venerdì 20 marzo 2020

Il Beriev Be-12 Čajka (in cirillico Бериев Бе-12 Чайка, gabbiano in russo, nome in codice NATO Mail)


Il Beriev Be-12 Čajka (in cirillico Бериев Бе-12 Чайка, gabbiano in russo, nome in codice NATO Mail) è un aereo anfibio a scafo centrale, ad ala alta a gabbiano ed impennaggio bideriva, progettato dall'OKB 49 diretto da Georgij Michajlovič Beriev e sviluppato in Unione Sovietica negli anni sessanta del XX secolo.




Storia del progetto

Il Be-12 nacque dalla necessità di aumentare le prestazioni e le capacità operative del pattugliatore marittimo Beriev Be-6. in servizio attivo dall'inizio degli anni cinquanta del XX secolo nella Aviacija Voenno-Morskogo Flota, l'aviazione della Marina Sovietica, per contrastare i progressi tecnologici in campo bellico da parte degli Stati Uniti. Nei tardi anni cinquanta infatti l'U.S. Navy aveva cominciato a testare i missili balistici UGM-27 Polaris A-1 destinati ad equipaggiare il sottomarino SSBN-598 George Washington ed i suoi pari classe. A causa della necessità dei sottomarini di essere in prossimità della costa sovietica per effettuare il lancio, l'aviazione di marina doveva dotarsi di un velivolo dalle maggiori dimensioni dei Be-6, con la possibilità di installare nuovi e più efficienti dispositivi, tra cui il MAD, rilevatore di anomalie elettromagnetiche, capace di individuarli e di disporre di un carico bellico adeguato per poterli attaccare.
Nel marzo 1956 il Comitato Centrale del PCUS autorizzò l'AV-MF ad emettere un requisito operativo per un nuovo velivolo da pattugliamento antisommergibile in grado di scoprire ed attaccare i sommergibili lanciamissili a propulsione nucleare classe George Washington. L'OKB Beriev si concentrò su due fronti, un progetto completamente nuovo, un idrovolante turbogetto bimotore denominato Be-10, continuando nel contempo lo sviluppo del Be-6 dotandolo di due motori turboelica in luogo dei precedenti motori a pistoni. Tale sviluppo, progettato inizialmente da V.K. Kostantinov, fu designato Be-12, e il modello fu testato nella galleria del vento dello TsAGI nell'agosto dello stesso anno.
Dopo l'approvazione del mockup, nel novembre 1957 fu autorizzata la realizzazione di un prototipo che volò per la prima volta a Taganrog il 18 ottobre 1960, dotato di motori Kuznetsov NK-4F da 5 000 hp complessivi, ma esso andò perduto il 24 novembre 1961 con la morte dei tre membri dell'equipaggio.
Durante le prove comparative tra i due prototipi ci si rese conto che la ricerca delle prestazioni effettuata sul Be-10 andava a scapito della sua effettiva efficienza operativa e la scelta per la dotazione standard dei reparti cadde sul più lento, ma più gestibile, Be-12.




Tecnica

Il Be-12 conservava un aspetto molto simile al precedente Be-6 dal quale si differenziava per l'adozione di un carrello d'atterraggio completamente retrattile, che gli consentiva di atterrare anche sul terreno, dall'impianto propulsivo costituito da due motori a turboelica Ivchenko AI-20D da 3 124 kW, ciascuno abbinato ad eliche quadripala, e da due vistosi pod posizionati sul muso e in coda che contenevano i sistemi elettronici di individuazione. Del modello precedente conservava la fusoliera a scafo centrale dotata di una cabina di pilotaggio superiore e di un muso parzialmente vetrato per consentire l'esplorazione visiva; la caratteristica ala alta a gabbiano sulla quale erano installate le due gondole motore, e la altrettanto caratteristica coda ad impennaggio bideriva. L'installazione dei motori venne spostata dall'iniziale posizione sulla parte inferiore dell'ala del prototipo, alla successiva e definitiva parte superiore.
La dotazione elettronica comprendeva un radar "Initsiativa-2B", un sistema sonar per l'individuazione dei sommergibili immersi "Baku", 55 sonoboe per l'individuazione dei sommergibili, suddivise in tre tipi con ricevitore di segnali SPAR-55, un MAD APM-56 o APM-60E, un sistema ESM, sistema RWR, un autopilota AP-5. L'armamento si basava su siluri AT-1 o AT-1M, bombe di profondità PLAB-50, PLAB-100, PLAB-250, e SK-1 a carica nucleare. Inizialmente era stata prevista l'installazione di una torretta telecomandata DB-57 armata con un cannone AO-9 da 23 mm con 300 colpi, ma tale programma non fu mai portato a termine.




