lunedì 22 settembre 2025

Polemikó Nautikó o MARINA GRECA: Starebbe per essere finalizzata la vendita di quattro FREMM-IT alla Grecia.










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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.










Polemikó Nautikó (in greco moderno: Πολεμικό Ναυτικό, abbreviato ΠΝ - PN) è la designazione ufficiale della Marina militare greca.

Essa trae le sue radici nelle forze navali delle isole egee che combatterono contro l'Impero ottomano per l'indipendenza greca. La precedente denominazione, durante il periodo in cui la Grecia è stata una monarchia (1833-1924 e 1936–1973), era Marina Reale (Βασιλικό Ναυτικό, Vasilikó Nautikó, abbreviato ΒΝ). 


Il motto della Marina greca è «Μέγα το της Θαλάσσης Κράτος» (leggi: Méga to tis thalássis krátos), traducibile come "Grande [è] il potere del mare" (ossia il potere che il mare conferisce a chi lo controlla), adattata da una frase di un'orazione di Pericle durante la Guerra del Peloponneso (μέγα γὰρ τὸ τῆς θαλάσσης κράτος), riportata da Tucidide nell'omonima opera storica (I, 143.5).



LA CESSIONE EVENTUALE DI 2 + 2 FREMM-IT ALLA MARINA MILITARE GRECA

In data 22 settembre 2025, la FREMM-GP italiana BERGAMINI è attraccata presso la base navale di Salamina in Grecia, per essere ispezionata attentamente da una delegazione della Marina Greca nel contesto della sua possibile fornitura alla marina militare di Atene.
La BERGAMINI è attualmente operativa come flagship del NATO Standing Maritime Group 2.  Dopo questa prima visita dovrebbe seguire a breve quella della FREMM-ASW Virginio FASAN. Come riferito dal sito di R.I.D. (Rivista Italiana Difesa) la marina Greca è interessata all’acquisizione di 2 FREMM (più altre 2 in opzione) attualmente in servizio con la Marina Italiana, appunto la BERGAMINI e la FASAN. La cessione dovrebbe avvenire non prima del 2028 e le 2 fregate della M.M. verrebbero sostituite (come nei precedenti analoghi casi) nella Marina Militare italiana dalle più moderne FREMM EVO.


FREMM EVO



La stampa greca specializzata riferisce che il Ministro della Difesa greco Dendias aveva ribadito di aspettarsi la firma del contratto per la cessione delle 2 unità in questione entro la fine di ottobre 2025.
Nel contempo, nel mese di aprile 2025, una delegazione greca, composta dal Ministro della Difesa, dal Capo di Stato Maggiore della Difesa e dal Capo di Stato Maggiore della Marina, aveva ispezionato la FREMM MARGOTTINI nel porto del Pireo, alla presenza dell’Amm. Enrico Credendino.



FREMM (dall'Italiano Fregate europee multi-missione o dal francese Frégates européennes multi-missions)

E’ la sigla che identifica una nuova generazione di fregate, denominate in Francia classe Aquitaine e in Italia classe Bergamini, frutto di un progetto congiunto tra Italia, tramite Orizzonte Sistemi Navali (Società di ingegneria navale, costituita da Fincantieri e da Finmeccanica, rinominata Leonardo dal 2017) e Francia, tramite Armaris (costituita da DCNS, rinominata Naval Group dal 2017, e Thales). Il progetto FREMM segue la logica di collaborazione tra le industrie della difesa italiane e francesi già sperimentata con la realizzazione del programma Orizzonte. La prima unità di questo tipo, l'Aquitaine, è stata varata il 4 maggio 2010 ed è entrata in servizio nel 2012. La prima della classe Bergamini, la fregata Carlo Bergamini, è stata varata il 16 luglio 2011 nel cantiere navale di Riva Trigoso e consegnata alla Marina Militare il 14 luglio 2012.
La United States Navy ha selezionato una variante della classe FREMM italiana per una nuova classe di fregate, la classe Constellation, costruita da Fincantieri Marinette Marine (FMM) e con un fabbisogno totale stimato in venti unità. Il progetto, più volte rimaneggiato, risulta tuttavia radicalmente diverso da quello delle FREMM originarie.

