martedì 5 maggio 2026

US NAVY 2028 - 2030: la Marina degli Stati Uniti mira a schierare rapidamente una nuova classe di navi di superficie più piccole, con il varo della prima fregata FF (X) previsto per il 2028.










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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.










Il programma FF(X) della US Navy, annunciato a fine 2025, prevede la costruzione di nuove fregate leggere basate sul design del cutter di classe Legend (National Security Cutter) della Guardia Costiera statunitense, con un focus primario sulla guerra di superficie (ASuW) e sulla capacità di operare in modo adattabile. La costruzione della prima unità è stata assegnata a Ingalls Shipbuilding (HII) nell'aprile 2026. 






Ecco gli aspetti chiave basati sui concept attuali:
  • Design e Struttura: Il progetto si basa sullo scafo collaudato dei cutter di classe Legend, noto per la sua robustezza e capacità oceaniche. Il design prevede una sovrastruttura a più livelli, progettata per ospitare sensori avanzati e sistemi d'arma, con un profilo ridotto per la capacità di combattimento.
  • Armamento e Sensori (ASuW Focus): La missione primaria ASuW comporta l'integrazione di sistemi missilistici antinave avanzati e moduli per il comando di sistemi senza equipaggio (UUV/USV). L'approccio progettuale mira a un equilibrio tra costi e capacità, affidandosi ad elicotteri e droni per la caccia sommergibili (ASW).
  • Propulsione: Si prevede l'utilizzo di sistemi di propulsione efficienti, in linea con le capacità di lunga autonomia necessarie per le pattuglie in mare aperto.
  • Versatilità: Nonostante il focus ASuW, la nave è progettata per essere altamente adattabile, in grado di svolgere una gamma di operazioni, inclusa la sicurezza marittima e il supporto in scenari operativi moderni.

Nel documento di bilancio per l'anno fiscale 2027, i vertici della US NAVY hanno delineato i piani per il nuovo programma per le fregate FF(X)

Il progetto - dopo le innumerevoli e dissennate lungaggini tecniche e filosofiche del progetto delle USS CONSTELLATION di Fincantieri Marinette - mira ora a mettere in cantiere rapidamente una nuova classe di navi di superficie più piccole; il varo della prima fregata sarebbe previsto per il primo trimestre dell'anno fiscale 2029, cioè la fine dell'anno solare 2028.

Come noto, dopo una interminabile serie di grossolani errori, la US NAVY ha annunciato l'intenzione di interrompere il programma delle fregate di classe Constellation dopo anni di instabilità progettuale, optando invece per l'acquisizione di una nave più semplice basata sul pattugliatore classe Legend della Guardia Costiera statunitense. 

Analizziamo pertanto la crisi delle costruzioni navali statunitensi e le implicazioni del passaggio dalle fregate ai pattugliatori.

Cancellate le USS CONSTELLATION, il cambio di rotta non è un incidente isolato, ma l'ultimo capitolo di una saga ventennale di difficoltà di approvvigionamento che ha visto la Marina statunitense lottare per realizzare una nave da combattimento di superficie valida, diversa dai DDG classe Burke aggiornati. 
In seguito all'interruzione del programma dei tre DDG-1000 classe Zumwalt, che ha prodotto solo 3 navi su 32 previste a causa dell'aumento vertiginoso dei costi e di un eccessivo sviluppo tecnologico, e ai ben documentati fallimenti della Littoral Combat Ship (LCS) nel fornire capacità modulari affidabili, la classe Constellation avrebbe dovuto rappresentare la soluzione correttiva. 
Il programma FFG(X), successivamente denominato classe Constellation, prevedeva la scelta tra sei opzioni di fregate. Il progetto FREMM venne selezionato nell'aprile 2020 in quanto ritenuto a "basso rischio" grazie all'utilizzo di un validissimo e collaudato progetto di base già in servizio con le marine francese e italiana e altre alleate.
La teoria era valida: prendere uno scafo europeo collaudato, americanizzare i sistemi di combattimento e schierare rapidamente una flotta di piccole unità di superficie per alleggerire il carico sui cacciatorpediniere Arleigh Burke, già sovraccarichi. 

Tuttavia, la burocrazia degli appalti della Marina statunitense non è riuscita a resistere alla tentazione di modificare drasticamente il progetto di base. 

Non serve essere un architetto navale per sapere che apportare modifiche significative a un progetto di una nave da guerra esistente è un processo complesso che inevitabilmente causa ritardi e aumenti vertiginosi dei costi.
Il progetto finale condivideva solo circa il 15% di componenti con il FREMM originale, dopo l'allungamento dello scafo per soddisfare i requisiti di sopravvivenza statunitensi, armamenti più pesanti e sensori. Entro la metà del 2024, la nave aveva accumulato almeno 759 tonnellate di peso in eccesso, con circa 36 mesi di ritardo rispetto alla tabella di marcia e il costo della prima unità stimato intorno a 1,5 miliardi di dollari; le navi successive avrebbero avuto un costo medio di circa 1,3 miliardi di dollari a nave. La perdita di competenze nell'architettura navale statunitense e lo svuotamento della base industriale navale, un tempo fiorente, negli ultimi due decenni sono allarmanti e non facili da invertire.
Il 25 novembre 2025, il Segretario della Marina, John Phelan, ha annunciato la cancellazione degli ultimi quattro contratti per le navi. Le prime due, la USS Constellation e la Congress, saranno completate, ma questa decisione ha rappresentato di fatto la volontà della US NAVY di limitare le perdite su di una nave che, di fatto, era diventata un nuovo progetto a tutti gli effetti. La scelta di terminare le due navi attualmente in costruzione è dettata dagli ingenti costi di rescissione e dalla necessità di garantire la continuità operativa del cantiere navale Fincantieri Marinette Marine e della sua filiera posta in essere con notevoli investimenti da parte di Fincantieri.

Le FF(X) riusciranno ad arrestare il declino?

Nel tentativo di arrestare il declino della flotta e di realizzare il piano di espansione navale "Golden Fleet" dell'amministrazione Trump, il Pentagono si è rivolto ai cantieri Huntington Ingalls Industries (HII) per la produzione di una nuova Small Surface Combatant (SSC), provvisoriamente denominata FF(X), basata sulla classe Legend del National Security Cutter (NSC). La logica alla base di questa decisione è principalmente industriale: l'ultima delle 10 unità è stata consegnata alla Guardia Costiera statunitense nel 2024 (l'undicesima è stata cancellata in una fase iniziale della costruzione nel giugno 2025). La linea di produzione è relativamente "a regime" e il progetto è apparentemente "stabile". Sebbene molti concordino sul fatto che sia ottimistico, la US NAVY prevede che HII avrà il primo scafo in acqua entro il 2028, una tempistica che sarebbe stata impossibile con il progetto Constellation bloccato. 

