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Si vis pacem, para bellum
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.
Marinha Portuguesa
Marinha Portuguesa è una delle componenti delle Forças Armadas de Portugal; la sua missione ha una componente militare, subordinata al comando delle forze armate, ed una non militare subordinata alla Autoridade Marítima Nacional.
La prima battaglia nota della marina portoghese risale al 1180, durante il regno di Alfonso I del Portogallo, quando una flotta comandata dal cavaliere Fuas Roupinho sconfisse una squadra musulmana nei pressi di Cabo Espichel, tentando poi tre volte di conquistare la città di Ceuta; Rupinho morì al terzo tentativo. Durante la Reconquista portoghese la marina attaccò con successo Alcácer do Sal, Silves e Faro e fece incursioni in Andalusia contro il regno arabo di Castiglia.
Il programma FREMM EVO è stato ideato per sviluppare due nuove fregate (versione “EVOLUTION”) a partire dal programma FREMM originale.
Due nuove unità per la M.M. italiana saranno all’avanguardia nel settore delle navi da difesa, sia dal punto di vista tecnologico che prestazionale, valorizzando i principali sviluppi tecnologici già realizzati nei programmi recenti e migliorando ulteriormente le capacità grazie all’integrazione dei più moderni sistemi anti-drone e di sistemi senza equipaggio su tre domini.
Le Fregate Europee Multi-Missione - Evolution sono l'aggiornamento profondo delle attuali fregate classe Bergamini, progettate da Fincantieri con un forte focus su sensori, difesa antiaerea, anti-drone (C-UAS) e guerra elettronica.
Le caratteristiche principali includono:
- Dimensioni e Prestazioni: Misurano 144,6 metri di lunghezza, hanno un dislocamento di oltre 6.500 tonnellate e raggiungono una velocità massima superiore ai 27 nodi con architettura propulsiva CODLAG;
- Sensori e Radar: Sono equipaggiate con il nuovo radar fisso a doppia banda di Leonardo (in banda C e X) e suite elettro-ottiche per una copertura a 360°;
- Armamento Antiaereo e Missilistico: Dispongono di celle di lancio verticale Sylver A50 e A70 (fino a 32 celle totali) per missili Aster e missili da crociera, integrate dal sistema di combattimento SADOC 4;
- Sistema Anti-Drone: Dotate di torrette Leonardo LIONFISH da 30 mm e del sistema C-UAV ADRIAN per neutralizzare minacce aeree ostili di piccole dimensioni;
- Capacità Aerea: Hanno un hangar doppio e un ponte di volo in grado di operare fino a due elicotteri (NH90 o AW101) o droni UAS.
In data 21 luglio 2026, nel corso dell’incontro tra il Primo Ministro portoghese Luís Montenegro e l’omologo italiano Giorgia Meloni, tenutosi a Roma, è stata annunciata la firma dell’accordo tra le rispettive Direzioni Nazionali degli Armamenti per la fornitura di 3 fregate FREMM EVO di Fincantieri alla Marina Portoghese, come annunciato dal Ministero della Difesa portoghese in un Comunicato Stampa.
La consegna delle unità è prevista tra il 2029 e 2030.
L’accordo - definito dal MoD portoghese come "Estado a Estado" - è stato firmato nel corso di un incontro tra i 2 Ministri della Difesa, Nuno Melo e Guido Crosetto, dai rappresentanti della Direzione Generale degli Armamenti di Italia e Portogallo, rispettivamente l’Ammiraglio Giacinto Ottaviani e il Contrammiraglio Antonio Mateus.
Questo investimento nella guerra di superficie oceanica e ASW prevede anche la cooperazione con le industrie della difesa, con un forte coinvolgimento di aziende nazionali, il trasferimento di tecnologia, la riqualificazione dell'Arsenale di Alfeite, nonché un significativo ritorno per l'economia nazionale.