Impiego operativo

I due nuovi velivoli antisommergibili, Be-10 e Be-12, furono presentati ufficialmente sull'aeroporto di Tušino, Mosca, il 9 luglio 1961, durante la Giornata dell'Aviazione. In quella occasione sfilarono quattro Be-10 e un Be-12 e fu dichiarato agli osservatori occidentali che il Be-10 era già in servizio operativo nella AV-MF, mentre il Be-12 era solo uno sviluppo a turboelica del precedente Be-6. I due nuovi tipi ricevettero la designazione ufficiale NATO di "Mallow" e "Mail". Il secondo prototipo del Be-12 volò per la prima volta nel settembre 1962, e si differenziava dal precedente per avere i propulsori posizionati sopra, anziché sotto, le ali, l'alloggiamento del radar in un apposito radome nel muso, invece che nel ventre, del velivolo ed alcune modifiche minori.
La produzione di serie iniziò presso lo stabilimento GAZ 86 di Taganrog il 12 dicembre 1963, e i primi Be-12 entrarono in servizio operativo nella primavera del 1965. La produzione, oltre al prototipo, riguardò complessivamente 142 esemplari, in massima parte della versione originale antisommergibile, tutti consegnati entro il giugno 1973.
Entro il 1967 terminò la sostituzione nei reparti del precedente Be-6, e il 9 luglio di quello stesso anno 3 esemplari furono presentati alla parata aerea tenutasi sull'aeroporto di Demodedovo, svelando la piena operatività del velivolo. Il modello fu fornito a tutte e quattro le forze aeree della flotta sovietica (Mar Nero, Mare del Nord, Mar Baltico, Oceano Pacifico) e verso la metà degli anni settanta risultava in servizio in quattro reggimenti completi ed alcuni gruppi di volo autonomi della AV-MF.
Il modello fu esportato in Egitto e Vietnam, e dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica fu utilizzato dalle aeronautiche di Russia e Ucraina. La fornitura di alcuni esemplari alla Siria non è mai stata dimostrata, e nonostante un certo interessamento della Cina alla fornitura di alcuni esemplari, ciò non ebbe alcun seguito.
Il 1º gennaio 1992, dopo lo scioglimento dell'Unione Sovietica, la Federazione Russa ha immesso in servizio 55 Be-12, mentre altri 22 furono mantenuti in riserva, ridottisi a 12 entro il 2005. Nel 2013 nove esemplari risultavano ancora attivi nella Flotta del Mar Nero.




I record mondiali

Un esemplare appositamente modificato, alleggerito di tutte le dotazioni militari e con equipaggio di due persone ha conquistato 44 primati mondiali, tutti riconosciuti dalla FAI. Tra il 23 e il 27 ottobre 1964 conquistò per sei volte consecutive il primato di altitudine per anfibi a turboelica Classe C3 Gruppo II, portandolo a 12 185 m senza carico utile, e a 9 352 m con carico utile di 10 000 kg. Nel 1968 conquistò quello di velocità raggiungendo i 552 km/h su circuito di 500 km, e nel 1970 i 530 km/h con 2 200 kg di carico su circuito di 1 000 km. Un secondo esemplare, sbarcato il carrello d'atterraggio, stabilì anche il primato di altitudine per idrovolanti.




Egitto

La Al-Quwwat al-Jawwiyya al-Misriyya ha operato con tre esemplari di Be-12 aventi equipaggio sovietico, usati per la sorveglianza delle attività della 6ª Flotta americana in Mediterraneo. I velivoli arrivarono nel 1968, venendo inizialmente basati sull'aeroporto di Cairo-ovest, e poi trasferiti a Marsa Matruh. Nel luglio 1972, con la rottura dei rapporti con l'Unione Sovietica voluta dal presidente Anwar al-Sadat, gli aerei rientrarono in URSS.




Ucraina

Allo scioglimento dell'Unione Sovietica nel 1991 erano ancora in servizio una trentina di Be-12 di diverse versioni che vennero ripartiti tra la marina ucraina, che inizialmente ricevette 3 velivoli da addestramento, seguiti tra il 1996-1997 da tredici Be-12ASW ed un Be-12PS, e quella russa. Inizialmente basati presso la base di Nikolayev, Kubalkyno, i velivoli furono poi trasferiti sulla base aeronavale di Saky in Crimea, a poche decine di chilometri dalla base russa di Kacha dove si trovano gli ultimi Be-12 russi ancora operativi.

Vietnam

Nel 1981 la Không Quân Nhân Dân Việt Nam ricevette 4 esemplari, dotati di motori ed equipaggiamento per l'uso in climi tropicali. Gli aerei furono basati nella baia di Cam Ranh e destinati alla sorveglianza delle attività della 7ª Flotta americana operante nell'Oceano Pacifico.

Versioni:
  • Be-12: versione da ricognizione marittima e pattugliamento antisommergibile costruita in 2 prototipi e 130 esemplari di serie. Gli esemplari di serie montavano motori Ivchenko AI-20DK e radar Initsiativa-2B. I propulsori vennero poi sostituiti dagli AI-20DM, e vennero installati ricevitori ESM e un sistema RWR.
  • Be-12EKO: progetto di una versione da ricognizione per ricerca ecologica, non realizzata.
  • Be-12I: progetto del 1991 per una versione da ricerca scientifica, non realizzata.
  • Be-12LL: un aereo convertito nel 1980 per la sperimentazione dei missili aria-superficie 3M80 Moskit. Il radar di scoperta installato sul muso era stato sostituito dalla testa di ricerca del missile.
  • Be-12N: nuova versione antisommergibile costruita in 27 esemplari, ricavata per conversione di altrettanti Be-12. Gli aerei erano dotati di nuova avionica, nuovo sensore MAD APS-73E, nuove sonoboe, radar Initsiativa-2BN e sistema di ricerca/attacco Nartiss.
  • Be-12Nkh: versione sperimentale per trasporto passeggeri costruita nel 1992-1993 in 2 esemplari per conversione di altrettanti Be-12. Tutte le attrezzature militari erano state rimosse, ed erano stati montati finestrini aggiuntivi sui lati della fusoliera. I velivoli furono utilizzati per qualche tempo dalla Pacific Sakhalin Airlines nell'Oceano Pacifico.
  • Be-12P (Protivopozarnyi): versione antincendio costruita nel 1992 in 4 esemplari per conversione di altrettanti Be-12. L'aereo era dotato di un serbatoio da 4.500 litri, e due più piccoli da 750 litri contenenti ritardante.
  • Be-12P-200: un esemplare (RA 00046) di Be-12 convertito nel 1994 in versione antincendio come dimostratore del Beriev Be-200. L'aereo volò per la prima volta nel 1996, e fu testato operativamente nel 1997-1998 per estinguere incendi nelle foreste delle regioni di Irkutsk e Chabarovsk.
  • Be-12PS (Poiskovo-Spasatelynyi): versione da ricerca e salvataggio con equipaggio di sei persone, dotata di zattere e kit di salvataggio, costruita in 14 esemplari, 10 di nuova costruzione e 4 per conversione di altrettanti Be-12. L'aereo manteneva il MAD in coda al fine di conservare il baricentro del velivolo.
  • Be-12SK: un esemplare di Be-12 convertito per la sperimentazione operativa della bombe di profondità a carica nucleare SK-1.
  • Be-121: versione destinata alla ricerca scientifica.
  • Be-14: un esemplare SAR in versione diurna/notturna ognitempo, dotato di equipaggiamenti aggiuntivi, equipaggio di sei persone e motori AI-20D.
  • M-12: due esemplari, uno anfibio e uno idrovolante puro, convertiti per voli da primato e dotati di equipaggio di due persone. Al termine dei voli da primato fu riconvertito allo standard operativo.