Successivamente, altri cantieri navali statunitensi potrebbero contribuire al nuovo programma FF(X).

Le unità della classe NSC furono costruite da HII a Pascagoula, Mississippi, con la posa della chiglia per la prima unità nel 2005. Le consegne si susseguirono nell'arco di quasi due decenni, a causa delle fluttuazioni dei finanziamenti e delle lezioni apprese dalle difficoltà iniziali della costruzione. Il programma nacque dal travagliato progetto di modernizzazione dell'Integrated Deepwater System (IDS) della fine degli anni '90 e dei primi anni 2000, che mirava a rinnovare gran parte della flotta obsoleta della Guardia Costiera con un'unica, ampia iniziativa. Concepito come la componente di superficie di fascia alta di tale piano, il programma NSC era destinato a sostituire le venerabili unità d'altura della classe Hamilton e a fornire una piattaforma in grado di operare a livello globale in modo continuativo, di integrarsi più strettamente con la Marina degli Stati Uniti e di garantire prestazioni credibili in ambienti ostili.
Le fasi iniziali del programma furono caratterizzate da un aumento dei costi e da ben documentate difficoltà con gli accordi originali di integrazione del sistema, il che spinse il Congresso ad esaminare attentamente la situazione e a procedere ad una ristrutturazione che restituì maggiore controllo alla Guardia Costiera. Nonostante questo inizio travagliato, l'NSC divenne gradualmente l'elemento di maggior successo e di maggiore importanza strategica del programma Deepwater Horizon, fornendo una classe di navi che ampliò sostanzialmente la portata, l'autonomia e l'interoperabilità del servizio. Quando la prima nave entrò in servizio nel 2008, la necessità di un pattugliatore di grandi dimensioni e dalle elevate capacità, in grado di operare lontano dalle coste statunitensi a supporto della sicurezza marittima, della lotta al narcotraffico e delle attività di difesa, era ormai consolidata.

Adattare una nave della COAST GUARD per la guerra ad alta intensità presenta contraddizioni tecniche che mettono in discussione l'affermazione che si tratti di una soluzione a basso rischio. 

La classe Legend ha un dislocamento di circa 4.000 tonnellate, piccolo per gli standard delle fregate moderne e significativamente inferiore alle 6.600 tonnellate di dislocamento previste per la Constellation di Fincantieri. Questa riduzione di volume impone limiti alla generazione di energia, alla profondità dei depositi munizioni e ai futuri aggiornamenti, due parametri critici per la guerra di superficie moderna. I primi rendering della FF(X) mostrano una nave con una caratteristica "mensola" sulla sovrastruttura di prua, ma, cosa fondamentale, senza un sistema di lancio verticale (VLS) chiaramente visibile a prua, una caratteristica standard di quasi tutte le fregate del mondo, progettate per il combattimento ad alta intensità.
La classe Constellation è stata criticata per avere "solo 32 celle VLS" , ritenute da alcuni insufficienti per il contesto di minaccia degli anni 2030. La classe FF(X), come appare nei recenti briefing, non avrà celle VLS Mk-41 e probabilmente si affiderà a sistemi VLS Mk 70 containerizzati imbullonati sul ponte di poppa. Un piccolo silo VLS potrebbe essere aggiunto nelle future versioni della classe, più in linea con il progetto che HII ha proposto per il programma FFG(X) nel 2020.

Sopravvivenza vs Disponibilità

Le navi della classe NSC sono progettate per essere significativamente più resistenti delle navi mercantili, grazie alla costruzione in acciaio e alla particolare attenzione alla tenuta a mare, al controllo dei danni e alla sopravvivenza in ambienti a media minaccia, caratteristiche adatte alle missioni della Guardia Costiera. Le navi della classe Legend sono dotate di una cittadella CBRN, soddisfano i criteri di stabilità ai danni e gli standard di sopravvivenza di livello 1 della US Navy e gran parte della progettazione è conforme alle normative dell'American Bureau of Shipping per le navi militari, garantendo loro resilienza in ambienti a bassa e moderata minaccia. 
La protezione balistica è presente intorno alle aree chiave, come il cannone principale da 57 mm, e i sistemi automatizzati di controllo dei danni consentono una risposta rapida in caso di allagamenti e incendi. 
Le unità di superficie della US Navy vantano un livello di sopravvivenza di base molto elevato (con la disonorevole eccezione delle Littoral Combat Ship), che include un'ampia compartimentazione strutturale, ridondanza dei sistemi, resistenza agli urti e una serie di misure passive e attive per ridurre la vulnerabilità in ambienti di combattimento ad alto rischio. Sebbene lo scafo e i sistemi della NSC offrano una notevole robustezza per un cutter, il suo attuale pacchetto di sopravvivenza non raggiunge gli standard di una nave da guerra navale completa e richiederebbe un significativo miglioramento prima di poter essere considerata un'unità di prima linea in operazioni ad alto rischio. Per accelerare l'entrata in servizio della FFX, la US Navy potrebbe dover essere disposta a esporre gli equipaggi ad un rischio maggiore e ad accettare che la FF(X) sia una piattaforma oltremodo sacrificabile.  

L’importanza della guerra ASW.

A causa di decenni di dominio navale pressoché incontrastato, i commentatori statunitensi tendono a concentrarsi principalmente sulla potenza offensiva. La missione essenzialmente difensiva antisommergibile (ASW) viene spesso trascurata e considerata di minore importanza (la guerra di mine è addirittura più trascurata dalla US Navy). Ufficialmente, la missione principale della FF(X) sarà la guerra di superficie, il che è curioso data la sua designazione di fregata, gli evidenti limiti di potenza di fuoco e la mancanza di mezzi ASW nella flotta di superficie nel suo complesso.
Gran parte dei commenti relativi al progetto FF(X) si concentrano sul confronto dei numeri dei sistemi di lancio verticale VLS con quelli della Marina cinese (PLAN), piuttosto che su un'analisi obiettiva dell'utilità della piattaforma nella protezione del resto della flotta dai sottomarini. Sebbene le capacità subacquee cinesi siano generalmente inferiori a quelle delle nazioni occidentali, stanno recuperando terreno e compenseranno in parte la mancanza di qualità con la quantità. Il sottomarino rimane la minaccia più letale per le portaerei CVN e per tutte le altre navi di superficie; il rischio di un insufficiente investimento nella lotta antisommergibile (ASW) sembra essere un problema che le marine europee prendono più seriamente rispetto alla US Navy.

