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Si vis pacem, para bellum
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.
Royal Canadian Navy
La Royal Canadian Navy, indicata anche con la sua sigla RCN, o la Marine royale canadienne è la marina militare e parte delle forze armate canadesi.
Fondata nel 1910 come Naval Service of Canada ottenne il suffisso reale nel 1911. Posta sotto l'egida del Department of National Defence nel 1923, fu inglobata nel 1968 assieme alla Royal Canadian Air Force ed il Canadian Army per formare le Canadian Forces unificate, assumendo quindi la denominazione di Maritime Command - "MARCOM" / Commandement maritime - "COMAR", dal 2011 essa insieme ha ripreso la propria autonomia e il prefisso “Royal".
Nel corso della sua storia la RCN ha preso parte alla prima e alla seconda guerra mondiale, alla guerra di Corea, alla prima guerra del Golfo, alla guerra in Afghanistan, a numerose missioni di mantenimento della pace dell'ONU e ad operazioni della NATO.
I MISSILI A/A Raytheon RIM-7 Sea Sparrow MkIII in servizio fino al 2005 nella Royal Canadian Navy
l missile superficie-aria RIM-7 Sea Sparrow della Raytheon, derivato direttamente dal missile aria-aria AIM-7 Sparrow, divenne rapidamente un enorme successo, entrando in servizio con la Marina degli Stati Uniti e numerose flotte NATO e alleate dopo la sua prima entrata in servizio 45 anni fa.
Un alleato della NATO, in particolare, equipaggiò una classe di navi da guerra di superficie con un sistema di lancio del Sea Sparrow a dir poco bizzarro e, a quanto pare, notevolmente inefficace: si trattava dei cacciatorpediniere canadesi classe IROQUOIS, noti anche come classe Tribal.
Il sistema Sea Sparrow si è evoluto drasticamente in termini di capacità e forma nel corso dei decenni. Ora, nella sua forma RIM-162 Evolved Sea Sparrow Missile Block II, continua a riscuotere grande successo. Il RIM-7 è stato progettato come sistema di difesa di punto a reazione rapida, utilizzato per abbattere missili antinave e aerei in arrivo, alcuni dei quali potevano comparire improvvisamente mentre volavano bassi e veloci sull'acqua. La sua gittata era limitata ad una dozzina di miglia, ma in realtà era solitamente inferiore, a seconda dei parametri di intercettazione, delle condizioni e del modello del missile e del sistema di controllo del tiro.
Dai lanciatori scatolari a puntamento manuale, a quelli automatizzati come l'Mk29 ancora oggi in uso, fino alle varianti a lancio verticale, il Sea Sparrow è stato adattato a molti metodi di lancio diversi.
Eppure il più strano era senza dubbio quello installato sulla classe Iroquois canadese.
Circa sette anni fa, una persona che aveva lavorato con i RIM-7 sulle navi della Marina statunitense mi raccontò di quanto fosse folle il sistema di lancio canadese che aveva visto in funzione alla fine degli anni '80. Disse che era talmente goffo e lento a reagire da vanificare in gran parte lo scopo principale del sistema missilistico, almeno in una moltitudine di circostanze. "Notevolmente inutile" fu il modo in cui lo descrisse. Avevo dimenticato da tempo questo scambio di battute, finché di recente non sono spuntate delle foto di questo stesso sistema. Inizialmente, vedendo le immagini, rimasi sbalordito dalla stranezza della configurazione, poi mi tornò in mente la conversazione. Ecco di cosa parlava il mio contatto!
Quattro cacciatorpediniere classe Iroquois furono commissionati tra il 1972 e il 1973 e rimasero in servizio fino al 2005, con l'ultimo esemplare ritirato nel 2017. Erano dotati del sistema missilistico Sea Sparrow MKIII installato nella sovrastruttura di prua, con portelli apribili su entrambi i lati e lanciatori a braccio oscillante che trasportavano quattro missili ciascuno (otto in totale, quattro per lato) e che sporgevano dal loro alloggiamento simile a un garage, il quale si trovava in una posizione insolitamente sporgente rispetto al lato della nave quando era pronto all'uso. L'intera configurazione sembrava tutt'altro che adatta a condizioni di mare mosso, per non parlare dell'onda d'urto generata dai missili o, più in generale, ad un ambiente di combattimento. In totale venivano trasportati 32 missili, dodici dei quali pronti all'uso su ciascun lato, ma il ricaricamento dell'intero sistema era un processo lento.
