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Si vis pacem, para bellum
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.
Si chiama Rpc la Pdw (piccola carabina semiautomatica compatta) realizzata dalla Taurus:
il fusto è realizzato in lega leggera, mentre il gruppo impugnatura è in polimero, la chiusura è metastabile a rulli, caricatori amovibili ricurvi della capacità di 32 cartucce 9×19, comandi completamente ambidestri e manetta di armamento reversibile, non reciprocante.
La Taurus Armas è un'azienda produttrice di armi che ha sede a Porto Alegre in Brasile, fondata nel 1939.
La Taurus ha prodotto la sua prima rivoltella, il modello 38101SO nel 1941. Successivamente, nel 1968, l'azienda iniziò ad esportare negli Stati Uniti d'America.
Nel 1970 la Bangor Punta Corporation (di proprietà Smith & Wesson) acquistò il 54% del gruppo, permettendo uno scambio di know-how fra le società. Sette anni dopo la Bangor Punta Corporation vendette agli attuali proprietari.
Durante il 1980 dopo che l'italiana Beretta aveva onorato un contratto con il Brasile, la Taurus compì il salto di qualità comprando sia una sua fabbrica a San Paolo sia forza lavoro e know-how, per produrre nuovi diversi modelli di pistole. Per poter soddisfare meglio il mercato americano nel 1982 venne creata una società figlia, la Taurus International Manufacturing Incorporated, meglio conosciuta come Taurus USA. Nel 1989 si tenne il cinquantesimo anniversario dalla data di fondazione del gruppo. Cinque anni dopo il gruppo ottenne la certificazione ISO 9001. Solo la Taurus e un'altra azienda produttrice di armamenti la possiede. La produzione della Taurus comprende pistole sia con fusto in acciaio che in polimeri (come la serie Millennium), rivoltelle, armi automatiche e fucili per le forze dell'ordine, queste ultime destinate al mercato interno brasiliano. La Taurus ha tra le sue maggiori prerogative di costruire e vendere i suoi prodotti ad un prezzo notevolmente inferiore a quello di armi simili di marchi rinomati, questo per il minor costo del lavoro e avendo anche la capacità di produrre in proprio ogni parte dell’arma. L'azienda offre inoltre alcune caratteristiche uniche rispetto ad armi simili, per esempio mentre pistole in polimero come la Glock hanno sicure automatiche interne, le equivalenti Taurus hanno sicure manuali esterne. Una delle semiautomatiche di maggior successo della Taurus è stata la PT92, modello simile alla serie Beretta 92 costruito su licenza, con l'aggiunta della sicura ambidestra. Tra le più recenti aggiunte alla produzione Taurus vi è la PT1911, copia della Colt 1911 parzialmente ridisegnata e aggiornata. Sono state inoltre introdotte le rivoltelle Tracker e Judge, la prima con tamburo da 7 colpi nella versione in .357 Magnum e la seconda con tamburo a 5 colpi progettato per accettare sia il calibro .410 che il .45 Colt. Entrambi i modelli vengono prodotti anche in calibri superiori: la "Tracker" .44 Magnum e la "Judge" 454 Casull.
Per la mitraglietta “RPC”, la possibilità di cambio rapido della canna sembrerebbe favorirebbe future implementazioni.
La mitraglietta è dotata di un braccetto “arm brace” ripiegabile, ma il supporto dello stesso fa presa su di una slitta Picatinny verticale la quale consente l’applicazione:
- di svariate tipologie di calciatura;
- slitta Picatinny superiore per l’applicazione delle mire;
- slot M-lok sui lati e sotto l’astina per il montaggio di accessori.
L’arma è stata lanciata ufficialmente sul mercato civile del nord-america, dopo essere stata presentata a numerose fiere di settore nel 2025 e nel 2026, questa "Raging Pistol Carbine" è di fatto una nuova PDW calibro 9x19mm Parabellum.