La decisione rappresenta una parte significativa dell'investimento SAFE (5,8 miliardi di euro) e rappresenta il più grande sforzo di riequipaggiamento delle Forze Armate in una democrazia, e copre tutti i settori: navale, terrestre, aereo – inclusi i droni – e spaziale.
E’ stato rivelato che Fincantieri produrrà inizialmente due fregate FREMM EVO per la Marina Militare Italiana, seguite dalle tre per la Marina Portoghese. La prima unità è già in produzione, mentre la seconda dovrebbe entrare in produzione a breve. Il Portogallo non riceverà gli scafi attualmente in produzione per la Marina Italiana. Le fregate portoghesi avranno la stessa configurazione di base delle FREMM EVO della Marina Italiana, ad eccezione dei sistemi di comunicazione.
Per quanto concerne l’armamento missilistico antinave, la decisione è ancora in sospeso tra il Teseo Mk2/Evolved di MBDA e l'NSM di Kongsberg Defence & Aerospace.
L’intesa copre l’acquisizione delle fregate, la loro manutenzione, il trasferimento di tecnologia e le altre attività necessarie per garantire l’impiego operativo delle unità per non meno di 30 anni. L’acquisizione delle 3 fregate destinate al Portogallo sarà gestito da OCCAR, che affiderà il contratto a Orizzonte Sistemi Navali (OSN), joint venture tra Fincantieri (51%) e Leonardo (49%).
Il Portogallo è entrato a far parte di OCCAR lo scorso marzo, proprio per poter partecipare al programma FREMM e a quelli collegati, come il FSAF-PAAMS per i sistemi di difesa antimissile che equipaggiano le fregate.
Le FREMM EVO rappresentano l’ultima evoluzione delle fregate franco-italiane, e montano:
- 32 VLS, suddivisi equamente tra SYLVER A50 e A70;
- il sistema C-UAS ADRIAN di ELT Group (per il contrasto dei droni mini/micro e fino a droni nella categoria dei subtattici, entro i 100 kg;
- Il radar pesa KRONOS Dual Band Radar (DBR) di Leonardo in banda C/X (KRONOS QUAD in banda C e KRONOS STARFIRE in banda X);
- I sistemi d’artiglieria di cui dispongono, entrambi sviluppati da LEONARDO, sono 2 cannoni SUPER RAPIDO da 76/62 mm e 2 torrette LIONFISH 30 in funzione antidrone.
Le nuove unità saranno dotate:
- del missile MdCN di MBDA (Missile de Croisière Naval, anche noto come SCALP NAVAL);
- disporranno di 16 celle SYLVER A50 (2 complessi da 8 celle);
- 16 celle A70 (anche in questo caso 2 complessi da 8 celle), per un totale di 32 VLS;
- del sistema C-UAV ADRIAN (per il contrasto dei droni mini/micro e fino a droni nella categoria dei subtattici, entro i 100 kg);
- del KRONOS Dual Band Radar (DBR) di Leonardo in banda C/X (KRONOS QUAD in banda C e KRONOS STARFIRE in banda X);
- nel campo antidrone, in aggiunta, le unità saranno dotate di 2 torrette LIONFISH 30, sviluppate da Leonardo proprio per il contrasto (hardkill) degli UAV;
- il sistema di combattimento sarà aggiornato con il Combat Management System SADOC 4 (o ATHENA Mk-2, secondo la definizione di Leonardo).
Tutte le unità sono dotate di eliche di manovra prodiere della potenza di 1 MW, che velocizza di molto le accostate e ne agevola le manovre in spazi ristretti, ed utilizzabile anche come propulsore ausiliario in grado di generare 7 nodi di velocità massima; le navi sono inoltre progettate in classe RINA con specifiche militari (RINAMIL for FREMM ed. 2006) e rispettano le norme antinquinamento marino MARPOL[29]. I due timoni, fuori asse rispetto alle eliche, non sono verticali ma inclinati di 9° in modo da fungere anche da alette stabilizzatrici.
