Heil HaYam HaYisraeli
Il Corpo navale israeliano (in ebraico חיל הים הישראלי, Heil HaYam HaYisraeli).
E’ la marina militare dello Stato di Israele. Questo corpo opera soprattutto nel mar Mediterraneo, ad ovest del Golfo di Aqaba, nel mar Rosso e nella parte meridionale del golfo di Suez.
Struttura e Compiti:
- Aree operative: Opera nel mar Mediterraneo (con le basi principali ad Haifa e Ashdod) e nel mar Rosso (dal porto di Eilat).
- Flotta: Dispone di corvette avanzate (come le classi Sa'ar) altamente armate e sottomarini classe Dolphin (tra cui il recente sottomarino Drakon consegnato nel 2026) in grado di garantire la difesa delle coste e delle infrastrutture energetiche offshore.
- Operazioni: Protegge le rotte commerciali marittime e applica il blocco navale di sicurezza lungo la striscia di Gaza.
L'INS Drakon, o Drago, è un sottomarino israeliano classe Dolphin 2.
Il sottomarino è stato costruito a Kiel, in Germania, e dovrebbe aver effettuato le prime prove in mare all'inizio del 2022. Sebbene non confermato né dal governo tedesco né da quello israeliano, si vocifera che il Drakon sarà più lungo dei precedenti sottomarini della sua classe e potrebbe avere nuove capacità di armamento, incluso un sistema di lancio verticale (VLS). Le illustrazioni rilasciate da ThyssenKrupp Marine Systems (TKMS), l'appaltatore principale, mostrano una torretta ingrandita e una forma dello scafo nettamente modificata. TKMS ha poi descritto il Drakon come "un progetto completamente nuovo, che deve essere specificamente progettato per soddisfare i requisiti operativi della Marina israeliana".
Nel 2018 la Marina israeliana avrebbe deciso di apportare un importante cambiamento strategico al progetto, il che ha comportato ritardi e costi significativi.
L'INS Drakon è il sesto sottomarino classe Dolphin (e il terzo della sottoclasse Dolphin-II) della Marina israeliana, costruito in Germania dal cantiere navale ThyssenKrupp Marine Systems (TKMS):
- Dimensioni: Lungo circa 74 metri, con un dislocamento di 2.050 tonnellate in superficie e 2.400 tonnellate in immersione.
- Torretta (vela): Presenta una struttura allungata e insolitamente grande, progettata per ospitare probabili sistemi di lancio verticale (VLS) o vani per droni subacquei.
- Armamento: Dispone di 10 tubi lanciasiluri totali (6 interni da 533 mm e 4 esterni più ampi da 650 mm) per siluri, missili antinave e missili da crociera a lungo raggio con capacità di deterrenza nucleare second-strike.
- Propulsione: Sistema ibrido con propulsione indipendente dall'aria (AIP) che consente lunghe missioni in immersione.
- Costo e consegna: Battezzato a Kiel a novembre 2024 e partito per Israele nel corso del 2026, ha un costo stimato intorno ai 650 milioni di euro.
È stato riferito che l'imbarcazione è stata tirata fuori dall'acqua, ma è stata varata nuovamente nell'agosto 2023. Con il varo, le fotografie confermano una vela molto più grande che potrebbe ospitare i suoi silos missilistici a lancio verticale, se questi sono effettivamente adatti all'imbarcazione. Secondo un'analisi condotta da Matus Smutny, la vela "potrebbe anche contenere uno speciale compartimento di rilascio per veicoli subacquei senza equipaggio (UUV), droni aerei e/o altre attrezzature per operazioni speciali e raccolta di informazioni. La vela rivista potrebbe anche essere correlata a una sorta di prova di concetto per la tecnologia da utilizzare nella prossima classe Dakar".
In origine si prevedeva che la nave si chiamasse Dakar, come un'imbarcazione che affondò misteriosamente nel 1968 con tutto il suo equipaggio a bordo.
La INS Drakon è stata battezzata a Kiel il 12 novembre 2024 e a luglio 2025 risultava impegnata nelle prove in mare. La sua consegna era prevista per il 2025 e avrebbe dovuto includere nuovi sistemi tecnici. In tale cerimonia è stato celebrato anche l'inizio della costruzione della futura classe Dakar. Il sottomarino ha lasciato la Germania nell'agosto 2026 per il suo viaggio di consegna in Israele.
Il sottomarino DRAKON è stato formalmente consegnato alla Marina Israeliana e il trasferimento da TKMS si è concluso nel corso di una cerimonia svoltasi il 31 luglio 2026 in forma riservata nei cantieri navali di Kiel.
Nel corso della cerimonia, un rappresentante del Ministero della Difesa israeliano - Zeev Landau e - tra gli altri - il Vice Ammiraglio Jan Christian Kaack, Capo di Stato Maggiore della Marina Tedesca e Oliver Burkhard di TKMS. Il giorno successivo il sottomarino DRAKON ha eseguito la sua prima uscita in mare al largo di Kiel sotto bandiera Israeliana. Il 31 agosto 2026 ha segnato la partenza del DRAKON verso la base navale di Haifa.
L'INS Drakon, il sottomarino israeliano tecnologicamente più avanzato, amplierà le capacità operative della Marina israeliana per gli anni a venire, operando lontano dagli occhi del pubblico e persino dalle coste del paese. Dalla classe Dolphin ai più grandi e potenti Dolphin II e ora all'INS Drakon, il cui arrivo ad Haifa è previsto nelle prossime settimane. Il sottomarino è dotato di "tecnologie avanzate e innovative che posizioneranno Israele all'avanguardia della tecnologia militare globale e miglioreranno la flessibilità operativa israeliana.
