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Si vis pacem, para bellum
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.
Exército Brasileiro
L'Exército Brasileiro (Esercito brasiliano) è l'arma terrestre delle forze armate brasiliane. L'esercito brasiliano ha combattuto in diversi conflitti internazionali, principalmente in Sud America durante il XIX secolo. Nel XX secolo, ha combattuto a fianco degli Alleati nella prima e nella seconda guerra mondiale.[2] Allineato con il blocco occidentale, durante il periodo della dittatura militare in Brasile dal 1964 al 1985, ebbe anche una partecipazione attiva alla Guerra fredda, in America Latina e nell'Africa meridionale portoghese, oltre a prendere parte alle missioni di pace delle Nazioni Unite in tutto il mondo dalla fine degli anni '50.
Sul piano interno, oltre ad aver affrontato diverse ribellioni nel corso di questi due secoli, con il sostegno delle élite politiche ed economiche locali, l'esercito ebbe un ruolo di primo piano nel porre fine alla monarchia (golpe repubblicano del 1889), influenzando inoltre le successive scelte politiche ed economiche del Paese. I militari controllarono direttamente la politica brasiliana durante i periodi 1889–1894 (República da Espada, governo dei marescialli Deodoro da Fonseca e Floriano Peixoto); 1930–1951 (Era Vargas ed anni della presidenza Dutra); 1964–1985 (Dittatura militare brasiliana).
L'Esercito Brasiliano ha compiuto un passo storico firmando il primo contratto per la produzione di serie del blindato 8x8 Centauro II.
L'accordo prevede l'acquisizione di un primo lotto di 7 veicoli di serie, denominato LED (Lote de Experimentação Doutrinária), con consegne programmate a partire dal 2028. Questo lotto iniziale fa parte di un programma strategico molto più ampio (Programa Estratégico Forças Blindadas) che stima l'acquisto totale di 98 unità, con l'opzione di estendere la flotta fino a 221 veicoli complessivi.
In data 31 agosto 2026, presso il suo quartier generale dell’Esercito Brasiliano è stato firmato con il CIO (Consorzio IDV - Oto Melara, design authority del veicolo) un contratto per la fornitura di un lotto di 7 blindo pesanti 8x8 CENTAURO II (Viatura Blindada de Combate de Cavalaria, VBC Cav) all’Exército Brasileiro.
La consegna dei mezzi “Lote de Experimentacao Doutrinaria”, è prevista a partire dal 2028: il totale dei blindati 8 x 8 CENTAURO II ordinate/acquisite dal Brasile ha raggiunto 9 unità complessive.
Come noto agli addetti ai lavori, l’Esercito Brasiliano ha approvato un programma per 98 CENTAURO II (VBC Cav), 2 delle quali sono state consegnate all'inizio del 2025; restano ancora altre 89 blindo ancora da contrattualizzare; a questi 98 mezzi potrebbero dunque seguirne altri...
Il ruolo e lo stato del programma
- Sperimentazione completata: Il contratto di produzione di serie è stato siglato in seguito al successo dei test operativi condotti sui primi due prototipi di valutazione precedentemente integrati nella flotta.
- Sostituzione strategica: Il Centauro II è destinato a rimpiazzare progressivamente i vecchi blindati EE-9 Cascavel risalenti agli anni '60, aggiornando le capacità di ricognizione e sicurezza dei reggimenti di cavalleria meccanizzata brasiliani.
- Schieramento ai confini: Le prime unità operative sono destinate a proteggere i confini strategici del Paese, con un'attenzione iniziale focalizzata sulle regioni sensibili del nord, come lo Stato di Roraima.
- Produzione e offset: Sebbene le prime unità saranno fornite dal consorzio, l'accordo include un importante piano di trasferimento tecnologico e offset che prevede la futura produzione parziale e l'assemblaggio dei veicoli direttamente in Brasile, presso gli stabilimenti di IDV a Sete Lagoas.
Caratteristiche Tecniche del Centauro II BR
Il veicolo, sviluppato dal consorzio italiano CIO (Iveco Defence Vehicles - Oto Melara / Leonardo), introduce innovazioni radicali per lo scenario sudamericano:
- Armamento: È equipaggiato con una torre HITFACT MkII e un cannone ad anima liscia da 120 mm/45 calibri, rendendolo l'unico mezzo ruotato 8x8 al mondo con questa potenza di fuoco da carro armato pesante.
- Propulsione: Dispone di un motore di ultima generazione da 720 HP combinato con una trasmissione ad "H", in grado di raggiungere una velocità massima di 105 km/h.
- Protezione avanzata: Lo scafo balistico monoscocca in acciaio ad alta resistenza presenta una forma a "V" appositamente studiata per resistere a mine, ordigni esplosivi improvvisati (IED) e minacce cinetiche di ultima generazione.
- Digitalizzazione: Integra sistemi optronici avanzati (camere termiche e telemetri laser), comunicazioni radio di ultima generazione (L3Harris) e sistemi di gestione del campo di battaglia interoperabili con i comandi dell’Esercito.
