giovedì 2 aprile 2026

Royal Canadian Navy 1972 - 2005: il Canada equipaggiò una classe di navi da guerra di superficie con un sistema di lancio del Sea Sparrow a dir poco bizzarro e, a quanto pare, notevolmente inefficace. Si trattava dei cacciatorpediniere canadesi di classe Iroquois, noti anche come classe Tribal. Il RIM-7 Sea Sparrow è un missile superficie-aria, versione navalizzata (destinata all'impiego imbarcato) del missile aria-aria AIM-7 Sparrow.











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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.










Royal Canadian Navy

La Royal Canadian Navy, indicata anche con la sua sigla RCN, o la Marine royale canadienne è la marina militare e parte delle forze armate canadesi.


Fondata nel 1910 come Naval Service of Canada ottenne il suffisso reale nel 1911. Posta sotto l'egida del Department of National Defence nel 1923, fu inglobata nel 1968 assieme alla Royal Canadian Air Force ed il Canadian Army per formare le Canadian Forces unificate, assumendo quindi la denominazione di Maritime Command - "MARCOM" / Commandement maritime - "COMAR", dal 2011 essa insieme ha ripreso la propria autonomia e il prefisso “Royal". 


Nel corso della sua storia la RCN ha preso parte alla prima e alla seconda guerra mondiale, alla guerra di Corea, alla prima guerra del Golfo, alla guerra in Afghanistan, a numerose missioni di mantenimento della pace dell'ONU e ad operazioni della NATO.





I MISSILI A/A Raytheon RIM-7 Sea Sparrow MkIII in servizio fino al 2005 nella Royal Canadian Navy

l missile superficie-aria RIM-7 Sea Sparrow della Raytheon, derivato direttamente dal missile aria-aria AIM-7 Sparrow, divenne rapidamente un enorme successo, entrando in servizio con la Marina degli Stati Uniti e numerose flotte NATO e alleate dopo la sua prima entrata in servizio 45 anni fa. 



Un alleato della NATO, in particolare, equipaggiò una classe di navi da guerra di superficie con un sistema di lancio del Sea Sparrow a dir poco bizzarro e, a quanto pare, notevolmente inefficace: si trattava dei cacciatorpediniere canadesi classe IROQUOIS, noti anche come classe Tribal. 
Il sistema Sea Sparrow si è evoluto drasticamente in termini di capacità e forma nel corso dei decenni. Ora, nella sua forma RIM-162 Evolved Sea Sparrow Missile Block II, continua a riscuotere grande successo. Il RIM-7 è stato progettato come sistema di difesa di punto a reazione rapida, utilizzato per abbattere missili antinave e aerei in arrivo, alcuni dei quali potevano comparire improvvisamente mentre volavano bassi e veloci sull'acqua. La sua gittata era limitata ad una dozzina di miglia, ma in realtà era solitamente inferiore, a seconda dei parametri di intercettazione, delle condizioni e del modello del missile e del sistema di controllo del tiro.
Dai lanciatori scatolari a puntamento manuale, a quelli automatizzati come l'Mk29 ancora oggi in uso, fino alle varianti a lancio verticale, il Sea Sparrow è stato adattato a molti metodi di lancio diversi. 

Eppure il più strano era senza dubbio quello installato sulla classe Iroquois canadese. 

Circa sette anni fa, una persona che aveva lavorato con i RIM-7 sulle navi della Marina statunitense mi raccontò di quanto fosse folle il sistema di lancio canadese che aveva visto in funzione alla fine degli anni '80. Disse che era talmente goffo e lento a reagire da vanificare in gran parte lo scopo principale del sistema missilistico, almeno in una moltitudine di circostanze. "Notevolmente inutile" fu il modo in cui lo descrisse. Avevo dimenticato da tempo questo scambio di battute, finché di recente non sono spuntate delle foto di questo stesso sistema. Inizialmente, vedendo le immagini, rimasi sbalordito dalla stranezza della configurazione, poi mi tornò in mente la conversazione. Ecco di cosa parlava il mio contatto!
Quattro cacciatorpediniere classe Iroquois furono commissionati tra il 1972 e il 1973 e rimasero in servizio fino al 2005, con l'ultimo esemplare ritirato nel 2017. Erano dotati del sistema missilistico Sea Sparrow MKIII installato nella sovrastruttura di prua, con portelli apribili su entrambi i lati e lanciatori a braccio oscillante che trasportavano quattro missili ciascuno (otto in totale, quattro per lato) e che sporgevano dal loro alloggiamento simile a un garage, il quale si trovava in una posizione insolitamente sporgente rispetto al lato della nave quando era pronto all'uso. L'intera configurazione sembrava tutt'altro che adatta a condizioni di mare mosso, per non parlare dell'onda d'urto generata dai missili o, più in generale, ad un ambiente di combattimento. In totale venivano trasportati 32 missili, dodici dei quali pronti all'uso su ciascun lato, ma il ricaricamento dell'intero sistema era un processo lento.
Inoltre, si dice che il sistema di controllo delle armi Hollandse Signaal Mk22 non fosse realmente all'altezza del compito e che il semplice dispiegamento dei missili e il riscaldamento dei loro sistemi di guida potessero richiedere minuti o anche di più. Tutto ciò è tutt'altro che ideale per quello che avrebbe dovuto essere un sistema per la difesa di punto a reazione rapida, capace di affrontare ed abbattere velocemente i missili antinave a volo radente che arrivano improvvisamente dall'orizzonte.
Alla fine, lo strano sistema Sea Sparrow fu sostituito nell'ambito di un profondo ammodernamento di queste imbarcazioni, noto come Tribal Refit and Update Modernisation Program (TRUMP), che avrebbe conferito loro una serie di caratteristiche migliorate, tra cui una vera capacità di guerra antiaerea grazie all'installazione di un sistema di lancio verticale Mark 41. Questo sistema disponeva di 29 celle in grado di ospitare missili Standard SM-2. Anche i sensori e i sottosistemi di combattimento furono aggiornati in quel periodo. L'area in cui erano originariamente installati i Sea Sparrow fu riadattata per un cannone OTO Melara da 76 mm Super Rapid.
Ecco dunque che i cacciatorpediniere canadesi classe Iroquois/Tribal erano dotati di uno dei sistemi di lancio missilistico più insoliti nella storia della guerra navale, sebbene la concorrenza non sia da poco. È anche un promemoria di quanto rivoluzionario fosse il sistema di lancio verticale Mark 41. 





