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giovedì 18 giugno 2026

ESERCITO ITALIANO 2028: l’MBDA “Fulgur” è un sistema di difesa aerea a corto raggio spalleggiabile. Lo statunitense FIM-92 Stinger, all’inizio del 2020, era giunto alla fine del suo ciclo di vita operativo nelle Forze Armate italiane. In seguito all'invasione russa dell'Ucraina (su vasta scala nel 2022), con la moltiplicazione delle minacce aeree con diversi tipi di droni, l'Italia ha ritenuto improcrastinabile l’avvio di un programma di potenziamento delle difese missilistiche individuali.








 

https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.





Il Fulgur è un sistema di difesa aerea a corto raggio sviluppato da MBDA per l'Esercito Italiano. Il FIM-92 Stinger si stava avvicinando alla fine del suo ciclo di vita operativo nelle Forze Armate italiane all'inizio degli anni 2020. L'Italia stava valutando un successore. In seguito all'invasione russa dell'Ucraina (su vasta scala nel 2022), con la moltiplicazione delle minacce aeree con diversi tipi di droni, l'Italia ha ritenuto necessaria una grande quantità di sistemi e ha avviato un programma in collaborazione con MBDA. 
Nel 2024, al Farnborough Air Show, MBDA ha svelato un nuovo MANPADS, un programma chiamato "VSHORAD" (difesa aerea a corto raggio). 





Un modello del missile è stato presentato con la seguente descrizione: 
  • missile supersonico;
  • Intercettore spara e dimentica;
  • Sistema di ricerca sofisticato dotato di funzionalità di elaborazione delle immagini;
  • Obiettivi: Combattenti - Elicotteri - piccoli droni;
  • Da integrare sui veicoli attuali e futuri, con torrette automatizzate (una torretta Leonardo per il VLTM 2);
  • Leggero e adatto alle truppe anfibie e paracadutiste;
  • Capacità in qualsiasi condizione atmosferica;
  • Integrazione con il sistema SkyWarden C-UAS.

Al Salone Internazionale dell'Aeronautica e dello Spazio di Parigi nel giugno 2025, MBDA e l'Esercito Italiano hanno firmato un contratto per lo sviluppo del missile denominato "Fulgur". 
MBDA risulta aver già sottoscritto un contratto di sviluppo per dotare l’Esercito Italiano di un sistema di difesa aerea a cortissimo raggio VSHORAD (Very-Short Range Air defence). L’annuncio del contratto è avvenuto durante il salone di Le Bourget 2025, occasione in cui MBDA ha anche svelato il nome del missile, FULGUR - al centro del sistema - sviluppato in risposta a un requisito operativo urgente dell’EI.
Fulgur è un intercettore spalleggiabile, supersonico, fire and forget, utilizzabile in tutte le condizioni atmosferiche, di giorno e di notte. È dotato di un seeker con capacità di elaborazione delle immagini e in grado di contrastare una gamma di minacce che include droni di piccole dimensioni, elicotteri e caccia. Le sue caratteristiche e prestazioni sono pienamente conformi agli standard NATO. 

La prima consegna del missile e del lanciatore spalleggiabile è prevista per l’inizio del 2028.




Il Fulgur sarà inoltre integrato nello SKY WARDEN, cioè il sistema di punta di MBDA, modulare, scalabile ed evolvibile, per contrastare i sistemi aerei senza pilota (C-UAS). 

Capitalizzando il know-how di MBDA nella progettazione e nello sviluppo di sistemi di difesa aerea, il nuovo missile contribuirà a rafforzare l’offerta dell’azienda per una capacità di difesa aerea multilivello europea: dal cortissimo raggio, fino alla futura difesa antibalistica e anti ipersonica.
Grazie alla sua trasportabilità a spalla, FULGUR offrirà un vantaggio tattico anche quando montato su veicoli militari. Il missile è progettato per essere facilmente integrabile sui veicoli attuali, come il VTLM2 di IDV con torretta Leonardo, su blindati 8x8 e piattaforme corazzate o futuri veicoli dotati di torrette automatizzate. 

Il missile Fulgur può anche essere lanciato in volo ed è adatto per l'integrazione sui nuovi elicotteri da ricognizione e attacco Leonardo AH-249 FENICE.



Lorenzo Mariani, Executive Group Director Sales & Business Development MBDA, ha dichiarato: “Siamo davvero orgogliosi di supportare l’Esercito Italiano e offrire ai futuri clienti export una soluzione a cortissimo raggio, che si integra in sistemi di difesa aerea multi livello. Il Fulgur completa l'offerta di MBDA nel segmento VSHORAD e darà all’Europa intera una capacità a cortissimo raggio totalmente autonoma e tecnologicamente sovrana in grado di evolversi anche in un sistema aria-aria, utilizzabile su ala rotante, grazie alla flessibilità e alla facilità d’ integrazione che lo caratterizza”.
Al Salone aeronautico di Le Bourget, modelli in scala 1:1 di FULGUR sono esposti sullo stand MBDA e nell’area statica di Leonardo, accanto all'elicottero AH-249.
Di recente sono state svelate ulteriori caratteristiche ed è stato fissato un obiettivo per la sua introduzione per l'inizio del 2028.

