martedì 21 luglio 2026

FUCILI D’ASSALTO BULLPUP: l’US ARMY non ha mai adottato un fucile bullpup, pur avendone testati alcuni. Ha invece utilizzato fucili standard per tutta la sua storia, ma ciò non significa che il bullpup non sia stato impiegato altrove.












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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.









Una citazione diffusa sui fucili bullpup era: "I bullpup sono i fucili del futuro, e lo saranno per sempre!”

Bullpup indica un fucile in cui culatta, otturatore e caricatore sono alloggiati nel calcio e sono posti dietro il grilletto.  Ciò permette di avere un'arma più corta a parità di lunghezza della canna. Questa configurazione è ampiamente utilizzata nella costruzione di mitra, ma anche per creare fucili d'assalto. Tale configurazione è anche utilizzata per fucili di precisione, ad esempio il Barrett M95, il Walther WA 2000, il Dragunov SVU ed il Bor.
Adottando una configurazione bullpup si ottiene un fucile a parità di lunghezza di canna più corto e più leggero (anche se non sempre) e in genere più bilanciato. Questo si traduce in una maggior mobilità in ambienti ristretti, come all'interno di edifici o nell'uscita da mezzi di trasporto.
Esistono però diversi difetti, fra cui:
  • il fatto che l'arma può essere usata solo su una spalla, perché l'uscita dei bossoli è all'altezza della guancia e quindi molti fucili bullpup non sono ambidestri. Il problema affligge anche i soldati destrimani, che non possono usare l'arma con l'altra mano nei casi in cui devono sparare oltre gli angoli (difetto che il FAMAS non ha in quanto il gruppo otturatore può essere facilmente invertito per venire incontro ai tiratori mancini, anche altre armi hanno questo accorgimento; altri fucili, come l'FN F2000 e l'A-91M, hanno risolto il problema espellendo i bossoli per mezzo di una canna laterale parallela a quella di sparo, mentre il P90 li espelle attraverso un'apertura nella parte inferiore del castello);
  • la camera di scoppio vicina all'orecchio del tiratore rende la deflagrazione pericolosa per l'udito, e su alcuni modelli la camera di scoppio è fortemente insonorizzata;
  • la configurazione bullpup può essere adottata solo per pochi tipi di armi, perché la particolare posizione della camera di scoppio e del caricatore rende problematico l'utilizzo di caricatori a nastro e a tamburo. Questo diminuisce la modularità dell'arma, che può essere difficilmente modificata in combattimento da fucile d'assalto a mitragliatrice di supporto. Ciononostante sia gli inglesi, sia i cinesi hanno realizzato delle mitragliatrici leggere derivate dai loro fucili d'assalto: la L86 LSW britannica, derivata dal fucile d'assalto L85, e la QBB-95 cinese, derivata dal QBZ-95. Entrambe sono alimentate mediante un serbatoio a tamburo da 80/100 colpi.

Fucili famosi

Tra i più importanti l'austriaco Steyr AUG (l'unico ad aver ottenuto successi commerciali al di fuori del paese d'origine), il britannico Enfield SA80, i russo KBP A-91M, il belga FN F2000, il cinese QBZ-95 ed il francese GIAT FAMAS. Più recente il Tavor TAR-21 dell'israeliana IWI, il FAD peruviano e l'iraniano Khaybar KH2002. Oppure, il meno noto VHS, prodotto in Croazia e il LAPA FA-03 (prototipo brasiliano).



1977 - STEYR AUG (Austria) 

L'AUG è un fucile d'assalto bullpup austriaco prodotto dalla Steyr Mannlicher GmbH & Co KG, camerato in versione standard per il proiettile 5,56 × 45 mm NATO. 


Il nome dell'arma è l'acronimo di Armee Universal Gewehr (fucile universale per esercito). L'arma fu progettata in modo da poter essere facilmente adattata a qualunque situazione: il risultato è un fucile modulare adatto a pressoché qualsiasi ruolo. Il fucile venne adottato dall'esercito austriaco nel 1977 con la denominazione StG 77 rimpiazzando così il vecchio StG 58 in calibro 7,62 mm NATO (basato sul progetto del FAL). Il fucile è adottato al momento dalle forze armate di svariati paesi, tra cui Argentina, Australia, Nuova Zelanda, Bolivia, Ecuador, Irlanda, Lussemburgo, Arabia Saudita, Tunisia e Pakistan.
Il fucile non presenta un selettore di fuoco, ma un grilletto progressivo Wimmersperg Spz-kr: se portato a metà corsa, l'arma sparerà a colpo singolo, a fine corsa in fuoco automatico. Quando la sicura è inserita, il grilletto è disabilitato. Alcune versioni dell'arma presentavano un sistema che permetteva di interrompere la corsa del grilletto alla posizione di fuoco automatico.
Il fucile è alimentato tramite caricatori a doppia colonna in polimero ultraresistente trasparenti. La versione mitragliatrice leggera sfrutta caricatori appositi da 42 colpi invece che 30. I caricatori dell'AUG sono impiegati anche nel FALMP III Type 2 argentino (sostanzialmente un FAL prodotto in Argentina).
È presente, integrata nel castello, una maniglia di trasporto che funge anche da supporto per lo Swarovski Optik da 1,5 ingrandimenti. Il reticolo è costituito da un semplice anello nero con un rangefinder realizzato in maniera tale che un uomo alto 1,80 m e posto a 300 m lo occupi interamente, permettendo in tal modo al tiratore di stimare accuratamente la distanza. L'ottica non può essere tarata per una distanza diversa da 300 m, ma regolato unicamente in alzo e deriva: in questo modo qualunque bersaglio situato tra gli 0 e i 300 m è facilmente puntabile. Il fucile presenta anche un semplice sistema di mire metalliche (fornite di indicatori al trizio per un migliore puntamento notturno) montate sopra l'ottica, nel caso il sistema di puntamento principale finisca fuori uso. Per poter montare altri accessori, nel 1997 venne messo in produzione un Castello munito di slitta Picatinny.
Il fucile è consegnato con quattro caricatori, chiusura per la canna, otturatore per sinistrorsi, adattatore per sparare colpi a salve, kit di pulizia, cinghia e una baionetta (che può essere la M7 americana o la KCB-77 M1 tedesca).



1970 - ENFIELD SA-80 (Gran Bretagna)

Enfield SA 80 è un fucile d'assalto britannico, del tipo bullpup dal calibro 5,56 × 45 mm NATO, usato dalla fanteria e derivato dal prototipo IW XL70E3.