Utilizzatori:
  • Egitto Al-Quwat al-Gawwīyä al-Miṣrīyä
  • Russia Aviacija Voenno-Morskogo Flota acquisiti dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica, al marzo 2018 ne risultano 6 in servizio.
  • Ucraina Aviatsiya Viys'kovo-Mors'kykh Syl 13 Be-12 ed un Be-12PS acquisiti dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica.
  • Unione Sovietica Aviacija Voenno-Morskogo Flota 143 Be-12 consegnati dal 1960 al 1973.
  • Vietnam Không Quân Nhân Dân Việt Nam.

Esemplari attualmente esistenti

Attualmente alcuni esemplari di Be-12 si trovano esposti al pubblico. Un Be-12 è esposto presso il Museo centrale della Federazione Russa delle aeronautiche militari che si trova sull'aeroporto di Monino, 40 km ad est di Mosca, ed un altro presso il Museo dell'aviazione di Taganrog. Un Be-12 è esposto presso il Museo aeronautico di stato ucraino di Kiev.

ENGLISH

The Beriev Be-12 Chayka ("Seagull", NATO reporting name: Mail) is a Soviet turboprop-powered amphibious aircraft designed for anti-submarine and maritime patrol duties.

Design and development

The Beriev Be-12 was a successor to the Beriev Be-6 flying boat, whose primary roles were as an anti-submarine and maritime patrol bomber aircraft. Though tracing its origins to the Be-6, the Be-12 inherited little more than the gull wing and twin oval tailfin configuration of the older aircraft. The Be-12 has turboprop engines, which gave it an improved speed and range over the Be-6. The Be-12 also had retractable landing gear, which enabled it to land on normal land runways, as well as water.
The Be-12 was first flown on October 18, 1960, at Taganrog airfield, and made its first public appearance at the 1961 Soviet Aviation Day festivities at Tushino airfield. A total of 150 aircraft were produced, in several variations, with production ending in 1973.

Operational history

The Be-12 entered service with Soviet Naval Aviation, or AV-MF (Aviatcia Voenno-Morskogo Flota), in the early 1960s in the maritime patrol role, and is one of the few amphibians still in military service in the world. Initially its role was ASW patrol, but when newer missiles enabled United States Navy submarines to launch from further offshore it was converted to the search and rescue role (Be-12PS). Small numbers are still in service. After the dissolution of the Soviet Union, some aircraft were converted to water bombers for the suppression of forest fires. During development of the Beriev Be-200 unique fire-fighting equipment was tested using a specially modified Be-12P, code-named "12 Yellow". After installation of the fire-fighting system, the aircraft was registered as RA-00046 and given the designation Be-12P-200. This modified Be-12 was also used to trial firefighting operations envisaged for the Be-200. According to figures released in 1993, the Russian Navy had 55 aircraft in service. By 2005 this had dropped to 12, and by 2008 there were only nine aircraft still in service. A surviving Be-12 is preserved at the Central Air Force Museum at Monino, outside of Moscow. Other examples exist at the Ukraine State Aviation Museum at Kiev, Ukraine and at the Taganrog Air Museum, in southern Russia.

Variants
  • Be-12 - Twin-engined maritime reconnaissance, anti-submarine warfare flying-boat. 2 prototypes and 130 production airframes built.
  • Be-12EKO - Projected ecological reconnaissance version. Not built.
  • Be-12I - Projected scientific research version designed in 1991. Not built.
  • Be-12LL - Conversion for testing the 3M-80 'Moskit' anti-shipping missile. Nose radar replaced with missile seeker head. One aircraft converted in 1980.
  • Be-12N - ASW version fitted with new sensors, avionics, MAD sensor and Nartsiss search/attack system. 27 aircraft converted.
  • Be-12Nkh - Utility transport, experimental passenger transport version. Military equipment removed, additional windows fitted. 2 built, both converted from Be-12.
  • Be-12P - Firefighting version. One 4,500 l tank and two 750 l tanks installed. Four aircraft converted in 1992.
  • Be-12P-200 - Technology demonstrator for the Beriev Be-200. Fire-fighting configuration. One aircraft converted.
  • Be-12PS - Maritime Search and rescue version. Life rafts and survival equipment carried. 6 crew. 10 built new, 4 converted from Be-12.
  • Be-12SK - One aircraft converted in 1961 for use in SK-1 nuclear depth charge tests.
  • Be-14 - All weather, day/night SAR version. Additional SAR and medical equipment. 6 crew. AI-20D engines. One built.
  • M-12 - Stripped-down Be-12 used for record-setting flights. 2 Crew. Later returned to standard configuration.

(Web, Google, Wikipedia, You Tube)
































Sommergibili tascabili - Swimmer Delivery Vehicles (SDV) avanzati JFD “Ortega Submersibles BV” MK1


Sommergibili tascabili - Swimmer Delivery Vehicles (SDV) avanzati JFD “Ortega Submersibles BV” MK1



Tutto è iniziato quando ...

