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Si vis pacem, para bellum
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.
La società sudcoreana Hanwha Aerospace ha presentato ai media il prototipo del veicolo da combattimento per fanteria anfibio KAAV-II, dotato di una torretta senza equipaggio con cannone automatico CTA da 40 mm.
L'Amministrazione per i programmi di acquisizione della difesa della Corea del Sud ha stanziato circa 1,78 miliardi di $ per il programma KAAV-II, con la produzione in serie prevista a partire dal 2029 e la piena operatività entro il 2036.
La Corea del Sud ha offerto agli esperti della difesa una visione più chiara di ciò che il Corpo dei Marines della Repubblica di Corea intende impiegare negli assalti anfibi nei prossimi decenni.
Il veicolo, sviluppato dalla Hanwha Aerospace, uno dei maggiori produttori di armamenti della Corea del Sud, è dotato di una torretta senza equipaggio armata con un cannone automatico CTA da 40 mm, un calibro che surclassa di gran lunga qualsiasi arma attualmente in dotazione e apre opzioni di ingaggio completamente nuove contro veicoli blindati, droni e posizioni fortificate che la vecchia generazione di KAAV-7A1 semplicemente non è in grado di affrontare.
Il KAAV-II è stato progettato per sostituire l'attuale flotta del Corpo dei Marines della Repubblica di Corea, composta da circa 170 veicoli KAAV-7A1, versioni sudcoreane dell'AAV-7 statunitense, un progetto risalente agli anni '70, concepito per il trasporto di truppe dalle navi alle spiagge piuttosto che per combattere lungo un moderno litorale conteso.
Il vecchio KAAV era sufficientemente veloce per la sua epoca e abbastanza affidabile da rimanere in servizio per decenni, ma era scarsamente armato e sempre meno efficace contro le minacce che una forza da sbarco incontra oggi prima ancora di raggiungere la spiaggia, per non parlare dell'avanzata nell’entroterra.
Il cannone automatico CTA da 40 mm montato nella torretta senza equipaggio del KAAV-II è un'arma che da anni sta rivoluzionando i programmi europei per i veicoli blindati.
CTA è l'acronimo di Cased Telescoped Ammunition (munizioni telescopiche incapsulate), un design in cui il proiettile è interamente alloggiato all'interno del bossolo anziché sporgere dall'alto, rendendo i proiettili significativamente più compatti e consentendo di stoccare una maggiore quantità di munizioni in uno spazio limitato.
Il CTA da 40 mm raggiunge una gittata operativa di oltre 4 Km, offrendo al contempo una capacità di penetrazione della corazza che il produttore, CTA International, definisce ineguagliabile per un'arma di medio calibro, con un effetto terminale del suo proiettile ad alto potenziale esplosivo quattro volte superiore a quello di un proiettile convenzionale da 30 mm. Il sistema ha una cadenza di fuoco fino a 200 colpi al minuto e la sua gamma di munizioni comprende proiettili perforanti, ad alto potenziale esplosivo, a scoppio aereo e anti-drone, conferendo a un singolo veicolo la capacità di ingaggiare fanteria, veicoli blindati leggeri, fortificazioni, elicotteri e droni senza dover cambiare sistema d'arma. La canna del cannone può elevarsi fino a 85°, consentendo di ingaggiare efficacemente bersagli aerei in una modalità di difesa aerea dedicata, una capacità che ha assunto nuova urgenza con la proliferazione delle minacce dei droni su ogni moderno campo di battaglia.
Il KAAV-II incorpora tecnologie previste anche per il K-NIFV, il futuro programma sudcoreano per il nuovo veicolo da combattimento per la fanteria.
Ciò significa che Hanwha e l'Agenzia per lo sviluppo della difesa hanno costruito una base tecnologica condivisa che alla fine verrà utilizzata per l'intera flotta di veicoli blindati sudcoreani, anziché trattare ciascun programma come un'iniziativa isolata.
