mercoledì 14 gennaio 2026

Aviacija Voenno-Morskogo Flota 1947 - 1961: il Beriev Be-10 (in cirillico Бериев Бе-10, nome in codice NATO Mallow) era un idrovolante con propulsione a reazione ad ala alta a freccia, progettato dall'OKB 49 diretto da Georgij Michajlovič Beriev.








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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.






Il Beriev Be-10 (in cirillico Бериев Бе-10, nome in codice NATO Mallow) era un idropattugliatore marittimo bimotore a getto ad ala alta a freccia, progettato dall'OKB 49 diretto da Georgij Michajlovič Beriev e sviluppato in Unione Sovietica negli anni cinquanta.
Impiegato dagli anni sessanta dalla Aviacija Voenno-Morskogo Flota, la componente aerea della Marina militare dell'Unione Sovietica, rimase operativo fino alla sua sostituzione con il successivo Be-12.
Il Be-10 è l'unico idrovolante a getto al mondo a giungere ad una produzione in serie in una significativa quantità di esemplari ed il detentore, nella sua variante M-10 appositamente realizzata, di molti primati mondiali per questa categoria di mezzi aerei.





Con l'avvento dei primi motori a getto di costruzione sovietica, nel immediato periodo dopo la conclusione della seconda guerra mondiale, Georgij Michailovič Beriev a capo dell'Ufficio di progettazione (OKB) Nr.49 ed incaricato dello sviluppo e progettazione degli idrovolante per conto del Ministero della Difesa, decise di intraprendere l'iniziativa pianificando, dal maggio 1947, la realizzazione del primo idro che sfruttava la nuova tecnologia motoristica. I primi esperimenti vennero compiuti nel novembre 1951 sul prototipo R-1 ma l'inesperienza dovuta all'abbinamento del nuovo sistema di propulsione ad un idrovolante non produsse alcun risultato. Il comportamento dell'R-1 risultò così imprevedibile che si dovette annullare la prova di volo prima ancora di cominciare il flottaggio. Il successivo R-2, che venne realizzato in collaborazione dello TsAGI, riuscì a risolvere i problemi del precedente modello. L'R-2, sostanzialmente un R-1 modificato, riuscì ad essere portato in volo il 29 maggio 1952 dimostrando che l'idea di Beriev era attuabile con successo.
Nel settembre 1953, l'allora comandante dell'Aviacija Voenno-Morskogo Flota (AV-MF) E. Preobrazhensky si rivolse al Ministro della Difesa Nikolaj Aleksandrovič Bulganin proponendo di concedere a Beriev il compito di realizzare un nuovo idrovolante bimotore a getto. Venne perciò emessa una specifica che riguardava la fornitura di un nuovo idrovolante dotato di propulsione a getto, bimotore, che avesse il compito di poter eseguire pattugliamenti marittimi con la possibilità di operare contro obiettivi navali di superficie e sottomarini ed eventualmente contro obiettivi terrestri. Le specifiche tecniche esigevano una velocità massima raggiungibile di 950-1 000 km/h, un'autonomia di 3 000 km, una tangenza operativa massima di 14 000-15 000 metri e la possibilità di decollare ed ammarare in presenza di onde alte 1,5 m ad una velocità del vento fino a 20 m/s.
Il nuovo progetto, che assunse la designazione Be-10, si basava sull'esperienza fatta sull'R-2 cominciò ad essere sviluppato dal maggio 1954 all'ottobre 1955, data in cui dopo alcune difficoltà si riuscì a completare la costruzione del prototipo
Il 20 giugno 1956 il Be-10, contraddistinto dal numero 10 dipinto sul muso, venne portato in volo per la prima volta dai tre membri dell'equipaggio capitanati dal pilota collaudatore Kuryachego.
Il Be-10 era un idrovolante dall'aspetto non convenzionale, con configurazione a scafo centrale, caratterizzato dall'ala alta, a freccia e ad angolo di diedro negativo, e dalla collocazione delle gondole motore in prossimità della radice alare che conferiva al velivolo un aspetto tozzo e massiccio.
Lo scafo, come tutto il velivolo, era di costruzione interamente metallica ed era caratterizzato da una cabina di pilotaggio posta sulla parte superiore anteriore, da un muso vetrato per l'osservatore, accessibile da una botola superiore, e, posteriormente, dal massiccio impennaggio tradizionale monoderiva abbinato a piani orizzontali a freccia che integrava il radar ed una barbetta difensiva dotata di 2 cannoni Makarov AM-23 calibro 23 mm controllati in remoto.
L'ala, posizionata alta, aveva una configurazione a freccia ed integrava, nella parte vicino alla radice alare, le gondole motore e, sulle estremità alari, i galleggianti equilibratori. Questi ultimi non necessitavano di una grande struttura che li collegasse all'ala grazie all'elevato angolo di diedro negativo che avvicinava le estremità alla superficie dell'acqua. Inoltre erano presenti due paretine antiscorrimento che ne miglioravano le caratteristiche alle alte velocità.
La propulsione era affidata a 2 motori turbogetto Ljul'ka AL-7PB capaci di fornire 71,2 kN di spinta ciascuno, posizionati alti per ridurre il più possibile l'aspirazione di spruzzi d'acqua dalle prese d'aria ed il conseguente malfunzionamento degli stessi.