La USS Constellation era stata concepita come nave multiruolo, ma in grado di scortare gruppi d'attacco di portaerei e unità di alto valore, colmando il vuoto lasciato dal ritiro della classe Oliver Hazard Perry, che un tempo contava 51 unità (in servizio nella Marina degli Stati Uniti dal 1977 al 2015). 

Uno dei limiti della classe Legend, da cui deriva, è la mancanza di un'adeguata insonorizzazione acustica, non sufficiente per un cacciatore di sottomarini dedicato (a meno di modifiche sostanziali). Sebbene la FF(X) sarà probabilmente dotata di un sonar trainato e di un sonar montato sullo scafo, il rumore auto-irradiato ne limita l'efficacia contro avversari moderni e oltremodo silenziosi (lo stesso problema principale che limita l'utilità ASW dei DDG classe Burke).
I sistemi off-board potrebbero sempre più essere in grado di compensare le carenze delle navi da guerra che non dispongono di una firma acustica raffinata. Grazie all'impiego di UUV o RWUAS in grado di posizionare i sensori lontano dalla nave, una singola fregata può potenzialmente estendere la propria portata ben oltre le piattaforme tradizionali. Pur non essendo una panacea, gli sviluppi nell'autonomia marittima stanno cambiando le carte in tavola nella lotta contro i moderni sottomarini nucleari e AIP. Uno dei principali vantaggi della NSC sarà l'ampio ponte di volo, lo spazio hangar per diversi velivoli con o senza equipaggio e un ponte di poppa per moduli di missione containerizzati.
Continuare la costruzione delle prime due navi della classe Constellation significa che preziosi finanziamenti e capacità industriale rimarranno vincolati al programma. Se i problemi potessero essere superati, allora potrebbe avere senso proseguire la produzione piuttosto che interromperla dopo la consegna di due unità orfane. Le dinamiche clientelari degli appalti per la difesa statunitensi potrebbero impedire una simile scelta di buon senso, ma se i difetti della USS Constellation sono così gravi e i costi di riparazione così elevati, sarebbe meglio cancellare completamente il progetto ora e concentrarsi sul programma FF(X).
La presenza può esercitare un certo grado di deterrenza, soprattutto nella "zona grigia" di competizione che si svolge quotidianamente in tutto il mondo. 

Una flotta numerosa di fregate è utile per la sicurezza marittima, le operazioni di libertà di navigazione e per mostrare la bandiera. 

La stragrande maggioranza delle attività navali non consiste in scontri cinetici violenti, ma implica persistenza, presenza e pattugliamento (si veda anche la voce dei pattugliatori d'altura della Royal Navy). Ciò è stato dimostrato di recente dal pattugliatore per la sicurezza nazionale USCG Munro, che ha pedinato una petroliera per 17 giorni nell'Atlantico settentrionale prima di inviare forze speciali per sequestrarla.
Tuttavia, in un conflitto cinetico, la discutibile capacità di sopravvivenza delle FF(X) potrebbe costringere i comandanti statunitensi a tenere a distanza queste unità, addossando l'onere del combattimento esclusivamente agli Arleigh Burke. Questa suddivisione della flotta in "cacciatorpediniere" (DDG) e "ricognitori" (FF(X)) è simile alla logica fallimentare delle LCS, che presupponeva che velocità e modularità potessero sostituire la pura potenza di fuoco e la robustezza costruttiva.
Il declassamento dalla classe FFG(X) Constellation alla classe FF(X) basata su pattugliatori dimostra un paradosso: la Marina statunitense sta acquistando scafi per aumentare la massa, ma solo con unità che potrebbero rivelarsi un peso nel Pacifico occidentale. Esiste un valido argomento secondo cui "la consegna è fondamentale": avere più navi, ma meno capaci, che arrivano prima, è meglio che aspettare navi più efficienti che arrivino troppo tardi. 

Sfortunatamente per la US Navy, il suo principale rivale, la PLAN, sta commissionando fregate Type 054B e cacciatorpediniere Type 052D a un ritmo prodigioso. 

La classe FF(X), leggermente armata, non contribuirà in modo significativo alla potenza di combattimento complessiva, sebbene sia comunque meglio di non avere navi.
FFX rappresenta un allontanamento dal perfezionismo eccessivo che ha decretato la fine dei progetti Zumwalt e Constellation, ma rischia di spingere il pendolo troppo nella direzione opposta, con una nave priva della grinta necessaria per combattere e vincere nell'implacabile contesto della guerra navale moderna. Tuttavia, se FF(X) viene vista principalmente come un mezzo per portare in mare un numero adeguato di piattaforme ASW in tempi ragionevoli e non come una componente fondamentale dell'equazione della potenza di combattimento offensiva, allora la decisione di abbandonare FFG(X) ha più senso. Va notato che ad oggi il Congresso degli Stati Uniti non ha ancora approvato, respinto o modificato il piano della Marina di abbandonare il progetto Constellation a favore delle FF(X).

Dopo il varo della prima FF(X), previsto per il primo trimestre del 2028, la consegna dell'unità è programmata entro aprile-giugno 2030. 

Se il programma FF(X) rispetterà questa tempistica, si tratterebbe di uno dei periodi di consegna più brevi nella storia recente della Marina degli Stati Uniti, con la prima unità della classe consegnata circa 4 anni dopo l'inizio del programma. E’ chiaro che per poter rispettare una tempistica così breve, per gli standard statunitensi, la US NAVY prevede che i cantieri Huntington Ingalls Industries (HII), utilizzino componenti provenienti dall'undicesima nave, mai costruita, della classe Legend di pattugliatori della guardia costiera, da cui deriva strettamente la futura FF(X). 
L'utilizzo della classe Legend, chiaramente e tecnicamente molto semplice costruttivamente come base; ciò ha probabilmente ridotto i tempi di realizzazione complessivi, grazie alla somiglianza tra le imbarcazioni, che ha permesso di minimizzare i tempi sia nella fase di progettazione iniziale che in quella di costruzione. 