Il RIM-7 Sea Sparrow è un missile superficie-aria, versione navalizzata (destinata all'impiego imbarcato) del missile aria-aria AIM-7 Sparrow.

Quando all'inizio degli anni Sessanta si volle sviluppare un missile superficie-aria per l'utilizzo a bordo delle navi, si prese in considerazione di utilizzare sistemi d'arma già esistenti, e di modificarli per questo scopo. Si esaminò quindi, come prima possibilità, l'utilizzo del MIM-46 Mauler. Sfortunatamente nel 1965 questo progetto fu cancellato, e si dovette ripiegare su un'altra opzione. Si decise quindi di scegliere l'AIM-7E e di utilizzarlo come base per il progetto.
Il risultato fu lo Sparrow in versione navalizzata, chiamato Sea Sparrow. Esso dovette però rivaleggiare per un certo periodo con il Sea Cat, ma con la sua superiorità di massa e potenza prevalse facilmente, sebbene molto meno adatto per la difesa a distanza davvero ridotte. Come lo Sparrow originale il sistema di guida radar era semiattiva (SARH), e consisteva quindi in un radar montato sulla nave che illuminava il bersaglio seguito dal missile.
Nella sua lunga storia lo Sparrow ha avuto molte versioni, corrispondenti ai missili AIM-7E, F, M, P, che potevano vantare quote di ingaggio che arrivavano fino ai 15.000 metri e raggio d'azione che si aggirava tra i 15 ed i 22 km. Tuttavia la quota minima nelle prime versioni non fu mai inferiore ai 30 metri, e così il RIM-7E è stato sostituito dal RIM-7F, dotato di spoletta idonea per operare a quote di 15 metri o meno, mentre il Sea Sparrow RIM-7M ha avuto un ulteriore miglioramento della quota minima fino a 8 metri.
Il sistema di lancio inizialmente era un semplice parallelepipedo, poi venne sostituito da un lanciatore provvisto di una rampa a 8 celle con 2 bracci per 4 missili ciascuno, al quale si aggiungevano radar di guida di vario genere.




Il Sea Sparrow ha dato il via allo sviluppo della versione italiana, il sistema Albatros-Aspide, sviluppato su richiesta e specifiche NATO dall'industria italiana Selenia (ora Leonardo).

Le capacità del Sea Sparrow, essendo comunque poco adatte alla difesa ravvicinata, hanno comportato che a un certo punto fosse affiancato dai Phalanx CIWS, appositamente studiati per l'ingaggio a brevi distanze. Nel caso in cui la nave avesse avuto abbastanza spazio per entrambe le armi, si preferiva una soluzione che includesse entrambi i sistemi.
Uno sviluppo molto più aggiornato e avanzato è il missile ESSM (Evolved Sea Sparrow), dotato di numerosi miglioramenti e spiccate capacità antimissile che ne fanno in realtà un'arma completamente nuova.

Tecnica

Derivato direttamente dall'AIM-7 Sparrow condivide con il suo predecessore la maggior parte dei sistemi. Differentemente dal suo simile, la guida del Sea Sparrow avviene tramite due radar CW (Continue Wave) che operano in parallelo. Il primo dei due, che opera con un angolo di apertura piccolo, serve a illuminare l'obbiettivo, mentre il secondo radar, che opera con un angolo di apertura maggiore, serve a filtrare il clutter, causato dal riverbero delle onde elettromagnetiche emesse dall'impianto radar da parte della superficie del mare.
I radar Mk 115 usati per la direzione del tiro e l'ingaggio del bersaglio.
Questa tecnica fu appositamente sviluppata per contrastare velivoli a bassa quota e missili cruise. Tuttavia essa non fu disponibile sui primi modelli. Solo i missili prodotti a partire dal RIM-7F Block I sono in grado di sfruttare completamente questa tecnologia.
Per quanto riguarda il lanciatore utilizzato, le versioni dalla RIM-7E alla RIM-7F impiegarono un lanciatore Mk 25 GMLS derivato dal lanciatore Mk 112 per i missili ASROC. Successivamente, a partire dalla versione RIM-7M, fu adottato un più moderno Mk 29, con migliore elevazione e brandeggio, che fu studiato e costruito appositamente per il Sea Sparrow.
Infine, è bene ricordare che il Sea Sparrow può anche operare come missile superficie-superficie, permettendo di attaccare obbiettivi terrestri e navali. Tuttavia le dimensioni ridotte della carica esplosiva, che è di circa 41 chilogrammi di peso, permettono solamente un utilizzo marginale di questa arma nel ruolo di missile superficie-superficie.

