente potente e persistente, amplieranno le opzioni per i nostri comandanti operativi e garantiranno che la Marina rimanga pronta a combattere e vincere ovunque e ogni volta che venga chiamata in causa.”

La prima piattaforma VPM (SSGN 803) dovrebbe essere consegnata nell'anno fiscale 2029, con consegne programmate fino all'anno fiscale 2038. 

Una volta operative, queste piattaforme altamente resistenti saranno impiegate dinamicamente in teatri operativi globali cruciali, garantendo una presenza avanzata costante, rafforzando la solida deterrenza delle alleanze e rimanendo pronte a proiettare una potenza di combattimento decisiva in qualsiasi momento.
"La Forza Sottomarina si distingue per la sua capacità di operare senza essere individuata e di colpire senza preavviso", ha dichiarato il Vice Ammiraglio Rick Seif, Comandante delle Forze Sottomarine. "Integrando capacità di attacco di precisione ad alto volume in queste piattaforme stealth, questi SSGN rappresentano il massimo strumento per le Operazioni Marittime Distribuite, fornendo ai nostri combattenti la schiacciante e flessibile potenza di fuoco necessaria per vincere in modo decisivo in qualsiasi teatro operativo."
I sottomarini di classe Virginia sono progettati per dominare un ampio spettro di missioni in alto mare e nelle acque costiere, tra cui la guerra antisommergibile, la guerra antinave, gli attacchi di precisione, la raccolta di informazioni, la guerra irregolare e la guerra di mine. Dotati di sensori all'avanguardia, di una capacità stealth senza pari e di un'automazione avanzata, questi SSGN riclassificati opereranno impunemente nelle acque contese, garantendo alla Marina degli Stati Uniti il mantenimento dell'assoluta supremazia sottomarina.






Il Virginia Payload Module (VPM)

E’ una sezione aggiuntiva dello scafo sviluppata per i sottomarini d'attacco della classe Virginia della U.S. Navy, progettata principalmente per incrementare di oltre tre volte la capacità di lancio verticale di missili. 
Il modulo è stato introdotto per compensare la perdita di volume di fuoco subacqueo derivante dal progressivo ritiro dal servizio dei vecchi sottomarini classe Ohio convertiti (SSGN). Nel mese di agosto 2026, proprio in virtù di questo massiccio incremento di armamenti, la Marina statunitense ha ufficialmente riclassificato i 19 battelli previsti con questa modifica da sottomarini d'attacco (SSN) a sottomarini nucleari lancia-missili da crociera (SSGN).

Caratteristiche Tecniche e Capacità di Fuoco:
  • Struttura del Modulo: Si tratta di una sezione dello scafo lunga circa 21-25 metri (70-84 piedi) inserita al centro del sommergibile. 
  • I tubi di lancio: Ospita 4 grandi pozzi di lancio verticali (canister) a largo diametro. 
  • Configurazione Tomahawk: Ciascuno dei 4 tubi del VPM può contenere 7 missili da crociera di tipo Tomahawk, per un totale di 28 missili aggiuntivi. 
  • Capacità complessiva: Sommando i 28 missili del modulo VPM ai 12 già ospitati nei due tubi prodieri (i Virginia Payload Tubes o VPT), un sottomarino equipaggiato con VPM arriva a una dotazione totale di 40 celle di lancio verticali. 

Versatilità del Carico e Armi Ipersoniche - Il sistema ad architettura aperta del VPM non serve solo per i Tomahawk, ma garantisce una notevole flessibilità operativa: 
  • Missili ipersonici CPS:  ogni tubo del VPM può essere configurato per alloggiare 3 missili ipersonici del programma Conventional Prompt Strike (capaci di superare Mach 5) al posto dei Tomahawk;
  • Droni subacquei:  i grandi tubi consentono il rilascio e il recupero di veicoli sottomarini senza equipaggio (Large Displacement Unmanned Undersea Vehicles);
  • Operazioni:  il modulo può supportare l'inserimento di attrezzature per le forze speciali (Navy SEALs) e sensori da posizionare sui fondali.
  • Stato del Programma: Aggiornato a fine 2026.


L'integrazione del VPM inizia formalmente con i sottomarini del Block V e proseguirà con i futuri esemplari del Block VI. A settembre 2026, i cantieri della General Dynamics Electric Boat hanno mostrato le prime immagini del primo modulo VPM interamente completato, destinato al futuro sottomarino USS Arizona (SSGN-803), che aprirà la strada a questa nuova generazione di incrociatori subacquei della U.S. Navy.



In data 14 settembre 2026 VPM è stato ripreso su di un pontone, presumibilmente all'inizio del trasferimento verso lo stabilimento di assemblaggio finale nei cantieri di Groton, nel Connecticut.
Come sopra evidenziato, l’ARIZONA sarà il primo sottomarino dell’US Navy ad essere equipaggiato con il sistema VLS VPM, pur essendo il secondo esemplare della serie Block V ad entrare in servizio, dopo l'OKLAHOMA (SSN-802). 

L’unità sottomarina è la prima di un totale di 19 battelli che saranno dotati di VPM, con 12 esemplari di Block V e 7 del futuro Block VI così configurati nel corso dei prossimi 2 decenni.
La costruzione del primo VPM completamente assemblato segna una pietra miliare fondamentale per ripristinare e garantire capacità di attacco in profondità per il Silent Service statunitense. Il nuovo sistema di lancio imbarcato sui sottomarini dei Block V e VI consentirà di incrementare di 3 volte le capacità di lancio verticale rispetto ai precedenti battelli della classe VIRGINIA: con 4 VPM, ciascun SSGN equipaggiato e con 7 celle verticali, ogni battello potrà complessivamente lanciare fino a 28 missili TOMAHAWK o simili. 


