sabato 20 giugno 2026

GCAP - TEMPEST: un misterioso velivolo a doppia coda (GCAP - Tempest - F-3?), interamente ricoperto di tessuto bianco, è stato fotografato da uno “spotter” in data 18 giugno 2026 presso la base aerea di Gifu, in Giappone.












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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.










Global Combat Air Programme (GCAP)

Il Global Combat Air Programme (GCAP) è un progetto multinazionale (Giappone, Italia, Regno Unito) di caccia multiruolo stealth, di sesta generazione, frutto dell'unione del progetto anglo-italiano "Tempest" e del progetto nipponico "F-X" per le rispettive aeronautiche dei tre paesi: l'Aeronautica Militare italiana, la Kōkū Jieitai giapponese e la Royal Air Force del Regno Unito.






Il progetto nasce ufficialmente il 9 dicembre 2022 con un comunicato congiunto dei governi dei tre paesi coinvolti. Il risultato del programma GCAP sostituirà nel 2035 (con primo volo nel 2028) l'Eurofighter Typhoon nelle forze armate dell'Italia e del Regno Unito, e il Mitsubishi F-2 nelle forze di autodifesa giapponesi.  L'aereo sarà destinato anche all'esportazione.
Il GCAP è l'unione di altri due progetti, inizialmente indipendenti, nati separatamente in Europa e Giappone: il "Tempest" e l'F-X. La firma dell'accordo è avvenuta il 9 dicembre 2022, e si prevede che la produzione inizierà approssimativamente nel 2030, con il primo volo già nel 2028 e il primo aereo schierato nel 2035.
Il velivolo porterà con sé le caratteristiche sviluppate nei progetti Tempest e F-X, e quelle future derivate dal nuovo accordo fra le parti.
Leonardo S.p.A., che si occuperà, tra le altre cose, dell'elettronica, definisce l'aereo non più come di interesse aeronautico, ma aerospaziale, in grado di dominare aria, terra, mare, spazio e cyber-sicurezza e potrà fungere da piattaforma mobile connessa con altri sistemi periferici (basi spaziali, navicelle spaziali, satelliti e sciami di droni), grazie all'intelligenza artificiale. Il velivolo stesso potrà essere pilotato da remoto o avere una guida autonoma. Il sistema, inoltre, sarà connesso a un cloud in grado di comunicare, trasferire e scaricare grandi quantità di dati ad altissima velocità.



Leonardo M346FA “MUM-T"

Nel 2026 la Leonardo ha effettuato un test interno utilizzando il proprio M-346 Block 20 appositamente configurato per il controllo da remoto di unità senza pilota, anticipando di fatto la tecnologia del GCAP. Il test interno è seguito, sempre nel 2026 da un test pubblico. Tale veivolo, denominato M346FA "MUM-T" (basato sul modello d'attacco dell'M346) è stato presentato in occasione del lancio del Michelangelo Dome, sistema di sistemi di cui l'M346 fa parte come componente aerea). Durante i test, il velivolo ha controllato a distanza due velivoli senza pilota della LBA System, rimanendo costantemente in connessione con il sistema satellitare Leonardo space cloud (che custodisce tutti i dati crittografati).

Gli utilizzatori principali saranno:
  • Italia - AM (Aeronautica Militare);
  • Giappone - JASDF (Kōkū Jieitai);
  • Regno Unito - RAF (Royal Air Force).
L'aereo è comunque destinato anche all'esportazione.



In data 18 giugno 2026, un misterioso velivolo militare interamente ricoperto da un telo bianco è stato avvistato presso la base aerea di Gifu, in Giappone.

Un aereo a doppia coda interamente ricoperto di tessuto bianco è stato fotografato il 18 giugno 2026 presso la base aerea di Gifu, in Giappone, dall'osservatore aeronautico giapponese @intpt93. 
Un altro post di @Mumbo_Ghost descriveva una nuova struttura per la valutazione della guerra elettronica a Gifu, costruita per sostituire una camera anecoica obsoleta utilizzata per i test di F-3, SOJ e AWACS.
Come sopra evidenziato, il 18 giugno 2026, un misterioso velivolo militare interamente ricoperto da un telo bianco è stato avvistato presso la base aerea di Gifu, in Giappone, scatenando immediate speculazioni sui social media dedicati alla difesa riguardo alla natura del velivolo e al motivo per cui fosse tenuto nascosto in bella vista su una pista di volo attiva.
L'avvistamento è stato pubblicato per la prima volta dall'account di un osservatore aeronautico giapponese, @intpt93, su X, dove ha accumulato 2,2 milioni di visualizzazioni in poche ore dalla pubblicazione, un livello di coinvolgimento che riflette la rarità di avvistamenti insoliti a Gifu, uno dei più importanti centri di collaudo e valutazione di volo del Giappone. La reazione dell'account è stata spontanea, la più grande sorpresa della giornata. 

Le fotografie mostrano quello che sembra essere un aereo a doppia coda con l'intera fusoliera ricoperta da un telo o tessuto bianco, parcheggiato sulla rampa esterna di un hangar della base. 

