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Si vis pacem, para bellum
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.
Zhōngguó Rénmín Jiěfàngjūn Hǎijūn (中國人民解放軍海軍, 中国人民解放军海军)
La Zhōngguó Rénmín Jiěfàngjūn Hǎijūn (中國人民解放軍海軍, 中国人民解放军海军), letteralmente Marina dell'Esercito Popolare di Liberazione Cinese, è la marina militare della Repubblica Popolare Cinese.
È inquadrata come parte dell'Esercito Popolare di Liberazione, l'insieme di tutte le forze armate cinesi. Composta da cinque corpi ovvero Flotta sottomarina, flotta di superficie, forze di difesa costiera, corpo dei marine, e aviazione navale.[4]
Dagli anni 2010 è oggetto di un profondo rinnovamento nei mezzi e nelle tecnologie che, complice la solida industria pesante, ha visto crescere in modo esponenziale il numero di unità navali di prima linea che la compongono, comprese portaerei, incrociatori e cacciatorpediniere.
Con circa 240.000 effettivi, è al 2019, la seconda marina al mondo per tonnellaggio complessivo alle spalle della U.S. Navy e prima al mondo per numero di imbarcazioni iscritte al registro navale.
Il Type 095 (chiamato anche Type 09-V, designazione NATO classe Sui) è un SSN di terza generazione sviluppato per la Marina dell'Esercito Popolare di Liberazione cinese (PLAN).
Avvistato per la prima volta tramite immagini satellitari nel febbraio 2026 presso il cantiere navale di Huludao (Bohai Shipbuilding), questo sottomarino colma il divario tecnologico con le controparti occidentali e russe. Le stime degli analisti indicano che il Type 095 introduce innovazioni radicali per competere direttamente con la classe Virginia statunitense e la classe Yasen russa.
Caratteristiche Tecniche Principali:
- Dislocamento: Superiore a 10.000 tonnellate in immersione, un incremento netto rispetto alla precedente classe Shang (Type 093);
- Dimensioni: Lunghezza stimata tra 110 e 115 metri con una larghezza (beam) di circa 12 metri, dimensioni che lo avvicinano concettualmente alla classe Seawolf americana per filosofia progettuale;
- Propulsione: Reattore nucleare a circolazione naturale avanzata (potenza stimata oltre 220 MW) abbinato a un sistema pump-jet shaftless (idrogetto senza albero di trasmissione). Questa tecnologia elimina le pompe di raffreddamento a basse velocità e gli organi meccanici rotanti, riducendo drasticamente il rumore di fondo;
- Manovrabilità: Timoni a forma di X (X-form rudders) con ampie superfici di controllo per una navigazione altamente agile sia in acque profonde che costiere.
Capacità di Furtività e Sensori:
- Traccia acustica ridotta: L'isolamento acustico dello scafo singolo e la propulsione elettrica avanzata portano la rumorosità stimata a livelli inferiori ai 95 dB, rendendolo quasi indistinguibile dal rumore biologico dell’oceano;
- Sonar a scudo conforme (Conformal Array): Dispone di un sonar montato a prua che segue la sagoma dello scafo, migliorando nettamente la sensibilità di rilevamento passivo e la copertura rispetto ai sistemi tradizionali.
Armamento e Sistema di Lancio Verticale (VLS)
Il Type 095 evolve il ruolo da puro sottomarino "hunter-killer" (cacciatore di sommergibili) a piattaforma di attacco multiruolo a lungo raggio:
- Celle VLS: Dotato di un sistema di lancio verticale universale ad ampio diametro (tra le 8 e le 16 celle iniziali, espandibili in varianti successive) posizionato dietro la vela;
- Missili Ipersonici e da Crociera: È progettato per lanciare missili da crociera antinave YJ-18, missili per attacco terrestre CJ-10 e, in particolare, il missile ipersonico antinave YJ-21 (con portata di oltre 1.000 km e velocità finale di Mach 8), concepito per neutralizzare i gruppi di attacco delle portaerei nemiche fuori dalla loro zona difensiva;
- Tubi lanciasiluri: Mantiene 6 tubi standard da 533 mm a prua per siluri pesanti guidati e contromisure.
Impatto Strategico
Il dispiegamento del Type 095 altera l'equilibrio delle forze sottomarine nel Pacifico Occidentale e nel Mar Cinese Meridionale. Grazie alla sua elevata autonomia logistica e silenziosità, permette alla Cina di condurre operazioni di scorta ai propri gruppi d'attacco e di interdire l'accesso alle acque interne della "prima catena di isole" alle marine rivali, proiettando la flotta cinese verso una reale dimensione "Blue Water" globale.
Il Tipo 095 (designazione cinese: 09-IV) è il nome con la quale è conosciuta una classe di cinque SSN in fase di sviluppo per la People's Liberation Army Navy (PLAN) della Repubblica Popolare Cinese.
La classe Sui è una classe di sottomarini d'attacco a propulsione nucleare di terza generazione in costruzione per la Marina dell'Esercito Popolare di Liberazione (PLAN) della Cina. Si prevede che il sottomarino Tipo 095 avrà una firma acustica sostanzialmente ridotta, all'interno di un design dello scafo migliorato.