Costruzione

A partire dal 2010 il programma darà origine a 12 unità per la Marina Militare in sostituzione delle fregate delle classi Lupo e Maestrale (queste ultime derivate dalle prime) e 11 unità per la marina francese in sostituzione delle fregate delle classi Tourville, Georges Leygues e Cassard. Gli ordini saranno suddivisi in 4 ASW + 6 GP +2 EVO per l'Italia e in 9 ASW + 2 AA (versione FREDA) per la Francia. Inizialmente la Francia aveva programmato 6 ulteriori unità per sostituire anche le ultime corvette classe A 69 ma, per problemi di bilancio, queste sono state cancellate. In Italia la legge finanziaria 2006 ha previsto stanziamenti idonei all'avvio del programma per la costruzione delle prime due fregate. Le FREMM sono il più importante programma militare in ambito navale mai costituito tra partner europei e prevede un impegno finanziario complessivo di 11 miliardi di euro, dei quali 6,5 a carico della Francia e 4,5 a carico dell'Italia.
La legge finanziaria 2007 ha inoltre finanziato, tramite bilancio ordinario della Difesa e contributi straordinari MSE, ulteriori quattro unità: salgono quindi a sei le navi già finanziate. Nell'autunno 2010 sono stati avviati i lavori di costruzione della terza FREMM italiana. Le prime tre unità avranno rispettivamente nome Carlo Bergamini, Virginio Fasan e Carlo Margottini, rispettivamente un ammiraglio, un sottufficiale (motorista) ed un capitano di vascello della Regia Marina durante la seconda guerra mondiale, decorati di medaglia d'oro al valor militare. I lavori sono stati avviati nei cantieri di Riva Trigoso e Muggiano. Nella seconda metà del 2013 è stata esercitata l'opzione per la quarta coppia di FREMM, per un totale quindi di otto navi già finanziate. Il 5 giugno 2014 è stata infine avviata la costruzione della settima fregata.
Per le unità italiane, la Marina Militare si è riservata l'opzione di montare un'ulteriore turbina a gas (TAG) per portare la velocità di punta a 32/33 nodi e per poter fornire una migliore scorta alle unità maggiori, come il Cavour.
Le prime otto navi per la Marine nationale hanno ricevuto i nomi: Aquitaine, Normandie, Provence, Bretagne, Auvergne, Languedoc, Alsace e Lorraine. L'Aquitaine è stata varata il 4 maggio 2010. La Marine nationale le designa come fregate di primo rango e quindi le contraddistingue con il distintivo ottico “D".

EXPORT

Una unità in versione ASW è stata venduta nel 2007 dalla Francia al Marocco ed è stata consegnata nel 2014, il nome Mohammed VI (F 701)
Una seconda unità è stata venduta nel 2015 dalla Francia all'Egitto, si tratta della Tahya Misr (FFG-1001), ex Normandie (D 651). La Marina Egiziana ha ordinato anche 2 fregate FREMM italiane nel 2020. Tra il dicembre 2020 e l'aprile 2021 sono state consegnate all'Egitto la Al-Galala (FFG-1002), ex Spartaco Schergat (F 598), e la Bernees (FFG-1003), ex Emilio Bianchi (F 599).
Il 30 aprile 2020, la US Navy ha annunciato l'aggiudicazione a Fincantieri del contratto, dal valore di 795 milioni di dollari, per la realizzazione della prima fregata del programma FFG(X), che la società costruirà nei cantieri di Marinette, nel Wisconsin. Le unità di questo programma, che andranno a costituire all'interno della flotta della Marina Militare degli Stati Uniti la classe Constellation, sono delle versioni riadattate della nave classe FREMM italiana. Il contratto iniziale prevede un'opzione per l'acquisto di ulteriori nove unità.
Il 10 giugno 2021 Fincantieri e il Ministero della difesa dell'Indonesia hanno firmato un contratto per l'acquisto di 6 fregate classe FREMM, l'ammodernamento e la vendita di due fregate classe Maestrale (che Fincantieri acquisirà una volta che verranno dismesse dalla Marina Militare Italiana) e il relativo supporto tecnico.
Le unità della classe FREMM sono state invece offerte, senza successo, anche ad altri Paesi quali: Canada, Australia e Brasile, mentre è in trattativa la fornitura alla Norvegia di 5 fregate derivate dalla variante Constellation e, in versione Constellation "leggera", 7 alla Grecia.
 
Caratteristiche generali

Le fregate sono realizzate in diverse versioni: lotta antisommergibile (ASW - Anti Submarine Warfare), multiruolo (General Purpose) per l'attacco al suolo in profondità e il bombardamento controcosta in appoggio alle forze da sbarco, ed infine antiaerea (FREDA) solo per la Marine nationale. Tutte le versioni dispongono di un sistema di autodifesa antiaerea (AAW - Anti Air Warfare) basato sul missile Aster 15; tutte le unità italiane e le FREDA francesi avranno anche missili superficie/aria MBDA Aster 30 per la difesa antiaerea d'area. Tutte avranno un sistema di difesa antinave (ASuW - Anti Surface Warfare), basato sul missile Teseo/OTOMAT per le navi italiane e sul missile Exocet per quelle francesi. L'ultima versione è ASW Enhanced, una nuova configurazione che combina il design dello scafo e delle sovrastrutture e la suite di missione nella configurazione General Purpose con la suite di guerra antisom.
Tutte le unità sono dotate di eliche di manovra prodiere della potenza di 1 MW, che velocizza di molto le accostate e ne agevola le manovre in spazi ristretti, ed utilizzabile anche come propulsore ausiliario in grado di generare 7 nodi di velocità massima; le navi sono inoltre progettate in classe RINA con specifiche militari (RINAMIL for FREMM ed. 2006) e rispettano le norme antinquinamento marino MARPOL. I due timoni, fuori asse rispetto alle eliche, non sono verticali ma inclinati di 9° in modo da fungere anche da alette stabilizzatrici.
Le navi erano originariamente programmate per ospitare fino a 165 membri dell'equipaggio, ma l'utilizzo di uno spazio a prora destinato ad ospitare missili a lunga gittata ha permesso, alle navi italiane, di ampliare i posti fino a 200, dei quali 23 destinati alla gestione degli elicotteri, 131 (GP) o 133 (ASW) al governo della nave in tabella base ed altri 34 in tabella allargata per periodi di operatività prolungata, posti a disposizione anche per eventuale staff di comando aggiuntivo o per nuclei di forze speciali o fucilieri di marina imbarcati in aggiunta agli ultimi 12 posti ancora disponibili.
Entrambe le versioni possono lanciare dei gommoni da 7 e 11 m con una gru, mentre a poppa sotto il ponte elicotteri è stato ricavato uno spazio sfruttato in modo diverso a seconda delle versioni: la ASW ospita il sonar filabile rimorchiato, mentre la GP alloca una slitta dalla quale lanciare imbarcazioni RHIB (semirigidi gonfiabili) utilizzate dal Comsubin per le operazioni speciali.

