mercoledì 25 settembre 2024

GUERRA RUSSIA - UCRAINA: quanti soldati russi sono deceduti in Ucraina dall'inizio dell'invasione? Impossibile rispondere con certezza. I servizi di intelligence occidentali ritengono che Mosca abbia perso tra morti e feriti 315mila dei 360mila soldati, l’87% del totale in servizio attivo sin dall’inizio della guerra. La devastazione immane delle strutture di stoccaggio delle munizioni di Oktyabrsk, Tikhoretsk e Toropets in Russia mostrano i recenti risultati delle operazioni da parte di "COMMANDO" e di droni a lungo raggio dell’Ucraina.






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Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, 
storia militare, sicurezza e tecnologia. 
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri 
di un reparto militare 
ma come cittadini e custodi di ideali.
Valori da tramandare e trasmettere, da difendere
senza mai darli per scontati.
E’ desiderio dell’uomo riposare
là dove il mulino del cuore non macini più
pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.




Il tema della guerra scatenata in Ucraina circa due anni fa, all'interno della Federazione Russa, è tabù. È proibito parlarne. Perfino i più fervidi sostenitori della cosiddetta “operazione militare speciale”, se aprono bocca sull'argomento, rischiano di finire in carcere. Anche il blogger Andrey Morozov ha pagato con la vita le pressioni subite per cancellare un post pubblicato sul proprio sito, nel quale elencava le perdite subite da Mosca durante la conquista di Avdiivka. Come tanti altri, si sarebbe suicidato!
Secondo le forze armate ucraine, dall’inizio della guerra la Russia avrebbe perso circa 451.730 soldati negli attacchi in Ucraina. La cifra comprenderebbe le 840 vittime registrate di recente. Il rapporto riferisce anche che l’esercito, l’aviazione e la marina di Mosca nei combattimenti iniziati il 24 febbraio 2022 hanno perso ad oggi: 
  • 7.146 carri armati, 
  • 13.698 mezzi corazzati da combattimento, 
  • 15.339 veicoli e autobotti di carburante, 
  • 11.486 apparati di artiglieria, 
  • 1.042 sistemi di razzi a lancio multiplo, 
  • 755 sistemi di difesa aerea, 
  • 347 aerei, 
  • 325 elicotteri, 
  • 9.161 droni, 
  • 26 imbarcazioni e un sottomarino.

Chissà quali saranno i dati vicini al vero! 
Ai posteri l'ardua sentenza! 
La nostra speranza e quella di tutti gli uomini liberi è che questi numeri, da ambo le parti, siano pari a un centesimo o, meglio, pari a zero: purtroppo non è così!

Intanto gli scontri in terra ucraina vanno avanti senza soste: «nelle ultime ore le truppe russe hanno effettuato 279 attacchi contro otto insediamenti nella regione di Zaporizhia» ha riferito su Telegram il capo dell’amministrazione militare regionale Ivan Fedorov che ha aggiunto: «Una donna è rimasta ferita in seguito al bombardamento dell'artiglieria nemica nella città di Gulyaipole. Sono pervenute 17 segnalazioni di distruzione di edifici residenziali e infrastrutture». Salito a 5 morti il bilancio delle vittime dell'attacco a Mykolaiv. L'attacco ha danneggiato edifici residenziali, strutture industriali e automobili. Il sindaco Oleksandr Senkevych ha detto a un giornalista del Kyiv Independent che l'attacco aveva preso di mira un vecchio impianto industriale.
Nella notte, a causa della caduta di frammenti di un drone che era stato abbattuto, un incendio è scoppiato in un impianto di infrastrutture energetiche vicino a Kryvyi Rih, nella regione di Dnipropetrovsk. La notizia arriva da fonti ucraine. Nell’incendio, che i vigili del fuoco hanno domato anche per impedire che si propagasse, non ci sarebbero né morti né feriti. Si tratta dell’ennesimo raid delle forze aeree di Putin sulle centrali elettriche: la regione di Kharkiv negli ultimi due giorni è stata colpita almeno 10 volte lasciando 200mila case senza elettricità e la rete metropolitana ferma per diverse ore. Completamente distrutta la grande centrale di Trypillia di Ukrainka, nell’oblast di Kiev.
La difesa aerea russa avrebbe invece respinto un attacco di droni nell'area di Novoshakhtinsk, nella regione di Rostov. Lo ha detto il governatore regionale Vasily Golubev.
Le riserve di armi della contraerea delle forze che fanno capo a Zelensky - come noto - sarebbero ormai ridotte a poche unità: secondo quanto riferisce il quotidiano tedesco "Bild", infatti “L’Ucraina ha esaurito i missili Patriot e Iris-T e la maggior parte delle scorte dei mezzi di difesa aerea sono esaurite o distrutte”.
Meduza, testata indipendente in esilio, mesi fa ha avviato una collaborazione con i colleghi di Mediazona e con il ricercatore sulle mortalità in eccesso Dmitry Kobak al fine di stimare, appunto, il numero di soldati morti al fronte. I calcoli, basati su registri ufficiali come quello per i casi di eredità o quello statistico federale, ma anche sugli elenchi compilati dai volontari o dagli stessi giornalisti di Mediazona e della BBC russa, nel frattempo sono stati aggiornati. Nello specifico, leggiamo proprio su Meduza, dal 24 febbraio 2022 alla fine dello scorso anno la Russia ha perso almeno 75 mila uomini. Non si tratta di una cifra esatta, ma di una stima statistica. Ovvero, del valore più probabile all'interno di una forbice, invero molto ampia, compresa fra 66 e 88 mila.
Il metodo utilizzato non consente di «vedere» le perdite russe fino a oggi. Detto ciò, immaginando che il 2024 abbia mantenuto il ritmo del quarto trimestre del 2023 – circa 3.900 soldati russi morti al mese – potremmo trovarci di fronte a 83 mila perdite sull'arco di due anni. Sebbene, nel 2023, la linea del fronte sia rimasta pressoché bloccata, il tasso di perdite fra i russi ha subito un'accelerazione significativa. Nel 2022, infatti, sono morti circa 24 mila soldati. L'anno scorso, ne sono stati uccisi quasi il doppio. Le perdite maggiori si sono verificate durante la battaglia per Bakhmut, fra gennaio e marzo 2023. Secondo i dati diffusi da Meduza, in questo periodo i russi cadevano a un ritmo di 2 mila uomini a settimana. Parliamo, in gran parte, di ex detenuti reclutati nelle prigioni e mandati in prima linea come carne da macello. 
A Bakhmut, il tasso di perdite è rimasto alto. Molto alto. Superiore perfino alle perdite accusate da Mosca nei primissimi giorni dell'invasione su larga scala, quando le truppe russe avevano subito una sconfitta – etichettata come «devastante» – nel tentativo di avanzare verso Kiev. L'offensiva su Avdiivka, avviata mesi fa, ha provocato una nuova impennata in termini di morti. 