Subito dopo la fine della seconda guerra mondiale i progettisti della Royal Small Arms Factory cominciarono a studiare un fucile d'assalto destinato alle truppe britanniche, denominato EM-2. Gli studi furono interrotti per l'adozione come munizionamento standard in ambito NATO della cartuccia da 7,62 mm, ma furono ripresi negli anni settanta, basandosi su un munizionamento di nuova concezione, da 4,85 mm, il prototipo (mai entrato in produzione) fu denominato IW XL65E5. Quando in ambito NATO la cartuccia 7,62 mm fu scartata, poiché troppo potente per un'arma automatica, e fu imposto un unico munizionamento per tutte le armi individuali degli stati membri, il calibro dell'arma dovette essere portato a 5,56 mm. Alla fine fu adottata la cartuccia belga SS109 (M855 secondo la denominazione americana), cal. 5,56×45 mm e i britannici approdarono al IW XL70E3 della Enfield, rinominato L-85 nel 1985. La configurazione adottata per l'arma (a partire dal IW XL65E5), era quella con canna entro il calcio, quindi con grilletto anteriore rispetto al congegno di sparo e al caricatore (bull pup): questa differente disposizione riduce la lunghezza totale del fucile senza ridurre la lunghezza della canna e quindi la precisione.
Quest'arma, pur non brillando inizialmente in affidabilità al di fuori del clima nord europeo, fu comunque adottata dalle forze armate britanniche, ma dopo vari problemi verificatisi durante la prima guerra del Golfo (in special modo nell'operazione Granby) si decise di correre ai ripari, e la Heckler & Koch vinse l'appalto per aumentarne l'affidabilità. Questa operazione, effettuata su 200.000 pezzi, costò 400£ ad arma, e fu effettuata anche sulle versioni carabina e LSW. Sulla nuova versione A2 il ministero della difesa inglese dichiarò che "modificate sotto la luce delle esperienze operative...sono le armi più affidabili del loro genere nel mondo". Dei problemi si presentano in climi caldi e soprattutto caldi aridi. Secondo notizie che risalgono al 2006 i militari britannici lamentavano saltuariamente ancora problemi di affidabilità, almeno in aree sabbioso-desertiche.
Come bullpup, non essendo stata progettata per un uso ambidestro, non ha la possibilità di essere utilizzata anche dai mancini, cioè l'espulsione dei bossoli è irreversibilmente a destra, limitando quindi l'arruolamento ai destrimani e dovendo scartare i mancini, che sono il 7-10% della popolazione[3], o costringendoli ad usare l'arma in modo non intuitivo. Al di là di tutto risulta un'arma pratica nell'uso e nel porto, nella versione con ottica di mira 4× e reticolo a baionetta al trizio per uso in condizioni di scarsa luminosità, abbinato a un alzo meccanico a ruota fino ad 800 m. Un binomio arma-ottica eccezionale per l'epoca dell'adozione e ancor oggi apprezzato sebbene concettualmente superato. Il materiale che consente la luminescenza del reticolo è debolmente radioattivo, quindi nel caso di rottura dell'ottica il manuale d'uso richiede al soldato di allontanarsi e richiedere l'intervento di un apposito tecnico attrezzato per mettere arma e ottica in sicurezza.


1990 - A-91M (Russia)

L'A-91M è un fucile d'assalto bullpup, sviluppato durante gli anni novanta dal KBP (Instrument Design Bureau) di Tula, appartenente alla stessa famiglia di armi dell'9A-91. 


Pur mantenendo quasi tutte le meccaniche del 9A-91 invariate, questo fucile d'assalto differisce per il fatto di avere un rivestimento in polimero nero, con integrato un lanciagranate a colpo singolo da 40 mm. I primi prototipi dell'A-91M dovevano montare un lanciagranate sopra la canna del fucile e un'impugnatura nella parte inferiore della stessa, ma questa soluzione fu abbandonata e il lanciagranate venne inserito al di sotto della canna.
Il sistema di eiezione dei bossoli ricorda per certi aspetti quello del fucile FN F2000, venne progettato molti anni prima della realizzazione del fucile, circa negli anni '60, dal progettista Afanasiev.
In questo sistema di eiezione, i bossoli vengono spinti dall'otturatore in una sorta di tubo, posto sul lato dell'arma, e quando nuovi bossoli entrano nel meccanismo i più vecchi vengono spinti fuori, così da permettere l'impugnatura ambidestra.
Fin ad ora sono stati realizzati pochi esemplari di questo fucile, che rimane in dotazione solo a polizia e forze speciali russe. Esiste anche una particolare versione dell'arma, simile al fucile russo OC-14 Groza, destinata all'esportazione per utilizzo nei corpi di polizia stranieri.



2001 - FN F-2000 (Belgio)

L'FN F2000 è un fucile d'assalto bullpup in calibro 5,56 × 45 mm NATO sviluppato dalla Fabrique Nationale de Herstal. 