Le navi erano originariamente programmate per ospitare fino a 165 membri dell'equipaggio, ma l'utilizzo di uno spazio a prora destinato ad ospitare missili a lunga gittata ha permesso, alle navi italiane, di ampliare i posti fino a 200, dei quali 23 destinati alla gestione degli elicotteri, 131 (GP) o 133 (ASW) al governo della nave in tabella base ed altri 34 in tabella allargata per periodi di operatività prolungata, posti a disposizione anche per eventuale staff di comando aggiuntivo o per nuclei di forze speciali o fucilieri di marina imbarcati in aggiunta agli ultimi 12 posti ancora disponibili.
Le fregate possono lanciare dei gommoni da 7 e 11 m con una gru, mentre a poppa sotto il ponte elicotteri è stato ricavato uno spazio sfruttato in modo diverso a seconda delle versioni: la ASW ospita il sonar filabile rimorchiato, mentre la GP alloca una slitta dalla quale lanciare imbarcazioni RHIB (semi-rigidi gonfiabili) utilizzate dagli incursori per le operazioni speciali.
Caratteristiche
La classe FREMM (Fregate Europee Multi Missione), sviluppata in collaborazione tra Italia e Francia, ha la sua origine nel “Programma Fregate di nuova generazione” con la definizione della Specifica Operativa Generale risalente al gennaio 2003; è composta da varie sottoclassi specializzate, l’ultima è la “EVO”.
Caratteristiche generali:
- lunghezza: 144,6 m; larghezza 19,7 m; pescaggio massimo (in corrispondenza del bulbo) ca. 8,70 m; dislocamento a pieno carico: ca. 6.900 t.;
- La propulsione è di tipo CODLAG (COmbined Diesel-Electric And Gas turbine).
Le FREMM si avvalgono di una turbina LM2500+G4 da 32 MW, 2 motori elettrici reversibili (Jeumont Electric), montati sugli assi, da 2,15 MW ciascuno e due eliche a passo variabile. Diverse configurazioni, attraverso un unico riduttore di tipo “cross connected”, rendono possibili tre principali andature:
sui motori elettrici alimentati dai generatori diesel (andatura silenziosa fino a 15.6 kts);
sulla turbina a gas con una velocità massima di 27 nodi. In questo caso i motori elettrici possono essere trascinati dagli assi e funzionare come generatori;
combinata su turbina gas e motori elettrici alimentati dai diesel, che consentono la possibilità di mantenere l’andatura massima, sia in condizioni meteo marine sfavorevoli, sia in seguito all’aumento di dislocamento dell’Unità in prossimità del periodo di fine vita;
Le Unità sono inoltre dotate di thruster azimutale retrattile, della potenza di 1 MW, per mezzo del quale sono in grado di raggiungere la velocità di 7 nodi (propulsione ausiliaria) ed essere di ausilio nelle manovre di ormeggio (elica di manovra); l’autonomia delle Unità è di 6000 miglia nautiche a 15 nodi.
Le Unità sono equipaggiate con l’innovativo impianto di governo e stabilizzazione denominato “Rudder Roll” che permette il governo e la stabilizzazione dell’Unità per mezzo dei due timoni inclinati di 9°.
