martedì 25 agosto 2026

Il Joint Fire Support Missile (JFS-M) è un missile da crociera guidato lanciato da terra a basso costo, progettato dal produttore europeo MBDA per potenziare drasticamente la capacità di attacco in profondità delle forze di artiglieria terrestre.










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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.










Un nuovo missile progettato per potenziare le capacità dell’artiglieria.

I conflitti attuali hanno evidenziato la necessità di adattare l'artiglieria convenzionale per far fronte a nuove tipologie di minacce, soprattutto quando le forze si trovano ad affrontare capacità avanzate di soppressione delle difese aeree nemiche e un'intensa attività nello spettro elettromagnetico.
In ambienti complessi e urbani, ottenere risultati precisi con i sistemi esistenti rimane una sfida. In questo contesto, MBDA sta sviluppando il Joint Fire Support Missile (JFS-M), un missile guidato intelligente progettato per ampliare l'efficacia dell'artiglieria sul campo di battaglia .
Concepito come soluzione per il futuro sistema di fuoco indiretto delle Forze Armate tedesche, il JFS-M apporta una nuova dimensione di attacco in profondità alle operazioni terrestri, pur rimanendo efficace anche negli ingaggi a corto e medio raggio.







JFS-M: Precisione, gittata e prestazioni multi-missione.

Il JFS-M è progettato per operazioni da 1 a oltre 300 km, offrendo ai comandanti una risposta estremamente flessibile su brevi, medie e lunghe distanze. Adatto a lanciatori MLRS (Multiple Launch Rocket System) e veicoli ruotati, può anche operare come soluzione autonoma ed essere integrato in piattaforme attuali e future, inclusi sistemi come il MARS II. Diverse piattaforme possono essere configurate per trasportare un armamento misto comprendente questo sistema insieme ad altri tipi di munizioni.
L'elevata velocità subsonica del JFS-M, la traiettoria di volo a bassa quota regolabile, la sezione radar equivalente ottimizzata e la traiettoria di volo adattata al terreno lo rendono difficile da rilevare e intercettare . Il missile è dotato di un robusto sistema di navigazione GNSS e basato su immagini per la massima precisione e affidabilità. Pur supportando il collegamento dati missile-missile e piattaforma-missile, il JFS-M è progettato per operazioni in rete.
La sua testata ad effetto scalabile e le opzioni di carico utile variabile e modulare consentono l'ingaggio di precisione di bersagli puntiformi e di piccole aree, supportando al contempo missioni di ricognizione, guerra elettronica e addestramento.
L'agilità di MBDA nel fornire risposte rapide e adattabili alle esigenze in continua evoluzione delle forze armate.
Il rapido sviluppo del JFS-M riflette l'agilità di MBDA nell'affrontare le esigenze in continua evoluzione delle forze armate moderne. Poiché il panorama delle minacce cambia rapidamente, le forze armate necessitano di soluzioni che possano essere implementate rapidamente, integrate con facilità e adattate a molteplici profili di missione.
L'approccio di MBDA combina rapidità di implementazione, flessibilità della piattaforma ed effetti scalabili per adattarsi alle realtà operative. Sviluppando un missile in grado di supportare attacchi terrestri a lungo raggio, missioni di attacco in profondità simili a quelle dei missili da crociera e le immediate esigenze di artiglieria, MBDA dimostra la sua capacità di rispondere con rapidità, pertinenza e innovazione.
Il JFS-M rappresenta quindi il miglior esempio della capacità di MBDA di anticipare i cambiamenti e fornire soluzioni in linea con le esigenze operative attuali e future.

Il Joint Fire Support Missile (JFS-M) è un missile da crociera guidato lanciato da terra a basso costo, progettato dal produttore europeo MBDA per potenziare drasticamente la capacità di attacco in profondità delle forze di artiglieria terrestre.  E’ un missile da crociera terrestre a basso costo con una gittata fino a 499  km. Il produttore europeo di missili MBDA ha progettato questo missile per essere lanciato dal lanciatore MLRS M270 . È stato presentato per la prima volta alla fiera ILA 2022 di Berlino. Il JFS-M si basa sul progetto del piccolo vettore remoto RC100 di MBDA, che l'azienda sta sviluppando nell'ambito del progetto franco-tedesco-spagnolo Future Combat Air System. 

Caratteristiche Principali:
  • Gittata: Fino a 499 km, un limite studiato per rispettare i trattati internazionali. 
  • Velocità: Subsonica, variabile tra Mach 0,4 e Mach 0,9. 
  • Piattaforme di Lancio: È compatibile con i sistemi MBDA JFS-M per lanciatori multipli come il cingolato M270 MLRS (4 missili per veicolo), il ruotato HIMARS (2 missili per veicolo) e il sistema Euro-PULS. 
  • Tracciamento e Navigazione: Utilizza navigazione satellitare anti-jamming, pianificazione del volo 3D, sensori d'immagine assistiti da intelligenza artificiale per il riconoscimento automatico dei bersagli (ATR) e canali dati bidirezionali. 

Profilo di Missione e Vantaggi

Il JFS-M è stato concepito principalmente per le esigenze delle forze armate tedesche (Bundeswehr). A differenza dei tradizionali razzi balistici da artiglieria, vola a bassissima quota seguendo il profilo del terreno (contour-flying). Questo, unito a una bassissima firma radar e infrarossa (tecnologia stealth), gli consente di aggirare le zone presidiate dai sistemi di difesa aerea nemici. Più missili possono essere lanciati in contemporanea (salva) per colpire lo stesso obiettivo da direzioni diverse, saturando e mandando in confusione le difese avversarie.









IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, MBDA, WIKIPEDIA, You Tube)





















 

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