sabato 1 agosto 2026

Marina Militare (abbreviata in MM): il programma DDX o New Generation Destroyer rappresenta il futuro pilastro della Marina Militare Italiana per la difesa aerea a lungo raggio e la capacità antimissile d’altura ATBM; è gestito dalla joint venture Orizzonte Sistemi Navali (Fincantieri e Leonardo); per le prime due unità si prevede un investimento iniziale di circa 2,7 miliardi di euro.











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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.









La Marina Militare (abbreviata in MM)

E’ una delle quattro branche delle Forze Armate italiane ed è stata formata nel 1946 da ciò che restava della Regia Marina dopo la seconda guerra mondiale. La Marina Militare ha una forza di circa 29.300 effettivi, con 184 navi e 70 aerei in servizio.  È considerata una marina multiregionale e d'alto mare. 


Il programma DDX (noto anche come New Generation Destroyer o DDG) rappresenta il futuro pilastro della Marina Militare Italiana per la difesa aerea a lungo raggio e la capacità antimissile d'altura. Gestito dalla joint venture Orizzonte Sistemi Navali (Fincantieri e Leonardo), l'accordo per le prime due unità prevede un investimento iniziale di circa 2,7 miliardi di euro. 





Obiettivi del Programma

I DDX sono destinati a sostituire i vecchi cacciatorpediniere della classe Ammiragli (Luigi Durand de la Penne e Francesco Mimbelli). Nel lungo termine opereranno insieme alle unità della classe Orizzonte (Andrea Doria e Caio Duilio), ponendo le basi tecnologiche derivate dal parallelo sviluppo delle fregate FREMM EVO. 



Caratteristiche Tecniche Principali

Le navi si distingueranno per dimensioni imponenti, configurandosi quasi come veri e propri incrociatori pesanti:
  • Dislocamento: Superiore alle 13.000 - 14.500 tonnellate a pieno carico.
  • Sensori radar: Radar a facce piatte in banda S (scoperta aerea avanzata) combinato con un sistema in banda X (scoperta di superficie).
  • Sistemi di Lancio Verticale (VLS): Presenza di ben 80 celle verticali per ospitare i missili della famiglia Aster.
  • Capacità Balistica: Progettate per garantire la difesa aerea estesa e la capacità antibalistica (ATBM). 

ARMAMENTO PREVISTO

Rispetto ai design tradizionali della Marina, i DDX segnano un netto cambio di rotta focalizzato sulla difesa ravvicinata e l’automazione:
Artiglieria principale: Viene abbandonato il cannone da 127 mm a prua per incrementare lo spazio d'armamento e difesa.

DIFESA ANTI MISSILI IPERSONICI: MBDA “AQUILA”

Il dominio della difesa aerea estesa pone sfide sempre più impegnative dovute alla presenza di minacce complesse e in rapida evoluzione, quali missili balistici manovranti, missili da crociera e “gliders” ipersonici. Nei prossimi decenni queste nuove minacce dovranno essere affrontate con soluzioni dedicate, volte all’implementazione di una protezione efficace di schieramenti operativi e siti sensibili dislocati sul territorio nazionale. MBDA ha lavorato per più di cinque anni alla difesa da minacce ipersoniche, presentando soluzioni innovative e concepite sulla base dell'esperienza accumulata sia sulla progettazione e l’impiego del missile ASTER sia su una profonda conoscenza delle minacce stesse. 


Si tratta del progetto AQUILA, che propone i più avanzati concetti di intercettori a contrasto della minaccia ipersonica ed a complemento di un portafoglio globale di soluzioni per la difesa aerea. Nel marzo 2023, MBDA è stata invitata, insieme ai suoi partner industriali, a partecipare ad un bando di gara riguardante lo studio di architetture e tecnologie relative ad un intercettore endo-atmosferico capace di neutralizzare queste nuove minacce. HYDIS² è il progetto di studio presentato da MBDA, alla guida di un consorzio che prevede la partecipazione di 19 partner industriali europei e più di 30 sub-contractor di 14 Paesi europei. I consorziati sono gruppi industriali attivi nel settore della difesa, enti di ricerca, piccole e medie imprese, università, tutti con una forte e riconosciuta esperienza nelle tecnologie chiave per portare avanti lo studio di questo nuovo intercettore. Il consorzio riunisce insieme le migliori competenze missilistiche all’interno dell’Unione Europea con le più alte competenze scientifiche del settore aeronautico ed attori in nuovi settori per raccogliere e vincere la sfida posta dalla minaccia ipersonica. Eric Béranger, CEO di MBDA, ha dichiarato: "Questo progetto offre un significativo vantaggio europeo, contribuendo ad incrementare la resilienza e la sovranità tecnologica europea, attraverso il rafforzamento della cooperazione e l’interoperabilità tra i Paesi dell'UE. Il progetto contribuirà anche ad incrementare la sovranità dell'industria europea dei sistemi missilistici, sostenendo e sviluppando competenze, materiali e tecnologie definite “critiche” e rafforzando la competitività industriale europea. Le tecnologie relative al settore ipersonico sono in continua evoluzione e rimanere all’avanguardia è una priorità di MBDA per guidare l'Europa verso la soluzione più efficace per contrastare le minacce ipersoniche”. L’obiettivo di HYDIS² è quello di progettare diversi concetti di intercettori e di maturare le relative tecnologie critiche per identificare la migliore soluzione che soddisfi le esigenze dei quattro Stati - Francia, Italia, Germania e Paesi Bassi – e che sia coerente con i lavori del programma europeo TWISTER. HYDIS2 rappresenta un contributo centrale degli Stati europei alla missione di difesa delle proprie popolazioni e forze armate dalle minacce ipersoniche, che segnano un cambiamento radicale dei concetti di difesa rispetto a quelle balistiche. Francia, Germania, Italia e Paesi Bassi hanno già confermato il loro sostegno e impegno firmando una Lettera di Intenti, concordando i Requisiti Operativi Iniziali.

