(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.
JATO è l'acronimo di jet assisted take off. Indica un sistema per aiutare il decollo di velivoli sovraccarichi fornendo una spinta ausiliaria mediante piccoli razzi. Il termine è usato in modo intercambiabile con il (più specifico) termine RATO, per Rocket-Assisted Take Off (o, nel gergo della RAF, RATOG per Rocket-Assisted Take Off Gear).
Primi esperimenti e seconda guerra mondiale
I primi esperimenti utilizzanti razzi come booster per portare in quota alianti furono condotti in Germania negli anni venti (ad esempio dal Lippisch Ente) e più tardi dalla Royal Air Force.
La Luftwaffe introdusse tale sistema durante la seconda guerra mondiale.
Il sistema britannico usava razzi a combustibile solido sufficientemente potenti per lanciare i velivoli (in genere Hawker Hurricane) da una piccola rampa montata a prua delle navi mercantili, nota come Catapult armed merchantmen (o CAM Ships), al fine di fornire una parziale copertura contro gli aerei da ricognizione nazisti. Terminata la propulsione ausiliaria, il razzo veniva rilasciato dal retro dell'aereo per cadere in acqua e affondare. Una volta compiuta la missione, il pilota, se possibile, doveva volare verso un territorio amico o paracadutarsi dall'aereo, sperando di essere prelevato da una delle navi di scorta. In due anni il sistema è stato usato solo nove volte per attaccare aerei tedeschi con otto abbattimenti nemici e la perdita di un solo pilota.
Anche la Luftwaffe usò questa tecnica con motori a razzo a propellente liquido o solido, spesso lasciati cadere quando l'aereo era in quota. Vennero usati sia per aiutare il decollo dei loro piccoli bombardieri sia per trascinare l'enorme aliante Gigant, Messerschmitt Me 321, concepito nel 1940 per l'invasione della Gran Bretagna e utilizzato per il rifornimento del fronte russo. Esso veniva trainato in aria da un massimo di tre Messerschmitt Bf 110, aerei da caccia pesanti, in una configurazione detta Troika-Schlepp, ma con carichi che avrebbe reso il decollo troppo lungo senza l'uso di razzi JATO.
Questo divenne importante specialmente quando sul finire della guerra, le piste venivano accorciate dai bombardamenti alleati.
Il loro sistema tipicamente utilizzava razzi Walter HWK 109-500 o -501 Starthilfe ("aiuto al decollo") motori a razzo monopropellente a carburante liquido spinti dalla decomposizione chimica di "T-Stoff" (una soluzione acquosa di perossido di idrogeno all'80%) promossa da un catalizzatore (Z-Stoff). Un paracadute, alloggiato nella parte anteriore della custodia esterna del motore, era utilizzato per rallentare la sua caduta dopo essere stato rilasciato dall'aereo, in modo che il razzo poteva essere riutilizzato.
Primi esperimenti si svolsero nel 1937 su un Heinkel He 111, guidato dal pilota collaudatore Erich Warsitz a Neuhardenberg in un grande campo d'aviazione situato a circa 70 chilometri a est di Berlino, usato come campo d'aviazione di riserva in caso di guerra.
Altri esperimenti tedeschi con sistemi JATO avevano lo scopo di assistere il decollo di aerei intercettori come il Messerschmitt Me 262, nelle versioni C chiamate Heimatschützer ("difensore della patria"). Erano dotati sia di una versione adattata del motore a razzo a propellente liquido Walter HWK 109-509, motore usato nel progetto Me 163 Komet. Il motore era montato nell'estrema parte posteriore della fusoliera (negli Heimatschützer I) o in pod dietro il bordo di uscita dell'ala) per aiutare i propri turboreattori Jumo 004 o motori BMW 003 R, che erano una combinazione di propulsori turbogetto e razzo al posto degli Jumo 004 (versione Heimatschützer II). In questo modo gli intercettori Me 262 C Heimatschützer potevano salire in quota rapidamente per raggiungere le formazioni dei bombardieri nemici.
Venne realizzato un solo prototipo delle versioni Heimatschützer I e Heimatschützer II, mentre dell'Heimatschützer III (progetto con il razzo montato sotto l'aereo) non si realizzò neppure un prototipo perché gli Alleati stavano avanzando.
All'inizio del 1939, la United States National Academy of Sciences concesse 1 000 $ a Theodore von Kármán e al Rocket Research Group del Guggenheim Aeronautical Laboratory per la ricerca sul decollo degli aeromobili aiutati da razzi. Fu la prima ricerca JATO a ricevere finanziamenti governativi degli Stati Uniti.
Secondo dopoguerra
Dopo la seconda guerra mondiale il sistema JATO divenne di uso comune su velivoli a turbogetto con bassa velocità, o per velivoli particolarmente pesanti; il quadrimotore Avro 696 Shackleton usava dei turbogetti Armstrong Siddeley Viper per il decollo. A seguito della crescita della spinta dei turbogetti, il sistema JATO decadde.
È ancora usato, però, quando un aereo con un carico pesante deve decollare da piste corte o quando si opera in condizioni "Hot and high" (quando la densità dell'aria è bassa a causa della temperatura elevata e ad altitudini elevate).
La Operation Credible Sport fu un'operazione militare statunitense degli anni ottanta, atta a salvare ostaggi tenuti in Iran, utilizzando un C-130 modificato con sistema JATO. Il progetto fu cancellato dopo che una precoce accensione dei razzi destinati ad ammortizzare l'atterraggio fece precipitare il velivolo.
Lo JATO Junior è stato un tentativo della Aerojet Engineering di introdurre unità JATO di minore potenza per piccoli aerei commerciali, ma fu bloccata dall'U.S. Navy Bureau of Aeronautics. L'Aerojet sostenne che un piccolo JATO delle dimensioni di una bottiglia, creando 250 libbre (113 kg) di spinta per 12 secondi poteva aiutare un piccolo aereo privato, che richiedeva normalmente circa 900 piedi (274 m) di pista per superare un ostacolo alto 50 piedi (15 m), a oltrepassarlo con 300 piedi (91 m) di pista.
