mercoledì 8 luglio 2026

ESERCITO ITALIANO: Presentata ai media la torre da 155/52 mm Leonardo “HITFIRE” 10 x 10.











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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.







L’anno scorso Leonardo ha presentato ai media, presso il Poligono di Nettuno (Roma), il progetto della sua torre da 155 mm HITFIRE, una soluzione pensata per applicazioni ruotate e cingolate che sarà proposta all’Esercito Italiano per il requisito di un semovente da 155 mm.






La Leonardo HITFIRE 155/52 è una torretta d'artiglieria automatizzata progettata e realizzata a La Spezia. 

Con un peso ottimizzato, è compatibile con piattaforme cingolate, camion e veicoli ruotati come il VBM NG. Offre una cadenza di tiro di 10 colpi al minuto, una portata fino a 70 km e capacità di fuoco a 360° anche in movimento. 

Caratteristiche Principali:
  • Bocca da fuoco: Canna 155/52 mm interamente sviluppata in Italia, con elevazione fino a +70° e brandeggio totale su 360°. 
  • Munizionamento: Il sistema di caricamento automatico contiene 30 colpi pronti al fuoco e 180 cariche modulari. È nativamente progettato per integrare la famiglia di proiettili guidati Vulcano. 
  • Portata: Può raggiungere i 42 km con proiettili base-bleed e spingersi fino a 70 km utilizzando munizioni guidate Vulcano GLR/SAL. 
  • Integrazione: Può operare su un'ampia varietà di scafi e può sparare in movimento, garantendo un'eccellente reattività sul campo di battaglia. 

Il sistema è stato pensato per rispondere ai moderni requisiti dell'Esercito Italiano e del mercato internazionale, capitalizzando sulla lezione degli scenari di conflitto contemporanei. 





MUNIZIONI VULCANO 155

Con il nome Vulcano identifica una nuova famiglia di proiettili per il cannone navale 127mm anche nella versione 64 calibri e per gli obici da 155 mm, sia il cannone trainato Fh-70 sia per quelli che equipaggiano i semoventi M109 e PzH 2000. Nel 2024 ne è stata annunciata la versione da 120 mm e compatibile con bocche da fuoco di presenti e futuri carri armati occidentali.
Prodotti dalla Oto Melara, questi proiettili hanno la caratteristica di avere una gittata estesa rispetto al munizionamento tradizionale dello stesso calibro e, per alcune versioni, un sistema di guida che consente attacchi di precisione "sub metrica" (CEP < 5 m) contro bersagli navali o terrestri.
Lo stesso proiettile può essere sparato da calibri diversi (127 mm e 155 mm) in quanto questo risulta essere sottocalibrato e camerato tramite dei distanziali a perdere nello stesso modo dei proiettili APFSDS, la denominazione precisa per questo tipo di munizioni è HEFSDS (High Explosives Fin Stabilized Discarding Sabot) cioè proiettile ad alta esplosività, stabilizzato ad alette, ad abbandono d'involucro.

La munizioni sono composte da due sezioni: quella anteriore con 6 alette canard e la testata, quella posteriore con alette spaziatrici. In tutto il proiettile pesa circa 20 kg con 2,5 kg di esplosivo. Le munizioni saranno di 3 tipi:
  • Ballistic Extended Range (BER) - versione base non guidata che può raggiungere i 70 km e può essere utilizzata contro ogni tipo di obiettivo navale, terrestre o aereo.
  • Guided Long Range (GLR/IR) - versione antinave guidata nel finale da un sensore infrarosso (IR) che inizia a cercare il bersaglio ad una distanza di 6 km e ad un'altezza di 2,5 km. Può raggiungere i 90 km o anche 120 km se sparato dalla canna da 64 calibri. La testata esplode dopo aver penetrato lo scafo della nave bersaglio. Oto Melara indica una "kill probability" dell'80% con il primo colpo contro una nave delle dimensioni di una fregata.
  • Guided Long Range (GLR) - munizione completamente guidata tramite GPS e IMU (Inertial Measurement Unit) con capacità operative anche in ambienti con segnale GNSS degradato/disturbato. Il proiettile viene sparato fino a 25 km in altezza (5 km se sparato da calibri da 120 mm/55) dove viene guidato dal sistema IMU costantemente aggiornato dal GPS proseguendo a velocità supersonica con angolo di discesa costante. L'ultima fase del volo avviene in picchiata sull'obiettivo con la possibilità di guida terminale SAL (laser semi-attiva).