SMS - Ship Management System
L’SMS è un sistema integrato di condotta nave e gestione dei sistemi di piattaforma funzionalmente costituito da:
l’Integrated Platform Management System (IPMS) che consente la gestione integrata dei seguenti impianti/capacità di piattaforma:
- apparato propulsivo (tramite S/S SACAM) - TAG, MM.EE.PP. (compreso il funzionamento da generatori asse), riduttore, linee asse, sistema di propulsione ausiliaria (Auxiliary Propulsion Sub-System) e ausiliari dell’ apparato motore;
- impianto elettrico (tramite S/S SACIE) - diesel generatori, generatori asse e relativi ausiliari, High Voltage Main SwitchBoard (HVMSB), Low Voltage Main SwitchBoard (LVMSB), Secondary SwitchBoard (SSB), Tertiary SwitchBoard (TSB), Distribution Board (DB), quadri presa da terra, trasformatori HV/LV (High/Low Voltage), accessori ed ausiliari;
- servizi nave relativi allo scafo e alla sicurezza (tramite S/S SACSEN);
- capacità di Damage Control, integrate nel S/S SACSEN SIC e funzionalità di On Condition Monitoring di supporto agli operatori per la gestione delle manutenzioni (p.e. tramite INS permette di interfacciarsi con il sistema informativo della logistica e manutenzione SIGAM);
- capacità di simulazione per l’addestramento degli operatori del S/S SACSEN SIC limitatamente alle funzioni della sicurezza;
- interfaccia con il sistema TVCC al fine di rendere disponibili su tutte le MFC (e su altre periferiche del sistema quali Local Operating Panel - LOP, Large Digital Screen - LDS, Conning, BODs e Portable Terminal Unit - PTU) le immagini provenienti da tutte le telecamere installate a bordo;
- Integrated Bridge System (IBS) che consente la gestione integrata dei pacchetti applicativi ARPA, ECDIS e dell’HCI del NAVS attraverso le Consolle in Plancia - nella sua funzione di SCC secondaria. Le funzionalità “Conning”, anch’esse disponibili in plancia, sono implementate invece su sistemi video dedicati (Conning Display e Bridge Overhead Display – BOD).
Controllo del Danno
Per quanto attiene il controllo del danno, le FREMM sono suddivise in due Damage Control Zone (DCZ che includono due Main Vertical Zone (MVZ) ciascuna.
Ogni DCZ è completamente indipendente per quanto concerne la produzione e la distribuzione dell’energia elettrica. In ogni DCZ si trova, inoltre, un centro per la gestione della difesa passiva, dove sono presenti console dell’SMS simili a quelle presenti in Plancia e SCC (Ship Control Center), configurabili in funzione delle diverse necessità (Damage Control, o tutte le altre funzioni dell’SMS)
Come precedentemente indicato, riguardo ai Sottosistemi che rispondono al SMS, si ricorda che il S/S SACSEN-SIC (Sistema Automatico Controllo Servizi Nave Sicurezza) ha lo scopo di supportare l’operatore in tutte le fasi della gestione della sicurezza della nave ed in particolare durante le situazioni di emergenza. Al fine di intervenire tempestivamente su eventuali principi di incendio, è presente un sistema di sorveglianza detto Fire Detection System (FDS), interfacciato con il S/S SACSEN-SIC e progettato per effettuare la rilevazione tempestiva dell’incendio mediante:
- controllo delle temperature dei locali;
- rilevatori presenza di fiamma;
- rilevatori presenza di fumo.
Le segnalazioni di allarme e di stato del sistema sono condotte in due centraline ubicate in SCC Primaria e Secondaria (Plancia).
I principali impianti antincendio presenti a bordo sono i seguenti:
- Impianti fissi e semifissi a gas NOVEC 1230
- Impianti fissi di nebulizzazione
- Impianti fissi a schiuma
- Impianti Water Mist
- Impianto Twin Agent
- N°87 stazioni antincendio
- Estintori portatili a polvere e CO2.
I principali mezzi di esaurimento sono invece così ripartiti:
- nr.1 E/P GE da 200 m3/h è installata nel locale Diesel di Pr sul deck 4
- nr.1 E/P GE da 200 m3/h è installata nel locale Ausiliari sul deck 4
- nr.1 E/P GE da 400 m3/h è installata nel locale TAG sul deck 4
- nr.1 E/P GE da 400 m3/h è installata nel locale MEP sul deck 4.
La nave è dotata, inoltre, di quattro EE/PP portatili EMU KS70N (portata 40 t/h, prevalenza 16 m, tensione 440 V, frequenza 60 Hz) distribuite una per MVZ, sono del tipo totalmente immergibile ed in caso di necessità vengono calate nel compartimento allagato della nave. Gli 11 compartimenti stagni sono asserviti da almeno un idroiettore da 15 t/h e, ove assente E/P GE, anche da almeno un idroiettore da 80 t/h.