Decollo a lunghezza zero
Due programmi sperimentali analoghi di decollo a lunghezza zero (Zero Length Launch) sono stati sviluppati dalla US Air Force e dalla Voenno-vozdušnye sily SSSR sovietica circa nello stesso periodo alla fine degli anni cinquanta. Nel primo caso venne usato un Republic F-84 modificato, designato EF-84G, che utilizzava come booster un missile MGM-1 Matador a combustibile solido. Nel secondo, un MiG-19 modificato, designato SM-30, lanciato da una speciale piattaforma, e con motore booster simile a quello statunitense. L'F-100 Super Sabre e l'F-104 Starfighter furono usati anche per esperimenti zero-length launch.
Leggende metropolitane
La JATO Rocket Car è una leggenda metropolitana che racconta la storia di una vettura dotata di unità JATO che viene poi trovata schiantata contro una montagna. Questa storia è spesso narrata come esempio di Darwin Award ma sembra essere un falso, senza alcun fondamento.
La leggenda è stata esaminata più volte su Discovery Channel nello spettacolo MythBusters. Una prima volta in un episodio pilota del 2003, l'equipaggio replicò la scena e la spinta dello JATO con alcuni motori a razzo amatoriali disponibili in commercio. La vettura correva molto velocemente, sorpassando l'elicottero che la inseguiva, ma mai raggiunse la velocità di 300 mph (500 km/h) riportato nella storia originale e non riuscì a decollare. Il mito fu rivisitato nel 2007, utilizzando una diversa configurazione di razzi nel tentativo di far volare l'automobile che però esplose prima di raggiungere la fine della rampa di lancio. Il mito è stato nuovamente riesaminato nel 2013 nel 1º episodio di Mythbusters Serie 12 (come in una celebrazione per il 10º anno dell'andata in onda della trasmissione).
IL NOSTRO PENSIERO
Si vis pacem, para bellum (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.
Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia.
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà: altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE".
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.
(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, SANDBOXX, WIKIPEDIA, You Tube)
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.
Corpo navale israeliano - חיל הים הישראלי - Heil HaYam HaYisraeli
Il Corpo navale israeliano (in ebraico חיל הים הישראלי, Heil HaYam HaYisraeli) è la marina militare dello Stato di Israele.
Questo corpo opera soprattutto nel mar Mediterraneo, ad ovest del Golfo di Aqaba, nel mar Rosso e nella parte meridionale del golfo di Suez.
LE CORVETTE MISSILISTICHE SA’AR 6
La classe Sa'ar 6 di corvette comprende quattro unità ordinate dalla marina militare israeliana nel maggio 2015. Il loro progetto deriva da quello della tedesca classe Braunschweig di corvette, e tutte le unità verranno costruite in Germania, con la prima unità che dovrebbe entrare in servizio nel 2019. Il governo tedesco contribuirà con un terzo del costo complessivo delle navi.
Le navi saranno caratterizzate da una bassa osservabilità radar e da un ponte di volo in grado di ospitare elicotteri, ma col piccolo hangar in grado di ospitare solo degli UAV. Le differenze con la classe Braunschweig potrebbero essere dettate da due possibili opzioni di scelta per gli israeliani: la classe Meko 80 da 1500 t di corvetta e il modello di OPV (Offshore Patrol Vessel, un grosso pattugliatore) da 1.800-2.000 t; il costruttore sarà la ThyssenKrupp Marine Systems (TKMS), che in cambio comprerà beni in Israele per 150 milioni di Euro.
CARATTERISTICHE GENERALI:
Costruttore: German Naval Yards Holdings e ThyssenKrupp Marine Systems (TKMS);
Dislocamento: 1900 tonnellate (a pieno carico);
Lunghezza: 90 metri (295 piedi e 3 pollici);
Larghezza: 13 m (42 piedi e 8 pollici);
Pescaggio: ?
Velocità: ?
Autonomia: 4000 NMI (7400 km);
Complemento: 70 ;
Propulsione: (CODAD / Diesel e Diesel combinati) 2 motori diesel MTU 2 alberi / 2 eliche
Armamento: Sistema di lancio verticale (VLS) - 16 celle per missili Barak-8 LR/MR SAM Sistema di lancio verticale (VLS) - 40 celle per sistema di difesa puntuale C-Dome (SAM) Tubo o lanciatore scatolare per un massimo di 16 missili IAI Gabriel V o RGM-84 Harpoon Block II SSM - 1 cannone Oto-Melara (Leonardo) 76/62 2 stazioni arma Rafael Typhoon 2 tubi lanciasiluri Mk.32 (324 mm/12,75")
Aeromobili imbarcati: ponte di volo e hangar per 1 elicottero ;
Sistemi: Radar di sorveglianza, tracciamento e guida multifunzione EL/M-2248 (MF-STAR) Radar AESA Decoy attivo RF C-GEM.
Le corvette classe Sa'ar 6 sono quattro corvette di fabbricazione tedesca ordinate dalla Marina israeliana nel maggio 2015. Sono gestite dalla flottiglia Shayetet 3.
Sviluppo
Il design delle navi è vagamente basato sulla corvetta tedesca di classe Braunschweig, ma con modifiche ingegneristiche per ospitare sensori e missili di fabbricazione israeliana come il Barak 8 e il sistema navale Iron Dome. Elbit Systems si è aggiudicata il contratto per progettare e costruire le suite di guerra elettronica (EW) per le navi, costruite in Germania in un progetto congiunto di German Naval Yards Holdings e ThyssenKrupp Marine Systems (TKMS). La prima della classe era prevista per la consegna nel 2020. Il costo di costruzione è stato stimato in 1,8 miliardi di NIS (nuovi shekel israeliani) o circa 430 milioni di euro (480 milioni di dollari). Israele pagherà due terzi del costo e il governo tedesco sovvenzionerà un terzo dei costi di costruzione delle corvette, come per i sottomarini di classe Dolphin.
