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Si vis pacem, para bellum
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.
Il Global Combat Air Programme (GCAP)
E’ un programma di collaborazione internazionale che coinvolge Italia, Regno Unito e Giappone con l'ambizione condivisa di sviluppare un sistema aereo di nuova generazione entro il 2035. Leonardo è partner strategico insieme alla britannica BAE Systems e alla giapponese Japan Aircraft Industrial Enhancement Co. Ltd.
Il futuro sistema aereo da combattimento, definito come il “sistema dei sistemi”, opererà nei cinque domini, aria, terra, mare, spazio e cyber, secondo una struttura stellare nella quale il fighter di nuova generazione sarà la “core platform” connessa con altri “sistemi” periferici, pilotati e non pilotati.
Una capacità tecnologica, digitale in tutte le sue componenti, in grado di effettuare le missioni in maniera coordinata e sinergica, attraverso l’ausilio di un'infrastruttura di comando e controllo e di comunicazioni, basata su intelligenza artificiale e super calcolo, architettura combat cloud e datalink cyber resilienti, auto-adattabili e superveloci nel trasferimento di elevati volumi di dati.
Il GCAP farà da volano per lo sviluppo tecnologico e per la crescita a lungo termine delle economie dei paesi coinvolti, creando posti di lavoro altamente qualificati e sostenendo gli ecosistemi produttivi lungo tutta la catena di approvvigionamento. L’industria nazionale vede coinvolte al fianco di Leonardo altre importanti aziende leader del settore come Avio Aero, Elettronica e MBDA Italia e le filiere ad esse connesse (università, centri di ricerca, PMI e start-up).
Il GCAP è uno dei programmi più sfidanti e avveniristici per l’industria dell’aerospazio, difesa e sicurezza che garantirà la sovranità tecnologica per le generazioni a venire.
In data 9 settembre 2026, la Joint Venture tra BAE Systems, Leonardo e Japan Aircraft Industrial Enhancement Co. Ltd. (JAIEC), ha assegnato il primo contratto per la sensoristica e le comunicazioni del GCAP.
Come noto, G2E riunisce le aziende Mitsubishi Electric per il Giappone, Leonardo UK per il Regno Unito e, per l'Italia, Leonardo insieme ELT Group.
Si procederà pertanto allo sviluppo dell'Integrated Sensing and Non-Kinetic Effects & Integrated Communications Systems (ISANKE & ICS), cioè l'architettura dei sensori e delle comunicazioni di nuova generazione che costituirà uno degli elementi distintivi del velivolo euro-asiatico che avrà una capacità di sensing, fusione dell'informazione, autoprotezione e attacco elettronico distribuita.
La sensoristica opererà in rete con piattaforme con e senza equipaggio.
Tutte le attività di sviluppo tecnologico si svolgeranno nelle sedi e con i team congiunti dei 3 Paesi alleati. Ad ogni buon conto, la sede centrale, si trova nel Regno Unito, in prossimità della GCAP International Government Organization (GIGO) e di Edgewing.
ISANKE & ICS (Integrated Sensing and Non-Kinetic Effects & Integrated Communications Systems)
Rappresenta l'architettura elettronica, di sensoristica e comunicazione di nuova generazione progettata per il Global Combat Air Programme (GCAP), il caccia di sesta generazione sviluppato da Italia, Regno Unito e Giappone.
Il dominio ISANKE & ICS (Integrated Sensing and Non-Kinetic Effects & Integrated Communications Systems) del Global Combat Air Programme (GCAP) mette insieme l’eccellenza nell'elettronica per la difesa di tre nazioni.
Come campioni nazionali nell’elettronica per la difesa, ciascuna azienda contribuisce al programma con un patrimonio di competenze ed esperienze in riferimento al dominio ISANKE & ICS (Integrated Sensing And Non Kinetic Effects & Integrated Communication System). In Giappone, Mitsubishi Electric ha già preso parte allo sviluppo dell'elettronica avanzata nell'ambito del progetto nazionale F-X. In Italia, Leonardo ed Elettronica sono state coinvolte nella maturazione delle future tecnologie multi-dominio per il combattimento aereo, come sensori, comunicazioni e data fusion nell'ambito della “Italian Defence Technology Initiative”. Infine, Leonardo UK è uno dei fondatori del progetto nazionale Tempest, nato nel 2018 per sviluppare tecnologie per il combattimento aereo di sesta generazione.