Evoluzione e impiego

Come molti sistemi d'arma sviluppati negli Stati Uniti anche il Sea Sparrow è stato sottoposto a vari miglioramenti, e ha visto nel corso del suo impiego fino ai giorni nostri un costante lavoro di sviluppo. In particolare la manovrabilità di questo missile è stata decisamente migliorata rispetto ai modelli precedenti. Soprattutto per fare fronte alla minaccia rappresentata dai missili SS-N-22, che all'epoca della Guerra Fredda venivano impiegati dalla marina dell'Unione Sovietica, si migliorò il sistema di puntamento e di guida. Ciò nonostante questo missile, specialmente nelle prime versioni, aveva una probabilità relativamente bassa di colpire un missile cruise che operava manovre evasive. Le versioni più recenti, come il RIM-7M, sono molto più evolute, e forniscono prestazioni migliori che permettono l'intercettazione dei missili in diverse condizioni. Tuttavia il Sea Sparrow non è in grado comunque di attaccare obbiettivi che volano più bassi di sette metri. Questa fu la ragione principale che portò allo sviluppo del RIM-162 Evolved Sea Sparrow anche noto con il nome di ESSM.
Nonostante il Sea Sparrow non si sia dimostrato particolarmente efficace nei confronti di obbiettivi agili che volano a bassa quota, il missile viene tuttora utilizzato da molte marine, compresa quella degli Stati Uniti, essendo ancora valido contro aerei e missili a quote medie. Inoltre, a causa dei costi eccessivi che si dovrebbero affrontare in caso dell'acquisizione di un nuovo sistema, è prevedibile che il Sea Sparrow rimarrà ancora per un certo numero di anni in servizio.

Varianti:
  • RIM-7E5: Versione base quasi identica ai prototipi.
  • RIM-7F: Prima versione migliorata. In seguito non venne più prodotta in quanto doveva essere utilizzata sia per batterie navali sia terrestri. Si preferì investire solamente nello sviluppo della versione navale.
  • RIM-7F Block I: Prima versione a essere in grado di contrastare efficacemente obbiettivi al disotto dei diciotto metri. Questa versione fu prodotta al fine di opporsi alla minaccia che rappresentavano i missili cruise.
  • RIM-7F Block II: Versione con capacità ECCM migliorate, non comprende però anche i miglioramenti apportati ai missili RIM-7F Block I.
  • RIM-7H: Versione con sezioni alari modificate per poter entrare nei tubi di lancio della batteria Mk-29, pressoché identica ai missili della serie RIM-7F.
  • RIM-7M: Versione ulteriormente modificata per essere lanciata da una batteria Mk 29 con 8 missili.
  • RIM-7P: Variante nuova e completamente rielaborata che si suddivide in due lotti di produzione:
  • RIM-7P Block I: Versione con capacità di volo a bassa quota migliorate.
  • RIM-7P Block II: Versione con elettronica migliorata dotata di sistema EPROM. Questa versione oltre a disporre di un sistema ECCM migliorato dispone anche di un sistema di controllo di nuova concezione e di un software completamente rielaborato.
  • RIM-7R: versione che sarebbe dovuta essere dotata di sistema di puntamento a raggi infrarossi non raggiunse mai la fase di produzione.
  • RIM-7T: Si tratta della successiva generazione di Sea Sparrow il cui nome corretto è RIM-162 ESSM.








IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, TWZ, WIKIPEDIA, You Tube)







































 

mercoledì 1 aprile 2026

MARINA MILITARE ITALIANA: da tempo la Marina Militare sta sperimentando, per l’impiego dalle proprie unità navali di superficie, il drone a decollo e atterraggio verticale “SkyEye Systems X-VTOL”.











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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.






SkyEye Systems di Cascina - Pisa

Sky Eye Systems Srl (SES) è un'azienda aeronautica, certificata secondo gli standard ISO 9001:2015 e EN 9100:2018, con un know-how specifico nello sviluppo di una nuova famiglia di mini e piccoli velivoli a pilotaggio remoto tattici, con un peso compreso tra 25 e 150 kg, certificati di tipo militare o civile, secondo le norme STANAG 4703, SAE.AER. P-2-6-7, DO 178C, MIL-F-8785C. 



L'azienda possiede tutte le risorse e le capacità per supportare non solo la progettazione e la produzione degli UAS, ma anche per garantire la futura manutenzione, riparazione e revisione (MRO), nonché la formazione di base e avanzata di piloti e operatori di sensori. SES ha sede a Pisa (Italia), dove si trovano gli uffici di ingegneria, gli impianti di produzione e i banchi prova interni, sviluppati per analizzare e validare il comportamento di sistemi e sottosistemi di bordo critici, in conformità ai vincoli dei certificati di tipo militari e civili.




