martedì 8 settembre 2026

Royal Australian Navy (RAN) 2029: nell'agosto del 2025, il governo australiano ha selezionato una versione migliorata della fregata giapponese classe “Mogami-Evolved", per il suo programma di fregate multiruolo di nuova generazione. Il binomio tra MHI e il sonar “OKI Electric Industry OQQ-25” è tornato fortemente al centro dell'attenzione internazionale per via di importanti accordi di difesa.









https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.









Royal Australian Navy (RAN)

E’ la marina militare dell'Australia, nata il 1º marzo 1901 con la denominazione Commonwealth Naval Forces riunificando le forze navali dei sei stati che il 1º gennaio 1901 avevano dato vita alla Federazione Australiana. Il 10 luglio 1911, per volere di Giorgio V assunse la denominazione Royal Australian Navy.
La Marina Australiana ha preso parte a fianco della britannica Royal Navy alla prima e alla seconda guerra mondiale e successivamente è stata anche impegnata nella guerra di Corea, nella Guerra del Vietnam e nella Guerra del Golfo.
Attualmente forze australiane sono coinvolte dal 2001 nel conflitto in Afghanistan e dal 2003 nel conflitto in Iraq.





Nell'agosto del 2025, il governo australiano ha selezionato una versione migliorata della fregata giapponese classe “Mogami-Evolved", per il suo programma di fregate multiruolo di nuova generazione.

La flotta della Royal Australian Navy sarà potenziata con navi da guerra giapponesi di classe Mogami modernizzate, dopo che il governo albanese australiano ha scelto la nave della Mitsubishi Heavy Industries come piattaforma preferita per le fregate multiruolo.
Secondo un comunicato stampa del Ministero della Difesa australiano: "A seguito di una rigorosa e competitiva procedura di gara, la fregata di classe Mogami della Mitsubishi Heavy Industries è stata valutata come la più adatta a soddisfare rapidamente i requisiti di capacità e le esigenze strategiche delle Forze di Difesa australiane (ADF)."
L'ultima variante della fregata stealth multiruolo di classe Mogami è lunga 142 metri e ha un dislocamento standard di 4.880 tonnellate. Vanta un'autonomia fino a 10.000 miglia nautiche ed è dotata di un sistema di lancio verticale per missili a 32 celle, il doppio della capacità delle precedenti unità di classe Mogami.

Il sistema OQQ-25 è un sonar avanzato per la lotta antisommergibile (ASW) sviluppato in Giappone. 

Integra in un unico pacchetto un sonar a profondità variabile (VDS, Variable Depth Sonar) e un sonar passivo a cortina trainata (TASS, Towed Array Sonar System). 



Sebbene le navi che lo utilizzano siano progettate e costruite da Mitsubishi Heavy Industries (MHI), il sonar OQQ-25 è stato sviluppato storicamente con la tecnologia di aziende specializzate giapponesi, tra cui NEC e soprattutto OKI Electric Industry, che ne cura la fabbricazione e la fornitura.
Il sonar passivo trainato e le relative apparecchiature di OKI sono stati adottati per questa unità, e il contratto di fornitura con l'Australia è stato concluso a seguito della valutazione del comprovato curriculum di OKI in materia di installazioni sulle "Mogami". Questo contratto rappresenta il primo progetto di trasferimento di apparecchiature all'estero per OKI.
Da oltre 90 anni, OKI si dedica allo sviluppo di tecnologie acustiche subacquee, progettando e producendo sensori acustici subacquei e altre apparecchiature, principalmente per il settore della difesa. OKI fornisce inoltre un supporto completo per i sistemi sonar della Forza di autodifesa marittima giapponese, dalla progettazione alla manutenzione. Sfruttando questa tecnologia ed esperienza, OKI fornirà all'Australia sonar passivi trainati e relative apparecchiature nell'ambito di un contratto con Mitsubishi Heavy Industries.
Nel suo “Piano di gestione 2031”, OKI ha definito la propria strategia di sviluppo e potenziamento dei settori della difesa e marittimo, aree chiave della strategia di crescita del governo. Per soddisfare la crescente domanda nel settore della difesa, oltre ad aumentare la capacità produttiva e a rafforzare il sistema di revisione, OKI contribuirà, attraverso questo progetto, alla realizzazione della “sicurezza marittima” sia a livello nazionale che internazionale, e continuerà a contribuire alla creazione di una società sicura.
Nell'aprile del 2026, il governo australiano ha annunciato la stipula di contratti con il governo giapponese e il cantiere navale Mitsubishi Heavy Industries (MHI) per l'acquisto di tre fregate multiruolo "Mogami Evolved". L'evento ha rappresentato il primo passo di un progetto complessivo, nell'ambito del programma SEA 3000, volto alla produzione di un massimo di 11 nuove fregate multiruolo. 

