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Si vis pacem, para bellum
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.
132ª Brigata corazzata “Ariete" dell’E.I.
La 132ª Brigata corazzata "Ariete" è una Grande Unità Elementare dell'Esercito Italiano dipendente dal Vice Comandante per le Forze da Combattimento del Comando delle Forze Operative Terrestri di Verona. Stanziata con i suoi Reparti prevalentemente in Friuli-Venezia Giulia, ha il suo Quartier Generale a Pordenone.
Nata come Divisione il 1º febbraio 1939, venne impiegata in Africa settentrionale durante la seconda guerra mondiale, venendo qui distrutta nel 1942 dalle forze Alleate. Venne quindi ricostituita con il nome di Ariete II in Italia ma formata da Reggimenti di cavalleria meccanizzati tra cui il Reggimento Lancieri di Montebello che si distinse nella difesa di Roma tra l’8 e l’11 settembre 1943 e, nuovamente sciolta per eventi bellici, si ricostituì nel 1948 a Roma come brigata.
Il programma NMBT/IMBT non è soltanto una risposta tecnica al problema della obsolescenza dell’MBT C-1 Ariete, ma un’operazione di riposizionamento industriale dell’Italia in campo europeo.
Il governo italiano sta cercando un equilibrio tra urgenza militare e ambizione industriale: non può attendere indefinitamente i tempi dei grandi programmi europei futuri, e non intende ridursi a mero acquirente di una piattaforma straniera standardizzata.
LRMV consente una vera cooperazione europea e, allo stesso tempo, è un recupero di una capacità nazionale.
La presentazione al salone Eurosatory 2026 ha la funzione di rassicurare l’Esercito Italiano sul fatto che la sostituzione dell’Ariete non è più una discussione astratta. L’accordo strategico con la tedesca Rheinmetall, consolida la centralità italiana nel programma e comunica ai partner europei che l’Italia in campo terrestre non è solo un cliente. Chiaramente, l'NMBT potrebbe essere una possibile alternativa europea verso Paesi alleati che vogliono rinnovare flotte oramai obsolete.
Per quanto concerne la sovranità tecnologica, il carro NMBT del 2030 non potrà essere soltanto una massa metallica, ma farà perno nel software, nei sensori, nelle contromisure, nella gestione dati, nei collegamenti con droni e nella capacità di aggiornamento. Su quel terreno il contributo italiano può pesare più che nella produzione dello scafo. La Rheinmetall ha interesse a trasformare il Panther e le sue architetture in una famiglia più ampia e finanziariamente sostenibile. L’Italia ha interesse a ottenere capacità militare e ritorno industriale.
Il Nuovo Carro Armato Principale (NMBT)
Il Nuovo Carro Armato Principale (NMBT) per le Forze Armate italiane, attualmente in fase di sviluppo da parte della joint venture Leonardo Rheinmetall Military Vehicles (LRMV) sulla base del KF-51 Panther, è stato progettato fin dall'inizio per ospitare in futuro un cannone principale da 130 mm, il Rheinmetall 130mm Future Gun System.
Come sopra detto, il mezzo è basato sul telaio del tedesco Panther KF51 ma è profondamente "italianizzato" con sensoristica, torretta ed elettronica all'avanguardia realizzate da Leonardo.
Specifiche Tecniche e Novità
- Armamento Principale: Nuovo cannone Leonardo da 120/55 mm, con la possibilità di integrare o passare in futuro al calibro 130 mm;
- Difesa Attiva (APS): Sistema StrikeShield di Rheinmetall e protezione anti-drone integrata;
- Equipaggio ed Elettronica: Il carro include avanzati sistemi C4I completamente localizzati per le esigenze operative italiane e ospita droni letali integrati.
Inizialmente, tuttavia, il carro sarà equipaggiato con un cannone L55 da 120 mm, attualmente in fase di sviluppo da parte di Leonardo.
Il carro NMBT sarà dotato di un caricatore automatico e di una riserva di munizioni da 20 colpi, indipendentemente dal calibro utilizzato. Come spiegato da David Hoeder, Presidente Esecutivo di LRMV, in occasione della fiera Eurosatory di Parigi, il team Rheinmetall è riuscito a convertire il carro da un cannone da 120 mm a uno da 130 mm in meno di dodici ore.
Il cannone da 120 mm inizialmente previsto ha una caratteristica speciale: è progettato per sparare munizioni di precisione Leonardo Vulcano, che hanno una gittata di 30 Km. Il proiettile sottocalibrato Vulcano è un componente per il tiro ad alto angolo e presenta diverse modalità di fuoco. È inoltre prevista anche la guida terminale. Oltre all'armamento principale, l’NMBT è equipaggiato anche con una mitragliatrice coassiale da 12,7 mm.
