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Si vis pacem, para bellum
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.
In data 5 giugno 2026 General Dynamics Ordnance and Tactical Systems (del gruppo General Dynamics), ha confermato ai media di essere l’aggiudicaria di un contratto per un “nuovo” avanzato proiettile di artiglieria a gittata estesa di nuova generazione per l’US Army.
Dopo aver valutato innumerevoli progetti statunitensi nell’ambito del concetto ERAP (Extended Range Artillery Projectile), ora si è scelto il proietto guidato a gittata accresciuta da 155 mm derivato dal VULCANO GLR (Guided Long Range), sviluppato dall’Italiana Leonardo con il contributo della tedesca Diehl.
Come noto, il munizionamento decalibrato VULCANO è disponibile nei calibri 155 mm, 127 mm e 76 mm; nella variante più potente cal. 155 mm, è possibile raggiungere una gittata di 70 km grazie anche all’aerodinamica avanzata. Grazie alla guida GPS e al seeker Semi Active Laser e al seeker IIR (Imaging Infra Red per i soli bersagli navali).
Il VULCANO GLR 155, con lievi modifiche alla cellula, potrà trasformarsi in una soluzione ultra-collaudata in grado di soddisfare i severi requisiti dell’US Army in termini di gittata, precisione. L’Esercito statunitense intenderebbe utilizzare un cannone cal. 155/58 mm, con una “supercharge”.
Il trasferimento delle linee di produzione dalla Germania e dall’Italia agli Stati Uniti consentirà una soluzione a basso rischio per fornire all’US Army con tempi ridotti una capacità di fuoco di precisione a lungo raggio.
Era ora che i vertici dell’US ARMY si convincessero delle possibilità della munizione VULCANO, non essendo riusciti mai a realizzare nulla di vagamente tecnologicamente paragonabile; dopo la sgradevole esperienza del progetto FREMM/CONSTELLATION, è necessario “incrociare le dita”.
LE MUNIZIONI Leonardo/Diehl Defence “VULCANO”
Con il nome Vulcano identifica una nuova famiglia di proiettili per il cannone navale 127mm anche nella versione 64 calibri e per gli obici da 155 mm, sia il cannone trainato Fh-70 sia per quelli che equipaggiano i semoventi M109 e PzH 2000. Nel 2024 ne è stata annunciata la versione da 120 mm e compatibile con bocche da fuoco di presenti e futuri carri armati occidentali.
Leonardo, in partnership con la tedesca Diehl Defence, ha sviluppato un sensore IR di nuova generazione specificamente ottimizzato per l’impiego terrestre:
- Il seeker IR permette al Vulcano di effettuare ingaggi completamente autonomi fire-and-forget, a prezzo di una maggiore complessità di identificazione dato che, ovviamente, sarà necessario pre-caricare nel sistema di guida le librerie dei bersagli per aiutare l’algoritmo di riconoscimento.
- Guida GPS/INS: né laser né IR, in tale configurazione il proiettile può operare in modalità solo “geografica” con coordinate conosciute. In tal caso seguirà una traiettoria programmata verso un punto designato prima del lancio ed impatterà in quella zona prestabilita. La precisione dipende solo dalla guida inerziale/GPS ed è in genere sufficiente per colpire obiettivi fissi di grandi dimensioni (ad esempio infrastrutture, strutture logistiche) con pochi metri di errore.
Questi proiettili hanno la caratteristica di avere una gittata estesa rispetto al munizionamento tradizionale dello stesso calibro e, per alcune versioni, un sistema di guida che consente attacchi di precisione "sub metrica" (CEP < 5 m) contro bersagli navali o terrestri.
Lo stesso proiettile può essere sparato da calibri diversi (127 mm e 155 mm) in quanto questo risulta essere sottocalibrato e camerato tramite dei distanziali a perdere nello stesso modo dei proiettili APFSDS, la denominazione precisa per questo tipo di munizioni è HEFSDS (High Explosives Fin Stabilized Discarding Sabot) cioè proiettile ad alta esplosività, stabilizzato ad alette, ad abbandono d'involucro.
La munizioni sono composte da due sezioni: quella anteriore con 6 alette canard e la testata, quella posteriore con alette spaziatrici.
In tutto il proiettile pesa circa 20 kg con 2,5 kg di esplosivo. Le munizioni saranno di 3 tipi:
- Ballistic Extended Range (BER) - versione base non guidata che può raggiungere i 70 km e può essere utilizzata contro ogni tipo di obiettivo navale, terrestre o aereo.