DIFESA ANTI-AEREA E ATBM: FAMIGLIA MISSILI MBDA “ASTER”

La famiglia è composta da due varianti Aster 15 con gittata di 30 km e Aster 30 con gittata di 120 km:
  • Aster 15: missile terra-aria a corto-medio raggio.
  • Aster 15 EC: Nuova versione dell'Aster 15 con il doppio dell'autonomia (>60  km); in fase di sviluppo dal 2023 e la cui introduzione è prevista per il 2030.
  • Aster 30 Block 0: missile terra-aria a medio-lungo raggio. Può eseguire manovre superiori a 50 g.
  • Aster 30 Block 1: Variante con capacità antimissile balistica; progettata per contrastare i missili balistici a corto raggio di classe 600 km (370 miglia).
  • Aster 30 Block 1NT: NT sta per "New Technology" (Nuova Tecnologia), è una nuova variante dell'Aster  30 progettata per contrastare i missili balistici a corto e medio raggio di classe 1.500 km (930 miglia). E’ un missile terra-aria e superficie-aria di nuova generazione sviluppato dal consorzio europeo Eurosam per la difesa aerea avanzata e antimissile. Utilizza un radar aggiornato in banda Ka. Intercetta missili balistici tattici, aerei veloci e minacce ipersoniche. Il secondo test di lancio si è tenuto nel luglio 2025 in Francia. È abbinato al sistema di difesa terra-aria SAMP/T NG e alle unità navali della Marina.
  • Aster 30 Block 2 BMD: missile antibalistico in fase di sviluppo, progettato per contrastare missili balistici e manovrabili con una gittata fino a 3.000 km (1.900 miglia).
Il sistema di guida si avvale di un radar attivo nella fase finale, mentre nella fase di crociera il missile riceve aggiornamenti tramite un data link. 




I missili Aster sono progettati per essere utilizzati sia da unità navali che da lanciatori terrestri. La versione 30 differisce dalla 15 per la presenza di un primo stadio (booster) di maggiori dimensioni. In entrambi i missili, la parte che effettua l'intercettazione (dardo) è caratterizzata dai sistemi di manovra PIF (dal francese Pilotage en Force) e PAF (Pilotage Aerodinamic Fort). Il PAF è una architettura nella quale parte dei timoni (TVC) viene investita dal flusso aerodinamico generato del motore a razzo, mentre il PIF è basato su getti di aria compressa che modificano rapidamente la traiettoria del missile. Il PIF viene usato soprattutto in prossimità del bersaglio, dove la forza aerodinamica generata dai timoni classici ha un'isteresi più alta e quindi non è in grado di far cambiare traiettoria al missile con sufficiente rapidità, peggiorando le caratteristiche di precisione del sistema d’arma.

MISSILI ANTI-NAVE / LAND/ATTACK: MBDA TESEO MK2 Evolved

Il sistema d'arma di nuova generazione TESEO MK2/E rappresenta la risposta all'esigenza operativa di impiego a bordo di navi, in un contesto di minacce in continua evoluzione con un orizzonte temporale di vent'anni e oltre. 



Basato sul precedente TESEO MK2/A, il nuovo missile incorpora tecnologie all'avanguardia e svolge una duplice funzione, sia in ambito marittimo che per attacchi a obiettivi terrestri. Il nuovo TESEO MK2/E rappresenta un punto di riferimento evolutivo per tutti i missili antinave a lungo raggio, grazie all'aggiunta della capacità di operare contro bersagli in profondità nel territorio, riducendo i tempi di reazione a pochi secondi in condizioni di pieno controllo, dalla preparazione della missione all'ingaggio del bersaglio. Il TESEO MK2/E integra una sezione di guida a doppia modalità all'avanguardia, comprendente sia un nuovo sensore RF coerente con capacità ECCM, sia un sensore elettro-ottico per un ingaggio di alta precisione, sia per bersagli marittimi che terrestri. Include un innovativo sistema di pianificazione della missione che garantisce un rapido tempo di reazione con soluzione di tiro automatica, mentre i parametri della missione pianificata sono regolabili dall'operatore del sistema d'arma in base al quadro tattico in tempo reale. Può contare su un sistema di collegamento dati bidirezionale per il controllo della missione fino alla fine dell'ingaggio, per consentire l'aggiornamento e la riassegnazione del bersaglio e l'interruzione della missione. È in grado di raggiungere un'elevata velocità di crociera subsonica e un'elevata manovrabilità terminale con accelerazioni elevate, con un raggio d'azione effettivo superiore a 350 km a livello del mare. Dispone di un sistema di navigazione integrato INS/GPS e radioaltimetro completamente autonomo, con capacità di volo a bassa quota e sorvolo terrestre auto-adattive. Il suo effetto letale è garantito da una testata semiperforante/ad alto potenziale esplosivo, scalabile ed efficace.

