domenica 23 agosto 2026

Flygvapnet 2027: la Saab ha reso noto sui media una breve sequenza video che mostra i primi dettagli di un concept dell’A3-01 / 02 / 03, velivoli da combattimento senza pilota (Collaborative Combat Aircraft, CCA).













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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.












La Flygvapnet è l'elemento aeronautico delle forze armate svedesi (Sveriges försvarsmakt).

Nel 1911 la marina svedese ricevette in dono un Blériot XI, mentre nel 1912 l’esercito svedese ricevette un Nieuport IV e un Breguet CU-1. L’aeronautica militare svedese è stata attivata il 1º luglio 1926 unendo le unità aeree dell’esercito e della marina e creando quattro squadroni, che vennero incrementati a sette nel 1936.

All’inizio della Seconda guerra mondiale la forza aerea aveva avviato un processo di espansione. Nonostante la neutralità della Svezia, un’aeronautica consistente era ritenuta una delle necessità per prevenire invasioni e ingerenze da parte delle grandi potenze. Per sopperire alla carenza di petrolio importato da paesi in guerra, i combustibili aeronautici svedesi vennero prodotti raffinando scisto bituminoso. L’aeronautica svedese partecipò alla Guerra d’inverno inviando 12 J8A e 4 Hawker Hart con relativi piloti e staff, tutti su base volontaria, a sostegno della Finlandia. Al termine della Seconda guerra mondiale l’aeronautica svedese contava circa 600 aerei divisi in 16 squadroni, mentre all’inizio della guerra era composta da circa 180 aerei. Molti dei nuovi aerei consegnati vennero prodotti dalla neonata Saab.



SAAB A3-01 / 02 / 03 Collaborative Combat Aircraft, CCA

Al Jubilee Air Show presso la base aerea di Malmen a Linköping, in Svezia, la Saab ha presentato un modello concettuale a grandezza naturale di un futuro sistema aereo da combattimento senza equipaggio. Il concept, denominato A3-001, illustra la possibile evoluzione delle future capacità aeree da combattimento, in cui piattaforme con e senza equipaggio operano insieme come parte di un sistema integrato.
La piattaforma senza equipaggio si basa sulla lunga tradizione di innovazione aerospaziale di Saab e potrebbe integrare il Gripen e le future capacità di combattimento aereo con equipaggio. Il concept è progettato per missioni ad alto rischio, come la guerra elettronica, la soppressione delle difese aeree nemiche e le operazioni di attacco di precisione in ambienti altamente ostili. Grazie alla bassa osservabilità, all'elevato grado di autonomia e alla capacità di operare in più domini, il concetto illustra una potenziale componente di una futura capacità di combattimento aereo: ”Attualmente ci troviamo in una fase di sviluppo intensivo in cui, insieme alla Svezia, stiamo esplorando tecnologie che getteranno le basi per la prossima generazione di sistemi aerei da combattimento. Nell'ambito di questo lavoro, intendiamo far volare dimostratori senza equipaggio con caratteristiche simili a quelle di un caccia entro il 2030, supportando la Svezia nella valutazione delle sue opzioni future", afferma Peter Nilsson, responsabile della business unit Advanced Programs di Saab. "Questo sistema Saab A3, separato dagli altri, è un nostro concept per ciò che potrebbe seguire verso la metà degli anni 2030, qualora la Svezia decidesse di basarsi sul lavoro che stiamo attualmente svolgendo. Saab è ben posizionata per sviluppare la prossima generazione di sistemi aerei da combattimento, basandosi su Gripen e GlobalEye, unitamente alla nostra lunga esperienza nei sistemi aerospaziali avanzati."

Il modello concettuale a grandezza naturale è stato esposto al pubblico durante il Salone aeronautico delle Forze Armate svedesi e ha illustrato una potenziale futura componente senza equipaggio all'interno di un approccio sistemico alla guerra aerea. 

La Saab, come noto agli addetti ai lavori, è un'azienda leader nel settore della difesa e della sicurezza, con una missione fondamentale: aiutare le nazioni a proteggere i propri cittadini e la società. Grazie al contributo di 28.000 persone di talento, Saab si impegna costantemente a superare i limiti della tecnologia per creare un mondo più sicuro e sostenibile. Saab progetta, produce e gestisce sistemi avanzati nei settori dell'aeronautica, degli armamenti, del comando e controllo, dei sensori e dei sistemi subacquei. Con sede centrale in Svezia, Saab opera a livello globale e contribuisce in modo significativo alle capacità di difesa nazionale di diverse nazioni.

I primi dettagli di un concept per un velivolo da combattimento senza pilota (Collaborative Combat Aircraft, CCA) della SAAB.