Detto dei numeri, chi erano queste persone? Quanti anni avevano? Soprattutto, a chi appartenevano? 

Durante i primi mesi di guerra, due anni fa, a morire erano quasi esclusivamente militari professionisti. Quindi, alla voce «deceduti» si sono affacciati anche ex prigionieri, come detto, soldati mobilitati e, ancora, mercenari, in primis quelli del Gruppo Wagner. Questi ultimi sono «scomparsi» nell'estate del 2023, in seguito al tentato golpe promosso da Yevgeny Prigozhin, anche se molti combattenti wagneriani – in realtà – sono semplicemente passati sotto il controllo diretto del Ministero della Difesa russo.

Pesante, se non pesantissimo il contributo dato in termini di morti dai mobilitati. 

Il terzo «gruppo» di soldati russi uccisi più consistente dopo i militari a contratto e gli ex detenuti. Meduza ha indicato che 16 mila delle 75 mila perdite totali siano attribuibili proprio ai mobiki. Il cui tasso di perdita, dall'ottobre del 2022, dopo la mobilitazione parziale annunciata da Vladimir Putin, è rimasto stabile: circa 250 uomini uccisi in battaglia ogni settimana. 

Nel complesso, la «fabbrica di morti» ha mantenuto una certa costanza negli ultimi sei mesi del 2023. Da un lato, beh, Mosca è sempre riuscita a portare nuovi soldati al fronte. Dall'altro, i russi sono morti sul campo al ritmo di 120 uomini al giorno.

E i feriti? Meduza, al riguardo, ha riferito di non avere grandi novità in merito. Anche perché la metodologia usata per tracciare i morti sul campo di battaglia non può essere applicata anche a chi, invece, si è «soltanto» ferito. Secondo un'ipotesi altamente conservativa, tuttavia, si può pensare che per ogni soldato ucciso ve ne siano da 1,7 a 2 che rimangono feriti. Il che significherebbe che la guerra in Ucraina ha prodotto qualcosa come 130 mila feriti fra le fila russe, portando quindi il totale, fra feriti e morti, a oltre 200 mila. 
Il tentativo di Meduza, certamente accurato, va comunque contestualizzato. O, meglio, giova ricordare che è difficile, molto difficile – al netto del velo di mistero che circonda l'argomento – stimare con sicurezza il numero di soldati russi morti durante questi due anni di guerra. 

Un aspetto, questo, che vale anche per la controparte ucraina, visto il segreto di Stato sulle perdite in vigore da entrambe le parti. 

Se i numeri forniti dal quotidiano russo in esilio vi sembrano alti, a ogni modo, quelli di un rapporto declassificato dell'intelligence statunitense sono perfino superiori: si parla, infatti, di 315 mila uomini fra feriti e morti. 
Quanto agli ucraini, il New York Times aveva indicato nell'agosto 2023 70 mila soldati morti e fra 100 e 120 mila feriti, in base alle stime di alcuni funzionari americani. Le stesse fonti, per contro, parlavano di 120 mila militari russi deceduti e 170-180 mila feriti.
Nell’aprile del 2021, in preparazione all’invasione su vasta scala, la Russia iniziò a radunare truppe al confine ucraino. Il loro numero era il più alto mai registrato dal 2014, quando aveva avuto inizio l’aggressione militare russa contro l’Ucraina. A metà febbraio 2022, i soldati russi in attesa presso il confine ucraino erano quasi 190.000 e, il 24 febbraio, questi avanzarono nel territorio del paese, portandosi dietro soltanto morte e distruzione.
Fin dai primi giorni della guerra su vasta scala, lo Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine ha pubblicato dei rapporti giorno per giorno sulla situazione in prima linea e sulle perdite totali del nemico nei combattimenti. Queste aumentano ogni giorno.

Al 1° settembre 2024, le perdite russe in combattimento ammontano a 616.300 soldati, secondo lo Stato Maggiore delle Forze Armate dell’Ucraina.

Durante la conferenza stampa del 25 febbraio 2024, il presidente Volodymyr Zelenskyy ha inoltre precisato che, nella guerra su vasta scala della Russia contro l’Ucraina, i russi rimasti uccisi sono complessivamente 180.000. Se si tiene anche conto di feriti e dispersi si ottiene un totale di 500.000 circa.

I servizi di intelligence occidentali ritengono che Mosca abbia perso tra morti e feriti 315mila dei 360mila soldati, l’87% del totale in servizio attivo sin dall’inizio della guerra. 

Un’ecatombe che ha reso necessaria la mobilitazione di nuove reclute attingendo anche dalle carceri. La reazione ucraina supportata dagli alleati statunitensi, europei e asiatici avrebbe poi comportato danni impressionanti agli equipaggiamenti militari russi: dei 3.500 carri armati dispiegati a febbraio del 2022 ne sarebbero stati distrutti 2.200 costringendo l’esercito di Vladmir Putin ad utilizzare i vecchi T-55 e T-62.

La valutazione dell’intelligence occidentale è che la guerra in Ucraina “abbia azzerato di 15 anni” gli sforzi di Putin di ammodernare le sue forze armate. 