SkyEye Systems X-VTOL

La Marina Militare sta ultimando la messa a punto sulle proprie unità navali di superficie, del drone a decollo e atterraggio verticale “SkyEye Systems X-VTOL”, frutto di una cooperazione stabilita nel 2023 tra la società SkyEye Systems di Cascina - Pisa (guidata da Massimo Lucchesini, il "padre" dell’M-346) e Fincantieri NextTech; SkyEye Systems realizza la macchina e Fincantieri procede all’integrazione a bordo nave e della necessaria commercializzazione.
L’X-VTOL è un drone caratterizzato da un’innovativa architettura meccanica e aerodinamica che utilizza una piccola cellula quasi cilindrica, un’ala dritta alta a forte allungamento, winglet inclinate verso l’alto, e 2 alberature alari, che terminano in coda con una deriva verticale a ponte trapezoidale. Sulle predette alberature risultano montati 4 motori elettrici tipo brushless, per garantire decollo/atterraggio verticale e sostentamento; in coda vi è un’elica spingente azionata da un motore alimentato con carburante JP5, utilizzata per il volo livellato e per la crociera. Un quinto motore elettrico è installato nel muso, per agevolare la precisione nell’appontaggio. 
Il drone SkyEye Systems X-VTOL, è stato progettato e sviluppato per le particolari esigenze della Marina Militare italiana; sarà in grado di operare dai ponti di volo delle unità navali, senza necessità della catapulta per il lancio e del sistema di discesa assistita con paracadute ed airbag, potendo decollare ed atterrare verticalmente, semplificando totalmente le procedure e rendendo più sicura l’operatività a bordo.

Il drone ad atterraggio e decollo verticale appartiene agli Light UAS e avrà: 
  • un peso massimo al decollo di 65 kg;
  • un’apertura alare di 4,7 m; 
  • un payload fino ad un massimo di 6 kg, che può comprendere un sensore elettro-ottico o un piccolo radar SAR, come lo SKYSAR della stessa SkyEye Systems (del peso di soli 1,8 kg).
  • un’autonomia di 5 / 11 ore a seconda del profilo di missione; 
  • sarà dotato di un apparato di propulsione costituito da due motori in tandem per il volo orizzontale (uno a combustione policarburante ed uno elettrico); 
  • e di otto motori a propulsione elettrica per il volo verticale; 
  • una velocità massima di crociera 54 nodi;
  • un raggio di trasmissione datalink di 100 km (con possibilità anche SATCOM);
  • una tangenza operativa massima di 19.500 piedi dal livello del mare; 
  • sarà in grado di operare con temperature comprese tra i -20°C ed i + 49°C; 
  • una dotazione sensoristica: sensori elettrottici/infrarossi Epsilon Octopus 140 (duale con sensore EO 1270X720 e IR 640X512), 140z (dotato anche di illuminatore laser da 830 nm e laser RANGE Finder con portata fino a 5 km) e Octopus 175 (con MWIR con lenti da 18-275 mm, illuminatore laser da 830 nm e Laser Range Finder fino a 15 km) ed altri payload opzionali come sensori iperspettrali, Lidar, IFF, SIGINT ed anche SAR (Synthetic Aperture Radar) grazie alla estrema flessibilità e modularità della baia payload.

Sky Eye Systems ribadisce che le tre versioni del Rapier condividono gran parte delle tecnologie sensibili e fondamentali sviluppate dalla stessa impresa tra le quali il layout aerodinamico estremamente ottimizzato, il Flight Control System e la Ground Control Station, sviluppati secondo i massimi standard di sicurezza software-hardware DO178C-DALB. 

Un importante aspetto è rappresentato dalla progettazione e costruzione degli aeromobili quasi completamente in fibra di carbonio e ciò ne aumenta di fatto la resistenza, la solidità e la capacità di affrontare anche forte vento di traverso.
Sky Eye Systems ha stabilito da tempo una partnership con la società Planetek Italia per un sistema integrato avanzato di monitoraggio del territorio tramite UAS e l’analisi avanzata dei dati raccolti. Le informazioni acquisite dal drone X-VTOL potranno essere condivisi in tempo reale tramite la workstation rugged, con altre unità disposte sul terreno e con centri di comando in posizione remota.
Come noto agli addetti ai lavori, un prototipo dell’X-VTOL vola da tempo; a breve è prevista la messa a punto di un secondo prototipo per il conseguimento della certificazione militare. 








IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, RID, AresDifesa, WIKIPEDIA, You Tube)



















 

martedì 31 marzo 2026

Al-Bahriyya al-Qatariyya, Marina del Qatar o Qatar Emiri Navy: in data 30 marzo 2026, il MoD qatariota ha diffuso sui media un video riguardante il lancio di missili Aster per intercettare missili balistici e droni iraniani Shahed dalla LPD L-141 AL FULK e dalle corvette classe Al Zubarah, navi notoriamente costruite dalla italiana Fincantieri munite di elettronica Leonardo.












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(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.







Al-Bahriyya al-Qatariyya, Marina del Qatar o Qatar Emiri Navy

La Al-Bahriyya al-Qatariyya, Marina del Qatar nota internazionalmente come Qatar Emiri Navy, è la forza navale dell'Qatar. In passato è stata una forza molto piccola rispetto alle esigenze di protezione del paese e dotata di mezzi molto leggeri, tra cui tre battelli d'attacco Classe Combattante III.
A tutto il 2010 la marina disponeva di 21 pattugliatori costieri o motovedette e di una nave anfibia; la presenza della US Navy è stata fortemente incentivata, in modo da avere in area forze amiche in grado di ottenere un effetto dissuasivo ma si sono avute anche visite amichevoli nel febbraio 2010 da parte di una nave scuola iraniana, nonostante il vicino paese sia una delle possibili minacce per il Qatar.