Versioni italiane 

Elettronica delle FREMM italiane

Il Sistema di Combattimento delle FREMM italiane è gestito dal sistema CMS (Combat Management System) ATHENA-I, sviluppato da Selex ES (Leonardo dal 2017). Il sistema missilistico antiaereo è basato sul SAAM-ESD (Extended Self Defence, in luogo dell'inizialmente previsto SAAM-IT, che avrebbe dovuto disporre solo degli Aster 15) per la gestione dei missili, cui è associato il radar multifunzionale attivo 3D EMPAR (SPY-790), sensore principale del sistema. Il sistema dispone di una centrale secondaria in grado di subentrare in caso di distruzione o avaria del sistema principale. A differenza del sistema imbarcato sulle FREMM francesi (SAAM-FR), avente solo capacità di autodifesa grazie ai missili Aster 15, tutte le FREMM italiane dispongono di una capacità di difesa d'area, grazie alla possibilità di utilizzare anche gli Aster 30. Altri sensori sono il radar di scoperta di superficie RASS (RAN30 X/I) in banda E/F della Selex, radar di navigazione a bassa probabilità di intercettazione LPI SPN-730 / Selex SPN 753(V) 4 in banda I, il sistema di scoperta IR SASS Galileo, due sistemi di puntamento multisensore (radar ed elettro-ottico) MSTIS NA 25X (RTN-30X), radar per appontaggio elicotteri, sistema IFF SIR-M5 Pa. Le unità dispongono di sistema comunicazione Datalink Link 11,16 e 22 M-DLP e di sistema comunicazioni satellitare SATCOM. Sonar attivo montato sul bulbo Thales 4110CL dotato di sistema di scoperta mine e telefono subacqueo, con trasduttore WASS del peso di 9 tonnellate metriche ed è composto da 500 idrofoni. Tutte dispongono di sonar anti-mine WASS SNA-2000-I. Le quattro FREMM ASW e le due GP+ dispongono anche di echo sounder SeaBeam 3050 multibeam, della L-3 ELAC Nautik e sono dotate anche di un sonar attivo rimorchiato a profondità variabile (VDS) Thales 4249 a bassa frequenza.

Armamento versione antisom italiana:

  • 2 lanciatori verticali (VLS) in moduli da 8 celle ciascuno del tipo Sylver A-50 per i missili superficie/aria MBDA Aster 15 per la difesa antiaerea a corto raggio (AAW) e per missili superficie/aria MBDA Aster 30 per la difesa antiaerea d'area, nonché compatibili con i futuri ATBM Block 1 NT e Block 2
  • predisposizione per l'installazione di ulteriori 2 lanciatori verticali (VLS) in moduli da 8 celle ciascuno del tipo Sylver A-70 per il missile da crociera superficie/superficie a lungo raggio MBDA Scalp Naval (comunque compatibili anche con missili Aster 15 e 30)
  • 8 lanciatori per missili antinave a lungo raggio del tipo MBDA Teseo Mk2 Block IV e del sistema combinato missile/siluro a medio raggio tipo MBDA Milas per la lotta antisommergibile per la versione Italiana o del solo missile a lungo raggio per la lotta antinave MBDA Exocet MM40 Block 3/3c per la versione Francese.
  • 2 sistemi lanciasiluri trinati da 324 mm per siluri MU 90 con sistema di caricamento automatico interno.
  • 2 cannoni del tipo Oto Melara 76/62 mm super rapido double feeding Davide/Strales con capacità di utilizzo della munizione guidata DART in funzione antimissile (la versione francese imbarcherà un solo pezzo, priva del sistema Davide).
  • 2 lanciarazzi Oto Melara SCLAR-H DLS
  • 2 sistemi anti-siluro SLAT
  • 2 pezzi Oto Melara / Oerlikon KBA da 25/80 mm
  • 2 elicotteri NH90 o EH101.