Il documento stima che “sino a novembre 2023 Mosca avrebbe perso oltre un quarto del suo arsenale di equipaggiamenti di terra pre-invasione" e ciò avrebbe provocato “una riduzione della complessità e della portata delle operazioni offensive russe”. Allo stesso tempo gli analisti statunitensi riconoscono però che Mosca sarebbe riuscita ad adottare “misure straordinarie” per fare fronte alle perdite, un riferimento alla mobilitazione di 300mila soldati decretata a settembre dell’anno scorso. Secondo la Cia prima dell’invasione l'armata russa poteva contare su 900mila soldati in servizio attivo. Adesso il Cremlino vorrebbe arrivare ad un milione e mezzo di uomini.
La determinazione di Mosca rimane forse inalterata; gli apparati informativi alleati considerano che l’Ucraina rimane “profondamente vulnerabile” e la strategia messa in campo dalla Russia ha il chiaro obiettivo di mandare in crisi il supporto occidentale a Kiev.

Quanti sono i carri armati russi distrutti in Ucraina?

Secondo alcune fonti non meglio precisate, al 1° settembre 2024, le perdite di carri armati russi in Ucraina avrebbero raggiunto le 8.592 unità, oltre a 16.760 veicoli blindati persi. Molti di questi sono stati distrutti dai difensori ucraini (alcuni sono stati addirittura rubati dai contadini ucraini) e abbandonati sul territorio del paese mentre le truppe russe si ritiravano dalle regioni di Kiev, Kharkiv o Kherson. Il loro destino è stato quello di trasformarsi in rottami metallici.
In più di 30 mesi di guerra su vasta scala, le forze ucraine sono inoltre riuscite a distruggere 28 navi da guerra e imbarcazioni russe, tra cui la famigerata “Moskva”, l’ammiraglia della flotta russa del Mar Nero, nonché un sottomarino.

A quanto ammontano le perdite aeree russe in Ucraina?

368 aerei e 328 elicotteri russi risultano abbattuti entro il settembre 2024. Inoltre, le perdite russe in combattimento includono più di duemila missili da crociera e più di 14,5 mila velivoli a pilotaggio remoto UCAV e UAV.

L'attacco da parte di "commando" o di UCAV alle strutture di stoccaggio delle munizioni di Oktyabrsk, Tikhoretsk e Toropets in Russia

La devastazione immane delle strutture di stoccaggio delle munizioni di Oktyabrsk, Tikhoretsk e Toropets in Russia mostrano i recenti risultati delle operazioni di droni a lungo raggio dell'Ucraina.
Nuove immagini satellitari condivise sui media mostrano quanto gravemente tre siti di stoccaggio di munizioni in Russia siano stati danneggiati nei recenti attacchi di droni ucraini. Gli attacchi, contro le strutture di Toropets e Oktyabrsk a ovest di Mosca e Tikhoretsk, nel sud della Russia, hanno provocato la distruzione di decine di migliaia di tonnellate di munizioni, inclusi missili nordcoreani.
I funzionari ucraini hanno riconosciuto che Tikhoretsk e Okyabrsk sono stati attaccati il 21 settembre 2024 mentre Toropets è stato colpito il 18 settembre 2024.
Tikhoretsk si trova nella regione di Krasnodar, a circa 220 miglia dalle linee del fronte. Secondo la Casa Bianca, era una delle strutture di stoccaggio per missili balistici forniti dalla Corea del Nord.

Attacco di droni al principale deposito di munizioni di artiglieria russa nel villaggio di Kamenny, distretto di Tikhoretsky, Krasnodar Krai. 
I depositi distrutti qui presumibilmente contenevano munizioni dalla Corea del Nord. 

C'è stato "un drammatico aumento dell'attività in questo sito a partire dall'autunno del 2023", secondo il Center for Strategic and International Studies (CSIS). "Prima del 2023, l'impianto di stoccaggio delle munizioni di Tikhoretsk, a volte segnalato come la 719a base di munizioni di artiglieria... si occupava principalmente dello stoccaggio e della manutenzione di munizioni di artiglieria, sistemi di artiglieria e attrezzature correlate. La struttura era protetta con una recinzione di sicurezza a più strati con torri di guardia, comprendeva circa 2,6 km2 ed era servita da una linea ferroviaria dalla piccola struttura ferroviaria di Tikhon'kii (Tikhon'kiy), 3 km a nord.”
Le immagini scattate il 14 settembre e fornite da Maxar Technologies, mostrano com'era Tikhoretsk prima dell'attacco dei droni di Kiev.
Le immagini catturate il 22 settembre, un giorno dopo l'attacco, mostrano ingenti danni. Decine di strutture di stoccaggio sembrano essere distrutte o gravemente danneggiate e i segni di bruciatura coprono un'ampia fascia della struttura di 2,6 chilometri quadrati. Lo Stato Maggiore delle Forze Armate Ucraine ha confermato che c'erano più di 2.000 tonnellate di munizioni, compresi i missili nordcoreani, immagazzinati a Tikhoretsk. Inoltre, una stazione radar Podlet, che monitorava i bersagli aerei in direzione dell'arsenale, è stata colpita durante l'operazione.
A circa 750 miglia a nord-ovest di Tikhoretsk, il Servizio di Sicurezza dello Stato (SBU) ucraino ha colpito il sito di stoccaggio delle munizioni di Oktyabrsk. Situato a 300 miglia a nord del confine, Oktyabrsk ospitava il 23° Arsenale di Artiglieria. Secondo la CNN, era "presumibilmente utilizzato per immagazzinare i sistemi missilistici tattici Iskander e i sistemi missilistici tattici Tochka-U".
Un'immagine Maxar scattata il 18 settembre 2024 mostra gli edifici di stoccaggio delle munizioni prima dell’attacco. Dopo l'attacco, la maggior parte di loro sembrava aver subito ingenti danni.
Un'altra immagine di Oktyabsk scattata il 18 settembre mostra intatti i contenitori dei missili sospetti. Un'immagine scattata dopo l'attacco li mostra, insieme a tre edifici, completamente distrutti.
L'attacco del 18 settembre a Toropets ha distrutto circa 30.000 tonnellate di munizioni, secondo l'ufficiale dell'intelligence estone Ants Kiviselg. Toropets si trova a circa 230 miglia a ovest di Mosca e a circa 300 miglia a nord dell'Ucraina. Un mostra i primi momenti di quell'attacco.
Un'immagine satellitare Maxar scattata il 7 settembre mostrava dozzine di edifici di stoccaggio di munizioni a Toropets, tutti intatti. Un'immagine sulla stessa area scattata il 22 settembre mostra che la stragrande maggioranza di quelle strutture sono state distrutte o gravemente danneggiate. Una vista più ravvicinata mostra un enorme cratere e alberi abbattuti. Le esplosioni sono state così potenti che nella regione di Tver è stato segnalato un terremoto di magnitudo leggero, registrandosi a 2,8 sulla scala Richter.
Maxar ha anche catturato un'immagine satellitare di vagoni ferroviari e di una gru che scaricava materiale a Toropets il 7 settembre 2024. Un'immagine satellitare scattata dopo l'attacco mostra che la gru, molti dei vagoni ferroviari e i materiali sono stati annientati.
Questi attacchi si sono verificati su alcune delle più grandi strutture di stoccaggio di munizioni della Russia. Resta da vedere quanto questo danneggerà la sua "Operazione Militare Speciale", ma mostrano che gli attacchi con droni a lungo raggio dell'Ucraina continuano a contribuire a compensare i vantaggi della Russia nella quantità di truppe e materiale bellico che hanno.
Gli attacchi all'area di stoccaggio delle munizioni sono arrivati anche prima della visita del presidente ucraino Voldoymry Zelensky negli Stati Uniti, dove ha detto che presenterà il suo piano di vittoria al presidente Joe Biden e ai candidati Kamala Harris e Donald Trump.
Tra le altre cose, si dice che il piano includa un altro appello per gli Stati Uniti per porre fine alle restrizioni sull'uso di armi donate in profondità in Russia.
Se ciò non accade, l'Ucraina dovrà continuare a fare affidamento sulle sue armi autoprodotte per colpire obiettivi strategici. Ma mentre i droni più piccoli si basano su un attento targeting per innescare una reazione a catena di esplosioni secondarie, i missili che gli Stati Uniti e i suoi alleati hanno fornito possono perforare anche aree di stoccaggio altamente indurite, rendendo molto più facile la distruzione dei siti di stoccaggio delle munizioni.