Il fucile fu mostrato per la prima volta nel marzo 2001 alla IDEX (International Defence Exhibition) ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti. L'F2000 è un sistema d'arma modulare a fuoco selettivo effettuato ad otturatore chiuso e camerato per il proiettile 5,56 × 45 mm NATO. Il fucile è composto di due parti principali, castello con la canna e una parte inferiore (che è composta dall'impugnatura e da alcuni meccanismi di fuoco), tenuti insieme per mezzo di perni posti sopra la sede del grilletto. La parte inferiore dell'arma ospita il gruppo del grilletto, l'otturatore e l'alloggiamento per il caricatore. Di fronte al grilletto è installata un'impugnatura verticale che completa l’arma. L'F2000 è un fucile bullpup (gruppo otturatore contenuto all'interno del calcio dell'arma allo scopo di ridurne la lunghezza complessiva) a fuoco selettivo con funzionamento a gas. I sistemi di sicura e sgancio caricatore sono mutuati dal P90 (sempre della FN): il selettore è un disco rotante posizionato sotto il grilletto. Il selettore permette l'inserimento della sicura, che disabilita il grilletto ed è progettata in modo da prevenire spari accidentali. 
Presenta tre posizioni: S – Safe (sicura) - 1 – Single (colpo singolo) - A – Auto (fuoco automatico).
Percussore, perni di fissaggio e molle sono in metallo mentre il resto del fucile è realizzato in polimero ultraresistente. Il fucile è alimentato dai caricatori STANAG 4179 (30 colpi) da 5,56 × 45 mm. Il pulsante di rilascio del caricatore (rigorosamente ambidestro) è situato su entrambi i lati dell'impugnatura a pistola dell'arma, proprio davanti al caricatore stesso. L'arma è progettata in modo che il caricatore non esca spontaneamente dalla propria sede una volta sganciato: deve infatti essere estratto manualmente. Il fucile, una volta sparato l'ultimo colpo del caricatore, non rimane ad otturatore aperto. La leva di armamento è situata sulla parte sinistra del castello, proprio sopra l'impugnatura anteriore, e può essere operata facilmente anche da tiratori mancini. Non ci sono accessi per polvere o corpi estranei, la sede della leva di armamento è sigillata.
L'organo principale di mira dell'arma è un mirino telescopico con ingrandimento 1,6x (utilizzabile anche in condizioni di bassa luminosità ambientale) alloggiato in un rivestimento in plastica montato sulla slitta MIL-STD-1913 incorporata nel castello. Il mirino e la copertura possono essere facilmente rimossi.
La canna in acciaio cromato (terminante con un soppressore di fiamma) è progettata per mantenere prestazioni accettabili fino a circa 20.000 colpi (non in fuoco continuo). Il fucile presenta anche un attacco per baionetta e un regolatore per il gas: normal per le munizioni standard NATO, e adverse per l'utilizzo di munizioni a bassa pressione.
L'arma utilizza un pistone a corsa corta azionato dai gas convogliati in una fessura nella canna. L'arma spara in posizione di otturatore chiuso: l'otturatore rotante presenta 6 perni di chiusura, estrattore ed eiettore azionati a molla. Per accedere alla camera di scoppio, all'otturatore e al meccanismo di eiezione si deve sollevare la copertura in plastica appena prima della copertura del mirino ottico.
L'F2000 utilizza un sistema di eiezione unico nel suo genere: i bossoli vengono espulsi attraverso un “corridoio” sul lato destro dell'arma, che termina nella parte frontale dell'arma. In questo modo i bossoli non vengono espulsi con violenza all'indietro, e questa configurazione permette un perfetto uso ambidestro. Questo sistema di eiezione è stato creato mediante uno scompartimento girevole che intercetta i bossoli appena escono dalla camera di scoppio. Il bossolo viene trattenuto finché il proiettile successivo non è in posizione per accedere alla camera di scoppio: il proiettile spinge verso l'alto il bossolo nella camera per l'eiezione, composta dal corridoio di cui sopra. Solo quando il corridoio contiene cinque o più bossoli il primo di essi fuoriesce dall'arma.
Questo sistema è brevettato (numero di brevetto 5675924, 14 ottobre 1997, René Predazzer – numero di brevetto 6389725, 25 febbraio 2000, Charles Denuit). Questo particolare sistema di eiezione presenta vantaggi enormi: garantisce la configurazione ambidestra e soprattutto evita l'espulsione di bossoli e gas vicino alla testa del tiratore (problema riscontrabile in molte altre armi bullpup).


1995 - QBZ-95 (Cina Popolare)

Il QBZ-95 (in cinese: 95式自動步槍; pinyin: 95 Shì Zìdòng Bùqiāng; letteralmente: "Tipo 95 fucile automatico") o Tipo 95 è un fucile d'assalto bullpup prodotto dalla Norinco a partire dal 1995. 


È il fucile d'ordinanza utilizzato dall'Esercito Popolare di Liberazione e da altre forze della Repubblica popolare cinese.
Quest'arma utilizza un nuovo tipo di munizione di origine cinese, il DBP87 5.8 × 42 millimetri. Il QBZ-95 è costituito da un sistema di fuoco modulare usando un design comune.
Questa famiglia include una variante carabina, un fucile standard e una mitragliatrice di supporto leggera.


1975 - FAMAS (Francia)

FAMAS (in francese Fusil dAssaut de la Manufacture d'Armes de St-Étienne, "Fucile d'assalto manifattura armi di Saint-Étienne") è un fucile d'assalto prodotto a partire dal 1975 dalla Manufacture d'armes de Saint-Étienne prima e dalla GIAT Industries/Nexter poi. 


Venne progettato alla fine degli anni sessanta, su una specifica emessa dall'esercito francese era quella di un'arma leggera e potente che facesse funzioni di fucile d'assalto e pistola mitragliatrice, in modo da sostituire con un'unica arma i fucili MAS-49, le mitragliette MAT-49 ed i fucili mitragliatori MAC 24/29. Adottato dall'esercito francese nel 1979 in via sperimentale e definitivamente nel 1983. L'introduzione del nuovo fucile permise all'esercito francese di adottare il munizionamento calibro 5,56 × 45 mm NATO. È un fucile di tipo bullpup; questa struttura ha il grande vantaggio di rendere l'arma più corta e leggera, rispetto alle sue pari classe (M16, per esempio), quindi più facilmente brandeggiabile e trasportabile. D'altra parte lo svantaggio è che l'arma di un destrimano non può essere usata da un mancino e viceversa. Infatti l'espulsione dei bossoli avviene all'altezza della guancia di chi spara, quindi un mancino che si trovi ad usare un fucile configurato per un destrimano si vedrebbe i bossoli schizzare in piena faccia, oltre al rumore dello sparo giusto vicino all'orecchio. Si registrano incidenti dovuti a questa particolarità, che è in effetti un punto debole dell'arma. Il rimedio a questo inconveniente è dato dalla possibilità d'invertire le posizioni dell'estrattore e della finestra d'espulsione da destra a sinistra e viceversa. Questa 'modifica' richiede quasi uno smontaggio dell'otturatore, il che già di per sé è piuttosto laborioso, ma lo diventa ancor di più se ci si trova in combattimento.
Nella sua configurazione standard può lanciare granate (APAV40 da 40 mm o AC58) od essere equipaggiato di un lanciagranate tipo M203, posto sotto la canna. Le cartucce per questo tipo di tiro sono standard se la granata è munita del dispositivo di ritenzione della pallottola oppure speciali (prive di pallottola). La gittata della granata è di 340 metri max con un'inclinazione della canna di 45°. Come la maggior parte dei fucili d'assalto moderni ha un selettore di fuoco a tre posizioni: tiro semiautomatico, raffica di tre colpi, tiro automatico.
All'inizio della sua produzione il fucile dimostrò dei gravi problemi di affidabilità, e per questo motivo tutti gli esemplari furono ritirati dal servizio e rimandati in fabbrica per le opportune modifiche. Al suo posto venne temporaneamente messo in servizio il SIG-Manhurin. La decisione di rimettere successivamente in servizio il FAMAS fu oggetto di numerose critiche, tra cui non solo per la configurazione bullpup ma anche per l'affidabilità in ambito militare che ancor oggi non si mostra all'altezza in alcune condizioni estreme.
Per tentare di migliorare nel complesso l'arma, negli anni '90 venne dotata di un sistema di mira istintiva basculante, che consente di mirare approssimativamente anche con l'arma appoggiata lateralmente sul terreno, in modo che si possa strisciare senza essere individuati. Inoltre le munizioni nel caricatore vennero ridotte dallo standard iniziale di 30 colpi a 25, per contenere l'altezza complessiva del fucile quando si spara in posizione a terra.


