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Si vis pacem, para bellum
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.
L'alleanza strategica tra Leonardo e Rheinmetall ha dato vita alla joint venture paritetica LR MV.
In data 15 OTTOBRE 2024 nasce la Joint venture paritetica, basata a Roma, con sede operativa a La Spezia:
- 60% delle attività verranno sviluppate in Italia;
- Primo obiettivo è dotare le Forze Armate italiane di veicoli da combattimento: il Main Battle Tank (MBT) e il Lynx come sistema di combattimento della fanteria corazzata (AICS);
- Promettenti prospettive future di esportazione.
La joint venture tra Leonardo e Rheinmetall ha l’obiettivo primario di formare un nuovo nucleo europeo per lo sviluppo e la produzione di veicoli militari da combattimento in Europa. Con il Memorandum of Understanding (MoU) di luglio 2024, Rheinmetall AG e Leonardo S.p.A. diventano azionisti paritari (50% ciascuno) della nuova società Leonardo Rheinmetall Military Vehicles (LRMV), che avrà sede legale a Roma e sede operativa a La Spezia. Il perfezionamento degli accordi e la costituzione della società nel 2025 sono soggetti alle usuali autorizzazioni regolamentari per operazioni di questa natura.
Obiettivo primario della joint venture è lo sviluppo industriale e la successiva commercializzazione del New Main Battle Tank italiano (NMBT) e della nuova piattaforma Lynx per il programma Armored Infantry Combat System (A2CS) nell'ambito del programma per i sistemi terrestri dell'Esercito Italiano.
Due delle più grandi aziende europee nel settore della difesa stanno per presentare al pubblico il loro primo carro armato principale sviluppato congiuntamente, inaugurando un nuovo capitolo nella guerra corazzata europea, un capitolo che si sta delineando da quando l'Esercito Italiano ha deciso che il suo vecchio carro armato Ariete non era più in grado di sostenere le ambizioni del Paese in materia di combattimento terrestre.
Leonardo Rheinmetall Military Vehicles, la joint venture creata in pari partnership tra l'italiana Leonardo e la tedesca Rheinmetall, ha confermato che il suo nuovo prototipo di carro armato principale italiano, talvolta indicato nei media come NMBT, sarà presentato a Eurosatory 2026, la principale fiera europea della difesa terrestre che si terrà dal 15 al 19 giugno a Parigi.
Il nuovo programma per il carro armato principale è concepito per sostituire l'Ariete, l'attuale carro armato principale italiano, entrato in servizio negli anni '90 e basato su una tecnologia precedente alle esperienze in Ucraina, in Medio Oriente e alla trasformazione della guerra anticarro guidata da missili guidati a basso costo e droni a visione in prima persona. L'Italia è alla ricerca di un carro armato di nuova generazione da anni e la partnership tra Leonardo e Rheinmetall, formalizzata con la creazione di LRMV alla fine del 2024 con sede a Roma e impianti operativi a La Spezia, ha creato il veicolo industriale per realizzare questo obiettivo. Il programma A2CS riguarda la famiglia di veicoli corazzati da combattimento basati sul Lynx, mentre il nuovo programma per il carro armato principale sostituirà l'Ariete, dando vita al completo rinnovamento del parco veicoli corazzati pesanti italiano con quella che i partner definiscono digitalizzazione e connettività all'avanguardia per complesse operazioni multidominio.
Il prototipo presentato a Eurosatory è dotato di un sistema di protezione stratificato che rispecchia fedelmente il contesto di minaccia che i progettisti di carri armati moderni si trovano ad affrontare. L'elemento più significativo è il sistema di protezione attiva StrikeShield, il sistema di protezione attiva "hard-kill" di Rheinmetall, progettato per rilevare e neutralizzare le minacce in arrivo a breve distanza dal veicolo, inclusi razzi anticarro, missili guidati e alcuni tipi di proiettili perforanti, prima che raggiungano lo scafo. Secondo Rheinmetall, StrikeShield è l'unico sistema di difesa ravvicinata ad alte prestazioni che minimizza i danni collaterali alla fanteria che opera nelle vicinanze del veicolo protetto. Questa priorità progettuale deriva dalle dure lezioni apprese negli ambienti di combattimento urbano, dove proteggere le truppe appiedate a fianco di un carro armato è tatticamente importante quanto proteggere il carro armato stesso. La protezione "hard-kill" è fondamentale perché la guerra in Ucraina ha dimostrato ripetutamente che anche i carri armati più corazzati subiscono danni quando vengono colpiti da missili guidati anticarro e munizioni a impatto dall'alto, e che la sola corazza passiva non è sufficiente a fronteggiare l'intero spettro di minacce che gli equipaggi moderni si trovano ad affrontare.