Inoltre, 2 moduli verticali di lancio prodieri (VIRGINIA PAYLOAD TUBE, VPT), ciascuno dei quali ospita 6 missili - la dotazione complessiva di celle verticali per l’ARIZONA e per i restanti battelli Block V e VI salirà a 40 lanciatori.
Ogni VPM potrà contenere 3 missili ipersonici Conventional Prompt Strike (CPS), sulla falsariga dei DDG della classe ZUMWALT in corso di conversione. 
Sino ad oggi, sui primi 4 sottomarini nucleari della classe OHIO, già trasformati negli anni 2000 per il lancio di un massimo di 154 missili da crociera TOMAHAWK, è concentrata la maggior parte delle capacità di deterrenza convenzionale della flotta subacquea della US NAVY. Nel momento in cui questi battelli, operativi da oltre 40 anni, verranno radiati, si verrà a creare un vuoto capacitivo oltre che operativo.

Gli SSGN classe VIRGINIA con i moduli VPM andranno a colmare questo divario, incrementando considerevolmente le capacità di deterrenza missilistica convenzionale su di un numero maggiore di piattaforme, più moderne nella sensoristica e nella stealthness. 

Ad oggi, sussistono forti incertezze sui tempi: l'ARIZONA e il resto delle unità Block V cominceranno presto ad essere consegnati all'US Navy, ma soltanto il primo modulo VPM è stato completato ed è in attesa di assemblaggio assieme agli altri compartimenti del nuovo SSGN.
E’ da tener presente che la diffusa presenza dei VPM sulle unità navali statunitensi incrementerà la flessibilità operativa dei sottomarini d'attacco dell’US Navy: potrà presto essere integrata anche una variante lanciata da sottomarino del missile antiradiazioni AARGM-ER.   Come numerose altre marine al mondo, si starebbe valutando la possibilità di dotare i sottomarini anche di capacità antiaeree tramite una variante specifica del NAVAL MODULAR MISSILE o futuro intercettore di nuova generazione dell’US Navy, che sarà destinato ad essere utilizzato dai VPT e dai VPM subacquei.


SSGN VIRGINIA Block V

Il Block V ha dodici sottomarini e può incorporare il Virginia Payload Module (VPM), che fornirebbe capacità di missili guidati quando gli SSGN saranno ritirati dal servizio.  Il Virginia Payload Module sarà incluso sui sottomarini del Blocco V a partire dal secondo sottomarino, l'SSN-803.  Si prevede che i sottomarini del Block V con VPM triplicheranno la capacità di bersagli costieri per ciascun sottomarino.  La costruzione dei primi due sottomarini di questo blocco avrebbe dovuto iniziare nel 2019, ma è stata posticipata al 2020, con i contratti per i materiali a lungo termine per l'SSN-802 e l'SSN-803 assegnati alla General Dynamics Electric Boat.  Alla HII Newport News Shipbuilding è stato assegnato un contratto per materiali a lungo termine per due sottomarini del Blocco V nel 2017, i primi del Block V per l'azienda. 
Il 2 dicembre 2019, la Marina ha annunciato un ordine per nove nuovi sottomarini di classe Virginia, otto Block V e uno Block IV, per un prezzo contrattuale totale di 22  miliardi di dollari con un'opzione per un decimo sottomarino.  È stato confermato che i sottomarini Block V avranno una lunghezza aumentata, da 377  piedi (115 m) a 460  piedi (140 m), e un dislocamento, da 7.800 tonnellate a 10.200 tonnellate. Ciò renderebbe il Block V il secondo sottomarino statunitense più lungo, dopo solo i sottomarini di classe Ohio (a 560  piedi; 170 m). 
Il 22 marzo 2021, la Marina degli Stati Uniti ha aggiunto il decimo sottomarino d'attacco della serie Block V di classe Virginia  k, emettendo un adeguamento di 2,4 miliardi di dollari sul contratto del dicembre 2019. Ciò porta il costo totale del contratto con l'appaltatore principale General Dynamics Electric Boat a 24,1  miliardi di dollari. L'aumento netto per il contratto è di 1,89  miliardi di dollari, secondo un comunicato di General Dynamics. Il cantiere navale Newport News Shipbuilding di Huntington Ingalls Industries è il partner del programma. 