Rispetto al Tipo 093, il Tipo 095 avrà un reattore nucleare più avanzato, celle VLS e un maggior numero di sensori avanzati come il nuovo sonar attivo/passivo a schiera laterale e l'array sonar trainato a bassa e alta frequenza. Inoltre, si ipotizza anche che i sottomarini Type 095 possano fungere da potenziale scorta sottomarina per qualsiasi futura task force di portaerei cinese.
E’ confermato che la Bohai Shipbuilding Heavy Industrial Corporation costruirà i sottomarini in un nuovo stabilimento a Huludao, nella provincia di Liaoning. Nel febbraio 2026, immagini satellitari e radar ad apertura sintetica hanno suggerito che un Type 095 in costruzione era stato varato presso il cantiere navale Bohai.
Le informazioni diffuse sono state molto poche, con l'eccezione che lo sviluppo di questi battelli è stato avviato in risposta alle scarse prestazioni dei precedenti Tipo 093 (classe Shang). Tra le altre informazioni anticipate, inoltre, vi è anche quella secondo cui gli 095 avranno una traccia acustica sensibilmente ridotta, ed incorporeranno le ultime tecnologie subacquee russe. Lo scafo dei nuovi battelli, inoltre, sarà una versione ingrandita di quello dei Classe Xia (Tipo 092) e Jin (094).
Secondo alcune informazioni, inoltre, questi sottomarini dovrebbero essere armati, oltre che con tubi lanciasiluri, anche con missili da crociera antinave HY-4 con gittata massima di 3000 km, e potrebbero svolgere con successo il ruolo di scorta subacquea alle future portaerei in fase di sviluppo oggi in Cina. L'ingresso in servizio è previsto per il 2030.
Commentando recentemente il programma Type 095, l'ex ufficiale della Marina statunitense Christopher Carlson ha osservato:
"Il Type 095 sarà un sottomarino molto silenzioso, il che complicherà la situazione". Anche Brent Sadler, ricercatore senior presso il think tank Heritage Foundation, ha avvertito che le tecnologie sottomarine cinesi sembrano aver compiuto progressi significativi, rendendo le unità più difficili da rintracciare. Tutto ciò che si sa del progetto del Type 095 indica una forte enfasi su una forma idrodinamica più pulita e su un'ingegneria orientata alla furtività. Si ritiene inoltre che le navi integreranno sistemi sonar laterali più sofisticati, array trainati ad alta e bassa frequenza e sistemi di rilevamento acustico passivo migliorati, che consentiranno loro di individuare le navi nemiche a distanze maggiori rimanendo al contempo più difficili da individuare. Ciò ottimizza le navi per servire come scorte per i gruppi d'attacco delle portaerei, il che richiede una consapevolezza situazionale avanzata e capacità di caccia ai sottomarini a lungo raggio, consentendo alle nuove unità di integrare le capacità in rapida espansione della flotta di portaerei cinese.
Le capacità della classe Type 095 hanno implicazioni particolarmente significative sia per le dimensioni su cui si prevede che verranno costruite, sia per i notevoli progressi nell'armamento già visti sulla classe Type 093. La combinazione di missili balistici ipersonici YJ-20 e missili da crociera ipersonici YJ-19 come armamento principale della classe Type 093, insieme a siluri di ultima generazione, è attualmente senza eguali, e si prevede che le stesse armi saranno integrate anche sulla classe Type 095. Si stima che le nuove navi saranno circa il 50% più grandi, con un dislocamento di circa 10.000 tonnellate, rispetto alle 6.700-7.000 tonnellate stimate per la classe Type 093, il che dovrebbe consentire un armamento quasi doppio.
Nel 2025 la Cina ha superato per la prima volta gli Stati Uniti nella produzione di sottomarini a propulsione nucleare, poiché l'industria statunitense non è riuscita per anni a risolvere i suoi principali colli di bottiglia produttivi. Diversi precedenti indicano che la produzione si espanderà ulteriormente con l'entrata in servizio di una nuova generazione di unità molto più performanti. I sottomarini a propulsione nucleare sono rimasti uno degli ultimi tipi di equipaggiamento militare in cui le capacità dei prodotti cinesi sono inferiori a quelle degli Stati Uniti, e il programma della classe Type 095 dovrebbe segnare una svolta in tal senso, spostando ulteriormente e significativamente gli equilibri di potere in mare a favore della Cina. Ciò farebbe seguito a traguardi simili in una vasta gamma di settori, dall'entrata in servizio nel paese dei primi caccia stealth non statunitensi al mondo nel febbraio 2017, al varo del primo DDG TYPE-055, ampiamente considerato il progetto di nave da combattimento di superficie più performante al mondo, quattro mesi dopo.
Come è accaduto per molti programmi di armamento cinesi di alto profilo, il programma Type 095 ha implicazioni molto significative per un potenziale conflitto nel Pacifico.
IL NOSTRO PENSIERO
Si vis pacem, para bellum (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.
Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia.
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà: altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE".
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: SEMPRE!
Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.
(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, NavalNews, MilitaryWatchMagazine, WIKIPEDIA, You Tube)




















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