- Guided Long Range (GLR/IR) - versione antinave guidata nel finale da un sensore infrarosso (IR) che inizia a cercare il bersaglio ad una distanza di 6 km e ad un'altezza di 2,5 km. Può raggiungere i 90 km o anche 120 km se sparato dalla canna da 64 calibri. La testata esplode dopo aver penetrato lo scafo della nave bersaglio. Oto Melara indica una "kill probability" dell'80% con il primo colpo contro una nave delle dimensioni di una fregata.
- Guided Long Range (GLR) - munizione completamente guidata tramite GPS e IMU (Inertial Measurement Unit) con capacità operative anche in ambienti con segnale GNSS degradato/disturbato. Il proiettile viene sparato fino a 25 km in altezza ( 5 km se sparato da calibri da 120 mm/55) dove viene guidato dal sistema IMU costantemente aggiornato dal GPS proseguendo a velocità supersonica con angolo di discesa costante. L'ultima fase del volo avviene in picchiata sull'obiettivo con la possibilità di guida terminale SAL (laser semi-attiva).
La traiettoria delle munizioni non guidate è di tipo convenzionale balistico con una gittata fino a 70 km, mentre la gittata delle versioni guidate raggiungerà i 30 km quando sparate dal cannone cal. 120/55C, i 100 km, quando sparate dal cannone cal. 127/54C e di 120 km, quando sparate dal cannone cal. 127/64LW.
La multinazionale Leonardo, insieme alle munizioni DART e 4AP, ha sviluppato una famiglia di munizioni non guidate e guidate denominate “VULCANO” con una gittata superiore alle normali munizioni e con una precisione ineguagliabile.
Con il munizionamento Vulcano è possibile ingaggiare bersagli a lungo raggio, utilizzando solo i cannoni e risparmiando i missili per bersagli più lontani e costosi.
Il progetto in esame è stato sviluppato dalla società OTO Melara di La Spezia (poi confluita in Leonardo S.p.A.), prevede una munizione sotto-calibrata non autopropulsa dotata, nella versione guidata, di governi aerodinamici, navigazione inerziale/GPS e, in alcuni sottotipi, di un sistema di guida terminale. Il proietto è caratterizzato da una elevatissima gittata e da una precisione molto spinta con un CEP < 20m.
Una prima differenziazione tra le munizioni - il cui sviluppo è terminato - si può fare tra munizioni non guidate e munizioni guidate, denominate rispettivamente:
- Extended Range;
- Long Range.
I calibri presi in considerazione da Leonardo sono:
- il 76 mm;
- il 120 nella versione terrestre;
- il 127mm in quella navale;
- il 155mm nella versione terrestre.
La traiettoria delle munizioni non guidate è di tipo convenzionale balistico con una gittata:
- Fino a 40 Km con il 76/62 mm;
- Fino a 70 km, mentre la gittata delle versioni guidate raggiungerà i 100 km quando utilizzate dal cannone cal. 127/54C;
- 120 km quando sparate dal nuovo cannone cal. 127/64LW;
- Fino a 100 Km è la gittata del 155mm.
Tali gittate saranno ottenibili grazie ad una velocità iniziale dei proiettili molto elevata ed a coefficienti aerodinamici molto bassi se confrontati con quelli di munizioni di grosso calibro in servizio.
Il nuovo munizionamento “Vulcano” di Leonardo farà fare al sistema dell’artiglieria italiana e degli alleati occidentali una notevole salto di qualità nel futuro.
Il Vulcano è un munizionamento guidato che estenderà il ruolo dell’artiglieria a missioni non effettuabili con i sistemi convenzionali.
Per l’artiglieria navale si potranno effettuare tiri da distanza di sicurezza per la nave con tiri oltre l’orizzonte e contro bersagli in movimento in modalità “fire and forget”, in supporto a truppe operanti a terra; vi sarà poi la possibilità di neutralizzare bersagli puntiformi quali postazioni, obiettivi strategici e molto altro ancora.
Per l’artiglieria terrestre sarà possibile svolgere missioni per le quali ad oggi viene richiesto il supporto aereo utilizzando un numero minore di munizioni in aree densamente popolate.