2006 - IWI TAVOR (Israele)

L'IWI Tavor (Tavor Assault Rifle - XXI secolo) rappresenta il nuovo fucile di assalto calibro 5,56x45 mm adottato dalle forze di difesa israeliane.


Il Tavor è un fucile d'assalto in configurazione bullpup, che, grazie al meccanismo di fuoco posto dietro al grilletto, permette di contenere le dimensioni complessive dell'arma facendo rimanere invariata la lunghezza della canna. È stato sviluppato e prodotto dalla IMI Systems (IMI), la fabbrica d'armi governativa dello Stato d'Israele, e rappresenta un nuovo standard di progettazione, tra i più avanzati al mondo.
Il Tavor ha una cadenza di fuoco di 900 colpi al minuto con munizionamento standard NATO. Il design del TAR è votato all'ergonomia e alla completa possibilità di utilizzo sia da parte di tiratori destri, sia mancini; il corpo principale è composto da materiali polimerici sostituti del metallo, che lo rendono molto leggero, circa 3,5 kg a pieno carico.
Grazie alla sua compattezza e ai suoi numerosi pregi è un'arma molto adatta per combattimenti in ambienti urbani e l'impiego da parte di truppe meccanizzate. Il Tavor è prodotto in molteplici versioni, in grado di assicurare la massima operatività multi-ruolo a questa arma:
  • TAR-21: è la versione standard, progettata per la fanteria. Nella configurazione base la lunghezza della canna è di 460 mm, e la lunghezza totale del fucile è di 720 mm.
  • STAR-21 (Sniper Tavor Assault Rifle): è la versione progettata per l'utilizzo da parte di tiratori scelti. In questa configurazione il fucile viene equipaggiato con un'ottica ACOG Trijicon 4x.
  • CTAR-21 (Compact Tavor Assault Rifle): è la versione compatta del TAR-21, in quanto presenta una canna di 380 mm contro i 460 mm della versione standard, ed una lunghezza totale dell'arma di 640 mm.
  • GTAR-21 versione corredata da lanciagranate da 40 mm di varia produzione (turca, bulgara etc...)
  • MTAR-21 (Micro Tavor Assault RIfle, a volte detta X95 o Tavor-2): ideale per operazioni di forze speciali, riprende la tradizione storica della "miniaturizzazione" inaugurata dal Micro-"Uzi". Presenta una canna di soli 330 mm (13") che portano la lunghezza totale dell'arma a 590 mm. Peculiare del MTAR-21 è la possibilità di essere convertito in un mitra calibro 9 × 19 mm Parabellum, grazie ad uno specifico kit di conversione.
Inizialmente tutte le versioni del Tavor, ad eccezione della versione STAR-21, erano equipaggiate con ottiche reflex ITL MARS, ma nei modelli di recente produzione queste ultime sono state sostituite da più economici puntatori Meprolight M21 per le versioni TAR21 e Meprolight MOR per la versione MTAR. La versione base del TAR può essere inoltre equipaggiata con il lanciagranate da 40 mm, ridenominata GTAR 21 M203.
La manutenzione del Tavor è cosa estremamente semplice, visto che l'arma smontata si compone di soli due sottoinsiemi: fucile e gruppo otturatore-portaotturatore-molla di recupero.
L'Ucraina dopo aver acquistato la licenza per la produzione di Tavors, tramite il produttore di armi da fuoco ucraino RPC Fort, ha sviluppato due versioni locali:
  • Fort-221: Versione ucraina prodotta localmente del CTAR-21 in 5,45 × 39 mm.
  • Fort-222: Versione ucraina prodotta localmente dello STAR-21 in 5,45 × 39 mm.
  • Fort-224: Versione ucraina prodotta localmente dello X-95 in 5.56 × 45 mm o 5,45 × 39mm
  • 'Fort-224: Versione ucraina prodotta localmente dello X-95 SMG in 9 × 19 mm.
Sono noti alcuni difetti legati al Tavor: il costo, che è pari a circa 3 volte quello di un M-16.
Alcuni problemi di "jamming" (inceppamento) per la esposizione del complesso otturatore alla sabbia che lo faceva inceppare, difetto molto grave per un'arma operante in ambienti mediorientali. Questo problema è stato completamente risolto.
Attacchi proprietari per gli NVG ed altri dispositivi optoelettronici.

2008 - FAD - Fusil Automático Doble  (Perù)

Fusil Automático Doble è (noto anche con l'acronimo FAD) è un fucile d'assalto peruviano del tipo bullpup alimentato da cartucce 5,56 x 45 NATO e con la possibilità di essere dotato di lanciagranate da 40 mm. 

Essendo realizzato con la configurazione bullpup, risulta essere particolarmente compatto e può essere facilmente utilizzata sia dagli equipaggi dei carri armati come arma ausiliaria, sia dalla fanteria.
Il governo del Perù era intenzionato ad acquistare 58 000 fucili d'assalto AN-94 per sostituire l'HK33. Tuttavia, l'ordine è stato annullato a favore del FAD in quanto più economico.



2001 - Khaybar KH2002 (Iran)

Il Khaybar KH2002 è un fucile d'assalto progettato in Iran, derivato dal fucile d'assalto DIO S 5.56 (un clone non autorizzato del Norinco CQ cinese, che a sua volta è una copia non autorizzata dell'americano M16) e sviluppata dall'Iran's Defense Industries Organization. 