LPD L-141 AL FULK

Nel 2023, alla presenza del Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro di Stato per gli Affari della Difesa, SE Dr. Khalid bin Mohamed Al Attiyah, e del Ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, si è svolta la cerimonia del varo della “Al Fulk”, unità anfibia (LPD – Landing Platform Dock) ordinata a Fincantieri dal Ministero della Difesa del Qatar nell'ambito del programma nazionale di acquisizione navale, è avvenuta presso lo stabilimento di Palermo.
La LPD, costruita interamente da cantieri navali italiani, è progettata in coerenza con le norme RINAMIL (regole per la classificazione delle navi da guerra) per garantire collegamenti terra-aria-marina estremamente efficienti. Sarà altamente flessibile e in grado di svolgere diversi tipi di compiti, dagli interventi umanitari al supporto delle Forze Armate e alle operazioni di terra.

Dati tecnici: 
  • Tipo: nave da trasporto anfibio modificata classe San Giorgio / LPD
  • Costruttore: Fincantieri, Palermo, Sicilia, Italia STATO: Impostata: 5 giugno 2021 Varata: 24 gennaio 2023 Entrata in servizio: 2024/25 ? PROVE > in attesa di messa in servizio  
  • Dislocamento: 8800 tonnellate 
  • Lunghezza: 142,9 metri (469 piedi) fuori tutto 
  • Larghezza: 21,5 m (71 piedi) 
  • Pescaggio: 5,3 m (17 piedi) 
  • Velocità: 20 nodi (37 km/h) 
  • Autonomia: 7.000 NM (13.000 km) a 15 nodi (28 km/h) 
  • Equipaggio: 150 
  • Propulsione: 2 motori diesel Wärtsilä 12V32 (12.000 kW / 16.000 CV) 2 alberi / 2 eliche / elica di prua 
  • Armamento: Naval Group Sylver A50 Vertical Launching System / VLS (2 x 8 celle) per missili SAM MBDA Aster 15 e/o Aster 30 1 cannone super rapido Leonardo 76/62 4 sistemi d'arma Leonardo MARLIN 30 
  • Anfibio: Ponte veicoli per oltre 400 truppe, bacino allagabile per mezzi da sbarco, mezzi da sbarco meccanizzati (LCM) su gruette 
  • Elettronica: Sistema di gestione del combattimento Leonardo (CMS) Radar multifunzione a scansione elettronica attiva (AESA) Leonardo Kronos Power Shield Radar a doppia banda Leonardo NA-30S Mk 2 e sistema di controllo del tiro EO/IR (per 76/62) Sistema di controllo del tiro elettro-ottico Leonardo Medusa MK4/B /EO-FCS (per Marlin WS) Sistema di lancio di esche Lacroix Sylenia 
  • Elicotteri imbarcati: ponte di volo con 2 piazzole di atterraggio / hangar per un massimo di 3 elicotteri  NH90.

La nave garantisce collegamenti terra-aria-marini estremamente efficienti, ed è stata varata a Palermo nello stabilimento di Fincantieri che l’ha costruita; fa parte di un contratto, firmato nel 2016, del valore di quasi quattro miliardi di €uro che prevedeva la fornitura di sette navi di superficie.
Guido Crosetto ha sottolineato le grandi potenzialità dello stabilimento palermitano di Fincantieri: «È un momento importante perché dal 2009 una nave completa non usciva da quello che è oggi il più grande stabilimento che ci sia in Italia per la costruzione delle navi. Un momento importante per Palermo, quindi, per Fincantieri. Ci auguriamo sia la prima di una lunga serie di navi, e non di pezzi di navi, che escano da questo cantiere, che è quello che ha più possibilità logistiche in Italia ed è probabilmente il cantiere che ha la migliore manodopera e la più grande quantità di specializzati nella lavorazione dell’acciaio in Italia – ha detto il ministro –. Questa è l’ultima di questa serie ma ci saranno navi in futuro che possono essere costruite a Palermo – ha detto il ministro –. Qua c’è una vocazione fortissima sui traghetti. Per cui le prospettive per questo cantiere possono essere ottime in futuro».
La nave è dotata di due rampe carrabili e di un bacino interno allagabile in grado di ospitare un mezzo da sbarco Lcm (Landing Craft Mechanized) pronto all'uso che può anche essere disposto sul ponte del garage e può essere dispiegato utilizzando un sistema di gru. Il ponte di volo è inoltre dimensionato per ospitare l'elicottero NH90.
L’unità sarà altamente flessibile e in grado di svolgere diversi tipi di compiti, dagli interventi umanitari al supporto delle Forze Armate e delle operazioni di terra, alla difesa antibalistica. 

ARMAMENTO IMBARCATO:
  • missili A.B.M. ASTER 30 B1, lanciabili da 2 moduli SYLVER A-50 da 8 celle,
  • 1 cannone Leonardo-OTO da 76/62 Vulcano.
  • Leonardo-OTO 76/62 mm Super Rapido Multi-Feeding.