Ripensare la guerra, e il suo posto
nella cultura politica europea contemporanea,
è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti
a un disegno spezzato
senza nessuna strategia
per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali.
Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando
è che non bisogna arrendersi mai,
che la difesa della propria libertà
ha un costo
ma è il presupposto per perseguire ogni sogno,
ogni speranza, ogni scopo,
che le cose per cui vale la pena di vivere
sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, 
in quanto capace di autodeterminarsi,
vive finché è capace di lottare per la propria libertà: 
altrimenti cessa di esistere come popolo.
Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! 
Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti 
sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze 
per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: 
SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, 
devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante
poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”,
alcuni si sono abituati a darla per scontata:
una sorta di dono divino e non, 
un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità,
difendere la mia cultura,
conservare le mie tradizioni.
L’importante non è che accanto a me
ci sia un tripudio di fari,
ma che io faccia la mia parte,
donando quello che ho ricevuto dai miei AVI,
fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza
ai popoli che difendono la propria Patria!
Violenza e terrorismo sono il risultato
della mancanza di giustizia tra i popoli.
Per cui l'uomo di pace
si impegna a combattere tutto ciò 
che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori
affinché siano spezzate le catene
della violenza e dell’odio,
e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: 
fino a quando, Signore? Quando farai giustizia?
Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita 
e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, 
a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet:
“””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, CorrieredelTicino, Avvenire, IlGiornale, TheDrive, Wikipedia, You Tube)























 

martedì 24 settembre 2024

ROYAL ARMY: FN UK collabora con True Velocity per produrre il .338 Norma Magnum LWMMG.








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senza mai darli per scontati.
E’ desiderio dell’uomo riposare
là dove il mulino del cuore non macini più
pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.




La controllata di FN Browning Group, FN UK, ha annunciato sul suo sito web il 15 agosto 2024 che avrebbe formato una partnership strategica con True Velocity per la produzione e l'assemblaggio di componenti per la mitragliatrice media leggera (LWMMG) .338 Norma Magnum (NM) presso la sua struttura di Kent.
Questo accordo segue l'annuncio del 18 giugno di una partnership simile tra la controllata di FN Browning Group FN America e True Velocity per produrre la LWMMG.



La LWMMG, nota anche come RM338, è una mitragliatrice media camerata per la cartuccia .338 NM. L'arma impiega un nuovo sistema operativo noto come short coil, impulse mediang (SRIA). Secondo una domanda di brevetto presentata nel febbraio 2013, il sistema SRIA combina un breve rinculo e un sistema operativo a gas con un complesso gruppo tampone. Questa soluzione consente di ridurre al minimo lo sforzo di rinculo della potente cartuccia .338 NM mantenendo il peso di circa 11 kg e la lunghezza dell'arma rispetto a una mitragliatrice NATO per uso generale (GPMG) equivalente da 7,62 mm come la FN MAG.
Originariamente sviluppato da General Dynamics Ordnance and Tactical Systems, la proprietà intellettuale e il pacchetto dati sono stati trasferiti alla controllata True Velocity LoneStar Future Weapons nel 2021 durante il processo di selezione per il programma Next Generation Squad Weapon dell'esercito americano. In base all'accordo, anche il design del fucile RM277 è stato trasferito a LoneStar.




La True Velocity RM338, precedentemente Lightweight Medium Machine Gun (LWMMG), è un prototipo di mitragliatrice sviluppata prima dalla General Dynamics, successivamente da LoneStar Future Weapons, ora da True Velocity.