E’ basata su di un sistema di chiusura a rulli in stile Heckler & Koch MP5 e si caratterizza soprattutto per il peso di soli 2,2 Kg. a vuoto e ciò la rende una delle armi più leggere al mondo nella sua categoria; è disponibile sia in versione semi-automatica per i mercati civili che in versione a fuoco selettivo per le vendite militari e per le Forze di sicurezza.
Le componenti-base della Taurus RPC sono cinque:
- il castello superiore, realizzato in lega leggera con finitura Cerakote di colore nero, che ospita il gruppo-otturatore;
- il fusto, in polimero nero, che ospita il pacchetto di scatto e il grilletto a faccia piatta a singolo stadio;
- la canna, tenuta insieme da un meccanismo di rilascio rapido che ne consente la sostituzione;
- l'astina M-LOK in alluminio;
- e il tappo di culatta, costituito da una rotaia Picatinny verticale.
Il sistema di rilascio rapido della canna consente il suo utilizzo in diversi ruoli; la canna fornita in dotazione è lunga 114 mm, ma canne sostitutive sono disponibili in varie lunghezze per portare la RPC-base (che è di fatto una “grossa pistola") a ricoprire ruoli diversi; la versione a fuoco rapido per i militari è stata esposta negli scorsi mesi anche con canna da 203 mm di lunghezza, dotata di filettatura da 1/2x28 TPI alla volata, protetta da un copri-filetti amovibili, per l'installazione di rompifiamma, compensatori, freni di bocca o silenziatori.
Il fusto in polimeri presenta un'impugnatura tipo AR-15 con superficie esterna gommata, e tutti i comandi – sicura o selettore, pulsante di sgancio del caricatore, Hold-Open – ambidestri e d'ispirazione AR-15 per facilitare la familiarizzazione.
Il pacchetto di scatto è ospitato in uno chassis auto-contenuto in acciaio che è anche la componente serializzata e rappresenta l'arma dal punto di vista legale, aprendo le porte ad una totale modularità.
I caricatori della Taurus RPC sono realizzati in polimero da 32 colpi; due caricatori sono forniti con ciascun esemplare per le vendite civili; per i Paesi le cui giurisdizioni locali impongono limiti di capacità sono disponibili anche caricatori ridotti da dieci colpi.
Il castello in alluminio con finitura nano-ceramica nera è dotato di rotaia Picatinny superiore a piena lunghezza per l'installazione di ottiche o mire abbattibili; la finestra d'espulsione è posizionata sul solo lato destro, mentre la manetta d'armamento, non solidale all'otturatore, corre sopra la canna ed è configurabile per l'impiego da parte di tiratori destrimani o mancini.
I due semicastelli sono tenuti insieme da due perni passanti che consentono uno smontaggio da campo molto simile a quello della piattaforma AR-15.
In coda al semi-castello inferiore troviamo la rotaia Picatinny verticale che può fungere da punto d'aggancio per una cinghia di tracolla a punto singolo.
Sui mercati europei e su quelli professionali, sono disponibili diverse tipologie di calcio fisso, pieghevole o collassabile. In tutte le sue configurazioni, e in conformità con le leggi in vigore in ciascuna località, l'arma resta comunque equipaggiabile di calci Aftermarket compatibili con rotaie Picatinny.
Grazie alla lunghezza minima di 30 cm, la PDW Taurus RPC si configura come un'alternativa di eccellente portabilità per gli operatori della sicurezza privata e delle Forze dell'Ordine, per gli addetti ai servizi di protezione ravvicinata di personalità a rischio e per la difesa personale, abitativa e della proprietà.
Con la canna più lunga, la Taurus RPC si offre come alternativa a costo ridotto alle simil-SMG e PCC semi-automatiche offerte da marchi più blasonati e costosi: il prezzo negli Stati Uniti varia da 940 a 1099 $.
IL NOSTRO PENSIERO
Si vis pacem, para bellum (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.
Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia.
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà: altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE".
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.
(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, Armi e Tiro, Gunsweek, WIKIPEDIA, You Tube)










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