Oltre allo StrikeShield, il prototipo è dotato del sistema di occultamento rapido ROSY di Rheinmetall, un lanciatore di cortina fumogena progettato per generare rapidamente una nube di occultamento visivo e infrarosso attorno al veicolo quando i sensori rilevano una minaccia in arrivo, dando tempo all'equipaggio di manovrare e complicando il puntamento da parte di armi guidate che si basano sul puntamento ottico o a infrarossi. Il terzo elemento del pacchetto di protezione è la stazione d'arma a controllo remoto Blaze 30 di Leonardo, una torretta a controllo remoto armata con un cannone da 30 mm che consente all'equipaggio di ingaggiare minacce aeree, veicoli leggeri e fanteria appiedata senza esporsi al di sopra dello scafo. Le stazioni d'arma a controllo remoto sono diventate una caratteristica standard dei moderni veicoli blindati proprio perché la minaccia rappresentata da operatori di droni, cecchini e armi a fuoco diretto rende l'apertura di un portello per azionare un'arma convenzionale un'operazione sempre più pericolosa.
Il 27 gennaio 2026, a Montelibretti, LRMV ha consegnato i primi quattro veicoli Lynx KF-41 alle Forze Armate italiane per il programma A2CS, segnando l'avvio ufficiale del programma nell'ambito di un contratto iniziale per 21 veicoli corazzati da combattimento. Questa consegna ha rappresentato per LRMV il suo primo traguardo operativo concreto e ha dimostrato la capacità della joint venture di passare dalla fase di costituzione alla consegna dei componenti in meno di un anno e mezzo dalla sua effettiva esistenza. Il Lynx è un veicolo da combattimento per la fanteria cingolato di progettazione tedesca che Rheinmetall ha venduto, tra gli altri, all'Ungheria e all'Australia, fornendo a LRMV una piattaforma collaudata in produzione nel segmento dei veicoli corazzati leggeri, mentre il programma per i carri armati principali, più pesanti, prosegue il suo percorso di sviluppo.
La fiera Eurosatory di Parigi è l'evento in cui i programmi europei per le forze terrestri solitamente presentano i loro progetti più importanti al pubblico, e la decisione di LRMV di far debuttare il prototipo del carro armato proprio lì, anziché in una fiera italiana o in una cerimonia bilaterale italo-tedesca, riflette le ambizioni commerciali esplicitamente europee della joint venture. La partnership LRMV è nata non solo per soddisfare le esigenze interne dell'Italia, ma anche per creare un polo di riferimento per lo sviluppo di veicoli da combattimento terrestri in Europa, con entrambi i partner che apportano punti di forza industriali complementari e reti di esportazione a un mercato che sta investendo a livelli mai visti dalla Guerra Fredda. I governi europei si sono impegnati a sostenere aumenti della spesa per la difesa in seguito all'invasione russa dell'Ucraina, e i programmi di sostituzione dei carri armati, che diverse nazioni hanno rimandato per decenni, sono ora oggetto di gare d'appalto con scadenze precise.
Il New Main Battle Tank "NMBT" è un carro armato di quarta generazione derivato del prototipo KF51
A differenza di quanto è successo con l'Ungheria, il carro italiano è pesantemente diverso dal prototipo da cui deriva e prevede componentistica Leonardo (sensori, armamento, unità di combattimento), IDV (motori, sospensioni, cingoli, difesa passiva) ed Elettronica SpA (cyber-sicurezza e guerra elettronica).
L'NMBT ha finalmente gettato le basi per le iniziali aspirazioni Rheinmetall di creare un degno erede del Leopard e costruire insieme a Leonardo il futuro carro armato da combattimento europeo.
Il Panther è il primo del suo genere: un concetto di MBT radicalmente nuovo, non vincolato dalla tecnologia di ieri. Attingendo ad alcune delle tecnologie più recenti, il Panther è stato progettato da zero per fornire:
massima letalità sul campo di battaglia, combinata con un concetto di sopravvivenza integrato e collegato da un’infrastruttura dati NGVA completamente digitalizzata per consentire capacità operative e automazione di nuova generazione.
Ciò consente una riduzione delle dimensioni dell'equipaggio, aprendo la strada a opzioni di torrette senza equipaggio e alla collaborazione uomo-macchina.