Restano però forti dubbi tra gli analisti sulla bontà tecnica della nave, chiaramente sottodimensionata per le esigenze strategiche dei gruppi navali d’altura della US NAVY.

Il finanziamento per il programma nell'anno fiscale 2027 è stimato in circa 1,429 miliardi di $, destinati direttamente all'acquisizione della nave capoclasse, a cui si aggiungono 212 milioni di $ stanziati per ulteriori attività di ricerca e sviluppo indispensabili per la validazione dei sistemi di bordo e, soprattutto, per i sistemi di combattimento, per la pianificazione dei test futuri, per il lavoro di integrazione dei carichi utili modulari e dei veicoli di superficie USV, nonché per gli studi di progettazione relativi alla seconda generazione delle fregate.

La progettazione delle Flight 2 delle FF(X) è già iniziata, con la configurazione del Flight 1 delle prime due unità della classe che avranno il minor numero possibile di modifiche rispetto al National Security Cutter allo scopo di non ripetere i grossolani errori dei vertici della US NAVY per le CONSTELLATION e per ridurre i tempi di produzione, con le principali differenze consistenti nell'installazione di un lanciatore di missili Rolling Airframe per la difesa di punto, nell'aggiunta di un radar di ricerca aerea SPS-77 e nel riutilizzo della rampa di poppa per consentire il trasporto di carichi utili containerizzati.

La Marina statunitense ha già avviato delle indagini sui potenziali progetti per il progetto Flight 2 e starebbe già valutando l'integrazione di sistemi di lancio verticale VLS Mk-41 nel progetto, anziché affidarsi all'utilizzo di carichi utili “containerizzati” per l'armamento principale della fregata.

L'aggiunta dei VLS metterebbe in grado la fregata di trasportare internamente una vasta gamma di munizioni standard della Marina: 
  • i missili Evolved Sea Sparrow (RIM-162 ESSM), 
  • i missili superficie-aria SM-2 e SM-6, 
  • Il sistema ASW a lancio verticale RUM-139 (VL-ASROC). 

Ciò allo scopo di rendere le fregate più flessibili (e utili alla flotta!), consentendo il loro impiego anche al di là degli scontri a basso impatto per cui è stata progettata la variante Flight 1. Anche la guerra ASW è di particolare interesse per la US NAVY, e si sta valutando la potenziale integrazione di sistemi ASW intrinseci nell'architettura delle fregate FF(X). 
Ad oggi, sono previste 55-60 fregate, la maggior parte delle quali in uno standard aggiornato con capacità ASW e AAW migliorate.

FF(X) è la designazione di una classe di fregate destinate alla Marina degli Stati Uniti basate sul National Security Cutter (NSC) o sul pattugliatore di classe Legend in servizio con la Guardia Costiera degli Stati Uniti.  

Il programma è stato annunciato il 19 dicembre 2025 e le navi saranno costruite da Huntington Ingalls Industries.
Il 25 novembre 2025, l'allora Segretario della Marina John C. Phelan annunciò la cancellazione del programma delle fregate di classe Constellation oltre le prime due navi, citando la necessità di costruire navi a un ritmo più veloce.
Il programma FF(X) è stato annunciato il 19 dicembre 2025, in post sui social media da Phelan e dal capo delle operazioni navali, l'ammiraglio Daryl Caudle.  L'obiettivo del programma è quello di avere la prima nave in acqua entro il 2028.  Per raggiungere questo obiettivo, la Marina degli Stati Uniti sta pianificando che l'HII utilizzi componenti del pattugliatore Friedman, l'undicesimo della classe Legend, cancellato. 
Le specifiche delle navi pianificate sono state annunciate il 16 gennaio 2026, al Future Fleet Panel della Surface Navy 2026. È prevista la costruzione di 50-65 navi appartenenti a diverse serie.  La costruzione modulare in più cantieri navali è prevista per accelerare la produzione della classe. 
242 milioni di dollari USA sono stati stanziati per articoli a lungo termine per il programma FF(X) nell'ambito della legislazione sugli stanziamenti per la difesa per l'anno fiscale 2026 approvata nel febbraio 2026.  Secondo la richiesta di bilancio della Marina per l'anno fiscale 2027, la prima nave FF(X) dovrebbe costare 1,671 miliardi di dollari USA, inclusi gli articoli a lungo termine, e sarà consegnata entro giugno 2030.
Le specifiche della FF(X) differiscono da quelle della precedenteUSS Constellation.  La FF(X) sarà una nave da guerra più piccola e agile, in grado di svolgere una gamma di missioni e compiti. Le modifiche rispetto al progetto originale dell'NSC includono la costruzione di una piattaforma sopra il ponte di poppa per carichi utili modulari in container e sistemi senza equipaggio.  Nei rendering della FF(X), è stato aggiunto una "struttura" all'estremità anteriore inferiore della sovrastruttura, presumibilmente uno spazio per futuri aggiornamenti come sistemi di lancio verticale (VLS), armi a energia diretta basate su laser o altri sistemi d'arma a corto raggio. 

La versione iniziale della classe sarà armata con: 
  • un cannone Mk 110 da 57 mm, 
  • un cannone da 30 mm, 
  • un lanciatore Mk 49 per 21 missili RIM-116 Rolling Airframe per la difesa di punto, 
  • una stazione flessibile a poppa della nave per una varietà di carichi utili modulari, tra cui fino a 16 missili antinave RGM-184A NSM o 48 missili AGM-114 Hellfire per operazioni contro i droni.  

La Flight 1 iniziale non disporrà di un VLS integrato o di equipaggiamento ASW, sebbene quest'ultimo possa essere aggiunto in futuro. 