La Marina australiana (RAN) prevede di ricevere la prima fregata nel 2029.

Le fregate australiane classe Hunter, specializzate nella guerra ASW, saranno equipaggiate con i sistemi sonar CAPTAS-4 di Thales. La scelta dell'OQQ-25 per la classe Mogami australiana è logica, dato che il sistema è già integrato sulla fregata giapponese. Resta da vedere come l'OQQ-25 verrà integrato nel più ampio ecosistema della Marina australiana (P-8A, CAPTAS-4 ecc.) e se sarà in grado di svolgere operazioni ASW multi-statiche nonostante le probabili differenze di frequenza dei sonar.

Caratteristiche Principali del Sonar OQQ-25:
  • Doppia Configurazione: Combina la capacità attiva/passiva del sonar a profondità variabile (VDS), calato dallo scafo per superare i termo-clini marini, con la grande sensibilità a lungo raggio della cortina passiva trainata (TASS).
  • Tracciamento Passivo: La componente trainata rileva i segnali acustici a bassa frequenza emessi dai sottomarini a grande distanza, senza rivelare la posizione della nave ospite. 
  • Piattaforma Nativa: È il sensore subacqueo principale delle fregate stealth classe Mogami (30FFM) della Marina di Autodifesa Giapponese (JMSDF).

Il Ruolo di Mitsubishi Heavy Industries e le Esportazioni

Il binomio tra MHI e il sonar OQQ-25 è tornato fortemente al centro dell'attenzione internazionale per via di importanti accordi di difesa: 
  • La commessa in Australia (Fregate SEA 3000): Nel 2025, il governo australiano ha scelto il design della fregata giapponese aggiornata 06FFM (derivata dalla classe Mogami di MHI) per il proprio programma di nuove fregate multiruolo.
  • Il contratto OKI-MHI: A metà del 2026, la società OKI Electric Industry ha firmato un contratto ufficiale con Mitsubishi Heavy Industries per la fornitura dei sistemi sonar trainati OQQ-25 destinati alle prime tre fregate della Royal Australian Navy. 
  • Importanza storica: Questo accordo rappresenta il primo trasferimento all'estero di equipaggiamento militare difensivo nella storia della OKI, consolidando la tecnologia ASW giapponese come standard d'eccellenza globale all'interno delle navi firmate MHI.
  • Le specifiche tecniche del sistema sonar trainato OQQ-25 riflettono la moderna dottrina di lotta antisommergibile (ASW) della Forza di Autodifesa Marittima del Giappone (JMSDF), focalizzata sul contrasto a sottomarini a propulsione convenzionale (SSK) estremamente silenziosi.

Architettura del Sistema (Doppio Modulo):
  • L'OQQ-25 non è un singolo sonar, ma un sistema integrato VDS/TASS alloggiato interamente nella sezione di poppa della nave:
  • Modulo VDS (Variable Depth Sonar): Un corpo idrodinamico attivo/passivo pesante che viene calato in mare tramite un verricello attivo. Serve a posizionare i trasduttori acustici sotto lo strato del termoclino (la variazione di temperatura dell'acqua che devia le onde sonore), scovando i sottomarini nascosti nelle zone d'ombra.
  • Modulo TASS (Towed Array Sonar System): Una cortina lineare di idrofoni passivi trainata a grande distanza dietro la nave (e dietro lo stesso VDS). Lavora a bassissime frequenze per l'ascolto passivo a lungo raggio.