MISSILI CRUISE SUBSONICI E SUPERSO NICI: MBDA STRATUS

STRATUS è il nome ufficiale del programma europeo di missili di nuova generazione sviluppato da MBDA per Francia, Regno Unito e Italia, nato per rimpiazzare i sistemi d'arma SCALP/Storm Shadow ed Exocet/Harpoon/Teseo.  


Attraverso un unico programma, MBDA sta sviluppando due missili complementari, adattabili e interoperabili che forniranno capacità decisive per attacchi in profondità, anti-nave, soppressione e distruzione delle difese aeree nemiche e abbattimento di asset di alto valore.  I missili sono destinati all'uso nel dominio aereo, marittimo e terrestre, da piattaforme multiple, e sono in grado di operare in zone interdette. I nuovi sistemi offrono un significativo vantaggio di sopravvivenza grazie alle caratteristiche di alta velocità/manovrabilità e dalla bassa osservabilità, necessarie per garantire flessibilità ottimale e prestazioni nei campi di battaglia e nei conflitti ad alta intensità di domani. Il sistema si compone di due varianti complementari: lo STRATUS LO subsonico a bassa osservabilità e il STRATUS RS supersonico a spinta ramjet:
STRATUS LO (Low Observable): Versione stealth subsonica progettata per eludere le difese nemiche nei tiri di precisione a lunga distanza. 
STRATUS RS (Rapid Strike): Versione supersonica ad alte prestazioni propulsa da motore ramjet, ideale per attacchi rapidi e missioni di neutralizzazione delle difese aeree avversarie. 
L’MBDA “STRATUS” è un programma franco-italo-britannico per lo sviluppo di un missile che dovrà rimpiazzare il missile da crociera anglo-francese SCALP e i missili antinave Exocet e Harpoon operativi nelle forze armate francesi e inglesi. In origine chiamato Futuro missile antinave/Futuro missile da crociera (FMAN/FMC), in francese Futur missile antinavire/Futur missile de croisière, in inglese Future Cruise/Anti-Ship Weapon (FC/ASW), ha ricevuto la denominazione attuale nel settembre 2025. Nato come continuazione del progetto congiunto franco-britannico CVS401 Perseus, nel giugno 2023 anche l'Italia si è unita al programma al fine di trovare un rimpiazzo per i missili SCALP in dotazione all'Aeronautica Militare e i Teseo impiegati dalla Marina Militare. Il missile, sviluppato dal consorzio europeo MBDA, disporrà di due varianti: una da crociera subsonica denominata STRATUS LO (Low Observable, bassa osservabilità) e una supersonica denominata STRATUS RS (Rapid Strike, attacco rapido). La capacità di attacco al suolo dovrebbe essere disponibile dal 2028, mentre quella antinave dovrebbe essere completata nel 2034.

DIFESA DI PUNTO: CANNONI LEONARDO cal.76/62 STRALES

Installazione di 3 cannoni da 76/62 mm dotati di munizionamento guidato DART.  



Il sistema Strales di OTO Melara potenzia le capacità dei cannoni navali 76/62 nell'affrontare le sfide poste dai nuovi contesti asimmetrici. Dopo oltre cento anni si dimostra vincente la scelta di OTO Melara di investire nella produzione di artiglierie navali innovative e tecnologicamente avanzate.  Il sistema d’arma Strales di OTO Melara potenzia le capacità dei cannoni navali 76/62 nell’affrontare le sfide poste dai nuovi contesti asimmetrici. Dopo oltre cento anni si dimostra vincente la scelta di OTO Melara di investire nella produzione di artiglierie navali innovative e tecnologicamente avanzate. Negli scenari operativi attuali, imbarcazioni piccole ma molto manovriere, capaci di colpire improvvisamente e simultaneamente grandi navi, rappresentano una minaccia concreta. Anche i missili antinave a capacità manovrante costituiscono un pericolo potenziale. L’ingaggio del bersaglio si deve quindi sviluppare con precisione chirurgica e con ridotto volume di fuoco. In questo contesto il sistema di OTO Melara 76/62 SR o C, dotato di kit Strales, assolve pienamente il ruolo di efficace e moderna difesa navale. Installato su un affusto 76/62, il kit Strales è composto da un’antenna che, tramite un fascio di radio-frequenza (RF), guida precisamente uno o più proiettili DART (Driven Ammunition Reduced Time Of Flight) verso il bersaglio garantendo di raggiungerlo senza margini di errore ed evitando così il rischio di danni collaterali. Il sistema 76/62 Strales spara proiettili sottocalibrati DART i quali vengono espulsi dalla canna a una velocità più elevata dei proiettili 76mm standard. Il proiettile DART, che è dotato di una sezione anteriore di guida, una volta sparato si muove in un fascio RF puntato costantemente al punto presente della traiettoria della minaccia in avvicinamento. Raggiunta la distanza di ingaggio, una spoletta di prossimità di ultima generazione attiva il proiettile DART sulla minaccia all’istante ottimale, per garantire un ingaggio di successo. La velocità dei proiettili DART e le loro capacità di guida rendono un 76/62 Strales uno strumento capace di contrastare minacce veloci e manovranti, sia di tipo asimmetrico, che di tipo tradizionale, consentendo però un contenimento dei costi rispetto ad analoghi sistemi di difesa basati su tecnologia missilistica. Il kit Strales può essere introdotto su cannoni 76/62 Super Rapidi o Compatti anche in servizio, consentendo di mantenere intatto il ritmo di fuoco sia nello sparare munizioni 76mm standard che nello sparare le munizioni guidate DART. Il sistema 76/62 Strales risolve il problema intrinseco delle artiglierie navali che, ingaggiando un bersaglio al punto futuro della sua traiettoria, possono essere non efficaci, specialmente laddove i bersagli siano mobili ed imprevedibili. La scelta da parte di OTO Melara di continuare ad investire nella produzione di artiglierie navali, puntando sull’innovazione e sulle grandi capacità tecnologiche e progettuali acquisite, si dimostra ancora vincente e fonte di importanti sviluppi.