Armamento versione multiruolo italiana:

  • 2 lanciatori verticali (VLS) in moduli da 8 celle ciascuno del tipo Sylver A-50 (compatibili anche con missili Aster 15 e 30) per missili superficie/aria MBDA Aster 15 per la difesa antiaerea a corto raggio (AAW) o per missili superficie/aria MBDA Aster 30 per la difesa antiaerea d'area.
  • predisposizione per l'installazione di ulteriori 2 lanciatori verticali (VLS) in moduli da 8 celle ciascuno del tipo Sylver A-70 per il missile da crociera superficie/superficie a lungo raggio MBDA Scalp Naval (comunque compatibili anche con missili Aster 15 e 30)
  • 8 lanciatori per missili antinave impiegabili anche per obiettivi terrestri MBDA Teseo Mk2\A per la versione Italiana o del missile a lungo raggio per la lotta antinave MBDA Exocet MM40 Block 3 per la versione Francese
  • 2 sistemi lanciasiluri B515 trinati da 324 mm per siluri MU 90 con sistema di caricamento semi-automatico, interno
  • 1 cannone del tipo Oto Melara 76/62 mm super rapido double feeding Davide/Strales con capacità di utilizzo della munizione guidata DART in funzione antimissile. La versione italiana lo monterà a poppa sopra l'hangar mentre quella francese (comunque priva del sistema Davide) a prua.
  • 1 cannone del tipo Oto Melara 127/64 mm LW con capacità di utilizzo della munizione guidata tiro di precisione contro bersagli terrestri e navali. Il cannone, avente capacità AAW, ASuW ed NSFS, è equipaggiato con un magazzino automatico di rifornimento contenente 350 proiettili, oltre ai 56 in torre. Cannone presente solo nella versione italiana.
  • 2 lanciarazzi Oto Melara SCLAR-H DLS (sulle ultime tre unità sarà installato il nuovo sistema integrato di contromisure AAW e ASW OTO Melara ODLS-20)
  • 2 pezzi Oto Melara / Oerlikon KBA da 25/80 mm
  • 2 elicotteri tipo NH90 o EH101 o una combinazione di entrambi gli elicotteri.

Le FREMM italiane hanno tutte una capacità di difesa aerea di area, grazie all'EMPAR attivo e allo specifico sistema di combattimento SAAM-ESD. 








Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, 
storia militare, sicurezza e tecnologia. 


La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri 
di un reparto militare 
ma come cittadini e custodi di ideali.
Valori da tramandare e trasmettere, da difendere
senza mai darli per scontati.
E’ desiderio dell’uomo riposare
là dove il mulino del cuore non macini più
pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto
nella cultura politica europea contemporanea,
è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti
a un disegno spezzato
senza nessuna strategia
per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali.
Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando
è che non bisogna arrendersi mai,
che la difesa della propria libertà
ha un costo
ma è il presupposto per perseguire ogni sogno,
ogni speranza, ogni scopo,
che le cose per cui vale la pena di vivere
sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, 
in quanto capace di autodeterminarsi,
vive finché è capace di lottare per la propria libertà: 
altrimenti cessa di esistere come popolo.
Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! 
Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti 
sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze 
per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: 
SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, 
devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante
poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”,
alcuni si sono abituati a darla per scontata:
una sorta di dono divino e non, 
un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità,
difendere la mia cultura,
conservare le mie tradizioni.
L’importante non è che accanto a me
ci sia un tripudio di fari,
ma che io faccia la mia parte,
donando quello che ho ricevuto dai miei AVI,
fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza
ai popoli che difendono la propria Patria!
Violenza e terrorismo sono il risultato
della mancanza di giustizia tra i popoli.
Per cui l'uomo di pace
si impegna a combattere tutto ciò 
che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori
affinché siano spezzate le catene
della violenza e dell’odio,
e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: 
fino a quando, Signore? Quando farai giustizia?
Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita 
e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, 
a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet:
“””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, RID, Wikipedia, You Tube)






























 

M.B.D.A.: l'Akeron MP (Akeron Moyenne Portée), precedentemente noto come MMP (francese: Missile Moyenne Portee, letteralmente "missile a medio raggio”); MBDA ha di recente presentato ai media l’AKERON MBT 120, una soluzione innovativa per un missile lanciato da M.B.T. tramite il cannone da 120 mm ad anima liscia.












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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.









L'Akeron MP (Akeron Moyenne Portée), precedentemente noto come MMP (francese: Missile Moyenne Portee, letteralmente "missile a medio raggio") 