I team collaboreranno per dare forma al dominio ISANKE & ICS, ossia l'elettronica avanzata a bordo della piattaforma GCAP, che fornirà all'equipaggio del velivolo un livello avanzato di superiorità informativa e di capacità di auto-protezione.
La componente ISANKE svilupperà il potenziale della sensoristica di sesta generazione: dal tradizionale modello dei singoli sensori per il combattimento aereo, si passerà a una capacità di sensing, fusione dell’informazione e auto-protezione completamente integrata, per ciascuna piattaforma. La componente ICS consentirà alla sensoristica di operare in una rete composta da velivoli con e senza equipaggio, come parte di un sistema di sistemi più ampio e multi-dominio per ciascuna nazione. ISANKE e ICS assicureranno, inoltre, che le i tre Paesi del programma GCAP possano interagire con gli alleati nel corso di operazioni congiunte.
Integrata nei cinque domini aria, terra, mare, spazio e cyber, la piattaforma principale del GCAP gestirà rapidamente una grande quantità di dati, fornendo all'equipaggio la superiorità informativa di cui avrà bisogno per avere successo nei contesti operativi più complessi, oltre a fornire preziose informazioni ad altri operatori. Tutto ciò rende il dominio ISANKE & ICS di sesta generazione più efficiente rispetto alle capacità operative della generazione precedente.
Per fornire questa capability, i partner partono dalla consapevolezza che le tradizionali strutture del programma, l'infrastruttura e le metriche delle prestazioni debbano essere rivalutate, per raggiungere l’obiettivo del programma fissato al 2035. Il nuovo accordo comprende il riconoscimento dei principi fondamentali che consentiranno di rispettare queste tempistiche, rispondendo, al contempo, all’esigenza di uno spirito di partnership paritaria da parte delle tre nazioni. Inoltre, consentirà di mettere in pratica un approccio che soddisfi le ambizioni di ciascun Paese in termini di supporto integrato alla missione, libertà di azione e libertà di modifica. Poiché i partner puntano alla costruzione di una piattaforma di collaborazione permanente, i requisiti nazionali per le capacità industriali e i principi della proprietà intellettuale condivisa saranno considerati nello spirito di un programma tri-nazionale completamente integrato.
In questo processo, le aziende coinvolte possono attingere all'esperienza maturata nell’ambito di grandi collaborazioni internazionali, spesso traendo beneficio da precedenti attività congiunte. Ad esempio, Mitsubishi Electric ha svolto un ruolo chiave nel programma giapponese F-2. In Leonardo, in qualità di partner nel programma Eurofighter Typhoon, sia il team italiano sia quello britannico lavorano al radar a scansione elettronica per il velivolo come parte del consorzio EuroRADAR. In aggiunta, Leonardo ed Elettronica già collaborano per fornire il sottosistema di difesa del Typhoon come design authority nel consorzio EuroDASS. Queste collaborazioni hanno dato vita a capacità essenziali per l'Eurofighter Typhoon per tutta la durata del programma e continueranno a farlo negli anni a venire. Infine, Leonardo UK e Mitsubishi Electric lavorano insieme dal 2018 al progetto anglo-giapponese di tecnologia radar JAGUAR, nell’ambito del quale hanno sviluppato una efficace cooperazione.
Il 10 settembre 2026, il consorzio industriale GCAP Electronics Evolution (G2E) ha firmato il primo contratto ufficiale di 18 mesi con Edgewing per avviare lo sviluppo di questo sistema fondamentale.
CHE COS’E’ L’ISANKE & ICS?
A differenza dei tradizionali velivoli da combattimento, che utilizzano sensori separati e dedicati per ogni singola funzione (radar, infrarossi, guerra elettronica), l'ISANKE & ICS supera questo modello frammentato introducendo una capacità distribuita e completamente integrata.