SSGN VIRGINIA Block VI

Per l'anno fiscale 2025, la US NAVY ha annunciato l'acquisizione di tre sottomarini Block VI, con l'intenzione di acquisirne in totale da nove a dieci. La Marina ha assegnato alla General Dynamics Electric Boat un contratto a lungo termine da 1,3 miliardi di dollari per i materiali dei primi sottomarini di classe Virginia Block VI, con un futuro contratto pluriennale previsto tra il cantiere navale e la Marina. 
I sottomarini Block VI saranno il secondo gruppo di sottomarini d'attacco di classe Virginia a essere dotati del modulo di carico utile Virginia (VAP), che soddisferà il requisito della Marina per una piattaforma missilistica d'attacco terrestre su larga scala dopo che i quattro sottomarini lanciamissili di classe Ohio saranno dismessi entro il 2030. I sottomarini Block VI saranno dotati di sei VPM (Virginia Payload Module) Multiple All-up-round Canister (MAC) larghi 84 piedi, quattro al centro del sottomarino e due a prua, con ogni VPM contenente sette TLAM, il che darà al Block VI una capacità totale di oltre quaranta missili da crociera Tomahawk.  La Marina sta anche pianificando di equipaggiare i suoi sottomarini d'attacco, compresi alcuni dei VPM del Block VI, con il nuovo sistema missilistico ipersonico Conventional Prompt Strike a partire dal 2028.  La US NAVY ha affermato che avrebbe bisogno di venti sottomarini VPM per compensare la perdita di missili d'attacco quando gli Ohio saranno ritirati.  I miglioramenti progettuali del Block VI includono miglioramenti in termini di furtività, propulsione, armamenti e tecnologia specializzata per interagire con la colonna d'acqua dalla superficie al fondale marino, consentendo al Block VI di eseguire missioni di attacco terrestre, guerra antisommergibile e navale di superficie, supporto alle operazioni speciali e missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR). 
I sottomarini Block VI saranno inoltre equipaggiati con un tipo speciale di drone che può essere dispiegato dal sottomarino, collegato tramite un robusto cavo in fibra ottica, e interfacciarsi con le reti di comunicazione militari, consentendo al sottomarino di condividere i dati raccolti dal suo sonar e da altri sistemi acustici con nodi di comunicazione aerei, di superficie e terrestri.  Si prevede che almeno un sottomarino Block VI sarà una variante specializzata per la guerra dei fondali marini, progettata specificamente per lo spionaggio sottomarino e altre missioni speciali come il dispiegamento di squadre di operazioni speciali, e alla fine sostituirà il sottomarino di classe Seawolf USS Jimmy Carter .  Nel gennaio 2025 è stato annunciato che i primi tre sottomarini Block VI si sarebbero chiamati USS Potomac  , USS Norfolk  e USS Brooklyn  ; si prevede che il contratto per la costruzione del Potomac venga emesso nell'anno fiscale 2026 con consegna e messa in servizio nel 2034 o 2035.
Nel luglio 2026, la Marina ha assegnato un contratto da 76,6 miliardi di dollari che includeva nove sottomarini Block VI. Sei saranno consegnati da Huntington Ingalls - Newport News Shipbuilding e i restanti tre da General Dynamics Electric Boat, insieme a cinque sottomarini lanciamissili balistici di classe Columbia Build II.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, RID, Navymil, WIKIPEDIA, You Tube)
















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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.









IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.

Tutto…tranne l’amare.
































 

sabato 7 febbraio 2026

Il Vertical Launching System è un sistema di lancio dei missili impiegato dagli SSBN o dai sistemi di lancio delle unità navali da guerra per missili cruise, SAM, etc…








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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.







Il V.L.S. o Vertical Launching System è un sistema posizionato verticalmente idoneo al lancio di missili SRBM dai sottomarini o per i missili come i cruise Tomahawk o superficie aria (SAM) come gli Standard Missile dalle unità navali di superficie. Nei sottomarini questo sistema di lancio permette di trasportare più tipi di armi in aggiunta ai lanciasiluri. Questo tipo di lancio sia nei sottomarini che nelle navi consente di avere più armi pronte a far fuoco.
Sulle navi, l'adozione del sistema di lancio verticale ha comportato enormi vantaggi perché ha permesso di rimuovere la rampa singola o binata orientabile, recuperando molto spazio utile; inoltre, ha consentito una più razionale e compatta distribuzione delle armi, eliminando il deposito dei missili per la ricarica, e soprattutto ha permesso di aumentare la potenza di fuoco, avendo eliminato la fase di ricarica del lanciatore, favorendo così un'immediata disponibilità di tutti i missili necessari.

Funzionamento

Il sistema di lancio verticale prevede che i missili siano alloggiati in lunghi contenitori perpendicolari, chiamati celle, e raccolti in gruppi a forma di griglia generalmente posti a prua, al centro della nave, oppure a poppa; nel caso dei DDG-1000 anche lungo le fiancate.
Il lancio può essere effettuato con due modalità: a caldo oppure a freddo. Nei lanciatori con partenza a caldo, il missile accende il proprio motore quando è ancora nella cella, e viene espulso dalla potenza del getto caldo. Invece, nei lanciatori a freddo, un generatore di gas produce la pressione per espellere il missile fuori dalla celle, che accende il motore soltanto quando è all'esterno. I vantaggi del lancio a caldo risiedono nella semplicità ed efficacia del metodo, che richiede meno attrezzature ed è perciò notevolmente meno ingombrante, permettendo di alloggiare più dispositivi. D'altronde il metodo a freddo riduce i rischi di danneggiamenti provocati dalla vampata di calore del getto del missile, ma non elimina però la possibilità che vi sia un malfunzionamento nell'emissione dei gas con la conseguente esplosione del missile all'interno della cella.

Esempi di utilizzo

I VLS trovano posto nelle navi equipaggiate con sistemi Aegis come:
  • i cacciatorpediniere lanciamissili della US Navy classe Arleigh Burke;
  • gli incrociatori lanciamissili americani Ticonderoga;
  • i cacciatorpediniere lanciamissili giapponesi Kongo.

Trovano anche posto in navi non Aegis come:
  • i DDG della US Navy Spruance;
  • le fregate della Royal Navy Type 23 e 26;
  • le fregate australiane e neozelandesi tipo ANZAC;
  • le fregate tedesche Type 123, 124, 125 e 126;
  • la portaerei italiana Cavour e la LHD Trieste;
  • la portaerei francese Charles De Gaulle;
  • i DDG del programma Orizzonte;
  • le fregate del programma FREMM.