Inoltre, si dice che il sistema di controllo delle armi Hollandse Signaal Mk22 non fosse realmente all'altezza del compito e che il semplice dispiegamento dei missili e il riscaldamento dei loro sistemi di guida potessero richiedere minuti o anche di più. Tutto ciò è tutt'altro che ideale per quello che avrebbe dovuto essere un sistema per la difesa di punto a reazione rapida, capace di affrontare ed abbattere velocemente i missili antinave a volo radente che arrivano improvvisamente dall'orizzonte.
Alla fine, lo strano sistema Sea Sparrow fu sostituito nell'ambito di un profondo ammodernamento di queste imbarcazioni, noto come Tribal Refit and Update Modernisation Program (TRUMP), che avrebbe conferito loro una serie di caratteristiche migliorate, tra cui una vera capacità di guerra antiaerea grazie all'installazione di un sistema di lancio verticale Mark 41. Questo sistema disponeva di 29 celle in grado di ospitare missili Standard SM-2. Anche i sensori e i sottosistemi di combattimento furono aggiornati in quel periodo. L'area in cui erano originariamente installati i Sea Sparrow fu riadattata per un cannone OTO Melara da 76 mm Super Rapid.
Ecco dunque che i cacciatorpediniere canadesi classe Iroquois/Tribal erano dotati di uno dei sistemi di lancio missilistico più insoliti nella storia della guerra navale, sebbene la concorrenza non sia da poco. È anche un promemoria di quanto rivoluzionario fosse il sistema di lancio verticale Mark 41.
Il RIM-7 Sea Sparrow è un missile superficie-aria, versione navalizzata (destinata all'impiego imbarcato) del missile aria-aria AIM-7 Sparrow.
Quando all'inizio degli anni Sessanta si volle sviluppare un missile superficie-aria per l'utilizzo a bordo delle navi, si prese in considerazione di utilizzare sistemi d'arma già esistenti, e di modificarli per questo scopo. Si esaminò quindi, come prima possibilità, l'utilizzo del MIM-46 Mauler. Sfortunatamente nel 1965 questo progetto fu cancellato, e si dovette ripiegare su un'altra opzione. Si decise quindi di scegliere l'AIM-7E e di utilizzarlo come base per il progetto.
Il risultato fu lo Sparrow in versione navalizzata, chiamato Sea Sparrow. Esso dovette però rivaleggiare per un certo periodo con il Sea Cat, ma con la sua superiorità di massa e potenza prevalse facilmente, sebbene molto meno adatto per la difesa a distanza davvero ridotte. Come lo Sparrow originale il sistema di guida radar era semiattiva (SARH), e consisteva quindi in un radar montato sulla nave che illuminava il bersaglio seguito dal missile.
Nella sua lunga storia lo Sparrow ha avuto molte versioni, corrispondenti ai missili AIM-7E, F, M, P, che potevano vantare quote di ingaggio che arrivavano fino ai 15.000 metri e raggio d'azione che si aggirava tra i 15 ed i 22 km. Tuttavia la quota minima nelle prime versioni non fu mai inferiore ai 30 metri, e così il RIM-7E è stato sostituito dal RIM-7F, dotato di spoletta idonea per operare a quote di 15 metri o meno, mentre il Sea Sparrow RIM-7M ha avuto un ulteriore miglioramento della quota minima fino a 8 metri.
Il sistema di lancio inizialmente era un semplice parallelepipedo, poi venne sostituito da un lanciatore provvisto di una rampa a 8 celle con 2 bracci per 4 missili ciascuno, al quale si aggiungevano radar di guida di vario genere.
Il Sea Sparrow ha dato il via allo sviluppo della versione italiana, il sistema Albatros-Aspide, sviluppato su richiesta e specifiche NATO dall'industria italiana Selenia (ora Leonardo).
Le capacità del Sea Sparrow, essendo comunque poco adatte alla difesa ravvicinata, hanno comportato che a un certo punto fosse affiancato dai Phalanx CIWS, appositamente studiati per l'ingaggio a brevi distanze. Nel caso in cui la nave avesse avuto abbastanza spazio per entrambe le armi, si preferiva una soluzione che includesse entrambi i sistemi.
Uno sviluppo molto più aggiornato e avanzato è il missile ESSM (Evolved Sea Sparrow), dotato di numerosi miglioramenti e spiccate capacità antimissile che ne fanno in realtà un'arma completamente nuova.
Tecnica
Derivato direttamente dall'AIM-7 Sparrow condivide con il suo predecessore la maggior parte dei sistemi. Differentemente dal suo simile, la guida del Sea Sparrow avviene tramite due radar CW (Continue Wave) che operano in parallelo. Il primo dei due, che opera con un angolo di apertura piccolo, serve a illuminare l'obbiettivo, mentre il secondo radar, che opera con un angolo di apertura maggiore, serve a filtrare il clutter, causato dal riverbero delle onde elettromagnetiche emesse dall'impianto radar da parte della superficie del mare.