Il funzionamento del Sistema di Combattimento (C/S) si basa sullo scambio di informazioni (dati) che viaggiano attraverso un’unica dorsale di distribuzione (bus) interna all’unità (INS - Internal Networking System). Tale dorsale è capace di gestire dati di diversa tipologia generati dai sensori/sottosistemi (moduli) che compongono il C/S. Tale sistema di networking integrato (INS) è il principale artefice dell’elevato grado d’integrazione dello stesso C/S.
Tutti i moduli del C/S sono gestiti dal Combat Management System (CMS), unità di Comando e Controllo (C2) che funziona anche quale interfaccia uomo-macchina per mezzo delle MultiFunctional Console (MFC). Soltanto il sistema missilistico anti-nave e ASW, benché interfacciato con il CMS, é gestito da console dedicata situata in CIC.
Di seguito uno schema riepilogativo della configurazione del C/S:
Le modalità di gestione di un S/S da parte del CMS sono di due tipi:
- Controllo tattico: rappresentato dai comandi elaborati dal CMS per l’utilizzo delle funzionalità tra i vari S/S e il loro coordinamento in base al tipo di missione ed alle condizioni di scenario.
- Controllo operativo:rappresentato dai comandi di gestione trasmessi al S/S attraverso la sua interfaccia Uomo-Macchina (HCI). Tale controllo può essere esercitato attraverso le MFC o tramite console/pannelli dedicati di apparato (con livelli di operatività eventualmente diversi). In quest’ottica sono disponibili diverse forme di configurazione di ciascun S/S, intendendo, in generale come “configurazione” il livello di integrazione delle specifiche funzionalità dei/del S/S con quelle dell’intero Sistema di Combattimento.
In particolare, sono definiti tre tipi di configurazione d’impiego dei S/S:
Integrata: il S/S opera sotto il controllo tattico del CMS, attraverso il segmento C2S (Command and Control System) composto essenzialmente dai calcolatori tattici. Il controllo operativo del S/S è esercitato attraverso le console MFC del CMS o tramite console dedicata situata in CIC (es. TESEO). Lo scambio dati con il resto del C/S avviene tramite INS.
Autonoma: il S/S opera fuori dal controllo tattico del CMS. Di conseguenza i dati da esso processati non sono disponibili presso le altre console CMS. Il controllo operativo del S/S è esercitato attraverso le console MFC del CMS o, dove applicabile, tramite console di apparato. Operare fuori dal c.d. controllo tattico del CMS rappresenta una condizione di degrado rispetto alle condizioni di configurazione INTEGRATA. A tal proposito è da evidenziare la possibilità per il segmento C2S del CMS di scollegare funzionalmente tra loro i calcolatori tattici per permettere ad alcuni di essi di operare in configurazione autonoma con i soli collegamenti funzionali del S/S che ne necessita. I calcolatori che hanno questa capacità sono quelli di:
C2 NSFS (Naval Surface Fire Support) che può operare in configurazione autonoma con il S/S IVS;
C2 ASW che può operare in aggregazione con ISS, OAS/MAS, TLS; MDLP che può operare in configurazione autonoma per la gestione dei link tattici.
Configurazione locale: il S/S opera in modo isolato rispetto al CMS. Il controllo operativo del S/S è esercitato attraverso console/pannelli dedicati. Lo scambio dati avviene tramite bus dati interni, pertanto la rete INS, anche se disponibile, non viene utilizzata.
All’interno di ogni configurazione, a seconda del livello di intervento richiesto all’operatore nell’espletamento di ogni funzionalità, ogni S/S può assumere diverse modalità operative secondo le seguenti definizioni:
Sensori:
- automatico: le funzionalità sono controllate interamente dai processi automatici del SW, senza intervento dell’operatore (ad es: inizializzazione e tracciamento automatico). L’operatore può comunque intervenire per definire e modificare i parametri operativi di sistema che regolano tali processi.