Progettazione e produzione

Si prevede una capacità produttiva di almeno 1.000 missili all’anno; la catena di approvvigionamento e l'assemblaggio avverranno nel seguente modo:
  • il motore a razzo sarà fornito da AvioAero;
  • il sensore verrà progettato e prodotto da MBDA Italia presso lo stabilimento di Fusaro;
  • la testata esplosiva deve essere fornita da una terza parte. Se il fornitore sarà europeo, si potrebbero selezionare;
  • l'assemblaggio verrà effettuato internamente, ma la sede non è ancora stata selezionata.

Finora MBDA e l'Esercito Italiano hanno menzionato alcune varianti:
  • un MANPADS ;
  • una torretta Leonardo; 
  • sistema MBDA SkyWarden C-UAS. 
  • possibilità di integrare il missile sull'elicottero d'attacco AH-249 FENICE. 

Operatori futuri
  • Italia: Contratto di sviluppo firmato nel giugno 2025.







IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, MBDA, WIKIPEDIA, You Tube)

























 

martedì 26 maggio 2026

GUERRA RUSSIA - UCRAINA 2026: tra il 23 e il 24 maggio 2026 la Russia ha lanciato un inutile quanto spettacolare e massiccio attacco missilistico contro i sobborghi di Kiev di IRBM Oreshnik (“Орешник”), cruise Kh-101 e ISKANDER-K, KALIBR, missili balistici ISKANDER-M/S-400, ipersonici ZIRCON e KINZHAL.











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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.








Tra il 23 e il 24 maggio la Russia ha lanciato un inutile quanto spettacolare e massiccio attacco missilistico contro i sobborghi di Kiev.







Il missile Oreshnik ("Орешник", l'albero "nocciòlo") è un IRBM russo caratterizzato dalla una velocità considerata superiore a Mach 10 (12250 km/h; 7610 mph; 3,403 km/s).