Il sistema si divide in due macro-componenti interconnesse:
ISANKE (Sensing e Effetti Non-Cinetici): Fonde la suite radar avanzata, l'elettro-ottica e i sistemi di autoprotezione in un unico cervello digitale. Gestisce la fusione dei dati, l'attacco elettronico (cyber/guerra elettronica) e la difesa del velivolo.
ICS (Sistemi di Comunicazione Integrati): Permette alla suite di sensori di operare costantemente in rete. Consente lo scambio di informazioni in tempo reale con altre piattaforme, siano esse velivoli con equipaggio o droni di supporto (manned-unmanned teaming), all'interno di un sistema di sistemi multi-dominio.
IL CONSORZIO G2E (GCAP Electronics Evolution)
Per lo sviluppo e il supporto logistico a lungo termine (TLSS) di questa tecnologia, le aziende leader del settore della difesa dei tre Paesi partner hanno unito le forze nel consorzio G2E:
- Italia: Leonardo S.p.A. ed ELT Group (Elettronica);
- Regno Unito: Leonardo UK;
- Giappone: Mitsubishi Electric Corporation.
Il cuore operativo delle attività si trova nel Regno Unito (a Reading), lavorando a stretto contatto con la GCAP International Government Organization (GIGO) e la joint venture Edgewing. I test concreti sui sottosistemi hardware sono già in corso sulla piattaforma volante di prova Excalibur, modificata appositamente con pod dedicati per ospitare i sistemi ISANKE & ICS durante i voli sperimentali.
I TEST DI VOLO DEL VELIVOLO EXALINUR
Rappresentano una fase cruciale per lo sviluppo del GCAP (Global Combat Air Programme), il programma internazionale (che coinvolge Italia, Regno Unito e Giappone) per il caccia di sesta generazione.
I voli di prova vengono svolti all’interno dello stabilimento QinetiQ di Boscombe Down, nel Wiltshire (Inghilterra meridionale). Il Boeing 757 EXCALIBUR appartiene alla compagnia aeronautica 2Excel ed è stato modificato da Leonardo UK con i sistemi elettronici ospitati in appositi pod, 2 laterali e uno ventrale anteriore, la cui stabilità è stata oggetto di valutazioni nel corso dei voli. Le carenature visibili in foto sono state progettate per ospitare le suite integrate relative alla sensoristica - ISANKE (Integrated Sensors, Non-Kinetic Effects) – ed ai sistemi di comunicazione - ICS Integrated Communications Systems - che Leonardo sta sviluppando per il GCAP. L'Excalibur funziona come un vero e proprio "laboratorio volante" (Flight Test Aircraft - FTA) per testare sensori, radar e sistemi di comunicazione avanzati prima che il caccia finale sia pronto.
Il dimostratore del caccia GCAP pilotato, al momento designato Flying Technology Demonstrator, è attualmente in costruzione presso la struttura di BAE Systems a Warton, con oltre il 50% dell'aereo che dovrebbe essere stato completato.
Nella fase finale è stato installato un radome “da caccia” /appuntito - che aumenterà di circa 3 m la lunghezza del velivolo - all’interno del quale dovrebbe essere alloggiato un dimostratore del nuovo radar sviluppato da Leonardo nell’ambito del programma Multi-Function Radio Frequency System. Inoltre, il velivolo di prova verrà equipaggiato con nuovi pod/carenature poste sotto al muso (probabilmente destinato ad un sensore EO/IR) e ai sui lati, sulla parte ventrale posteriore (di lunghezza doppia rispetto a quella finora presente su quella anteriore, che verrà modificata con aperture/finestre dedicate a sensori) e sulle estremità alari.
LA PRIMA CAMPAGNA DI VOLI SPERIMENTALI:
- Dettagli dei voli: Sono stati effettuati 5 test di volo per un totale di 14 ore e 45 minuti in aria.
- Obiettivo: Validare l'aerodinamica, le prestazioni e la stabilità del velivolo dopo le prime modifiche strutturali, che includevano l'installazione di vistose carenature (pod) sulla fusoliera anteriore e sotto la pancia del velivolo.
- Nuovo muso aerodinamico: L'aereo è stato equipaggiato con un inedito radome anteriore (un muso modificato simile a quello di un jet da caccia) ideato per ospitare i sensori reali.