Il Leonardo-OTO 76/62 SR è caratterizzato da una cadenza di tiro molto elevata, soprattutto nella versione Super Rapido (120 colpi al minuto), che lo rende particolarmente adatto per la difesa antiaerea e anti-missile e per la difesa di punto, anche se, visto il suo calibro, può essere usato anche in altri ruoli come il bombardamento navale e costiero. 
Il cannone è dotato di munizionamento convenzionale, che varia a seconda del tipo di impiego e la sua polivalenza di usi è data anche dalla gran quantità di tipi di munizionamento che vanno dall'incendiario al perforante, fino ai proiettili a frammentazione con spoletta di prossimità. L'intero sistema è inoltre molto compatto ed è quindi installabile anche su navi di piccole dimensioni come le corvetta o le vedette costiere, oltre ad essere completamente controllabile da remoto. Recentemente è stato aggiunto il nuovo munizionamento guidato DART.
Questo cannone ha rappresentato un notevole successo commerciale, essendo stato adottato da 53 marine: l'ultimo importante successo è stato lo scalzare il cannone navale da 100 mm della marina francese nel progetto Orizzonte.
Nel sistema di controllo del fuoco del cannone nel corso degli anni c'è stata un'evoluzione. Le prime versioni erano dotate del radar RTN-10X Orion della Selenia. A partire della metà degli anni ottanta venne utilizzato il RTN-30X (SPG-73) nel sistema di difesa di punto Dardo-E e poteva essere abbinato oltre che all'Otobreda Compatto e Super Rapido anche al cannone da 127/54, al Breda Dardo e ai missili Sea Sparrow/Aspide. Il sistema Dardo-E fece il suo debutto nella Marina Militare sull'incrociatore portaeromobili Garibaldi, ma il radar RTN-30X era già stato imbarcato sulle Maestrale, dove però alle due torrette binate del CIWS Dardo erano asserviti due radar RTN-20X, mentre le prime unità equipaggiate con sistema Dardo-E con il 76mm Super Rapido sono stati i due cacciatorpediniere lanciamissili Audace dopo gli ammodernamenti e le prime unità ad essere equipaggiate sin dalla costruzione con il Dardo-E abbinato ai 76mm SR furono i due cacciatorpediniere Classe Durand de la Penne.
Sistema Davide/DART - Il munizionamento guidato anti-missilistico Davide: in pratica si tratta di missili senza motore (proietti), decalibrati rispetto al cannone, che possono correggere la loro traiettoria per controbattere le manovre del missile bersaglio e intercettarlo. Si tratta di un sistema di difesa anti missile delle navi a corto/cortissimo raggio, basato sull'impiego delle nuove centrali di tiro multisensore degli impianti da 76/62 Super Rapido, capace di sparare una munizione guidata e quindi di correggerne la rotta anche in volo indirizzandola sull'obiettivo.
La tecnologia sviluppata dalla Oto Melara sarà montata per la prima volta sulle fregate multimissione italiane del programma italo-francese FREMM.
Il sistema Davide/Strales abbinato al sistema di controllo di tiro Dardo-F, che controlla sia il bersaglio che il proiettile, è installabile anche sulle vecchie torrette con poche modifiche, mediante l'aggiornamento del firmware di controllo, l'aggiunta del radar di guida in banda Ka e scudo stealth. La torretta mediante il radar produce quattro fasci che vengono proiettati sul bersaglio e il proiettile viene radiocomandato nella sua direzione in modo tale che rimanga all'interno dei fasci. I proiettili DART sono un sottocalibro da 42 mm e grazie ad un adattatore raggiungono i 76 mm del calibro del cannone, hanno delle alette canard che gli permettono di manovrare e la sezione di coda ha sei pinne fisse e il ricevitore radio.
All'inizio dell'estate del 2008 NAVARM ha richiesto l'aggiornamento di un cannone al sistema Davide/Strales proveniente da un pattugliatore classe Cigala Fulgosi. Le prove sono state effettuate con successo presso il Poligono Interforze di Salto di Quirra nel marzo 2009 e hanno visto lo sparo contro bersagli a 8 km di due proiettili singoli e di una raffica da tre proiettili, che è quella attualmente nell'impiego antimissile. Il sistema dopo essere stato testato sul pattugliatore Comandante Foscari con prove di tiro con le nuove munizioni guidate in accoppiamento con il radar NA-25X, dopo aver terminato le prove è rimasto pienamente funzionante a bordo della nave.




MISSILI Aster 30 Block 1

I missili Aster sono una famiglia di ordigni antiaerei superficie/aria costruiti da Eurosam, un consorzio Europeo formato da MBDA Italia, MBDA Francia e Thales. 
La famiglia è composta da due varianti Aster 15 con gittata di 30 km e Aster 30 con gittata di 120 km, Il sistema di guida si avvale di un radar attivo nella fase finale, mentre nella fase di crociera il missile riceve aggiornamenti tramite un data-link. I missili Aster sono progettati per essere utilizzati sia da unità navali che da lanciatori terrestri.
La versione 30 differisce dalla 15 per la presenza di un primo stadio (booster)..In entrambi i missili, la parte che effettua l'intercettazione (dardo) è caratterizzata dai sistemi di manovra PIF (dal francese Pilotage en Force) e PAF (Pilotage Aerodinamic Fort). Il PAF è una architettura nella quale parte dei timoni (TVC) viene investita dal flusso aerodinamico generato del motore a razzo, mentre il PIF è basato su getti di aria compressa che modificano rapidamente la traiettoria del missile. Il PIF viene usato soprattutto in prossimità del bersaglio, dove la forza aerodinamica generata dai timoni classici ha un'isteresi più alta e quindi non è in grado di far cambiare traiettoria al missile con sufficiente rapidità, peggiorando le caratteristiche di precisione del sistema d'arma.
Il FSAF SAMP/T (dal francese Famille de Sol-Air Futurs Sol-Air Moyenne-Portée / Terrestre - Piattaforma a terra per un missile terra-aria) è un sistema missilistico terra-aria di nuova generazione sviluppato dal consorzio europeo Eurosam formato da MBDA Italia, MBDA Francia e Thales. Fa uso del missile Aster 30, utilizzato anche in ambiente navale nel sistema PAAMS, e dotato di un raggio d'azione di 100 km per l'intercettazione di aerei e 25 km per quella dei missili.
Rispetto all’attuale versione, la NT prevede essenzialmente un nuovo seeker in banda Ka, che sostituirà la quello in banda Ku oggi utilizzato, e un più moderno calcolatore. La maggiore frequenza della banda Ka, in particolare, darà al sistema di guida più raggio d’azione e una maggior precisione, caratteristiche che dal punto di vista operativo si traducono per il missile in una migliorata velocità di intercetto e nella possibilità di colpire bersagli di più ridotte dimensioni.
Si tratta di caratteristiche fondamentali, ad esempio, nel caso di intercetto di missili balistici dotati di testate multiple.
La versione NT, in ogni caso, sarà dotata della stessa massa e dello stesso booster della Block 1 “standard”, di cui manterrà anche la caratteristica di interoperabilità e comunanza tra la piattaforma marina e terrestre.

