mercoledì 16 settembre 2026

MARINA MILITARE ITALIANA 2026: la Marina Militare acquisirà a breve 4 droni VTOL REVOLUTION di General Defence (controllata da Umbra Group). La Marina prevede l'acquisizione di 2 sistemi, composti ciascuno da 2 UAV (per un totale di 4) e 2 stazioni di controllo.










Marina Militare italiana (M.M.)

La Marina Militare è la componente operativa marittima della difesa militare della Repubblica Italiana e costituisce una delle quattro forze armate, insieme a Esercito Italiano, Aeronautica Militare e Arma dei Carabinieri. A essa sono affidati il controllo e la condotta delle operazioni navali nelle acque territoriali e internazionali. È l'unica forza armata in grado di operare sia sulla terraferma, sia nel mare e sia nell'aria.


L'attuale denominazione è stata adottata nel 1946, con la proclamazione della Repubblica dopo la Seconda guerra mondiale, ereditando la stessa struttura della Regia Marina e le unità navali che le condizioni armistiziali e del trattato di pace lasciavano all'Italia. Dopo un'espansione dovuta anche alla cessione da parte degli Stati Uniti d'America di alcune unità navali e a un programma di costruzioni noto come "legge navale", necessario per far fronte alla minaccia proveniente dal Patto di Varsavia, a partire dalla fine del XX secolo è stato attuato un programma di ridimensionamento dovuto alla rivalutazione dei compiti della forza armata.
La sua missione, inizialmente all'interno della NATO e successivamente anche dell'Unione europea, consiste nel mantenimento di una continua e credibile presenza nell'area mediterranea, nel controllo dei mari italiani con unità aeronavali e relativo supporto terrestre, nella cooperazione con le forze navali alleate, nel mantenimento di una forza di superficie e di una forza subacquea in grado di operare autonomamente, garantendosi una protezione da offese aeree, di superficie e subacquee, cui affiancare una componente anfibia in grado di svolgere limitate operazioni.

LA SOCIETA’ GENERAL DEFENCE UMBRIA GROUP

In data 23 luglio 2026, il gruppo industriale italiano UMBRAGROUP ha firmato un accordo strategico per l'acquisizione della quota di controllo di maggioranza di General Defence. Questa operazione segna l'ingresso ufficiale di UMBRAGROUP nel promettente mercato dei sistemi aerei senza pilota (UAS) e delle soluzioni integrate dual-use (civili e militari), potenziando l'intera filiera della difesa nazionale. 

Operazione e assetto aziendale
  • Continuità manageriale: Francesco Colandrea mantiene la carica di Amministratore Delegato di General Defence, garantendo la stabilità della gestione e del know-how tecnico accumulato dall'azienda.
  • Sede e Brand: L'azienda mantiene il proprio marchio indipendente e il quartier generale a Roma.
  • Impatto strategico: L'unione combina le tecnologie di precisione di UMBRAGROUP con lo sviluppo di droni di ultima generazione di General Defence, inclusi sciami di droni connessi in rete mesh e droni kamikaze sperimentati nelle recenti esercitazioni NATO e della Marina Militare. 
  • Supporto istituzionale: L'operazione è stata accolta con forte entusiasmo dall'Agenzia Industrie Difesa (AID), che vede in questo accordo una garanzia di sovranità tecnologica per il Paese. General Defence vanta tra l'altro una partnership con l'AID per una linea di assemblaggio droni a Castellammare di Stabia.


La Marina Militare acquisirà a breve 4 droni VTOL REVOLUTION di General Defence (controllata da Umbra Group).

E’ prevista l'acquisizione di 2 sistemi, (2 UAV per un totale appunto di 4 e 2 stazioni di controllo ciascuna composta da 2 consolle, una per il pilota e una per l'operatore dei sistemi: la spesa complessiva prevista è di 2,5 milioni di €.

Come noto agli addetti ai lavori, il REVOLUTION è un UAV a decollo e atterraggio verticale appartenente alla categoria mini: pesa circa 25 kg e dispone di un carico utile di 10 kg. E’ dotato di un multisensore elettro-ottico/infrarosso con telemetro laser.
Sono previsti payload aggiuntivi per acquisizione multibanda, ripetitore dati in UHF, LIDAR, rilievo aero-fotogrammetrico 3D, sensore termo-grafico IR e munizionamento loitering.
General Defence sviluppa 2 droni: il RACER, che è un quadricottero di circa 2,5 kg che porta agganciata ventralmente una carica o una granata e ingaggia il bersaglio sfruttando la camera di bordo; e la GD-LO, più indietro nello sviluppo, che è un quadricottero declinato in 3 versioni da 10, 13 e 16 pollici (GD-LO 10/13/16), pesa poco meno di 900 g senza batterie e payload. 
Le lavorazioni avverranno in 3 fasi dal 2026 al 2028, con il solo assemblaggio finale della fusoliera per poi arrivare alla produzione, manutenzione, addestramento e supporto post-vendita.
Lo Stato Maggiore Marina motiva la scelta per i più elevati livelli di sicurezza e riservatezza, nonché per la salvaguardia della sovranità tecnologica nazionale.

DRONI VTOL REVOLUTION della italiana General Defence

I droni VTOL REVOLUTION di General Defence (azienda romana controllata da Umbra Group) sono sistemi aerei senza pilota (UAV) a decollo e atterraggio verticale, ideati per missioni tattiche, di ricognizione e sorveglianza. Recentemente, a settembre 2026, la Marina Militare italiana ha avviato l'acquisizione di 4 di questi droni (suddivisi in 2 sistemi completi) per un investimento complessivo di circa 2,5 milioni di euro. 

CARATTERISTICHE TECNICHE:
  • Il REVOLUTION combina i vantaggi aerodinamici dell'ala fissa con la flessibilità del decollo verticale (VTOL), eliminando il bisogno di piste o catapulte di lancio.
  • Peso Massimo al Decollo (MTOW): Circa 25,8 kg, mantenendosi strategicamente intorno al limite dei 25 kg per agevolare i requisiti di pilotaggio.
  • Capacità di Carico (Payload): Fino a 10 kg, consentendo l'integrazione di sensori avanzati (torrette multisensore EO/IR giorno/notte). 
  • Autonomia e Raggio d'Azione: Garantisce un tempo di volo di circa 4 - 4,5 ore, con un raggio operativo dal Ground Control Station fino a 150 km e una distanza totale percorribile di 410 km. 
  • Propulsione e Struttura: Alimentazione puramente elettrica con un'elica spingente principale per il volo orizzontale e un doppio trave alare equipaggiato con 4 motori brushless dedicati alla fase verticale. La struttura a "pesce" con deriva a V rovesciata è realizzata in materiali leggeri e resistenti come fibra di carbonio, vetro e kevlar. 
  • Quota Massima (Tangenza): Può operare fino a una quota massima di poco superiore ai 7.000 metri.

La fornitura approvata dal Ministero della Difesa prevede una struttura modulare: 
  • 4 UAV REVOLUTION VTOL complessivi.
  • 2 Stazioni di Controllo a Terra (GCS), ognuna configurata con due consolle distinte: una dedicata alla condotta di volo del pilota e l'altra riservata all'operatore dei sistemi e dei payload video/ottici.
  • I droni verranno materialmente assemblati e gestiti in collaborazione con l'Agenzia Industrie Difesa (AID).






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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.









IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.

Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, RID, WIKIPEDIA, You Tube)
















 

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