sabato 15 agosto 2026

ESERCITO ITALIANO 2026: il KARMA (Kinetic Anti-drone Mobile Asset) è un innovativo sistema di contrasto ai droni (Counter-UAS) basato sull'Intelligenza Artificiale, sviluppato dall'azienda italiana ELT Group.












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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.













L'azienda italiana di difesa ELT Group ha di recente presentato ai media KARMA (Kinetic Anti-drone Mobile Asset), un nuovo sistema anti-drone (C-UAS) basato sull'intelligenza artificiale. Il sistema è progettato per rilevare, riconoscere e identificare droni di Classe 1 e 2, offrendo opzioni di dispiegamento sia mobili che fisse per la protezione di infrastrutture militari e critiche.




Il KARMA è un innovativo sistema di contrasto ai droni (Counter-UAS) basato sull'Intelligenza Artificiale, sviluppato dall'azienda italiana ELT Group. Lanciato sul mercato a metà aprile 2025, il sistema è progettato per proteggere asset militari e infrastrutture critiche dalle minacce aeree asimmetriche, sia in ambito civile che militare. 
Il KARMA (Kinetic Anti-drone Mobile Asset), è disponibile sia in configurazione mobile che fissa, in grado di rilevare, riconoscere e identificare droni di classe 1 e 2 tramite algoritmi di intelligenza artificiale che aumentano l'efficacia dei sensori e degli attuatori di bordo e, di conseguenza, le prestazioni del sistema. Il sistema dovrà garantire la protezione da possibili minacce sia a beni militari che a infrastrutture critiche.

Caratteristiche principali:
  • Target droni Classe 1 e 2: Rileva, riconosce e identifica droni leggeri e tattici piccoli.
  • Algoritmi di Intelligenza Artificiale: L'AI elabora i dati dei sensori in tempo reale e ottimizza le risposte degli effettori.
  • Dispiegamento rapido: Può essere configurato sia come postazione fissa sia come asset mobile integrato su veicoli.
  • Difesa anti-sciame: Il sistema è specificamente ottimizzato per contrastare attacchi simultanei da parte di più droni opponenti.
  • Architettura modulare: Facilmente integrabile in reti di difesa aerea complesse e scalabile in base alle necessità dell'utente. 

Sensori e contromisure:
  • Sensore Radiofrequenza (RF): Intercetta e decodifica i protocolli di comunicazione dei droni per estrarre dati vitali.
  • Sorveglianza ottica a 360°: Utilizza telecamere a infrarossi (IR) per il monitoraggio continuo dello spazio aereo.
  • Modulo Jammer: Unità di disturbo elettronico per interrompere i segnali RF di controllo e navigazione dei droni.

KARMA rappresenta l’evoluzione del primo prodotto della famiglia C-UAS del Gruppo ELT, Adrian (Anti drone interception acquisition neutralisation), già presente sul mercato dal 2015.

Le caratteristiche principali del sistema sono:
  • Un approccio senza radar che rende il sistema elettromagneticamente silenzioso; in questo modo l’azienda ha risposto al cambiamento di paradigma richiesto dal nuovo contesto geopolitico e militare.
  • Una funzionalità Track While Scan che garantisce una sorveglianza continua a 360° grazie al sistema di telecamere a infrarossi e alla sua integrazione con algoritmi di elaborazione basati sull’intelligenza artificiale implementati nel sistema di comando e controllo.
  • Un sistema di comando e controllo con un’interfaccia uomo-macchina (HMI) semplice e intuitiva per supervisionare tutti i sensori e fornire un quadro completo, la cui novità risiede nell’implementazione di complessi algoritmi di intelligenza artificiale per ottimizzare il rilevamento, il riconoscimento e l’identificazione e fornire all’operatore addetto alla difesa contro gli UAS il quadro aereo locale (LAP) più completo e affidabile possibile. I dati relativi all’identificazione delle minacce possono inoltre essere inviati al sistema federato di controllo del fuoco (della piattaforma), il cui operatore ha il compito di decidere in ultima istanza in merito a un’eventuale azione di neutralizzazione definitiva.

Il KARMA ha in dotazione un sensore RF (radiofrequenza) in grado di rilevare e identificare i
protocolli di comunicazione RF dei droni, al fine di ricavarne le informazioni essenziali per contrastarli. Il sistema è dotato di un modulo di disturbo, in grado di trasmettere segnali di disturbo RF verso i droni intercettati, ed è progettato per uno scenario operativo caratterizzato dall’attacco di più droni avversari.
Il sistema C-UAS è una soluzione modulare e scalabile che può essere integrata in una rete di difesa aerea più complessa e adattata alle esigenze specifiche dei vari utenti finali. Il sistema consente il monitoraggio continuo in tempo reale dello spazio aereo per contrastare le minacce provenienti dai droni sia in ambito militare che civile.
Il dispositivo può essere installato sia su veicoli militari (di vecchia generazione o di nuova concezione) che civili, per la protezione di ampie aree territoriali (controllo delle frontiere) o di infrastrutture critiche, ed è in grado di operare con un’ampia gamma di sensori ed effettori.

Come sopra evidenziato, il nuovo anti-drone KARMA (Kinetic Anti-dRone Mobile Asset) è basato sull’AI, rapidamente dispiegabile - sia in configurazione mobile che fissa - capace di rilevare, riconoscere e identificare droni di classe 1 e 2, utilizzando algoritmi che aumentano l’efficacia dei sensori e degli effettori a bordo.
Un sensore RF (Radio Frequency) gli consente di rilevare e identificare i protocolli di comunicazione RF dei droni per estrapolare da questi le informazioni essenziali al loro contrasto; un jammer, capace di trasmettere segnali RF di disturbo verso i droni intercettati è progettato specificamente per uno scenario operativo caratterizzato dall’attacco di più droni a sciame.

L’italiana ELT Group ha pensato il sistema “C-UAS” soprattutto per la protezione dei mezzi dell’Esercito Italiano, sia quelli da tempo operativi che quelli di futura acquisizione (A2CS IFV e NMBT).










IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, ELT Group, RID, WIKIPEDIA, You Tube)














 

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