La FF(X) è simile alla proposta "Patrol Frigate" del 2012 di HI Industries, anch'essa basata sullo scafo classe Legend, precedentemente offerta alla US Navy come sostituta della Littoral Combat Ship.  Tuttavia, ci sono notevoli differenze tra i rispettivi rendering concettuali, comprese variazioni nelle dimensioni della sovrastruttura principale e della torretta del cannone.  In particolare, il progetto della Patrol Frigate incorporava un'unità VLS Mk 56 a 12 celle, una capacità non inclusa sulle navi Flight I della FF(X). Il concetto di Patrol Frigate includeva anche una suite di sensori ampliata.
Per alcuni, la decisione dell'amministrazione statunitense di cancellare il programma delle fregate classe Constellation e di sostituirlo con le nuove FF(X), basate sul pattugliatore di classe Legend della Guardia Costiera statunitense, è stata accolta come una giusta decisione, sebbene forse presa in ritardo.
Per altri, si tratterà di una piattaforma meno performante per la Marina statunitense, rispetto a quanto avrebbe potuto offrire la classe Constellation. E’ possibile anche che potrebbe addirittura essere una ripetizione del fallimentare esperimento delle Littoral Combat Ship (LCS).
In effetti, i problemi con la Constellation erano tali che diversi analisti del settore chiesero nel 2024 se avrebbe potuto subire la stessa sorte della LCS.
Ciò che è quasi certo, tuttavia, è che la FF(X) verrà consegnata molto prima di quanto previsto per la classe Constellation, con la prima fregata derivata dalla Legend che dovrebbe entrare in acqua entro il 2028. La consegna della USS Constellation non è prevista prima del 2029, nonostante la costruzione sia iniziata nel 2022, con solo le prime due navi da guerra completate nell'ambito del programma ridotto.
Le FF(X) saranno inoltre più numerose, con un fabbisogno di 68 piccole navi da guerra di superficie entro il 2054, rispetto ai 20 scafi inizialmente previsti per la classe Constellation.
Non è un segreto che la classe Constellation abbia sofferto di problemi di consegna, con notevoli ritardi nella produzione dovuti alla progettazione e alla produzione simultanee.
L'elemento chiave per il progetto FF(X) è la volontà di utilizzare un progetto esistente (il pattugliatore Legend) e sistemi navali per una rapida realizzazione, apparentemente per cercare di colmare il crescente divario tra la flotta di superficie della Marina statunitense e quella cinese.
"Per garantire rapidità ed efficienza, ho disposto l'acquisizione di una nuova classe di fregate basata sul progetto del pattugliatore di sicurezza nazionale Legend-Class di HII: una nave collaudata, costruita in America, che ha protetto gli interessi statunitensi in patria e all'estero", ha dichiarato John C. Phelan, Segretario della Marina, il 18 dicembre 2025, annunciando il programma FF(X).
Phelan ha aggiunto in particolare che, al fine di ampliare la base produttiva, le fregate FF(X) saranno inizialmente acquisite utilizzando un cantiere capofila, per poi espandersi con una strategia successiva competitiva per la costruzione multi-cantiere.
"I cantieri navali saranno valutati in base a un unico risultato: fornire alla flotta la potenza di fuoco necessaria per il combattimento nel minor tempo possibile", ha affermato Phelan.
L'ammiraglio Daryl Caudle, capo delle operazioni navali statunitensi, affermò all'epoca che, aspetto cruciale, "ora sappiamo come costruirlo", riferendosi al progetto FF(X).
La FF(X), una volta consegnata, sarà più una piattaforma di presenza navale, in grado di proteggersi come una fregata leggera, ma priva delle capacità di attacco a distanza e di difesa d'area che la classe Constellation avrebbe fornito.
In termini di integrazione nei gruppi d'attacco delle portaerei della Marina statunitense, l'FF(X) sarà di scarsa utilità, poiché la protezione delle portaerei sarà fornita dai DDG classe Arleigh Burke Flight II e Flight III.
Sebbene siano stati rivelati pochi dettagli sulla FF(X), a parte alcune fonti statunitensi, l'analisi del rendering della Marina statunitense fornisce alcuni indizi sulla nuova fregata.
Degna di nota è l'adattamento del progetto del cutter Legend per incorporare una rampa di varo a poppa, un metodo molto più efficace per il dispiegamento a bordo di gommoni e veicoli di superficie autonomi, nonché un ponte rialzato appena a prua della plancia di comando, che consentirà la futura integrazione di un piccolo sistema di lancio verticale (VLS) o di un'arma a energia diretta.
Per molti aspetti, la FF(X) sembra un ibrido tra il design del cutter Legend e alcune delle capacità delle navi da combattimento litoranee Freedom. Una critica fondamentale rivolta alle navi LCS è la loro incapacità di operare in ambienti ostili, a differenza delle fregate Constellation di maggiori dimensioni.
Lo spazio disponibile sembra inoltre limitato, e i futuri "Flight" avranno probabilmente solo la piattaforma rialzata anteriore per integrare nuovi sistemi. Questa FF(X) è a tutti gli effetti un'unità "di presenza", destinata a rappresentare la bandiera in ambienti permissivi o non di combattimento, piuttosto che essere impiegata in zone dove è probabile che volino missili e droni.
Un altro fattore da considerare sarà il costo: è probabile che le fregate FF(X) siano molto meno costose da acquisire rispetto alle fregate Constellation, il cui prezzo supera il miliardo di dollari.
Il dispiegamento di tali piattaforme nella sfera europea potrebbe liberare i DDG, come quelli basati a Rota, per la regione indo-pacifica. Tuttavia, l'avversione dell'amministrazione Trump per gli obblighi di sicurezza europei potrebbe far sì che la FF(X) venga incaricata di rafforzare il numero di navi da guerra di superficie per contrastare l'ascesa della Cina nel Pacifico occidentale.











IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!

Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:
“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».
Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.
L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.
Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».
In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».
Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.
La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.
L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».
Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)

….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, Navy Lookout, Naval-News, Naval-Techology, WIKIPEDIA, You Tube)






























 

lunedì 4 maggio 2026

Zhōngguó Rénmín Jiěfàngjūn Kōngjūn - 中國人民解放軍空軍, 中国人民解放军空军: allo Air Show di Zhuhai, la AVIC ha presentato un nuovo grande drone “madre” della categoria delle 10 t, denominato “JIU TIAN”; utilizza un’ala alta con winglet alle estremità, coda a forma di H, e turbofan montato sopra la fusoliera centrale.











https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.












Zhōngguó Rénmín Jiěfàngjūn Kōngjūn - 中國人民解放軍空軍, 中国人民解放军空军

La Zhōngguó Rénmín Jiěfàngjūn Kōngjūn (中國人民解放軍空軍, 中国人民解放军空军; italiano: "Forze Aeree dell'Esercito Popolare di Liberazione") è l'aeronautica militare della Repubblica Popolare Cinese. Conosciuta internazionalmente con il nome inglese People's Liberation Army Air Force (PLAAF), è stata ufficialmente istituita nel 1949.