Missioni
Il gruppo libanese Hezbollah sostiene che i giacimenti di gas israeliani si trovano in acque libanesi. Ha minacciato di prendere di mira le piattaforme di gas israeliane. Una nave di proprietà israeliana sarebbe stata ripetutamente colpita da missili vicino agli Emirati Arabi Uniti. La nave era in rotta verso gli Emirati Arabi Uniti dal Kuwait, secondo le notizie di Channel 12.
La Sa'ar 6 è stata adottata per la protezione marittima, la difesa anti-trasporto e la prevenzione delle minacce nella zona economica esclusiva (ZEE) israeliana. La Sa'ar 6 viene anche utilizzata per difendere le rotte di navigazione israeliane nel Mediterraneo per importare oltre il 90% delle merci per Israele. Uno dei loro ruoli è quello di proteggere le piattaforme di gas naturale nel Mar Mediterraneo da possibili attacchi terroristici via mare o minacce missilistiche.
Caratteristiche
La Sa'ar 6 ha un dislocamento di quasi 1.900 tonnellate a pieno carico ed è lungo 90 m (295 piedi e 3 pollici). È armato con un cannone principale Oto Melara da 76 mm, due stazioni d'arma Typhoon, 32 celle di lancio verticali per missili terra-aria Barak-8, 40 celle per il sistema di difesa puntuale C-Dome, 16 missili antinave Gabriel V, il radar AESA EL/M-2248 MF-STAR e due lanciatori di siluri da 324 mm (12,8 pollici). Ha spazio per l'hangar e una piattaforma in grado di ospitare un elicottero di classe media tipo SH-60.
Israele ha ricevuto la prima delle quattro corvette di classe Sa'ar 6, INS Magen, l'11 dicembre 2020; Thyssen Krupp Marine Systems ha ufficialmente consegnato la seconda corvetta, INS Oz, il 4 maggio 2021. Il 27 luglio 2021, anche le ultime due navi, INS Atzmaut e INS Nitzachon, sono state consegnate alla Marina israeliana dal costruttore. Dovevano essere equipaggiate con radar e sistemi d'arma dalla Marina israeliana dopo il loro arrivo in Israele. Ad Haifa, nel settembre 2022, il cannone principale a fuoco rapido 76/62 della nave è stato accettato cerimonialmente per le prime due navi della classe.
IL NOSTRO PENSIERO
Si vis pacem, para bellum (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.
Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia.
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà: altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE".
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.
(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, WIKIPEDIA, You Tube)
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.
Di recente la società statunitense L3Harris ha ricevuto dal governo italiano un contratto da 300 milioni di dollari per la fornitura di due aerei Gulfstream G550 equipaggiati per la guerra elettromagnetica.
I G550 modificati supporteranno l'Aeronautica Militare italiana con capacità di disturbo aereo a lungo raggio per interrompere le comunicazioni, i radar e i sistemi di navigazione nemici.
L’EA-37B con capacità di attacco elettromagnetico fornirà all’Aeronautica Militare italiana una capacità di disturbo aereo con gittata, altitudine e resistenza tali da interrompere le comunicazioni di comando e controllo, i radar e i sistemi di navigazione del nemico da una lunga distanza.
L'aereo entrerà a far parte della flotta di missioni speciali italiana, che comprende il Joint Airborne Multi-Mission Multi-Sensor System (JAMMS) che fa parte del più ampio portafoglio di programmi di velivoli multi-missione di L3Harris utilizzati da Stati Uniti, Australia, Canada, Giappone e Corea del Sud.
L’iniziativa JAMMS rientra nel crescente portafoglio di soluzioni per aeromobili multi-missione di L3Harris, ospitate su diverse piattaforme commerciali, che supportano missioni cruciali per la sicurezza globale di Stati Uniti, Australia, Canada, Giappone, Repubblica di Corea e altri alleati. L3Harris integra aeromobili da oltre 70 anni e ha fornito velivoli modificati di oltre 10 costruttori, per un totale di oltre 125 tipi di aeromobili.
Negli ultimi anni l’Aeronautica Militare Italiana (AMI) ha puntato sul completamento dell’acquisizione della capacità AEW/BM&C-EA (Airborne Early Warning – Battlefield Management & Communication) basata sul velivolo Gulfstream G550 al fine di acquisire la capacità aerea di superiorità decisionale, nonché di una nuova capacità di guerra elettronica EA (Electronic Attack) anche con il programma P-MMMS (Piattaforma Multi-Missione, Multi-Sensore/Multi-Mission, Multi-Sensor Platform), il tutto con una flotta totale di 10 velivoli in varie configurazioni.
"Stiamo ampliando il nostro supporto alle forze armate italiane dotandole di tecnologie di missione moderne, pronte a gestire un panorama globale dinamico", ha affermato Jason Lambert , Presidente, Intelligence, Sorveglianza e Ricognizione, L3Harris.
"Il nostro team fornirà all'Italia soluzioni per aumentare la sua sicurezza nazionale e aumentare la sua interoperabilità con gli Stati Uniti e gli alleati strategici", ha aggiunto Lambert.
Per realizzare il progetto, l'azienda americana collaborerà con BAE Systems.
Come noto agli addetti ai lavori, Roma sta rafforzando i legami di difesa con gli Stati Uniti attraverso una serie di recenti partnership e acquisizioni.
E’ recente la notizia che il Dipartimento di Stato americano ha approvato la possibile vendita di 70 missili AMRAAM all'Italia , tra cui 30 AIM-120D-3 e 40 AIM-120C-8, insieme alle relative attrezzature e servizi, per una cifra stimata di 211 milioni di dollari.
A maggio 2025 i due Paesi hanno firmato un accordo per ampliare la cooperazione e l'interoperabilità in materia di sicurezza spaziale; inoltre, l'Italia ha finalizzato un contratto da 46,6 milioni di dollari con la società americana AeroVironment per l'acquisizione di 20 droni ad ala fissa Jump, che sostituiranno le sue piattaforme AAI RQ-7 Shadow.