E’ il primo carro armato principale (MBT) ad adottare un concetto integrato di sopravvivenza con sensori a bordo e fuori dalla piattaforma, abbinati a sistemi di protezione attivi, reattivi e passivi e a un sistema di protezione dedicato contro gli attacchi dall'alto.
Una novità assoluta per un carro armato principale: il Panther è progettato secondo un'architettura digitale conforme allo standard NGVA. Questo è l'elemento chiave per i futuri sistemi di supporto alle decisioni e di automazione.
Il Panther incarna la capacità fondamentale di "dominare e distruggere". Grazie al sistema d'arma Rheinmetall Future Gun System, composto da un cannone da 130 mm, un sistema di gestione delle munizioni completamente automatizzato e le opzioni di armamento aggiuntive delle munizioni a guida autonoma HERO 120, il Panther concentra la sua potenza di fuoco per attacchi a lungo raggio in scontri con bersagli multipli.
Diverse opzioni di integrazione con sistemi d'arma a controllo remoto (RCWS) offrono flessibilità nella difesa di prossimità e contro i droni. La capacità opzionale di utilizzare munizioni a guida autonoma HERO 120 estende la capacità di attacco del Panther a bersagli non visibili e può essere installata a seconda del ruolo e dei requisiti della missione.
Tutte le armi sono collegate ai sistemi di puntamento e al computer di controllo del tiro tramite un'architettura completamente digitalizzata, consentendo operazioni di caccia e distruzione e di distruzione di massa, ingaggi di bersagli senza soluzione di continuità e, in futuro, supporto decisionale tramite intelligenza artificiale.
Il nuovo NMBT impiega un concetto di sopravvivenza rivoluzionario, completamente integrato, completo e ottimizzato in termini di peso. Oltre alle misure classiche, l'architettura digitale del Panther consente la sopravvivenza sia a bordo che fuori bordo, con tecnologie di protezione attive, reattive e passive.
L’NMBT è configurato con una capacità di rilevamento preventivo degli spari, che gli consente di colpire per primo.
Le minacce dall'alto vengono neutralizzate dal Rheinmetall TAPS (Top Attack Protection System). Il sistema di occultamento fumogeno ROSY è fornito come parte del sistema di sopravvivenza, che si integra perfettamente con l'architettura digitalizzata per consentire ulteriori misure di difesa. La caratteristica di sopravvivenza più rilevante è senza dubbio la protezione attiva contro i proiettili KE, che aumenta i livelli di protezione senza influire sul peso del sistema. Essendo un sistema progettato per operare in uno spettro elettromagnetico conteso, il Panther è completamente resistente agli attacchi informatici.
Protezione reattiva e passiva:
- sistema reattivo basato su sensori;
- Protezione passiva.
Protezione attiva:
- Protezione contro l'energia cinetica di grosso calibro;
- Protezione contro gli ATGM.
- Sistema di oscuramento fumo ROSY
- Sistema di protezione dagli attacchi dall'alto (TAPS)
- Protezione dalle mine
- Droni Rheinmetall
- Capacità di rilevamento pre-sparo.
Il peso in combattimento di sole 59 tonnellate offre una mobilità di gran lunga superiore rispetto ai sistemi attuali.
Questo lo colloca in una categoria di peso decisiva per la vittoria in battaglia e gli consente inoltre di adattarsi al profilo del tunnel AMovP-4L senza modifiche: un requisito che nessun carro armato principale aggiornato attualmente soddisfa.
Di conseguenza, il mezzo italo-tedesco eccelle in mobilità tattica e strategica:
- Peso in combattimento: < 59 t
- Autonomia: > 500 km
- Adatto al profilo del tunnel AMovP-4L 9 t.
L’NMBT è un carro armato interamente definito via software, in grado di raccogliere e diffondere informazioni sul campo di battaglia multidominio. La profonda integrazione di moderni sistemi di gestione della battaglia (BMS) e di sistemi di comunicazione definiti via software consente alle forze di operare in ambienti di combattimento collaborativi, come i collegamenti sensore-operatore tra piattaforme diverse.
Il nuovo carro è progettato per controllare veicoli aerei senza equipaggio assegnati, come droni a bordo o esterni, munizioni in volo stazionario e una gamma di veicoli terrestri senza equipaggio.