L'arma è stata originariamente sviluppata dal programma General Dynamics for Combating Terrorism Technical Support Office (CTTSO) Irregular Warfare, ma è stata successivamente reintrodotta da True Velocity per il programma LMG-M del Comando Operazioni Speciali degli Stati Uniti (SOCOM).

Progettazione

La LWMMG è progettata per colmare il divario tra le mitragliatrici BMG da 7,62 mm e .50. L'arma utilizza il proiettile .338 Norma Magnum, dandogli una maggiore letalità e raddoppiando la portata del proiettile 7.62 NATO. Il LWMMG ha una velocità di fuoco di 500 colpi al minuto, una portata effettiva di 1.700 metri (1.900 iarde) e una portata massima di 5.642 metri (6.170 iarde). Pesa 24 libbre (11 kg), rendendolo solo leggermente più pesante dell'M240L e 3 libbre (1,4 kg) più leggero dell'M240B. Il proiettile .338NM ha oltre 6.300 J (4.600 piedi⋅lb) di energia della bocca ed è quattro volte più potente del 7.62 NATO a 1.000 metri. Un singolo proiettile è due volte più pesante (45,5 grammi rispetto a 24 grammi), di ogni anello di cintura (8 grammi rispetto a 4 grammi). Per ogni arma da sparare per un minuto, il LWMMG standard del peso di 10,8 kg (24 libbre) più una cintura di 500 colpi di .338NM peserebbe 37,6 kg (83 libbre), mentre un M240B del peso di 12,5 kg (28 libbre) più una cintura di 800 colpi NATO da 7,62 peserebbe 34,9 kg (77 libbre). La LWMMG è azionata da un pistone a gas, a corsa lunga con un otturatore rotante situato sotto la canna e spara ad otturatore aperto. Utilizza la tecnologia "Short Recoil Impulse Average", brevettata da General Dynamics e precedentemente utilizzata sulla loro mitragliatrice XM806, dove l'intera canna, l'estensione della canna, il sistema del gas e il gruppo otturatore si retraggono all'interno dell'alloggiamento esterno. La LWMMG è dotata di una canna a cambio rapido, binari quad picatinny, calcio pieghevole e può essere utilizzata da truppe smontate o montato su di una piattaforma.
La LWMMG è presentata come un ponte tra il calibro 7.62 NATO e il calibro .50 delle mitragliatrici BMG. Mentre l'M240 ha una portata effettiva di 1.100 m, la LWMMG spara un proiettile da 300 gr (19 g) .338 che può fornire un fuoco efficace e preciso fino a 1.700 m. I funzionari della General Dynamics confermano che la loro mitragliatrice non è pensata per sostituire l'M240, ma per dare la possibilità di sparare efficacemente a bersagli a distanze estese. La LWMMG può essere montata su di un supporto M240 e costa lo stesso. Mentre l'azienda è soddisfatta delle prestazioni più corte della cartuccia .338NM, l’arma potrebbe essere facilmente convertita in .338 Lapua Magnum. Il sistema operativo a breve rinculo fa sì che la canna si ricambi, simile alla mitragliatrice M2. Questo combinato con un sistema a gas per ridurre al minimo il rinculo bilancia le forze di rinculo positive e negative, consentendo a un artigliere di sparare un proiettile con un'energia significativamente maggiore ma con il profilo di rinculo simile a un colpo di 7,62 mm di un M240.

Storia

La General Dynamics si è resa conto per la prima volta del divario di capacità sperimentato dalle forze statunitensi in Afghanistan intorno al 2010. In molti casi, le truppe erano in terra bassa e venivano impegnate dal fuoco delle mitragliatrici PKM dall’alto, costringendole a rispondere al fuoco da dove si trovavano invece di essere in grado di cercare una posizione migliore. La mitragliatrice calibro M2 .50 è troppo pesante per essere utilizzata da pattuglie smontate e i proiettili di un M240 vanno fuori bersaglio a 800 metri, specialmente quando si spara verso l'alto. A distanze più ravvicinate, un M240 è precisa ma non ha abbastanza potere penetrante contro strutture dure. La competizione Precision Sniper Rifle in corso in quel momento mostrava anche che l’US ARMY era interessato alle armi di fanteria con una portata di 1.500 metri. Per ottenere le capacità di gittata desiderate, fu scelto il calibro .338, in particolare il .338 Norma Magnum rispetto al .338 Lapua Magnum per diversi motivi, tra cui una maggiore durata della canna e una custodia meno affusolata per un migliore in un collegamento metallico di disintegrazione dal design push-through. A 1.000 iarde (914 m), la velocità del 7,62 NATO scende a circa 1.000 piedi/s (300 m/s); a quella gamma, il .338NM viaggia a 2.000 piedi/s (610 m/s) e a 1.100 iarde (1.006 m), il proiettile è in grado di perforare l'armatura di livello III. Una mitragliatrice è stata poi progettata attorno al concetto con la tecnologia Short Recoil Impulse Averaging, utilizza i componenti del sottosistema disponibili per mantenere bassi i costi e ha un ampio cannocchiale a 6 potenze per consentire l'impegno del bersaglio puntuale fino a 1.000-2.200 metri. Lo sviluppo dei prototipi è stato interamente finanziato dall'azienda e ha richiesto 12 mesi. La LWMMG è stata presentata per la prima volta il 15 maggio 2012 alla Joint Armaments Conference di Seattle, Washington.
Una LWMMG migliorata è stata mostrata all'AUSA 2014 con il suo peso diminuito a 22 libbre (10,0 kg). In precedenza, l’arma era stata sottoposta a una dimostrazione di fuoco con elementi di operazioni speciali a Camp Roberts, in California. Quando si spara da un bipiede, gli artiglieri erano in grado di sparare direttamente e colpire bersagli fino a 1.950 m (2.133 iarde). A quel raggio, una mitragliatrice calibro .50 è progettata per essere un'arma di area e potrebbe sparare con precisione solo con singoli colpi, mentre la LWMMG può mantenere un fuoco automatico preciso oltre ciò di cui è capace il .50 Cal. Ciò ha mostrato l'importanza dell'arma di colpire bersagli a distanze più lunghe di quelle che può fare un M240 che richiederebbe l'uso di un'arma calibro .50 montata sul veicolo. Una dimostrazione di lancio della LWMMG dovrebbe aver luogo alla fine di ottobre a Fort Benning, in Georgia.
Nell'aprile 2021 il pacchetto di dati tecnici per il LWMMG è stato venduto a LoneStar Future Weapons.
Nel novembre 2021 True Velocity Ammo ha acquisito LoneStar Future Weapons.