Tipi di VLS


VLS Sylver - FRANCIA

Il Sylver è un tipo di sistema di lancio verticale progettato dalla DCN per missili Aster 15/30 e che trova posto nella portaerei francese Charles de Gaulle, nella portaerei italiana "Cavour", la LHD Trieste, nelle unità Orizzonte e nelle FREMM. Un lanciatore Sylver, costituito da un modulo di 8 celle, occupa circa 6 metri quadrati.


Il lanciatore ha diverse versioni, ognuna distinta dall'altra per l'altezza:
  • La versione A-43 è stata sviluppata per il lancio di missili antiaerei a corto raggio superficie-aria; 
  • La versione A-50 è stata sviluppata per missili antiaerei a lungo raggio PAAMS;
  • La versione A-70 è stata sviluppata per missili a lungo raggio superficie-superficie Scalp Naval. La sigla numerica si riferisce alla lunghezza del missile in decimetri: ad esempio la sigla A-70 indica una lunghezza di 7 metri.




VLS GWS-26 Sea Wolf - GRAN BRETAGNA

Il GWS-26 System, per i missili Sea Wolf, è un tipo di VLS ampiamente utilizzato dalla Royal Navy. 
GWS 26 Mod 1 VL Sea Wolf: è la versione standard con missile guidato per il lancio verticale, introdotta nel 1989. E’ una versione dotata di un nuovo computer di controllo del fuoco F2420 e di un radar di controllo del fuoco tipo 911. Invece di un lanciatore puntato sul bersaglio dal sistema di controllo del fuoco, il VL Sea Wolf utilizza un sistema di lancio verticale (VLS). I missili vengono lanciati verticalmente da un motore ausiliario Cadiz e da un pacchetto di rotazione, per liberare la sovrastruttura della nave e vengono rapidamente orientati sulla loro traiettoria di volo tramite la spinta vettoriale. Il motore ausiliario, che aumenta anche la gittata del VL Sea Wolf da 6,5 km (4,0 mi) a 10 km (6,2 mi), si separa poi dal missile, che prosegue il volo per ingaggiare il bersaglio.


Missile Sea Wolf con sezione booster aggiuntiva: questo missile viene lanciato verticalmente e puntato nella direzione del bersaglio utilizzando il sistema di spinta vettoriale. Una versione Block 2 di questo missile è stata introdotta nel 2005. Questa utilizza alcuni componenti elettronici più recenti, utilizzati anche nel missile ASRAAM.  Il GWS-26 Sea Wolf utilizza un sistema di lancio verticale a 32 celle in servizio nel Regno Unito. Alcune navi costruite per l'esportazione sono dotate di un lanciatore a 16 celle.
Il radar di controllo del tiro Type 911 è dotato sia di un radar in banda I che di uno in banda K. È presente anche una telecamera, che nel tempo è stata aggiornata all'infrarosso. Al momento dell'introduzione nel 1989, venne utilizzato il computer di controllo del tiro F2420, sostituito da un'elettronica più moderna nell'aggiornamento di metà vita del 2008.




VLS Mk 41 - STATI UNITI

Il più diffuso dei VLS statunitensi è il modello Mk 41 che è adatto per missili come Sea Sparrow, ESSM, Standard SM-2, e RUM-139 VL-ASROC. 


Inoltre può ospitare anche i missili antibalistici SM-3 e i polivalenti SM-6. Un altro impiego frequente è come lanciatore imbarcato del missile cruise RGM-109 Tomahawk.

VLS Mk 48 - STATI UNITI

Il lanciatore verticale Mk 48 è una versione derivata dal precedente Mk 41, al quale sono state applicate alcune modifiche e semplificazioni per renderlo più leggero.


A differenza dell'Mk 41, non è necessario che l'Mk 48 sia incassato nella struttura della nave, e montato internamente, perché è studiato appositamente per essere installato esternamente sul ponte della nave.


VLS MK 57 - STATI UNITI

Il sistema di lancio verticale Mk 57 / VLS è un'evoluzione del Mk-41 VLS. A differenza del Mk 41, il Mk 57 è progettato per essere installato sulle fiancate della nave invece che in depositi centralizzati. Sviluppato dalla Raytheon, garantisce la retrocompatibilità con i missili esistenti, consentendo al contempo l'utilizzo di nuovi missili con propulsione e carico utile notevolmente aumentati. 


Pur consentendo l'uso di missili leggermente più grandi rispetto all’Mk 41, il miglioramento principale del Mk 57 è il suo sistema di gestione dei gas di scarico, in grado di adattarsi a nuovi modelli di missili con una portata del motore a razzo fino al 45% superiore a quella dell’Mk 41. L'esclusiva geometria simmetrica del sistema di gestione dei gas a forma di U facilita l'uscita dei gas, riducendo al minimo il flusso nelle celle di controllo e il flusso inverso nella cella attiva. Un altro vantaggio è l'eliminazione del sistema di raffreddamento ad acqua, utilizzato per raffreddare il contenitore del missile nel caso in cui i bulloni di fissaggio del missile non si sgancino dopo l'accensione del motore a razzo. L'eliminazione del sistema di raffreddamento ad acqua riduce significativamente la manutenzione e il personale necessario e protegge dall’umidità accidentale il missile.