Il sistema completamente digitalizzato e le postazioni di equipaggio comuni sono gli elementi abilitanti per una vera collaborazione uomo-macchina e per il controllo di veicoli terrestri senza equipaggio di supporto, che coprono capacità come la difesa aerea e contro i droni a livello di plotone.
In base alle esigenze dell'equipaggio, sono state sviluppate postazioni di lavoro senza eguali in termini di integrazione.
Il mezzo è progettato per un equipaggio di tre persone, a supporto delle future strutture delle forze armate con un numero ridotto di soldati. Due postazioni per l'equipaggio sono situate nello chassis, una dedicata al pilota e una postazione opzionale per un comandante di compagnia, un operatore di droni o un pilota di gregario.
L'architettura NGVA completamente digitalizzata consente una perfetta integrazione di sensori ed effettori sia all'interno della piattaforma che tra piattaforme diverse. Le assegnazioni di controllo di sensori e armi possono essere trasferite istantaneamente tra i membri dell'equipaggio. Ogni postazione di lavoro può cedere e assumere compiti e ruoli dalle altre senza alcuna riduzione di funzionalità. Poiché anche il controllo della torretta e delle armi è fornito alle postazioni di lavoro nello chassis, i futuri aggiornamenti previsti includono torrette senza equipaggio e Panther a controllo remoto.
La componentistica Rheinmetall ha permesso di aumentarne la letalità, la mobilità e la sopravvivenza, senza incorrere in un aumento significativo di peso.
Per ridurre quest'ultimo fattore, l'azienda ha dato la priorità alla protezione attiva rispetto a quella passiva.
Ulteriori sviluppi in esame per il veicolo sono stati: l'installazione di un generatore potente ed efficiente, l'integrazione dell'IA nel sistema di controllo del fuoco per consentire il rilevamento e l'identificazione automatizzati dei bersagli, l'uso di una torretta con caricatore automatico e la creazione di una versione senza equipaggio del Panther. Inoltre gli sforzi per rendere il veicolo più ecologico potrebbero portare allo sviluppo di uno scafo alternativo per il Panther.
Come descritto precedentemente, l’NMBT italo tedesco si basa sullo scafo del Leopard 2A4: con il guidatore davanti, il vano di combattimento/torretta al centro e il generatore nella parte posteriore. Il guidatore è seduto nella parte anteriore destra dello scafo ed è dotato di un portello in un unico pezzo sopra la sua posizione. Una stazione dell'equipaggio separata, può essere fornita nella parte anteriore sinistra dello scafo per un operatore di sistemi dedicato. Sono installate delle telecamere per il conducente al centro della parte anteriore e posteriore dello scafo.
Il punto in cui il design del carro si discosta da quello della precedente generazione di MBT occidentali è l'introduzione di una nuova torretta a due persone dotata di un cannone principale auto-caricato. Ci sono alloggiamenti per le telecamere su tutti e quattro gli angoli della torretta e al centro di ciascun lato della torretta.
Il prototipo di Panther presentato come sviluppo definitivo del progetto pesava 59 tonnellate, il che lo rendeva più leggero della maggior parte degli MBT occidentali sviluppati prima del 2022. Il generatore, i cingoli e la maggior parte degli ingranaggi del veicolo sono stati derivati da quelli del Leopard 2. Infatti il generatore del Leopard 2 è costituito da un motore diesel V-12 MTU MB 873 Ka-501 raffreddato ad acqua che produce 1.479 CV a 2.600 giri/min.
La velocità massima del prototipo non è stata rivelata ma ha l'autonomia massima dichiarata al momento della presentazione era 500km. Le ruote sono supportate da sospensioni a barra di torsione. La prima, la seconda, la terza, la sesta e la settima ruota: sono dotate di ammortizzatori ad attrito avanzati e ammortizzatori idraulici per smorzare le oscillazioni, mentre la quarta e la quinta ruota sono dotate di solidi ammortizzatori.
Nel prototipo sono concepiti tre livelli di protezione: passivo, reattivo e attivo. Lo strato più interno è costituito da un'armatura d'acciaio interamente saldata coperta da moduli di armatura passiva. Il secondo strato comprende un'armatura reattiva basata su sensori, mentre l'ultimo livello protezione è costituito dal sistema di protezione attiva (Active Protection System - APS) del sistema di difesa attiva (Active Defence System - ADS) che secondo Rheinmetall è in grado di proteggere dai proiettili a energia cinetica e dai missili guidati anticarro (ATGMs).