Specifiche Tecniche e Prestazioni

A causa della riservatezza militare sulle frequenze esatte di funzionamento, i dati pubblici e le analisi di settore delineano il seguente profilo tecnico:

Funzionalità Chiave dell'OQQ-25:
  • Operatività Multistatica: Il modulo VDS attivo può emettere impulsi sonar che, rimbalzando sul sottomarino nemico, vengono captati non solo dal TASS della nave stessa, ma anche da altre unità della flotta o da elicotteri ASW (SH-60L) nelle vicinanze.
  • Discriminazione del Rumore della Nave Ospite: La lunghezza del cavo di traino del TASS e la suite di elaborazione del segnale digitale sviluppata da OKI consentono di filtrare quasi totalmente il rumore delle eliche della fregata trainante (sebbene le classe Mogami siano già dotate di una firma acustica ridotta).
  • Integrazione SYQ-2: Tutte le informazioni acustiche dell'OQQ-25 vengono processate in tempo reale e inviate al sistema di gestione del combattimento (CMS) OYQ-2 (o alla sua evoluzione per l'esportazione), che unisce i dati sonar con quelli del sonar a scafo OQQ-24 e delle boe sonore degli elicotteri per creare una mappa subacquea tridimensionale.











IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, Navyleaders, NavalNews, WIKIPEDIA, You Tube)




















 

Marina dell'Esercito Popolare di Liberazione cinese (PLAN) 2026: la LHD Type 076 (designata dalla NATO come classe Yulan) è una nave da assalto anfibio di nuova generazione.










https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.







La Type 076 (designata dalla NATO come classe Yulan) è una nave da assalto anfibio di nuova generazione sviluppata per la Marina dell'Esercito Popolare di Liberazione cinese (PLAN). L'utente fa riferimento alla designazione errata "Yuzhen-class LHA-04", confondendola probabilmente con la precedente classe di LHD Type 075 (classe Yushen) o con le banchine di sbarco Type 071 (classe Yuzhao). 
La prima unità della classe Type 076, battezzata Sichuan, è stata varata a fine 2024 e rappresenta un ibrido rivoluzionario a livello globale: è la prima nave d'assalto anfibio al mondo progettata fin dall'inizio come porta-droni (UAV) dotata di catapulta elettromagnetica (EMALS). 






Caratteristiche Tecniche Principali

  • Dimensioni e Dislocamento: Ha una lunghezza di circa 250-260 metri e una larghezza superiore ai 50 metri. Il suo dislocamento a pieno carico è stimato tra le 40.000 e le 50.000 tonnellate, rendendola una delle navi da assalto anfibio più grandi al mondo. 
  • Configurazione a Isola Doppia: Presenta una sovrastruttura con due isole separate sul ponte di volo, una configurazione simile alle portaerei britanniche della classe Queen Elizabeth, ottimizzando la gestione delle operazioni aeree e la visibilità. 
  • Sistema EMALS e Cavi di Arresto: Dispone di una trincea per catapulta elettromagnetica e di cavi di arresto per il recupero assistito. Questa tecnologia le permette di lanciare e recuperare velivoli ad ala fissa pesanti senza ricorrere a caccia a decollo verticale (STOVL). 
  • Capacità Anfibia: Nonostante l'attenzione alla componente aerea, mantiene un bacino allagabile (well deck) a poppa in grado di ospitare hovercraft da sbarco (LCAC) e veicoli corazzati anfibi per sbarcare oltre 1.000 marines. 

Gruppo Aereo Imbarcato

Il Type 076 colma il divario operativo tra una nave da sbarco tradizionale e una portaerei leggera. Non disponendo la Cina di un caccia STOVL (stile F-35B), la nave è incentrata sui sistemi senza pilota: 
  • Droni da Combattimento (UCAV): Opererà velivoli stealth ad ala fissa come il GJ-11 Sharp Sword o il GJ-21 per missioni di attacco, ricognizione e guerra elettronica.
  • Elicotteri: Sarà dotata di elicotteri utility e da trasporto come lo Z-20 per il trasporto rapido delle truppe d’assalto.
  • Le nuove navi d'assalto anfibie cinesi di tipo 076 sono paragonabili per dimensioni ai moderni modelli statunitensi.
  • La nave capoclasse, la Sichuan, ha completato le prove iniziali e si prevede che entrerà in servizio nel 2026.
  • Si ritiene che la nave da guerra sia stata progettata per ospitare droni da combattimento come il GJ-11.