L’aereo L3Harris EA-37B Compass Call II è un velivolo da guerra elettronica sviluppato dalla L3Harris per sostituire il precedente Lockheed EC-130H Compass Call.
Si tratta di una versione modificata del bireattore Gulfstream G550, volta ad ostacolare le comunicazioni nemiche di comando e controllo, condurre operazioni offensive di contro-informazione e mettere in atto varie tipologie di contromisure elettroniche.
Storia del progetto
Il programma dell'EA-37B, originariamente denominato "EC-X", venne ufficialmente lanciato il 7 settembre 2017, quando l'USAF assegnò a L3Harris Technologies un contratto per lo sviluppo di una piattaforma di jamming tattico di nuova generazione le cui missioni principali sarebbero state: annientare le capacità C3 (Comando, Controllo e Comunicazioni); annientare radar e sistemi di navigazione del nemico; offrire supporto per contro-informazione offensiva, alla guerra elettronica e alle missioni SEAD.
L'aereo, è basato sul Gulfstream G550, un aereo d'affari a lunghissimo raggio, già adottato nella configurazione per missioni speciali dalla US Navy. Con questo nuovo velivolo, l'USAF mirava a sostituire l'EC-130H, trasferendo da questo gran parte dei suoi sistemi per la guerra elettronica, circa il 70%.
Il 23 ottobre 2018, il Segretario dell'USAF Heather Wilson approvò la richiesta dell'Air Combat Command di sostituire gli EC-130H Compass Call del 55° Gruppo di Combattimento Elettronico (ECG) di stanza presso la base aerea di Davis-Monthan, in Arizona, con gli EA-37B. Il promemoria sulla decisione di base fu firmato il 15 novembre 2018.
Il primo velivolo è stato acquistato nell'anno fiscale 2017, seguito da un secondo nell'anno fiscale 2018. Il Congresso ha accelerato il programma finanziando due velivoli nell'anno fiscale 2019 e l'USAF prevede di acquistare e modificare un velivolo all'anno fino alla fine dell'anno fiscale 2025.
Le previsioni di acquisto dell'USAF prevedono un totale di 10 aerei che, una volta acquisiti, saranno assegnati all'Air Combat Command e gestiti dal 55° ECG. Il 55° ECG è composto da due squadroni operativi (il 41° e il 43° Squadrone di Combattimento Elettronico (ECS)), un'unità di addestramento formale (il 42° ECS), il 755° Squadrone di Supporto Operativo (OSS) e il 755° Squadrone di Manutenzione Aerei (AMXS).
Il primo EA-37B è stato consegnato per le prime prove all'USAF il 12 settembre 2023 venendo immesso, poi, ufficialmente in servizio il 23 agosto 2024.
Tecnica
Struttura
La scelta della cellula su cui sviluppare il velivolo è ricaduta sul Gulfstream G550, velivolo più veloce, più economico ed in grado di operare ad altitudini più elevate e con una maggiore autonomia rispetto all'EC-130H.
Per quanto riguarda le modifiche alla cellula, questa è stata modificata adottando le stesse carenature esterne presenti sull'altra piattaforma sviluppata sulla cellula del G550, ovvero Gulfstream G550 CAEW sviluppato dalla israeliana Israeli Aircraft Industries. Esternamente i due velivoli risultano praticamente uguali, ma per quanto riguarda i sistemi di missione risultano essere due aerei completamente diversi.
La motorizzazione dell'EA-37B, di conseguenza, è la stessa dell'aereo da cui è stato sviluppato, ovvero due turbofan BR700-710 C4-11 capaci di sviluppare 7.000 kg di potenza ognuno.
Sensori
L'integrazione dei sensori e dell'avionica di bordo è stata curata da L3Harris nell’ambito di un team che comprende anche BAE Systems.
BAE Systems ha completato la progettazione, i test e la consegna dei componenti chiave del primo aereo EA-37B Compass Call nel settembre 2022. L'integrazione dell'EA-37B è stata completata da L3Harris nel marzo 2023. Il primo volo dell'EA-37B è avvenuto nell'ottobre del 2021, mentre il primo volo in missione è avvenuto nel maggio 2025.
L'EA-37B presenta un cabina di pilotaggio con un'avionica di bordo molto avanzata. Per quanto riguarda l'elettronica di missione, i primi cinque velivoli hanno ricevuto il pacchetto Baseline 3, il più recente aggiornamento ricevuto dall'EC-130H. Gli aggiornamenti futuri gli consentiranno di effettuare jamming/EA stand-off da distanze maggiori per attacchi contro bersagli A2/AD con il nuovo pacchetto Baseline 4, che comprende la nuovissima tecnologia SABER (Small Adaptive Bank of Electronic Resources) di BAE Systems.
La tecnologia SABER rappresenta un significativo balzo tecnologico in avanti, consentendo la transizione del sistema Compass Call da una piattaforma basata su sistemi hardware ad una capacità di guerra basata sullo spettro elettromagnetico (EMS) e basata esclusivamente su software.
EXPORT
Con l'approvazione, nell'ottobre del 2024, da parte del Dipartimento di Stato statunitense di una possibile vendita militare estera al governo italiano di un sistema di missione di attacco elettronico e delle relative apparecchiature ed il successivo ordine italiano per due EA-37B, per la prima volta, gli Stati Uniti hanno autorizzato la vendita del sistema Compass Call ad un alleato internazionale.
Utilizzatori
Italia - Aeronautica Militare - 2 EA-37B Compass Call II ordinati il 21 luglio 2025.
Stati Uniti - USAF - Previsione di acquisto per 10 EA-37B. Primo esemplare consegnato il 12 settembre 2023 ed entrato ufficialmente in servizio il 23 agosto 2024.
Con l’US AIR FORCE impegnata nella transizione dal vecchio EC-130H Compass Call al nuovissimo EA-37B Compass Call basato su bireattori, sono stati incontrati i massimi dirigenti dei due partner principali del programma di velivoli d'attacco elettronici.