Inoltre, l’NMBT sarà dotato di otto lanciagranate fumogene montati in file sfalsate di due, dietro l'alloggiamento centrale della telecamera su ciascun lato della torretta.
ARMAMENTO
Per il carro NMBT dell’E.I. è previsto un nuovo cannone a canna liscia di Leonardo, stabilizzato da 120/55 mm, che può essere elevato da -9˚ a +20˚.
L'armamento secondario è costituito da una mitragliatrice da 12,7mm montata coassialmente. Una stazione d'arma telecomandata può essere montata sul retro del tetto della torretta, per fornire una difesa ravvicinata.
L'armamento principale dell’NMBT / KF51-IT sarà il nuovo cannone Leonardo da 120/55 mm e il carro potrà trasportare 42 proiettili di tale calibro.
Il cannone sarà alimentato da un caricatore automatico costituito da due caricatori, con una capacità di dieci colpi ciascuno. L'armamento secondario è costituito da una mitragliatrice da 12,7 mm montata coassialmente. La stazione d'armi telecomandata "Natter" di Rheinmetall (RCWS) con una mitragliatrice da 7,62 mm (può essere elevata da −15 ̊ a +85 ̊ e può trasportare 2.500 colpi di munizioni) può essere montata sul retro del tetto della torretta per fornire una difesa ravvicinata e una capacità di sistema di contro-aereo senza equipaggio (C-UAS). Il KF51 può anche essere dotato del sistema di munizioni HERO 120.
Come riportato dal sito internet R.I.D. (Rivista Italiana Difesa), la società Leonardo ha messo a punto il nuovo cannone da 120 mm con canna da 55 calibri – 120/L55 in grado di utilizzare il nuovo munizionamento VULCANO da 120 mm, che, come noto, armeranno la dotazione del futuro NMBT Leonardo Rheinmetall derivato dal Kf-51 Panther.
Il cannone a canna liscia sarà progettato per garantire una maggiore velocità alla bocca, grazie alla maggiore lunghezza della canna, e la possibilità di sparare un maggior numero di colpi anche con pressioni di esercizio più elevate, rispetto alle munizioni oggi in sviluppo, grazie ad un nuovo processo di auto-forzamento, ideato e realizzato da Leonardo.
Come già detto, il 120/L55 è ideato principalmente per l’NMBT in variante combat ed equipaggerà 82 dei 132 esemplari previsti (gli altri 50 avranno il cannone L55A1 di Rheinmetall); potrà armare anche l’MBT ARIETE C2 e il carro cingolato AICS-120 ed eventuali carri messi a punto per l’export.
Come segnalato da RID, un prototipo ha sparato per la prima volta a Nettuno il 24 giugno 2025, in un evento ad hoc organizzato da Leonardo nel balipedio del Cottrau (Portovenere, La Spezia) in una sequenza da 6 colpi. Per le qualifiche, che avranno una durata di 12 mesi, verranno impiegati 5 prototipi.
Il VULCANO da 120 mm è l’ultimo proietto della famiglia sottocalibrata/di precisione VULCANO, ideato per equipaggiare le bocche da fuoco da 120 mm degli IMBT, ma anche dei calibri analoghi di ruotati e cingolati per la ricognizione pesante (CENTAURO II e AICS-120).
Il nuovo proietto è accreditato di una gittata massima di una trentina di chilometri. Con il VULCANO-120, dunque, potranno essere ingaggiati oltre la linea di vista obbiettivi quali mezzi blindati, lanciarazzi, siti della difesa aerea, ecc, ma anche gli stessi MBT avversari, provocandone, in quest’ultimo caso, quello che in gergo si chiama un danno funzionale, ovvero distruggendone ottiche, antenne e così via. La sua concezione nasce sulla base dell’evoluzione dei moderni scenari operativi, rispetto alla quale l'inviluppo della manovra a contatto si è esteso in profondità ed ha abbracciato anche altre dimensioni, oltre a quella terrestre. In tale contesto, l’MBT sta evolvendo in una sorta di Piattaforma Principale Multiruolo da Combattimento (PPMC), per il supporto a dispositivi sempre più diradati e non lineari, che deve essere capace di colpire anche a distanza.
La Direzione degli Armamenti Terrestri (TERRARM) della Direzione Nazionale degli Armamenti (DNA), Segretariato Generale della Difesa (SEGREDIFESA), ha reso pubblica la Determina A Contrarre (DAC) relativa il Piano di acquisizione pluriennale di munizionamento terrestre – colpi calibro 120×570 mm del tipo a) Armour Piercing Fin Stabilized Discarding Sabot – Tracer (APFSDS-T), b) High Explosive Anti Tank – Tracer (HEAT – T) e c) Target Practice – Tracer (TP-T) per conto dello Stato Maggiore Esercito (SME).