All'inizio di novembre 2025, il Ministero della Difesa Nazionale cinese (MND) ha annunciato che la nave d'assalto anfibio di tipo 076 Sichuan aveva completato le prove in mare iniziali, un traguardo significativo in un programma attentamente monitorato dagli analisti navali.
Salpata dal cantiere navale Hudong-Zhonghua di Shanghai, la Sichuan (scafo 51) ha avuto un buon andamento, secondo il Ministero della Difesa Nazionale, durante "un'esercitazione di tre giorni per testare i principali sistemi di navigazione e di bordo", prima di fare ritorno in porto.

L'esito dell'esercitazione ha raggiunto i "risultati attesi" – come sempre accade con il CCP – poiché sono stati effettuati test su sistemi di alimentazione ed elettrici e, in generale, sono stati valutati diversi progetti che potrebbero rivoluzionare l'aviazione navale e la proiezione di potenza.

Il Ministero della Difesa cinese descrive la Sichuan , la prima nave d'assalto anfibio di tipo 076, come dotata di un dislocamento a pieno carico di oltre 40.000 tonnellate e caratterizzata da una sovrastruttura a doppia isola, simile a quella delle portaerei britanniche di classe Queen Elizabeth, oltre a un ponte di volo a tutta lunghezza.
In termini di dislocamento, è paragonabile alle navi d'assalto anfibie di classe Wasp della Marina statunitense e solo leggermente inferiore alle nuove navi d'assalto di classe America in fase di introduzione in servizio. Tuttavia, alcune stime indicano che la classe Type 076 potrebbe raggiungere un dislocamento di 50.000 tonnellate.
Precedenti stime dell'Ufficio di intelligence navale degli Stati Uniti indicavano per il Type 076 una lunghezza di circa 260 metri, pur precisando che tale dato non era affatto certo.
Secondo il Ministero della Difesa Nazionale, l'integrazione di una catapulta elettromagnetica e di dispositivi di arresto per aeromobili consente al Sichuan di trasportare "aerei ad ala fissa, elicotteri e mezzi anfibi".
Tuttavia, si ritiene generalmente che sia stato concepito per operare con un'ala aerea mista, con e senza equipaggio, offrendo una significativa capacità di assalto per le operazioni regionali.
Secondo Kandlikar Venkatesh, analista della difesa presso GlobalData, la capacità della classe di supportare operazioni con droni su larga scala, oltre ai tradizionali ruoli di nave d'assalto anfibio, rappresentava una capacità fondamentale.
"Con la catapulta a propulsione elettromagnetica di cui si è parlato, destinata a supportare un'ala aerea, il modello 076 potrebbe gestire UCAV più pesanti, come quelli utilizzati per ISR, supporto agli attacchi e guerra elettronica", ha affermato Venkatesh.
Questa funzione fornirebbe a un gruppo d'assalto anfibio "un proprio strato aereo", invece di dover fare affidamento esclusivamente su un'ala aerea imbarcata su una portaerei vicina, come quella della Fujian della Marina cinese , o su velivoli provenienti dalla terraferma.
"Il Type 076 complica anche il piano difensivo di Taiwan. Offre alla Cina un modo per mantenere la copertura ISR e di puntamento sullo stretto e intorno alle potenziali zone di atterraggio anche se l'accesso alle portaerei o all'aviazione continentale viene interrotto", ha affermato Venkatesh.
Questa bolla di ricognizione e guerra elettronica più ristretta e autosufficiente riduce i tempi di rilevamento precoce per i difensori e migliora la capacità della PLAN di coordinare le fasi iniziali di un'operazione, ha affermato Venkatesh.
La Marina cinese (PLAN) dispone di una significativa flotta d'assalto anfibio, il che non sorprende visto che Pechino rivendica la sovranità su Taiwan, situata a 180 km di distanza al di là dello Stretto di Taiwan. Un assalto anfibio è l'unico modo in cui la Cina potrebbe conquistare l'isola con la forza.
All'estremità superiore dello spettro anfibio, la PLAN gestisce tre navi d'assalto anfibio di classe Type 075 Yushen (LHA), lunghe 240 metri e con un dislocamento fino a 40.000 tonnellate.
L'aggiunta della classe Type 076 Sichuan, inizialmente denominata "classe Yulan" dall'ONU statunitense nel 2024, fornirà un significativo impulso alle capacità della Marina cinese e alle aspirazioni della Cina nella regione. Non è noto quante unità verranno costruite, ma considerando la rapidità con cui la Cina solitamente rinnova le classi, è improbabile che il numero superi le 2-4 unità.
Grazie all'integrazione di un ponte di carico allagabile, la Sichuan è in grado di ospitare, ipotizzando un imbarco di forze simile a quello delle navi della Marina statunitense, circa 1.500 soldati o marines.
L'analisi delle immagini diffuse dal Ministero della Difesa Nazionale mostra chiaramente che l'unità è destinata a operare nelle zone costiere nel suo ruolo di assalto anfibio, con tre sistemi CIWS Type 1130 e tre sistemi missilistici antiaerei a corto raggio HHQ-10. Sono inoltre visibili fino a quattro lanciatori multicella per contromisure, distribuiti tra babordo e tribordo.
La Sichuan è dotata di due ascensori per aeromobili: uno installato tra le due sezioni del ponte di comando sul lato di dritta, l'altro verso la sezione di poppa sempre sul lato di dritta, per servire il probabile gruppo aereo imbarcato di circa 30 velivoli, inclusi elicotteri e potenzialmente il drone da combattimento GJ-11.
La nave entrerà in servizio nella Marina cinese (PLAN) nel 2026.















IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, Naval-Technology, WIKIPEDIA, You Tube)

















 

lunedì 7 settembre 2026

US ARMY / US NAVY 2026 - Enduring High Energy Laser: il Locust X3 è basato sui sistemi Locust di precedente generazione, noti come Locust X2, sviluppati per rispondere ai programmi AMP-HEL (Army Multi-Purpose High Energy Laser) e P-HEL (Palletized-High Energy Laser). Il Locust X2 è un sistema d'arma HEL di classe 20-25 kilowatt progettato per la lotta contro i droni (C-UAS)












https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.












Il programma Enduring High Energy Laser (E-HEL) rappresenta una svolta storica per il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, segnando il passaggio delle armi a energia diretta (DE) da decenni di sola ricerca e sviluppo a un vero e proprio programma di produzione di massa. 
Nato come successore del sistema DE M-SHORAD da 50 kW installato su veicoli Stryker (valutato dal GAO come non ancora sufficientemente maturo per una diffusione su larga scala), l'E-HEL è la risposta dell'U.S. Army all'urgente e crescente minaccia rappresentata dagli sciami di droni economici e dalle munizioni vaganti sui campi di battaglia moderni.





Il Contratto di Produzione e il Sistema Scelto:
  • Nel settembre 2026, l'U.S. Army ha ufficialmente siglato il primo contratto di produzione in assoluto nella storia degli Stati Uniti per un sistema d'arma laser ad alta energia. 
  • L'Appaltatore: L'appalto da ben 464,8 milioni di dollari è stato assegnato ad AeroVironment (AV).
  • Il Sistema: La tecnologia selezionata è il sistema d'arma laser LOCUST X3 di AeroVironment. Il contratto prevede la consegna di decine di unità nei prossimi anni per soddisfare i requisiti di schieramento pluriennali dell'esercito. 

Caratteristiche Tecniche

L'architettura dell'E-HEL è stata concepita per superare i limiti logistici dei sistemi di difesa aerea tradizionali basati su missili cinetici estremamente costosi: 
  • Potenza e Modularità: Il sistema si basa su una configurazione da 30 kW ottimizzata per il contrasto ai droni (Counter-UAS). Sfrutta un approccio ad architettura aperta (MOSA) che lo rende "platform-agnostic", ovvero integrabile sia su pallet fissi sia a bordo di veicoli tattici leggeri come i JLTV. 
  • Tecnologia di Puntamento e Ottica: Il LOCUST X3 combina laser in fibra alimentati da diodi a semiconduttore con sistemi di visione artificiale (machine vision) e ottiche adattive avanzate. Queste ultime permettono di regolare costantemente la messa a fuoco del fascio, compensando le distorsioni atmosferiche come vento, polvere e umidità che tendono a disperdere l'energia del laser. 
  • Tracciamento e AI: Include un sistema di tracciamento automatizzato dei punti di mira (automated aimpoint tracking) potenziato dall'intelligenza artificiale, in grado di agganciare e distruggere bersagli in rapido movimento alla velocità della luce. 
  • Sostenibilità sul Campo: Il design è ottimizzato per consentire la manutenzione direttamente da parte dei soldati al fronte, grazie all'uso di componenti facilmente sostituibili in linea (Line-Replaceable Units). 