VLS  3S-14 ( 3С14 ) - RUSSIA

Il lanciamissili 3S-14 (russo: 3С14), noto anche come UKSK (russo: Универсальный Корабельный Стрельбовый Комплекс, romanizzato: Universal'nyy Korabel'nyy Strel'bovyy Kompleks, lett . ' Universal Shipborne Launching Complex '), è un sistema di lancio verticale in servizio con la Marina russa.


Il sistema esiste in varianti container e senza container che differiscono nei requisiti della nave su cui è installato.  La versione angolata 3S-14PE montata sul ponte è proposta per l'esportazione.
Può lanciare i seguenti tipi di missili:
  • Missili Kalibr - Missile da crociera SS-N-30, missile antinave SS-N-27;
  • Missili da crociera Tsirkon;
  • Missili antinave P-800 Oniks;
  • Missile antisommergibile Novator 91R;
  • Alcune fonti segnalano il potenziale utilizzo di missili terra-aria (SAM) nell'UKSK-M.
Il sistema è installato su:
  • Fregata classe Gepard, 
  • progetto 22350 classe fregata Admiral Gorshkov, 
  • progetto 11356 fregata classe Admiral Grigorovich 
  • cacciatorpediniere classe Udaloy modernizzato, il maresciallo Shaposhnikov
  • Incrociatore da battaglia modernizzato di classe Kirov, l'Ammiraglio Nakhimov.


VLS  GJB 5860-2006 ( 国家军用标准 ) CINA POPOLARE

Il sistema VLS GJB 5860-2006 (cinese: 国家军用标准 5860-2006; pinyin: Guójiā Jūnyòng Biāozhǔn 5860-2006; lett. "Standard militare nazionale 5860-2006") è uno standard tecnico militare cinese che descrive un sistema di lancio verticale idoneo per tutti i tipi di missili a bordo di navi da combattimento di superficie. 




Le celle hanno una sezione trasversale quadrata con lati di 850 millimetri (33 pollici) e possono essere profonde 9 m (30 piedi), 7 m (23 piedi) o 3,3 m (11 piedi). Ogni cella trasporta un missile; la cella più corta può trasportare quattro missili. Sono supportati lanci a caldo e a freddo; il lancio a caldo utilizza l'approccio di lancio a canister concentrico (CCL) con prese d'aria di scarico all'interno di ogni cella di lancio. 
Si ritiene che la prima implementazione operativa sia il VLS a bordo del cacciatorpediniere Type 052D della Marina dell'Esercito Popolare di Liberazione.


VLS MiDLAS (Milli Dikey Atım Lançer Sistem) - TURCHIA

Il MiDLAS (acronimo di Milli Dikey Atım Lançer Sistemi; in italiano: Sistema di lancio verticale nazionale) è un sistema di lancio verticale (VLS) sviluppato e prodotto dall'appaltatore della difesa turco Roketsan per la Marina turca. È progettato per immagazzinare e lanciare una varietà di missili guidati, inclusi missili terra-aria, terra-superficie e ASW da unità navali combattenti di superficie e potenzialmente sottomarini.  


Il sistema è stato sviluppato come alternativa nazionale al VLS americano Mark 41 a seguito di restrizioni all'esportazione. È stato integrato per la prima volta nel TCG  Istanbul  (F-515), la nave capoclasse delle fregate ISTANBUL. Il sistema VLS è offerto anche per l'esportazione. 
Lo sviluppo del MIDLAS iniziò a garantire l'indipendenza delle capacità di attacco della Marina turca. Mentre le corvette di classe Ada erano progettate senza un sistema di lancio verticale, il successivo programma di fregate di classe Istanbul inizialmente prevedeva di utilizzare il VLS Mk. 41 di fabbricazione statunitense. Tuttavia, a seguito dell'imposizione delle sanzioni CAATSA da parte degli Stati Uniti alla Turchia nel 2020, l'approvvigionamento dell’ Mk. 41 è stato limitato.  In risposta, Roketsan ha accelerato lo sviluppo di un lanciatore nazionale in grado di interfacciarsi con il sistema di gestione del combattimento ADVENT di progettazione turca.
Primo test a terra: il 3 dicembre 2022, la Roketsan ha condotto con successo il primo test a fuoco del sistema da un banco di prova a terra utilizzando un missile Hisar-O. 
Prima prova in mare: il 12 marzo 2024, il sistema è stato testato con successo a bordo del TCG  İstanbul  (F-515), sparando un missile Hisar-D navalizzato. 
Prima intercettazione: nell'agosto 2025, il sistema ha intercettato con successo un drone bersaglio Banshee Jet 80+ utilizzando un missile RF Hisar-D lanciato da TCG İstanbul. 
Il VLS MiDLAS è un sistema di lancio modulare sottocoperta caratterizzato da un'architettura aperta che consente l'integrazione di vari tipi di missili. Utilizza un metodo di stoccaggio basato su contenitori, in cui i missili vengono caricati in singole celle. Il sistema è progettato per supportare sia la tecnica del "lancio a caldo" (in cui il missile si accende all'interno della cella) sia quella del "lancio a freddo" (in cui il missile viene espulso dal gas prima dell'accensione), sebbene le integrazioni attuali utilizzino principalmente il lancio a caldo.  Il sistema comunica con il sistema di gestione del combattimento della nave tramite Ethernet, in particolare il sistema ADVENT abilitato alla rete della Marina turca. 
Roketsan produce il MIDLAS in due configurazioni verticali principali, insieme a varianti a cella singola per un'implementazione flessibile:
  • Versione tattica: progettata per la difesa aerea a medio raggio e per missili antinave; Altezza: 6,7 metri; Peso: 15.000 kg (per modulo da 8 celle); Missili compatibili: Hisar-D , Atmaca , Siper Block 1-D.
  • Versione Strike: progettata per missili da crociera di difesa aerea a lungo raggio e di attacco terrestre; Altezza: 8,0 metri; Peso: 18.000 kg (per modulo da 8 celle); Missili compatibili: Siper Block 2-D , missile da crociera Gezgin. 
  • Un modulo standard è costituito da 8 celle con un ingombro di circa 6 metri quadrati. Il sistema supporta il "quad-packing", consentendo potenzialmente di trasportare fino a 32 missili più piccoli in un modulo da 8 celle. 
  • Il MIDLAS è progettato per essere compatibile con un'ampia gamma di missili turchi indigeni: Hisar-D RF: missile di difesa aerea a medio raggio (versione navale di Hisar-O+). Siper Block 1-D : Missile terra-aria a lungo raggio (gittata: 100+ km).  Siper Block 2-D: missile terra-aria a lungo raggio (oltre 150 km). Atmaca: missile da crociera antinave.
  • Gezgin: missile da crociera pianificato per attacchi terrestri. Tayfun : missile balistico a corto raggio (progettato per l'integrazione in sottomarini o grandi navi da combattimento di superficie). 