Sulla base dei materiali in approvvigionamento, saranno previsti 3 lotti funzionali:
- Lotto 1: Colpi completi cal. 120×570 mm APFSDS-T;
- Lotto 2: Colpi completi cal. 120×570 mm HEAT-T;
- Lotto 3: Colpi completi cal. 120×570 mm TP-T.
DOTAZIONE OPTRONICA
Sono numerose le innovazioni di Leonardo installate sul Panther-IT, ad iniziare dalla nuova torre, che è dotata di elettro-ottiche di ultima generazione per il comandante e il puntatore (il periscopio panoramico ATTILA D e l’unità di puntamento Lothar SD) e di una serie di sistemi di comunicazione (ben sei radio!) e di commando e controllo (SICCONA) che assicurano la massima interoperabilità e disponibilità di informazioni sul teatro operativo.
Sulla torre sarà installata una torretta a controllo remoto, la Hitrole Light, in grado di aumentare la flessibilità del mezzo e di garantire la massima protezione dell’equipaggio, oltre a un Jammer H3, per inibire l’attivazione a distanza di ordigni improvvisati.
L'NMBT Panther-IT sarà dotato di un cannone di ultima generazione di progettazione italiana Leonardo da 120/55 mm, un formidabile strumento di autodifesa e deterrenza, compatibile con il munizionamento standard NATO di ultima generazione. Nonostante l’elevato livello di protezione balistica, il cannone di grosso calibro e la ricchezza degli equipaggiamenti di bordo, la torre del carro avrà un peso ridotto, che non andrà ad incidere sulle capacità e sulla mobilità del mezzo.
Le elettro-ottiche di ultima generazione per il comandante e il puntatore, con il periscopio panoramico ATTILA D e l’unità di puntamento Lothar SD e una serie di sistemi di comunicazione con ben sei radio e il sistema di comando e controllo SICCONA assicureranno la massima interoperabilità e disponibilità di informazioni sul teatro operativo.
ALTRI VEICOLI DELLA FAMIGLIA
È previsto anche lo sviluppo e la produzione di altri veicoli di questa famiglia, come veicoli da recupero, da ingegneria e da posa-ponti. Entrambi i partner si aspettano inoltre che i loro prodotti congiunti offrano ampie opportunità di vendita sui mercati internazionali.
Armin Papperger, CEO di Rheinmetall AG: “Stiamo creando un nuovo peso massimo nella produzione europea di carri. Leonardo e Rheinmetall, due principali fornitori europei di tecnologie per la difesa, uniscono le forze per realizzare progetti ambiziosi. Ci rivolgiamo, in prima istanza, al mercato italiano, ma ci rivolgeremo anche ad altri paesi partner che in futuro avranno bisogno di modernizzare i loro sistemi di combattimento. Rheinmetall possiede le tecnologie perfette per le esigenze dell’Italia”.
Roberto Cingolani, amministratore delegato di Leonardo: “Si tratta di un passo significativo verso la creazione di un sistema della difesa europeo basato su piattaforme specializzate condivise. Rheinmetall e Leonardo puntano a sviluppare tecnologie all’avanguardia in grado di competere a livello internazionale”.
Il Panther KF51 sviluppato da Rheinmetall costituirà la base per il nuovo carro armato che sostituirà l'Ariete nell'esercito italiano. Il programma italiano dell'AICS prevede l'acquisizione futura di oltre 1.000 sistemi di combattimento corazzati in 16 varianti. Oltre al classico veicolo da combattimento di fanteria, ci saranno versioni antiaeree (Skyranger), da ricognizione e anticarro. Tutti i modelli avranno un design modulare e il veicolo da combattimento di fanteria Rheinmetall Lynx costituirà la base tecnologica.
Per la joint venture è stata concordata una ripartizione del lavoro 50:50, con il 60% delle attività da svolgere in Italia, incluso integrazione, test di omologazione, attività di consegna e supporto logistico.
Nell'ambito dei programmi MBT e AICS, i sistemi di missione, le suite elettroniche e l'integrazione delle armi saranno sviluppati e prodotti da Leonardo secondo i requisiti del cliente italiano. Rheinmetall ha già una vasta presenza in Italia operando con tre marchi e con un totale di circa 1.500 dipendenti in cinque siti in Italia per circa 1 miliardo di euro di vendite.
