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Si vis pacem, para bellum
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.
In data 27 marzo 2026, la JMSDF ha confermato ai media il completamento della integrazione del missile da crociera statunitense TOMAHAWK sul DDG-176 JS CHOKAI della classe KONGO.
L’occasione è stata celebrata negli Stati Uniti in data 26 marzo, a San Diego in California, dove i lavori sono stati ultimati e dove l’equipaggio è stato addestrato. L’unità missilistica era già dotata delle celle Mk-41 e del sistema AEGIS, ed è stata sottoposta ad una serie di “miglioramenti strutturali”. Ovviamente la modifica ha incluso l’imbarco della necessaria elettronica e la postazione di programmazione delle missioni per i missili Block V, variante Marittime Strike con seeker per attacco antinave/contro obiettivi in movimento. Il colore nero del missile nasconde l’utilizzo del rivestimento anti-radar applicato sul LRASM (Long Range Anti-Ship Missile).
Nella prossima estate è previsto il primo lancio dal DDG-176 JS CHOKAI.
Come noto, il Giappone prevede di imbarcare il TOMAHAWK su tutti i suoi caccia AEGIS, ovvero su 4 classe KONGO, sui 2 classe ATAGO e i 2 MAYA, oltre che sui 2 nuovi incrociatori ASEV per la difesa A.B.M. in costruzione. Al 13 marzo 2026 le consegne dei TOMAHAWK erano già in corso.
Il Giappone aveva richiesto di attivare la consueta procedura Foreign Military Sale. Il contratto copre la consegna di 200 missili inizialmente allo standard Block IV, provenienti dunque direttamente dallo stock dell’US Navy e 200 Block V oltre a 14 Tactical Tomahawk Weapon Control Systems e supporto relativo. L’accordo ammonterebbe a circa 2,35 miliardi di dollari. I Block IV saranno gradualmente convertiti a loro volta in Block V, presumibilmente con l’integrazione di appositi kit attorno alla “mezza vita” (15 anni) del missile.
Le consegne erano inizialmente state previste per il 2026, ma il programma è stato accelerato di un anno.
L’acquisizione della capacità TLAM è una componente importante della strategia “di contrattacco” giapponese ed era stata annunciata con il documento strategico della Difesa già nel 2022.
I DDG della classe Kongō sono stati costruiti da Mitsubishi Heavy Industries e IHI Corporation per la Forza di autodifesa marittima giapponese (JMSDF).
Il cacciatorpediniere è una versione modificata del DDG statunitense Arleigh Burke. Le flottiglie di scorta della JMSDF gestiscono quattro unità. La classe Kongō è preceduta dalla classe Hatakaze e succeduta dai cacciatorpediniere di classe Atago.
La Marina giapponese o JMSDF ha costruito e messo in servizio quattro cacciatorpediniere tra il 1990 e il 1998. La chiglia della prima unità della classe, la JDS Kongō (DDG-173), fu impostata nel maggio 1990. Fu varata nel settembre 1991 ed entrò in servizio nel marzo 1993. La JDS Kirishima (DDG-174) fu impostata nell'aprile 1992, varata nell'agosto 1993 ed entrò in servizio nel marzo 1995. La JDS Myōkō (DDG-175) fu impostata nell'aprile 1993, varata nell'ottobre 1994 ed entrò in servizio nel marzo 1996. L'ultima unità della classe, la JDS Chōkai (DDG-176), fu impostata nel maggio 1995. La Chōkai fu varata nell'agosto 1996 ed entrò in servizio nel marzo 1998.
Basato sui DDG classe Arleigh Burke, il progetto della classe Kongō presenta un albero verticale e un ponte con fiancate slanciate. La sovrastruttura, dominata dai sistemi di antenne a fase SPY-1, incorpora caratteristiche stealth per ridurre la sezione radar equivalente. La nave è più grande dei cacciatorpediniere tradizionali, con un ponte di atterraggio per elicotteri più lungo a poppa rispetto al cacciatorpediniere di classe Arleigh Burke. Il pescaggio maggiore del cacciatorpediniere ne limita la capacità di operare in ambienti litoranei.
La classe Kongō ha una lunghezza di 161 m, una larghezza di 21 m e un pescaggio di 6,2 m. Il dislocamento a pieno carico della nave è di 9.500 tonnellate. Il cacciatorpediniere può ospitare un equipaggio di 300 persone.