L'azienda non menziona dettagli tecnici né la designazione del velivolo. La dichiarazione si limita a dire: "Il futuro del combattimento aereo non si basa su un singolo velivolo, ma su un sistema integrato composto da diversi sistemi. Siamo orgogliosi di presentare il nostro concept per un futuro sistema di velivoli da combattimento senza pilota. Basandosi sul patrimonio aeronautico svedese, questa piattaforma è progettata per operare a fianco di velivoli con equipaggio, garantendo la massima flessibilità e sicurezza negli ambienti più ostili. Sviluppata per operazioni multidominio e collaborazione nelle dimensioni aerea, terrestre, marittima, spaziale e cibernetica.”

In particolare, l'ultima frase suggerisce che il caccia in fase di sviluppo non sarà progettato esclusivamente per ingaggiare bersagli aerei. 

Le capacità multidominio indicano in genere la capacità di operare in più dimensioni, almeno in aria e in un'altra dimensione. Ciò potrebbe suggerire capacità aria-terra o la possibilità di utilizzare il sistema come piattaforma di guerra elettronica.
Un video mostra un sistema denominato A3-01, apparentemente dotato di un motore a reazione e di un'ala a delta. Inoltre, le capacità stealth erano chiaramente un elemento chiave nella progettazione del CCA. Sulla fusoliera sono visibili anche due prese d'aria laterali (sinistra e destra). Il design complessivo suggerisce che il velivolo da combattimento senza pilota potrebbe essere in grado di raggiungere velocità supersoniche.

Il concept potrebbe essere stato sviluppato per conto delle Forze Armate svedesi. 

Lo scorso ottobre 2025, l'agenzia svedese per gli appalti FMV (Försvarets materialilverk) ha incaricato la Saab di condurre uno studio di fattibilità sui futuri sistemi di aerei da combattimento; il contratto comprendeva studi concettuali per soluzioni con e senza pilota da una prospettiva di sistemi di sistemi, nonché lo sviluppo tecnologico e la realizzazione di prototipi. Fu inoltre annunciato che il lavoro concettuale e lo sviluppo tecnologico sarebbero stati completati entro il terzo trimestre del 2026, mentre i lavori sul prototipale sarebbero proseguiti fino al 2027, inclusi i primi voli. Questa tempistica potrebbe essere in linea con i piani attuali di Saab.

Il concept presentato è un sistema di velivolo da combattimento senza pilota, che Saab definisce genericamente come Piattaforma Collaborativa Autonoma (ACP).

Saab sta attualmente sviluppando tre diversi programmi di combattimento automatico (ACP). Un modello mostrato in un video raffigura il più avanzato dei tre, denominato ACP 03, che l'azienda svedese del settore della difesa sta sviluppando con risorse proprie. 

La Saab sta lavorando anche agli ACP 01 e 02, che vengono sviluppati e costruiti per le Forze Armate svedesi:
  • La piattaforma denominata 01 dovrebbe effettuare il suo primo volo entro i prossimi 15 mesi. L'obiettivo è presumibilmente quello di dimostrare la capacità di Saab di lanciare con successo un velivolo senza pilota dotato di tecnologia stealth. Il sistema dovrebbe utilizzare lo stesso motore GE Aerospace F414 del Saab Gripen E/F. Esternamente, l'A1 presenta una forte somiglianza con il design 03, con la principale differenza rappresentata dalle derive di coda inclinate verso l'esterno.
  • L'ACP 02, utilizzerà anch'esso il motore F414 ma non avrà alcuna somiglianza esterna con le piattaforme 01 o 02. Questa piattaforma è in fase di sviluppo anche per le Forze Armate svedesi e il suo primo volo è previsto per la fine degli anni 2020, dove servirà come piattaforma di prova per lo schieramento di armamenti, nonché per nuovi materiali, sensori e tecnologie.
  • Per quanto riguarda la tempistica per la piattaforma O3, questa sembra dipendere in larga misura da un potenziale ordine da parte di un cliente. Saab considera possibile l'avvio di una campagna di voli di prova nei primi anni del 2030. In tal caso, l'introduzione del sistema – con capacità iniziali – a metà degli anni 2030 sarebbe ipotizzabile. Poiché si trova attualmente in una fase di sviluppo molto precoce, sono stati definiti solo pochi parametri. L'intenzione è apparentemente quella di sviluppare un velivolo da combattimento autonomo supersonico che eguagli le prestazioni di un caccia con equipaggio e che possa supportare il Gripen E in combattimento aereo come gregario. Con ulteriori sviluppi, il sistema potrebbe poi assumere ruoli più complessi a partire dagli anni 2040, come l'ingaggio di obiettivi terrestri o il contrasto e la soppressione delle difese aeree nemiche.








IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, SAAB, Hartpunkt, WIKIPEDIA, You Tube)



















 

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