….durante la seconda guerra mondiale, il maggiore Hugh Reeves, una delle ispirazioni del mondo reale per il personaggio Q  dei romanzi 007 , fu uno degli inventori che lavoravano per la Stazione IX, uno dei gruppi di ricerca e sviluppo delle forze armate britanniche.
Reeves è accreditato come l'inventore della pistola silenziata Welrod, i primi occhiali per la visione notturna e il Welbum, un motore appropriato per i subacquei militari che doveva essere montato sulla parte bassa della schiena del subacqueo.
Infine, ma non meno importante, ha anche progettato la canoa sommergibile motorizzata , soprannominata "La bella addormentata" a causa di un aneddoto in cui è stato trovato dormendo in esso.
Una delle invenzioni più sottovalutate di Reeves, la bella addormentata era un mezzo autonomo progettato per operazioni di infiltrazione.
Più piccolo, più leggero, più veloce, più facile da costruire e utilizzare, più versatile e nel complesso più efficace rispetto ai suoi contemporanei Chariot e Welman , sarebbe stata una grande aggiunta all'arsenale della marina britannica, se non fosse per il fatto che il suo innovativo il design ha reso più difficile il controllo corretto.

Ispirato al concetto base della bella addormentata,

Ortega Submersibles produce veicoli per il trasporto di nuotatori (SDV). I veicoli sono sviluppati con l'obiettivo di trasportare i sub in modo rapido e confortevole. 
A causa della portata estesa, i veicoli possono essere lasciati cadere a una distanza di sicurezza dal bersaglio della missione. In combinazione con una grande capacità di carico e un carico più specifico per la missione, sono possibili nuovi tipi di missioni.  
I sommergibili Ortega sono SDV non atmosferici. Il peso dello scafo e di tutti i suoi componenti è compensato da galleggianti incorporati che rendono l'SDV neutrale. 
Un sistema di rifilatura ad anello chiuso può regolare la galleggiabilità su positivo o negativo, offrendo la possibilità di un peso del carico flessibile nelle missioni di infiltrazione ed estrazione. Inoltre offre la possibilità di parcheggiare e lasciare l'SDV sul fondo del mare.   

La propulsione…

…si ottiene con due propulsori a trazione elettrica. Lo sterzo è fatto da due timoni e due pinne anteriori. Due propulsori aggiuntivi, montati verticalmente e orizzontalmente a prua, aiutano a sterzare in spazi ristretti e facilitano l'attracco.
Grazie alla sovrastruttura aperta, è sempre possibile lasciare in sicurezza l'SDV. I serbatoi dell'aria di bordo consentono ai sub di passare dal gas al rebreather.
L'SDV può essere dotato di vari sistemi di navigazione. 

Le funzionalità ROV in combinazione con l'intuizione umana creano lo strumento ideale per situazioni sottomarine sconosciute. I sommergibili Ortega possono operare senza vincoli e autosufficienti per un lungo periodo di tempo, senza la necessità di una nave madre, un equipaggio esterno o un tender. L'alimentatore integrato consente molteplici funzionalità di mappatura e navigazione. Il suo ampio spazio di carico motorizzato può contenere attrezzature specifiche per progetto.

I sottomarini aperti sono sviluppati…

….con l'obiettivo di trasportare subacquei, sensori e attrezzature in modo sicuro e confortevole. Ci sono punti di attacco per tute termiche, un abbondante alimentatore e un sistema di navigazione.
Il sottomarino aperto può essere utilizzato in sicurezza da sott'acqua per lunghe distanze e per lunghi periodi di tempo, affiorando solo quando le operazioni lo richiedono. Per questo motivo non è necessario disporre di una nave madre. La sua gamma consente ai team di coprire più aree in un unico viaggio, consentendo ispezioni di routine rapide.
Un sistema di rifilatura ad anello chiuso può regolare la galleggiabilità su positivo o negativo, offrendo la possibilità di un peso del carico flessibile. Ad esempio, riportare l'attrezzatura sul fondo del mare o riportare in superficie i campioni di terreno. Inoltre offre la possibilità di parcheggiare e lasciare il veicolo sul fondo del mare.   

La propulsione…

….si ottiene con due propulsori a trazione elettrica. Lo sterzo è fatto da due timoni e due pinne anteriori. Due propulsori aggiuntivi, montati verticalmente e orizzontalmente a prua, aiutano in situazioni con un'alta corrente subacquea.
I serbatoi dell'aria di bordo consentono ai sub di passare dal gas di bordo al respiratore autonomo. Grazie alla sovrastruttura aperta, lasciare sempre il veicolo in sicurezza è sempre possibile.
L'ampio alimentatore consente lunghe spedizioni di scansione sia sopra che sott'acqua. I subacquei possono utilizzare la strumentazione da console impermeabili montate negli scomparti.

Dall'esplorazione di ambienti estremi,

all'essere il sottomarino commerciale più veloce
al mondo. Fornire la massima sensazione di libertà subacquea. 
A causa di tutte le utilità integrate, il veicolo crea sicurezza
per raggiungere ambienti inesplorati ed estremi.
Il sottomarino è facile da usare e gestire sia per l'equipaggio che per il pilota. 
Creare sicurezza da usare in tutte le situazioni in qualsiasi momento.
Non sono necessarie modifiche alla nave madre. Le dimensioni sono solo 649 cm x 140 cm di larghezza 115 cm di altezza con un peso a secco di 950 kg. 
Ogni subacqueo è equipaggiato con il suo equipaggiamento SCUBA, fornendo la possibilità
di parcheggiare il sottomarino sul fondo del mare e lasciare il sottomarino per esplorare relitti e scogliere.

Ortega Mk.1C 3 persone SDV:

E’ Un'evoluzione dell'originale Mk.1C monoposto;  l'Mk.1C a tre posti è destinato sia al mercato militare che a quello civile.  Ha una capacità di carico utile aggiuntiva e prestazioni più elevate.

Specifiche:
  • 
Lunghezza: 6,5 m
  • Larghezza: 1.15m
Peso: 570 kg (peso operativo)
Profondità operativa: 95m
Velocità: 9kt emersa, 11kt sommersa
  • Autonomia: 80nm
Carico utile: 350 litri

  • Equipaggio/PAX: 3

  • Propulsione: 2 motori elettrici da 10KW.