- manuale: il sistema è controllato dall’operatore.
Sistemi d’arma:
- automatico: l’assegnamento dei bersagli e l’inizializzazione del fuoco sono ordinate e gestite dalla funzionalità TEWA (Threath Evaluation and Weapons Assignment) del CMS, senza intervento dell’operatore, a condizione che siano verificate le condizioni di sicurezza. L’operatore può comunque intervenire per definire e modificare i parametri di sistema che regolano tale processo automatico (parametri di dottrina, politiche di fuoco, etc).
- semi-automatico: l’assegnamento dei bersagli è effettuato automaticamente dalla funzionalità TEWA del CMS.
- L’operatore deve in ogni caso inizializzare o approvare l’inizializzazione del fuoco.
- manuale: sia l’assegnamento dei bersagli che l’inizializzazione dell’ingaggio e l’azione di fuoco necessitano di un’approvazione dell’operatore.
- Peculiarità della versione GP: le Unità GP sono armate con 8 Teseo Mk2A, 1 cannone da 76/62 SR con kit Davide/Strales per munizioni guidate ed 1 cannone da 127/64 LW con sistema Vulcano, in grado di ingaggiare anche bersagli terrestri oltre i 100km con munizionamento guidato.
- Peculiarità della ASW: le Unità ASW sono armate con 4 missili anti-nave e 2 cannoni Oto Melara 76/62 con kit Davide.
- Peculiarità Sonar: tutte le Unità sono dotate di un sistema Sonar integrato (ISS), comprendente un sonar attivo Thales 4110CL (BMS) nel bulbo, un Sonar ad alta frequenza per anti-collisione (OAS) che ha anche la capacità MAS di individuare mine ormeggiate/alla deriva, e telefono subacqueo (UWT).
- Le Unità ASW sono dotate anche di un Sonar rimorchiato a profondità variabile (TB) attivo a bassa frequenza Thales 4249 (CAPTAS 4) ed una cortina trainata multifunzione (TA), ovvero con funzioni di scoperta sommergibili e difesa antisiluro, integrata con il sistema di lancio contromisure (ASW DLS); la suddetta versione è dotata inoltre di sonar multibeam ad alta frequenza (Panoramic Echo Sounder) per batigrafia fondale, sulla verticale dell’Unità, sino a 2000m, con capacità di discriminazione di oggetti di medie dimensioni.
Logistica e mezzi imbarcati
Per quanto attiene le capacità logistiche, gli standard abitativi consentono la pianificazione e la conduzione di:
- “periodi tipici” di operazione in mare della durata di 45 giorni continuativi;
- “missioni standard” della durata di sei mesi e comprendenti generalmente:
- un periodo di deployment iniziale (10-15 gg);
- due o tre “periodi tipici” in mare, separati da soste in porto di circa 5 giorni continuativi;
- un periodo di deployment finale (10-15 giorni);
- “rischieramenti standard” che comprendono una o due “missioni standard” e possono contemplare anche periodi di ripristino efficienza (soste e manutenzioni). La durata di un “rischieramento standard” è di circa nove mesi d’impiego per un totale indicativo di 5.000 ore di moto.
Considerazioni relative alla flessibilità operativa hanno recentemente portato all’adozione di una modifica che ha incrementato il numero di alloggi da 165 a 200. Ciò è stato principalmente realizzato con l’uso dello spazio prodiero inizialmente riservato ad un eventuale sistema missilistico Deep Strike.
Per ottenere un miglior bilanciamento delle Unità è stata effettuata una sostituzione di parte delle sovrastrutture originariamente in acciaio con lega leggera. Una serie di valutazioni basate sullo studio di Human Factor commissionato alla I.P. e su recenti esperienze di manning ridotto, sia in ambito nazionale che internazionale, hanno portato dimensionare le tabelle di equipaggiamento a 131 unità per la versione GP e 133 unità per la versione ASW (a cui va aggiunta la Sez.Elicot di 23 unità per la gestione di due velivoli). E’ inoltre stata approvato l’ampliamento della tabella di ulteriori 34 unità (c.d. Tabella allargata) teso a garantire l’elevata disponibilità operativa prevista dal requisito (ad es. per agevolare le manutenzioni ed i servizi di bordo giornalieri).