- Nuove carenature: Sono state integrate nuove carenature ventrali, ottimizzando la fusoliera rispetto alla prima configurazione con i pod verdi del 2024.
Le dimensioni generose del Boeing 757 permettono a ingegneri e scienziati di lavorare direttamente a bordo durante i voli di prova, sfruttando la grande potenza elettrica fornita dai motori del velivolo per alimentare i sistemi sperimentali di Leonardo:
- ISANKE: Sensori integrati ed effetti non cinetici (guerra elettronica, sistemi elettro-ottici e infrarossi).
- ICS: Sistemi di comunicazione integrati di nuova generazione.
- Gemello Digitale: Parallelamente ai voli reali, esiste un secondo Boeing 757 a terra utilizzato come simulatore digitale per ridurre le ore di volo necessarie e ottimizzare la sperimentazione.
“ELECTRONIC WARFARE” NEL VELIVOLO DI SESTA GENERAZIONE GCAP
Nel programma GCAP (Global Combat Air Programme) per il caccia di sesta generazione, l'attacco elettronico e la guerra cyber non sono più considerati elementi di supporto, ma vere e proprie armi primarie non cinetiche integrate direttamente nel cuore tecnologico del velivolo.
Il caccia — sviluppato in partnership paritetica tra Italia, Regno Unito e Giappone — è progettato come un "sistema dei sistemi" altamente digitalizzato. Di seguito sono riportate le principali capacità previste in questi due ambiti.
A differenza delle generazioni precedenti (dove i radar e i sistemi di disturbo elettronico erano moduli separati), il GCAP introduce il sistema ISANKE & ICS (Integrated Sensing and Non-Kinetic Effects & Integrated Communications Systems).
Sviluppato dal consorzio industriale G2E (che unisce l'italiana ELT Group, Leonardo, Mitsubishi Electric e Leonardo UK), questo apparato unisce in un’unica rete:
Effetti Non Cinetici Offensivi: Il radar a scansione elettronica attiva (AESA) di nuova generazione non servirà solo a "vedere", ma potrà focalizzare emissioni di energia ad altissima potenza per accecare i radar nemici, friggere la sensoristica di missili in arrivo e neutralizzare i sistemi di difesa aerea avversari.
Guerra Elettronica a Radiofrequenza Multifunzione: Il sistema garantisce una suite di autoprotezione e disturbo radar (Jamming) ad altissima precisione, capace di gestire minacce simultanee e multiple in tempo reale.
Cyber-Attacco Tattico via Radiofrequenza: Sfruttando le potenti antenne del velivolo, il GCAP sarà in grado di effettuare attacchi cyber "airborne", iniettando codice malevolo o pacchetti di dati corrotti direttamente all'interno delle reti di comunicazione, dei data-link e dei sistemi di comando e controllo (C2) del nemico per paralizzarli a distanza.
Resilienza e Cyber-Difesa: Gestendo una quantità massiccia di dati paragonabile al traffico internet di una media città, il sistema operativo del caccia implementerà una protezione cyber avanzata basata su architetture Zero-Trust e intelligenza artificiale per rilevare, isolare e respingere i tentativi di hackeraggio o di spoofing GPS provenienti dall'esterno.
COMBAT CLOUD E DRONI GREGARI (Adjuncts)
L'efficacia degli attacchi elettronici e cyber sarà moltiplicata dal Combat Cloud e dall'uso dell'Intelligenza Artificiale. Il caccia madre guiderà una rete di 4 o 5 droni gregari (Collaborative Combat Aircraft):
- I droni potranno volare più vicini alle linee nemiche, agendo come sensori avanzati o come piattaforme di disturbo elettronico remoto.
- I dati raccolti verranno fusi istantaneamente per lanciare attacchi cyber coordinati e saturare le difese avversarie senza esporre il velivolo pilotato.
IL POSSIBILE INGRESSO NEL GCAP DELLA GERMANIA
Il possibile ingresso della Germania nel Global Combat Air Programme (GCAP) rappresenta una delle evoluzioni strategiche e geopolitiche più rilevanti per la difesa europea. Dopo il collasso definitivo del programma concorrente FCAS (il progetto franco-tedesco-spagnolo) avvenuto a giugno 2026, Berlino si trova di fronte a una scelta cruciale per il proprio futuro aeronautico di sesta generazione.