VLS K-VLS  - 한국형 수직발사체계 - COREA DEL SUD

Il sistema di lancio verticale coreano (KVLS; coreano:  한국형 수직발사체계 ; Hanja: 韓國型垂直發射體系), o K-VLS è un sistema di lancio verticale a caldo sviluppato dalla Corea del Sud per essere schierato dalla Marina della Repubblica di Corea. È utilizzato nel cacciatorpediniere di classe Sejong the Great, nel sottomarino KSS-III, e dovrebbe essere aggiunto alla fregata di classe Daegu. Il K-VLS può schierare il missile di difesa aerea Cheongung (KM-SAM), il missile di difesa aerea Haegung (K-SAAM), il missile antisommergibile K745A1 Red Shark, l'Haeseong-II, i missili da crociera da attacco terrestre Hyunmoo-3  e persino gli SLBM.  


Con il termine K-VLS si possono indicare tre sistemi:
  • Il "K-VLS" è paragonabile per dimensioni e ruolo al VLS Mk. 41 a lunghezza d'attacco. È disponibile in moduli da 8 celle di dimensioni pari a 3,165 m × 2,076 m × 7,7 m;
  • Il "K-VLS Compact" è specializzato per il missile terra-aria K-SAAM . È disponibile in moduli da 4 celle, con dimensioni di 2,9 m × 2,6 m × 4,9 m (lunghezza-larghezza-altezza). Il suo ruolo può essere paragonato al VLS Mk. 48/56 per il missile terra-aria RIM-162 ESSM;
  • I sottomarini di classe Dosan Ahn Changho utilizzano un K-VLS con dimensioni del modulo diverse da entrambe le versioni. Presumibilmente si tratta di una variante distinta, paragonabile per ruolo al Mk 45 statunitense;
  • Una versione più recente chiamata KVLS-II è stata presentata nel 2021. È disponibile in moduli da 4 celle, con dimensioni di 3,0 m × 2,4 m × 9,8 m (LWH); 
  • Un sistema di dimensioni maggiori con una maggiore capacità di gestione dei gas di scarico, il suo ruolo è paragonabile al VLS Mk 57 statunitense. 

Come già detto, un sistema di lancio verticale (VLS) è un sistema avanzato per il contenimento e il lancio di missili su piattaforme navali mobili, come navi di superficie e sottomarini. 


Ogni sistema di lancio verticale è costituito da diverse celle, che possono contenere uno o più missili pronti per il lancio. In genere, ogni cella può contenere diversi tipi di missili, consentendo alla nave la flessibilità di caricare il set migliore per ogni determinata missione. Inoltre, quando vengono sviluppati nuovi missili, questi vengono in genere adattati ai sistemi di lancio verticale esistenti di quella nazione, consentendo alle navi esistenti di utilizzare nuovi tipi di missili senza costose rilavorazioni. Quando viene impartito il comando, il missile vola dritto verso l'alto abbastanza lontano da superare la cella e la nave, quindi vira sulla rotta desiderata.
Un VLS consente alle unità combattenti di superficie di avere un numero maggiore di armi pronte al fuoco in qualsiasi momento rispetto ai vecchi sistemi di lancio come i lanciatori mono-braccio Mark 13 e bibraccio Mark 26, alimentati da un caricatore posteriore sotto il ponte principale. Oltre a una maggiore potenza di fuoco, il VLS è molto più tollerante ai danni e affidabile rispetto ai sistemi precedenti e ha una sezione trasversale radar (RCS) inferiore. La Marina degli Stati Uniti ora si affida esclusivamente al VLS per i suoi cacciatorpediniere e incrociatori lanciamissili.
Il VLS più diffuso al mondo è il Mark 41, sviluppato dalla US NAVY. Più di 11.000 celle missilistiche VLS Mark 41 sono state consegnate, o sono in ordine, per l'utilizzo su 186 navi di 19 classi di navi, in 11 marine in tutto il mondo. Questo sistema attualmente è in servizio presso la Marina degli Stati Uniti e presso le marine australiana, danese, olandese, tedesca, giapponese, norvegese, sudcoreana, spagnola e turca, mentre altre come la Marina greca hanno preferito il sistema simile Mark 48. Il 3S-14 VLS è stato sviluppato in Russia ed è utilizzato nei sistemi TEL basati sia in mare che a terra, come il sistema missilistico S-400.  Il sistema di lancio verticale MiDLAS è un sistema turco prodotto da Roketsan.
Il sistema avanzato Mark 57 VLS è utilizzato sul cacciatorpediniere classe Zumwalt. I sistemi più datati Mark 13 e Mark 26 rimangono in servizio su navi vendute ad altri paesi come Taiwan e Polonia.
Se installato su di un sottomarino d'attacco a propulsione nucleare, un VLS consente di schierare un numero e una varietà di armi maggiori rispetto all'utilizzo dei soli tubi lanciasiluri.