Per quanto attiene ai mezzi navali imbarcati, tutte le Unità sono dotate di sistemi di sollevamento per la messa a mare ed il recupero di un gommone da 7m e di uno da 11m. Inoltre, la versione GP è dotata di una slitta retrattile a poppetta per il rilascio rapido ed il recupero del RHIB da 11 mt a chiglia rigida in uso presso gli incursori.
Le operazioni di recupero/messa a mare del RHIB dalla slitta di poppa possono avvenire senza limitazioni sino a mare stato 3, mentre per lo stato 4 è consigliabile (in base agli studi industriali effettuati in vasca) avere l’Unità madre con mare in prora in modo da schermare parzialmente la poppa dalle onde.
Slitta retrattile versione GPLa versione ASW ospita nello stesso spazio il sonar a profondità variabile (VDS).
Per quanto riguarda, infine, componente di volo, le navi dispongono di un hangar principale, capace di ospitare un EH-101 o un SH-90 con spazi idonei per interventi manutentivi ed un hangar secondario, dimensionato per il solo ricovero di un SH-90. Entrambi sono asserviti da Helo Handling Systems per assicurare e movimentare gli elicotteri dallo spot di atterraggio sino al ricovero completo dei velivoli. Il recente intervento di allungamento del ponte di volo consente maggiore flessibilità nell’impiego dei suddetti elicotteri in condizioni estreme.
Il finanziamento deve basarsi sul programma europeo SAFE (Security Action for Europe), istituito nel 2025 per offrire a uno Stato membro dell'Unione europea 150 milioni di euro da erogare a lungo termine con un basso tasso di interesse. In secondo luogo, Ministro degli Esteri, il pacchetto di mobilità SAFE da Lisbona ha un valore di 5,8 miliardi di euro, ed è il prezzo di acquisto della nave che è più importante di quello in questo quadro.
Il contratto non si limita alla sola costruzione delle 3 unità, ma comprende anche il supporto logistico, la manutenzione a lungo termine, il trasferimento tecnologico e le condizioni industriali necessarie a garantire un ciclo di vita operativo minimo di 30 anni. Il pacchetto previsto prevede inoltre la riqualificazione dell'Arsenale di Alfeite, sede di una canoa navale militare situata vicino a Lisbona, al fine di coinvolgere l'industria nazionale a supporto della futura marina militare.
Al momento dell'annuncio, Luís Montenegro ha presentato la sua unità come una risorsa per la missione marittima del Portogallo e dell'Europa.
La Marina Portoghese ha in servizio 5 fregate, con 3 MEKO 200 navi in servizio dal 1991 al 1992, non una 2 unità della classe Karel Doorman di origine olandese, immesse in servizio senza Paesi Bassi nel 1994 prima del trasferimento oro in Portogallo. L'arrivo della FREMM EVO se la inserisci nella nuova flotta di combattenti di superficie l'unità principale ha un superato 35 anni di servizio al momento del suo principale contratto italiano.
La FREMM EVO riprende la base delle FREMM specializzate nella lotta ASW, con lo scafo mantenuto e una propulsione CODLAG della combinazione diesel, elettrica e turbina a gas. Sviluppo di sicurezza, sensori, sistemi di combattimento e armamenti. Leonardo indica che questa versione non ha la stessa capacità di protezione spaziale e resistenza balistica con una massa trasportabile compresa tra 600 e 1.300 millimetri.
IL NOSTRO PENSIERO
Si vis pacem, para bellum (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.
Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia.
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà: altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE".
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: SEMPRE!
Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.
(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, RID, Fincantieri, Meta Defense, WIKIPEDIA, You Tube)















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