Il Vantaggio Economico e Strategico

La spinta accelerata verso la produzione dell'E-HEL risiede nel drastico abbattimento del costo per ogni colpo energetico. L'ingaggio di sciami di droni (come gli Shahed-136) tramite missili da difesa aerea tradizionali (es. Patriot o SAMP-T) comporta una spesa insostenibile di centinaia di migliaia o milioni di dollari a intercettazione. Il sistema LOCUST X3 richiede invece esclusivamente energia elettrica per fare fuoco, garantendo una capacità di fuoco virtualmente illimitata e azzerando le complessità logistiche legate al rifornimento di munizioni tradizionali.
L'Esercito degli Stati Uniti ha confermato l'assegnazione ad AeroVironment, Inc., di Albuquerque, Nuovo Messico, di un accordo di tipo "other-transaction" per la produzione nell'ambito del programma Enduring-High Energy Laser. Si tratta del primo contratto di produzione dell'Esercito per un sistema d'arma laser ad alta energia:
"Questo programma di energia diretta, il primo nel suo genere, consentirà alle nostre formazioni di sconfiggere i sistemi senza pilota e di dominare fin dall'inizio. Unire l'ingegno umano alla tecnologia avanzata è ciò che garantisce al nostro Esercito di continuare a superare gli avversari dell'America", ha dichiarato il generale Christopher LaNeve, vice capo di stato maggiore dell’Esercito.

Le armi a energia diretta, come l'E-HEL, possono essere utilizzate per neutralizzare i droni a un costo decisamente inferiore rispetto all'impiego di armi cinetiche più costose, come i missili. 

Alimentato da energia elettrica, l'E-HEL genera un raggio laser letale ad alta energia, offrendo un basso costo per colpo contro le minacce critiche rappresentate dai sistemi aerei a pilotaggio remoto, e dispone di un caricatore che si rigenera con l'alimentazione del sistema: ”La chiave per contrastare con successo i droni di ogni tipo è una difesa a più livelli composta da sensori ed effettori. AV e l'Esercito hanno lavorato per anni allo sviluppo di soluzioni a energia diretta e siamo orgogliosi di fornire ai nostri soldati un vantaggio decisivo contro le minacce dei droni", ha dichiarato l'Onorevole Mike Obadal, Sottosegretario dell’Esercito.

Sviluppato utilizzando un approccio di progettazione modulare a sistemi aperti, composto da 11 interfacce principali, E-HEL non è vincolato a una singola piattaforma o veicolo. 

Il sistema è progettato per la flessibilità operativa, essendo in grado di essere impiegato da basi fisse, siti tattici semi-fissi e veicoli da combattimento mobili, garantendo un'ampia applicabilità in tutto lo spettro operativo. Questo approccio consentirà l'integrazione di capacità all'avanguardia e continui aggiornamenti tecnologici man mano che maturano per soddisfare le nuove esigenze dell’US ARMY:  ”Il programma E-HEL è un esempio di come l'Esercito abbia utilizzato con successo MOSA, un elemento chiave della riforma degli appalti, nell'ambito dei nostri sforzi per implementare rapidamente la tecnologia con un'interfaccia per futuri aggiornamenti", ha affermato l'Onorevole Brent Ingraham, Sottosegretario dell'Esercito per gli Approvvigionamenti, la Logistica e la Tecnologia e Direttore Esecutivo degli Approvvigionamenti dell'Esercito. "Le armi a energia diretta sono state considerate progetti scientifici e tecnologici, e sono orgoglioso che l'Esercito si stia muovendo con rapidità e su vasta scala per fornire questa capacità, la prima nel suo genere", ha concluso.

Il programma E-HEL rappresenta un significativo passo avanti nell'impegno dell’Esercito statunitense per fornire ai soldati capacità di energia diretta scalabili, economiche e adattabili. 