Elenco dei VLS

VLS con molteplici tipi di capacità di lancio di missili:
  • 3S-14 (Russia)
  • GJB 5860-2006 (Cina)
  • Sistema di lancio verticale coreano (Corea del Sud)
  • Sistema di lancio verticale Mark 41 (USA)
  • Sistema di lancio verticale Mark 48 (USA)
  • Sistema di lancio verticale Mark 57 (USA)
  • Sistema di lancio verticale MiDLAS (Turchia)
  • Sistema di lancio verticale Sylver (Francia)
  • HY-VLS (Taiwan).

VLS realizzato per un solo modello di missile o famiglia di missili:
  • Sistema di lancio verticale GWS 26 (Regno Unito)
  • Sistema di lancio verticale GWS 35 (Regno Unito).

Tipi di lancio

Un sistema di lancio verticale può essere "a caldo", in cui il missile si accende nella cella, o "a freddo", in cui il missile viene espulso dal gas prodotto da un generatore di gas esterno al missile stesso, per poi accendersi. "Freddo" significa relativamente freddo rispetto ai gas di scarico del motore del razzo. Un sistema di lancio a caldo non richiede un meccanismo di espulsione, ma richiede un modo per smaltire i gas di scarico e il calore del missile mentre lascia la cella. Se il missile si accende in una cella priva di meccanismo di espulsione, la cella deve resistere all'enorme calore generato senza accendere i missili nelle celle adiacenti.

Lancio a caldo

Un vantaggio di un sistema di lancio a caldo è che il missile si spinge fuori dalla cella di lancio utilizzando il proprio motore, eliminando la necessità di un sistema separato per espellere il missile dal tubo di lancio. Questo rende potenzialmente un sistema di lancio a caldo relativamente leggero, piccolo ed economico da sviluppare e produrre, soprattutto se progettato per missili più piccoli. Un potenziale svantaggio è che un missile malfunzionante potrebbe distruggere il tubo di lancio. I VLS americani per navi di superficie hanno celle missilistiche disposte a griglia con un coperchio per cella e sono sistemi di "lancio a caldo". Il motore si accende all'interno della cella durante il lancio e quindi richiede un sistema di scarico dei gas di scarico del razzo. Francia, Italia e Gran Bretagna utilizzano un sistema di lancio a caldo simile, il Sylver, nel PAAMS.

Lancio a freddo

Il vantaggio del sistema di lancio a freddo risiede nella sua sicurezza: in caso di malfunzionamento del motore di un missile durante il lancio, il sistema di lancio a freddo può espellere il missile, riducendo o eliminando la minaccia. Per questo motivo, i VLS russi sono spesso progettati con un'inclinazione tale che un missile malfunzionante atterri in acqua anziché sul ponte della nave. Con l'aumentare delle dimensioni del missile, i vantaggi del lancio a espulsione aumentano. Oltre una certa dimensione, un razzo vettore non può essere innescato in sicurezza all'interno dei confini dello scafo di una nave. La maggior parte dei moderni missili balistici intercontinentali e dei missili balistici lanciati da sottomarini sono lanciati a freddo. La Russia produce sia sistemi a griglia che una configurazione a revolver con più di un missile per coperchio per il suo sistema di lancio a freddo. La Russia utilizza un sistema di lancio a freddo anche per alcuni dei suoi sistemi missilistici a lancio verticale, ad esempio il sistema missilistico Tor.
La famiglia di missili Common Anti-Air Modular Missile (CAMM) del Regno Unito utilizza un sistema di lancio a freddo simile, denominato "lancio verticale morbido", e ne promuove attivamente i vantaggi. Il lancio morbido fornisce al missile una velocità di intercettazione ridotta, consentendo ingaggi a corto raggio, riduce la traccia di homing infrarosso della nave e l'oscuramento della visibilità, mantenendo la nave in efflusso per diversi minuti; e, in particolare, l'assenza di efflusso caldo e la riduzione dello stress sulla struttura della nave consentono una scelta molto più ampia di sistemi di lancio, come il più leggero lanciatore "Mushroom Farm", pur consentendo l'installazione nel più pesante Mark 41 in una configurazione quadrupla o doppia (due o quattro missili per cella), un'opzione costosa ma più efficiente in termini di spazio. 

Lancio concentrico dal contenitore

Alcune navi da guerra della Marina dell'Esercito Popolare di Liberazione cinese utilizzano un sistema di lancio a canister concentrico (CCL) che può essere lanciato utilizzando metodi sia caldi che freddi nel modulo cellulare, a bordo del cacciatorpediniere Tipo 052D e del cacciatorpediniere Tipo 055.  Il sistema di lancio universale è offerto per l'esportazione.
Le navi cinesi più vecchie utilizzano un sistema di lancio singolo: i cacciatorpediniere di tipo 052C utilizzano un sistema di lancio a freddo, mentre le fregate di tipo 054A utilizzano un sistema di lancio a caldo. 