È stato progettato nel 2001 e prodotto dal 2003. È simile in apparenza al fucile d'assalto FAMAS.

L’US ARMY non ha mai adottato un fucile bullpup, pur avendone testati alcuni. 

Ha invece utilizzato fucili standard per tutta la sua storia, ma ciò non significa che il bullpup non sia stato impiegato altrove. 
Il termine "bullpup" si riferisce comunemente ai fucili in cui l'azione di sparo si trova dietro il grilletto. Questa configurazione riduce notevolmente la lunghezza complessiva del fucile. Ad esempio, uno Steyr AUG con canna da 20 pollici è più corto di un M4 con canna da 14,5 pollici. 
I fucili d’assalto bullpup nacquero durante la Guerra Fredda come strumento per le forze di fanteria meccanizzata che avrebbero potuto dover combattere in ambienti urbani che tendono ad essere caratterizzati da combattimenti ravvicinati. Pertanto, più corto è il fucile, più è adatto agli ambienti urbani. È qui che entra in gioco il punto di forza principale del bullpup, perché il suo design lo rende complessivamente corto senza sacrificare la lunghezza della canna e la velocità del proiettile.

L'Europa occidentale ha investito molto nel concetto di fucile bullpup. 

Il Regno Unito ha adottato la famiglia di fucili bullpup SA-80; la Francia ha adottato il FAMAS; e l'Irlanda ha adottato l'AUG. I fucili bullpup sono stati adottati anche in Cina, Australia, Argentina e molti altri paesi. Sono stati inoltre impiegati in via esclusiva dalle forze speciali o dalle forze di polizia. 
Tuttavia, il regno del bullpup sembra volgere al termine e stiamo assistendo a un numero crescente di paesi che lo abbandonano a favore di fucili di concezione convenzionale, la maggior parte dei quali condivide il DNA con la serie M16/M4. 

La Francia sta abbandonando il FAMAS a favore dell'HK 416. 

La Cina ha sostituito il QBZ-95 con il QBZ-191. Malesia e Nuova Zelanda stanno rimpiazzando i loro AUG rispettivamente con l'M4A1 e l'LMT MARS-L, una variante dell'AR-15. 

Il Regno Unito prevede di sostituire la serie SA-80 con un fucile convenzionale (in lizza vi è il Beretta NARP) entro il 2030. 

Molti fucili bullpup sono ancora in servizio presso gli eserciti di tutto il mondo e probabilmente lo saranno ancora a lungo, ma non si vedono molti paesi che abbiano intenzione di adottarli a breve. 

La guerra urbana e i combattimenti intorno ai veicoli esistono ancora, quindi perché qualcuno dovrebbe abbandonare i bullpup? 

I fucili bullpup tendono a presentare diverse problematiche, tra cui grilletti di scarsa qualità, difficoltà di utilizzo per i soldati mancini e procedure di ricarica poco intuitive. Tuttavia, si tratta di problemi relativamente minori, che secondo alcuni compensano ampiamente la lunghezza complessiva ridotta. 
Nel complesso, i fucili bullpup tendono ad essere più pesanti dei fucili convenzionali. L'M4 pesa 6,43 libbre (circa 2,9 kg) scarico. L'AUG, con una canna da 15 pollici (circa 38 cm) di dimensioni simili, pesa 7,1 libbre (circa 3,2 kg); l'L85 pesa 8,4 libbre (circa 3,8 kg); il Tavor con una canna da 13 pollici (circa 33 cm) pesa 7,5 libbre (circa 3,4 kg). Il peso si accumula rapidamente e anche una sola libbra (circa 450 grammi) in meno può fare una grande differenza. 

Uno dei vantaggi del fucile bullpup è che il suo peso è concentrato nella parte posteriore, il che lo rende più facile da impugnare e da puntare. Tuttavia, questo rende anche il suo utilizzo più difficile durante i pattugliamenti.

Inoltre, chi usa un fucile bullpup tende a percepire un rinculo maggiore, poiché l'azione è posizionata direttamente contro la spalla. Anche il rilevamento della volata può risultare un po' brusco. Questo rende il fucile leggermente più difficile da usare. 
I fucili moderni sono dotati di puntatori laser per la visione notturna, torce montate sull'arma, ottiche variabili, visori notturni o termici agganciabili e silenziatori. 

I fucili bullpup, invece, non offrono molto spazio per gli accessori e per le slitte di montaggio. E poi c'è la questione del silenziatore. 

La maggior parte dei silenziatori crea contropressione; questo spesso spinge i gas verso il viso del tiratore, indipendentemente dal tipo di fucile. La contropressione è costituita da gas caldi che bruciano gli occhi, rendono difficile la respirazione e non fanno certo bene alla salute. I fucili con blocchi gas regolabili aiutano, ma con un fucile bullpup il viso del tiratore si trova proprio accanto alla finestra di espulsione.
I fucili bullpup presentano vantaggi evidenti, ma anche svantaggi che diventano sempre più evidenti con l'evoluzione dei fucili e dei relativi accessori.
I fucili convenzionali possono essere più lunghi, ma sono più leggeri, più facili da accessoriare, più ergonomici e spesso dotati di grilletti di qualità superiore. La natura mutevole della fanteria e della guerra ha ampliato i vantaggi del fucile convenzionale, evidenziando al contempo gli svantaggi dei modelli bullpup.









IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, SANDBOXX, WIKIPEDIA, You Tube)























 

Farnborough Air Show 2026: in data 20 luglio 2026 ha avuto inizio il tradizionale appuntamento biennale dell’aerospazio e della difesa britannico, una edizione decisamente nel segno del GCAP-Tempest. Il Canada si avvicina al programma GCAP, segnando un cambiamento strategico volto a diversificare i partner e a ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti. Il sistema di propulsione del GCAP sarà una vera e propria centrale energetica volante, capace di gestire carichi elettrici e termici senza precedenti, richiesti dai sensori e dai sistemi d’arma di nuova generazione. La Germania stringe per una nuova alleanza per sviluppare un aereo da combattimento di nuova generazione.








https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.








Avviato nel 2022, il GCAP si propone di rendere operativo un aereo da combattimento di nuova generazione entro il 2035. 