Il programma, incentrato sull'acquisizione di oltre 1.000 sistemi corazzati per l'Esercito Italiano, prevede la produzione e lo sviluppo di un nuovo Main Battle Tank (N-MBT) basato sul KF51 Panther.
IL PROGRAMMA:
- Designazione e Ruolo: Il nuovo carro armato sostituirà l’ormai datato carro C-1 Ariete.
- Produzione Locale: Circa il 60% delle attività di sviluppo, integrazione, collaudo e consegna avverrà in Italia, con hub produttivi e operativi a La Spezia e Roma.
- Tecnologia: Il Panther sarà dotato di un cannone principale da 130 mm, sistemi digitali avanzati, intelligenza artificiale e corazze modulari.
- Divisione dei Compiti: Rheinmetall fornirà la piattaforma e le componenti meccaniche, mentre Leonardo curerà l'integrazione, l'elettronica, i sistemi di missione e l'armamento in base ai requisiti dell'Esercito Italiano.
- Altri Mezzi: Oltre al Panther, il programma integrerà la famiglia di veicoli da combattimento per la fanteria Rheinmetall Lynx.
CONTESTO EUROPEO
Visione Europea: L'alleanza mira a creare un nuovo leader nella produzione di mezzi corazzati, proponendosi non solo per il mercato nazionale ma anche come standard esportabile e alternativa all'accordo europeo MGCS
Leonardo Rheinmetall Military Vehicles, la joint venture nata dall’alleanza paritaria tra Leonardo e Rheinmetall, ha portato a Eurosatory 2026 il prototipo del nuovo carro armato italiano, indicato in diversi resoconti come NMBT. Il salone parigino diventa così il palcoscenico scelto per una presentazione che pesa molto più di una semplice esposizione industriale.
E’ chiaro agli addetti ai lavori che si parla del tentativo italiano di archiviare definitivamente l’era dell’Ariete, il carro entrato in servizio negli anni Novanta e oggi costretto a misurarsi con un mondo che nel frattempo è cambiato brutalmente: missili anticarro guidati, munizioni top-attack, droni FPV, sensori diffusi, guerra elettronica e campi di battaglia in cui la corazza, da sola, non basta più.
L’obiettivo dichiarato di Leonardo Rheinmetall Military Vehicles è quello di sviluppare e commercializzare il nuovo Main Battle Tank italiano e la nuova piattaforma Lynx/A2CS per il programma dei veicoli corazzati da combattimento futuri dell’Esercito Italiano.
La base del nuovo carro è notoriamente il Panther KF51 sviluppato dalla tedesca Rheinmetall ed è destinato a sostituire l’MBT C-1Ariete nell’Esercito Italiano.
Il governo italiano quindi, non compra semplicemente un carro tedesco con una coccarda tricolore appiccicata sopra.
L’ambizione è quella di creare un polo industriale terrestre italo-tedesco capace di vendere non solo all’Italia, ma a un continente che sta riscoprendo in Ucraina (e in in fretta) quanto costi aver trascurato per decenni la guerra convenzionale.
Come sopra detto, il prototipo del nuovo NMBT si presenta con un pacchetto di protezione stratificato, pensato per rispondere alle minacce che stanno riscrivendo la sopravvivenza dei mezzi corazzati sul campo.
Il primo elemento è lo StrikeShield Active Protection System, il sistema di protezione attiva hard-kill di Rheinmetall, progettato per rilevare e neutralizzare minacce in arrivo prima dell’impatto. Il concetto è semplice e spietato: non aspettare che il missile colpisca la corazza, ma distruggerlo prima che arrivi, in quanto, è oramai chiaro ai poveri carristi, che anche mezzi pesantemente protetti possono essere messi fuori combattimento da armi guidate relativamente economiche: è una differenza che vale la vita dell’equipaggio.
Unitamente allo StrikeShield vi è il sistema ROSY di Rheinmetall; è pensato per generare rapidamente una cortina fumogena e oscurante capace di disturbare l’acquisizione del bersaglio da parte di sensori ottici e infrarossi (oggi sparire per pochi secondi dagli occhi di un missile, di un drone o di un osservatore avanzato può significare sopravvivere).
Risulta adottata la nuova stazione d’arma remotizzata Blaze 30 di Leonardo, con cannone da 30 mm, utile per ingaggiare minacce leggere, fanteria, veicoli non pesanti e potenzialmente bersagli aerei a bassa quota senza esporsi fuori dallo scafo.