DIFESA ANTI DRONE E ANTI MISSILE: LEONARDO LIONFIGH cal. 30 mm

Integrazione di 4 mitragliere Lionfish da 30 mm prodotte da Leonardo per neutralizzare minacce asimmetriche e droni.   

La famiglia LIONFISH® nasce per rispondere alla sempre maggiore richiesta di soluzioni leggere multiruolo, impiegabili per compiti di pattugliamento e protezione e difesa delle installazioni. Per soddisfare i diversi requisiti operativi, la famiglia si compone di tre torrette da 12.7mm - Ultralight, Inner Reloading e Top - la LIONFISH® 20 da 20mm e la LIONFISH® 30 da 30mm. Le caratteristiche comuni a tutta la famiglia sono modularità, necessità minima di manutenzione e intuitività nell’impiego, che riducono notevolmente i requisiti addestrativi e contribuiscono a minimizzare i costi nel ciclo di vita. Tutte le torrette possono essere facilmente installate sulle imbarcazioni, anche su quelle più piccole, in quanto non richiedono la modifica del ponte e garantiscono l’ingaggio del bersaglio con elevata precisione, anche in condizioni meteo marine sfavorevoli, grazie alla completa stabilizzazione in elevazione e azimuth. Ogni torretta può calcolare autonomamente la soluzione di tiro ed è dotata di un’unità elettro-ottica coassiale con camera diurna ad alta definizione, camera infrarossa e telemetro laser per il tracking del bersaglio. è un sistema di artiglieria navale di piccolo calibro a controllo remoto, caratterizzato da una lunga gittata operativa e un'elevata cadenza di fuoco. Fa parte della più ampia famiglia di torrette d'arma a controllo remoto LIONFISH®, con cui condivide l'architettura meccanica ed elettronica e la stessa interfaccia uomo-macchina estremamente intuitiva.
Grazie alle sue dimensioni compatte e al peso ridotto, LIONFISH® 30 consente di dotare imbarcazioni di superficie di dimensioni molto ridotte della capacità di neutralizzare minacce asimmetriche, elicotteri e droni, grazie all'utilizzo di munizioni a scoppio aereo, oltre ad essere utilizzabile a bordo di navi di maggiori dimensioni come armamento secondario.
Il LIONFISH® 30 è equipaggiato con il cannone LEONARDO X-GUN da 30 mm, esente da restrizioni ITAR, alimentato da due caricatori con 200 colpi pronti al fuoco.
Può sparare tutti i tipi di munizioni da 30x173 mm, prescritte dal produttore del cannone, come ad esempio:
  • Munizioni ad esplosione in aria
  • ad alto potenziale esplosivo: MP-T/SD, SAPHEI-T, HEI-T
  • Perforanti: API, APFSDS-T, FAPSD-T
  • Addestramento al tiro: TP, TP-T
  • Specifiche:
  • Calibro: 30 x 173 mm
  • Cadenza di fuoco: modalità controllata: colpo singolo, raffica programmata, raffica continua / fino a 200 giri/min in modalità raffica
  • Pronti al fuoco: fino a 200
  • Gittata effettiva: > 3500 m
  • Campo di addestramento: da -155° a 155°
  • Campo di elevazione: da -20° a +70°
  • Massa senza munizioni: 1450 kg
  • Elettro-ottica: telecamera diurna, telecamera IR, telemetro laser (10 km) La LIONFISH® 30, è estremamente compatta e leggera ed è dotata del nuovo Leonardo 30mm X-GUN ad alimentazione elettrica. Quest’ultimo, sviluppato in-house e ITAR-free, è capace di impiegare munizioni di nuova concezione air burst con frammentazione frontale preformata che garantiscono maggiore efficacia contro minacce aeree, inclusi mini e micro-droni. L'impiego dell'intelligenza artificiale consente di ottimizzare l'ingaggio di più minacce contemporaneamente. La torretta si distingue anche per l'elevata cadenza di tiro e l'elevato range operativo.