Le artiglierie terrestri e navali potranno operare con gittate tre volte superiori a quelli standard con precisione metrica: si potrà far entrare un colpo in una finestra a 85 Km di distanza. Si potrà colpire una nave oltre la linea dell’orizzonte o annientare un nido di mitragliatrici che tiene sotto tiro i nostri soldati, senza far partire elicotteri, in ogni condizione meteorologica. Si potranno effettuare missioni impossibili nelle attuali condizioni anche entro il range dove oggi operano le artiglierie tradizionali. Insomma, si potrà completare la missione con costi inferiori ma soprattutto con intensità proporzionale alla minaccia e bassissimo tasso di danni collaterali. La riduzione dei danni collaterali si potrà ottenere su tutto il range di utilizzo grazie alla accuratezza estrema, indipendentemente dalla distanza, attraverso la selezione dell’angolo di impatto futuro. La munizione ha installate alcune sicurezze che, se del caso, possono condurre alla sua inertizzazione. In definitiva, si riduce la possibilità di danni collaterali in misura davvero inimmaginabile, sia per la precisione del sistema che per l’estrema focalizzazione degli effetti della testa in guerra. Il Vulcano è di fatto un munizionamento guidato, non intelligente. Un sistema intelligente prende decisioni in modo autonomo. Il Vulcano è un sistema esperto. Uno dei componenti essenziali del Vulcano è il “Vulcano module” che in base agli elementi di scenario calcola e prepara soluzioni di tiro. Per il suo corretto utilizzo in battaglia è raccomandata un’attività addestrativa per conoscere al meglio il nuovo sistema particolarmente in relazione alle logiche di impiego.
Sotto l’egida dei governi italiano e tedesco, Leonardo e Diehl Defense hanno sviluppato e qualificato la famiglia di munizioni di precisione per i cannoni calibro 127mm e 155mm.
La qualificazione congiunta conforme allo STANAG controllata dalle autorità italiane e tedesche è stata completata con successo.
Il cannone da 155/52 mm ed il relativo munizionamento VULCANO.
Vulcano 155mm è una famiglia di munizioni sotto-calibrate per i sistemi di artiglieria terrestre da 155mm composta da un proiettile non guidato denominato BER (Ballistic Extended Range) e da uno guidato denominato GLR (Guided Long Range). Rappresentano la tecnologia più avanzata attualmente disponibile per un tiro preciso di artiglieria terrestre.
Il proiettile Vulcano è stato specificamente concepito e realizzato per migliorare le prestazioni delle altre munizioni dello stesso calibro, sia in termini di gittata che di precisione, mantenendo la compatibilità con le cariche propulsive in servizio e con le canne da 155 mm. La sagoma della munizione è quasi identica a quella dei proiettili convenzionali, il che ne consente la gestione senza alcun onere logistico aggiuntivo.
L'applicazione principale del Vulcano 155 GLR è il supporto al fuoco a lungo raggio e ad alta precisione contro bersagli puntiformi stazionari e in movimento con una probabilità estremamente ridotta di danni collaterali.
L'eccezionale aerodinamica, unita alla guida GPS e alle capacità di modellamento della traiettoria, consentono al Vulcano 155 GLR di raggiungere una gittata massima di 70 km, mantenendo un'estrema precisione di meno di 5 m in tutti i campi operativi.
Il bossolo è riempito di esplosivo IM ed è composto da specifici anelli di tungsteno preformati e brevettati, che consentono un'efficacia estremamente elevata contro bersagli morbidi e leggermente protetti; l'innesco della detonazione è generato da una spoletta programmabile a radiofrequenza in grado di svolgere diverse funzionalità, quali l’impatto altimetrico, istantaneo e ritardato.
Quando la spoletta a radiofrequenza viene sostituita con il sensore Semi Active Laser (SAL) dedicato, il munizionamento può anche ingaggiare efficacemente bersagli designati dal laser (è richiesto un osservatore in avanti), fissi e in movimento, con un’ulteriore precisione migliorata rispetto alla pura guida GPS.
Inoltre, la possibilità di programmare l'angolo di attacco finale del proiettile fino a 90° (cioè la caduta verticale) contro il bersaglio consente di massimizzare sia l’efficacia della testata che la precisione della guida, oltre a ridurre al minimo la probabilità di rilevamento del proiettile in volo da parte dei sistemi di difesa del nemico.
Le munizioni Vulcano 155, sia BER che GLR, sono state qualificate.
CARATTERISTICHE PRINCIPALI:
- Gittata più elevata, che estende fino a tre volte le gittate operative dell'artiglieria convenzionale;
- Maggiore precisione a qualsiasi distanza;
- Minori danni collaterali;
- Minimizzazione dei costi di ingaggio;
- Capacità di annullare l'errore di localizzazione del bersaglio (TLE) per
- bersagli fissi e in movimento (con il cercatore SAL);
- Design all'avanguardia della munizione insensibile (IM).
IL NOSTRO PENSIERO
Si vis pacem, para bellum (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.
Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia.
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà: altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE".
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: SEMPRE!
Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.
(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, RID, AresDifesa, Leonardo, WIKIPEDIA, You Tube)
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