Nel frattempo, si sono appresi maggiori informazioni sulle sue capacità, sulle piattaforme correlate e su altre prospettive per il futuro. E’ stato interpellato Jason Lambert, presidente del settore Intelligence, Sorveglianza e Ricognizione (ISR) di L3Harris Technologies, e Dave Harrold, responsabile dell'area di business Countermeasure & Electromagnetic Attack (CEMA) Solutions di BAE Systems.
Puoi spiegarci meglio cosa fa concettualmente l'EA-37B Compass Call? La sua missione è chiaramente articolata in diverse parti, quindi mi piacerebbe sentirlo dire dalle tue parole.
Dave Harrold: Questo aereo è l'unico velivolo a lungo raggio con spettro elettromagnetico del Dipartimento della Guerra. È interessante notare che in passato si chiamava EC-37B, prima di essere formalmente cambiato in EA-37B, a indicare che si tratta di una piattaforma dedicata all'attacco elettronico.
Quando parlo di attacco elettronico, intendiamo in realtà degradare, negare e interrompere le comunicazioni avversarie. Si tratta di causare il caos nel loro sistema di comando e controllo, in modo che i leader avversari non siano in grado di prendere decisioni chiare. Quindi si tratta di sistemi di difesa aerea integrati e di interruzioni in quel sistema. Si tratta di interrompere diversi nodi di comunicazione. Questa è davvero una piattaforma anti-C5ISRT (comando, controllo, comunicazioni, computer, cyber, intelligence, sorveglianza, ricognizione e targeting) dedicata. Portiamo avanti questa missione da oltre 40 anni con l'EC-130H, cavallo di battaglia, protagonista di ogni conflitto da quando è stato inserito nell'inventario, in particolare nella Guerra Globale al Terrore.
Abbiamo visto la necessità di poterlo fare a quote più elevate, con un raggio d'azione maggiore e a velocità più elevate, se volevamo estendere questa capacità ad altre regioni. E quindi la sfida era proprio questa: come si fa a prendere tutto questo da un EC-130H e a confezionarlo in un EA-37B? È stata una sfida di innovazione e tecnologia, da reinventare: come si fa a ridurre dimensioni e peso, senza però ridurne la potenza? Perché abbiamo bisogno di quella potenza per poter eseguire il tipo di tecniche che stiamo applicando al sistema. Quindi, in realtà, si tratta di controllare lo spettro elettromagnetico, assicurandoci di poter abilitare il nostro lato e disabilitare l'altro.
Jason Lambert: L'EA-37B lo fa davvero a livello di teatro operativo. Ci sono altre capacità che il Dipartimento della Guerra ha nel suo inventario che rappresentano più una soluzione puntuale, mentre questa è in realtà una soluzione strategica a livello di teatro operativo, dominando lo spettro elettromagnetico ed essendo in grado di contrastare ciò che sta accadendo sul lato avversario, mentre le nostre forze continuano a operare a pieno regime, con tutto ciò di cui hanno bisogno per le loro comunicazioni, con tutto ciò di cui hanno bisogno per i loro sistemi di comando e controllo. Altri sistemi nel mondo sono jammer ad ampio raggio. Questo non è il caso; questo consente ai nostri assetti di continuare a svolgere il loro lavoro senza subire degradazioni.
Dave Harrold: Sì, questo è davvero importante. Uno dei punti di forza dell'EA-37B è la simultaneità. Ciò significa che abbiamo la potenza e le capacità necessarie. Non viviamo più in un mondo "uno contro uno", o utilizziamo una soluzione puntuale: ecco una minaccia, ecco una tecnica. L'ambiente delle minacce sta diventando sempre più sofisticato e impegnativo, quindi la questione è quante tecniche diverse si possono utilizzare contemporaneamente per neutralizzare, interrompere o negare le numerose minacce presenti. Questo è ciò che conta della potenza e ciò che distingue questa piattaforma dalle soluzioni puntuali.
Jason Lambert: Ed è tutto software-defined, il che è molto importante. Le minacce si evolvono e noi, e il nostro Dipartimento della Guerra, abbiamo la capacità, per alcune delle nostre altre piattaforme, in particolare le nostre piattaforme ISR, di raccogliere dati su come potrebbero presentarsi queste potenziali minacce e come si evolvono nel tempo. Queste informazioni possono essere configurate all'interno del sistema di missione prodotto da BAE Systems per poterle sconfiggere. Non si tratta di una soluzione una tantum destinata a diventare obsoleta. È una soluzione attuale, pensata per il futuro e oltre, perché può continuare a evolversi in base alle minacce.
Puoi darci qualche delucidazione su cosa potrebbe fare? Cosa potrebbe fare concretamente? Potrebbe, ad esempio, mettere fuori uso una parte importante di un sistema integrato di difesa aerea IADS?
Jason Lambert: Torno a uno dei punti che ho già detto: le reti di comunicazione sofisticate. I nostri avversari ostili dispongono di reti di comunicazione sempre più sofisticate. Dobbiamo intervenire su queste reti di comunicazione per influenzare la loro capacità complessiva. E, come hai menzionato, l'IADS è una missione originale della piattaforma Compass Call: interrompere l’IADS.
Dave Harrold: Esatto, è progettato per interrompere la kill chain. Se non c'è un sistema di comando e controllo per elaborare le informazioni per la kill chain, non funzionerà. E si può fare a una distanza significativa. Ecco cosa fa.
Puoi spiegare meglio cosa devi fare per trasferire questi sistemi e queste capacità dall'EC-130H all'EA-37B?
Jason Lambert: L3Harris è l'integratore. Acquistiamo l'aereo direttamente dalla Gulfstream o dal mercato VIP. Poi collaboriamo con Gulfstream per la conversione dell'aereo. In pratica, lo riportiamo allo stato in cui si trovava l'aereo quando ha lasciato la linea di produzione. Poi realizziamo la forma esterna dello stampo; Gulfstream ce la fornisce presso il nostro stabilimento di Waco, in Texas. Infine, integriamo il sistema di missione di BAE Systems fornito da Dave e dal suo team.