L'Oreshnik è stato utilizzato in combattimento il 21 novembre 2024, colpendo nei pressi della città ucraina di Dnipro. Il missile trasporta un veicolo di rientro multiplo a bersaglio indipendente, precedentemente utilizzato esclusivamente da armi nucleari, dotato di sei testate, ciascuna contenente submunizioni. Queste ultime sono state descritte come altamente difficili da intercettare, sebbene i moderni intercettori di missili balistici siano progettati per contrastare armi di questo tipo. La vice portavoce del Pentagono Sabrina Singh ha identificato l'Oreshnik come una variante dell'IRBM RS-26 Rubezh.
Si ritiene che l'Oreshnik derivi dall'RS -26 Rubezh IRBM, che è stato testato cinque volte ma non è mai entrato in servizio. Secondo gli esperti, l'Oreshnik ha probabilmente uno stadio di spinta in meno rispetto al RS-26, riducendone la gittata. Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato il 1° agosto 2025 che l'Oreshnik era entrato in produzione e in servizio e che il primo lotto era stato consegnato alle truppe russe. L'intelligence statunitense ha valutato (grazie ai dati di combustione) che l'Oreshnik è un RS-26 secondo Jeffrey Lewis del Middlebury Institute of International Studies di Monterey, che a sua volta valuta con discreta sicurezza che l'Oreshnik è probabilmente una variante RS-26 a due stadi. Inoltre, i veicoli di supporto al combattimento per l'RS-26 e l'Oreshnik sono gli stessi.
L'Oreshnik vide il suo primo utilizzo operativo confermato il 21 novembre 2024, durante la guerra russo-ucraina. Il missile fu impiegato in un attacco alla struttura ucraina PA Pivdenmash a Dnipro. Inizialmente, i rapporti ucraini ipotizzarono che l'attacco coinvolgesse un missile balistico intercontinentale; tuttavia, valutazioni successive identificarono l'Oreshnik come l'arma utilizzata. Il missile fu lanciato dall'Oblast di Astrakhan, probabilmente dal campo di addestramento di Kapustin Yar.
Secondo quanto riferito, trasportava un carico utile multiplo di veicolo di rientro indipendente (MIRV), come suggerito da filmati non verificati. Analisi successive indicarono che l'attacco potrebbe non aver coinvolto esplosivi ed era potenzialmente inteso come una dimostrazione politica. Secondo alti funzionari ucraini, il missile era equipaggiato con testate "fittizie" prive di esplosivi, spingendo gli esperti statunitensi a descrivere l'azione come un "modo costoso per non causare così tanta distruzione".
Il lancio sembra essere stato condotto con una traiettoria ad altitudine elevata. Testimoni oculari hanno riferito che l'attacco del 21 novembre a Dnipro, che includeva l'attacco di Oreshnik, ha innescato esplosioni durate fino a tre ore. Un direttore del Centro per gli studi strategici e internazionali ha affermato che le testate di Oreshnik, anche inerti, possono causare "molti danni" a causa dell'energia cinetica creata dalla loro velocità ipersonica. Le immagini satellitari hanno successivamente rivelato danni minimi ai tetti degli edifici di Pivdenmash e al vicino settore privato.
Il 31 ottobre 2025, l'HUR, l'SBU e le Forze Armate ucraine hanno affermato di aver distrutto un sistema missilistico russo Oreshnik presso il sito di test di Kapustin Yar, lasciandone operativi due. L'ora esatta dell'operazione e le modalità della sua esecuzione non sono state specificate. Il 9 gennaio 2026 il missile è stato utilizzato per colpire un bersaglio nell'oblast' di Leopoli; per diversi giorni la stampa internazionale ha riportato che aveva colpito il deposito di gas di Bilche-Volitsko-Uhersky nei pressi di Stryj, tuttavia il 12 gennaio autorità Russe hanno ufficialmente indicato che aveva colpito lo stabilimento statale di riparazione aeronautica di Leopoli, ubicato nella periferia sud-ovest di Leopoli.
Il carico utile MIRV del missile lo distingue dagli altri missili con capacità nucleare utilizzati contro l'Ucraina, rendendolo eccezionalmente difficile da intercettare per l'Ucraina con le sue attuali difese, secondo un direttore del Center for Strategic and International Studies (CSIS). Gli analisti militari ucraini hanno affermato che l'Oreshnik viaggia attraverso l' alta atmosfera, non rilevato dai sistemi di difesa aerea dell'Ucraina. Questa capacità rende l'intercettazione di fatto impossibile da parte dei sistemi di difesa missilistica dell'Ucraina; sebbene i moderni intercettori non presenti in Ucraina, come l'Arrow 3 di Israele e l' SM-3 Block 2A degli Stati Uniti, siano specificamente progettati per sconfiggere questo tipo di minaccia.
Funzionari statunitensi hanno osservato che l'Oreshnik rimane sperimentale nonostante le sue caratteristiche avanzate. Sebbene Putin abbia enfatizzato le affermazioni sulla natura sperimentale del sistema e sulla sua capacità ipersonica, secondo diversi esperti militari, l'arma è in realtà un'applicazione di vecchia tecnologia utilizzata per molti anni nei missili balistici intercontinentali. Secondo l'esperto di non proliferazione Dr. Jeffrey Lewis, nessuna delle tecnologie dell'Oreshnik è nuova o rappresenta un cambiamento radicale nel modo in cui vengono sviluppate le armi convenzionali; piuttosto, si tratta di "una serie di vecchie tecnologie che sono state assemblate con nuove modalità". Un esperto di difesa dell'Università di Oslo ha suggerito che il missile probabilmente è dotato di non più del 10% di nuovi componenti. Si ritiene che la Russia possieda solo un numero limitato di unità, rendendo improbabile un dispiegamento regolare contro l'Ucraina.
Gli esperti hanno notato che la precisione dell'Oreshnik, come dimostrato nel filmato dell'attacco al Dnipro, è sufficiente per trasportare un carico nucleare ma non per uno convenzionale. Secondo William Alberque dell'Henry L. Stimson Center, "Se la Russia sta lavorando su un MIRV con un CEP convenzionale, noi non l'abbiamo mai visto." Altri esperti hanno notato che i problemi di precisione delle testate dell'Oreshnik potrebbero essere mitigati utilizzando submunizioni.
Gli esperti suggeriscono che Putin abbia lanciato un missile su Dnipro come forma di intimidazione nucleare, a seguito di un tentativo fallito di stabilire "linee rosse" volte a scoraggiare gli attacchi missilistici ucraini sul territorio russo con i mezzi forniti dagli Stati Uniti. Diversi organi di stampa e personaggi pubblici hanno interpretato l'attacco del 21 novembre con un nuovo missile come una forma di ricatto nucleare. Ad esempio, The Economist ha pubblicato un articolo intitolato "Vladimir Putin lancia un nuovo missile per amplificare le sue minacce nucleari", Allo stesso modo, l' Institute for the Study of War sostiene che Putin abbia collegato retoricamente l'attacco Oreshnik del 21 novembre alle capacità nucleari della Russia per dissuadere le nazioni occidentali dal continuare il loro sostegno all’Ucraina.
L'esperto di politica nucleare russa Maksim Starchak ha suggerito che lo scopo principale dell'uso del missile non fosse la distruzione militare, ma la pressione psicologica. Ritiene che l'attacco fosse inteso a spaventare i cittadini europei affinché facessero pressione sui loro governi per l'accoglimento delle richieste della Russia. Secondo Meduza, l'intento del Cremlino potrebbe essere stato quello di instillare la paura di un'escalation del conflitto con la Russia nella futura amministrazione statunitense, influenzandone così le azioni politiche.
Secondo il Moscow Times, l'attacco missilistico a medio raggio faceva parte di una campagna di propaganda orchestrata da apparati militari e servizi segreti russi per intimidire la leadership e le popolazioni occidentali. L'operazione sarebbe stata una risposta al permesso concesso all'Ucraina di utilizzare missili a lungo raggio contro obiettivi russi, con l'obiettivo finale di costringere l'Occidente a cedere alle richieste di Mosca.
L'esperto militare Mathieu Boulegue di Chatham House (Regno Unito) ha affermato che, sebbene il missile Oreshnik non alteri le dinamiche sul campo di battaglia, serve efficacemente allo scopo del Cremlino di intimidire l'opinione pubblica occidentale. Analogamente, James J. Townsend, ricercatore senior presso il Center for a New American Security, ha interpretato il dispiegamento del missile come espressione di irritazione della Russia per l'uso di missili a lungo raggio di produzione occidentale da parte dell'Ucraina. Townsend lo ha anche descritto come un messaggio all'Ucraina e al presidente entrante degli Stati Uniti, Donald Trump, a indicare che la Russia rimane impegnata a perseguire i suoi obiettivi indipendentemente dal sostegno occidentale all'Ucraina.
Alla fine di agosto 2025, le immagini satellitari di Planet Labs hanno mostrato ciò che gli analisti hanno interpretato come la preparazione di un sito di lancio di Oreshnik in Bielorussia circa 60 km (37 mi) a sud di Minsk. Su un ex sito delle Forze Missilistiche Strategiche, un'area più grande di 2 km² (0,77 mi²) è stata ripulita da ordigni inesplosi e sono state costruite un certo numero di nuove strutture. Il 18 dicembre 2025, il presidente bielorusso Alexander Lukashenko ha dichiarato che il sistema missilistico Oreshnik era arrivato in Bielorussia il giorno prima e stava entrando in servizio. Lo stesso giorno, il capo di stato maggiore delle forze armate russe Valery Gerasimov ha dichiarato che la Russia aveva equipaggiato una brigata con i missili nel 2025.
Nel dicembre 2025, il ministro della Difesa bielorusso Viktor Khrenin ha affermato che queste azioni erano "la nostra risposta" alle "azioni aggressive" dell'Occidente. Ci sono piani per schierare i sistemi missilistici Typhon statunitensi in Germania nel 2026. Il 26 dicembre, Jeffrey Lewis e Decker Eveleth hanno pubblicato un'analisi in cui hanno concluso con il 90% di certezza che i lanciatori mobili Oreshnik erano presenti o stavano per essere schierati nel sito. Il 30 dicembre 2025, il Ministero della Difesa russo ha riferito che i missili Oreshnik di stanza in Bielorussia sono stati messi in servizio di combattimento e ha pubblicato un video a riguardo.