Altre piattaforme

I lanciatori trasportatori-erettori sono veicoli terrestri, su ruote o cingolati, per il lancio di missili terra-aria e terra-superficie. Nella maggior parte dei sistemi, i missili vengono trasportati in una configurazione orizzontale fuori batteria: per poter sparare, il veicolo deve fermarsi e il tubo di trasporto/lancio deve essere sollevato in posizione verticale prima del lancio.
La BAE Systems ha depositato brevetti relativi all'uso di missili a lancio verticale da aerei passeggeri modificati.
BAE Systems Land & Armaments sta portando avanti la produzione di contenitori che ospitano l'ampia varietà di missili lanciati dal sistema di lancio verticale (VLS) Mk 41, il lanciatore sottocoperta a bordo di tutti i DDG classe Arleigh Burke e dei CCG classe Ticonderoga. Il VLS Mk 41 è installato su circa 180 navi di 26 classi in 13 marine militari.
Per la Marina degli Stati Uniti, il Mk 41 progettato dalla Lockheed Martin può lanciare ogni tipo di missile da guerra aerea e d'attacco imbarcato: i missili antiaerei SM-2 Blocks 3A/B e SM-6; il missile a lancio verticale antisommergibile (ASRoc); il missile da crociera Tomahawk e il missile antinave a lungo raggio (LRASM) e il missile balistico di difesa SM-3.
Ogni cella Mk 41 contiene contenitori di protezione per il trasporto costruiti dalla BAE, i cosiddetti "contenitori". La maggior parte dei missili è alloggiata in contenitori individuali che vengono caricati nelle celle. La maggior parte delle celle contiene un singolo contenitore, ma i missili più piccoli possono essere "imballati in quattro". Quattro missili Evolved Seasparrow, ad esempio, possono essere alloggiati in un contenitore Mk 25 sviluppato dalla BAE, che occupa una singola cella. Le celle sono raggruppate in moduli, in genere otto celle per modulo.
Lockheed ha sviluppato due tipi di modulo: un modulo d'attacco lungo 25 piedi per i missili Tomahawk, LRASM e SM-3 BMD; e un modulo tattico lungo 22 piedi per altre armi.
Il numero di moduli varia a seconda del tipo di nave. I DDG Flight I e II (numeri di scafo 51–78) hanno 90 celle, 29 a prua e 61 a poppa. Le navi Flight IIA (79–124 più 127) e le nuove Flight III (125, 126 e 128 in poi) avranno 32 celle a prua e 64 a poppa, per un totale di 96. Le Ticonderoga sono dotate di 61 celle sia nei lanciatori di prua che di poppa. Anche il cacciatorpediniere di nuova generazione (ora accantonati) della US NAVY, noti come DDG(X), prevedeva l’Mk 41. Le due fregate classe Constellation avranno 32 celle Mk 41.
I tre cacciatorpediniere classe Zumwalt (DDG-1000) sono dotati del sistema di lancio periferico verticale (PVLS) Mk 57, sviluppato dalla Raytheon. L’Mk 57 è configurato con moduli a quattro celle ed è integrato nella periferia dello scafo anziché all'interno come il Mk 41. Il VLS Mk 57 può lanciare gli stessi missili dell’Mk 41, oltre a missili più grandi e pesanti.
Le celle di entrambi i tipi sono protette da portelli di coperta che si aprono per il lancio dei missili. Al momento del lancio, i gas di scarico vengono espulsi verticalmente dalle celle. L’Mk 57 ha un sistema di scarico migliorato.
Nel febbraio 2020, BAE si è aggiudicata un contratto con la US NAVY del valore di circa 24 milioni di dollari per la produzione, il supporto, la ristrutturazione, la riparazione e la fornitura di pezzi di ricambio per i contenitori. Successivamente, la Marina USA ha finanziato ulteriori lavori sui contenitori e fondi per le vendite militari all'estero per Giappone, Australia, Norvegia, Paesi Bassi, Turchia e Cile. Nel marzo 2021, la US NAVY ha acquistato altri contenitori da BAE per le sue navi e per le marine coreana, spagnola, australiana e turca.
BAE ha inoltre vinto un premio della Marina Militare statunitense nel maggio 2021 per fungere da agente di progettazione meccanica per l'Mk 41. E nel luglio 2023, l'azienda ha ricevuto un premio di 37 milioni di dollari dall'Ordnance Technology Consortium del Dipartimento della Difesa per la progettazione di un sistema di lancio missilistico Seasparrow di nuova generazione (NGELS). L'azienda afferma che "sosterrà il NATO Seasparrow Program Office nella progettazione e fornitura di prototipi di sistemi di lancio da ponte". L'NGELS sarà un lanciatore ad angolo fisso montato sul ponte, basato sull'Adaptable Deck Launcher dell'azienda e che incorporerà la tecnologia del quadruplo Mk 25.
Lockheed Martin sta ora sviluppando la tecnologia Mk 41 per mettere a punto un lanciatore monocellulare che manterrebbe la forma del quadruplo Mk 25. Il sistema monocellulare sarà destinato all'uso sui pattugliatori e altre piccole unità navali.









IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, Seaforces, WIKIPEDIA, You Tube)