I cacciatorpediniere di classe Kongō furono le prime navi ad essere equipaggiate con il sistema di combattimento Aegis (ACS) dopo le navi da guerra della Marina statunitense.
Il sistema integra un sistema avanzato di comando e controllo e un sistema di controllo degli armamenti (WCS). Il sistema radar a scansione elettronica ad alte prestazioni, combinato con potenti computer, è in grado di ricercare, rilevare e tracciare simultaneamente oltre 200 bersagli.
Nel luglio 2005, Lockheed Martin ha ricevuto un contratto da 124 milioni di dollari nell'ambito di un programma di vendite militari all'estero (FMS) per la fornitura del sistema di difesa missilistica balistica Aegis per quattro cacciatorpediniere di classe Kongō. Tre cacciatorpediniere sono stati modificati con successo e dotati del sistema Aegis BMD. L'integrazione del sistema dovrebbe essere completata entro la fine del 2010.
Il cacciatorpediniere, oltre che con i nuovi Tomahawk Blok V, è armato con missili superficie-aria RIM-66 SM-2MR Block II e missili antinave RGM-84 Harpoon. Il sistema di lancio verticale (VLS) mk41, progettato per colpire bersagli di grandi dimensioni, può trasportare un totale di 90 missili SM-2MR, di cui 21 alloggiati nelle celle di prua e 61 in quelle di poppa.
L'armamento principale è costituito da un cannone Leonardo-OTO da 127 mm / 54 calibri. Il cannone può sparare 40 colpi al minuto entro una gittata di 30.000 metri. A bordo dell'imbarcazione sono installati due sistemi d'arma a corto raggio Phalanx da 20 mm (CIWS).
Sui cacciatorpediniere sono installati due tubi lanciasiluri tripli di tipo 68 per missioni antisommergibile. Questi tubi possono lanciare sei siluri Mk46 o di tipo 73. La nave è inoltre equipaggiata con razzi antisommergibile a lancio verticale RUM-139. Il razzo RUM-139 è alimentato da due motori a razzo a propellente solido.
Tra il 1990 e il 1998, la Forza di autodifesa marittima giapponese (JMSDF) ha costruito e messo in servizio quattro cacciatorpediniere classe Kongō.
Le unità lanciamissili classe Kongō dispongono di un ampio ponte di volo a poppa per ospitare due elicotteri antisommergibile o da pattugliamento, ma non sono dotati di hangar per elicotteri né di attrezzature di supporto.
La suite di sensori comprende un radar di ricerca aerea SPY-1D, un radar di ricerca di superficie OPS-28 e un radar di guida missilistica. Il sonar è un OQS-102 a bassa frequenza montato a prua. Il cacciatorpediniere è inoltre dotato di un sistema di intercettazione o disturbo NOLQ-2.
I Kongō sono equipaggiati con un sistema di propulsione combinato a gas (COGAG). Quattro turbine a gas Ishikawajima Harima / General Electric LM2500, che azionano due alberi, sviluppano una potenza di 75 MW. Il sistema di propulsione consente di raggiungere una velocità massima di 30 nodi.
Il missile BGM-109 Tomahawk
Dopo il lancio effettuato mediante un razzo booster, sui lati del Tomahawk si aprono delle alette. Nel giro di pochi secondi il razzo si spegne ed entra in funzione la turboventola del missile. Mentre il Tomahawk sfreccia a circa ottocento chilometri all'ora, il suo sistema di guida lo dirige sul bersaglio con l'ausilio di un radar-altimetro. Seguendo una traiettoria computerizzata, raggiunge rapidamente il suo primo punto di navigazione (waypoint), normalmente una collina, un edificio o qualche altra struttura fissa. Da qui il TERCOM di bordo lo dirige da un punto all'altro, spesso con strettissime virate, brusche impennate e vertiginose picchiate.