I Russi avrebbero lanciato oltre 90 missili e 600 droni verso Kiev e il relativo Oblast e altre aree del Paese con 4 morti e oltre 83 feriti.
L’attacco ha visto l’impiego di un arsenale missilistico straordinariamente diversificato, con circa:
  • 20 missili da crociera aviolanciati Kh-101;
  • circa 30 missili da crociera ISKANDER-K;
  • 18 missili cruise KALIBR;
  • circa 30 missili balistici ISKANDER-M/S-400;
  • 6 missili ipersonici ZIRCON;
  • 5 aerobalistici KINZHAL, lancianti in volo da MiG-31K;
  • 1 missile balistico a raggio intermedio (IRBM) ORESHNIK.

Le difese aeree ucraine hanno intercettato almeno 24 missili e abbattuto o soppresso elettronicamente circa 549 droni.
Come noto, il raid sarebbe iniziato intorno alle 23:30 ora italiana con 3 missili aerobalistici KINZHAL scagliati contro la base aerea di Starokostyantyniv. Verso mezzanotte è partito l’attacco verso la capitale Kiev, con 10 missili balistici ISKANDER-M e un IRBM ORESHNIK diretto su Bila Tserkva (Kiev); dai video si notano le 6 testate MIRV erano equipaggiate con 6 submunizioni ciascuna. Solo 4 ISKANDER-M sarebbero stati intercettati dalle difese ucraine. Verso l’01:00, altri 2 KINZHAL hanno colpito di nuovo la base di Starokostyantyniv, oltre a 18 missili cruise KALIBR. Alcuni missili hanno colpito l'Oblast di Kirovohrad e altri hanno colpito Kiev intorno alle 02:00. Verso le 02:00, altri 2 - 3 ISKANDER-M sono stati lanciati sulla capitale; dalla Crimea sono stati lanciati 4 missili ipersonici ZIRCON verso Kiev. Dopo le 02:00 sono giunti sull’ucraina 20 missili cruise aviolanciati Kh-101; alle 02:30 hanno colpito 10-12 missili cruise ISKANDER-K.  I cruise Kh-101 e gli ISKANDER-K sono giunti sui bersagli a partire dalle 02:30-02:50, con una decina di impatti. Inoltre, alcuni ISKANDER-M hanno colpito in contemporanea la città di Dnipro. Lo sconsiderato attacco è continuato con altri ISKANDER-K lanciati su Kiev gìrino alle 04:30 ora italiana.
Diversi attacchi hanno causato danni anche su obiettivi militari nell’Oblast di Khmelnytskyi, Kirovohrad, Zhytomyr, Odessa, Poltava e Dnipropetrovsk.
La capitale Kiev è stata l’obiettivo principale dell’attacco: l’ufficio distrettuale dello SBU di Podil, la zona industriale di Darnytska, alcuni stabilimenti industriali, un business Park, un supermercato, gli edifici del Consiglio dei Ministri, del Ministero degli Affari Esteri, alcune ambasciate ed edifici delle Nazioni Unite, vari edifici residenziali commerciali e di intrattenimento nelle zone centrali della città.
L’area intorno alla stazione della metropolitana Lukianivska e il vicino stabilimento di produzione di armamenti Artem è stata interessata di un fumo persistente e alcune testimonianze hanno confermato danni alle banchine della metropolitana usate come rifugio dalla popolazione civile.