Il progetto si concentra sull'integrazione delle tecnologie più avanzate oggi disponibili, tra cui l'intelligenza artificiale (IA), capacità stealth superiori e sistemi di guerra elettronica all'avanguardia. L'obiettivo principale è creare una piattaforma in grado di operare efficacemente in ambienti estremamente complessi e competitivi.
Una delle caratteristiche tecniche più importanti del GCAP è la sua capacità di "combattimento in rete". Il sistema consente ai caccia di condividere dati in tempo reale con velivoli a pilotaggio remoto (UAV), navi da guerra e sistemi di difesa aerea alleati. In particolare, il caccia può controllare i droni di scorta, estendendo il raggio d'azione della ricognizione e degli attacchi a lungo raggio senza mettere direttamente a rischio il pilota. Questa tecnologia è considerata un'arma del futuro nel combattimento aereo e un asso nella manica per rafforzare la deterrenza tra le grandi potenze.
Strategia per ridurre la dipendenza dalla tecnologia americana
Al di là delle sue implicazioni tecniche, il GCAP riveste anche una profonda importanza geopolitica. Attualmente, molti alleati degli Stati Uniti, tra cui il Giappone e i membri della NATO, dipendono fortemente dall'F-35. Lo sviluppo del GCAP è visto come una prova dell'autosufficienza dell'industria della difesa europea e asiatica, e rappresenta una potenziale alternativa ai programmi statunitensi per gli aerei di nuova generazione.
L'autosufficienza tecnologica non solo aiuta i Paesi che avviano il progetto a rafforzare le proprie capacità di difesa, ma riduce anche la loro dipendenza dalle catene di approvvigionamento di armi e dalle politiche di esportazione di Washington. Questo è un fattore chiave che rende il Canada particolarmente interessato a questo progetto.
Nonostante le promettenti prospettive, il GCAP sta affrontando notevoli pressioni finanziarie, poiché i costi di sviluppo stimati sono triplicati rispetto alle proiezioni iniziali. Gli ostacoli relativi agli impegni di bilancio da parte del Regno Unito hanno spinto il Giappone a cambiare posizione, mostrandosi disponibile ad aprire le porte a nuovi partner per condividere l'onere finanziario.
Il Canada si sta attualmente preparando a partecipare in qualità di osservatore. In questo ruolo, Ottawa potrà accedere a informazioni classificate e valutare la compatibilità di questo velivolo con le future esigenze di difesa prima di assumere un impegno finanziario formale. L'adesione al GCAP aiuta il Canada sia a potenziare la propria industria aerospaziale nazionale sia a diversificare le proprie fonti di tecnologia militare.
Tuttavia, l'ampliamento della portata delle partnership pone anche delle sfide per il mantenimento dell'avanzamento dei progetti. Mentre il Giappone dà priorità al completamento entro il 2035, il Regno Unito e l'Italia tendono a voler includere più membri per ottimizzare i costi. Il successo futuro del GCAP dipenderà dalla sua capacità di conciliare gli interessi e risolvere i problemi economici tra i paesi membri.






In data 20 luglio 2026 ha avuto inizio il Farnborough Air Show 2026, tradizionale appuntamento biennale dell’aerospazio e della difesa britannico.

E’ chiaramente una edizione nel segno del GCAP-Tempest, dopo che il programma italo-britannico-giapponese per il caccia di Sesta Generazione ha assegnato a EDGEWING il contratto che consente di completare la fase di definizione del concept avanzato e di valutazione, e di proseguire con lo sviluppo e la progettazione di dettaglio. Il contratto ammonta a 4,6 miliardi di sterline, ovvero circa 5 miliardi di euro.
Si sono verificati momenti di apprensione per le difficoltà finanziarie britanniche in merito alla prosecuzione o meno del programma congiunto; il nuovo DIP (Defence Investment Plan) ha confermato la centralità del GCAP anche per il governo britannico. Pertanto, i fondi ad oggi stanziati ammontano a poco meno di 10 miliardi di euro per i prossimi 4 anni.
Per il governo di Londra il GCAP-tempest è fondamentale per mantenere sovranità industriale e tecnologica, e libertà di manovra da un punto di vista operativo, anche perché il governo britannico è partito molto in anticipo rispetto ai partner italiano e giapponese e sta sviluppando un dimostratore nazionale allo scopo di influenzare la progettazione finale del GCAP, sulla falsariga dell’Eurofighter TYPHOON e dell’EAP (Experimental Aircraft Program). 

L’assemblaggio del dimostratore del GCAP-tempest prosegue, e il primo volo è atteso per la fine del 2027 / inizi del 2028.

Con il concorrente franco-tedesco-spagnolo SCAF seppellito dalle mire industriali di Dassault e di Eric Trappier, la Francia ora punta ad un super-gregario, derivato dal NEURON, e ad un RAFALE 3.0, meno avanzato e più esportabile. 

Il Canada si avvicina al programma GCAP, segnando un cambiamento strategico volto a diversificare i partner e a ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti.

Il Global Combat Air Force Program (GCAP) ha appena visto la sua prima espansione con l'accordo ufficiale raggiunto dal Canada per partecipare in qualità di osservatore. Si tratta di un importante progetto di collaborazione internazionale per lo sviluppo di un aereo da combattimento di sesta generazione, guidato da una coalizione composta da Giappone, Regno Unito e Italia.

GCAP e l'obiettivo di sviluppare un aereo da combattimento di sesta generazione.

Annunciato alla fine del 2022, il GCAP è il risultato della fusione tra il progetto anglo-italiano Future Air Combat System (Tempest) e il programma giapponese per il caccia FX. Il progetto riunisce aziende leader a livello mondiale nel settore della difesa, come BAE Systems (Regno Unito), Leonardo (Italia) e Mitsubishi Heavy Industries (Giappone).
L'obiettivo del GCAP è sviluppare un aereo da combattimento all'avanguardia che incorpori tecnologie di sesta generazione, con un dispiegamento previsto a partire dal 2035. Questi squadroni sostituiranno i Mitsubishi F-2 della Forza di autodifesa aerea giapponese e gli Eurofighter Typhoon attualmente in servizio nella RAF e nell’Aeronautica Militare italiana.




IL CANADA IN QUALITA’ DI OSSERVATORE NEL PROGRAMMA GCAP

Come osservatore, il Canada non sarà direttamente coinvolto per ora nei contratti di produzione principali, ma avrà accesso a informazioni tecniche riservate e parteciperà alle discussioni a livello governativo. Inoltre, si prevede che Ottawa contribuisca con la propria esperienza nella tecnologia di addestramento tramite simulatori di volo.
Alice Hansen, responsabile della comunicazione del Ministero della Difesa canadese, ha affermato che l'adesione al GCAP apporta notevoli vantaggi all'industria della difesa del Paese. Le imprese nazionali avranno l'opportunità di partecipare fin dalle prime fasi di un programma di sviluppo delle capacità militari su scala globale.