Nel 2020 risulta impiegare 395.000 persone in servizio attivo ed essere la più grande aeronautica militare dell'Asia. Ha in corso un esteso programma di modernizzazione con il quale tutti gli aeromobili più vecchi vengono rapidamente sostituiti con particolare attenzione allo sviluppo e introduzione in servizio di caccia della quarta generazione e mezza e ancora più sviluppati caccia della quinta generazione. Continuando con il trend attuale, se continuerà il piano della United States Air Force degli Stati Uniti d'America volto a sostituire un numero sempre maggiore di F-15 Eagle con numeri inferiori di F-22 Raptor, la PLAAF è destinata a diventare in termini numerici la più grande aviazione da combattimento del mondo.
La Zhōngguó Rénmín Jiěfàngjūn Hǎijūn, la marina militare, mantiene una propria aviazione navale (la Zhōngguó Rénmín Jiěfàngjūn Hǎijūn Hángkōngbīng), dotata di 450 aeromobili di cui 290 sono aerei da caccia. Il corpo paracadutisti delle forze armate cinesi (Zhōngguó Rénmín Jiěfàngjūn Kōngjiàngbīng Jūn) dipende direttamente dal comando dell'aeronautica.





All’Air Show di Zhuhai (Cina), la AVIC ha presentato un nuovo grande drone “madre” della categoria delle 10 t, denominato “JIU TIAN”. 

Utilizza un’ala alta priva di angolo di freccia, winglet alle estremità, coda a forma di H, e turbofan montato sopra la fusoliera centrale. 
Sotto il muso vi è una torretta elettro-ottica, e un radome frontale dovrebbe ospitare un radar al suo interno.
La caratteristica più interessante del drone è la baia modulare nella sezione centrale della fusoliera destinata al lancio di mini-droni lanciabili a sciame. Da tempo è vivo l’interesse della Cina per le capacità di sciame e il loro lancio da droni a lungo raggio e palloni ad alta quota. 

Dal punto di vista militare, gli sciami offrono numerosi vantaggi:
  • la capacità di diffondersi rapidamente su di un'area vasta per svolgere varie missioni in modalità ISR, ECM-ECCM, attacco cinetico; 
  • all’interno di ogni sciame possono operare droni equipaggiati con carichi utili diversi, in modo tale da ottenere una capacità multi-missione e principalmente per sovraccaricarne le difese nemiche.

In un possibile scenario nello Stretto di Taiwan, si potrebbe assistere (malauguratamente) ad uno dei più grandi scontri tra migliaia e migliaia di droni. 

Il primo volo del drone vettore Jiutian da parte della Cina segnala un passaggio verso una possibile guerra di massa a lungo raggio basata su sciami di droni, che potrebbe esporre Taiwan, le navi da guerra statunitensi e le vulnerabili basi aeree del Pacifico ad attacchi di saturazione fondati sulla superiorità numerica piuttosto che sulla furtività.
Il drone è inoltre dotato di una cupola sulla parte superiore del muso, in linea con un sistema di comunicazione a lungo raggio (oltre la linea di vista) e di un radome. Quest'ultimo suggerisce la presenza di un radar, che potrebbe essere utilizzato per individuare e colpire minacce aeree tramite armi come il PL-12, nonché per altri scopi di puntamento, oltre che per agevolare la navigazione e fornire una maggiore consapevolezza della situazione. Jiutian potrebbe impiegare armi aria-aria per autodifesa o per dare la caccia attivamente a bersagli volanti.
La sezione di carico utile modulare è sufficientemente ampia da poter essere utilizzata per una serie di altri potenziali scopi. Potrebbe ospitare sensori aggiuntivi, come un radar aviotrasportato a scansione laterale (SLAR), nonché sistemi di guerra elettronica e sistemi di comunicazione. La capacità del Jiutian di volare ad alta quota e per periodi prolungati a velocità relativamente basse potrebbe renderlo una piattaforma particolarmente ideale per attività di sorveglianza e ricognizione più generali, oltre a fungere da nodo di comunicazione aereo. L'Esercito Popolare di Liberazione cinese (PLA) ha già ampliato la sua flotta di droni ad alta quota e a lunga autonomia , impiegandoli sempre più spesso in missioni di sorveglianza e ricognizione di routine , su terra o acqua, lungo i suoi confini. Molti di questi modelli esistenti possono anche trasportare munizioni aria-superficie, ma con una capacità di carico nettamente inferiore a quella del Jiutian.
La stessa AVIC ha evidenziato come lo spazio interno del Jiutian potrebbe essere utilizzato per il trasporto di merci, e potrebbe rappresentare un valido supporto logistico per le località più remote. L'Esercito Popolare di Liberazione (PLA) ha manifestato esigenze specifiche in tal senso, data la crescente presenza di basi operative remote e inospitali, come gli avamposti insulari altamente strategici nel Mar Cinese Meridionale e le basi dislocate sull'altopiano himalayano lungo il confine conteso con l'India . Come accennato in precedenza, il carrello di atterraggio del Jiutian potrebbe indicare la sua capacità di svolgere qualsiasi missione anche in zone con infrastrutture limitate.
Le piattaforme senza equipaggio potrebbero anche offrire vantaggi in termini di costi rispetto ai tradizionali aerei cargo con equipaggio per condurre operazioni di rifornimento di routine in quelle aree in cui questi ultimi potrebbero non essere nemmeno in grado di operare. Allo stesso tempo, tutto ciò sembra destinato a essere, nella migliore delle ipotesi, una missione secondaria per il Jiutian. AVIC e altre aziende aeronautiche cinesi hanno già sviluppato una gamma crescente di droni di grandi dimensioni progettati specificamente per ruoli logistici.
AVIC e l'Esercito Popolare di Liberazione hanno inoltre ampiamente pubblicizzato il potenziale del Jiutian per svolgere diverse missioni non militari. "Il suo sistema di carico utile modulare consente ruoli che vanno dalle consegne precise di carichi pesanti in regioni remote, alle comunicazioni di emergenza e al soccorso in caso di calamità, fino al rilevamento geografico e alla mappatura delle risorse", secondo un post odierno dell'account China Military Bugle su X, organo ufficiale delle forze armate cinesi.
I test condotti di recente nella provincia dello Shaanxi, hanno rappresentato un passo significativo nella spinta della Cina verso la guerra aerea con sciami di droni e la sorveglianza mediante droni a lungo raggio.
L’aeromobile, presentato per la prima volta al Salone aeronautico di Zhuhai nel novembre 2024, è progettato per fungere da nave madre volante, capace di lanciare più di 100 droni più piccoli o munizioni a guida autonoma durante una singola missione: ha un peso massimo al decollo di circa 16 tonnellate, un'apertura alare di 25 metri e una quota operativa massima di 15.000 metri; lo Jiutian può rimanere in volo per circa 12 ore e raggiungere obiettivi fino a 7.000 Km di distanza.
Secondo i commentatori militari cinesi, ciò consente al drone di effettuare attacchi a tappeto, condurre attività di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR) e supportare la guerra elettronica sopraffacendo le difese aeree avversarie grazie alla superiorità numerica e non solo con la furtività.
Gli analisti della difesa occidentali descrivono la piattaforma come un raro esempio di UAV per l’alta quota e con lunga autonomia, progettato specificamente per il dispiegamento di sciami in volo, ben oltre le capacità dei sistemi statunitensi come il Global Hawk o i droni d'attacco MQ-9 Reaper.
Fonti cinesi sottolineano inoltre il duplice ruolo dello Jiutian, che comprende il soccorso in caso di calamità, la logistica e il supporto alle comunicazioni, ed evidenziano una ampia strategia di integrazione dello sviluppo di droni civili e militari in un contesto di crescenti tensioni regionali.
Negli scritti dell'Esercito Popolare di Liberazione (PLA) pubblicati tra il 2020 e il 2024, gli sciami di droni autonomi vengono sempre più spesso presentati come un elemento chiave per una possibile e programmata invasione o per un blocco totale di Taiwan.
Gli analisti dell'Esercito Popolare di Liberazione prevedono il dispiegamento di sciami di droni da piattaforme terrestri, marittime e aeree come avanguardia delle operazioni di assalto anfibio, con il compito di condurre attività di allerta precoce, intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR), guerra elettronica, inganno e attacchi suicidi per sopprimere le difese aeree e i sistemi radar di Taiwan.
A partire dal 2021, le esercitazioni dell'Esercito Popolare di Liberazione (PLA) hanno utilizzato sciami di droni come prima ondata nelle simulazioni di conquista delle isole nello stretto, a testimonianza di un passaggio dalla teoria alla sperimentazione.
E’ anche possibile che gli sciami di droni minaccino le navi di superficie statunitensi attaccando da più direzioni, saturando i sistemi difensivi e sfruttando la limitata capacità di ingaggio delle armi tradizionali di bordo.
Le loro piccole dimensioni, la bassa traccia radar e il coordinamento autonomo consentono agli sciami di confondere i sensori e che minacce simultanee su più assi possono sopraffare il processo decisionale del centro di comando e controllo.
Se equipaggiati con esplosivi o utilizzati per il supporto al puntamento, gli sciami possono disattivare i radar, sopraffare le difese ravvicinate e creare aperture per attacchi successivi, rendendoli uno strumento dirompente e sproporzionatamente efficace anche contro navi ben armate.
Oltre a colpire le difese di Taiwan insieme alle navi da guerra statunitensi e alleate, gli sciami di droni cinesi potrebbero anche minacciare le forze statunitensi e alleate schierate all'interno della Prima Catena di Isole.