E’ un sistema missilistico guidato anticarro portatile francese di quinta generazione. Dotato di una capacità lancia e dimentica; integra anche la guida dei comandi sia nelle modalità di attivazione sia di blocco prima del lancio (LOBL) che di blocco dopo il lancio (LOAL) per i bersagli visibili e l'uso non in linea di vista. Le ultime due modalità incorporano il retargeting, cioè la capacità di reindirizzare il missile in volo verso un altro bersaglio come una minaccia inaspettata o una nuova e più preziosa risorsa nemica individuata, nonché la selezione del punto di mira e le funzionalità di interruzione della missione.
L'Akeron MP è entrato in servizio operativo con l'esercito francese nel 2018 ed è stato sviluppato da MBDA France per sostituire il franco-tedesco MILAN e l'americano FGM-148 Javelin.  Progettato per equipaggiare principalmente le unità di fanteria, questo sistema diurno e notturno per tutte le stagioni incorpora un missile multiuso con modalità selezionabili anticarro, anti-infrastruttura e anti-personale; ha una portata fino a 5 km. Il missile può anche essere integrato su veicoli da combattimento o navi navali e dovrebbe in particolare armare veicoli corazzati francesi come l'EBRC Jaguar, il Griffon MMP e il Serval MMP.
È in fase di sviluppo anche un missile a lungo raggio lanciato dall'aria della stessa famiglia, l'Akeron LP (Akeron Longue Portée). È destinato ad equipaggiare il prossimo Eurocopter Tiger MkIII francese.
Il programma MMP è nato nel 2009 per sviluppare un successore della quarantenne MILAN di MBDA. Ciò è stato in particolare in risposta a un requisito operativo urgente francese che aveva anche portato all'acquisto del Javelin di fabbricazione statunitense nel 2010, piuttosto che di ulteriori missili MILAN; sono stati ordinati 260 giavellotti a causa della capacità di sparare e dimenticare del missile. L'offerta migliorata MILAN-ER di MBDA è stata rifiutata perché mancava di tale funzionalità. Anche il Regno Unito, precedentemente un importante utente del sistema MILAN, si era convertito a Javelin.
Nel 2011, il requisito stabilito dall'esercito francese richiedeva una capacità di attacco di precisione multiuso per equipaggiare le unità in prima linea e le forze operative speciali. Il missile da procurarsi doveva essere in grado di distruggere obiettivi terrestri, fissi o in movimento, dai veicoli leggeri fino agli MBT di ultima generazione, così come il personale smontati o protetti dietro le fortificazioni. L'ufficiale di tiro doveva essere protetto durante l'impegno, richiedendo quindi facilità d'operazione, fuoco e dimenticando una guida e la capacità di sparare il missile da spazi ristretti.
Dopo aver gareggiato contro il Lockheed Martin/Raytheon Javelin e Rafael Spike, un ordine è stato dato nel dicembre 2013 dalla DGA francese per iniziare a dotare l'esercito francese dell’MMP nel 2017. I test sono iniziati all'inizio del 2014, con test della testata contro l'armatura MBT e sono stati perseguiti ad aprile con lanci in un tunnel di prova per confermare la sicurezza dei missili per l'equipaggio operativo. MMP è stato visualizzato a Eurosatory 2014.
Il primo tentativo di lancio dell'MMP è stato effettuato dalla DGA nelle sue strutture di Bourges il 3 febbraio 2015, con il missile che ha colpito un bersaglio fisso a una distanza di oltre 4.000 metri.
Il programma di sviluppo era stato finanziato privatamente da MBDA e dovrebbe essere completato entro il 2017. Il 29 novembre 2017, la DGA ha annunciato la consegna di un primo lotto di 20 postazioni di fuoco e 50 missili MMP dopo una campagna di tiro di valutazione operativa di successo tenuta dall'esercito francese. Le prime unità saranno utilizzate per la formazione prima della distribuzione nel 2018. I piani iniziali nella legge francese sulla programmazione militare (LPM) 2014-2019 prevedevano che 400 posti di tiro e 1.750 missili fossero consegnati alle unità di fanteria e cavalleria dell'esercito francese, nonché alle forze speciali di tutti i rami militari entro il 2025. Nel successivo LPM 2019-2025, l'obiettivo è stato aumentato a 1.950 missili e infine, nel LPM 2024-2030, a circa 3.000 missili.
Oltre a sostituire i sistemi MILAN e Javelin, l'Akeron MP equipaggerà anche la Jaguar EBRC, che succederà al missile VAB Mephisto armato di HOT in servizio francese.


Descrizione

L'MMP è stato progettato per superare alcune delle limitazioni del vecchio MILAN nel contesto delle operazioni su piccola scala e di controinsurrezione dopo il 2000, piuttosto che la guerra dei carri armati della Guerra Fredda del requisito originale del MILAN. Nei teatri come l'Iraq e l'Afghanistan, i missili portabili venivano spesso utilizzati contro i punti di forza e le armature improvvisate all'interno delle aree popolate. Ridurre i danni collaterali ai civili vicini è diventato un importante fattore politico in tali campagne.
Gli sviluppi particolari rispetto ai missili esistenti erano di essere sicuri per gli operatori all'interno di uno spazio ristretto, cioè di ridurre il backblast al lancio, e di migliorare la guida che potesse colpire obiettivi non IR-emissivi (freddi) e AFV con un rischio ridotto di danni collaterali. Rispetto ai suoi predecessori, contiene una grande quantità di elettronica moderna e COTS, piuttosto che lo sviluppo precedentemente lento degli appalti militari.

Il missile e il suo sistema di guida offrono tre diverse modalità di tiro:
  • Lancia e dimentica;
  • Blocca prima del lancio con man-in-the-loop;
  • Blocco dopo il lancio (LOAL) con man-in-the-loop per non-line-of-sight (NLOS) con designazione di target di terze parti.

Nonostante queste nuove funzionalità, per rimanere efficace contro le moderne armature AFV e MBT, è stata usata una testata tandem, che la rende efficace contro l'armatura convenzionale, composita e reattiva. Alla detonazione, la testata lancia anche 1.500 schegge di tungsteno, efficaci contro il personale fino a 15 metri (49 piedi).