PRINCIPALI SISTEMI ELETTRONICI IMBARCATI


Sistema radar AESA Leonardo Kronos Dual Band (banda C e X) e Kronos Power Shield (banda L) per capacità anti-balistiche con 4 facce piane, due a prua e due a poppa del DDX. 
Il sistema fa parte della famiglia di radar KRONOS; la caratteristica principale dell'architettura del KRONOS Power Shield è l'antenna completamente digitale basata sulla tecnologia già collaudata nei radar multifunzione AESA (Active Electronically Scanned Antenna) in servizio. Il blocco centrale dell'antenna digitale è il DAT, Digital Active Tile, che implementa una catena radar completa per ogni singolo elemento radiante, a partire dalla generazione di forme d'onda fino all'ADC a banda larga. Più di 1000 elementi radianti raggruppati in DAT forniscono un'architettura completamente distribuita e controllata a livello di singolo elemento. Ciò comporta un aumento delle prestazioni, nuove funzionalità e la possibilità di implementare un'ampia gamma di architetture di scansione radar necessarie per coprire i cavi requisiti operativi di oggi e di domani. Il radar di allerta precoce Kronos Power Shield è completamente digitale ed è stato progettato per la sorveglianza e la difesa dai missili balistici tattici.  Il nuovo sistema introduce una serie di miglioramenti hardware, software e della modalità operativa, tra cui una nuova antenna AESA (Active Electronically Scaned Array) ad alta potenza basata su nitruro di gallio (GaN) moduli di trasmissione/ricezione (TRM), un enorme miglioramento nell'elaborazione e la forma d'onda brevettata Extended Long Range (ELR) ampiamente testata in diverse campagne ed esercitazioni, che consente il rilevamento e il tracciamento di oggetti in rapido movimento attraverso lo spazio. Il sistema AESA a 4 facce piane è progettato per rilevare bersagli aerei, di superficie e eso-atmosferici ad alta velocità come missili balistici e oggetti spaziali fino a una portata strumentale di 2.000 km.  Il nuovo radar rileva autonomamente i bersagli di tipo missilistico balistico e, dopo l'avvio rapido, la traccia di questi bersagli viene mantenuta fino allo zenit. Con un'antenna da 9 tonn, il sistema ha una portata strumentata rispettivamente di 480 e 60 km contro bersagli aerei e di superficie, mentre la capacità di tracciamento raggiunge le 1.000 tracce. Combinando il raggio multiplo a doppio asse con la precisione monopulse istantanea in azimut ed elevazione e l'elaborazione Doppler istantanea per la copertura dell'intera gamma di azimut ed elevazione con la forma d'onda ELR brevettata. Una caratteristica fondamentale del Kronos Power Shield è la manutenibilità: utilizzando una struttura ad antenna fissa, consente al personale di portare a termine l’eventuale manutenzione stando al coperto. Il KRONOS Power Shield copre l'intero spettro delle capacità BMD che i moderni scenari complessi richiedono un radar di allarme rapido (EWR), Difesa dai missili balistici tattici, Elevata velocità di trasmissione dei dati ed eccellente precisione di rilevamento per uno spunto tempestivo di missili balistici tattici (TBM) in fase discendente per la difesa d’area, Sorveglianza dei missili balistici tattici, Raggio d'azione molto esteso per la sorveglianza di vaste aree e l'allerta precoce di TBM in fase ascendente, Flessibilità della missione per supportare l'aggiornamento dell'immagine tattica o il cueing alla FCR per l'auto-reazione contro le minacce ABT e TBM. Lo sviluppo del Kronos è stato portato a termine grazie agli sviluppi tecnologici ed agli avanzati algoritmi di tracciamento messi a punto da Leonardo; “le capacità del radar MFRA contro le minacce rappresentata da bersagli in grado di simulare in modo reale missili balistici tattici sono state testate con successo nel corso delle due importanti esercitazioni navali multinazionali della NATO dedicate alla difesa aerea e missilistica integrata (IAMD, Integrated Air Missile Defence) Formidable Shield 2017 e Formidable Shield 2019.  Tale capacità è stata finora la più importante e complessa che siamo stati in grado di dimostrare, consentendo al sistema di essere proposto per l’immediata integrazione in pacchetti per la difesa contro missili balistici tattici.  L’MFRA è stato ad oggi testato da tecnici di Leonardo e dai militari addetti delle nostre FF.AA. nel corso di oltre 18 tiri reali coronati da successo contro bersagli aerei e missilistici di diversa tipologia.  La famiglia Kronos, oggi comprende radar AESA sia in banda C (la stessa del radar MFRA) che in banda X, per applicazioni sia navali che terrestri che sfruttano gli ultimi sviluppi in termini di moduli trasmettitori ricevitori (TRM) con applicazione rispettivamente della tecnologia del Nitruro di Gallio (GaN, Gallium Nitride) e Arseniuro di Gallio (GaAs, Gallium Arsenide), capacità elaborazione dati e componentistica elettronica, unitamente all’applicazione del cosiddetto “cervello del sistema radar”, meglio conosciuto come “system manager”. Il ‘cervello del sistema radar’ che opera in tempo reale è in grado di offrire non solo capacità avanzate e d’impiego congiunto come un solo sistema radar (con ben otto facce fisse nella versione più complessa) ma anche l’integrazione funzionale con il sistema di guerra elettronica. 