L’IRBM ORESHNIK munito di testate convenzionali è al terzo impiego in guerra

In tutti i casi di impiego dell’ORESHNIK, la Russia pre-notifica agli Stati Uniti attraverso i canali di riduzione del rischio nucleare; l’Ambasciata USA subito dopo emette un avvertimento, in quanto, con i suoi oltre 5.500 km di gittata e la sua configurazione MIRV, ogni lancio di un missile ORESHNIK potrebbe innescare una malaugurata escalation, ben oltre l’Ucraina.

E’ evidente il significato non tanto nascosto dell’utilizzo di tale arma strategica:
  • Dimostrazione di capacità verso gli alleati europei all’Ucraina;
  • Test operativi in condizioni reali utile a fornire dati tecnici e di dispersione impossibili da raccogliere su poligoni di tiro;
  • Pressione psicologica che dovrebbe provocare a lungo andare ore di allerta, evacuazioni di massa, paralisi economica. Ad ogni buon conto, ad oggi nessun effetto distruttivo sul morale ucraino ancora si è registrato, e agli annunci statunitensi di un imminente lancio di missili ORESHNIK, nessun effetto terrore si è verificato, e anzi l’irrilevanza dei danni che puntualmente si rileva quasi suscita senso del ridicolo fra la popolazione ucraina e anche fra qualche blogger russo.
L’analisi tecnica dei rottami dei precedenti 2 impieghi di ORESHNIK ha rivelato una realtà tragicomica per la tecnologia russa: l’utilizzo della anacronistica tecnologia a valvole dell’epoca di Gagarin, giroscopi analogici, schede con componenti di fine decennio scorso (?!).
E’ probabile che l’utilizzo di alcuni sottosistemi con componenti analogici datati, sia dovuto a una maggiore resistenza agli impulsi elettromagnetici (EMP): transistor e chip moderni sono altamente vulnerabili all’EMP, mentre le vecchie valvole termoioniche lo sono molto meno. 
E comunque certo che nessuno in Europa è in grado di difendersi dai MIRV contenuti in vario numero nella testata di un missile balistico IRBM.
“Mala tempora currunt”!

Sfide di accuratezza

Gli esperti hanno notato che la precisione di Oreshnik, come dimostrato dalle immagini dell'attacco al Dnipro, è sufficiente per trasportare un carico utile nucleare, ma non per uno convenzionale. Secondo William Alberque dell'Henry L. Stimson Center, "Se la Russia sta lavorando a un MIRV con un CEP convenzionale, non l'abbiamo mai visto". Altri esperti hanno osservato che le preoccupazioni sulla precisione delle testate di Oreshnik potrebbero essere mitigate dall'uso di submunizioni. 

Campagna di intimidazione

Gli esperti suggeriscono che Putin abbia lanciato un missile contro Dnipro come forma di intimidazione nucleare,  in seguito a un tentativo fallito di stabilire "linee rosse" volte a dissuadere gli attacchi missilistici forniti dagli Stati Uniti sul territorio russo. Diversi organi di stampa e personaggi pubblici hanno interpretato l'attacco del 21 novembre con un nuovo missile come una forma di ricatto nucleare. Ad esempio, The Economist ha pubblicato un articolo intitolato "Vladimir Putin lancia un nuovo missile per amplificare le sue minacce nucleari", e l' Istituto per lo Studio della Guerra sostiene che Putin abbia collegato retoricamente l'attacco di Oreshnik del 21 novembre alle capacità nucleari della Russia per dissuadere le nazioni occidentali dal continuare il loro sostegno all'Ucraina. 
L'esperto russo di politica nucleare Maksim Starchak ha suggerito che lo scopo principale dell'uso del missile non fosse il danno militare, bensì la pressione psicologica. Egli ritiene che l'attacco fosse inteso a spaventare i residenti europei affinché facessero pressione sui loro governi affinché si conformassero alle richieste della Russia. Secondo Meduza, l'intento del Cremlino potrebbe essere stato quello di instillare nella nuova amministrazione statunitense la paura di un'escalation del conflitto con la Russia, influenzandone così le politiche. 
Secondo il Moscow Times, l'attacco missilistico a medio raggio faceva parte di una campagna di propaganda orchestrata dai servizi militari e di intelligence russi per intimidire la leadership e le popolazioni occidentali. L'operazione sarebbe stata una risposta al permesso concesso all'Ucraina di utilizzare missili a lungo raggio contro obiettivi russi, con l'obiettivo finale di costringere l'Occidente a cedere alle richieste di Mosca. 
L'esperto militare Mathieu Boulegue di Chatham House (Regno Unito) ha affermato che, sebbene il missile Oreshnik non alteri le dinamiche sul campo di battaglia, serve efficacemente allo scopo del Cremlino di intimidire il pubblico occidentale. Allo stesso modo, James J. Townsend, ricercatore senior presso il Center for a New American Security , ha interpretato il dispiegamento del missile come espressione di insoddisfazione da parte della Russia per l'uso di missili a lungo raggio di produzione occidentale da parte dell'Ucraina. Townsend lo ha anche descritto come un messaggio all'Ucraina e al presidente degli Stati Uniti entrante Donald Trump, a segnalare che la Russia rimane impegnata a perseguire i suoi obiettivi indipendentemente dal sostegno occidentale all'Ucraina. 