Passando dallo sviluppo del prototipo alla produzione, l’US ARMY sta gettando le basi per una continua crescita e integrazione delle capacità in tutte le forze armate. Man mano che E-HEL si avvicina all'impiego operativo, il programma continuerà a perfezionare la tecnologia e ad ampliare la sua capacità di contrastare le minacce aeree in continua evoluzione, fornendo al contempo ai comandanti un ulteriore livello di protezione per le risorse critiche e le forze di manovra:  ”Il programma Enduring High Energy Laser è di importanza storica in quanto rappresenta la transizione dell'energia diretta verso un ruolo duraturo nella struttura delle forze armate", ha dichiarato Mary Klum, presidente del segmento AeroVironment Space Cyber and Directed Energy, a un gruppo selezionato di giornalisti durante una teleconferenza. "Quando si pensa al Locust, si tratta di aggiungere una classe completamente nuova di capacità difensiva e di cambiare il modo in cui possiamo proteggere i soldati dalle minacce di oggi e di domani", ha aggiunto.
L'X3 si basa sull'esperienza acquisita con i sistemi Locust di precedente generazione, noti come Locust X2, sviluppati per rispondere ai programmi AMP-HEL (Army Multi-Purpose High Energy Laser) e P-HEL (Palletized-High Energy Laser).  Il Locust X2 è un sistema d'arma HEL di classe 20-25 kilowatt progettato per la lotta contro i droni (C-UAS).

Il nuovo Locust X3 è un sistema HEL classe 20-35+ kW, con la versione attuale da 30 kW e combina più fasci laser ad alta potenza in uno solo. 

E’ stato progettato per neutralizzare i droni di Gruppo 3, ovvero quelli con una massa al decollo compresa tra 25 e 600 kg, un'altitudine operativa fino a 18.000 piedi e una velocità operativa inferiore a 250 nodi (463 km/h). Per far ciò, il fascio laser deve rimanere sul bersaglio per "pochi secondi". Il Locust X3 è dotato di un avanzato sistema di rilevamento, tracciamento dei bersagli basato sull’A.I. e del sistema di controllo del tiro di precisione Halo PINPOINT.
L'architettura aperta consente l'integrazione di un'ampia varietà di radar e altri tipi di sensori che garantiscono sorveglianza e acquisizione, trasmettendo i dati al sistema di tracciamento elettro-ottico cardanico avanzato del Locust. L'unità ISR del sistema è dotata di un sistema di tracciamento di precisione (FTS), un potente telescopio, un telemetro laser, un sistema di tracciamento per l'acquisizione (ATS) e un laser di puntamento. 
Le telecamere offrono un ampio campo visivo, facilitando l'identificazione e il tracciamento precoce dei bersagli.
E’ noto che i sistemi d'arma laser sono progettati per ingaggiare in sequenza diversi bersagli in arrivo, a condizione che la fonte di energia sia in grado di alimentare il sistema.
L'interfaccia uomo-macchina del Locust X3 si basa su un controller intuitivo.
Il Locust X3 è stato progettato come un sistema modulare e indipendente dalla piattaforma, soprattutto i veicoli tattici leggeri congiunti (JLTV) e successivamente anche ai veicoli per squadre di fanteria (ISV).
Naturalmente il Locust X3 non opererà da solo: il laser il predatore all'apice della catena è così economico da ingaggiare alla velocità della luce, e può davvero eliminare un gran numero di minacce, in modo da poter riservare gli effettori più costosi per minacce più specifiche e il sistema di difesa a più livelli non esaurisca le munizioni.
I sistemi AeroVironment, incluso Locust X3, sono nativamente costruiti come parte dell'ecosistema Modular Open Systems Approach.
Uno degli aspetti più importanti di questo programma, E-HEL, è che è stato progettato per essere pronto a tutti i tipi di guerra in tutto il mondo e in tutti i tipi di ambienti.
Sebbene il programma E-HEL sia di competenza dell’US ARMY, ciò non significa che il Locust X3 rimarrà un sistema esclusivamente terrestre. La US NAVY deve garantire lo stesso livello di protezione e deve essere in grado di abbattere i droni alla velocità della luce.

La società fornisce il Locust X3 in diverse configurazioni: 
  • fissa e semi-fissa, 
  • mobile, 
  • containerizzata e marittima.














IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, Army.mil, EDR, WIKIPEDIA, You Tube)