La società svedese “JFD” ha di recente acquisito la produzione dei sommergibili Ortega per migliorare la sua offerta di Sdv

La società “JFD” ha annunciato l'acquisizione di tutti i beni, la proprietà intellettuale e i diritti di progettazione di “Ortega Submersibles BV”, la società olandese di progettazione e costruzione di imbarcazioni sommergibili con sede nei Paesi Bassi.
L'acquisizione consentirà a JFD di espandere ulteriormente la sua offerta di Swimmer Delivery Vehicles (SDV) avanzati e di sviluppare nuovi veicoli e capacità per soddisfare la crescente domanda del mercato di imbarcazioni specializzate di piccole e medie dimensioni.
JFD, attraverso la sua controllata JFD Ortega BV, manterrà l'ufficio e lo stabilimento di produzione di Ortega e tutto il suo team di progettisti e ingegneri presso la base operativa stabilita a Enschede, nei Paesi Bassi.  
JFD aggiungerà inoltre alla sua attuale capacità produttiva di SDV con sede a Vaxholm, Svezia, ed espanderà la sua offerta per includere nuovi progetti di veicoli che consentiranno agli operatori delle Forze Speciali di condurre in sicurezza e in modo occulto missioni molto impegnative.
Il dispiegamento degli operatori delle Forze Speciali nel loro campo operativo ha sempre le sue sfide, ma quando si tratta di operazioni segrete in mare aperto, l'inserimento e l'estrazione in sicurezza da e verso il campo assume un livello di complessità e di importanza ancora maggiore. 
Gli incursori subacquei possono in alcuni casi diventare facilmente stanchi ed esauriti se esposti per lunghi periodi in mare aperto, in particolare dove c'è la necessità di tenere i sottomarini e le navi di superficie il più lontano possibile dalla zona di operazioni per evitare di essere scoperti.  
Questo spesso richiede ai subacquei di nuotare a grandi distanze, a meno che non vi sia una capacità SDV adatta alle loro esigenze di missione.
Gli SDV della società JFD esistono principalmente per facilitare l'inserimento e l'estrazione in sicurezza delle forze e delle attrezzature per operazioni speciali. Sono stati sviluppati tenendo conto delle esigenze delle operazioni odierne, consentendo di offrire alle marine militari occidentali un'ampia gamma di veicoli adatti a diversi tipi di missione e metodi di dispiegamento. 
Grazie all'acquisizione di Ortega Submersibles, JFD sarà in grado di espandere l’offerta di SDV, in particolare per imbarcazioni completamente elettriche di piccole e medie dimensioni, per garantire che gli operatori delle Forze Speciali abbiano i mezzi per inserirsi ed estrarsi in sicurezza da qualsiasi operazione e per qualsiasi requisito di missione. La partnership rafforzerà le sinergie tra le due società, consentendo al contempo a ingegneri e progettisti di condividere le loro conoscenze ed esperienze per garantire una capacità SDV ottimale che soddisfi le esigenze del mercato dei sommergibili specializzati.
La gamma avanzata di SDV di JFD è specificamente progettata per facilitare l'inserimento e l'estrazione in sicurezza delle Forze Speciali e delle loro attrezzature da diversi tipi di imbarcazioni, fornendo alle marine la capacità di portare sull’eventuale bersaglio nemico un carico “utile” in sicurezza, al punto di inserimento previsto, e con un alto livello di prontezza. 
In tutti gli SDV della ditta JFD, gli operatori sono protetti dal flusso d'acqua, consentendo loro di trattenere il calore e di ridurre il tasso di scambio della temperatura dell'acqua fredda. Questo riduce al minimo l'impatto fisico dell'operazione di inserimento o di estrazione e assicura che i subacquei siano in grado di mantenere la fatica al minimo assoluto.

ENGLISH

Swimmer Delivery Vehicles (SDV) “Ortega Submersibles BV” MK1

Dutch Swimmer Delivery Vehicles built by Ortega are based on the original World War Two ‘Sleeping Beauty’ (aka Motorised Submersible Canoe – MSC). The Sleeping Beauty was a small single-person boat designed to run for long distances on the surface, only submerging when it approached the target area. Despite the unambiguous influence, the Ortega designs add modern hydrodynamics and the latest technology to create a cutting-edge Special Forces vehicle.

The latest model, currently under testing, is the four-seat Mk.1D. Covert Shores has obtained exclusive photographs showing some of the enhancements over earlier models.
The Ortega Mk.1D has been designed specifically for a Defense customer. This is the maturing of the Ortega formula, with increased utility and improved ruggedness. Operational range is enough to comfortably perform over-the-horizon missions, and the reinforced hull allows it to be dragged up a beach or bottom-out on the sea floor. The design still features the characteristic highly sophisticated navigation and control technology which sets it apart..
The four-person craft has a high underwater cruising speed and long endurance, in addition to the surface mode. It also has the ability to stow away more than 450 litres of PAX under cargo hatches in the front and back.

Its Lithium-Ion batteries that have 5 times the energy density of regular lead-acid batteries. And the closed loop (i.e. no bubbles) trim system is upgraded to handle a variable underwater weight of 60kg.

It is powered by two high power rim-drive electrical motors which are reportedly extremely quiet.The open cockpits allow the Special Forces divers to easily enter and exit the vehicle. Ortega have worked on the design of the open cockpits using their own CFD (computational fluid dynamics) simulator to calculate the water flow around the heads of the occupants. The small fins on the edge of the cockpits have been refined in such a way that they keep away all water pressure from the occupants, even when traveling at top speed. The aim is to keep the cockpits as open as possible while eliminating major sources of crew fatigue normally associated with this configuration.
The divers wear Augmented Reality (AR) goggles to enhance situational awareness and reduce workload. Another innovation is that the boat is controlled by a 3D printed underwater Xbox style controller, making it very easy to drive.