Il programma KAAV-II ha una storia di sviluppo lunga e a tratti travagliata, iniziata nel 2015 e proseguita con fasi esplorative e di sviluppo del sistema non sempre prive di intoppi. Lo sviluppo del sistema si protrarrà dal 2023 al 2028, con la produzione in serie prevista a partire dal 2029. Un incidente avvenuto nel 2023 durante i test di mobilità in acqua, in cui due dipendenti della Hanwha persero la vita dopo che un prototipo si immerse durante le prove a Pohang, sulla costa sud-orientale della Corea del Sud, gettò un'ombra sul programma e sollevò seri interrogativi sulle tempistiche di preparazione e sulle procedure di collaudo. L'incidente portò a un'indagine da parte delle autorità della difesa, causò ritardi in alcune fasi di test e suscitò forti critiche da parte dei media sudcoreani in merito all'adeguatezza dei protocolli di sicurezza prima di inviare un veicolo in acque profonde. La presentazione al pubblico del 18 maggio 2026, dopo anni in cui i prototipi sono stati trasportati sotto copertura per evitare di essere fotografati in occasione di tutte le principali esposizioni della difesa coreane, indica che Seul ritiene che il programma abbia superato quel periodo difficile e sia entrato in una fase sufficientemente matura per essere mostrato al mondo.
Le prestazioni in acqua del KAAV-II rappresentano una delle sue sfide ingegneristiche più significative e uno dei suoi vantaggi competitivi più evidenti rispetto al veicolo che sostituisce.
Si prevede che, grazie a sistemi di propulsione potenziati, il KAAV-II possa raggiungere velocità in acqua di circa 20 Km/h o superiori, raddoppiando di fatto i 13,2 Km/h che l'attuale KAAV riesce a gestire, comprimendo così la fase più pericolosa di qualsiasi assalto anfibio, ovvero il transito esposto dalla nave alla riva, in un lasso di tempo significativamente più breve.
Come l'Expeditionary Fighting Vehicle (EFV) del Corpo dei Marines degli Stati Uniti, poi cancellato, il KAAV-II utilizza un flap di prua dispiegabile che aiuta il veicolo a planare sull'acqua, insieme a due idrogetti di grande diametro per la propulsione, oltre a flap laterali dispiegabili che coprono la parte inferiore dei cingoli e un flap posteriore per fornire una superficie dello scafo più liscia per la navigazione in acqua. Gli americani cancellarono il loro EFV dopo anni di problemi al motore e sforamenti dei costi; ora Seul sta cercando di avere successo dove quel programma ha fallito.
Secondo le specifiche tecniche citate da fonti della difesa sudcoreana, il KAAV-II è dotato di un motore da 850 CV a terra, con una potenza che sale a 2.700 CV quando si attiva un sistema di raffreddamento ad acqua di mare in modalità acquatica. Questo notevole incremento di potenza è stato specificamente progettato per raggiungere l'alta velocità di transito in acqua, obiettivo del programma fin dal suo inizio. Il veicolo incorpora inoltre sistemi di comando e controllo avanzati e moderni sistemi di sensori, mentre la configurazione della torretta senza equipaggio riduce l'esposizione dell'equipaggio, allontanando completamente il mitragliere dalla linea di fuoco e consentendo a una sezione di equipaggio ridotta di operare dall'interno dello scafo protetto.
Il Corpo dei Marines della Repubblica di Corea attualmente gestisce circa 164 veicoli KAAV e, una volta completati i requisiti di sviluppo e collaudo, si prevede che il KAAV-II passi alla produzione di massa ed entri gradualmente in servizio operativo insieme ai veicoli da combattimento per la fanteria K-21 e alle piattaforme KAAV di ultima generazione. Il K-21, anch'esso prodotto da Hanwha, è il principale veicolo da combattimento per la fanteria terrestre della Corea del Sud dal 2009 e l'ingresso del KAAV-II nella stessa famiglia, con tecnologie condivise e sistemi digitali compatibili, conferisce al Corpo dei Marines una struttura di forza coerente, anziché un insieme eterogeneo di piattaforme incompatibili di epoche e produttori diversi.
IL NOSTRO PENSIERO
Si vis pacem, para bellum (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.
Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia.
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà: altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE".
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: SEMPRE!
Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.
(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, Defence-blog, WIKIPEDIA, You Tube)

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