In un rapporto del settembre 2025 per il Center for a New American Security (CNAS), le forze statunitensi di stanza a Yonaguni, in Giappone, e a Mindanao, nelle Filippine, sono esposte a vulnerabilità gravi, ma diverse, oltre agli attacchi mediante sciami di droni.

In una serie di esercitazioni teoriche le forze dell'Esercito Popolare di Liberazione (PLA) hanno utilizzato sciami di droni autonomi e semi-autonomi per colpire le unità del Littoral Regiment dei Marines statunitensi a Yonaguni e i siti dispersi dell'Agile Combat Employment (ACE) dell'USAF a Mindanao.
Nelle simulazioni, le dimensioni ridotte di Yonaguni hanno permesso difese sovrapposte e supporto reciproco, consentendo alle forze statunitensi di respingere i primi attacchi nonostante la vicinanza alla Cina. Al contrario, gli aeroporti di Mindanao, ampiamente dispersi e distanti tra loro circa 160 Km, hanno impedito il supporto reciproco, consentendo agli sciami di droni cinesi di sopraffare la limitata copertura anti-drone ed esporre depositi di carburante, piste e aerei parcheggiati ad attacchi di saturazione.
Sebbene i piccoli droni che operano in sciami potrebbero non avere l’autonomia necessaria per attacchi a lunga distanza contro le basi aeree statunitensi nel Pacifico, sia che vengano lanciati da basi nella Cina continentale o da avamposti nel Mar Cinese Meridionale, il loro dispiegamento da un aeromobile madre come lo Jiutian potrebbe consentire loro di minacciare infrastrutture cruciali a Guam e altrove.
I bombardieri strategici statunitensi a terra potrebbero essere vulnerabili ad un attacco di sciami di droni, un rischio sottolineato dall'audace operazione Spiderweb condotta dall'Ucraina nel luglio 2025, in cui droni introdotti clandestinamente in Russia hanno distrutto una parte consistente della flotta di bombardieri strategici russi con un attacco a sciame.
Inoltre, durante il dispiegamento di forze in vista degli attacchi contro il programma nucleare iraniano all'inizio di quest'anno, i bombardieri statunitensi B-2 Spirit e B-52 Stratofortress erano parcheggiati all'aperto a Diego Garcia, nell'Oceano Indiano, nonostante la possibile minaccia di un attacco da parte di droni iraniani.

Il successo dell'Operazione Ragnatela fu dovuto principalmente al fatto che la Russia parcheggiò i suoi bombardieri strategici allo scoperto anziché sotto hangar protetti.

La mancanza di hangar protetti dagli Stati Uniti potrebbe rivelarsi decisiva in una guerra nel Pacifico contro la Cina. Alcuni analisti, in un rapporto del 2025, osservano che le basi aeree statunitensi e alleate nel Pacifico soffrono di una grave carenza di hangar rinforzati per gli aerei, rendendoli estremamente vulnerabili agli attacchi di precisione cinesi.
Si osserva che, mentre la Cina ha più che raddoppiato il numero dei suoi rifugi antiaerei, arrivando a oltre 3.000 unità dall'inizio degli anni 2010, le forze statunitensi entro 1.800 Km dallo Stretto di Taiwan ne hanno aggiunti solo una manciata, e molte basi, soprattutto a Guam, nelle Isole Marianne, in Australia e nelle Filippine, non ne possiedono nemmeno uno. Tale asimmetria rende gli aerei statunitensi molto più facili da annientare a terra e rischia di incentivare un primo attacco cinese.
In un rapporto della RAND del giugno 2025, si osserva che gli Stati Uniti hanno compiuto passi graduali per migliorare la difesa delle basi aeree, come l'aumento degli investimenti nelle difese attive, l'adozione della strategia ACE per disperdere gli aerei in più località e l'incremento dei finanziamenti per le difese passive.