Dave Harrold: Siamo il fornitore principale di equipaggiamento per la missione, quindi questa è la nostra divisione co-principale, e costruiamo tutto a Nashua, nel New Hampshire. Costruiamo quell'equipaggiamento, lo testiamo, lo progettiamo. Abbiamo un laboratorio di integrazione lassù, dove lo progettiamo come se fosse a bordo dell'aereo, e poi lo spediamo al team di Jason, che lo progetta per assicurarsi che tutto si adatti di nuovo prima di installarlo sull'aereo vero e proprio. È un modo molto coreografato per assicurarci di lavorare fianco a fianco nella costruzione dell'equipaggiamento, che il cablaggio sia tutto appropriato e tutto il resto, in modo che il team di Jason possa integrarlo sull'aereo.
Jason Lambert: L'EC-130H è ancora in servizio oggi, ma è ovviamente un aereo molto diverso in termini di capacità. Ci pensiamo, pensiamo allo SWAP: dimensioni, peso e potenza sono tre vincoli o criteri che prendiamo in considerazione. Ovviamente, sono molto diversi su una piattaforma di business jet, ma abbiamo completato con successo questa integrazione nel nuovo sistema. Ora possiamo, ovviamente, integrare tutto questo su un aereo con un'autonomia, un tempo di volo e un'altitudine molto più ampi per poter svolgere questa missione.
Tornando al confronto con l'EC-130H, puoi confrontare le prestazioni delle due piattaforme? In che modo questo influisce sulla capacità di sopravvivenza?
Jason Lambert: Dal punto di vista della velocità, l'EA-37B vola a Mach 0,82... contro le 300 miglia orarie dell'EC-130H. Per quanto riguarda l'altitudine, l'EC-130H vola a 20.000 piedi. L'EA-37B si troverà a oltre 40.000 piedi. Quindi abbiamo il doppio dell'altitudine. E se pensiamo al tempo di stazionamento, non è paragonabile. Voglio dire, dal punto di vista dell'autonomia, abbiamo più del doppio. Abbiamo circa 2.300 miglia nautiche sull'EC-130H e 4.400 miglia nautiche sull'EA-37B. Se a questo si aggiungono contenuti aggiuntivi che possono essere implementati in una prospettiva difensiva, è molto più resistente, non c'è dubbio. In termini di funzionamento, altitudine a cui opera, raggio di volo a cui può operare, è un aereo diverso.
Una maggiore altitudine migliora la capacità di portare a termine questa missione con maggiore distacco?
Dave Harrold: In effetti sì. Solo la geometria di trovarsi a quell'altitudine più elevata consente di avere una visuale molto più ampia dell'orizzonte, e non solo da terra, ma anche per la comunicazione in generale. Quindi, pensate a cosa potrebbe esserci sopra e sotto di voi.
Tornando alla sopravvivenza, credo che l'altra cosa da ricordare sia che la missione qui è degradare, interrompere e negare all'avversario la capacità di comunicare. Quindi, così facendo, contribuiamo alla sopravvivenza dell'intera campagna e, di conseguenza, anche della piattaforma stessa, giusto? Se mi occupo di disattivare diverse reti di comunicazione, fondamentali per il successo delle minacce, la piattaforma si sta rendendo molto più resistente grazie alla sua vera missione principale.
Potrebbe funzionare come jammer di scorta? Voglio dire, potrebbe seguire un pacco fino a un certo punto per proteggerlo?
Jason Lambert: Voglio dire, credo. Credo che usiamo la parola "jammer". Ma non si tratta di un semplice jammer. È un insieme di missioni molto diverso, un insieme di tecniche molto specifiche. Ma è assolutamente essenziale per l'intero pacchetto d'attacco garantire che gli obiettivi di quel pacchetto vengano raggiunti.
Possiamo parlare un po' di più di alcuni dei miglioramenti apportati alla versione EA-37B di Compass Call? Immagino che uno dei maggiori miglioramenti sia la possibilità di integrare rapidamente nuove funzionalità sotto forma di aggiornamenti. C'è qualcosa che puoi dirci al riguardo?
Dave Harrold: Penso che, andando avanti, la baseline originale riguardasse solo l'estensione delle capacità dell'EC-130H. Ora ci stiamo muovendo verso un'architettura radio definita dal software molto più ampia, un'architettura di sistemi aperti. Il punto è che passiamo da SABER (Small Adaptive Bank of Electronic Resources di BAE Systems), che è una sorta di Baseline 3.5, intermedia, il ponte, per arrivare alla Baseline 4, che è l'architettura radio definita dal software completamente aperta. Il punto è che prima ci volevano mesi o più per individuare una minaccia, ottenere una nuova tecnica e capire come integrarla nell'hardware. L'hardware ora è tutto incentrato su adattabilità e velocità e, cosa ancora più importante, non sono solo le tecniche di BAE Systems a essere rese possibili da questa architettura aperta. Chiunque abbia la tecnica giusta può entrare e connettersi al nostro sistema. Abbiamo un kit di sviluppo a cui le persone possono accedere e possono scrivere nuove competenze che possiamo rapidamente integrare nell'architettura aperta. Man mano che l'ambiente delle minacce diventa più sofisticato, dobbiamo adattarci sempre di più alla rapidità con cui possiamo proporre qualcosa per contrastarle.
Per quanto riguarda il CONOPS, questo aereo segue un piano di battaglia prestabilito? Oppure può effettuare aggiustamenti in tempo reale, comportandosi in modo più dinamico?
Dave Harrold: È un sistema sofisticato, adattabile e flessibile alle esigenze del comandante in combattimento, quindi può essere configurato in modo da essere utilizzato in modo ottimale per qualsiasi esigenza del comandante. Credo anche che le capacità di sfruttamento del sistema siano sufficientemente flessibili da poter cambiare a seconda che ci troviamo in una fase prebellica o in una fase di guerra.
Come vedono effettivamente i dati i giocatori della missione? Vengono elaborati a bordo o possono essere elaborati anche esternamente?