LEONARDO'S  “ATHENA”® COMBAT MANAGEMENT SYSTEM

Soluzione avanzata per la gestione avanzata del combattimento, modulare e scalabile o (per la M.M. italiana) Sistema Automatico per la Direzione delle Operazioni di Combattimento SADOC Mk.4. 
L’architettura di sistema del CMS “Athena” deriva direttamente dalle esperienze maturate dalla società nel settore navale. I sistemi di gestione del combattimento di che trattasi sono caratterizzati da estrema flessibilità e modularità, integrano e riutilizzano capacità multi missione, che ne consentono l’impiego su ogni tipo di unità navale, dai pattugliatori alle portaerei.  Il Combat Management System ATHENA, è un evoluto sistema di comando e controllo di nuova generazione, ad architettura aperta in grado di garantire le migliori capacità di acquisizione, fusione e gestione dei dati per un’efficace valutazione degli scenari operativi e per la gestione delle risorse a disposizione, assicurando così rapidi ed efficaci processi decisionali. Il CMS viene inoltre installato nel nuovo cockpit navale sviluppato da Leonardo insieme a Fincantieri per le nuovissime unità PPA. Si tratta di un avanzato sistema di controllo dell’intera nave, alla stregua di un cockpit aeronautico, una sorta “Postazione Integrata Condotta Nave”, che consentirà, per la prima volta, di gestire in modo integrato le operazioni relative sia alla conduzione della nave sia al sistema di combattimento, con un numero ridotto di operatori grazie anche all’impiego di nuove tecnologie di realtà aumentata. ATHENA® (Architecture & Technologies Handling Electronic Naval Applications), sistemi avanzati di gestione dei combattimenti (CMS), dalle navi pattuglia fino alle portaerei, nonché per programmi di ristrutturazione o refitting. Il CMS ATHENA® integra tutte le funzioni necessarie per la sorveglianza, la gestione dei sensori e delle immagini tattiche, il supporto alla navigazione, la valutazione delle minacce e l'assegnazione delle armi, la gestione del sistema d'arma, la pianificazione della missione, il collegamento dati tattici multipli e l'addestramento a bordo. Il CMS ATHENA si basa su un'architettura modulare e scalabile completamente ridondante che può essere personalizzata per soddisfare le esigenze specifiche del cliente. Leonardo ha messo a punto un sistema di comando e controllo (CCS), una versione personalizzata del sistema di gestione del combattimento (CMS) ATHENA. Il nuovo sistema copre tutte le esigenze di gestione operativa in tempo reale attraverso sensori, armi e comunicazioni interconnesse, tutte facilmente accessibili e gestibili attraverso Console Multifunzionali avanzate (MFC). La sua architettura hardware è caratterizzata da nodi di elaborazione completamente remoti e ha un ingombro ridotto grazie alla struttura leggera in fibra di carbonio.  Il nuovo Combat Management System è stato progettato come un unico prodotto, scalabile a diverse tipologie di piattaforme/unità navali a seconda delle loro esigenze e dei loro compiti. La sua struttura portante si basa su una struttura architettonica comune e moduli software/hardware standard in grado di soddisfare le esigenze delle navi da combattimento e di supporto. L'elaborazione remota rende l'intero sistema più resiliente e permette di inglobare l'hardware in una stanza più piccola e dedicata. Questo crea un data center C4I a bordo, riducendo al minimo la necessità di infrastrutture IT al di fuori della sala operativa. Questo nuovo CMS è in qualche modo un taglio con il passato che sia Leonardo che Marina Militare italiana hanno perseguito appositamente per fornire i nuovi DDX, i PPA, le LHD, le Logistic Support Ship / LSS, etc. con un nuovo hardware per essere più interattivi. Gli algoritmi sono invisibili all'equipaggio durante lo svolgimento delle sue missioni, e naturalmente il sistema deve essere affidabile e ben funzionante. Tuttavia, questo nuovo CMS si concentra sull'interfaccia uomo-macchina (HMI). I CMS vengono messi a punto da Leonardo in collaborazione con Marina Militare e attraverso gruppi di lavoro con marine straniere che richiedono personalizzazioni e/o caratteristiche particolari. Da tutto ciò la MM ha tratto grande beneficio dall'esperienza operativa degli utenti sul campo, che risale ai primi anni 2000, quando i primi CMS della famiglia ATHENA sono stati montati su cacciatorpediniere di classe Orizzonte / Horizon. Per la sua storia operativa, la Marina Militare ha chiamato il CMS con l'acronimo Sistema Automatico per la Direzione delle Operazioni di Combattimento (SADOC). Il SADOC Mk.2 era il CMS di precedente generazione in servizio a bordo di navi militari italiane messe in servizio negli anni '80 e '90 (ad esempio le fregate classe Maestrale e Lupo). Il CMS della famiglia ATHENA che equipaggia cacciatorpediniere di classe Horizon e fregate di classe Bergamini si chiama SADOC Mk.3. Sebbene ciò possa suggerire successivi sviluppi della stessa architettura, SADOC Mk.2 e SADOC Mk.3/ATHENA non hanno nulla in comune. Il SADOC Mk.3 è stato sviluppato ex novo per il programma Horizon ed è stato influenzato dalla cooperazione con la marina francese. Il sistema ATHENA è installato su tutte le attuali navi della marina italiana e su 19 navi costruite per clienti stranieri. L'evoluzione