sabato 29 agosto 2026

L'Airbus U145 è un innovativo elicottero a pilotaggio remoto e completamente autonomo.









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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.









L'Airbus U145 è un innovativo elicottero a pilotaggio remoto e completamente autonomo, presentato ufficialmente da Airbus Helicopters a giugno 2026 durante il salone aeronautico ILA di Berlino. Questo velivolo rappresenta la variante uncrewed (senza equipaggio) del celebre elicottero bimotore H145.




L'U145 va ad arricchire l'offerta di Airbus nel settore degli elicotteri e dei sistemi aerei a pilotaggio remoto (UAS). Il primo volo con un pilota di sicurezza a bordo è previsto per la fine del 2026, con l'entrata in servizio all'inizio del prossimo decennio. 
“Con l'U145, offriamo ai nostri clienti una versione autonoma e senza equipaggio del nostro elicottero H145, combinando la comprovata struttura, la potenza e la capacità di carico utile dell'H145 con l'autonomia di un UAS”, ha dichiarato Matthieu Louvot, CEO di Airbus Helicopters. “Per sviluppare l'U145 e le sue capacità come UAS multi-missione, collaboreremo con partner leader nel settore delle missioni autonome per espandere ulteriormente l'ecosistema degli UAS in Europa”, ha aggiunto. 
L'H145 è il secondo elicottero con equipaggio che Airbus sta convertendo in una versione senza equipaggio, dopo il VSR700, derivato dal Cabri G2. L'U145 sarà dotato di una suite di sensori specializzati e di intelligenza artificiale per la piena autonomia. Rispetto a un elicottero H145 con equipaggio, l'U145 non avrà una cabina di pilotaggio fisica e includerà importanti adattamenti per il trasporto merci, come un portellone anteriore integrato con un tavolo di carico pieghevole e un pianale di carico dedicato. 
Con un peso massimo al decollo (MTOW) di 3.800 kg, l'U145 è in fase di sviluppo come soluzione versatile per applicazioni civili e militari, principalmente per il trasporto di merci ad alto volume. Il suo design modulare ne consente l'espansione in ruoli quali gestione delle emergenze, lotta antincendio, ricognizione armata, sorveglianza, funzionalità di nave madre per droni lanciati dall'aria, ambito in cui Airbus collabora con MBDA, nonché la cooperazione tra velivoli con equipaggio e senza equipaggio. 
Negli Stati Uniti, Airbus US Space & Defense, insieme ai suoi partner Shield AI, L3 Harris e Parry Lab, offre al Corpo dei Marines degli Stati Uniti un velivolo sviluppato appositamente per il mercato statunitense, l'MQ-72C, una variante completamente autonoma del collaudato Lakota UH-72B, adattata alle loro specifiche esigenze. 
Complessivamente, sono oltre 1.800 gli elicotteri della famiglia H145 in servizio per missioni militari, parapubbliche e civili, con un totale di oltre 8,5 milioni di ore di volo. Alimentato da due motori Safran Arriel 2E, l'H145 è dotato di un sistema di controllo digitale del motore a piena autorità (FADEC). La sua impronta acustica particolarmente ridotta rende l'H145 l'elicottero più silenzioso della sua categoria, mentre le sue emissioni di CO2 sono le più basse tra i concorrenti.

Caratteristiche principali:
  • Assenza di cabina: Non presenta una cabina di pilotaggio fisica o comandi manuali a bordo.
  • Guida IA: Sfrutta una rete avanzata di sensori e sistemi di intelligenza artificiale per il volo autonomo. 
  • Design per la logistica: Lo spazio interno risparmiato è ottimizzato per il trasporto merci, con un portellone anteriore integrato, una piattaforma di carico ripiegabile e un pavimento piatto dedicato. 
  • Capacità di carico: Mantiene un peso massimo al decollo (MTOW) di 3.800 kg, ereditato dalla piattaforma H145, con una capacità di carico utile fino a 1.200 kg. 
  • Motori: Spinto da due turbine Safran Arriel 2E. 

Tempistiche e Applicazioni

Il volo inaugurale dell'U145 è pianificato per la fine del 2026 con un pilota di sicurezza a bordo per i test di conformità. L'entrata in servizio operativo definitivo è invece prevista per l'inizio del prossimo decennio. 
Grazie alla sua flessibilità e alla natura modulare, l'U145 opererà sia in ambito civile che militare per:
Logistica e trasporto merci pesante in aree remote
Operazioni di soccorso in caso di disastri naturali e antincendio
Sorveglianza, ricognizione armata e supporto tattico
Piattaforma "madre" per il lancio e la gestione di sciami di droni minori.
La variante specificamente sviluppata per le forze armate statunitensi (in particolare per il Corpo dei Marines) prenderà la denominazione di MQ-72C.










IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, Airbus, WIKIPEDIA, You Tube)

















 

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