I radar Mk 115 usati per la direzione del tiro e l'ingaggio del bersaglio.
Questa tecnica fu appositamente sviluppata per contrastare velivoli a bassa quota e missili cruise. Tuttavia essa non fu disponibile sui primi modelli. Solo i missili prodotti a partire dal RIM-7F Block I sono in grado di sfruttare completamente questa tecnologia.
Per quanto riguarda il lanciatore utilizzato, le versioni dalla RIM-7E alla RIM-7F impiegarono un lanciatore Mk 25 GMLS derivato dal lanciatore Mk 112 per i missili ASROC. Successivamente, a partire dalla versione RIM-7M, fu adottato un più moderno Mk 29, con migliore elevazione e brandeggio, che fu studiato e costruito appositamente per il Sea Sparrow.
Infine, è bene ricordare che il Sea Sparrow può anche operare come missile superficie-superficie, permettendo di attaccare obbiettivi terrestri e navali. Tuttavia le dimensioni ridotte della carica esplosiva, che è di circa 41 chilogrammi di peso, permettono solamente un utilizzo marginale di questa arma nel ruolo di missile superficie-superficie.
Evoluzione e impiego
Come molti sistemi d'arma sviluppati negli Stati Uniti anche il Sea Sparrow è stato sottoposto a vari miglioramenti, e ha visto nel corso del suo impiego fino ai giorni nostri un costante lavoro di sviluppo. In particolare la manovrabilità di questo missile è stata decisamente migliorata rispetto ai modelli precedenti. Soprattutto per fare fronte alla minaccia rappresentata dai missili SS-N-22, che all'epoca della Guerra Fredda venivano impiegati dalla marina dell'Unione Sovietica, si migliorò il sistema di puntamento e di guida. Ciò nonostante questo missile, specialmente nelle prime versioni, aveva una probabilità relativamente bassa di colpire un missile cruise che operava manovre evasive. Le versioni più recenti, come il RIM-7M, sono molto più evolute, e forniscono prestazioni migliori che permettono l'intercettazione dei missili in diverse condizioni. Tuttavia il Sea Sparrow non è in grado comunque di attaccare obbiettivi che volano più bassi di sette metri. Questa fu la ragione principale che portò allo sviluppo del RIM-162 Evolved Sea Sparrow anche noto con il nome di ESSM.
Nonostante il Sea Sparrow non si sia dimostrato particolarmente efficace nei confronti di obbiettivi agili che volano a bassa quota, il missile viene tuttora utilizzato da molte marine, compresa quella degli Stati Uniti, essendo ancora valido contro aerei e missili a quote medie. Inoltre, a causa dei costi eccessivi che si dovrebbero affrontare in caso dell'acquisizione di un nuovo sistema, è prevedibile che il Sea Sparrow rimarrà ancora per un certo numero di anni in servizio.
Varianti:
- RIM-7E5: Versione base quasi identica ai prototipi.
- RIM-7F: Prima versione migliorata. In seguito non venne più prodotta in quanto doveva essere utilizzata sia per batterie navali sia terrestri. Si preferì investire solamente nello sviluppo della versione navale.
- RIM-7F Block I: Prima versione a essere in grado di contrastare efficacemente obbiettivi al disotto dei diciotto metri. Questa versione fu prodotta al fine di opporsi alla minaccia che rappresentavano i missili cruise.
- RIM-7F Block II: Versione con capacità ECCM migliorate, non comprende però anche i miglioramenti apportati ai missili RIM-7F Block I.
- RIM-7H: Versione con sezioni alari modificate per poter entrare nei tubi di lancio della batteria Mk-29, pressoché identica ai missili della serie RIM-7F.
- RIM-7M: Versione ulteriormente modificata per essere lanciata da una batteria Mk 29 con 8 missili.
- RIM-7P: Variante nuova e completamente rielaborata che si suddivide in due lotti di produzione:
- RIM-7P Block I: Versione con capacità di volo a bassa quota migliorate.
- RIM-7P Block II: Versione con elettronica migliorata dotata di sistema EPROM. Questa versione oltre a disporre di un sistema ECCM migliorato dispone anche di un sistema di controllo di nuova concezione e di un software completamente rielaborato.
- RIM-7R: versione che sarebbe dovuta essere dotata di sistema di puntamento a raggi infrarossi non raggiunse mai la fase di produzione.
- RIM-7T: Si tratta della successiva generazione di Sea Sparrow il cui nome corretto è RIM-162 ESSM.
IL NOSTRO PENSIERO
Si vis pacem, para bellum (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.
Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia.
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà: altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE".
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.
(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, TWZ, WIKIPEDIA, You Tube)





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