I previously had a very interesting discussion with Ortega, and put some quick questons to them:

The Ortega Mk.1 series is based on the WW2 Sleeping Beauty. What made you pick that specific type as a basis?
We really believe in the concept, sailing both on the surface and underwater. Next to that we upgraded the Sleeping Beauty with the latest technology.
Does The Netherlands have any historic connection to the Sleeping Beauty? (I wasn't aware of one but I learn new things every day!)
As far as I know there is no historic link between the Netherlands and the original Sleeping Beauty.

Ortega Mk.1C 3-person SDV:

An evolution of the original 1-person Mk.1C, the three-seat Mk.1C is intended for both military and civilian markets. It has additional payload capacity and higher performance.
Specifications
Length: 6.5m
Beam: 1.15m
Weight: 570 kg (operating weight)
Operating depth: 95m
Speed: 9kt surfaced, 11kt submerged
Range: 80nm
Payload: 350 liters
Crew/PAX: 3
Propulsion: 2 x 10KW electric motors.

Jfd Acquires Ortega Submersibles To Enhance Its Sdv Offering

JFD announced its acquisition of all the assets, IP and designs rights of Ortega Submersibles BV, the Netherlands-based submersible boat designer and manufacturer.
The acquisition will enable JFD to expand further its offering of advanced Swimmer Delivery Vehicles (SDVs) and to develop new vehicles and capabilities in order to meet increased market demand for specialised small and medium-sized craft.
JFD, through its subsidiary JFD Ortega BV, will retain Ortega´s office and manufacturing facility and its whole team of designers and engineers at the established operational base in Enschede, The Netherlands.  
JFD will also add to its existing SDV manufacturing capability based in Vaxholm, Sweden, and expand its offering to include new vehicle designs that will allow Special Forces operators to safely conduct and covertly challenging missions.
“Deploying Special Forces operators into their field of operations always has its challenges, but when it comes to covert operations in the open sea, safe insertion and extraction to and from the field takes on an even greater level of complexity and importance. Divers can become easily fatigued and exhausted if exposed for long periods in the open water, particularly where there is a need for submarines and surface vessels to be kept as far away from the area of operations as possible in order to avoid detection.  This often requires divers to swim great distances unless there is an SDV capability in place suitable for their mission requirements.
“JFD´s SDVs primarily exist to facilitate the safe insertion and extraction of special operations forces and equipment. They have been developed with the needs of today’s operations in mind, enabling us to offer navies a broad range of vehicles to suit a variety of mission types and deployment methods. Through our acquisition of Ortega Submersibles, we will be able to expand our SDV offering, particularly for fully electric smaller and medium sized boats, to ensure that Special Forces operatives have the means to safely insert and extract themselves from any operation and under any mission requirements. The partnership will strengthen the synergies between the two companies, whilst allowing engineers and designers to share their knowledge and experience to ensure there is an optimal SDV capability that meets the market’s needs for specialist submersibles.”
JFD’s advanced range of SDVs are specifically designed to facilitate the safe insertion and extraction of Special Forces and their equipment from different types of vessels, providing navies with the capability to deliver the payload (operators) safely to their intended point of insertion at a high level of readiness. In all JFD SDVs, operators are shielded from the water stream, enabling them to retain warmth and reduce the cold water temperature exchange rate. This minimises the physical impact of the insertion or extraction operation and ensures divers are able to keep fatigue to an absolute minimum.

(Web, Google, Wikipedia, ortega-submersibles, hisutton - covertshores, navalnews, You Tube)



























giovedì 19 marzo 2020

La JMSDF ha preso in consegna il caccia AEGIS DDG-179 JS Maya


La JMSDF ha preso in consegna il caccia AEGIS DDG-179 JS Maya

In data 19 marzo 2020, la Marina Militare giapponese ha preso in consegna il suo primo cacciatorpediniere lancia missili JS Maya (DDG-179), durante una cerimonia presso il cantiere navale Isogo Works di Yokohama del Japan Marine United Corporation. Il cacciatorpediniere Maya sarà impegnato nella sicurezza degli interessi marittimi giapponesi.
La JS Maya (DDG-179) è un cacciatorpediniere della Japan Maritime Self-Defense Force (JMSDF). Maya ha preso il nome dal Monte Maya e condivide il suo nome con un incrociatore pesante della Seconda Guerra Mondiale.




La nuova classe di cacciatorpediniere è: 
  • lunga 170 metri, 
  • ha un dislocamento di 8200 tonnellate, 
  • opererà con un equipaggio di 310 marinai, 
  • e sarà equipaggiata con il sistema di combattimento AEGIS Baseline J7, 
  • e il sistema radar Northrop Grumman AN/SPQ-9B.

I cacciatorpediniere classe Maya imbarcheranno i missili SM-3 Block IIA, per l'intercettazione di missili balistici a corto e medio raggio, e saranno in grado di lanciare i missili antiaerei SM-6.




Le navi sono equipaggiate con: 
  • un cannone navale Mk-45 Mod 4 da 5 pollici (127mm/L62) Mk-45 in una torre stealth, 
  • due sistemi di armi da difesa ravvicinata da 20 mm (CIWS), 
  • SM-3 Block IIA 
  • e SM-6 missili aria/difesa missilistica e missili nave-nave tipo 17.

L’unità è propulsa da due motori combinati a turbina a gas, elettrici e a turbina a gas (COGLAG); la nave e 300 membri dell'equipaggio e può raggiungere ad una velocità massima dichiarata di 30 nodi.




La classe Maya è una classe navale giapponese costituita da 2 cacciatorpediniere, derivata dalla precedente classe Atago, che hanno una funzione di difesa aerea della flotta, con sistemi dedicati alla difesa contro i missili balistici grazie alla presenza di un sistema AEGIS Baseline J7 con il radar AN/SPY-1D(V) e lanciamissili Mk 41 con 96 armi (64 a prua + 32 a poppa). Esse sono un ingrandimento dei cacciatorpediniere classe Atago. Queste unità diventeranno operative rispettivamente, nel marzo 2020 la capoclasse Maya, e nel marzo del 2021 la Haguro.