del SADOC Mk.3 richiesta dalla Marina Militare italiana per le sue nuove classi di navi è il nuovo CMS in trattazione. Ma non si tratta di un miglioramento lineare rispetto al prodotto precedente. Al contrario, Marina Militare ha richiesto di rimodellare il sistema sulla base di una vasta esperienza operativa. Leonardo, invece, ha portato in dote un consistente know-how e feedback anche di operatori stranieri. Il processo di costruzione del CMS ha richiesto un anno di lavoro congiunto tra Leonardo e Marina Militare, compresa la realizzazione di alcuni prototipi. Il prodotto finale, è unico e diverso da qualsiasi altro CMS in Europa e negli Stati Uniti. L'hardware è molto diverso da molti CMS, soprattutto per quanto riguarda il numero limitato di console, che sono meno numerose rispetto ad altri CMS. Il numero di console dipende dal tipo di navi di missione per cui sono concepite. In generale, le marine militari di oggi richiedono più automazione e un numero decrescente di operatori. Un'unità avanzata e complessa come una fregata classe Bergamini dispone di 16 console di bordo. Sull'LHD TRIESTE ci sono ben 40 consolle. I PPA hanno requisiti simili, ma devono essere dotati di un diverso modo di avvicinarsi alle operazioni. In particolare, essi sono dotati di un ponte di combattimento attraverso con il quale potranno essere eseguiti sia i compiti di navigazione che quelli di combattimento. Di solito, le navi da combattimento hanno due sale diverse, la sala di navigazione e la sala di combattimento (Centrale Operativa di Combattimento, COC) per il CMS. Nel corso degli anni, l'esperienza operativa ha dimostrato che le navi militari trascorrono il 70% del loro periodo in mare in operazioni non combattenti o a bassa intensità (es. navigazione, transito, scorta, ecc.). In questi casi, Marina Militare ha scoperto che i compiti assegnati richiedono in media sette operatori di console. Solo in caso di operazioni di combattimento ad alta intensità tutte le console sono presidiate. Pertanto, il ponte di combattimento proposto per la prossima generazione di CMS dispone di 7 postazioni di lavoro, compresa quella del comandante. Il comandante cesserà di essere un supervisore e potrà lavorare direttamente sul CMS. Per le operazioni ad alta intensità, invece, il ponte di combattimento consente di installare un ulteriore set di console in una sala adiacente, dietro il ponte di combattimento. Sui PPA, il loro numero è da dodici a 16, a seconda della versione. In sintesi, l'apparente riduzione delle console riguarda solo operazioni non da combattimento o a bassa intensità. Quando si tratta della piena capacità di combattimento della nave, il numero di console di bordo non cambia e anzi si espande. Il CMS ha diverse modalità: addestramento, difesa, combattimento, prontezza per il combattimento e modalità personalizzate che abilitano o disabilitano i sistemi e le armi in proporzione al livello previsto di minaccia o a seconda delle disposizioni di sicurezza. Al fine di eseguire al meglio qualsiasi operazione, ogni postazione di lavoro può anche avere accesso ad applicazioni dedicate per il recupero e la modifica di rapporti di intelligence, traffico marittimo e documenti. La vendita sul mercato estero rende indispensabile la progettazione di hardware e software a supporto di armi e sistemi diversi, siano essi ereditati o scelti deliberatamente dai clienti. L'intera architettura del sistema ATHENA-SADOC prende in considerazione la necessità di consentire l'integrazione di una gamma diversificata di sistemi con il minor impatto possibile. Di solito, rendere i sistemi compatibili con l'hardware cinese o russo implica solo qualche aggiustamento software, ma si sono verificati casi in cui si sono dovuti installare unità/moduli speciali per "tradurre" i segnali dal CMS ai sistemi e viceversa. Per fare questo, alcuni componenti utilizzano già protocolli tecnologici agnostici e si sta già lavorando per la realizzazione di una progettazione software di tipo SOA (Service-Oriented Architecture) da implementare sul CMS attuale e futuro. L'aggiornamento pre-programmato più importante per il CMS è l'aggiornamento di mezza età (MLU) che quasi ogni imbarcazione fa almeno una volta nel corso della sua vita utile. Durante l'obsolescenza dell'MLU vengono affrontati sia l'hardware che il software, e gli esperti di Leonardo portano il CMS allo stato dell'arte attraverso modifiche radicali al software e all'hardware. Oltre ad un aggiornamento radicale pianificato, vengono rilasciati dall’azienda produttrice kit di aggiornamento che possono essere installati a bordo autonomamente dalle singole marine militari. Tali kit sono spesso rilasciati solo su richiesta. In effetti, i militari spesso preferiscono avere un sistema conosciuto e mantenerlo in servizio il più a lungo possibile. Questo perché qualsiasi modifica importante richiede un addestramento aggiuntivo; quindi, il cliente a volte opta per rilasci importanti soltanto quando necessario. Leonardo cerca di mantenere il CMS aggiornato, possibilmente allineato con la migliore tecnologia disponibile, in modo da poter intervenire quando il cliente ritiene indispensabile per modificare i propri sistemi. Leonardo è già da tempo impegnata in attività di