Un cambio di strategia da parte del CANADA volto a ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti.

Gli analisti militari considerano la partecipazione del Canada al GCAP un passo epocale nella sua politica di difesa. Fino ad ora, il Paese ha utilizzato principalmente aerei da combattimento di fabbricazione statunitense, in particolare F/A-18 Hornet ed ora il caccia stealth F-35.
Il professor Philippe Lagassé dell'Università di Carleton ritiene che ciò rappresenti un riconoscimento del fatto che Ottawa ha bisogno di più alternative. Da quando il Primo Ministro Mark Carney si è insediato, la diversificazione dei partner nel settore della difesa è stata una priorità assoluta, in un contesto di crescenti tensioni con gli Stati Uniti.
Prima di avvicinarsi al GCAP, il Canada aveva già intrapreso iniziative simili, come l'accordo per i sottomarini con il gruppo tedesco TKMS e le trattative per l'acquisto del velivolo di allerta precoce AEW GlobalEye dal gruppo svedese Saab. Oltre al Canada, anche altri paesi come Australia, India e Arabia Saudita hanno manifestato un notevole interesse per il progetto GCAP.




IL SISTEMA ENERGETICO VOLANTE DEL GCAP

“Non stiamo semplicemente sviluppando un sistema di propulsione: stiamo realizzando una vera e propria centrale energetica volante, capace di gestire carichi elettrici e termici senza precedenti, richiesti dai sensori e dai sistemi d’arma di nuova generazione”. Lo ha detto Phil Townley, director of future programmes di Rolls-Royce Defence, descrivendo il motore del Gcap, il progetto per il caccia di sesta generazione targato Italia-Uk-Giappone i cui progressi sono stati messi in mostra al Farnborough International Airshow, uno degli appuntamenti di settore più importanti. 
Alla maxi fiera Avio Aero, IHI Corporation e Rolls-Royce hanno annunciato di aver compiuto un ulteriore passo avanti verso i primi test a terra del dimostratore tecnologico del sistema propulsivo del Global Combat Air Programme (Gcap), passando con successo una serie di design review condotte dal consorzio. Le tre aziende stanno sviluppando il sistema propulsivo e di gestione di potenza necessari a supportare il futuro velivolo caccia di sesta generazione, e il dimostratore ha un ruolo centrale nella riduzione dei rischi perché consente di verificare il livello di maturità delle tecnologie. Serve a testare e affinare processi, strumenti e modalità operative, contribuendo a rendere più efficiente il ciclo di progettazione e sviluppo del Gcap.  
Rolls-Royce sta collaborando con IHI Corporation e Avio Aero per dare impulso al futuro del combattimento aereo attraverso il Global Combat Air Programme (GCAP). Questa pionieristica collaborazione internazionale riunisce talenti, tecnologie avanzate e una visione condivisa per realizzare un sistema di propulsione e alimentazione di nuova generazione, promuovendo l'innovazione in ogni fase.
Sarah, responsabile dell'ingegneria per GCAP, spiega l'approccio internazionale in atto: "Faccio parte del team del Regno Unito e sto lavorando alla realizzazione di un dimostratore di sistema di alimentazione e propulsione per GCAP. Mi occupo della progettazione a livello di sistema, utilizzando un approccio iterativo per convergere verso una soluzione che integri in modo robusto circa 40.000 componenti individuali in un dimostratore tecnologico completo.” "Collaboriamo con i colleghi di IHI Corporation e Avio Aero, rispettivamente in Giappone e in Italia. Insieme ci concentriamo su soluzioni tecnologicamente innovative che includono materiali e tecniche di produzione all'avanguardia. Il nostro obiettivo è fornire un sistema in grado di alimentare l'aeromobile con la propulsione e una fonte integrata di energia elettrica per far fronte ai maggiori carichi di potenza. È un momento entusiasmante per mettere alla prova le nostre capacità, tecniche e competenze e per ottimizzare diverse forme di energia in modi innovativi.” “Questo obiettivo comune rappresenta una sfida enorme e la collaborazione trilaterale è fondamentale per il successo del programma. Stiamo mettendo a frutto la nostra esperienza e sfruttando competenze, capacità e tecnologie per soddisfare le esigenze del governo attraverso un'efficace condivisione delle conoscenze e il trasferimento tecnologico
“Questa partnership unica si fonda su solide basi. Rolls-Royce vanta una lunga storia di collaborazione con l'Italia su progetti di motori per aerei da combattimento, in particolare Tornado e Typhoon, ed è presente stabilmente in Giappone dagli anni '60, con oltre 5.000 colleghi giapponesi impegnati nei programmi Rolls-Royce nei settori dell'aviazione civile, della difesa e dei sistemi energetici.
"Sebbene la collaborazione diretta tra IHI, Avio Aero e Rolls-Royce rappresenti una novità, le competenze si completano a vicenda e contribuiranno a realizzare questo obiettivo comune", spiega Sarah.
“Pur lavorando in sedi diverse, formiamo un'unica squadra con un obiettivo comune: sostituire in modo efficiente l'attuale flotta aerea con un sistema di propulsione più performante, garantendo che soddisfi le esigenze moderne, sia oggi che in futuro.”
Questa partnership internazionale riunisce colleghi provenienti da culture, lingue e fusi orari diversi: una dinamica che tutti i partner hanno attentamente valutato per superare le barriere e garantire la collaborazione.
"Il programma sta sviluppando un ambiente di lavoro aziendale digitale, che consentirà al team di essere più autonomo e di lavorare con meno barriere", ha affermato Sarah.
"Stiamo inoltre supportando coloro che, all'interno della partnership, scelgono di lavorare fisicamente nello stesso luogo, organizzando corsi di lingua e sessioni di sensibilizzazione culturale."
"Ci incontriamo con i nostri partner in momenti chiave del programma, alternandoci nell'ospitare le riunioni nei nostri rispettivi paesi. Un aspetto estremamente gratificante del programma è l'opportunità di viaggiare e lavorare all'estero. Incontrarci di persona rafforza i nostri sforzi collettivi e ci aiuta a trovare un consenso su problemi tecnici complessi, oltre a consolidare i comportamenti che sono alla base della dinamica collaborativa che ci contraddistingue."
Se nutri una passione per la potenza e la propulsione e desideri far parte del team di sviluppo tecnologico innovativo che guida il Global Combat Air Programme, Rolls-Royce offre interessanti opportunità di carriera che ti permetteranno di avere un impatto concreto in questo settore. 
In qualità di leader nel settore aerospaziale, Rolls-Royce è all'avanguardia nello sviluppo di soluzioni innovative per i sistemi di propulsione e alimentazione. I team lavorano su di una vasta gamma di progetti, dalla progettazione e produzione di motori per aerei da combattimento allo sviluppo di tecnologie di propulsione avanzate che migliorano le prestazioni e l'efficienza dei consumi.