Leonardo, attraverso il Consorzio CIO (IDV – OTO Melara), ha firmato un primo contratto di produzione di serie con l’Esercito Brasiliano, nell’ambito del Programa Estratégico Forças Blindadas, per il progetto Viatura Blindada de Combate de Cavalaria Média sobre Rodas (VBC Cav - MSR 8x8).
Il contratto prevede la fornitura di sette veicoli ruotati 8x8 Centauro II con armamento principale da 120 mm e rappresenta il primo lotto di produzione di serie di un programma complessivo di 98 unità da completarsi tramite tranche annuali.
L’accordo è stato siglato a seguito del positivo completamento dei test operativi e della consegna dei due veicoli del lotto iniziale di valutazione.
Il Centauro II rappresenta l’evoluzione più avanzata di questo modello di veicolo blindato ruotato, concepito per rispondere alle esigenze dei moderni scenari operativi. Interamente digitalizzato e interoperabile, è progettato per operare con efficacia in un ampio spettro di missioni, sia di sicurezza nazionale sia per operazioni di supporto e mantenimento della pace, fino agli impieghi più complessi nei diversi teatri operativi.
Equipaggiato con la torre HITFACT MkII, un moderno impianto propulsivo da 720 HP e una trasmissione ad H, questo veicolo coniuga la potenza di fuoco di un carro armato moderno con l’elevata mobilità strategica di una piattaforma ruotata.
Le sue prestazioni si distinguono per capacità di osservazione, precisione nella condotta del tiro, qualità delle comunicazioni, ergonomia e un elevato livello di protezione dell’equipaggio.
Il Centauro II, a oggi, rimane l’unico veicolo in servizio in grado di integrare un armamento da 120 mm su una piattaforma ruotata.
Già adottato dall’Esercito Italiano, che ha contrattualizzato 150 esemplari, questo veicolo si afferma come punto di riferimento a livello mondiale nel settore dei veicoli blindati ruotati anticarro con armamento di grande calibro.
L'autoblindo Centauro II è dotato di un’architettura interamente digitale, frutto di una stretta collaborazione tra l’Industria e la Difesa.
Il risultato è un veicolo blindato di nuova generazione, in grado di operare in ogni scenario: dalle missioni a difesa della sicurezza nazionale agli interventi in aiuto delle popolazioni a seguito di catastrofi naturali, dalle operazioni di supporto e mantenimento della pace, ad ogni altro teatro operativo in cui le Forze Armate siano chiamate ad intervenire.[4]
Le innovazioni di Leonardo installate sul Centauro II, iniziano dalla nuova torre, dotata di elettro-ottiche di ultima generazione per il comandante e il puntatore, con il periscopio panoramico ATTILA D e l’unità di puntamento Lothar SD e una serie di sistemi di comunicazione con ben sei radio e il sistema di comando e controllo SICCONA. Tale innovazioni assicurano la massima interoperabilità e disponibilità di informazioni sul teatro operativo. Sulla torre è installata una torretta a controllo remoto, la Hitrole Light, in grado di aumentare la flessibilità del mezzo e di garantire la massima protezione dell’equipaggio, oltre a un Jammer H3, per inibire l’attivazione a distanza di ordigni improvvisati.
Il Centauro II può essere equipaggiata con torretta Hitfact dotata di un cannone da 105/52 mm, come la precedente Centauro, o con la torretta Hitfact MkII dotata di cannone di ultima generazione da 120/45 mm, che conferisce al mezzo una potenza di fuoco pari a quella dei più moderni carri armati da battaglia e compatibile con il munizionamento standard NATO di ultima generazione. Nonostante l’elevato livello di protezione balistica, il cannone di grosso calibro e la vasta dotazione degli equipaggiamenti di bordo, la torre della Centauro II ha un peso molto ridotto, che non va a incidere sulle capacità e sulla mobilità del mezzo.
Il Centauro II è equipaggiata con un motore 8V diesel di 20 litri della famiglia IVECO VECTOR (Euro 3), ha una potenza di 533 kW (720 hp) e una coppia di 2500 Nm, il motore è accoppiato ad un cambio automatico ZF Ecomat 7HP902 a 7 rapporti + 1 retro.
Il prezzo di ogni Centauro II per l'Esercito Italiano è di 6,7 milioni di euro.
Lo scafo è sagomato a "V" per garantire una migliore protezione antimina e da ordigni esplosivi improvvisati, ed è dotato, come la torre, di corazzature balistiche ad alta efficienza. Notevole innovazione, rispetto al passato, è la scelta di adottare un sistema che permette la guida del mezzo con la sola visione "indiretta" mediante telecamere installate esternamente. Per assicurare la massima mobilità sono stati sviluppati, inoltre, un motore di nuova generazione con un nuovo cambio automatico e un sistema elettronico di frenaggio e controllo.
IL NOSTRO PENSIERO
Si vis pacem, para bellum (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia.
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà: altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE".
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: SEMPRE!
Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.
(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, RID, WIKIPEDIA, You Tube)





















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