ricerca volte ad introdurre nei suoi sistemi un set di strumenti di Intelligenza Artificiale (IA). Il nuovo CMS in consegna alla Marina Militare Italiana metterà già in campo alcuni elementi di analisi predittiva. Nel dettaglio, il CMS sarà in grado di simulare una serie di situazioni di combattimento che possono essere basate su dati reali, come i rapporti di intelligence. La nave può quindi creare uno scenario fittizio per studiare la situazione ed entrare in sala operativa con una buona consapevolezza situazionale sulle capacità del nemico e sul comportamento più appropriato da tenere in combattimento. In breve, per ora quello che si potrà mettere in campo è un sistema di simulazione, ma si sarà presto in grado di comprovare veri e propri set di strumenti di IA per la pianificazione e la previsione delle operazioni. Il primo passo avanti sarà la capacità di analizzare i grandi dati provenienti da fonti multiple per fonderli in risultati completi per i responsabili delle decisioni. In seguito, se il cliente lo sceglie, un programma di ricerca di due-tre anni dovrebbe essere in grado di fornire capacità innovative basate su applicazioni di pura IA. Il software di Leonardo è basato su versioni hardened dei sistemi operativi Linux e il CMS opererà in un ambiente chiuso. Per le comunicazioni esterne, il sistema comunica solo attraverso connessioni militari sicure (certificate NATO). In parole povere, il CMS non naviga in Internet. Anche la connessione internet disponibile a bordo per la comunicazione privata dell'equipaggio è disaccoppiata dalla rete di comunicazione del CMS. In questo modo, nulla può entrare nella nave semplicemente sfondando attraverso Internet. Nonostante queste precauzioni, le comunicazioni sono continuamente monitorate attraverso applicazioni di early warning che analizzano tutto il traffico in entrata e in uscita da e verso la nave. I sistemi sono dotati di ridondanza di interruttori e firewall che impediscono anche a persone fisiche come hacker o componenti dell'equipaggio non autorizzati di sfondare. In effetti, l'integrazione di sistemi come questi a bordo non è facile, ma è stata una richiesta specifica della Marina Militare Italiana, e i clienti internazionali sono molto interessati ad essere resistenti agli attacchi informatici. Nel prossimo futuro, verranno implementate anche alcune soluzioni contro gli effetti elettromagnetici, ovvero le intrusioni attraverso segnali radar. Secondo alcune voci, aerei come l'F-35 sono già in grado di farlo. È difficile capire fino a che punto il CMS possa entrare in profondità nel CMS (si tratta di dati altamente classificati che, naturalmente, non vengono divulgati). Ma c'è un interesse crescente in tutto il mondo per questo tipo di capacità, quindi si ha bisogno di valutarle e fornire qualche soluzione per proteggere il CMS. Il mercato primario di Leonardo è la Marina Militare Italiana. Tutte le navi che saranno messe in servizio negli anni a venire monteranno una versione di questo CMS.  Ci si augura che queste navi servano da vetrina per dimostrare le nostre eccezionali capacità sul campo, con un occhio ai mercati in cui siamo già presenti e con l'ambizione di espandersi verso i mercati più dinamici come il Sud-Est asiatico. Il Sud America sembra offrire un terreno fertile per i programmi della società Leonardo da molto tempo, ma i vincoli di bilancio in quelle regioni a volte giocano contro il nostro successo commerciale. 
CARATTERISTICHE CHIAVE DEL C.M.S. “ATHENA-SADOC Mk.4”: 
  • Elevato livello di integrazione di sistema e automazione; Ampia gamma di operazioni di missione supportate; Architettura aperta, distribuita e modulare; Ampia adozione di componenti COTS adeguati; Supporto avanzato per le decisioni tattiche e di pianificazione; Integrazione con i sistemi Maritime C4I; Digitalizzazione video (radar, TV), distribuzione e presentazione; Alto livello di integrazione automatica dei dati dei sensori e coordinamento automatico dei sistemi d’arma; Prestazioni e affidabilità del sistema per garantire la continuità delle funzioni operative senza perdita di dati; Flessibilità e modularità con potenziale di crescita e capacità di aggiornamento.

APPARATO MOTORE E COSTRUZIONE DEL DDX
  • Propulsione: Sistema ibrido CODAG (Combined Diesel and Gas) per elevate prestazioni.
  • Costruzione: Il programma vede coinvolta Fincantieri, con possibili collaborazioni internazionali. 

STATO DEL PROGRAMMA DDX (2026)

L'iter contrattuale e operativo ha registrato l'avvio ufficiale tra la fine del 2025 e i primi mesi del 2026. La definizione formale dei contratti industriali per le prime due unità è calendarizzata entro l'estate del 2026, mentre la pianificazione a lungo termine prevede l'aggiunta di altre due navi gemelle per completare la flotta di prima linea.

CONCLUSIONI

I nuovi DDX, attesi in servizio nei prossimi anni (programma avviato a fine 2025), rappresentano un salto tecnologico significativo, puntando su automazione, elevata potenza di fuoco e capacità di operare in gruppi navali d’altura.










IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google AI, MBDA, Leonardo, Seaforces, WIKIPEDIA, You Tube)































 

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