Le tre aziende dicono di avere una collaborazione sempre più stretta. 

Nel corso dell’ultimo anno è stato inaugurato a Reading, nel Regno Unito, un “collaboration hub” dedicato, pensato per favorire la co-locazione dei partner e una collaborazione più stretta con la Gcap Agency ed Edgewing, l’alleanza industriale alla base del progetto del caccia. 
Le review del consorzio hanno accompagnato il programma verso l’approvazione finale del progetto del nuovo dimostratore di motore in configurazione ‘centre line’, mentre continua la produzione dei componenti. Ad oggi sono stati completati oltre 100 test su componenti in scala ridotta, avvicinando ulteriormente il consorzio alla fase di test a terra del dimostratore di motore sviluppato congiuntamente dai tre partner. I dati raccolti in questa fase saranno fondamentali per supportare la progettazione e lo sviluppo dell’intero sistema di potenza e propulsione del Gcap.  
“I progressi compiuti dai team delle nostre tre aziende nello sviluppo del dimostratore tecnologico rappresentano una tappa fondamentale nel percorso verso la definizione di tecnologie propulsive di nuova generazione”, ha dichiarato Edoardo Curti, defense business unit general manager di Avio Aero. 
“In questo contesto internazionale – ha spiegato Noriyuki Nakamura, senior technical advisor, aero engine, space & defense business area di IHI Corporation – IHI sta integrando le più avanzate tecnologie giapponesi nel campo dei motori aeronautici con il know-how di Avio Aero e Rolls-Royce per sviluppare una nuova generazione di sistemi di potenza e propulsione, il ‘cuore’ dei velivoli da combattimento di domani”.  
Il consorzio contribuisce a sostenere la crescita economica e lo sviluppo di professionalità altamente qualificate nei tre Paesi partner. 
Attualmente il programma supporta oltre 9.000 posti di lavoro altamente specializzati nel settore aerospaziale a livello globale e continua a investire nello sviluppo dei talenti futuri nelle nazioni coinvolte. 

La Germania stringe un'alleanza per sviluppare un aereo da combattimento di nuova generazione.

Guidata da Airbus Defence and Space, dopo aver sondato gli intendimenti dei partner del programma GCAP-Tempest, l'industria della difesa tedesca sta procedendo con la formazione di una nuova alleanza per sviluppare in modo indipendente il suo aereo da combattimento di sesta generazione e starebbe procedendo con la formazione di una nuova alleanza per lo sviluppo di un proprio aereo da combattimento di sesta generazione, guidata da Airbus Defence and Space, la divisione difesa di Airbus. Questa decisione giunge dopo che il cancelliere Friedrich Merz ha recentemente annunciato il suo ritiro dal progetto Future Combat Air System (FCAS) tra Germania, Francia e Spagna.
La nuova alleanza, denominata "Team Gen 6", è stata creata per colmare il vuoto lasciato dal crollo del programma di collaborazione FCAS.  Di recente, il gruppo ha inviato una lettera al Cancelliere Merz esprimendo il desiderio di sviluppare congiuntamente un aereo da combattimento tedesco di sesta generazione.

Oltre ad Airbus Defence and Space, la nuova alleanza comprende anche importanti aziende tedesche del settore della difesa e della tecnologia, come MBDA, Hensoldt, Diehl Defence, Liebherr, MTU Aero Engines, Rohde & Schwarz e Autopflug. Inoltre, si sta cercando di coinvolgere nel progetto anche il gruppo svedese della difesa Saab, considerato un'azienda con esperienza nello sviluppo autonomo del caccia Gripen.

Secondo i media tedeschi, l'obiettivo del "Team Gen 6" è sviluppare un aereo da combattimento più snello e meno complesso rispetto al progetto FCAS. Nel contesto della guerra moderna, che pone sempre maggiore enfasi sul ruolo dei velivoli a pilotaggio remoto, il team di sviluppo afferma di non avere alcuna intenzione di costruire "una versione in stile tedesco dell'FCAS".
Inoltre, secondo alcune fonti, la nuova alleanza non sarebbe disposta a partecipare al programma GCAP – un progetto collaborativo per lo sviluppo di un aereo da combattimento di nuova generazione tra Regno Unito, Italia e Giappone – a causa di divergenze nei requisiti tecnici e nella direzione strategica.
IG Metall, il più grande sindacato dell'industria metallurgica in Germania, ha espresso il proprio sostegno all'iniziativa tedesca di sviluppare un proprio aereo da combattimento di nuova generazione.

Jürgen Kerner, membro del consiglio di amministrazione di IG Metall, ritiene che la partecipazione al GCAP in questa fase non sia più opportuna, poiché la suddivisione delle categorie di lavoro è già stata completata.

Secondo lui, la linea d'azione logica per Airbus Defence and Space e i suoi partner è quella di sviluppare un aereo da caccia di sesta generazione basato sulla piattaforma Eurofighter esistente, collaborando al contempo per colmare eventuali lacune tecnologiche.
L'alleanza "Team Gen 6" dovrebbe essere lanciata ufficialmente in occasione dell'International Aerospace Exhibition (ILA) di Berlino.
In relazione a questi sviluppi, la decisione di Germania e Francia di interrompere il progetto sopra menzionato ha suscitato reazioni contrastanti in tutta Europa, con molti leader e osservatori che hanno messo in guardia contro le ripercussioni negative sulle ambizioni comuni di difesa dell'Unione europea (UE). Il 9 giugno, il primo ministro belga Bart De Wever ha affermato che le decisioni di Germania e Francia potrebbero indebolire a lungo termine le capacità di difesa aerea dell'Europa.










IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, RID, Vietnam.Vn, Key4biz, WIKIPEDIA, You Tube)