CRISI DEL GOLFO 2026: ATTACCO DI ISRAELE E U.S.A. ALL’IRAN

Un video diffuso dal Ministero della Difesa del Qatar il 30 marzo 2026 mostra la Marina qatariota impegnata in operazioni di difesa missilistica A.B.M. e di attacco, tra cui quello che sembra essere il lancio da parte della LPD Al Fulk di almeno un missile ASTER 30 Block 1 contro una minaccia in arrivo, che potrebbe essere un missile balistico. Sarebbe questo il primo caso noto di una nave da guerra anfibia impegnata in un vero e proprio combattimento contro il lancio di missili balistici. 
Un filmato diffuso sul web, mostra anche una delle corvette progettate da Fincantieri classe Al Zubarah della Marina del Qatar mentre lancia missili terra-aria durante scontri diurni e il lancio di missili antinave MM40 Exocet. Le immagini video sono state effettuale dall'interno della centrale informazioni e di combattimento (CIC) oscurata; sono visibili molteplici intercettazioni tracciate nel cielo diurno e notturno.
La Al Fulk, consegnata da Fincantieri alla fine del 2023, è l'unica nave anfibia al mondo dotata di un sistema di difesa missilistica balistica dedicato. L'unità è equipaggiata con un sistema di lancio verticale Sylver A50 a 8 celle, caricato con missili MBDA ASTER 30 Block 1, abbinato al radar AESA Kronos di Leonardo e a un radar Kronos Power Shield in banda L, in grado di rilevare minacce balistiche a distanze fino a 1.500 Km.
Grazie al suo sistema di difesa aerea SAAM-ESD, l'Al Fulk è in grado di tracciare i missili balistici in arrivo e di ingaggiarli direttamente oppure di coordinare, tramite collegamento dati, le quattro corvette di classe Al Zubarah, ognuna delle quali è dotata di un sistema di lancio verticale a 16 celle con lo stesso tipo di missile. La LPD funge da sensore a lungo raggio e nodo di comando per la difesa aerea della flotta, un ruolo che nessun'altra nave anfibia svolge attualmente.
L'azione mostrata nel video è coerente con il più ampio schema di attacchi missilistici balistici e con droni iraniani contro il Qatar, iniziati già nel giugno 2025. Ad oggi, le forze armate del Qatar hanno intercettato oltre 60 missili balistici e diverse ondate di droni dall'inizio della campagna, con la Marina emiratina che ha contribuito alle operazioni di difesa aerea insieme all'aeronautica.
Il fatto che una LPD, una classe di navi progettata principalmente per il trasporto di truppe, veicoli e mezzi da sbarco, stia ora conducendo operazioni di difesa missilistica balistica in mare, sottolinea le insolite esigenze operative che guidano la progettazione della flotta del Qatar. Con una marina di piccole dimensioni e un contesto ad alto rischio, la Marina del Qatar ha scelto di integrare la difesa aerea di area in ogni principale unità di superficie da combattimento, compresa la sua ammiraglia anfibia.






La classe Doha, o classe Al Zubarah, è una classe di 4 corvette costruite da Fincantieri per la marina del Qatar.

