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Si vis pacem, para bellum
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.
Il Gulfstream G550 AISREW (Airborne Intelligence, Surveillance, Reconnaissance, and Electronic Warfare) è una piattaforma da ricognizione ed guerra elettronica utilizzata dall'Aeronautica Militare italiana. Il velivolo integra il radar di sorveglianza AESA Leonardo Osprey 50, un sensore multi-dominio capace di tracciare bersagli fissi e mobili su terra, mare e aria.
Come ampiamente segnalato da notizie apparse sul web, il Governo Italiano ha richiesto di acquistare articoli e servizi a supporto dell’integrazione di due sistemi di missione Airborne Intelligence, Surveillance, Reconnaissance, and Electronic Warfare (AISREW) su due aeromobili G550 con a bordo:
- quattro Sistemi multifunzionali di distribuzione dell’informazione – Joint Tactical Radio System (MIDS JTRS) (2 installati, 2 ricambi);
- tre Embedded/GPS/INS (EGI) con dispositivi di sicurezza GPS, aerotrasportati (2 installati, 1 ricambio);
- quattro RIO™ Communications Intelligence Systems (2 installati, 2 ricambi);
- sensori di allerta missilistica;
- set di dispenser contromisura AN/ALE-47 (CMDS);
- sistemi elettro-ottici e infrarossi MX-20HD;
- Osprey 50 AESA Radars;
- AISREW ISR equipment;
- Secure Communications equipment;
- Identification Friend or Foe Systems (IFF).
Nella richiesta è prevista la modifica e la integrazione degli aeromobili, dei sistemi di terra per l’elaborazione dei dati e la formazione dell’equipaggio, nonché attrezzature di supporto a terra, pubblicazioni e dati tecnici, servizi di supporto tecnico e logistico, test e certificazione di volo e altri elementi correlati di supporto logistico e di programma.
Il costo totale stimato del programma sarà pari a 500 milioni di dollari.
Questa piattaforma aerea contribuirà a migliorare la sicurezza della NATO, la stabilità politica e il progresso economico dell’Europa tutta. Ciò supporta e completa gli sforzi in corso dell’Italia per modernizzare la sua capacità di intelligence, sorveglianza, ricognizione e guerra elettronica aviotrasportata e aumenta l’interoperabilità tra l’USAF, la NATO e l’Aeronautica Militare Italiana.
L’Italia non avrà difficoltà ad inserire tali avanzatissime capacità nelle sue forze armate.
L’appaltatore principale sarà L3Harris, Greenville, TX. Non sono stati proposti accordi di compensazione noti in relazione a questa potenziale vendita.
Il radar Leonardo Osprey 50 è una variante ad alte prestazioni della famiglia Osprey.
Il sistema aeroportato è caratterizzato dall'utilizzo di antenne a facce piane fisse installate sulla fusoliera (senza l'ingombro del classico "radome" rotante), offre funzionalità avanzate tra cui:
- Copertura multi-dominio: Rilevamento di bersagli terrestri, marittimi e aerei, anche di dimensioni estremamente ridotte;
- Immagini SAR: Capacità di generare immagini radar ad apertura sintetica (SAR) per la sorveglianza terrestre;
- Tracciamento: Algoritmi ottimizzati per l'acquisizione di piccoli dettagli (es. periscopi di sottomarini o piccole imbarcazioni) minimizzando il disturbo di fondo.
Il programma AISREW, unitamente alla suite Spydr di L3Harris, potenzierà notevolmente le capacità di intelligence e guerra elettronica dell'Aeronautica Militare Italiana.
Come già evidenziato, sui 2 SIGINT italiani G550 AISREW (Airborne Intelligence, Surveillance, Reconnaissance, and Electronic Warfare), sarà installato il radar AESA di sorveglianza Leonardo OSPREY 50 che è l’evoluzione più performante della famiglia di radar AESA OSPREY, caratterizzata dall’adozione di antenne a facce piane fisse posizionabili sulla superficie di un velivolo. Si evidenzia che l’OSPREY 30 imbarcabile sugli elicotteri AW-101 SAR norvegesi è dotato di 3 antenne complessive in grado di scoprire e tracciare bersagli terrestri e marittimi, ma anche aerei, compresi quelli più difficili e piccoli fornendo al contempo, per ciò che concerne la sorveglianza terrestre, immagini SAR ad altissima risoluzione.