Jason Lambert: Abbiamo un equipaggio di massimo nove persone a bordo dell'aereo. Naturalmente, il pilota e il copilota sono responsabili del volo, ma ci sono altri sette membri nella parte posteriore che gestiscono e utilizzano il sistema di missione di attacco elettronico e le relative apparecchiature, integrati in modo permanente nel compartimento di missione e di carico. L'equipaggio può includere un comandante di missione, che sarebbe un ufficiale di guerra elettronica, e un ufficiale dei sistemi d'arma. Ci sono crittografi esperti, linguisti, operatori analisti e tecnici di manutenzione aviotrasportati. Quindi, lassù c'è un intero team. L'aereo può elaborare questo lavoro a bordo, oppure può inviare segnali e contenuti ad altri velivoli nella rete.
Una squadra operativa a terra può manipolare il sistema Compass Call? O è necessario farlo da remoto?
Jason Lambert: Sono un po' cauto nel rispondere a questa domanda, solo per quanto riguarda la natura della classificazione. Dirò solo che è configurato per operare in teatro operativo e in rete, quindi anche in modo autonomo. Man mano che continuiamo a sviluppare il nostro set di soluzioni, non solo per Compass Call, ma anche per le altre piattaforme ISR, l'intelligenza artificiale sta diventando un elemento importante in termini di carico di lavoro degli operatori e di capacità di svolgere una parte maggiore della missione con meno persone a bordo. Questo aspetto si evolve con l'aumentare della minaccia.
Penso che sia ovvio voler avere meno operatori a bordo, non è vero?
Jason Lambert: Aiuta con il peso. Se si elimina un membro del personale e una postazione per l'equipaggio di missione, ora si può fare lo stesso su una piattaforma più piccola, oppure si può trasportare più equipaggiamento sullo stesso velivolo. C'è sempre quel compromesso.
Possiamo tornare brevemente al punto sulla riduzione del personale a bordo? Come sfrutterete l'intelligenza artificiale per raggiungere questo obiettivo?
Jason Lambert: In realtà, tutto avviene attraverso i contenuti decisionali forniti dall'IA all'operatore. Quindi, pensatela in termini di un'equazione AEW&C (allarme e controllo precoci aerei), leggermente diversa da quella che accadrebbe in Compass Call. Ma nell'equazione AEW&C, gli operatori considerano il numero di risorse da tracciare. Pensate agli aerei, alle risorse aviotrasportate. Potrebbero essere minacce balistiche, qualsiasi cosa sia stata lanciata e si trovi nel cielo. C'è un certo numero di risorse per operatore e questo numero è in genere classificato. Ma se pensate in termini di ciò che l'uomo nel sistema può effettivamente gestire in un dato momento, l'IA aiuterà quell'uomo a fare molto di più, fornendo le informazioni, comprimendole e fornendo gli strumenti decisionali per consentirgli di fare di più. Questo è ciò che fa davvero l'IA. Non è un supplemento. È un miglioramento per gli operatori.
In termini di espandibilità, il muso e la coda sono attualmente vuoti. Pensate di aggiungere qualcosa lì dentro? Ce n'è bisogno? Potreste aggiungere un sistema di raffreddamento aggiuntivo, ad esempio, in futuro?
Jason Lambert: Disponiamo di opzioni di espansione per contenuti aggiuntivi. Quindi continuiamo a valutare la questione in base a quanto hai accennato all'inizio. Per quanto riguarda il raffreddamento, la piattaforma è dotata sia di raffreddamento ad aria che di raffreddamento a liquido, quindi in genere operiamo in entrambi gli ambienti. Più in generale, però, per quanto riguarda l'espandibilità, parliamo molto con i nostri clienti di come potrebbe essere strutturata una roadmap per funzionalità aggiuntive. Che si tratti di nuove tecniche dovute a minacce emergenti, di equipaggiamenti di missione principali o di altre funzionalità che potrebbero sfruttare lo spazio sulla piattaforma. Quindi stiamo eseguendo un programma esistente e allo stesso tempo stiamo valutando come potrebbero essere implementati aggiornamenti incrementali in futuro.
Potresti ampliare il set di missioni aggiungendo nuovi sensori?
Jason Lambert: In realtà non è tanto l'hardware, quanto il software, giusto? Ed è tutto software-defined. L'espandibilità dei pacchetti missione è progettata per evolversi in base all'aspetto del pacchetto minaccia. Quindi l'identificazione della minaccia riguarda sempre di più l'avversario, quindi possiamo coinvolgere il sistema attraverso l'integrazione software sulla piattaforma. È già progettato per auto-espandersi. Di nuovo, ecco perché la simultaneità è così importante: perché man mano che vengono aggiunti nuovi set di missioni, non devo sacrificarne una per un'altra e posso eseguirle simultaneamente.
Il primo cliente export per l'EA-37B è l'Italia, con due velivoli ordinati. Puoi parlarci di questi velivoli?
Jason Lambert: Saranno gli stessi. L'Italia potrebbe usare una nomenclatura diversa al momento della consegna degli aerei, ma saranno EA-37B. Entrambi co-promuoviamo questo programma per l'Aeronautica Militare statunitense. Lo facciamo anche per le Vendite Militari Estere FMS. L'Italia è il nostro primo cliente internazionale, e c'è un ulteriore interesse anche oltre a questo.
Quindi hai intenzione di costruire set aggiuntivi del kit Compass Call da usare in quel caso?
Jason Lambert: Sì, lo siamo. Quel contratto specifico, e il modo in cui eseguiamo questi programmi a livello internazionale, è un contratto ibrido. Effettuiamo una vendita commerciale diretta, in genere sugli aerei, e poi il sistema di missione e l'integrazione vengono realizzati su un sistema FMS tramite l'Aeronautica Militare statunitense. Naturalmente, questo deve passare attraverso le approvazioni del governo statunitense con il Dipartimento di Stato in termini di rilascio delle policy e quant'altro, per la tecnologia, che è stata approvata per l'Italia. Ci sono altri clienti interessati anche sul fronte internazionale.
Presumibilmente il vantaggio è che gli italiani hanno già i G550 e le relative infrastrutture?