Per anni la Germania ha fatto parte del progetto FCAS insieme alla Francia. Tuttavia, disaccordi insanabili sulla governance industriale e sulla spartizione dei carichi di lavoro tra la francese Dassault Aviation e la divisione tedesca di Airbus hanno portato alla chiusura del programma. Di conseguenza, la Germania ha iniziato a guardare con forte interesse al GCAP, l'alleanza guidata da Italia, Regno Unito e Giappone.
I membri fondatori del GCAP hanno mostrato diverse aperture, pur mantenendo una forte cautela sulla gestione pratica:
- L'apertura dell'Italia: L'amministratore delegato di Leonardo, Lorenzo Mariani, ha confermato che l'ingresso della Germania sarebbe "estremamente vantaggioso" in termini di budget, ordini futuri e competenze tecnologiche.
- Le preoccupazioni sui tempi: L'inserimento di una grande potenza industriale come la Germania rischia di minare i delicati equilibri già stabiliti nella joint venture Edgewing (composta da BAE Systems, Leonardo e Mitsubishi Heavy Industries). Esiste il forte timore (espresso specialmente da Giappone e Italia) che le discussioni sulle quote di lavoro possano ritardare la data obiettivo del primo volo, fissata per il 2035.
- Il nodo principale riguarda le pretese tedesche. Airbus (per conto della Germania) ha già fatto sapere che l'ingresso nel GCAP sarebbe gradito solo a patto di ottenere una quota significativa di leadership e di lavoro industriale. Accettare la Germania come partner di "primo livello" costringerebbe Italia, Regno Unito e Giappone a cedere parti della propria quota industriale, un'ipotesi complessa da negoziare.
Mentre i colloqui diplomatici proseguono, la Germania valuta anche opzioni secondarie:
- Incrementare l'acquisto di caccia statunitensi di quinta generazione F-35.
- Creare un consorzio alternativo più ristretto guidato da Airbus e focalizzato su un sistema di droni e "combat cloud", magari coinvolgendo la Svezia (Saab).
Il coinvolgimento della Germania nel programma Gcap per il caccia di nuova generazione, dopo il fallimento del progetto alternativo Fcas di Berlino e Parigi, potrebbe allungarne i tempi ma porterebbe "benefici a lungo termine". Lo ha sottolineato il ceo di Leonardo, Lorenzo Mariani, al Financial Times a proposito del futuro del programma che vede Italia, Giappone e Regno Unito alleate e Leonardo accanto a Bae Systems e a Japan Aircraft Industrial Enhancement come partner industriali capofila riuniti nella jv paritetica Edgewing.
"Se si volesse coinvolgere ora una nuova nazione, con gli stessi diritti delle altre tre, questo potrebbe creare qualche difficoltà - ha detto il manager - ma "i benefici a lungo termine sono evidenti". "Questi programmi sono sempre molto impegnativi in termini di investimenti. Di norma assorbono più risorse di quanto si preveda all’inizio. Pertanto, avere un altro partner che disponga sia di risorse finanziarie che di competenze industriali sarebbe positivo" ha detto Mariani. La divisione difesa di Airbus, che avrebbe dovuto lavorare al programma Fcas insieme a Dassault Aviation, è già partner di Leonardo e di Bae nel programma Eurofigher Typhoon, che dal 2035 dovrà secondo le previsioni lasciare il posto al Gcap.
In sintesi, la Germania è oggi considerata il vero "ago della bilancia" della difesa aerea europea. Se la sua adesione al GCAP andrà in porto, il blocco Italia-UK-Giappone guiderà l'unico vero programma di caccia stealth di sesta generazione in Europa.
IL NOSTRO PENSIERO
Si vis pacem, para bellum (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia.
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà: altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE".
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: SEMPRE!
Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.
(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, RID, Il Sole24Ore, WIKIPEDIA, You Tube)






