Al lancio commerciale, MBDA ha introdotto l'MMP come primo missile da combattimento terrestre di quinta generazione grazie alle seguenti caratteristiche chiave:
  • Un cercatore dual-band sia in IR che in video visibile in condizioni di scarsa illuminazione, che consente l'impegno di obiettivi caldi e freddi in tutte le condizioni di visibilità. Il sensore IR non è raffreddato, il che limiterebbe alcune prestazioni per un missile antiaereo, ma è una delle principali semplificazioni per un missile di fanteria. In particolare, evita di fare affidamento su una fornitura di gas pressurizzato che dovrebbe essere reintegrata a livello di deposito. A differenza di alcuni missili, come Stinger, con sensori IR raffreddati a gas o batterie termiche one-shot, MMP può essere bloccato su potenziali obiettivi ripetutamente senza consumare risorse. Questi due sensori sono montati su un asse reversibile nella cupola, con l'operatore che seleziona quale modalità sensore distribuire prima del lancio. Rispetto ai classici sensori doppi side-by-side, questa disposizione fornisce un campo visivo molto più ampio che consente al cercatore di mantenere i bersagli, in particolare quelli in rapido movimento, all'interno del campo visivo del missile, facilitando così notevolmente dopo il blocco del lancio.
  • Anche in modalità doppia, il posto di fuoco della versione iniziale della fanteria è dotato di un sensore raffreddato a infrarossi ad alta risoluzione e una telecamera TV a luce diurna. Questi sensori di alta qualità supportano tutte le funzioni di ricognizione meteorologica e valutazione delle minacce. Un collegamento dati in fibra ottica dal missile presenta le immagini del cercatore alla stazione di tiro per il controllo di Man In The Loop. Ciò consente anche di interrompere un lancio senza detonazione, se un civile collaterale oscura improvvisamente il bersaglio. Per i fuochi diretti, il cercatore è bloccato prima del lancio grazie a una correlazione automatica con le immagini del palo di fuoco, che protegge e semplifica il blocco del cercatore, specialmente sui bersagli a portata massima. Questo palo di tiro dispone anche di un ricevitore GPS, una bussola e un tangere laser opzionale che consente la piena net-centricità e lo scambio di coordinate bersaglio attraverso collegamenti dati tattici per la designazione di obiettivi di terze parti.
  • Il missile integra un'unità di misura inerziale (IMU), che è nuova in questa classe di missili leggeri, sviluppata nella tecnologia MEMS (Micro Electro Mechanical Systems). Insieme al collegamento dati in fibra ottica, questa IMU consente il targeting del volo e il retargeting per le operazioni di blocco dopo il lancio (LOAL) e autorizza anche due opzioni di traiettoria selezionabili: bassa quota con attacco diretto o attacco superiore per colpire i carri armati principali (MBT) attraverso la loro torretta, che è il loro punto più debole.
  • Con un peso di poco più di due chilogrammi (4,4 libbre), la nuova testa multiuso calibro 115 mm di MMP presenta una carica tandem - carica precursore posizionata davanti al motore principale del razzo, carica principale posizionata dietro il motore - con due modalità selezionabili, anti-armatura e anti-infrastruttura. In modalità anti-armatura può penetrare oltre 1.000 millimetri (39 in) di RHA (Rolled Homogeneous Armor) sotto ERA (Explosive Reactive Armor). In modalità anti-infrastruttura, è in grado di violare oltre due metri (6,6 piedi) di cemento armato. Entrambe le modalità presentano anche una capacità anti-personale. Questa testata è stata progettata da Saab Bofors Dynamics Switzerland (ex RUAG Warheads) che la sta producendo ora. Saab è la società che ha progettato e prodotto la testata per la NLAW.
  • Leggero e facilmente portatile, il missile misura 1.300 millimetri (51 in) di lunghezza per un calibro di 140 millimetri (5,5 in). Il missile completo pesa 15 chilogrammi (33 libbre) compreso il suo contenitore tattico. Il lanciatore pesa 11 Kg (24 libbre), compreso il suo treppiede e la batteria. I primi missili forniti sono portatili, ma i supporti per veicoli sono in fase di sviluppo.
  • Sparo sicuro da spazi ristretti, con esplosione ridotta sia dietro che in avanti del lanciatore. Il missile può essere lanciato con la fanteria in prossimità di sé.
  • Ridurre al minimo il rischio di danni collaterali.
  • Il missile ha una portata di 4.000 metri (4.400 iarde) secondo il requisito francese, ma nel maggio 2018 due colpi di prova sono stati in grado di colpire obiettivi a 5.000 metri (5.500 iarde).

Evoluzione del programma

All'Eurosatory 2016, MBDA ha anche presentato la sua nuova torretta IMPACT. Questa torretta motorizzata da 250 kg è stata presentata su di un Dagger, un piccolo veicolo blindato prodotto da Renault Trucks Defense. Trasporta i sensori giorno/notte del controllo antincendio MMP, così come due missili pronti al fuoco e una mitragliatrice da 7,62 mm e le sue munizioni per l'autodifesa.
Nel 2017, MBDA ha offerto il suo MMP alla Forza di Difesa Australiana come ATGW integrato sia sul Boxer (sulla torretta Lance da 30 mm) che sui veicoli BAE Systems AMV35 (sulla torretta BAE Hägglunds da 35 mm) nell'ambito del programma LAND 400 dell'esercito australiano. Il missile viene anche offerto con il suo posto di fuoco di fanteria per il programma LAND 4108 dell'esercito, che sta cercando un sostituto del Javelin ATGW in servizio.
All'Eurosatory 2018, il nuovo veicolo di ricognizione Jaguar dell'esercito francese è stato presentato con un pod di due MMP integrati accanto alla torretta. Durante la mostra, MBDA e Milrem Robotics hanno anche annunciato l'inizio degli studi di fattibilità di un "veicolo di terra senza equipaggio anticarro". Il progetto congiunto integra il veicolo terrestre senza equipaggio Milrem Robotics THeMIS con il sistema MBDA IMPACT (Integrated MMP Precision Attack Combat Turret) dotato di due MMP.
Nell'agosto e nel settembre 2018, l'esercito francese ha condotto una campagna di lancio a Gibuti per testare la capacità del missile di operare in un ambiente desertico. Secondo il governo, nove MMP sono stati licenziati con successo. Due di loro sono stati licenziati dai commando da un gommone a scafo rigido ECUME (RHIB). I missili sono stati integrati in una torretta stabilizzata e teleoperata, aprendo così la strada a una versione navale del MMP.
A dicembre, il Picardy Battle Group ha condotto un'operazione nella regione a tre frontiere nel sud-est del Mali, durante la quale l'MMP è stato schierato e utilizzato per la prima volta in un teatro di combattimento.
All'inizio del 2019, MBDA, DGA e STAT hanno organizzato un'altra campagna di tiro per testare le prestazioni del MMP in condizioni di freddo. Hanno eseguito tre licenziamenti di successo in Svezia con temperature che raggiungevano -30 °C.