Inizialmente, tre sottomarini classe Dolphin furono consegnati tra il 1999 e il 2000: INS Dolphin, INS Leviathan e INS Tekumah; personalizzati secondo le specifiche israeliane, questi sottomarini diesel-elettrici presentavano uno scafo compatto, un sistema sonar all'avanguardia per l'epoca e un sistema ibrido di lancio dei siluri.
I successivi Dolphin II, l’INS Tanin e l'INS Rahav entrarono in servizio nel 2014 / 2016.
Pur ufficialmente classificato come sottomarino della classe Dolphin II, l'INS Drakon possiede caratteristiche nettamente diverse oltre che uniche.
Le foto diffuse durante la cerimonia del varo mostrano uno scafo più lungo e una torretta di comando notevolmente ampliata che avvalorano la tesi che il sottomarino disponga di spazio aggiuntivo al suo interno per sistemi di missione supplementari, sistemi di lancio verticale (VLS), sensori avanzati, veicoli sottomarini senza equipaggio UUV o qualcosa di completamente diverso e segreto: né Israele né la Germania hanno ancora reso pubblica la configurazione esatta o i nuovi tipi di carico utile di cui è dotato il Draken che è progettato per ampliare le capacità di Israele in materia di operazioni segrete a lungo raggio, offrendo maggiore flessibilità nella raccolta di informazioni e nel supporto alle operazioni speciali.
Inoltre, il suo sistema di lancio verticale aumenta considerevolmente la flessibilità degli armamenti del sottomarino, consentendogli potenzialmente di trasportare missili più grandi o di nuova generazione, oltre ai tradizionali siluri e missili.
Il sistema di propulsione dell'INS Draken rimane una combinazione diesel-elettrica con un sistema di propulsione indipendente dall'aria (AIP) che utilizza celle a combustibile. La disposizione dei tubi lanciasiluri è rimasta invariata: sei tubi lanciasiluri da 533 mm e quattro da 650 mm, in grado di lanciare un massimo di 16 siluri e cinque missili.
L'INS Draken sarà in grado di impiegare siluri pesanti, missili antinave, mine e attrezzature da combattimento speciali.
La sezione ampliata della torre di comando ospiterà apparecchiature di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR), sistemi di guerra elettronica e di comunicazione, o sistemi per il dispiegamento di veicoli sottomarini senza equipaggio e altri carichi utili, coerenti con le missioni che ci si aspetta dai sottomarini israeliani.
Secondo le dichiarazioni ufficiali, la missione dei nuovi sottomarini sarà quella di raccogliere informazioni, condurre pattugliamenti sotto copertura e supportare le forze speciali.
I sottomarini hanno dimostrato la capacità di Israele di operare silenziosamente e con persistenza in tutto il Mediterraneo, nel Mar Rosso e, potenzialmente, anche in aree più remote.
I battelli della classe DOLPHIN II sono più lunghi dei precedenti DOLPHIN - 68,6 m contro 57,3 m - con un aumento del dislocamento in immersione fino a 2.400 t.
Lo scafo, realizzato in acciaio amagnetico, è caratterizzato da una sezione maestra prismatica e da un raccordo armonioso con la falsatorre, il tutto per abbatterne la segnatura.
I DOLPHIN II sono dotati anche di un compartimento a tenuta stagna per gli operatori delle forze speciali, che potranno impiegare anche un Dry Dock Shelter da sistemare in coperta a poppavia della falsatorre che ospiterà un numero imprecisato di tubi di lancio verticali per l'impiego di missili da crociera e/o balistici (eventualmente dotati anche di testate nucleari); non si esclude l'impiego di droni subacquei e aerei, missili anti-elicotteri e altri sistemi per la raccolta di informazioni.
E’ probabile che la struttura esterna avvolgente la parte superiore dei tubi di lancio nella falsatorre sia stata realizzata in materiali compositi in virtù di una collaborazione in corso fra aziende tedesche e israeliane.
Il DRAKON sarà equipaggiato con i siluri e con i missili antinave compatibili con il diametro dei predetti tubi, ossia i DM-2A4 SEEHAKE e gli UGM-84 HARPOON. Le 2 coppie di tubi più esterne sono da 650 mm e sono destinate al lancio di missili da crociera a lungo raggio, per esempio il POPEYE TURBO, in grado di trasportare testate nucleari per la funzione di deterrenza second-strike: in alternativa, i tubi da 650 mm consentono il rilascio di droni subacquei e/o di operatori delle forze speciali o la posa di mine.
I missili POPEYE TURBO, accreditati di un raggio d'azione di 1.500 km, rende più credibile l'impiego dei tubi verticali per il lancio di missili balistici o da crociera con prestazioni ben superiori. La configurazione della falsatorre del DRAKON potrebbe inoltre essere correlata ad una tecnologia che verrà utilizzata nei sottomarini destinati a sostituire nel prossimo decennio i DOLPHIN.
https://svppbellum.blogspot.com/
Si vis pacem, para bellum
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.
IL NOSTRO PENSIERO
Si vis pacem, para bellum (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia.
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà: altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE".
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: SEMPRE!
Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.
(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, Covert Shores, RID, Vietnam.vn, WIKIPEDIA, You Tube)









%20della%20classe%20DOLPHIN%20II.jpg)





_pulling_out_of_Kiel.jpg)


.jpg)




Nessun commento:
Posta un commento
Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.