La rotta viene costantemente confermata dal sistema elettro-ottico Digital Scene Matching Area Correlator (DSMAC), una piccola telecamera che confronta le immagini riprese con quelle immagazzinate nella memoria del DSMAC. Se viene ravvisata qualche discrepanza fra i dati in memoria e le riprese della telecamera, il DSMAC determina velocemente se il resto dell'immagine è corretta. In questo caso il missile prosegue, altrimenti invia un messaggio alla base che può decidere se far proseguire il missile o farlo autodistruggere. I dati del TERCOM provengono dalla Defense Mapping Agency, l'agenzia cartografica della Difesa, e sono poi comunicati a un centro di pianificazione delle missioni. Da qui vengono inviati via satellite al luogo del lancio. Quando la zona del bersaglio non è stata mappata in precedenza, vengono utilizzate riprese satellitari.
Caratteristiche tecniche
Il missile BGM-109 Tomahawk ha una lunghezza (escluso il booster) di 5,56 metri, un'apertura alare di 2,67 metri, e un diametro di 52 cm. Il peso è di 1.300 kg, che arriva a circa 1.600 kg con il booster. Ha due ali retrattili e in coda delle piccole alette che hanno la funzione di timoni direzionali (sono 3 nella versione RGM-109E e nelle successive, e 4 nelle versioni precedenti). Il design è caratterizzato da una grossa presa d'aria nella parte inferiore posteriore (rimossa a partire dalla versione RGM-109E).
Utilizza un motore turbofan Williams F107-WR-400 nelle prime versioni (dalla BGM-109A fino all'RGM-109C/D Block II), un più moderno e prestante Williams F107-WR-402 (versioni RGM-109C/D Block III), e infine un Williams F415-WR-400/402 nelle successive versioni (a partire dall'RGM-109E Block IV).
La versione aviolanciata non ha bisogno di booster, mentre ne fanno utilizzo le versioni imbarcate sulle navi e i sottomarini, e i lanciatori terrestri. Il booster montato in coda, durante la prima fase di lancio, è un razzo a combustibile solido, Atlantic Research Corporation (ARC) Mk 106 nelle prime versioni, sostituito da un più moderno ARC Mk 135 nelle versioni più recenti come l'RGM-109E Block IV. Questo booster è lungo 69 cm, ha un diametro di 52 cm, e un peso di circa 270 kg. La lunghezza totale del missile BGM-109 con il booster è quindi di 6,25 metri.
Il sistema di guida utilizza il sistema TERCOM (Terrain Contour Matching) che impiega un radar altimetrico combinato con un elaboratore elettronico che calcola la posizione attraverso i dati forniti e il confronto con le mappe registrate in memoria. Al TERCOM si aggiunge anche un sistema di navigazione inerziale (INS) che può fornire ulteriore supporto per seguire la rotta. Le versioni più recenti, a partire dall'RGM-109C Block II e Block III, e compresa anche l'RGM-109E Block IV, hanno introdotto ulteriori innovazioni al sistema di guida, in particolare il DSMAC (Digital Scene Matching Area Correlator) che impiega diverse fonti, come la posizione satellitare GPS e la telecamera montata sul missile, per rielaborare i dati con il computer e tracciare la rotta.
Varianti
Le varianti del missile sono numerose, e le principali possono essere elencate così di seguito:
- BGM-109A Tomahawk Land Attack Missile – Nuclear (TLAM-N) – versione con testata nucleare W80. Ritirata dal servizio nel 2010. Aveva un raggio d'azione di 2.500 km.
- RGM/UGM-109B Tomahawk Anti-Ship Missile (TASM) – versione antinave con guida radar attiva. Ritirata dal servizio nel 1994.
- BGM-109C Tomahawk Land Attack Missile – Conventional (TLAM-C) – versione da attacco con testata convenzionale.
- BGM-109D Tomahawk Land Attack Missile – Dispenser (TLAM-D) – versione con dispenser di submunizioni BLU-97/B.
- RGM/UGM-109E Tomahawk Land Attack Missile (TLAM-E Block IV) – versione potenziata del TLAM-C (BGM-109C). Anche chiamata Tactical Tomahawk.
- BGM-109G Gryphon Ground Launched Cruise Missile (GLCM) – versione con testata nucleare W84. Ritirata dal servizio nel 1991.
- AGM-109H/L Medium Range Air-to-Surface Missile (MRASM) – versione a corto raggio, aviolanciata, propulsa da un turbogetto e con testata convenzionale.
IL NOSTRO PENSIERO
Si vis pacem, para bellum (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.
Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia.
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà: altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE".
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.
(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, RID, NavalTechnology, WIKIPEDIA, You Tube)





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