Jason Lambert: Abbiamo un programma ISR noto come JAMMS (Joint Airborne Multi-Mission Multi-Sensor System). Quando si pensa a un Paese che vuole dotarsi di una capacità di attacco elettronico, il precursore è, in genere, una capacità ISR. Hanno un velivolo noto come JAMMS. Abbiamo un programma legacy chiamato SPYDR che abbiamo realizzato con gli italiani. Comprendere i segnali che si vogliono trasmettere e, in ultima analisi, sfruttare per ottenere il predominio in termini di spettro elettromagnetico, e comprenderli prima attraverso il percorso ISR, è in genere il punto di partenza. Nelle ultime notizie, potreste aver visto che abbiamo anche consegnato con successo l'MC-55A Peregrine agli australiani. Anche questa è la loro incursione in questo settore. E sono interessati a valutare potenzialmente l'EA-37B Compass Call a lungo raggio. Ma per iniziare, è la capacità ISR che è stata consegnata.
E gli altri clienti export dell'EA-37B riceveranno un Compass Call standard statunitense, o sarà uno standard leggermente diverso? Come funzioneranno con i jet dell'Aeronautica Militare statunitense?
Jason Lambert: Tutto dipende dalla capacità di rilascio nell'Aeronautica Militare statunitense. Ma otterranno la stessa capacità. È utile per gli Stati Uniti, perché è importante coinvolgere i propri partner. In un ambito non classificato, al momento, la richiesta dell'Aeronautica Militare statunitense è di oltre 20 velivoli. Attualmente siamo sotto contratto, in termini di sistema di missione, per 10. Sono stati presi in considerazione dei bonus del Congresso per l'anno fiscale 2026. Il budget è stato aumentato e sembra che ci saranno altri due velivoli ordinati per questo anno fiscale. Siamo entusiasti di questo. Come industria, siamo sempre alla ricerca di come espandere la capacità per soddisfare tale esigenza. Ma si pensi a una richiesta di oltre 20 velivoli in un ambito non classificato con 10 sotto contratto, che presto saranno 12. I partner sono un elemento importante per affrontare questa sfida globale, per la minaccia globale. L'Italia è un esempio concreto di ciò nel teatro operativo EUCOM, e di ciò che potrebbe essere fatto nella parte orientale della NATO. Ora, potenzialmente, stiamo lavorando con i partner del PACOM.
Dave Harrold: L'RC-135 Rivet Joint è un altro velivolo in dotazione alla base operativa dell'Aeronautica Militare statunitense. È il nostro velivolo di intelligence, sorveglianza e ricognizione impiegato da Stati Uniti e Regno Unito. Anche in questo caso, opera in sinergia e in collaborazione con i velivoli EA-37B. Si uniranno e potranno anche scambiarsi informazioni.
Per quanto riguarda le cellule, il programma G550 è giunto al termine. Da dove vi rifornirete di nuovi velivoli?
Jason Lambert: Il G550 è attualmente fuori produzione. Al momento, in un giorno qualsiasi, ci sono circa una dozzina di velivoli disponibili per la vendita. Immaginate individui o aziende con un patrimonio elevato che desiderano permutare o cambiare la propria flotta di jet privati. Quindi, ci procuravamo quegli aerei perché volevano acquistare un altro velivolo da Gulfstream o da un altro partner, e li prendevamo e collaboravamo con Gulfstream per apportare le modifiche necessarie e prepararci a ospitare il kit di missione BAE Systems. È così che ampliamo l'attuale base G550 con gli aerei usati sul mercato.
Inoltre, l'Aeronautica Militare statunitense dispone di 16 velivoli C-37 o G550. Al momento si sta discutendo di un programma di riorganizzazione. Non tutti questi velivoli sono perfettamente adatti al sistema di missione. Devono avere un numero di serie superiore a un certo livello, in base alle modalità di produzione. Cinque dei 16 sono potenziali candidati che potrebbero essere convertiti al Compass Call. Si tratta di un incremento, ovviamente, che si aggiunge alla dozzina circa disponibile nel mercato VIP. Ma ci sono aerei disponibili per l'espansione. Quando io e Dave ci occuperemo e riceveremo la domanda dell'Aeronautica Militare su come crescere ed espanderci, l'industria sarà pronta a farlo. Sappiamo che c'è bisogno di numeri maggiori e abbiamo in programma di realizzarli.
Quindi i due EA-37B aggiuntivi per l'Aeronautica Militare saranno cellule esistenti che prenderete da qualche altra parte?
Jason Lambert: Li acquisteremo al mercato. Abbiamo già identificato i proprietari e i numeri di coda. Siamo pronti a partire.
Equipaggio: fino a nove: due piloti e fino a sette membri dell'equipaggio a seconda della missione, tra cui il comandante dell'equipaggio della missione ( ufficiale addetto alla guerra elettronica ), l'ufficiale addetto al sistema d'arma (ufficiale addetto alla guerra elettronica), il supervisore dell'equipaggio della missione (linguista esperto in crittografia), gli operatori di analisi (linguisti), un operatore di acquisizione e/o un tecnico di manutenzione aviotrasportata.
Lunghezza: 96 piedi e 5 pollici (29,39 m)
Apertura alare: 93 piedi e 6 pollici (28,50 m)
Altezza: 25 piedi e 10 pollici (7,87 m)
Peso a vuoto: 48.300 libbre (21.909 kg)
Peso massimo al decollo: 98.000 libbre (44.452 kg)
Capacità carburante: 41.300 libbre
Gruppo propulsore: 2 × Rolls Royce BR700-710 C4-11 turbofan, 15.385 lbf (68,44 kN) di spinta ciascuno.
Prestazioni
Velocità massima: 767 mph (1.234 km/h, 667 kn)
Autonomia: 4.410 mi (7.100 km, 3.830 nmi)
Tangenza di servizio: 45.000 piedi (14.000 m).
IL NOSTRO PENSIERO
Si vis pacem, para bellum (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.
Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia.
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà: altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE".
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.
(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, TWZ, Flight, Aviation-Report, WIKIPEDIA, You Tube)