Implementazione

Alla fine di agosto 2025, le immagini satellitari di Planet Labs hanno mostrato ciò che gli analisti hanno interpretato come la preparazione di un sito di lancio Oreshnik in Bielorussia, a circa 60 km a sud di Minsk. Su un ex sito delle Forze missilistiche strategiche, un'area più grande di 2 km² era stata bonificata da ordigni inesplosi ed erano state erette diverse nuove strutture.  Il 18 dicembre 2025, il presidente bielorusso Alexander Lukashenko ha dichiarato che il sistema missilistico Oreshnik era arrivato in Bielorussia il giorno prima ed era entrato in servizio di combattimento.  Lo stesso giorno, il capo di stato maggiore delle forze armate russe, Valery Gerasimov, ha dichiarato che la Russia aveva equipaggiato una brigata con i missili nel 2025. 
Nel dicembre 2025, il ministro della Difesa bielorusso Viktor Khrenin ha affermato che i piani erano "la nostra risposta" alle "azioni aggressive" dell'Occidente. Sono previsti piani per il dispiegamento di sistemi missilistici Typhon statunitensi in Germania nel 2026.  Il 26 dicembre, Jeffrey Lewis e Decker Eveleth hanno pubblicato un'analisi in cui hanno concluso con il 90% di certezza che i lanciatori mobili Oreshnik erano presenti o stavano per essere dispiegati nel sito.  Il 30 dicembre 2025, il Ministero della Difesa russo ha riferito che i missili Oreshnik di stanza in Bielorussia sono stati messi in servizio di combattimento e ha pubblicato un video pertinente. 








IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, RID, WIKIPEDIA, You Tube)


















 

 

venerdì 24 aprile 2026

United States Marine Corps - USAF 2027: il nuovo missile "ibrido" RED WOLF, sviluppato da L3Harris Technologies nell’ambito del programma PASM “Precision Attack Strike Munition” è stato recentemente adottato anche dall'USAF.













https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.












Il nuovo missile "ibrido" RED WOLF, sviluppato da L3Harris Technologies nell’ambito del programma PASM (Precision Attack Strike Munition) del United States Marine Corps - è stato recentemente adottato anche dall'USAF.  Il Comando dei sistemi aerei navali degli Stati Uniti aveva selezionato L3Harris Technologies per lo sviluppo dei veicoli Red Wolf destinati all'iniziativa Precision Attack Strike Munition del Corpo dei Marines. Questa selezione mira a potenziare le capacità di fuoco di precisione a lungo raggio, essenziali per la guerra moderna.




L3Harris Technologies, Inc.

E’ un'azienda tecnologica statunitense, appaltatrice nel settore della difesa e fornitrice di servizi di tecnologia dell'informazione, che produce prodotti per sistemi di comando e controllo, apparecchiature wireless, radio tattiche, sistemi avionici ed elettronici, apparecchiature per la visione notturna, sistemi e prodotti di intelligence, sorveglianza e ricognizione (C3ISR), sistemi oceanici, strumentazione, prodotti di navigazione, dispositivi e servizi di addestramento e antenne terrestri e spaziali per l'uso nei settori governativo, della difesa e commerciale.
La società è stata formata dalla fusione di L3 Technologies e Harris Corporation il 29 giugno 2019, che l'ha resa il sesto appaltatore della difesa più grande degli Stati Uniti.
Nel 2026, L3Harris era organizzata in tre segmenti di business: Space & Mission Systems, Communications and Spectrum Dominance e Missile Solutions. Era guidata da un consiglio di amministrazione composto da 13 membri, tra cui il presidente e CEO Chris Kubasik.
Space and Mission Systems è specializzata in missioni spaziali, carichi utili e sensori per la navigazione satellitare, ISR, meteorologia e difesa missilistica; sistemi di terra per il comando e controllo spaziale e il tracciamento; reti ottiche e wireless per la consapevolezza situazionale e la gestione del traffico aereo ; avionica per la difesa; e contromisure di guerra elettronica ; sistemi di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR) e di intelligence dei segnali; sistemi elettrici ed elettronici per uso marittimo; sistemi elettro-ottici, inclusi sistemi a infrarossi, di imaging laser e di puntamento; sistemi di aviazione per la difesa, inclusi sistemi d'arma e UAV; e servizi di aviazione commerciale, inclusa la L3Harris Airline Academy.  Comprende divisioni, tra cui alcune di quelle precedentemente nel segmento Aviation Systems e Wescam.