Fino a poco tempo fa era all’ordine del giorno procedere in combattimento con un portello-aperto. Oggi, con droni circuitanti e “kamikaze” e cecchini in agguato, non è più consigliabile.
Il nuovo carro NMBT nasce in un momento in cui il campo di battaglia ha azzerato molte illusioni. Gli ultimi tragici eventi suggeriscono che il carro armato non è morto ma, quando è isolato, cieco o privo di protezioni attive, è un facile bersaglio costoso pronto purtroppo a subire il colpo fatale.
PROTEZIONE PASSIVA NECESSARIA MA NON SUFFICIENTE
Servono sensori, contromisure, capacità di reazione automatica, integrazione digitale e cooperazione con fanteria, droni, artiglieria e sistemi di comando. Il carro deve necessariamente essere ora un nodo corazzato dentro una rete che funziona.
Pertanto, il programma italo-tedesco prova a cambiare passo: non soltanto più tonnellate di acciaio, ma digitalizzazione, connettività e capacità multidominio per vedere prima, colpire prima, sopravvivere più a lungo.
Come noto agli addetti ai lavori, il nuovo carro farà parte del più ampio rinnovamento della componente pesante dell’Esercito Italiano, composto anche dall’I.F.V. A2CS, basato sulla piattaforma Lynx KF-41. Ad oggi risultano consegnati alle Forze Armate italiane i primi quattro veicoli Lynx KF-41. La consegna è avvenuta nell’ambito di un contratto iniziale per 21 veicoli corazzati da combattimento.
In meno di un anno e mezzo dalla formalizzazione della società, LRMV ha già messo sul tavolo il primo risultato operativo.
L’Ariete è stato per decenni il simbolo della componente corazzata italiana, ma il tempo è inesorabile, gravando sui sensori, sulla protezione, sull’elettronica, sulla logistica e sulla capacità di integrarsi con sistemi moderni.
L’Italia, come molti altri Paesi europei, era convinta che le grandi guerre terrestri appartenessero al passato.
Ma il passato è inesorabilmente tornato alla carica, con i cingoli nel fango ucraino e i droni sopra le trincee: ciò che sembrava rinviabile è diventato urgente: non basta quindi aggiornare all’infinito piattaforme concepite in un’altra epoca. Si arriva a un punto in cui serve cambiare generazione in quanto le vecchie piattaforme non possono più reggere alle continue e costose migliorie.
E’ notorio che il salone Eurosatory fa molto rumore: è il luogo ideale dove si cercano clienti, si attirano governi e si mandano segnali ai concorrenti: il nuovo carro italiano non nasce per restare chiuso nei confini nazionali; nasce in Europa, dove la spesa militare è tornata centrale e dove i programmi di sostituzione dei mezzi corazzati non sono più esercizi teorici da rimandare alle “calende greche”.
GEOPOLITICA CON I CINGOLI
Il nuovo MBT sarà italiano nelle esigenze operative, nella quota industriale, nell’integrazione di componenti nazionali e nella destinazione iniziale, pur prendendo forma su di una base tecnologica tedesca.
Con questo progetto si mettono insieme piattaforme, elettronica, capacità d’integrazione, relazioni commerciali e chi ha un bisogno urgente di rinnovare i propri mezzi corazzati.
Leonardo e Rheinmetall, società di due nazioni alleate, hanno scelto la via più diretta: creare una società comune e andare sul mercato con pari dignità tecnologica.
Ad ogni buon conto, il vero esame arriverà subito dopo: sviluppo, qualifiche, tempi di consegna, costi, integrazione con l’EI e capacità di trasformare un progetto ambizioso in una flotta operativa. I carri armati hanno successo quando arrivano in reparto, quando gli equipaggi li conoscono, quando la logistica li sostiene, quando i sistemi funzionano sotto stress e quando la protezione promessa sulla carta regge contro minacce sempre più devastanti.
Il nuovo carro Italia-tedesco NMBT si presenta nel momento in cui l’Italia ha compreso che l’era dell’attesa è finita.
IL NOSTRO PENSIERO
Si vis pacem, para bellum (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.
Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia.
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà: altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE".
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: SEMPRE!
Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.
(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, Infodifesa, Defence-blog, WIKIPEDIA, You Tube)


