Cooperazione franco-svedese

Nel luglio 2021, la Direction Générale de l'Armement (DGA) ha firmato una lettera di intenti con l'Amministrazione svedese del materiale della difesa (Försvarets materielverk o FMV) per collaborare a un nuovo sistema anticarro. Un accordo quadro bilaterale è stato successivamente firmato nell'aprile 2023 per consentire studi congiunti, acquisizioni e ulteriore sviluppo del sistema Akeron MP per le forze armate francesi e svedesi. Questo vedrà l'Akeron MP selezionato come "RBS 58" nel servizio svedese, sostituendo il missile RBS 56 BILL. Saab sarà il partner svedese di MBDA per il contratto. L'obiettivo è implementare una tabella di marcia congiunta delle capacità al fine di sviluppare nuove funzionalità associate in particolare al fuoco oltre la linea di vista, e anche per preparare il missile per affrontare la futura generazione di obiettivi che arriveranno sul campo di battaglia.

Operatori 

Operatori attuali

  • Egitto - In servizio con le forze speciali della Marina egiziana. Il numero di pali di fuoco e missili acquistati è sconosciuto.
  • Francia - 400 lanciatori e 1.750 missili Akeron MP originariamente previsti ai sensi della legge sulla programmazione militare 2014-2019 e da consegnare tra il 2017 e il 2025. L'esercito francese ha ricevuto un primo lotto di 50 missili MMP e 20 posti di fuoco nel novembre 2017; questi erano destinati all'addestramento all’iniziativa. Il numero di missili da ordinare in totale è stato aumentato a 1.950 nella legge sulla programmazione militare 2019-2025. Il 1000esimo missile è stato consegnato nel novembre 2021. 200 missili aggiuntivi ordinati a dicembre 2022 e 1.300 altri a novembre 2023. L'obiettivo finale, che inizialmente ammontava a 1.950 missili Akeron MP ai sensi della legge sulla programmazione militare 2019-2025, è ora apparentemente salito a circa 3.000.

Futuri operatori

  • Belgio - 761 missili ordinati nel 2022 per equipaggiare il veicolo da combattimento corazzato Jaguar EBRC, con consegne a partire dal 2025.
  • Cipro - Su ordine per la Guardia Nazionale Cipriota. Da montare sulla nuova Sherpa Light.
  • Lussemburgo - 90 missili e numero sconosciuto di postazioni di tiro ordinati nel 2022, con consegne che inizieranno prima del 2025.
  • Svezia - Dopo che una lettera di intenti è stata firmata nel luglio 2021, alcune unità del sistema missilistico Akeron MP sono state ordinate per test e valutazioni. Un accordo di cooperazione è stato successivamente firmato tra Svezia e Francia nell'aprile 2023, che vedrà l'Akeron MP selezionato come "RBS 58" per sostituire l'RBS 56 BILL 2 in servizio svedese. Ordini saldi: Giugno 2025, primo ordine.

Potenziali operatori

  • Austria - L’Austria sta acquistando 225 ulteriori Pandur Evo 6×6, tra cui è prevista una variante anticarro. Nel 2022, una variante del Pandur offerta da GDELS è stata mostrata con la MBDA IMPACT (Integrated Precision Attack Combat Turret) dotata dell'Akeron MP e di una mitragliatrice da 7,62 mm. Poiché l'Austria è alla ricerca di un successore del RBS-56 Bill 2, è un'opzione.
  • Grecia - Memorandum d'intesa firmato nel febbraio 2024 tra MBDA e le società greche Miltech e Altus per sviluppare sistemi basati sul missile Akeron MP. Uno dei progetti mira a integrare il missile nell'UAV Atlas 8 di Altus. L'obiettivo finale di MBDA è l'adozione del sistema Akeron MP da parte dell'esercito ellenico.
  • Portogallo - Il sistema è uno di quelli considerati dall'esercito portoghese per sostituire gli attuali sistemi MILAN.
  • Qatar - Nel dicembre 2017, il Qatar avrebbe aperto negoziati con MBDA per acquisire il sistema Akeron MP per un massimo di 400 milioni di euro al fine di sostituire circa 650 missili (per lo più il HOT e i suoi vecchi missili MILAN).
  • Spagna - La Spagna ha annullato il suo contratto per il missile Spike LR2 e sta cercando un successore, tra cui l'Akeron MP e il Javelin.