Una caratteristica distintiva del nuovo carro armato italiano è l'imponente parte frontale della torretta. Hoeder ha dichiarato che vi è stato installato un sistema di protezione ibrido ad alte prestazioni contro i proiettili a energia cinetica, composto da elementi attivi e passivi. Ha rifiutato di fornire ulteriori dettagli. Basandosi sull'esperienza maturata con il veicolo da combattimento per la fanteria ungherese Lynx, il mezzo utilizza il sistema di protezione attiva Strike Shield di Rheinmetall, che è prossimo alla produzione in serie. Il carro armato è equipaggiato con numerosi sensori elettro-ottici, sistemi di allarme laser e sensori acustici.
Leonardo fornirà la stazione d'arma con un cannone cal. 30x113 mm in grado di sparare munizioni a frammentazione programmabili, destinate a svolgere un ruolo chiave nel contrasto ai temibili droni. A tale scopo è prevista una fornitura di 150 colpi. Inoltre, il veicolo da combattimento sarà equipaggiato anche con munizioni a lungo raggio e sistemi per la ricognizione.
L'architettura digitale del veicolo (NGVA) consente a Leonardo e Rheinmetall di integrare i componenti nel sistema, con Leonardo responsabile del sistema di controllo del tiro e del sistema C2. Sebbene il telaio sia basato su quello del carro armato principale Panther di Rheinmetall e venga saldato non solo in Germania ma anche in Italia, la decisione definitiva su quale propulsore verrà installato non è stata ancora presa.
Secondo quanto riportato, Rheinmetall e Leonardo si stanno concentrando principalmente sui produttori di motori Iveco DV e MTU e sui produttori di trasmissioni Renk, Sapa e ZF. Complessivamente, si prevede che il 60% del valore aggiunto dell'intero progetto proverrà da aziende italiane.
A poca distanza dal carro armato principale, la filiale di Leonardo IDV ha presentato un motore V12 per MBT con una potenza di picco fino a 1.300 kW (1.770 CV) e una coppia di 6.000 Nm, che è un potenziale candidato per il carro NMBT.
Secondo IDV, i motori sono stati specificamente progettati e sviluppati per la nuova generazione di veicoli da combattimento e soddisfano gli elevati requisiti in termini di peso, prestazioni, durata e flessibilità operativa. Il loro design incorpora soluzioni avanzate come un sistema di raffreddamento a doppio circuito e turbocompressori all'avanguardia, garantendo un'elevata reattività in tutte le condizioni operative. Inoltre, sono progettati per applicazioni drive-by-wire con il sistema di controllo proprietario di IDV (Full Powerpack). L'intervallo tra le revisioni è superiore a 2.500 ore.
Nonostante il caricatore automatico abbia sostituito quello manuale, il NMBT, basato sul progetto del KF-51 Panther, è concepito per un equipaggio di quattro persone.
Il quarto membro dell'equipaggio ricoprirà un ruolo specialistico, ad esempio quello di pilotare i droni o le munizioni a guida autonoma del veicolo. Uno studio in tal senso è attualmente in corso; l’NMBT viene progettato con capacità digitali tali che, a parte il pilota, qualsiasi ruolo potrà essere ricoperto in qualsiasi posizione. In linea di principio, il comandante potrebbe persino impartire ordini dalla postazione del cannoniere.
Le forze armate italiane prevedono di introdurre una famiglia di veicoli basati sullo scafo del carro armato NMBT con propulsore standardizzato, tra cui carri armati per il genio, il recupero e la posa di ponti.
A seconda della configurazione, il nuovo carro armato dovrebbe pesare tra le 61 e le 67 tonnellate senza equipaggio ed equipaggiamento di combattimento, con un peso massimo non superiore a 69,5 tonnellate.
La versione presentata a Parigi non prevedeva periscopi per il conducente, ma un sistema optronico con sensori anteriori, posteriori e laterali; il concept è progettato per una visibilità a 360 gradi. I periscopi potrebbero essere aggiunti se necessario.
Una caratteristica distintiva è la parte posteriore leggermente rialzata rispetto agli altri carri armati Leopard. Si attribuisce questo al nuovo gruppo propulsore, che migliora l'equilibrio del carro armato, ad esempio, durante il tiro in movimento. Non è previsto l'utilizzo di un'unità di potenza ausiliaria (APU) basata su un motore a combustione; al suo posto, verrà impiegato un pacco batterie, secondo quanto affermato dal responsabile del progetto LRMV.
L’NMBT entrerà in fase di test già nel 2028, dopo la firma del contratto e il completamento dello sviluppo; la produzione in serie inizierà nel 2029.
IL NOSTRO PENSIERO
Si vis pacem, para bellum (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.
Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia.
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà: altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE".
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: SEMPRE!
Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.
(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, IARI, Hartpunkt, WIKIPEDIA, Forum.Difesa, You Tube)




























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