Tuttavia, i miglioramenti rimangono insufficienti rispetto alla crescente minaccia cinese. 

La spesa per il rafforzamento delle difese e le costruzioni militari è rimasta indietro per anni, lasciando aerei e infrastrutture esposti.
Tra le altre sfide evidenziate figurano la limitata disponibilità di missili intercettori, i ritardi burocratici, i vincoli imposti dalle basi dei paesi ospitanti e le persistenti carenze nelle difese contro i missili da crociera e i sistemi senza pilota.
L’UAV Jiutian conferma come la Cina stia scommettendo sul fatto che sciami di missili economici, di massa e trasportabili per via aerea possano compensare i vantaggi tecnologici degli Stati Uniti, trasformando navi e basi aeree esposte nell'anello debole della proiezione di potenza alleata.
A meno che gli Stati Uniti non accelerino il rafforzamento delle basi, la dispersione degli aerei e le difese anti-drone, il prossimo conflitto nel Pacifico potrebbe dipendere meno da chi possiede gli aerei più avanzati e più da chi è in grado di garantirne la sicurezza a terra.








IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 

Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!


Di fronte agli ultimi sconvolgimenti bellici, lo storico Antonio Socci, ha scritto su Libero-quotidiano:

“””….Giancarlo Torlizzi, un vero addetto ai lavori, l’altro ieri ha fatto notare che «Pechino non sta affatto assistendo passivamente alle dinamiche mediorientali» e ora «offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza» con l’obiettivo di «estendere il controllo sull’Asia». Torlizzi conclude: «Stiamo andando incontro a un sistema basato su due blocchi commerciali finanziari e industriali. E l’Europa deve scegliere da che parte stare».

Si tratta anche di due blocchi politici e culturali. Purtroppo ci sono forze che spingono verso il suicidio dell’Occidente: opporre la Ue agli Usa è oggi il pericolo maggiore. L’Europa è legata al vecchio scenario (fallito) della globalizzazione clintoniana, non all’ideale della difesa dell’Occidente, perciò giudica folle la leadership di Trump. E la Casa Bianca ritiene suicida la Ue per le sue politiche economiche, immigratorie, burocratiche e demografiche. Che sono vecchie, fallimentari e condannano la Ue all’irrilevanza.

L’Ue appare fuori gioco anche nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale, la rivoluzione che cambierà tutto. Anche su questo la Cina, leader del fronte avverso all’Occidente, tenta di sorpassare gli Usa e gli scenari che si prospettano sono cupi. Ha posto il problema Alexander C. Karp, Ceo di Palantir in cui è socio di Peter Thiel. Quella di Karp è una storia interessante. Karp nasce a New York nel 1967 in una famiglia di sinistra molto impegnata nelle battaglie civili. Si laurea in giurisprudenza a Stanford, poi un Ph.D alla Goethe Universität di Francoforte (sì, è la culla della Scuola di Francoforte che a quel tempo aveva il suo simbolo in Jürgen Habermas). Una formazione di sinistra Doc, infatti ha sempre votato Dem. Ma è duro con l’ala woke del partito democratico e ultimamente la sua antipatia per Trump ha virato verso il pragmatismo e la condivisione su alcuni temi.

Nel libro che ha scritto con Nicholas W. Zamiska, La repubblica tecnologica (Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente), pubblicato in Italia da Silvio Berlusconi editore, Karp indica la necessità di una svolta per «i giganti della Silicon Valley che dominano l’economia americana».

In una lettera indirizzata ai propri investitori Karp citò una frase del famoso libro di Samuel P. Huntington Lo scontro delle civiltà: «L’ascesa dell’Occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ... ma dalla sua superiorità nell’usare la violenza organizzata».

Federico Rampini, nella prefazione del libro, commenta: «Nella sua visione (di Karp, ndr), questa non è una premessa per esprimere sensi di colpa, pentimento e vergogna verso la nostra civiltà.
Al contrario, è una forza di cui dobbiamo essere consapevoli, orgogliosi, e che va preservata. “Siamo ancora abbastanza duri” si chiedeva in un’intervista al New York Times “da spaventare i nostri avversari, e quindi evitare la guerra? Cinesi, russi, iraniani, ci considerano ancora forti?” Bastano queste parole per capire che Karp non è un personaggio banale. Nel 2024 il New York Times ha definito l’azienda da lui fondata, la Palantir, come impregnata di una cultura “filo-occidentale, la convinzione che l’Occidente rappresenti un modello superiore”.

La Palantir è un gioiello tecnologico della Silicon Valley, specializzata nell’analisi di Big Data e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale, che annovera tra i suoi clienti le forze armate, l’intelligence e corpi di polizia». In realtà quel giudizio di Huntington (anch’egli Dem), che di fatto è alla base dell’ideologia woke e dei sensi di colpa occidentali, non è storicamente vero, perché l’Occidente è stato a lungo sotto attacco e a volte ha perso. Non solo. Le potenze antagoniste dell’Occidente sanno bene che alla radice del suo successo c’è altro.

L’Accademia delle scienze sociali di Pechino, per esempio, nel 2002 giunse a questa conclusione: «Una delle cose che ci è stato chiesto di investigare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo. Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale. Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Non abbiamo alcun dubbio».

Non c’è solo l’economia. Ratzinger indicava nell’incontro del cristianesimo con la filosofia greca la premessa dell’approccio scientifico alla realtà. E la scienza ha prodotto, soprattutto negli ultimi secoli, la nostra superiorità tecnologica. Gerusalemme, Atene e Roma sono la culla dell’Occidente. Per difenderlo non si può dimenticare nessuna di queste radici”””..….(Antonio Socci)


….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…

…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.

Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…

Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.

Tutto…tranne l’amare.


(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, RID, Asiatimes, TWZ, Wikipedia, You Tube)