Ulteriore sviluppo

Il concetto LWMMG è stato ulteriormente sviluppato in RM338 sotto True Velocity per competere nel programma LMG-M del Comando Operazioni Speciali degli Stati Uniti (SOCOM).
Nell'aprile 2024, True Velocity ha intentato una causa contro SIG Sauer, sostenendo che la presentazione dell'ingresso Sig MG 338 di SIG nel LMG-M ha rubato la loro proprietà intellettuale sul sistema di mitigazione del rinculo.
Il 18 giugno 2024, True Velocity ha annunciato una partnership con FN Browning Group per produrre l'RM338 negli Stati Uniti da FN America e nel Regno Unito da FN UK.



Ripensare la guerra, e il suo posto
nella cultura politica europea contemporanea,
è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti
a un disegno spezzato
senza nessuna strategia
per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali.
Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando
è che non bisogna arrendersi mai,
che la difesa della propria libertà
ha un costo
ma è il presupposto per perseguire ogni sogno,
ogni speranza, ogni scopo,
che le cose per cui vale la pena di vivere
sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, 
in quanto capace di autodeterminarsi,
vive finché è capace di lottare per la propria libertà: 
altrimenti cessa di esistere come popolo.
Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! 
Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti 
sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze 
per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: 
SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, 
devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante
poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”,
alcuni si sono abituati a darla per scontata:
una sorta di dono divino e non, 
un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità,
difendere la mia cultura,
conservare le mie tradizioni.
L’importante non è che accanto a me
ci sia un tripudio di fari,
ma che io faccia la mia parte,
donando quello che ho ricevuto dai miei AVI,
fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza
ai popoli che difendono la propria Patria!
Violenza e terrorismo sono il risultato
della mancanza di giustizia tra i popoli.
Per cui l'uomo di pace
si impegna a combattere tutto ciò 
che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori
affinché siano spezzate le catene
della violenza e dell’odio,
e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: 
fino a quando, Signore? Quando farai giustizia?
Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita 
e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, 
a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet:
“””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, Jane’s, Wikipedia, You Tube)















 

US NAVY 1948: la superportaerei USS United States venne progettata alla fine degli anni '40 come risposta alle esigenze strategiche emergenti dell'era nucleare e, soprattutto, in seguito all'avvento dei velivoli a reazione, più grandi e più pesanti, e in grado di trasportare bombe nucleari.









https://svppbellum.blogspot.com/

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, 
storia militare, sicurezza e tecnologia. 
La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri 
di un reparto militare 
ma come cittadini e custodi di ideali.
Valori da tramandare e trasmettere, da difendere
senza mai darli per scontati.
E’ desiderio dell’uomo riposare
là dove il mulino del cuore non macini più
pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.





 
La USS United States era una superportaerei messa a punto e progettata alla fine degli anni '40 per ospitare aerei più grandi di quelli allora utilizzati, in grado di trasportare bombe nucleari.
Avrebbe avuto un ponte a filo per gestire caccia a reazione e bombardieri strategici, ma sorsero ben presto problemi per la mancanza di una sovrastruttura e delle capacità radar.
La nave fu cancellata nel 1949 dal Segretario alla Difesa Louis A. Johnson, scatenando la "Rivolta degli Ammiragli", una grande controversia che portò alla rimozione di Johnson.
Nonostante la battuta d'arresto, la US NAVY in seguito divenne parte della triade nucleare con lo sviluppo dei sottomarini missilistici Polaris.
La seconda guerra mondiale dimostrò la supremazia della portaerei come piattaforma navale d’altura. Tuttavia, aveva sollevato nuove domande con l'introduzione della bomba atomica come arma strategica significativa.
Questo sviluppo, insieme all'ascesa dei caccia a reazione, aveva gettato il design della portaerei in feroci controversie. Mentre gli anni '40 volgevano al termine, i pianificatori navali crearono la classe UNITED STATES di super portaerei come visione per i successivi decenni di aviazione navale e propulsione nucleare.
In definitiva, la rivalità tra i servizi e le azioni discutibili dell'allora Segretario alla Difesa Louis A. Johnson fece cancellare la nave e la nuova classe di super portaerei prima che la costruzione fosse terminata.

USS United States: una portaerei per l'era nucleare:
  • I sostenitori della dottrina del bombardamento strategico erano rimasti delusi dai risultati durante la seconda guerra mondiale, che ha visto il maltempo e i pesanti incendi antiaerei ridurre gravemente l'efficacia di tali campagne.
  • L'avvento della bomba nucleare aveva rianimato i pensieri di supremazia strategica dei bombardamenti, e molti nell'establishment militare vedevano lo Strategic Air Command (SAC) dell’US Air Force come braccio definitivo delle forze strategiche statunitensi.
  • Le bozze di bilancio sulla scia della guerra videro amare diatribe tra i servizi mentre ognuno di loro lottava per un pezzo più piccolo della torta. La US NAVY aveva intravisto che il SAC era il nuovo beniamino dell'establishment e dell'amministrazione della difesa e quindi cercò di rafforzare il bombardamento nucleare strategico e i relativi fondi.
  • Sfortunatamente per gli Stati Uniti, le bombe della US NAVY Fat Man e Little Boy - all'epoca, le uniche armi nucleari disponibili - erano troppo grandi per essere trasportate a bordo di qualsiasi aereo allora nell'inventario della Marina. L'ascesa dei caccia a reazione, che erano intrinsecamente più grandi e più pesanti delle loro controparti ad elica, portava anche considerazioni progettuali per le portaerei.
  • Per tenere conto di queste sfide, i progettisti progettarono la classe delle superportaerei USS UNITED STATES. Sebbene la classe Midway allora in servizio fosse solo 100 piedi più corta del design proposto, l'aspetto unico del ponte a filo della UNITED STATES aveva attirato il soprannome di superportaerei.
  • Per ospitare aerei più grandi e pesanti, la nave proposta non aveva una sovrastruttura. Invece, l'intera parte superiore della nave era il ponte di volo. Ciò avrebbe consentito agli aerei con una maggiore apertura alare - come quelli abbastanza grandi da trasportare bombe nucleari - di decollare e atterrare facilmente.
  • Il design non era privo di sfide; tuttavia, la Marina aveva scoperto con la USS Langley, la sua prima portaerei, un design a filo del ponte creava difficoltà nello sfogare i gas di scarico dai motori.
  • Inoltre, i bombardieri proposti sarebbero stati troppo grandi per stare su di un ascensore. Invece, sarebbero stati posti all'aperto sul ponte di volo. Inoltre, vi era la mancanza di una sovrastruttura significava per poter montare un radar di allarme rapido.
  • Questo problema venne aggirato con una nave di comando e portaerei di scorta: la UNITED STATES sarebbe stata scortata da una Midway e da due portaerei classe Essex.

