martedì 25 agosto 2026

BERETTA BDT: il sistema LIVET M4 (Light Vehicular Turret M4) è una torretta a controllo remoto (RCWS - Remote Controlled Weapon Station) di tipo cinetico sviluppata da Beretta in collaborazione con l'azienda italiana DUALEE.











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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


“…La difesa della Patria (di ogni Patria) è sacro dovere del cittadino…”.










Il sistema LIVET M4 (Light Vehicular Turret M4) è una torretta a controllo remoto (RCWS - Remote Controlled Weapon Station) di tipo cinetico sviluppata da Beretta Defense Technologies (BDT) in collaborazione con l'azienda italiana DUALEE, presentata ufficialmente al salone internazionale della difesa Eurosatory. 
Si tratta di un'innovativa piattaforma difensiva C-UAS (Counter-Unmanned Aerial Systems) nativa a intelligenza artificiale, progettata specificamente per l'intercettazione e la neutralizzazione di minacce aeree a corto raggio, come munizioni circuitanti (loitering munitions) e piccoli droni commerciali (Class 1A e 1B micro e mini). 



Caratteristiche dell'Armamento e Struttura:
  • Integrazione di 8 Fucili: L'apparato integra in un'unica stazione 8 fucili semiautomatici Benelli Drone Guardian M4 in calibro 12.
  • Capacità di Fuoco: Ciascun fucile è dotato di una canna da 26 pollici e un serbatoio esteso da 9+1 colpi, garantendo alla torretta un'autonomia complessiva di 80 cartucce totali prima della ricarica.
  • Leggerezza e Flessibilità: Con un peso complessivo di soli 180 kg, la torretta è estremamente leggera rispetto agli standard militari. Può essere installata con facilità su veicoli terrestri blindati, navi, droni terrestri (UGV) e natanti a guida autonoma (USV), oltre che su postazioni fisse a difesa di aeroporti o infrastrutture critiche. 

Tecnologia e Automazione DUALEE:
  • Auto-Tracking con IA: Grazie al comparto elettronico di DUALEE, il sistema utilizza algoritmi di intelligenza artificiale per l'acquisizione automatica dei bersagli.
  • Ingaggio Multiplo: L'interfaccia può agganciare e tracciare fino a 5 bersagli simultaneamente. L'operatore remoto controlla l'azione in sicurezza, riducendo drasticamente il carico cognitivo durante gli scenari di saturazione. 
  • Sensori Integrati: La torretta monta un modulo elettro-ottico completo dotato di telecamera diurna, termica, visore notturno e un telemetro laser per calcolare l'esatta distanza del bersaglio. È inoltre predisposta per interfacciarsi nativamente con sistemi radar esterni o apparati di guerra elettronica (Jammer).

Beretta Defense Technologies presenterà quest'estate alla fiera della difesa Eurosatory di Parigi una nuova stazione d'arma automatizzata progettata per contrastare gli attacchi dei droni.
Denominata Livet, la nuova arma monta otto fucili a pompa Benelli "Drone Guardian" in una torretta telecomandata che ricorda un sistema antiaereo compatto.
Secondo l'azienda, che fa parte del Gruppo Beretta, Livet è dotato di funzionalità di tracciamento automatico dei bersagli e di ingaggio a distanza, offrendo tempi di reazione rapidi che, a detta dell'azienda, contribuiscono a supportare la "protezione di beni strategici e infrastrutture critiche".
Il sistema utilizza cartucce di tungsteno e può essere equipaggiato con proiettili a frammentazione che detonano a mezz'aria, contribuendo a neutralizzare i droni più piccoli tramite la loro frammentazione.
Il sistema di tracciamento integrato con l'intelligenza artificiale della piattaforma Livet consente di identificare e agganciare autonomamente i bersagli. Può anche essere integrato con sensori radar a corto raggio esterni o scanner a radiofrequenza, dai quali può ricevere coordinate in tempo reale per individuare le minacce.
La guerra con i droni ha ridefinito il moderno campo di battaglia, con sistemi senza pilota, spesso a basso costo, che hanno svolto un ruolo di primo piano sia nella guerra in Ucraina che nei conflitti in Medio Oriente.
I droni con visuale in prima persona, che possono essere assemblati con una spesa minima di 300 dollari, si sono rivelati particolarmente efficaci in Ucraina, offrendo a Kiev la possibilità di effettuare attacchi di precisione contro le forze russe riducendo al contempo i rischi per i propri soldati.
La loro efficacia sul campo di battaglia ha costretto molte nazioni ad accelerare lo sviluppo di nuove tecnologie anti-drone e ha alimentato un boom di startup nel settore della difesa in tutta Europa.
La fiera Eurosatory si terrà dal 15 al 19 giugno e riunirà i principali attori dell'industria della difesa, nonché alti funzionari statali e militari. L'evento di quest'anno ospiterà interventi di personalità come il generale Pierre Schill, capo di stato maggiore dell'esercito francese, e Catherine Vautrin, ministro delle forze armate francese.











IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. 
La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. 
Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, AI Google, Beretta, Euronews, WIKIPEDIA, You Tube)


















 

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