I velivoli italiani SIGINT G550 AISREW saranno equipaggiati anche con:
- una torre elettro-ottica a lungo raggio ed alta potenza Wesacam;
- MX-20HD;
- dispenser chaff and flare AN/ALE-47;
- Missile Warning System;
- sistema COMINT RIO, sviluppato dalla stessa L3/Harris.
Leonardo ha confermato che il suo radar Osprey AESA, è in fase di valutazione per una serie di requisiti multidominio da parte di decisori nella regione indo-pacifica.
Inoltre, il radar è entrato in servizio con la Marina degli Stati Uniti nel dicembre 2021, a bordo del sistema di elicottero autonomo MQ-8C Fire Scout di Northrop Grumman Corporation.
Il sistema aeroportato Osprey è il primo radar di sorveglianza AESA veramente multidominio ed è utilizzato da 12 operatori internazionali per una vasta gamma di missioni, dalla difesa, sicurezza e protezione civile al monitoraggio ambientale e alla ricerca e soccorso.
Il radar è attualmente disponibile in due varianti:
- il compatto Osprey 30 ;
- e il più grande e potente Osprey 50.
Le note controversie territoriali e di sicurezza nella regione indo-pacifica e la crescita esponenziale del terrorismo, hanno reso necessaria la modernizzazione delle attrezzature di difesa obsolete, in particolare con capacità ISR (Intelligence, Surveillance and Reconnaissance) avanzate, generando una domanda di capacità come quella dell’Osprey.
Il radar AESA Osprey 50, con la sua apertura maggiore, equipaggerà le quattro piattaforme G550 AISREW (denominate MC-55A Peregrine) che l'Australia sta acquisendo.
Con la Marina statunitense, l’Osprey è stato impiegato operativamente con l'Helicopter Sea Combat Squadron 22, Distaccamento 5 a bordo della USS Milwaukee. Installato sull'MQ-8C Fire Scout, Osprey rileva e traccia automaticamente i bersagli a lunghissima distanza, di notte e persino in condizioni meteorologiche avverse con visibilità estremamente ridotta. Ciò contribuisce alle capacità di intelligence, sorveglianza, ricognizione e individuazione degli obiettivi (ISR&T) della US NAVY e supporta una maggiore consapevolezza della situazione complessiva per le forze congiunte.
Il radar Osprey rappresenta la più recente tecnologia di Leonardo, azienda leader del settore e responsabile di prestigiosi progetti radar a scansione elettronica, come il nuovo radar di controllo del tiro ECRS Mk2 per l'Eurofighter Typhoon e il sistema a radiofrequenza multifunzione (MRFS) per il sistema di combattimento di nuova generazione Tempest.
E’ il primo radar a offrire funzionalità AESA a pannello fisso in un formato compatto e può essere installato su quasi tutte le piattaforme, dai piccolissimi velivoli a pilotaggio remoto fino alle grandi piattaforme ISR, inclusi velivoli ad ala fissa, ad ala rotante e aerostati.
E’ dotato di un'esclusiva e brevettata capacità di rilevamento e tracciamento di piccoli bersagli e può operare anche nelle condizioni del mare più difficili e impegnative, offrendo una capacità non disponibile nei sistemi concorrenti, ovvero la capacità di rilevare un bersaglio molto piccolo come il periscopio di un sottomarino a lunga distanza.
Leonardo ha in portafoglio anche una versione migliorata del suo radar di sorveglianza AESA Seaspray, specifica per il settore marittimo, denominata Seaspray V2.
Tale sistema offre un significativo aumento della portata per alcune modalità critiche, un rilevamento marittimo migliorato e la capacità di gestire un elevato numero di bersagli, oltre a perfezionare la già valida suite di modalità per la sorveglianza terrestre. Leonardo e General Atomics Aeronautical Systems, Inc. stanno attualmente lavorando all'integrazione del radar Seaspray 7500E V2 nel pod radar centrale del sistema aereo a pilotaggio remoto MQ-9B SeaGuardian.
IL NOSTRO PENSIERO
Si vis pacem, para bellum (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.
Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia.
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà: altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE".
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: SEMPRE!
Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.
(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, RID, Leonardo, AresDifesa, You Tube)
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