MBDA ha ora messo a punto l’AKERON MBT 120, una soluzione innovativa per i missili lanciati da Main Battle Tanks:

  • E’ un concept per un missile non-line-of-mir (NLOS) lanciato tramite cannoni da carro armato ad anima liscia da 120 mm;
  • Innovazione guidata dalla risposta all'apprendimento dagli attuali conflitti globali insieme all'anticipazione del futuro;
  • Opportunità per una capacità accessibile a un ritmo accelerato e con spazio per uno sviluppo a spirale.


MBDA sta cogliendo l'occasione, al DSEI UK 2025, per lanciare AKERON MBT 120, una soluzione innovativa per fornire ai carri armati da battaglia principali (MBT) una capacità di armi complesse NLOS a prezzi accessibili per aumentare l'efficienza e la sopravvivenza.
L'attuale contesto globale ha visto un ritorno per la necessità di armature di massa nei combattimenti ad alta intensità con avversari tra pari. Pertanto, è fondamentale che piattaforme come gli MBT siano in grado di combattere in modo diverso e che nuove capacità consentano la loro evoluzione in questo contesto.
L'AKERON MBT 120 offre agli operatori una soluzione antincarro che corrisponde alle dimensioni dei colpi NATO da 120 mm esistenti. Questo lo rende adatto per i cannoni da carro armato più popolari al mondo e offre un alto carico utilizzando lo stivaggio delle munizioni esistenti senza alcuna modifica alla firma della piattaforma.
Eric Beranger, CEO di MBDA, ha dichiarato: “È piacevole vedere le nostre innovazioni interne passare a un'offerta per il mercato globale. Questa ultima aggiunta alla nostra famiglia AKERON offre ai nostri clienti una soluzione per un rapido sviluppo di una capacità iniziale, sviluppata a spirale per migliorare l'efficienza delle loro piattaforme esistenti in un modo nuovo. Dimostra la capacità di MBDA di fare qualcosa di diverso in un mercato in rapida evoluzione e in un modo che i nostri clienti possono sentire è conveniente e non aumenterà gli oneri logistici".
Il concept è uno degli ultimissimi di MBDA, guidato dalla spinta del Gruppo a "Do Different" e accelerato dai suoi Innovation Awards interni, un'iniziativa organizzata per celebrare l'esperienza che le persone di MBDA portano in ogni area della sua attività.
Il missile sfrutta componenti commerciali ITAR-free pronti all'uso per consentire uno sviluppo accelerato. In combinazione con un software di targeting abilitato all'intelligenza artificiale, può fornire una soluzione altamente efficace senza la necessità di designazione di terzi. Il missile aumenterà la letalità, la sopravvivenza e ridurrà il requisito del supporto dell'artiglieria, ottimizzando complessivamente gli MBT esistenti per le nuove realtà del combattimento corazzato di nuova generazione.
Il missile AKERON MBT 120 fornisce una portata NLOS di 1-5 km utilizzando un cercatore passivo, un motore a razzo booster con propellente a basso consumo e una testata che sconfigga corazzature complesse. Colma uno spazio nel portafoglio di MBDA tra armi da battaglia portabili per soldato/fanteria come ENFORCER e AKERON MP e capacità di sorveglianza anticarro come Surface Launched BRIMSTONE.









Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, 
storia militare, sicurezza e tecnologia. 


La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri 
di un reparto militare 
ma come cittadini e custodi di ideali.
Valori da tramandare e trasmettere, da difendere
senza mai darli per scontati.
E’ desiderio dell’uomo riposare
là dove il mulino del cuore non macini più
pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto
nella cultura politica europea contemporanea,
è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti
a un disegno spezzato
senza nessuna strategia
per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali.
Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando
è che non bisogna arrendersi mai,
che la difesa della propria libertà
ha un costo
ma è il presupposto per perseguire ogni sogno,
ogni speranza, ogni scopo,
che le cose per cui vale la pena di vivere
sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, 
in quanto capace di autodeterminarsi,
vive finché è capace di lottare per la propria libertà: 
altrimenti cessa di esistere come popolo.
Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! 
Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti 
sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze 
per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: 
SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, 
devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante
poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”,
alcuni si sono abituati a darla per scontata:
una sorta di dono divino e non, 
un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità,
difendere la mia cultura,
conservare le mie tradizioni.
L’importante non è che accanto a me
ci sia un tripudio di fari,
ma che io faccia la mia parte,
donando quello che ho ricevuto dai miei AVI,
fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza
ai popoli che difendono la propria Patria!
Violenza e terrorismo sono il risultato
della mancanza di giustizia tra i popoli.
Per cui l'uomo di pace
si impegna a combattere tutto ciò 
che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori
affinché siano spezzate le catene
della violenza e dell’odio,
e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: 
fino a quando, Signore? Quando farai giustizia?
Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita 
e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, 
a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet:
“””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, MBDA, EDR, Wikipedia, You Tube)


























 

AUGURONI DI BUON ANNO NUOVO A TUTTI GLI AMICI DEL BLOG!

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