mercoledì 12 agosto 2026

Beretta Defense Technologies: il Beretta NARP "Praetorian" è il nuovo fucile d'assalto adottato dall'unità antiterrorismo francese GIGN (Groupe d'Intervention de la Gendarmerie Nationale).









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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.








Il Beretta NARP "Praetorian" è il nuovo fucile d'assalto adottato dall'unità antiterrorismo francese GIGN (Groupe d'Intervention de la Gendarmerie Nationale).  

Specifiche Tecniche Principali:
  • Calibro: 6,5x39 mm (6,5 Grendel), con munizioni dedicate Swiss P (FMJ 120 gr, perforante 120 gr, espansiva 123 gr). 
  • Lunghezza Canna: Reale di 11,5 pollici. 
  • Lunghezza Massima con Moderatore: 14,5 pollici compreso il moderatore-spegni fiamma compatto integrato B-Silent. 
  • Sistema di Funzionamento: A sottrazione di gas con pistone a corsa corta e otturatore rotante. 

Dimensioni (Ingombri):
  • Lunghezza totale con calciolo esteso: 847 mm;
  • Lunghezza con calcio ribaltato/chiuso: 629 mm; 
  • Peso: Circa 3.500 grammi (senza munizioni o con configurazione operativa standard).

Ergonomia e Struttura:
  • Calciolo dedicato compatto, telescopico, ribaltabile e dotato di appoggia-guancia rialzato;
  • Comandi di sparo completamente ambidestri di serie.

Sviluppato appositamente per soddisfare le esigenze operative d'élite, questa specifica variante della piattaforma New Assault Rifle Platform (NARP) si distingue per l'abbandono dei calibri standard occidentali a favore di una configurazione balistica avanzata e ottimizzata per il Close Quarters Battle (CQB). 

Caratteristiche Principali del Progetto:
  • Calibro 6.5 Grendel: L'arma è camerata in calibro 6.5x39mm Grendel. Questa scelta strategica offre un potere d'arresto ed energia cinetica nettamente superiori al classico 5.56 NATO a distanze ravvicinate e medie, ideali per neutralizzare minacce protette da giubbotti antiproiettile.
  • Munizioni dedicate Swiss P: In parallelo allo sviluppo del fucile, l'azienda Swiss P ha collaborato con il GIGN per creare tre varianti di cartucce dedicate in 6.5 Grendel: una Full Metal Jacket (FMJ) da 120 grani, una perforante (Armor Piercing) da 120 grani e una espansiva da 123 grani. 
  • Architettura e Meccanica: A differenza di un comune adattamento su piattaforma AR-15, la variante Praetorian è stata ingegnerizzata da Beretta integrando canna, otturatore e caricatore per lavorare nativamente con il 6.5 Grendel. Utilizza un collaudato sistema a pistone a corsa corta per massimizzare l'affidabilità.
  • Design per Operazioni Speciali: Il fucile presenta controlli completamente ambidestri, un sistema di recupero interno racchiuso nell'upper receiver che permette l'uso di calci pieghevoli ed è predisposto per l'uso intensivo di moderatori di suono (soppressori).


La Nuova Piattaforma Fucile d'Assalto (NARP) è un fucile d'assalto modulare italiano prodotto dalla Beretta. 

I modelli iniziali sono camerati per la cartuccia 5,56×45 mm NATO e disponibili con canne da 11,5", 14,5" e 16". Al 2026 ne erano stati consegnati 7.000 su 50.000 ordinati.
Sviluppato dal 2018 con il contributo delle Forze Speciali italiane, il NARP sostituirà il fucile d'ordinanza ARX 160 nell'ambito di un piano di modernizzazione delle Forze Armate italiane. Beretta Defence Technologies (BDT), una filiale britannica, ha annunciato che il NARP sarà presentato al Project Grayburn, una prova competitiva per trovare un fucile d'assalto sostitutivo per l'esercito britannico.
Nel 2025, Bdt France ha reso pubblico ai media il fucile d'assalto Beretta Narp “Praetorian” cal. 6,5 Grendel (6,5×39); tale munizione è stata sviluppata in collaborazione con Swiss P su specifica richiesta del gruppo anti terrorismo francese. Il Beretta “Praetorian” utilizza un nuovo calciolo compatto, telescopico e ribaltabile con appoggia-guancia, comandi ambidestri di serie, lunghezza massima della canna di 14,5 pollici, il super compatto moderatore-spegni fiamma B-Silent.

Le tre munizioni 6,5 Grendel specialistiche sviluppate appositamente dalla Swiss P (del Gruppo Beretta) sono le seguenti: 
  • palla Fmj di 120 grani come munizione di uso generale/precisione, 
  • Armor piercing di 120 grani per bersagli protetti, 
  • una espansiva di 123 grani della linea Styx.

In una presentazione pubblica, il Gign – Groupe d’intervention de la Gendarmerie Nationale e il produttore svizzero di munizioni Swiss P Defence (parte del gruppo Beretta), hanno congiuntamente presentato nuove varianti della cartuccia 6,5 Grendel (6,5×39 mm), che risultano appositamente concepite per soddisfare gli stringenti requisiti delle moderne forze speciali e sono state mostrate insieme al fucile d’assalto Beretta Narp o New assault rifle platform camerato, appunto, in 6,5 Grendel; è noto agli appassionati che il 6,5 è il secondo calibro camerato in questa carabina dopo il 5,56×45 di lancio. Il NARP esposto mostrava sia una nuova tipologia di calciatura sia un nuovo moderatore di suono ultra-compatto.
Il 6,5 Grendel combina una precisione superiore, una gittata migliorata e prestazioni balistiche ottimizzate per soddisfare i requisiti operativi del Gign e di ogni altro gruppo di forze speciali.

Il calibro 6,5 Grendel sarà un fattore decisivo per le operazioni future e questa cooperazione è un passo importante nell’ulteriore sviluppo di una nuova tecnologia di munizioni. La cartuccia stabilisce nuovi standard in termini di prestazioni e affidabilità.


Il Gign 

Il Groupe d'intervention de la Gendarmerie nationale (GIGN) è un'unità d'elite della Gendarmeria nazionale francese specializzata in azioni antiterrorismo, nella liberazione di ostaggi e in operazioni speciali.


Il GIGN ha la sua base operativa nel quartiere di Satory a Versailles ed il centro di istruzione e addestramento al campo di Frileuse a Beynes. Per partecipare alla selezione occorre già essere gendarme ed avere meno di 32 anni.
Il GIGN è stato fondato nel marzo 1974 in seguito al massacro alle olimpiadi di Monaco. Creato inizialmente come un'unità tattica relativamente piccola, specializzata in situazioni di liberazione ostaggi sensibili, da allora è cresciuto fino a diventare una forza di quasi 400 unità, con responsabilità e capacità espanse. L'unità ha guadagnato notorietà in tutto il mondo a seguito di un suo assalto riuscito al Volo Air France 8969, dirottato all'aeroporto di Marsiglia Marignane nel dicembre 1994. Dal 2007 svolge anche operazioni militari tipiche delle forze speciali.
Tra le specificità dell’unità vi sono:
  • la lotta al terrorismo, 
  • Il salvataggio di ostaggi, 
  • la ricognizione e scoperta, 
  • la protezione personale del Presidente della Repubblica francese 
  • e compiti di protezione di altre istituzioni francesi all’estero.











IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, Armi e Tiro, WIKIPEDIA, You Tube)




















 

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