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Si vis pacem, para bellum
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.
Il Viking 2.4 è la nuova generazione di veicolo terrestre senza equipaggio (UGV - Uncrewed Ground Vehicle) a trazione 6x6 sviluppato da IDV (Iveco Defence Vehicles). Il mezzo è progettato per operare in autonomia o da remoto in contesti militari complessi, supportando le truppe a terra in ruoli logistici e tattici.
Caratteristiche Tecniche Principali:
- Massa complessiva: Raggiunge le 2 tonnellate.
- Propulsione: Architettura ibrida seriale diesel-elettrica.
- Potenza motore elettrico: Eroga 100 kW, con un rapporto potenza-massa di 50 kW/t.
- Autonomia totale: Copre circa 250 chilometri totali.
- Modalità Silent: Fino a 30 km in modalità solo elettrica per ridurre la firma termica e acustica.
Navigazione e Autonomia
Il cuore tecnologico del Viking 2.4 è basato sulla suite di navigazione Atlas sviluppata da IDV Robotics. Questo sistema integra:
- Algoritmi avanzati di intelligenza artificiale.
- Mappe tridimensionali e sensori inerziali integrati.
- Capacità operative complete in ambienti con segnale GPS disturbato o assente.
Ruoli Operativi e Payload
La piattaforma possiede un piano di carico modulare ad accesso rapido per essere configurata rapidamente sul campo per scopi differenti:
- Rifornimento logistico per il trasporto di equipaggiamenti pesanti.
- Evacuazione medica d'urgenza dei feriti (CASEVAC).
- Ricognizione e sorveglianza (ISTAR) tramite alberi telescopici equipaggiati con sensori elettro-ottici ad alta risoluzione Janus-D.
- Supporto al combattimento e difesa anti-drone (C-UAS) tramite l'installazione di moduli d'arma remoti.
Viking è una piattaforma multiruolo versatile, in grado di navigare ed eseguire missioni in modo remoto e autonomo, trasportando un'ampia gamma di carichi utili.
Grazie alla sua motorizzazione ibrida e alle sospensioni indipendenti progettate dai nostri specialisti di ingegneria automobilistica, Viking vanta un rapporto peso/potenza ai vertici della categoria e un design del telaio che gli consente di trasportare carichi più pesanti a velocità maggiori su terreni complessi.
Grazie alla sua ampia area di carico, facilmente accessibile e altamente configurabile, Viking può essere rapidamente riadattato a diversi scopi.
I suoi ruoli includono rifornimento logistico, evacuazione dei feriti, sorveglianza, rilevamento di agenti chimici, biologici, radiologici e nucleari (CBRN) e ordigni esplosivi improvvisati (IED), contrasto ai droni e supporto al combattimento.
Il sistema di propulsione ibrida della serie Viking combina un motore diesel con un motore elettrico ad alta tensione e un pacco batterie, offrendo un elevato rapporto potenza-peso per il trasporto di carichi pesanti su terreni difficili.
Può percorrere fino a 30 km con la sola alimentazione elettrica, oppure oltre 24 ore in modalità silenziosa. Abbinata al motore diesel, la piattaforma offre un'autonomia totale di oltre 300 km.
Grazie alla trazione integrale 6×6, ai bloccaggi del differenziale, alle sospensioni indipendenti e all'elevata altezza da terra, Viking garantisce eccellenti prestazioni e stabilità in fuoristrada.
Viking è dotato del sistema MACE di IDV Robotics per il controllo remoto, la teleoperazione e le funzioni autonome. Grazie a sensori passivi e attivi basati sull'intelligenza artificiale, MACE è in grado di navigare, pianificare missioni ed evitare ostacoli. Con una capacità di carico utile di 750 kg, Viking può essere equipaggiato con una vasta gamma di sistemi, tra cui stazioni d'arma a controllo remoto, ISTAR, CBRNE, logistica, sistemi anti-UAS, rilevamento di IED, anticarro e supporto al soldato.
ENERGIA:
- 75 kW/t
- Serie ibrido
- Trasmissione diesel/elettrica
- Si collega alla presa e si ricarica da solo.
- Autonomia elettrica di 30 km
- Autonomia ibrida di 300 km.
PRESTAZIONI:
- 45 km/h
- Peso lordo del veicolo 2 t
- Portata utile 750 kg
- Pendenza 60%.
MOBILITÀ:
- trasmissione 6×6
- Sospensioni indipendenti
- baricentro basso
- Altezza da terra 300 mm
- Capacità di passo 350 mm
- Sterzo a 2 e 4 ruote.
PROGETTO:
- Multiruolo
- Profilo basso 3 m x 1,8 m x 0,9 m
- Ampia area di carico utile (2,2 m x 1,8 m)
- Alimentazione e connessione dati standard per il carico utile.
AUTONOMIA:
- Telecomando
- Teleoperazione
- Comportamenti autonomi (seguire percorso, seguimi, ricognizione e rilevamento).
MISSIONI / CARICHI UTILE:
- Supporto ai soldati / Evacuazione medica
- ISTAR
- Ricognizione e rilevamento CBRNE
- Rifornimento dell'ultimo miglio / Logistica
- Stazione d'arma a distanza
- Contro-UAS
- Rilevatore di IED
- Anti corazza.
IL NOSTRO PENSIERO
Si vis pacem, para bellum (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.
Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia.
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà: altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! Nulla di più errato.
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE".
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: SEMPRE!
Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.
(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, IVECO DV, WIKIPEDIA, You Tube)









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