Nel novembre 2023, L3Harris ha annunciato che avrebbe venduto la sua divisione Commercial Aviation Solutions a The Jordan Company per un massimo di 800 milioni di dollari. 
Communications & Spectrum Dominance è specializzata in comunicazioni tattiche, comunicazioni a banda larga, visione notturna (ereditata da L3 Technologies, non correlata alla visione notturna sviluppata da Harris, ITT o Exelis) e sicurezza pubblica.
Missile Solutions è composta dal segmento "Sistemi missilistici" acquisito da Aerojet Rocketdyne, oltre alla linea di prodotti del motore RS-25. L3Harris ha concordato di vendere il segmento "Sistemi di propulsione e alimentazione spaziale" di Aerojet Rocketdyne ad AE Industrial Partners nel 2026, che lo scorporerà nell'ambito dell'attività con il nome "Rocketdyne". Il restante segmento Missile Solutions verrà scorporato in una nuova società nella seconda metà del 2026 tramite un'IPO, con L3Harris che manterrà la proprietà di controllo e il governo degli Stati Uniti che investirà 1 miliardo di dollari.



La decisione di utilizzare i sistemi Red Wolf di L3Harris è scaturita dal successo da un recente test a bassa quota condotto da un elicottero AH-1Z dei Marines.


Il presidente e CEO di L3Harris, ha dichiarato: “””I recenti conflitti e le incursioni nello spazio aereo della NATO, in particolare con il crescente utilizzo di droni prodotti in serie, dimostrano l'urgente necessità di alternative economicamente vantaggiose alle munizioni di precisione. Il nostro collaudato sistema Red Wolf può fornire una quantità considerevole di munizioni avanzate all'arsenale dei Marines, entro i tempi previsti dalle autorità statunitensi, a supporto della forza combattente più letale al mondo”””.
I sistemi Red Wolf sono in grado di raggiungere distanze di 200 miglia nautiche se lanciati da piattaforme a decollo e atterraggio verticale superando di gran lunga la portata di poche miglia nautiche dei missili attualmente disponibili. E’ prevista anche la comunicazione oltre la linea di vista e l'ingaggio autonomo oltre l’orizzonte tramite l’AI, che dovrebbero aumentare il numero di velivoli disponibili per le missioni di attacco. La società L3Harris ha messo a punto i sistemi Red Wolf con il programma Long-Range Advanced Missile dell'iniziativa Defence Innovation Acceleration; tale programma copre le esigenze militari più urgenti.

I missili della famiglia "Wolf" sono tutti nella classe di peso di 250 libbre. 

Hanno un design centrale simile a quello di un missile, alimentato da un piccolo turbogetto e con almeno un certo grado di bassa osservabilità (stealth). Sono nella classe di peso di 250 libbre. "La loro autonomia è stata dimostrata nei test di volo, che hanno evidenziato elevate velocità subsoniche: un raggio d'azione di oltre 200 miglia nautiche a bassa quota e una durata di oltre 60 minuti", secondo L3Harris .
I dettagli su come vengono guidati Red Wolf e Green Wolf sono limitati, ma L3Harris afferma che sono in grado di effettuare "ingaggi autonomi oltre l'orizzonte". Il Corpo dei Marines, in collaborazione con la Marina degli Stati Uniti, ha utilizzato sistemi di controllo basati su tablet come parte del processo di ingaggio durante i test passati di Red Wolf.
L3Harris ha anche parlato in passato di come i membri della famiglia dei Lupi potrebbero collaborare. I Lupi Verdi potrebbero aiutare a localizzare i bersagli, in particolare le difese aeree nemiche, concentrandosi sulle loro emissioni di segnale, e allo stesso tempo aprire la strada ai Lupi Rossi per colpirli.
Red Wolf o Green Wolf sono solo l'inizio di quella che L3Harris spera diventi una famiglia più ampia di configurazioni basate sul design centrale. Almeno un Red Wolf sarebbe stato impiegato all'evento EDGE 21 (Experimentation Demonstration Gateway Event) dell’US ARMY nel 2021, configurato come nodo di ritrasmissione di segnali aviotrasportato anziché come munizione.
"Possiamo regolare le dimensioni della testata, del serbatoio del carburante, possiamo persino metterci un paracadute sul retro, e lo abbiamo già fatto", ha dichiarato Matthew "Guicci" Klunder, vicepresidente per lo sviluppo commerciale di L3Harris, in un video promozionale pubblicato l'anno scorso, visibile qui sotto. "Può avere un effetto cinetico, un effetto non cinetico, o persino fungere da esca."
Modificare le dimensioni della testata avrebbe ripercussioni sulla gittata e sulla durata dell'impatto, nonché sull'effetto terminale sul bersaglio. Ciò aprirebbe anche la possibilità di impiegare diversi tipi di testate, incluse quelle con maggiore capacità di penetrazione. Un sistema di paracadute consentirebbe il recupero e, di conseguenza, il potenziale riutilizzo.
Nel complesso, L3Harris descrive la famiglia "Wolf" come "veicoli lanciati a effetto". L'esercito statunitense usa il termine "launched effect" (effetto lanciato) per riferirsi a un'ampia gamma di sistemi aerei senza equipaggio che possono essere schierati da piattaforme in aria, a terra e in mare, e che possono essere configurati come attaccanti a senso unico o per svolgere altre missioni. La famiglia Wolf è solo uno dei numerosi sistemi modulari, relativamente economici e di piccole dimensioni che rientrano in questa ampia categoria. Molti di essi sfumano sempre più il confine tra sistemi aerei senza equipaggio, in particolare i droni kamikaze a lungo raggio, e missili da crociera, nonché contromisure elettroniche.