Storia

Il primo esemplare del programma MAYA nasce come 27DDG, dove il numero “27” è riferito al XXVII anno dell’era Heisei, cioè il XXVII anno di regno dell’Imperatore Akihito e corrispondente al 2015; allo stesso modo, l’Haguro nasce come 28DDG, vale a dire il XXVIII anno dell’era Heisei e corrispondente al 2016. Questa nuova classe rientra pienamente sotto l’egida dello scudo antimissile per la difesa contro i missili balistici, insieme alle 6 unità già in servizio suddivise in 2 classi (Kongo, Kirishima, Myoko e Chokai, più Atago e Ashigara), che consentono alla Marina Giapponese di arrivare alle otto unità antimissili balistici previste dal NPDG 2018 (National Defence Program Guidelines 2018). Inoltre, rimpiazza i due cacciatorpediniere tradizionali della Classe Hatakaze (l’Hatakaze e lo Shimakaze) con altrettante piattaforme più moderne.
Le 2 unità sono state impostate, rispettivamente, ad aprile 2017 e a gennaio 2018; il Maya è stato varato il 30 luglio 2018 negli stabilimenti Japan Marine United (JMU) Corporation di Yokohama ed è impegnato nelle prove in mare all'ottobre 2019, mentre l’Haguro, varato il 17 luglio 2019, è in corso d’allestimento alla stessa data.




Descrizione tecnica

I Maya sono accreditati di un dislocamento di 8.200 tonnellate, mentre a pieno carico si arriva fino a 10.250 tonnellate; la lunghezza fuori tutto e di 170 metri (158 al galleggiamento) e la larghezza massima è di poco superiore ai 22 metri (19 al galleggiamento). Dimensioni che paragonate a quelle degli Atago, fanno evincere come l'obiettivo dei progettisti giapponesi è stato quello di avere piattaforme più grandi e più snelle in grado di soddisfare esigenze, sia di spazio per nuovi sistemi, sia di velocità massima. Dal punto dl vista estetico, il profilo dei Maya non differisce di molto da quello degli Atago, anche se la presenza di numerosi angoli retti nelle sovrastrutture non sembra rispondere a stringenti requisiti di stealthness, criterio peraltro adottato nella scelta dei materiali e nella forma dell’albero. Inoltre, sui Maya il fumaiolo poppiero e l’hangar sono leggermente più bassi rispetto agli Atago, e ciò al fine di migliorare la copertura dei radar nei settori poppieri: questi elementi “visivi” dovrebbero permettere di distinguere facilmente i Maya dai loro immediati predecessori.

Propulsione

A differenza degli Atago, equipaggiati con quattro turbine a gas in configurazione COGAG, i Maya hanno un sistema propulsivo concettualmente molto diverso, in una configurazione COGLAG (COmbined Gas turbine eLectric And Gas) adottata per la prima volta dalla Marina Giapponese sui cacciatorpediniere antisommergibili classe Asahi. In tale configurazione, ciascuno dei due assi con eliche pentapala a passo controllabile è azionato da motori elettrici fino al raggiungimento di una velocità all’incirca di 15 nodi: per andature superiori e fino ai 30 nodi di velocità massima riportati dalle fonti aperte, alla potenza erogata dai motori elettrici si associa quella erogata da due turbine a gas tipo General Electric LM-2500 IEC prodotte su licenza dalla Ishikawajima Harima. I 2 motori elettrici per le basse-medie velocità sono alimentati da una rete cui fanno capo sia 3 gruppi generatori azionati da turbine a gas da 2,8 MW ciascuno, sia 2 gruppi diesel-generatori di potenza non nota. La potenza complessiva sviluppata sui Maya per raggiungere la velocità massima è quindi pari a circa 61 MW (risultato della somma dei 56 MW erogati dalle due turbine a gas LM2500 IEC e quella erogata dai 2 motori elettrici di propulsione, stimabile in circa 3 MW ciascuna). La configurazione COGLAG dei Maya dovrebbe inoltre implicare, all’interno di ciascun gruppo riduttore, la presenza di un sistema cross-connection tale che ciascuna delle 2 turbine a gas LM-2500 possa azionare entrambi gli assi; ciò significa un riduttore più largo rispetto a un impianto dove opera un’unica turbina a gas, ma i 19 metri di larghezza al galleggiamento dei Maya dovrebbero permettere una siffatta sistemazione. La disposizione dei fumaioli, indica che turbine a gas, motori elettrici, gruppi generatori turbo-gas e diesel sono collocati in una zona inferiore dello scafo che parte approssimativamente dal fumaiolo prodiero e termina verso poppa a metà circa della lunghezza dell’hangar. I vari macchinari di potenza e altri impianti ausiliari sono verosimilmente collocati in almeno quattro compartimenti, in modo da assicurare la galleggiabilità e la mobilità della nave con almeno tre compartimenti adiacenti allagati. Queste ipotesi sono basate sulla disposizione dei fumaioli e sulla già citata maggior lunghezza dello scafo rispetto agli Atago, ma non possono essere confermate per via della stretta riservatezza delle fonti giapponesi. Comunque, la scelta della configurazione COGLAG è stata dettata dall’esigenza di ridurre i consumi per aumentare l’autonomia a velocità di crociera, per consentire l’esecuzione di attività manutentive in mare quando una turbina principale e/o un gruppo generatore turbogas sono fermi e per gestire meglio la distribuzione della potenza elettrica erogata anche in prospettiva della futura installazione di sistemi d’arma a energia diretta quali laser o cannoni elettromagnetici a bassa potenza.