Controversia e cancellazione della USS UNITED STATES

In definitiva, la USS United States non sopravvisse. Anche se la chiglia per la capoclasse era già stata impostata, fu cancellata cinque giorni dopo. Il Segretario alla Difesa Louis A. Johnson annullò unilateralmente il programma, provocando la "Rivolta degli Ammiragli", un tentativo infruttuoso da parte dell'alta dirigenza della US NAVY di salvare la nave.
Tuttavia, la controversia spinse alle dimissioni e un'indagine del Congresso che portò il presidente Truman a rimuovere Johnson dal suo incarico.
Mentre l’US Air Force aveva preservato il suo ruolo di unico servizio in grado di bombardamenti nucleari strategici, la US NAVY avrebbe presto assunto il controllo di una gamba della triade nucleare quando i missili nucleari Polaris vennero imbarcati a bordo dei sottomarini statunitensi alla fine degli anni '50.
Ulteriori progressi tecnologici avevano ridotto le dimensioni delle bombe nucleari permettendo agli aerei basati su portaerei di portare armi nucleari tattiche fino agli anni '90.






La USS United States (CVA-58) sarebbe stata la nave principale di un nuovo progetto di portaerei. 

Il 29 luglio 1948, il presidente Harry Truman approvò la costruzione di cinque "superportaerei", per i quali i fondi erano stati forniti nel Naval Appropriations Act del 1949. La chiglia della prima di cinque portaerei del dopoguerra pianificati fu impostata il 18 aprile 1949 a Newport News Drydock e Shipbuilding. Il programma fu cancellato nel 1949, la UNITED STATES non fu completata e le altre quattro portaerei pianificate non furono mai costruite.

Progettazione

Il principale sostenitore della nuova grande portaerei era l'ammiraglio Marc Mitscher.  Voleva un vettore che fosse in grado di gestire le armi più efficaci del tempo. Le prime discussioni sul design si erano concentrate sullo sviluppo di una portaerei in grado di supportare le missioni di combattimento utilizzando nuovi aerei a reazione che erano più veloci, più grandi e significativamente più pesanti degli aerei che le navi della classe Essex e Midway imbarcavano alla fine della seconda guerra mondiale. Si pensava che l'aereo trasportato avrebbe dovuto avere una autonomia più ampia per consentire al vettore di operare più lontano dal bersaglio. Il ponte doveva essere in grado di gestire il peso dell'aereo a getto pesante che atterrava sul ponte. L'implicazione era che il ponte di forza della nave avrebbe dovuto essere il ponte di volo piuttosto che il ponte dell'hangar, come era stato il caso dei precedenti vettori statunitensi.  Armare il ponte di volo avrebbe significato che la nave avrebbe avuto una maggiore tendenza a rollare nel mare agitato, poiché una parte maggiore del peso della nave sarebbe stata sopra la linea di galleggiamento.
In base alle dimensioni dell'aereo che la nuova nave avrebbe dovuto trasportare, il progetto della portaerei non avrebbe avuto una struttura di controllo dell'isola. Questo sarebbe stato fatto per creare più spazio per aerei di grandi dimensioni.  Il design del ponte a filo portava con sé due grandi preoccupazioni: la prima preoccupazione riguardava il modo in cui il fumo proveniente dall’apparato motore sarebbe stato deviato dal ponte di volo.  Questo era stato un grosso problema con la prima portaerei della Marina degli Stati Uniti, la USS Langley, negli anni '20, quando lo sviluppo della portaerei era ai primordi. La seconda preoccupazione era il posizionamento di apparecchiature radar di allarme rapido per consentire alla nave di rilevare eventuali attacchi in arrivo. Una soluzione era che una nave di comando fosse vicina e avrebbe trasportato il comandante della task force e il radar di rilevamento precoce. La nave di comando trasmetteva informazioni elettroniche e ordini dal suo centro di comando alla portaerei. Questo ruolo di nave di comando venne definito "pilotfish" e la USS Northampton (CLC-1) sarebbe stata costruita in parte per svolgere questo ruolo.  Una seconda soluzione era che la nave trasportasse aerei che potessero far volare il radar di allerta precoce. Questi avrebbero rilevato gli aerei in avvicinamento.  In verità, la nave progettata non sarebbe stata in grado di operare in sicurezza da sola, ma avrebbe avuto bisogno di operare in collaborazione con i vettori della flotta tradizionali e complementare. In effetti, la nave era stata progettata sulla base dell'aereo che si pensava avrebbe trasportato, e questi erano basati su proiezioni di quali aerei sarebbero esistiti nel periodo dal 1952 al 1960.
Le discussioni includevano il dibattito sulla missione della portaerei. Un punto di vista era che avrebbe trasportato un gruppo di grandi bombardieri che sarebbero stati fissati al ponte di volo, senza un hangar, poiché sarebbero stati troppo grandi per muoversi su e giù su di un ascensore.  Anche se sarebbero costruiti per trasportare grandi armi nucleari, la quantità totale di spazio utilizzato per lo stoccaggio delle munizioni sarebbe stata ridotta in quanto attacchi multipli non sarebbero stati probabili. Un piccolo ponte di hangar sarebbe stato disponibile per una scorta di caccia limitata e un piccolo elevatore per un piccolo numero di armi nucleari pesanti. Un altro piano era che potesse essere costruita con capacità di attacco convenzionale con un grande ponte di hangar per una grande ala aerea e un grande caricatore.  I sostenitori dell'attacco nucleare avevano vinto nella fase iniziale di progettazione, ma il progetto fu modificato per trasportare più velivoli. Le UNITED STATES a ponte a filo erano state progettate per lanciare e recuperare gli aerei da 100.000 libbre (45 t) necessari per trasportare armi nucleari dei primi modelli, che pesavano fino a cinque tonnellate.  La nave non avrebbe avuto un'isola rialzata in modo permanente o una struttura di torre di comando.  Sarebbe stata dotata di quattro ascensori per aerei situati ai bordi del ponte per evitare di diminuire la resistenza strutturale del ponte di volo. Quattro catapulte sarebbero state utilizzate per lanciare gli aerei, con due a prua e altre due sul bordo esterno del ponte sfalsate all'indietro. Il vettore fu progettato in modo da poter far atterrare gli aerei nella parte posteriore mentre allo stesso tempo lanciava contemporaneamente gli aerei dalle catapulte a prua e nell'area anteriore. Il costo di costruzione della nuova nave era stato stimato in 189 milioni di dollari (equivalente a 1,92 miliardi di dollari nel 2023).