Nel 2025 è stata verificato l’utilizzo sul campo di un cavo in fibra ottica che collega un siluro ad un sottomarino; ciò ha comportato una maggiore distanza per le comunicazioni (“Improved Post-Launch Communications System" (IPCLS).

Il sistema di che trattasi è stato integrato sul velivolo a turboelica d’attacco leggero OA-1K SKYRAIDER II e sull’A-10 THUNDERBOLT II per il ruolo indispensabile dei velivoli Close Air Support. 






Il RED WOLF fonde le caratteristiche di un missile da crociera con quelle di una munizione circuitante e ha: 
  • un peso di circa 113 kg, 
  • una testata bellica di 11,4 kg, 
  • una gittata di circa 370 km 
  • una velocità prossima ai 900 km/h. 
  • una operatività oltre l’orizzonte radio grazie a collegamenti satellitari, affiancata da un sistema di guida combinato (GPS integrato con sensori radar o seeker), che consente l’ingaggio anche di bersagli mobili terrestri e navali, 
  • flessibilità d’impiego non essendo vincolato a missioni “one-way”, ma può essere equipaggiato con un paracadute per il recupero, permettendo riutilizzo e manutenzione, con un conseguente abbattimento dei costi operativi,
  • software di bordo che consente la cooperazione tra più vettori, abilitando attacchi coordinati in modalità “sciame” e la riassegnazione dei bersagli in volo,
  • costo unitario stimato si aggira intorno ai 300.000 dollari, con una capacità produttiva fino a 1.000 esemplari annui. 

Le prime consegne al Corpo dei Marines sono previste entro la fine dell’anno fiscale 2027. 



Il sistema è stato sviluppato parallelamente alla variante GREEN WOLF, destinata a missioni ISR e guerra elettronica.

E’ importante che la modernizzazione dell’A-10 rappresenta un forte segnale operativo in quanto il datato velivolo risulta dotato di un secondo sistema di rifornimento in volo, affiancando al tradizionale boom rigido anche un ricevitore per il sistema “probe-and-drogue”, tipico della componente imbarcata della US NAVY. Tale modifica amplia la compatibilità con i tanker HC-130J, MC-130J, KC-130 dell'USMC e della US Navy.
Nel complesso, questi sviluppi suggeriscono che il ruolo C.A.S. (Close Air Support), oramai dato da molti per defunto, continui a mantenere una sua importanza nelle operazioni di supporto dall’aria alla componente terrestre. 

Tale componente sembra evolversi e adattarsi alle esigenze del campo di battaglia del giorno d’oggi.

Conley dell'AFSOC, tra gli altri, ha anche sottolineato in passato che l'AFSOC continuerà a essere chiamato a condurre missioni a bassa intensità che richiedono il tipo di capacità per cui l'OA-1K è stato originariamente progettato.
In ogni caso, il mercato per munizioni come Red Wolf e Black Arrow è in costante espansione e comprende già molti altri modelli che potrebbero trovare impiego sull'OA-1K, così come su altre piattaforme nei settori aereo, terrestre e marittimo.
Red Wolf ha l'ulteriore vantaggio di essere già presente nell'ecosistema militare statunitense. Come già accennato, il Corpo dei Marines e l'Esercito degli Stati Uniti lo hanno testato negli ultimi anni. A gennaio, L3Harris ha annunciato che il Corpo dei Marines (tramite il Dipartimento della Marina degli Stati Uniti) aveva scelto Red Wolf per il suo programma Precision Attack Strike Munition (PSAM), un nuovo sistema d'arma aviolanciato a distanza destinato principalmente ad armare l'elicottero d'attacco AH-1Z Viper. 

I Marines si sono posti a loro volta delle domande su come mantenere l'AH-1Z, così come l'elicottero multiruolo armato UH-1Y Venom, rilevanti nei futuri conflitti ad alta intensità.

Ulteriori ordini per diversi membri della famiglia Wolf da parte di altri rami delle forze armate statunitensi, e potenzialmente da operatori stranieri, potrebbero risultare vantaggiosi in termini di ripartizione dei costi e riduzione dei prezzi unitari grazie alle economie di scala. L'interoperabilità e altri vantaggi operativi derivanti dall'utilizzo di versioni della stessa piattaforma da parte di più forze armate potrebbero inoltre essere ottenuti grazie all'impiego di diverse versioni della stessa piattaforma.
Che il Red Wolf o il Green Wolf entrino a far parte dell'arsenale dell'OA-1K, la richiesta di missili a lungo raggio di questo tipo sembra destinata a crescere sia nelle forze armate statunitensi che a livello globale.







IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, Naval-Technology, RID, TWZ, WIKIPEDIA, You Tube)