La traiettoria delle munizioni non guidate è di tipo convenzionale balistico con una gittata fino a 70 km, mentre la gittata delle versioni guidate raggiungerà i 30 km quando sparate dal cannone cal. 120/55C, i 100 km, quando sparate dal cannone cal. 127/54C e di 120 km, quando sparate dal cannone cal. 127/64LW.
Le munizioni VULCANO 155mm di Leonardo sono una famiglia avanzata di proiettili d'artiglieria (sviluppati con Diehl Defence) per obici terrestri, capaci di raggiungere i 70 km di gittata. Offrono una precisione millimetrica grazie al sistema di guida GPS e ai sensori terminali laser o infrarossi (per bersagli fissi e in movimento).

Esistono due macro-versioni per i sistemi da 155 mm (compatibili con obici come il PzH 2000, M109 e FH-70): 
  • BER (Ballistic Extended Range): Proiettile non guidato a lunga gittata con spoletta programmabile (impatto, prossimità, temporizzata).
  • GLR (Guided Long Range): Variante guidata (GPS/SAL) per colpire bersagli a lunghissima distanza con precisione estrema, recentemente selezionata anche per programmi dell'US Army. 

In data 5 giugno 2026, General Dynamics Ordnance and Tactical Systems si è aggiudicata un contratto per un proiettile di artiglieria a gittata estesa di nuova generazione per l’US Army nell’ambito del concetto ERAP (Extended Range Artillery Projectile).
E’ prevista la realizzazione di un proietto guidato a gittata accresciuta da 155 mm derivato dal VULCANO GLR (Guided Long Range), sviluppato dall’Italia (Leonardo) insieme alla Germania (Diehl). Le munizioni VULCANO (disponibili nei calibri 155 mm, 127 mm e 76 mm) sono in grado, nella variante da 155 mm, di raggiungere una gittata di 70 km, garantendo un’elevata precisione, grazie alla guida GPS e al seeker laser Semi Active Laser e, esclusivamente per bersagli navali, al seeker Imaging Infra Red.  Finalmente, gli Stati Uniti si convincono della bontà della munizione VULCANO, soprattutto perché, nonostante gli svariati tentativi, non sono riusciti mai a realizzare “in casa” nulla di vagamente paragonabile; è sperabile che questo “il VULCANO derivato” non richieda così tante modifiche da diventare antieconomico (Vgs. USS CONSTELLATION!). 

Il primo dimostratore del sistema ha già sparato alcuni colpi presso il poligono di Nettuno alla presenza di ufficiali dell'Esercito e di giornalisti accreditati. 

Leonardo intende realizzare un primo prototipo del sistema nel 2026 e finire le qualifiche per il 2027.
La torre HITFIRE, completamente non presidiata ed è dotata di una bocca da fuoco da 155/52 mm di Leonardo e con sistema di caricamento automatico; è stata pensata per essere installata sulla nuova variante allungata del VBM NG, Next Generation; l'obiettivo è quello di partecipare al programma per il semovente da 155 mm ruotato dell’EI; sarà anche compatibile con altre installazioni veicolari, cingolate, ruotate e su autocarri 10 x 10.

Il sistema ideato da Leonardo avrebbe caratteristiche tecniche con una soluzione particolarmente leggera: 
  • la torre HITFIRE pesa completamente equipaggiata con colpi e cariche meno di 13 t; 
  • il peso raggiungerebbe complessivamente le 35 tonn;
  • la HITFIRE dispone di 30 colpi e di 180 cariche modulari;
  • il sistema di caricamento è pienamente compatibile con la munizione VULCANO;
  • Ha una cadenza di tiro massima di 10 colpi al minuto;
  • Può sparare in movimento con torre ruotata a 360 gradi;
  • il magazzino munizioni è collocato sul lato sinistro, mentre quello delle cariche modulari è posto, simmetricamente, sul lato destro; sono ricaricabili in modalità automatica da un veicolo logistico di ricarica dedicato;
  • la torre è dotata di elettronica realizzata in comunalità con il programma A2CS/AICS; per l’autodifesa contro i droni può essere equipaggiata di torre remotizzata HITROLE armata di mitragliatrice da 12,7 mm o da 30 mm con mitragliera BLAZE 30 sempre di Leonardo.











IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, RID, Leonardo, WIKIPEDIA, You Tube)




















 

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