La copertura oscura tutti i dettagli esterni, inclusi eventuali contrassegni, aperture dei sensori, geometria delle prese d'aria e caratteristiche della superficie che consentirebbero un'identificazione definitiva dalle immagini disponibili.
La base aerea di Gifu, situata nella prefettura di Gifu, nel Giappone centrale, è la sede principale del Reparto Sviluppo e Collaudo Aeronautico delle Forze di Autodifesa Aeree giapponesi, l'organizzazione responsabile della valutazione di nuovi velivoli, sistemi e attrezzature prima della loro entrata in servizio con l'aeronautica militare giapponese. La base ospita in qualsiasi momento una vasta gamma di tipologie di velivoli, tra cui piattaforme di prova modificate, prototipi di sistemi e aerei di produzione sottoposti a specifiche valutazioni di capacità, il che la rende sia un luogo naturale per avvistamenti insoliti, sia un luogo in cui la sicurezza operativa relativa a programmi sensibili è presa molto seriamente. La presenza di un velivolo coperto sulla pista di Gifu non è di per sé sorprendente, data la missione della base, ma le dimensioni e la completezza della copertura applicata a questo particolare velivolo, unite alla sua apparente configurazione a doppia coda, hanno attirato l'attenzione degli osservatori che seguono gli sviluppi dell'aviazione militare giapponese.
La sagoma a doppia coda visibile attraverso o sopra il telo di copertura è il dettaglio più significativo dal punto di vista analitico ricavabile dalle immagini. Diversi post che confrontavano il misterioso velivolo con aerei vicini hanno fornito un riferimento dimensionale, notando che, rispetto a un F-2 parcheggiato più vicino alla telecamera, le dimensioni del velivolo coperto sembrano paragonabili a quelle di un F-15, suggerendo una piattaforma della stessa classe dimensionale del principale caccia per la superiorità aerea giapponese, piuttosto che un addestratore più piccolo o un caccia leggero. La Forza di autodifesa aerea giapponese utilizza gli F-15J e F-15DJ, varianti prodotte su licenza del McDonnell Douglas F-15 Eagle, come principali intercettori di fascia alta, e Gifu ospita regolarmente attività di test degli F-15, tra cui aggiornamenti avionici e lavori di integrazione di sistema. Una variante dell'F-15 sottoposta a valutazione della sezione radar o a test di sistemi di guerra elettronica sarebbe un candidato plausibile per il tipo di copertura esterna estesa visibile nelle immagini, sebbene questa rimanga un'inferenza piuttosto che un'identificazione confermata.
Le informazioni, diffuse separatamente riguardanti una nuova struttura per la valutazione della guerra elettronica a Gifu, forniscono un contesto rilevante per interpretare il motivo per cui un aereo potrebbe essere coperto sulla pista in questo preciso momento. Il post descrive una nuova struttura per la valutazione della guerra elettronica in costruzione o recentemente completata presso la base, destinata a sostituire una camera anecoica esistente, una stanza appositamente rivestita progettata per assorbire i segnali elettromagnetici e impedire che le interferenze a radiofrequenza esterne contaminino le misurazioni di prova, che era diventata troppo piccola e obsoleta per le esigenze attuali. La nuova struttura supporterebbe, a quanto pare, i test di aerei da combattimento, sistemi di disturbo a distanza noti con l'acronimo SOJ e velivoli AWACS (Airborne Early Warning and Control), una capacità completa che copre l'intera gamma di missioni di valutazione della guerra elettronica e dei radar che una moderna forza aerea deve condurre.
Una camera anecoica del tipo descritto è la struttura standard utilizzata per misurare la sezione radar equivalente di un aeromobile, termine tecnico che indica l'ampiezza del segnale radar emesso da un determinato aeromobile quando illuminato da un sistema radar nemico, nonché per valutare le prestazioni delle apparecchiature di guerra elettronica di bordo in un ambiente elettromagnetico controllato e privo di interferenze esterne. Se l'aeromobile coperto a Gifu è sottoposto o si sta preparando per una valutazione della sezione radar equivalente, la copertura esterna avrebbe uno scopo ben preciso: impedire agli osservatori, inclusi gli analisti di immagini satellitari e chiunque abbia una telecamera vicino al perimetro della base, di vedere la configurazione precisa di eventuali elementi a bassa osservabilità, modifiche strutturali o installazioni di sensori che potrebbero essere oggetto di valutazione e che la Forza di autodifesa aerea giapponese o i suoi partner di programma non hanno ancora reso pubblici.

Il Giappone sta attraversando uno dei periodi più significativi per lo sviluppo dell'aviazione militare nella sua storia postbellica, con il programma di caccia di nuova generazione FX, sviluppato internamente e ora ufficialmente denominato F-3, attualmente in fase di sviluppo da parte di Mitsubishi Heavy Industries in collaborazione con BAE Systems del Regno Unito e Leonardo dell'Italia, nell'ambito del programma Global Combat Air Programme. 

Sebbene non sia previsto che l'F-3 effettui il suo primo volo in forma di prototipo prima di diversi anni, dimostratori tecnologici, sistemi radar e componenti per la guerra elettronica sono attualmente in fase di sviluppo e collaudo, e Gifu rappresenta la sede ideale per tali attività di valutazione. Dalle immagini disponibili non è possibile stabilire se l'aereo coperto rappresenti un dimostratore tecnologico correlato all'F-3, un F-15J modificato e sottoposto all'integrazione di sistemi di guerra elettronica, o qualcos'altro.
Le immagini confermano che il Giappone sta attivamente testando qualcosa a Gifu che la sua aeronautica preferisce non mostrare alle telecamere, in una base che ha appena aggiornato le sue infrastrutture per la valutazione della guerra elettronica, in un periodo in cui la modernizzazione della difesa giapponese sta procedendo a un ritmo più sostenuto che in qualsiasi altro momento della storia recente. Il telo bianco che ha attirato 2,2 milioni di visualizzazioni in un pomeriggio di giugno sta svolgendo esattamente la funzione per cui è stato posizionato: comunicare agli osservatori che sta accadendo qualcosa di importante, senza però rivelare nulla su cosa sia effettivamente questo qualcosa.





IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, Defence-blog, WIKIPEDIA, You Tube)





















 

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