Operazioni proposte

La USS United States era stata progettata con la missione principale di trasportare bombardieri a lungo raggio che potessero trasportare un carico abbastanza pesante da intraprendere missioni di bombardamento nucleare. Avrebbe anche trasportato caccia di scorta a lungo raggio che avrebbero volato e protetto i suoi bombardieri. La nave poteva anche assumere altri ruoli, come fornire supporto aereo alle forze anfibie e condurre operazioni di controllo del mare, ma principalmente doveva essere una “porta-bombardieri”.  Si pensava che avrebbe operato in una task force accoppiata con i vettori d'attacco tradizionali, che avrebbero fornito la copertura aerea per la task force. Quella missione era praticamente certa di rendere la nave un bersaglio di rivalità tra i servizi su missioni e finanziamenti. L’USAF aveva visto l’UNITED STATES come una sfida al loro monopolio sulla consegna strategica di armi nucleari.

Posa della chiglia e cancellazione

Cercando di tagliare il bilancio militare e accettando senza dubbio l'argomento dell'Air Force sulla deterrenza nucleare per mezzo di grandi bombardieri a lungo raggio, il segretario alla Difesa Louis A. Johnson annunciò la cancellazione dell’United States il 23 aprile 1949, cinque giorni dopo che la chiglia della nave era stata posata.  Il segretario della Marina John Sullivan si dimise immediatamente e il Congresso tenne un'indagine sul modo e la saggezza della decisione di Johnson. Nella successiva "Rivolta degli Ammiragli", la Marina non fu in grado di avanzare il suo caso secondo cui le grandi portaerei sarebbero state essenziali per la difesa nazionale.
Poco dopo, Johnson e Francis P. Matthews, l'uomo indicato per essere il nuovo Segretario della Marina, decise di punire quegli ufficiali che avevano fatto conoscere la loro opposizione.  L'ammiraglio della Marina Louis Denfeld fu costretto a dimettersi da capo delle operazioni navali, e un certo numero di altri ammiragli e gradi minori furono puniti. L'invasione della Corea del Sud sei mesi dopo aveva portato a un bisogno immediato di una forte presenza navale, e la posizione di Matthews come Segretario della Marina e la posizione di Johnson come Segretario della Difesa vennero sminuite; entrambi alla fine si dimisero.
Subito dopo essere stata cancellata, la chiglia della portaerei fu smontata. Ciò aveva liberato il bacino di carenaggio, consentendo agli equipaggi di iniziare immediatamente la costruzione del transatlantico SS United States .
La Marina trovò presto un mezzo per trasportare armi nucleari in mare, imbarcato a bordo della portaerei USS Franklin D. Roosevelt nel 1950. Così la domanda su quale servizio avrebbe avuto la responsabilità primaria per gli attacchi nucleari strategici non ebbe risposta con la cancellazione di Johnson della USS United States.




Ripensare la guerra, e il suo posto
nella cultura politica europea contemporanea,
è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti
a un disegno spezzato
senza nessuna strategia
per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali.
Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando
è che non bisogna arrendersi mai,
che la difesa della propria libertà
ha un costo
ma è il presupposto per perseguire ogni sogno,
ogni speranza, ogni scopo,
che le cose per cui vale la pena di vivere
sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero, 
in quanto capace di autodeterminarsi,
vive finché è capace di lottare per la propria libertà: 
altrimenti cessa di esistere come popolo.
Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai! 
Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti 
sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze 
per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori: 
SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, 
devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà….
La difesa è per noi rilevante
poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale.
Dopo alcuni decenni di “pace”,
alcuni si sono abituati a darla per scontata:
una sorta di dono divino e non, 
un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità,
difendere la mia cultura,
conservare le mie tradizioni.
L’importante non è che accanto a me
ci sia un tripudio di fari,
ma che io faccia la mia parte,
donando quello che ho ricevuto dai miei AVI,
fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza
ai popoli che difendono la propria Patria!
Violenza e terrorismo sono il risultato
della mancanza di giustizia tra i popoli.
Per cui l'uomo di pace
si impegna a combattere tutto ciò 
che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori
affinché siano spezzate le catene
della violenza e dell’odio,
e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: 
fino a quando, Signore? Quando farai giustizia?
Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita 
e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni, 
a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet:
“””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, TheNationalInterest, Wikipedia, You Tube)