Il contratto tra Qatar e Fincantieri per la fornitura di 4 corvette alla Al-Bahriyya al-Qatariyya, dal valore complessivo di 4 miliardi e che comprende anche due pattugliatori d'altura e una Landing Platform Dock, è stato firmato il 16 giugno 2016. La costruzione della prima unità è iniziata nel luglio 2018 presso il cantiere navale del Muggiano. Le nuove corvette sono state presentate al pubblico al salone DIMDEX di Doha del 2018.
La prima unità della classe è stata impostata nel novembre 2018, è stata varata il 27 febbraio 2020 ed è stata consegnata alla marina qatariota il 28 ottobre 2021. La seconda e la terza unità sono state varate, rispettivamente, il 13 febbraio e il 30 settembre 2021. L'ultima unità della classe è stata varata il 29 marzo 2022 ed è stata consegnata il 16 maggio 2023.
Le unità della classe Doha possono svolgere diverse missioni tra cui pattuglia, scorta e combattimento, sono lunghe circa 107 metri, larghe 14,7 e hanno un dislocamento di circa 3 250 t. Sono propulse da un sistema CODAD con 4 motori diesel MAN 22/38D collegati a due eliche a passo variabile e sono in grado di raggiungere la velocità massima di 28 nodi.
L'equipaggio è costituito da 98 persone a cui possono aggiungersene altre 14, per un totale di 112 membri dell'equipaggio. Le corvette sono dotate di un ponte di volo e un hangar che possono ospitare un elicottero multiruolo NH90 e possono trasportare anche vari RHIB, imbarcati tramite una gru laterale e una rampa a poppa.
Le navi sono armate con un cannone Otobreda 76/62 Super Rapido, due cannoni Marlin 30 da 30 mm, un lanciatore di missili antiaerei a corto raggio RIM-116 Rolling Airframe Missile da 21 missili posizionato sopra l'hangar, due sistemi di lancio verticale Sylver A-50 con un totale di 16 container per missili antiaerei a medio raggio Aster 30 e 8 missili antinave Exocet MM40 Block III.
Le unità sono dotate di un Combat Management System ATHENA, un radar multifunzione KRONOS Grand Naval e un sonar antimine Thesan, tutti prodotti da Leonardo. Il CMS gestisce una suite di comunicazione, che include un Tactical Data Link e comunicazioni satellitari, e una suite di sensori, che include il radar KRONOS e il sistema Identification friend or foe, una suite Infra-red search and track, che include due SASS prodotti da Leonardo, e una suite di contromisure elettroniche prodotta da Elettronica. Il Fire Control Radar del cannone 76/62 SR è un NA-30S MK2 prodotto da Leonardo mentre i cannoni da 30 mm sono controllati da un sistema di puntamento elettrottico Medusa MK4B ciascuno. I sistemi difensivi delle navi sono costituiti da 4 lanciatori di decoy Sylena e da alcuni lanciatori di decoy anti-siluro posizionati lungo i fianchi.

DATI TECNICI:
  • Costruttore: Fincantieri, Cantiere navale Muggiano (La Spezia), Italia 
  • Dislocamento: 3.300 tonnellate 
  • Lunghezza: 107 metri (351 piedi 1 pollice) 
  • Larghezza: 14,7 m (48 piedi 3 pollici) 
  • Pescaggio: 8,6 m (28 piedi 2 pollici) 
  • Velocità: 28 nodi (52 km/h), max. / 15 nodi (28 km/h) di crociera 
  • Autonomia: 3.500+ NM (6.500+ km) 
  • Equipaggio: 98 (nave) +14 
  • Propulsione: Diesel combinato e diesel (CODAD) 4 motori diesel MAN 2 alberi / 2 eliche a passo variabile (FCPP) ;
Armamento:
  • Naval Group Sylver A50 Vertical Launching System / VLS (2 x 8 celle) per missili SAM MBDA Aster 30 Block 1 1 
  • 1 cannone super rapido Leonardo 76/62 
  • 2 sistemi d'arma Leonardo MARLIN 30 
  • 8 missili antinave MBDA MM40 Block 3 Exocet (SSM) 
  • 1 sistema d'arma missilistico Mk.31 a 21 celle per missili Rolling Airframe RIM-116 (RAM) 
  • Elettronica: Leonardo Combat Management System (CMS) Radar AESA 3D Leonardo Kronos Grand Naval Radar a doppia banda Leonardo NA-30S Mk 2 e Sistema di controllo del tiro EO/IR (per 76/62) Leonardo Medusa MK4/B Sistema di controllo del tiro elettro-ottico /EO-FCS (per Marlin WS) Leonardo SASS (Silent Acquisition & Surveillance System) Sistema IRST Lacroix Sylenia sistema di lancio di esche per siluri Leonardo ODLS 20 sistema sonar a traino Leonardo Black Snake (TASS) Leonardo Thesan Sonar per l'evitamento di ostacoli e mine.
  • Elicotteri imbarcati: ponte di volo e hangar per 1 elicottero NH90.




CRISI DEL GOLFO PERSICO 2026

Durante l'attuale conflitto non sono state registrate pubblicamente perdite di navi iraniane a causa di attacchi missilistici antinave. 
Un video recente mostra anche il lancio di missili antinave e superficie-aria dalle corvette di classe Al Zubarah. 
Queste unità sono dotate di due lanciatori quadrupli per i missili antinave MBDA Exocet MM40 Block 3. Sebbene l'Exocet sia progettato principalmente per attacchi marittimi, la variante Block 3 incorpora la navigazione tramite waypoint GPS e la capacità di seguire complessi profili di volo 3D, conferendogli una comprovata capacità contro obiettivi costieri.
Un recente filmato potrebbe quindi mostrare missili Exocet impiegati in un ruolo di attacco terrestre contro obiettivi costieri, un caso d'uso per il quale la famiglia MM40 Block 3 è stata specificamente progettata. Le corvette di classe Al Zubarah hanno un dislocamento di circa 3.250 tonnellate e sono armate con un cannone da 76 mm, sistema di difesa ravvicinata RAM e 16 missili ASTER 30 Block 1 per la difesa aerea. Costruite da Fincantieri tra il 2020 e il 2024, le quattro navi costituiscono la spina dorsale della flotta di superficie del Qatar.




IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, NavalNews, Forum.difesa, WIKIPEDIA, You Tube)