Operatori
  • Unione Sovietica - Aviazione navale sovietica (AV-MF) - 1° Squadrone del 977° OMDRAP - 2° Squadrone del 977° OMDRAP.

Varianti:
  • Izdeliye M - Il prototipo Be-10, Bort no. 10 Red completato nel 1955 e volato il 20 giugno 1956 da Gelendzhik sul Mar Nero. Uno costruito.
  • Versione di serie-10 - La versione di produzione standard costruita per l'AV-MF, 27 costruita dal 1958 al 1961.
  • Be-10N - La portamissili da crociera proposta di far parte del sistema di attacco aereo K-12B, che trasporta due missili da crociera K-12BS su piloni sotto le ali. Nonostante abbia raggiunto le fasi di simulazione e abbia ottenuto l'approvazione del Consiglio scientifico e tecnico Gosudarstvenny Komitet Po Aviatsionny Tekhnike ("comitato statale per la tecnologia aeronautica"), non è stata autorizzata alcuna ulteriore azione.
  • Be-10S - Una proposta di progetto di idrovolante anti-guerra sottomarina è stata armata con la carica di profondità nucleare SK-1 Skal'p ("Scalp"). Nessun hardware è stato costruito.
  • Be-10U - Un progetto proposto di idrovolante con designazione di destinazione è stato dotato del sistema radar Uspekh, per trasmettere informazioni di destinazione a navi o batterie di artiglieria a bordo o missilistiche a terra. Interrotto nell'agosto 1960.
  • Addestratore Be-10 - Una versione del trainer proposta con un set duplicato di controlli in una cabina di pilotaggio nel naso estremo. Le conversioni avevano dovuto aver luogo, ma non ci sono prove che ne siano state completate.
  • M-10 - Un singolo Be-10, (c/n 0600505), Bort No. 40 Giallo, modificato per tentare voli da record nel 1961. La torretta di coda è stata rimossa e rimontata, un tubo pitot aggiuntivo è stato montato sulla coda e i cannoni rimossi. Sono stati battuti dodici record mondiali, alcuni dei quali ancora in piedi.

Caratteristiche generali:

  • Equipaggio: 3
  • Lunghezza: 31,45 m (103 piedi 2 in)
  • Apertura alare: 28,6 m (93 piedi e 10 in)
  • Altezza: 10,7 m (35 piedi 1 in)
  • Area dell'ala: 130 m2 (1.400 piedi quadrati)
  • Peso a vuoto: 27.356 kg (60.310 libbre)
  • Peso lordo: 45.000 kg (99.208 libbre)
  • Peso massimo al decollo: 48.500 kg (106.924 libbre)
  • Capacità di carburante: 18.750 kg (41.337 libbre)
  • Aria 1,75 m (5,74 piedi)
  • 2 × Lyul'ka AL-7PB Turbogetto a flusso assiale, 71,2 kN (16.000 lbf) di spinta ciascuno.

Prestazioni

  • Velocità massima: 910 km/h (570 mph, 490 kn) a 5.000 m (16.400 piedi)
  • Autonomia: 2.895 km (1.799 miglia, 1.563 miglia)
  • Tangenza: 12.500 m (41.000 piedi)
  • Velocità di salita: 10,288 m/s (2.025,2 ft/min)
  • Tempo di salita: 5.000 m (16.400 piedi) in 8,1 minuti.

Armamento

  • 4 × 23 mm (0,90 in) Cannone Afanasev Makarov AM-23. 2 colpi in avanti e 2 in una torretta di coda controllata da radar
  • Missili: fino a 3 siluri RAT-52.
  • Bombe: 12 × FAB-250 bombe da 250 kg o 1 bomba FAB-3000 da 3.000 kg. Mine anti-nave.







IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, Wikipedia, You Tube)


























 

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