Elettronica di bordo

Altr differenza importante fra gli Atago e i Maya, e proprio nell’essenza della funzione scudo, risiede nella dotazione elettronica e missilistica dei nuovi cacciatorpediniere lanciamissili. Essi sono infatti equipaggiati con la versione Baseline J7 dell’AEGIS WEAPON SYSTEM/AWS, che all’esterno mostra le quattro classiche antenne planari ottagonali del sensore AN/SPY-1D e che si configura come la customizzazione della versione Baseline 9/BMD 5.1 in dotazione alle unità dell’US Navy. Inoltre, essi saranno equipaggiati con l’antenna AN/USG-2 e gli altri componenti hardware e software per permettere loro di operare come nodo nell’architettura Cooperative Engagement Capability, CEC, sviluppata per massimizzare la sinergia e l’efficacia di sensori e armi distribuiti su diverse tipologie di piattaforme aeree e navali; in sostanza, il concetto CEC consentirà ai Maya di operare come nodo net-centrico, assieme ai velivoli da ricognizione e allarme radar avanzato E-2D Hawkeye dell’Aeronautica Giapponese, nonché a tutte le navi e i velivoli statunitensi dispiegati nel Pacifico Occidentale. Sotto il profilo operativo, basta un esempio per illustrare le potenzialità del concetto: se un’unità navale giapponese o statunitense equipaggiata con il CEC sta pattugliando il Mar del Giappone e ha esaurito la sua dotazione di missili antibalistici, essa può proseguire a condividere le informazioni sul bersaglio con un’unità navale dotata di CEC e in posizione nel medesimo teatro che, a sua volta, può ingaggiare il bersaglio con le sue armi tramite la modalità nota come EOR (Engage-On-Remote).

Armamento

Il sistema d'arma principale dei cacciatorpediniere classe Maya, strettamente associato all'ingaggio tramite il già menzionato CEC è raffigurante forse meglio di altri il concetto di scudo antimissile, è il missile superficie-aria Standard SM-3 Block IIA, il quale prende posto nelle 96 celle del sistema a lancio verticale Mk 41 VLS (Vertical Launching System), distribuite a prora (64 celle) e a poppa (32 celle). Il Ministero della Difesa di Tokyo ha formalmente annunciato che le unità saranno in grado di utilizzare anche l missili Standard SM-6: la differenza sostanziale tra questi e gli SM-3 Block IIA è che i primi sono stati sviluppati appositamente come ordigni polivalenti, utilizzando anche componenti del secondo è potenziandone le prestazioni, mentre i secondi sono ordigni concepiti per la difesa anti-balistica.
La dotazione missilistica a lancio verticale è completata dagli ordigni antisommergibili RUM-139 VL ASROC, oppure i nuovi Type 07 VL ASROC di fabbricazione giapponese, lanciabili anch'essi dal sistema a celle verticali Mk 41. È chiaro che non tutte le 96 celle dei Maya, così come quelle dei Kongo e degli Atago, contengono missili antibalistici SM-3 Block IIA, perché un certo numero è dedicato sia al predetto ASROC, sia a missili meno "pregiati" e costosi per ingaggiare bersagli meno importanti di quelli dei missili balistici, suddivisione che resta però classificata. Per quanto riguarda i missili superficie-superficie, i Maya imbarcano due lanciatori quadrupli per missili Type 17, un'arma scaturita dall'evoluzione tecnologica e genealogica dei missili già in servizio nell'Aeronautica (ASM-1 e ASM-2) e nell'Esercito (Type 88 e Type 12), dotata di sistema di guida inerziale/GPS e accreditata di una portata massima superiore a 300 km. Per la lotta ai sottomarini sono imbarcati 2 lanciasiluri tripli Type 68 per armi da 324 mm (come i siluri Mk-46, Type 97 o Type 12). La componente costituita dall'artiglieria è rappresentata dalla ben nota torre Mk 45 da 127 mm. Ad essa si aggiungono due sistemi CIWS antimissile/AA di concezione statunitense del tipo Phalanx dotati ciascuno di una mitragliera Vulcan a 6 canne rotanti da 20 mm.

ENGLISH

Japan MOD Takes Delivery of AEGIS Destroyer DDG-179 JS Maya


JS Maya (DDG-179) is a Maya-class guided missile destroyer in the Japan Maritime Self-Defense Force (JMSDF). Maya was named for Mount Maya and shares her name with a World War II heavy cruiser.

Development

The announcement of a new destroyer class was on August 2015 with the name 27DDG. She was laid down by Japan Marine United in Yokohama, Kanagawa on April 14, 2017, and was launched on July 30, 2018. She was commissioned on March 19, 2020.

On March 19 2020, Japan Ministry of Defense took delivery of its first Maya-class guided-missile destroyer, JS Maya (DDG-179), during a ceremony at the Japan Marine United Corporation’s Yokohama Shipyard Isogo Works facility. The destroyer Maya will be engaged in public safety and order maintenance at sea.
JS Maya (DDG-179) is a Maya-class guided-missile destroyer in the Japan Maritime Self-Defense Force (JMSDF). Maya was named for Mount Maya and shares her name with a World War II heavy cruiser.
The new destroyer class is 170 meters long, displaces 8200 tons, will operate with a crew of 310 sailors and will be fitted with the AEGIS Baseline J7 combat system and the Northrop Grumman AN/SPQ-9B radar system.
Maya-class destroyers will field the SM-3 Block IIA missiles, for interception of short- and intermediate-range ballistic missiles, and will be capable of launching SM-6 anti-air missiles.
The ships are equipped with one 5-inch (127mm/L62) Mk-45 Mod 4 naval gun in a stealth-shaped mount, two 20 mm Phalanx Close-In Weapon Systems (CIWS), SM-3 Block IIA and SM-6 air/missile defense missiles and Type 17 ship-to-ship missiles.
Powered by two combined gas turbine-electric and gas turbine (COGLAG) engines, the ship and 300 crew are propelled to a maximum stated speed of 30 knots.

(Web, Google, Wikipedia, You Tube)






























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